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venerdì 31 luglio 2015

Tutti a Cesena!

È stato pubblicato appena ieri, ma se ne è già parlato talmente tanto che a scriverci un post adesso sono ad alto rischio di OALD... ma correrò il rischio, perché 'sta storia mi piace troppo! :-) Mi riferisco al video qui sotto, girato al Parco Ippodromo di Cesena domenica scorsa, con protagonisti mille musicisti che suonano Learn to Fly dei Foo Fightersqui il video originale, con 40 milioni di visualizzazioni contro gli oltre 6 milioni del tributo – per chiedere a Dave Grohl di venire a suonare a Cesena. Nel marzo scorso l'iniziativa è stata promossa per mezzo di un simpatico video a cartoni animati doppiato in dialetto romagnolo. :-)


Mettici la straordinarietà dell'evento, la freschezza della performance, il fatto che poi a me la musica dei Foo Fighters non dispiace affatto... Oh, posso dire che questo video mi ha esaltata? :-) E poi che sballo vedere la reazione comprensibilmente più che favorevole della band sulla pagina Facebook ufficiale, con due messaggi in italiano (1 e 2)...
Che bello, Cesena... ‪#‎Rockin1000‬
Ci vediamo a presto, Cesena.... xxx Davide
... e un videomessaggio del frontman Dave "Davide" Grohl sempre in italiano. Beh, più o meno... ma per questa volta la grammarnazi che c'è in me la terrò a bada! ;-) Insomma, aspettiamo i Foo Fighters a Cesena, che per me non è proprio dietro l'angolo, ma credo che l'evento valga il viaggio.
Tale era il mio entusiasmo per questo video che ho immaginato di caricarne su YouTube uno analogo nel quale la sottoscritta intona a squarciagola «Hold you in my arms / I just wanted to / Hold you in my arms» per implorare Matt Bellamy di venire a suonare a Pescara, magari nel parchetto sotto casa mia: credo che sarebbe una novità assoluta per i Muse, abituati a suonare in strutture imponenti di grandi città. Ma, a prescindere dalla disponibilità di "Bells" a simili iniziative, la mia performance non avrebbe di sicuro lo stesso appeal di quella dei Rockin'1000: non suonerei alcuno strumento, sarei da sola a cantare e poi, ahimè, Starlight me vie' popo 'na schifezza!
Bah, dev'essere il caldo che mi suscita certe idee balzane. Meno male che è atteso finalmente un calo delle temperature, almeno si spera...

giovedì 30 luglio 2015

Sol chi non lascia eredità di social...

[E che la buonanima di Ugo Foscolo mi perdoni! ;-)]
Da un paio di giorni sui social si parla parecchio della nuova funzione introdotta da Facebook: il contatto erede, incluso nelle impostazioni di protezione. Ma di cosa si tratta? Agevoliamo screenshot (clicca per ingrandire)...


... e relativa trascrizione.
Il mio contatto erede
Un contatto erede è una persona a cui affidi la gestione del tuo account nel caso in cui tu venga a mancare. Questa persona sarà in grado di compiere alcune azioni, tra cui fissare un post in alto nel tuo diario, rispondere a nuove richieste di amicizia e aggiornare l'immagine del profilo. Non sarà in grado di creare nuovi post a nome tuo o di vedere tuoi messaggi.
Il tuo contatto erede verrà avvisato solo quando il tuo account diventa commemorativo, ma potrai decidere di inviargli subito un messaggio.
Eliminazione dell'account
Se non vuoi che il tuo account Facebook rimanga attivo dopo la tua scomparsa, puoi richiedere che venga eliminato in modo permanente.
Ulteriori informazioni le puoi trovare nel centro assistenza di Facebook.
Cos'è un contatto erede?

Un contatto erede è una persona che scegli per gestire il tuo account se viene reso commemorativo. Una volta reso commemorativo l'account, il contatto erede potrà eseguire attività come:
  • scrivere un post fissato in alto nel tuo profilo (ad es. per condividere un messaggio finale a nome tuo o fornire informazioni su un evento commemorativo);
  • rispondere alle nuove richieste di amicizia (ad es. vecchi amici o parenti che non erano ancora iscritti a Facebook);
  • aggiornare l'immagine del profilo e di copertina.
Puoi anche consentire al contatto erede di scaricare una copia dei contenuti che hai condiviso su Facebook. Potremmo aggiungere altre funzioni per i contatti eredi in futuro.
Il contatto erede non può:
  • accedere al tuo account;
  • rimuovere o modificare post, foto e altri contenuti condivisi sul tuo diario;
  • leggere i messaggi che hai inviato agli altri amici;
  • rimuovere i tuoi amici.
La prima volta che mi sono imbattuta in un account commemorativo risale a qualche giorno fa, in seguito alla dipartita di un mio "facciamico" nonché ex FriendFeeder che ha colto di sorpresa chiunque lo abbia conosciuto, di persona o – come nel mio caso – soltanto virtualmente. Come se il fatto in sé non mi avesse già addolorata a sufficienza, mi ha colpito in modo indescrivibile vedere la dicitura "In ricordo di" sopra il nome del mio amico che, appena poche ore prima della sua improvvisa scomparsa, era stato attivo sui social come sempre.
Se fino a non molti anni fa il decesso di una persona implicava di doversi occupare solamente dei suoi lasciti materiali, nell'era di internet ci tocca pensare pure a che fine farebbero le nostre millemila identità digitali, e a chi è il caso di affidarle. Vale la pena di porsi il problema... con calma e senza nessuna fretta, però, ché ultimamente i miei pensieri sono già fin troppo cupi!

mercoledì 29 luglio 2015

Say cheese!

Le foto della Terra vista dallo spazio non sono certo una novità, oramai abbiamo avuto modo di ammirarne un bel po'... ma quella scattata il 6 luglio scorso, e pubblicata oggi come NASA Image of the Day con il titolo Africa and Europe from a Million Miles Away, la trovo particolarmente degna di nota, anche – ma non solo – perché si distingue benissimo la sagoma del nostro caro Stivale. Peccato che io come al solito non fossi nella posa giusta, uffa! ;-)


Ed ecco la traduzione della relativa descrizione.
L'Africa è di fronte e al centro in questa immagine della Terra scattata da una fotocamera della NASA sul satellite Deep Space Climate Observatory (DSCOVR). L'immagine, scattata il 6 luglio da un punto di vista distante un milione di miglia dalla Terra, è stata una delle prime acquisite dall'Earth Polychromatic Imaging Camera (EPIC) della NASA.
L'Europa centrale si trova verso la parte superiore dell'immagine con il deserto del Sahara a sud, mostrando il fiume Nilo che scorre verso il Mar Mediterraneo attraverso l'Egitto. L'immagine a colori di qualità fotografica è stata generata combinando tre immagini separate dell'intera Terra scattate a pochi minuti l'una dall'altra. La fotocamera scatta una serie di 10 immagini utilizzando diversi filtri a banda stretta – dall'ultravioletto al vicino infrarosso – per produrre una varietà di prodotti scientifici. Le immagini dei canali rosso, verde e blu sono usate in queste immagini della Terra.
La missione DSCOVR è una partnership tra la NASA, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la U.S. Air Force, con l'obiettivo primario di mantenere le capacità di monitoraggio in tempo reale del vento solare della nazione, le quali sono fondamentali per l'accuratezza e il tempo di esecuzione degli annunci e delle previsioni meteorologiche della NOAA.
DSCOVR è stato lanciato nel mese di febbraio verso la sua orbita prevista al primo punto di Lagrange o L1, a circa un milione di miglia dalla Terra verso il Sole. È da tale punto di vista unico che lo strumento EPIC sta acquisendo immagini dell'intera faccia della Terra illuminata dal Sole. I dati provenienti da EPIC saranno utilizzati per misurare i livelli di ozono e di aerosol nell'atmosfera terrestre, l'altezza delle nubi, le proprietà della vegetazione e una varietà di altre caratteristiche.
[UPDATE del giorno dopo] Grazie a Paolo Attivissimo che mi ha ricordato a che somiglia la foto sopra: alla celeberrima Blue Marble del lontano 1972!

martedì 28 luglio 2015

Di Super Mario ce n'è uno solo!

«Il fatto che se nomini ai ragazzini 'Super Mario' pensano a Balotelli e non ad un idraulico coi baffi è la prova che la società ha fallito», è l'amara constatazione che ho trovato su link divertenti. Invece, per i ragazzi della mia generazione, Super Mario è senza alcun dubbio... no, non il senatore Monti, il cui superpotere al limite è stato quello di presiedere un governo malvisto come pochi, bensì il protagonista della serie di videogiochi prodotta da Nintendo. Il suo fascino un po' rétro resiste al trascorrere del tempo, a tal punto che ancor oggi, nell'era di internet, gli viene reso omaggio con video come quelli che condivido quest'oggi.
Quello qui sotto – occhio al finale un tantino splatter ;-) – è una puntata della webserie d'animazione Seth MacFarlane's Cavalcade of Cartoon Comedy firmata dal creatore de I Griffin Seth MacFarlane...


... mentre il comico Pete Holmes ha creato la playlist Realistic Mario rielaborando alcune scene dei videogiochi all'insegna di un sano realismo: ad esempio, questo video dimostra che non è possibile che Mario assesti certe capocciate e vada avanti come se niente fosse! ;-) Simpatico anche quest'altro video in cui il baffuto idraulico italoamericano ingurgita un funghetto, non esattamente di qualità champignon... ;-)

lunedì 27 luglio 2015

Da così a così

Venerdì scorso, vagando tra i social network, mi sono imbattuta più volte nella foto qui sotto, che mostra un foglio trovato dal londinese Ronnie Joice sul muro di un pub nella zona nord di Londra...


... della quale trascrivo qui di seguito il testo, attribuito alla studentessa Chanie Gorkin.
Today was the absolute worst day ever
And don't try to convince me that
There's something good in every day
Because, when you take a closer look,
This world is a pretty evil place.
Even if
Some goodness does shine through once in a while
Satisfaction and happiness don't last.
And it's not true that
It's all in the mind and heart
Because
True happiness can be obtained
Only if one's surroundings are good
It's not true that good exists
I'm sure you can agree that
The reality
Creates
My attitude
It's all beyond my control
And you'll never in a million years hear me say that
Today was a good day
Quelli di Radio Deejay hanno provveduto alla traduzione in italiano: ecco qua sotto il foglio appeso nella bacheca della redazione...


... mentre questa è la trascrizione.
Oggi è stata la giornata più brutta di sempre
E non provare a convincermi che
C'è qualcosa di buono in ogni giorno
Perché, se guardi da vicino,
Il mondo è un posto piuttosto malvagio.
Anche se
Un po' di gentilezza ogni tanto traspare
La soddisfazione e la felicità non durano.
E non è vero che
Sta tutto nella testa e nel cuore
Perché
La vera felicità si ottiene
Solo se la propria condizione è elevata
Non è vero che il bene esiste
Sono sicuro che sei d'accordo che
La realtà
Crea
Il mio atteggiamento
È tutto fuori dal mio controllo
E nemmeno tra un milione di anni mi sentirai dire che
Oggi è stata una bella giornata.
Magari starai pensando che oggi devo essere particolarmente di cattivo umore per condividere una roba tanto deprimente, e non saresti del tutto in errore... ma, sorpresa!, le cose possono cambiare con poco. In effetti, come suggerisce l'ultima riga che non ho riportato nella trascrizione, i due testi sono accomunati da una caratteristica molto speciale: se li leggi dal basso verso l'alto, il significato cambia completamente. Ed io mi sento già un pochino più sollevata... tu no? :-)

domenica 26 luglio 2015

Guerre tra poveri

Quest'oggi ti propongo un brano estratto dall'ultimo video pubblicato su YouTube dal comico Natalino Balasso: Balasso e i schei (per chi non lo sapesse, schei in veneto sono i soldi). Tra i minuti 9:04 e 10:54 circa – il video è un po' lunghetto – si racconta la favola dell'uomo dentro al pozzo, che ti lascio come spunto di riflessione su certi spiacevoli comportamenti umani...
Una volta un uomo cadde in un pozzo. Non riusciva a risalire: si sentì perduto... ma scoprì presto che dentro il pozzo c'era un altro pozzo.
– Chi c'è laggiù?
– Sono un altro uomo, proprio come te! Anch'io ero lassù, poi volevo salire e son finito in quest'altro pozzo.
– E non ci sono appigli? Non c'è niente che puoi usare per salire?
– No, non c'è niente qua... C'è solo un altro pozzo [Aiutatemi!!!] con dentro un altro uomo! Il tizio dice che giù da lui c'è un altro pozzo con dentro un altro uomo. [Fatemi uscire da qui!!!] Ma su da te non c'è una corda?
– No...
– Ero convinto che ci fosse...
L'uomo del pozzo più in alto l'aveva vista, la corda: se lui avesse gettato la corda di sotto e gli altri avessero fatto altrettanto, piano piano sarebbero tutti risaliti, e una volta arrivati al pozzo più alto avrebbero fatto presto, con la forza del loro numero, a fare arrivare qualcuno all'aperto, e questi, con la corda, avrebbe fatto risalire gli altri. Ma poi pensò che in questo modo tutti sarebbero stati liberi come lui; pensò che avrebbe perso il privilegio di essere più vicino degli altri alla libertà. Perciò non disse niente, smise di guardare il cielo, che gli faceva ricordare la sua prigionia, e da quel giorno passò il tempo a guardare giù, dove l'invidia degli altri uomini lo faceva sentire potente e privilegiato. Va aggiunto che, in realtà, tutti i pozzi avevano una corda, ma pur sperando di salire al pozzo superiore nessuno voleva che i più disperati arrivassero al suo livello. E così tutti preferivano soffrire, purché ci fosse qualcuno che soffrisse più di loro.

sabato 25 luglio 2015

Migliori amici

Giorni fa ho visto il video qui sotto: racconta la storia di un uomo in sedia a rotelle che trova il compagno ideale in un cane abituato ad affrontare le sue stesse sfide esistenziali. Il cane si chiama Chance perché i suoi soccorritori gli hanno dato appunto una chance, salvandolo dalla soppressione alla quale era destinato dopo che una macchina, investendolo, l'aveva lasciato gravemente menomato.


E poco importa che il video faccia parte di una campagna della Kleenex... Qua in effetti i fazzolettini ci vogliono proprio, per asciugarsi le lacrime di commozione! :'-)
Il video si ricollega ad un raccontino di autore sconosciuto che ho trovato nello stesso periodo su una bacheca di Facebook, e che copincollo qui di seguito.
Un commerciante aveva appeso un cartello sulla sua porta: «Cuccioli di cane in vendita». Questo messaggio attraeva i bambini. Ben presto un ragazzino apparve e gli chiese: «A quanto li vendi i cuccioli?». Il proprietario rispose: «Tra 30 e 50 euro». Il ragazzino mise la mano in tasca e tirò fuori qualche moneta. «Ho solo 2,37 euro, posso vederli?».
Il proprietario sorrise e fischiò. Dalla cuccia apparve la sua cagna di nome Lady seguita dai suoi cinque piccoli cuccioli. Uno di loro era solo e molto indietro rispetto agli altri. Immediatamente il ragazzo fu colpito da questo cagnolino che zoppicava vistosamente. Egli chiese all'uomo: «Cosa ha quel cane?». L'uomo spiegò che quando nacque il veterinario riscontrò che aveva un'articolazione rotta e che quindi avrebbe zoppicato per il resto della sua vita. Il ragazzino, molto eccitato, replicò: «È lui il cagnolino che voglio comprare!».
L'uomo rispose: «Tu non puoi volerlo comprare... Lui non potrà mai né correre né saltellare, ma se proprio lo vuoi te lo regalerò!».
Di rimando il bambino: «Io non voglio che tu me lo regali, perché lui ha lo stesso valore degli altri ed io voglio pagare per lui lo stesso prezzo. Adesso ti do 2,37 euro e poi 50 centesimi al mese finché non te l'ho pagato tutto».
Il ragazzo si chinò e tirò su la gamba dei pantaloni, scoprendo un arto steccato con una bacchetta di metallo di spessore. Alzò lo sguardo verso l'uomo e disse: «Beh, non posso correre così bene neanche io e il cagnolino ha bisogno di qualcuno che lo capisce».
L'uomo si morse il labbro inferiore. I suoi occhi si riempirono di lacrime, sorrise e disse: «Figlio mio, spero e prego che ognuno di questi piccoli cuccioli avrà un proprietario come te».
Credo che più o meno la stessa cosa valga anche tra persone, non soltanto tra gli esseri umani e i loro amici animali: è più facile che le tue difficoltà vengano comprese da qualcuno che le sta vivendo oppure le ha già vissute. O più semplicemente, è tutta una questione di sensibilità... e quella, come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non ce l'ha mica se la può dare.

venerdì 24 luglio 2015

Certezze che crollano

Quest'oggi ti propongo la traduzione dell'articolo Five Science 'Facts' We Learnt At School That Are Plain Wrong (Cinque "fatti" scientifici che abbiamo imparato a scuola e che sono semplicemente sbagliati), pubblicato su IFLScience.
Cominciamo con un quiz...
  • Quanti sensi hai?
  • Quali dei seguenti sono magnetici: un pomodoro, tu, delle graffette?
  • Quali sono i colori primari di pigmenti e vernici?
  • Quale regione della lingua è responsabile per la percezione dei sapori amari?
  • Quali sono gli stati della materia?
Se hai risposto cinque; delle graffette; rosso, giallo e blu; la parte posteriore della lingua; e gas, liquido e solido, allora avresti ottenuto il massimo dei voti in qualsiasi esame scolastico. Ma avresti sbagliato.
Il sesto senso e oltre
Il sesto senso è reale, ma non ti permette di vedere la gente morta.
Gusto, tatto, vista, udito e olfatto coprono solo una parte del nostro modo di percepire il mondo. Percepiamo il movimento attraverso degli accelerometri, che si trovano nel sistema vestibolare all'interno delle nostre orecchie. Il movimento di un fluido attraverso dei minuscoli canali in profondità nelle nostre orecchie ci consente di percepire il movimento e ci dà il senso dell'equilibrio. Se soffri di vertigini, è questo il senso che stai confondendo.
Quando tratteniamo il respiro sentiamo il nostro sangue che diventa acido dal momento che in esso si dissolve il biossido di carbonio formando acido carbonico. Per non parlare dei sensi per la temperatura, il dolore e il tempo, più una miriade di altri che ci permettono di rispondere al bisogno di sapere che cosa sta succedendo dentro di noi e l'ambiente circostante.
Repulsione magnetica
Non sono soltanto le graffette ad essere magnetiche. Sia i pomodori che gli esseri umani interagiscono con i campi magnetici.
Le graffette ed altri oggetti che contengono ferro, cobalto e nichel sono ferromagneti, il che significa che essi possono essere attratti da campi magnetici. Mentre l'acqua che c'è in te e nel pomodoro – o più precisamente i nuclei d'idrogeno nell'acqua che c'è in te e nel pomodoro – viene respinta dai campi magnetici. Questa interazione è chiamata diamagnetismo.
Ma le forze in gioco sono incredibilmente deboli. Quindi di solito non si notano. Questo a meno che tu non sia stato in una macchina per la risonanza magnetica. Lì dentro, un grosso magnete manipola nuclei di vari atomi dentro di te in modo tale da dar luogo a immagini dettagliate del tuo funzionamento interno.
Anche se non c'è bisogno di andare in ospedale per vedere delle interazioni diamagnetiche. Basta usare un paio di pomodorini, un forte magnete, un bastone di legno da kebab e uno spillo.
E i tipi di magnetismo non si fermano qui, ma ne parleremo un'altra volta.
Stai dipingendo con il colore sbagliato
Ti hanno insegnato che i colori primari sono quelli che non possono essere fatti mescolando insieme altri pigmenti colorati, e che tutti gli altri colori possono essere prodotti dalla combinazione di questi colori primari. Il rosso e il blu non rispondono a nessuno dei due requisiti. Puoi fare il rosso mescolando il giallo con il magenta. Mentre una miscela del magenta con il ciano dà il blu. Nel frattempo un'ampia gamma di tonalità è inaccessibile se parti solo dal rosso, dal blu e dal giallo.
I teorici del colore c'erano già arrivati prima della fine del XIX secolo, ma per qualche motivo la cosa non è entrata nei programmi scolastici. La prova è nelle tue cartucce per stampanti a colori. Esse sono disponibili nei colori ciano, giallo e magenta, che sono i veri colori primari.
Un sapore amaro in bocca
Ricordi quelle mappe della lingua che si trovano nei libri di testo di biologia? Esse mostrano chiaramente come le papille gustative per l'amaro si trovino nella parte posteriore della lingua, mentre il dolce e l'aspro hanno le proprie regioni separate.
Queste mappe della lingua fecero la loro prima comparsa nel 1942, dopo che Edwin Boring dell'Università di Harvard interpretò male uno studio tedesco dal 1901. Nonostante l'errore di Boring le mappe iniziarono ben presto ad apparire nei testi scolastici. Poi, nel 1974, l'argomento è stato rivisitato e l'intera idea è stata pesantemente screditata. Tuttavia oltre 40 anni più tardi le mappe gustative della lingua persistono ancora nei libri di testo di biologia.
Guarda lo stato del tuo schermo
Abbiamo imparato tutti che i solidi mantengono una forma costante perché le molecole in essi sono ordinate. Essi possono fondere in liquidi che mantengono un volume costante e possono essere versati. I liquidi evaporano a formare gas che si espandono occupando il volume a loro disposizione. Ecco i tre stati della materia, fine della storia.
Naturalmente c'è dell'altro. I cristalli liquidi hanno molecole che sono ordinate come in un solido, ma sono fluide come in un liquido. Queste proprietà sono di vitale importanza per le tue cellule, il tuo shampoo e, naturalmente, i dispositivi a schermo piatto a cristalli liquidi (LCD).
Ma perché fermarsi a quattro stati? C'è il plasma, lo stato della materia per la maggior parte delle cose sotto il sole, o i condensati di Bose-Einstein, i superfluidi e dozzine di altri.
È ora di riscrivere i libri di testo?
Ci sono molti di più di questi cinque "fatti" che hanno bisogno di essere messi a posto nei libri di testo scolastici. Non sto suggerendo che dovremmo cominciare a insegnare a bambini di sei anni nozioni sulla materia che appaiono soltanto in laboratori di fisica per Premi Nobel o a riempire i programmi scolastici con dettagli su dozzine di sensi. Ma magari dovremmo smetterla di raccontare bugie ai bambini.
Forse una lezione di biologia dovrebbe iniziare con: «Abbiamo molti sensi, questi sono i cinque che ci accingiamo a conoscere». Oppure una frase buttata lì che menziona l'esistenza di più di tre stati della materia. Per quanto riguarda la mappa della lingua, basta strappare la pagina dal libro.
Quest'articolo fa il paio con la galleria Le più clamorose bugie scientifiche pubblicata su Focus.it.
Ebbene no, non è vero che la direzione di rotazione dell'acqua che scola in un lavandino è diversa da un emisfero all'altro per effetto della forza di Coriolis, né che gli struzzi sono soliti infilare la testa sotto la sabbia, e neppure che per calcolare l'età di un cane basta moltiplicare ogni suo anno di vita per sette anni di vita umana, e anche se sui libri di scuola ce l'hanno raffigurato così non è che il sangue venoso a differenza di quello arterioso è blu. Inoltre non fu Galileo a inventare il telescopio, anche se ha il merito di averlo migliorato e perfezionato per l'uso astronomico. E la credenza che gli spinaci siano ricchi di ferro deriva da un errore che risale alla fine dell'Ottocento. Infine, non illuderti che le fastidiosissime mosche vivano solo 24 ore: le mosche domestiche vivono circa tre settimane. Comunque è stato confortante apprendere che la storia che nel corso della vita inghiottiamo almeno 8 ragni vivi fosse soltanto una (disgustosa) leggenda metropolitana. Visto il periodo, vale la pena di ricordare che d'estate NON fa più caldo perché la Terra è più vicina al Sole, anzi la Terra passa per il perielio intorno al 3 gennaio: l'alternarsi delle stagioni non dipende affatto dalla maggiore o minore distanza della Terra dal Sole, bensì dall'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre, che muta l'angolo di incidenza dei raggi solari sulla superficie terrestre.
Ma Focus.it dà spazio anche a Le bugie storiche (che tutti credono vere). Tanto per menzionarne alcune, non furono «Tu quoque, Brute, fili mi» le ultime parole di Cesare accoltellato a morte, è una pura invenzione che dopo l'abiura Galileo abbia aggiunto sottovoce «Eppur si muove», e la sprezzante frase «Se non hanno pane, che mangino brioche!» la regina Maria Antonietta non la pronunciò mai. Le piramidi d'Egitto non furono costruite da schiavi, bensì da da operai salariati, e gli eroi spartani delle Termopili erano ben più di 300. Lo ius primae noctis era una tassa (in denaro, non in natura) chiesta dal signore in cambio del suo assenso al matrimonio, e non è neanche vero che i cavalieri medioevali, partendo per le crociate, blindassero l'illibatezza delle mogli con le cinture di castità. La caccia alle streghe iniziò solo alla fine del Medioevo, intorno al 1430, e raggiunse il suo culmine nel '500-'600, in pieno Rinascimento, durante i conflitti di religione fra cattolici e protestanti. La storiella che Newton scoprì la forza di gravità quando una mela gli cadde in testa è semplicemente un brillante aneddoto. Il pettegolezzo che d'Annunzio si sia fatto toglie due costole per praticare l'autofellatio è puro frutto di fantasia. E non è altro che una diffusa leggenda metropolitana, meno male, pure la diceria che Einstein andasse male a scuola, e men che meno in matematica! :-)

giovedì 23 luglio 2015

Non è l'Europa a chiedercelo, ma la nostra natura di esseri umani...

Davanti alla notizia che la Corte europea dei diritti umani ha "condannato" l'Italia per il mancato riconoscimento delle unioni omosessuali, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini non ci ha visto più: si è sfogato su Facebook in questo modo...
La Corte di Strasburgo condanna l'Italia perché non riconosce le coppie gay.
Non una parola sull'immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sulla disoccupazione.
Penso che le emergenze, per eterosessuali e omosessuali, siano queste.
La Corte di Strasburgo ha rotto le palle!
Non sarà un burocrate europeo a decidere il Futuro nostro, e dei nostri figli.
Non mi complimenterò mai abbastanza con Pierpaolo Farina per averlo corretto punto per punto – eppure Salvini è europarlamentare, e certe cose dovrebbe saperle... – come segue:
1) La Corte europea dei diriti umani non è un organo UE, non vi fanno parte "burocrati UE";
2) La Corte si esprime sulla fattispecie dei diritti umani e a seguito di ricorso, in questo caso presentato da 3 coppie omosessuali;
3) Studia, somaro.

Peccato che il commento sia stato precipitosamente rimosso e il suo autore bannato... ma mi sa che lui l'ha presa con filosofia! :-)
Comunque Salvini non è stato certo il solo a commettere questo errore: come notava Daniele Sensi c'è cascato pure Il Giornale, che in quanto organo di informazione dovrebbe essere un filino più attendibile...


... e, da sinistra, ci si è messo perfino Sergio Staino, segnalato da Valigia Blu.


L'immagine qui accanto è la parodia di un autentico manifesto leghista, che ho trovato qui a illustrare un'esauriente cronaca dell'atteggiamento della Lega contro nomadi, musulmani e profughi: tutta gente che Salvini deve sognarsi la notte...
Parlando di immigrati – a proposito, se migrante è un gerundio, questo sarà mica un infinito? ;-) – a tale riguardo circola un sacco di bufale, che sono state esaminate e adeguatamente demolite da Giornalettismo e da Le Nius. Invece è del tutto vero che un parroco di Spoleto originario del Veneto abbia affisso il cartello qui sotto all'ingresso della chiesa.


Don Gianfranco Formenton è stato criticato per aver espresso un concetto ritenuto poco cristiano: la chiesa infatti dovrebbe accogliere tutti, a maggior ragione i peccatori (ma siamo sicuri che finora lo abbia sempre fatto?, aggiungo io). Comunque, secondo me, come provocazione può funzionare eccome! :-)
Concludo con il link a un articolo che invita a mettersi nei panni dei migranti...

mercoledì 22 luglio 2015

Ancora sui punti di vista

Lo scoramento, il caldo, lo stress, le vacanze che sembrano un miraggio... Niente, oggi me la cavo condividendo due immagini che si ricollegano idealmente a questo mio post dell'anno scorso. In realtà l'immagine è praticamente la stessa in entrambi i casi, cambiano le scritte che la corredano, ma il senso è quello...


(via Wordly Minds)
«Il modo in cui appare qualcosa è sempre una questione di prospettiva...».


(via I Love Engineering)
Le ombre proiettate sulle pareti: «Questo è vero».
L'oggetto che proietta le ombre: «Questa è la verità».
«Sei pregato di tenerne conto prima di parlare o scrivere»
... e a me pare un gran bel suggerimento! :-)

martedì 21 luglio 2015

Handicap? Quale handicap?

Quando ero bambina mi facevano particolarmente impressione le amputazioni: suppongo che all'epoca possa avermi un pochino traumatizzata la conclusione de Il tamburino sardo, racconto di gennaio del libro Cuore di cui nell'insieme, se devo essere sincera, ho un ricordo non proprio piacevole. Poi crescendo ho capito che esistono menomazioni ben più serie, e che si può condurre una vita praticamente normale anche senza un braccio o una gamba, soprattutto grazie a protesi che diventano sempre più funzionali ed evolute.
Questa premessa si ricollega a due gallerie fotografiche che mi è capitato di vedere nei giorni scorsi.
Nella prima alcuni veterani di guerra – mi fa strano il termine "veterani" associato a giovinotti così prestanti ;-) – esibiscono fieri le loro amputazioni, con o senza protesi, posando come modelli per il fotografo californiano Michael Stokes, il quale al riguardo ha dichiarato: «Io non sto restituendo loro la fiducia. Ce l'hanno già».


La seconda galleria raccoglie scatti nei quali a posare in atteggiamenti più o meno glamour sono delle splendide fanciulle, alla cui femminilità nulla toglie la mancanza di un arto.


Augurandomi che queste immagini ti abbiano fornito gli stessi (positivi) spunti di riflessione che ci ho trovato io, ti saluto... :-)

lunedì 20 luglio 2015

Il mondo è delle donne...?

Oggi condivido fresca fresca la traduzione dell'enigma pubblicato alle ore 7 (British Summer Time) di oggi da Alex Bellos nel suo blog Monday puzzle, del quale ho già parlato un mesetto fa.
Riesci a risolverlo? Come puoi costruire un paese con più femmine che maschi?
Si tratta di un enigma di pianificazione familiare: puoi massimizzare la percentuale di femmine nella popolazione?
Questa settimana ho in mente i bimbi perché sto per diventare papà. [Che lieta notizia, Alex! :-D, NdC] E pensare ai ragazzini mi ha condotto al mio rompicapo di pianificazione familiare preferito:
Il governo, che vuole aumentare il rapporto tra il numero di femmine e quello di maschi, introduce una legge per tutte le coppie che afferma:
  • se una coppia ha un maschietto, allora avrà un altro figlio;
  • se una coppia ha una femminuccia, non avrà altri figli in seguito.
In altre parole, le coppie devono continuare a procreare finché non hanno una femmina. Poi si fermano.
Quale sarà alla fine la proporzione tra il numero di femmine e quello di maschi?
Come bonus, immagina di poter comandare la pianificazione familiare della nazione.
Quale politica puoi escogitare che produca il più alto rapporto possibile tra il numero di femmine e quello di maschi, e quanto vale tale rapporto?
(La politica deve essere umana, quindi l'infanticidio e la deportazione forzata sono proibiti)
Pensaci su: tornerò più tardi con alcune risposte.
Ed esattamente cinque ore dopo Alex ha pubblicato la soluzione. Per leggere la mia traduzione tu non dovrai aspettare altrettanto, ma solo scorrere un pochino la pagina verso il basso! :-)












































La risposta è 50/50.
Vediamo perché. Consideriamo la prima generazione di bambini. La metà sono maschietti e l'altra metà sono femminucce.
(Dobbiamo supporre che la probabilità di avere un maschietto sia del 50 per cento, e la probabilità di avere una femminuccia sia anch'essa del 50 per cento)
Le coppie con una femminuccia smettono di procreare, ma le coppie con un maschietto hanno un altro figlio. Anche in questo caso, la metà della seconda generazione è costituita da maschietti e l'altra metà da femminucce. Il rapporto totale maschi/femmine rimane 50/50.
Le coppie con due maschietti hanno un altro figlio. Anche in questo caso, la metà della terza generazione è costituita da maschietti e l'altra metà da femminucce. Il rapporto globale è ancora 50/50.
Vedi dove stiamo andando a parare? Fintantoché la probabilità di avere un maschietto o una femminuccia è 50/50, il rapporto tra maschi e femmine è sempre 50/50.
Il che risponde alla domanda bonus che ho posto:
Quale politica di pianificazione familiare puoi escogitare che produca il più alto rapporto possibile tra il numero di femmine e quello di maschi, e quanto vale tale rapporto?
(La politica deve essere umana, quindi l'infanticidio e la deportazione forzata sono proibiti)
Non esiste alcuna politica di pianificazione familiare che possa cambiare il rapporto di 50/50.
Vale lo stesso ragionamento di cui sopra.
Mi piace questo enigma perché, come molti enigmi sulla probabilità, dapprima sembra controintuitivo. Sicuramente c'è un modo per cambiare il rapporto tra i sessi approvando una legge di pianificazione familiare "creativa"?
Anche se forse c'era un modo alternativo per dedurre la risposta:
Se fosse possibile cambiare la proporzione tra il numero di maschi e quello di femmine legalmente, non credi che qualche paese ci avrebbe già provato?
P.S.: Questo enigma, e soprattutto la considerazione conclusiva, mi ha ricordato che in certi paesi del mondo, dove la nascita di una figlia femmina è vista come un peso per la famiglia, si punta al contrario a massimizzare la percentuale di maschi, e seguendo metodi purtroppo tutt'altro che umani. Di recente il primo ministro indiano Narendra Modi ha lanciato la campagna social #SelfieWithDaughter per proteggere le bambine dall'infanticidio selettivo; sebbene sia stato accusato di avere secondi fini, di per sé la sua iniziativa mi sembra indubbiamente lodevole.

domenica 19 luglio 2015

Cervelloni

Ieri sulla pagina Facebook di Gravità Zero è stata pubblicata la foto qui sotto...


... corredata dal seguente commento:
Li riconoscete? Uno è un fisico inglese, personaggio tra i più celebri al mondo, autore di libri sulla natura dell'universo e dei raggi cosmici... l'altro è Isaac Netwon!
Scherzi a parte: Brian May, chitarrista dei Queen, è Ph.D. in astrofisica e in questo momento sta aiutando il team di ricerca che analizzerà i dati arrivati da New Horizons da Plutone
Segue link a un articolo (in inglese) di CTV News.
In effetti, come spiegato più dettagliatamente in un post del blog non periodico di divulgazione scientifica Gravità Zero (il cui feed non avevo ancora sottoscritto... inammissibile, rimedio subito!)...
Brian May si laurea con il massimo dei voti e con lode negli anni '70 in matematica e fisica presso l'Imperial College di Londra. Tuttavia abbandonò la carriera nascente di astrofisico per una ancora più di successo con i Queen, che lo obbligò a mettere da parte gli studi, ma non senza avere prima pubblicato due ricerche: MgI Emission in the Night Sky Spectrum, (1972, Nature) e An Investigation of the Motion of Zodiacal Dust Particles, (1973, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society).
Dopo più di 30 anni riprende gli studi per terminare la tesi di dottorato: consegue con successo il dottorato in Astrofisica all'età di 60 anni, il 23 agosto 2007; in questo ambito pubblica successivamente la tesi "Un'analisi delle velocità radicali della nube zodiacale" e un libro "Bang! La storia completa dell'universo".
La canzone Long Away, inclusa nell'album A Day at the Races pubblicato dai Queen nel 1976, rispecchia la passione del chitarrista per le stelle (cit. Wikipedia).
Bene, dopo averti svelato questo sorprendente lato "nascosto" di Brian May – tu magari ne eri già al corrente, ma io sono letteralmente caduta dalle nuvole – ti lascio con il link a un articolo di Focus.it dedicato a un altro geniale scienziato di un passato non troppo remoto: Nikola Tesla (1856–1943), il cui nome forse sarebbe pressoché ignoto al di fuori dell'ambito fisico-ingegneristico se non fosse per film come The Prestige di Christopher Nolan, in cui Tesla è impersonato nientepopodimenoché dalla rockstar David Bowie. Eppure i suoi contributi nel campo dell'elettromagnetismo sono stati fondamentali. E se, come spiega l'articolo in questione, durante la sua vita Tesla non ottenne il meritato riconoscimento per i suoi numerosissimi brevetti, non è mai troppo tardi per rendere il dovuto omaggio alla sua memoria...

sabato 18 luglio 2015

Paura dell'invasore?

All'indomani dei tristi fatti di Roma e di Treviso, definiti senza mezzi termini episodi di fascismo da Christian Raimo di Internazionale, ha fatto parecchio discutere la vignetta di Giannelli pubblicata oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera: eccola qui sotto.


Ho voluto raccogliere qui di seguito alcune opinioni al riguardo:
  • quella di Dino Amenduni per Valigia Blu;
  • quella di Fabio Chiusi su Facebook;
  • la contro-vignetta di Vauro, il quale lancia un hashtag "un tantinello" alternativo rispetto al #JeSuisCharlie evocato appunto da Fabio Chiusi;
  • il post di Leonardo sul suo blog;
  • infine l'analisi "tecnica" del fumettista Gipi, il quale sottolinea che «Giannelli ha precisato che la vignetta è un paradosso sugli italiani che temono di tornare dalle vacanze e trovarsi profughi in casa».
Io credo che sia proprio questa, la giusta chiave di lettura: si può discutere sul fatto che la vignetta faccia ridere o meno, che si possa considerare buona satira, ma il punto è che rispecchia una paura reale di una fetta tutt'altro che trascurabile della popolazione italiana. E questa paura non si potrà di certo superare negandola, ma solamente affrontandola e per quanto possibile dimostrandone l'infondatezza.
Concludo condividendo un'altra vignetta la quale, riguardo all'atteggiamento dell'Europa nei confronti dei migranti africani, propone un'interpretazione amara ma non priva di fondamento...


... e il link a uno dei numerosi post che ho letto nelle ultime settimane – qualcuno devo averlo condiviso anche sul mio tumblr – e che fanno riflettere su un aspetto forse non abbastanza ovvio: noi occidentali il fatto di essere nati nella parte "giusta" del pianeta dovremmo considerarlo una fortuna di cui essere grati, non certo una conquista da difendere a tutti i costi contro chi sta molto peggio di noi. Che poi leggi notizie come quella della bambina siriana diabetica morta su un barcone diretto in Italia dopo che gli scafisti le avevano gettato via lo zainetto con l'insulina, e ti si stringe il cuore... :'-(

venerdì 17 luglio 2015

#teaminverno forever!

L'ho già detto che odio l'estate? Sì, l'ho detto... e in questi giorni non faccio altro che citare una Luisa Ranieri a inizio carriera, con la differenza che non c'è bibita fresca che riesca a darmi un sollievo significativo. Si parla del mese più caldo da un secolo e mezzo a questa parte, il picco dell'afa è atteso tra oggi e domani, la mia città è tra quelle che si possono fregiare di un tutt'altro che desiderabile bollino rosso, e a me dover uscire stamattina per andare al lavoro mi ha distrutto (sì, lo so che "a me mi" non si dice, ma rende l'idea). Adesso che mi trovo in casa con un clima accettabile grazie all'aria condizionata mi sto pian piano riprendendo, ed ho tutta l'intenzione di non mettere il naso fuori fino a lunedì mattina. Andare in spiaggia?! Ma siamo pazzi?!?!?!?!? Come se poi il mare di Pescara fosse paragonabile con quello di altre zone d'Italia, ad esempio la Puglia, alla quale è dedicata una pagina Facebook simpatica e ironica fin dal titolo: No, non venite in Puglia. Io sogno il fresco della montagna... e proprio oggi mi sono imbattuta per caso nel video virale che promuove le attrattive turistiche del Cantone dei Grigioni (in tedesco, Graubünden): la sottoscritta non se lo farebbe ripetere due volte, l'invito del barbuto signore di Vrin! Ma purtroppo mi tocca sopportare, e per quanto possibile sdrammatizzare: in questo può aiutarmi l'ultimo video pubblicato da Casa Surace. :-)
[La vignetta che apre il post è tratta da Demotivation.us]

giovedì 16 luglio 2015

Ma come si fa?!

Quasi un anno fa scrissi un post sulla piaga dei bambini dimenticati in macchina sotto il sole: grazie al cielo succede di rado, ma con conseguenze troppo spesso tragiche. Se sembra inconcepibile che una persona possa incorrere in una così fatale distrazione, ancora più assurda è l'idea che si possa lasciare in auto sotto il sole una creatura – colgo l'occasione per ricordare che i cani non ne risentono meno degli esseri umani, anzi – di proposito: eppure, a quanto pare, è proprio questo che ha fatto una coppia di turisti francesi nei pressi del terminal traghetti di Genova. Il loro figlioletto di due anni e mezzo, rimasto in auto per due ore sotto il sole cocente e affidato alla sorveglianza della sorella di dodici anni (!), è stato soccorso dalla polizia grazie alla segnalazione di due turisti svizzeri, e alla fine per fortuna se l'è cavata con un principio di disidratazione, mentre i genitori, che nel frattempo erano andati al bar insieme ad altri due figli, sono stati arrestati per abbandono di minore aggravato dalle lesioni.
Sempre ieri si è sfiorata la tragedia a Francavilla al Mare, dove una bambina di due anni, che stava giocando con gli amichetti e il fratello di sei anni a immergersi in acqua e risalire, ha rischiato di annegare, salvandosi, sebbene la prognosi resti riservata, grazie alla perizia di un'infermiera presente sul posto e intervenuta prontamente. In calce al link alla notizia sulla pagina Facebook de Il Centro sono piovuti commenti indignati... e anch'io, pur preferendo evitare certi eccessi verbali "di pancia", dopo aver letto l'articolo non riesco a fare a meno di domandarmi: come è possibile che la bambina abbia potuto correre un simile rischio? Se io avessi una bimba così piccola affidata alle mie cure, per giunta in un posto ricco d'insidie come una spiaggia, non la perderei di vista un solo istante... Dove diamine si trovavano i suoi in quel momento?!

mercoledì 15 luglio 2015

Nuovi orizzonti

Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone: ecco l'elenco dei pianeti del sistema solare che imparai a memoria ai tempi delle elementari. Non ti dico come ci sono rimasta male quando ho scoperto che nel 2006 l'Unione Astronomica Internazionale aveva declassato Plutone, scoperto nel 1930 dall'astronomo Clyde Tombaugh, a pianeta nano! Ma in questi giorni il "piccoletto" si è preso la sua rivincita: il fatto che sia stato raggiunto dalla sonda spaziale New Horizons, che è stata lanciata proprio nel 2006 e che finalmente ci sta facendo vedere com'è fatto Plutone, ha generato attorno ad esso una grande attenzione mediatica. A questo punto il ritratto di famiglia del sistema solare della mia infanzia è completo... ed era prevedibile che a Plutone venisse dedicata l'Astronomy Picture of the Day pubblicata oggi: la puoi vedere qui sotto.


Ecco la traduzione della relativa descrizione.
New Horizons è sopravvissuta al suo incontro ravvicinato con Plutone ed ha ripreso a inviare immagini e dati. La sonda robotizzata ha fatto rapporto in tempo utile, con tutti i sistemi funzionanti, e con il volume di dati immagazzinati che ci si aspettava. Quella qui sopra è l'immagine a più alta risoluzione di Plutone acquisita prima del massimo avvicinamento, un'immagine che mette a fuoco Plutone in modo davvero soddisfacente. A prima vista, Plutone è rossastro e ha diversi crateri. Verso la parte inferiore dell'immagine c'è una regione illuminata sorprendentemente priva di tratti distintivi che assomiglia a un cuore, e in basso a destra si nota del terreno montagnoso. Questa immagine, tuttavia, è solo l'inizio. Man mano che arriveranno altre immagini e dati oggi, nella settimana che viene, e nel prossimo anno, la comprensione che l'umanità ha di Plutone e le sue lune ne risulterà verosimilmente rivoluzionata.
Nella summenzionata regione a forma di cuore qualche sentimentalone ha voluto leggere un segno di affetto e gratitudine da parte di Plutone verso noi terrestri per non aver perso interesse nei suoi confronti...


... mentre qualcun altro ha pensato di vederci la sagoma del famoso cane di Topolino, che proprio al pianeta, battezzato in onore dell'omonima divinità romana dell'oltretomba, deve il suo nome: in inglese, oltre che in latino, Plutone si dice appunto Pluto (da non confondere con il Pluto della mitologia greca).


Se vuoi saperne di più, ti consiglio di seguire il blog di Paolo Attivissimo, il quale negli ultimi giorni si è occupato più volte – il 9, il 12, il 13 e il 14 luglio – del viaggio di New Horizons verso Plutone. 

martedì 14 luglio 2015

Che mondo sarebbe, senza...?


Un mesetto fa ha fatto discutere una dichiarazione della politica francese Ségolène Royal, la quale ha invitato i suoi concittadini a evitare di consumare uno dei più amati prodotti alimentari esportati dal Belpaese in tutto il mondo: la Nutella. Questo perché la nostra ghiotta crema spalmabile contiene olio di palma, la cui produzione comporterebbe un'ingente deforestazione e comprometterebbe la salute del pianeta. In seguito alle polemiche la Royal si è scusata per la sua esternazione, che rischiava di provocare qualcosa di molto simile a un clamoroso incidente diplomatico! ;-) A proposito dell'olio di palma, questo articolo di Wired dovrebbe chiarire alcuni punti abbastanza controversi al riguardo.
La Nutella piace a tutti – o quasi... anche se può sembrare impossibile, conosco più di una persona che non la apprezza – e di sicuro pure tu sai cos'è, e magari credi di conoscerla come le tue tasche. Beh, può darsi che l'articolo di BuzzFeed dal titolo 13 Things You Didn’t Know About Nutella (13 cose che non sapevi sulla Nutella), del quale riporto qui di seguito la traduzione, ti costringerà in larga misura a ricrederti... :-)
Nutella è la risposta. A nessuno importa della domanda.
  1. Si vende un barattolo di Nutella ogni 2,5 secondi. Per mettere questo dato nella giusta prospettiva, sappi che in tutto il mondo nasce un bambino ogni 8 secondi.
  2. Napoleone può essere considerato responsabile per la dipendenza mondiale da Nutella. Secondo Mental Floss, nel 1806 Napoleone tentò di tagliar fuori il commercio britannico come mezzo per vincere le guerre napoleoniche (e conquistare il mondo). Il risultato fu un blocco continentale disastroso che fece salire alle stelle il costo del cioccolato. I cioccolatai si resero conto che potevano aggiungere nocciole alle loro razioni di cioccolato per incrementare la fornitura. Da cui lo spread nocciola-cioccolato.
  3. Non è stata sempre "Nutella". Cosa diamine è la "pasta gianduja"? Era esattamente così che si chiamava questa roba, quando si presentava nella forma di una pagnotta affettabile. Alla fine la pagnotta venne resa spalmabile e Ferrero la ribattezzò Nutella, che è la combinazione della parola inglese "nut" [noce, nocciola, NdC] e del suffisso latino "ella", che significa "dolce" [questo non lo sapevo... eppure ho fatto lo scientifico, NdC].
  4. L'America è entrata a far parte del mondo della Nutella in ritardo. La Nutella è stata introdotta sul mercato europeo nel 1964, ma si è dovuto aspettare fino al 1983 perché diventasse disponibile negli Stati Uniti.
  5. In realtà non puoi chiamare il tuo bambino Nutella. Lo sappiamo, anche noi siamo affranti.
  6. La famiglia che possiede la Nutella potrebbe letteralmente vivere in un castello di cioccolato, se solo lo volessero. Michele Ferrero, il patriarca della famiglia Ferrero e proprietario del marchio Nutella, ha [sarebbe più corretto dire "aveva", essendo scomparso a febbraio di quest'anno, NdC] un patrimonio netto stimato di oltre 26 miliardi di dollari.
  7. "Nugtella" è disponibile presso i dispensari in California. La Nutella all'erba esiste davvero, ed è tutto bellissimo.
  8. Si può fare il giro del mondo 1,4 volte con la quantità di Nutella venduta ogni anno. Chi è che vuole provarci?!
  9. La Nutella utilizza il 25% della fornitura mondiale di nocciole. Pazzesco! [In lingua originale, "that's nuts", dove "nuts" vuol dire sia "nocciola" sia "fuori di testa", NdC]
  10. La formula della Nutella può o non può variare da paese a paese. È un mistero! Ma tutti su internet sembrano pensarla così.
  11. Ci sono oltre 6 milioni di immagini taggate #nutella su Instagram. #foodporn FTW.
  12. Potresti averlo sempre detto sbagliato. [Se sei anglofono, forse... Noi italiani in questi casi andiamo sul sicuro! ;-), NdC] La pronuncia corretta è "new-tell-uh", non "nuh-tell-uh" [natella, NdC], come molti credono.
  13. Si può dar fuoco alla Nutella. Nutella: luce della mia vita, fuoco dei miei lombi... No, ma sul serio, è infiammabile. E chiunque abbia deciso di bruciare questa bontà al cioccolato piuttosto che mangiarla merita un posto speciale nell'oltretomba.
P.S.: La GIF animata che apre il post deriva da questo stupefacente video.

lunedì 13 luglio 2015

Per uno Stato dal volto umano

Il 30 maggio scorso Chiara Dossi, una trentottenne di Arco (TN) in cura per un linfoma di Hodgkin, ha affidato a una nota su Facebook il racconto di un episodio a dir poco spiacevole che le era capitato: a tre giorni di distanza da un ciclo di chemio, rientrando a casa dopo essersi concessa una mezz'oretta d'aria al parco dal momento che i pesanti postumi della terapia le avevano dato un po' di tregua, ha avuto la brutta sorpresa di trovare una notifica dell'INPS; le veniva comunicato che alle 18:50 del giorno prima risultava assente ad una visita fiscale, intimandole di presentarsi il lunedì successivo a Trento, a cinquanta minuti di macchina da casa sua, senza peraltro tenere assolutamente conto se ne fosse in condizione o meno. L'interessata però assicura che in quel momento era in casa, in preda a fortissimi malesseri, e che il campanello non ha suonato oppure lei non l'ha sentito, impegnata com'era a vomitare: e non so proprio con quale coraggio si possa mettere in dubbio la sua parola. Chiara ha condiviso la sua vicenda affinché i malati nelle sue condizioni non debbano essere più soggetti a visita fiscale e pertanto tenuti a rispettare le fasce orarie di reperibilità. Peraltro, nel suo caso particolare, erano stati gli stessi medici a consigliarle di stare il più possibile al sole e all'aria aperta, perché le fa bene... mentre invece una burocrazia cieca, sorda e spietata avrebbe voluto impedirglielo.
Per fortuna lo sfogo della donna sul web non è caduto nel vuoto: la vasta eco suscitata dal suo caso ha fatto sì che in Trentino l'INPS finisse per approvare il cosiddetto "protocollo Chiara", il quale stabilisce che i pazienti con malattie gravi documentate siano esentati dai controlli medici domiciliari se non possono lavorare. Una grande conquista di umanità e di civiltà destinata ad estendersi anche al resto d'Italia, soprattutto per merito di Chiara alla quale auguro di guarire presto e completamente e di tornare quanto prima a una vita normale: del resto la forza d'animo, fondamentale per affrontare prove come la sua, non le manca di certo.

giovedì 9 luglio 2015

Difficile stargli appresso...

Dopo quasi due anni e mezzo di onorato servizio, il mio Samsung Galaxy S III Mini se la cavava ancora benino, tutt'al più mi capitava di dover rinunciare a installarci qualche app perché incompatibile, ma non avevo mica intenzione di metterlo a riposo... finché il mio amore non ha voluto regalarmi il Motorola Nexus 6 di Google per il compleanno, e dopo un mese esatto di utilizzo – ci ho messo ben una settimana per decidermi a smanettarci, un ritardo per nulla inspiegabile considerata la situazione tutt'altro che lieta – mi sento di dire che non potrei più farne a meno. L'altro giorno ho ripreso in mano il Galaxy per copiare dei dati, e mi sembrava così strano avere a che fare con un display così piccino, 4 pollici contro 5,96: ci si abitua fin troppo facilmente al meglio, ahimè... ;-)
Display gigantesco a parte – mica per niente si parla di phablet, non proprio il massimo della maneggevolezza ma pazienza – la prima cosa che colpisce del Nexus è la velocità, non soltanto quella della connettività internet...
[Ecco il risultato del test fatto con Speedtest.net sulla rete domestica...


... a confronto con quello sulla rete 4G, che a casa mia prende ma non benissimo]


... ma soprattutto quella del processore: sotto Android Lollipop le app si aprono e girano a una velocità che il Galaxy si sognava pure prima di finire ingolfato di dati. A tal proposito, capita a fagiuolo la vignetta di Pietro Vanessi che apre il post... ;-)
La "messa in strada" del Nexus ha comportato altri due acquisti: quello di una nano SIM, formato di cui fino a quel momento ignoravo persino l'esistenza, e quello di una custodia, indispensabile per proteggere il mio stupendo gingillo al quale ho promesso di risparmiare tutti i "bernoccoli" che avevo inflitto al Galaxy. A tale scopo ho acquistato questo modello da Amazon, e devo dire che ne sono piuttosto soddisfatta. Gli voglio talmente bene, al Nexus, che, a differenza di ciò che sono solita fare (vedi punto 10 della lista), questa volta non ho alcuna intenzione di rimuovere la pellicola adesiva che protegge il display... anzi, qualora dovesse finire per staccarsi, provvederei a rimpiazzarla al più presto.
Un'ultima considerazione veloce la dedico alla fotocamera: 'na bomba!!! Ecco qua una panoramica del Lago Maggiore (clicca per ingrandire) fatta senza nemmeno impegnarmi più di tanto... :-O

mercoledì 8 luglio 2015

Il fascino dei libri

Grazie a questo articolo de Il Libraio ho avuto modo di scoprire alcuni video virali che promuovono il piacere di leggere. Il più sorprendente è questo qui sotto, che mostra il domino da record allestito da due studenti nella Seattle Public Library il 31 maggio di due anni fa per lanciare il 2013 Summer Reading Program: come tessere sono stati usati ben duemilacentotrentuno libri. Il risultato finale è davvero di grandissimo effetto! :-)



Quest'altro video, invece, è italianissimo, pubblicato nel canale YouTube de Il Libraio, e illustra i cinque (tutt'altro che temibili) effetti collaterali della lettura. :-)


E io mi ricordo che ce ne sono tanti, di libri che mi aspettano, su carta e su Kindle, e forse è arrivato il momento di dedicarmici... ;-)

martedì 7 luglio 2015

Così parlò il Dalai Lama

Mi veniva quasi naturale considerarlo un personaggio senza tempo e senza età... ;-) eppure ieri Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama del Tibet, ha compiuto ottant'anni tondi tondi. Per festeggiare degnamente la massima autorità spirituale del buddhismo tibetano nonché premio Nobel per la pace nel 1989, Diletta Marabini di Omnama ha selezionato in questo articolo dodici sue citazioni che anche a me sembrano particolarmente significative a prescindere dal credo religioso. Poiché sto vivendo un momento della vita in cui avverto più che mai forte il bisogno di simili insegnamenti, riporto qui di seguito un ampio estratto dell'articolo. Meditate, gente, meditate (cit.)... per poi mettere in pratica nel quotidiano! ;-)
  1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
  2. Quando perdi, non perdere la lezione. Non esiste fallimento se sai imparare dai tuoi errori e dai tuoi sbagli.
  3. Segui sempre le 3 R. Rispetto per te stesso. Rispetto per gli altri. Responsabilità per le tue azioni.
  4. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo. Notalo, ammettilo a te stesso, non ti mettere in croce per aver sbagliato ma nemmeno ignoralo. Pensa al modo migliore per correggerti e per dare una nuova direzione alla situazione. L'errore è il tuo punto di partenza. Tocca a te scegliere dove andare ora e come.
  5. Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
  6. Impara bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.
  7. Sii gentile con la Terra. È la tua casa. Sarà la casa dei tuoi figli.
  8. Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima. Esplora. Esci dalla tua zona di comfort. Apri la mente e vai alla scoperta di una nuova città, un nuovo paese e perché no, un nuovo continente. Il viaggio, qualsiasi viaggio e nuova esperienza se affrontata con entusiasmo e apertura alla novità e al "diverso" ti regala nuove prospettive sulla vita e su te stesso, occhi nuovi con cui guardare il mondo e la consapevolezza che esistono infinite possibilità da vivere e scoprire.
  9. Il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro. Rendere la tua vita meravigliosa è il dono più grande che puoi fare a chi ami. Se sai essere felice da solo sei pronto per amare davvero.
  10. Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere. Sii libero e concedi la stessa libertà alle persone accanto a te. Non dimenticarti però che tutti cerchiamo quelle persone che ci facciano sentire "a casa". Quando nutri le tue relazioni di gentilezza e rispetto e dedichi tempo e amore alle persone intorno a te, hai appena regalato ali e radici e un ottimo motivo per rimanerti accanto.
  11. Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. Hai presente quella cosa che stai rimandando? Falla ora. Hai presente quelle parole che hai paura a dire? Dille adesso. Hai presente tutte le cose meravigliose che hai in questo istante nella vita? Apprezzale e goditele.
  12. Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. C'è così tanto al mondo per cui essere grati. Solo tu puoi scegliere con che occhi guardare il cielo che ti avvolge. Perché come dice il Dalai Lama: «Le decisioni sono un modo per definire se stessi. Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo».
P.S.: In realtà la frase che in un certo senso mi ha colpito di più, vista anche la stagione, è quella citata all'inizio dell'articolo: «Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara». ;-)

lunedì 6 luglio 2015

No alle trivelle!

Nel tardo pomeriggio di ieri, giornata conclusiva del Festival del Documentario d'Abruzzo, mi ero recata presso l'Aurum di Pescara per assistere alla proiezione del video Com'è profondo il Mare - No Ombrina... ma poi, non potendo far tardi, sono stata costretta a dileguarmi perdendomi l'intero evento, in particolare il relativo dibattito. In seguito sono riuscita a recuperare da YouTube almeno il video, realizzato da Enzo Francesco Testa: in esso compaiono trentacinque artisti abruzzesi che suonano e cantano l'omonimo brano di Lucio Dalla – del compianto musicista si ricorda l'impegno contro la petrolizzazione della costa e la partecipazione alle manifestazioni ambientaliste – come contributo alla manifestazione contro l'installazione di piattaforme di raffinazione petrolifera davanti alla splendida Costa dei Trabocchi.
L'espressione "Ombrina Mare" non ti dice nulla? Beh, la sottoscritta se ne è occupata due anni fa, ma già nel 2008 riportai uno scritto di fonte autorevole che accennava al problema. E oggi "copincollo" dalla pagina di TrivAdvisor – il progetto di Greenpeace contro le trivellazioni in mare il cui nome e il cui layout fanno il verso al popolare TripAdvisordedicata alla nostra Vasto, che è a rischio tanto quanto località più conosciute, da Siracusa a Venezia, da Capo Rizzuto a Otranto.
A pochissimi chilometri dalla "Costa dei Trabocchi", sul litorale abruzzese, potrebbero essere realizzati un nuovo pozzo di ricerca e fino a 10 nuovi pozzi di estrazione. Cinque permessi di ricerca interessano una superficie di 1343,5 kmq e sette concessioni di coltivazione coprono 1431,2 kmq. L'area dove le trivelle sono già all'opera è il doppio della provincia di Pescara.

Ecco le (fintissime) recensioni della "community TrivAdvisor" (notare le date):
Antonellina
"Trivelle doc!"
10/09/2020
Non conoscevo la costa teatina e sono rimasta veramente impressionata…le trivelle si vedono benissimo dalla spiaggia e sono a pochi chilometri dai trabocchi...un posto da rilanciare per il turismo petrolifero, davvero mozzafiato!
Antonio
"Brodetto di pesce surgelato :("
14/06/2020
Abbiamo organizzato un weekend con gli amici aprofittando di una promozione. Risultato: trattamento pessimo, siamo riusciti a cenare sul trabocco vista trivelle per miracolo ma non abbiamo potuto gustare nessun piatto tipico: sostengono che la pesca sia in crisi e hanno solo prodotti surgelati. Tutte scuse: penso che non volessero servirci bene solo per via dello sconto che era previsto con la promozione!
Carmen
"Bandiera nera meritatissima!"
15/05/2020
Torno spesso ma mai come in questi anni devo dire che la situazione è migliorata...finalmente stanno sfruttando anche fino all'ultima goccia di petrolio, e tutto il panorama si è perfettamente adeguato. Che dire, la bandiera nera è veramente meritatissima!!!
Non mancano i punteggi – più alti sono e peggio è – relativi a: inquinamento, sversamenti, animali spiaggiati, paesaggio, pesca in crisi. :-/
In fondo alla pagina è spiegato tutto quanto a puntino...
Scopri un mare di trivelle
Ti piacerebbe vedere delle piattaforme petrolifere in alcuni dei paesaggi marini più belli d'Italia? Fare una nuotata vicino a un pozzo? Ti faresti un selfie con dei gabbiani sporchi di petrolio?
Questo è il futuro che vuole darci il Governo: lo sfruttamento di fonti vecchie e sporche come il petrolio anche nei nostri mari è diventato il fulcro della strategia energetica italiana.
Si tratta di una scelta assurda che arricchisce le tasche dei petrolieri senza nemmeno soddisfare il fabbisogno energetico del Paese. Le riserve certe di petrolio sotto i nostri fondali equivalgono a meno di 2 mesi dei consumi nazionali, quelle di gas a circa 6 mesi.
Nonostante questo, la scelta politica è chiara: con lo Sblocca Italia il Governo semplifica le procedure autorizzative e accentra i poteri, esautorando i governi locali.
Nelle ultime settimane sono stati autorizzati nuovi pozzi di ricerca e produzione, sia nel Canale di Sicilia che in Adriatico; e nuove aree sono state concesse per la ricerca di greggio e gas. Ma questa strategia avrà ricadute occupazionali ed entrate fiscali modestissime, danneggiando inoltre turismo e pesca sostenibile.
La petrolizzazione del mare è una strada a senso unico: non si torna indietro. E un incidente come quello del Golfo del Messico è sempre possibile. Lo è ancor più in Italia, dove il rischio di uno sversamento grave non è neppure contemplato nelle valutazioni di impatto ambientale!
È questo il futuro che vuoi? LA NOSTRA VOCE È PIÙ FORTE DI QUELLA DEI PETROLIERI, FACCIAMOLA SENTIRE.
Dai, cosa aspetti? Firma anche tu per liberare i nostri mari dalle trivelle!