Loading

domenica 25 giugno 2017

Don't worry, siamo irlandesi!

Al termine di questa domenica afosa e "bronchitica" – come riesco a beccarmeli io, i malanni fuori stagione, nessuno mai – non ho la forza di scrivere nient'altro se non la traduzione del divertente testo riportato su un'immagine nella quale mi è capitato di imbattermi.
Filosofia irlandese
Ci sono solo due cose di cui preoccuparsi,
che tu stia bene o che tu stia male.
Se stai bene,
non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Se stai male,
ci sono due cose di cui preoccuparsi,

che tu guarisca oppure che tu muoia.
Se guarisci,
non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Se muori,
ci sono due cose di cui preoccuparsi,

che tu vada in paradiso oppure all'inferno.
Se vai in paradiso,
non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Ma se vai all'inferno,
sarai così dannatamente impegnato a stringere le mani dei tuoi amici
che non avrai il tempo di preoccuparti!
Casomai te lo stessi domandando... mi sento di escludere che mi troverò così presto a passare dall'ultimo bivio, tranquillo! :-)

sabato 24 giugno 2017

No regrets

Quello di vivere una vita di rimpianti è un timore piuttosto comune. Quando ancora lavorava a La Stampa, Massimo Gramellini dedicò uno dei suoi Buongiorno alle testimonianze raccolte in un libro dall'infermiera Bronnie Ware. Pare che il rimpianto più diffuso fra i malati terminali sia «Mi è mancato il coraggio di vivere la mia vita senza preoccuparmi di quello che gli altri si aspettavano da me». Gramellini conclude il suo articoletto in questo modo: «Ci lamentiamo per i sogni non realizzati, quando gli unici sogni che dovremmo rimpiangere sono quelli per i quali non abbiamo combattuto».
Per coloro i quali il momento del trapasso non lo vedono poi così vicino, c'è ancora tutto il tempo per darsi da fare. Nelle librerie e in Rete si trova un'infinità di elenchi del tipo "cose da fare/libri da leggere/film da vedere/cibi da assaggiare/posti da visitare almeno una volta nella vita". Questo post di EfficaceMente, che menziona anch'esso il libro di Bronnie Ware, raccoglie invece 20 rimpianti che avrai tra 20 anni: basta esserne consapevoli per agire di conseguenza, così magari tra vent'anni non li avremo... perlomeno non tutti! ;-) E quest'altro post tratto dallo stesso blog illustra la teoria del parcheggio libero, anch'essa finalizzata a vivere senza rimpianti.
Non parcheggiare a dieci isolati di distanza dalla tua destinazione solo perché temi di non riuscire a trovare un posto più vicino. Vai esattamente dove vorresti andare. Sei sempre in tempo a tornare indietro. In altre parole, non accontentarti troppo presto nella vita.
[La "colonna sonora" di questo post è gentilmente offerta da Robbie Williams, che in fin dei conti ho preferito agli 883]

venerdì 23 giugno 2017

Giocando coi titoli dei film

Qualche giorno fa Ettore Ferrini, collaboratore de Il Vernacoliere, ha lanciato sulla sua bacheca Facebook un gioco cinematografico che a me personalmente è piaciuto parecchio: scrivere il titolo di un film senza usare le parole originali. Il primo esempio da lui enunciato era:
Taluno planò sopra la dimora d'un volatile dal verso ripetitivo.
Qui di seguito riporto alcune tra le creazioni migliori emerse dalla discussione:
  • C'è chi lo ama ad alte temperature
  • Persino gli abitanti del paradiso ingurgitano legumi
  • H3AsO4 e vetusti tessuti ottenuti intrecciando fili di lino
  • Figli di dubbia paternità privi di soddisfazione
  • Notevole problema nel quartiere abitato dalla comunità asiatica
  • Il vademecum della Via Lattea fatto apposta per chi chiede di fare un tratto del viaggio ad altre persone dotate di mezzo di locomozione personale
  • L'assenza di luce al di là della barriera di arbusti
  • Il medico dall'affettuosità strampalata – Oppure: in che modo ho appreso a non inquietarmi e a voler bene all'ordigno
  • Cerca di rispondere esattamente al quesito circa la persona che sarà presente alla consumazione dell'ultimo pasto della giornata
  • Il volatile con una livrea di materiale trasparente pregiato ma molto fragile
  • Il primate che bisbigliava ai quadrupedi
  • Le indicazioni da rispettare della costruzione in cui si produce la bevanda alcolica a base di succo di mele
  • Rinnovato locale dove riproducono pellicole cinematografiche il quale ha il nome dell'Empireo
  • Sostenevo si trattasse d'un sentimento di viva affezione ma era un barroccio
  • Bacche di solanacee acerbe cotte in olio bollente al luogo in cui un mezzo di trasporto pubblico su binari si ferma per permettere la salita e la discesa dei passeggeri
  • Lascio in tutta fretta l'agglomerato urbano – L'esistenza prima della morte, il grande trasporto sentimentale verso una persona e i bovini femmine
  • Massacrami ma apponi molte volte le tue labbra sul mio corpo fino a che non ne ho più voglia
  • Investiti da un singolare fato nelle cerulee acque dell'ottavo mese dell'anno
  • Ogni cosa di ciò che avete desiderato conoscere a proposito dell'amore carnale (che però vi siete sempre peritati di domandare)
Nel caso in cui non fossi riuscito a trovare tutte le soluzioni, eccotele qui:
  • Qualcuno volò sul nido del cuculo
  • A qualcuno piace caldo
  • Anche gli angeli mangiano fagioli
  • Arsenico e vecchi merletti
  • Bastardi senza gloria
  • Grosso guaio a Chinatown
  • Guida galattica per autostoppisti
  • Il buio oltre la siepe
  • Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba
  • Indovina chi viene a cena?
  • L'uccello dalle piume di cristallo
  • L'uomo che sussurrava ai cavalli
  • Le regole della casa del sidro
  • Nuovo Cinema Paradiso
  • Pensavo fosse amore... invece era un calesse
  • Pomodori verdi fritti alla fermata del treno
  • Scappo dalla città – La vita, l'amore e le vacche
  • Straziami ma di baci saziami
  • Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto
  • Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere)
Non ho fatto in tempo a preparare questo post che Ettore ha lanciato un altro gioco, quello dei film al contrario... ma in questo caso il piacere di spulciare la discussione lo lascio a te! :-)

giovedì 22 giugno 2017

Reinventiamo la ruota

Il testo del problema 1 della seconda prova dell'esame di maturità al liceo scientifico, dedicata come di consueto alla matematica, comincia così [si ringrazia Tgcom24, anche per i watermark discreti e per nulla invadenti ;-)].

Si può pedalare agevolmente su una bicicletta a ruote quadrate? [Qualche spiritosone che evidentemente non è mai stato a Pescara o Montesilvano ha osservato su Twitter: come no... sulle strade di Roma! ;-) NdC] A New York, al MoMath-Museum of Mathematics [io qui una virgola ce l'avrei messa, NdC] si può fare, in uno dei padiglioni dedicati al divertimento matematico. È però necessario che il profilo della pedana su cui il lato della ruota può scorrere soddisfi alcuni requisiti.
Segue qualche altra premessa e poi quattro quesiti; particolarmente interessante il terzo, che chiede di verificare che il valore dell'ordinata del centro della ruota si mantiene costante durante il moto, pertanto al ciclista sembra di muoversi su una superficie piana.
Non so come avrei reagito se per ipotesi la maturità scientifica avessi dovuto darla quest'anno – riguardo alla prova d'italiano di ieri, invece, nessun dubbio: saggio breve di ambito tecnico-scientifico tutta la vita! :-) – e mi fossi trovata davanti questo tema. Forse potendo scegliere avrei optato per il problema 2, più familiare... o magari avrei accettato la sfida della bicicletta con le ruote quadrate che, bisogna ammetterlo, è sfiziosa. Comunque qui non troverai neanche l'ombra di una traccia di svolgimento perché, eh eh, ho già dato! ;-) Mi limiterò a condividere una GIF animata tratta dalla pagina Un Teorema di Gauss per ogni occasione...


... e un video che mostra il veicolo menzionato nel testo del problema – in effetti si tratta di un triciclo – in movimento su una speciale pedana circolare.


Nella home page del sito del museo c'è una foto che mostra come persino il divo Jeremy Irons, accompagnato dal suo cane Smudge, si sia fatto un giretto là sopra. Per quanto visitare gli States non mi attiri particolarmente, se mai dovessi capitare nella Grande Mela un salto al MoMath intendo farlo di sicuro!

mercoledì 21 giugno 2017

Un disco, vi prego, per l'estate

Ricorre oggi il solstizio d'estate... e ricomincia la caccia al tormentone estivo. Allo strapotere e all'invadenza di Despacito la sottoscritta contrappone due featuring italianissimi: L'esercito del selfie, singolo deliziosamente "new vintage" prodotto da Takagi & Ketra con le voci di Lorenzo Fragola e Arisa (no, Francesco Mandelli aka "nongio" che compare nel video non sa cantare così bene), e Freud di Nek feat. J-Ax, dal cui testo segnalo la modernissima rima Freud-Android-Polaroid: altro che cuore-amore! ;-)
Passando alle hit internazionali, ci sarebbe Shape Of You di Ed Sheeran... ma io in fin dei conti preferisco la parodia pubblicata dallo studente di fisica Tim Blais nel suo canale YouTube A Capella Science: è fatta troppo bene – da notare come il testo ricalchi alla perfezione quello originale – nonché davvero istruttiva. Io a tradurne il testo non ci provo nemmeno: è passato troppo tempo da quando ho dato l'esame di Chimica, e quindi di fatto ho chiuso con orbitali & company, per poter sperare di non commettere sviste imperdonabili!
Già che siamo in argomento, sconfiniamo definitivamente nel "nerdismo" più totale ascoltando una cover di Take On Me – che gli a-ha portarono al successo una trentina d'anni fa – suonata da un'orchestra molto speciale: è infatti interamente composta da hardware informatico d'epoca.

martedì 20 giugno 2017

Gli opposti si uniscono... ma qui si tratta di dividere!

Il post pubblicato ieri da Alex Bellos nel suo blog Monday puzzle proponeva tre enigmi tratti da Pythagoras Magazine, la più famosa pubblicazione olandese di matematica ricreativa: no, non è un ossimoro. ;-) In questo post condivido il secondo dei tre, perché l'ho trovato particolarmente interessante: di primo acchito, se parti da un approccio errato, potresti trovarlo abbastanza arduo... per poi essere tentato di darti una manata in fronte quando scopri la (oppure arrivi per conto tuo alla) soluzione! :-)
Il simbolo di yin e yang [che, detto per inciso, si chiama Taijitu, NdC] è basato sulla figura sottostante, delimitata da tre semicerchi. Come puoi dividere questa forma in due forme identiche?
Scorri la pagina in basso, parecchio in basso, per arrivare alla soluzione...














































Ho aggiunto le linee di griglia per mostrare esattamente dove deve andare il taglio semicircolare.

lunedì 19 giugno 2017

A favore dello ius soli

Dal 15 giugno è in discussione la legge sullo ius soli, che personalmente reputo giusta e sacrosanta ma per la quale si prospetta un percorso irto di ostacoli. Purtroppo il M5S decidendo di opporsi, come i leghisti dai quali del resto non c'era da aspettarsi nulla di diverso, si è rivelato il partito fascistoide che è (o quantomeno prontissimo a reagire ai risultati assai deludenti delle ultime amministrative affrettandosi a intercettare le paure di un'ampia fetta della popolazione). L'altro giorno ho condiviso su Facebook la foto dello striscione qui sotto, che dimostra la stupidità di quelli di Forza Nuova, i quali sono riusciti nell'impresa di avvalorare senza neanche accorgersene un principio che il loro sistema di valori non ammette.


E un mio "facciamico" – che avevo smesso di seguire, pur senza togliergli l'amicizia, perché mi davano troppo fastidio certi suoi post grondanti idee fasciste – ha commentato che lo ius soli, a differenza dello ius sanguinis attualmente in vigore in Italia, non è giusto perché «non è che se un gattino nasce in una stalla questo fa di lui un bue o un cavallo». Avrei voluto rispondergli «Che c***o dici?!», ma sono riuscita a replicare in maniera più civile: stiamo parlando di esseri umani, mica di specie animali differenti!
Di seguito condivido due video per riflettere sullo ius soli. Il primo è un breve documentario che dà voce ad alcuni bambini nati in Italia da genitori stranieri: per questo non potranno essere cittadini italiani fino al compimento della maggiore età. Mi è piaciuta in modo particolare la piccola Ghizlan, 8 anni, che vive a Roma ma è nata a Teramo e, se le chiedi «Di che nazionalità sei?», dopo un attimo di esitazione perché «Che vuol dire nazionalità?», nega con convinzione di essere italiana: «Sono abruzzese!». :-D



C'è poi un video condiviso da Lorenzo Baglioni, che ho imparato a conoscere per le sue canzoncine scanzonate ma che a quanto pare non disdegna affatto progetti ben più profondi. Si tratta di un monologo assai toccante tratto dal film Sta per piovere, nel quale Lorenzo impersona Said Mahran, un giovane di origine algerina dal forte accento toscano perché è nato e cresciuto a Firenze, e che ciononostante sarà a breve costretto insieme ai suoi genitori, in Italia da trent'anni, ad andarsene in Algeria, dove non ha mai messo piede in vita sua.



Ieri sera una "facciamica" dalla quale mi sarei aspettata ben altra sensibilità nei confronti di certi temi ha condiviso con mio grande sconforto l'immagine qua sotto prendendola palesemente per oro colato, senza rendersi conto neanche un po' della sua natura "trolleggiante".


A parte il fatto che la legge sullo ius soli, ahimè, è ben lungi dall'essere stata approvata, il refuso finale INFORNATEVI dovrebbe far suonare un campanello d'allarme. In realtà si tratta di un fotomontaggio fatto – nemmeno troppo bene, a dire il vero – a partire da una foto del Project Unbreakable dedicato a raccogliere testimonianze di vittime di abusi; ne ho già parlato qui.


A proposito del famigerato piano Kalergi – non KALENGI, nome curiosamente simile a quello di un marchio di articoli sportivi – che in realtà non è nient'altro che una squallida bufala razzista, condivido il post satirico di Gioacchino Cortese.
Attenzione! Il piano Kalergi prevede la sostituzione programmata dei popoli europei con quelli africani! Una volta svuotata l'Africa ci vanno i cinesi, mentre in Cina ci si mettono quelli dell'America Latina e così via. Quando Kalergi dice "STOP!" il popolo che resta in piedi senza un territorio viene eliminato.

domenica 18 giugno 2017

Il signore e la signora Rossi

Conosci Angela Dorothea Kasner, Theresa Mary Brasier e Melania Knauss (versione germanizzata dell'originale sloveno Melanija Knavs)? Mai sentite nominare, dici? E invece io sono sicura che le conosci eccome, sia pur con un altro nome: stiamo parlando della Cancelliera federale della Germania, del Primo ministro del Regno Unito e della First lady degli Stati Uniti d'America, le quali hanno sposato rispettivamente Ulrich Merkel, Philip May e Donald Trump acquisendone il cognome. Curiosamente Angela Merkel ha divorziato da Ulrich nel 1982 dopo appena cinque anni di matrimonio ed è sposata con Joachim Sauer dal 1998, ma ha scelto di conservare il cognome del primo marito, con il quale è a tutti nota.
A quanto pare in Germania, in Inghilterra e negli USA – ma anche in moltissimi altri Paesi – la consuetudine che le donne sposate acquistino il cognome del marito si è spinta assai più in là rispetto a quanto accade nel nostro Paese, riguardo al quale mi ha sempre lasciata perplessa la scelta di "una certa" Daniela Garnero, che ha lasciato il marito Paolo Santanchè, rinomato chirurgo estetico, nel 1995 ma ne ha mantenuto il cognome a seguito di un accordo giudiziale in sede di separazione.
Dei retroscena anagrafici di Angela Merkel e Theresa May sono venuta a conoscenza grazie a una discussione su Facebook dalla quale ho scoperto pure che in Germania, sul posto di lavoro, il giorno dopo che una donna si sposa le cambiano l'indirizzo e-mail mettendo il nuovo cognome. Per fare un altro esempio concreto, una donna tedesca sposata con un italiano ha sul passaporto tedesco il cognome italiano e all'interno c'è scritto "nata" con il cognome da nubile, mentre sul passaporto italiano ha il cognome tedesco, con scritto all'interno "coniugata" e il cognome del marito. Ma in Germania nessuno solleva problemi di maschilismo: è così, è un fatto culturale, più o meno la stessa situazione che del resto esisteva in Italia fino a non molti decenni fa...

sabato 17 giugno 2017

Dona sangue. Dona adesso. Dona spesso

La giornata mondiale del donatore di sangue (World Blood Donor Day) è ormai passata – ricorreva tre giorni fa – ma siccome un argomento del genere è sempre attuale, non è mai fuori luogo scriverci un post! Lo sapevi che ogni due secondi una persona ha bisogno di sangue? Per questo chi non ha controindicazioni in tal senso dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di diventare donatore, ammesso che non lo sia già. Potresti salvare la vita di un'altra persona, te ne rendi conto?!
Questo video pubblicato nella pagina Facebook Now I've Seen Everything mostra chi può donare il sangue a chi, a seconda del gruppo sanguigno del donatore e del ricevente. Ero convinta che il donatore universale fosse il mio gruppo sanguigno, 0 Rh+... ma ho scoperto che mi sbagliavo.


Dal video si può estrapolare la logica seguente.
Cominciamo dal fondamentale fattore Rh.
  • I donatori con fattore Rh positivo possono donare solo a persone con fattore Rh positivo.
  • I donatori con fattore Rh negativo possono donare sia a persone con fattore Rh negativo sia a persone con fattore Rh positivo.
Per quanto riguarda il gruppo sanguigno propriamente detto...
  • I donatori del gruppo A possono donare a persone il cui gruppo sanguigno contiene la lettera A (A e AB, insomma).
  • I donatori del gruppo B possono donare a persone il cui gruppo sanguigno contiene la lettera B (B e AB, insomma).
  • I donatori del gruppo 0 possono donare a tutti a prescindere dal gruppo sanguigno.
  • I donatori del gruppo AB possono donare solo a persone del gruppo AB.
Insomma, chi ha gruppo sanguigno 0 Rh- è donatore universale ma può ricevere sangue solo da altri donatori 0 Rh-... e questo può essere un problema, perché si tratta di un gruppo sanguigno piuttosto raro, ahimè. In realtà, come spiega Wikipedia...
È convinzione diffusa che il gruppo 0 Rh- "possa essere donato a tutti", ma non è sempre così poiché - in caso di pazienti politrasfusi - bisogna tener conto di molti altri sistemi di antigeni (Lewis, MNSs, P, I, Duffy ed altri) che sono potenzialmente presenti nel sangue del donatore e verso i quali il ricevente potrebbe aver sviluppato anticorpi, a causa di trasfusioni precedenti.
Invece le persone del gruppo AB+ sono riceventi universali, cioè possono ricevere sangue da chiunque.
[Se qualcuno dovesse accorgersi che ho scritto inesattezze o peggio castronerie, è pregato di comunicarmelo, e provvederò a correggere quanto prima]
L'altro giorno ho letto la notizia del ricovero nell'ospedale di Pescara di una paziente africana che necessitava di una trasfusione a causa di un'anemia post parto; la particolarità è che la donna è portatrice di un gruppo sanguigno con caratteristiche rarissime, inesistenti nella popolazione caucasica e presenti in meno dell'1% di quella nera. Alcuni hanno interpretato tutto ciò come "la scoperta di un nuovo gruppo sanguigno", ma come stiano veramente le cose l'ha spiegato un mio "facciamico" studente di Medicina. Purtroppo il suo post non è pubblico, perciò non posso linkarlo ma devo limitarmi a copincollarlo, confidando che lui non se la prenderà a male! :-)
Una breve spiegazione. No, non esiste un nuovo gruppo sanguigno. Quando si parla di "gruppo sanguigno" si intende il sistema di antigeni AB0 dei nostri globuli rossi, e ovviamente il sangue, rispetto a questo sistema di antigeni, può essere solo A, B, AB o 0. Quindi il gruppo sanguigno U non esiste. Ma i nostri globuli rossi, sulla loro superficie, hanno anche altri antigeni. Il più famoso tra gli altri antigeni dei nostri globuli rossi è il fattore Rh, un antigene che può esserci o no sulla superficie, da cui l'Rh+ o Rh-. Beh, l'U è un antigene come l'Rh ed è usualmente non usato appunto perché il 99,9% di noi ce l'ha, per cui abbiamo gli anticorpi U nel nostro sangue e non ci succede nulla. Purtroppo, come la sfortunata paziente di Pescara, c'è uno 0,1% della popolazione, soprattutto africana, che è U- quindi non ha l'antigene U, per cui, se gli viene trasfuso del sangue "normale" che contiene l'antigene U sulla superficie dei globuli rossi, la paziente non avendolo mai incontrato, attacca il sangue trasfuso producendo una reazione alla trasfusione, spesso molto pericolosa.

venerdì 16 giugno 2017

Libere associazioni mentali

Questo post andrà online in forma ridotta per venire incontro alle mie capacità mentali (semi-cit.). :-)
Mi sono accorta che, quando capito dalle parti di Lomagna (LC), nella mia testa risuonano le immortali note dell'Orchestra Casadei, quando mi parlano di cedolare seccaplease don't ask – mi viene in mente la grande Anna Marchesini, e quando sento nominare le schede PCMCIA usando la pronuncia inglese parte subito il momento Village People. Succede solo a me? A quanto pare no, almeno nel terzo e ultimo caso...
[Si capisce che è stata una giornata un po' pesante, o no?! ;-)]