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martedì 31 marzo 2015

Diamo a Orazio quel che è di Orazio

Hai presente lo spot de La Grande Biblioteca dei Classici Latini e Greci, collana che uscirà in edicola per sessanta settimane? Io l'ho cercato e visto – direttamente su YouTube – perché ne aveva parlato Galatea sul suo blog.


«Cambiano cielo, non l'animo, coloro che corrono al di là del mare. È Omero», declama con voce perfettamente impostata il protagonista dello spot per presentare il primo volume, in vendita a soli 3,99 €. Del resto dovrebbe essere evidente a chiunque che il verso sia tratto dall'Odissea, no? Chi se non Ulisse ha viaggiato tanto per mare?
E invece no, non c'entra affatto Omero, né qualche altro scrittore greco: l'autore è il poeta romano Orazio, che nelle Epistole a Bullazio (libro I, lettera 11) scriveva «Caelum, non animum, mutant qui trans mare currunt». Anche Seneca, altro prolifico autore delle versioni latine che a suo tempo mi fecero penare non poco, avrebbe scritto qualcosa di analogo nelle Epistole a Lucilio: «Animum debes mutare non caelum».
A differenza di Galatea, depositaria di una cultura classica pazzesca che riversa con impareggiabile talento divulgativo nel suo blog e altrove – dopo Didone, per esempio, mi risulta che sia già al lavoro sul suo secondo libro – oltre a trasmetterla ai suoi fortunatissimi allievi, io ho senza dubbio una forma mentis di tipo tecnico-scientifico... ciononostante riconosco l'importanza delle materie umanistiche, e non ritengo affatto secondario che una citazione venga attribuita nel modo corretto. E invece qui si è sbagliato sia l'autore, sia la lingua, sia l'epoca... tutto! Uno scivolone non da poco, per promuovere una collana che si vanta di tramandare il meglio del patrimonio culturale dei nostri avi.
Un suggerimento all'editore per recuperare da quello che non esito a definire #epicfail: realizzate subito un nuovo spot incentrato sullo slogan «Volevamo vedere se stavate attenti». Forse così gli appassionati latinisti e grecisti, che sono i lettori potenzialmente più interessati alla collana, chiuderanno un occhio... ;-)
[Ops, quello ritratto nel disegno che apre il post è un Orazio diverso da quello a cui mi riferivo... ;-)]

lunedì 30 marzo 2015

Io sto con Angelina!

Ha destato un certo scalpore la notizia che l'affascinante attrice e regista statunitense Angelina Jolie, non ancora quarantenne, due anni dopo essersi sottoposta a una mastectomia preventiva bilaterale ha optato di recente per una ovarosalpingectomia bilaterale laparoscopica: in parole semplici, si è fatta asportare le ovaie e le tube di Falloppio, poiché aveva scoperto di essere portatrice di una mutazione genetica che la esponeva a un elevato rischio di sviluppare un tumore ovarico, una tra le forme di cancro più insidiose; una scelta difficile, la sua – tale da indurre tra l'altro una menopausa precoce – presa non proprio alla leggera, bensì dopo aver attentamente valutato la situazione assieme ai medici. Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con la bioeticista e giornalista Chiara Lalli, che su Internazionale le ha dato ragione – la prossima volta che andrò dal mio medico curante, intendo informarmi io stessa circa l'opportunità di effettuare analoghi accertamenti – e penso che valga senz'altro la pena di copincollare lo status pubblicato a tal proposito da MedBunker, al secolo Salvo Di Grazia, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia, che è diventato il mio punto di riferimento in fatto di medicina – in particolare quando sono in ballo i temi più scottanti, dai vaccini a Stamina – nel mare magnum di internet. Trattasi di un dialogo immaginario tra la signora Pitt e il suo medico...
- Angelina, in base agli esami che hai fatto hai una mutazione genetica che causa un aumento del rischio che tu possa ammalarti di tumore all'ovaio del 75%, mi dispiace.
No. Ho paura...
- È normale aver paura, normale. Posso aggiungere che la stessa mutazione è stata probabilmente la causa che ha fatto morire tua mamma, tua nonna e tua zia.
Davvero? Allora io rischio seriamente di morire per lo stesso motivo...
- Sì, purtroppo sì. Il rischio c'è ed è molto alto.
Ma io non voglio morire giovane, ho una famiglia, dei figli...mi controllerò...farò gli esami che servono, anche tutti gli anni...
- Mi dispiace Angelina, non c'è modo di prevenire il tumore ovarico, nessun esame, quando iniziano i sintomi spesso è già troppo tardi...mi dispiace...
Ma neanche se faccio un esame ogni anno?
- No, purtroppo no, nemmeno se ne facessi uno al mese.
Però almeno posso sperare di guarire, con le cure ho speranze, vero?
- Non tante, devo dirti, non tante. Purtroppo il tumore ovarico ha bassissime possibilità di cura e guarigione. Molto basse. Mi dispiace.
Ma quindi che cosa posso fare!!? Non è possibile che io resti a guardare senza fare nulla, non voglio aspettare la malattia senza fare niente...
- Non c'è niente di facile da fare. Qualcuno propone di rimuovere le ovaie, si tratta di un intervento chirurgico, non tra i più pesanti, è vero, ma andresti in menopausa.
Va bene, io lo farei, ho già i miei figli e tra qualche anno in menopausa ci andrò normalmente, perché devo rischiare?
- ...un intervento chirurgico ha sempre dei rischi...
Ok, ma che rischio è più grande di un tumore che non lascia speranza e che quasi sicuramente avrò?
- Già ma...la menopausa...
La menopausa non mi spaventa, non è una malattia, è il tumore che mi spaventa!
- Ma sei un personaggio pubblico, poi gli utenti di Facebook giudicheranno, criticheranno, qualcuno addirittura condannerà il tuo gesto. Ci saranno giornalisti, opinionisti e comici che commenteranno la tua scelta!
Ma se la scelta è mia, il corpo è mio, perché dovrebbero commentare...cosa c'è da criticare in una scelta che non cambia la vita di nessuno, anzi, forse cambierà in meglio quella dei miei figli!
- È così ma ognuno si sentirà in diritto di dire la sua...il tuo stato sarà molto duro da sopportare.
Ah, ok, hai ragione, allora aspetto il tumore a 2384 persone piacerà il mio stato. Condivido. Mi piace.
Eh già, la legittima – e per quanto mi concerne del tutto condivisibile – scelta personale di Angelina è stata criticata da tanti, con toni a volte insopportabilmente accesi, a volte più bonari ma non meno sgradevoli, come nell'articolo scritto da Giacomo Poretti, il quale costituisce un terzo del trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo: rare volte mi è capitato di leggere una così inutile accozzaglia di fesserie! Roba che al confronto la trovata di Lercio – «Angelina Jolie si fa asportare i mignoli dei piedi per paura degli spigoli» – un sorriso lo strappava, almeno. L'uscita di ieri, invece, trovo che Lercio potesse senz'altro risparmiarsela...
[La foto che apre il post, tratta da Repubblica.it, immortala la prima apparizione in pubblico di Angelina, circondata dall'affetto delle figlie Zahara (adottiva) e Shiloh (naturale), una settimana dopo l'intervento alle ovaie]

domenica 29 marzo 2015

Il Tyson che preferisco

... altro che Iron Mike! ;-)
Conosci l'astrofisico e divulgatore scientifico statunitense Neil deGrasse Tyson? Beh, se non sai chi sia, è giunto il momento di colmare questa lacuna! :-) Il mio post di stasera prende spunto dall'articolo 20 Best Tweets from Neil deGrasse that Will Simply Make You Re-Think pubblicato su Viralands; dei venti tweet in questione me la sono sentita di scartarne appena sei, mentre di quasi tutti gli altri ti propongo qui di seguito la traduzione, cliccando sulla quale potrai accedere al tweet originale.
Se ogni persona morta divenisse un fantasma, ce ne sarebbero oltre 100 miliardi a infestare tutti noi. Pauroso, ma figo.
In Terminator, solamente le cose viventi possono viaggiare nel tempo. Ma i capelli sono morti. Così Arnold sarebbe dovuto atterare a Los Angeles non soltanto nudo, ma calvo.
Sono solo io, oppure le prese a muro australiane assomigliano alla maschera di Scream?
Risolviamo la questione una volta per tutte: è nato prima l'uovo o la gallina? L'uovo... deposto da un uccello che non era una gallina.
Non che qualcuno lo abbia chiesto, ma il simbolo "lb" per la libbra deriva da un'abbreviazione della costellazione Libra, la bilancia.
Forse non tutti sanno che il pattinaggio è possibile solo perché il ghiaccio compresso si scioglie. Così i pattinatori volteggiano su acqua scivolosa, non su ghiaccio scivoloso.
La domanda «Cosa farebbe il naso di Pinocchio se lui dichiarasse "Il mio naso sta per crescere!"?» non ha risposta nel suo universo.
Vuoi perdere 1200 calorie al mese? Bevi un litro di acqua ghiacciata al giorno. Bruci quell'energia solamente per portare l'acqua alla temperatura corporea.
Solo per tua informazione: in uno specchio, puoi baciare te stesso soltanto sulle labbra.
Solo per tua informazione: i numeri romani non hanno lo zero perché non era stato ancora inventato, permettendo che l'anno 2000 venisse scritto in modo efficiente come MM.
Solo per tua informazione: se tu rimuovessi tutte le vene, le arterie e i capillari dal tuo corpo e li mettessi uno di seguito all'altro, moriresti.
E io che mi aspettavo di scoprire quale potesse essere la lunghezza complessiva! ;-)
A H R B Q D W E F L M N S X G I J K O P C T V Y U Z – Com'è bello l'alfabeto in ordine alfabetico.
[pronunciato all'inglese, of course, NdC]
Questi altri due, invece, li ho lasciati in lingua originale, perché tradotti non rendono affatto.
Does it disturb anyone else that "The Los Angeles Angels" baseball team translates directly to "The The Angels Angels"?
Need a distraction today? Not only does 12+1=11+2, but the letters "twelve plus one" rearrange to give you "eleven plus two"
Questa poi... fighissimo!!! :-D
Come bonus aggiungo un ultimo tweet che ho condiviso di recente sul mio tumblr.
Solo perché non riesci a capire come le antiche civiltà costruissero la roba, non vuol dire che abbiano avuto aiuto dagli alieni.
Che dire, lui sì che sa come si fa a condensare il sapere in 140 caratteri! :-)

sabato 28 marzo 2015

Salviamo Roccascalegna!


Il caratteristico borgo di Roccascalegna, sul cui abitato svetta imponente il suggestivo Castello Medievale, lo visitai il 5 gennaio dell'anno scorso, pubblicando poi il relativo reportage su Flickr. Oggi ho letto su Repubblica.it...
Quella che stanno vivendo gli abitanti di Roccascalegna (Chieti, Abruzzo) è una corsa contro il tempo per salvare uno dei simboli più belli del piccolo paese: il Castello Medievale (XI secolo). A seguito delle forti piogge che hanno colpito la zona nei mesi scorsi, sono franati quasi 1000 metri cubi del costone, uno sperone di roccia e arenaria che ha resistito a secoli di agenti atmosferici e che rende caratteristica la cittadina. Circa 5/6 metri della Chiesa di San Pietro sono ora sospesi nel vuoto a 30 metri di altezza. "L'intervento di messa in sicurezza è molto complicato sia dal punto di vista tecnico che dell'incolumità di chi deve operare - spiega il sindaco Domenico Giangiordano - serve ancora qualche giorno di studio, anche se si propende per intervenire dall’interno della chiesa, con tiranti all’interno e fasciature esterne, così da mettere in sicurezza la zona per operare al di sotto". La community Paesaggi d'Abruzzo, fondata sei anni fa da Alessandro Di Nisio, rilancia la richiesta di aiuto del Comune di Roccascalegna attraverso le foto inviate dagli utenti. "Siamo un piccolo paese con fondi molto limitati. Io sono consigliera comunale, ma noi cosa dovremmo fare? - scrive sulla pagina Facebook Karmen Wood - Accettiamo aiuti, pareri e consigli tecnici provenienti da ogni dove, e speriamo che al povero San Pietro non venga il colpo della strega a furia di reggere la chiesa sospesa e non molli tutto"! Il rischio, se non si interverrà in tempo, è quello di un rovinoso crollo totale.
... e ho sfogliato con tristezza la relativa photogallery, dalla quale, oltre allo spettacolare star trail che apre il post, è tratta la foto qui sotto che documenta la preoccupante situazione attuale.


Che dire, mi auguro che si faccia al più presto qualcosa per salvare questo autentico gioiello architettonico e culturale, al quale è dedicato il video qui sotto...



... e la cui figura apre quest'altro video, caricato nel canale YouTube di EXPO 2015 Abruzzo. Ebbene sì, non è mica detto che l'Esposizione Universale al via il 1° maggio prossimo debba rappresentare un'opportunità per (ri)scoprire e valorizzare soltanto Milano e la Lombardia, bensì l'intero Stivale! :-)


venerdì 27 marzo 2015

La "premiata ditta" S&S

Come il mio post di ieri, anche quello di oggi riguarda l'incidente aereo avvenuto sulle Alpi francesi, o meglio una minima parte di quel che è stato detto e scritto finora a tal proposito... ma anche a sproposito. Basti pensare al tweet inviato ieri mattina dalla deputata di Forza Italia Daniela Santanchè.
Che origini hanno i piloti dell'autobus caduto???
Con ogni probabilità è stato il correttore automatico del suo smartphone – sembra che gli iPhone possano "vantare" un poco auspicabile primato da questo punto di vista – a giocarle un brutto scherzo correggendo Airbus in autobus, e lei ha cliccato su Tweet senza accorgersene. Sul web l'ironia riguardo all'idea del bus che precipita si è sprecata... ma per fortuna c'è stato anche chi, come ad esempio Saverio Tommasi, ha provveduto a sottolineare l'aspetto a mio avviso più rilevante di quelle parole, e cioè l'odioso razzismo che ne traspare. Chissà come sarà rimasta interdetta, la "pitonessa", quando ha scoperto che Andreas Lubitz, il copilota responsabile del disastro, è tedesco di Germania da chissà quante generazioni...
Nel tardo pomeriggio la signora ha provato in qualche modo a metterci una pezza pubblicando un altro tweet.
Benedetto T9, che in una giornata così triste riesce a strappare qualche sorriso
Due veloci considerazioni al riguardo:
  1. Ehm, più che di sorrisi parlerei di risate sarcastiche...
  2. Possibile che la Santanchè utilizzi ancora il T9, quando tutti gli smartphone attualmente in commercio offrono una comodissima tastiera alfanumerica su schermo touch?! Avrà mica ancora in uso qualcosa tipo il mio caro vecchio Nokia 3310? (che era pur sempre superiore ai cellulari più moderni sotto svariati aspetti, non dimentichiamolo) ;-)

[Prego notare l'ultima riga della tabella...]
Tralasciando com'è opportuno i toni leggeri, oggi è stata la volta di Alessandro Sallusti, che della Santanchè è l'attuale compagno. Il Giornale da lui diretto è uscito nelle edicole con in prima pagina l'imbarazzante titolone che puoi vedere qua sotto.


Al riguardo, Andrea Sacchini ha scritto...
La prima pagina peggiore, stamattina, è quella confezionata manco a dirlo da Sallusti e soci [...], e non solo per la macabra ironia fuori luogo, ma perché la tragedia dell'aereo caduto in Francia e quella della Concordia non hanno niente in comune, nessun elemento che consenta di paragonarle.
... e io non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro, ecco.

giovedì 26 marzo 2015

Quando la tremenda realtà supera la fantasia

Due giorni fa l'Europa e il mondo intero sono stati scossi dalla notizia che l'Airbus A320 della compagnia tedesca Germanwings, filiale low cost di Lufthansa, si era schiantato sulle Alpi francesi durante il volo da Barcellona a Düsseldorf: nessun sopravvissuto tra i 144 passeggeri a bordo e i sei membri dell'equipaggio. All'inizio sembrava un incidente inspiegabile: le condizioni meteo erano tutt'altro che critiche, e un'eventuale azione terroristica non è mai stata rivendicata. Ma dall'esame delle registrazioni audio di una delle due scatole nere è già emersa una terrificante verità: come anticipato dal New York Times, il procuratore di Marsiglia Brice Robin ha confermato che ad azionare volontariamente la discesa dell'aereo è stato il copilota Andreas Lubitz, mentre il comandante, uscito dalla cabina di pilotaggio per espletare i propri bisogni fisiologici, tentava disperatamente di rientrarci ma invano, perché il collega dall'interno gli impediva di proposito di aprire la porta. Una situazione che ricorda non poco Pasternak, il primo episodio del film Storie pazzesche... ma si può dire che in questo caso la realtà abbia superato l'immaginazione più sfrenata, ahimè.
Su Blitz quotidiano ho letto una drammatica ricostruzione di quello che i passeggeri devono aver provato negli otto minuti intercorsi da quando il velivolo ha iniziato a perder quota fino allo schianto, man mano che si rendevano conto di ciò che stava accadendo: una di quelle situazioni in cui ti vedi passare l'intero film della tua vita davanti agli occhi della mente in pochi istanti. Ma non oso immaginare la terribile angoscia che deve aver travolto il comandante quando si è reso conto che il suo vice stava per compiere un gesto così inconsulto, portando alla morte sé stesso, lui e decine e decine di persone innocenti e ancora ignare, tra cui sedici studenti, due neonati e una coppia di sposini, mentre lui non poteva far nulla per impedirlo.
L'inchiesta è ancora in corso, ma non credo che nessuno riuscirà mai a capire davvero cosa è passato per la testa di Andreas Lubitz: un mistero che con ogni probabilità il ventottenne tedesco si è portato per sempre nella tomba (mentre il movente di Pasternak risultava chiaro dalla sceneggiatura di Storie pazzesche). Qualcuno ha ventilato l'ipotesi di un plateale suicidio – peraltro non si tratterebbe neanche del primo caso nella storia dell'aviazione commerciale – anche se, come afferma Carsten Spohr, l'amministratore delegato di Lufthansa, «Quando una persona trascina con sé nella morte altre 149 persone, non è suicidio, è un'altra cosa».
Le statistiche assicurano che gli incidenti aerei sono in diminuzione rispetto a pochi decenni fa, che volare è più sicuro rispetto a viaggiare in auto, e che low cost non è affatto sinonimo di risparmio sulla sicurezza, anzi; tutto ciò dovrebbe tranquillizzarmi, dal momento che da qualche mese a questa parte io e il mio amore siamo diventati clienti Ryanair. Ma la sciagura del volo Germanwings dimostra che non ci sono accorgimenti di sicurezza o condizioni meteo che tengano, quando il tuo destino è nelle mani di qualcuno che, per quanto è emerso finora, non esito a definire folle. Purtroppo, a quanto pare, i controlli sulla salute mentale dei piloti si fanno solamente se sono già emersi dei problemi...
[L'immagine del luogo del disastro è tratta da The Wider Image]

mercoledì 25 marzo 2015

Qualche consiglio per una corretta igiene personale...

... oltre alla sottintesa raccomandazione di lavarsi con sufficiente frequenza, ovvio! ;-)
L'altro giorno ho visto per caso il video qui sotto, pubblicato in BuzzFeedBlue, uno dei canali YouTube di BuzzFeed, il cui motto è «Bocconcini di conoscenza per un grande mondo. Proprio come BuzzFeedVideo, ma più blu...».


Il video si intitola The 5 Ways You're Cleaning Your Body Wrong, ovvero I 5 modi sbagliati di pulire il tuo corpo. Qui di seguito riporto la trascrizione tradotta dei cinque punti esposti...
  1. Usi troppo shampoo. Una quantità delle dimensioni di una moneta basta e avanza! Inoltre, farti lo shampoo ogni giorno rende i capelli opachi, per cui fattelo a giorni alterni (a seconda del tipo di capelli).
  2. Conservi le tue spugne vegetali troppo a lungo. La loro trama trattiene i batteri. Buttale via ogni 4 settimane!
  3. Ti infili i cotton fioc nelle orecchie. I cotton fioc possono essere un male per le orecchie! Spesso essi spingono il cerume più in profondità nel tuo orecchio, oppure asportano troppo cerume, il che potrebbe causare infezioni. Pulisciti invece le orecchie con un fazzolettino avvolto sopra il tuo dito.
  4. Ti lavi i denti al momento sbagliato. Non dovresti lavarteli subito dopo un pasto, perché lo smalto dei denti può essere più morbido dopo mangiato, e quindi lo spazzolino potrebbe rimuoverlo. Aspetta invece 30 minuti.
  5. Pensi che il sapone antibatterico sia meglio. Il normale sapone funziona altrettanto bene per proteggere dalle infezioni stagionali. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie consigliano di usare solamente sapone normale per almeno 20 secondi!
Adesso... lavati!
Finora queste cinque regolette le ho trasgredite quasi tutte, o per abitudine oppure per semplice ignoranza (della 4 non avevo mai sentito parlare fino a poco tempo fa). Ma d'ora in poi farò del mio meglio per rispettarle, promesso... :-)

martedì 24 marzo 2015

... e vissero felici e contenti!

Oggi pomeriggio ho visto al cinema il nuovissimo remake di Cenerentola con attori in carne ed ossa (qui il trailer), e mi andava di condividere una manciata di considerazioni sparse al riguardo. Sulla trama farò a meno di soffermarmi, ma non certo perché io intenda evitare il rischio di spoiler, dal momento che la storia dovrebbero conoscerla più o meno tutti, o per aver letto o essersi fatti leggere da bambini la fiaba di Charles Perrault – a sua volta basata su una precedente trascrizione di Giambattista Basile di un'antica fiaba giuglianese, non so se mi spiego! :-O – oppure per aver visto il film d'animazione del lontano 1950, anch'esso targato Disney.
La domanda sorge spontanea: c'era proprio bisogno di questo remake? Devo ammettere che ero un tantino scettica al riguardo... ma dopo aver assistito allo scambio di battute tra il principe (Richard Madden) e la protagonista (Lily James) mentre quest'ultima si apprestava ad infilare la propria sottodimensionata estremità inferiore nella scarpina di cristallo, l'emozione che ho provato in quel frangente mi induce ad affermare che sì, il film vale il prezzo del biglietto! :-)
Fra le tante battute degne di nota mi piace riportarne una a proposito della caccia: «Solo perché è così che si fa, non vuol dire che lo si debba fare!» (non ricordando esattamente la versione italiana, ho ritradotto l'originale «Just because it's what's done doesn't mean it's what should be done!»).
Un paio di osservazioni di natura estetica. Ebbene sì, la protagonista è tinta, come sospettavo: nessuna bionda naturale può avere delle sopracciglia così scure... o no? E sospetto che sia stata usata la computer-grafica per assottigliarle la figura, perché un simile vitino da vespa è umanamente impossibile! [Ok, questa è tutta invidia... ;-)]
Da un regista dello spessore di Kenneth Branagh mi sarei aspettata un maggiore approfondimento psicologico, e invece i personaggi sono "tagliati con l'accetta" in maniera fin troppo fedele all'originale: le sorellastre Genoveffa (nella versione originale, Drisella) e Anastasia (in originale... Anastasia) cretine senza rimedio, la matrigna Lady Tremaine – impersonata da una Cate Blanchett grandiosa oltre che bellissima... peccato che fosse un pochino troppo âgée per il ruolo principale – perfida fino al midollo, per giunta senza alcuna ragione evidente che non fosse la gelosia per il secondo marito ancora legatissimo alla prima moglie defunta, oltre che alla figlia Ella, soprannominata appunto Cenerentola dalle sorellastre. Quest'ultima è l'apoteosi della bontà d'animo, e nonostante le avversità fa di tutto per tener fede alla promessa fatta alla madre morente: avere coraggio ed essere gentile. La sottoscritta, modestia a parte, reputa la gentilezza – il coraggio proprio no – una delle proprie doti più spiccate, per non parlare della tendenza a sopportare di tutto in silenzio... ma credo che, dinanzi a torti colossali come quelli subiti da Ella, un paio di vaff***ulo me li sarei lasciati scappare persino io, altro che «Ti perdono»! ;-)
Qualche "licenza poetica" gli sceneggiatori se la sono concessa: particolarmente azzeccata mi è sembrata la messa in scena del primo incontro della fiabesca coppia. Anche se non credo al colpo di fulmine, l'ho trovata di un romanticismo davvero incantevole! :-)
Costumi e scenografie – queste ultime curate dai nostro premio Oscar Dante Ferretti – lasciano senza fiato, mentre gli effetti speciali tutto sommato appaiono piuttosto discreti: abbondano soprattutto in corrispondenza dell'intervento della Fata Madrina (Helena Bonham Carter), che sta a significare che coraggio e gentilezza non possono far tutto! ;-) Ma la vera magia, almeno dal mio punto di vista, è stata vedere la corsa su tacchi di cristallo della protagonista, abituata a indossare tutto il tempo calzature molto simili alle ballerine... ;-)
Gli appassionati di animazioni al computer avranno di che rifarsi gli occhi guardando il cortometraggio che, come da tradizione disneyana, precede il film vero e proprio: Frozen Fever, sequel di Frozen – Il regno di ghiaccio.

lunedì 23 marzo 2015

Alla ricerca della felicità

Questo post sarebbe stato il caso che lo pubblicassi venerdì scorso, quando ricorreva la Giornata internazionale della felicità (istituita dall'ONU, mica pizza e fichi!). Ma ero troppo impegnata coi preparativi per poterla festeggiare degnamente col mio ammmore, anche se complice lo sciopero dei controllori di volo – non per polemizzare, ma tutti 'sti scioperi sortiranno qualche effetto concreto, a parte complicare la vita a chi non c'entra niente? ;-) – il ricongiungimento è potuto avvenire soltanto oltre la mezzanotte, dando finalmente un senso a una settimana a dir poco impegnativa! :-)
Insomma, stasera è proprio di felicità che si parla. L'altro giorno mi sono imbattuta per caso in un'immagine che riportava una frase – o meglio la sua traduzione in francese – attribuita a John Lennon. E la sottoscritta, per la seconda volta in pochi giorni, ha voluto indagare sull'autenticità della citazione, risalendo a questo post tratto da un blog con un nome che è tutto un programma: Quote Investigator | Dedicated to tracing quotations. Proprio quello che mi ci voleva! :-)
Per farla breve, ne riporto qui di seguito la traduzione.
Mi chiesero cosa volevo essere una volta cresciuto. Dissi 'felice'.
John Lennon? Charles M. Schulz? Goldie Hawn? Apocrifo?
Caro Quote Investigator: è vero che la superstar della musica John Lennon ha raccontato la storia seguente sulla sua infanzia?
Quando avevo 5 anni, mia madre mi diceva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volevo essere una volta cresciuto. Scrissi 'felice'. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita.
Questo racconto compare su molti siti web, ma non ho mai visto un riferimento a un'intervista con Lennon o qualche altro materiale a sostegno di questa versione. Cosa ne pensi?
Quote Investigator: QI non è stato in grado di individuare alcuna prova concreta che colleghi questo toccante aneddoto a John Lennon. Gli editor volontari di Wikiquote hanno relegato il passaggio alla sezione 'Senza fonte' della pagina di discussione, indicando che non erano state scoperte informazioni a supporto.
John Lennon è morto nel 1980. Una versione del testo che corrisponde da vicino alle parole di cui sopra era in circolazione intorno a novembre 2008 su una serie di tumblr. Nei primi casi corrispondenti trovati da QI il narratore non era menzionato. I dettagli sono riportati più avanti.
È interessante notare che l'essenza spiritosa di questo aneddoto apparve nella popolarissima striscia a fumetti dei Peanuts, scritta e disegnata da Charles M. Schulz. Nel gennaio del 1960 venne pubblicata una striscia che mostrava una conversazione tra Charlie Brown e Linus Van Pelt. Nella prima vignetta Charlie diceva "Ci pensi mai al futuro, Linus?". Nella seconda vignetta Linus rispondeva "Oh, sì... per tutto il tempo". Ecco le ultime due vignette:

["Cosa pensi che ti piacerebbe essere quando sarai cresciuto?" "Scandalosamente felice!"]
Molte grazie al corrispondente Jay Lund che ha riferito a QI di ricordare di aver letto un fumetto dei Peanuts su questo argomento negli anni '60.
Il cuore dell'aneddoto è stato presentato anche come un episodio autobiografico da Goldie Hawn, attrice premio Oscar e produttrice cinematografica di successo. Nel 1992 la rivista Vanity Fair tracciò un profilo della Hawn, e lei menzionò la sua risposta a una domanda sui suoi obiettivi futuri:
La gente era solita chiedermi cosa volevo essere una volta cresciuta e io dicevo 'Felice!'. Questo era tutto ciò che io volevo essere.
Nel 2005 la Hawn ha pubblicato il libro di memorie A Lotus Grows in the Mud (Un fiore di loto cresce nel fango), il quale comprendeva una storiella che mostrava svariati punti di somiglianza con l'aneddoto in esame:
La felicità è sempre stata importante per me. Anche alla giovane età di undici anni, era la mia ambizione più grande. La gente chiedeva "Goldie, che cosa vuoi essere da grande?".
"Felice", rispondevo, guardandoli negli occhi.
"No, no", ridevano. "Questo è molto dolce, ma voglio dire... cosa vuoi essere? Una ballerina? Un'attrice, forse?".
"Voglio solo essere felice".
Gli adulti si aspettavano che la giovane Hawn rispondesse con il nome di una professione o di una carriera, ma lei rispose con qualcosa che pensava fosse molto più importante, il suo stato mentale desiderato. Quindi il comportamento tanto candido quanto audace della Hawn nel dare come risposta la sola parola 'felice' corrispondeva al cuore dell'aneddoto.
Ecco una citazione supplementare e le conclusioni.
Le date sui siti web sono a volte errate perché l'alterazione retroattiva del testo e delle date è facile da realizzare. A volte il contenuto di una pagina web è alterato, e la data associata con il contenuto non viene aggiornata per riflettere la modifica.
Un post datato 12 novembre 2008 su un blog di Tumblr chiamato littlemiss presentava una versione del racconto che corrispondeva da vicino all'intero aneddoto indicato da chi ha posto il quesito. La parola 'mamma' è stata usata al posto di 'madre'.
"Quando avevo 5 anni, mia mamma mi diceva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volevo essere una volta cresciuto. Scrissi 'felice'. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita."
Le parole erano racchiuse tra virgolette per segnalare che il blogger littlemiss citava la dichiarazione di un'altra persona. Non era fornita alcuna attribuzione. Questo popolare post ha generato più di 500 note, le quali stanno a indicare che il passaggio è stato 'laicato' o 'rebloggato' oltre 500 volte.
In conclusione, è stato difficile fare ricerche su questo racconto perché QI non è stato in grado di trovare molti casi rilevanti nelle principali banche dati di giornali e periodici. Attualmente non ci sono prove concrete che associno la storia a John Lennon. La data del 2008 per la versione anonima può probabilmente essere spinta indietro nel tempo.
La striscia a fumetti dei Peanuts del gennaio 1960 di Charles M. Schulz esprimeva una parte fondamentale dell'aneddoto. Il racconto più lungo nelle memorie di Goldie Hawn ha fornito una corrispondenza più stretta, ma la storia era ancora differente. Naturalmente, la sua veridicità dipende dall'affidabilità della memoria di lei. È possibile che questi precursori abbiano influenzato la costruzione dell'aneddoto in esame, ma questa affermazione sarebbe ipotetica.
[Per la colonna sonora di questo post si ringrazia Pharrell Williams... :-D]

venerdì 20 marzo 2015

Ultimi giorni, siore e siori!

Sappi che hai ancora poco più di due giorni di tempo, se non l'hai già fatto, per acquistare Il passato è una bestia feroce, il primo thriller di Massimo Polidoro, e postare nel gruppo dei lettori una tua foto assieme al libro. Il termine per l'invio delle foto è la mezzanotte di domenica 22 marzo. Magari starai pensando: ma come, non avevi detto che era l'8 marzo? In effetti era così... ma l'inaspettato successo di vendite ha fatto sì che molti aspiranti acquirenti dovessero attendere la ristampa per potersi accaparrare la loro copia, e proprio per venir loro incontro i termini della proposta sono stati prolungati.
Lunedì 23 sarà messa online una pagina su cui per una settimana si potrà votare la foto più buffa, originale o insolita: quella che riceverà più commenti vincerà una Mystery Box – una scatola di latta vintage di biscotti Plasmon, che è un bel cimelio di per sé – contenente una delle ultimissime copie rimaste de Il grande Houdini, un dvd con una raccolta di rari interventi televisivi di Massimo, una copia di un altro suo libro introvabile, Un gioco infame. La banda della Uno Bianca, la stampa di una copertina del romanzo con dedica personalizzata, e ancora qualcosa di misterioso che l'autore si divertirà ad aggiungere all'ultimo minuto. :-)
Come preannunciato, io rinuncio in partenza alla gara per la conquista della Mystery Box: mi sono accontentata dei cinque regali sicuri per chi acquista il libro e lo dimostra inviando una foto (nel mio caso assolutamente insignificante, ecco perché mi sono limitata a spedirla via e-mail). Una volta verificatane la validità, mi sono stati spediti il link e la password per scaricare i miei regali. Il documento con le scene tagliate l'ho già letto, e devo dire che sono abbastanza d'accordo con la scelta di effettuare quei tagli. Al momento sto centellinando i dieci interrogativi della guida per curiosi, dopodiché mi dedicherò al manuale per aspiranti scrittori! :-)
P.S.: La colonna sonora ideale da metter su per immergerti nelle atmosfere di Un passato è una bestia feroce puoi trovarla qui. I dieci brani più importanti citati nel romanzo, tutti rigorosamente d'epoca, sono raccolti in una playlist Spotify – «Finalmente trovai la custodia dei cd. Altro che Spotify, io ero di quelli che appartenevano ancora alla vecchia scuola», parola di Bruno Jordan, il protagonista ;-) – ma anche elencati sotto forma di video.

giovedì 19 marzo 2015

Donne in vendita

Ieri pomeriggio, mentre mi trovavo alla guida dalle parti di Silvi, ho notato un cartello stradale come quello qui accanto (la prima affissione risale a diversi anni fa, e magari di questi cartelli ne avevo già visti, ma non ci avevo mai fatto davvero caso): «Divieto di contrattare prestazioni sessuali su tutto il territorio comunale». E lì per lì ho pensato: chissà se uno scambio di frasi del tipo «Quanto vuoi?», «Cinquanta, prendere o lasciare», «Ok, sali» è considerato contrattazione, oppure in un caso del genere il divieto verrebbe aggirato? Subito dopo però mi sono un po' vergognata di aver formulato un pensiero così frivolo, tendente in qualche modo a sdrammatizzare una realtà drammatica: sì, perché non sono tante le donne che scelgono di praticare il cosiddetto "mestiere più antico del mondo" – espressione a proposito della quale ho trovato quest'interessante analisiliberamente e autonomamente, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono intrappolate dentro un giro di sfruttamento spaventoso.
Sempre ieri ho letto la dolorosa storia di una ventenne rumena costretta a prostituirsi in una zona malfamata di Torino nonostante l'avanzato stato di gravidanza. Anzi, proprio il fatto che sia incinta la rende una "merce" particolarmente appetibile, per avere la quale gli uomini sono disposti a fare la fila e a pagare due o tre volte la tariffa ordinaria. Già non sono per nulla indulgente verso chi si concede rapporti a pagamento – io, sarà che sono una donna, il sesso lo vedo come qualcosa di assolutamente inscindibile dall'amore – ma nei confronti di chi trova eccitante ricevere prestazioni sessuali, per giunta non protette e chissenefrega delle malattie, da una futura mamma poco più che bambina non trovo altre parole se non schifo.
Per fortuna gli uomini non sono mica tutti così, anzi. Anche senza arrivare a cotanta perversione, non è affatto vero che «In Italia non c'è un uomo che non sia andato a prostitute almeno una volta», checché ne dica Michaela Biancofiore (curioso che l'abbia usato come argomento per difendere Silvio Berlusconi... proprio lui che si vantava di non aver mai pagato una donna). La dichiarazione dell'amazzone forzista ha scatenato i commenti più disparati, da «Ma che gente frequenta la Biancofiore? :-)» (Carlo Gubitosa) ad allusioni piuttosto esplicite sulle modalità con cui la signora avrebbe acquisito i dati statistici che le permettono di trarre conclusioni così perentorie... ;-)

mercoledì 18 marzo 2015

Le "vere" principesse Disney

La sottoscritta, proprio come tante bambine e bambini della sua generazione ma non solo, è cresciuta vedendosi propinato a mo' di modello femminile dominante le principesse Disney. Da qualche anno a questa parte, i caratteri delle fiabesche donzelle stanno diventando un po' più grintosi che in passato: pensiamo a Merida di Ribelle, oppure ad Anna di Frozen. Ma qualche decennio fa le nostre "eroine" predilette erano di una svenevolezza tale da far rabbrividire le femministe più accanite... ;-)
Qualcuno ha provato a immaginare come sarebbero le principesse Disney con la loro "vera" voce, la loro età e nell'epoca storica in cui si svolgono le loro vicende.


Qualcun altro invece si è limitato a immaginarne l'aspetto più realistico, sotto forma di disegni... (vedi anche DeviantArt)


... e ancora meglio di donne in carne ed ossa: stupefacente! :-O


Comunque lo spunto più divertente in cui mi sono imbattuta mentre preparavo questo post è una canzone scritta e interpretata da Rachel Bloom – divenuta popolare grazie a Fuck Me, Ray Bradbury – che fa il verso a quelle cantate dalle principesse Disney nei loro film.


Guardando le immagini un tantino splatter e leggendo il testo – di cui qui sotto riporto la traduzione – ci si rende conto che la versione di Rachel è fin troppo realistica... Meglio tenere alla larga i più piccini, mi sa! ;-)
Al tramonto vado in giro per il villaggio
Splendente nel crepuscolo e così tranquillo
Beh, è tranquillo perché la maggior parte delle persone sono morte per un'epidemia
Causata da streghe gelose
Vado in giro per il villaggio e penso
Che alla mia vita manca qualcosa di caro
Quando mi fermo a riposare e tossire sangue mi domando:
Quando troverò il mio principe?
Vado in giro per il villaggio e noto
Che tutti tranne me hanno trovato un amore
Ecco il fabbro con la figlia/moglie
Di dieci anni e incinta di suo fratello/figlio
Vado in giro per il villaggio sospirando profondamente
Cercando una guida nella statua in piazza
È una statua di Cristo decorata con mani di ladri
Oh, quando troverò il mio principe?
PARLATO:
Oh, guardate tutti, questi sono i miei amici della foresta, gli ebrei. Ciao, ebrei! Sapete, io non vi ho mai chiesto: perché vivete nella foresta? Oh, capisco, per nascondervi da persone che cercano di uccidervi. Beh, questo è molto ingegnoso, miei piccoli amici dal naso adunco. Ditemi: avete mai fatto un sogno che non si è avverato? Oh, capisco, il vostro sogno è che la gente NON voglia uccidervi. Beh, questo è sicuramente un sogno che non si avvererà! Oh, addio, addio! EBREI.
Ooohhh, se io trovassi il mio principe
Avremmo un matrimonio elegante e raro
Pasteggeremmo a crema di rene e vagina di cavallo
Berremmo champagne e tortureremmo un orso
Ooohhh, se io trovassi il mio principe
Il castello sarebbe pieno di amore e risate
E lui mi riempirebbe con il suo seme, con la forza e rozzamente
Darei alla luce un figlio e poi morirei subito dopo!
Vado in giro per il villaggio in cerca di risposte
Ma l'amore non mi ha dato un assaggio!
Non è in questo negozio o in questo carro di salme di bambini
Oh, quando troverò il mio principe?
Quando, mano di Gesù?!
Oh, quando troverò il mio principe?
[L'immagine che apre il post è tratta da Nomix]

martedì 17 marzo 2015

Ogni tanto ci vuole, un ripassino...

Per evitare che quel che si è imparato precipiti inesorabilmente nell'oblio, rinfrescarsi la memoria è fondamentale... ecco perché stasera, a beneficio dei fotoamatori interessati e soprattutto di me stessa, condivido un articolo pubblicato su Digital Camera World, dal titolo Free Cheat Sheet: what your camera captures at every lens' focal length.
Premesso che, come ho imparato al corso base di fotografia...
  • le focali lunghe hanno un angolo di campo minore e producono appiattimento prospettico, nel senso che i piani di fronte a noi si avvicinano a noi e tra di loro
  • le focali corte hanno un angolo di campo maggiore e producono dilatazione prospettica, nel senso che i piani di fronte a noi si allontanano da noi e tra di loro
... procedo con la traduzione!
Bigino gratuito: che cosa cattura la tua fotocamera a ciascuna lunghezza focale dell'obiettivo
[Partendo dall'originale cheat sheet, non mi è venuta in mente una traduzione migliore di bigino... Sono graditi suggerimenti migliorativi! ;-) NdC]
Sapere quanto della tua scena ti è possibile catturare a ciascuna lunghezza focale dell'obiettivo è un enigma che ogni fotografo ha dovuto affrontare.
Nel nostro precedente post che rispondeva alla domanda «Che cos'è la lunghezza focale?» abbiamo esaminato alcune delle differenze e possibilità nell'utilizzare un teleobiettivo rispetto a un grandangolare.
Un grandangolare esagera la prospettiva, mentre usare un teleobiettivo dà l'effetto di compressione prospettica, avvicinando gli elementi nell'inquadratura.
Nell'ultimo bigino fotografico della nostra serie abbiamo voluto illustrare alcune delle differenze che una diversa lunghezza focale può avere sia in termini di come appare l'immagine sia di quanta parte della scena la fotocamera è in grado di includere.
Nella nostra infografica qui sotto puoi vedere quanto di una scena la tua fotocamera è in grado di catturare a diverse lunghezze focali, a partire da un 10 mm ultra-grandangolare per arrivare a un 400 mm.

[Clicca per ingrandire!]
Ed ecco la traduzione di alcuni concetti esposti nell'infografica.
La lunghezza focale del tuo obiettivo influenza l'angolo di campo che puoi vedere attraverso il mirino della tua fotocamera. Per vedere realmente la differenza che la lunghezza focale può fare sull'angolo di campo, è bene confrontare una sequenza di scatti dello stesso soggetto fatti a diverse lunghezze focali. Vedi i nostri esempi di quanto o quanto poco della scena puoi catturare nell'inquadratura, a seconda della lunghezza focale effettiva (EFL).
Il tuo obiettivo proietta un'immagine circolare capovolta del soggetto: grazie al prisma SLR e allo specchio, dentro il mirino l'immagine appare poi nella maniera corretta!
Rispetto a una fotocamera full-frame (dimensioni del sensore: 36×24 mm, stesso formato di una pellicola da 35 mm), su una DSLR APS-C la EFL è aumentata e l'angolo di campo diminuito.
A proposito del mio personale corredo fotografico, sul fronte delle focali corte sono coperta da quando mi è arrivato l'agognato grandangolare, e a questo punto il passo successivo sarebbe dotarmi di uno zoom tele come il 70-300. Ma altro che storie... Sarebbe proprio il caso che nel frattempo mi decidessi una buona volta a sviluppare le centinaia di foto che languono da mesi e mesi nel mio hard disk esterno dedicato! ;-)

lunedì 16 marzo 2015

Giochi di prestigio

Nei giorni scorsi ho scoperto per puro caso le performance del giovane Zach King. Se non hai idea di chi egli sia, cedo la parola a Wikipedia...
Zach King è una star americana di Vine, film-maker e personalità di YouTube con sede a Los Angeles. Egli è conosciuto soprattutto per i suoi "magic vines", video di sei secondi modificati digitalmente per mostrare come se lui stesse facendo una magia. Egli chiama i suoi video "giochi di prestigio digitali". Ha iniziato a pubblicare video su YouTube nel 2008, e nel 2013 ha cominciato a pubblicare video su Vine.
Il ventiquattrenne Zach è appunto su Vine e su YouTube, ma anche su Instagram, su Facebook, su Twitter e su Google+. Inoltre ha un sito personale, e un altro dedicato ai video tutorial. Già, perché l'editing video è la chiave del successo dei suoi tanto brevi quanto stupefacenti filmati: un montaggio del meglio della sua produzione 2014 secondo lui stesso puoi vederlo qui sotto.


Per caso dopo aver visto questo video ti senti vagamente demoralizzato, perché disperi di poter mai diventare un "mago" dell'editing video come Zach? Su col morale... :-) Nel tuo piccolo ti potrai divertire a stupire i tuoi amici mettendo in pratica i semplici trucchi illustrati nel video qui sotto: dal cocomero "esplosivo" alla tavoletta di cioccolato "infinita", tutti oggetti dalla reperibilità relativamente semplice. Sappi comunque che alcuni di questi trucchetti potrebbero non essere del tutto sicuri da provare in casa: dunque fa' attenzione!

domenica 15 marzo 2015

L'insofferenza di Meryl... anzi no, di José

[Post riconducibile al mai abbastanza esplorato "filone" dedicato alle corrette attribuzioni, tema già affrontato qui...]
Da un anno a questa parte mi imbatto con una certa frequenza nella citazione qua sotto, attribuita all'attrice premio Oscar Meryl Streep.
Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l'ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l'erudizione selettiva e l'arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare. I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza...
Notevole, nevvero? In genere chi la condivide aggiunge un commento del tipo «Che gran donna, la Meryl!», e io non oserei mai mettere in dubbio che lei lo sia, una gran donna, oltre che una delle più straordinarie attrici di tutti i tempi... peccato che il paragrafetto in questione non sia farina del suo sacco, bensì del portoghese José Micard Teixeira, il quale di mestiere fa il trainer motivazionale. L'ho scoperto leggendo la versione inglese di Wikiquote, dalla quale ho selezionato e tradotto un paio di autentiche affermazioni di Meryl Streep.
Sono così infastidita dalla [reputazione] che non ci penso mai. È una cosa più grande di quanto io sia in grado di percepire. Altre persone ne sono più consapevoli e interessate di quanto io possa mai permettermi di essere.
Beh, non siamo tutti quanti grati di essere vivi? So solo che un sacco di persone... alla mia età, ho perduto un sacco di persone nella mia vita e sono molto grata di essere qui. Questo è quello che voglio dire.
Quest'altra invece l'ho trovata su Wikiquote in italiano.
Più che femminista amo definirmi umanista; perché amo, senza alcuna distinzione, l'intera umanità.
Ma come si sarà mai potuto verificare il summenzionato caso di errata attribuzione? Ho provato a indagare e, googlando l'inizio del testo originale in portoghese, sono approdata a questo status pubblicato nella pagina Facebook di Beautylife: vi compare l'intera citazione in lingua originale, corredata dall'esatta attribuzione a José Micard Teixeira... e illustrata da una bella fotografia di Meryl Streep, appunto. Per qualche curioso meccanismo mentale, qualcuno avrà dato per scontato che fosse lei l'autrice... e fu così che la citazione si diffuse a macchia d'olio perdendo ogni riferimento al "povero" José Micard Teixeira. Il quale dice la sua in un commento al suddetto status:
È divertente vedere come funzionano le cose... Grazie alla foto di Meryl qui, questo mio testo già circola in rete come se fosse suo. Non mi dispiace condividerlo con cotanto personaggio, ma diamo a Micard quello che è di Micard. Grazie a tutti per le gentili parole! Vi auguro il meglio.

sabato 14 marzo 2015

Di tavole periodiche non ce n'è una sola...

Col passare degli anni le mie nozioni di chimica sbiadiscono sempre di più, ahimè... Ad esempio l'altro giorno nella mia mente è balenato un vano interrogativo: come diamine si faceva a calcoare il pH di una soluzione?! Ma grazie alla memoria visiva alcuni ricordi risultano più persistenti, come il concetto di tavola periodica. Copincollando da Wikipedia...
La tavola periodica degli elementi (o semplicemente tavola periodica) è lo schema con il quale vengono ordinati gli elementi chimici sulla base del loro numero atomico Z e del numero di elettroni presenti nell'orbitale atomico più energetico.
La tavola periodica degli elementi è stata ideata dal chimico russo Dmitrij Mendeleev nel 1869, contemporaneamente ed indipendentemente dal chimico tedesco Julius Lothar Meyer (1830–1895), inizialmente contava numerosi spazi vuoti, previsti per gli elementi che sarebbero stati scoperti in futuro, alcuni nella seconda metà del Novecento.
La tavola periodica è uno schema talmente efficace da essere stato riutilizzato in maniera più o meno seria per classificare gli "elementi" più disparati: dai matematici ai vini...


... fino ai caratteri tipografici, nientemeno!


Ma come venne costruita la tavola periodica? Chemogenesis propone un'interessante ipotesi al riguardo... ;-)


... anche se a me piace di più immaginarla nella forma mostrata sulla pagina I fucking love science, slurp! :-P

venerdì 13 marzo 2015

Ingenua sì, ma...

Oggi a tenere banco sui social italiani è stata una lettera pubblicata a pagamento sul Corriere cartaceo; in essa un marito tradito, che si firma Enzo, svergogna pubblicamente la moglie pluri-fedifraga Lucia esordendo con un appassionato «per te farei di tutto lo sai. E tu invece ti faresti tutti»... e andando avanti a leggere scopri che in effetti la donna ne avrebbe fatte quante Carlo in Francia. Dopo che in mattinata mi è capitato sott'occhio lo status di Selvaggia Lucarelli al riguardo, ho visto che ne hanno scritto in tantissimi altri, per non parlare degli innumerevoli commenti "di pancia" che oscillavano tra due estremi, da «Che squallore, i panni sporchi si lavano in famiglia» a «Ha fatto bene a sputtanarla, quella grandissima $%&#@». Subito dopo però nei più avveduti è sorto un sospetto, che pian piano si è tramutato in una (quasi) certezza, anche se per quanto ne so mancano ancora conferme ufficiali: secondo quanto scrive Michele Boroni su Wired, si tratterebbe di una campagna virale per lanciare Alta infedeltà, il nuovo reality di Real Time incentrato appunto sull'adulterio; pure la pagina Facebook Il tuo ex marito aperta da "Enzo" sarebbe stata creata allo scopo. La stessa Selvaggia è tornata per ben due volte sull'argomento confessando la propria ingenuità nell'abboccare.
Sarà vera la storia dello scripted reality show? Secondo me lo scopriremo molto presto... ma in ogni caso non sarò affatto dispiaciuta di perdermi il programma, non avendo Sky: l'argomento non mi intriga per niente – magari appassionerà donne e uomini cornuti che si siederanno davanti al teleschermo infilzando una bambolina voodoo con le fattezze del partner infedele ;-) – e, anche se per onestà intellettuale devo riconoscerne l'efficacia – e mi rendo conto che parlandone contribuisco anch'io alla sua diffusione – mi indispongono le campagne di marketing che fanno leva sulla creduloneria della gente, tirandone fuori spesso e volentieri il peggio. Ammetto di essere abbastanza suscettibile su questo punto, perché ho una certa tendenza a passare per voccaperta – in dialetto abruzzese, ingenua – tanto è vero che una persona che conosco si è sentita in dovere di inoltrarmi questo appello "urlato".
Comunicato ASCOM
ATTENZIONE,
IN QUESTI GIORNI VENGONO DISTRIBUITI DEI PORTACHIAVI DA AGGANCIARE ALL'INTERNO DELLA VOSTRA AUTO; LE PERSONE VE LI OFFRONO GRATUITAMENTE PRESSO I PARCHEGGI O I DISRIBUTORI DI CARBURANTE. NON ACCETTATELI...ESSI CONTENGONO UN MICROCHIP ALL'INTERNO DEI GADGET.
QUESTI DELINQUENTI POI VI SEGUONO FINO A CASA E VENGONO A CONOSCENZA DEI VOSTRI MOVIMENTI PER EFFETTUARE INTRUSIONI E FURTI.
SECONDO LA POLIZIA SI TRATTA DI BANDE DI RUMENI.
DIVULGARE, PER LA SICUREZZA, ANCHE AI VOSTRI PARENTI.
Fallo girare
Mi sono limitata a sorridere mormorando «Ingenua sì, ma fino a un certo punto!», e ho preferito tacere sul fatto che già tempo fa l'appello era stato etichettato inequivocabilmente come bufala da Paolo Attivissimo. Mi bastava la consapevolezza che, almeno in questo frangente, non sono stata io la voccaperta... ;-)
Torno sul caso di Enzo e Lucia, a quanto pare assai più costruiti dei manzoniani Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, per segnalare il geniale tweet con cui Bacardi ha saputo cavalcare il trending topic del giorno a fini promozionali:
#enzoelucia, questo #divorzio non s’ha da fare. #Cincin e fate pace, dai che è #venerdì. #Bacardí #RelentlessPassion
Qualcosa di analogo l'aveva fatto ieri la Ceres, ironizzando sull'assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby.


Tra le innumerevoli vignette uscite su quest'ultimo argomento condivido quella qui sotto, anche se in effetti c'è ben poco da ridere...

giovedì 12 marzo 2015

Ladies & gentlemen

Domenica scorsa ho festeggiato degnamente la giornata internazionale della donna prendendo parte a ben tre eventi, uno più interessante dell'altro! :-)
In mattinata mi sono recata all'Aurum di Pescara per partecipare all'aperitivo musicale. Il Trio InCanto – tre ragazze con due violini e una viola – ha letteralmente incantato il pubblico presente eseguendo alcune celebri partiture per archi... e non solo: la loro versione di Libertango di Astor Piazzolla è stata così emozionante da non far rimpiangere l'assenza di una fisarmonica, o bandoneón, se vogliamo.
Poi nel pomeriggio, presso la Libreria Primo Moroni, ho assistito a un evento incluso nel calendario della rassegna 8Marzo sempre: la proiezione del film Non dico altro, uscito dopo la prematura scomparsa del protagonista James Gandolfini. Che dire... questa commedia romantica avrebbe meritato un successo molto maggiore, perché è davvero piacevole.
Infine, dopo cena mi trovavo presso il Centro Polivalente Britti, dove è andato in scena lo spettacolo gratuito WOMANITÀ – Quello che le donne dicono: sette attrici – Annaluce Faieta, Eugenia Camplone, Ida D'Andrea, Irene Cocchini, Ludovica Di Brigida, Nausicaa Pizzi, Valentina Papagna – si sono alternate a suon di monologhi per parlare di sesso, della coppia, e della donna in generale.
Proprio sulla pagina Facebook dedicata all'evento ho colto un simpatico spunto sulle donne:
Se una donna vi dice "5 minuti e scendo" vuol dire che tra 5 minuti scenderà. È inutile citofonare ogni mezz’ora.
Cit.
(Temo che l'esatta attribuzione di questa battuta sia andata perduta nei meandri del web, ahimè...)
Il caso ha voluto che giusto un paio di giorni dopo mi imbattessi nella versione per così dire duale di questa facezia, con protagonista il cosiddetto sesso forte! :-)

Donne, se un uomo dice che lo aggiusterà, significa che lo farà. Non c'è bisogno di ricordarglielo ogni sei mesi.
Le battute sono entrambe spiritose... ma io non le prenderei troppo sul serio, ecco: per quanto mi riguarda non mi identifico affatto in quella sulle donne... e oserei affermare che neanche la mia dolce metà – dopo gli chiedo conferma – si riconosce in quella sugli uomini. Può essere divertente generalizzare, sì, ma fino a un certo punto! ;-)

mercoledì 11 marzo 2015

Rivelazioni sotto la doccia

«Reddit's Shower Thoughts è un posto in cui ogni utente può offrire spunti insoliti che gli sono venuti in mente sotto la doccia. Questi sono alcuni tra i migliori, ed è garantito che ti faranno guardare i momenti della vita quotidiana in maniera del tutto nuova»: è questa l'intrigante introduzione di due post di Distractify, il primo dei quali raccoglie 45 di questi spunti, definiti «epifanie molto piccole che cambieranno la tua visione della vita di tutti i giorni» – epifania nel senso di rivelazione, mica in quello tradizionale di festa della Befana... ;-) – mentre il secondo ne raduna altri 21. Io ho selezionato quelli che mi sono sembrati particolarmente degni di nota... e stasera mi va di condividerne la traduzione qui di seguito! :-)
Tanto per cominciare, ecco alcune "perle di saggezza" piuttosto generiche...
L'arte è il modo in cui decoriamo lo spazio; la musica è il modo in cui decoriamo il tempo.
Cercare di arricchirsi giocando alla lotteria è come cercare di suicidarsi volando con le linee aeree commerciali.
Durante l'infanzia ci viene detto che le battute sui genitali sono roba per adulti, ma, una volta che si diventa adulti, certi scherzi sono considerati "infantili".
Mi chiedo quanti posti ho già visitato per l'ultima volta.
La persona con la quale passerai il resto della tua vita è là fuori a creare ricordi che condividerà con te quando finalmente la incontrerai.
Forse Sei più bravo di un ragazzino di 5ª? non è un programma che mostra quanto possano essere stupidi gli adulti, ma piuttosto un programma che illustra la quantità di informazioni inutili che insegniamo agli scolari e che non saranno conservate o applicabili più avanti nella vita.
Avere un altro insieme di denti sarebbe molto più utile all'età di 60 anni che non a 6 anni.
Se gli annunci di lavoro dicono «Deve essere fluente in cinese mandarino», perché non pubblicare l'intero annuncio in cinese mandarino, cosicché solamente le persone davvero fluenti possano candidarsi?
Per addormentarsi, bisogna far finta di essere addormentati.
... per poi passare più nello specifico, alla scienza e alla tecnologia.
Se non avessimo gli occhi, allora non saremmo consapevoli dell'esistenza del colore. E se ci stessimo perdendo un intero aspetto della realtà semplicemente perché non abbiamo l'organo per rilevarlo?
Chiedere a qualcuno «Dove sei?» è una cosa recente. Prima che avessimo i telefoni cellulari, l'unico modo per poter parlare con le persone era se sapevamo dove si trovavano.
Dovremmo avere una ricorrenza chiamata giornata dello spazio, in cui le luci devono essere spente per almeno un'ora di notte per ridurre l'inquinamento luminoso, in modo da poter vedere la galassia.
La tua ombra è una conferma che la luce ha viaggiato per quasi 93 milioni di miglia senza ostacoli, soltanto per essere privata della possibilità di raggiungere la terra negli ultimi metri grazie a te.
«Va' a letto, ti sentirai meglio domattina» è la versione umana di «L'hai spento e poi riacceso di nuovo?».
1/3 dei matrimoni avvengono in seguito a incontri online, e questo numero è in costante aumento. Questo significa che i computer (algoritmi) stanno cominciando a generare esseri umani.
E se il nostro uso degli emoji diventasse gradualmente tanto esteso da ricondurci a scrivere coi geroglifici?
A meno che tu non sia una celebrità, Twitter è come parlare a sé stessi in una stanza affollata.
L'auto di Google che si guida da sola dovrebbe avere un pulsante Mi sento fortunato che ti porta in un luogo casuale.
Grazie a internet, probabilmente ho visto più donne nude di tutti i miei antenati messi insieme.
Quando il primo bambino sarà nato su Marte, dovremo aggiungere Pianeta di nascita sui nostri passaporti.
Ci dovrebbe essere un supereroe chiamato Placebo-Man. Egli in realtà non ha alcun superpotere, è soltanto un ragazzo normale che tutti credono un supereroe.
Fino a che punto ci si deve spingere indietro nella storia perché sia considerata archeologia anziché saccheggio di tombe?
Infine, ce n'è anche per i nostri amici animali... :-)
Immagina di essere completamente nudo in una stanza piena di persone che parlano una lingua diversa, e tutti vogliono toccarti. Questa è la vita di un cane.
Mi chiedo se il mio cane mi segue sempre in bagno quando devo fare i miei bisogni perché io lo seguo sempre fuori quando lo fa e lui pensa semplicemente che è così che funziona.
Per la maggior parte della storia umana, i veicoli evitavano automaticamente le collisioni e potevano perfino portarti a casa quando dormivi o eri ubriaco. Poi ci siamo liberati del cavallo.
L'alieno per antonomasia è per noi quello che noi siamo per le scimmie: piccolo, pallido, dalla testa grossa, e con una tecnologia misteriosa. Le sequestriamo pure per esperimenti medici.
L'affondamento del Titanic deve essere stato un miracolo per le aragoste in cucina. Sono tornato! WAHOOO!
Se vedi un'aquila calva allo zoo, stai guardando il simbolo americano della libertà in cattività.

martedì 10 marzo 2015

#dilloinitaliano

Arrivo un po' in ritardo – ma non troppo, dai... ;-) – a segnalare l'iniziativa #dilloinitaliano lanciata dalla pubblicitaria Annamaria Testa; ad essa è associata una petizione ospitata sulla piattaforma Change.org e rivolta al governo italiano, alle amministrazioni pubbliche, ai media e alle imprese con l'invito a parlare un po' di più, per favore, in italiano. Le motivazioni sono spiegate qui su Nuovo e Utile.
Ebbene, proprio oggi mi è arrivata la notifica di un'importante vittoria:
10 mar 2015 — L’Accademia della Crusca – lo scrive il suo Presidente – accoglie il nostro invito a farsi portavoce e autorevole testimone della richiesta collettiva e amplissima di privilegiare, ove possibile, l’impiego di termini italiani nelle leggi, negli articoli dei giornali, nella comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese.
La lettera firmata da Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, puoi leggerla qui.
La sottoscritta ha sposato questa campagna con convinzione, pur dovendo riconoscere che non di rado mi capita di predicare bene e razzolare male... nel senso che a volte uso termini stranieri, soprattutto inglesi, anche quando non ce ne sarebbe strettamente bisogno. Colgo l'occasione per formulare il mio proposito del 10 marzo [e che diamine, i buoni propositi saranno mica un'esclusiva della sera di San Silvestro...?! ;-)]: usare parole straniere soltanto quando non ne posso fare a meno. Ad esempio, rimango dell'idea che in casi come quello dell'aggettivo addictive, traducibile solo per mezzo di perifrasi, in contesti non troppo formali si possa essere un pochino più indulgenti nei confronti dell'uso di parole inglesi... ;-)
I motivi per cui ho firmato li posso spiegare scegliendo alcuni tra i messaggi inviati dai firmatari e raccolti in tre video: 1, 2, 3.
Dice un vecchio detto: parla cumm t'è fatt mammt.
L'itanglese è troppo spesso uno strumento di: esclusione, manipolazione, camuffamento dell'ignoranza.
Sono stufo di sentire relatori che non sanno dire the book is on the table, ma si riempiono la bocca di company profile.
Un ottimo italiano e un decente inglese sono assai meglio di uno scadente itanglese. Shish!
È ridicolo storpiare due lingue per pigrizia.
Le parole anglomaccheroniche, lungi dal "far fino" sono solo una dimostrazione di provincialismo.
Perché non sopporto più nemmeno la formula manager. Tra poco anche il netturbino si chiamerà waste o trash manager.
Quando la cassiera del supermercato mi dice: no money? per chiedermi se ho spiccioli capisco che stiamo toccando il fondo.
Per mantenere viva la mia lingua. Patrimonio culturale amato in tutto il mondo.
Perché studiare altre lingue non significa dimenticare la propria.
Perché sono una traduttrice e riconosco la dignità di tutte le lingue e in primis della mia.
Sto firmando perché la mia lingua è bellissima e mi piace talmente che anche negli sms uso il congiuntivo.
Desidero capire cosa dicono i politici che chiedono il mio voto.
Perché legge sul lavoro è gradevole e chiaro. Jobs Act sembra un colpo di tosse...
Ho adottato una strategia: quando mi parlano abusando di termini stranieri rispondo in sardo finché non capiscono. Auguri per l'iniziativa.
Eziandio, poffarbacco non posso esimermi!
Perché voglio fare colazione, partecipare a una riunione, e andare a una festa nel fine settimana! Posso?
Alcuni riescono a fare anche della sana ironia...
Perché credo che chi dice cool non sia affatto cool.
Il target della mission di #dilloinitaliano è un 1° step per una communication in grado di favorire l'understanding nazionale.
Approfitto del coffee break che interrompe il morning meeting, per spezzare una lancia. Vi lascio, il boss mi chiama...
Quoto!... scherzo, condivido!
E per chiudere in bellezza...
È solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intendere l'espressione altrui. (Scuola di Barbiana)