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martedì 31 gennaio 2017

Siamo tutti esseri vuoti

Per il post di oggi prendo spunto da una chicca trovata sull'interessantissima pagina Facebook Curiosità Scientifiche.

Gli atomi sono al 99.9999999% spazio vuoto.
Se si potesse rimuovere, l'intero genere umano starebbe in una zolletta di zucchero.
Seguono due link per approfondire. Il primo rimanda all'articolo Top 4 Bonkers things about the universe (Le quattro cose più pazzesche sull'universo) pubblicato su physics.org, nel quale il divulgatore scientifico Marcus Chown accenna ad alcuni temi esposti nel suo libro We Need to Talk About Kelvin: What Everyday Things Tell Us About the Universe. L'argomento di cui sopra è trattato al punto 3 dell'articolo.
Si potrebbe far stare l'intera razza umana nel volume di una zolletta di zucchero. Questo perché la materia è incredibilmente, sbalorditivamente vuota. Un atomo è come un sistema solare in miniatura, con un nucleo compatto che ricopre il ruolo di un Sole orbitato da elettroni come pianeti. Ma il nucleo è incredibilmente piccolo rispetto alle orbite degli elettroni. Tom Stoppard, il drammaturgo, ha escogitato l'immagine migliore. Ha detto che, se il nucleo è come l'altare della cattedrale di St Paul, un elettrone è come una falena nella cattedrale, un istante vicina all'altare, quello successivo vicina alla cupola. Immagina di spremere tutto lo spazio fuori da un atomo. Bene, se facessi questo a tutti gli atomi di tutte le persone nel mondo, potresti di fatto far stare l'intero genere umano nel volume di una zolletta di zucchero.
[Le altre tre cose pazzesche, per approfondire le quali ti rimando all'articolo qualora fossi interessato, sono «Se il sole fosse fatto di banane, non farebbe molta differenza», «Il 98% dell'universo è invisibile» (mai sentito parlare di materia oscura e di energia oscura?) e «Là fuori nell'universo c'è un numero infinito di copie di te che stai leggendo e un numero infinito di copie delle mie Quattro Cose Più Pazzesche Sull'Universo» (qui Chown fa del suo meglio per rendere comprensibile un concetto non proprio intuitivo)]
Il secondo link punta a un articolo di Ali Sundermier pubblicato su ScienceAlert, dal titolo 99.9999999% of your body is empty space (Il 99,9999999% del tuo corpo è spazio vuoto), che affronta la questione in maniera un po' più dettagliata... non senza un pizzico d'ironia.
Certi giorni ti potresti sentire una persona piuttosto di sostanza. Magari hai un sacco di amici, o un lavoro importante, o un'auto veramente grossa.
Ma potrebbe ridimensionarti sapere che tutte queste cose – i tuoi amici, il tuo ufficio, la tua auto veramente grossa, tu stesso, e anche tutto ciò che si trova in questo incredibile, vasto Universo – sono quasi interamente, al 99,9999999%, spazio vuoto.
La situazione è questa. Come ho già scritto in un articolo per la pubblicazione di fisica delle particelle Symmetry, la dimensione di un atomo è governata dalla posizione media dei suoi elettroni: quanto spazio c'è tra il nucleo e il guscio esterno amorfo dell'atomo.
I nuclei sono circa centomila volte più piccoli rispetto agli atomi nei quali sono alloggiati.
Se il nucleo avesse le dimensioni di una nocciolina, l'atomo avrebbe all'incirca le dimensioni di uno stadio di baseball. Se perdessimo tutto lo spazio vuoto all'interno dei nostri atomi, ciascuno di noi potrebbe stare dentro una particella di polvere, e l'intero genere umano starebbe nel volume di una zolletta di zucchero.
Allora da dove proviene tutta la nostra massa?
Energia! Ad un livello piuttosto elementare, siamo tutti fatti di atomi, i quali sono fatti di elettroni, protoni e neutroni.
E ad un livello ancora più elementare, o forse il livello più elementare in assoluto, quei protoni e neutroni, i quali costituiscono la maggior parte della nostra massa, sono formati da un trio di particelle fondamentali chiamate quark.
Ma, come ho spiegato in Symmetry, la massa di questi quark rappresenta solo una piccola percentuale della massa dei protoni e dei neutroni. E i gluoni, che tengono insieme questi quark, sono completamente privi di massa.
Molti scienziati ritengono che quasi tutta la massa del nostro corpo derivi dall'energia cinetica dei quark e dall'energia di legame dei gluoni.
Quindi, se tutti gli atomi dell'Universo sono quasi interamente vuoti, come mai qualsiasi cosa la sentiamo solida?
L'idea di atomi vuoti che si raggruppano insieme, compongono i nostri corpi e gli edifici e gli alberi potrebbe disorientare un po'.
Se i nostri atomi sono per lo più spazio vuoto, perché non possiamo passare attraverso le cose come strane persone fantasma in uno strano mondo fantasma? Perché le nostre auto non cadono attraverso la strada, attraverso il centro della terra, fino all'altro lato del pianeta? Perché le nostre mani non scivolano attraverso altre mani quando diamo il cinque?
È il momento di riesaminare quello che intendiamo per spazio vuoto. Perché, come scopriremo, lo spazio non è mai veramente vuoto. In realtà è pieno di una quantità di roba buona, comprese funzioni d'onda e campi quantistici invisibili.
Puoi pensare allo spazio vuoto in un atomo come potresti pensare a un ventilatore elettrico con pale rotanti. Quando il ventilatore non è in movimento, puoi dire che un sacco di quello che c'è dentro quel ventilatore è spazio vuoto. Puoi infilare in modo sicuro la mano nello spazio tra le pale e muovere le dita nel nulla.
Ma quando quel ventilatore è acceso è tutta un'altra storia. Se sei abbastanza stupido da mettere la mano in quello "spazio vuoto", le pale inevitabilmente gireranno e ci sbatteranno contro... inesorabilmente.
Tecnicamente gli elettroni sono puntiformi, il che significa che non hanno volume. Ma hanno una cosa che si chiama funzione d'onda e che occupa un bel pezzo dell'atomo.
E poiché alla meccanica quantistica piace essere strana e confusa, l'elettrone privo di volume in qualche modo si trova simultaneamente ovunque in quella parte di spazio.
Le pale del ventilatore sono simili agli elettroni che sfrecciano intorno all'atomo, occupando porzioni di spazio con le loro funzioni d'onda. Si tratta di un doloroso promemoria del fatto che quello che potrebbe sembrare spazio vuoto possiamo percepirlo come abbastanza solido.
Non hai mai toccato veramente qualcosa nella tua vita.
Sei seduto per questo? Beh, non lo sei davvero. Il tuo sedere non sta realmente toccando la sedia sulla quale sei seduto. Dal momento che il nocciolo dei tuoi atomi è confinato nei nuclei, quando "tocchi" qualcuno (o qualcosa), non stai effettivamente sentendo i suoi atomi.
Quello che senti è la forza elettromagnetica dei tuoi elettroni che spinge via i suoi elettroni.
Ad un livello molto, molto tecnico, in effetti non sei seduto su quella sedia. Sei sempre leggermente in bilico sopra di essa.
Quindi, per concludere: il tuo importantissimo corpo umano è in realtà solo una sorta di, in un certo senso, ingannevole collezione di spazi vuoti su un pianeta vuoto in un Universo vuoto. Ma almeno hai una grossa auto.

lunedì 30 gennaio 2017

Il grande cuore di Arisa

Il bilancio definitivo del disastro di Rigopiano è stato di 11 superstiti – i salvataggi andati a buon fine nei primi giorni avevano prodotto l'illusione che tutte o quasi le persone intrappolate nel resort travolto dalla valanga potessero essere sopravvissute – e 29 vittime, tra le quali una coppia di Castel Frentano: Luciano Caporale (52 anni) e Silvana Angelucci (48), entrambi parrucchieri. Nei giorni scorsi su Facebook ha iniziato a circolare il video qui sotto...



... accompagnato da queste parole.
È un video struggente che il figlio dei due parrucchieri di Lanciano,vittime della strage del Rigopiano,sta facendo girare in rete per ricordarli così,felici e sorridenti in un altro viaggio verso la loro sempre amata montagna..
Ha chiesto che il video venga divulgato e diventi virale,perché il ricordo di due persone eccezionali come i suoi genitori possa essere condiviso da tantissime persone..
Nel filmato si vedono i coniugi Caporale che, durante un viaggio in auto, intonano felici e spensierati un brano di Arisa che sinceramente non avevo mai sentito (loro invece dovevano essere dei veri fan della cantante lucana): L'amore della mia vita, tratto dall'album Guardando il cielo.
Ieri Arisa, vestita in modo semplice e per nulla appariscente, come una qualsiasi donna della sua età, ha preso parte ai funerali della coppia senza tanti clamori, ma ad un certo punto si è messa a cantare a cappella con voce commossa ma ferma, da eccellente professionista qual è, la canzone che tanto piaceva a Silvana e Luciano. L'ha fatto in modo talmente umile e dimesso che quasi nessuno si è accorto della sua presenza: la maggior parte degli astanti ha immaginato che quella voce angelica provenisse da un CD.



Oltre ad essere una bravissima artista, dotata di una delle più belle voci femminili attualmente sulla piazza, rendendo omaggio ai coniugi Caporale Arisa ha dimostrato di essere anche una bella persona, magari un po' fragile – lo dimostrano certi suoi comportamenti – ma dal cuore grande. E poco importa se sui social gente meschina ha definito il suo bel gesto «una mossa di marketing a costo zero», come se 'sta pora donna non chiedesse di meglio che esibirsi a un funerale dopo un evento così tragico. Forza Rosalba, non ti curar di lor, ma guarda e passa! Io che ti apprezzo da sempre ti auguro la splendida carriera e la felicità che meriti. [In una recente intervista Arisa stessa definisce la felicità come «uno stato di grazia: basti a te stesso, vivi nel mondo vedendo il buono in ogni cosa»]

domenica 29 gennaio 2017

Uno che le promesse le mantiene... purtroppo!

Di recente il video del giuramento di Donald Trump è stato ridoppiato per scherzo nei dialetti nostrani: ci ha pensato prima l'abruzzese Fabio CeLenza, poi il bergamasco OL VAVA. Ma, come osservava ieri Massimo Mantellini, non è che ci sia più tanto da scherzare, ahinoi...
Infatti, dopo l'annuncio della costruzione di un muro fra Stati Uniti e Messico a spese dei messicani, che ha suscitato l'ironia del mio amico Vincenzo...


... è arrivato il blocco temporaneo dell'ingresso di immigrati, rifugiati compresi, provenienti da sette Paesi musulmani: Iraq, Sudan, Yemen, Iran, Libia, Somalia e pure la martoriata Siria. Ricostruisco alcuni aspetti salienti della triste vicenda per mezzo di alcuni tweet di Paolo Attivissimo.
L'assurdità nella scelta dei Paesi soggetti al bando viene messa in luce in questa infografica condivisa da Ciro Pellegrino...


... ed è stata presa di mira dal vignettista Mauro Biani.


Meno male che al mondo esiste gente in gamba come il premier canadese Justin Trudeau...


... e il sindaco di Londra Sadiq Khan.


Concludo con un'immagine tratta dalla pagina Facebook A Science Enthusiast che illustra l'insensatezza di certi atteggiamenti di chiusura.


«Il nazionalismo ti incoraggia ad odiare persone che non conosci provenienti da Paesi dove non sei mai stato soltanto perché sei nato da qualche altra parte»

sabato 28 gennaio 2017

Questione di allenamento

Quest'oggi ti propongo il video nel quale lo psicologo Terenzio Traisci svela il "segreto" per affrontare le inevitabili difficoltà della vita quotidiana con lo spirito giusto.


Per tua comodità, ecco la trascrizione del testo...
Sai qual è il sistema gratis per cambiarti la giornata? Trovare una cosa positiva, un lato positivo, perché se sei tesa/o o delusa/o o arrabbiata/o il tuo cervello è fisso sul negativo, perché deve stare attento ad eventuali pericoli, come fosse un radar, e più è fisso più calano le risorse e tendi a generalizzare. Beh... Anche per me non è facile trovare un lato positivo a fine giornata, ma è questione di allenamento: diventi bravo in ciò che fai più spesso. Almeno su questo sei d'accordo? E allora, se passi tutto il tempo e le energie a pensare agli errori, alle paure, alle delusioni, alle discussioni, che risultati hai ottenuto finora? Nessuno. E ti stai allenando a fare una cosa che non ti aiuta, non ti serve; piuttosto allenati così.
P.S.: Anticipo possibile obiezione: "sagra delle banalità". OK, vero, ma è più facile trovare lati positivi sulle cose banali che su quelle complesse, che richiedono grandi sforzi. Ed è mille volte meglio che passare una vita sulle banalità negative, che ti fanno pure star male. Quindi...
  1. Sei arrivata/o a fine giornata nonostante tutto e tutti = sei ancora viva/o, e domani puoi giocartela ancora.
  2. Hai tutta casa da pulire = hai una casa. C'è gente che in pochi secondi ha perso tutto.
  3. Hai panni da lavare = hai dei vestiti.
  4. Hai del lavoro da finire = hai un lavoro.
  5. Hai discusso con un amico o con un familiare = hai qualcuno. C'è chi non ha più nessuno, nemmeno per un sorriso.
  6. Hai qualche acciacco = hai dei segnali del tuo corpo che puoi ancora ascoltare e provare a rimediare.
E tu per cosa ringrazi oggi? Buona scelta :):
Nei casi più difficili si consiglia di assumere qualche compressa di FUKITOL, la cui pubblicità (fasulla) puoi vederla qui sotto. Da dove deriverà il nome di questo miracoloso ritrovato? Mah, io una mezza idea ce l'avrei... ;-)

venerdì 27 gennaio 2017

#giornodellamemoria

Oggi, 27 gennaio, anniversario del giorno del 1945 in cui le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, si celebra il Giorno della Memoria in commemorazione delle vittime dell'Olocausto.
Enrico Mentana ha spiegato in maniera eccellente come all'epoca tanti, troppi italiani siano stati indifferenti se non complici nei confronti di quell'orrore.
Quando arriva il Giorno della Memoria penso al misero destino del nostro paese, costretto a ricordare per legge quello che non avrebbe mai dovuto dimenticare. E invece lo ha dimenticato da subito: quando i pochi sopravvissuti tornarono dai campi nessuno li ascoltò, e per un buon motivo. A propiziare la loro individuazione ed emarginazione erano state ancora in tempo di pace le leggi dello stato italiano, a cui nessuno si era ribellato.Gli ebrei italiani vennero schedati, privati del lavoro, messi ai margini della società. Quando poi i tedeschi invasero il paese furono tanti altri italiani, zelanti e servili, a indicarli ai nazisti, a organizzare e premiare le delazioni, a spartirsi il frutto degli espropri, a chiudere gli occhi davanti al loro invio nelle carceri, nei campi di internamento, e poi verso i vagoni che li portarono allo sterminio. Nessun italiano, ripeto nessun italiano ha mai pagato per tutti questi atti. I tanti volenterosi complici dello sterminio hanno continuato a vivere senza pene né pentimenti. Non esiste alcun libro di memorie in cui si ammettono le colpe per anche un solo singolo episodio. Dall'indomani del 25 aprile tutti furono ex partigiani e antifascisti. Dopo il processo Eichmann, all'inizio degli anni 60, il mondo dovette per forza prendere atto di cosa fu la Shoah: ma in Italia l'interdetto su quel che la propiziò continuò, e continua tuttora. Anche quest'anno a ricordare saranno solo gli ebrei, i pochi sopravvissuti e i loro eredi o correligionari: come degli alieni, rappresentanti di una delle due specie estinte, quella con le divise a righe e la stella di Davide; l'altra, con le uniformi nere, i nazisti. Dovremmo essere noi a ricordare, senza delegare le vittime a farlo: col risultato poi di sentir dire, "che palle sti ebrei che parlano sempre e solo di Auschwitz"
E Natalino Balasso ha condiviso l'immagine del biglietto scritto da un vile delatore: oggi è facile condannarlo senza esitazioni, ma all'epoca in tanti, troppi avrebbero fatto lo stesso se solo ne avessero avuto l'occasione.


Si racconta che un preside di liceo americano avesse l'abitudine di scrivere, ad ogni inizio di anno scolastico, la seguente lettera ai suoi insegnanti.
Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con  veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università. Diffido – quindi – dall’educazione. La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.
Oggi Massimo Polidoro ha parlato del Binario 21, quello dal quale partivano da Milano i deportati ebrei senza conoscere la destinazione del viaggio, mentre il dottor Salvo Di Grazia ha riproposto un articolo scritto tempo fa sulle atrocità commesse dal suo (ahimè) collega Josef Mengele, l'"angelo della morte" dei nazisti. Passando al fascismo e a Mussolini, che ha reso l'Italia complice del nazismo, Rosario Dello Iacovo si è preso la briga di confutare alcune delle "cose buone" che a detta di molti avrebbe fatto il Duce.
L'autrice satirica Lia Celi ha deciso di celebrare anche quest'anno il Giorno della Memoria postando per tutta la giornata su Facebook solo battute di autori di origine ebraica, al grido di «Umorismo come resistenza umana». Ecco alcune delle battute migliori che ha pubblicato finora.
Se domani non sarai una persona migliore di oggi, a che ti serve il domani?
(Rabbe Nachman di Breslov)
Che le tue pene possano durare quanto i tuoi buoni propositi di inizio anno!
(Joey Adams)
Ah sì? L'aereo è il mezzo più sicuro? E' per questo che l'aeroporto si chiama "terminal"?
(Gad Elmaleh)
Il migliore dei medici va in Purgatorio.
(Talmud)
Un autodidatta di solito ha un cattivo maestro e un pessimo allievo.
(Henny Youngman)
Sembrerà esagerato sostenere che i migranti sono i nuovi ebrei, e in effetti lo è, perché le due situazioni presentano notevoli differenze... ma non è che l'atteggiamento della gggente sia cambiato di molto in tutti questi decenni: lo ricorda questa vignetta di A Panda piace, che lancia l'hashtag #pernondimenticareSEMPRE in alternativa a #pernondimenticare.


E sì, perché della Giornata della Memoria tutt'al più ci si ricorda intorno al 27 gennaio e poi basta, come messo in evidenza da Pier Luca Santoro...


A proposito di migranti, quelli di Medici senza Frontiere si sono premurati di sfatare le dieci leggende più diffuse sulla migrazione: «Ci portano le malattie», «Li trattiamo meglio degli italiani», «Aiutiamoli a casa loro», «Hanno pure lo smartphone», «Vengono tutti in Italia. Sono troppi!», «Sono tutti uomini giovani e forti», «Ci rubano il lavoro», «Non scappano dalla guerra», «Sbarcano i terroristi», «Sono pericolosi».
[L'immagine che apre il post l'ho presa da @Mss_merin]

giovedì 26 gennaio 2017

La sofferenza (non) rende più forti

Di recente sulla pagina Facebook Madame Connasse – che, detto per inciso, se mastichi un pochino di francese ti consiglio senz'altro di seguire, perché la trovo deliziosa – ho letto la citazione qui sotto, attribuita allo scrittore francese Jean-Christophe Grangé, autore fra l'altro del libro dal quale è stato tratto il film I fiumi di porpora, e tratta dal suo romanzo Le passager, in italiano Amnesia.

«Tout ce qui ne me tue pas me rend plus fort». C'était une connerie. Du moins dans son acception banale et contemporaine. Au quotidien, la souffrance n'endurcit pas. Elle use. Fragilise. Affaiblit. L'âme humaine n'est pas un cuir qui se tanne avec les épreuves. C'est une membrane sensible, vibrante, délicate. En cas de choc, elle reste meurtrie, marquée, hantée.
che tradotto in italiano vuol dire...
«Tutto quello che non mi uccide mi rende più forte». Era una stronzata. Almeno nella sua accezione banale e contemporanea. Nella vita quotidiana, la sofferenza non rafforza. Essa consuma. Rende fragili. Indebolisce. L'anima umana non è una pelle che viene conciata con le prove. È una membrana sensibile, vibrante, delicata. In caso di choc essa rimane ferita, segnata, perseguitata.
L'autore fa riferimento alla celebre citazione di Friedrich Nietzsche «Quello che non mi ammazza mi rende più forte», interpretandola però in modo abbastanza diverso rispetto all'accezione più diffusa, ovvero che le difficoltà rappresentano un'opportunità per crescere e maturare. E devo ammettere che il punto di vista espresso da Grangé rappresenta un valido spunto di riflessione...

mercoledì 25 gennaio 2017

Venditori di finti miracoli

Ieri il medico Salvo Di Grazia ha raccontato nel suo blog MedBunker la storia vera di Claudio – il nome è di fantasia – al quale nel 2012 era stato diagnosticato un tumore al fegato che lui, rifiutando le terapie messe a punto dalla medicina ufficiale, credeva di aver sconfitto affidandosi a tutta una serie di rimedi alternativi: la dieta Gerson, il metodo Pantellini, la dieta alcalina, il bicarbonato, i clisteri di caffè e persino il ripugnante metodo Ashkar, o metodo dell'assorbimento dell'infezione neutrale, che consiste nel porre un cece in una ferita autoprovocata di modo che il legume assorba gli agenti cancerogeni (!). Claudio aveva anche iniziato a vendere i rimedi in cui credeva, e godeva di un certo seguito sui social network. Purtroppo, senza un trattamento scientificamente fondato, il male da cui Claudio era affetto è progredito fino a costringerlo alla resa. In base agli elementi forniti da Di Grazia, che non ha voluto fare nomi, credo di essere risalita alla notizia del decesso sul Resto del Carlino.
Concludo riportando la frase finale dell'articolo di Linkiesta.it che passa in rassegna le varie cure alternative contro il cancro, prendendo spunto dal vademecum dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sulle cosiddette "cure miracolose": «Diffidate di ogni trattamento propagandato come cura miracolosa: se sembra troppo bello per essere vero... probabilmente è perché non è vero».

martedì 24 gennaio 2017

Chiamiamo le cose con il loro nome

Tre giorni fa il giornalista Massimo Gramellini si è congedato dopo ben ventotto anni dai lettori de La Stampa – d'ora in poi lavorerà al Corriere della Sera – e il suo posto alla guida della rubrica quotidiana Buongiorno è stato preso da Mattia Feltri. Ebbene sì, il nome della rubrica è rimasto lo stesso, e pure il link e il feed RSS non sono cambiati; il primo indizio dal quale si può notare che c'è qualcosa di nuovo è la firma (oltre alla minuscola fotografia). Trovandomi d'accordo con il commento di un utente che, a proposito di questo passaggio di consegne, osservava «che senso ha far scrivere una rubrica "personale" come il buongiorno a un'altra persona? piuttosto inventate una nuova rubrica...anche per rispetto dei lettori», ero quasi intenzionata a rimuovere l'iscrizione al feed... ma poi stamattina è uscito il primo Buongiorno della nuova gestione, e per quanto preferissi lo stile di Gramellini, che è più semplice e meno ricercato – ammetto che il termine mendacio usato dal Feltri junior non l'avevo mai sentito – l'articoletto dal titolo Fatti alternativi non mi è dispiaciuto. L'argomento è analogo a quello trattato da Daria Bignardi nel suo spazio settimanale su Vanity Fair, e pure lo spunto è lo stesso: Donald Trump e il numero di persone che hanno assistito al suo insediamento.


[Fonte: USA TODAY]
Insomma, in entrambi i casi entra in gioco la tanto discussa post-verità... e a tal proposito mi va di concludere citando @insopportabile:
Post verità, fatti alternativi. Eppure siamo grandi, basterebbe chiamarle con il loro nome: bugie.

lunedì 23 gennaio 2017

Four years: the countdown has started

Venerdì scorso ha avuto luogo l'inesorabile insediamento di Trumpusconi. Era scontato che le similitudini fra il tycoon statunitense e il suo omologo de noantri venissero messe in luce da chiunque (o quasi) faccia satira: ad esempio Scie Comiche per Satiraptus...


... Sciamano, sempre per Satiraptus...


... e Ciccio Alcamo per CoL-Lateral.


Nel corso dell'Inauguration Day il fotografo ha colto i coniugi Trump e la famiglia Obama in atteggiamenti abbastanza eloquenti...


[A proposito, il vestito indossato da Melania Trump non ti ricorda qualcosa? Dai, è sorprendentemente simile alle stilosissime uniformi indossate dalle studentesse dell'Accademia di Beauxbatons presenti al Torneo Tremaghi in Harry Potter e il Calice di Fuoco!]


Trump non ha fatto in tempo ad insediarsi ed ha subito iniziato a smantellare quanto di buono fatto dal suo predecessore, come rimarcato da Cesare Di Trocchio, di nuovo per Satiraptus. :-(


[Qui si allude ai rapporti burrascosi dell'esponente pentastellato Luigi Di Maio con il congiuntivo, e al tweet da lui postato per congratularsi con il neopresidente]
Contro Trump sono già scese in piazza centinaia di migliaia di persone, donne ma non solo; Paolo Ruffini ha selezionato i 10 migliori cartelli esposti dalle manifestanti alla Marcia delle donne.

sabato 21 gennaio 2017

#jesuisarrosticino

In Italia è esplosa la polemica dopo che sulla pagina Facebook del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, la cui redazione due anni fa è stata decimata da un brutale attentato terroristico, è stata pubblicata la discutibile vignetta qui sotto, dedicata al disastro di Rigopiano.


«Italia – La neve è arrivata», recita la didascalia; «Non ce ne sarà per tutti!», annuncia festante la Morte. Chi ha apprezzato la vignetta sostiene che l'autore abbia voluto prendersela con chi ha permesso che l'Hotel Rigopiano venisse costruito dove e come non avrebbe dovuto, oppure con i ritardi nei soccorsi, o chissà che altro... ma anche se me la spiegano, mi spiace, non mi arriva. Non dico che non mi fa ridere, perché la satira non deve necessariamente far ridere, è proprio che me ne sfugge il senso: questa vignetta mi pare addirittura peggiore rispetto alla "lasagna" coi morti di Amatrice, contro la quale scrisse una recensione negativa pure Gabriele D'Angelo, il dipendente dell'Hotel Rigopiano nonché volontario della Croce Rossa che è tra le vittime finora accertate del disastro sul Gran Sasso.
La nuova vignetta ha scatenato numerose reazioni anch'esse in forma grafica: da quella di Antonio Di Leonardo...


[Ngulammammet, che eviterò di tradurre dall'abruzzese, è l'insulto che si è giustamente meritato pure Matteo Corradini dei The Pills]


... a quella di Emiliano Sabatini...


... che fa il paio con questa...


 ... ma la meglio riuscita mi sembra quella di Ghisberto.


[UPDATE: Avendo dato uno sguardo alle altre sue vignette, grondanti sessismo, razzismo e populismo di infima Lega, escludo categoricamente di poter mai mettere "Mi piace" alla sua pagina]
In generale, qual è il modo giusto di porsi nei confronti della satira? Come al solito la retta via ce la indica, con il suo buonsenso, l'esimio Enrico Mentana...
Abbiamo imparato che si può sperare contro ogni evidenza, che si può superare ogni inefficienza, che si può dare il peso che merita (cioè zero) a ogni bufala o raglio. Vale anche per la vignetta di Charlie Hebdo. Chi se ne frega, non cambia niente. Successe già l'estate scorsa, per Amatrice, e il discorso è uguale adesso: fanno satira anche sui nostri valori e sentimenti più sacri, sono così da sempre. I terroristi due anni fa li "punirono" proprio per questo. In tanti hanno detto o scritto allora "Je suis Charlie", in nome della libertà di satira, e oggi in tanti si indignano. Non c'è incoerenza: hanno la libertà di fare una vignetta orrenda. Resta la loro libertà, resta il nostro orrore. Maiora premunt

venerdì 20 gennaio 2017

Col cuore in gola per #Rigopiano

Giorni fa, parlando delle abbondanti nevicate che stavano interessando l'Abruzzo, avevo accennato al fatto di aver trascorso due giorni in un centro benessere a Rigopiano, frazione di Farindola (PE), per festeggiare il compleanno. Ovviamente, come peraltro si poteva desumere dal link al sito (che al momento dà luogo a un errore 403 Forbidden), si trattava dell'Hotel Rigopiano, lo stesso che due giorni fa è stato travolto da una gigantesca slavina: stento a riconoscere nei locali invasi da neve e detriti gli ambienti da sogno dove mi rilassavo la primavera scorsa. Gli eroici soccorritori – merita una menzione il maresciallo della Guardia di Finanza Lorenzo Gagliardi – sono ancora al lavoro, in condizioni difficilissime e lottando contro il tempo, per estrarre le vittime; anche se fino a poche ore fa sembrava insensato sperarlo, sotto le macerie ci sono almeno sei superstiti. Forza!!!
Davanti a una tragedia simile, che ha colpito un posto dove ero stata giusto l'anno scorso trovandomi benissimo, sono rimasta senza fiato. Tante persone che come me avevano deciso di concedersi una parentesi da favola in un posto esclusivo, e che magari si sentivano relativamente al sicuro lì dentro – per quanto alcuni ospiti fossero intenzionati ad andarsene... e l'avrebbero fatto, se solo lo spazzaneve richiesto per liberare la strada fosse arrivato nei tempi previsti – sono state sorprese dalla più assurda delle disgrazie.
Prima che venisse resa nota l'inaspettata notizia della presenza di superstiti, il più bel messaggio di speranza l'aveva dato la notizia che Lupo e Nuvola, i due magnifici esemplari di pastore abruzzese che erano le mascotte del resort nonché i protagonisti delle foto più belle pubblicate nella relativa pagina Facebook, hanno raggiunto sani e salvi la contrada di Villa Cupoli, frazione di Farindola. Nulla si sa ancora, purtroppo, dei loro splendidi cuccioli.


L'altro giorno un mio contatto, riportando la notizia che due persone erano state estratte vive da un edificio crollato per effetto del terremoto a Castiglione Messer Raimondo, ha commentato con enfasi «Grazie a Dio». Quasi quasi avrei voluto domandargli come mai "il suo Dio" non è intervenuto per scongiurare il disastro di Rigopiano, salvando ben più di due persone; al momento sono quattro i morti accertati, oltre a una ventina di dispersi. Io sono credente, ma credo anche che ringraziare Dio quando le cose vanno per il meglio, limitandosi a dire «È stata la Sua volontà» quando invece capita una disgrazia, equivalga a nominarLo invano. Succede quotidianamente di constatare quanto sia ingiusta la vita terrena: a ottime persone accadono le peggiori sciagure, mentre troppo spesso autentici delinquenti se la passano alla grande. Beato chi riesce a consolarsi con la fiduciosa certezza che tanto i conti verranno regolati nell'aldilà...

giovedì 19 gennaio 2017

We will miss you, Barack and Michelle!

Oggi è l'ultimo giorno di Barack Obama da presidente degli Stati Uniti; da domani gli subentrerà Donald Trump, dal cui mandato non mi aspetto nulla di buono fin dal giorno in cui è stato eletto. In questo post raccolgo alcuni spunti per spiegare perché – pur non ritenendo affatto Obama il migliore dei presidenti possibili per la prima superpotenza mondiale, indubbiamente non proprio all'altezza del Nobel per la Pace che gli è stato conferito nel 2009 – mi mancherà, come mancherà a tantissime persone come me (non certo al vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, il cui post non merita alcun commento)... e mi mancherà pure la sua consorte Michelle, alla quale lo lega una lunga storia d'amore raccontata da TIME con una bella galleria di immagini. La futura first lady Melania forse le sarà superiore dal punto di vista dei canoni estetici tradizionali – anche se nelle foto scattate da Annie Leibovitz trovo che Michelle sia splendida – ma, a parte scopiazzare in maniera imbarazzante, non è chiaro cosa sia in grado di fare la modella slovena naturalizzata statunitense. E poi ha costantemente sulla faccia la tipica espressione di chi ti ha visto da qualche parte ma non riesce a ricordarsi dove (via 9GAG)...


Puoi riguardare qui il toccante discorso tenuto da Michelle Obama alla convention democratica del 2016, mentre i suoi otto anni da first lady sono condensati in questo video di addio. Perché addio, poi? Magari tra un po' ce la ritroviamo come secondo presidente afroamericano e prima presidente donna, chi lo sa; secondo me ha tutte le carte in regola per aspirare a diventarlo. In fondo sognare non costa nulla! :-)
Gli otto anni di presidenza Obama si potrebbero riassumere con una selezione di alcuni tra i due milioni di scatti realizzati dal fotografo ufficiale della Casa Bianca Pete Souza; c'è anche un video.
Il giorno stesso dell'elezione di Trump, il presidente uscente ha tenuto un discorso per rassicurare e tenere unito il Paese, come ogni leader degno di tale nome dovrebbe fare (e come dubito fortemente che saprà fare Trump). Come abbia fatto Obama a spiegare alle figlie adolescenti Malia e Sasha il risultato delle elezioni presidenziali e gli episodi di violenza che sono seguiti, lo racconta questo articolo.
Il primo incontro fra Obama e il presidente eletto Trump, a giudicare dall'espressione e dalla postura degli interessati, come primo appuntamento è stato un autentico fiasco! ;-) (via @wowties)


Le immagini qui sotto le ho trovate su Facebook accompagnate dalle seguenti parole: «Quando qualcuno vi chiederà la differenza tra un maschio ed un uomo mostrategli questa foto».


Ma io Trump non lo biasimo più di tanto: ci tiene troppo a preservare la vaporosa messa in piega... ;-)
Su Twitter ‏@timgostony ha immaginato che Obama potesse dimettersi con un giorno di anticipo per far sì che il suo vice Joe Biden divenisse il quarantacinquesimo presidente e quindi tutti i cappellini, le magliette e quant'altro realizzati dai supporter di Trump per omaggiare lui come quarantacinquesimo presidente, appunto, fossero in pratica da buttare.
Obama should resign a day early to make Biden the 45th President just to ruin all of Trump's merchandise
Sarebbe una trollata mica male... ma dubito che Obama lo farà davvero, mannaggia! ;-)
[Un'altra eventualità epica avrebbe luogo se lui e Michelle si rifiutassero di cedere ai loro successori l'accesso ai rispettivi account Twitter, @POTUS e @FLOTUS]
Per versare qualche lacrimuccia, ecco un estratto dell'ultimo discorso di Barack come presidente e di Michelle come first lady.
La striscia disegnata dal vignettista Gustavo Viselner per illustrare l'uscita degli Obama dalla Casa Bianca mi ha fatto venire il magone...


Mi ha fatto invece sorridere il tweet nel quale ‏@Ty_il_nano immagina l'ingresso dei coniugi Trump nel celeberrimo Studio Ovale:
Io Trump e Melania alla Casa Bianca me li immagino tipo Ivano e Jessica di Verdone:
- Amò 'nvedi come è ovale sto studio
- Mmazza che strano
Un buon numero di attori – tra cui Emma Stone, Natalie Portman, Amy Adams, Matthew McConaughey e Chris Pine, per citare solo i più famosi – si è preparato all'insediamento di Trump cantando la hit I Will Survive. L'importante è crederci, che sopravvivremo... ;-)
Speravi che Trump potesse compensare la sua inadeguatezza circondandosi di collaboratori all'altezza della situazione? Beh, guardando le vignette nelle quali Matt Lubchansky presenta la squadra di Trump, non c'è da essere ottimisti...


Il regista e scrittore Michael Moore, che aveva pronosticato la vittoria di Trump quando ancora nessuno o quasi ci avrebbe scommesso un centesimo, in seguito ha invitato i democratici americani ad organizzare un apparato in grado di raccogliere i capi d'accusa nei confronti di Trump non appena violerà il suo giuramento e infrangerà la legge – Moore pare abbastanza certo che succederà – per giocare la carta dell'impeachment.

mercoledì 18 gennaio 2017

Procurati allarmi

Rispetto a tutte le calamità che stanno affliggendo in questi giorni l'Abruzzo – alle abbondanti nevicate che hanno lasciato interi paesi senza corrente elettrica e ai diluvi talmente forti da allagare le strade di Pescara si è aggiunta oggi una sequenza di scosse sismiche di un'intensità tale da sconcertare gli stessi sismologi – l'esondazione del fiume Pescara è tutto sommato la meno grave, ma mi offre lo spunto per parlare della facilità con cui circolano le bufale. Oggi, verso mezzogiorno e mezzo, una persona ha inviato a un gruppo WhatsApp di cui faccio parte il messaggio seguente:
Sindaco di Pescara(vale anche per la città di Montesilvano):
A causa dell'esondazione del fiume Pescara l'acqua verrà chiusa a causa di una probabile contaminazione delle falde,si raccomanda di riempire più bottiglie possibili per non rimanerne senza.
Mentre cercavo conferme o smentite sulla fondatezza di questo avviso che comunque mi puzzava di bufala – raccomandano di fare scorta d'acqua potenzialmente contaminata?! Giusto per le pulizie di casa si può usare, non certo per bere o cucinare... – sulla pagina Facebook del Comune di Pescara è stato pubblicato il post seguente:
ATTENZIONE AGLI AVVISI FALSI: L'EROGAZIONE ACQUA NON è INTERROTTA [Quasi quasi vado a fargli lezione sul modo in cui si digitano le maiuscole accentate, NdC]
Il sindaco non ha mai chiesto di fare scorte [nella prima versione c'era scritto sporte, ma vabbè ;-) NdC] di acqua
Non c'è alcuna necessità di fare scorte di acqua, né l'erogazione dell'acqua è stata sospesa, Né CI SONO CONTAMINAZIONI A CAUSA DELL'ESONDAZIONE DEL FIUME. Il sindaco non lo ha mai dichiarato
"Anche oggi qualcuno si diverte a diffondere notizie che non hanno fondamento ma solo di aumentare emotività e agitazione - dichiamra [sic] il sindaco Marco Alessandrini - Vi invito a tenere fede a notizie certe, ad attingerle direttamente dalle fonti ufficiali, noi diamo aggiornamenti in tempo reale e provvederemo a rivolgerci alle autorità per chI diffonde allarmi inno trovati [immotivati, forse? NdC] alla popolazione".
Un altro avviso infondato che è andato in giro oggi è questo:
Avviso, dieci minuti fa hanno aperto la diga di Piani d'Orta sul Pescara. [In realtà era la diga di Penne che è stata aperta, NdC] Piena in arrivo. Evitate Megalò e ovviamente Pescara...
Chi l'ha condiviso afferma di aver chiamato i carabinieri delle località limitrofe e anche i municipi per avere conferma della veridicità della notizia e, non avendo ricevuto risposta, per sua stessa ammissione «Nel dubbio ho condiviso». Tanto che vuoi che sia, un po' di procurato allarme?!

martedì 17 gennaio 2017

Per fare grandi cose, ci vuole tempo!

L'altroieri mi è capitato di guardare, nella pagina Facebook Higher Perspective, un video che ho trovato di grande ispirazione in questo momento della mia vita. È costituito da alcune foto che fanno da sfondo al testo di un'illuminante favoletta, del quale riporto qui di seguito la traduzione.
Un'elefantessa e una cagnetta rimasero incinte nello stesso momento.
Pochi mesi dopo la cagnetta diede alla luce sei cuccioli.
Sei mesi più tardi la cagnetta era di nuovo incinta, e dopo qualche mese diede alla luce altri sei cuccioli.
La cosa andò avanti per un po'...
Dopo quasi due anni la cagnetta si avvicinò all'elefantessa per domandarle: «Sei sicura di essere incinta? Siamo rimaste incinte nello stesso giorno, io ho dato alla luce una dozzina di cuccioli che ora sono diventati grandi. Eppure tu sei ancora incinta. Cosa sta succedendo?».
L'elefantessa rispose: «Voglio che tu capisca una cosa. Quello che io porto in grembo non è un cagnolino, ma un elefante. Io do alla luce solo un elefante, in due anni. Quando mio figlio colpisce il suolo, la terra lo sente. Quando mio figlio attraversa la strada, gli esseri umani si fermano a guardarlo con ammirazione. Quello che io porto in grembo attira l'attenzione. Quindi quello che sto portando in grembo è grande e potente».
Non paragonare te stesso agli altri!
Non scoraggiarti solo perché non ottieni subito ciò che vuoi.
Sappi sempre che il tuo momento arriverà!
[Per la cronaca, per tutte le razze canine il periodo di gestazione è di circa 62 giorni e vengono alla luce da 1 a 10 piccoli a seconda della taglia dell'animale; la gestazione della femmina di elefante dura circa 21 mesi e viene partorito un "piccolo" che alla nascita pesa circa 120 kg, mentre i parti gemellari sono molto rari e interessano meno del 2% delle nascite]
Insomma, questa storiella mi rassicura sul fatto che arriverà il mio momento di "partorire" grandi cose – in senso metaforico... non sto parlando di maternità, non necessariamente – ma non voglio che questo diventi un alibi per metterci più tempo del dovuto: ne ho trascorso fin troppo invano, e adesso il desiderio di "quagliare" è più forte che mai! :-)
[L'immagine che apre il post è uno screenshot di questo video, che documenta la sorprendente amicizia tra l'elefante Bubbles e il cane Bella]

lunedì 16 gennaio 2017

Ridefinire il concetto di "sbagliato"

Come ricordatomi una settimana fa dal fido Timehop, sono trascorsi poco più di tre anni da quando pubblicai una piccola selezione di risposte ai test scolastici tanto sbagliate quanto brillanti... ed è giunto il momento di arricchire la raccolta! Lo spunto questa volta me l'ha offerto BrightSide con l'articolo How to Answer Questions on an Exam When You Don’t Know Anything (Come rispondere alle domande di un esame quando non sai nulla). Enjoy!
Cominciamo da una semplificazione un tantino spericolata.


In un certo senso non fa una grinza: in inglese six è proprio il nome del numero 6... ;-)


Bob ha 36 barrette di cioccolato. Ne mangia 29. Che cos'ha adesso? Il diabete... Bob ha il diabete!


«In che modo la Colombia potrebbe risolvere il problema delle guerriglie che cercano di controllare il Paese?». «Se un Paese non riesce a risolvere il problema, come potrei farlo io?». Oh, quando uno c'ha ragione, c'ha ragione... :-)


Dopo l'ascesa al trono, la prima cosa che fece la regina Elisabetta II fu... sedercisi!


Descrivi la relazione tra Socrate e la filosofia usando un disegno. Una relazione d'ammmore... <3


Questo qui deve aver capito male: cell plant vuol dire cellula vegetale, non cella per piante! ;-)


Cosa illustra il diagramma sopra? La teoria evoluzionistica di Lamarck o quella di Darwin, i principi di Malthus oppure la teoria di Lyell? Macché... dimostra solo che le giraffe sono delle creature senza cuore! ;-)


Per chi si affida sempre e comunque alla religione, Gesù è la risposta ad ogni domanda!


Infine, per scongiurare il rischio di un voto inferiore al massimo, si può cercare di intimorire il docente con il disegno di un ninja...

domenica 15 gennaio 2017

Il più grande amore nato sulla terra

[In questo post racconto un altro tipico esempio di serendipità :-)]
Il mese scorso mi è capitata una roba piuttosto curiosa: mi è arrivata la notifica che avevo ricevuto una nuova risposta a una domanda da me posta su Yahoo! Answers. Cos'è 'sta storia?! Sono ANNI che non posto un quesito da quelle parti... [C'era un tempo in cui sottoponevo alla community i dubbi più disparati, dopodiché si vede che ho imparato a usare Google come si deve ;-)] E infatti la domanda in questione risaliva a una decina d'anni fa; strano che sia arrivata una nuova risposta, dal momento che le domande risolte vengono chiuse e in teoria non potrebbero ricevere altre risposte. Mah, chissà com'è stato possibile... Ho il sospetto che possano entrarci in qualche modo i problemi di sicurezza che hanno afflitto Yahoo! lo scorso anno, e in seguito ai quali le modalità di accesso agli account sono state rese più rigide e macchinose. Uhm, gatta ci cova... Ma vabbè, venendo al dunque, la risposta in questione era la seguente:
Fra tutti i cuori che battono al mondo hai scelto il mio tu buona stella del mese della rosa, in accordance to le contrade di troppi ricordi giravo io tra le tue braccia mi sento a casa. Dai, chiudi gli occhi e lasciati andare il nostro letto è una barca sul mare, dimmi che non cambieremo nel p.c.. che mi amerai are obtainable in questo momento. Io e te, io con te diventati grandi insieme tra speranze rabbia e sogni, eravamo niente ora siamo il più grande amore nato sulla terra. Fra sconfinate foreste di mani hai stretto le mie, gli altri non sanno cosa hanno perso calmi cortili inondati di sole e nuove allegrie anche il silenzio ha un suono diverso. Ed ho imparato a sapere aspettare a prendere forza da ogni dolore, occhi gitani mi hai preso i pensieri sai che ti ho amato da quando non c'eri. Io e te, io con te gente in %. in questa guerra il più grande amore nato sulla terra. *Vincenzo Spampinato*
Spiazzata dalla sua natura palesemente off topic, d'impulso l'ho segnalata come spam... ma dopo un po' ho voluto tornarci su per capire di cosa si trattasse. Beh, erano alcuni versi, costellati da inspiegabili inesattezze, di una canzone del cantautore siciliano Vincenzo Spampinato, che sinceramente avevo sentito nominare soltanto come autore di brani in gara a Sanremo: Il più grande amore nato sulla terra. L'ho ascoltata e alla romanticona che c'è in me è piaciuta un sacco, a tal punto che ho deciso di riportarne qui di seguito il testo. <3
Fra tutti i cuori che battono al mondo hai scelto il mio
Tu, buona stella del mese della rosa
Per le contrade di troppi ricordi giravo io
Tra le tue braccia mi sento a casa
Dai, chiudi gli occhi e lasciati andare
Il nostro letto è una barca sul mare
Dimmi che non cambieremo nel tempo
Che mi amerai come in questo momento
Io e te
Io e te
Io con te
Diventati grandi insieme
Tra speranze, rabbia, sogni d'Inghilterra
Eravamo niente, ora siamo
Il più grande amore nato sulla terra
Io e te
Oh, io e te
Io con te
Gente in pace in questa guerra
Il più grande amore nato sulla terra
Fra sconfinate foreste di mani hai stretto le mie
Gli altri non sanno che cosa hanno perso
[A questo punto mi è venuta in mente la lettera di un giovane inglese all'ex fidanzato della sua attuale ragazza, NdC]
Calmi cortili inondati di sole e nuove allegrie
Anche il silenzio ha un suono diverso
Ed ho imparato a sapere aspettare
A prendere forza da ogni dolore
Occhi gitani, mi hai preso i pensieri
Sai che ti amavo da quando non c'eri
Io e te
Io e te
Io con te
Diventati grandi insieme
Tra speranze, rabbia, sogni d'Inghilterra
[Fare la rima con terra è un po' un casino ;-) NdC]
Eravamo niente, ora siamo
Il più grande amore nato sulla terra
Io e te
Oh, io e te
Io con te
Gente in pace in questa guerra
Il più grande amore nato sulla terra
Io e te
Io e te
Io con te
Gente in pace in questa guerra
Il più grande amore nato sulla terra
OK, magari non sarà "la più bella canzone d'amore scritta sulla terra", diciamo che non è il massimo dell'originalità... comunque mi ci riconosco abbastanza – i miei versi preferiti li ho evidenziati in grassetto – e poi avevo troppa voglia di raccontare le vie bizzarre che mi hanno portata a scoprirla! [Le vie bizzarre che hanno portato quell'utente a sottoporre la cosa alla mia attenzione, invece, rimarranno probabilmente avvolte nel mistero per l'eternità ;-)]

sabato 14 gennaio 2017

Quei cartoni falZi

Ero ancora piccola quando mi resi conto – ero una bambina piuttosto sveglia, io! ;-) – che molti dei cartoni animati che guardavo all'epoca, per quanto divertenti, non erano per nulla istruttivi su come funzionano realmente le cose nel mondo. Quell'illuminazione infantile ha trovato conferma di recente quando ho letto per la prima volta il testo The Laws of Cartoon Thermodynamics (Le leggi della termodinamica dei cartoni), che è in circolazione almeno dallo scorso decennio... comunque meglio tardi che mai! ;-) Ecco la relativa traduzione.
  1. Qualunque corpo sospeso nello spazio rimarrà nello spazio fino a che non verrà messo al corrente della sua situazione. Daffy Duck scende da un dirupo, aspettandosi ulteriori pascoli. Egli rimane fermo a mezz'aria, facendo un soliloquio irriverente, fino a che non gli capita di guardare in basso. A questo punto il familiare principio di 9,8 metri al secondo quadrato prende il sopravvento.
  2. Qualunque corpo in movimento tenderà a rimanere in movimento fino a che non interviene improvvisamente la materia solida. Che siano sparati da un cannone o durante un inseguimento a piedi, i personaggi dei cartoni animati sono così assoluti nel loro slancio che solamente un palo del telefono o un masso fuori misura può ritardare il loro movimento in avanti. Sir Isaac Newton ha chiamato quest'improvvisa cessazione del movimento la tregua del fantoccio. [?, NdC]
  3. Qualunque corpo che passa attraverso la materia solida lascerà una perforazione conforme al suo perimetro. Chiamato anche la silhouette di passaggio, questo fenomeno è la specialità delle vittime di esplosioni e degli sconsiderati codardi talmente desiderosi di scappare da uscire direttamente attraverso il muro di una casa, lasciando un buco perfettamente ritagliato. La minaccia di puzzole o di un matrimonio catalizza spesso questa reazione.
  4. Il tempo richiesto perché un oggetto cada giù di venti piani è maggiore o uguale al tempo necessario a chiunque lo abbia buttato via per precipitarsi venti piani più sotto e tentare di afferrarlo integro. Tale oggetto inevitabilmente non ha prezzo, e il tentativo di afferrarlo è inevitabilmente vano.
  5. Tutti i principi di gravità sono negati dalla paura. Le forze psichiche sono sufficienti nella maggior parte dei corpi affinché uno shock li spinga direttamente lontano dalla superficie terrestre. Un rumore spettrale o il suono distintivo di un avversario indurranno il movimento verso l'alto, di solito verso un lampadario, la cima di un albero o la cresta di un pennone. I piedi di un personaggio che sta correndo o le ruote di un'auto in corsa non devono mai toccare il suolo, specialmente quando in volo.
  6. All'aumentare della velocità, gli oggetti possono essere in più posti contemporaneamente. Questo è particolarmente vero per i combattimenti molto accesi, in cui la testa di un personaggio può intravedersi mentre emerge dalla nube dei litiganti in diversi posti contemporaneamente. Questo effetto è comune anche tra i corpi che ruotano o vengono strozzati. Un personaggio "strambo" ha la possibilità di auto-replicarsi solo a velocità maniacalmente elevate e può rimbalzare sulle pareti per raggiungere la velocità necessaria.
  7. Certi corpi possono passare attraverso muri solidi dipinti per assomigliare agli imbocchi delle gallerie; altri non possono. Questa incoerenza da trompe-l'œil ha sconcertato generazioni, ma almeno si sa che chiunque dipinga un ingresso sulla superficie di un muro per ingannare un avversario non sarà in grado di inseguirlo in questo spazio teorico. Il pittore è appiattito contro il muro quando tenta di seguirlo nel dipinto. Questo è in definitiva un problema di arte, non di scienza.
  8. Qualunque riordinamento violento della materia felina è temporaneo. I gatti dei cartoni animati possiedono ancora più morti rispetto alle tradizionali nove vite che potrebbero comodamente permettersi. Possono essere decimati, assemblati, allargati, piegati a mo' di fisarmonica, affusolati o smontati, ma non possono essere distrutti. Dopo qualche momento di maledetta autocommiserazione, essi si gonfiano, si allungano, schioccano indietro o solidificano. Corollario: Un gatto assumerà la forma del suo contenitore. [Sarà mica nata da qui, la bufala dei gatti bonsai?, NdC]
  9. Tutto cade più veloce di un'incudine.
  10. Le pistole, non importa quanto potenti, o non importa dove siano puntate, non faranno nient'altro che bruciacchiare la carne, soffiare via piume o risistemare becchi.
  11. Qualunque quantità data di esplosivo spingerà un corpo a miglia di distanza, ma ancora in un solo pezzo, carbonizzato ed estremamente irritato.

venerdì 13 gennaio 2017

Calcola il guadagno

Quest'oggi ti propongo la traduzione del testo riportato in una foto che ho trovato online, e che è mostrato qui accanto.
Insegnare matematica nell'arco di cinquant'anni
Insegnare matematica negli anni '50
Un boscaiolo vende un carico di legname per 100 dollari. Il suo costo di produzione è 4/5 del prezzo. Qual è il suo guadagno?
Insegnare matematica negli anni '70
Un boscaiolo vende un carico di legname per 100 dollari. Il suo costo di produzione è 4/5 del prezzo oppure 80 dollari. Qual è il suo guadagno?
Insegnare matematica negli anni '80
Un boscaiolo vende un carico di legname per 100 dollari. Il suo costo di produzione è 80 dollari. Ha ottenuto un guadagno? Sì o no.
Insegnare matematica negli anni '90
Un boscaiolo vende un carico di legname per 100 dollari. Il suo costo di produzione è di 80 dollari e il suo guadagno è di 20 dollari. Il tuo compito: Sottolinea il numero 20.
Insegnare matematica negli anni 2000
Un boscaiolo rade al suolo una bella foresta perché è egoista e sconsiderato e non gli importa nulla dell'habitat degli animali o della conservazione del nostro ambiente boschivo.
Egli fa questo in modo tale da poter realizzare un guadagno di 20 dollari. Cosa ne pensi di questo modo di guadagnarsi da vivere?
Argomento per la partecipazione della classe dopo aver risposto alla domanda:
«Come si sono sentiti gli uccelli e gli scoiattoli quando il boscaiolo ha raso al suolo le loro case? (Non ci sono risposte sbagliate. Sentiti libero di esprimere i tuoi sentimenti, ad esempio rabbia, ansia, inadeguatezza, impotenza, ecc.)».
Se dovessi aver bisogno di supporto al termine dell'esame, ci sono dei consulenti a disposizione per assisterti nel tornare ad adattarti al mondo reale.
Mah, non so... Io questo genere di problemi lo risolvevo negli anni '80, ma non mi pare che ci venisse data la pappa pronta o quasi. E mi auguro che la situazione non sia peggiorata come mostrato dall'immagine... che comunque ho trovato carina, ecco perché ho voluto condividerla.

giovedì 12 gennaio 2017

Criminali (ir)recuperabili

A giugno saranno dieci anni che ho pubblicato il mio primo post contro la pena di morte. Da allora non ho minimamente cambiato opinione al riguardo, neanche di fronte al crimine più atroce. E di sicuro non ho esultato quando ho appreso che Dylann Storm Roof, il suprematista bianco responsabile della strage di Charleston avvenuta il 17 giugno 2015 e costata la vita a nove persone tutte afroamericane, verrà giustiziato (che insopportabile contraddizione tra la radice di questo verbo, con quel riferimento alla giustizia, e il suo significato, che ha solo il sapore della vendetta). Per l'occasione il rapper Frankie hi-nrg mc si è giustamente auto-citato ricordando il suo brano Giù le mani da Caino. Riporto anche la traduzione del post di A Science Enthusiast rivolto a chi, al contrario della sottoscritta, è strenuamente a favore della pena capitale: «Anche se ignori i fatti dietro la pena di morte, in pratica quello che stai dicendo è che vuoi che il governo possa uccidere il suo stesso popolo per dissuadere le persone dall'uccidere altre persone. Questo ha senso tanto quanto sculacciare tuo figlio per insegnargli che non si picchia la gente».
Per un giovane che è stato condannato alla pena capitale per un crimine d'odio, ce n'è un altro che per la cosiddetta strage di Utøya in Norvegia, che il 22 luglio 2011 provocò la morte di settantasette persone, sta scontando "appena" ventun anni di reclusione: sto parlando del terrorista Anders Behring Breivik, del cui caso mi sono già occupata qui. Ho fatto di tutto per autoconvincermi che una condanna all'ergastolo, rendendo impossibile al detenuto una reale redenzione, sarebbe stata inammissibile per la cultura scandinava. Ma ammetto che mi sono sentita ribollire un pochino il sangue nelle vene quando l'altroieri ho letto che Breivik ha fatto causa allo Stato norvegese per violazione dei diritti umani in carcere, lamentando di «essere tenuto in isolamento quasi totale, potendo trascorrere solo un’ora al giorno fuori dalla cella. Inoltre, secondo lui, la sua cella sarebbe poco decorata e senza una bella vista, il caffè servito troppo freddo, il burro per il pane troppo poco e non gli sarebbe permesso l’uso della crema idratante», e come se non bastasse è entrato nell'aula dove si svolge il processo facendo ostentatamente il saluto nazista... e allora ho accarezzato il desiderio non dico di vederlo morto, ma che venga recluso in una cella angusta e sfamato solo con pane secco e acqua, almeno fino a quando non manifesterà un qualche segno di ravvedimento. Solo che qui a parlare è la mia pancia, non la mia testa... e, come ha detto il summenzionato Frankie hi-nrg mc rispondendo a un commento, «Con la testa si ragiona: con la pancia si rutta». Più chiaro di così...