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mercoledì 31 agosto 2016

Giornalismo OK e KO

Questo post avevo in mente di pubblicarlo da giorni, ma sono rimasta indietro... e, a proposito, prevedo che nel prossimo futuro la mia attività bloggatoria subirà un diradamento, se non un vero e proprio arresto più o meno temporaneo. La Rete se ne farà una ragione, ne sono certa... ;-) Il fatto è che sto andando incontro a un cambiamento esistenziale tanto lieto quanto importante, ed è probabile che "fraseggiare" davanti al PC non sarà più per me così tanto prioritario come è stato finora. L'altro giorno mi era persino venuta voglia di chiuderlo, il blog... poi però mi è passata, almeno per il momento! ;-)
Vabbè, torniamo a noi. All'indomani del recente terremoto nel centro Italia si sono fatti notare due approcci ben diversi al giornalismo televisivo e alla TV del dolore: quello di Studio Aperto che, incredibile ma vero, è andato a "intervistare" persone sepolte sotto le macerie, e quello del direttore del TG LA7 che, al contrario, ha liquidato seccamente la proposta di un'inviata di mandare in onda la foto della famiglia morta per il crollo di un campanile ad Accumoli.
Nei giorni scorsi Enrico Mentana è finito sotto i riflettori mediatici pure per la veemente replica rivolta su Facebook a un commentatore.


Molti hanno elogiato "Chicco" per il piglio della serie "severo ma giusto" e per l'invenzione del neologismo webete (che invece a quanto pare esiste da anni, ma con un'accezione un po' differente), mentre altri, ad esempio Massimo Mantellini, l'hanno criticato perché
Nel giro di poche righe Mentana scrive ad uno sconosciuto che è un idiota [in realtà l'ha accusato di aver pensato e scritto un'idiozia, il che se mi permette è un tantino diverso, NdC], decerebrato, grufoloso e webete. Poco o nulla conta il contesto ed i toni del commento a cui il giornalista risponde. Anche fossero stati differenti, anche fossero stati offensivi e diffamatori (non lo erano) quella sarebbe stata comunque una risposta violenta e vergognosa.
In seguito Mentana è tornato sulla questione per un chiarimento.
A quest'ultimo riguardo si è aperto il "filone Webete": sabato sera una persona ha ritenuto, sbagliando, di rimettere in discussione l'esistenza di Francesca Spada, sopravvissuta di Amatrice, con termini molto crudi: E' a questa provocazione che ho risposto con quelle righe che poi da domenica vengono mostrate da più parti. Va detto che nessuno o quasi ha letto lo scambio originale, perché la mia risposta non riguardava le righe che sono state riportate subito sopra, ma un altro commento che l'autore ha poi ritenuto giusto cancellare, facendo così automaticamente eliminare anche tutto il resto della conversazione, dopo aver ammesso con toni pacati di essere stato indotto in errore da altri.
Il termine "webete" che ho usato in coda a quella risposta ora non più disponibile ha avuto, come sapete, una sorta di successo a scoppio ritardato, con tutti gli eccessi del caso, incensatori e di rigetto. Pensatori del web sono andati a cercare se la parola era stata usata, eccetera. Molto se ne è parlato su twitter, dove le parole-chiave sono oro perché tutto deve stare in 140 caratteri. Per me è solo una parola ironica utilizzata in uno scambio che non è più su questa pagina: come il "grufola" che era alla riga precedente. Se è "la parola che twitter attendeva", ecco un buon motivo in più per stare alla larga da quel social e dalle sue vestali. Voi fatene quel che volete: ma per me "webete" finisce qui
Io, come tante altre volte, sto dalla parte di Mentana, mentre ultimamente mi trovo sempre più spesso in disaccordo con Mantellini. Ma sono convinta che anche quest'ultimo se ne farà una ragione... ;-)
[L'immagine che apre il post, tratta da Prugna, si riferisce a servizi di Studio Aperto come quello summenzionato]

martedì 30 agosto 2016

Noli equi dentes inspicere donati

Il presidente e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, in visita in Italia, ha annunciato di aver donato cinquecentomila euro alla Croce Rossa Italiana per sostenere gli aiuti alla popolazione terremotata del centro Italia. Non si tratta però di una donazione in denaro liquido che la CRI potrebbe spendere nel modo che ritiene più opportuno: «I 500 mila euro arriveranno alla Cri sotto forma di Ads che potranno essere utilizzate sulla piattaforma Facebook per promuovere le attività di cui c'è maggiore bisogno: ricerca di volontari, richiesta di donazione di sangue, mettersi in contatto per le persone che hanno bisogno di un posto in cui stare». E proprio su Facebook l'ironia per questa singolare forma di beneficenza si spreca: per citare giusto due esempi, Simone Magnani ha scritto
Ma come: la donazione di Zuckerberg ai terremotati sono buoni per pubblicità su facebook? È come se mia nonna invece della mancia mi desse un ticket restaurant per pranzare da lei!
e Roberto Radimir
Spiegatemi perché Zuckerberg, una volta scoperto che la regione Marche distribuisce medicinali omeopatici, avrebbe dovuto donare soldi veri?
(Il riferimento è al tweet con il quale la Regione Marche annunciava la distribuzione ai terremotati di "farmaci" omeopatici, la cui efficacia è ben lungi dall'essere dimostrata; la Regione ha replicato alle polemiche con un altro tweet nel quale precisava che i suddetti "farmaci" – no, le virgolette non sono casuali – erano offerti gratuitamente dall'Ospedale di Pitigliano, che evidentemente non disdegna di dare spazio anche alle pratiche di pseudo-medicina)
A proposito di Zuckerberg, Massimo Gramellini ha dedicato il suo Buongiorno odierno all'elogio della cultura classica espresso dal giovane imprenditore in occasione del suo viaggio a Roma. Peccato che il vicedirettore de La Stampa o chi per lui abbia scelto un titolo tale da far rivoltare nella tomba Cicerone e compagnia bella: Faciem liber, poi corretto in Facies liber. Insomma, si è passati dall'accusativo singolare di facies, faciei, sostantivo femminile della quinta declinazione, all'accusativo plurale. Peccato che lì non ci andasse l'accusativo bensì il genitivo, perché a occhio e croce si tratta di un complemento di specificazione e non certo di un complemento oggetto: il titolo corretto dell'articoletto sarebbe dovuto essere Liber facierum, come conferma anche Wikipedia in latino.
[Il titolo di questo post è la versione in lingua latina del celebre proverbio A caval donato non si guarda in bocca , mentre la foto che apre il post l'ho presa da @Iddio42 che l'ha commentata come segue: «Perfino Zuckerberg deve mettersi in giacca e cravatta, invece il Papa può fare il cosplayer di Gandalf quando vuole» ;-)]

giovedì 25 agosto 2016

Severo ma giusto

In Rete di bufale se ne trovano a iosa in tutti i campi... e siccome quelle di argomento scientifico mi colpiscono in modo particolare, stasera condivido la traduzione del testo contenuto in un'immagine pubblicata nella pagina Facebook A Science Enthusiast (la puoi vedere qui accanto, clicca per ingrandirla).
Già che ci sono:
  • l'aspartame non ti fa venire il cancro;
  • il glutine non ti fa male, a meno che tu non sia allergico/celiaco;
  • i supercibi non sono reali, sono solo cose sane forse un po' più ricche di alcune vitamine;
  • i vaccini non causano l'autismo o qualunque altra cosa, e le sostanze chimiche in essi presenti che in genere ti spaventano si trovano in quantità talmente minuscole da non fare proprio un accidente di niente al tuo corpo (stiamo parlando di proporzioni di una parte per milione);
  • non puoi fare una purificazione o dieta per "liberare il tuo corpo dalle tossine". Ci pensano già i tuoi reni e il fegato a farlo;
  • i cibi a base di organismi geneticamente modificati non ti uccideranno: la maggior parte delle modificazioni genetiche delle colture le rende semplicemente più resistenti e fa produrre loro più cibo (e la modificazione genetica non inietta più sostanze chimiche nel tuo cibo. Si tratta solo di una piccola alterazione del DNA che è fatto della stessa identica roba di cui è fatto il tuo DNA);
  • se fai seguire al tuo gatto una dieta vegana io verrò personalmente a casa tua con il teschio di un predatore morto da tempo, ti farò notare la forma della sua mandibola e dei suoi denti come indicatori di abitudini alimentari predatorie, e poi ti picchierò con esso.

mercoledì 24 agosto 2016

La terra trema

La scorsa notte, per la terza volta in vita mia (se non ricordo male), sono stata svegliata da una forte scossa di terremoto, trovandomi, fortunatamente per me, sempre a distanza di sicurezza dall'epicentro. La prima volta fu alle 2:33 del 26 settembre 1997, quando la terra tremò in Umbria e Marche (i miei genitori erano a Fabriano, quindi loro avvertirono il fenomeno con intensità decisamente maggiore). La seconda è stata alle 3:32 del 6 aprile 2009, quando fu il capoluogo abruzzese L'Aquila ad essere messo in ginocchio dalla forza della natura. E alle 3:36 di stanotte a buttarmi giù dal letto è stata la scossa di magnitudo 6 con epicentro Accumoli, in provincia di Rieti, la più forte di una serie di eventi sismici che hanno provocato gravissimi danni e chissà quante vittime: al momento la conta dei morti è arrivata a quota 120, ma purtroppo il bilancio è destinato ad aggravarsi, tanto più che molti dei paesi colpiti non sono affatto agevoli da raggiungere.
Questa è Amatrice oggi vista dall'alto...


... e questo è uno scorcio di Pescara del Tronto, nulla a che vedere con la città in cui vivo: si tratta di una frazione di Arquata del Tronto (AP), il comune dove sostai per rifocillarmi mentre ero di ritorno dalla mia prima gita a Castelluccio di Norcia in fiore.


The Guardian ha messo a confronto alcune immagini delle zone colpite prima e dopo il terremoto: impressionante! :-O
L'occasione è propizia per condividere un paio di guide su come comportarsi in caso di terremoto: qui c'è un articolo di Focus.it, mentre l'infografica qui sotto è stata realizzata dalla Croce Rossa Italiana.


Purtroppo in questo triste frangente molti hanno perso un'occasione per tacere: Daniela Martani, ex concorrente del Grande Fratello e convinta vegana, considera la devastazione di Amatrice come una sorta di punizione divina per aver inventato l'amatriciana, condimento a base di guanciale (taglio di carne suina) e formaggio pecorino...


... gli integralisti cattolici di Militia Christi reputano questa sciagura un castigo per i nostri peccati, compresa l'"abominevole" legge sulle unioni civili...


... e poi è pieno di persone che se la prendono con i profughi, a sentir loro accolti in hotel dotati di ogni comfort mentre gli italiani sarebbero destinati nel migliore dei casi alle tendopoli.


Inutile fargli leggere notizie come questa qui sotto, perché non ci crederebbero, anzi magari neanche la capirebbero...


Massimo Mantellini ha twittato
Non si è ancora diradata la polvere dei calcinacci che Mario Tozzi ci spiega che è colpa della politica. Nessuno sta mai zitto quaggiù
... e in un certo senso mi tocca dargli ragione, solo che a mio parere è proprio lui che nella fattispecie avrebbe dovuto starsene zitto: personalmente ritengo che l'opinione del geologo Mario Tozzi sia del tutto condivisibile. Non è ammissibile che nel nostro Paese si paghi un debito di sangue così ingente per eventi sismici che in Paesi avanzati come il Giappone provocherebbero al più danni alle cose, solo perché la prevenzione e manutenzione antisismica non è considerata una priorità su cui investire, e l'unica "risorsa" che i nostri governanti sono disposti a non lesinare sono le lacrime di coccodrillo.
Enrico Mentana ha scritto
Lo so che è difficile, ma cerchiamo di usare questo social in modo solidale. Fare le polemiche a due ore da un terremoto, pensare a chi ride o accusare ipotetici ritardi dei soccorsi o disinteresse dello stato, mentre si scrive dal tinello di casa, fa un po' pena. Chi può dia una mano: aiuto e solidarietà. Almeno per oggi, grazie
e colgo l'occasione per invitare chi può ad accogliere il suo appello: c'è bisogno di cibo a lunga conservazione, coperte, abiti in buono stato, garze, siringhe, cerotti, prodotti per l'igiene personale, ma anche di donazioni di sangue. La sottoscritta è a favore della libertà di espressione, ma per chi condivide idiozie come quella qui sotto farei volentieri un'eccezione...


[La foto che apre il post è tratta dall'Huffington Post]

martedì 23 agosto 2016

Il rompicapo che sta facendo impazzire il web

Vabbè, non esageriamo... Di sicuro ha tratto clamorosamente in inganno la sottoscritta! ;-)
Stamattina, aprendo Facebook con la mente ancora ottenebrata dal sonno, mi è caduto lo sguardo sul quiz qua sotto.


Ecco il procedimento che ho seguito per arrivare alla soluzione.
mela + mela + mela = 30 → 3×mela = 30 → mela = 30/3 = 10
mela + banana + banana = 18 → 10 + 2×banana = 18 → 2×banana = 18 – 10 = 8 → banana = 8/2 = 4
banana – cocco = 2 → 4 – cocco = 2 → cocco = 4 – 2 = 2
cocco + mela×banana = 2 + 10×4 = 2 + 40 = 42
(assumendo che la moltiplicazione abbia la priorità sull'addizione)
Insomma, la risposta è 42, che del resto è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto [uh, com'è figo fare sfoggio di cultura citando libri che non ho ancora letto... ;-)]. Giusto? Macché!
La soluzione corretta la riporto qui di seguito: per leggerla non devi far altro che selezionare il testo, come al solito.
Se ci fai caso, nella seconda e nella terza riga dell'immagine i caschi di banane sono composti da quattro frutti, mentre nella quarta e ultima riga solo da tre; insomma, si tratta di simboli differenti. Inoltre nella terza riga le mezze noci di cocco sono due (anche se ravvicinate, il che mi ha tratta in inganno), nella quarta ce n'è solo una. Il procedimento corretto è quindi
mela + mela + mela = 30 → 3×mela = 30 → mela = 30/3 = 10
mela + 4×banana + 4×banana = 18 → 10 + 8×banana = 18 → 8×banana = 18 – 10 = 8 → banana = 8/8 = 1
4×banana – 2×cocco = 2 → 4×1 – 2×cocco = 2 → 2×cocco = 4 – 2 = 2 → cocco = 2/2 = 1
cocco + mela×3×banana = 1 + 10×3×1 = 1 + 30 = 31
A quanto pare esistono anche altri approcci alla soluzione... comunque in nessun caso la risposta è 42! ;-)

lunedì 22 agosto 2016

Cosa resterà di queste Olimpiadi

Con la cerimonia di chiusura di questa notte si sono conclusi i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, i trentunesimi dell'era moderna, passando il testimone a Tokyo che ospiterà l'edizione del 2020. Con questo post non pretendo mica di riepilogare esaustivamente gli episodi salienti dell'evento, che oltretutto si è sovrapposto per una settimana alle mie vacanze impedendomi di seguirlo a dovere, ma mi limito semplicemente a smaltire un po' di spunti che avevo salvato nei Segnalibri.
Questi Giochi sono serviti a confermare l'indiscussa superiorità dello statunitense Michael Phelps nel nuoto e del giamaicano Usain Bolt nell'atletica leggera. Di quest'ultimo passerà alla storia l'espressione beffarda con cui si è voltato a guardare i suoi avversari mentre si apprestava a tagliare per primo il traguardo dei 100 metri piani...


... mentre su Phelps segnalo uno status di Rudy Bandiera, dal quale estrapolo una riflessione piuttosto interessante.
Quando penso a creature simili sono felice di aver potuto vivere nel loro stesso periodo storico, non sono cose che capitano tutti i giorni. Ma poi mi vengono subito due pensieri: il primo è che ognuno di noi debba essere portato in maniera divina per qualcosa, e se trovi questo qualcosa di certo non puoi avere rivali. Forse è fare il vetrinista, o forse il tecnico degli ascensori o forse il nuotatore, ma se azzecchi quel filone gli altri sono fottuti. Non sono tutti ugualmente prestigiosi, certo, ma il concetto è chiaro et inconfutabile.
Il secondo pensiero è proprio che se azzecchi il filone gli altri sono fottuti. Pensate alla frustrazione di tutti quelli che hanno gareggiato contro di lui in tanti anni, che sono dei fuoriclasse ma che contro un dio senza rivali non hanno avuto possibilità, pensate a come si devono essere sentiti, sapendo di iniziare la gara già battuti.
Diciamo che, in definitiva, il fatto che non si riesca tutti a centrare la nostra VERA attitudine forse è meglio perché stimola la competizione e premia il lavoro, il duro lavoro. Viva i secondi, quelli che arrivano dopo Phelps! Sempre viva. Gli assomigliamo di più anche se ci fanno sognare di meno ;-)
Sulla pagina Facebook del blog Spinoza sono usciti un paio di post dal titolo QUELLO CHE HO CAPITO DEGLI SPORT OLIMPICI. Qui di seguito una selezione delle mie battute preferite...
100 METRI PIANI: Gara di corsa generalmente dominata dagli afroamericani, almeno finché non scopriranno che il tizio con la pistola dietro di loro non è un poliziotto.
BASKET: Disciplina atta a dimostrare alle donne che l'uomo è perfettamente in grado di centrare il cesto della roba sporca, se posto all'altezza giusta.
BEACH VOLLEY: Come la pallavolo, ma inquadrato dal basso. È una delle poche discipline olimpiche che riesce a far fare movimento anche agli spettatori.
BOXE: È come il matrimonio: due persone alternano abbracci e colpi violenti, poi i giudici decidono quale dei due può andarsene con l'oro.
DRESSAGE: Sport emozionante e spettacolare, tra le discipline candidate all'ammissione ai Giochi la spuntò di pochissimo sul pomeriggio al catasto.
EQUITAZIONE: Disciplina nella quale la faccia tosta è fondamentale per andare a ritirare la medaglia al posto del cavallo.
GINNASTICA RITMICA: Le ragazze del nuoto sincronizzato, vestite e truccate dopo la doccia, eseguono esercizi a tempo di musica mixata male usando attrezzi come cerchio, palla, clave, nastro, fune, pistola e candelabro.
JUDO: Due tizi vorrebbero picchiarsi ma il regolamento impedisce loro di andare oltre gli strattoni alla giacchetta.
HOCKEY SU PRATO: Una versione dell'hockey su ghiaccio in cui le due squadre hanno superato l'iniziale imbarazzo.
LOTTA GRECO-ROMANA: Due energumeni in calzamaglia tentano di strozzarsi a vicenda. Ma poi finiscono per amarsi.
NUOTO SINCRONIZZATO: Quando le madri urlano tutte insieme: "Devi aspettare tre ore!".
PENTATHLON MODERNO: I partecipanti devono essere esperti di tiro a segno, nuoto, scherma, equitazione, corsa, php, modellazione 3d, gradita conoscenza russo e cinese. Paghiamo in visibilità.
SALTO TRIPLO: I tre balzi prendono il nome di hop, step e jump, proprio come i protagonisti di un romanzo di Moccia.
SCHERMA: Quando l'attrezzo tocca una parte elettrificata, si accende una luce e suona un cicalino: praticamente è la versione in movimento dell'Allegro Chirurgo. Conquista il punto chi esulta con più convinzione.
SPADA: È facilmente distinguibile dal fioretto e dalla sciabola grazie alle scritte in sovraimpressione.
TIRO A SEGNO: Uomini che ti centrano una Zigulì a venti metri di distanza ma prova a metterli davanti a un water.
TIRO CON L'ARCO: Nasce nell'antichità come mezzo per procacciarsi il cibo, mentre oggi anche se sei bravo non riesci a mangiarci.
TRAVE: Specialità dall'esito spesso controverso, vista la tendenza dei giudici a distrarsi guardando pagliuzze durante l'esercizio.
TRIATHLON: 1,5 km a nuoto, 40 km in bici, 10 km di corsa: il segreto per primeggiare in questa gara è ricordarsi l'ordine giusto. La versione femminile è identica, ma le atlete praticano le tre discipline contemporaneamente.
TUFFI: Variante moderna del principio di Archimede: un corpo immerso nell'acqua riceve un punteggio che solo Stefano Bizzotto è in grado di capire.
TUFFI SINCRONIZZATI DONNE: Ragazze che prendono molto sul serio la cosa di andare in bagno in coppia.
A proposito di tuffi, faccio i complimenti a Tania Cagnotto per le medaglie che chiudono in bellezza una luminosa carriera... anche se devo ammettere che io del suo sport non capisco granché, se non che si dovrebbe raggiungere la superficie dell'acqua in verticale, di testa e non di piedi, e sollevare meno schizzi possibile. Ma perfino a me è chiaro che i tuffi mostrati nel video qua sotto – spacciato erroneamente da più parti come la ripresa di gare olimpiche di quest'anno – meritano pessimi voti... ;-)



Le gare individuali di ginnastica artistica femminile sono state dominate dalla statunitense Simone Biles, elastica come una molla e incredibilmente potente. Le manca giusto un pizzico di eleganza, come quella mostrata quarant'anni fa da Nadia Comăneci nell'esercizio qui sotto, che le valse un clamoroso 10, il punteggio massimo possibile, equivalente alla perfezione.



Osserva quest'acrobazia della ginnasta italiana Erika Fasana al rallentatore, e dimmi se non è stupefacente! :-O


Il judoka egiziano che si è rifiutato di stringere la mano all'avversario israeliano che l'aveva appena battuto ha dimostrato di non aver capito cosa sia lo spirito olimpico, e per questo è stato giustamente sanzionato.

«Perdere non fa di te un perdente. L'odio fa di te un perdente» (via Imgur).
Al contrario, le atlete Nikki Hamblin e Abbey D'Agostino sono state ammesse alla finale dei 5000 metri a titolo di ricompensa per l'ammirevole fair play dimostrato durante le batterie.
Durante i Giochi è arrivata la pesantissima squalifica al marciatore azzurro Alex Schwazer. Se sei convinto della sua colpevolezza, ti consiglio di guardare questo documentario e magari anche leggere questo post: potrebbe venirti qualche dubbio abbastanza inquietante al riguardo, come è venuto a me.

domenica 21 agosto 2016

Ancora sul piacere di scrivere a penna

Anche se ho un bel po' perso l'abitudine di scrivere a mano libera a favore della praticità di digitare su una tastiera fisica o virtuale, il piacere di tenere una penna in mano non l'ho mai perduto, come ho già raccontato qui... e ogni tanto mi prendo pure qualche piccola soddisfazione. Ultimo caso in ordine di tempo: l'altro giorno, mentre apponevo una dedica sul libro che stavo donando all'iniziativa Aiutaci a crescere, regalaci un libro delle librerie Giunti al Punto, la commessa mi ha fatto i complimenti per la scrittura... :-) [Pavone Mode OFF ;-)]
Di sicuro la me stessa di qualche anno fa si sarebbe riconosciuta ben più di oggi nella lista 23 Things Anyone Who’s Slightly Obsessed With Stationery Has Secretly Done (23 cose che chiunque sia un pochino ossessionato dalla cancelleria ha fatto in segreto) pubblicata su 9GAG. L'immagine la puoi trovare qui accanto – ma per vederla a dimensioni adeguate mi sa che dovrai andare direttamente alla fonte – mentre qui di seguito riporto la traduzione punto per punto.
  1. Hai fatto pratica con la tua scrittura prima di fare quel primo segno sacro su un quaderno nuovo.
  2. Oppure hai strappato una pagina intera quando hai fatto un errore.
  3. Hai organizzato le tue penne per colore, tipo di penna o qualche altro fattore assortito.
  4. Hai preso incredibilmente sul serio la larghezza delle righe dei tuoi fogli a righe.
  5. Come pure la dimensione dei tuoi pennini. A questo punto, probabilmente saprai quale formato di pennino è il migliore per la tua scrittura.
  6. Hai sviluppato un eccessivo attaccamento nei confronti di una particolare penna perché sei convinto che sia quella che rende la tua scrittura più bella a vedersi.
  7. Hai detto a te stesso di non poter iniziare una nuova attività finché non hai comprato un quaderno nuovo per essa.
  8. Hai mentito e hai detto di non avere una penna perché non volevi che qualcuno la prendesse. O peggio, la perdesse.
  9. Oppure hai tenuto una scorta separata di penne per i prestiti.
  10. E ti sei convinto che la tua penna semplicemente non scrivesse allo stesso modo dopo che hai avuto il coraggio di prestarla.
  11. Hai segretamente nutrito un'intensa gelosia per tutti coloro che hanno una scrittura più bella della tua.
  12. Hai usato il nuovo anno come scusa per comprare un'altra agenda.
  13. E poi ne hai comprate molte altre durante l'anno perché non riuscivi a sopportare di guardare tutte le pagine vuote che avevi dimenticato di compilare per alcune settimane.
  14. Hai sussultato quando qualcuno ha chiesto in prestito un foglio di carta, perché significava strappare una pagina dal tuo prezioso blocco.
  15. Hai temperato una matita senza motivo, solo per testimoniare la bellezza di un perfetto ricciolo di trucioli.
  16. E così tutte le tue matite sono simili a questa. È stranamente piacevole per gli occhi.
  17. Ti sei sentito eccitato dalla prospettiva di iniziare un nuovo lavoro o sessione a scuola, perché significa dover andare a fare shopping di articoli di cancelleria.
  18. Hai comprato una penna che sapevi essere troppo costosa e probabilmente non l'avresti mai usata perché "ne avevi bisogno". Una penna-trofeo, se vogliamo.
  19. Hai segretamente apprezzato l'odore dei pennarelli.
  20. E ti sei sentito sia calmato sia leggermente eccitato dall'arte della calligrafia.
  21. Hai rifiutato di usare un bel quaderno per troppo tempo, perché non hai ancora trovato una ragione sufficientemente valida per usarlo. [Avoja! C'ho ancora due taccuini Moleskine intonsi ricevuti in omaggio alle varie Blogfest... NdC]
  22. Hai giudicato un pochino qualcuno per il suo gusto in fatto di cancelleria. Specialmente se esso è terribile.
  23. E, infine, ti sei convinto che la cancelleria nuova sia la chiave per organizzare la tua vita. Perché niente dice «Sono super figo e produttivo» come una serie di evidenziatori nuova di zecca.
Arrivata al punto 20 (e 21) ho istintivamente annuito... :-)
Concludo con alcuni esempi tratti dalla raccolta Perfect Handwriting Examples That’ll Give You An Eyegasm! (Esempi di grafia perfetta che ti faranno godere a livello visivo) pubblicata su Beautiful Engineering. Mi ricordano gli appunti richiestissimi e fotocopiatissimi [aridaje col Pavone Mode! ;-)] che prendevo ai tempi dell'università... sigh...

sabato 20 agosto 2016

Non può funzionare... eppure funziona!

Altro post a carattere scientifico, quest'oggi... anche perché la scienza e la tecnologia sono gli argomenti che mi dà più gusto trattare! :-) Stavolta prendo spunto dal video John Wilkins Ramp, remake pubblicato nel canale YouTube veproject1, al quale ho già dedicato un post. Il filmato mostra il funzionamento della rampa di John Wilkins, un congegno che prende il nome dallo scrittore, religioso e filosofo naturalista britannico del '600 che per primo la descrisse.

Il magnete in alto attira la pallina metallica in cima alla rampa rettilinea, dove essa cade attraverso il foro sulla rampa sottostante, rotola giù, ed attraverso un altro foro sale sulla rampa rettilinea dove viene attirata di nuovo in alto.
Qualche informazione in più al riguardo si può trovare su questa pagina, dalla quale traduco il brano saliente.
Il vescovo John Wilkins descrisse nel suo libro Mathematical Magick, or, The wonders that may by performed by mechanichal geometry (Magia matematica, o le meraviglie che possono essere eseguite dalla geometria meccanica) un semplice moto perpetuo magnetico, che era stato suggerito da Jean Taisnier. All'estremità superiore di una rampa è montato un magnete. La rampa è dotata di due aperture: una che permette a una pallina metallica di accedere alla rampa superiore dalla parte inferiore, e un altro foro nella parte superiore attraverso cui la pallina può cadere su una rampa inferiore che lo guida di nuovo in fondo alla rampa superiore.
Wilkins fornì anche una spiegazione del perché questo meccanismo non possa funzionare. Perché la pallina dovrebbe cadere attraverso l'apertura superiore, invece di finire addosso al magnete? Perché la pallina sulla rampa inferiore dovrebbe rotolare giù sfuggendo all'attrazione del magnete, se non lo fa sulla rampa superiore? Come fa la pallina a sapere che deve invertire la direzione del moto all'estremità inferiore delle rampe? Queste domande e la spiegazione implicita possono essere trovate in molti articoli, e in apparenza rappresentano l'approccio più naturale per confutare l'idea di Taisnier. Se facciamo un'attenta analisi del dispositivo in termini moderni, scopriamo che le cose non sono così semplici come sembrano. Guarda le forze che agiscono sulla pallina metallica. Naturalmente la posizione del magnete, la pendenza della rampa e la posizione delle aperture devono essere regolate con attenzione. Con nostra sorpresa, questo dispositivo non viola la legge di conservazione dell'energia... ma viola eccome il secondo principio della termodinamica!

venerdì 19 agosto 2016

Tutti in fila come fanti

Quest'oggi condivido un'affascinante fotografia astronomica che, cosa abbastanza insolita, si sviluppa assai di più in altezza che non in larghezza; essa è stata scattata da Alex Cherney (Terrastro, TWAN) e pubblicata due giorni fa come Astronomy Picture of the Day con il titolo Five Planets and the Moon over Australia (cinque pianeti e la Luna sopra l'Australia). La foto la puoi vedere qui accanto (clicca per ingrandirla), mentre qui di seguito trovi la traduzione della relativa spiegazione.
Non è un caso che i pianeti si allineino. Questo perché tutti i pianeti orbitano attorno al Sole in (quasi) un unico piano chiamato piano dell'eclittica [che come già sappiamo fa rima con ellittica ;-) NdC]. Visti da dentro quel piano, come gli abitanti della Terra sono soliti fare, i pianeti appaiono tutti confinati in una singola striscia. È una coincidenza, però, quando molti dei pianeti più brillanti appaiono tutti quasi nella stessa direzione. Una tale coincidenza è stata immortalata proprio la scorsa settimana. Nell'immagine sopra, sei pianeti [dall'alto Saturno, Marte, Giove, Mercurio e Venere, NdC] e la Luna della Terra sono stati ritratti tutti assieme la scorsa settimana, poco prima del tramonto, dalla penisola di Mornington nello Stato di Victoria, in Australia. Una seconda striscia è visibile nella parte superiore di questa immagine: la fascia centrale della nostra Via Lattea.

giovedì 18 agosto 2016

#burkini #my2cents

Pur abitando a Pescara che è una città di mare, sono parecchi anni che non mi reco in spiaggia d'estate, perché detesto l'afa e la ressa... ma giuro che il dibattito sul burkini innescato dalla presa di posizione del premier francese Manuel Valls mi ha fatto venire una gran voglia di andarmene su e giù per la battigia agghindata come la modella qui sotto: non so te, ma io il suo costume lo trovo davvero fashion! :-)


Altro che bikini: non dovrei preoccuparmi della cellulite, dei rotolini di ciccia, dei peli superflui e nemmeno di spalmarmi la crema solare ovunque per non scottarmi... E poi, come twittato da Leonardo, «in spiaggia tanta gente non sospetta nemmeno quanto sarebbe più sexy in burkini». ;-)
Vabbè, accantonando il tono scherzoso e l'indole da bastian contrario, immagino che starsene sotto il sole cocente d'agosto inguainate in quel modo sia un tormento non da poco: nuotare, poi, deve essere piuttosto scomodo. Ciò non toglie che io trovi assurda l'idea di vietare per legge un determinato tipo di abbigliamento in spiaggia, in mancanza di esigenze pressanti come quelle di sicurezza alla base del divieto del burqa, che nascondendo il volto compromette la riconoscibilità della persona. Valls è favorevole a vietare il burkini perché lo reputa «incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica». Ma a quali valori si riferisce, di grazia? Alla libertà di percorrere voluttuosamente con lo sguardo le curve femminili, per caso? Tanto, come mostra l'immagine qua sotto, non importa come ci conciamo noi donne: qualcuno che abbia qualcosa da ridire al riguardo ci sarà sempre.


Se poi c'è da discutere della cultura sessista su cui si fonda l'usanza del burkini, del fatto che non tutte le donne lo indossino per libera scelta – a differenza di Sara A Abu Aisheh, italiana di origine palestinese, il cui status merita di essere letto con attenzione – e che imporglielo rappresenti l'ennesima forma di prevaricazione del sesso "forte" sul sesso "debole", io non mi tiro certo indietro. Ma ripeto, a differenza della giornalista Giuliana Sgrena e di Lorella Zanardo de Il corpo delle donne (il cui punto di vista è stato smontato pezzo per pezzo da Mazzetta), sono convinta che vietare il burkini sia una pessima idea. Anche perché verosimilmente l'unico risultato che si otterrebbe sarebbe precludere un'opportunità di svago all'aria aperta alle donne che, per propria scelta o meno, non andrebbero mai in spiaggia se non coperte dalla testa ai piedi.
A proposito, mi auguro che non risultino troppo fuori luogo queste due vignette sui burqa che ho trovato...

(via Gil Lopes)
(via Abrahamic Insanity)
E comunque, come osserva Enrico Mentana, tutta questa querelle rischia di avere il deprecabile effetto di distoglierci da questioni ben più importanti.
Al culmine di un'estate segnata dalle ombre del terrorismo islamico e dell'emergenza migranti, l'Europa trova finalmente una guerra alla sua portata, su cui mobilitare i suoi leader, i suoi intellettuali, la sua opinione pubblica (e i suoi bagnini). Fermeremo il burkini sul bagnasciuga

mercoledì 17 agosto 2016

La cover che non ti aspetti

Il 9 agosto scorso Whitney Houston, una delle più straordinarie voci femminili di tutti i tempi, avrebbe compiuto cinquantantré anni, se solo non fosse prematuramente e tragicamente scomparsa quattro anni fa. Di recente ho trovato uno dei suoi cavalli di battaglia elencato nel video Top 10 Songs You Didn’t Know Were Covers (Le 10 canzoni top che non sapevi fossero cover) pubblicato nel canale YouTube di WatchMojo.com.



La classifica è stata stilata in base alla popolarità della canzone e al fattore sorpresa nello scoprire che si tratta di una cover; si va dalla numero 10, Nothing Compares 2 U (portata al successo da Sinéad O'Connor nel 1990 ma incisa cinque anni prima da The Family, band fondata dal compianto Prince, autore del brano), alla numero 1, Girls Just Want to Have Fun (che praticamente tutti noi ricordiamo per la versione di Cyndi Lauper del 1983, mentre era stato un certo Robert Hazard a lanciarla quattro anni prima). Ma a me era caduta letteralmente la mandibola al punto 3, quando ho scoperto che I Will Always Love You, il tema portante del film Guardia del corpo (1992) nel quale Whitney Houston impersonava il ruolo della popstar scortata da Kevin Costner, altro non era che una reinterpretazione di un brano scritto e cantato dalla regina della musica country Dolly Parton nel 1974.



Comunque sono del parere che tra la performance originale e la cover di Whitney non esista proprio paragone... Non sei d'accordo?


martedì 16 agosto 2016

GOMBLODDOH!1!!!

E rieccomi qua, dopo una settimana trascorsa lontano da casa e dal mio portatile... comunque non certo offline: toglietemi tutto, ma non il mio smartphone! Note to self: per il futuro dovrò preoccuparmi che la struttura in cui intendo alloggiare sia provvista di Wi-Fi... ;-)
E adesso chissà quanto mi ci vorrà per smaltire tutti gli spunti per post che ho accumulato negli ultimi tempi. Comincio da un'immagine che ho trovato sulla pagina Facebook A Science Enthusiast; in essa è evidenziato il lato peggiore della pagina di David Wolfe, che ho iniziato a seguire perché apprezzavo certi suoi post inspirational. Con rammarico ho scoperto che il personaggio in questione è seguace di svariate discipline che non condivido, dalla medicina alternativa – come disse la mamma di Michele Mirabella, «Mi curerò con una medicina alternativa quando mi ammalerò di una malattia alternativa» ;-) – alla teoria della terra piatta, addirittura. A quanto pare David Wolfe appoggia anche alcune tesi complottiste che gettano una luce sinistra sull'operato delle case farmaceutiche. E siccome qui si parla di cancro, argomento che mi tocca in modo particolare sul piano affettivo, trovo inaccettabile che ci si rivolga alla "pancia" della gente sostenendo teorie prive di qualsivoglia fondamento scientifico su un tema così delicato.

– Mamma, perché non c'è una cura per il cancro?
– Perché, Jimmy, si fanno molti più soldi trattando una malattia per tutta la vita piuttosto che curandola in un giorno.
Accidenti, questa è un'affermazione parecchio scottante! Ci sarà mica del vero? Ma per favore...

– Mamma, perché non c'è una cura per il cancro?
– Perché, Jimmy, il cancro non è una malattia sola. Ci sono oltre 100 tipi di cancro. David Wolfe è solo uno st***zo teorico delle cospirazioni.
Inoltre hai quattro anni. Come c***o fai a sapere che cos'è il cancro?

martedì 9 agosto 2016

Buone vacanze!

E nient, ieri sera sono atterrata sana e salva – il famigerato aereo della DHL era ancora "parcheggiato" ai margini della tangenziale – e oggi comincia la mia vacanza vera e propria. Dove la trascorrerò? Beh, diciamo che questa immagine trovata su Facebook rende abbastanza l'idea...


... anche se non ho intenzione di cimentarmi in escursioni particolarmente impegnative!
Ho detto vacanza, al singolare, ma avrei dovuto usare il plurale dal momento che, come osserva Silvia Ziche...


Se anziché in montagna fossimo andati al mare, ecco come io e il mio lui avremmo dovuto preparare i bagagli, secondo PescaraPost! :-)


Concludo condividendo un aforisma del poeta tedesco Friedrich Hölderlin...
Essere una cosa sola con tutto ciò che vive, far ritorno, beatamente dimentichi di se stessi, nel seno universale della natura, ecco il vertice di ogni pensiero e di ogni gioia.
... e un pensiero del professor Guido Saraceni.
Sto trascorrendo due giorni di vacanza in Abruzzo. Qui lavoro da almeno quindici anni, eppure, oggi tutto mi è sembrato diverso. Sembra che l'estate abbia il potere di cambiare il volto delle cose, rendendo "nuovo" un palazzo, un paesaggio, un profilo che ti Illudevi di conoscere alla perfezione.
Ovviamente, i luoghi restano ciò che sono, siamo noi invece a cambiare, quando abbiamo lo sguardo sereno e la mente libera.
Aveva proprio ragione Proust: partire per un viaggio di scoperta non significa cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.
E adesso ti saluto: questo blog chiude per ferie fino a Ferragosto compreso. Anche se non garantisco che riuscirò a trattenermi dal pubblicare qualcosa fino ad allora... ;-)

lunedì 8 agosto 2016

Attenzione, velivolo sulla carreggiata!

L'altro giorno ha destato un certo scalpore la notizia dell'aereo cargo finito in tangenziale dopo essere uscito di pista all'aeroporto di Orio al Serio. E indovina un po' dov'è diretta la sottoscritta...?
Vabbè, fermo restando che è statisticamente abbastanza improbabile che un evento del genere si ripeta tanto presto, il post di oggi lo dedico ad alcuni commenti ironici dell'accaduto diffusi in Rete, stendendo un velo pietoso su quelli maschilisti del tipo «Si vede che ai comandi c'era una donna...».
Come è potuta accadere una cosa del genere? @Davideeee sospetta che il pilota stesse giocando a Pokémon GO...
#OrioalSerio pilota aereo cargo dichiara "almeno Pikachu l'ho preso.." #PokemonGo
... mentre @InFondoADestra ha provato a ricostruire la manovra fatidica.
Sì...ancora...un po' più indietro....destra...destra...ancora...vieni...piano...piano....ok stop. Stop. STOOOOOOP!!!!! #orioalserio
Sarà stata colpa della segnaletica inadeguata? Come puntualizzato da @Dr_Manhattan__...
Tutti a fare ironia sul pilota di #OrioalSerio. Con la segnaletica che si ritrovano i bergamaschi vorrei vedere voi a parcheggiare giusti!
E in effetti il pilota le indicazioni pare averle seguite alla lettera, come osservato da @82mpagani... :-)



A proposito, Luminol propone di aggiornare la segnaletica stradale.


E il Vava, bergamasco DOC, ha immaginato una situazione degna del film L'aereo più pazzo del mondo.


Qualcuno ha pensato di stilare il CID dell'incidente tra l'aereo e una delle auto in transito sulla tangenziale... (per fortuna, data l'ora tarda, non è successo niente del genere)


@AndreaBarox si è chiesto...
Ma chi è arrivato in ritardo al lavoro dicendo che c'era un aereo in mezzo alla strada è stato creduto? #orioalserio
Comunque uno dei filoni satirici più ricchi è quello che ha preso spunto da Andiamo a comandare, il tormentone web dello youtuber Fabio Rovazzi, il cui verso «Col trattore in tangenziale andiamo a comandare» era fin troppo facile da parafrasare! :-D


(via Commenti Memorabili)

domenica 7 agosto 2016

Un po' di sano buon senso, per vivere meglio

Il post di oggi prende spunto dall'album 40 Consigli importanti per una vita felice e sana che ho trovato sulla pagina Facebook Alimentazione Sportiva. Poiché mi sembrano consigli utili e di buon senso, ho pensato di trascriverli – che barba con 'ste immagini ovunque, i video poi non ne parliamo... ma che vi ha fatto di male il flessibile e compatto formato testuale?! ;-) – e disporli più o meno secondo il valore che attribuisco loro – i primi contano di più, ovviamente – ma senza starmi a preoccupare troppo dell'ordine preciso.
  1. Vivi con le 3 E: Energia, Entusiasmo, Empatia.
  2. Nessuno ha il compito di darti felicità eccetto tu.
  3. Il tempo guarisce ogni cosa.
  4. Quando ti svegli al mattino... sii grato di avere un nuovo giorno.
  5. Gioisci della vita in ogni momento. Prova cose nuove.
  6. Sorridi e ridi di più.
  7. Cosa gli altri pensano di te non sono affari tuoi.
  8. Non confrontare la tua vita con quella degli altri. Tu non conosci tutto del loro viaggio.
  9. Fai pace con il tuo passato così non rovinerà il tuo presente.
  10. Tu non hai ragione su ogni argomento. Accetta anche di avere torto.
  11. Ogni giorno ricevi qualcosa di buono dagli altri.
  12. Non strafare. Ascolta i tuoi limiti.
  13. Ama te stesso perché tu sei unico e meraviglioso in tutta la tua originalità.
  14. Il bello deve ancora venire.
  15. Che una situazione sia buona o cattiva, cambierà.
  16. Non prenderti troppo sul serio. Autoironia, suvvia.
  17. Non avere pensieri negativi o cose che non puoi controllare. Investi invece la tua energia nei momenti positivi presenti.
  18. L'invidia è una perdita di tempo. Tu hai già tutto quello di cui hai bisogno oppure avrai ciò che veramente, veramente vuoi.
  19. La vita è troppo corta per sprecare il tuo tempo nell'odiare qualcuno. Quindi sbarazzati di quel cattivo sentimento.
  20. Perdona ognuno per qualsiasi cosa.
  21. Non consumare energie preziose con i pettegolezzi.
  22. Chiama spesso la tua famiglia.
  23. Il tuo lavoro non si prenderà cura di te quando sarai malato. Il tuo amico lo farà. Non perdere il contatto.
  24. Realizza che la vita è scuola e tu sei qui per imparare. I problemi fanno semplicemente parte del tuo programma di studi, appaiono e svaniscono come esercizi di algebra ma le lezioni che impari resteranno tutta la vita.
  25. Sogna di più mentre sei sveglio.
  26. Dormi 8 ore al giorno.
  27. Prenditi da 10 a 30 minuti di attività fisica ogni giorno.
  28. Siediti e stai in silenzio per almeno 10 minuti al giorno.
  29. Bevi molta acqua: almeno 2 litri al giorno.
  30. Mangia più cibo che cresce sugli alberi e piante, mangia meno cibo trattato negli impianti.
  31. Fai colazione come un re, pranza come un principe e cena come un papa.
  32. Leggere più libri di quanti se ne sono letti il mese precedente.
  33. Dimentica gli errori del passato. Non ricordare al tuo partner i suoi sbagli del passato.
  34. Sbarazzati di tutto ciò che non è utile, meraviglioso, allegro.
  35. Prenditi del tempo per praticare la meditazione o lo yoga.
  36. La parte più intima di te è sempre felice. Perciò sii felice.
  37. Non importa come ti senti, alzati, vestiti e mostrati.
  38. Spendi del tempo con persone sopra i 70 anni e con quelle sotto i 6 anni.
  39. Gioca a tanti giochi.
  40. Sorridi almeno a tre persone in un giorno.

sabato 6 agosto 2016

Come registrare le Olimpiadi

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è sempre uno di quegli eventi altamente spettacolari che vale la pena di registrare e conservare. Come ho spiegato qui, il nostro DVD recorder e a maggior ragione il videoregistratore a cassette – di quest'ultimo apparecchio un tantino vintage sta per terminare la produzione anche in Giappone – sono praticamente in pensione, e se devo registrare una trasmissione oramai uso Vcast. Così ho fatto ieri sera programmando la registrazione della serata, la cui messa in onda in Italia era prevista a notte fonda per via delle cinque ore di fuso orario che ci separano dal Brasile. Il problema è stato selezionare gli orari; su quotidiano.net ho letto...
Rai 2 si collega con il Brasile alle 23.50 di stasera, 5 agosto. Alle 00.20 del 6 agosto seguirà live la cerimonia. Alle 2.20 la maratona continua con la Notte preolimpica e infine i Giochi.
... e l'app Guida TV sostanzialmente confermava questa fascia oraria...


... ma siccome due ore mi sembravan poche, per precauzione ho esteso l'intervallo di tempo di venti minuti sia all'inizio sia alla fine, programmando la registrazione da mezzanotte alle 2:40 del mattino. Stamattina ho scoperto che neppure questo è stato sufficiente: il file MP4 salvato su Google Drive si è interrotto quando la cerimonia non era giunta nemmeno a metà e stava sfilando la squadra francese, ben prima che arrivasse il turno della compagine azzurra. Allora ho pensato bene di recuperare dal sito Rai.tv il filmato, della durata di ben 4 ore e 7 minuti... Sì, ma come scaricarlo, visto che il programma che uso di solito a tale scopo, CoCSoft StreamDown, mi dava errore? Una rapida ricerca su Google mi ha condotta a questa pagina che consigliava un comodo servizio online per scaricare video da Rai.tv (e chissà da quanti altri siti): Pastylink. Non ho dovuto far altro che incollare nell'apposita casella l'URL del video in questione, precedentemente copiato, e, dopo un istante di attesa, selezionare il formato di download desiderato (seguendo le indicazioni della guida ho scelto il primo, quello di dimensioni minori, che in effetti ingrandito a tutto schermo risulta un tantino sgranato). Nel giro di venti minuti scarsi il video, delle dimensioni di 2,18 GB, era bell'e pronto sul mio PC! :-)

venerdì 5 agosto 2016

Tutti campioni olimpici... di Giochi con la frutta!

Da poche ore sono ufficialmente in ferie... e il signor Google, che sa tutto di me, ha pensato bene di regalarmi qualcosa che potesse essermi d'aiuto per impegnare il mio tempo libero lanciando proprio oggi i Doodle Fruit Games! ;-)
Vabbè, ovviamente la mia autoreferenzialità è scherzosa... In realtà i Fruit Games, annunciati per mezzo dell'odierno Google Doodle animato, sono disponibili da oggi perché stasera si inaugurano i Giochi Olimpici di Rio, e lo saranno fino al 21 agosto, giorno in cui le Olimpiadi si chiuderanno: trattasi in effetti di semplici giochini per cellulare a tema sportivo. Come mostrato dallo screenshot qui sotto, accedervi è semplicissimo.


  1. Visita lo short URL g.co/fruit sul tuo cellulare per scaricare le ultime app Google
  2. Apri l'app
  3. Tocca il doodle per giocare


Ecco una breve descrizione dei giochini disponibili in base alle prove che ho eseguito finora (forse insistendo riuscirò a sbloccarne degli altri).
  • Una fragolina deve correre verso il traguardo acchiappando le frecce che la rendono più veloce per evitare di finire spiaccicata dall'anguria che le rotola appresso.
  • Un ananas gioca a tennis contro altri frutti (tutto quello che c'è da fare è schiacciare il pulsante per colpire la pallina).
  • Un'oliva a cavallo di un ragnetto, il quale in quanto tale non cammina solo sul pavimento ma pure sulle pareti e sul soffitto, deve saltare il maggior numero di ostacoli possibile.
  • Aggiusta inclinando opportunamente il cellulare la traiettoria del limone che nuota, per evitare che vada a sbattere contro i blocchi di ghiaccio e diventi un ghiacciolo.
  • Fai rotolare un mirtillo su dei piani orizzontali lungo percorsi prestabiliti fino a farlo cadere nei fori, sempre inclinando il cellulare.
  • Una mela pallanuotista deve segnare il maggior numero di reti possibile, evitando che i suoi tiri vengano parati dai giocatori avversari che aumentano col passare del tempo.
  • Una noce di cocco ciclista deve totalizzare il punteggio più alto possibile prima di finire in acqua (in questo caso non mi è chiara l'utilità del pulsante, a parte farle fare piccoli salti).
P.S.: Magnanimo com'è, il signor Google ha reso disponibili i Fruit Games non soltanto per Android ma pure per iOS... ;-)

giovedì 4 agosto 2016

#Superhumans

Domani a Rio de Janeiro si apriranno, per poi concludersi il 21 agosto, i Giochi della XXXI Olimpiade; il mese prossimo, dal 7 al 18 settembre, sono in programma i XV Giochi paralimpici estivi, riservati agli atleti con disabilità fisiche.
In vista delle Paralimpiadi, l'emittente televisiva britannica Channel 4 ha diffuso il magnifico trailer che puoi vedere qui sotto.


L'irresistibile swing che fa da colonna sonora al video si può scaricare dal sito www.wearethesuperhumans.com; i proventi saranno devoluti alla British Paralympic Association.
Ed ecco la traduzione del testo.
Sì, io posso, all'improvviso
Sì, io posso
«Accidenti, ho paura di andare avanti» si è trasformato in «Sì, io posso»
Da' un'occhiata, cosa vedi?
60 chili di fiducia, io
Ho la sensazione di poter far tutto
Sì, io posso
Qualcosa che canta nel mio sangue mi sta dicendo
«Sì, io posso»
Sono nato solo oggi
Posso andare fino in fondo
Sì...
Io...
Posso
Siete pronti? Io posso scalare l'Everest
Sì, io posso
Posso combattere qui tutta la notte e non riposare mai
Sì, io posso
Sono nato solo oggi
Posso andare fino in fondo
Sììì...
Io...
Posso!
Quante volte mi sono detta «Non posso, non ce la faccio» anche in assenza di reali vincoli fisici che mi impedissero di fare quello che volevo (magari perché non lo volevo così tanto...)? L'energia e la motivazione dei protagonisti del video – atleti paralimpici, ma anche musicisti disabili – mi fanno un po' vergognare di me stessa e della mia pigrizia fisica e mentale, ma al contempo mi incentivano a darmi da fare per spingere sempre un po' più in là i miei limiti.
A proposito di disabilità, ho scoperto che Lorenzo Baglioni, l'autore e interprete dello spassoso brano sulle leggi di Keplero di cui ho parlato l'altro giorno, mesi fa aveva realizzato un video contro le barriere architettoniche in collaborazione con Iacopo Melio, fondatore della onlus Vorreiprendereiltreno. Lodevole!

mercoledì 3 agosto 2016

Erone? Non solo triangoli...

Fino all'altro giorno, se avessi sentito nominare Erone, l'unica cosa che mi sarebbe potuta venire in mente era la formula per calcolare l'area di un triangolo date le lunghezze dei lati a, b e c:


dove p è il semiperimetro:


Poi, guardando questo video, ho scoperto l'esistenza della cosiddetta fontana di Erone.
La fontana di Erone è una macchina idraulica inventata nel primo secolo d.C. dall'inventore, matematico e fisico Erone, noto anche come Erone di Alessandria.
L'acqua dalla vaschetta A fluisce per gravità nel contenitore C. Essa riempie il contenitore, spostando l'aria. L'aria fluisce nel contenitore B, spostando l'acqua, che sgorga più in alto rispetto alla vaschetta originaria A. Il flusso si arresta quando il contenitore B è vuoto, cioè quando il livello dell'acqua scende al di sotto dell'estremità inferiore del tubicino di uscita. Due passaggi migliorativi possono risolvere questo problema: porre B e C sullo stesso livello e collegarli insieme con un tubicino.

E non è tutto: fu un'idea di Erone pure l'eolipila, antenata del motore a reazione e della macchina a vapore...

martedì 2 agosto 2016

Giocarsi tutto a testa o croce

Nel post di oggi condivido l'enigma pubblicato ieri nel blog Monday puzzle da Alex Bellos, il quale la scorsa settimana ha ricevuto il 2016 science blog award dall'Association of British Science Writers per l'altro suo blog, Adventures in Numberland. Congratulations! :-)
Riesci a risolverlo? Puoi battere in astuzia il despota dell'isola deserta?
Tu e un amico siete stati catturati su un'isola deserta governata da un folle despota matematico.
Sarete rinchiusi in celle separate nella prigione dell'isola, e quindi vi verrà assegnato il compito seguente:
Ogni minuto per un'ora ciascuno di voi lancerà una moneta. I lanci sono simultanei, e dopo ogni lancio farete una predizione del fatto che all'altra persona sia uscita testa o croce.
Perciò entrambi fate 60 lanci e 60 predizioni.
Il despota stabilisce che vi ucciderà tutti e due se su una qualunque delle 60 predizioni avrete indovinato entrambi. (In altre parole, entrambi lanciate, entrambi predite il risultato del lancio dell'altra persona, ed entrambi indovinate) Per avere salva la vita almeno uno di voi deve sbagliare la predizione ogni volta.
Vi sono concessi dieci minuti per pensare a una strategia di sopravvivenza prima di essere condotti in cella. Una volta che siete nelle celle non potete comunicare l'uno con l'altro, anche se ovviamente tu puoi vedere il risultato del tuo lancio.
Potete garantire la vostra sopravvivenza, e se sì, in che modo?
Mumble mumble, questo sì che è tosto! Sessanta lanci sono tanti, non ci si può mica affidare al caso... Come si fa ad uscirne vivi?!
In teoria dieci minuti bastano e avanzano per arrivare a capirlo, ma a parecchi lettori di Monday puzzle – tra i quali la sottoscritta :-/ – non sono state sufficienti nemmeno le dieci ore intercorse tra la pubblicazione dell'enigma e quella della soluzione da parte di Alex. Se pure tu ti sei "incartato", eccoti qui di seguito lo svelamento del mistero! [Ho approfittato della traduzione per ripassare la coniugazione di un paio di verbi irregolari italiani, predire e sopravvivere; faccio altresì notare che nel testo originale inglese il pronome personale they e il possessivo their vengono usati al singolare per riferirsi al genere neutro, un uso che è valso loro il "titolo" di parola dell'anno]
Questo enigma in un primo momento sembra difficile, richiedendo un trucco di qualche genere o una strategia particolarmente astuta, ma la soluzione è semplice.
Sopravvivrete se tu usi il risultato del tuo lancio come tua predizione, e se il tuo amico usa l'opposto del risultato del suo lancio come sua predizione. (Oppure viceversa)
Quindi, se ti esce testa, predici testa. Se al tuo amico esce testa, predice croce.
Ecco la tabella completa:
  • Ti esce testa, al tuo amico esce testa. Quindi tu predici testa, il tuo amico predice croce. Solo una predizione corretta.
  • Ti esce testa, al tuo amico esce croce. Quindi tu predici testa, il tuo amico predice testa. ​​Solo una predizione corretta.
  • Ti esce croce, al tuo amico esce testa. Quindi tu predici croce, il tuo amico predice croce. Solo una predizione corretta.
  • Ti esce croce, al tuo amico esce croce. Quindi tu predici croce, il tuo amico predice testa. ​​Solo una predizione corretta.
Potresti aver pensato che la tabella non avrebbe funzionato così bene, ma esaminando attentamente le opzioni scoprirai che funziona eccome. Il malvagio despota è stato battuto in astuzia!
Dal momento che questa strategia dà sempre luogo a una sola predizione corretta, la questione avrebbe potuto essere formulata con tale requisito, come è stato osservato da un lettore:
bel quesito. la soluzione funziona anche in senso inverso, cioè il despota richiede che indovini almeno una persona
Delle risposte basate sul pensiero laterale, questa è quella che mi è piaciuta di più:
se le monete non sono truccate, allora predici bordo e dovresti essere a posto
Dal momento che le monete hanno una probabilità su 6000 di atterrare sul bordo su una superficie piana, secondo la scienza...

lunedì 1 agosto 2016

Un vero giornalista

Anche se noi italiani forse non ci siamo più tanto abituati, altrove nel mondo non sono certo una rarità, i giornalisti capaci di mettere alle strette i potenti ponendo loro domande scomode. Esemplare in tal senso è questo video, che mostra il politico conservatore britannico Boris Johnson in compagnia del Segretario di Stato USA John Kerry, durante la sua prima conferenza stampa dopo la nomina a Segretario di Stato per gli Affari Esteri del Regno Unito.
Ecco la traduzione del parlato... per quanto le pause, le esitazioni e il linguaggio non verbale di Johnson risultino perfino più eloquenti.
Giornalista: Signor segretario di Stato per gli Affari Esteri, comprendo che non voglia rivisitare il passato, forse, ma lei ha una storia insolitamente lunga...
Boris Johnson: No, ancora con questa domanda.
Giornalista: ... di selvagge esagerazioni e menzogne francamente palesi che, secondo me, pochi segretari agli Esteri avevano prima di ricoprire questo ruolo, e mi sto solamente domandando come il signor Kerry e gli altri dovrebbero credere a ciò che lei dice considerando questa storia molto, molto lunga e... Signor Kerry...
Boris Johnson: Io apprezzo il primo emendamento e il suo diritto alla libertà di parola... ma penso che dobbiamo esaminare per filo e per segno questa roba, sapete. Scusate.
John Kerry: Vada avanti.
Giornalista: Questo è quello che farebbe lei se fosse al posto mio.
Boris Johnson: Mi spiace, mi spiace. Vorrei solo ripetere il mio punto di vista. Che è questo, penso che la gente sia più che benvenuta a rastrellare la roba che ho scritto nel corso di molti, molti anni, ma penso che la cosa più importante sia affrontare gli impegni molto pesanti che abbiamo davanti a noi oggi.
Giornalista: Lei ha accusato l'attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama di nutrire essendo originario del Kenya un'«avversione ancestrale per l'impero britannico». Ha descritto la possibile futura presidente degli Stati Uniti Hillary Clinton come qualcuna con «capelli biondi tinti e labbra imbronciate e un gelido sguardo azzurro, come un'infermiera sadica in un ospedale psichiatrico». L'ha anche paragonata a Lady Macbeth. Ritira questi commenti, oppure vuole portarli con sé nel suo nuovo lavoro come una sorta di indicatore del tipo di diplomazia che intende praticare?
Boris Johnson: Temo che ora vi sia un elenco talmente ricco di cose che ho detto che sono state, in un modo o nell'altro, non so attraverso quale alchimia, in qualche modo fraintese, che mi ci vorrebbe davvero troppo tempo per impegnarmi in un itinerario globale completo di scuse a tutti gli interessati. E penso che la maggior parte delle persone, la maggior parte delle persone, che leggono queste cose nel loro giusto contesto possono vedere esattamente quello che si intendeva, e anzi trovo che praticamente tutti coloro che ho incontrato finora in questo lavoro lo capiscono molto bene, in particolare sulla scena internazionale.
È stato frainteso? Uhm, mi ricorda qualcuno... ;-)