lunedì 19 settembre 2016

E se nasce una bambina poi la chiameremo GINEVRA

Mai avrei pensato che potesse mai capitarmi di dover prendere le parti di Giorgia Meloni. La politica romana de Roma è leader di un partito – Fratelli d'Italia – le cui posizioni non potrebbero essere più distanti dalle mie, e ha reso noto di essere incinta in occasione del Family Day, manifestazione organizzata per tentare di impedire che alle coppie gay venissero estesi gli stessi diritti garantiti alle famiglie tradizionali (potrebbe sembrare poco coerente che lei sia diventata mamma fuori dal matrimonio, ma che je frega... tanto, essendo lei in politica, al suo compagno Andrea Giambruno e alla loro bambina spetteranno lo stesso tutti i vantaggi e le agevolazioni di questo mondo).
Dicevo che mi toccava difenderla... e come mai? Perché in seguito alla nascita della piccola Ginevra – sorvoliamo sulle polemiche sorte sulla scelta del nome, tutt'altro che tradizionale in quanto di origine celtica – sono cominciate a circolare voci sul fatto che il parto fosse avvenuto appunto in una clinica di Ginevra, in Svizzera, perché la mamma non aveva fiducia nella sanità pubblica italiana: una scelta che, se confermata, sarebbe stata altamente criticabile da parte di una leader politica che, tra le altre cose, dovrebbe occuparsi proprio del buon funzionamento del sistema sanitario. Prendendo spunto da questo status ho fatto una ricerchina con Google approdando a questa pagina che sembrava confermare il parto oltreconfine... ma al pregiudizio sfavorevole che nutro nei confronti della Meloni ho anteposto il buon senso: la prima cosa che ho pensato è che qualcuno, più o meno in buona fede, avesse fatto confusione tra il nome della neonata e quello della città. E infatti la stessa Meloni ha posto fine alle dicerie chiarendo sulla sua pagina Facebook che la piccola è nata al San Camillo di Roma (dove peraltro venne al mondo mia sorella).
Voglio dire ancora una volta grazie a tutto il personale ostetrico, medico e sanitario dell'ospedale San Camillo - Forlanini di Roma, che mi ha aiutata a far nascere la piccola Ginevra. Diversamente da quanto scrive qualcuno, cioè che avrei partorito in Svizzera (😳la gente non sta bene) io mi fido della sanità pubblica italiana e del suo personale umano, spesso costretto a lavorare in condizioni non proprio eccellenti. Grazie ancora a tutta la squadra, a partire da Gabriella e Paola, medici e amiche. Rifarei la stessa scelta cento volte e la consiglio a tutte le future mamme
Faccio i migliori auguri alla neo-mamma... e mi permetto di darle un consiglio: si prenda una pausa dalla politica per seguire a tempo pieno sua figlia, almeno fino al compimento della maggiore età! ;-)
[Con ciò non intendo dire che non si possa essere una buona mamma portando avanti al tempo stesso una brillante carriera professionale, anzi... Era solo un debole auspicio che potessimo toglierci di torno la vulcanica sindaca mancata in maniera non traumatica per nessuno! ;-)]
P.S.: Il titolo del post strizza l'occhio a Grande Raccordo Anulare, spassoso brano parodistico interpretato da Corrado Guzzanti nei panni di Antonello Venditti.

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