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martedì 30 agosto 2016

Noli equi dentes inspicere donati

Il presidente e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, in visita in Italia, ha annunciato di aver donato cinquecentomila euro alla Croce Rossa Italiana per sostenere gli aiuti alla popolazione terremotata del centro Italia. Non si tratta però di una donazione in denaro liquido che la CRI potrebbe spendere nel modo che ritiene più opportuno: «I 500 mila euro arriveranno alla Cri sotto forma di Ads che potranno essere utilizzate sulla piattaforma Facebook per promuovere le attività di cui c'è maggiore bisogno: ricerca di volontari, richiesta di donazione di sangue, mettersi in contatto per le persone che hanno bisogno di un posto in cui stare». E proprio su Facebook l'ironia per questa singolare forma di beneficenza si spreca: per citare giusto due esempi, Simone Magnani ha scritto
Ma come: la donazione di Zuckerberg ai terremotati sono buoni per pubblicità su facebook? È come se mia nonna invece della mancia mi desse un ticket restaurant per pranzare da lei!
e Roberto Radimir
Spiegatemi perché Zuckerberg, una volta scoperto che la regione Marche distribuisce medicinali omeopatici, avrebbe dovuto donare soldi veri?
(Il riferimento è al tweet con il quale la Regione Marche annunciava la distribuzione ai terremotati di "farmaci" omeopatici, la cui efficacia è ben lungi dall'essere dimostrata; la Regione ha replicato alle polemiche con un altro tweet nel quale precisava che i suddetti "farmaci" – no, le virgolette non sono casuali – erano offerti gratuitamente dall'Ospedale di Pitigliano, che evidentemente non disdegna di dare spazio anche alle pratiche di pseudo-medicina)
A proposito di Zuckerberg, Massimo Gramellini ha dedicato il suo Buongiorno odierno all'elogio della cultura classica espresso dal giovane imprenditore in occasione del suo viaggio a Roma. Peccato che il vicedirettore de La Stampa o chi per lui abbia scelto un titolo tale da far rivoltare nella tomba Cicerone e compagnia bella: Faciem liber, poi corretto in Facies liber. Insomma, si è passati dall'accusativo singolare di facies, faciei, sostantivo femminile della quinta declinazione, all'accusativo plurale. Peccato che lì non ci andasse l'accusativo bensì il genitivo, perché a occhio e croce si tratta di un complemento di specificazione e non certo di un complemento oggetto: il titolo corretto dell'articoletto sarebbe dovuto essere Liber facierum, come conferma anche Wikipedia in latino.
[Il titolo di questo post è la versione in lingua latina del celebre proverbio A caval donato non si guarda in bocca , mentre la foto che apre il post l'ho presa da @Iddio42 che l'ha commentata come segue: «Perfino Zuckerberg deve mettersi in giacca e cravatta, invece il Papa può fare il cosplayer di Gandalf quando vuole» ;-)]

giovedì 25 agosto 2016

Severo ma giusto

In Rete di bufale se ne trovano a iosa in tutti i campi... e siccome quelle di argomento scientifico mi colpiscono in modo particolare, stasera condivido la traduzione del testo contenuto in un'immagine pubblicata nella pagina Facebook A Science Enthusiast (la puoi vedere qui accanto, clicca per ingrandirla).
Già che ci sono:
  • l'aspartame non ti fa venire il cancro;
  • il glutine non ti fa male, a meno che tu non sia allergico/celiaco;
  • i supercibi non sono reali, sono solo cose sane forse un po' più ricche di alcune vitamine;
  • i vaccini non causano l'autismo o qualunque altra cosa, e le sostanze chimiche in essi presenti che in genere ti spaventano si trovano in quantità talmente minuscole da non fare proprio un accidente di niente al tuo corpo (stiamo parlando di proporzioni di una parte per milione);
  • non puoi fare una purificazione o dieta per "liberare il tuo corpo dalle tossine". Ci pensano già i tuoi reni e il fegato a farlo;
  • i cibi a base di organismi geneticamente modificati non ti uccideranno: la maggior parte delle modificazioni genetiche delle colture le rende semplicemente più resistenti e fa produrre loro più cibo (e la modificazione genetica non inietta più sostanze chimiche nel tuo cibo. Si tratta solo di una piccola alterazione del DNA che è fatto della stessa identica roba di cui è fatto il tuo DNA);
  • se fai seguire al tuo gatto una dieta vegana io verrò personalmente a casa tua con il teschio di un predatore morto da tempo, ti farò notare la forma della sua mandibola e dei suoi denti come indicatori di abitudini alimentari predatorie, e poi ti picchierò con esso.

mercoledì 24 agosto 2016

La terra trema

La scorsa notte, per la terza volta in vita mia (se non ricordo male), sono stata svegliata da una forte scossa di terremoto, trovandomi, fortunatamente per me, sempre a distanza di sicurezza dall'epicentro. La prima volta fu alle 2:33 del 26 settembre 1997, quando la terra tremò in Umbria e Marche (i miei genitori erano a Fabriano, quindi loro avvertirono il fenomeno con intensità decisamente maggiore). La seconda è stata alle 3:32 del 6 aprile 2009, quando fu il capoluogo abruzzese L'Aquila ad essere messo in ginocchio dalla forza della natura. E alle 3:36 di stanotte a buttarmi giù dal letto è stata la scossa di magnitudo 6 con epicentro Accumoli, in provincia di Rieti, la più forte di una serie di eventi sismici che hanno provocato gravissimi danni e chissà quante vittime: al momento la conta dei morti è arrivata a quota 120, ma purtroppo il bilancio è destinato ad aggravarsi, tanto più che molti dei paesi colpiti non sono affatto agevoli da raggiungere.
Questa è Amatrice oggi vista dall'alto...


... e questo è uno scorcio di Pescara del Tronto, nulla a che vedere con la città in cui vivo: si tratta di una frazione di Arquata del Tronto (AP), il comune dove sostai per rifocillarmi mentre ero di ritorno dalla mia prima gita a Castelluccio di Norcia in fiore.


The Guardian ha messo a confronto alcune immagini delle zone colpite prima e dopo il terremoto: impressionante! :-O
L'occasione è propizia per condividere un paio di guide su come comportarsi in caso di terremoto: qui c'è un articolo di Focus.it, mentre l'infografica qui sotto è stata realizzata dalla Croce Rossa Italiana.


Purtroppo in questo triste frangente molti hanno perso un'occasione per tacere: Daniela Martani, ex concorrente del Grande Fratello e convinta vegana, considera la devastazione di Amatrice come una sorta di punizione divina per aver inventato l'amatriciana, condimento a base di guanciale (taglio di carne suina) e formaggio pecorino...


... gli integralisti cattolici di Militia Christi reputano questa sciagura un castigo per i nostri peccati, compresa l'"abominevole" legge sulle unioni civili...


... e poi è pieno di persone che se la prendono con i profughi, a sentir loro accolti in hotel dotati di ogni comfort mentre gli italiani sarebbero destinati nel migliore dei casi alle tendopoli.


Inutile fargli leggere notizie come questa qui sotto, perché non ci crederebbero, anzi magari neanche la capirebbero...


Massimo Mantellini ha twittato
Non si è ancora diradata la polvere dei calcinacci che Mario Tozzi ci spiega che è colpa della politica. Nessuno sta mai zitto quaggiù
... e in un certo senso mi tocca dargli ragione, solo che a mio parere è proprio lui che nella fattispecie avrebbe dovuto starsene zitto: personalmente ritengo che l'opinione del geologo Mario Tozzi sia del tutto condivisibile. Non è ammissibile che nel nostro Paese si paghi un debito di sangue così ingente per eventi sismici che in Paesi avanzati come il Giappone provocherebbero al più danni alle cose, solo perché la prevenzione e manutenzione antisismica non è considerata una priorità su cui investire, e l'unica "risorsa" che i nostri governanti sono disposti a non lesinare sono le lacrime di coccodrillo.
Enrico Mentana ha scritto
Lo so che è difficile, ma cerchiamo di usare questo social in modo solidale. Fare le polemiche a due ore da un terremoto, pensare a chi ride o accusare ipotetici ritardi dei soccorsi o disinteresse dello stato, mentre si scrive dal tinello di casa, fa un po' pena. Chi può dia una mano: aiuto e solidarietà. Almeno per oggi, grazie
e colgo l'occasione per invitare chi può ad accogliere il suo appello: c'è bisogno di cibo a lunga conservazione, coperte, abiti in buono stato, garze, siringhe, cerotti, prodotti per l'igiene personale, ma anche di donazioni di sangue. La sottoscritta è a favore della libertà di espressione, ma per chi condivide idiozie come quella qui sotto farei volentieri un'eccezione...


[La foto che apre il post è tratta dall'Huffington Post]

martedì 23 agosto 2016

Il rompicapo che sta facendo impazzire il web

Vabbè, non esageriamo... Di sicuro ha tratto clamorosamente in inganno la sottoscritta! ;-)
Stamattina, aprendo Facebook con la mente ancora ottenebrata dal sonno, mi è caduto lo sguardo sul quiz qua sotto.


Ecco il procedimento che ho seguito per arrivare alla soluzione.
mela + mela + mela = 30 → 3×mela = 30 → mela = 30/3 = 10
mela + banana + banana = 18 → 10 + 2×banana = 18 → 2×banana = 18 – 10 = 8 → banana = 8/2 = 4
banana – cocco = 2 → 4 – cocco = 2 → cocco = 4 – 2 = 2
cocco + mela×banana = 2 + 10×4 = 2 + 40 = 42
(assumendo che la moltiplicazione abbia la priorità sull'addizione)
Insomma, la risposta è 42, che del resto è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto [uh, com'è figo fare sfoggio di cultura citando libri che non ho ancora letto... ;-)]. Giusto? Macché!
La soluzione corretta la riporto qui di seguito: per leggerla non devi far altro che selezionare il testo, come al solito.
Se ci fai caso, nella seconda e nella terza riga dell'immagine i caschi di banane sono composti da quattro frutti, mentre nella quarta e ultima riga solo da tre; insomma, si tratta di simboli differenti. Inoltre nella terza riga le mezze noci di cocco sono due (anche se ravvicinate, il che mi ha tratta in inganno), nella quarta ce n'è solo una. Il procedimento corretto è quindi
mela + mela + mela = 30 → 3×mela = 30 → mela = 30/3 = 10
mela + 4×banana + 4×banana = 18 → 10 + 8×banana = 18 → 8×banana = 18 – 10 = 8 → banana = 8/8 = 1
4×banana – 2×cocco = 2 → 4×1 – 2×cocco = 2 → 2×cocco = 4 – 2 = 2 → cocco = 2/2 = 1
cocco + mela×3×banana = 1 + 10×3×1 = 1 + 30 = 31
A quanto pare esistono anche altri approcci alla soluzione... comunque in nessun caso la risposta è 42! ;-)

lunedì 22 agosto 2016

Cosa resterà di queste Olimpiadi

Con la cerimonia di chiusura di questa notte si sono conclusi i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, i trentunesimi dell'era moderna, passando il testimone a Tokyo che ospiterà l'edizione del 2020. Con questo post non pretendo mica di riepilogare esaustivamente gli episodi salienti dell'evento, che oltretutto si è sovrapposto per una settimana alle mie vacanze impedendomi di seguirlo a dovere, ma mi limito semplicemente a smaltire un po' di spunti che avevo salvato nei Segnalibri.
Questi Giochi sono serviti a confermare l'indiscussa superiorità dello statunitense Michael Phelps nel nuoto e del giamaicano Usain Bolt nell'atletica leggera. Di quest'ultimo passerà alla storia l'espressione beffarda con cui si è voltato a guardare i suoi avversari mentre si apprestava a tagliare per primo il traguardo dei 100 metri piani...


... mentre su Phelps segnalo uno status di Rudy Bandiera, dal quale estrapolo una riflessione piuttosto interessante.
Quando penso a creature simili sono felice di aver potuto vivere nel loro stesso periodo storico, non sono cose che capitano tutti i giorni. Ma poi mi vengono subito due pensieri: il primo è che ognuno di noi debba essere portato in maniera divina per qualcosa, e se trovi questo qualcosa di certo non puoi avere rivali. Forse è fare il vetrinista, o forse il tecnico degli ascensori o forse il nuotatore, ma se azzecchi quel filone gli altri sono fottuti. Non sono tutti ugualmente prestigiosi, certo, ma il concetto è chiaro et inconfutabile.
Il secondo pensiero è proprio che se azzecchi il filone gli altri sono fottuti. Pensate alla frustrazione di tutti quelli che hanno gareggiato contro di lui in tanti anni, che sono dei fuoriclasse ma che contro un dio senza rivali non hanno avuto possibilità, pensate a come si devono essere sentiti, sapendo di iniziare la gara già battuti.
Diciamo che, in definitiva, il fatto che non si riesca tutti a centrare la nostra VERA attitudine forse è meglio perché stimola la competizione e premia il lavoro, il duro lavoro. Viva i secondi, quelli che arrivano dopo Phelps! Sempre viva. Gli assomigliamo di più anche se ci fanno sognare di meno ;-)
Sulla pagina Facebook del blog Spinoza sono usciti un paio di post dal titolo QUELLO CHE HO CAPITO DEGLI SPORT OLIMPICI. Qui di seguito una selezione delle mie battute preferite...
100 METRI PIANI: Gara di corsa generalmente dominata dagli afroamericani, almeno finché non scopriranno che il tizio con la pistola dietro di loro non è un poliziotto.
BASKET: Disciplina atta a dimostrare alle donne che l'uomo è perfettamente in grado di centrare il cesto della roba sporca, se posto all'altezza giusta.
BEACH VOLLEY: Come la pallavolo, ma inquadrato dal basso. È una delle poche discipline olimpiche che riesce a far fare movimento anche agli spettatori.
BOXE: È come il matrimonio: due persone alternano abbracci e colpi violenti, poi i giudici decidono quale dei due può andarsene con l'oro.
DRESSAGE: Sport emozionante e spettacolare, tra le discipline candidate all'ammissione ai Giochi la spuntò di pochissimo sul pomeriggio al catasto.
EQUITAZIONE: Disciplina nella quale la faccia tosta è fondamentale per andare a ritirare la medaglia al posto del cavallo.
GINNASTICA RITMICA: Le ragazze del nuoto sincronizzato, vestite e truccate dopo la doccia, eseguono esercizi a tempo di musica mixata male usando attrezzi come cerchio, palla, clave, nastro, fune, pistola e candelabro.
JUDO: Due tizi vorrebbero picchiarsi ma il regolamento impedisce loro di andare oltre gli strattoni alla giacchetta.
HOCKEY SU PRATO: Una versione dell'hockey su ghiaccio in cui le due squadre hanno superato l'iniziale imbarazzo.
LOTTA GRECO-ROMANA: Due energumeni in calzamaglia tentano di strozzarsi a vicenda. Ma poi finiscono per amarsi.
NUOTO SINCRONIZZATO: Quando le madri urlano tutte insieme: "Devi aspettare tre ore!".
PENTATHLON MODERNO: I partecipanti devono essere esperti di tiro a segno, nuoto, scherma, equitazione, corsa, php, modellazione 3d, gradita conoscenza russo e cinese. Paghiamo in visibilità.
SALTO TRIPLO: I tre balzi prendono il nome di hop, step e jump, proprio come i protagonisti di un romanzo di Moccia.
SCHERMA: Quando l'attrezzo tocca una parte elettrificata, si accende una luce e suona un cicalino: praticamente è la versione in movimento dell'Allegro Chirurgo. Conquista il punto chi esulta con più convinzione.
SPADA: È facilmente distinguibile dal fioretto e dalla sciabola grazie alle scritte in sovraimpressione.
TIRO A SEGNO: Uomini che ti centrano una Zigulì a venti metri di distanza ma prova a metterli davanti a un water.
TIRO CON L'ARCO: Nasce nell'antichità come mezzo per procacciarsi il cibo, mentre oggi anche se sei bravo non riesci a mangiarci.
TRAVE: Specialità dall'esito spesso controverso, vista la tendenza dei giudici a distrarsi guardando pagliuzze durante l'esercizio.
TRIATHLON: 1,5 km a nuoto, 40 km in bici, 10 km di corsa: il segreto per primeggiare in questa gara è ricordarsi l'ordine giusto. La versione femminile è identica, ma le atlete praticano le tre discipline contemporaneamente.
TUFFI: Variante moderna del principio di Archimede: un corpo immerso nell'acqua riceve un punteggio che solo Stefano Bizzotto è in grado di capire.
TUFFI SINCRONIZZATI DONNE: Ragazze che prendono molto sul serio la cosa di andare in bagno in coppia.
A proposito di tuffi, faccio i complimenti a Tania Cagnotto per le medaglie che chiudono in bellezza una luminosa carriera... anche se devo ammettere che io del suo sport non capisco granché, se non che si dovrebbe raggiungere la superficie dell'acqua in verticale, di testa e non di piedi, e sollevare meno schizzi possibile. Ma perfino a me è chiaro che i tuffi mostrati nel video qua sotto – spacciato erroneamente da più parti come la ripresa di gare olimpiche di quest'anno – meritano pessimi voti... ;-)



Le gare individuali di ginnastica artistica femminile sono state dominate dalla statunitense Simone Biles, elastica come una molla e incredibilmente potente. Le manca giusto un pizzico di eleganza, come quella mostrata quarant'anni fa da Nadia Comăneci nell'esercizio qui sotto, che le valse un clamoroso 10, il punteggio massimo possibile, equivalente alla perfezione.



Osserva quest'acrobazia della ginnasta italiana Erika Fasana al rallentatore, e dimmi se non è stupefacente! :-O


Il judoka egiziano che si è rifiutato di stringere la mano all'avversario israeliano che l'aveva appena battuto ha dimostrato di non aver capito cosa sia lo spirito olimpico, e per questo è stato giustamente sanzionato.

«Perdere non fa di te un perdente. L'odio fa di te un perdente» (via Imgur).
Al contrario, le atlete Nikki Hamblin e Abbey D'Agostino sono state ammesse alla finale dei 5000 metri a titolo di ricompensa per l'ammirevole fair play dimostrato durante le batterie.
Durante i Giochi è arrivata la pesantissima squalifica al marciatore azzurro Alex Schwazer. Se sei convinto della sua colpevolezza, ti consiglio di guardare questo documentario e magari anche leggere questo post: potrebbe venirti qualche dubbio abbastanza inquietante al riguardo, come è venuto a me.

domenica 21 agosto 2016

Ancora sul piacere di scrivere a penna

Anche se ho un bel po' perso l'abitudine di scrivere a mano libera a favore della praticità di digitare su una tastiera fisica o virtuale, il piacere di tenere una penna in mano non l'ho mai perduto, come ho già raccontato qui... e ogni tanto mi prendo pure qualche piccola soddisfazione. Ultimo caso in ordine di tempo: l'altro giorno, mentre apponevo una dedica sul libro che stavo donando all'iniziativa Aiutaci a crescere, regalaci un libro delle librerie Giunti al Punto, la commessa mi ha fatto i complimenti per la scrittura... :-) [Pavone Mode OFF ;-)]
Di sicuro la me stessa di qualche anno fa si sarebbe riconosciuta ben più di oggi nella lista 23 Things Anyone Who’s Slightly Obsessed With Stationery Has Secretly Done (23 cose che chiunque sia un pochino ossessionato dalla cancelleria ha fatto in segreto) pubblicata su 9GAG. L'immagine la puoi trovare qui accanto – ma per vederla a dimensioni adeguate mi sa che dovrai andare direttamente alla fonte – mentre qui di seguito riporto la traduzione punto per punto.
  1. Hai fatto pratica con la tua scrittura prima di fare quel primo segno sacro su un quaderno nuovo.
  2. Oppure hai strappato una pagina intera quando hai fatto un errore.
  3. Hai organizzato le tue penne per colore, tipo di penna o qualche altro fattore assortito.
  4. Hai preso incredibilmente sul serio la larghezza delle righe dei tuoi fogli a righe.
  5. Come pure la dimensione dei tuoi pennini. A questo punto, probabilmente saprai quale formato di pennino è il migliore per la tua scrittura.
  6. Hai sviluppato un eccessivo attaccamento nei confronti di una particolare penna perché sei convinto che sia quella che rende la tua scrittura più bella a vedersi.
  7. Hai detto a te stesso di non poter iniziare una nuova attività finché non hai comprato un quaderno nuovo per essa.
  8. Hai mentito e hai detto di non avere una penna perché non volevi che qualcuno la prendesse. O peggio, la perdesse.
  9. Oppure hai tenuto una scorta separata di penne per i prestiti.
  10. E ti sei convinto che la tua penna semplicemente non scrivesse allo stesso modo dopo che hai avuto il coraggio di prestarla.
  11. Hai segretamente nutrito un'intensa gelosia per tutti coloro che hanno una scrittura più bella della tua.
  12. Hai usato il nuovo anno come scusa per comprare un'altra agenda.
  13. E poi ne hai comprate molte altre durante l'anno perché non riuscivi a sopportare di guardare tutte le pagine vuote che avevi dimenticato di compilare per alcune settimane.
  14. Hai sussultato quando qualcuno ha chiesto in prestito un foglio di carta, perché significava strappare una pagina dal tuo prezioso blocco.
  15. Hai temperato una matita senza motivo, solo per testimoniare la bellezza di un perfetto ricciolo di trucioli.
  16. E così tutte le tue matite sono simili a questa. È stranamente piacevole per gli occhi.
  17. Ti sei sentito eccitato dalla prospettiva di iniziare un nuovo lavoro o sessione a scuola, perché significa dover andare a fare shopping di articoli di cancelleria.
  18. Hai comprato una penna che sapevi essere troppo costosa e probabilmente non l'avresti mai usata perché "ne avevi bisogno". Una penna-trofeo, se vogliamo.
  19. Hai segretamente apprezzato l'odore dei pennarelli.
  20. E ti sei sentito sia calmato sia leggermente eccitato dall'arte della calligrafia.
  21. Hai rifiutato di usare un bel quaderno per troppo tempo, perché non hai ancora trovato una ragione sufficientemente valida per usarlo. [Avoja! C'ho ancora due taccuini Moleskine intonsi ricevuti in omaggio alle varie Blogfest... NdC]
  22. Hai giudicato un pochino qualcuno per il suo gusto in fatto di cancelleria. Specialmente se esso è terribile.
  23. E, infine, ti sei convinto che la cancelleria nuova sia la chiave per organizzare la tua vita. Perché niente dice «Sono super figo e produttivo» come una serie di evidenziatori nuova di zecca.
Arrivata al punto 20 (e 21) ho istintivamente annuito... :-)
Concludo con alcuni esempi tratti dalla raccolta Perfect Handwriting Examples That’ll Give You An Eyegasm! (Esempi di grafia perfetta che ti faranno godere a livello visivo) pubblicata su Beautiful Engineering. Mi ricordano gli appunti richiestissimi e fotocopiatissimi [aridaje col Pavone Mode! ;-)] che prendevo ai tempi dell'università... sigh...

sabato 20 agosto 2016

Non può funzionare... eppure funziona!

Altro post a carattere scientifico, quest'oggi... anche perché la scienza e la tecnologia sono gli argomenti che mi dà più gusto trattare! :-) Stavolta prendo spunto dal video John Wilkins Ramp, remake pubblicato nel canale YouTube veproject1, al quale ho già dedicato un post. Il filmato mostra il funzionamento della rampa di John Wilkins, un congegno che prende il nome dallo scrittore, religioso e filosofo naturalista britannico del '600 che per primo la descrisse.

Il magnete in alto attira la pallina metallica in cima alla rampa rettilinea, dove essa cade attraverso il foro sulla rampa sottostante, rotola giù, ed attraverso un altro foro sale sulla rampa rettilinea dove viene attirata di nuovo in alto.
Qualche informazione in più al riguardo si può trovare su questa pagina, dalla quale traduco il brano saliente.
Il vescovo John Wilkins descrisse nel suo libro Mathematical Magick, or, The wonders that may by performed by mechanichal geometry (Magia matematica, o le meraviglie che possono essere eseguite dalla geometria meccanica) un semplice moto perpetuo magnetico, che era stato suggerito da Jean Taisnier. All'estremità superiore di una rampa è montato un magnete. La rampa è dotata di due aperture: una che permette a una pallina metallica di accedere alla rampa superiore dalla parte inferiore, e un altro foro nella parte superiore attraverso cui la pallina può cadere su una rampa inferiore che lo guida di nuovo in fondo alla rampa superiore.
Wilkins fornì anche una spiegazione del perché questo meccanismo non possa funzionare. Perché la pallina dovrebbe cadere attraverso l'apertura superiore, invece di finire addosso al magnete? Perché la pallina sulla rampa inferiore dovrebbe rotolare giù sfuggendo all'attrazione del magnete, se non lo fa sulla rampa superiore? Come fa la pallina a sapere che deve invertire la direzione del moto all'estremità inferiore delle rampe? Queste domande e la spiegazione implicita possono essere trovate in molti articoli, e in apparenza rappresentano l'approccio più naturale per confutare l'idea di Taisnier. Se facciamo un'attenta analisi del dispositivo in termini moderni, scopriamo che le cose non sono così semplici come sembrano. Guarda le forze che agiscono sulla pallina metallica. Naturalmente la posizione del magnete, la pendenza della rampa e la posizione delle aperture devono essere regolate con attenzione. Con nostra sorpresa, questo dispositivo non viola la legge di conservazione dell'energia... ma viola eccome il secondo principio della termodinamica!

venerdì 19 agosto 2016

Tutti in fila come fanti

Quest'oggi condivido un'affascinante fotografia astronomica che, cosa abbastanza insolita, si sviluppa assai di più in altezza che non in larghezza; essa è stata scattata da Alex Cherney (Terrastro, TWAN) e pubblicata due giorni fa come Astronomy Picture of the Day con il titolo Five Planets and the Moon over Australia (cinque pianeti e la Luna sopra l'Australia). La foto la puoi vedere qui accanto (clicca per ingrandirla), mentre qui di seguito trovi la traduzione della relativa spiegazione.
Non è un caso che i pianeti si allineino. Questo perché tutti i pianeti orbitano attorno al Sole in (quasi) un unico piano chiamato piano dell'eclittica [che come già sappiamo fa rima con ellittica ;-) NdC]. Visti da dentro quel piano, come gli abitanti della Terra sono soliti fare, i pianeti appaiono tutti confinati in una singola striscia. È una coincidenza, però, quando molti dei pianeti più brillanti appaiono tutti quasi nella stessa direzione. Una tale coincidenza è stata immortalata proprio la scorsa settimana. Nell'immagine sopra, sei pianeti [dall'alto Saturno, Marte, Giove, Mercurio e Venere, NdC] e la Luna della Terra sono stati ritratti tutti assieme la scorsa settimana, poco prima del tramonto, dalla penisola di Mornington nello Stato di Victoria, in Australia. Una seconda striscia è visibile nella parte superiore di questa immagine: la fascia centrale della nostra Via Lattea.

giovedì 18 agosto 2016

#burkini #my2cents

Pur abitando a Pescara che è una città di mare, sono parecchi anni che non mi reco in spiaggia d'estate, perché detesto l'afa e la ressa... ma giuro che il dibattito sul burkini innescato dalla presa di posizione del premier francese Manuel Valls mi ha fatto venire una gran voglia di andarmene su e giù per la battigia agghindata come la modella qui sotto: non so te, ma io il suo costume lo trovo davvero fashion! :-)


Altro che bikini: non dovrei preoccuparmi della cellulite, dei rotolini di ciccia, dei peli superflui e nemmeno di spalmarmi la crema solare ovunque per non scottarmi... E poi, come twittato da Leonardo, «in spiaggia tanta gente non sospetta nemmeno quanto sarebbe più sexy in burkini». ;-)
Vabbè, accantonando il tono scherzoso e l'indole da bastian contrario, immagino che starsene sotto il sole cocente d'agosto inguainate in quel modo sia un tormento non da poco: nuotare, poi, deve essere piuttosto scomodo. Ciò non toglie che io trovi assurda l'idea di vietare per legge un determinato tipo di abbigliamento in spiaggia, in mancanza di esigenze pressanti come quelle di sicurezza alla base del divieto del burqa, che nascondendo il volto compromette la riconoscibilità della persona. Valls è favorevole a vietare il burkini perché lo reputa «incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica». Ma a quali valori si riferisce, di grazia? Alla libertà di percorrere voluttuosamente con lo sguardo le curve femminili, per caso? Tanto, come mostra l'immagine qua sotto, non importa come ci conciamo noi donne: qualcuno che abbia qualcosa da ridire al riguardo ci sarà sempre.


Se poi c'è da discutere della cultura sessista su cui si fonda l'usanza del burkini, del fatto che non tutte le donne lo indossino per libera scelta – a differenza di Sara A Abu Aisheh, italiana di origine palestinese, il cui status merita di essere letto con attenzione – e che imporglielo rappresenti l'ennesima forma di prevaricazione del sesso "forte" sul sesso "debole", io non mi tiro certo indietro. Ma ripeto, a differenza della giornalista Giuliana Sgrena e di Lorella Zanardo de Il corpo delle donne (il cui punto di vista è stato smontato pezzo per pezzo da Mazzetta), sono convinta che vietare il burkini sia una pessima idea. Anche perché verosimilmente l'unico risultato che si otterrebbe sarebbe precludere un'opportunità di svago all'aria aperta alle donne che, per propria scelta o meno, non andrebbero mai in spiaggia se non coperte dalla testa ai piedi.
A proposito, mi auguro che non risultino troppo fuori luogo queste due vignette sui burqa che ho trovato...

(via Gil Lopes)
(via Abrahamic Insanity)
E comunque, come osserva Enrico Mentana, tutta questa querelle rischia di avere il deprecabile effetto di distoglierci da questioni ben più importanti.
Al culmine di un'estate segnata dalle ombre del terrorismo islamico e dell'emergenza migranti, l'Europa trova finalmente una guerra alla sua portata, su cui mobilitare i suoi leader, i suoi intellettuali, la sua opinione pubblica (e i suoi bagnini). Fermeremo il burkini sul bagnasciuga

mercoledì 17 agosto 2016

La cover che non ti aspetti

Il 9 agosto scorso Whitney Houston, una delle più straordinarie voci femminili di tutti i tempi, avrebbe compiuto cinquantantré anni, se solo non fosse prematuramente e tragicamente scomparsa quattro anni fa. Di recente ho trovato uno dei suoi cavalli di battaglia elencato nel video Top 10 Songs You Didn’t Know Were Covers (Le 10 canzoni top che non sapevi fossero cover) pubblicato nel canale YouTube di WatchMojo.com.



La classifica è stata stilata in base alla popolarità della canzone e al fattore sorpresa nello scoprire che si tratta di una cover; si va dalla numero 10, Nothing Compares 2 U (portata al successo da Sinéad O'Connor nel 1990 ma incisa cinque anni prima da The Family, band fondata dal compianto Prince, autore del brano), alla numero 1, Girls Just Want to Have Fun (che praticamente tutti noi ricordiamo per la versione di Cyndi Lauper del 1983, mentre era stato un certo Robert Hazard a lanciarla quattro anni prima). Ma a me era caduta letteralmente la mandibola al punto 3, quando ho scoperto che I Will Always Love You, il tema portante del film Guardia del corpo (1992) nel quale Whitney Houston impersonava il ruolo della popstar scortata da Kevin Costner, altro non era che una reinterpretazione di un brano scritto e cantato dalla regina della musica country Dolly Parton nel 1974.



Comunque sono del parere che tra la performance originale e la cover di Whitney non esista proprio paragone... Non sei d'accordo?