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domenica 13 agosto 2017

A tutta birra giù per la discesa

Non sono passate neppure ventiquattr'ore da quando ho pubblicato il post che elogia il dono della disconnessione... e non resisto già più a rimanere offline, pazzesco! ;-)
Dai che scherzo: in realtà quest'oggi mi limito a proporti un semplice quesito che avevo bell'e pronto da tempo... e in seguito, se mi va e se me ne ricordo, vedrò di condividere la soluzione. :-)
Un baldo ciclista in sella alla sua bicicletta va in gita al santuario della Madonna del Ghisallo [patrona universale dei ciclisti; ho avuto il piacere di visitarlo un paio d'anni fa, NdC]. Sale verso il santuario a una velocità di 20 km/h, si ferma per una mezza giornata in compagnia dei suoi amici ciclisti per una colazione al sacco, poi riprende la via per la valle lungo lo stesso percorso alla velocità di 60 km/h. Qual è stata la velocità media tenuta dal ciclista nei due viaggi?
[La foto del santuario è tratta da www.triangololariano.it]

sabato 12 agosto 2017

Buone vacanze offline!

In questo tempo di vacanze, in cui la maggior parte di noi aspira a staccare almeno una volta l'anno dallo stress quotidiano, ti propongo un valido spunto di riflessione riguardo a qualcosa da cui difficilmente si riesce a staccare, anche se sarebbe il caso: internet, che con l'avvento degli smartphone abbiamo praticamente sempre a portata di mano. È uno strumento sempre più irrinunciabile non soltanto sul lavoro ma anche nel tempo libero, e sotto certi aspetti questo non è mica un bene...
Chris Bolin, che sul suo sito si definisce un wannabe polymath (aspirante eclettico), ha creato una pagina internet che per svelare il suo contenuto ti chiede, pensa un po', di disconnetterti da internet: questa. Quando la apri compare il messaggio qui accanto – «Devi andare offline per visualizzare questa pagina. Scollegati per continuare» – e non appena ti disconnetti dalla rete un codice JavaScript fa apparire un testo del quale ti propongo qui di seguito la traduzione.
Solo offline
2017. 2 minuti di lettura.
Vuoi essere produttivo? Basta che tu vada offline, perché mantenere una connessione costante a internet significa mantenere una connessione costante alle interruzioni, sia esterne che interne.
Le interruzioni esterne sono innumerevoli e ben documentate: hai un nuovo messaggio su Gmail, Slack, Twitter, Facebook, Instagram, Snapchat, LinkedIn. Amici, familiari, colleghi e spammer: ciascuno ha un accesso diretto alla tua preziosa attenzione.
Ma sono le distrazioni interne ad essere veramente dannose. Puoi silenziare le notifiche di Twitter e disconnetterti da Slack, ma come fai ad impedire alla tua mente di sviarti? Io ho trascorso delle ore intrappolato nelle reti della mia curiosità. La cosa più pericolosa è il capriccio di una frazione di secondo, riguardo a un nonnulla: «Mi chiedo quale sia la seconda lingua parlata più comunemente». Quei 500 millisecondi potrebbero cambiare la tua giornata, perché non si tratta mai solo di una ricerca su Google o di un articolo di Wikipedia. Scollegarti da internet manda in corto circuito quei capricci, permettendoti di muoverti liberamente. (È lo spagnolo, a proposito)
Questa stessa pagina è un esperimento in tal senso: cosa accadrebbe se certi contenuti ci chiedessero di scollegarci? Cosa succederebbe se i lettori avessero accesso a quella gloriosa attenzione che rende così soddisfacente divorare un romanzo per ore alla volta? Cosa accadrebbe se i creatori potessero abbinare questo con il potere dei moderni dispositivi? I nostri telefoni e computer portatili sono piattaforme incredibili per nuovi contenuti... se solo potessimo sfruttare la nostra attenzione.
I contenuti solo offline imporrebbero anche ai creatori di pensare in modo diverso. Guarda questa pagina: non c'è un solo link, nessuna offerta a piè di pagina per distrarre i lettori. Quanti buoni articoli hai lasciato a metà perché hai seguito un link sottolineato? Quando sei offline, è proprio qui l'unico posto in cui puoi essere.
Posso già udire i lamenti: «Ma io devo essere online per il mio lavoro». Non mi importa. Prenditi del tempo. Scommetto che a renderti prezioso non è la tua capacità di cercare qualcosa su Google, ma la tua capacità di sintetizzare le informazioni. Fai le tue ricerche online, ma crea offline.
Adesso torna alla tua internet regolarmente programmata. Ricordati soltanto di concederti occasionamente il dono della disconnessione.
Il mio caso è abbastanza paradossale: la bozza di questo post l'ho preparata ieri, e oggi lo pubblico tramite l'app di Blogger mentre sono in viaggio. Sono proprio un caso disperato, mi sa... ;-) Riuscirò almeno a trascorrere una vacanza più offline rispetto al mio solito? Lo scopriremo solo vivendo! :-)

venerdì 11 agosto 2017

L'angolo della #puccyness

Tempo fa accennai alle esperienze avute con i criceti come animali domestici, prima Luna e poi Gaia e non solo... ma cinque o sei anni fa in seguito all'ennesima prematura dipartita – quelle bestiole sono taaaaanto carine ma tutt'altro che longeve, mannaggia :'-( – non ne ho più voluti accogliere altri in casa. Non per questo mi è passato il debole che avevo per quei simpatici roditori... e l'altro giorno mi sono "sparata" una compilation di video su YouTube della quale ti propongo qui di seguito il meglio secondo me.
  • Uno, due, tre video di criceti che fanno piazza pulita dei semi che trovano sul loro cammino, comportandosi un po' come dei perfetti mini-Roomba in carne, ossa e pelo! <3
  • Questo povero criceto cerca in tutti i modi di entrare in un barattolo pieno di semi di girasole, dei quali queste bestiole vanno ghiotte.
  • Infine, ecco Boris che sale le scale arrampicandosi su gradini più alti di lui (il "trucco" è che si aggrappa alla moquette di cui sono rivestiti).
[La foto del minuscolo criceto che apre il post è tratta dall'antologia di cuccioli adorabili pubblicata su Animal Channel, che ho scoperto grazie a Cuteness overload]

giovedì 10 agosto 2017

Chi non vuol essere salvato?


L'altro giorno ho visto condiviso su Facebook da qualche mio contatto un video pubblicato nella brillante pagina medica a sfondo comico Med in China.


La trama in poche parole: un gigante di pietra (VACCINO) compie uno sforzo immane per impedire che il villaggio (NO-VAX) venga travolto da un'enorme roccia (MORBILLO). Ma gli abitanti del villaggio non sembrano granché riconoscenti, anzi. E quindi...
Luca Piersantelli, menzionato nel testo che accompagna il video, in realtà ha semplicemente (e mica è poco... io non saprei da che parte cominciare per farlo!) sovraimpresso le opportune scritte al pluripremiato corto animato A Tale of Momentum & Inertia realizzato dallo studio HouseSpecial. Ecco qua sotto il video originale.

mercoledì 9 agosto 2017

Sarahah, il bello e il brutto dell'anonimato

Di Sarahah e della relativa app, disponibile qui per Android e qui per iOS, ne ho sentito parlare per la prima volta il 23 luglio scorso, leggendo un messaggio del canale Telegram Quarantadue:
Si chiama "Sarahah", che in arabo significa "franchezza", "onestà", ed è l'app che sta riscuotendo più successo negli USA, in Canada, in Irlanda e Australia. Ha saputo sfruttare il successo di Instagram e Snapchat tra gli adolescenti, e prevede che tutti, usandola, siano franchi, onesti e... anonimi. Poi, come per Whisper e Ask.fm atriverà il problema del controllo del bullismo, ma non siamo ancora a quel punto. L'app apre una pagina personale in cui tutti possano lasciare - anonimamente - un commento, ed era stata pensata perché fosse utilizzata sul lavoro in modo da raccogliere suggerimenti dei dipendenti. Poi i ragazzini hanno iniziato a inserire il link in Instagram e Snapchat.
Seguiva il link a un articolo di Mashable (in inglese).
A giudicare dalla mia timeline di Facebook, il fenomeno è esploso nelle ultime ventiquattr'ore o giù di lì: parecchi dei miei contatti hanno voluto condividere il nome utente o il link completo al loro profilo, aspettandosi di ricevere chissà quali "messaggi costruttivi" (sopra il campo riservato al messaggio da inviare c'è scritto proprio «Leave a constructive message :)»). Divorata dalla curiosità, alla fine mi sono registrata anch'io – come username ho optato per curiosona perché gwendalyne era già in uso, mannaggia – e ho reclamizzato il mio profilo su Twitter e anche su Facebook, ma in un gruppo chiuso: ho pur sempre una preziosissima identità segreta da difendere, io! ;-) Comunque finora ho ricevuto uno e un solo messaggio, questo...


Come puoi notare non è nulla di spiacevole... ma il fatto di ignorarne la provenienza e di non poter replicare neanche volendo, chettedevodadi', mi mette ansia: si vede proprio che 'sto Sarahah non fa per me. Anzi, mi sa tanto che domani cancello l'account: ti do giusto altre ventiquattr'ore di tempo per approfittarne! ;-)
Ad ogni modo la mia ansia è il minore dei problemi, purtroppo: su Sarahah si può andare dai messaggi sconci, indirizzati soprattutto alle utenti femmine, al vero e proprio cyberbullismo paventato in questo articolo. Altro che «Fa bene all'autostima», come sostiene qualcuno che evidentemente riceve solo messaggi carini. Proprio poco fa leggevo una mia "facciamica" che si lamentava degli insulti inqualificabili ricevuti tramite l'app del momento, e ho avuto l'ennesima conferma del fatto che l'anonimato, se usato male, si presta alle vigliaccate più squallide.

martedì 8 agosto 2017

Non fermiamo il cammino della scienza!

L'account Twitter ufficiale della Marcia della Scienza di Montreal – a tale iniziativa internazionale ho accennato due mesi fa parlando di cambiamenti climatici – ha condiviso pochi giorni fa l'immagine qui sotto, screenshot di un tweet di origine incerta, accompagnata dagli hashtag #StandUpForScience, #KeepMarching e #marchforscience.


Traduco i vari punti, associando a ciascuno un link per approfondire:
Annuncio di servizio pubblico [PSA, Public Service Announcement, NdC]:
Il primo punto si ricollega alla vignetta qui sotto, pubblicata nella pagina Sephko.

Lo sforzo di molti scienziati
Una delle più grandi sfide tecnologiche
Tutto questo per dare internet a Billy per fargli dire che la terra è piatta!
(Se ti è piaciuta, magari ti interesserà sapere che il suo autore Gojko Franulic sta cercando chi finanzi la sua opera su Patreon)

lunedì 7 agosto 2017

Alziamo gli occhi al cielo!

Tra qualche giorno si potranno osservare in tutto il loro magico splendore le famose lacrime di San Lorenzo, comunemente dette stelle cadenti (anche se non si tratta di stelle propriamente dette, bensì di "semplici" meteore). Ovviamente tempo permettendo, dal momento che, dopo settimane di sole e caldo record, il cielo nei prossimi giorni dovrebbe coprirsi di nubi cariche di pioggia, almeno qui al Nord. Spero almeno di riuscire a vedere l'eclissi di Luna prevista per stasera dopo il tramonto...
Ma ora torniamo alle meteore, e per la precisione all'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Milky Way and Exploding Meteor (Via Lattea e meteora che esplode). Questa volta non si tratta di un'immagine fissa, bensì di una suggestiva GIF animata che Andre van der Hoeven ha ricavato da questo video.


Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione...
Il prossimo fine settimana lo sciame meteorico delle Perseidi raggiungerà il suo massimo. Granelli di roccia ghiacciata attraverseranno il cielo mentre evaporano al loro ingresso nell'atmosfera terrestre. Questi granelli provengono dalla cometa Swift-Tuttle. Le Perseidi risultano dal fatto che la Terra annualmente attraversa l'orbita della cometa Swift-Tuttle, e sono tipicamente lo sciame meteorico più attivo dell'anno. Sebbene sia difficile prevedere il livello di attività in qualsiasi sciame meteorico, in un cielo buio e limpido un osservatore potrebbe vedere una meteora al minuto. Quest'anno il picco delle Perseidi cadrà quasi una settimana dopo il plenilunio, e perciò alcune meteore deboli andranno perdute nel bagliore lunare. Gli sciami meteorici in generale si osservano meglio da una posizione rilassante, lontano dalle luci. Quella mostrata qui è una meteora delle Perseidi del 2015 immortalata mentre esplode sopra l'Austria vicino alla fascia centrale della nostra Via Lattea.

domenica 6 agosto 2017

Curiosità della domenica

Quest'oggi ti propongo la traduzione di un articolo dal titolo 21 Ridiculous Facts That Are Absolutely True (21 fatti assurdi che sono assolutamente veri); personalmente mi ha intrigata parecchio, e se hai presente la denominazione di questo blog non avrai difficoltà a capire il perché! ;-)
Più invecchiamo, più è difficile che le cose ci stupiscano. Tuttavia tutto quello che dobbiamo fare è essere aperti alla curiosità e ad esplorare nuovi orizzonti.
Noi di Bright Side abbiamo compilato un elenco di fatti stupefacenti sulle cose ordinarie che ci circondano. Attenzione: essi possono mettere sottosopra la tua visione del mondo.
  1. L'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi.
  2. Se tieni il tuo pesce rosso in una stanza buia, il suo colore sbiadirà.
  3. Le donne hanno il doppio dei recettori del dolore rispetto agli uomini. Ma la loro soglia del dolore è molto più alta. [Ecco perché i maschi quando stanno male tendono a diventare così lamentosi... ;-) NdC]
  4. I fiori crescono più rapidamente con l'accompagnamento della musica.
  5. Un anatroccolo prende chiunque veda più spesso nei primi dieci minuti dopo la nascita per sua madre.
  6. Secondo gli scienziati, maggiore è il quoziente d'intelligenza di una persona, tanto più spesso lui/lei sogna di notte.
  7. I pirati erano soliti coprire un occhio con una benda nera per migliorare la loro visione notturna. [E non perché quell'occhio l'avessero inspiegabilmente perso tutti quanti, come magari si potrebbe credere, NdC]
  8. È più probabile che tu venga ucciso da una noce di cocco caduta che dall'attacco di uno squalo.
  9. Bruci più calorie quando metti il broncio che quando sorridi. [Ragion per cui ci sono persone che metteranno il broncio con ostinazione ancora maggiore, immagino ;-) NdC]
  10. Se le automobili potessero volare, ci vorrebbe solo un'ora per raggiungere lo spazio.
  11. L'apriscatole è stato inventato 48 anni dopo il cibo in scatola. [Chissà come si sarà arrangiata la gente nel frattempo, NdC]
  12. Le balene che cantano le note sbagliate si perdono e vivono da sole.
  13. Gli occhi di uno struzzo sono più grandi del suo cervello. [La versione originale di questo fatto contiene un classico falso amico, ostrich, che significa appunto struzzo e non ostrica (in inglese oyster), NdC]
  14. Fumare sigarette era considerato salutare fino agli anni '50.
  15. Il Re di Cuori è l'unico Re senza baffi in un mazzo di carte standard.
  16. Nel 1932 l'esercito australiano dichiarò guerra agli emù, e... gli uccelli vinsero. [Questa poi... Clicca qui per saperne di più, NdC]
  17. La Nintendo è stata fondata durante il periodo dell'Impero ottomano. [Per la precisione nel 1889, mentre l'ultimo sultano ottomano fu deposto nel 1922, NdC]
  18. Una pallina di vetro può rimbalzare più in alto rispetto a una di gomma.
  19. Due terzi della popolazione umana non hanno mai visto la neve.
  20. I collari con le punte sono stati inventati nell'Antico Egitto per proteggere i colli dei cani dai lupi.
  21. Bonus: le piramidi non furono costruite da schiavi. Le moderne scoperte mostrano che a farlo furono effettivamente lavoratori retribuiti e ben nutriti.

sabato 5 agosto 2017

Quelle belle parole fuori moda

Di recente è stata creata la pagina Parole desuete nella quale vengono pubblicate immagini contenenti parole più o meno desuete con il relativo significato. Tra queste c'è pure lo stesso aggettivo desueto, definito come «Disabituato, disavvezzo. Abbandonato, antiquato, disusato, fuori moda, obsoleto, sorpassato, superato».
In effetti parecchi di questi termini non mi sembrano poi così insoliti, anzi alcuni li uso con una certa frequenza quando parlo e soprattutto quando scrivo: ad esempio antelucano, astruso, bislacco, gaudio, lapalissiano, manfrina, maramaldeggiare, panegirico, postprandiale.
Ho invece la netta impressione di non aver mai sentito prima parole come abbacare, abbambinare, abiatico, barbigi, bolgetta, bordaglia, brolo, broscia, bruzzaglia, buonamano, burbanza, carbaso, cica, conquidere, flagizio, labbreggiare, malazzato, masticabrodo, pulzellaggio, quarterone, rugliare, tralatizio, ultroneo. Ma non mi sembrano poi così indispensabili! ;-)
Ho selezionato le parole che, desuete o meno che siano, a prescindere dal fatto che le conoscessi già oppure no, trovo meritevoli di un impiego più ampio nella lingua italiana, perché gli eventuali sinonimi o espressioni equivalenti non mi sembrano altrettanto efficaci. Le elenco qui di seguito, sempre in rigoroso ordine alfabetico, accompagnate dalle definizioni corrispondenti.
acribìa
Esattezza, meticolosa precisione.
afróre
Odore acre che emana dal mosto in fermentazione o anche da altri corpi o sostanze.
albagìa
Alterigia, presunzione, boria che deriva da una considerazione troppo alta di sé.
ampollóso
Gonfio, ridondante, affettatamente prolisso e ricercato. Anche di chi ama vantarsi o di chi, pieno di sé, parla di qualunque argomento in modo ricercato.
anòdino
[Attenzione all'accento sulla prima o, NdC] In medicina, antidolorifico, riferito a sostanza che ha azione calmante. Senza carattere, insignificante, che non prende posizione decisa, che non esprime un parere netto.
barbògio
Di uomo assai vecchio e mezzo rimbambito, brontolone. Per estensione, di cosa da vecchi melensi.
bólso
Di persona, asmatico, che respira male, e per estensione debole, fiacco. Di stile, componimento, eloquenza e simile, gonfio, che ostenta una forza che non ha.
cogitabóndo
Pensieroso; si dice specificatamente di chi mostra d'avere qualche grave pensiero che lo preoccupa.
dabbenàggine
Credulità, ingenuità, semplicioneria. Qualità di uomo dabbene, semplicità d'animo e di mente.
facóndia
Facilità e abbondanza di parola (talvolta eccessive), specialmente in pubblico.
fanfaróne
Chi si vanta di aver compiuto o di poter compiere grandi imprese di cui non è realmente capace; spaccone, millantatore, smargiasso.
gagliòffo
Di persona buona a nulla, sciocca e ignorante o goffa.
girandolàre
Girare qua e là senza un fine determinato, girellare, aggirarsi. Fantasticare, farneticare.
ignàvo
Pigro, indolente nell'operare per mancanza di volontà attiva e di forza spirituale; codardo.
invacchìre
Riferito a persona, inaridirsi, perdere la vivacità e la produttività dell'ingegno, per cui si rende meno di ciò che s'era lasciato sperare. Con altro senso, diventare pingue, floscio, pesante nel corpo e tardo nei movimenti e nell'azione.
meriggiàre
[Mai trovato se non nella poesia Meriggiare pallido e assorto di Eugenio Montale, NdC] Stare in riposo, all'aperto e in luogo ombroso, nelle ore calde del meriggio.
misoneìsmo
Atteggiamento di avversione verso ogni novità, soprattutto nel campo politico e sociale, ma anche nella letteratura, nelle arti, nel costume.
mólcere
Lusingare, dare un piacere soave e segreto all'animo, al cuore; anche, lenire, mitigare affanni, preoccupazioni e simili.
pleonàstico
Atti e comportamenti che si ritengono inutili, superflui, non necessari.
plètora
Eccedenza, eccesso, esuberanza, sovrabbondanza, surplus. In linguaggio medico eccesso patologico di sangue (poliemia).
postergàre
Gettarsi una cosa dietro le spalle, non darsene pensiero, omettere di farla. Posporre una cosa a un'altra.
quèrulo
Lamentoso, detto di persona che si lagna (soprattutto se con frequenza o abitualmente), dolendosi di torti ricevuti, dell'avversità della sorte.
resipiscènza
Letteralmente il ravvedersi, riconoscendo l'errore in cui si è caduti. Pentimento, ravvedimento, rinsavimento.
riottóso
Litigioso e insofferente di ogni norma e disciplina, ribelle alle imposizioni e ai consigli.
sacripànte
Per antonomasia, uomo di alta statura e corporatura molto robusta, dall'aria fiera e minacciosa, che incute timore e soggezione.
salapùzio
Uomo piccolo di statura, che si rende ridicolo per l'atteggiamento saccente. [Non può non venirmi in mente un certo politico di centrodestra ;-) NdC] È termine di uso raro, quasi soltanto come reminiscenza del noto verso di Catullo: Di magni, salaputium disertum! (a proposito del poeta Licinio Calvo).
santimònia
Modo di vivere, di pensare e di agire casto e morigerato. Oggi raro, e solo con connotazione negativa, santità di vita ostentata e non sincera, bigottismo.
sciamannàto
Disordinato, sciatto negli abiti, nella persona e nel portamento. Più genericamente, con riferimento al modo di agire, di operare. Come sostantivo, soprattutto per indicare la trascuratezza, il disordine.
sciaràda
[Non è solo un gioco enigmistico, NdC] Problema, questione, situazione complicata e inestricabile, difficile da risolvere.
scilinguàre
Parlare in modo confuso, barbugliare, balbettare; pronunciare male, non chiaramente, suoni e parole.
sesquipedàle
Enorme, gigantesco, mastodontico.
sicumèra
Sussiego, presunzione.
smargiàsso
Chi si vanta di qualità che non ha e di poter fare cose di cui non è capace; spaccone, fanfarone.
solipsìsta
Chi ha un atteggiamento di soggettivismo estremo, o chi non vede che il proprio mondo, ignorando o trascurando quello degli altri.
stoltilòquio
Discorso stolto, o da persona stolta.
tignóso
Affetto da tigna. Avaro, spilorcio. Persona vile, dappoco, spregevole.
truìsmo
Verità ovvia, evidente, indiscutibile, tale che è o sarebbe ridicolo enunciarla o superfluo spiegarla.
ubbìa
Pregiudizio, credenza o convinzione infondata che è causa di idee, timori, sospetti non giustificati.
ùggia
Ombra, mancanza di luce e di sole nociva alla vegetazione. Noia, tedio, sensazione di fastidio e di irrequietezza. [Mi sovviene Una giornata uggiosa, famoso singolo di Lucio Battisti, NdC]
villanzóne
Persona molto villana, rozza e maleducata.
vilùppo
Intreccio confuso di fili, nastri, capelli o altri elementi allungati. Insieme intricato e confuso di fatti o elementi non materiali.
zibaldóne
Vivanda composta di molti e svariati ingredienti. Scartafaccio in cui si annotano, senza ordine e man mano che capitano, notizie, appunti, riflessioni, estratti di letture, schemi, abbozzi. [Da cui il titolo dell'opera del Leopardi, NdC]

venerdì 4 agosto 2017

La follia della donna (e dell'uomo)

Non hai mai pensato a un tatuaggetto
La tua amica sfoggia un tatuaggetto
Corri, corri a farti un tatuaggetto
D'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto, un tatuaggetto, un tatuaggetto
D'un tratto non ti piace più
Che fai? Lo togli, non puoi
Ne fai un altro più grosso
La follia della donna
Il disagio mentale
Di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi
Sciabattando poi vaghi
Per le vie della moda...
Oh, son parole di Elio, mica mie! ;-) A dire il vero questi versi de La follia della donna (2003) mi tornano prepotentemente alla memoria soprattutto d'estate, quando con l'arrivo del caldo braccia e gambe tendono a scoprirsi (ma gente come Fedez, che ha tatuato persino il collo, è in tutte le stagioni il testimonial perfetto dei tatuatori). Non soltanto donne, ma anche – se non soprattutto – uomini: anno dopo anno la superficie di pelle tatuata della popolazione sembra aumentare sempre di più, di pari passo con la mia perplessità. Ebbene sì, a me i tatuaggi particolarmente vistosi non piacciono (quelli minimalisti invece mi affascinano, anzi non escludo in assoluto di potermene fare uno in futuro)... ma da quando ho letto questo articolo mi è ben chiaro che non sono affari miei! ;-)
Tra le obiezioni che i tatuati sono abituati a sentirsi rivolgere una delle più tipiche è questa: che aspetto avranno i tuoi tatuaggi quando invecchierai e la tua pelle cederà? Ebbene, la risposta che emerge da questa photogallery è abbastanza sorprendente...
Comunque non capita affatto di rado che dopo un po' di tempo per qualche motivo ci si penta del tatuaggio e si decida, se non di rimuoverlo del tutto, di farlo modificare. Un caso abbastanza eclatante è quello dell'attore Johnny Depp, che dopo la fine della sua relazione con la collega Winona Ryder ha ritoccato la scritta WINONA FOREVER in WINO FOREVER (alcolizzato per sempre, non proprio di buon auspicio).


Farsi tatuare il nome della persona amata è considerata da molti una sorta di prova d'amore... ma, come confessato da @Ty_il_nano in un tweet,

Chi si chiedesse per quali ragioni si sceglie di tatuarsi può trovare qui una risposta dal punto di vista psicologico, mentre qui sono esposte le motivazioni di alcune persone che, al contrario, di "iniettarsi l'inchiostro con gli aghi" non ne vogliono proprio sapere.
Ci si tatua di tutto, dalle scritte in lingue asiatiche – personalmente trovo gli ideogrammi davvero eleganti, ma avrei troppo il terrore di ritrovarmi impresse addosso in modo pressoché indelebile delle scritte dal significato indesiderato! ;-) – alle citazioni senza senso... proprio due tra le categorie di tatuaggi sconsigliate dagli stessi tatuatori.
Su Focus.it puoi scoprire 11 cose che (forse) non sai sui tatuaggi, tipo: chi si tatuò per primo? E quando? Quante volte viene punta la pelle durante un tatuaggio? Quante persone al mondo ne hanno uno? Che significato hanno quelli dei marinai? E in quest'altro articolo è presentato quello che probabilmente sarà il futuro dei tatuaggi.