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lunedì 31 ottobre 2016

Paura di Halloween?

Secondo la cultura popolare, non c'è due senza tre... ed ecco che per il terzo anno consecutivo dedico un post a una ricorrenza della quale farei volentieri a meno: sto parlando ovviamente di Halloween! L'ironia nei confronti della festività tradizionale americana (ma di origine celtica) non è mancata né da Nord né da Sud: se il Vava per criticarla ha dato voce alle zucche – a proposito, Mitì ha raccontato che in origine si usavano... le rape, tu pensa un po' – il "terrone fuori sede" Pasqui di Casa Surace ha dimostrato che della vivace cucurbitacea si può fare un utilizzo ben più interessante rispetto allo svuotarla e intagliarla per metterci dentro una candela... ;-)
Il professor Guido Saraceni ha stilato una simpatica classifica di cose paurose che condivido con piacere.
10) Vasetto di nutella, ovviamente vuoto.
9) Olio di palma, vaccino e/o scia chimica.
8) "Copia e incolla sulla tua bacheca".
7) Gigi d'Alessio che vince il Nobel per la letteratura.
6) "Restiamo amici come prima” e/o "Visualizza, ma non risponde".
5) "Università della vita" a pari merito con "Lavora presso se stesso".
4) Persona che subito dopo aver fatto l'amore ti prende la testa tra le mani, ti fissa negli occhi e ti domanda seria: "a cosa stai pensando?”.
Podio
3) i risvoltini - dopo i pantaloni calati, il miglior argomento per tornare immediatamente alla leva obbligatoria.
2) la carbonara vegana - la fine del mondo è vicina, fratelli, convertitevi.
1) “Scrivi AMEN nei commenti se vuoi che questo bambino guarisca”.
Premio speciale della critica: “apericristo”.
Menzione d’onore: “se io avrei”.
E il CICAP ha deciso di celebrare a modo suo la ricorrenza rispolverando un articolo vecchio ma ancora attuale che risulta in qualche modo in tema.
L'altro giorno una mia conoscente religiosissima ha inoltrato a un gruppo WhatsApp del quale facciamo parte entrambe il messaggio seguente.
Fai girare [una premessa che ogni volta che la leggo mi fa metaforicamente girare... gli ammennicoli! ;-) NdC]
La Chiesa Cattolica ha ufficialmente “scomunicato” Halloween, la festa che importata negli stati uniti ormai era in voga anche in Italia, secondo la chiesa questa era infatti un insieme di pratiche “Sataniste” ormai sfruttate dal commercio.
L’Arcidiocesi di Roma ha pubblicato sul proprio sito internet un messaggio nella quale ha definito Halloween “un frutto della propagazione dell’occultismo e della magia”.
Questa tradizione ha “le sue radici – continua – nell’adorazione pagana degli spiriti e di un dio celtico della morte. Anton Lavey, fondatore del satanismo moderno, sosteneva che la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era la più grande festa luciferina e vi si tenevano numerosi atti occultistici di violenza. La Chiesa condanna apertamente tali pratiche“.
“Con la scusa di divertirsi – attacca la Chiesa – si invitano i bambini e gli adulti a praticare l’occultismo, e questo è in contraddizione con la Chiesa e con la vocazione cristiana“.
Oggi, invece, è stata diffusa la notizia che la festa di Halloween è stata bandita nelle scuole e nei luoghi di incontro di tutta la nazione, su iniziativa del Ministero dell’Interno e della Pubblica Istruzione. Lo riferisce il sito del quotidiano Libertà. In una sua direttiva, il Ministero, citando esperti ed esponenti della diocesi romana, sostiene che la festa – molto popolare negli Usa e diffusasi in Italia solo dopo il crollo del totalitarismo –«rappresenta una grande minaccia per i bambini».
«il culto della morte e la personificazione degli spiriti del male contraddice la natura laica della pubblica istruzione e distrugge la salute psichica e spirituale degli alunni», osserva il ministero, aggiungendo che le scuole dovrebbero organizzare feste sulla base dei valori tradizionali cattolici.
«I bambini che partecipano a questi festeggiamenti spesso si impauriscono, avvertono sentimenti di oppressione e aggressione, e sono inclini al suicidio», si legge nel documento, che cita il parere di psichiatri e psicologi. La diocesi locale ha definito sul proprio sito quella di Halloween «una festa satanica» e «un esempio dell’attacco contro la cultura tradizionale e la morale».
Un'altra appartenente al gruppo, anche lei cattolica praticante ma dotata di un insopprimibile senso critico, ha subito fatto notare che si tratta di una bufala – sia pur con un fondo di verità – rimessa periodicamente in circolazione da siti specializzati in notizie farlocche tipo Il fatto quotidAIno. Da parte sua don Roberto Fiscer, il sacerdote genovese divenuto popolare sul web grazie alla sua cover della hit Andiamo a comandare rivisitata in chiave cattolica, ha affermato serenamente di non temere Halloween: è Halloween che deve temere lui! Se ti suona un po' minaccioso, ti consiglio senz'altro di leggere il suo post... :-)
[L'immagine che apre il post è tratta da La filosofia dei Minions]

domenica 30 ottobre 2016

Domandare è lecito, rispondere è cortesia

In occasione del terremoto del 24 agosto scorso Facebook non si era preoccupato di chiedermi se stessi bene, anche se le scosse a Pescara le avevo avvertite distintamente. Oggi invece, in seguito alla scossa di magnitudo 6.5 di questa mattina, la più forte in Italia dal terremoto in Irpinia del 1980, il fatidico safety check si è attivato pure per me.


Sui social si è ironizzato parecchio sul fatto che gente che notoriamente si trovava a grande distanza dall'epicentro si sia premurato di comunicare di stare bene... ma a me non sembra una cosa così disdicevole, suvvia. Forse ci tieni, ed è del tutto legittimo e naturale, a tranquillizzare parenti e amici stranieri che sanno che vivi in Italia ma potrebbero non avere idea di quanto ti trovi lontano dalla zona interessata, e magari ti hanno invitato in modo esplicito a dare tue notizie. Oppure, anche se dove abiti tu non ci sono state conseguenze, il terremoto l'hai sentito così forte da spaventarti... e cliccando su Sto bene rassicuri chi ti legge sul fatto che hai superato lo shock. La sottoscritta, comunque, ha cliccato senza esitazioni su Non mi trovo nell'area, anche perché in effetti non abito più a Pescara ormai, ma a centinaia di chilometri dall'epicentro – e Facebook dovrebbe saperlo, visto che i suggerimenti che mi propone lascerebbero presupporre una geolocalizzazione piuttosto accurata – e stavolta, a differenza di agosto, il terremoto non l'ho nemmeno sentito. Ma, ribadisco, non giudico male chi ha deciso di comportarsi diversamente. E se proprio le notifiche tramite le quali i tuoi contatti avvisano di stare bene dovessero darti tanto fastidio, sappi che si possono sempre disattivare! ;-)

sabato 29 ottobre 2016

Si spengano le luci, si accendano le stelle!

Oggi che ricorre la XXIII Giornata Nazionale contro l'Inquinamento Luminoso, indetta dal 1993 su iniziativa dell'Unione Astrofili Bresciani, non potevo non tornare per l'ennesima volta ad occuparmi dell'argomento. Copincollando dal sito dell'U.A.B....
La manifestazione diventa anche l'occasione per far conoscere a livello locale le iniziative, anche normative, che tentano di limitare l'inquinamento luminoso. Si tratta di soluzioni tecniche che prevedono l'impiego di sistemi di illuminazione schermati verso l'alto, l'utilizzo nelle zone idonee di lampade al sodio a bassa pressione che comportano anche un notevole risparmio energetico e normative come quelle descritte nel disegno di legge n. 751 sull'inquinamento luminoso.
Nel corso della "Giornata" si svolgono iniziative di informazione, conferenze, serate astronomiche pubbliche organizzate dai gruppi astrofili in siti particolarmente adatti per l'osservazione del cielo notturno o nelle piazze dove vengono, per l'occasione, spente le luci.
In occasione della "Giornata" vengono anche fatti conoscere i "Parchi delle stelle", cioè le aree adatte per lo svolgimento di osservazioni astronomiche già poste sotto tutela ambientale in quanto comprese nei confini di parchi naturali e riserve.
Sul sito dell'Associazione dei Planetari Italiani è disponibile il calendario degli eventi in programma. Sono pochi, e distribuiti geograficamente in maniera non proprio ottimale... ma lo spettacolo del cielo stellato presentato da persone competenti val bene un po' di strada, no? ;-)
Se non sei ancora convinto che l'inquinamento luminoso sia una piaga da combattere il più possibile, magari ti ricrederai dopo aver guardato il video qua sotto, realizzato dagli islandesi Snorri Þór Tryggvason e Sævar Helgi Bragason (evviva il copia&incolla ;-) ).

Mercoledì sera, 28 settembre, il consiglio comunale di Reykjavik, in Islanda, ha deciso di spegnere l'illuminazione stradale per dare alla gente la possibilità di godere di uno degli spettacoli più maestosi del cielo notturno: l'aurora boreale. Persone di ogni età si sono riversate in strada, guardando verso l'alto, in attesa che il cielo si illuminasse. La natura premia la pazienza, e la natura non ha deluso. Le luci della città si sono spente e l'aurora boreale si è accesa.
Sì, lo so che a latitudini meridionali come le nostre l'aurora boreale possiamo solo sognarcela... ma a maggior ragione vale la pena di spegnere le luci per poter ammirare come si deve le "semplici" stelle. Finché non sono andata a fotografarle in montagna, a Campo Imperatore, non avevo idea che se ne potessero vedere così tante a occhio nudo... :-O

venerdì 28 ottobre 2016

La vita è adesso

A differenza del 24 agosto scorso, del 6 aprile 2009 e di altri terremoti che negli ultimi decenni hanno scosso il Centro Italia facendosi sentire fino a Pescara, città classificata in zona 3 (sismicità bassa), gli eventi sismici di due giorni fa e le successive scosse di assestamento non li ho avvertiti, perché ormai vivo in Lombardia (sempre in un Comune della zona 3, BTW)... ma ho seguito gli sviluppi a distanza – imprescindibili il profilo Twitter @INGVterremoti e l'app Terremoti Italia – preoccupandomi parecchio per mia madre, che notoriamente tende a spaventarsi per molto meno.
A differenza del sisma di agosto, questa volta non ci sono state vittime per i crolli: "solo" un uomo è morto d'infarto a Tolentino. Ma lo spavento è stato grande – i lampadari hanno oscillato dal Veneto fino a Napoli – e molta gente è rimasta senza un tetto. È in momenti come questi che chi si trova in qualche misura coinvolto, se ha la fortuna di cavarsela a buon mercato, può cogliere l'occasione per riflettere con una certa serenità sul senso della vita... e a tal proposito mi permetto di condividere due post di altrettanti "facciamici" marchigiani; uno vive a Fabriano...
Credo che siano anche questi i momenti forti. La nostra piccola esistenza viene messa alla prova :)
Dovremmo cercare di guardarci negli occhi sempre, con un'intensità maggiore.
Sorriderci il più possibile.
Farci del bene anche con poco.
Vi auguro serenità e tanta forza questa notte.... vi abbraccio tutti
;)
... mentre l'altro è di Loreto, e ha corredato il suo post con due splendide foto e un video della spiaggia assolata di Porto Recanati.
Passi una nottata in angoscia, poi, quella stessa terra che si era divertita a terrorizzarti, ti regala, con la stessa indifferenza, una giornata così. E allora capisci che la cosa più importante è, letteralmente, "prenderla", e che il Carpe Diem è il pensiero universale più ingiustamente vituperato e sottovalutato e colpevolizzato della nostra civiltà.
[La colonna sonora di questo post non poteva che essere di Claudio Baglioni]

giovedì 27 ottobre 2016

La magia di Esselunga

Fino a poco tempo fa non ero mai entrata in un punto vendita Esselunga, società della grande distribuzione sulla quale sapevo ben poco se non che ci aveva lavorato la cantante Giusy Ferreri prima di diventare, ahimè, famosa grazie a X-Factor... ma da quando ho scoperto questa catena di supermercati operante quasi esclusivamente al Nord, con qualche propaggine in Toscana e poi giù fino ad Aprilia (LT), è stato amore a prima vista: qualità eccezionale e prezzi imbattibili. [Se c'è bisogno di una testimonial, fatemi un fischio ;-)] Il fondatore Bernardo Caprotti ha saputo costruire un vero e proprio impero... ma nemmeno tutto l'oro del mondo può comprare l'immortalità, e così alla fine di settembre, una settimana prima di compiere la bella età di novantuno anni, il mago di Esselunga – dal titolo del cortometraggio markettoso come pochi celebrativo scritto e diretto dal premio Oscar Giuseppe Tornatore – ha lasciato questo mondo. Poiché le sue vicende familiari – due matrimoni, dissidi coi figli riguardo alla gestione dell'azienda – erano ben note, la suddivisione dell'ingente eredità del Caprotti ha trovato ampio spazio sui mezzi di informazione. Oltre agli eredi legittimi, ha fatto scalpore il cospicuo lascito a favore di Germana Chiodi, assunta in Esselunga quasi mezzo secolo fa quando non aveva ancora vent'anni, e divenuta fidatissima segretaria e braccio destro di Caprotti: la bellezza di settantacinque milioni di euro. Figuriamoci se le malelingue potevano astenersi dal fare viscide allusioni sulla natura del legame che è valso alla signora Chiodi un'eredità così generosa: segnalo solo le battutacce di Satiraptus – ci si sono messi in tre per produrre un simile "capolavoro" – e Soppressatira. Entrambe le pagine hanno respinto le critiche facendo appello al diritto di satira... ma a mio parere la "vera" satira è ben altro, mentre questi sono solo squallidi pettegolezzi da osteria. E sorvoliamo sul fatto che in altri casi sono state delle donne a lanciare le frecciate più acide e invidiose (e tu sai quanto mi secchi chiamare in causa l'invidia). Valentina Maran ha scritto per Elle un articolo nel quale demolisce le offese sessiste nei confronti di Germana Chiodi.
A proposito di Esselunga... giorni fa ci ho comprato due confezioni di pizza surgelata con farina integrale, in offerta fino a ieri, e al momento di riporre la spesa, essendo a corto di spazio nel congelatore, le ho tirate fuori dalle scatole di cartone, tanto erano protette anche da un involucro di plastica. Al momento di preparare le pizze, però, essendo ormai le scatole andate in fumo per alimentare la caldaia a legna, non sapevo con esattezza per quanti minuti andassero cotte né a quale temperatura... ed è allora che mi è venuto in aiuto Google: ho trovato lo stesso tipo di pizza in vendita sul sito di Carrefour, dove erano visibili tutti i lati della scatola, compreso quello posteriore con le istruzioni per la preparazione. Vabbè, anche senza sapere di preciso che bisognava cuocerle per 11/13 minuti a 180 °C in forno ventilato, avrei potuto ottenere lo stesso risultato tenendole d'occhio e controllando il completo scioglimento della mozzarella, come del resto ho fatto... ma oggi mi faceva piacere raccontare un piccolo aneddoto della serie "Un'aspirante casalinga in Rete"! :-)
[L'immagine che apre il post raffigura John Lemon, il simpatico personaggino che compare nel logo dell'app di Esselunga]

mercoledì 26 ottobre 2016

Io non mi sento italiana

Uno degli argomenti più discussi da due giorni a questa parte riguarda gli abitanti di Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, i quali hanno alzato delle barricate per strada per impedire a uno sparuto gruppetto di donne – una delle quali in avanzato stato di gravidanza – e bambini migranti di insediarsi temporaneamente in un ostello in paese. Rudy Bandiera, ferrarese, ha cercato se non di difendere i suoi conterranei, almeno di comprenderli... ma mi dispiace, io non riesco in alcun modo a giustificare una reazione così scomposta. E a differenza di Matteo Salvini, la cui scontata presa di posizione non mi ha colta di sorpresa, mi sento assai più vicina a quei disperati provenienti da un altro continente piuttosto che ai gorinanti, che con me hanno ben poco in comune, a parte il privilegio di essere nati nella parte fortunata del mondo, e vedono nell'accoglienza dei bisognosi non un'occasione di crescita ma solo un'oscura minaccia. Anche se poi magari, come ha scritto Selvaggia Lucarelli...
Quando uno di quegli abitanti di Goro e Gorino avrà bisogno di una di quelle donne per assistere il papà anziano o di un senegalese per potargli le siepi a 2 euro al giorno, ricordiamoci di darci appuntamento nel ferrarese per fare barricate e non far passare lo straniero. Ah, e già che ci siamo: per non farli passare non fate piramidi umane. Tirate su un bel muro. Magari senza chiamare il romeno a cui dare 20 euro in nero, eh.
Arianna Ciccone ha svolto un eccellente lavoro di fact checking che rafforza la mia opinione negativa sui gorinanti. Condivido anche i post di Emiliano Rubbi e Leonardo Bianchi, poi una vignetta di Mauro Biani per il manifesto...


... un'altra di Vauro, un po' forte ma che rispecchia abbastanza le mie emozioni più immediate...


... una battuta di Stefano Andreoli, aka stark di Spinoza.it...
Io comunque Gorino l'ho vista e vi assicuro che impedire ai profughi di andarci è un gesto d'amore
... e un'altra di Cesare Di Trocchio.


Qualcosa di analogo ho già avuto modo di leggerlo nel periodo natalizio, perché purtroppo le difficoltà nell'accoglienza dei migranti non sono certo una novità di questi giorni.
[La "colonna sonora" di questo post è di Giorgio Gaber... Chissà come la aggiornerebbe oggi, se fosse ancora vivo]

martedì 25 ottobre 2016

Due sindache sotto esame

Come probabilmente saprai, a meno che tu non abbia trascorso gli ultimi mesi sopra un cocuzzolo oppure dentro una caverna, le elezioni amministrative di giugno hanno designato a governare due dei più importanti Comuni italiani altrettante giovani donne del M5S: Virginia Raggi (38 anni) è salita alla guida della capitale Roma avendo la meglio su Roberto Giachetti, ben poco supportato dal PD per cui era candidato, mentre Chiara Appendino (32 anni) ha spodestato il democratico Piero Fassino, che a detta di molti stava lavorando bene, diventando sindaca di Torino. [A proposito, posso capire che assessora, per quanto grammaticalmente ineccepibile, suoni male come femminile di assessore... ma non ci voleva mica l'Accademia della Crusca per stabilire che sindaca è un femminile di sindaco perfettamente corretto – tanto per fare un esempio, nessuno ha nulla da eccepire su cuoca femminile di cuoco, o sbaglio? – e quindi se storci il naso quando senti dire sindaca è solo perché sotto sotto non riesci a concepire che una donna possa fare il sindaco... essù, STACCE]
Ma torniamo a noi. Trovo che Virginia Raggi abbia già dato abbondantemente prova della sua inadeguatezza alla guida della Capitale, anche se mi ci vorrebbe troppo tempo – e una voglia che se devo essere sincera mi manca – per riepilogare tutto quello che è successo a Roma dal 22 giugno scorso. Mi limiterò a citare un frammento dell'intervista rilasciata dalla sindaca pentastellata a Repubblica.
Poi devo dire che non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. Non so se vengono fatti dei traslochi, se tanta gente sta rinnovando casa, ma è strano...
GOMBLODDO!!!1!1! E niente, secondo me si commenta da sola, non trovi? Persino il giornalista Andrea Vianello l'ha "perculata" con un tweet.
[Per la cronaca, quello col frigo in spalla è il comico Maurizio Crozza che imitava papa Francesco]
Come se non bastasse, Virgy – è così che la chiama @purtroppo – insiste con l'idea bislacca della funivia che a suo dire risolverebbe tanti problemi del traffico di Roma.


La Appendino, invece, pare che se la stia cavando abbastanza bene... Peccato che abbia inflitto un duro colpo alla vita culturale della città che amministra rinunciando a un evento di enorme richiamo come la mostra di Manet. [Riguardo all'intervento di Gabriella Mereutristemente nota "guaritrice" radiata dall'ordine dei medici – «presso la GAM di Torino», la Fondazione Torino Musei si è dissociata parlando di dicitura fuorviante]

lunedì 24 ottobre 2016

Scaricare facile

Finora, se mi trovavo a dover scaricare tutti i file – o una buona parte di essi – linkati in una pagina web che stavo visitando con Mozilla Firefox, come ero solita fare? Beh, cliccavo pazientemente su ogni singolo link con il pulsante destro del mouse, e selezionavo Salva destinazione con nome... per salvare ogni singolo file in un percorso a mia scelta tramite l'apposita finestra che si apriva. Se i link non sono tanti, la cosa è anche fattibile... ma trovandomi l'altro giorno a dover scaricare tutti i numeri della gloriosa rivista Nuova Elettronica – ben duecentosette file in formato PDF – seguire una procedura così macchinosa avrebbe avuto senso solo nell'eventualità di una scommessa persa oppure di un fioretto a cui tener fede! ;-) Un compito del genere si può portare a termine in modo infinitamente più pratico usando l'estensione DownThemAll!, "per gli amici" dTa. Traducendo dalla relativa pagina di presentazione...
DownThemAll ti permette di scaricare tutti i link o le immagini contenuti in una pagina web e molto altro: puoi affinare i tuoi download per mezzo di criteri completamente personalizzabili in modo da ottenere soltanto quello che vuoi davvero.
DownThemAll è tutto ciò che puoi desiderare da un download manager: esso comprende un acceleratore avanzato che aumenta la velocità fino al 400%, ti permette di mettere in pausa e di riprendere i download in ogni momento e, last but not least, è completamente integrato nel tuo browser preferito!
Per usarlo non devi far altro per cliccare con il pulsante destro sulla pagina in questione e selezionare la voce DownThemAll! che compare nel menu contestuale dopo l'installazione dell'estensione. Ti apparirà la finestra di selezione dove potrai selezionare facilmente i collegamenti che desideri scaricare. Se non ti è chiaro come procedere, un buon punto di partenza è questa pagina... ma c'è anche l'help in italiano.
Nel mio caso...


Ci sono volute diverse ore per terminare il download dei PDF, perché si trattava di parecchi giga di roba, ma dopo aver avviato l'operazione ho potuto lasciare il PC da solo a scaricare in santa pace senza dover più fare nulla. Io trovo che gli sviluppatori dell'estensione, che è gratuita e open source, se la meriterebbero, una donazione... Tu che dici? :-)

domenica 23 ottobre 2016

Quando saper cantare è un optional

Da qualche tempo sono iscritta al canale dello youtuber serbo Archiduc De Belgrade, che pubblica quasi esclusivamente video nei quali passa in rassegna le esibizioni delle più famose voci femminili della musica leggera internazionale. In uno degli ultimi contributi caricati dal suddetto, dal titolo Female Singers : Worst Live Vocals (cantanti donne: peggiori voci dal vivo), si sentono robe da far accapponare la pelle... Guardando e soprattutto ascoltando il video risulta chiaro che dive come Madonna, Jennifer Lopez e Shakira non devono di certo la carriera che hanno fatto al loro spiccato talento canoro, e che nuove leve come Miley Cyrus, Selena Gomez e Taylor Swift sono le loro "degne" eredi. Riguardo a Britney Spears avevo già avuto modo di constatare mio malgrado fino a che punto la detronizzata (ma da chi?) "principessa del pop" fosse debitrice all'auto-tune... ma la vincitrice assoluta della poco invidiabile classifica delle peggiori cantanti dal vivo risulta essere Lana Del Rey. In effetti, quando uscì il suo primo singolo, Video Games, la mia prima reazione fu: tremenda, questa! E meno male che quella era la versione registrata in studio...
A proposito, oltre al video summenzionato, Archiduc De Belgrade ne ha pubblicati due dal titolo Female Singers : Expectation vs Reality (Studio vs Live) (parte 1 e parte 2) per mettere appunto a confronto le performance dal vivo delle popstar più famose con quelle registrate in studio. Tanto per rendersi conto quali sono le cantanti che ce l'hanno fatta solo grazie alle loro capacità, e quali invece quelle che devono eterna gratitudine a fonici e discografici...
Naturalmente, oltre alle peggiori esibizioni dal vivo, non potevano mancare quelle migliori: puoi godertele nel video Female Singers : Best Live Vocals. Qui danno prova della loro bravura nuove dive come Lady Gaga (che all'inizio ammetto di aver ingiustamente sottovalutato), due veterane del calibro di Céline Dion e Mariah Carey, e le più giovani Adele, Ariana Grande, Beyoncé e Christina Aguilera, oltre alla mai abbastanza compianta Whitney Houston... ma il fatto curioso è che Rihanna figura più volte sia in questo video sia nell'altro, quello delle worst live vocals. Se ne deduce che la popstar delle Barbados offra performance piuttosto discontinue... ;-)

sabato 22 ottobre 2016

Cimici: il "debug" impossibile

Sarà che sono andata a vivere in campagnaah ah, ah ah – ma tante cimici come quest'anno non le avevo mai viste. Anzi, mi correggo, a quanto pare il fenomeno interessa anche le città, e si è rivelato così insolitamente allarmante che se ne sono occupati pure i giornali, come ad esempio La Stampa. A quanto pare siamo alle prese con una nuova temibile specie di origine asiatica (aspetto con ansia una ferma presa di posizione al riguardo da Matteo Salvini ;-) ). E non sembra ci sia un metodo infallibile per debellare il maleodorante insetto, tantomeno i rimedi naturali elencati qui: si può solo confidare nell'arrivo del freddo... e gli aficionados del #teamestate non me ne vogliano se ho una ragione in più per aspettarlo! ;-) Per il momento mi consolo pensando che per la gente come me le cimici rappresentano tutto sommato un fastidio tollerabile, mentre sarà il settore agricolo a risentirne sul serio... e di conseguenza l'economia e noi consumatori, per cui... magra consolazione. :-/ Non mi rimane che pormi la domanda che mi sono già posta riguardo alle zanzare e ad altre specie animali "moleste": a cosa servono le cimici? A questo ha già risposto l'entomologo.
[L'immagine che apre il post – la cimice in dialetto abruzzese è detta scardapuzza, e in inglese bed bug – è tratta da Lu salabbarije de lu cafone]

venerdì 21 ottobre 2016

Sull'obiezione di coscienza

Una notizia che mi ha particolarmente turbata in questi giorni è quella della tragica morte di Valentina Milluzzo, la trentaduenne deceduta al quinto mese di gravidanza assieme ai due gemellini che portava in grembo, concepiti grazie alla procreazione assistita. A quanto pare il medico di turno dell'ospedale Cannizzaro di Catania si è rifiutato di intervenire tempestivamente, dichiarandosi obiettore di coscienza: finché il feto dà segni di vita, sembra che abbia detto, io non faccio nulla. Il direttore sanitario dell'ospedale ha negato che quel medico fosse obiettore, ma Francesco Castro, il marito della donna deceduta, sostiene che sia stato lui stesso a dichiararsi tale, anche in presenza di testimoni.
Non mi dilungo oltre sulla presunta dinamica dell'accaduto perché questa vicenda presenta parecchi punti oscuri da chiarire, e mi auguro di cuore che la verità che emergerà dalle indagini non sia spiacevole come è sembrato finora, anche se purtroppo niente e nessuno potrà riportare in vita la donna e i due bambini. Comunque, a prescindere da come sono andate realmente le cose, la morte di Valentina Milluzzo ha riacceso la polemica sull'obiezione di coscienza, che per i professionisti sanitari è prevista per l'interruzione volontaria di gravidanza (l'avvocato Daniele Minotti ha riepilogato cosa prevede la legge al riguardo). Mi limito a copincollare da Wikipedia:
Il professionista sanitario, anche se obiettore, non può invocare l'obiezione di coscienza qualora l'intervento sia indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo (esempio: donna che giunge presso il pronto soccorso ospedaliero con grave emorragia in atto a causa di un aborto clandestino: il medico, anche se obiettore, ha in tale situazione l'obbligo di portare a termine la procedura di aborto se questo è indispensabile per salvare la vita della donna).
... e inoltre:
Il SSN è tenuto a assicurare che l'IVG si possa svolgere nelle varie strutture ospedaliere deputate a ciò, e quindi qualora il personale assunto sia costituito interamente da obiettori dovrà supplire a tale carenza in modo da poter assicurare il servizio, ad es. tramite trasferimenti di personale.
Invece, fino a prova contraria, nel reparto dove è morta Valentina Milluzzo – tralasciando per il momento il fatto che lei e suo marito quei bambini li volevano eccome, e che al limite si sarebbe potuto trattare di aborto terapeutico – di medici non obiettori non ne era presente neanche uno.
Per quanto mi riguarda non posso far altro che difendere il diritto all'obiezione di coscienza: tra i punti fermi della professione medica dovrebbe esserci l'impegno a perseguire la difesa della vita e a non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona (cit. versione moderna del giuramento di Ippocrate), e credo che l'aborto, a prescindere dalle convinzioni etiche e religiose individuali, vada in direzione contraria a tali principi. Inoltre trovo che la battuta di ‏@ItsCetty che puoi vedere qui accanto, per brillante che possa sembrare, non stia in piedi: non ha senso mettere sullo stesso piano il medico che si sottrae all'atto di porre fine alla vita di una creatura con il cameriere che si rifiuta di servire una pietanza che a lui non aggrada (semmai, quest'ultimo si potrebbe paragonare al sindaco che si rifiuta di celebrare le unioni civili). Sempre a proposito di obiezione di coscienza, mi pare giusto che, all'epoca del servizio militare obbligatorio, chi non ammetteva l'uso delle armi potesse optare per il servizio civile sostitutivo. Ma al tempo stesso non posso fare a meno di domandarmi perché mai, con tutte le millemilasettordici specializzazioni che esistono, chi si è laureato in Medicina dopo l'entrata in vigore della legge 194 del 1978 debba a tutti i costi specializzarsi proprio in Ginecologia e Ostetricia se ha intenzione di avvalersi dell'obiezione di coscienza, ben sapendo fin dall'inizio che eserciterà il suo ruolo in maniera incompleta. Almeno andasse a lavorare nel privato... Certo, il pubblico impiego fa gola a tutti...

giovedì 20 ottobre 2016

A caval donando

Qualche settimana fa il signor Amazon mi ha invitata ad iscrivermi alla newsletter dell'offerta lampo Kindle: in cambio avrei avuto un eBook gratuito. Ero un tantino restia, dal momento che di eBook in coda sul mio Chìndolo™ ne ho fin troppi, e temevo che la newsletter mi inducesse a fare ulteriori acquisti "sconsiderati"... ma visto che in quanto titolare di GiuntiCard sono iscritta già da un po' alla newsletter di Giunti al Punto, che in pratica propone le stesse offerte, avrebbe avuto poco senso rinunciare a quella di Amazon, tanto più che un omaggio non si rifiuta mai! ;-) Ieri finalmente mi è arrivato via e-mail il link per scaricare il mio eBook da scegliere all'interno di una selezione di tre titoli: Lei che ama solo me di Mark Edwards, Non proprio un appuntamento, primo capitolo della Not quite series scitta da Catherine Bybee, e Spose di guerra di Helen Bryan. Non avendo mai sentito nominare nessuno dei tre – ehm, non sono granché aggiornata sulle ultime uscite del mercato editoriale :-/ – ho dato un'occhiata alle relative schede, e quindi ho optato per il primo: non che io abbia qualcosa contro i romanzi rosa, ma un bel thriller dà più soddisfazione! ;-)
A proposito di thriller, sempre quest'estate ho partecipato all'attività #LibroInVacanza2016 promossa da Il Libraio, segnalando Non guardare nell'abisso di Massimo Polidoro. Qualcuno potrebbe criticarmi per essere stata poco imparziale, dal momento che ho fatto parte della squadra di lancio del romanzo, ma in realtà pensavo sul serio che il secondo capitolo delle avventure del cronista di nera Bruno Jordan fosse un libro ideale da portarsi sotto l'ombrellone, oppure in cima a un cocuzzolo, o dove ti pare! :-) Anche in quel caso per i partecipanti all'iniziativa era prevista una ricompensa di natura libraria. Dopo che l'attività è terminata e sono state rese note le preferenze dei lettori – la word cloud dei trenta titoli più votati la puoi vedere qui accanto – mi sono arrivati via e-mail i link per scaricare in formato ePub e PDF non uno, ma ben due classici: L'età dell'innocenza di Edith Wharton, da cui è stato tratto l'omonimo film con la regia di  Martin Scorsese, e Le notti bianche, romanzo breve di Fëdor Dostoevskij.
Ho scaricato i miei tre "libri immateriali", e prima ancora di leggerli ho la sensazione che questa volta Il Libraio batta di gran lunga Amazon dal punto di vista della qualità...
[L'estemporanea colonna sonora di questo post è di Elio e le Storie Tese]

mercoledì 19 ottobre 2016

Forza Bebe, sei tutti nOH WAIT

La giovane campionessa paralimpica di fioretto Beatrice "Bebe" Vio, che ha continuato a praticare la scherma nonostante all'età di undici anni abbia subìto l'amputazione di braccia e gambe a causa di una meningite fulminante, ieri ha fatto parte della delegazione italiana alla cena di Stato alla Casa Bianca, l'ultima offerta dall'amministrazione Obama. Questa tostissima diciannovenne, che di recente ha posato per la famosa fotografa australiana Anne Geddes per la campagna a favore della vaccinazione contro la meningite, ha riassunto in cinque scatti pubblicati sulla sua pagina Facebook la straordinaria favola che stava vivendo.

Una grande persona, forte, tenace, rappresentate di un paese straordinario, simbolo per tutto il mondo. Ah vicino c'è anche Obama.
è la didascalia scelta da Antonio Tombolini per condividere l'agognato selfie di Bebe accanto a quello che, per una manciata di giorni ancora, è l'uomo più potente del pianeta... ma pure lei in fatto di potenza non scherza mica!!! :-)
Purtroppo – sembra impossibile ma è così – gli elogi nei confronti di questa formidabile creatura non sono affatto unanimi: neXt Quotidiano ha raccolto in un articolo una gamma abbastanza esauriente degli insulti che le sono stati rivolti. Era a situazioni come questa che pensavo oggi quando ho condiviso sul mio tumblr la citazione di Umberto Eco sulle legioni di imbecilli che imperversano sui social. Qualcuno ha obiettato che i commenti favorevoli a Bebe sono molti di più di quelli negativi, e quindi non è il caso di dare tanto risalto a questi ultimi... ma io non sono d'accordo: saranno anche pochi, ma a mio modo di vedere anche una sola cattiveria indirizzata a questa perla di ragazza supera la soglia del tollerabile, è qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Meno male che ci sono utenti in grado di ridimensionare certi poveracci proprio come meritano: ad esempio Fabrizio Savini...
Io neanche sapevo chi fosse Bebe Vio, prima di 'sta cosa. L'ho scoperto grazie al risalto mediatico di cui han goduto le critiche da lei ricevute dopo aver accettato l'invito di Obama alla Casa Bianca.
Detto ciò, credo che le cose le si possa guardare da un miliardo di angolazioni ma, comunque la si pensi, non capisco come si possa resistere alla commozione data dal vedere una persona che, dimostrando che la volontà può battere qualunque menomazione, supera i terrificanti limiti che la vita le ha imposto e riesce a loggarsi su fb per criticare Bebe Vio.
... e Leonardo Leonardi.
Pensa, porella, Bebe Vio che a 5 anni è sopravvissuta a una meningite fulminante, a un'infezione con necrosi che le è costata gambe e avambracci, poi è diventata schermitrice paralimpica e, senza arti, a diciannove anni ha vinto due ori europei, uno mondiale, uno paralimpico, poi è andata a cena alla Casabianca, si è fatta un selfie con il Presidende degli Stati Uniti però poi, purtroppo, tal Giancazzo M5S Favazzoni di Botticino Sera (BS) ha disapprovato e allora niente, è stato tutto inutile.

martedì 18 ottobre 2016

A proposito del Bartezzaghi

Per me che sono moderatamente appassionata di enigmistica – mai quanto mio padre, che non lasciava passare una settimana senza comprare La Settimana Enigmistica – "il Bartezzaghi" denota un cruciverba piuttosto impegnativo, che proprio in quanto tale dà una particolare soddisfazione dopo che si è riusciti a completarlo. Però non sapevo esattamente chi fosse il creatore di parole crociate che si celava dietro questo leggendario cognome, né se fosse ancora vivo o meno. L'ho scoperto dopo che qualcuno dei miei contatti ha condiviso su Facebook un interessantissimo status nel quale Alessandro Bartezzaghi commemorava il ventisettesimo anniversario della prematura scomparsa del padre Piero. Ebbene, era quest'ultimo, "il Bartezzaghi" per antonomasia, anche se Alessandro ha seguito le sue orme diventando enigmista ed è attualmente condirettore de La Settimana Enigmistica; un altro figlio di Piero, Stefano, è un affermato ludolinguista e collabora con La Repubblica curando tra l'altro la rubrica Lessico e Nuvole.
Nel summenzionato status Alessandro Bartezzaghi ha proposto una poesia scritta da suo padre, dal titolo Ragazza allo specchio, che in apparenza era del tutto normale ma nascondeva in ogni strofa sorprendenti giochi enigmistici. La riporto qui di seguito, alternando a ciascuna strofa la relativa "decifrazione" ad opera del figlio.
Scivola nello specchio la tua immagine:
il pettine affonda mollemente
nelle onde chiare, con gli aghi d’argento
che sfiorano gli umidi ricci.
In rade trine celesti
ha sussulti il tuo cuore,
serrato sul doloroso segreto
che è dentro di te.
Pettine, onde, specchio (d'acqua), aghi (i pesce ago) ricci di mare... e che cosa ha un "doloroso segreto dentro", in fondo al mare? ve lo dico io: L'OSTRICA
Si schiudono le labbra
come uno scrigno rosa,
dall’acqua si levano raggi lucenti
e già la gioia sguscia,
goccia d’immenso rubata all’azzurro.
Ma nel grigio ricordo della madre
una lacrima pare splendere
e legarsi, come tante, ad un filo sottile.
Ti guardi in giro:
uno scrigno, acqua, raggi lucenti, una "gioia" (gioia non sono le cose preziose?), una "goccia" rubata al mare, poi si parla di grigio (perla?) rubata a una madre (perla?) e oh mamma, una lacrima che pare splendere, legata a un filo come tante, formando un giro: la PERLA
è chiusa la stanza, per te
si libra un rimpianto di baci sconosciuti.
Sul bianco letto, ove rinnovelli
i tuoi sogni di donna,
sono intrecciati i fiori di carta
che hai dipinto di giallo e di rosa.
Raccolta ti vedi, tra riflessi di coralli:
sullo specchio hai tracciato
con belle lettere un nome.
Sorridi: qualcosa conti anche tu.
stanza (stanze non sono le strofe poetiche?), ma chiusa. Baci (le rime..) sconosciuti. Letto, bianco... sarà un libro, e composizioni che sono gialli o rosa (romanzi). Eppoii Coralli, storica collana di libri, così come lo Specchio.
E infine : qualcosa conti anche tu
cioè: qualcosa racconti pure tu.
Tu che non scrivi in poesia, sei: LA PROSATRICE
E cos'è LA PROSATRICE, se non l'anagramma di OSTRICA + PERLA?
Era o non era un autentico GENIO, Piero Bartezzaghi?

lunedì 17 ottobre 2016

Tali e quali

In occasione del Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Bob Dylan svariate testate online di una certa autorevolezza, cercando in Rete una foto che ritraesse il cantautore, hanno pescato quella qui sotto.


Il problema è che quello lì non è affatto Bob Dylan, bensì il comico Tullio Solenghi che lo imitava nel corso di una puntata dell'attuale edizione del talent Tale e Quale Show.
Non è la prima volta che i giornalisti cascano in un "tranello" analogo: sul quotidiano Libero la notizia della morte di David Bowie venne illustrata da una foto di... Kaspar Capparoni che lo imitava in una precedente edizione di Tale e Quale Show. (Venerdì scorso è toccato a una donzella, l'attrice Vittoria Belvedere, riportare idealmente in vita il compianto Duca Bianco)


[Verrebbe da dire che i responsabili di trucco, parrucco e costumi del talent show meriterebbero l'Oscar... ma secondo me la somiglianza non era così sconvolgente in nessuno dei due casi]
A proposito di vip che si somigliano come gocce d'acqua, il fatto che la somiglianza tra Giorgio Faletti e Peter Gabriel fosse tale da indurre i giornalisti a confondere le loro foto sembrerebbe solo una notizia di Lercio... eppure lo stesso Faletti raccontò in un'intervista che lo scambio era avvenuto per davvero, e ci scherzò su quando andò ospite da Serena Dandini a Parla con me con l'accompagnamento musicale di Elio e le Storie Tese.
Concludo accennando a un altro aspetto del quale i giornalisti professionisti hanno ben poco da vantarsi: in questo caso non si tratta di scarsa accuratezza nel confezionare le notizie, ma del fatto ancor più deprecabile di dare di proposito notizie dalla dubbia attendibilità, al solo scopo di racimolare il maggior numero possibile di click e conseguenti introiti pubblicitari. Trovo particolarmente condivisibile l'osservazione formulata da Andrea Sacchini commentando questo post di Paolo Attivissimo: «L'aspetto curioso della faccenda è che un certo numero di anni fa, quando ci fu il boom dei blog, nacque una polemica piuttosto accesa e con notevoli strascichi tra blogger e giornalisti, con questi ultimi che accusavano appunto i primi di essere dilettanti che pubblicavano qualsiasi cosa capitasse loro a tiro senza stare tanto a verificare e approfondire. Non era vero, ovviamente. Adesso la verità su chi fossero i veri bufalari è venuta a galla, e lo ammettono tranquillamente pure loro».

venerdì 14 ottobre 2016

La risposta sta soffiando nel vento

Al momento di scegliere il titolo per il post dell'altroieri ho passato in rassegna canzoni che facessero cenno al vento. Alla fine ho optato per Troppo vento di Fabio Concato, perché la prima che mi era venuta in mente, Blowin' In The Wind, non ci azzeccava un accidente con l'argomento del post. Eppure, se avessi scelto proprio quella, magari oggi potrei vantarmi per la mia preveggenza, visto che il suo autore, Bob Dylan, è stato insignito ieri del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: «per aver creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana». Finalmente un nome noto pressoché a tutti, è stato il mio primo pensiero... non come il vincitore di due anni fa, il cui cognome si prestava fin troppo alla facile ironia! ;-)
Che c'entra la musica pop con la letteratura?, si è chiesto Alessandro Baricco, azzardando uno spericolato paragone con un ipotetico Grammy Awards a Javier Marías per la musicalità della sua narrativa; ma sotto sotto secondo me rosicava da morire, perché lui il Nobel può soltanto sognarselo. ;-) In realtà le parole di certe canzoni, scritte da Bob Dylan ma non solo, sono testi letterari a tutti gli effetti – la letteratura è stata definita come «l'insieme delle opere variamente fondate sui valori della parola e affidate alla scrittura, pertinenti a una cultura o civiltà, a un'epoca o a un genere» – che non hanno nulla da invidiare alle poesie più belle. Nessuno avrebbe trovato qualcosa da ridire se ad essere premiato fosse stato un poeta, come peraltro è accaduto più volte in passato. E a Baricco ha ribattuto in modo assai pungente il giornalista Gianni Riotta... ;-)
Riporto qui di seguito il testo della summenzionata Blowin' In The Wind...
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind
How many years must a mountain exist
Before it is washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times must a man turn his head
And pretending that he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind
How many times must a man look up
Before he can really see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind
... e la relativa traduzione.
Quante strade deve percorrere un uomo
Prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve navigare una bianca colomba
Prima di poter riposare nella sabbia?
Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento
Quanti anni deve esistere una montagna
Prima che venga spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni certa gente può esistere
Prima che le venga permesso di essere libera?
Sì, e quante volte un uomo deve girare la testa
E fingere di non vedere?
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento
Quante volte un uomo deve guardare verso l'alto
Prima di riuscire a vedere il cielo?
Sì, e quante orecchie deve avere un uomo
Prima di poter sentire la gente piangere?
Sì, e quante morti ci vorranno perché egli sappia
Che sono morte troppe persone?
La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento
Se credi che questa non sia vera poesia solo perché Dylan la "declama" a tempo di musica, mi spiace ma non mi trovi affatto d'accordo. Sul suo talento canoro, invece, possiamo discutere finché ti pare... ;-)
Qui sono raccolte cinque delle migliori canzoni di Bob Dylan, punto di partenza per farmi una cultura al riguardo... Altrimenti mi succede come con Dario Fo, che il Nobel lo vinse nel 1997, e ha lasciato questo mondo senza che la sottoscritta si premurasse di conoscere ed apprezzare la sua opera.

giovedì 13 ottobre 2016

Ottobre, andiamo. È tempo di... pensare alla sicurezza!

Ottobre è il mese... di un sacco di cose, come si evince dai suggerimenti di Google: non soltanto il mese della prevenzione del tumore al seno e il mese della prevenzione dentale – me l'ha ricordato il mio dentista via WhatsApp – ma anche il mese della sicurezza informatica; un aspetto, quest'ultimo, che ha acquisito anch'esso un'enorme importanza nella vita delle persone, sebbene per motivi ben diversi.
A tal proposito il summenzionato colosso di Mountain View, al quale molti di noi affidano i propri dati spesso con troppa leggerezza, si preoccupa di sollecitarci a gestire in modo accorto le impostazioni di sicurezza dei nostri account. Segnalo anche la lista di 11 consigli veloci ed efficaci per la tua privacy e sicurezza online, stilata da Luigina Foggetti (aka @lalui) per Girl Geek Life.
[Il titolo del post vuole essere un omaggio a un celebre verso del mio illustre (ex) concittadino Gabriele d'Annunzio]

mercoledì 12 ottobre 2016

Troppo vento

L'argomento del post di oggi è l'Astronomy Picture of the Day pubblicata due giorni fa con il titolo The Winds of Earth (i vènti della Terra). Neppure questa volta si tratta di un'immagine – di primo acchito potrebbe sembrare una GIF animata, ma non lo è – né di un video, bensì di una splendida mappa dinamica interattiva realizzata da Cameron Beccario, la quale mostra l'andamento dei vènti sul nostro pianeta.



Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione...
In che direzione sta soffiando il vento? La mappa proposta può dirti questo e molto altro, qualunque sia la tua posizione sul pianeta Terra. La mappa dinamica mostra le previsioni effettuate da supercomputer ricavate da fonti multiple di dati satellitari globali aggiornate ogni tre ore. I vortici luminosi di solito indicano sistemi di bassa pressione con elevate velocità del vento, tra cui violenti cicloni, uragani e tifoni. Anche se il globo può essere ruotato in maniera interattiva qui, per ottenere un'interattività completa, inclusa la capacità di zoomare, dovresti cliccare sulla parola "earth" in basso a sinistra oppure aprire direttamente https://earth.nullschool.net/ nel browser. Il pannello di controllo "earth" lì presente permette inoltre di sovrapporre la temperatura, l'umidità, la pressione, le precipitazioni e le mappe dell'anidride carbonica, o anche passare alla visualizzazione delle velocità del vento alle quote più alte oppure delle correnti oceaniche. In particolare, durante i periodi di rapido cambiamento, le mappe visualizzate potrebbero essere non aggiornate o imprecise.
[Per la "colonna sonora" di questo post si ringrazia Fabio Concato]

martedì 11 ottobre 2016

Quando è il papà che "si giustifica"

Nel post di oggi torno rapidamente sull'argomento "genitori disposti a farsi in quattro per i figli che hanno problemi a scuola", e in particolare su un diverso aspetto della questione: ragazzini che non sono in grado di fare da soli i compiti a casa, e perciò chiedono aiuto a mamma e papà, i quali spesso ne sono capaci ancor meno di loro.
L'altro giorno è uscito su La Stampa un articolo nel quale il giornalista Mattia Feltri, figlio d'arte – suo padre è il più noto Vittorio – e papà di Benedetta, iscritta al primo anno della scuola secondaria di primo grado (quelle che ai miei tempi si chiamavano "le medie"), raccontava di dover sacrificare parte del suo tempo libero per aiutare la pargola a fare i compiti, da lui rappresentati come complicatissimi. Vabbè che ho qualche anno meno di Feltri junior e quindi "le medie" non sono per me un ricordo così lontano, ma mentre leggevo l'articolo trovavo che le consegne assegnate a Benedetta non fossero poi così ostiche, anzi. [Io ricordo di averli fatti quasi sempre da sola, i compiti, fin dalle elementari. E non ero una bambina prodigio, anche se sotto sotto mi piace pensarlo... ;-)]
A Mattia Feltri hanno replicato due blogger che di mestiere fanno gli insegnanti proprio alle "medie": Galatea e Leonardo. Il succo dei loro post si può riassumere come segue: «Se questo papà lasciasse che la figlia si arrangi da sola, ne trarrebbero beneficio tutti, a cominciare da lei stessa...».

lunedì 10 ottobre 2016

Viva gli sposi!

Nella splendida cornice del Palazzo dei Duchi d'Acquaviva, che ospita il Municipio di Atri, si è celebrata ieri l'unione civile fra lo stilista teramano Filippo Flocco e l'imprenditore atriano Carmine Pavone, a suggello di una relazione più che ventennale. È stato il sindaco Gabriele Astolfi a dare esecuzione al decreto attuativo della legge Cirinnà. Ospite d'onore Stefania Pezzopane, che si è battuta in Senato a favore della legge che promuove le unioni civili.
La giornalista Lilli Mandara riferisce che i due avrebbero voluto sposarsi [vabbè, a rigore non si dovrebbe chiamare matrimonio, ma per chi lo contrae è come se lo fosse... e oltretutto ho conosciuto anche coppie etero che dopo lunghe convivenze si definivano sposate a tutti gli effetti pur non essendolo davanti alla legge] a Teramo, ma il sindaco del capoluogo Maurizio Brucchi ha detto che non se la sentiva. A lui si potrebbero destinare le stesse parole che Luciana Littizzetto ha rivolto al sindaco di Favria (TO) Serafino Ferrino, il quale ha dichiarato che non celebrerà unioni civili né delegherà nessuno a farlo in sua vece, perché è contro i suoi principi.
Comunque signor sindaco, ci siamo fatti un mazzo così per questa legge sulle unioni civili, poi arriva lei ben bello e dice “no, io non la voglio, a me fa schifo, non mi piace”. Ma le leggi dello Stato si chiamano leggi dello Stato perché riguardano tutto lo Stato, non mi risulta che Favria sia una regione a statuto speciale, una monarchia e lui sia il Re di Favria! Cioè se a un cuoco non piacciono i fagiolini, deve portarli lo stesso al tavolo anche se non gli piacciono. Che te frega, se non ti piacciono portaglieli lo stesso, li mangeranno loro, mica li mangi tu.
Caro sindaco, ha presente quella fascia tricolore… non vuol dire che l’hanno convocata in nazionale… vuol dire che deve applicare le leggi e farle rispettare anche se non le condivide, tutto qui. Lo so in Italia ci sono le leggi, è una seccatura ma questo è quanto! Faccia una cosa, prenda questa fascia, se la metta intorno agli occhi e poi dice “vuoi tu sposare il qui presente Francesco nella buona e cattiva sorte…” e si leva il problema. Anche perché potrebbe incorrere nel reato di omissione e rifiuto di atti di ufficio da parte di pubblico ufficiale.
Già, le unioni civili non rientrano mica nei casi in cui la legge prevede l'obiezione di coscienza... Ma in fondo, dal punto di vista degli sposi, immagino che sia andata nel migliore dei modi. Non credo esistano coppie che, potendo finalmente coronare il loro amore dopo anni di attesa, hanno piacere che a prendersi in carico un momento così unico sia qualcuno che lo fa obtorto collo, solo perché deve, ma sotto sotto le scruta con aria di superiorità se non con vero e proprio disprezzo. Mentre ad accogliere Filippo e Carmine è stato un sindaco disposto a spendere per loro queste belle parole.
Quello che si celebra oggi non è un semplice rito, ma una conquista civile. Carmine e Filippo non hanno nascosto il loro amore, lo hanno vissuto a viso aperto e hanno lottato perché il diritto alla loro unione ci fosse.
L'Italia è un paese che arriva spesso in ritardo, i diritti fondamentali vengono riconosciuti solo dopo dure e lunghe battaglie, come il voto alle donne, arrivato solo settant'anni fa, molto dopo paesi come Ungheria, Ucraina e Armenia per fare degli esempi.
La legge Cirinnà ha dato la possibilità a coppie dello stesso sesso di unirsi civilmente e oggi, grazie a questa conquista, Carmine e Filippo aggiungono un tassello importante al loro amore e alla loro vita.
Sono particolarmente emozionato, per la consapevolezza che in questa antica e nobile città viene applicato per la prima volta il nuovo istituto giuridico, ma soprattutto per l'amicizia e l'affetto che mi lega a Carmine da sempre. Oggi per lui e Filippo si realizza un sogno, per la nostra cittadina si pone un tassello di crescita culturale e sociale.

domenica 9 ottobre 2016

Qualche quizzino arretrato

Alla vigilia della prevista pubblicazione di un nuovo quesito nel blog Monday puzzle di Alex Bellos, condivido la versione tradotta, e ove necessario adattata alla lingua italiana, dei quizzini usciti il 26 settembre scorso.
  1. Qual è il numero successivo nella serie seguente? 17, 5, 9, 14, 19, 14, 19...
  2. Maria I, Giorgio III, Enrico II, Giacomo III, Giorgio IV, Carlo I... Perché Maria II sarebbe un modo appropriato per terminare la serie?
  3. Cosa viene dopo nella serie seguente? 2.1, 3.5, 3.3, 2.3, 1.3, 2.4, 2.5, 2.6, 1.8...
  4. Cosa viene dopo in questa serie? 1, 2, 9, 12, 70, 89, 97, 102...
Ed ecco le soluzioni...
  1. 19. I numeri sono le posizioni nell'alfabeto delle prime lettere delle parole che compongono la domanda.
  2. La chiave è che Maria I va intesa come la prima lettera di Maria, Giorgio III è la terza lettera di Giorgio, e così via. L'intera serie, compresa una Maria II finale, dà quindi luogo alla parola "monarca".
  3. 2.7. Sono le posizioni di riga e di colonna su una tastiera QWERTY delle lettere in ordine alfabetico (2.1 vuol dire seconda riga, prima lettera; 3.5 è la terza riga, quinta lettera, ecc.).
  4. 182. Sottraendo 1 da ciascun numero, ottieni i numeri che sono uguali sottosopra: 0, 1, 8, 11, 69, 88, 96, 101, 181.
P.S.: Il creatore di questi quesiti è Bill di Gogglebox, al secolo William Hartston, ex campione di scacchi britannico, amante della matematica e degli enigmi, nonché autore del libro di prossima uscita Even More Things That Nobody Knows: 501 Further Mysteries of Life, the Universe and Everything.

sabato 8 ottobre 2016

#SaveTheDay

Manca un mese esatto alle elezioni presidenziali americane che decreteranno il successore di Barack Obama, il primo afroamericano a ricoprire (per due mandati) la carica di presidente degli Stati Uniti d'America. Chi sarà a subentrargli, il primo presidente donna (Hillary Clinton) oppure il primo presidente di colore... arancione (Donald Trump)? ;-)
Io, che per la moglie dell'ex presidente Bill Clinton facevo moderatamente il tifo già nel 2008, quest'anno sono dalla sua parte al cento per cento. I sondaggi elettorali ho quasi smesso di seguirli perché, ogni volta che sentivo che Trump recuperava terreno, avvertivo un dolore quasi fisico – a dire il vero trovo pazzesco che un individuo simile sia potuto arrivare così in alto... solo che poi ripenso al ventennio berlusconiano e non mi sembra più così assurdo, ahimè :-/ – ma a questo punto mi auguro che la diffusione del video risalente al 2005 nel quale Trump si lasciava scappare frasi vergognosamente sessiste assesti il definitivo colpo di grazia alle sue ambizioni di essere eletto.
Contro il miliardario americano il mondo dello spettacolo USA ha messo in campo un dispiegamento di forze che oso definire senza precedenti. C'è stato il video nel quale svariati attori famosi, tra i quali Robert Downey Jr e Mark Ruffalo, hanno invitato gli elettori ad andare a votare, facendo capire chiaramente a quale candidata vada il loro sostegno...



(qui il video sottotitolato dagli impagabili curatori di Italiansubs)
... poi c'è stato il ritorno di Will & Grace e compagnia, pure loro apertamente a favore di Hillary.



(Anche in questo caso Italiansubs aveva reso disponibile una versione sottotitolata, che però è stata rimossa, suppongo per questioni di copyright)
L'attore Robert De Niro ha speso nei confronti di Trump espressioni a dir poco inequivocabili... ma io trovo assai più incisive le parole del divo Kirk Douglas, il quale è figlio di emigrati russi, ha vissuto in prima linea la Seconda Guerra Mondiale ed è ormai prossimo a tagliare il traguardo del secolo di vita. Traduco il brano saliente...
Avevo 16 anni quando quell'uomo [non è difficile intuire a chi si riferisca Douglas, NdC] salì al potere nel 1933. Per quasi un decennio prima della sua ascesa fu deriso, non preso sul serio. Veniva visto come un buffone che non avrebbe potuto trarre in inganno una popolazione educata e civilizzata con la sua odiosa retorica nazionalista.
Gli "esperti" lo liquidarono come uno scherzo. Si sbagliavano.
[...]
Ho vissuto una vita lunga e buona. Non sarò qui per vedere le conseguenze se questo male metterà radici nel nostro Paese. Ma i vostri figli e i miei ci saranno. E i loro figli. E i figli dei loro figli.
Tutti noi aspiriamo ancora a rimanere liberi. È quello che sosteniamo come Paese. Sono sempre stato profondamente orgoglioso di essere americano. Nel tempo che mi rimane, prego che ciò non cambi mai. Nella nostra democrazia, siamo noi a dover prendere la decisione di rimanere liberi.
Pure il cast di Star Trek (quasi) al gran completo si è schierato contro Trump; nel fare il resoconto della cosa, Paolo Attivissimo ha scritto...
Trump è documentatamente razzista, complottista, antivaccinista, sessista, evasore fiscale, mentalmente instabile e totalmente incompetente in finanza, economia e politica, sia nazionale sia estera; Clinton no. Hillary è fallibile e imperfetta come qualunque essere umano: Trump è il riassunto volgare ed egocentrico di quanto di peggio l’umanità possa esprimere.
Provate a immaginarli entrambi nel ruolo di presidente. A quale dei due vi sentireste di affidare il controllo delle armi nucleari? A uno che si alza alle tre del mattino per twittare insulti a una ex Miss USA perché per lui è troppo grassa ed è di origini ispaniche, o a una che conosce la Casa Bianca da decenni e pur di presenziare alla commemorazione dell’11 settembre ci va con la polmonite?

venerdì 7 ottobre 2016

Hai portato la giustificazione?

Non è passato nemmeno un mese, e mi tocca tornare ad occuparmi di un genitore, nella fattispecie una mamma milanese, Anna Santoiemma, che ha condiviso su Facebook la giustificazione indirizzata alle insegnanti della sua creatura; la bambina non aveva fatto i compiti di Storia, avendo «dedicato il suo tempo libero restante in attività ricreative e sportive».


È giusto che, rientrando a casa dopo otto ore sui banchi, una bambina delle elementari venga esonerata dalla madre dal fare i compiti che le maestre le hanno assegnato? Sorvolando sul modo di scrivere un tantino approssimativo, non sarei così propensa a biasimare la mamma di Mariasole come ho fatto a suo tempo con Marino Peiretti... Mi sento invece di essere un po' più severa nei confronti di Stéphane Solomon, il papà francese che per lettera si è offerto ironicamente di stare un'ora in castigo (!) al posto del suo pargolo, ritenendosi non a torto responsabile della sua educazione.


[Lo zelante paparino ha fatto poi sapere tramite una nota che, in seguito a un colloquio con l'insegnante, la punizione è stata revocata]
Massimo Gramellini ha rivolto a Monsieur Solomon – che di mestiere fa il coach [mi ricordo che, quando cominciai a studiare il francese, i transalpini i termini inglesi li evitavano ad ogni costo] e si vede da come scrive – due timide obiezioni che per quanto mi riguarda trovo del tutto condivisibili.
Non pensa di avere delegittimato la maestra davanti a tutta la classe? Ma soprattutto non teme che, a furia di tenerlo sotto una campana di vetro, proteggendolo da ogni frustrazione, suo figlio crescerà senza gli anticorpi necessari ad affrontare una vita dove gli capiterà spesso di andare a sbattere contro le ingiustizie e l’ottusità del potere?
[La vignetta che apre il post l'ho pubblicata sul mio tumblr un po' di tempo fa, e credo che renda perfettamente il cambiamento in corso nell'atteggiamento dei genitori nei confronti della scuola e degli insegnanti dei propri figli]

giovedì 6 ottobre 2016

Vuoi diventare popolare su Instagram? Guarda qui...

[Ogni tanto cedo pure io alla tentazione del titolo acchiappa-click ;-)]
Per il post di oggi prendo spunto dal video How To Up Your Instagram Game (all'incirca, come avere più successo su Instagram) realizzato da COOPH con la collaborazione di Chris Burkard. Anche se io del social network specializzato nella condivisione di immagini e video faccio un uso abbastanza basilare e svogliato – mi sono resa conto che da un po' di tempo a questa parte pubblico quasi esclusivamente istantanee di roba da mangiare ;-) – ho pensato di condividere i consigli esposti nel video, a beneficio di chi dovesse aspirare a racimolare un sacco di like, follower, regram e shoutout (di queste ultime due espressioni gergali ho imparato il significato proprio grazie a questo video).



Ed ecco la traduzione dei suggerimenti elencati...
  1. Pubblicare soltanto selfie è soporifero. Va' alla ricerca di avventure e di una luce eccezionale.
  2. Usa l'app Hyperlapse per essere più scattante. [Non è questa qui; a quanto pare Hyperlapse è disponibile solo per iOS e non anche per Android, accidenti :-/ NdC]
  3. Oppure rilassati con il rallentatore.
  4. I profili Instagram più popolari sono generalmente coerenti con un tema specifico, ma la cosa più importante è avere una caratteristica distintiva.
  5. Migliora i tuoi scatti con app di editing come VSCO e Snapseed.
  6. Il segreto di Instagram? La buona fotografia è importante, ma lo è anche un buon racconto [o storytelling che dir si voglia, NdC]... così una buona foto sommata a una buona didascalia farà faville.
  7. Aggiungi una posizione alla tua foto. Ciò si traduce in un engagement maggiore del 79%.
  8. Vacci piano con gli hashtag... usa solo quelli rilevanti. #less #is #more [meno è meglio, come si suol dire, NdC]
  9. Adesso che Instagram ha lanciato le Stories [mai usate... né intendo cominciare a farlo, almeno per il momento, NdC] puoi connetterti con il tuo pubblico in modi divertenti.
  10. Ricerca gli hashtag che ami. Lascia commenti e "mi piace" sulle foto di altre persone.
  11. Se lasci un commento meditato, la maggior parte delle persone visiterà il tuo profilo.
  12. Cerca profili che fanno regram. Hashtaggali e taggali e potresti avere uno shoutout. Pssst... usa #coophshoutout e noi faremo regram delle foto migliori.
  13. Condividi il link al tuo profilo Instagram sul tuo sito web... nella tua firma elettronica... ovunque.
  14. Smettila di perdere tempo con sciocchezze come "ricambia il follow" e "tag in cambio di like".
  15. Smettila anche con i ghost follow (smettere di seguire le persone se non ricambiano il follow). #fail
  16. Rubare e pubblicare foto di altre persone è un #epicfail. Esci fuori e scattane di tue.
Instagram è uno strumento incredibile per condividere la tua vita. Un giorno potrai guardare indietro i momenti della tua vita in ordine cronologico. I tuoi nipotini potranno vedere esattamente ciò che hai fatto e detto. Non è pazzesco? Quello che investi in Instagram è quello che ottieni da esso. Sii eccezionale, originale e socievole. I follower verranno se troverai modi creativi per catturare i momenti speciali della vita.