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lunedì 31 marzo 2014

Due splendide storie di amicizia

Nelle scorse settimane ha avuto vasta eco in Rete un video che racconta un commovente episodio di vita vissuta con protagoniste la sudafricana Gerdi McKenna e le sue amiche: eccolo qui sotto.


In poche parole, quando Gerdi si è ammalata di cancro al seno e ha dovuto sottoporsi a terapie che le hanno fatto perdere tutti i capelli, le sue amiche le hanno espresso solidarietà decidendo di rasarsi a zero... e non è mica una cosa da poco, considerando quanto le donne ci tengano mediamente alla propria chioma. Nella sua enorme sfortuna, Gerdi è stata fortunata: avercele, delle amiche così! :-) Mi auguro di cuore che il loro sostegno la accompagni verso una rapida e completa guarigione: è noto quanto sia determinante non sentirsi soli, in simili dolorose circostanze.
Un gesto di affetto e solidarietà tanto grande non è certo fuori dalla portata dei più piccoli, anzi: nello Stato americano del Colorado Kamryn Renfro, 9 anni, si è rasata anche lei a zero per manifestare la propria vicinanza all'amica undicenne Delaney Clements e aiutarla a non sentirsi "diversa", dopo che questa aveva perso i capelli per effetto della chemioterapia alla quale si era sottoposta per curare un neuroblastoma. Chiunque non potrà che essere d'accordo sul fatto che si tratti di un gesto coraggioso ed encomiabile sotto tutti i punti di vista, vero? Ebbene... no: incredibilmente, Kamryn è stata sospesa da scuola per aver violato il "dress code" dell'istituto, e a nulla è valsa l'ineccepibile spiegazione di sua madre. In seguito, per effetto della mobilitazione degli compagni di scuola e dei loro genitori, il dirigente scolastico è tornato sulla sua decisione... ma secondo me l'ignominia per questa vicenda, che ha avuto pure un ampio risalto mediatico, rimarrà indelebile.

domenica 30 marzo 2014

Un papà molto speciale

Mi sarebbe piaciuto approfittare della splendida giornata odierna facendo qualche bel giretto nei dintorni, ovviamente con la reflex al collo... ma dopo due settimane di stop la lezione di walking di ieri mattina mi aveva messa ko, così mi sono "accontentata" di andare al cinema a vedere il film d'animazione Mr. Peabody e Sherman, basato su un cartone animato degli anni Sessanta e diretto da Rob Minkoff, il regista de Il re leone. Il trailer non mi aveva entusiasmata, ma in seguito ho letto diversi commenti positivi, e... beh, avevano ragione! :-) Il film è davvero carino e spassoso, ideale per bambini... di tutte le età: un "filone" al quale la DreamWorks ci ha abituati fin dai tempi di Shrek. Io l'ho visto in 2D, ma sono convinta che in 3D faccia la sua figura.
Ecco la trama in sintesi. Il geniale Mr. Peabody è laureato ad Harvard, scienziato premio Nobel e dotato di innumerevoli altri talenti. C'è solo un "piccolissimo" particolare: questo portento d'intelligenza è in realtà... un cane! ;-) Viste le notevoli referenze, la sua natura canina non gli impedisce di prendere in adozione il trovatello Sherman: il giudice infatti sentenzia «Se un bambino può adottare un cane, non vedo motivo per cui un cane non possa adottare un bambino» [possibile che nessun difensore della famiglia tradizionale si sia ancora stracciato le vesti per questo? ;-), NdC]. A un certo punto Sherman combina un pasticcio facendo un utilizzo improprio del "tornaindietro", un'avveniristica macchina del tempo inventata da Mr. Peabody: si viene a creare un paradosso spazio-temporale potenzialmente catastrofico, e bisognerà correre ai ripari.
Per Sherman non è semplice far fronte ai problemi provocatigli soprattutto a scuola dal fatto di avere un cane come genitore adottivo, ma quando verso la fine esterna tutta la sua ammirazione per le qualità del suo papà (che peraltro rifiuta di essere chiamato così)... beh, a quel punto io mi sono un po' commossa, ecco! :'-)
Come da tradizione "dreamworksiana", il film è costellato di citazioni, omaggi e riferimenti storici che possono essere apprezzati soprattutto dagli adulti, mentre i più piccoli non li coglieranno altrettanto agevolmente. Per dire, il momento di massima ilarità in sala c'è stato quando i nostri due eroi sono stati espulsi dal didietro della Sfinge! ;-) Per quanto mi riguarda, invece, ho adorato il battibecco fra Leonardo da Vinci e Monna Lisa, doppiati con accento toscano rispettivamente da Luca Biagini e Cristina Poccardi (nella versione in lingua originale, a prestare la voce al nostro genio rinascimentale è il grande Stanley Tucci). A proposito, il protagonista Mr. Peabody ha l'inconfondibile timbro vocale del comico Massimo Lopez.
La proiezione di Mr. Peabody e Sherman è stata preceduta dal divertente cortometraggio Almost Home: si tratta del racconto delle (dis)avventure di un gruppo di alieni impegnati a esplorare il cosmo alla ricerca di un pianeta abitabile.

sabato 29 marzo 2014

È l'ora della Terra!

Prepariamoci a spostare in avanti di un'ora le lancette degli orologi – ma quali lancette?! Oramai, dai computer agli smartphone, buona parte dei nostri gadget tecnologici fanno tutto da soli... ;-) – perché stanotte alle 2:00 torna l'ora legale: per una volta si dormirà un'ora in meno, ma in compenso fino alla fine di ottobre avremo un'ora in più di luce la sera... finalmente! :-) La cosa che odio di più dell'inverno è che l'oscurità arrivi così presto...
Parlando seriamente, l'aspetto di gran lunga più importante di tale transizione è che nei prossimi sette mesi si prevede un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora. Cito da Wired: «Visti i numeri, c’è chi propone di pensionare definitivamente la vecchia ora solare, per adottare l’ora legale 365 giorni l’anno. Tra i maggiori promotori dell’iniziativa c’è la Codacons, che da anni porta a supporto della sua battaglia i risultati di un sondaggio del 2008, in cui l’80% degli italiani si sarebbe detto d’accordo al pensionamento dell’ora solare». Ci sto pure iooo!!!!! Dov'è che devo firmare?! ;-)
Se domani torna l'ora legale, oggi si celebra l'Ora della Terra (da non confondere con la Giornata della Terra), un evento internazionale che ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla necessità di intervenire contro il riscaldamento globale – che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di una specie animale amatissima come l'orso bianco polare – mediante un gesto semplice ma concreto: spegnere la luce per un'ora. Il risparmio energetico ha come effetto minori emissioni di anidride carbonica, il principale dei gas serra. L'evento è anche mirato a ridurre l'inquinamento luminoso.
Dalla pagina del sito del WWF Italy dedicata all'Earth Hour...

Earth Hour è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico.
Il cambiamento climatico evolve molto rapidamente e gli impatti sono sempre più seri e preoccupanti. Nel frattempo le azioni dei Governi a livello nazionale e globale sono troppo lente e poco incisive, non al passo con un rischio che mette a repentaglio la Natura e la civiltà umana.
Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili.
Le giovani e le future generazioni hanno diritto a ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.
E cosa c'è in programma per l'occasione?
Il 29 Marzo, tantissime città italiane celebreranno Earth Hour con eventi di piazza e con lo spegnimento alle 20,30 di importanti monumenti del nostro Paese. [Ahiahiahi, a Pescara non è previsto un bel niente... NdC]
Infine, cosa possiamo fare nel nostro piccolo noi cittadini per contribuire alla buona riuscita dell'evento?
Spegnere le luci per un'ora è già un ottimo inizio. Ma ci sono molte altre cose che puoi fare per rendere Earth Hour 2014 un grande successo:
  • Partecipa agli eventi di piazza dell'Ora della Terra
  • Dillo a tutti! Usa il nostro kit digitale sul tuo sito e sui social network per mobilitare ancora più persone!
  • Diventa fan della pagina Facebook di Earth Hour Italia e WWF e segui gli aggiornamenti della mobilitazione sul Social Network!
  • Dona per il progetto Orso Polare, non lasciare che il riscaldamento globale spazzi via i ghiacci dell'Artico, la casa dell'orso.
  • Firma la petizione Seize Your Power, per sostenere la diffusione delle energie rinnovabili.

venerdì 28 marzo 2014

Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che ha più "Mi piace". O no?

Quando aprii il blog su Splinder, ormai quasi sette anni fa – a proposito, devo ricordarmi di segnare il suo compleanno sul calendario, sennò poi chi lo sente? ;-) – nei primi tempi arrivavo a pubblicare anche quattro o cinque post al giorno; buona parte di essi non erano nient'altro che un pretesto per condividere chicche trovate in Rete, aggiungendo giusto poche righe di commento. In seguito tutte le condivisioni di questo tipo le ho riversate in blocco sul mio Tumblr, riservando il blog ai post almeno un pochino più lunghi e articolati.
Il mio "blog notes" raccoglie contenuti – siano essi link, video, immagini, citazioni – che mi sono piaciuti e/o mi hanno colpita per qualche motivo. A tal proposito, per la sottoscritta rimane abbastanza oscuro il meccanismo secondo cui alcuni tumblepost che reputo di particolare interesse non ricevono alcun riscontro o quasi, mentre altri – stiamo comunque parlando di una percentuale irrisoria rispetto ai 3616 post pubblicati fino ad oggi – che non mi sembravano poi tutto 'sto granché conquistano decine di like e reblog. È assai probabile che per questi ultimi abbia il suo peso la circostanza fortuita di venire ripresi tempestivamente da utenti che vantano un gran numero di follower affezionati.
L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda questa citazione tratta da un post dedicato da Paolo Attivissimo a una pratica giornalistica a dir poco discutibile messa in atto dall'Huffington Post italiano: inserire in un articolo una frase tradotta dall'inglese mediante un traduttore automatico, palesemente senza averla neanche riletta. Da martedì, giorno in cui ho pubblicato la citazione, ad oggi quel tumblepost ha raccolto la bellezza di cinquantasei fra like e reblog: ci sono stati momenti in cui sull'app di Tumblr che ho installato sullo smartphone era un continuo arrivo di notifiche. Ho come il sospetto che sia stata la bizzarra espressione «uomini di grossa cilindrata» ad attirare particolarmente l'attenzione... ;-)
Ma ecco qualche altro tumblepost che ha riscosso un certo successo, limitandomi a quelli pubblicati dall'inizio dell'anno e destinatari di almeno una decina di riscontri: questo (46 tra like e reblog), questo e questo (16) e infine questo (11), che adesso che ci penso avrei potuto trovare il modo di inserire nel mio post di ieri. Già che ci sono segnalo pure quest'altro perché, anche se l'ho pubblicato il 19 luglio scorso, ad intervalli irregolari torna a farsi sentire: ad oggi ha racimolato 52 tra like e reblog. E pure perché a me personalmente piace in modo particolare, diciamolo! :-) Siccome bloggo per passione, ho la libertà di pubblicare quello che mi pare senza dovermi preoccupare del fatto che possa piacere o meno... e meno male, perché altrimenti, vista la mia acclarata incapacità di prevedere i feedback dei miei follower, sarei rovinata! ;-) C'è per caso in linea un social media guru che possa illuminarmi?
P.S.: A differenza di tanti altri tumblelog, il mio non mostra in coda ad ogni post la lista degli eventuali like e reblog: per quanto ne so, quella posso vederla solo io tramite la mia dashboard. È così fin dall'inizio, e al momento non ho alcun interesse a modificare il layout. Comunque mi piacerebbe lo stesso sapere come si fa, casomai dovessi cambiare idea in futuro... ;-)

giovedì 27 marzo 2014

Ribaltamento di ruoli

L'altro giorno ho visto segnalato su Viralmente il video di BuzzFeed intitolato If Women's Roles In Ads Were Played By Men. Nella durata di un minuto e mezzo, tre situazioni abbastanza tipiche degli spot pubblicitari – una donna che stuzzica il suo uomo, l'incontro fra una bella ragazza e un tizio nerd, la promozione del cibo per mezzo di ammiccamenti sessuali – vengono poste a confronto con scene analoghe in cui si ribaltano semplicemente i ruoli fra lui e lei.


La domanda che prende forma al termine del video è: «Vedere uomini così è ridicolo. Allora perché non lo è con le donne?». Già, perché? Orsù, parliamone... :-)
Un altro stereotipo duro a morire è quello che prevede l'impiego di procaci fanciulle – a mo' di oggetto, mi prendo la libertà di affermare – per propagandare rombanti motociclette. Come segnalato mesi fa sempre su Viralmente – all'epoca ne parlai anche sul mio Tumblr – i dipendenti maschi di un concessionario Ducati si sono prestati a riprodurre le pose sechisy di una sensuale modella vicino a un bolide a due ruote. Con risultati oserei dire alquanto esilaranti! :-D


Donne, a voi sta bene che, nonostante tutti i progressi e le conquiste raggiunte nel corso della storia, al giorno d'oggi il cosiddetto "gentil sesso" rimanga ancora fossilizzato in simili avvilenti cliché? A me personalmente no... comunque trovo che reinterpretare certi stereotipi in chiave ironica sia un modo davvero efficace per demolirli, alla lunga.

mercoledì 26 marzo 2014

Trovare la forza nelle difficoltà

L'essere umano per sua natura tende spesso, in maniera più o meno consapevole, a cercare un senso nelle piccole o grandi difficoltà che incontra lungo il proprio cammino. Alcune persone, quelle più fervidamente credenti, trovano conforto nella fede in un disegno superiore... mentre io, che pur avendo una mia religiosità mi reputo una tipa più terra terra, sono semplicemente convinta che il dolore, dopo che lo si è metabolizzato, serva a rafforzare le persone, a farle crescere e maturare. All'inizio, quando ci si è immersi dentro, trovare la forza per uscirne può sembrare impossibile... ma, quando poi finalmente questo accade, si ha modo di riconsiderare l'esperienza vissuta con maggiore distacco, sotto una prospettiva meno "catastrofica".
Ho usato l'espressione "terra terra", ma mi sa che è inopportuna: la massima «Quello che non mi uccide mi rende più forte» – rielaborata in maniera abbastanza colorita sull'asfalto del molo nord del porto di Pescara, vedi qui – è stata formulata nientepopodimenoché dal grande filosofo Tiziano Ferr Biagio Anton Friedrich Nietzscheche dice? ;-) – ne Il crepuscolo degli idoli.
Tutta questa premessa si ricollega a una storiella semplice ma preziosa che ho letto ieri su Facebook e che desidero condividere: si intitola La storia della farfalla.
Un giorno un contadino si stava riposando all’ombra di un albero, quando vide il bozzolo di una farfalla.
Sul bozzolo c’era un piccolo buco, e il contadino incuriosito ci guardò dentro e vide la piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze per uscire dal bozzolo.
Il contadino osservò per un po’ la farfalla che con tutte le sue forze cercava di uscire dal bozzolo, finché si impietosì e decise di aiutare la farfalla.
Con il suo coltellino allargò delicatamente il foro che c’era sul bozzolo finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.
A questo punto accadde qualcosa di strano. La farfalla non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per poter volare, e riuscì a malapena a spostarsi di pochi centimetri dal bozzolo. La farfalla non volò mai e morì poco dopo.
Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita:
Se l’esistenza fosse priva di difficoltà non svilupperemmo mai la forza necessaria per realizzare i nostri sogni e per volare in alto.

martedì 25 marzo 2014

Una città in gioco

Il 25 maggio prossimo sarà per Pescara un vero e proprio election day: si voterà non soltanto per le elezioni europee del 2014, ma anche per il rinnovo del consiglio regionale e di quello comunale. E proprio alle imminenti elezioni comunali pescaresi è dedicata la pagina Facebook Pescaropoli, creata l'11 marzo scorso. Finora vi è stata pubblicata una manciata di immagini ironiche raffiguranti finte carte Possibilità – che poi sarebbero Probabilità, ma vabbè – e Imprevisti del gioco del Monopoly (che ai miei tempi si scriveva Monòpoli come il comune italiano in provincia di Bari), ciascuna delle quali trae ispirazione dalle cose che non vanno in città: ne ho selezionate alcune che trovo particolarmente significative.
Si va dalla mancanza di strutture di aggregazione sociale...


... e promozione culturale...


... ai problemi dei genitori che non sanno a chi affidare i figli piccoli...


... alla viabilità che viene rivoluzionata in continuazione, specie in fase pre-elettorale...


... ai lavori pubblici che tendono ad essere svolti sempre nei periodi meno opportuni...


... ai problemi di parcheggio nei pressi dell'ospedale...


... alle carenze dei trasporti urbani...


... e internazionali (te la ricordi, la Tiziano?).


Ma chissà chi o cosa ci sarà mai dietro tutto questo? Per il momento ho solo il netto sentore di una riuscitissima campagna di marketing virale: sulla pagina Facebook, alla voce Informazioni, c'è scritto solamente...
1) Rompiamo i giochi!
2) Riapriamo la partita!
3) Coming soon...
E così attendo trepidante di sapere what is coming! :-)

[UPDATE del 26 marzo 2014] Il quotidiano Il Centro aveva già svelato l'arcano: a quanto pare dietro Pescaropoli c'è l'iniziativa di Giovanni Di Iacovo, attuale capogruppo di Sel in consiglio comunale ricandidatosi alle prossime amministrative, e il lavoro della giovane grafica Jukuki.

lunedì 24 marzo 2014

Storia di un legame indissolubile

Di recente ho visto condiviso su Facebook il video (in spagnolo con sottotitoli in italiano) di Cuerdas, vincitore del Premio Goya 2014 come miglior cortometraggio animato. Si tratta del toccante racconto dell'indissolubile legame d'amicizia instauratosi in orfanotrofio tra la piccola María e un suo compagno affetto da paralisi cerebrale: la stessa patologia di cui soffre Nicolás, figlio di Pedro Solís García, il quale ha sceneggiato e diretto il cortometraggio – sua opera seconda dopo il divertente e originale La Bruxaispirandosi al rapporto strettissimo fra il bambino e Alejandra, sua sorella maggiore.
Una storia così bella avrei voluto condividerla almeno sul mio Tumblr, ma poiché la definizione del video pubblicato su Facebook era alquanto scadente, soprattutto per un film realizzato in computer grafica, ho provato a cercarne su YouTube uno di migliore qualità... invano. Il mio disappunto comunque è svanito quando ho letto che la casa produttrice sta facendo di tutto per impedire che in Rete circolino copie pirata di Cuerdas, in quanto la loro diffusione pregiudica la possibilità che il corto partecipi ad altri concorsi e festival. La conseguenza più spiacevole di tutto ciò, a quanto pare, è che Pedro Solís García non potrà comprare una sedia a rotelle nuova per il suo adorato Nicolás. Ecco perché, sebbene la copia pubblicata su Facebook sia di pessima qualità, ho comunque preferito non linkarla in questo post. A questo punto mi auguro che, come preannunciato nel sito ufficiale di Cuerdas, venga offerta quanto prima la possibilità di acquistare l'opera legalmente. Per il momento goditi pure il trailer qui sotto...

domenica 23 marzo 2014

È primavera, riscopriamo le bellezze d'Italia!

È in corso da ieri la ventiduesima edizione delle Giornate FAI di Primavera, organizzate dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) con lo scopo di valorizzare il patrimonio artistico e naturale italiano. In tale circostanza è possibile visitare numerosi beni italiani di interesse culturale e naturalistico normalmente chiusi al pubblico; oltre ai beni aperti, grazie al lavoro di 7000 volontari della Fondazione, vengono proposte visite guidate ed eventi. Per l'occasione, tra noi frequentatori dei corsi di fotografia "Camera con Lista", si è pensato di organizzare un'uscita a Penne, unica località della provincia di Pescara a proporre luoghi aperti. E così stamattina in tre, sotto un cielo minaccioso ma per fortuna inoffensivo, abbiamo bersagliato con le nostre reflex il suggestivo centro storico del comune vestino, che tra l'altro fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia.
Io di foto ne ho riportate a casa 73; avendo troppa fretta di condividerle, ne ho scartate "solo" 42... che comunque per me è quasi il record personale di selezione! ;-) (ciò non implica che io abbia intenzione di eliminare i file RAW originari: a meno che non risultino completamente sbagliati, d'ora in poi li conserverò tutti sull'hard disk esterno adibito allo scopo) Le trentuno istantanee superstiti le ho caricate su Flickr dopo averle post-prodotte in quattro e quattr'otto con Lightroom; in pratica mi sono limitata all'occorrenza ad abbassare un po' le luci, schiarire le ombre e dare un'aggiustatina all'esposizione. Ma conto di imparare a fare di meglio nelle ultime tre lezioni del corso Beta, le quali saranno dedicate al modulo Sviluppo di Lightroom: ormai ho capito che una buona post-produzione è fondamentale per superare i limiti intrinseci della fotocamera, senza per questo falsificare la realtà, ma anzi rappresentandola nel modo più fedele possibile a quello che vediamo con i nostri occhi.


Per vivere al meglio le Giornate FAI di Primavera tenendo a portata di mano tutte le informazioni necessarie è disponibile anche un'app; magari per quest'anno non ti servirà più, comunque prendine nota, ché magari potrà tornarti utile l'anno prossimo. Io sono già tre anni di fila che la reinstallo...

venerdì 21 marzo 2014

Otto anni di cinguettii

Esattamente otto anni fa, il 21 marzo 2006, Jack Dorsey, uno dei cofondatori di Twitter, inviava il primo tweet della storia:
just setting up my twttr
(e già, all'inizio si scriveva così, senza vocali)
Se Jack avesse avuto piena coscienza dell'importanza del momento, magari avrebbe scritto qualcosa di più pregnante, ma vabbè! ;-)
E il mio primo tweet, qual è stato? Eccolo, scritto rigorosamente in terza persona singolare, come erano soliti fare in tanti, almeno agli inizi.
si è appena registrata a Twitter e si sta chiedendo a cosa serva esattamente, e soprattutto a chi possa interessare quello che sta facendo
Nulla che meriti di essere ricordato, poco ma sicuro... ma dando un'occhiata ai #FirstTweet condivisi da molti altri utenti, anche più avvezzi ai social media rispetto alla sottoscritta, ho notato che ce n'erano di abbastanza simili! ;-) Probabilmente nessuno di noi immaginava che Twitter sarebbe diventato il fenomeno di massa che è oggi: non solo un "semplice" servizio di microblogging e messaggistica istantanea a diffusione planetaria, ma un mezzo di informazione potentissimo, così potente da far paura ai politici a tal punto da indurli a bloccare l'accesso al social network, come purtroppo sta accadendo in Turchia.
Al mio primo tweet sono riuscita a risalire grazie a questo link, ma se quello che ti interessa conoscere e/o condividere è soltanto la tua "data di nascita" su Twitter – nel mio caso, il 6 luglio 2007Twitter Birthday è il servizio che fa per te.
La sottoscritta a dire il vero non è che Twitter lo utilizzi granché: i miei tweet sono per la maggior parte link ai post del blog e del tumblr oppure alle foto che pubblico su Instagram. E, anche se al momento seguo ben settecento utenti tondi tondi – contro 271 che seguono me, sgrunt :-/ – sono una lettrice alquanto occasionale. Tempo fa utilizzavo Echofon, un'estensione di Firefox che visualizzava in un popup ogni nuovo tweet pubblicato dagli utenti che seguivo, ma poi l'ho disattivata perché era troppo invadente... e adesso che avrei voluto provare a riattivarla, ho scoperto che la versione desktop è stata discontinued nel 2012.
L'app Android è comodissima per twittare quando non si è al pc... ma per quanto mi riguarda finisco per utilizzarla giusto quando mi tocca ammazzare il tempo, tipo in coda alle Poste. Il fatto è che Twitter lo trovo un po' troppo dispersivo, e poi mi scoraggia il fatto che la stragrande maggioranza dei tweet pubblicati dai miei contatti consista in link, spesso generati con un servizio di URL shortening per aggirare il fatidico limite dei 140 caratteri. I miei "twitteri" prediletti sono quelli che riescono a condensare un pensiero fulminante in una lunghezza così ridotta, preferibilmente senza far uso di acronimi o abbreviazioni: il primo nome – o meglio nickname – che mi viene in mente in tal senso è @azael.

giovedì 20 marzo 2014

Sulla strada verso la verità

Sembra ieri... eppure sono già passati vent'anni da quel 20 marzo 1994, quando Ilaria Alpi, giornalista del TG3, venne assassinata in un agguato a Mogadiscio assieme all'operatore televisivo Miran Hrovatin. I due si trovavano in Somalia per seguire la guerra civile e per indagare su un traffico internazionale di armi e di rifiuti tossici illegali che probabilmente vedeva coinvolti l'esercito ed altre istituzioni italiane. Una vicenda assai delicata, dunque, sulla quale dopo un ventennio di indagini e depistaggi non è ancora stata fatta piena luce: l'uccisione di Ilaria e Miran è stata definita una vera e propria esecuzione, con mandanti ancora da definire.
Ho appena constatato con piacere che la petizione di Change.org Niente segreti sulla morte di Ilaria Alpi e sul traffico di armi e rifiuti è stata coronata da successo: il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Sesa Amici ha annunciato che il Governo ha avviato le procedure per la desecretazione dei documenti che riguardano il caso, come richiesto dai promotori della petizione. A partire da oggi sarà possibile accedere al contenuto di migliaia di dossier e documenti, i quali potrebbero dare informazioni utili e inedite per giungere alla verità su questa vicenda.
Domenica prossima, a partire dalle ore 16, la sala Di Giacomo del Palazzo Baldoni, a Montesilvano, ospiterà l'incontro LA STRADA INTERROTTA. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin 20 anni dopo, organizzato dalla Libreria On the Road, in collaborazione con la giornalista Antonella Luccitti, autrice di una tesi di laurea sul caso, e l'Associazione Culturale La Città delle Donne. Ospite d'eccezione Francesco Cavalli, tra gli ideatori del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, nonché autore del libro La strada di Ilaria. Per l'occasione verrà proiettato il corto La verità, realizzato dal regista e fotografo Matteo Veleno: lo puoi vedere qui. Sebbene in effetti la verità sul caso sia ancora lontana, ci vogliono proprio, eventi come questo, per scongiurare il rischio che la vicenda finisca nell'oblio, oltre che per informare chi come me si trova costretto ad ammettere la propria pressoché totale ignoranza in materia: ecco perché cercherò di non mancare!

martedì 18 marzo 2014

Incontri ravvicinati di un certo tipo

La settimana scorsa il web è stato invaso dai commenti relativi al video virale qui sotto, che in questo momento può vantare oltre 62 milioni di visualizzazioni.


Subito dopo l'inizio compare la scritta in inglese «Abbiamo chiesto a venti sconosciuti di baciarsi per la prima volta», dopodiché assistiamo al loro approccio: dapprima sembrano tutti più o meno impacciati, ma ben presto si lasciano andare... alcuni pure un bel po', direi! :-)
Bello, eh? Fa quasi venir voglia di dire «Adesso esco e mi bacio col primo che incontro» (semi-cit.)... ;-) Peccato che sia tutto finto: in realtà il video è uno spot girato da Tatia Pilieva per Wren, un marchio di abbigliamento femminile. E gli "sconosciuti" altro non sono che attori, modelle, musicisti, in ogni caso tutte persone che sanno come si sta davanti a una telecamera. Alcuni internauti, venendo a conoscenza di questa rivelazione, hanno alzato le spalle: embè, io ho provato ugualmente un'emozione, cosa m'importa che fosse tutto costruito. Per quanto mi riguarda trovo invece che sarebbe stata tutta un'altra cosa, se si fosse trattato di un esperimento autentico. Sarebbe interessante se qualcuno provasse a realizzarne uno sul serio... ma in tal caso una cosa è certa: io non mi proporrei mai e poi mai come protagonista. Già non amo farmi riprendere o semplicemente fotografare... figuriamoci poi se, riservata e pudica come sono, potrei mai accettare di prestarmi ad atteggiamenti così intimi e di dare in pasto al mondo intero le mie reazioni. Davvero, non oso immaginare cosa potrei combinare, io che nel primo "incontro ravvicinato" riesco a dar prova di un'imbranataggine spettacolare pure se il "coprotagonista" non mi è affatto estraneo! ;-)
Come sempre avviene per reazione ai tormentoni del web, è partita la corsa alle parodie: eccone di seguito un paio di quelle in cui mi sono imbattuta oggi.
La prima vede protagoniste alcune minifigure dei LEGO, tra cui Emmet e Wyldstyle, i protagonisti di The LEGO Movie.


Nella seconda, un tantino più irriverente, vediamo invece alcuni abbinamenti anche piuttosto improbabili tra personaggi dei fumetti e supereroi vari. Attenzione: il finale è tutt'altro che romantico! ;-)

giovedì 13 marzo 2014

Un corredo tutto da creare!

La fotografia è un hobby – ma che dico, hobby?! Uno stile di vita, lo potrei definire! :-) – magnifico... però con un difetto: ha un costo, che rischia di divenire sempre più oneroso man mano che si prosegue nel coltivare questa passione. Dall'inizio dell'anno ho sostenuto il costo del corso base di fotografia (che vale fino all'ultimo centesimo, devo dire) e della reflex (per fortuna trovata a un buon prezzo) con tanto di borsa e scheda di memoria aggiuntiva; poi tra un paio di settimane mi scadrà il periodo di prova gratuita di Lightroom – che sto imparando a sfruttare al meglio grazie al corso avanzato di post-produzione digitale iniziato venerdì scorso, e sono già altri soldini... – e così dovrò metter mano alla mia Postepay, a meno che nel frattempo non riesca a scovare qualche valida alternativa open source... Infine c'è un accessorio irrinunciabile per chi come me ha una predilezione per i paesaggi (ritratti e street photography... ci sto provando, ma non sono proprio il mio genere): il treppiede, o cavalletto che dir si voglia. Eh sì... ogni paesaggista che si rispetti non può farne a meno, specialmente all'alba, al tramonto o comunque in condizioni di scarsa luminosità che richiedono tempi di esposizione lunghi con conseguente rischio di mosso.
Ho chiesto consiglio al mio "prof" Stefano, il quale mi ha trovato una buona offerta online sul sito BPM Power. (Sì, lo so che può sembrare costosetto, ma a quanto pare il prezzo è addirittura al di sotto della media: la qualità si paga, ahimè!) Prima di procedere all'acquisto ho spulciato alcune recensioni relative a quello shop online, notando che la lamentela più ricorrente riguardava i tempi di consegna superiori al previsto. Ma io non ho tutta questa fretta, mi sono detta, ed ho effettuato l'ordine la sera di domenica 23 febbraio; da quel momento in poi sono stata informata via e-mail ogni volta che lo stato del mio ordine è stato modificato. Martedì 25 febbraio la ditta ha ricevuto dalla banca la conferma della ricezione del mio bonifico ed ha posto il mio ordine in lavorazione. Il pacco è stato spedito lunedì 3 marzo, e il giorno successivo era già tra le mie braccia. L'ho aperto, riscontrando la notevole qualità costruttiva del prodotto... ma anche una mancanza niente affatto trascurabile di cui non avevo tenuto conto nella scelta: e mo', come lo porto in giro 'sto marchingegno?! (non pesa poi tanto, ma è relativamente ingombrante... comunque considera che la sua altezza massima è ragguardevole!)
Insomma, mi ci voleva una custodia, che ho ordinato su Amazon. Per l'occasione ho finalmente creato un account Amazon, visto che ancora non ce l'avevo, e già che c'ero ho pure attivato i trenta giorni di prova gratuita di Amazon Prime, il servizio che garantisce spedizioni gratuite con consegna entro 2-3 giorni lavorativi, e che di norma costa 9,99 euro all'anno. Per farla breve, l'ordine l'ho effettuato la sera di domenica scorsa, e il pacco mi è stato consegnato come previsto ieri nel primo pomeriggio: davvero niente male! :-)
A questo punto il mio equipaggiamento in vista del workshop fotografico di domenica prossima nel Parco regionale naturale del Sirente-Velino è quasi al completo. Dico "quasi" perché la fotografia di paesaggio richiederebbe un grandangolare... e invece per questa volta mi accontenterò dello zoom standard 18-55 – una coppia di numeri che fino a un paio di mesi fa non mi diceva un accidente – in dotazione alla mia Canon EOS 1100D. Mi sa che per il momento ho già speso abbastanza, eh? In futuro ne avrò, di tempo, per costruirmi il mio corredo di lenti personalizzato! :-)

martedì 11 marzo 2014

Dichiaro guerra al disfacimento psicofisico!

Considerando il patrimonio genetico che mi è stato tramandato, ero sicura che prima o poi sarebbe successo... ma non prima di raggiungere i favolosi "anta", che diamine! :-/ Mi riferisco alle mie ultime analisi del sangue, che inaspettatamente denotano un valore del colesterolo totale superiore di 3 mg/dl alla soglia massima di riferimento, pari a 220. Anche se non mi pareva di aver seguito un'alimentazione granché sregolata negli ultimi tempi, per prima cosa ho provveduto ad informarmi sugli alimenti più sani e soprattutto su quelli da evitare: in alcuni casi fare a meno di questi ultimi sarà pressoché indolore (le uova le tollero quasi esclusivamente come ingrediente secondario), in altri la situazione sarà più complessa (non amo le carni grasse, sono la classica tipa che toglie perfino il grasso dal prosciutto... ma agli arrosticini NO, non ci rinuncio!), mentre in altri ancora si sfiorerà il dramma gastronomico (controindicati calamari e seppie, ovvero i prodotti ittici che mangio più volentieri, insaccati come salami e salsicce... per non parlare poi dei fritti!!!). Finora facendo la spesa davo tutt'al più una rapida occhiata all'apporto calorico dei cibi... mentre adesso la prima cosa che vado a guardare sulle confezioni è il contenuto di grassi (più propriamente detti acidi grassi), facendo particolare attenzione alla quantità di grassi saturi. It's sooo sad... :-/
Finalmente ieri pomeriggio mi sono decisa ad andare dal medico per mostrargli le analisi, confidando nel fatto che lui mi avrebbe tranquillizzata e mi avrebbe dato giusto qualche consiglio sulla dieta, tanto più che il colesterolo buono ce l'ho piuttosto alto e ciò è senza dubbio incoraggiante... e invece a momenti il dottore mi introduceva nel tunnel delle statine! Alla fine si è limitato a prescrivermi delle compresse naturali a base di riso rosso fermentato con coenzima Q10... ma insomma, il mio caso non l'ha minimizzato manco pe' gnente. :-/
Per fortuna, oltre a prestare attenzione a quello che mangio, c'è qualcos'altro che posso fare per mantenermi in salute, ed è l'attività fisica. Sabato scorso ho accettato l'invito a partecipare a una lezione di prova gratuita di fit walking giuntomi da una ragazza che avevo conosciuto quando sono andata con Quelli di "Camera con Lista" a fotografare l'alba sui trabocchi. [Per inciso, questa mia nuova avventura nel mondo della fotografia mi ha già portato diverse cose buone... e molte altre ancora me ne porterà, lo sento! :-D] È ovvio che, essendo terribilmente fuori forma, ho trascorso la domenica e il lunedì alle prese con indolenzimenti vari, avvertendo forte e chiara la presenza di muscoli che avevo oramai dato per dispersi... ;-) comunque già ieri sera sono stata in grado di partecipare senza particolari difficoltà alla prima lezione "ufficiale" di un ciclo di dodici da effettuare nell'arco di tre mesi. Parlare di lezione potrebbe sembrare eccessivo per una semplice camminata a passo svelto – quasi 6 km/h di media per la durata di un'oretta e mezza – ma in realtà il walking è molto più di questo: l'istruttrice fa il possibile per seguire l'intero gruppo, dai più veloci ai più lenti, durante la camminata ci fa svolgere esercizi utili a tonificare armoniosamente tutto il corpo, e soprattutto dà il ritmo al nostro passo. Se camminassi da sola non ce la farei a tenere un'andatura così sostenuta, e invece in gruppo risulta tutto più semplice e naturale. I chilometri ti scorrono sotto i piedi senza neppure che tu te ne accorga: sabato, mentre attraversavamo Francavilla al Mare, mi sono sorpresa più volte a pensare fra me e me «Auaaa, il Cinema Asterope!», «Auaaa, la pizzeria Hombre!», «Auaaa, il Green Dragon!» e molto oltre... tutti posti che conoscevo, ma dove fino a un'ora prima non avrei mai pensato di arrivare se non in auto, anche partendo dallo stabilimento La Playa come abbiamo fatto noi.
Una dritta dalla nostra istruttrice: affinché tu possa bruciare grassi in maniera ottimale, la tua frequenza cardiaca non dovrebbe essere inferiore a (220–latuaetà)x0,65 né superiore a (220–latuaetà)x0,75. [A proposito, ieri sera l'istruttrice mi ha domandato quanti anni avessi, io le ho risposto «Ho N anni» e lei ha ribattuto «Ma dai, io te ne avrei dati N meno dodici!». :-O] Devo ancora dotarmi di cardiofrequenzimetro, magari da collegare allo smartphone... comunque ho notato, misurando i battiti con le dita poggiate sul polso, che la mia frequenza cardiaca non era salita in maniera preoccupante, anzi, e neppure il respiro era granché affannoso: probabilmente i 30-40 minuti di step che faccio in camera mia tre volte alla settimana un pochino hanno giovato all'efficienza del mio sistema cuore-polmoni. L'unico problema è che non riuscivo ad accelerare il passo più di tanto, nonostante fossi una delle persone più giovani del gruppo, nonché una di quelle con le gambe più lunghe; quasi sempre mi ritrovavo in coda, e venivo stracciata persino da un cagnolino che una delle altre partecipanti aveva portato con sé al guinzaglio...
Pigra e sedentaria come tendo ad essere, non l'avrei mai detto... eppure 'sto walking mi sta davvero piacendo: è facile, divertente e salutare, e ciascuno può adattare il ritmo della camminata ai propri limiti fisici. Quando torno a casa mi sento stanca, sì, ma con una sensazione di benessere (saranno le endorfine in circolo) che diviene ancora più intensa dopo una bella doccia o meglio un bagno rigenerante... e poi, le dormite che si riescono a fare dopo aver svolto un'attività fisica faticosa ma equilibrata sono le migliori, gente! :-)
Tutto questo non lo sto facendo col pensiero della fatidica prova costume: in fondo non ho tutti 'sti chili da perdere... e poi le spiagge pescaresi d'estate le evito ormai da anni. Lo faccio (anche) perché ci tengo a sentirmi più tonica e allenata, in vista delle prossime escursioni primaverili, alle quali non vedo l'ora di partecipare... assieme alla mia reflex, chiaro! :-) Se pure a te interessa provare il walking a Pescara, magari mandami una mail (l'indirizzo lo trovi nella barra verticale qui a destra) e provvederò a metterti in contatto con chi di dovere.
P.S.: Il titolo del post intende alludere al personaggio dell'ex soubrette televisiva in completo disfacimento psicofisico, interpretato da un'intrepida Serena Grandi ne La grande bellezza...

lunedì 10 marzo 2014

Basta Ka$ta!

All'inizio della mia attività bloggatoria parlavo tanto, pure troppo, di politica... in seguito però ho drasticamente diradato i miei post su questo tema, un po' per scoramento (comunque non così grande da trattenermi dall'andare a votare ieri per le primarie del centrosinistra), un po' perché mi sono alfine resa conto che il mondo poteva fare tranquillamente a meno del mio pensiero al riguardo! ;-) Tanto più con una situazione che persone ben più competenti della sottoscritta trovano difficile da decifrare e ancor più ardua da raccontare. Del MoVimento 5 Stelle mi sono occupata giusto una volta il mese scorso, e la mia opinione in merito è presto detta: una forza politica importante e dall'indiscutibile appeal, che trarrebbe senz'altro giovamento da un approccio più costruttivo e aperto alla mediazione e da un'organizzazione più democratica e trasparente.
Ieri su FriendFeed è sorta una discussione a partire dallo screenshot qui sotto, corredato dall'annotazione «La gente che non fa pagare un parlamentare che guadagna 19.000 euro al mese. Del perché non ce la possiamo fare, puntata #17542».


Tanto per capirci, il deputato pentastellato Roberto Ficonomen omen è forse un'osservazione sessista? ;-) – ha pubblicato su Facebook la fotografia di una ricevuta che documentava uno sconto ottenuto, accompagnata da queste parole: «Ovunque andiamo siamo circondati da un affetto incredibile. Magari entri in un bar e i proprietari ti offrono un caffè, uno sconto al ristorante, un tassista che non ti vuole far pagare. Ognuno cerca di dare il proprio contributo con quello che ha e nel modo in cui può. Ogni volta vi assicuro che è davvero emozionante. Coraggio!». Su FriendFeed ci sono stati commenti interessanti sia da parte di sostenitori di Grillo (con argomentazioni al dire il vero un tantino arzigogolate)...
non capite, loro rinunciando a una parte dei rimborsi non prendono gli stessi soldi degli altri che invece fanno parte del sistema che loro combattono facendo rinunciare ai cittadini del movimento una parte degli incassi
qua si parla di gente che crede nel movimento e che invece di pretendere il proprio rinuncia ad una parte dell'incasso per mandare avanti coloro che dovrebbero combattere il sistema ottenendo alla fine la stessa cosa dei politici di mestiere che ottengono sconti grazie all'illusione che trattarli bene potrebbe portare benefici
... sia da parte di chi invece ravvisava in questo una certa incoerenza.
ma addirittura bullarsene? cioè questi stanno lì perché hanno denunciato i privilegi della casta e ora si bullano di avere i privilegi della casta. intravedo un cortocircuito
beh anche io mi emozionerei se al ristorante mi facessero lo sconto del 50% perché combatto un sistema in cui quelli come me hanno lo sconto del 50% al ristorante
una cosa che disse [Geri Halliwell] in un documentario sulle spice, a proposito delle ditte che riempiono di omaggi le celebrità migliardarie: dov'era estée lauder quando non potevo permettermi i suoi prodotti?
Aggiungo solo questo: è ovvio che i privilegi che i politici si autoconcedono per legge non possono essere messi sullo stesso piano degli omaggi che i cittadini offrono loro, mossi da una disinteressata gratitudine o magari dalla ricerca di una qualche forma di tornaconto. Però ecco, personalmente mi guarderei bene dal fare la splendida, se ne ricevessi!

sabato 8 marzo 2014

Io non ci casco!

Nulla di nuovo sotto il sole – o per meglio dire l'ombra – del phishing... ma siccome il mio ultimo post sull'argomento era stato utile a una persona che me l'aveva fatto sapere tramite commento, ho pensato che non fosse superfluo parlare del messaggio di posta elettronica che ho ricevuto oggi, in due copie identiche: chissà, magari una semplice "googlata" potrebbe condurre proprio qui qualcuno in cerca di conferma ai suoi sospetti circa la natura truffaldina di questa missiva. (Chi invece non dovesse nutrire il benché minimo sospetto rischia di cadere nella trappola con tutte le scarpe, purtroppo per lui...)
L'e-mail di oggi aveva oggetto Caso Session ID:FU5HQT16S4 e mittente (in apparenza) PostePay Supporto (supporto@cliente.postepay-posteitaliante-aggiornare.com).
Ecco qui sotto lo screenshot (clicca per ingrandire)...


... e il testo:
Poste Italiane®
Gentile cliente,
La normativa bancaria vigente, in particolare in tema di prevenzione dei reati di riciclagg io,
richiede l’acquisizione ed il mantenimento nel tempo di tutte le informazioni necessa rie ed aggiornate per assolvere agli obblighi di adeguata verifica.
Tali informazioni sono necessarie per evitare limitazioni operative dei rapporti, fino alla chiusura degli stessi.
La tua operatività, di qualsiasi importo, è quindi vincolata al preliminare i nserimento di tali dati.
Ti chiediamo pertanto di completare in pochi minuti on-line l’aggiornamento cliccando sull’apposito link.
Poste Italiane
Grazie per la vostra attenzione rapida a questa materia. Non r ispondere a questa e-mail.
La posta inviata a questo indirizzo non può essere risposto a.
Cliente 348961
© PosteItaliane 2014
Anche stavolta l'italiano è quasi decente, a parte qualche spazio di troppo messo lì a casaccio e un crollo nelle righe piccole conclusive... ma ovviamente non basta questo, né tanto meno l'impiego del simbolo di copyright (©) oppure di quello di marchio registrato (®), a garantire l'affidabilità di un messaggio! ;-) L'indizio di colpevolezza più evidente si individua posizionando il puntatore del mouse sul link: in questo modo ci si accorge che esso conduce all'URL http://cliente.postepay-posteitaliante-aggiornare.com/.authenticationejscz/index.php?id=348961, che onestamente ispira ben poca fiducia... In conclusione, mi permetto di citare me stessa copincollando quello che ho scritto il mese scorso: «Mi raccomando, diffida sempre dei messaggi che provengono da mittenti apparentemente autorevoli e ti invitano a cliccare su un semplice link o peggio a fornire le tue credenziali di accesso "per ragioni di sicurezza": il tranello è dietro l'angolo!».

venerdì 7 marzo 2014

Il coraggio di sfidare i propri limiti

Negli ultimi tempi mi è capitato di guardare due video che mi hanno colpita parecchio; ecco qui sotto il primo.



Il video propone la testimonianza dell'australiano Nick Vujicic, nato con una rara malattia genetica, la tetramelia: non ha né braccia né gambe, a parte un «piccolo piede di gallina», come lo chiama lui. Oggi Nick è un uomo felicemente sposato con un figlio, di mestiere fa lo speaker motivazionale... e direi che svolge il suo lavoro come meglio non si potrebbe: sentirlo parlare dà una carica! È ammirevole constatare come non si sia lasciato scoraggiare né condizionare più del necessario dai limiti impostigli dalla sua disabilità: oggi è in grado di scrivere, di radersi e di fare tante altre cose che sembrerebbero al di fuori della sua portata. Il giovane, che è anche un predicatore evangelico pentecostale, ha attinto grande forza dalla fede in Dio... ma a me piace pensare che pure coloro che non hanno lo stesso dono possano trovare la propria personale ragione di vita a cui aggrapparsi nei momenti difficili per affrontare con coraggio anche i problemi più seri. La chiave di tutto è essere grati per ciò che abbiamo, anziché insoddisfatti per ciò che non possiamo avere...
Ed ecco il secondo video.


La protagonista è l'americana Lizzie Velásquez, affetta da una rarissima sindrome che tra l'altro le impedisce di prendere peso pur mangiando cibi ipercalorici in quantità industriali. Casomai stessi pensando che vorresti averla tu, quella sindrome, per porre fine alla tua eterna lotta con la bilancia... beh, sei proprio fuori strada: Lizzie ha dovuto far fronte a grossissimi problemi, non soltanto di salute ma anche relazionali. Oggi però la ragazza sembra proprio aver raggiunto un equilibrio, ha imparato a non permettere che fosse la sua sindrome, o la negatività altrui nei suoi confronti, a definire quello che lei è, e riesce persino a trovare i lati positivi della sua condizione, e a scherzarci su; anche lei fa la speaker motivazionale, e scrive libri. Alla fine del suo discorso, mi sono quasi vergognata del disagio che avevo provato vedendola comparire per la prima volta, in tutta la sua impressionante magrezza, sul display del mio tablet...

mercoledì 5 marzo 2014

De gustibus

[A quanto pare ho già scritto altri due post che si intitolavano allo stesso modo... ma mai come questa volta il titolo si addice al contenuto]
Ieri sera Canale 5 ha trasmesso La grande bellezza, ad appena due giorni di distanza dalla Notte degli Oscar 2014, nel corso della quale la statuetta come miglior film straniero, o più precisamente miglior film in lingua straniera, era stata assegnata proprio al lungometraggio diretto dal regista partenopeo Paolo Sorrentino [il quale, nonostante abbia girato un film in lingua inglese, This Must Be the Place, non sembra ancora padroneggiare granché l'idioma di Shakespeare ;-)]. Non ricordo che sia mai trascorso un tempo così breve fra l'uscita di una pellicola nelle sale (il 21 maggio 2013) e la prima visione televisiva... comunque la scommessa di Mediaset si è rivelata vincente: il film ha richiamato davanti al piccolo schermo 8 milioni e 861 mila telespettatori. Non è dato sapere quanti di loro siano rimasti svegli fino all'ultimo... ;-) e neppure quanti abbiano visto il film ieri per la prima volta. Per quanto mi riguarda l'avevo già visto al cinema a suo tempo, ed ho voluto approfittare della trasmissione in chiaro per concedergli una seconda chance... ma niente da fare: lo trovai deludente al primo approccio, e sono rimasta dello stesso avviso. Parafrasando il protagonista Jep Gambardella (Toni Servillo), «La più consistente scoperta che ho fatto tre mesi prima del mio ennesimo compleanno è che non posso più perdere tempo a guardare film che non mi va di guardare». ;-)
Sia ben chiaro, sul piano del cinema puro La grande bellezza l'ho trovato straordinario: regia impeccabile, fotografia eccellente, scenari mozzafiato (del resto negli ultimi duemila e passa anni fior di architetti-scenografi si sono adoperati per far sì che Roma diventasse la meraviglia che è), notevole colonna sonora che sul finale culmina nel sublime brano The Beatitudes. Per non parlare della superba interpretazione di Toni Servillo, coadiuvato da un cast di prim'ordine. Ma la trama era diluita a livelli oserei dire omeopatici; delle quasi due ore e mezza di film salverei giusto una manciata di scene, come quella nella quale un inesorabile Jep demolisce l'"amica" Stefania. Non posso farci niente, affinché un film mi conquisti devo riuscire a seguirne la trama... ma soprattutto deve esserci, una trama! ;-) E poi La grande bellezza propone un'immagine della Capitale così decadente, senz'anima e infarcita dei più triti stereotipi che... ecco, se fossi romana dubito fortemente che ne andrei fiera: sono convinta che la Città Eterna sia molto più calda e accogliente di come Sorrentino l'ha dipinta. Né la sottoscritta intende iscriversi al partito del «Si deve fare sempre e comunque il tifo per il Made in Italy»: secondo me bisogna saper apprezzare le cose belle da qualunque parte del mondo esse provengano, e non valutare qualcosa come "migliore" semplicemente perché l'ha fatto qualcuno che parla la nostra stessa lingua. Mi rendo conto che quanto sto per dire potrebbe sembrare eccessivo... ma trovo che il campanilismo, se portato all'estremo, rischi solo di condurre alla reclusione nel proprio orticello, o peggio ancora all'intolleranza.
Lungi da me paragonare, come hanno fatto alcuni, La grande bellezza a La corazzata Potëmkin di fantozziana memoria... ;-) comunque a me 'sto film non è piaciuto, ecco. Dal momento che è ambientato a Roma, capita proprio a fagiuolo una locuzione latina: de gustibus non est disputandum. Peccato che non tutti applichino tale aureo principio... In occasione della messa in onda del film, sui social network sono emerse tre "fazioni" degne di nota: quelli che «Non l'ho visto e non lo guarderò neanche stasera», quelli che «Non ne posso più, mi si chiudono gli occhi, adesso cambio canale» e quelli che «È un film stupendo, chi non lo apprezza non sa riconoscere la bellezza, ve li meritate i cinepanettoni!». È ovvio che sono state le prese di posizione di questi ultimi ad infastidirmi di più: francamente non ritengo affatto di avere gusti così grossolani... e comunque cerco sempre di evitare di sindacare le preferenze altrui. Se mai dovessi accorgerti che l'ho fatto oppure che lo sto facendo, ti chiedo la cortesia di farmelo notare! :-)
Trovo che il modo migliore per porre fine a qualunque diatriba sia prendere a prestito quanto scritto da una mia "facciamica".
Ma adesso uno potrà avere il proprio gusto e le proprie opinioni? Se per uno una cosa é splendida e x un altro una c**ata. É così. Punto. Nessuno di voi é meglio dell'altro. State sereni che i problemi sono ben altri
E con questo, Vostro Onore, ho concluso! ;-)

martedì 4 marzo 2014

Il senso della vita

Quest'oggi ti propongo una ricca selezione di aforismi che ho trovato in quest'album collegato alla pagina Facebook Roba da Escursionisti. Lo faccio perché mi hanno particolarmente colpita per il loro significato, che in molti casi trascende la "semplice" passione per l'escursionismo ed assume un valore ben più ampio, parlandoci del senso della vita e della nostra natura umana.
Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti o che non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita. (Boris Pasternak)
L'uomo moderno crede di perdere qualcosa – il tempo – quando non fa le cose in fretta; però non sa che fare del tempo che guadagna, tranne ammazzarlo. (Erich Fromm)
Ogni uomo ha il suo Everest da raggiungere, ma non basta sognarlo per raggiungerlo... per questo vi auguro di trovare la forza e la motivazione per mettersi in cammino. (Simone Moro)
Felici sono coloro che sanno sognare, e sono abbastanza coraggiosi da pagare il prezzo per trasformare i loro sogni in realtà. (Léon-Joseph Suenens)
Non hai bisogno di vedere l'intera scalinata. Inizia semplicemente a salire il primo gradino. (Martin Luther King)
La cosa più difficile è la decisione iniziale di agire, il resto è solo tenacia. Le paure sono tigri di carta. (Amelia Earhart)
Chi striscia sulla terra non è esposto a cadere tanto facilmente come chi sale sulle cime delle montagne. (Søren Kierkegaard)
Le cose ci sono tanto più care quanta più fatica costano. (Samuel Smiles)
È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando sei sul punto di dire basta. (Ambrogio Fogar)
Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. (Friedrich Nietzsche)
Da un 8000 non puoi vedere il mondo intero. La vista da lassù ti ricorda solo quanto è enorme il mondo, e quanto ancora ci sia da vedere e da imparare. (Tenzing Norgay)
Scalare non serve a conquistare le montagne; le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un'avventura non siamo più gli stessi. (Royal Robbins)
L'uomo può scalare le cime più alte, ma non può dimorarvi a lungo. (George Bernard Shaw)
Non importa quali obiettivi raggiungi. Quando sei uno scalatore, c'è sempre un'altra montagna. (Meredith Grey, personaggio della serie televisiva Grey's Anatomy)
A volte mi domandavo se non avessi percorso tanta strada solo per scoprire che quanto cercavo realmente era qualcosa che mi ero lasciato alle spalle. (Tom Hornbein)
Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta. (Thomas Stearns Eliot)
Per quanto tu cammini, ed anche percorrendo ogni via, non giungerai mai ai confini dell'anima, tanto profonda è la sua essenza. (Eraclito)
Non c'è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada. (Buddha)
Merita il suo spazio anche la Natura in senso lato...
Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà. (Bernardo di Chiaravalle)
Vedo ovunque nella natura, ad esempio negli alberi, capacità d'espressione e, per così dire, un'anima. (Vincent van Gogh)
Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto. (Rabindranath Tagore)
Gli alberi sono il sostegno del cielo. Quando essi verranno distrutti, il firmamento cadrà su di noi. (proverbio indios)
Presto o tardi la Natura non manca di vendicarsi per ogni azione dell'uomo diretta contro di lei. (Johann Heinrich Pestalozzi)
La nostra tecnica sta nella natura come un esercito di occupazione in terra straniera. (Ernst Bloch)
Alla natura si comanda solo ubbidendole. (Francesco Bacone)
Non bisogna far violenza alla natura, ma persuaderla. (Epicuro)
L'esistenza della natura non si fonda, come si illude il teismo, sull'esistenza di Dio. Nemmeno per sogno, è proprio il contrario: l'esistenza di Dio, o piuttosto la fede nella sua esistenza, ha il suo unico fondamento nell'esistenza della natura. (Ludwig Feuerbach)
La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce una famiglia. Tutte le cose sono collegate. Qualunque cosa capita alla terra capita anche ai figli della terra. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita: egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa faccia alla tela, egli la fa a sé stesso. (lettera del capo indiano Seattle al presidente degli Stati Uniti)
Ecco alcune citazioni per riflettere sul senso del viaggiare.
Sembra esserci nell'uomo, come nell'uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove. (Marguerite Yourcenar)
Si nasce non soltanto per morire, ma per camminare a lungo, con piedi che non conoscono dimora e vanno oltre ogni montagna. (Alda Merini)
Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo. (Laozi)
I sentieri si costruiscono viaggiando. (Franz Kafka)
Nessuna strada ha mai condotto nessuna carovana fino a raggiungere il suo miraggio, ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane. (Henri Desroche)
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. (Marcel Proust)
Anche se viaggiamo in capo al mondo per trovare la bellezza, dobbiamo portarla con noi o non la troveremo. (Ralph Waldo Emerson)
Ogni cima che raggiungi non è altro che una tappa intermedia. (Seneca)
L'arrampicata non è tanto raggiungere la cima, ma piuttosto tutto quello che sta nel mezzo. (Lynn Hill)
Ho imparato che tutti, al mondo, vogliono vivere in cima alla montagna senza sapere che la vera felicità sta in come si sale la china. (Gabriel García Márquez)
Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. (Albert Camus)
Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta. (Alexandra David-Néel)
Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. (Bruce Chatwin)
Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo. (Isabelle Eberhardt)
... il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. (José Saramago)
C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada, è la propria anima che sta cercando. Per questo l'uomo deve poter viaggiare. (Andrej Tarkovskij)
... ma si viaggia meglio da soli o in compagnia? Indovina... :-)
Camminare da solo è possibile, però il buon viaggiatore sa che il gran viaggio, quello della vita, richiede compagni. (Hélder Pessoa Câmara)
Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina assieme agli altri. (detto keniota)
La felicità è reale solo quando è condivisa. (Christopher McCandless)
Ovviamente, trattandosi di una pagina di argomento escursionistico, non potevano mancare citazioni dedicate alle montagne.
Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle. (John Ruskin)
Le montagne sono sempre generose. Mi regalano albe e tramonti irripetibili; il silenzio è rotto solo dai suoni della natura che lo rendono ancora più vivo. (Tiziano Terzani)
Queste montagne suscitano nel cuore il senso dell'infinito, con il desiderio di sollevare la mente verso ciò che è sublime. (Giovanni Paolo II)
Dell'andar per monti può spaventare la fatica della salita... ma non bisogna averne timore, anzi! (e non soltanto perché ho sperimentato che le discese possono essere persino più impegnative fisicamente...)
È bene seguire la propria inclinazione, purché sia in salita. (André Gide)
Scegli la strada in salita, è quella che ti porterà alla felicità. (Jean Salem)
Infine... se il tempo è brutto, ce ne stiamo a casa? Nooooo!!! (a meno che non sia previsto un temporale elettrico, chiaro) Vorremo mica farci scoraggiare da un po' di pioggia? :-)
La pioggia è vita; la pioggia è la discesa del cielo sulla terra; senza la pioggia, non ci potrebbe essere vita. (John Updike)
Ci sono delle piogge primaverili deliziose in cui il cielo sembra piangere di gioia. (Paul-Jean Toulet)
P.S.: Ovviamente era impensabile che io verificassi la corretta attribuzione di tutte queste citazioni. Rimane il fatto che valgono per il loro significato intrinseco, non certo per chi ne è l'autore! :-)

lunedì 3 marzo 2014

Humour fotografico

Da quando ho deciso di coltivare la mia passione per la fotografia, ho scoperto una branca dell'umorismo di cui ignoravo l'esistenza, e che è ben rappresentata dalle tre immagini che ti propongo nel post di questa sera; se vuoi ingrandirle, non devi far altro che cliccarci sopra.
La prima l'ha condivisa su Facebook il mio "prof" di fotografia Stefano Lista, per motivare il suo motto «Non scattare, pensa». Il disegno illustra in chiave umoristica il diagramma di flusso che ogni buon fotografo dovrebbe seguire prima di decidere se premere o meno il pulsante di scatto. Se tutti noi lo rispettassimo, faremmo molte meno foto... io per prima! ;-) E la mia fotocamera tirerebbe un sospiro di sollievo: in effetti non bisogna dimenticare che gli otturatori possono reggere un numero limitato di scatti prima di rompersi.


Comunque sento che qualcosa sta cambiando in me: nel corso dell'ultima lezione del corso base Stefano ha enunciato una verità apparentemente banale, «Quando andate in vacanza evitate di fotografare i monumenti, tanto quelli li trovate già sulle cartoline: fotografate il resto»... ed io ho avvertito una sorta di illuminazione. Ahimè, una brillante carriera di fabbricante di cartoline stroncata sul nascere! ;-)
Il grafico qui sotto, mostratoci da Stefano a lezione, illustra le fasi della vita di un fotografo.


Dove si colloca attualmente la sottoscritta? Beh, direi appena prima del punto contrassegnato in ascissa come First tripod... se non altro perché mi sta per arrivare il treppiede che ho ordinato, dopodiché potrò dare libero sfogo alla mia passione per la fotografia di paesaggio. Dal grafico si evince che in questa fase possiedo già un buon livello di conoscenza (del resto la teoria è sempre stata il mio forte fin dai tempi della scuola guida), mi sono lasciata alle spalle la convinzione che tutti i miei scatti facessero pena (ma attenzione, a quanto pare c'è un altro baratro di autostima che mi aspetta!), e la qualità delle mie foto è destinata a crescere sempre di più. Speriamo... :-)
Infine, ecco le dieci cose da non dire mai ad un fotografo.


A proposito del punto 4, accennando alla decolorazione selettiva Stefano ci ha spiegato, scherzando ma non troppo, che tale tecnica viene detta cut-out perché... chi la usa è tagliato fuori dalla storia della fotografia! ;-)
Vale la pena di sottolineare l'aneddoto con cui si conclude il post.
Una sera un mio amico che si diletta di fotografia, invitato a cena, mostrò alcune foto che aveva portato con sé. La padrona di casa, guardandole, esclamò: “Bellissime, deve avere una macchina fotografica eccellente!”. Al momento di andare via, il mio amico rivolto alla padrona, disse: “Ottima cena: lei deve avere pentole di buona qualità!”.
:-D

sabato 1 marzo 2014

Oui, je suis de Favrià!

Come ho accennato qualche volta su questo blog, anche se vivo a Pescara praticamente da sempre, è nella splendida cittadina di Fabriano che sono nata, ed è lì che ho trascorso per anni una parte delle mie vacanze estive. Anche se ormai purtroppo ci torno di rado, sarò sempre legata al mio luogo natio, e negli ultimi tempi Facebook è servito a rinsaldare questo legame. Di recente mi sono ritrovata iscritta al gruppo SEI DI FABRIANO SE...; a dire il vero ho cancellato l'iscrizione dopo appena un paio di giorni, un po' perché non ne potevo più degli aggiornamenti che arrivavano in continuazione, un po' perché a me che a Fabriano non ci vivo la stragrande maggioranza di quegli status diceva poco o niente... ma quei pochi che per me significavano qualcosa li ho trovati davvero piacevoli, ed alcuni li ho anche riferiti a mia madre, lei sì fabrianese DOC anche se trapiantata altrove.


Domani il gruppo farà finalmente il salto di qualità: infatti dalle ore 16:30 è in programma un incontro.
Sei di Fabriano se...da Gruppo Virtuale si trasforma in Gruppo Reale!
Al Circolo Ippico (in faVrianese Galoppatojo) si riuniscono tutti coloro che in queste settimane hanno inondato il WEB con i propri ricordi e con le immagini che hanno segnato la loro vita e di tutti coloro che hanno anche inviato i LIKES o che hanno a loro volta pubblicato altri ricordi, dando vita ai luoghi, ai modi di dire ed personaggi di oggi e di ieri...Quindi ci si ritroverà per parlare, ricordare, cantare, ridere e ovviamente...mangiare&bere! Quindi...SEI DI FABRIANO SE PARTECIPI ANCHE TU! Per vivere un momento non virtuale ma di vero e semplice incontro!
È un peccato dovermelo perdere... comunque la trovo una magnifica iniziativa, e spero che si riveli un successone! :-)
Quella dei gruppi Facebook del tipo Sei di Vattelapesca se... è una moda non recentissima, almeno così mi sembra, ma che ultimamente è stata rispolverata alla grande: se ne parla qui e qui sul blog Sei gradi del Corriere della Sera. Di gruppi analoghi ce ne sono in pratica per qualsiasi località, e per le città più grandi esistono anche i gruppi di quartiere. A Pescara che non è grandissima, per dire, per un gruppo Sei di pescara se... che ha appena raggiunto quota duemila membri (contro gli oltre quattromila della ben più piccola Fabriano!) esistono almeno tre gruppi Sei di Pescara Colli se..., soltanto limitandomi a scorrere i primi risultati della ricerca. Una bella opportunità di interazione e di condivisione... nel senso più profondo possibile del termine: condivisione di ricordi, di espressioni dialettali, di un vissuto comune. Se poi si passa dalla piazza virtuale ad un luogo di incontro reale, come a Fabriano, è pure meglio... :-)