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giovedì 17 agosto 2017

Innamorati della scienza

Tempo fa ho pubblicato due post nei quali condividevo alcune notevoli GIF animate che illustrano in modo assai efficace delle nozioni rispettivamente di chimica e di matematica... e l'articolo che ho visto l'altro giorno su Bright Side, intitolato 15 amazing GIFs that will make you fall in love with science (15 fantastiche GIF che ti faranno innamorare della scienza), mi offre lo spunto perfetto per dar loro un seguito. [Un paio di queste GIF comparivano già nei post precedenti]
Dopo averle studiate a scuola, molte persone credono che la chimica e la fisica siano materie noiose. Forse perché raramente gli insegnanti ci mostravano gli esperimenti più fighi che potrebbero rivelare la vera bellezza della scienza.
Bright Side ha raccolto 15 strabilianti GIF scientifiche che ravviveranno la tua fame di conoscenza. Solo, non cercare di ricreare questi esperimenti a casa!
Lana d'acciaio e una batteria
Palline di idrogel e acqua colorata
Spostamento del galleggiamento
Un fiammifero che brucia
a² + b² = c² [Tipica formulazione del teorema di Pitagora, NdC]
Bruciando del bicromato d'ammonio
Una matita e l'elettricità
Il neodimio e un televisore
Fiamme di acido borico
Azoto liquido e 1500 palline da ping pong
Bottiglia Molotov inversa
La fisica può essere eccitante
Questo è il modo in cui puoi divertirti a lezione di scienze!

domenica 13 agosto 2017

A tutta birra giù per la discesa

Non sono passate neppure ventiquattr'ore da quando ho pubblicato il post che elogia il dono della disconnessione... e non resisto già più a rimanere offline, pazzesco! ;-)
Dai che scherzo: in realtà quest'oggi mi limito a proporti un semplice quesito che avevo bell'e pronto da tempo... e in seguito, se mi va e se me ne ricordo, vedrò di condividere la soluzione. :-)
Un baldo ciclista in sella alla sua bicicletta va in gita al santuario della Madonna del Ghisallo [patrona universale dei ciclisti; ho avuto il piacere di visitarlo un paio d'anni fa, NdC]. Sale verso il santuario a una velocità di 20 km/h, si ferma per una mezza giornata in compagnia dei suoi amici ciclisti per una colazione al sacco, poi riprende la via per la valle lungo lo stesso percorso alla velocità di 60 km/h. Qual è stata la velocità media tenuta dal ciclista nei due viaggi?
[La foto del santuario è tratta da www.triangololariano.it]

sabato 12 agosto 2017

Buone vacanze offline!

In questo tempo di vacanze, in cui la maggior parte di noi aspira a staccare almeno una volta l'anno dallo stress quotidiano, ti propongo un valido spunto di riflessione riguardo a qualcosa da cui difficilmente si riesce a staccare, anche se sarebbe il caso: internet, che con l'avvento degli smartphone abbiamo praticamente sempre a portata di mano. È uno strumento sempre più irrinunciabile non soltanto sul lavoro ma anche nel tempo libero, e sotto certi aspetti questo non è mica un bene...
Chris Bolin, che sul suo sito si definisce un wannabe polymath (aspirante eclettico), ha creato una pagina internet che per svelare il suo contenuto ti chiede, pensa un po', di disconnetterti da internet: questa. Quando la apri compare il messaggio qui accanto – «Devi andare offline per visualizzare questa pagina. Scollegati per continuare» – e non appena ti disconnetti dalla rete un codice JavaScript fa apparire un testo del quale ti propongo qui di seguito la traduzione.
Solo offline
2017. 2 minuti di lettura.
Vuoi essere produttivo? Basta che tu vada offline, perché mantenere una connessione costante a internet significa mantenere una connessione costante alle interruzioni, sia esterne che interne.
Le interruzioni esterne sono innumerevoli e ben documentate: hai un nuovo messaggio su Gmail, Slack, Twitter, Facebook, Instagram, Snapchat, LinkedIn. Amici, familiari, colleghi e spammer: ciascuno ha un accesso diretto alla tua preziosa attenzione.
Ma sono le distrazioni interne ad essere veramente dannose. Puoi silenziare le notifiche di Twitter e disconnetterti da Slack, ma come fai ad impedire alla tua mente di sviarti? Io ho trascorso delle ore intrappolato nelle reti della mia curiosità. La cosa più pericolosa è il capriccio di una frazione di secondo, riguardo a un nonnulla: «Mi chiedo quale sia la seconda lingua parlata più comunemente». Quei 500 millisecondi potrebbero cambiare la tua giornata, perché non si tratta mai solo di una ricerca su Google o di un articolo di Wikipedia. Scollegarti da internet manda in corto circuito quei capricci, permettendoti di muoverti liberamente. (È lo spagnolo, a proposito)
Questa stessa pagina è un esperimento in tal senso: cosa accadrebbe se certi contenuti ci chiedessero di scollegarci? Cosa succederebbe se i lettori avessero accesso a quella gloriosa attenzione che rende così soddisfacente divorare un romanzo per ore alla volta? Cosa accadrebbe se i creatori potessero abbinare questo con il potere dei moderni dispositivi? I nostri telefoni e computer portatili sono piattaforme incredibili per nuovi contenuti... se solo potessimo sfruttare la nostra attenzione.
I contenuti solo offline imporrebbero anche ai creatori di pensare in modo diverso. Guarda questa pagina: non c'è un solo link, nessuna offerta a piè di pagina per distrarre i lettori. Quanti buoni articoli hai lasciato a metà perché hai seguito un link sottolineato? Quando sei offline, è proprio qui l'unico posto in cui puoi essere.
Posso già udire i lamenti: «Ma io devo essere online per il mio lavoro». Non mi importa. Prenditi del tempo. Scommetto che a renderti prezioso non è la tua capacità di cercare qualcosa su Google, ma la tua capacità di sintetizzare le informazioni. Fai le tue ricerche online, ma crea offline.
Adesso torna alla tua internet regolarmente programmata. Ricordati soltanto di concederti occasionamente il dono della disconnessione.
Il mio caso è abbastanza paradossale: la bozza di questo post l'ho preparata ieri, e oggi lo pubblico tramite l'app di Blogger mentre sono in viaggio. Sono proprio un caso disperato, mi sa... ;-) Riuscirò almeno a trascorrere una vacanza più offline rispetto al mio solito? Lo scopriremo solo vivendo! :-)

venerdì 11 agosto 2017

L'angolo della #puccyness

Tempo fa accennai alle esperienze avute con i criceti come animali domestici, prima Luna e poi Gaia e non solo... ma cinque o sei anni fa in seguito all'ennesima prematura dipartita – quelle bestiole sono taaaaanto carine ma tutt'altro che longeve, mannaggia :'-( – non ne ho più voluti accogliere altri in casa. Non per questo mi è passato il debole che avevo per quei simpatici roditori... e l'altro giorno mi sono "sparata" una compilation di video su YouTube della quale ti propongo qui di seguito il meglio secondo me.
  • Uno, due, tre video di criceti che fanno piazza pulita dei semi che trovano sul loro cammino, comportandosi un po' come dei perfetti mini-Roomba in carne, ossa e pelo! <3
  • Questo povero criceto cerca in tutti i modi di entrare in un barattolo pieno di semi di girasole, dei quali queste bestiole vanno ghiotte.
  • Infine, ecco Boris che sale le scale arrampicandosi su gradini più alti di lui (il "trucco" è che si aggrappa alla moquette di cui sono rivestiti).
[La foto del minuscolo criceto che apre il post è tratta dall'antologia di cuccioli adorabili pubblicata su Animal Channel, che ho scoperto grazie a Cuteness overload]

giovedì 10 agosto 2017

Chi non vuol essere salvato?


L'altro giorno ho visto condiviso su Facebook da qualche mio contatto un video pubblicato nella brillante pagina medica a sfondo comico Med in China.


La trama in poche parole: un gigante di pietra (VACCINO) compie uno sforzo immane per impedire che il villaggio (NO-VAX) venga travolto da un'enorme roccia (MORBILLO). Ma gli abitanti del villaggio non sembrano granché riconoscenti, anzi. E quindi...
Luca Piersantelli, menzionato nel testo che accompagna il video, in realtà ha semplicemente (e mica è poco... io non saprei da che parte cominciare per farlo!) sovraimpresso le opportune scritte al pluripremiato corto animato A Tale of Momentum & Inertia realizzato dallo studio HouseSpecial. Ecco qua sotto il video originale.

mercoledì 9 agosto 2017

Sarahah, il bello e il brutto dell'anonimato

Di Sarahah e della relativa app, disponibile qui per Android e qui per iOS, ne ho sentito parlare per la prima volta il 23 luglio scorso, leggendo un messaggio del canale Telegram Quarantadue:
Si chiama "Sarahah", che in arabo significa "franchezza", "onestà", ed è l'app che sta riscuotendo più successo negli USA, in Canada, in Irlanda e Australia. Ha saputo sfruttare il successo di Instagram e Snapchat tra gli adolescenti, e prevede che tutti, usandola, siano franchi, onesti e... anonimi. Poi, come per Whisper e Ask.fm atriverà il problema del controllo del bullismo, ma non siamo ancora a quel punto. L'app apre una pagina personale in cui tutti possano lasciare - anonimamente - un commento, ed era stata pensata perché fosse utilizzata sul lavoro in modo da raccogliere suggerimenti dei dipendenti. Poi i ragazzini hanno iniziato a inserire il link in Instagram e Snapchat.
Seguiva il link a un articolo di Mashable (in inglese).
A giudicare dalla mia timeline di Facebook, il fenomeno è esploso nelle ultime ventiquattr'ore o giù di lì: parecchi dei miei contatti hanno voluto condividere il nome utente o il link completo al loro profilo, aspettandosi di ricevere chissà quali "messaggi costruttivi" (sopra il campo riservato al messaggio da inviare c'è scritto proprio «Leave a constructive message :)»). Divorata dalla curiosità, alla fine mi sono registrata anch'io – come username ho optato per curiosona perché gwendalyne era già in uso, mannaggia – e ho reclamizzato il mio profilo su Twitter e anche su Facebook, ma in un gruppo chiuso: ho pur sempre una preziosissima identità segreta da difendere, io! ;-) Comunque finora ho ricevuto uno e un solo messaggio, questo...


Come puoi notare non è nulla di spiacevole... ma il fatto di ignorarne la provenienza e di non poter replicare neanche volendo, chettedevodadi', mi mette ansia: si vede proprio che 'sto Sarahah non fa per me. Anzi, mi sa tanto che domani cancello l'account: ti do giusto altre ventiquattr'ore di tempo per approfittarne! ;-)
Ad ogni modo la mia ansia è il minore dei problemi, purtroppo: su Sarahah si può andare dai messaggi sconci, indirizzati soprattutto alle utenti femmine, al vero e proprio cyberbullismo paventato in questo articolo. Altro che «Fa bene all'autostima», come sostiene qualcuno che evidentemente riceve solo messaggi carini. Proprio poco fa leggevo una mia "facciamica" che si lamentava degli insulti inqualificabili ricevuti tramite l'app del momento, e ho avuto l'ennesima conferma del fatto che l'anonimato, se usato male, si presta alle vigliaccate più squallide.

martedì 8 agosto 2017

Non fermiamo il cammino della scienza!

L'account Twitter ufficiale della Marcia della Scienza di Montreal – a tale iniziativa internazionale ho accennato due mesi fa parlando di cambiamenti climatici – ha condiviso pochi giorni fa l'immagine qui sotto, screenshot di un tweet di origine incerta, accompagnata dagli hashtag #StandUpForScience, #KeepMarching e #marchforscience.


Traduco i vari punti, associando a ciascuno un link per approfondire:
Annuncio di servizio pubblico [PSA, Public Service Announcement, NdC]:
Il primo punto si ricollega alla vignetta qui sotto, pubblicata nella pagina Sephko.

Lo sforzo di molti scienziati
Una delle più grandi sfide tecnologiche
Tutto questo per dare internet a Billy per fargli dire che la terra è piatta!
(Se ti è piaciuta, magari ti interesserà sapere che il suo autore Gojko Franulic sta cercando chi finanzi la sua opera su Patreon)

lunedì 7 agosto 2017

Alziamo gli occhi al cielo!

Tra qualche giorno si potranno osservare in tutto il loro magico splendore le famose lacrime di San Lorenzo, comunemente dette stelle cadenti (anche se non si tratta di stelle propriamente dette, bensì di "semplici" meteore). Ovviamente tempo permettendo, dal momento che, dopo settimane di sole e caldo record, il cielo nei prossimi giorni dovrebbe coprirsi di nubi cariche di pioggia, almeno qui al Nord. Spero almeno di riuscire a vedere l'eclissi di Luna prevista per stasera dopo il tramonto...
Ma ora torniamo alle meteore, e per la precisione all'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Milky Way and Exploding Meteor (Via Lattea e meteora che esplode). Questa volta non si tratta di un'immagine fissa, bensì di una suggestiva GIF animata che Andre van der Hoeven ha ricavato da questo video.


Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione...
Il prossimo fine settimana lo sciame meteorico delle Perseidi raggiungerà il suo massimo. Granelli di roccia ghiacciata attraverseranno il cielo mentre evaporano al loro ingresso nell'atmosfera terrestre. Questi granelli provengono dalla cometa Swift-Tuttle. Le Perseidi risultano dal fatto che la Terra annualmente attraversa l'orbita della cometa Swift-Tuttle, e sono tipicamente lo sciame meteorico più attivo dell'anno. Sebbene sia difficile prevedere il livello di attività in qualsiasi sciame meteorico, in un cielo buio e limpido un osservatore potrebbe vedere una meteora al minuto. Quest'anno il picco delle Perseidi cadrà quasi una settimana dopo il plenilunio, e perciò alcune meteore deboli andranno perdute nel bagliore lunare. Gli sciami meteorici in generale si osservano meglio da una posizione rilassante, lontano dalle luci. Quella mostrata qui è una meteora delle Perseidi del 2015 immortalata mentre esplode sopra l'Austria vicino alla fascia centrale della nostra Via Lattea.

domenica 6 agosto 2017

Curiosità della domenica

Quest'oggi ti propongo la traduzione di un articolo dal titolo 21 Ridiculous Facts That Are Absolutely True (21 fatti assurdi che sono assolutamente veri); personalmente mi ha intrigata parecchio, e se hai presente la denominazione di questo blog non avrai difficoltà a capire il perché! ;-)
Più invecchiamo, più è difficile che le cose ci stupiscano. Tuttavia tutto quello che dobbiamo fare è essere aperti alla curiosità e ad esplorare nuovi orizzonti.
Noi di Bright Side abbiamo compilato un elenco di fatti stupefacenti sulle cose ordinarie che ci circondano. Attenzione: essi possono mettere sottosopra la tua visione del mondo.
  1. L'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi.
  2. Se tieni il tuo pesce rosso in una stanza buia, il suo colore sbiadirà.
  3. Le donne hanno il doppio dei recettori del dolore rispetto agli uomini. Ma la loro soglia del dolore è molto più alta. [Ecco perché i maschi quando stanno male tendono a diventare così lamentosi... ;-) NdC]
  4. I fiori crescono più rapidamente con l'accompagnamento della musica.
  5. Un anatroccolo prende chiunque veda più spesso nei primi dieci minuti dopo la nascita per sua madre.
  6. Secondo gli scienziati, maggiore è il quoziente d'intelligenza di una persona, tanto più spesso lui/lei sogna di notte.
  7. I pirati erano soliti coprire un occhio con una benda nera per migliorare la loro visione notturna. [E non perché quell'occhio l'avessero inspiegabilmente perso tutti quanti, come magari si potrebbe credere, NdC]
  8. È più probabile che tu venga ucciso da una noce di cocco caduta che dall'attacco di uno squalo.
  9. Bruci più calorie quando metti il broncio che quando sorridi. [Ragion per cui ci sono persone che metteranno il broncio con ostinazione ancora maggiore, immagino ;-) NdC]
  10. Se le automobili potessero volare, ci vorrebbe solo un'ora per raggiungere lo spazio.
  11. L'apriscatole è stato inventato 48 anni dopo il cibo in scatola. [Chissà come si sarà arrangiata la gente nel frattempo, NdC]
  12. Le balene che cantano le note sbagliate si perdono e vivono da sole.
  13. Gli occhi di uno struzzo sono più grandi del suo cervello. [La versione originale di questo fatto contiene un classico falso amico, ostrich, che significa appunto struzzo e non ostrica (in inglese oyster), NdC]
  14. Fumare sigarette era considerato salutare fino agli anni '50.
  15. Il Re di Cuori è l'unico Re senza baffi in un mazzo di carte standard.
  16. Nel 1932 l'esercito australiano dichiarò guerra agli emù, e... gli uccelli vinsero. [Questa poi... Clicca qui per saperne di più, NdC]
  17. La Nintendo è stata fondata durante il periodo dell'Impero ottomano. [Per la precisione nel 1889, mentre l'ultimo sultano ottomano fu deposto nel 1922, NdC]
  18. Una pallina di vetro può rimbalzare più in alto rispetto a una di gomma.
  19. Due terzi della popolazione umana non hanno mai visto la neve.
  20. I collari con le punte sono stati inventati nell'Antico Egitto per proteggere i colli dei cani dai lupi.
  21. Bonus: le piramidi non furono costruite da schiavi. Le moderne scoperte mostrano che a farlo furono effettivamente lavoratori retribuiti e ben nutriti.

sabato 5 agosto 2017

Quelle belle parole fuori moda

Di recente è stata creata la pagina Parole desuete nella quale vengono pubblicate immagini contenenti parole più o meno desuete con il relativo significato. Tra queste c'è pure lo stesso aggettivo desueto, definito come «Disabituato, disavvezzo. Abbandonato, antiquato, disusato, fuori moda, obsoleto, sorpassato, superato».
In effetti parecchi di questi termini non mi sembrano poi così insoliti, anzi alcuni li uso con una certa frequenza quando parlo e soprattutto quando scrivo: ad esempio antelucano, astruso, bislacco, gaudio, lapalissiano, manfrina, maramaldeggiare, panegirico, postprandiale.
Ho invece la netta impressione di non aver mai sentito prima parole come abbacare, abbambinare, abiatico, barbigi, bolgetta, bordaglia, brolo, broscia, bruzzaglia, buonamano, burbanza, carbaso, cica, conquidere, flagizio, labbreggiare, malazzato, masticabrodo, pulzellaggio, quarterone, rugliare, tralatizio, ultroneo. Ma non mi sembrano poi così indispensabili! ;-)
Ho selezionato le parole che, desuete o meno che siano, a prescindere dal fatto che le conoscessi già oppure no, trovo meritevoli di un impiego più ampio nella lingua italiana, perché gli eventuali sinonimi o espressioni equivalenti non mi sembrano altrettanto efficaci. Le elenco qui di seguito, sempre in rigoroso ordine alfabetico, accompagnate dalle definizioni corrispondenti.
acribìa
Esattezza, meticolosa precisione.
afróre
Odore acre che emana dal mosto in fermentazione o anche da altri corpi o sostanze.
albagìa
Alterigia, presunzione, boria che deriva da una considerazione troppo alta di sé.
ampollóso
Gonfio, ridondante, affettatamente prolisso e ricercato. Anche di chi ama vantarsi o di chi, pieno di sé, parla di qualunque argomento in modo ricercato.
anòdino
[Attenzione all'accento sulla prima o, NdC] In medicina, antidolorifico, riferito a sostanza che ha azione calmante. Senza carattere, insignificante, che non prende posizione decisa, che non esprime un parere netto.
barbògio
Di uomo assai vecchio e mezzo rimbambito, brontolone. Per estensione, di cosa da vecchi melensi.
bólso
Di persona, asmatico, che respira male, e per estensione debole, fiacco. Di stile, componimento, eloquenza e simile, gonfio, che ostenta una forza che non ha.
cogitabóndo
Pensieroso; si dice specificatamente di chi mostra d'avere qualche grave pensiero che lo preoccupa.
dabbenàggine
Credulità, ingenuità, semplicioneria. Qualità di uomo dabbene, semplicità d'animo e di mente.
facóndia
Facilità e abbondanza di parola (talvolta eccessive), specialmente in pubblico.
fanfaróne
Chi si vanta di aver compiuto o di poter compiere grandi imprese di cui non è realmente capace; spaccone, millantatore, smargiasso.
gagliòffo
Di persona buona a nulla, sciocca e ignorante o goffa.
girandolàre
Girare qua e là senza un fine determinato, girellare, aggirarsi. Fantasticare, farneticare.
ignàvo
Pigro, indolente nell'operare per mancanza di volontà attiva e di forza spirituale; codardo.
invacchìre
Riferito a persona, inaridirsi, perdere la vivacità e la produttività dell'ingegno, per cui si rende meno di ciò che s'era lasciato sperare. Con altro senso, diventare pingue, floscio, pesante nel corpo e tardo nei movimenti e nell'azione.
meriggiàre
[Mai trovato se non nella poesia Meriggiare pallido e assorto di Eugenio Montale, NdC] Stare in riposo, all'aperto e in luogo ombroso, nelle ore calde del meriggio.
misoneìsmo
Atteggiamento di avversione verso ogni novità, soprattutto nel campo politico e sociale, ma anche nella letteratura, nelle arti, nel costume.
mólcere
Lusingare, dare un piacere soave e segreto all'animo, al cuore; anche, lenire, mitigare affanni, preoccupazioni e simili.
pleonàstico
Atti e comportamenti che si ritengono inutili, superflui, non necessari.
plètora
Eccedenza, eccesso, esuberanza, sovrabbondanza, surplus. In linguaggio medico eccesso patologico di sangue (poliemia).
postergàre
Gettarsi una cosa dietro le spalle, non darsene pensiero, omettere di farla. Posporre una cosa a un'altra.
quèrulo
Lamentoso, detto di persona che si lagna (soprattutto se con frequenza o abitualmente), dolendosi di torti ricevuti, dell'avversità della sorte.
resipiscènza
Letteralmente il ravvedersi, riconoscendo l'errore in cui si è caduti. Pentimento, ravvedimento, rinsavimento.
riottóso
Litigioso e insofferente di ogni norma e disciplina, ribelle alle imposizioni e ai consigli.
sacripànte
Per antonomasia, uomo di alta statura e corporatura molto robusta, dall'aria fiera e minacciosa, che incute timore e soggezione.
salapùzio
Uomo piccolo di statura, che si rende ridicolo per l'atteggiamento saccente. [Non può non venirmi in mente un certo politico di centrodestra ;-) NdC] È termine di uso raro, quasi soltanto come reminiscenza del noto verso di Catullo: Di magni, salaputium disertum! (a proposito del poeta Licinio Calvo).
santimònia
Modo di vivere, di pensare e di agire casto e morigerato. Oggi raro, e solo con connotazione negativa, santità di vita ostentata e non sincera, bigottismo.
sciamannàto
Disordinato, sciatto negli abiti, nella persona e nel portamento. Più genericamente, con riferimento al modo di agire, di operare. Come sostantivo, soprattutto per indicare la trascuratezza, il disordine.
sciaràda
[Non è solo un gioco enigmistico, NdC] Problema, questione, situazione complicata e inestricabile, difficile da risolvere.
scilinguàre
Parlare in modo confuso, barbugliare, balbettare; pronunciare male, non chiaramente, suoni e parole.
sesquipedàle
Enorme, gigantesco, mastodontico.
sicumèra
Sussiego, presunzione.
smargiàsso
Chi si vanta di qualità che non ha e di poter fare cose di cui non è capace; spaccone, fanfarone.
solipsìsta
Chi ha un atteggiamento di soggettivismo estremo, o chi non vede che il proprio mondo, ignorando o trascurando quello degli altri.
stoltilòquio
Discorso stolto, o da persona stolta.
tignóso
Affetto da tigna. Avaro, spilorcio. Persona vile, dappoco, spregevole.
truìsmo
Verità ovvia, evidente, indiscutibile, tale che è o sarebbe ridicolo enunciarla o superfluo spiegarla.
ubbìa
Pregiudizio, credenza o convinzione infondata che è causa di idee, timori, sospetti non giustificati.
ùggia
Ombra, mancanza di luce e di sole nociva alla vegetazione. Noia, tedio, sensazione di fastidio e di irrequietezza. [Mi sovviene Una giornata uggiosa, famoso singolo di Lucio Battisti, NdC]
villanzóne
Persona molto villana, rozza e maleducata.
vilùppo
Intreccio confuso di fili, nastri, capelli o altri elementi allungati. Insieme intricato e confuso di fatti o elementi non materiali.
zibaldóne
Vivanda composta di molti e svariati ingredienti. Scartafaccio in cui si annotano, senza ordine e man mano che capitano, notizie, appunti, riflessioni, estratti di letture, schemi, abbozzi. [Da cui il titolo dell'opera del Leopardi, NdC]

venerdì 4 agosto 2017

La follia della donna (e dell'uomo)

Non hai mai pensato a un tatuaggetto
La tua amica sfoggia un tatuaggetto
Corri, corri a farti un tatuaggetto
D'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto, un tatuaggetto, un tatuaggetto
D'un tratto non ti piace più
Che fai? Lo togli, non puoi
Ne fai un altro più grosso
La follia della donna
Il disagio mentale
Di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi
Sciabattando poi vaghi
Per le vie della moda...
Oh, son parole di Elio, mica mie! ;-) A dire il vero questi versi de La follia della donna (2003) mi tornano prepotentemente alla memoria soprattutto d'estate, quando con l'arrivo del caldo braccia e gambe tendono a scoprirsi (ma gente come Fedez, che ha tatuato persino il collo, è in tutte le stagioni il testimonial perfetto dei tatuatori). Non soltanto donne, ma anche – se non soprattutto – uomini: anno dopo anno la superficie di pelle tatuata della popolazione sembra aumentare sempre di più, di pari passo con la mia perplessità. Ebbene sì, a me i tatuaggi particolarmente vistosi non piacciono (quelli minimalisti invece mi affascinano, anzi non escludo in assoluto di potermene fare uno in futuro)... ma da quando ho letto questo articolo mi è ben chiaro che non sono affari miei! ;-)
Tra le obiezioni che i tatuati sono abituati a sentirsi rivolgere una delle più tipiche è questa: che aspetto avranno i tuoi tatuaggi quando invecchierai e la tua pelle cederà? Ebbene, la risposta che emerge da questa photogallery è abbastanza sorprendente...
Comunque non capita affatto di rado che dopo un po' di tempo per qualche motivo ci si penta del tatuaggio e si decida, se non di rimuoverlo del tutto, di farlo modificare. Un caso abbastanza eclatante è quello dell'attore Johnny Depp, che dopo la fine della sua relazione con la collega Winona Ryder ha ritoccato la scritta WINONA FOREVER in WINO FOREVER (alcolizzato per sempre, non proprio di buon auspicio).


Farsi tatuare il nome della persona amata è considerata da molti una sorta di prova d'amore... ma, come confessato da @Ty_il_nano in un tweet,

Chi si chiedesse per quali ragioni si sceglie di tatuarsi può trovare qui una risposta dal punto di vista psicologico, mentre qui sono esposte le motivazioni di alcune persone che, al contrario, di "iniettarsi l'inchiostro con gli aghi" non ne vogliono proprio sapere.
Ci si tatua di tutto, dalle scritte in lingue asiatiche – personalmente trovo gli ideogrammi davvero eleganti, ma avrei troppo il terrore di ritrovarmi impresse addosso in modo pressoché indelebile delle scritte dal significato indesiderato! ;-) – alle citazioni senza senso... proprio due tra le categorie di tatuaggi sconsigliate dagli stessi tatuatori.
Su Focus.it puoi scoprire 11 cose che (forse) non sai sui tatuaggi, tipo: chi si tatuò per primo? E quando? Quante volte viene punta la pelle durante un tatuaggio? Quante persone al mondo ne hanno uno? Che significato hanno quelli dei marinai? E in quest'altro articolo è presentato quello che probabilmente sarà il futuro dei tatuaggi.

giovedì 3 agosto 2017

Non è di aiuto che abbiamo bisogno!

Quest'oggi ti propongo come spunto di riflessione un video pubblicato nella pagina Facebook Per Davvero. Siccome si tratta sostanzialmente di testo, e le immagini che lo accompagnano pur essendo in tema non aggiungono granché al suo significato, volendo puoi risparmiarti i due minuti e mezzo scarsi di visione leggendo la trascrizione che riporto dopo il video. :-)

Io non aiuto mia moglie.
Un mio amico è venuto da me per un caffè, e abbiamo parlato della vita e dei massimi sistemi. Ad un certo punto ho detto che dovevo lavare i piatti, e che lo avrei raggiunto a breve. Mi ha guardato come se gli avessi detto di voler costruire una navicella spaziale. Poi ha detto qualcosa, irritato:
«Penso che sia bello che tu aiuti tua moglie. Quando io lo faccio, poi lei non mi ringrazia mai. La scorsa settimana ho lavato il pavimento, e non ho avuto nessun grazie».
Allora gli ho spiegato che io non aiuto mia moglie.
«Mia moglie non ha bisogno di nessun aiuto. Lei ha bisogno di un compagno.
Io non aiuto mia moglie a pulire casa. Io pulisco casa, perché ci vivo.
Io non aiuto mia moglie a cucinare. Perché anche io mangio, quindi anche io cucino.
Io non aiuto mia moglie a lavare i piatti dopo mangiato. Io li lavo, perché anche io li uso.
Io non aiuto mia moglie con i bambini. Poiché sono anche figli miei, il mio compito è di prendermene cura, perché sono il loro padre.
Io non aiuto mia moglie a fare il bucato. Io lo faccio perché si tratta dei miei vestiti e di quelli dei miei bambini.
A casa io non sono un "aiutante", sono parte integrante di questa casa.
Scommetto che non hai mai sentito niente del genere, eh, amico mio? Per una volta che hai lavato il pavimento, ti aspettavi per questo di ricevere un premio e tanta gloria? Per quale ragione?
Quand'è l'ultima volta che hai ringraziato tua moglie per aver fatto il bucato, aver cucinato e badato ai bambini? Forse pensi che tutto questo sia solo lavoro suo. Forse hai anche pensato che dopotutto ti è stato insegnato a non muovere un solo dito per queste cose.
Aiuta tua moglie in modo da essere un buon compagno, e non solo un ospite che arriva a casa per mangiare, per dormire e per soddisfare tutti i suoi bisogni e desideri.
Il vero cambiamento comincia nella nostra casa, dove le nostre figlie e i nostri figli possono guardare e capire il vero senso dell'essere una coppia».
La sottoscritta da bambina si era fatta l'idea che la coppia dovesse essere composta dall'uomo che porta i soldi a casa e dalla donna che si occupa delle faccende domestiche (anche se magari pure lei lavora fuori casa)... ma crescendo per fortuna mi sono affrancata da questa concezione: in famiglia è giusto dividersi i compiti, compatibilmente con le circostanze, con il tempo a disposizione e con le rispettive capacità. Ad esempio chi se la cava meglio ai fornelli cucina, e chi è più bravo col ferro da stiro stira... ;-)

mercoledì 2 agosto 2017

Dove non arriva il buonsenso

Qualche giorno fa il decreto che riporta in vigore l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola dei bambini è finalmente divenuto legge... e com'era prevedibile ci sono state accese proteste da parte di manifestanti no-vax (o free-vax, come amano farsi chiamare): tre deputati PD, rei di aver votato a favore del provvedimento, sono stati aggrediti e insultati davanti a Montecitorio. Sembrerebbe talmente sensato vaccinare i propri figli per proteggerli da patologie evitabili a fronte di un rischio di effetti avversi irrisorio rispetto alle possibili conseguenze delle malattie... ma dove non arriva il buonsenso, deve intervenire lo Stato per tutelare coloro che non sono in condizione di prendere decisioni sulla propria salute.
Nella pagina del Policlinico di Sant'Orsola a Bologna sono state pubblicate alcune immagini assai eloquenti che pongono i rischi di alcune malattie – difterite, meningite, morbillo, parotite, pertosse, rosolia e tetano – a confronto con quelli delle vaccinazioni corrispondenti.


Come si possa, di fronte a simili evidenze scientifiche, scegliere di NON vaccinare i propri figli – ma io, che di figli ancora non ne ho, vaccinerei innanzitutto me stessa, come del resto ho fatto per la rosolia – mi sembra davvero inconcepibile.
Purtroppo le teorie antiscientifiche e complottiste sui vaccini continuano a prosperare: il post in cui una mamma condivide il referto che dimostrerebbe che suo figlio è naturalmente immune pur non essendo mai stato vaccinato è stato smontato dal professor Andrea Cossarizza (sulla pagina del dottor Guido Silvestri) e dal debunker David Puente. Mentre in provincia di Cosenza un padre è arrivato al punto di picchiare il medico che aveva vaccinato suo figlio, ritenendolo responsabile dell'insorgenza dell'autismo nel bambino. A distanza di quasi due decenni, il famigerato studio pubblicato con intenti fraudolenti dall'ex medico britannico Andrew Wakefield continua a far danni e a mietere vittime...
Il meme seguente, tratto da Refutations to Anti-Vaccine Memes, stabilisce un nesso tra la logica antivaccinista e altri ragionamenti a dir poco bislacchi.

Se i miei figli conseguono l'immunità naturale, non dovranno mai preoccuparsi di prendere di nuovo il morbillo.
Se lascio il lavoro, non potranno mai licenziarmi.
Se mi rado la testa, non dovrò mai preoccuparmi di diventare calvo.
Se do via tutti i miei soldi, non dovrò mai più pagare le tasse o preoccuparmi di essere derubato.
Se mi metti incinta adesso, allora possiamo fare sesso senza preoccuparci che io rimanga incinta.
Se mi cavo gli occhi, non avrò mai bisogno di occhiali.
[L'immagine che apre il post è tratta da Le profezie di Oriana]

martedì 1 agosto 2017

Pentagon Island

Quest'oggi ti propongo la traduzione dell'enigma pubblicato ieri da Alex Bellos nel suo blog Monday puzzle con il titolo Can you solve it? Are you smarter than a forester? (Riesci a risolverlo? Sei più intelligente di un guardaboschi?).
La tua missione oggi è quella di ideare una disposizione di alberi su un'isola deserta, come quella qui sotto.
Una veduta aerea di cinque alberi su un'isola.
Quando c'è un solo albero, ovunque ci si trovi sull'isola si potrà vedere sempre esattamente un albero.
Un'isola con un solo albero. Da ciascuno dei due puntini neri si può vedere un singolo albero.
Con due alberi, tuttavia, ci sono alcuni posti dove si possono vedere due alberi e ce ne sono altri dove se ne può vedere uno solo, in quanto la vista dell'altro è ostruita.
Un'isola con due alberi. Da uno dei puntini neri si possono vedere due alberi, ma dall'altro se ne può vedere uno solo, poiché l'altro è nascosto dietro di esso.
(Per gli scopi di questo enigma l'isola è vuota a parte gli alberi, e un albero è nascosto soltanto quando si trova direttamente dietro un altro albero dal punto di vista dell'osservatore)
Problema 1
L'isola ha cinque alberi posizionati ai vertici di un pentagono regolare, come nell'immagine sotto. È possibile che tu e due tuoi amici siate dislocati sull'isola in modo tale che ciascuno di voi tre possa vedere un numero di alberi differente?
Pentagon Island [che rispetto a Temptation Island mi pare decisamente più interessante! ;-) NdC]
Problema 2
Qual è il numero più elevato possibile di persone che possono trovarsi sull'isola in modo tale che ciascuno veda un numero di alberi differente, quando l'isola ha sei alberi? Concepisci una tale disposizione di alberi.
Ed ecco le soluzioni...
Problema 1
Sì, è possibile. Ecco qui tre posizioni dalle quali si possono vedere 3, 4 e 5 alberi.
Problema 2
Il numero più elevato di persone auspicabile è sei, che sono in grado di vedere 1, 2, 3, 4, 5 e 6 alberi rispettivamente. Tuttavia si può dimostrare che questo è impossibile considerando che l'unica situazione in cui una persona potrebbe vedere un solo albero sarebbe se gli alberi fossero tutti sulla stessa retta, come nell'immagine sotto. Ma se lo sono, allora non esiste una posizione dalla quale si possono vedere esattamente tre alberi.
Pertanto la risposta è al massimo cinque. E se hai fatto un abbozzo di qualche disposizione potresti averne trovata una con cinque, come questa qui sotto. (Ce ne sono anche delle altre)
Gli alberi sono disposti su due rette perpendicolari. Ciascun puntino nero numerato mostra una posizione dalla quale si può vedere quel numero di alberi.

lunedì 31 luglio 2017

Chi vuol essere sindaco di Roma?

Di ritorno da un torrido fine settimana – accidenti, mi ero già dimenticata quanto fosse afosa l'estate pescarese! ;-) – mi limito a condividere il testo di alcuni post che ho avuto modo di leggere su Facebook nei giorni scorsi, e che mi hanno dato da pensare.
Il primo è del giornalista dell'Espresso Alessandro Gilioli, milanese trapiantato a Roma.
Cassonetti mezzi vuoti e quintali di monnezza accanto. Auto in seconda, terza fila, per ore. Gente che prende l'auto per comprare le sigarette a trenta metri da casa. Tutti che passano quando il semaforo è arancione e davanti c'é la fila, conquistando dieci metri in più a costo di bloccare l'incrocio. Smart lasciate nei pertugi dei vicoli come se fossero biciclette. Tutti a entrare nel metrò prima che la gente esca, tutti fermi a sinistra sulle scale mobili, tutti a buttare rifiuti dai finestrini, nei giardinetti, nelle aiuole.
Siamo noi il sindaco, prima durante e dopo quello di turno: e facciamo schifo, sempre.
Sempre a proposito di sindaci ma andando più nello specifico, è la volta di Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali nella Capitale.
Che poi, stavo pensando, 'sto fatto che i 5stelle governano Roma è un po' come se a un certo punto a uno qualsiasi di quelli che telefonano alle radio private e inveiscono contro il ct della nazionale che secondo loro non è capace di combinare niente qualcuno gli dicesse "sai che c'è? Toh, pigliatela, la nazionale, così vediamo quanto sei bravo", e quello riuscisse a stento a mettere insieme una squadra di undici persone da mandare in campo e perdesse prima contro la Polonia, poi contro la Lituania e poi pure contro Malta, continuando tuttavia a sbraitare con aria furba che lui non c'entra niente, che la colpa è tutta degli allenatori che sono venuti prima, e sentendolo dire così uno pensasse poveretto, che figura, era meglio se se ne restava a casa, sono a disagio per lui.
Ecco, tutto qua.
Infine a fare il punto della situazione sulla gestione dell'emergenza idrica nella Città Eterna è il giornalista di Rai Radio 1 Giancarlo Loquenzi.
La vicenda di Roma e dell'acqua razionata merita un piccolo riassunto perchè illumina il metodo di governo dei 5cosi e il carattere della Raggi. Allora il sindaco di Roma è il sindaco di Roma quindi quello che succede in città può essere comunque riportato alla sua responsabilità. In più se si tratta di acqua pubblica, il comune è l'azionista di maggioranza di Acea (l'acqua deve essere pubblica no?), quindi se l'acqua non arriva ai rubinetti il sindaco c'entra più di qualcosa. Ma come abbiamo visto anche in altri casi i 5cosi fanno un gran casino al momento di nominare gli uomini loro ai vertici di questo o quello, chiamano il loro spoil system "avvicendamento", promettono svolte e rivoluzioni, poi se ne dimenticano. E' ormai più di un anno che i vertici di Ama, Atac e Acea è roba loro (e delle loro correnti) e il disastro è sotto gli occhi di tutti: inefficenze, dimissioni, tribunali, ecc..
Ma torniamo all'acqua. Si parla di siccità da mesi, da mesi si sa che il lago di Bracciano rischia la desertificazione ma è impossibile trovare una sola dichiarazione della Raggi a proposito. A un certo punto il governatore del Lazio alza i toni dell'allarme e annuncia il blocco dei prelievi dal lago. Poveretto, rischia di essere indagato per disastro ambientale colposo così come è successo alla stessa Acea (i magistrati quando possono sono sempre pronti a dare una mano) e non ha molta altra scelta. L'Acea strepita: prima dice che preleva dal lago solo l'8 per cento del fabbisogno della città, poi minaccia che in mancanza di quel prelievo il 50 per cento dei cittadini rimarrà senz'acqua. Anche la Raggi comincia a svegliarsi con qualche tweet qui e là. Si fanno riunioni, tavoli comune-regione senza grande costrutto. L'Acea intanto che si discute (sindaco maggiore azionista, non dimentichiamolo) fa ricorso contro lo stop ai prelievi dal lago e lo perde. La sindaca comincia ad agitarsi: chiedere l'intervento del governo e della Regione, che facciano qualcosa diamine!
Zingaretti e Galletti (governo, ministro ambiente) si vedono, cercano di trovare un compromesso e alla fine decidono di ridurre ma non bloccare i prelievi: razionamento dell'acqua per ora scongiurato. Poi arriva agosto, la città si svuota e se ne parla l'anno prossimo. Forse Galletti e Zingaretti, se i magistrati intignano, avranno problemi con la questione del disastro colposo, ma fatti loro.
La Raggi può tuittare trionfante di aver restituito l'acqua ai cittadini romani. Così in un fiat si passa dal "governo intervenga" a "abbiamo scongiurato". Avanti così, mai abbassare la guardia.

sabato 29 luglio 2017

Il tormentone estivo de noantri

Scrivo questo post per segnalare brevemente che Riccione, il singolo dell'estate 2017 lanciato dal gruppo indie pop romano Thegiornalisti, sta dando luogo sia pur su scala nazionale a un fenomeno analogo a quello della hit internazionale Despacito: nell'ultima settimana sono uscite una parodia by Le Coliche, duo di fratelli dal cognome impegnativo (Colica, appunto)...


... e una cover della band pescarese Le Stanze Di Federico abbastanza fedele all'originale, dove l'elemento comico è dato dalla partecipazione de I 4 Santi.


A proposito, i promettenti videomaker abruzzesi hanno festeggiato il loro primo anno di attività pubblicando uno showreel nel quale riassumono quanto fatto in questi dodici mesi: non soltanto puro cazzegg... ehm, video virali, ma anche promozione territoriale, spot aziendali e promozionali, videoclip e spettacoli live. Cento di questi giorni, ragazzi!
P.S.: Fino a pochi mesi fa io i Thegiornalisti non li avevo mai sentiti nominare; se non ricordo male ne ho scoperto l'esistenza "grazie" a un'irriverente parodia della loro Completamente realizzata dai Gem Boy.

venerdì 28 luglio 2017

Addio, (non) è stato bello finché è durato

Tempo fa pubblicai un post per illustrare un paio di trucchetti che possono aiutarti a migliorare la tua esperienza su Facebook: puoi evitare che nella tua timeline vengano visualizzati i post di una persona a te sgradita ma che per qualche motivo non te la senti di rimuovere dagli amici (basta smettere di seguirla) e puoi escludere in maniera selettiva determinate persone dalla cerchia di amici che possono leggere i tuoi post (in questo caso la procedura è un pochino più elaborata, ma comunque più semplice da applicare che da spiegare). La sottoscritta ha smesso di seguire un paio di "facciamici" che pubblicavano di continuo contenuti di estrema destra se non addirittura nostalgici del fascismo; finora ciò è stato sufficiente per non averci a che fare, visto che loro non sembravano interessati a interagire con me. Questo fino all'altro giorno, quando ho condiviso indignata il link alla controversa dichiarazione di Patrizia Prestipino sulla necessità di dare continuità alla "razza italiana", e uno di questi contatti "invisibili", che per comodità chiameremo Tizio, ha osservato che l'esponente piddina «deve aver avuto un momento di lucidità». Lì per lì mi è venuto un gran nervoso, ma poi ho tirato un respiro profondo e ho lasciato correre, limitandomi a replicare che evidentemente sull'argomento la pensavamo in modo opposto, e la discussione si è conclusa così. Ieri però ho condiviso il link a un articolo che ricordava come Matteo Salvini avesse speso parole assai dure sull'accoltellamento ad opera di un giovane di colore denunciato da un controllore di Trenord a Lodi, una vicenda in seguito rivelatasi del tutto infondata, e ho commentato sarcastica che mi sarei aspettata che Salvini ammettesse apertamente di esserci cascato con tutte le scarpe (è ovvio che la mia era solo una provocazione... dubito che il leader leghista farebbe mai una cosa del genere). Al che Tizio ha commentato mandandomi il link alla notizia di una faida tra rom a Roma sfociata mesi fa in un incendio doloso per fortuna senza feriti, e ha aggiunto che in questo e molti altri casi si aspetterebbe una rettifica che però non ci sarà mai, perché si tratta di notizie vere. A quel punto avrei voluto replicargli che sono proprio atteggiamenti come quello costantemente messo in atto da Salvini ad alimentare il clima d'odio che degenera in episodi come quello della finta aggressione, che può anche darsi che nelle minoranze etniche il tasso di delinquenza sia superiore alla media nazionale, ma è anche vero che strutture come i campi rom non favoriscono di certo un'efficace integrazione... e via di questo passo. Ho avuto però la netta sensazione che sarebbe stato solo uno spreco di tempo. Allora, dopo aver accantonato l'idea di inserire Tizio in una lista "fascistoidi" alla quale inibire selettivamente la visibilità di taluni miei post (ce ne vorrebbe almeno un'altra, "antivaccinisti"), mi sono decisa a fare quello che forse avrei dovuto fare a suo tempo, e che ho fatto solo in rarissimi altri casi: l'ho rimosso dagli amici, senza grandi rimpianti visto che nella cosiddetta vita reale nemmeno lo conosco (fu lui a chiedermi l'amicizia, e io accettai perché se ben ricordo avevamo svariati amici in comune, mentre adesso ne è rimasto uno solo). Subito dopo mi sono ricordata dello studio secondo il quale sui social spesso tendiamo a interagire con chi già la pensa come noi e può darci sempre ragione anche se magari abbiamo torto marcio – il cosiddetto confirmation bias – e questo ci impedisce di mettere alla prova le nostre convinzioni, eventualmente di cambiarle e sicuramente di maturare. Ma poi una rapida occhiata ai post più recenti di Tizio mi ha rassicurata sul fatto che non avrei potuto ricavare proprio nulla di buono dall'essere sua amica, del resto tra gli altri miei "facciamici" ci sono svariate persone niente affatto di sinistra alle quali però non difetta di certo l'intelligenza... e di colpo il disagio che provavo per averlo "depennato" è svanito. Spero solo che non se ne accorga – personalmente, per ricevere un avviso quando l'elenco dei miei amici subisce variazioni, ho installato l'estensione Who Deleted Me – e non mi mandi un messaggio chiedendomi spiegazioni: non me ne stupirei, ma sarebbe poco piacevole per entrambi, soprattutto per me.
[La vignetta che apre il post è tratta da Business Over Broadway: «Hai letto il mio articolo sul confirmation bias?», «Sì, ma non ha fatto altro che dimostrare quello che sapevo già»]

giovedì 27 luglio 2017

Chi telefona mentre guida mette a rischio anche te: digli di smettere!

Tra le modifiche al Codice della Strada alle quali sta lavorando la Commissione Trasporti della Camera è incluso un inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso ad utilizzare il cellulare, lo smartphone, il tablet o il computer portatile mentre è alla guida: l'emendamento presentato dal capogruppo PD Michele Meta prevede la sospensione immediata della patente da un minimo di un mese a un massimo di tre (fino a sei mesi per i recidivi che siano stati sanzionati nei due anni precedenti), il raddoppio della sanzione pecuniaria (dai 160-641 euro attuali a 320-1282 euro) e il raddoppio dei punti della patente decurtati (da 5 a 10). E a me, che l'anno scorso ho aderito con convinzione alla campagna #GUIDAeBASTA promossa per scoraggiare l'utilizzo del cellulare quando si guida, viene da dire: sarebbe anche ora! Il fatto è che molta gente tende a sopravvalutare le proprie capacità di fare più cose contemporaneamente – a quanto pare ci sono persone che in qualche misura supportano sul serio il multitasking... io proprio NO!!! – e al tempo stesso sottovaluta i rischi insiti nell'utilizzo del telefonino al volante, che secondo le statistiche è oramai una delle cause più frequenti di incidenti stradali. Il mese scorso l'attore Domenico Diele, arrestato dopo aver travolto con la sua auto una donna in scooter uccidendola sul colpo, ha dichiarato: «Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c'entra con l'incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c'è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi». Come se il fatto di essersi lasciato distrarre dal telefonino – in realtà il giovanotto sarebbe anche risultato positivo a cannabinoidi e oppiacei, per giunta gli era stata sospesa la patente, ed è notizia di ieri l'esito della perizia secondo cui al momento dell'impatto stava viaggiando a ben 159 chilometri orari – potesse alleggerire la sua posizione. Mi auguro che le modifiche proposte al Codice della Strada vengano approvate, e che la minaccia di sanzioni più severe convinca una buona volta gli automobilisti italiani, che troppo spesso sembrano tenere di più al portafogli che non alla propria sicurezza e a quella altrui, a lasciar stare 'sto benedetto cellulare mentre guidano.
Concludo condividendo lo spot in stile candid camera realizzato in Sudafrica nell'ambito dell'iniziativa di sicurezza stradale Safely Home promossa dal Dipartimento dei Trasporti e dei Lavori Pubblici del Western Cape Government.


Lo spot veicola con lampante immediatezza un concetto fondamentale: «Non riesci neppure a messaggiare mentre cammini, come puoi pensare di messaggiare mentre guidi?». Il relativo hashtag è #ItCanWait, ovvero "può aspettare".
[Il titolo del post parafrasa un vecchio spot di Pubblicità Progresso contro il fumo passivo, mentre l'immagine che apre il post raffigura un segnale stradale di pericolo realmente affisso a Stoccolma]

mercoledì 26 luglio 2017

Un volto nuovo sulla ISS

L'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Int-Ball Drone Activated on the Space Station (Drone Int-Ball attivato sulla Stazione Spaziale) mostra sullo sfondo della Stazione Spaziale Internazionale una creatura tecnologica dalla "faccia" simpatica – ah, la pareidolia! ;-) – che sembra uscita da un film di fantascienza... e invece è assolutamente reale! :-)


Ecco la traduzione della relativa spiegazione.
Cosa succederebbe se venissi seguito in giro da una graziosa sfera fluttuante che continua a scattarti foto? Potresti essere un astronauta sull'odierna Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Progettata dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), la videocamera interna a sfera JEM – informalmente "Int-Ball" – è un po' più grande di una palla da softball, può fluttuare e manovrare da sola ma anche essere controllata da remoto, può acquisire immagini e video ad alta risoluzione, e non è legata a Hello Kitty. Int-Ball è stata consegnata all'ISS all'inizio di giugno ed è progettata per consentire al controllo da terra di incrementare il monitoraggio delle apparecchiature e delle attività sulla ISS, riducendo le richieste di tempo per gli astronauti umani. Int-Ball si sposta accendendo delle piccole ventole interne e vede con una videocamera situata fra i suoi due occhi scuri.
Come sarebbe a dire che gli astronauti non dovranno più perder tempo a fare foto o video?! Ma io mi sarei fatta spedire in orbita anche solo per quello! Uffa, ritiro la mia candidatura per accedere alla ISS. ;-) (In realtà non ho mai avuto davvero intenzione di presentarla, e se anche lo avessi fatto non avrei avuto la benché minima possibilità di essere presa in considerazione :-/)

martedì 25 luglio 2017

Dillo in italiano... quando è il caso!

Il fumetto satirico Quando c'era LVI di Stefano Antonucci, Daniele Fabbri e Daniele Perrotta, del quale l'anno scorso ho acquistato una copia del primo numero, includeva tra l'altro la rubrica Disimpara l'inglese col DVCE: puoi trovarne le quattro uscite raccolte qui. E già, il fatto che il regime fascista abbia incoraggiato in ogni modo l'autarchia linguistica, ovvero l'utilizzo di termini italiani in luogo di quelli in lingua straniera, è cosa nota: l'altroieri ho letto un post al riguardo pubblicato nella bacheca Facebook di Vera Gheno, gestrice del profilo Twitter dell'Accademia della Crusca (lei preferisce definirsi così, usando un sostantivo raro, piuttosto che social media manager o Twitter manager per una serie di ragioni che ha esposto qui). Vera ha condiviso l'immagine qui sotto, tratta dal sito Cartoline dal Ventennio, che elenca una serie di parole straniere con accanto il termine italiano equivalente, nonché all'epoca preferibile. Se dire albergo al posto di hotel viene abbastanza naturale ancor oggi, noto con sollievo che il verbo fiorellare in luogo di avere un flirt non ha attecchito! ;-)


La sottoscritta si rende conto di usare più termini stranieri, in particolare anglicismi, di quanto dovrebbe (un esempio tipico è l'aggettivo addictive, che a dire il vero è privo di un equivalente esatto in italiano); ecco perché a suo tempo ho sposato con convinzione la campagna #dilloinitaliano. Segnalo che sul sito Achyra è presente una lunghissima lista aggiornata di forestierismi a ciascuno dei quali sono associati i traducenti italiani corrispondenti; su Wired puoi trovare una galleria che ne raccoglie cinquanta. Fermandomi alla sola lettera A, se in certi casi l'impiego di un termine straniero può risultare pressoché irrinunciabile (oggigiorno conto al posto di account può suonare a dir poco bizzarro, oltre a dar luogo a potenziali ambiguità), non vedo la ragione per cui un italiano parlando coi suoi connazionali debba ostinarsi a parlare di assessment in luogo di valutazione, per fare solo un esempio fra i tantissimi possibili.

lunedì 24 luglio 2017

Ma se la Terra fosse tetraedrica...?

L'astronauta "europea di nazionalità italiana" Samantha Cristoforetti è oggi più che mai l'idolo del web per il reply dato su Twitter a un utente che le domandava se la Terra fosse tonda o piatta: «E' tetraedrica. Una scomoda verità che la potentissima lobby internazionale della terra piatta vorrebbe tenerci nascosta». Una risposta che, come osservato da Paolo Attivissimo, «è perfetta, perché funziona sia nel caso di una domanda seria, sia nel caso di una domanda fatta per ridere [come nel caso in questione, dato che l'account @Cambiacasacca è umoristico, NdC]. Non attacca l’interlocutore, ma al tempo stesso prende per i fondelli quelli che realmente sostengono che la Terra sarebbe piatta». E in effetti a quanto pare di terrapiattisti – un nome che rischia di dare fin troppa dignità ai seguaci di una teoria a dir poco strampalata – come pure di antivaccinisti è pieno il mondo, come esposto in questo articolo di neXtQuotidiano.
Ma ecco che capita a fagiuolo un post pubblicato nell'interessantissima pagina di divulgazione scientifica Chi ha paura del buio? per riassumere la risposta che il blog Ask a Mathematician / Ask a Physicist ha dato a un quesito del tutto ipotetico: cosa accadrebbe se la Terra fosse cubica anziché sferica? (Volendo essere pignoli la forma della Terra è simile ad uno sferoide, e più precisamente si dice che è un geoide)

Come tutti i nostri post di questo genere, specifichiamo subito che non è fisicamente possibile: man mano che un corpo celeste diventa grande aumenta la sua gravità, e il peso finisce per superare la resistenza dei materiali che lo compongono, facendogli assumere una forma sferica. Questo significa che magari un piccolo asteroide potrebbe avere una forma cubica (aspettate, e il cubo Borg? 😅), ma la Terra non può che essere sferica.
Ma ipotizzando per assurdo che fosse cubica, come sarebbe viverci? Beh, la gravità sarebbe un bel casino. Cambiando questa col quadrato della distanza, non sarebbe più la stessa nei diversi punti della superficie. Man mano che ci avviciniamo verso uno spigolo, saremmo più leggeri ma ci inclineremmo, nonostante durante tutto il viaggio saremmo sempre su un piano. Gli 8 angoli sarebbero 4.700 km più alti rispetto al centro di ogni faccia, se invece camminassimo lungo l’equatore in prossimità degli spigoli saliremmo di circa 2.600 km (l’Everest è solo 8,8 km): in entrambi i casi… moriremmo senz’aria! Gli oceani e l’atmosfera si comporterebbero in modo strano: essendo fluidi assumerebbero comunque una distribuzione sferica, che apparirebbe come 6 cupole d’aria e acqua al centro di ogni faccia del cubo, con un anello abitabile intorno. Ipotizzando che il cubo fosse orientato come la Terra attuale, nelle facce ai poli queste “cupole” sarebbero naturalmente ghiacciate! 😲
La vita si sarebbe sviluppata in un modo differente su ogni faccia: 6 biosfere non interagenti per via della distanza e dell’assenza di atmosfera negli angoli! E non essendoci circolazione atmosferica… vai con i cataclismi climatici: fluttuazioni di temperatura assurde tra le stagioni, per via dell’assenza di correnti equatoriali… credete che vi piacerebbe abitarci? 😃
A questo punto il candidato provi ad illustrare cosa accadrebbe se la Terra fosse tetraedrica... ;-)