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giovedì 30 aprile 2015

Consigli non richiesti, ovvero: come disattivare la riproduzione automatica di YouTube

Quest'oggi mi va di condividere brevemente una dritta su YouTube che ho appena scoperto... e chissà che non possa tornare utile a qualcun altro così come ha fatto comodo a me! :-)
Ebbene, non so se l'hai notato anche tu, forse sì... comunque da un po' di tempo a questa parte, non saprei dire di preciso da quando, poco dopo che YouTube finiva di riprodurre un video – uso l'imperfetto e non il presente perché ho appunto trovato la maniera per evitarlo – partiva la riproduzione di un altro video simile. Sarà divertente per chi davanti al pc si noja e gradisce vedersi proposti in automatico contenuti potenzialmente interessanti... ma non è questo il mio caso, anzi quando lascio una scheda aperta su YouTube mi infastidisce non poco "perdere il filo": specie se desidero salvare nei Segnalibri il link a un video che in seguito andrò a condividere qui o sul mio tumblr, mi secca dover cliccare una o più volte sul pulsante Torna indietro di una pagina...


...per risalire al video originario.
Dapprima ho provato a dare un'occhiata alle impostazioni del mio account YouTube, in particolare alla sezione Riproduzione...


... ma non ho trovato nulla di utile. In realtà la soluzione ce l'avevo davanti agli occhi, ma per individuarla ho dovuto farmi aiutare da san Google, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo! ;-) Come chiave di ricerca ho usato youtube finito di riprodurre un video ne parte un altro... che non sembra un granché, eppure è stata efficace: i primi due risultati, una discussione sorta nel Forum Ubuntu-it e un articolo di Navigaweb.net, facevano entrambi al caso mio.
Venendo al dunque, se pure a te capita che YouTube riproduca "inspiegabilmente" un video dopo l'altro in successione, noterai in alto a destra nella pagina, accanto alla scritta Riproduzione automatica, un interruttore spostato sulla destra (ON), di colore azzurro e con un segno di spunta bianco.


Posizionando il puntatore sulla i compare il popup informativo qui sotto.


Quando la riproduzione automatica è attivata, al termine del video verrà riprodotto automaticamente un video consigliato.
A meno che non ti interessi «usare Youtube come una TV o una radio che non interrompe mai la trasmissione, come fosse un canale televisivo continuo, di cui si sceglie il tema», anche tu come me preferirai disattivare la riproduzione automatica. Ebbene, per riuscirci devi semplicemente cliccare sull'interruttore, che si sposterà sulla sinistra (OFF) e diventerà grigio. Voilà!


Sono stata abbastanza breve? Beh, 'nzomma, mica tanto... ;-)

mercoledì 29 aprile 2015

Tutto il mondo è paese

Giorni fa mi sono imbattuta nella foto qui sotto, condivisa nel gruppo Facebook PARADOSSI e tratta dalla pagina Video Incredibili.

IN CANADA USANO SPECIALI ADESIVI PER RALLENTARE LE AUTO
IN ITALIA SI UTILIZZA LA PIÙ AVANZATA TECNOLOGIA 3D
Manco a dirlo, è sorta in me la curiosità di saperne di più... e dando in pasto l'immagine all'estensione per Firefox di TinEye Reverse Image Search – esiste anche un'app Android non ufficiale – ho scoperto che la stessa illustrazione con didascalia identica seppur tradotta era stata usata pari pari in riferimento a svariati altri Paesi del mondo: dal Belgio...


... alla Repubblica Ceca...


... alla Scozia...


... all'Irlanda...


... per spostarsi poi al di fuori dei confini europei, in Brasile...


... Malaysia...


... e persino nel civilissimo Giappone (perlomeno, quelli là mi sembrano ideogrammi giapponesi).


Insomma, a quanto pare tutto il mondo è paese, come ho scritto già nel titolo. :-) L'unico problema, se così posso dire, è che la storia degli adesivi che creano l'illusione ottica di una buca per indurre gli automobilisti canadesi a rallentare non è mica vera: in realtà si trattava di una campagna pubblicitaria indiana per promuovere una marca di sospensioni per auto...

Un grosso adesivo di una buca è stato messo sulla strada creando l'illusione di una vera buca. I guidatori lo vedevano e rallentavano per evitare problemi alla loro auto, ma non sentivano nulla. Il messaggio "Sembra di stare su sospensioni Pioneer" era dipinto pochi metri più avanti.
In conclusione, sempre a proposito di buche stradali, segnalo anche questa notizia fresca fresca! ;-)

martedì 28 aprile 2015

Le cose che contano davvero nella vita

Ieri mi sono imbattuta in due notizie così in contrasto l'una con l'altra da lasciarmi sconcertata... :-/
Dapprima sono venuta a conoscenza del fatto che domenica, nei punti vendita Mediaworld sparsi lungo tutto lo Stivale, la gente si era accalcata fin dalle prime ore del mattino per accaparrarsi un numero limitatissimo di televisori Full HD – non esattamente generi di prima necessità, insomma – in offerta a prezzo stracciato. E in molti casi – ad esempio, per limitarmi alla mia regione, nel centro commerciale Val Vibrata di Colonnella – son dovuti intervenire addirittura i carabinieri per garantire la pubblica sicurezza. Ecco il commento amaramente sarcastico di una mia "facciamica" al riguardo: «Avere impostato bene le priorità della vita: "Crisi, rissa per il televisore in sconto"».
Poi ho letto una notizia di ben altra natura, e davvero triste: Cristina, una ventisettenne di Portogruaro in cura presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, si è arresa definitivamente al male che già una volta sembrava aver sconfitto e contro il quale aveva dovuto riprendere a lottare due anni fa. Ed è proprio come una guerriera, una persona dalla forza d'animo invidiabile, che la ricordano tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. A differenza del blogger che ho ricordato l'altro giorno, questa ragazza non l'avevo mai incontrata prima d'ora neppure virtualmente, ma la sua storia mi ha toccato nel profondo. Dal momento che a quanto leggo Cristina non disdegnava affatto di condividere i suoi pensieri e mostrarsi sui social anche nelle fasi più critiche della sua malattia, mi permetto di riportare un suo breve scritto condiviso su Facebook dall'amico di una mia amica.
In questa lotta per la vita, mentre la gente comune si annoia nella sua povera vita ci siamo noi che vaghiamo in stanze colorate di ospedale ed incontriamo persone che condividono l’amore per quegli sprazzi di vita che gli sono rimasti, sorridono e gli occhi brillano con una luce unica di chi sa cosa vuol dire rischiare di perdere tutto per un destino beffardo e bastardo.l’importante è essere felice oggi, perciò riempi il cuore di gioia e fanne la scorta per quando le giornate saranno più grigie.
A te che ti svegli la mattina col broncio e senza un sorriso, a te che ti lamenti per gli impegni della giornata, per te donna che ti lamenti se non hai trovato il capo che cercavi, a voi lavoratori che la mattina sbuffate per andare a lavoro, per te che come hai due soldi devi assolutamente soddisfare ogni tuo desiderio spendendo ogni centesimo per poi lamentarti che non ci sono soldi… A voi io auguro un buon giorno!siete i ben accetti nel mio mondo dove la follia diviene quotidianità, dove la mattina ci si sveglia col sorriso si fanno i conti di ciò che ti fa male e si sorride al mondo, dove non si può lavorare perché il nostro lavoro ora è affrontare gli ostacoli, dove ogni mattina timbriamo il cartellino in ospedale per fare il mestiere più duro..il paziente. Dove vivere diviene al priorità, dove si fa amicizia con qualcuno che casualmente è inciampato nello stesso percorso e si comprende come la vita è fatta di cose povere e umili, dove si trova sempre un’assoluto equilibrio, un senso di pace e di gratitudine verso una condizione che meno lo meriterebbe.
Mi è venuto spontaneo ricollegare queste righe alla notizia di cui sopra sulle risse per i televisori in offerta, e in generale all'ossessione per i beni materiali di cui tutti noi siamo quotidianamente testimoni. Anche se la vita che conduco non può definirsi ascetica, credo di aver imparato fin troppo bene quali siano le cose che contano davvero... e constatare che c'è così tanta gente disposta ad accapigliarsi per il superfluo mi suscita una profonda amarezza.

lunedì 27 aprile 2015

Resistance is NOT futile!

Lo scorso weekend è stato uno di quelli che ho piacevolmente trascorso offline – beh, non del tutto, ma di sicuro più del solito... ;-) – limitandomi a mettere da parte qualche spunto relativo alla ricorrenza di sabato scorso: settant'anni dalla Liberazione, un gran bell'anniversario da celebrare! Per l'occasione Saverio Tommasi ha pubblicato due video, uno decisamente struggente, nel quale recita alcuni brani tratti dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza, e l'altro senza dubbio più leggero in cui spiega a sua figlia, con la semplicità che ci vuole con una bimba di quell'età, concetti non proprio elementari: 25 aprile, Resistenza, partigiani, Liberazione, fascisti, Mussolini, democrazia, guerra e, last but not least, libertà.
Inoltre mi è piaciuta parecchio l'immagine qua sotto, che usa il simbolo della resistenza usato negli schemi elettrici e rovescia una citazione cara ai fan di Star Trek: no, la resistenza non è affatto inutile! :-)


Giusto per restare in tema, ma con un resistore fisico al posto della resistenza, ci sarebbe quest'altra immagine che è stata pubblicata su ScienceDump casualmente (o no?) proprio alla vigilia del 25 aprile...


[E figuriamoci se, leggendo la parola resistance, potevo fare a meno di pensare a questo brano dei miei adorati Muse... che peraltro, tenendo presente che «La canzone è la più rappresentativa del disco ispirato al romanzo del 1948 di George Orwell intitolato 1984» (cit.), non mi sembra poi così off topic]

venerdì 24 aprile 2015

Non solo per i selfie!

Quest'oggi prendo spunto da un video pubblicato nel canale YouTube BuzzFeedYellow, che si intitola 12 Genius Camera Phone Hacks You Never Thought Of (12 geniali trucchetti con la fotocamera del cellulare ai quali non avevi mai pensato) e illustra appunto dei «modi assurdamente intelligenti» per sfruttare la fotocamera del cellulare. A me ne risultano meno di dodici... chissà loro come li avranno contati?! Ma vabbè. ;-) Gli impieghi della fotocamera mostrati in questo video hanno poco o nulla o che vedere con velleità artistiche o con la semplice condivisione social delle foto, perfino degli inflazionatissimi selfie si fa un uso non proprio convenzionale... comunque tutte queste dritte possono rivelarsi di grande utilità nelle situazioni più disparate. E chissà, magari a te suggeriranno qualche altro possibile utilizzo "su misura" della fotocamera per migliorarti o semplificarti la vita.

  • Prima di andare a fare la spesa, scatta una foto del frigorifero e della dispensa. In questo modo ricorderai quello che ti serve e quello che hai già in quantità.
  • Quando sei in viaggio, imposta come sfondo le tue informazioni personali in caso di smarrimento del cellulare.
  • E scatta una foto di un punto di riferimento vicino al tuo hotel. Ti sarà utile per trovare la via del ritorno.
  • Scatta una foto del tuo settore quando lasci l'auto in un parcheggio affollato.
  • Cataloga gli oggetti che presti ai tuoi amici. Il cappellino serve per ricattarli se non te li restituiscono.
  • Scatta una foto di cose che tendi a perdere, come il numero della lavanderia, il numero della tua prescrizione e il biglietto del parcheggio.
  • Sei miope e non riesci a trovare i tuoi occhiali? La fotocamera può aiutarti a vedere più chiaramente.
  • Fai uno screenshot delle direzioni se viaggi in metropolitana. In questo modo potrai controllare anche quando non c'è campo.
  • Quando traslochi, scatta una foto del contenuto di ciascuno scatolone. Ciò ti aiuterà in seguito nel disimballaggio.
  • Scatta dei selfie del tuo taglio di capelli per mostrarli al parrucchiere la prossima volta... e anche perché il mondo ha bisogno di vederlo!

giovedì 23 aprile 2015

Le ho capite TUTTE! ;-) (o quasi...)

Oggi mi va di condividere alcune perle di umorismo geek – ma sì, pure un tantino nerd – trovate su ScienceDump. Pur sapendo che il modo più infallibile per distruggere la divertenza di una barzelletta è spiegarla, in qualche caso lo farò lo stesso! ;-)
Alcune ho provato a tradurle...
Quando ero bambino, la mia maestra di italiano si rivolse a me e disse «Dimmi due pronomi». Risposi «Chi, io?».
Il gatto di Schrödinger entra e non entra in un bar.
Per saperne di più sul felino tanto caro ai veri geek, leggi qui...
L'elio entra in un bar e ordina una birra, il barista dice «Mi dispiace, non serviamo gas nobili qui». L'elio non reagisce.
Eccerto, l'elio in quanto gas nobile è inerte... :-)
Quanti surrealisti ci vogliono per avvitare una lampadina? Un pesce.
«Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l'inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati» (cit.).
Tua madre è talmente priva di classe che potrebbe essere un'utopia marxista.
Dicono che un lapsus freudiano sia quando tu dici una cosa, ma in realtà intendi tua madre.
Sodio sodio sodio sodio sodio sodio sodio sodio Batman!
Per capirla, bisognava ricordarsi questa musichetta nonché il fatto che il simbolo del sodio è Na, dal latino natrium.
Che cosa ottieni quando incroci una barzelletta con una domanda retorica?
È difficile spiegare i giochi di parole ai cleptomani, perché prendono sempre le cose alla lettera.
Un biologo, un chimico e uno statistico vanno a caccia. Il biologo spara a un cervo e lo manca di un metro sulla sinistra, anche il chimico gli spara un colpo e lo manca di un metro sulla destra, lo statistico grida «Abbiamo fatto centro!».
Ah, 'sti statistici... ;-)
La prima regola del club della tautologia è la prima regola del club della tautologia.
Per chi non sapesse cos'è una tautologia, citofonare Wikipedia...
Cartesio entra in un bar. Il barista gli chiede se vuole un drink. «Non penso», dice Cartesio. E poi scompare.
Ho dovuto fare ricorso a Yahoo! Answers per ricordarmi che Cartesio è celebre per la formula «cogito ergo sum». Alla mia prof di Filosofia del liceo prenderebbe un colpo, se lo sapesse...
Tutte le altre battute – tranne due, ché non le ho proprio capite :-/ – le riporto pari pari in inglese perché sono intraducibili in italiano.
Why did Karl Marx dislike early grey tea? Because all proper tea is theft.
Gioco di parole fra property, proprietà, e proper tea, come l'earl grey. In realtà, che la proprietà è furto lo disse Pierre-Joseph Proudhon...
Why can't you trust atoms? Because they make up everything!
In inglese, to make up può significare sia costituire sia inventare...
Did you hear about the man who got cooled to absolute zero? He's 0K now.
La typographical Nazi che è in me vorrebbe obiettare: ma dai, si vede che quello lì è uno zero e non una O maiuscola! ;-)
There's a band called 1023MB. They haven't had any gigs yet.
Gioco di parole tra giga (pari a 1024 mega) e gig (concerto).
What's another name for Santa's elves? Subordinate clauses.
Questa ci ho messo un po' a capirla, ma quando poi ci sono riuscita... davvero geniale!!! :-) Gli elfi sono subordinati a Babbo Natale, in inglese Santa Claus, che al plurale fa clauses...
What do you call two crows on a branch? Attempted murder.
Toh, non sapevo che, oltre a significare omicidio, murder fosse anche il nome collettivo per denotare un branco di corvi. E due non bastano per fare uno stormo, ce ne vogliono almeno tre...
The past, the present, and the future walked into a bar. It was tense.
Dove tense vuol dire sia teso, sia tempo verbale...
What do you say when you're comforting a grammar nazi? There, their, they're...
What is a physicist's favorite food? Fission chips.
Gioco di parole tra la fissione e fish and chips...
C, E flat, and G walk into a bar. The bartender says, «Sorry, no minors».
Gioco di parole tra i minorenni e il modo minore...
What do you get when you put root beer in a square glass? Beer.
Qui si prende spunto dalla birra di radice, versata in un bicchiere quadrato, per ricordare che il quadrato della radice quadrata di un numero è pari al numero stesso.
A photon checks into a hotel and the bellhop asks him if he has any luggage. The photon replies «No, I'm traveling light».
Sull'argomento segnalo anche un articolo di Mirror Online e un post di ViralNova.com dal quale non posso fare a meno di riportare tradotta la barzelletta che segue.
Un numero infinito di matematici entra in un bar. Il primo ordina una birra, il secondo ordina mezza birra, il terzo ordina un quarto di birra, e così via... Dopo la settima ordinazione, il barista versa due birre e dice: «Voi ragazzi dovreste conoscere i vostri limiti».
(somma di una serie geometrica con x = 1/2, se la mente non m'inganna...)
[L'immagine che apre il post è tratta da qui]

mercoledì 22 aprile 2015

Auguri alla Terra!

Oggi, come avviene ormai il 22 aprile di ogni anno, ricorre la Giornata della Terra. Quest'anno desidero celebrarla condividendo il contenuto di un paio di e-mail che ho ricevuto per l'occasione.
Una è la newsletter del fotografo naturalista Simone Sbaraglia, il quale in questo momento si trova nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Vita in viale Mattioli 25 a Torino per l'inaugurazione della sua mostra "A tu per tu con la Natura", visitabile fino a fine giugno presso l'Orto Botanico di Torino, che celebra la Terra con le immagini della sua straordinaria bellezza.
Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Terra.
Il mio augurio per questa giornata è che rappresenti davvero un momento di riflessione e di autocritica.
La terra siamo noi, eppure troppo spesso ci dimentichiamo che la nostra esistenza dipende dal benessere della Terra.
Quando avremo distrutto tutte le foreste, annientato tutte le specie animali, quando avremo inquinato tutti i fiumi, quando avremo desertificato il pianeta, quando l'aria sarà diventata totalmente irrespirabile, dove pensate di andare a vivere?
Ce l'avete un piano B?
Buoni pianeti sono difficili da trovare.
L'altra è firmata da Luigi Epomiceno, direttore generale di WWF Italia.
"Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi; non possono né difendersi né scappare..."
(John Muir)
Ho scelto queste parole di John Muir,  in occasione della Giornata della Terra, per provare a esprimere la mia indignazione: in un anno, infatti, 13 milioni di ettari di foresta vengono distrutti  dalla mano dell'uomo.
Un danno che va ben oltre la “semplice” distruzione delle ricchezze verdi del nostro pianeta.
Insieme a queste infatti rischiano di scomparire alcune tra le più affascinanti specie del globo: Elefante di foresta, Tigre, Orango, Gorilla, Lupo e molte altre sono ogni giorno sempre più in pericolo.
Per questo motivo ci battiamo per fermare questa distruzione che rischia di stravolgere in modo irrecuperabile il nostro ecosistema.
Siamo in prima linea ogni giorno per aumentare le aree protette in tutto il globo e per tutelare questo prezioso patrimonio di biodiversità, ma non possiamo farlo da soli, abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Grazie per esserti schierato dalla parte della natura!
Grazie... per cosa? Ma per le donazioni che vorrò e potrò – ma anche tu potrai ;-) – fare per difendere il futuro delle foreste! :-)

martedì 21 aprile 2015

Addio, e grazie...

Nell'ultimo anno e mezzo o poco più sono prematuramente venuti a mancare diversi personaggi che godevano di una certa popolarità e autorevolezza nel Web italiano. Penso a @funkysurfer, a @manfrys e a @markingegno: in onore di quest'ultimo, nell'ambito della scorsa Festa della Rete, si è corsa la Markingegno Run, ai cui partecipanti veniva consegnato il biglietto che puoi vedere qui accanto.
Non posso dire di aver conosciuto nessuno di loro, soltanto Marco Zamperini l'avevo visto dal vero di sfuggita durante la BlogFest – quando ancora si chiamava così – del 2013... ma la triste notizia apparsa oggi nel gruppo Facebook che raduna gli "orfani" di FriendFeed mi ha lasciata letteralmente senza fiato, perché questa volta il defunto lo conoscevo, pur avendolo incontrato di persona una sola volta, e mi aveva anche fatto un'ottima impressione.
Accadde a gennaio dell'anno scorso, quando trascorsi alcuni giorni di vacanza a Roma, ed ebbi l'idea di postare su FriendFeed – si ringrazia il backup che ho fatto prima che spegnessero tutto – «Cari Frenfìderz de Roma, fino a giovedì sarò ospite della vostra bellissima Città. Che dite, se potemo incontra' pe' 'na biretta o 'n'aperitivo una de 'ste sere? :-)». Il mio appello raccolse qualche like e svariati commenti, ma alla fine tutti quanti diedero forfait... tranne appunto la persona di cui sto parlando, e con la quale in pratica avevo interagito solo su FriendFeed, apprezzandone l'intelligenza e la simpatia. Mentre mi preparavo a incontrarlo, mi maledicevo tra me e me: «Ma cosa diamine mi è venuto in mente, a me che sono così timida e a disagio in compagnia di estranei...?». Poi però ebbi la gradita sorpresa di trovarmi in presenza di un uomo affabile e gentile come pochi – non gli passò neanche per l'anticamera del cervello di provarci con la sottoscritta, semmai te lo stessi chiedendo, anche perché era felicemente sposato – con il quale feci una chiacchierata piacevole e pure abbastanza lunga per i miei standard di "orsacchiotta". :-) Fu in quell'occasione che scoprimmo i rispettivi veri nomi celati dietro i nick e stringemmo amicizia su Facebook, ma da allora ci siamo un po' "persi di vista" anche sui social, purtroppo.
E oggi vengo a sapere che lui non c'è più, e mi ritrovo con gli occhi lucidi, soprattutto dopo aver letto il suo ultimo post, risalente a qualche mese fa, che oggi suona mestamente profetico (a quanto pare, pur non essendo affatto anziano, lui era malato da tempo). Mi piace credere che, ovunque lui si trovi adesso, possa arrivargli in qualche modo il mio pensiero, e abbraccio col cuore sua moglie e la sua bambina.
Oggi tra chi lo conosceva, dal vero o solo "virtualmente", i messaggi di commosso cordoglio non si contano. Molte volte parlar bene di chi è appena scomparso è soltanto una prassi abbastanza ipocrita... ma non mi sembra proprio questo il caso: è pressoché unanime l'opinione che se ne sia andata una gran bella persona. Come si suol dire, «sono sempre i migliori quelli che se ne vanno»... ma non è che quelli che rimangono siano tutti da buttare, eh. Quel che è certo è che tutti noi dovremmo prendere esempio da chi ha lasciato una traccia positiva nella nostra vita per migliorarci, sforzarci di essere più umani, solidali e aperti al prossimo. Quando poi, ci si augura il più tardi possibile, toccherà a noi salutare per sempre questo mondo, potremo chiudere definitivamente gli occhi con la fiduciosa speranza di aver lasciato qualcosa destinato a durare ben oltre noi...

domenica 19 aprile 2015

Ma se spegnessimo TUTTE le luci, di notte...?

Poco più di un mese fa ho raccolto in un post alcune cosiddette "rivelazioni sotto la doccia" – ovvero «spunti insoliti [...] che ti faranno guardare i momenti della vita quotidiana in maniera del tutto nuova» – tratte da Reddit e selezionate da Distractify. Una di queste "epifanie" è mostrata nell'immagine che apre il post: «We should have a holiday called Space Day, where lights are to be shut off for at least an hour at night to reduce light pollution, so we can see the galaxy» (Dovremmo avere una ricorrenza chiamata giornata dello spazio, in cui le luci devono essere spente per almeno un'ora di notte per ridurre l'inquinamento luminoso, in modo da poter vedere la galassia).
Questo spunto mi è tornato in mente quando, grazie a un'immagine pubblicata nell'interessantissima pagina Facebook I fucking love science, ho scoperto che proprio oggi termina l'International Dark Sky Week (settimana internazionale del cielo buio), iniziativa creata dalla studentessa statunitense Jennifer Barlow nel 2003 e cresciuta fino a divenire un evento di portata mondiale, nonché un elemento chiave del Global Astronomy Month, mese globale dell'astronomia (qui la pagina Facebook dedicata).
Non a caso è stata scelta proprio questa settimana, perché include il novilunio di aprile caduto esattamente ieri: una situazione che a parità di altre condizioni rappresenta la migliore per osservare il cielo notturno. Il problema però è sempre l'inquinamento luminoso... e la finalità della settimana internazionale del cielo buio è appunto quella di sollecitare a illuminare responsabilmente. Trovi qui un elenco di dieci azioni grandi e piccole che possono fare la differenza.


L'immagine condivisa da I fucking love science raccoglie nove fotografie di Thierry Cohen scattate – e senza dubbio pesantemente post-prodotte – in svariate metropoli del mondo, le quali mostrano come apparirebbe il cielo di notte se non esistesse alcun inquinamento luminoso, ovvero se tutte le luci cittadine fossero spente simultaneamente. Ci vorrebbe un colossale black-out per arrivare a tanto... ma quello che possiamo fare noi è, appunto, promuovere il concetto di illuminazione responsabile. Che, oltre a favorire l'osservazione del cielo notturno, consente anche un notevole risparmio energetico... e di questi tempi non mi pare mica poco!
In conclusione, eccoti qualche altra foto della serie Darkened Cities/Villes éteintes (città oscurate o spente) di Thierry Cohen.
Parigi...


... Rio de Janeiro...


... Hong Kong...


... e Ground Zero, a New York.


[La colonna sonora di questo post non poteva che essere la splendida Starlight dei Muse, brano che adoro troppissimo!!!]

sabato 18 aprile 2015

Hermione è diventata grande

In occasione del venticinquesimo compleanno dell'attrice britannica Emma Watson, avvenuto tre giorni fa, il sito 9GAG ha pubblicato un post dal titolo Emma Watson's Inspiring Quotes That Make Us Love Her Even More. Happy Birthday Emma! (Citazioni motivanti di Emma Watson che ce la fanno amare ancora di più. Buon compleanno Emma!). In effetti, più che di un post, si tratta di un'immagine – eccola qui accanto in versione ridotta – che riporta nove frasi attribuite all'attrice affermatasi interpretando fin da ragazzina il personaggio della studentessa modello Hermione Granger nei film della saga cinematografica di Harry Potter. Magari potranno sembrare affermazioni banali, dettate da semplice buon senso... ma in un'epoca in cui il buon senso sembra scarseggiare sempre più nei contesti più disparati, a mio avviso non sarebbe affatto male che in qualche misura cercassimo tutti di fare tesoro delle considerazioni di una ragazza che, anche se solo attraverso il filtro dei media, abbiamo visto crescere e diventare una donna dotata di un'assennatezza non da tutte/i, a quell'età e in un ambiente insidioso come il mondo dello spettacolo.
Non voglio che la paura del fallimento mi impedisca di fare quello che mi interessa davvero.
Penso che le attrici veramente di successo siano quelle che sono a loro agio nella propria pelle e appaiono ancora umane.
Tutto quello che posso fare è seguire il mio istinto, perché non potrò mai accontentare tutti.
Ma è un viaggio e la cosa triste è che si impara solo dall'esperienza, così per quanto qualcuno ti possa dire le cose giuste, tu devi andare là fuori e fare i tuoi errori per imparare.
Danneggiamo veramente la nostra fiducia in noi stessi quando ci buttiamo giù, perciò io cerco di non farlo.
Io credo davvero, davvero che la bellezza venga da dentro.
La mia idea di sexy è che "less is more". Meno cose riveli, più la gente può immaginare.
Non voglio che siano altre persone a decidere chi sono io. Voglio deciderlo io per me stessa.
Voglio che tu studi adesso.
Uhm, suppongo che quest'ultimo pensiero sia rivolto agli utenti più giovani di 9GAG, che passando troppo tempo su internet rischiano di trascurare i propri doveri scolastici... ;-)

venerdì 17 aprile 2015

Oh che bel castello...

Dopo aver reso omaggio alle bellezze italiche nell'articolo 39 Reasons Why Italy Is Actually The Worst – attenzione, il titolo è ironico! :-) – di cui ho parlato l'altro giorno, BuzzFeed ha colpevolmente ignorato del tutto il Belpaese nell'articolo 29 Gorgeous Castles From Around The World: vi sono raccolte fotografie di castelli scattate letteralmente in tutto il mondo, fuorché in Italia. Non intendo negare che siano magnifici, il castello di Chambord in Francia...


... quello di Neuschwanstein in Germania...


... quello di Chillon in Svizzera...


... quello di Bodiam in Inghilterra...


... e quello di Praga in Repubblica Ceca...


... ma reputo un tantino scandaloso che si debba scorrere la pagina fino ai commenti social in fondo per poter ammirare qualche immagine di castelli italiani: il castello di Miramare a Trieste...


... il Castello Sforzesco a Milano...


... il castello di Erice, in Sicilia...


... e Castel del Monte, in Puglia.


A proposito di Castel del Monte, quest'ultimo è una delle location dove Matteo Garrone, il regista di Gomorra e Reality, ha girato il suo nuovo film Il racconto dei racconti – Tale of tales, adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti, scritta da Giambattista Basile tra il 1634 ed il 1636 (l'ebook lo puoi scaricare da qui aggràtisse, se la lingua napoletana del '600 non ti spaventa). Ma pure l'Abruzzo ha i suoi buoni motivi per gongolare, visto che il trailer del film si apre con l'inconfondibile profilo del castello medievale di Roccascalegna, al quale ho dedicato di recente un altro post. :-)

giovedì 16 aprile 2015

È dura arrivare fino a sera...

La prima riga della spiritosa tabella comparativa Cell phones then and now che ho già condiviso qui e altrove è assai eloquente: la batteria dei cellulari di una volta durava 3-4 giorni, quella dei moderni smartphone 3-4 ore. Magari si esagera un tantino per difetto... ma io stessa devo ammetterlo, con un utilizzo intensivo è impensabile che il mio Samsung Galaxy S III Mini, che scollego dal caricabatterie quando mi alzo la mattina (e in quel momento è assai più pimpante di me, vedasi al riguardo la vignetta qui accanto), arrivi a fine giornata ancora acceso: e dire che la batteria l'ho già sostituita due volte in poco più di due anni.
In attesa che il progresso tecnologico sforni batterie più longeve – Girl Geek Life riporta una notizia assai promettente proveniente da quella fucina di innovazione che è Google – se non vogliamo rischiare di ritrovarci all'improvviso irraggiungibili o peggio ancora – oVVoVe!!! ;-) – offline in mancanza di una presa di corrente o di un power bank a portata di mano, possiamo seguire i consigli riportati nel video dal titolo 8 Ways To Make Your Phone Live Longer (8 modi per far durare più a lungo il tuo telefono) pubblicato nel canale YouTube BuzzFeedBlue, dal quale prendo spunto per la seconda volta in meno di un mese.


Di buona parte di queste dritte ne ero già al corrente, ma non tutte sono proprio intuitive. Per tua comodità, perciò, riporto qui di seguito la trascrizione tradotta di tutte quante.
  1. Non c'è bisogno che tu chiuda le app iPhone. Aprire e chiudere costantemente le app utilizza più energia. iOS congela le app aperte se non le usi (tranne la registrazione audio, la riproduzione di musica e i servizi di localizzazione). [Se devo essere sincera, cominciamo male... voglio sperare che il tutto sia applicabile pari pari anche a dispositivi Android! ;-) NdC]
  2. Non lasciare collegato il telefono completamente carico. Le batterie al litio possono surriscaldarsi se ricaricate troppo a lungo. Ciò può danneggiare e indebolire la batteria nel corso del tempo.
  3. Non c'è bisogno che tu ricarichi il telefono al 100% ogni volta. Ricaricarlo all'80% e poi scaricarlo fino al 40% può ottimizzare la durata della batteria.
  4. Attiva la modalità aereo per una ricarica più rapida.
  5. Non scaricare regolarmente la batteria fino allo 0%. Ciò può danneggiare il telefono, se lo fai troppo spesso. Ma scarica la batteria completamente una volta al mese per aiutare a calibrarla.
  6. Controlla la posta con minore frequenza. Prelevare dati più spesso scaricherà la batteria più in fretta.
  7. Non lasciare collegati gli apparecchi elettronici se non sono in carica. Qualunque cosa inserita in una presa utilizza ancora elettricità.
  8. Abbassa la luminosità. Ridurre la luminosità alla metà può darti fino a due ore di autonomia in più.

mercoledì 15 aprile 2015

Neanch'io ho dubbi: pizza >> hamburger, anche se...


Nei giorni scorsi ha suscitato parecchio scalpore lo spot di una nota multinazionale di fast food che puoi vedere qui sotto.


Insomma, abbiamo un'esemplare famigliola – padre, madre e figlioletto – che va a cena in una pizzeria invero piuttosto anonima, e il cameriere che domanda premuroso al pargolo «E tu che pizza vuoi?» si sente rispondere senza esitazione alcuna «Un Happy Meal!», il menu a misura di bambino tipico di McDonald's. Se un mio ipotetico rampollo si comportasse in questo modo, sospetterei come minimo uno scambio di neonati in culla ;-) – ho già accennato più volte, l'ultima appena pochi giorni fa, a quanto la sottoscritta sia ghiotta di pizza, anche se confesso di non disdegnare il fast (o junk) food quelle volte che mi vien proprio voglia di farmi del male ;-) – e invece un istante dopo ritroviamo i tre insieme allegramente al Mac: chissà quanti capricci avrà fatto il ragazzino per essere accontentato, posso solo immaginarlo... neanche avessero tentato di portarlo a mangiare, che so, in un ristorante vegano! ;-)
Sorvoliamo sulle polemiche dei ristoratori nostrani riguardo al fatto che McDonald's sia tra gli sponsor di Expo 2015 e al tempo stesso tenti di screditare così sfacciatamente il piatto principe della tradizione culinaria italiana: è la pubblicità, bellezza. In verità i pizzaioli, anziché guardarsi dalla concorrenza più o meno sleale, dovrebbero prima preoccuparsi di migliorare le cose che non vanno nel loro settore, come ha scritto Michela Dell'Amico su Wired:
Perché i pizzaioli non ribattono con una (ancor più "simpatica") pubblicità?
Deve essere lo stesso motivo per cui non hanno avuto nulla, o quasi, da ribattere per difendersi dalle accuse ben più gravi che portò a galla Report, e cioè che la vera minaccia della pizza italiana sono i forni sporchi che riempiono di sedimenti cancerogeni le pizze; che un'enorme parte delle pizze vendute ai tavoli dei bar in Italia sono pizze prodotte nell'est Europa e appena scongelate; che per risparmiare e guadagnare l'ira di dio su un piatto nato povero e che costa invece ormai intorno a 10 euro si esportano i pomodori e le mozzarelle migliori per utilizzare invece, in Italia, materie prime importate e di scarsissima qualità. Ecco, io piuttosto su questo mi concentrerei.
In effetti la pubblicità di cui sopra una replica parecchio spiritosa, per quanto non ufficiale, ce l'ha avuta: il video qua sotto, pubblicato nella pagina Facebook Le avventure culinarie di Puok e Med, rappresenta la risposta ironica del popolo napoletano al discusso spot.


Il piccolo protagonista, partenopeo doc, viene portato a mangiare da McDonald's, ma si ribella platealmente a «'sta schifezza». Anche in questo caso «tuo figlio non ha dubbi»: molto meglio una bella pizza a portafoglio, ovvero piegata in quattro parti e quindi perfetta come street food, che è più sana oltre che più buona, e per giunta costa anche di meno... ;-)
[Nella foto che apre il post, un piatto che... aiuto, mi sento male solo a guardarlo: il Big Mac Pizza Supreme, ovvero una pizza con sopra un intero menu di McDonald's, via FB Troublemakers]

martedì 14 aprile 2015

Non puoi insultare chi ti pare!

A tutti noi utenti di Twitter può capitare di cliccare su Tweet dopo aver digitato 140 (o meno) caratteri di fuoco su qualcosa che ci sta particolarmente a cuore: la passione sportiva, anche se non è certo il mio caso, rappresenta uno degli argomenti più scottanti. Se a pubblicare un tweet inopportuno è una persona qualunque, c'è un'altissima probabilità che la cosa passi pressoché inosservata. Ma se l'incauto twittatore è un vip – oramai gli esempi al riguardo si sprecano, nel campo della politica ma non solo – è quasi inevitabile che finisca per doverne pagare in qualche modo il prezzo...
Ne sa qualcosa la giornalista di Sky TG 24 Paola Saluzzi, la quale è stata sospesa dall'emittente per aver pubblicato – non in veste ufficiale, bensì in qualità di semplice tifosa – un tweet al vetriolo sull'ex pilota ferrarista Fernando Alonso, reo di avere in un certo senso sputato nel piatto dove ha mangiato fino all'anno scorso: lo spagnolo ha affermato di non avere rimpianti per l'addio alla Ferrari perché «stufo di arrivare secondo». E visto come sono andate le cose negli ultimi anni, non me la sento di dargli torto... Ma la rossa Saluzzi, evidentemente appassionata della rossa di Maranello, ha replicato piccata con dovizia di hashtag come segue:
#Alonso @ScuderiaFerrari gli e' tornata la memoria e si e' ricordato di quanto sia #arrogante e #invidioso #pezzodiimbecille
Un tweet criticabile non tanto per l'epiteto in sé, a mio avviso, quanto per la sgradevole allusione alla preoccupante anche se temporanea amnesia che ha colpito il pilota in seguito a un incidente capitatogli a febbraio mentre era al volante della sua nuova McLaren: un'autentica caduta di stile da parte di una giornalista che ho sempre apprezzato per la sua classe e il suo senso della misura, oltre che per la sua professionalità.
Fatto sta che la cosa è giunta all'orecchio del diretto interessato, il quale al termine delle qualifiche dell'11 aprile scorso si è rifiutato di parlare ai microfoni di Sky. Che si sia negato per ripicca lo conferma un altro tweet, questa volta della giornalista Rai Stella Bruno:
Alonso non ha parlato con Sky pretende le scuse per un assurdo e offensivo(a mio parere) tweet di Paola Saluzzi!!!!
Resasi conto della gaffe, la Saluzzi ha cancellato il tweet incriminato, ha fatto mea culpa e si è scusata più e più volte... ma si sa, la Rete ha la memoria lunga. E siccome l'emittente che dà lavoro alla giornalista è la stessa che detiene i diritti televisivi della Formula 1, e quindi ha tutto l'interesse a non inimicarsi le stelle della categoria, inesorabile è arrivata la sospensione, che comunque dovrebbe terminare lunedì prossimo.
Insultare pubblicamente qualcuno è in ogni caso deplorevole... ma scommetto che, se la Saluzzi non avesse preso di mira un personaggio che rientrava negli interessi economici della sua azienda, non sarebbe stata giudicata così «irresponsabile», e avrebbe finito per passarla liscia. Sembra pensarla così anche Massimo Gramellini, il quale al riguardo ha scritto...
La giornalista viene punita perché un suo gesto evitabile, ma comunque privato, ha interferito con gli interessi economici del gruppo per cui lavora. La buona educazione torna sorprendentemente a essere considerata un valore, a patto però che sia utile agli affari. Ai tempi dei telefoni a muro venivamo invitati a comportarci bene per non guastare il buon nome della famiglia. All'epoca dei social network, per non ledere gli interessi dell’azienda. Un gran bel progresso.
[UPDATE del giorno dopo: avendo letto questo articolo, tenevo a sottolineare che invece non la penso affatto come Gramellini quando scrive «In ogni caso gli ha dato dell'imbecille su Twitter, non in televisione». Come se Twitter fosse l'equivalente del bar sport sotto casa e non invece un social network di rilievo sempre maggiore]

lunedì 13 aprile 2015

MARVELlous! :-)

Ieri pomeriggio, presso il Cineteatro Sant'Andrea di Pescara, l'associazione Filmiamociqui Cartoon ha organizzato la proiezione del più recente classico Disney, Big Hero 6 (qui il trailer), vincitore dell'Oscar 2015 come miglior film d'animazione... e siccome me l'ero perso ne ho approfittato per colmare questa lacuna, al formidabile costo di un euro! :-) Ovviamente niente 3D, e magari la qualità del proiettore e del sonoro e il comfort dei posti a sedere non potevano reggere il confronto con i multisala più moderni... ma vuoi mettere il fascino del cinema vintage? ;-)
La trama in sintesi: Il quattordicenne Hiro Hamada è un piccolo genio della robotica, e intasca dei bei soldini gareggiando nei bot duelli, combattimenti clandestini tra robot telecomandati sui quali si scommette illegalmente. Il fratello maggiore Tadashi è convinto che così facendo Hiro sprechi il suo talento, e quindi decide di introdurlo "casualmente" nel college dove lui sta studiando robotica: il ragazzino ne rimane entusiasta, e scopre che nonostante la giovane età ha la possibilità di esservi ammesso anche lui, a condizione di presentare un progetto abbastanza valido. Pensa che ti ripensa, Hiro mette a punto degli avveniristici microrobot controllabili col pensiero: un'invenzione dalle enormi potenzialità. Purtroppo non fa in tempo a godersi il meritato successo che l'edificio universitario prende fuoco ed esplode con dentro Tadashi. Per il povero Hiro, orfano di entrambi i genitori dall'età di tre anni, non sarà affatto facile metabolizzare il dolore di quest'ulteriore perdita. Quando però il ragazzino scoprirà che l'incendio non è stato accidentale, bensì appiccato allo scopo di impadronirsi dei suoi microrobots per finalità tutt'altro che benefiche, non potrà starsene con le mani in mano, ma passerà all'azione con l'aiuto dei suoi nuovi amici conosciuti al college.
Che dire, Big Hero 6 è stato un vero spasso: tra l'altro vi si nota chiaramente, per quanto adattata al pubblico dei giovanissimi, l'impronta supereroistica della Marvel, che nel 1998 ha pubblicato la serie a fumetti omonima ed è stata acquisita dalla Disney nel 2009. Il film ha soddisfatto appieno sia il mio lato infantile (ridevo quasi più io rispetto ai numerosissimi bambini presenti in sala) sia quello sentimentale (almeno in due o tre occasioni mi sono ritrovata con gli occhi lucidi, accidenti...), per non parlare di quello nerd (che figata spaziale, tutti quei robot!!! In un posto come il San Fransokyo Institute of Technology ci andrei a lavorare anche adesso, se solo mi volessero). E il film impartisce a grandi e piccini anche un'indimenticabile lezione riguardo alla superiorità del perdono sulla vendetta...
Coprotagonista del film è il robot Baymax, programmato per essere un perfetto operatore sanitario, ma riprogrammabile in modo da apprendere le abilità più disparate. È lui a campeggiare nella locandina del film, con il suo «aspetto rassicurante e coccoloso». Nel doppiaggio italiano, a prestargli una voce altrettanto rassicurante – anche se magari non la definirei "coccolosa" ;-) – è il nostro Flavio Insinna.
Fra i temi del film c'è anche il teletrasporto, dal quale la sottoscritta è sempre stata affascinata... e da un po' di tempo a questa parte anche particolarmente interessata, per motivi personali! ;-) Riporto qui di seguito alcuni link sull'argomento, dai quali risulta che, ahimè, il trasferimento istantaneo a distanza di oggetti macroscopici e soprattutto di esseri viventi è ancora un'utopia, perlomeno allo stato attuale delle conoscenze scientifiche...
Come da tradizione disneyana, il film vero e proprio è stato preceduto dal corto Winston (in lingua originale Feast), che vede protagonista un cagnetto tanto famelico quanto adorabile: puoi vederne un estratto qui.

domenica 12 aprile 2015

Tante storie tutte da scoprire


Da due giorni è disponibile su iTunes il singolo Le storie che non conosci, scritto e interpretato da Samuele Bersani e Pacifico...


... con la partecipazione straordinaria di – oppure, come dicono quelli veramente trendy, featuring ;-) – Francesco Guccini.


Ed ecco il video...


Il pezzo – splendido, ma del resto essendovi coinvolto Samuele non mi sarei aspettata niente di meno :-) – sarà la colonna sonora di #ioleggoperché, il progetto nazionale di promozione del libro e della lettura organizzato dall'AIE (Associazione Italiana Editori) che sarà celebrato il 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro.
Il brano è stato composto a titolo gratuito dagli artisti, e il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione LIA, per finanziare laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a Bologna. E a me pare davvero un'ottima causa!
Se vuoi dare anche tu il tuo contribuito, eccoti l'IBAN di Fondazione LIA:
IT51 J033 5901 6001 0000 0102 231
Vale la pena di riportare anche il testo della canzone, che non a caso parla di libri, delle storie che raccontano e dei mondi che racchiudono.
Chi ti ha dimenticato non si sa
Se ti ha lasciato andare o se in realtà
Ti sta cercando ancora nella borsa tra patente e occhiali
Hai dedica con data, sei un regalo
Col prezzo ben nascosto dietro a un adesivo
E l'aria di chi non ha un letto fisso ma si appoggia in giro
Sarai mai stato in metropolitana
Su una corriera sudamericana
In uno zaino pieno a dondolarti sopra un treno
Arrotolato in tasca in un cappotto
Chiuso nel buio di un cassetto?
Pagine unte con le briciole addosso
Cerchi olimpici di vino rosso
E una formica pietrificata del secolo scorso
Ci sono dei graffiti a coprire ogni fianco
Spirali ipnotiche a matita in alto
E poche righe sopravvissute a un pennarello giallo
Sarai mai stato a rischio di bruciarti
O su una mensola ad impolverarti
E riscoperto da qualcuno che non ti aspettavi
Lo hai fatto uscire da un periodo nero
Uscire fuori ancora intero?
Una storia che non conosci non è mai di seconda mano
È come un viaggio improvvisato a chilometraggio illimitato
Una storia in cui tu ti specchi con i tuoi occhi da marziano
È come una lanterna magica che non si ferma
Finito di stampare nel mese di agosto
Di un anno povero con poco inchiostro
Un sangue nobile che colora ogni tua parola
Hai mai viaggiato tutta una notte
Attraversando un temporale forte
Ti sei trovato aperto ad asciugare sotto al sole
O illuminato fino alla mattina
Da una candela o da un pila?
Una storia che non conosci non è mai di seconda mano
È come un viaggio improvvisato a chilometraggio illimitato
Una storia in cui tu ti specchi con i tuoi occhi da marziano
È come una lanterna magica che non si ferma
Le storie che non conosci non sono mai di seconda mano
A proposito di #ioleggoperché, questa è la pagina Facebook dedicata agli eventi previsti a Pescara per l'occasione, mentre il programma della giornata puoi trovarlo riepilogato qui.

sabato 11 aprile 2015

Sulle tracce della ricerca

Qualche giorno fa la senatrice a vita Elena Cattaneo, stimatissima docente universitaria e ricercatrice nel campo delle biotecnologie, ha rilasciato all'Espresso un'intervista in cui lamentava l'influsso non proprio positivo che la politica e i media tendono ad esercitare sulla ricerca medica, specie quando sono in ballo questioni delicate come le controversie su vaccini e autismo, gli OGM e il metodo Stamina. È indubbio che lei sappia fin troppo bene di cosa parla, ahimè... ma per fortuna, anche nel nostro Paese, le vicende incoraggianti in fatto di ricerca non mancano.
Di recente Saverio Tommasi ha caricato due video ricollegabili all'argomento. Il primo mostra alcuni giovani e brillanti studenti dell'università di Trento che si stanno specializzando proprio nel campo delle biotecnologie... e vedendoli parlare con tanto entusiasmo delle loro ricerche mi auguro, anche se non sarà facile, che riusciranno a sottrarsi al tristemente noto fenomeno della fuga di cervelli. Il secondo è ambientato nel prestigioso CERN di Ginevra, istituto di eccellenza planetaria, dove Saverio incontra un nostro connazionale, il fisico Sergio Bertolucci, direttore della ricerca e del calcolo scientifico presso quello che è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle.
Di ricerca scientifica si sta occupando anche la nostra Samantha Cristoforetti, attualmente tra gli abitanti della Stazione Spaziale Internazionale. In questi mesi nello spazio le è capitato di interagire con la Terra nei modi più disparati: dal trovarsi in diretta/differita nel corso del Festival di Sanremo al ricevere su Twitter una richiesta a dir poco curiosa da un account fake del patron di Esselunga Bernardo Caprotti... ma dubito che @AstroSamantha si sarebbe mai aspettata di diventare protagonista di un articoletto come questo, a firma di Camillo Langone. In sostanza, il giornalista de Il Foglio addita la nostra fonte di orgoglio italico e femmineo nientepopodimenoché come esempio da non seguire.. e perché mai?! Beh, in primo luogo perché porta un nome di battesimo adespoto – cioè che non coincide con quello di un santo del calendario – la cui fortuna è in buona parte dovuta alla serie televisiva americana Vita da strega. In secondo luogo – sempre che tu ti sia già ripreso dallo sconcerto provato leggendo la motivazione precedente – perché Samantha ha scelto una professione che, almeno per il momento, in pratica le impedirà di farsi una famiglia e mettere al mondo dei figli.
Ma vabbè, stiamo parlando dello stesso soggetto che a suo tempo ha attribuito il declino demografico al fatto che le donne sono troppo istruite, mentre dovrebbero pensare a leggere di meno e riprodursi di più, ha accolto con una sorta di soddisfazione l'incendio che ha distrutto la Città della Scienza a Napoli, trova insopportabile la parola gay (vuoi mettere quanto sia più elegante l'italiano pederasta o il dialettale culattone...?! :-O), e da ultimo ha invitato le sempre più numerose persone affette da intolleranze alimentari ad accontentarsi di mangiare a casa propria, evitando di "rompere" con la pretesa di trovare elencati nei menu dei ristoranti tutti i potenziali allergeni che minacciano la loro salute.
Io uno così lo definirei l'equivalente giornalistico di quello che nel gergo di internet è il troll. Ma ora basta parlarne: gli ho dato fin troppa importanza, mentre l'unica sorte che meriterebbe è l'oblio... ;-)

venerdì 10 aprile 2015

Zingarofobia

Ieri il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha raccontato di essere stato sospeso da Facebook per 24 ore per aver usato la parola zingari in due post. «Roba da matti!», è stata la sua reazione... e una volta tanto, sempre che la motivazione della sospensione sia davvero quella, mi tocca dargli ragione: è pazzesco che sia stato censurato per un'espressione che, rispetto ad altre alle quali è solito indulgere, suona del tutto innocua e addirittura mite! ;-)
A proposito di zingari, poco tempo fa ho condiviso sul mio tumblr una parodia, trovata su Facebook, del fantomatico codice che gli zingari utilizzerebbero per contrassegnare citofoni e porte delle abitazioni a seconda del loro livello di "svaligiabilità": eccola. :-)


Di recente Paolo Attivissimo ha sviscerato la natura quasi sicuramente "bufalina" del summenzionato codice, quello "vero", che puoi vedere qua sotto.


Da qualche tempo questo genere di appelli ha trovato un nuovo canale di diffusione, ovvero WhatsApp: pure la sottoscritta l'altroieri è stata raggiunta dall'esortazione a diffidare di un insidioso video chiamato la danza del Papa, nel mio caso corredata dalla postilla «Può essere una bufala ma meglio evitare». Di parere contrario è ancora il nostro Paolo Attivissimo, il quale lo bolla come «l'ennesimo bufalovirus, che va cestinato senza pietà, senza pensare "mah, nel dubbio lo inoltro a tutti, male non fa". Fa male eccome: crea ansia inutile».

giovedì 9 aprile 2015

Com'è brutto il Belpaese! ;-)

Nei giorni scorsi mi sono imbattuta più di una volta nel link a un articolo di BuzzFeed: 39 Reasons Why Italy Is Actually The Worst (39 motivi per cui l'Italia è il posto peggiore). La mia reazione istintiva leggendo il titolo è stata: ohibò, ma come si permettono questi qua?! Saranno mica spinti dai soliti pregiudizi sul popolo italico basati su stereotipi, e magari conditi da un pizzico di invidia?
Poi però, scorrendo le foto raccolte nell'articolo e le didascalie che le accompagnano, è piuttosto immediato rendersi conto che l'autrice Marie Telling ha optato per un tono forzatamente ironico e brillante: come potrebbe altrimenti affermare che l'Italia «fa schifo, è noiosa e insignificante, non ha nulla da offrire, la costa è banale e monotona, le spiagge sono affollate e brutte, e non parliamo poi dell'architettura»... :-)
Io alcuni dei luoghi passati in rassegna ho già avuto il piacere di visitarli, anche se ci tornerei volentieri più e più volte: Roma (definita un posto «dalla storia priva di eventi di rilievo»)...


... Torinouna grossa e brutta talpa [in inglese mole, NdC] nel cuore del Paese»)...


... Veneziaun grande e vecchio nulla circondato dall'acqua»)...


... il lago di Como...


... Firenzedovreste essere pazzi per trovarla bella, non c'è assolutamente NULLA di attraente in questa città»)...


... Pisanon c'è alcuna veduta interessante da nessuna parte»)...


... Montepulciano...


... e la campagna toscana, che «induce allo sbadiglio».


Altri luoghi invece mi piacerebbe troppissimo vederli con i miei occhi prima o poi – in un paio di casi più prima che poi, almeno spero! ;-) – iniziando da Pacentroin Italia anche i tramonti sono deboli») che, sebbene si trovi nella mia regione, stranamente non ho mai visitato.


Poi ci sarebbe Milanonessuna particolarità»)...


... Manarola, una delle Cinque Terre («rivoltante»)...


... Civita di Bagnoregioun borgo senz'anima»)...


... Procidaun insulto per gli occhi»)...


... e infine le Isole Eolie...


... e Cala Domestica, in Sardegna.


Ma siccome a pancia vuota si fa ben poca strada, non potevo omettere una golosa istantanea della pizza, specialità culinaria che tutto il mondo ci invidia – anche se, dopo aver scoperto al Nord almeno una pizzeria fantastica, migliore di quante ne abbia mai frequentate dalle mie parti, non mi stupirei di trovarne di ottime anche all'estero – e che la sottoscritta non si stancherebbe mai di mangiare! :-P