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venerdì 2 dicembre 2016

#IoVoto

Insomma, dopodomani finalmente si va a votare per 'sto benedetto referendum costituzionale... e comunque vada sarà un successo, perché se non altro stasera a mezzanotte avrà fine una delle campagne elettorali più sgradevoli che io ricordi; sono molto d'accordo con Francesco Brescia quando scrive...
Devo riconoscere che si stanno impegnando davvero parecchio alcuni sostenitori del Sì nel convincermi a votare No e diversi supporter del No nel farmi optare per il Sì.
... e avrei voluto proprio stringere la mano a @insopportabile quando ha twittato
Grande spazio alle ragioni del sì e del no ma non a quelle del basta.
Quel che accadrà dopo è abbastanza un'incognita, in un caso o nell'altro. Vorrei comunque tranquillizzare chi paventa scenari catastrofici, prendendo a prestito le parole di buonsenso del sempre ottimo Enrico Mentana.
Se vince il sì al referendum NON si instaura una dittatura. Se vince il no NON resta tutto uguale per trent'anni. NON è vero che col sì si risparmiano miliardi. NON è vero che la maggioranza può eleggersi da sola il capo dello stato. Aiutiamoci a fare pulizia prima del voto...
Sui social vedo fautori del sì affermare «Tanto vince il no», gente che vota no ma «Tanto vince il sì»... Del resto, se ormai non ci azzeccano più nemmeno i sondaggisti, cosa possiamo sperare noialtri? ;-)
Come ho intenzione di votare l'ho già detto, e non lo ripeto. Scrivo questo post soltanto per mettere in ordine alcuni spunti sull'argomento raccolti negli ultimi mesi.
Una spiegazione piuttosto chiara ma lunga e dettagliata della riforma puoi trovarla su La Stessa Medaglia.
Nelle ultime settimane Leonardo ha scritto parecchio per motivare il suo no; i suoi post sull'argomento sono raccolti nella categoria referendum costituzionale 2016. Senza dubbio più sintetiche ed efficaci le ragioni del no espresse da Fiorella Mannoia. Più prolisso rispetto alla cantante è stato il matematico Piergiorgio Odifreddi.
Sul fronte opposto, ho trovato molto ben scritti i dialoghi sul referendum nei quali un Socrate redivivo affronta alcuni aspetti della riforma.
Mi pare innegabile che il quesito referendario sia stato formulato in maniera tale da far propendere gli indecisi per il sì. Pure sulla pagina Facebook di Quelli Che Il Calcio si è ironizzato su questo...


La provocatoria immagine qui sotto, che sembrerebbe mirata a invalidare il voto dei tanti, troppi analfabeti funzionali, l'ho presa da Facebook prima che venisse rimossa. Il suo creatore Paolo Sinigaglia riepiloga qui la faccenda.


Invece è ancora al suo posto – e ci mancherebbe altro – lo status del prof. Guido Saraceni che allude all'analfabetismo (non funzionale, ma in senso stretto) di certi elettori.
Nessuno dice che mettendo una croce sul "sì" o sul "no", molti elettori firmeranno la scheda del referendum, invalidando così il proprio voto.
Ecco un altro paio di immagini trovate su Facebook che prendono in giro i bizantinismi della riforma parodiando altrettanti classici quesiti de La Settimana Enigmistica.


(via Labbufala)


E che dire del voto degli italiani all'estero? I Ritals – «termine dell'argot popolare francese che indica una persona italiana o di origini italiane» (cit.) – Svevo Moltrasio e Federico Iarlori hanno dedicato al referendum un episodio della loro web-serie.
Ma se dovesse vincere il no, ci sarà bisogno di ricordare a Renzi quello che andava ripetendo appena pochi mesi fa...?
[L'immagine che apre il post è tratta da Luminol]

giovedì 1 dicembre 2016

Come ricaricare correttamente il tuo smartphone

Oggi l'ineccepibile Timehop mi rammenta che esattamente un anno fa ho dedicato un post ad alcuni trucchi per usare al meglio il cellulare... quindi colgo l'occasione per occuparmi per l'ennesima volta del problema più assillante per chi possiede uno smartphone: la ridotta autonomia della batteria. Questa volta prendo spunto dall'articolo You've Been Charging Your Smartphone Wrong (Hai sbagliato a ricaricare il tuo smartphone) pubblicato su Curiosity Makes You Smarter, un sito dal nome che è tutto un programma! :-)

Hai mai sentito dire che il modo giusto di trattare il tuo smartphone è quello di scaricare completamente la batteria prima di ricaricarla per ore durante la notte? Sbagliato. Ci sono molte convinzioni errate sulla ricarica degli smartphone che possono effettivamente danneggiare il tuo telefono, proprio come quella leggenda. Il modo migliore per ricaricare il telefono è quello di ricaricarlo di frequente per brevi periodi di tempo. Di fatto, più si scarica completamente un cellulare, più velocemente la batteria "morirà". Lasciare il telefono collegato quando è completamente carico lo pone in uno stato di stress elevato, che ne logora i meccanismi interni. Scollegare il telefono dal caricabatterie dopo che è completamente carico è come rilassarsi dopo un allenamento estenuante. Ed è meglio non caricarlo proprio fino al 100%. Un'alta tensione affatica la batteria.
Nell'articolo è incluso un video dal titolo How To Properly Charge Your Smartphone (Come ricaricare correttamente il tuo smartphone), della serie Monday Tech Tips pubblicata nel canale YouTube The Nerd Herd.


Ed ecco cosa dice...
Il 90% delle volte che ti lamenti del tuo telefono è perché la sua batteria non dura abbastanza: riesci a malapena a farlo arrivare al pomeriggio, e di usarlo per giocare non pensarci nemmeno.
Quindi che cosa puoi fare? Beh, per prima cosa devi iscriverti al nostro canale, il che ti sarà senz'altro di aiuto. In secondo luogo, devi imparare a ricaricarlo.
La maggior parte di noi, me compreso per un lungo periodo di tempo, ha l'abitudine di far scaricare completamente le batterie dei dispositivi per poi lasciarle a ricaricarle per ore durante la notte.
Indovina un po': questo è esattamente ciò che non si dovrebbe fare.
Le batterie al litio, come quelle che si trovano in ogni smartphone moderno, non sono pensate per una scarica completa e una successiva ricarica completa, e tale procedura in effetti le danneggia. Invece faresti molto meglio ad effettuare ricariche brevi e frequenti.
Secondo gli esperti il punto giusto è una via di mezzo tra il 50 e l'80 per cento, per cui attieniti a tale intervallo quando puoi. Inoltre le batterie al litio hanno una durata di vita basata sui cicli di ricarica, quindi più le scarichi completamente, più rapidamente "moriranno".
Tuttavia vi è un'eccezione a questa regola: scaricare completamente la batteria una volta al mese sembra effettivamente utile per "calibrarla", ma più di questo non è assolutamente consigliato.
Un'altra cosa da tenere a mente è quella di usare sempre caricabatterie adatti: non utilizzare un caricabatterie enorme per una batteria minuscola, perché è probabile che la batteria si surriscaldi, e il calore è il peggior nemico della sua durata. Più riesci a tenere al fresco le tue batterie, più a lungo esse dureranno.
Per quanto la ricarica senza fili sia comodissima, l'energia dissipata nel trasferimento finirà tutta sulla batteria, peggiorando le sue condizioni: ricaricare il telefono o il tablet in modalità senza fili una volta ogni tanto non fa male, ma noi consigliamo di non farlo sempre.
Un altro aspetto che viene spesso sottovalutato è quello di tenere pulite le porte: cavi e porte polverosi spesso danno luogo a ricariche più lente, se non al telefono che non si ricarica affatto. Fai le pulizie di primavera e tieni la polvere lontana dal tuo telefono.
Infine, un ultimo suggerimento che vorremmo darti è quello di utilizzare sempre materiale di qualità: magari puoi risparmiare qualche soldo acquistando caricabatterie e cavi non ufficiali, ma questo potrebbe comportare una diminuzione della durata della batteria, tempi di ricarica più lunghi, e anche incidenti spiacevoli come telefoni che prendono fuoco. Non è questo che vuoi, vero?
Come nota conclusiva, è importante sottolineare che tutti questi suggerimenti sono mirati a un aumento della durata a lungo termine, piuttosto che a un notevole miglioramento nell'immediato: vale la pena di dire però che, se disponi di una batteria non rimovibile come quella degli iPhone, tenere a mente questi consigli potrebbe essere più utile di quanto sembri.

mercoledì 30 novembre 2016

Molto meglio lasciar perdere

In questi ultimi giorni di una campagna pre-referendaria snervante come non mai, soprattutto sui social capita più spesso del solito di incappare in plateali sciocchezze, espresse a onor del vero da persone appartenenti a entrambi gli schieramenti. Le leggi e vorresti replicare in maniera puntuale a chi le ha scritte, per fargli notare la debolezza delle sue posizioni... ma poi ci pensi bene e alla fine preferisci lasciar perdere. Personalmente mi tengo alla larga ormai da tempo da simili discussioni. E chi non sa resistere all'impulso di rispondere a tono potrebbe trovare illuminante la stringata pseudo-guida qui sotto, tratta dalla pagina Facebook The Common Sense Conservative.


Ecco la traduzione del testo, bella e pronta per chi volesse farci un meme! :-)
Come avere la meglio in una discussione di politica su Facebook
  1. Vedi un post davanti al quale non riesci letteralmente a credere che qualcuno possa pensarla in quel modo, figuriamoci affermare certe cose.
  2. Cominci a digitare, cercando in maniera eloquente di comunicare a costoro perché sono così assolutamente st***zi.
  3. Ti siedi e rileggi quello che hai scritto per assicurarti che esprima davvero il tuo punto di vista in modo tale da colpire nel segno e far effettivamente cambiare loro idea.
  4. Ti rendi conto che non c'è alcun modo di far cambiare loro idea che non sia un trapianto di cervello.
  5. Premi backspace fino a che tutto quello che hai scritto non è stato cancellato.
  6. Vai avanti.
Parole sante. Magari un giorno, quando avrò seguito un corso su "come argomentare in maniera persuasiva", sarò più disponibile al dibattito... :-)

martedì 29 novembre 2016

Bye bye, sconti (im)perdibili

Pure quest'anno il weekend lungo delle spese folli autunnali, quello che va dal Black Friday al Cyber Monday, ce lo siamo lasciato alle spalle... e a questo punto può avere inizio il normale shopping natalizio, senza tentazioni del tipo «Non so neanche se mi servirà davvero, ma l'offerta è troppo conveniente per lasciarsela scappare!».
Anche se il vero geek compra online senza doversi schiodare dal PC, buona parte dei tradizionali negozi fisici si è adeguata alla tradizione statunitense, dando luogo a scene abbastanza caotiche, almeno stando allo spiritoso – per chi apprezza un certo tipo di humour nero, almeno – video qua sotto!


L'immagine seguente, invece, allude a tumultuose usanze del nostro meridione. :-)


Ma se uno non ne ha, di soldi da spendere? Beh, in tal caso il problema non si pone! ;-)


La sottoscritta ha superato quasi indenne le insidie dello scorso weekend: ho acquistato solamente l'e-book La dieta della longevità di Valter Longo a 2,99 € invece di 9,99 €. E così si allunga la lista dei libri virtuali che mi attendono sul mio Kindle... ma questo ha qualche possibilità in più che io mi ci dedichi quanto prima, perché non essendo un'opera di narrativa posso leggerlo anche a tempo perso senza dovermi preoccupare di finirlo alla svelta per non perdere il filo (e perché la storia mi rapisce, come spesso accade).

lunedì 28 novembre 2016

Manderesti tuo figlio all'asilo no-vax?

Ieri l'attrice Eleonora Brigliadori, delle cui a dir poco discutibili prese di posizione ho già parlato qui, ha condiviso l'immagine qua sotto (clicca per ingrandire)...


... commentandola come segue:
Il mio pieno sostegno a questa bella iniziativa che restituisce la libertà di scelta alle famiglie e ai bambini.
Purtroppo per lei, l'immagine – che lei ha condiviso dal profilo di un certo Luca Ventaloro, anch'egli antivaccinista convinto... e sotto entrambi i post, tra qualche sprazzo di buonsenso, abbondano commenti sconfortanti :-/ – proveniva da Ipotesi Con Brodo, pagina satirica contro i complottismi sulla falsariga della più popolare Protesi di complotto. Ed era accompagnata dal testo seguente.
VITTORIA STORICA:
NASCE "PARADISO SVEGLIACAMPO" - IL PRIMO ASILO RISERVATO A PERSONALE E BAMBINI VACCINO FREE!
In risposta alla legge liberticida voluta da BIG PHARMA, che obbliga i bambini a vaccinarsi per iscriversi all'asilo nido, nasce la prima catena di asili per bambini rigorosamente non vaccinati.
Il franchising sta avendo un incredibile successo grazie al passaparola delle mamme "informate".
Nei nostri asili i bambini vaccinati anche per una sola malattia sono rifiutati in quanto sarebbero di ostacolo all'acquisizione dell'immunità naturale, e potenziali vettori di malattie modificate da big Pharma.
Le nostre classi, e tutti i giocattoli dei bambini, sono disinfettati quotidianamente con detersivi naturali a base di limone e olio essenziale di zenzero, la nostra mensa serve esclusivamente merendine Vegan Approved, Cruelty free e prive di olio di Palma.
Nei nostri asili pratichiamo prevenzione attiva nei confronti del virus antiinfluenzale, abbiamo distributori di sciroppo di lumaca, zenzero candito e praline omeopatiche;
Nel periodo invernale la nostra cuoca prepara dei deliziosi muffin al gusto "Oscillococcinum".
Nel fortunato caso in cui dovesse scoppiare una pandemia, il nostro Omeopata e il nostro maestro Reiki di terzo livello, sapranno gestire la fase di transizione ("il viaggio dell'eroe"), fino all'acquisizione dell'immunità naturale di tutto il gruppo, che gestiremo con clisteri 100% arabica.
MAI PIÙ PIPÌ A LETTO:
Il viaggio alla scoperta delle proprietà dell'Amaroli, educherà i vostri piccoli angeli a NON SPRECARE!
In caso di emergenza abbiamo inoltre a disposizione un "PRONTO SOCCORSO OMEOPATICO", con personale obbiettore, addestrato a "lasciare che la natura faccia il suo corso".
Previsto anche un programma di rinforzo del sistema immunitario grazie alla somministrazione di potentissimi preparati omeopatici ch200, che ciclicamente, rilasciamo nell'acqua potabile per potenziarne l'effetto.
DA NOI, UN PAZIENTE ZERO, NON VIENE MAI LASCIATO SOLO!
Il ministero della salute purtroppo ha deciso di non stanziare fondi per questa fantastica iniziativa, presto lanceremo una raccolta fondi per dare a tutte le mamme informate questa grande opportunità:
APRI ANCHE TU UN #PARADISOSVEGLIACAMPO NELLA TUA CITTA', CONDIVIDI L'INIZIATIVA!
Usa hashtag #paradisosvegliacampo e FALLA DIVENTARE VIRALE!
Diclaimer:
Questo post vuole rappresentare delle tematiche reali attraverso la ben nota tecnica della satira sociale, le informazioni riportate non solo non sono vere, ma non vogliono neanche apparire come tali. Il loro unico scopo è divertire e, possibilmente, fare riflettere sulla tematica sottostante.
Se questo scenario vi indigna, come in effetti indigna noi, vaccinate i vostri bambini, come noi abbiamo fatto con i nostri figli, smettendola di dare retta ai tanti SOMARI che popolano Internet!
#iovaccino
Il primo elemento che avrebbe potuto far sorgere dei sospetti sulla natura tutt'altro che seria del post – che a quanto pare rischia di essere rimosso per via delle ripetute segnalazioni – era il nome dell'asilo: Svegliacampo altro non è se non la traduzione di Wakefield, il cognome del famigerato ex medico responsabile della diffusione della bufala dei vaccini che causano l'autismo. Ma andando avanti nella lettura gli indizi si susseguono, e una volta arrivati al punto dei muffin al gusto "Oscillococcinum" (noto preparato omeopatico al quale proprio oggi il divulgatore scientifico Dario Bressanini ha dedicato un post abbastanza beffardo) la presa in giro dovrebbe – il condizionale è d'obbligo – risultare lampante.
Alla Brigliadori è stata fatta presente la natura satirica dell'immagine da lei condivisa con tanto entusiasmo, al che nel pomeriggio di oggi il testo che la accompagnava è stato modificato come segue.
Questo post è un bel auspicio.
Quante cose di fantasia poi sono diventate realtà? Così si comincia vedrai che tra un po' i genitori si organizzeranno e sarà vero evviva.
Il mio pieno sostegno a questa bella iniziativa che restituisce la libertà di scelta alle famiglie e ai bambini. E se ancora non fosse stata realizzata il fatto di parlarne pone le basi perché questo possa accadere nel futuro.
Per quanto mi riguarda sono assolutamente favorevole all'obbligo di vaccinare i bambini per poterli iscrivere all'asilo nido. A chi non la pensa come me, ma non esclude di mettere in discussione le proprie convinzioni, consiglio il libro Il vaccino non è un'opinione, scritto dal virologo Roberto Burioni.

domenica 27 novembre 2016

Anche la violenza verbale È violenza

Due giorni fa, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la presidente della Camera – a me non risulta che abbia mai chiesto di essere chiamata "presidenta", semmai "signora presidente", a differenza di ciò che si ostinano a sostenere taluni al chiaro scopo di denigrarla – Laura Boldrini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una piccola ma assai significativa selezione dei messaggi insultanti ricevuti nell'ultimo mese, per stigmatizzare l'utilizzo nei social network di volgarità, espressioni violente e minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale.


Selvaggia Lucarelli, che di offese del genere ne subisce ormai da anni, si aspetta che prima o poi il post della Boldrini verrà cancellato, come è successo più volte a lei, perché secondo la policy di Facebook il fatto di non aver occultato i nomi dei commentatori verbalmente violenti costituisce una forma di bullismo. In effetti così è facilissimo rintracciare queste persone e chiedere loro conto di quanto hanno scritto. Repubblica l'ha fatto con Maria Feliziani, l'unica donna tra i commentatori messi alla berlina dalla Boldrini (mi astengo dal giudicare gli insulti femminili più gravi di quelli maschili... ma di certo la cosa è sconfortante): ne è venuta fuori un'intervista che vale la pena di leggere.
Nello screenshot qui sotto puoi leggere il post che la "signora" ha scritto per porgere alla Boldrini le sue scuse (cosa comunque da apprezzare): credo si commenti da solo.


Merita di essere letta L'amaca di Michele Serra pubblicata ieri.


Infine, ancora Selvaggia Lucarelli oggi ha replicato alle obiezioni del tipo «Eh, uno potrà esprimere la propria opinione o no!?» ricorrendo alla propria esperienza personale per chiarire la differenza tra un'opinione (sopra) e un reato (sotto).

venerdì 25 novembre 2016

Un mese a Natale

Manca ancora un mese esatto a Natale... ma ho già raccolto un sacco di spunti a tema, e prima che diventino troppi sarà meglio che inizi a smaltirli! ;-)
Cominciamo dalla tregua di Natale, un'edificante e toccante pagina di storia della quale ammetto di essere venuta a conoscenza un po' per caso. Copincollando da Wikipedia...
Per "tregua di Natale" si intende una serie di "cessate il fuoco" non ufficiali avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale della prima guerra mondiale.
Già nella settimana precedente il Natale, membri delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte presero a scambiarsi auguri e canzoni dalle rispettive trincee, e occasionalmente singoli individui attraversarono le linee per portare doni ai soldati schierati dall'altro lato; nel corso della vigilia di Natale e del giorno stesso di Natale, un gran numero di soldati provenienti da unità tedesche e britanniche (nonché, in misura minore, da unità francesi) lasciarono spontaneamente le trincee per incontrarsi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir. Oltre a celebrare comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, i soldati dei due schieramenti intrattennero rapporti amichevoli tra di loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio.
La tregua non fu un fatto organizzato, né universalmente diffuso: in diverse zone del fronte i combattimenti proseguirono per tutto il giorno di Natale, mentre in altri i due schieramenti negoziarono solo tregue momentanee per seppellire i caduti. Gli episodi di fraternizzazione con il nemico furono giudicati negativamente dagli alti comandi e severamente proibiti per il futuro: già l'anno successivo alcune unità organizzarono cessate il fuoco per il giorno di Natale, ma le tregue non raggiunsero il grado di intensità e di fraternizzazione di quelle del 1914; per il Natale del 1916, dopo le traumatiche esperienze delle sanguinose battaglie di Verdun e della Somme e la diffusione dell'impiego di armi chimiche, nessuna tregua venne organizzata.
Nei primi mesi del conflitto, quando ancora la guerra di trincea era agli inizi, gli episodi di tregue spontanee tra le opposte fazioni non costituirono episodi rari, né limitati al solo periodo natalizio: in molti settori si instaurò un rapporto di "vivi e lascia vivere" tra i soldati, e unità opposte schierate a stretto contatto limitarono spesso gli atteggiamenti aggressivi o permisero atti di fraternizzazione, come lo scambio di sigarette o cessate il fuoco non ufficiali per permettere il recupero di morti e feriti dalla terra di nessuno; la tregua di Natale del 1914, tuttavia, rappresentò l'episodio maggiormente significativo di tutto il conflitto sia per il gran numero di uomini coinvolti più o meno contemporaneamente, sia per l'alto grado di partecipazione e fraternizzazione che si sviluppò.
Qui puoi leggere la lettera che all'epoca un soldato inglese scrisse alla sorella per raccontare ciò che stava accadendo.
Tornando ai giorni nostri, quest'anno sono già usciti numerosi spot grondanti spirito natalizio e buoni sentimenti. Li elenco qui di seguito in rigoroso ordine alfabetico: Amazon Prime (sull'attualissimo tema della convivenza interreligiosa), John Lewis, Heathrow Airport (il mio preferito <3), Sainsbury's, Very.co.uk.
[L'immagine che apre il post è tratta da Keep Calm-o-Matic]

giovedì 24 novembre 2016

Zuppa di lenticchie... What else?

Ci sono momenti – ad esempio dopo aver guardato video come questo – in cui desidererei tanto optare per il vegetarianismo. Almeno per il momento non ho intenzione di modificare le mie abitudini alimentari in maniera così radicale, non soltanto per ragioni meramente egoistiche legate ai sapori a cui dovrei rinunciare, ma anche perché seguire una dieta vegetariana equilibrata che mi eviti scompensi nutrizionali e sia pure, perché no, appagante per il palato richiede un certo impegno e attenzione. Ad esempio molti si domandano: ma da dove le prendono, i vegetariani, le proteine? Una possibile risposta si può trovare in questo articolo pubblicato su Collective Evolution, dal titolo 8 Great Sources Of Protein That Aren’t Meat (8 ottime fonti di proteine ​​che non sono a base di carne). Qui di seguito ne riporto la traduzione.
Quando si tratta di proteine, c'è un comune malinteso su quale sia il nostro effettivo fabbisogno giornaliero. E nel mondo del fitness molte persone assicurano di seguire una dieta ricca di proteine ​​per costruire i muscoli e favorire la perdita di peso facendoli sentire più sazi. Ma qual è la giusta misura?
L'American Dietetic Association afferma che la maggior parte degli adulti attivi ha bisogno di consumare solo 0,8 grammi di proteine ​​per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Che dire allora di coloro che consumano carne ad ogni pasto? Essi ingeriscono circa cinque volte più dell'apporto giornaliero raccomandato. D'altra parte, anche assumere troppo poche proteine è un male. Un insufficiente apporto proteico può portare a una condizione chiamata kwashiorkor, e può anche causare disturbi della crescita, perdita di massa muscolare, inefficienza del sistema immunitario, indebolimento del cuore e del sistema respiratorio, e persino la morte.
La carne viene spesso considerata come una delle principali fonti di proteine, ecco perché così tanti si domandano perplessi come faccia ad andare avanti un vegetariano o un vegano senza mangiarne regolarmente. Ma riguardo a questa ideologia ci sono un sacco di idee sbagliate che dovrebbero essere chiarite. Prima di tutto, abbiamo bisogno di consumare alimenti che ci forniscano i nove amminoacidi essenziali che il nostro corpo non è in grado di creare da solo.
Anche se molti sostengono che la carne sia la fonte preferenziale perché fornisce il pacchetto completo, ci sono alcuni alimenti di origine vegetale che li contengono anch'essi. E altri hanno un mix di alcuni e la mancanza di altri. Questo significa che, fintanto che combini alimenti come legumi, ortaggi, frutta, noci, semi e cereali integrali su base giornaliera, stai assumendo ciò di cui hai bisogno. Qui ci sono otto alimenti ad alto contenuto proteico che non sono a base di carne, e ti offrono pure una quantità di altri benefici.
  • Semi di chia. Ci sono molti motivi per amare questi potenti semi. Essi hanno 4 grammi di proteine ​​ogni 2 cucchiai, favoriscono la digestione e aiutano a sentirti sazio più a lungo. Essi ti forniscono anche tutti gli amminoacidi essenziali di cui il tuo corpo ha bisogno. A me piace spargerli sopra lo yogurt per un po' di croccantezza in più.
  • Yogurt greco. A proposito di yogurt, anche questa è una scelta ad alto contenuto proteico. Con il doppio della quantità di proteine rispetto allo yogurt normale, un contenitore da 6 once [pari a circa 170 grammi... e te pareva che potevano mancare le unità di misura astruse! ;-) Un'oncia è pari a 28,35 grammi, NdC] ha un contributo di proteine pari a 17 grammi. È ottimo sia per la prima colazione sia per uno spuntino in qualsiasi momento.
  • Quinoa. Questo antico cereale è un altro alimento completo in fatto di proteine che di recente si è affermato nel mondo della salute come un supercibo alla moda di cui fare il pieno. E con i suoi 8 grammi di proteine ​​per ogni tazza, non c'è da meravigliarsene. È anche una valida alternativa al riso con la sua impressionante quantità di fibre e ferro.
  • Fagioli di soia. L'unico vegetale che ha un apporto proteico completo, i fagioli di soia, rappresenta un'ottima alternativa alla carne. Mezza tazza di fagioli di soia ha ben 34 grammi di proteine circa, mentre mezza tazza di pollo arriva a circa 17 grammi.
  • Lenticchie. Con 18 grammi per tazza bollita, le lenticchie forniscono il 37 per cento della quantità giornaliera raccomandata di ferro. Se questo non dovesse essere sufficiente per suscitare il tuo interesse, sappi che contengono anche più della metà dell'apporto di fibre giornaliero raccomandato, e possono aiutare a ridurre il colesterolo. Qualcuno vuole della zuppa di lenticchie? [Pensa che il biblico Esaù, in cambio di un piatto di lenticchie, rinunciò addirittura alla primogenitura, NdC]
  • Semi di canapa. Con 10 grammi di proteine ​​per una porzione di 2 cucchiai, i semi di canapa forniscono una dose generosa di tutti e nove gli amminoacidi essenziali. Se sei vegano, essi dovrebbero essere sulla tua lista, in quanto contengono acidi grassi essenziali, come gli omega-3. Io li spargo sull'insalata per un tocco in più.
  • Mandorle. Per un ottimo spuntino ricco di proteine, le mandorle sono quello che ci vuole. Esse forniscono circa 5-7 grammi per oncia [dai 18 ai 25 grammi all'etto circa, NdC], sono ricche di salutari grassi monoinsaturi e fibre, e ti stupirai di quanto una sola manciata possa ridurre l'appetito.
  • Avocado. Il pane tostato all'avocado, l'avocado a fette sull'insalata, dentro un panino, o mangiato così com'è con un cucchiaio mi fanno svenire. Questo frutto è una salutare delizia per il palato. Esso ha anche 2,9 grammi di proteine ​​per tazza, tagliato a fette.
[Riguardo ad altri principi nutritivi, come il ferro e la vitamina B12, mi riprometto di documentarmi in seguito]

mercoledì 23 novembre 2016

Il coraggio di Lucia Annibali

Da un po' di tempo a questa parte la televisione non la seguo quasi più, a parte qualche programma scaricato da RaiPlay mediante Pasty.link e guardato in differita... ma ieri sera la fiction Io ci sono, diretta da Luciano Manuzzi e andata in onda su Raiuno, non ho voluto perdermela. Il film TV è tratto dal libro Io ci sono – La mia storia di non amore scritto dall'avvocatessa Lucia Annibali, assieme alla giornalista Giusi Fasano, per raccontare la sua tormentata relazione con il collega Luca Varani, culminata la sera del 16 aprile 2013 con l'aggressione messa in atto da due albanesi assoldati dall'ex amante: mentre rientra in casa dalla piscina, alla donna viene gettato addosso dell'acido che le procura ustioni devastanti al volto e alla mano. Oggi Lucia ha già affrontato decine di interventi anche piuttosto impegnativi e dolorosi per tentare di riacquistare un aspetto normale, e altri ancora dovrà subirne, ma i suoi lineamenti non saranno mai più quelli di un tempo. Luca Varani, com'era giusto che fosse, è stato condannato a vent'anni di carcere come mandante dell'aggressione: vani sono stati i suoi tentativi di ridimensionare le proprie responsabilità. [A proposito, è proprio di oggi la notizia della condanna a 18 anni inflitta a Paolo Pietropaolo, reo di aver dato fuoco all'ex fidanzata Carla Caiazzo, incinta all'ottavo mese; mamma e bimba sono entrambe sopravvissute, ma la giovane donna ha riportato lesioni gravissime]
La fiction di ieri sera è stata davvero intensa e coinvolgente, con una protagonista straordinaria, l'attrice Cristiana Capotondi, che ho rivalutato ormai da tempo. Quando dal suo letto d'ospedale, bendata come una mummia dopo l'ennesimo intervento, la Lucia televisiva implorava qualcosa per avere un po' di sollievo al dolore tremendo che la stava facendo impazzire, io piangevo per lei lacrime autentiche...
L'e-book l'ho scaricato sul mio Kindle il 10 giugno dell'anno scorso, la sera stessa in cui ho assistito alla sua presentazione presso l'Auditorium Petruzzi di Pescara in presenza dell'autrice Lucia Annibali, ma finora non avevo ancora avuto modo di leggerlo. A questo punto sento proprio che è arrivato il momento... anche perché mi aspetto che il libro mi aiuti a comprendere la psicologia contorta dell'aguzzino, cosa mai abbia potuto spingerlo ad infliggere a Lucia un simile tormento: è vero che lei lo aveva lasciato, cosa sempre difficile da digerire, dopo ripetuti tira e molla da parte di lui e dopo aver scoperto che l'uomo stava ancora con la sua fidanzata storica... ma quest'ultima era anche sul punto di dargli un figlio; una circostanza alla quale nella fiction non si è fatto alcun cenno. Perché mai fare una cosa così terribile a una donna con la quale non ci sarebbe mai stato un futuro in nessun caso?! Forse una perversa smania di potere che ha fatto scattare nella sua mente l'ossessione «Se non mi vuoi, se non vuoi più stare con me, allora farò in modo che nessun altro voglia mai più stare con te».
Purtroppo temo che ci sia ancora molto lavoro da fare per sradicare la mentalità sessista che nei casi più estremi sfocia in efferate violenze. Particolarmente emblematico è lo sgrammaticato tweet pubblicato ieri da un certo Samuele Martini:
Ah, la trita e ritrita storia del «Se l'è cercata» (è così che si scrive, vedi, Samuele?) per giustificare le peggiori brutalità. Pronta è arrivata l'inattaccabile replica dell'interessata.
Devo comunque ammettere che ci sono rimasta male quando ho scoperto che Lucia Annibali si è schierata a favore del sì al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Non tanto, o non solo perché la sottoscritta al contrario è propensa a votare no, quanto perché mi è sembrato fuori luogo che la Annibali prendesse posizione proprio a ridosso della messa in onda di una trasmissione che ha attirato su di lei una grande attenzione mediatica. Ci vedo una forma di strumentalizzazione della visibilità conquistata da Lucia, per scopi che con le battaglie da lei condotte a favore delle donne non mi pare abbiano molto a che vedere.
[Nella foto che apre il post la vera Lucia Annibali posa accanto alla sua interprete Cristiana Capotondi]

martedì 22 novembre 2016

Tanti auguri a te... e la torta a me!

Per festeggiare il suo recente compleanno – auguri!!! :-) – ieri Alex Bellos ha pubblicato nel suo blog Monday puzzle tre enigmi sulle torte: yum! :-P Qui di seguito ti propongo la traduzione del primo.
Hai una torta di forma quadrata, e quattro amici. Come fai a dividere la torta in cinque fette di uguali dimensioni? Ciascuna fetta va ricavata con il coltello che taglia verticalmente la torta, e la punta di ciascuna fetta deve essere al centro della torta. Non hai righelli o nastri per prendere le misure, ma puoi usare la griglia orizzontale qui sotto.
La soluzione? Eccola qui...
La soluzione è che ciascuna fetta abbia la stessa quantità di perimetro della torta. (È essenzialmente la stessa cosa che si fa per dividere in cinque fette una torta circolare) Poiché il perimetro della torta è pari a 20 unità (come indicato dalla griglia), allora ciascuna delle cinque fette deve avere 4 unità di bordo. Perciò, scegli un punto sul perimetro e contrassegna quindi tutti gli altri punti a quattro unità di distanza.
Quando tagli a fette dal centro fino a ciascun punto, ti ritrovi con cinque fette di uguali dimensioni. Potresti aver provato a trovare cinque fette che avessero la stessa forma, ma il quesito non chiedeva questo. Le fette hanno un aspetto differente, ma contengono la stessa quantità di torta.
Sappiamo che le fette sono di uguali dimensioni perché l'area di ciascuna fetta è o un triangolo, oppure la combinazione di due triangoli (come mostrato sotto). L'area di un triangolo è pari alla metà della base moltiplicata per l'altezza. I triangoli che compongono le fette hanno tutti la stessa altezza, che è la distanza perpendicolare dal perimetro al centro (in questo caso 2,5 unità). Se la fetta è formata da un singolo triangolo la lunghezza della base è 4, e se la fetta è formata da due triangoli le lunghezze delle due basi hanno somma 4. Quindi l'area di tutte le fette è la stessa.
Se non mi credi, possiamo fare i conti qui: le fette triangolari hanno area
1/2×4×2,5 = 5.
L'area della fetta in basso a sinistra e di quella in alto a destra è
(1/2×1×2,5) + (1/2×3×2,5) = 5.
L'area della fetta in basso a destra è
2×1/2×2×2,5 = 5.
Di fatto, la soluzione funziona per qualsiasi possibile numero intero di fette di torta. Se vuoi tagliare una torta in 7 o 9 o n fette, dividi il perimetro della torta quadrata in 7 o 9 o n parti uguali.
Tutto sommato non era per niente difficile, anche se in effetti mi ci son voluti i calcoli per avere la certezza che tutto tornasse... comunque secondo me questa maniera di fare le torte a fette ha ben poca utilità pratica: se proprio devo tagliare una torta quadrata in n parti uguali, preferisco ottenere n fette rettangolari della stessa forma e dimensione facendo n – 1 tagli paralleli ugualmente distanziati. Ma in fin dei conti, chi se ne importa di come sono fatte le fette? Se la torta è bbona, me la spazzolo via in ogni caso... ;-)