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lunedì 27 marzo 2017

Che graziosa bestiolOH WAIT

Quest'oggi condivido l'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Tardigrade in Moss (Tardigrado nel muschio). A differenza delle APOD consuete non si vedono né stelle né pianeti e nemmeno il cielo, ma solo un animaletto pressoché invisibile ad occhio nudo: il tardigrado. Se devo essere sincera lo trovo piuttosto bruttarello... ma in compenso ha delle doti sorprendenti! :-)


Cosa c'entrino i tardigradi con l'astronomia – perché c'entrano, ovviamente – lo scoprirai leggendo la relativa spiegazione...
Si tratta di un alieno? Probabilmente no, ma di tutti gli animali sulla Terra il tardigrado potrebbe essere il miglior candidato. Questo perché i tardigradi sono noti per essere in grado di andare avanti per decenni senza cibo né acqua, di sopravvivere a temperature che vanno da quasi lo zero assoluto a ben al di sopra del punto di ebollizione dell'acqua, di sopravvivere a pressioni che vanno da quasi zero a ben al di sopra di quelle sui fondali oceanici, e di sopravvivere all'esposizione diretta a radiazioni pericolose. La notevole capacità di sopravvivenza di questi estremofili è stata testata nel 2011 fuori da una navetta spaziale orbitante. I tardigradi sono così resistenti in parte perché sono in grado di riparare il proprio DNA e di ridurre il contenuto d'acqua nel corpo ad una piccola percentuale. Alcuni di questi orsi d'acqua in miniatura sono quasi divenuti extraterrestri di recente quando sono stati lanciati verso la luna di Marte Phobos a bordo della missione russa Fobos-Grunt, ma sono restati sulla Terra quando un razzo non è andato a buon fine e la capsula è rimasta nell'orbita terrestre. I tardigradi sono più comuni degli esseri umani su quasi tutta la Terra. Nella micrografia elettronica a colori migliorati che puoi vedere qua sopra, un tardigrado lungo un millimetro striscia sul muschio.

domenica 26 marzo 2017

Chi ha il diritto di decidere sui diritti altrui?

Due giorni fa ho visto condivisa su Facebook la foto qui sotto...


... accompagnata dal testo seguente.
Ecco una foto dell'assemblea che sta decidendo se conservare l'attuale copertura sanitaria per la maternitá e le mammografie negli Stati Uniti.
Notate niente?
Altroché se noto qualcosa: all'assemblea in questione, che è presieduta dal vicepresidente USA Mike Pence e discute questioni importanti relative alla salute femminile, di donne non ce n'è nemmeno una. Tramite Google Immagini sono approdata a questa pagina di un sito indiano di news contenente un video che stigmatizza proprio questa lacuna.
Mi viene spontaneo ricollegare la foto sopra a quella qui sotto, riguardo alla quale si è discusso parecchio un paio di mesi fa.


Qui il protagonista è Donald Trump, intento a firmare uno dei suoi primi ordini esecutivi da presidente degli Stati Uniti per bloccare i finanziamenti del governo federale alle organizzazioni non governative internazionali che praticano o informano sull'interruzione di gravidanza all'estero. Per quanto non si tratti di certo del primo presidente repubblicano a prendere un provvedimento analogo, anche in questo scatto fa una certa impressione la totale assenza del gentil sesso, che pure sarebbe coinvolto dalla questione assai più degli uomini.
A questo punto trovo che torni di scottante attualità il meme qui sotto, spiritoso ma con un amarissimo fondo di verità...

venerdì 24 marzo 2017

In memoria di Raymond Smullyan

Recuperando un po' di arretrati del blog Monday puzzle di Alex Bellos, mi sono imbattuta in una coppia di enigmi "scespiriani" pubblicati il 13 febbraio scorso in memoria dell'impareggiabile divulgatore matematico Raymond Smullyan, scomparso il mese scorso alla veneranda età di novantasette anni; gli indovinelli sono infatti tratti dal suo Qual è il titolo di questo libro?, che la sottoscritta riuscì a portarsi a casa anni fa dall'edicola.
«Perché dovrei preoccuparmi della morte? È qualcosa che non succederà finché campo!».
Così disse Raymond Smullyan, il matematico, filosofo e autore prolifico di enigmi logici americano, morto una settimana fa a 97 anni.
Un'altra delle sue affermazioni giocosamente paradossali era la seguente, che è il modo in cui lui iniziava i suoi discorsi:
«Prima che io cominci a parlare, c'è qualcosa che voglio dire».
In questo spirito, prima che io cominci questo post, c'è qualcosa che vorrei scrivere...
Ex pianista concertista e mago professionista, Smullyan ebbe una brillante carriera accademica nella logica matematica, ma fu per i suoi libri di enigmi che divenne famoso.
Non soltanto essi sono estremamente divertenti, ma più di qualunque altro creatore di enigmi popolare lui li ha usati per spiegare idee profonde e complesse di logica e filosofia. Il libro di debutto di Smullyan nel 1978, Qual è il titolo di questo libro?, è stato descritto come «la raccolta più originale, più profonda e più divertente di problemi di logica e matematica ricreativa mai scritta». Si comincia con alcune gag argute e si finisce con una discussione del Teorema di Incompletezza di Gödel.
Per il quesito di oggi ho pensato di celebrare questo libro con un paio di suoi enigmi, che si basano sul Mercante di Venezia. La bella Porzia ha tre scrigni: uno d'oro, uno d'argento e uno di piombo. Dentro uno di essi c'è il suo ritratto. Il testamento di suo padre ha stabilito che qualunque pretendente debba scegliere lo scrigno con il ritratto per poterla avere in sposa.
1) La Porzia di Smullyan desidera scegliere il marito in base alla grandezza del suo intelletto. Così fa scrivere sugli scrigni le parole seguenti:
ORO: Il ritratto è in questo scrigno
ARGENTO: Il ritratto non è in questo scrigno
PIOMBO: Il ritratto non è nello scrigno d'oro
Porzia dice al suo pretendente che di queste tre frasi al massimo una è vera. Quale scrigno dovrebbe scegliere lui?
2) Il pretendente indovina e così i due si sposano. Ma poi Porzia ci ripensa: vuole un marito più intelligente. Così divorzia e ripete la trafila della scelta dello scrigno, con nuove frasi sugli scrigni:
ORO: Il ritratto non è nello scrigno d'argento
ARGENTO: Il ritratto non è in questo scrigno
PIOMBO: Il ritratto è in questo scrigno
In questo caso al pretendente viene detto che almeno una frase è vera e almeno una è falsa. Quale scrigno dovrebbe scegliere lui?
Ed ecco le soluzioni...
1) Il ritratto è nello scrigno d'argento. Gli scrigni d'oro e di piombo hanno frasi che sono l'una l'opposto dell'altra, il che significa che esattamente una di esse dev'essere vera. Quindi la frase sullo scrigno d'argento dev'essere falsa, il che significa che esso contiene il ritratto.
2) Il ritratto è nello scrigno d'oro. Se il ritratto fosse nello scrigno di piombo, allora tutte e tre le frasi sarebbero vere. Se il ritratto fosse nello scrigno d'argento, allora tutte e tre le frasi sarebbero false. Quindi il ritratto dev'essere nello scrigno d'oro, nel qual caso due frasi (oro, argento) sono vere e una (piombo) è falsa.
Nel quinto capitolo del suddetto volume, dal titolo Il mistero degli scrigni di Porzia, Smullyan immagina per la vicenda un epilogo che non è proprio il massimo del politically correct... ;-)
Come volle il fato, avvenne che il primo pretendente non fosse altri che l'ex marito di Porzia. Egli fu abbastanza intelligente da risolvere anche questo problema. Così essi si risposarono. Il marito riportò Porzia a casa, se la mise sulle ginocchia, le diede una buona dose di sculacciate e Porzia non ebbe mai più di queste sciocche idee.

giovedì 23 marzo 2017

Lavorare da casa non è per tutti!

Giorni fa è diventato virale il video qua sotto.


Vi si vede il professor Robert Kelly, esperto di politica delle due Coree e residente in Corea del Sud, che durante un'intervista effettuata in collegamento tra casa sua e la BBC viene interrotto dall'ingresso in camera dei suoi due bambini sfuggiti al controllo della mamma; quest'ultima a un certo punto irrompe trafelata ad acciuffarli. In molti hanno pensato che si trattasse della tata per via dei tratti somatici asiatici... ma no, era proprio la moglie di Kelly, coreana. Il giornalista ha continuato a parlare respingendo la prole un po' troppo freddamente e cercando di mantenere un certo aplomb, anche se era evidente che gli veniva da ridere. :-)
Questo video ha dato luogo a una parodia di Jono and Ben che, sebbene non autentica, ha indubbiamente un fondo di verità. In questo caso la protagonista è una giornalista che durante il collegamento fa di tutto e di più: non soltanto prende in braccio la sua bambina per darle il biberon anziché allontanarla, ma si occupa dei pasti, del bucato e delle pulizie di casa, e addirittura gli artificieri le portano una bomba sul punto di esplodere... che lei disinnesca senza fare una piega, e senza mai smettere di parlare. Il marito, da parte sua, si affaccia sulla porta perché da solo non riesce neanche a trovare i calzini. Ah, il leggendario multitasking delle donne... ;-)

mercoledì 22 marzo 2017

Come disattivare le tab dei post di Facebook

Se usi Facebook da computer, forse avrai notato – o magari non ancora, visto che da quel che mi risulta questa novità verrà resa disponibile progressivamente a tutti gli utenti – la tab di notifica che compare quando qualcuno commenta un tuo post o dopo che hai commentato un post altrui. A quanto pare la maggior parte delle persone non ha gradito questa nuova feature, e chiude pazientemente le tab man mano che si aprono... ma esiste un modo semplicissimo per disattivarle tout court: nella finestra del browser clicca sull'ingranaggio in basso a destra (il pulsante Opzioni)...


[Non fare troppo caso alla frecciozza disegnata alla bell'e meglio con Paint dalla sottoscritta ;-)]
... e seleziona la voce Disattiva le tab dei post.


La prova che la modifica è andata a buon fine puoi averla riaprendo il menu di cui sopra e verificando che quella voce si è tramutata in Attiva le tab dei post.


Comunque io aspetto con trepidazione che venga reso possibile nascondere le Stories nell'app senza dover installare una versione dell'app standard antecedente alla loro introduzione né tantomeno Facebook Lite, che in fin dei conti è davvero troppo limitata.

martedì 21 marzo 2017

Visualizzare la percentuale di carica della batteria in Android 7

Ultimamente la mia esperienza androidiana ha subìto per così dire un downgrade, sia pur temporaneo: lo schermo del mio Google Nexus 6 è infatti defunto in seguito a una caduta – per attutire il colpo a poco è servita la custodia di cui avevo parlato qui, e infatti ne ho già ordinata un'altra – e ho dovuto affidarlo a un riparatore della Chinatown milanese che qualche giorno fa me l'ha restituito come nuovo (o quasi) dopo più di tre settimane. C'è voluto tanto tempo perché i pezzi di ricambio dei cellulari Motorola non sono di agevole reperibilità, e come se non bastasse costano un botto (mai più Motorola, a proposito). Approfittarne per disintossicarmi un po' dalle continue notifiche...? Giammai! ;-) Rudy Bandiera mi definirebbe non a torto drogata di smartphone... e così in queste settimane ho riesumato il mio Samsung Galaxy S III Mini, constatandone purtroppo i limiti; l'app di Facebook per lui era talmente pesante da provocare continui riavvii, quindi l'installazione della versione Lite di cui ho parlato qui è stata una scelta pressoché obbligata.
Un'impostazione che sul Galaxy, rimasto fermo ad Android 4.1.2 Jelly Bean, risulta abbastanza semplice e intuitiva è quella per visualizzare nella barra di stato la percentuale di carica della batteria, che è sempre più fondamentale tenere sotto controllo per correre se necessario ai ripari e non arrivare a fine giornata col telefono in riserva fissa: nelle Impostazioni selezioni Schermo...


... e tocchi la casella accanto a Visualizza % batteria per far comparire il segno di spunta: la percentuale di carica apparirà immediatamente nella barra di stato accanto al simbolo della batteria.


Dopo essere tornata in possesso del Nexus 6, che ha problemi di autonomia ancora più seri, ho cercato un'impostazione analoga senza però riuscire a trovarla; in effetti è nascosta come meglio non si potrebbe! Tramite Google sono approdata a questa pagina che illustra i passaggi da seguire sotto Android 6.0 Marshmallow, i quali sono più o meno gli stessi che ho seguito io per visualizzare la percentuale di carica della batteria sotto Android 7.0 Nougat.
Ho tirato giù il menu delle notifiche...


... e ho fatto tap sull'ingranaggio in alto a destra; quando ha iniziato a ruotare ho rilasciato il dito, e a questo punto si è aperto il menu Impostazioni.


L'ho fatto scorrere verso il basso e ho selezionato la voce nuova di zecca Sintetizzatore interfaccia utente di sistema.


È comparso questo messaggio... e, se sai cosa stai facendo e non corri rischi inutili, puoi selezionare tranquillamente OK.


Ho selezionato Barra di stato...


... e si è aperto un menu...


... che ho fatto scorrere verso il basso fino a visualizzare la voce Batteria, sulla quale ho fatto tap...


... per poi selezionare Mostra sempre la percentuale.


A questo punto il numero che indica la percentuale di carica comparirà dentro il simbolo della batteria, a caratteri talmente piccoli da essere leggibili a stento, specie per me che dopo decenni di miopia avverto i primi inequivocabili sintomi di un'incipiente presbiopia... ma questo è! ;-)

lunedì 20 marzo 2017

Rivoglio i soldi del canone

È da ieri che circola con una viralità abbastanza impressionante lo screenshot qui sotto, tratto dalla puntata di Parliamone... Sabato andata in onda lo scorso sabato pomeriggio su Rai 1.


Indignata com'ero, l'ho condiviso anch'io ieri sera sul mio tumblr... ma stamattina, dopo aver letto da qualche parte che il contenuto sarebbe stato "preso" in rete e commentato in studio in maniera critica, mi sono detta che non potevo giudicare una trasmissione da una sola schermata decontestualizzata, così ho cercato la puntata su RaiPlay e l'ho guardata. Lo spezzone incriminato comincia al minuto 5 circa e finisce poco dopo il minuto 35. Le cose che ho sentito in quella mezz'ora – un concentrato allucinante di sessismo e razzismo – è difficile dire se fossero più offensive nei confronti degli uomini, delle donne italiane oppure di quelle dell'est, dipinte come delle rubamariti che mirano ad accalappiare i nostri maschi esclusivamente per interesse (come se le altre si sposassero tutte solo per amore, certo). E no, non direi che l'elenco di cui sopra sia stato commentato in maniera critica, di sicuro non come avrebbe meritato. Ne è scaturita una polemica talmente accesa che il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano è dovuto correre ai ripari con un tweet.
L'assurdo screenshot ha scatenato l'ironia dei social: le parodie migliori mi sembrano quelle dei The JackaL...


... e di Feudalesimo e Libertà, particolarmente azzeccata dal momento che in tanti hanno chiamato in causa il Medioevo.


Tanto per far sbollire un po' il nervosismo, commenterò punto per punto i famigerati sei motivi per scegliere una fidanzata dell'est.
  1. Sono tutte mamme ma, dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo. [(sorvolando sulla virgola messa a casaccio) In che senso, sono tutte mamme?! Così, di default? Personalmente ritengo che la capacità di tornare presto in forma dipenda dalla costituzione, piuttosto che dalla provenienza geografica. Ho visto donne italiane sfoggiare una linea invidiabile poco dopo il parto e donne dell'est dai fianchi, come dire, piuttosto importanti. E comunque se la tua compagna, dopo aver portato in grembo per nove mesi il tuo erede, non riesce più a tornare tonica e magra come un tempo tu che fai, sei autorizzato a lasciarla per una più giovane e bella?! :-/ NdC]
  2. Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni. [Per fortuna ho trovato un uomo che mi preferisce acqua e sapone piuttosto che truccata, e in scarpe da ginnastica piuttosto che sui tacchi, <3 NdC]
  3. Perdonano il tradimento. [Pur non arrivando ad affermare che invece io non potrei mai perdonare, perché dipende dalle situazioni, detesto l'idea che la passiva accettazione delle corna venga considerata di per sé un pregio, NdC]
  4. Sono disposte a far comandare il loro uomo. [Anni e anni di battaglie per la parità dei sessi, anche nella coppia, andati in fumo in un attimo, NdC]
  5. Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa. [E certo, perché simili incombenze sono appannaggio della vera donna, giusto? :-/ NdC]
  6. Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio. [In sintesi: donne, nun dovete da rompe li co***i, NdC]
Ma a darmi ancora più fastidio è il fondato sospetto che, per quanto io detesti ammetterlo, per tanti uomini sia proprio quello lì, l'identikit della donna ideale... :-/
Anche se non sopporto Paola Perego, conduttrice del programma in questione, devo darle atto del fatto che si è dissociata piuttosto apertamente, perlomeno dai punti più controversi.

domenica 19 marzo 2017

Sciagurata ignoranza

Quest'oggi condivido la traduzione di un'immagine che ho trovato su Thinking People, e che sia pur con qualche riserva mi sembra offra uno spunto di riflessione particolarmente interessante. L'immagine l'ho realizzata alla buona in quattro e quattr'otto, tanto quello che conta non è la forma bensì il contenuto, giusto? :-)


Ed ecco il testo, a beneficio di chi eventualmente volesse usarlo per farne un meme più gradevole a vedersi.
Ignoranza + Religione = Terrorismo
Ignoranza + Potere = Tirannia
Ignoranza + Libertà = Caos
Ignoranza + Soldi = Corruzione
Ignoranza + Povertà = Crimine
L'ignoranza è la radice di tutti i mali

sabato 18 marzo 2017

Istantanea di un ricordo

L'altro giorno, grazie alle notifiche di Flickr, ho scoperto che una mia vecchia foto era stata inserita in ben due gallerie. Si trattava di Vignette, un'immagine che avevo caricato nel set Vignette Demo creato per mostrare i possibili effetti applicabili alle foto tramite l'app Vignette (che ho usato fino a quando ho potuto installare Instagram, e solamente adesso scopro che la versione demo gratuita che usavo io non è più supportata, mentre quella full a pagamento non risulta disponibile nel mio Paese). È stata una gradita sorpresa scoprire che una mia foto pubblicata senza nessuna pretesa sia stata degnata di attenzione... e mi piace riportare qui di seguito la traduzione dei relativi commenti.
sadielookabaugh dice: Mi piace il controluce e la sagoma della costruzione/delle corde. La vignettatura dà alla foto un certo stato d'animo, come un'istantanea di un ricordo, che mi piace molto.
sydneyflaherty dice: Ho scelto questa foto come esempio di vignettatura. Questa foto ha un contrasto e un controluce davvero piacevoli. Sembra come se questa foto sia stata scattata al crepuscolo, dà una sensazione di pace.
Se devo essere sincera non rammento in quale circostanza scattai quella foto col mio smartphone (all'epoca avevo un HTC Wildfire); quel che è certo è che quel posto, il molo nord del porto di Pescara, e quei soggetti, i trabocchi, mi affascinano un sacco e ci torno sempre volentieri... a ossigenare la mente! :-)
Mi è sembrato strano che la stessa immagine sia stata scelta nello stesso giorno da due persone diverse per essere inserita in due gallerie aventi quasi lo stesso nome (gallery 8 e Gallery 8), ma ancora più strano che, come ho scoperto spulciando tra le attività recenti, la stessa cosa fosse successa in passato altre cinque volte. Probabilmente c'è una spiegazione a tutto ciò, e indagando un pochino potrei capirci qualcosa... ma in fondo, che m'importa? :-) Più che altro, credo che dovrei ricominciare a caricare qualcosina su Flickr, il cui account Pro mi è scaduto mesi fa e non ho ritenuto di doverlo rinnovare.

venerdì 17 marzo 2017

Poi dice che li rapinano!


Nel programma della BBC Tracey Ullman's Show di recente è andato in onda lo sketch comico qui sotto. Vi compare un uomo che va dalla polizia per denunciare di essere stato rapinato.


Ed ecco la traduzione del dialogo.
Poliziotta: [Porge un tè all'uomo] Ecco il suo tè. Si sente un po' meglio?
Uomo: Non proprio, no.
Poliziotta: Ok, bene, può descrivere l'uomo che l'ha rapinato?
Uomo: Era alto circa un metro e ottanta, capelli corti scuri, mi ha puntato un coltello alla gola e ha voluto il telefono e l'orologio.
Poliziotta: E lei era vestito com'è vestito adesso?
Uomo: Prego?
Poliziotta: È questo quello che indossava quando è accaduto?
Uomo: Uhm, sì. Ma...
Poliziotta: Sembra ostentare la sua ricchezza.
Uomo: Guardi, non riesco a capire in che modo quello che indosso abbia qualche...
Poliziotta: Beh, è un po' come se fosse un invito, non è vero? Come se si stesse facendo pubblicità.
Uomo: Guardi.
Poliziotta: Sembra in difficoltà. Voglio far entrare una nostra consulente. [Entra la consulente] Questo signore è un po' scioccato. Prima è stato rapinato.
Consulente: Oh, povero. Aveva bevuto?
Poliziotta: Sì, perché se avesse bevuto potrebbe aver inviato segnali confusi. Attiro qualcuno con il bel vestito e il telefono, e poi all'ultimo momento dico «Non voglio essere rapinato».
Uomo: Mi ha puntato un coltello alla gola e ha voluto le mie cose.
Poliziotta: E lei gliele ha date e basta?
Consulente: Non ha nemmeno urlato?
Poliziotta: Vede, come si fa a sapere che a lei non piace consegnare le sue cose se non chiarisce le sue intenzioni?
Uomo: No, non ho urlato. Aveva un coltello! Ero davvero terrorizzato!
Poliziotta: E noi siamo solidali con lei, ma temo che dovrà prendersi una parte di responsabilità per questo.
[Ho omesso l'ultima parte, nella quale viene introdotto un argomento diverso, perché non l'ho trovata granché interessante]
Sembra proprio assurdo, vero? Il fatto è che la situazione rispecchia fedelmente quello che troppo spesso si sentono dire – da uomini, ma non solo – le donne che denunciano uno stupro subito. Magari un pochino te la sei andata a cercare, eri vestita in modo sexy, essendo un tantino brilla devi aver lanciato segnali seduttivi al tuo aggressore, come faceva lui a capire che non ci stavi? Malgrado le risate registrate di sottofondo, lo sketch – che ricorda parecchio una battuta che citai a suo tempo – suscita riflessioni serissime.
A proposito, di recente ho visto un video che presenta dei mutandoni per così dire "antistupro". Niente a che vedere con la biancheria intima tutt'altro che provocante a cui alludono battute e vignette per nulla divertenti: si tratta di calzoncini realizzati con un materiale molto resistente, nonché dotati di una particolare chiusura che richiede specifiche manovre per poter essere aperta, il che li rende pressoché impossibili da togliere senza la collaborazione di chi li indossa. In un mondo perfetto non ci sarebbe nemmeno bisogno di immaginarla, un'invenzione del genere (che personalmente non mi va neanche di pensare in quali circostanze andrebbe indossata)... ma finché esisteranno maschi incapaci di dominare i loro istinti più selvaggi, bisognerà continuare a fare i conti con questa triste realtà.