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venerdì 6 gennaio 2017

La pubblicità non è un mestiere per tutti

Ieri, parlando di Sanremo, mi sono scordata – si sarà trattato forse di una sorta di rimozione? ;-) – di accennare all'urendo promo del Festival coi feti che cantano Non ho l'età.



Stando a quel che leggo sui social, non è piaciuto praticamente a nessuno. C'è chi si è limitato a criticare la computer grafica, chi ci ha visto una velata propaganda contro il calo delle nascite in linea col famigerato Fertility Day, chi ha trovato strano che i tre bimbi sembrino trovarsi tutti nello stesso utero oppure che delle giovani future mamme in attesa dal ginecologo ascoltino una canzone vecchia di mezzo secolo, chi ha ricollegato il video a quello di Teardrop dei Massive Attack che però era di ben altro livello... comunque, al di là di tutto, io questo spot lo trovo semplicemente malriuscito e inquietante: nulla a che vedere con la gioia che la musica dovrebbe trasmettere.
Sempre a proposito di spot discutibili, c'è quello della Dacia Sandero interpretato da Salvatore Esposito, protagonista di Gomorra – La serie, e ambientato a Napoli la notte di Capodanno: un concentrato di tutti i peggiori stereotipi sulla città (che almeno in parte saranno pure fondati... ma usarli per vendere un'auto mi pare insensato).



Eppure di spot fatti bene ce ne sono... ma a volte diventano virali seguendo strade imprevedibili: guarda il video qui sotto, che racconta la toccante storia di un anziano ex maratoneta recluso in una casa di riposo, ma con ancora tanta voglia di correre.


Secondo la versione più accreditata il suo realizzatore, il ventiseienne tedesco Eugen Merher, l'aveva proposto alla Adidas, che però l'ha bocciato... e ammesso che questo sia vero, chi ha preso una decisione così poco lungimirante dovrebbe mangiarsi le mani almeno fino ai gomiti! ;-) A detta di qualche addetto ai lavori, come spot non funziona, ma se ciò che conta è emozionare allora funziona eccome, IMHO.

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