domenica 31 dicembre 2017

Che il 2018 sia l'anno della svolta

Ho fatto la conoscenza (virtuale) di Stefano Tiozzo più di tre anni fa, quando ho visto – e condiviso sul mio tumblr – lo splendido video del suo viaggio in solitaria da Torino a Capo Nord. Da allora ho continuato a seguire il giovane fotografo piemontese dapprima in maniera sporadica, poi sempre più assiduamente iscrivendomi al suo canale YouTube. Ma solamente quest'anno ho scoperto che:
  • aveva deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per la fotografia di viaggio abbandonando quella che fino ad allora era stata la sua vera professione: ebbene sì, faceva il dentista;
  • in seguito a un autentico colpo di fulmine, nel giro di neppure un anno si è fidanzato e poi è convolato a nozze con la cantante russa Sati Kazanova, che in patria è una vera celebrità, trasferendosi a vivere in Russia.
Tre giorni fa Stefano ha pubblicato un video per tracciare un bilancio del suo 2017, che è stato l'anno più incredibile della sua vita... ma guardandolo ci si rende conto che la sua vita è stata un susseguirsi di anni uno più incredibile dell'altro, per cui è lecito aspettarsi grandi cose anche dai prossimi! :-) In questo che è il mio ultimo post dell'anno riporto una parte di quello che Stefano dice nel video, perché mi sembra un augurio notevole per tutti, anche per quanti di noi a differenza di lui non hanno un maestro spirituale di riferimento.
E in breve mi trovo a vivere in un paese dove non conosco nessuno, ma dove continuo senza sosta a coltivare ciò in cui credo e l'amore per la fotografia, i video e i viaggi. Perché in fondo, se non fosse per questo enorme amore che mi brucia dentro, non sarei mai stato in grado di reggere tutti questi enormi cambiamenti iniziati un anno prima con l'incontro più miracoloso della mia esistenza [quello con il maestro spirituale Paramahamsa Sri Swami Vishwananda, NdC] e che mi diede la forza di vincere tutte le paure create dalle incertezze che accompagnavano ognuno di essi. Ed è proprio questo il punto: troppo spesso commettiamo l'errore di identificarci in ciò che succede al di fuori di noi. Noi crediamo di essere ciò che ci succede, ciò che facciamo, ciò che otteniamo e ciò che perdiamo, e in tutto questo viviamo la più ridicola illusione possibile, senza renderci conto che le cose più importanti della vita non le scegliamo noi. Io mica ho scelto di avere la passione per la musica, e poi quella per raccontare il mondo, e nemmeno ho scelto di innamorarmi di mia moglie: è successo e basta. Quello che però possiamo scegliere è di ascoltare ciò che da qualche parte dentro di noi sappiamo benissimo, e non avere paura di fare scelte difficili per inseguire questa misteriosa sapienza nascosta dentro la nostra anima. Io credo che tutti noi possiamo e dobbiamo scegliere di rispettare le richieste del nostro cuore, perché alla fine della nostra vita sono sicuro che saranno le uniche richieste che avranno un reale valore. Ed è esattamente questo che vi auguro, insieme a un buon anno, cari migliaia di amici miei: sappiate ascoltarvi, volervi bene, sappiate trovare ciò che vi rende unici e meravigliosi e metterlo al servizio del mondo.
Il mio augurio per tutti coloro a cui voglio bene, soprattutto per me, è che il 2018 sia l'anno nel quale si riuscirà finalmente a trovare la propria strada oppure, per chi l'ha già trovata, si possa continuare a percorrerla. :-)

sabato 30 dicembre 2017

Brava Meghan, sei tutte noi... in un certo senso!

Tre giorni fa il fido Timehop mi ha rammentato che esattamente quattro anni prima elogiavo sul mio tumblr Kate Middleton, la soave mogliettina di William d'Inghilterra... ma oggi la duchessa di Cambridge rischia di perdere il primo posto nella breve classifica delle mie aristocratiche preferite: a scalzarla potrebbe essere la sua futura cognata, Meghan Markle, promessa sposa di Harry, il fratello minore di William. L'ho trovata davvero tosta nel video qui sotto...


[Riporto qui di seguito la traduzione del suo discorso:
Quando avevo appena 11 anni, divenni inconsapevolmente e un po' per caso un'avvocatessa. Vedete, ero a guardare un programma televisivo alle elementari, e ad un certo punto è arrivata una pubblicità con lo slogan di un detersivo per lavare i piatti che diceva «Le donne di tutta l'America combattono contro pentole e padelle unte». Due ragazzini della mia classe dissero «Sì, è là che le donne devono stare, in cucina». Ricordo che mi sentii scioccata e arrabbiata e mi sentivo anche così ferita. Non era affatto giusto, e bisognava fare qualcosa. Così tornai a casa e raccontai a mio padre quello che era successo, e lui mi incoraggiò a scrivere delle lettere, cosa che feci, alle persone più potenti che mi venivano in mente. Ora la me stessa undicenne capì che, se volevo davvero che qualcuno mi ascoltasse, allora avrei dovuto scrivere una lettera alla First Lady. Così mi misi all'opera, scrivendo alla nostra First Lady dell'epoca, Hillary Clinton. Misi nero su bianco anche una lettera alla mia fonte di notizie dell'epoca, Linda Ellerbee, che conduceva un notiziario per bambini, e poi all'importante avvocatessa Gloria Allred, perché anche a 11 anni volevo percorrere tutte le strade disponibili. Alla fine scrissi all'azienda produttrice del detersivo. Passarono alcune settimane, e con mia sorpresa ricevetti delle lettere di incoraggiamento da Hillary Clinton, da Linda Ellerbee e da Gloria Allred. Fu incredibile. Il notiziario per bambini inviò una troupe televisiva a casa mia per raccontare la storia, e circa un mese dopo l'azienda produttrice del detersivo, la Procter & Gamble, modificò lo spot incriminato. Lo cambiò da «Le donne di tutta l'America combattono contro pentole e padelle unte» a «Le persone di tutta l'America». Fu in quel momento che mi resi conto della rilevanza delle mie azioni. All'età di 11 anni avevo creato il mio piccolo livello di impatto sostenendo l'uguaglianza. Le donne devono avere un posto al tavolo, devono essere invitate a sedercisi, e in alcuni casi, laddove questo non è disponibile, beh, la sapete una cosa?, allora devono creare il proprio tavolo. Si dice che le ragazze che hanno dei sogni diventano delle donne che hanno una visione. Possiamo noi metterci vicendevolmente in condizione di realizzare tale visione, perché non basta parlare semplicemente di uguaglianza. Bisogna crederci. E non basta semplicemente crederci. Ci si deve lavorare. Cerchiamo di lavorarci. Insieme. A partire da adesso.]
... e poco importa se ad esempio Dorotea di Non conto fino a dieci abbia dedicato alla coppia regale un post un tantinello acido, scritto in inglese maccheronico come da tradizione della pagina, e se una ex amica di Meghan – come recita un vecchio detto, «dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io» – la dipinga come un'arrivista senza scrupoli. Meghan sta per realizzare il sogno che tante di noi avevano da bambine, quello di sposare un vero principe, giusto? Ebbene, buon per lei: se ne parlassi male sarei solo invidiosa. E non lo sono neanche un po', giuro: io ce l'ho, il mio principe... anche se nessuno di noi due ha una goccia di sangue blu! :-) <3

venerdì 29 dicembre 2017

Ed Sheeran's Perfect Year

Tra i personaggi che hanno riscosso il maggior successo su YouTube nell'anno che sta per concludersi c'è il ventiseienne cantautore britannico Ed Sheeran: il video ufficiale di Shape of You è quinto tra i video musicali più visti in Italia, mentre la classifica dei top trending video vede al secondo posto una notevolissima coreografia basata sul brano suddetto e al quinto il carpool karaoke di Ed in auto con James Corden. Il Post Flashes segnala un video che illustra la genesi di questa hit.
Due settimane fa è uscito il video di Perfect Symphony, dove il "roscio" canta con il nostro Andrea Bocelli... ma a me, che non ho mai apprezzato granché il crossover tra pop e bel canto, piace molto di più la versione originale del brano, interpretata solo da Ed e intitolata semplicemente Perfect. Adoro sia il video che il testo... <3

giovedì 28 dicembre 2017

Sii gentile!

Oggi pomeriggio sono andata al cinema a vedere il film Wonder, diretto da Stephen Chbosky e tratto dall'omonimo bestseller di R.J. Palacio... e beh, che dire, ho avuto gli occhi pieni di lacrime per quasi tutto il tempo! La storia, del resto, era tale da addolcire anche i cuori più duri; eccone qui di seguito una sintesi (su maperò, il blog di Lilli Mandara, puoi leggere una recensione più approfondita).
Il piccolo August Pullman (Jacob Tremblay, già visto in Room), detto Auggie, è nato con una malformazione cranio-facciale congenita – la cosiddetta sindrome di Treacher Collins – e ha dovuto subire decine di operazioni chirurgiche che gli hanno restituito la capacità di respirare, vedere e sentire, ma non un volto "normale"; per questo preferisce camuffarsi più che può sotto un casco da astronauta. Dopo essere stato istruito in casa per anni dalla mamma Isabel (Julia Roberts), circondato dall'affetto anche del papà Nate (Owen "Crodino" Wilson) e della sorella maggiore Olivia detta Via (Izabela Vidovic), Auggie comincia a frequentare la prima media alla Beecher Prep School e deve fare i conti con le reazioni dei compagni di fronte al suo aspetto, che vanno dal disagio alla paura – c'è chi teme addirittura che la sua deformità sia contagiosa come la peste – per arrivare al bullismo vero e proprio.
Tra i compagni di scuola di Auggie c'è chi parla male di lui alle sue spalle con leggerezza, senza sapere che il ragazzino è in ascolto e senza rendersi conto del male che gli fa; una situazione che mi ha rammentato un post pubblicato mesi fa nella pagina Relax Kids Tamworth, del quale riporto qui di seguito la traduzione.
Oggi durante una delle nostre lezioni ho mostrato ai bambini due mele (i bambini non lo sapevano, ma prima della lezione avevo ripetutamente fatto cadere una delle mele per terra, nessuno l'avrebbe mai detto, entrambe le mele sembravano perfette). Abbiamo parlato delle mele e i bambini hanno notato come sembrassero identiche; entrambe erano rosse, di dimensioni simili e sembravano abbastanza succose da mangiare.
Ho preso la mela che avevo fatto cadere per terra e ho iniziato a dire ai bambini quanto non mi piacesse quella mela, che la trovavo disgustosa, di un colore orribile e il gambo era davvero troppo corto. Ho detto loro che, siccome non mi piaceva, non volevo che piacesse nemmeno a loro, quindi avrebbero dovuto insultarla pure loro.
Alcuni bambini mi hanno guardata come se fossi pazza, ma abbiamo fatto girare la mela in tondo insultandola, «Sei una mela puzzolente», «Non so nemmeno perché esisti», «Probabilmente hai dentro i vermi», ecc.
Abbiamo davvero fatto a pezzi quella povera mela. Ho iniziato a provare pena per la poveretta.
Abbiamo poi fatto girare in tondo l'altra mela e abbiamo iniziato a dirle parole gentili, «Sei una mela deliziosa», «La tua buccia è stupenda», «Che bel colore hai», ecc.
Ho poi sollevato entrambe le mele, e ancora una volta abbiamo parlato di analogie e differenze, non vi è stato alcun cambiamento, entrambe le mele sembravano ancora uguali.
Poi ho tagliato le mele a metà. La mela con cui eravamo stati gentili era chiara, fresca e succosa all'interno.
La mela alla quale avevamo detto parole scortesi era ammaccata e tutta molliccia all'interno.
Credo che nella mente dei bambini si sia immediatamente accesa una lampadina. Hanno davvero capito, quello che abbiamo visto dentro quella mela, le ammaccature, la poltiglia e i pezzi rotti è quello che succede dentro ognuno di noi quando qualcuno ci maltratta con le parole o le azioni.
Quando le persone sono vittime di bullismo, specialmente i bambini, si sentono malissimo dentro e a volte non mostrano o dicono agli altri cosa provano. Se non avessimo tagliato a metà quella mela, non avremmo mai saputo quanto dolore le avevamo causato.
Ho condiviso la mia esperienza di sopportare le parole scortesi di qualcuno la scorsa settimana. In apparenza sembravo a posto, continuavo a sorridere. Ma dentro di me qualcuno aveva provocato molto dolore con le sue parole e stavo soffrendo.
A differenza di una mela, noi abbiamo la capacità di evitare che questo accada. Possiamo insegnare ai bambini che non va bene dirsi l'un l'altro cose cattive, e parlare di come questo faccia sentire gli altri. Possiamo insegnare ai nostri figli a supportarsi l'un l'altro e a fermare ogni forma di bullismo, proprio come ha fatto oggi una bambina quando si è rifiutata di dire alla mela parole scortesi.
Sempre più ferite e danni avvengono dentro di noi se nessuno fa niente per fermare il bullismo. Creiamo una generazione di bambini gentili e amorevoli.
La lingua non ha ossa, ma è abbastanza forte da spezzare un cuore. Quindi presta attenzione alle tue parole.
[AGGIORNAMENTO]
Wow, non mi aspettavo questo genere di reazione, ma siccome sono venute fuori molte domande ho pensato di chiarire alcuni punti.
La mela era una mela rossa, e per assicurarmi che il suo aspetto rimanesse come se non ci fossero danni al suo interno le ho dato ripetutamente (ma delicatamente) dei colpetti sul pavimento più e più volte. Toccandola potevi sentire le ammaccature, ma non potevi vederle. Nessuno in classe l'ha notato.
Dopo che la mela è stata tagliata a metà e i bambini hanno scoperto i danni, abbiamo discusso di come io avessi volutamente ammaccato la mela prima della lezione per spiegare che spesso noi non vediamo il dolore che le nostre parole causano alle persone. Questo ha avuto un impatto molto forte. I bambini hanno afferrato e hanno compreso.
Una delle citazioni chiave di Wonder è il precetto scritto sulla lavagna dal professor Browne il primo giorno di scuola di Auggie: «Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile» (non sono le stesse identiche parole che si sentono nel doppiaggio italiano, ma questa la trovo una traduzione più corretta della frase originale del dottor Wayne W. Dyer).
A proposito di gentilezza, l'attrice e regista Sabrina Paravicini – che forse ricorderai nel ruolo dell'infermiera Jessica nella serie televisiva Un medico in famiglia – sta lavorando a un documentario dal titolo Be Kind, sii gentile. Protagonista del teaser è Nino, aspirante regista dodicenne al quale all'età di due anni e mezzo è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma di autismo infantile. Anche grazie al coraggio e alla tenacia di sua madre, la stessa Sabrina Paravicini, il bambino ha compiuto enormi progressi sottraendosi all'isolamento totale al quale quella diagnosi infausta sembrava condannarlo. E oggi, assieme alla sua mamma, vuole raccontarci le storie di persone che hanno fatto della loro diversità un vero talento, una spinta in avanti verso il futuro, una grande avventura.
Ah, il progetto è in cerca di sostenitori: se vuoi essere così gentile da dare il tuo contributo e ricevere il meritato "certificato di praticante in gentilezza", trovi qui tutte le coordinate.

mercoledì 27 dicembre 2017

Italiani di serie B

Non siete Stato voi
che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta
(Non siete Stato voi di Caparezza, il cui testo merita di essere letto dall'inizio alla fine)
In seguito al mancato raggiungimento del numero legale sabato scorso al Senato, l'approvazione della legge sullo ius soli in questa legislatura appare ormai come un miraggio; questione di pochi giorni, dopodiché il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglierà le Camere in vista delle prossime elezioni. Io che questa legge la reputavo – e continuo a ritenerla – giusta e sacrosanta, oltre che di lampante buonsenso, sono delusa un po' da tutti i politici.
  • Dal centrosinistra, che aveva il dovere morale di schierarsi compatto a sostegno della legge... eppure c'è gente, come il senatore Stefano Esposito, che ha fatto mancare il suo apporto adducendo giustificazioni imbarazzanti. Sarà anche vero che il quorum non si sarebbe raggiunto in ogni caso... ma un parlamentare viene eletto e pagato per essere presente in aula anche e soprattutto nei momenti decisivi, non certo per assentarsi dal posto di lavoro a suo piacimento: un arbitrio che peraltro a noi "comuni mortali" è precluso.
  • Da coloro che questa legge l'hanno sempre avversata e adesso esultano cinicamente ripetendo cantilene del tipo «La cittadinanza bisogna meritarsela» (proprio loro che sono italiani dalla nascita... chissà cos'avranno mai fatto per esser degni di questo onore!) oppure «Il PD sosteneva lo ius soli al solo scopo di raccogliere i voti degli immigrati» (come se l'opposizione di costoro non fosse dettata da un calcolo elettorale di segno opposto, ovvero garantirsi le preferenze dei tanti, troppi italiani che questa legge non la vedono affatto di buon occhio).
Luca Bottura ha spiegato chiaramente le ragioni per cui l'approvazione dello ius soli sarebbe convenuta pure a chi l'ha boicottata.
Ora, con l’arietta che tira, vorrei fare una domanda tecnica agli ideologi dell’esclusione: è più a rischio-radicalizzazione un islamico preso a calci in culo o una persona che si sente integrata e difficilmente attaccherebbe la propria comunità?
Conferire pari opportunità a chi è già qui, a tutti i livelli, sarebbe o no un potenziale antidoto alla marginalizzazione che ci ha regalato i terroristi belgi e francesi di seconda generazione?
Vi auguro di non scoprire la risposta quando salteremo per aria per colpa di un ragazzotto cresciuto in Italia ma trattato come uno scarto.
Babbei.
La replica migliore all'articolo che espone cinque buoni motivi per dire di no allo ius soli mi sembra quest'altro articolo che smonta dieci falsi miti relativi a tale riforma.
[L'immagine all'inizio del post – che non riguarda lo ius soli ma un argomento affine – è tratta dalla pagina I Marò e altre creature leggendarie]

martedì 26 dicembre 2017

Vade retro, Santa Claus!

Cosa può accadere se un bambino di madrelingua inglese sbaglia a scrivere la letterina a Babbo Natale e, anziché al buon Santa (Claus), la indirizza... a Satan(a), cioè al Male personificato? È questo lo spunto alla base del cortometraggio animato Dear Satan realizzato dall'agenzia pubblicitaria Anomaly di Londra, con la voce narrante nientepopodimenoché di Patrick Stewart... sì, proprio quel Patrick Stewart. A commettere il fatidico refuso è la piccola Hope, che vorrebbe tanto ricevere in dono un cagnolino; il fortuito destinatario della missiva riuscirà ad accontentarla?
Se hai poca dimestichezza con l'inglese parlato potranno esserti utili i sottotitoli generati automaticamente disponibili su YouTube; per quanto non siano un granché, magari ti aiuteranno a capire il senso di questa fiaba dark ma non troppo.
[Il tweet il cui screenshot apre questo post è capitato proprio a fagiuolo... ma mi scuso fin da ora con chi, non a torto, lo reputerà un po' troppo politicamente scorretto]

lunedì 25 dicembre 2017

Merry Vs Happy

Me lo chiedevo fin da quando ero bambina e di inglese conoscevo giusto qualche parola, tra cui happy che significa felice: perché per augurare buon compleanno si dice «Happy birthday», dopo la mezzanotte del 31 dicembre «Happy new year» eccetera eccetera... mentre invece a Natale si dice «Merry Christmas»? Chevvordi' merry? Dovevo arrivare a questa veneranda età per scoprire la risposta. :-) Non che l'abbia mai cercata seriamente, in verità: è stata lei a raggiungermi sotto forma di questo articolo de Il Post. Per farla breve, rispetto a happy l'aggettivo merry ha una sfumatura di significato un pochino diversa che sottintende... dei festeggiamenti tendenzialmente alcolici, diciamo! ;-) Non a caso la regina Elisabetta, rivolgendosi ai suoi sudditi, preferisce augurare «Happy Christmas».
A proposito, nella pagina Amazing Maps è stata pubblicata una mappa che mostra come si dice «Buon Natale» nelle varie lingue europee; da notare che in lingua sarda si dice «Bona Pasca de Nadale».


Tanto per restare in tema linguistico, su Reddit sono state condivise e discusse due mappe che mostrano, effettuando una stima in base al tempo necessario per l'apprendimento, quanto è difficile per una persona di madrelingua inglese imparare le varie lingue europee (quella tedesca è la più "tosta")...


... e mondiali (ebbene sì, il giapponese è peggio del cinese).


[È ovvio che non si può stabilire la difficoltà di una lingua in termini assoluti, ma a questo punto mi interesserebbe una stima di quanto sia difficile imparare le varie lingue straniere per noi italiani madrelingua]
Concludo con un'infografica che rappresenta la diffusione delle varie lingue nel mondo.


[Cliccando su ciascuna immagine puoi vederla ingrandita]

domenica 24 dicembre 2017

La vigilia di Natale

Domani è Natale... quindi oggi è l'ultimo giorno utile per snocciolare gli spunti a tema che ho raccolto nelle scorse settimane! :-)
Il giornalista Paolo Madeddu ha intervistato l'autore del brano A Natale puoi, che a quanto pare da jingle pubblicitario della Bauli è stato promosso a classico natalizio a tutti gli effetti... ma oh, posso confessarti che io nun lo reggo?! ;-) Molto meglio All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey; Il Post ha ripercorso la storia di questa hit datata 1994, che fa tra l'altro da colonna sonora al gagliardo video natalizio realizzato due anni fa dagli studenti della Notre Dame High School di Lawrenceville, nel New Jersey, a quello dei The Jackal – sulla falsariga del cliccatissimo Gli EFFETTI di DESPACITO sulla GENTE – e a quello dei 4 Santi. I ragazzi di Casa Surace, dopo aver rivisitato in chiave natalizia le hit dell'anno – l'avevano già fatto l'estate scorsa – da bravi "terroni", hanno raccontato la "magia" del Natale che raccoglie tutti i parenti attorno alla tavola. Da parte loro i fratelli Colica, aka Le Coliche, essendo de Roma non potevano esimersi dal dedicare un pensiero al "mitico" Spelacchio, «L’unico albero di Natale che non è arrivato a Natale», secondo le parole di Taffo Funeral Services che gli ha organizzato i funerali social in programma domani.

La discutibile usanza di tagliare abeti per farne degli alberi di Natale tanto belli quanto effimeri, infischiandosene dell'etica, è stigmatizzata in questo post di Claudio Gagliardini e in questo video di Bruno Bozzetto.

Questo video con la voce del cantante Liam Gallagher vede protagonista un pupazzo di neve che fa una brutta fine, squagliandosi a causa del riscaldamento globale; una questione non certo da sottovalutare, riepilogata in questo articolo de Il Post.

Nella sua ultima uscita la violinista Lindsey Stirling ha reso omaggio ad autentici angeli scesi in terra, ovvero i volontari che hanno soccorso le vittime degli uragani Maria e Harvey... ma mi va di segnalare pure il suo video di due anni fa, che credo esprima il più autentico spirito natalizio.

Hai paura che Babbo Natale non ti accontenti? Zio Paperone – disegnato da Silvia Ziche – ti consiglia di stuzzicare il suo amor proprio! ;-)


Se hai paura che i regali che hai scelto possano fare la fine mostrata in questa foto...


... ti sarà di conforto un aforisma di Pierre Corneille: «Il modo in cui si dona ha più valore del dono stesso». :-)
[L'immagine che apre il post l'ho presa dal tumblr di Mitì Vigliero, mentre il titolo che ho scelto è lo stesso dell'ultimo singolo di Miriam Ricordi, ricordi?, una giovane cantautrice pescarese di grande talento – nulla a che vedere coi talent ;-) – alla quale auguro tante soddisfazioni]

sabato 23 dicembre 2017

Riprogramma il tuo cervello per pensare positivo!

Come scrivevo tempo fa, ogni tanto mi riprometto di impegnarmi di più a pensare positivo... ma purtroppo la mia indole innata continua a trascinarmi in senso opposto. Di recente però ho letto l'articolo A psychologist explains the best way to rewire your brain to let go of negative thoughts (Una psicologa spiega il modo migliore per "ricablare" il tuo cervello in modo tale da liberarti dei pensieri negativi) pubblicato su Ideapod, e ho deciso di condividerne la traduzione qui di seguito, a beneficio di chiunque possa essere interessato... ma soprattutto di me stessa, così magari recepisco il concetto nel profondo, una buona volta! ;-)
Sai già che pensare positivo conduce ad una vita più appagante.
Questo è chiaro.
Ma come fai a pensare davvero positivo quando la tua mente è costantemente fissata sul negativo?
E come puoi farlo in modo naturale... senza usare farmaci o alcol?
Bene... questo è esattamente ciò di cui parla Alison Ledgerwood in questo TEDx talk oggi.
Come osservatrice professionale delle persone (psicologa sociale) Alison Ledgerwood si chiedeva sempre come mai la mente umana tendesse verso il negativo.
Lo notò anche lei stessa all'epoca in cui pubblicava degli articoli. Quando un suo articolo venne respinto, la cosa continuò a pesarle anche dopo che un altro articolo venne accettato.
Cosa sta succedendo qui? Perché il fallimento sembra fissarsi nella nostra mente così tanto più a lungo di un successo?
Guarda il brillante talk qui sotto per scoprire il perché e la strategia migliore per affrontarlo.
Per quelli di voi che non hanno il tempo di guardare il talk, eccolo in formato testuale.
Intuitivamente sappiamo tutti che ci sono diversi modi di pensare alle cose. Lo stesso bicchiere, dice il proverbio, può essere visto come mezzo pieno o mezzo vuoto.
Molte ricerche hanno dimostrato che, a seconda del modo in cui si descrive il bicchiere alle persone, cambia il modo in cui ci si sente al riguardo.
Ma ti sei chiesto cosa succede quando cerchi di passare dal pensarci in un modo al pensarci in un altro modo? Possiamo spostarci avanti e indietro? O rimaniamo bloccati su una particolare etichetta?
Per indagare su questa domanda, Alison Ledgerwood ha condotto alcuni semplici esperimenti.
Uno degli esperimenti consisteva nel descrivere ai partecipanti una nuova procedura chirurgica.
Il primo gruppo di partecipanti è stato informato sulla procedura chirurgica in termini di guadagni (tasso di successo del 70%), mentre l'altro gruppo è stato informato in termini di perdite (tasso di fallimento del 30%).
Non sorprende il fatto che il gruppo dei guadagni abbia gradito la procedura molto di più.
Tuttavia, dopo di questo al primo gruppo è stato detto che c'era un tasso di fallimento del 30%, e immediatamente non l'hanno gradito.
Ma quando al secondo gruppo è stato detto che c'era un tasso di successo del 70%, continuavano a non gradire la procedura. Erano bloccati nel quadro iniziale delle perdite.
Secondo Alison Ledgerwood, questi studi dimostrano che la nostra visione del mondo ha una tendenza fondamentale a propendere verso il negativo.
È piuttosto facile passare dal buono al cattivo, ma molto più difficile passare dal cattivo al buono.
Dobbiamo letteralmente lavorare di più per vedere il lato positivo delle cose. Ci vuole uno sforzo, ma puoi allenare la tua mente a farlo meglio.
C'è una ricerca di U.C. Davis che mostra che scrivere solo per pochi minuti ogni giorno sulle cose per cui sei grato può aumentare drasticamente la tua felicità e il tuo benessere.
Possiamo anche ripetere mentalmente delle buone notizie e condividerle con gli altri. Non è un segreto che molti di noi si lamentino. È come se ne fossimo dipendenti, ma quando parliamo con gli altri tendiamo a dimenticare di condividere le cose buone.
Ma questo è esattamente ciò di cui la nostra mente ha bisogno per esercitarsi. Consiste nel dare intenzionalmente una forma diversa alle storie nella nostra mente perché siano più positive.
In altre parole, inizia un diario di gratitudine e parla delle tue gioie!
Dobbiamo anche pensare a questo dal punto di vista delle altre persone. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che le cose cattive tendono a restare attaccate. Un commento meschino può rimanere appiccicato a qualcuno per tutto il giorno o tutta la settimana. Qualcuno ti aggredisce e tu reagisci, e aggredisci anche il prossimo.
Ma cosa succederebbe se, la prossima volta che qualcuno ti aggredisce, tu lo perdonassi? E se la prossima volta che ti capita una cameriera davvero scontrosa, le lasciassi una generosa mancia? Chi può sapere qual è l'effetto a catena che puoi creare con un piccolo gesto di gentilezza.
Possiamo riprogrammare la nostra mente in modo tale da essere più positivi, più indulgenti e più riconoscenti per quella bella opportunità che è la vita.
[La word cloud che apre il post è tratta da Intraprendere]

venerdì 22 dicembre 2017

Ingrandire le foto senza perdita di qualità

Come riferito a suo tempo da Paolo Attivissimo, mesi fa Google ha pubblicato la dimostrazione di un software in grado (almeno in apparenza) di ricostruire i dettagli di un volto "pixellato"; in realtà, sottolinea il Disinformatico, «la “ricostruzione” è un tentativo basato su un repertorio di immagini simili: non c’è nessuna garanzia che il volto ricostruito corrisponda all’originale, anche se gli somiglierà parecchio».
Mi è tornata in mente questa storia quando di recente ho scoperto e iniziato a usare Let's Enhance, un servizio online basato su reti neurali per effettuare l'upscaling e l'enhancement di fotografie di piccole dimensioni; in pratica ingrandirle di 4 volte senza perdita di qualità, migliorare piccoli dettagli e forme in modo tale da poter riutilizzare le foto, e rimuovere fastidiosi artefatti JPEG e pixel.
Ho voluto eseguire un test non su un ritratto bensì su una foto di paesaggio, il solito caro vecchio trabocco. Ho ridimensionato la foto originale – di 1600×1200 pixel – a 400×300 pixel...


... e poi ho artificiosamente riportato la fotina piccolina a 1600×1200 pixel; se ci clicchi sopra per ingrandirla, noterai quanto essa risulti sgranata.


Decisamente più soddisfacenti i risultati che si ottengono applicando alla fotina piccolina i due filtri di Let's Enhance.
Magic è perfetto per le foto...


... mentre Boring è adatto a illustrazioni, loghi, immagini vettoriali, ecc.


Se ti interessa effettuare un confronto, eccoti la foto di partenza da 1600×1200.


Da quando ho eseguito questo test, esattamente un mese fa, qualcosa potrebbe essere cambiato... ma siccome ho raggiunto il mio limite di elaborazioni gratuite non posso verificarlo senza passare a un piano a pagamento. A dire il vero avrei anche un codice promo valido fino al giorno di Natale che mi dà diritto a uno sconto del 30%, ma non ho ancora deciso se approfittarne.
Nel caso in cui dovesse sfuggirti l'utilità di tutto ciò, te la spiega la fotografa Giovanna Griffo in questo post nel quale illustra i "miracoli" del progetto EnhanceNet sviluppato dal Max Planck Institute for Intelligent Systems di Tubinga.


Per farla breve, «Se qualcuno ruba una foto a bassa risoluzione dal web potrebbe farla diventare della risoluzione sufficiente per stamparla». E questa non è una gran bella notizia per i fotografi di professione...

giovedì 21 dicembre 2017

Molto meglio della tombola

Di recente mi sono iscritta alla newsletter di Speak, uno speciale programma di apprendimento intensivo dell'inglese... Beh, magari non adesso, ma in futuro potrei farci un pensierino! :-) Mi sono iscritta, dicevo, perché oltre a decantare i vantaggi del metodo i messaggi inviati dispensano informazioni utili sull'idioma di Albione; finora ho avuto modo di scaricare la guida completa ai plurali dell'inglese, rendendomi conto che la mia padronanza dell'argomento non era perfetta come credevo, e un prontuario di frasi utili per la conversazione telefonica in inglese. L'altro giorno ho ricevuto il link a questo post dedicato a una tradizione natalizia tipica della cultura anglosassone: il Christmas Quiz. Ebbene sì, mentre le famiglie italiane di solito giocano a tombola o a sette e mezzo – maccheppalle!!! ;-) – i Paesi anglofoni preferiscono invece i giochi a quiz. E alla sottoscritta, che è campionessa indiscussa di Trivial Pursuit nonché fan di qualsivoglia quiz televisivo (in questi giorni mi sto appassionando a Zero e lode!, nel primo pomeriggio di Raiuno), tutto questo piace un sacco! :-)
Nel post in questione sono riportate trenta domande di cultura generale sul Natale, sull'anno che volge al termine e su quello alle porte; le domande, seguite dalle relative risposte, sono rigorosamente in lingua inglese, con l'invito a condurre il gioco in inglese quanto più possibile. Ma pensando alla famiglia italiana media, nella quale l'inglese c'è chi lo parla bene e chi un po' meno e magari il nonno non spiccica una parola, ho deciso di tradurre il tutto in italiano. Enjoy! :-)
Ecco le domande...
  1. Dove si trova l'albero di Natale più alto del mondo quest'anno?
  2. Qual è il nome del 26 dicembre in inglese?
  3. ... e cosa è successo il 26 dicembre 2004?
  4. Quale film ha vinto l'Oscar come Miglior Film quest'anno, con tanto di gaffe al momento della premiazione?
  5. L'Isola di Natale è una piccola isola dell'Oceano Indiano, ma a quale Paese appartiene?
  6. In quale Paese gli alberi di Natale furono messi al bando dal 1917 al 1935?
  7. Il dipinto Salvator Mundi è stato venduto a novembre per la cifra record di 450 milioni di dollari. Chi era l'artista?
  8. Chi fu, nel 1223, a creare il primo Presepe?
  9. In quale Paese di lingua inglese arriva prima l'anno nuovo?
  10. Quale animale era rappresentato nel calendario cinese quest'anno?
  11. In quale Paese si è tenuta l'Esposizione Universale del 2017?
  12. Chi appare alla BBC alle ore 15 del giorno di Natale?
  13. Quale famoso scrittore inglese ha scritto la storia Canto di Natale [in inglese A Christmas Carol, NdC]?
  14. In quale Paese si terranno le Olimpiadi invernali del prossimo anno?
  15. Dove vanno di solito i giovani di Sydney dopo il pranzo di Natale?
  16. Il fondatore di Playboy, Hugh Hefner, è morto a settembre di quest'anno. Accanto a chi ha chiesto di essere sepolto?
  17. In quale piazza si vedrà l'albero di Natale ufficiale di Londra?
  18. Chi ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2016, ma non ha accettato il premio fino a quest'anno?
  19. Quale nome di città biblica significa "casa del pane" in lingua ebraica?
  20. Cosa è successo nel cielo il 21 agosto 2017?
  21. Quale compagnia aerea ha causato uno scandalo internazionale ad aprile portando via con la forza un uomo dal suo posto sull'aereo?
  22. Quale canzone di Natale è anche il disco più venduto di tutti i tempi?
  23. Chi ha vinto il campionato piloti di Formula 1 quest'anno?
  24. Quanti punti ha sempre un fiocco di neve?
  25. Quale nazione ha deciso di lasciare l'UNESCO a ottobre 2017?
  26. Il primo film Disney mai realizzato ha compiuto ottant'anni quest'anno. Come si intitola?
  27. Che cosa fecero notoriamente le truppe britanniche e tedesche il giorno di Natale del 1914?
  28. Quale Paese ha vinto l'Eurovision Song Contest 2017?
  29. Chi giocherà la partita di apertura dei Mondiali di calcio del prossimo anno in Russia?
  30. Completa le parole mancanti in questa famosa canzone di Natale: «Last Christmas, I gave you my heart, but the very next day, ____ ____ ____ ____» (4 parole).
... mentre per leggere le risposte riportate qui di seguito, come al solito, non devi far altro che selezionare il testo col cursore del mouse.
  1. Gubbio, in Italia [ma pensa te, NdC]
  2. Boxing Day
  3. Tsunami nell'Oceano Indiano
  4. Moonlight
  5. Australia
  6. Russia
  7. Leonardo da Vinci
  8. San Francesco
  9. Nuova Zelanda
  10. Gallo
  11. Kazakistan
  12. La Regina
  13. Charles Dickens
  14. Corea del Sud
  15. In spiaggia
  16. Marilyn Monroe
  17. Trafalgar Square
  18. Bob Dylan
  19. Betlemme
  20. Un'eclissi solare totale
  21. United Airlines [ammetto che finora ne ero all'oscuro, NdC]
  22. White Christmas
  23. Lewis Hamilton
  24. Sei
  25. Gli Stati Uniti d'America
  26. Biancaneve e i Sette Nani
  27. Sospesero le ostilità della Prima Guerra Mondiale per giocare a calcio (durante la Tregua di Natale)
  28. Portogallo
  29. Russia contro Arabia Saudita
  30. You gave it away
A proposito di giochi di società e di Last Christmas, alcuni miei "facciamici" sono alle prese con Whamageddon, una sorta di survival game nel quale chi ha la sfortuna di ascoltare anche solo qualche nota del classico natalizio degli Wham! è eliminato. Loro sembrano prendere la cosa abbastanza sul serio... mentre io, per citare Fantozzi, la trovo una c***ta pazzesca! ;-)

mercoledì 20 dicembre 2017

No, non stiamo tutti bene

Venerdì scorso Raiuno ha trasmesso Sarà Sanremo, la serata dedicata a selezionare i cantanti ammessi alla sezione Nuove Proposte del prossimo Festival di Sanremo. Benché i sedici brani finalisti non fossero inediti, l'unico che avevo già avuto modo di ascoltare era Il congiuntivo di Lorenzo Baglioni, un artista che seguo e apprezzo almeno dall'anno scorso, pur non potendolo considerare un cantante tradizionale; diciamo che facevo il tifo per lui sulla fiducia, ecco.
A un certo punto sul palco di Villa Ormond a Sanremo è salito un certo Mirkoeilcane, al secolo Mirko Mancini, e confesso che, quando l'ho sentito presentare il suo brano, dal titolo Stiamo tutti bene. ammettendo che non era orecchiabile, ho storto il naso: allora che ci fai tu, giovanotto, al festival della canzone italiana?! Ma ascoltando il suo pezzo, che racconta in maniera sincera e per nulla retorica l'odissea dei migranti dal punto di vista di un bambino, mi sono dovuta ricredere: la sua esibizione mi ha lasciata quasi senza fiato, e non credo di esagerare se affermo che in questo momento storico l'Italia ha bisogno di cantautori come lui. Mi ha fatto davvero tanto piacere che abbia passato il turno (assieme tra gli altri al suddetto Lorenzo Baglioni, che però non è più il mio preferito, ahilui).


Ecco il testo di Stiamo tutti bene.
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Ciao, mi chiamo Mario e ho sette anni, sette e mezzo per la precisione
Mi piace il sole, l'amicizia, le persone buone
Il calcio, le canzoni allegre ed il profumo buono della pelle di mia madre
Papà mio è da qualche mese che non torna
Ma guai a parlarne con qualcuno
Specialmente con la mamma
Perché si sente male, grida, piange e non la smette più
E per tre giorni si nasconde e non si fa vedere
Ma oggi è un giorno felice, che qui è arrivato un pallone
E finalmente potrò diventare forte e fare il calciatore
So già palleggiare, con i sassi è diverso
Ma sono avvantaggiato perché corro forte come il vento
E allora volo alla radura insieme agli altri bambini
Chi arriva ultimo in porta sai che rottura di co…
Arrivo primo, come sempre, e allora sono attaccante
Scarto, dribblo, tiro in porta ed il portiere non può farci niente
Poi da più lontano sento «Mario, vieni qua,
Prendiamo tutto quel che abbiamo e raggiungiamo papà»
Mamma, proprio adesso, sto tirando un rigore
Non c'è verso, ce ne andiamo, meglio non polemizzare
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Ma guarda te la jella, proprio a me doveva capitare
Quattro giorni su 'sta barca, intorno ancora solo mare
Ma ti pare giusto, uno va in vacanza per la prima volta
E quelli lì davanti son capaci di sbagliare rotta
Che poi a chiamarla barca ci vuole un bel coraggio
Stare in tre seduti in mezzo metro di spazio
E come me e gli altri duecento tutti intenti a pregare
Ed io vorrei soltanto alzarmi e palleggiare
Ma se soltanto sposto anche di un centimetro il piede
Questo davanti si sveglia e inizia a dire che ha sete
Io pure ho sete, fame, sonno e mi fa male la schiena
Ma non c'è mica bisogno di fare tutta 'sta scena
Che poi c'è questo di fianco che ha chiuso gli occhi e non li apre più
È da tre giorni che dorme che pare non respiri
Non ho mai visto nessuno dormire così tanto
Ho chiesto a mamma e ha detto che era proprio stanco
Boh, tre giorni fa ne hanno buttati una ventina in mare
Mamma dice che volevano nuotare
Io li sentivo gridare e non sembravano allegri
Ma almeno adesso ho un po' di spazio per i piedi
È il sesto giorno e adesso dorme pure mamma, e un tipo magro
Qualche fila più in là grida che vede la Madonna
E questa barca adesso puzza di benzina, di morte
Mamma ha detto di non farci caso, di essere forte
Di fare il bravo bambino e star seduto qua
Che mamma adesso s'addormenta e raggiunge papà
Però piangeva e si sforzava di sorridere
Forse era proprio tanto stanca pure lei
E c'è un silenzio tutto intorno che mi mette paura
S'è fatta notte, ho freddo e in cielo non c'è neanche la luna
La gente grida, chiede aiuto ma nessuno risponde
Mi guardo intorno e neanche a dirlo vedo sempre e solo onde
Dopo onde, ancora onde, allora onde evitare
Di addormentarmi come gli altri ed esser buttato in mare

Mi unisco al coro della barca e inizio a piangere e a gridare
Non ho forza, chiudo gli occhi e non so neanche nuotare
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Stiamo tutti bene
Già che ci siamo... Mi è venuto in mente che questo testo si ricollega a un post pubblicato proprio oggi da Dania su Facebook, e che in poche righe dice tantissimo.
Ho appena offerto il pranzo al ragazzo, credo sia rom, che chiede l’elemosina accanto a Giannasi. Voleva del pollo fritto. La signora anziana in coda dopo di me mi ha ripresa, perché fare l’elemosina è sbagliato e bisogna pretendere sempre un lavoro o un servizio in cambio (sic!). Le ho detto che il lavoro di quel poveretto era ricordarmi che sono fortunata. Poi ho augurato buon Natale a tutti e me ne sono andata.
P.s. Per me ho preso l’insalata di pollo, ma avrei voluto anche io il pollo fritto

martedì 19 dicembre 2017

Tutti quanti voglion fare satira

Tramite la pagina Roberto Burioni che blasta lagggente sono venuta a conoscenza della pacata reazione del virologo Roberto Burioni a una vignetta a lui dedicata da Marione, illustratore vicino al M5S.


In pratica Burioni e i medici pro-vax vengono equiparati a coloro che secoli fa sostenevano l'eliocentrismo, mentre gli antivaccinisti sarebbero dei moderni Galileo, additati come eretici ma in realtà depositari della verità... Ridicolo!
Un'altra vignetta infelice, per usare un eufemismo, è quella nella quale Natangelo delinea un ritratto di Maria Elena Boschi che trasuda un imbarazzante sessismo.


Il modo in cui la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio ha gestito il confronto televisivo con Marco Travaglio si prestava alle critiche più disparate, ad esempio Andrea ha osservato che...
è uscita malissimo dalla discussione con Travaglio di ieri sera dalla Gruber. In particolare quando ha accusato il giornalista di riservarle un tale trattamento (che poi sarebbe fare domande, quello che fa ogni giornalista che non sia Fazio) perché donna, ché se fosse stata uomo sarebbe stato diverso, facendo finta di dimenticare che Travaglio ha massacrato Berlusconi (e altri) per vent'anni. Buttarla sul sessismo (inesistente) è tipico di quando non si hanno argomenti.
... e non ho idea di come si sarebbe potuto esprimere lo stesso concetto in chiave satirica, dal momento che la satira non è certo il mio mestiere... ma a questo punto mi viene il dubbio che non lo sia neppure di Natangelo!
Comunque, tanto per entrare in clima natalizio, devo dire che la piccola guida pratica per capire a chi fare i regali di Natale disegnata dal vignettista del Fatto Quotidiano non è niente male :-D


[Il titolo del post è un omaggio a un singolo degli Oblivion intitolato Tutti quanti voglion fare yoga]

lunedì 18 dicembre 2017

Sono contraria a chi fa il bastian contrario


All'indomani dell'approvazione della legge sul biotestamento, sui social ha ripreso a circolare un testo – sotto forma dell'immagine qui sopra – che se non ricordo male mi era già capitato di leggere in passato, e che credo rappresenti la risposta definitiva a chiunque si ostini a voler negare a TUTTI dei diritti che contrastano con le SUE PROPRIE convinzioni personali.
Sei contrario al biotestamento?
Non scriverlo.
Sei contraria all'aborto?
Non ricorrervi.
Sei contrario al divorzio?
Non divorziare.
Sei contrario alle unioni civili?
Non sposarti con una persona del tuo sesso.
Sei contrario all'eutanasia?
Non suicidarti.
Sei contrario al sesso?
Non farlo.
Sei contrario alla birra?
Non berla.
Ma ti supplico di cuore di non imporre le tue scelte ad altri.

domenica 17 dicembre 2017

Gente che critica senza sapere

L'altro giorno sono rimasta incuriosita da una striscia dei Peanuts condivisa sul suo tumblr da Mitì Vigliero...


... e, facendo una ricerca inversa con TinEye, ne ho trovato la versione originale in lingua inglese.


Il gioco di parole reso nella traduzione italiana con la coppia caro/carro, in originale, si reggeva sulla somiglianza tra dear (caro) e deer (cervo), che in inglese è invariabile al plurale.
La battuta «Mi sembra che un sacco di problemi di questo mondo siano causati da gente che critica prima di sapere di che cosa si parla!» – nella versione originale «It seems to me that a lot of the problems in this world are caused by people who criticize other people before they know what they're talking about!» – ha una certa pregnanza, non c'è che dire. Peccato che il suo valore venga subito dopo sminuito dalla scoperta che, ehm, l'obiezione rivolta da Charlie a Sally non risultava poi così infondata... ;-)

sabato 16 dicembre 2017

Viaggio nell'El Dorado d'Abruzzo

Pur avendo vissuto per quasi tutta la vita in Abruzzo, ignoravo fino a che punto la storia della cittadina di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, fosse stata segnata dalla presenza delle industrie chimiche. Me ne sono resa conto grazie a un reportage del fotografo pescarese Sergio Camplone dal titolo Appunti sulla chimica italiana, che è stato segnalato da Il Post.
Le foto sono state scattate tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 e sono un modo per riflettere sul rapporto tra uomo e paesaggio.
È dall’inizio del Novecento che il comune di Bussi diventò un centro importante per la produzione chimica italiana, gestita nel tempo da diverse società. Camplone spiega che negli anni ’50 quasi la metà degli abitanti di Bussi lavorava nelle fabbriche chimiche della zona; ora sono state quasi del tutto chiuse e nel 2007 la Guardia forestale ha scoperto una grande discarica abusiva di rifiuti tossici nella Valle del fiume Pescara, diventato un sito di interesse nazionale in attesa di bonifica. Lo scorso febbraio la Corte d’Assise d’appello di L’Aquila ha condannato 10 dei 19 imputati responsabili di Montedison, una delle aziende che hanno operato negli anni nella zona, per i reati di avvelenamento colposo delle acque e di disastro colposo. La sentenza ha modificato quella di due anni prima della Corte d’Assise di Chieti, dove non era stato riconosciuto il reato. Il prossimo 13 marzo 2018 inizierà l’esame del nuovo appello presentato in Cassazione, ultimo grado di giudizio.
Le immagini, delle quali riporto qui di seguito una mia personale selezione...


... si inframmezzano a brevi testi esplicativi.
Appunti sulla chimica italiana è un lavoro che ripercorre la stagione dell'industria chimica a Bussi Officina, in Abruzzo.
La memoria mescolata al presente crea una nostalgia disturbata che modifica leggermente il suo significato. Mescolare finzione e realtà, passato e presente, con una fotografia a tratti documentaristica, forense o di archivio, crea un nuovo tipo di storia. Una corrispondenza tra il passato e il presente.
La comunità di Bussi è strettamente legata alla chimica italiana presente nella valle dal 1901
A fine Ottocento Bussi sembra il luogo ideale per sviluppare i brevetti dell'elettrochimica industriale. Attività di produzione con la quale si ottengono atomi e nuove sostanze commerciali a partire da molecole in soluzioni acquose utilizzando l'energia elettrica. Così nel 1898 si comincia a pensare che le falde del fiume Tirino offrano l'opportunità di industrializzazione elettrochimica. Prima la società franco-svizzera Sie, poi Sime, Montecatini, Montedison, Montefluos, Ausimont, ultima nel 2002 la belga Solvay. Intorno al 1950 Bussi veniva chiamata l'El Dorado d'Abruzzo. Gli abitanti di Bussi erano oltre 3500 di cui circa la metà lavoravano in fabbrica. Nel villaggio operaio c'erano scuole, campi da tennis, cinema e centri di aggregazione a disposizione degli operai.
Oggi a qualche decennio dal grande polo chimico che ha seguito tutta la parabola della chimica italiana, rimangono in fabbrica un centinaio di addetti ed una gigantesca discarica di rifiuti tossici e nocivi.
In tutta la sua storia industriale a Bussi Officina si produrrà: cloruro di Sodio, i1 primo in Italia, cloro liquido, tetracloruro di carbonio, cloruro di zolfo e il solfuro di carbonio, entrò in funzione anche un impianto per la produzione di ferro-silicio (corazze per le navi).
Nel 1907 Bussi produce per l'Italia anche l'alluminio con il metodo elettrochimico, utilizzando soprattutto la bauxite marsicana. Con la prima guerra mondiale gli stabilimenti furono convertiti e vennero potenziate la produzione di ferro-silicio, di clorati (esplosivi), di fosgene (da tetracloruro di carbonio per gas asfissianti), ioduro e cloruro di benzile (gas irritanti e lacrimogeni) e di acido benzoico (irritanti). Nel dopoguerra Bussi produrrà l'idrogeno e l'azoto. Il primo fu impiegato per il volo del dirigibile Norge che raggiunse il Polo Nord.
Fino al 1971 le scorie di produzione sono state sversate direttamente nel fiume Tirino. Dal 1971 in poi i rifiuti tossici nocivi sono finiti in tre discariche intorno allo stabilimento industriale.
Nella primavera del 2007, il Comando Provinciale di Pescara del Corpo forestale dello Stato, guidato dall'allora Comandante Dr. Guido Conti, scopriva, sepolta nella Valle del fiume Pescara, la discarica abusiva di rifiuti tossici più grande d'Europa, una superficie grande come venti campi di calcio, per un totale di 500mila tonnellate di rifiuti. Per decenni la discarica di Bussi sarebbe stata destinata a smaltire illegalmente oltre centomila tonnellate di scarti di lavorazione chimiche ed industriali quali: il cloroformio, il tetracloruro di carbonio, l'esacloroetano, il tricloroetilene, triclorobenzeni, metalli pesanti, tanto da essere stata definita una delle più grandi discariche nascoste di sostanze tossiche e pericolose mai trovate.
Corpo forestale dello Stato

venerdì 15 dicembre 2017

Una conquista di civiltà

Ieri Timehop mi ha ricordato che esattamente tre anni prima avevo pubblicato un post a favore della legalizzazione dell'eutanasia, e il caso ha voluto che proprio ieri venisse finalmente approvata la legge sul testamento biologico: non è proprio la stessa cosa, ma mi sembra un gran passo avanti. Oggi mi limito a condividere due post che ho letto su Facebook al riguardo: uno del giornalista Vittorio Zambardino...
Potete parlarne male finché volete, e io mi unisco a voi, ma in questi cinque anni a guida PD abbiamo avuto i diritti per le coppie di fatto e il biotestamento. Non le leggi ideali, quelle quasi quasi mai stanno nel cielo della politica, ma sono leggi, fatti, e io sono contento
... e un altro pubblicato nella pagina I sentinelli di Milano che illustra nel dettaglio i contenuti di questa legge.
IL BIOTESTAMENTO é LEGGE!
NON LEGALIZZA L'EUTANASIA ma PREVEDE DIRITTI per il PAZIENTE sul proprio FINE VITA.
Ho preparato una SCHEDA in 8 PUNTI in cui spiego esattamente COSA PREVEDE la LEGGE.
Informatevi, leggete, condividete, perché CI RIGUARDA TUTT*
1. LA DAT.
Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Le Dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata personalmente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione.
2. IL FIDUCIARIO.
Chi sottoscrive le Dat indica una persona di sua fiducia (“fiduciario”) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne, capace di intendere e di volere. L’incarico del fiduciario può essere revocato.
3. IL CONSENSO INFORMATO.
Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Il consenso informato tra medico e paziente è espresso in forma scritta o, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, attraverso videoregistrazione.
Il consenso informato può essere revocato anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento.
4. E' POSSIBILE L'OBIEZIONE DI COSCIENZA MA L'OSPEDALE DEVE GARANTIRE ATTUAZIONE DELLA DAT.
l medico può fare obiezione tuttavia ogni azienda sanitaria pubblica o privata anche cattolica DEVE GARANTIRE l'attuazione dei principi della legge sul biotestamento.
5. DIVIETO DI ACCANIMENTO TERAPEUTICO.
Nel caso di paziente con prognosi breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati. (IL PUNTO FONDAMENTALE)
6. TERAPIA DEL DOLORE E SEDAZIONE PALLIATIVA PROFONDA.
Il medico, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze.
A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore.
In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.
7. NEL CASO DI MINORI. Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dai genitori o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità.
8. LA DAT PUO' ESSERE DISATTESA IN CASO DI NUOVE TERAPIE.
Il medico è tenuto al rispetto delle DAT che possono essere disattese dal medico, in accordo qualora le Dat appaiano non corrispondenti alla condizione clinica del paziente oppure sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

giovedì 14 dicembre 2017

Harry Potter era meglio nei libri o nei film?

Quando si legge un libro, è naturale immaginare l'aspetto che hanno i personaggi: in genere ci si basa sulla descrizione fornita dall'autore, e poi per i dettagli mancanti si lavora di fantasia.
Se ben ricordo iniziai a leggere i libri della saga di Harry Potter quando era già uscito come minimo il primo film, forse anche il secondo; pur non avendoli ancora visti in azione, i giovanissimi attori protagonisti li conoscevo già in fotografia, per cui la mia immaginazione è stata condizionata nel corso della lettura.
Leggendo un articolo dal titolo How J.K. Rowling Imagined the "Harry Potter" Characters vs. How They Were Portrayed in the Movies (Il modo in cui J.K. Rowling ha immaginato i personaggi di "Harry Potter" Vs come sono stati rappresentati nei film) pubblicato su BrightSide mi sono finalmente resa conto di quanto i personaggi dei film della saga abbiano un aspetto differente da quello descritto da J.K. Rowling nei libri. Riporto qui di seguito la traduzione dell'articolo, corredata da immagini piuttosto eloquenti.
Harry Potter – spettinato e con gli occhi verdi. Harry ha gli occhi verdi di sua madre, e i capelli selvaggi che rifiutano di lasciarsi pettinare li ha presi da suo padre. Purtroppo questi aspetti importanti non si ritrovano nei film. Tuttavia Daniel Radcliffe ha comunque fatto un ottimo lavoro interpretando il maghetto con il suo colore degli occhi.
Hermione Granger – capelli folti e lunghi denti davanti. Hermione è una sorta di autoritratto di J.K. Rowling a 11 anni. L'autrice ha scelto un folto cespuglio di capelli castani e grandi denti davanti (che si sono rimpiccioliti al secondo anno quando l'incantesimo di Malfoy è rimbalzato su di lei) come tratti distintivi di questo tesoruccio. Tuttavia Emma Watson ha dei denti bellissimi fin dal primo film.
Ron Weasley – naso lungo e coperto di lentiggini. Neppure Ron è stato risparmiato. Ha il naso lungo e le lentiggini che non si trovano da nessuna parte su Rupert Grint. Beh, almeno hanno scelto i capelli giusti. Rupert ha interpretato Ron perfettamente, ma perché non aggiungere alcuni elementi mancanti?
Severus Piton [nella versione originale Snape, NdC] – 31 anni quando ha incontrato Harry per la prima volta. Alan Rickman è stato un grande Severus Piton, non lo si può negare. Ma non dovremmo dimenticare che avrebbe dovuto avere solo poco più di 30 anni all'inizio del primo libro. Con nostro disappunto, l'intero franchise soffre di sopravvalutazione dell'età, e non c'è nulla che possiamo fare al riguardo.
Albus Silente – con gli occhi azzurri e gli occhiali a mezzaluna. Richard Harris, che interpretava il ruolo di Silente nei primi due film, era una rappresentazione migliore del personaggio originale. Sfortunatamente non visse per recitare nei film successivi, e fu sostituito da Michael Gambon. E questo non è un problema, ma cosa è successo agli occhi azzurri e agli occhiali a mezzaluna che rendevano completa l'immagine di Silente?
Alastor Moody – sfigurato e quasi senza naso. Quando "Malocchio" Alastor Moody appare nel Calice di Fuoco, viene descritto come un uomo dal volto malamente sfigurato e la punta del naso mancante. Nel film, tuttavia, sembra a posto a parte l'occhio e diverse linee sul suo volto. Il lavoro di un Auror dei film è pericoloso quanto quello del personaggio originale?
Viktor Krum – alto e magro con il naso aquilino. Viktor Krum era alto, magro e aveva il naso aquilino. Aveva anche sopracciglia folte e capelli scuri. Nessuna di queste qualità si ritrova nei film (tranne forse un po' di capelli scuri). È un peccato.
Petunia Dursley – una bionda dal collo lungo. La signora Dursley nel libro aveva un collo lungo che le conferiva la capacità di spiare i suoi vicini. Aveva anche i capelli biondi, ereditati da suo figlio Dudley. Nulla di tutto ciò è nei film.
Minerva McGranitt [nella versione originale McGonagall, NdC] – molto più giovane. L'insegnante di Trasfigurazione aveva 56 anni quando Harry arrivò a Hogwarts. E anche se Maggie Smith rappresentava perfettamente l'immagine di Minerva, il personaggio del libro è molto più giovane.
Dolores Umbridge – simile a una rana. La professoressa Umbridge aveva certamente una certa somiglianza con una rana grazie ai suoi occhi rotondi e sporgenti, alla bocca larga e alla pelle pallida e flaccida. E, naturalmente, il colpo finale: un piccolo fiocco nero che assomigliava a una mosca sui suoi capelli corti color topo.
Rufus Scrimgeour – simile a un leone. Nel libro, Rufus assomigliava a un vecchio leone per via della sua "criniera" di capelli castani striati di grigio e del suo modo di vestire. Portava occhiali cerchiati di ferro e zoppicava. Nonostante i suoi disaccordi con Harry, Scrimgeour assomigliava eccome a un leone: il simbolo di Grifondoro. Aveva tutto il coraggio del mondo.
Bill Weasley – un volto completamente sfigurato. Ha riportato gravi cicatrici lottando contro il lupo mannaro Fenrir Greyback, che gli ha sfigurato in maniera grottesca il volto (sebbene Fleur Delacour non lo amasse di meno a causa di ciò). Nei film, tuttavia, possiamo vedere solo alcuni semplici graffi.
Narcissa Malfoy – dai capelli biondi chiarissimi. L'aristocratica Narcissa Malfoy aveva lunghi capelli quasi bianchi, che la facevano sembrare una donna annegata. Non è del tutto chiaro il motivo per cui nei film le sono stati dati dei capelli bicolore.