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venerdì 27 febbraio 2015

Oggi menù di magro (?)

Nel corso di uno spettacolo di Marco Papa al quale ho assistito tempo fa, il comico pescarese ha sentenziato – magari non ricordo le parole esatte – che «Non sei di Pescara se non sai cosa sono i bummalitti». Io ero quasi sul punto di rinunciare alla cittadinanza... ;-) ma poi sono rimasta buona buona ad ascoltare la spiegazione: i bummalitti, termine italianizzabile in bomboletti o bombolini, sono i molluschi che conoscevo già col nome di lumachine di mare. Un paio di ricette per cucinarli le puoi trovare qui e qui. La seconda è praticamente identica a quella che ho ricopiato dagli appunti materni...
Prendere le lumachine
Lavarle tante volte
Metterle per alcune ore in acqua e sale
Con poca acqua farle bollire per pochi minuti
Lavarle ancora tante volte
In una pentola fare un sughetto con olio, pomodoro, aglio, rosmarino e peperoncino
[Ma non c'è l'ombra di una quantità precisa... grrrrr!!! ;-)]
Poiché in famiglia siamo soliti rispettare le tradizioni, il 18 febbraio, Mercoledì delle ceneri ovvero primo giorno di Quaresima, abbiamo osservato l'astinenza dalle carni, mangiando tra l'altro per l'appunto le lumachine. Ma io mi domando se per i cattolici del ventunesimo secolo abbia ancora senso – magari ce lo aveva all'epoca e nei luoghi in cui visse Gesù – rinunciare alla carne come forma di penitenza e mortificazione e preferirle il pesce, che oggigiorno è un alimento piuttosto prelibato e mediamente non proprio economico: oltretutto la stessa Chiesa Cattolica parla di «astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi»... eppure mi è capitato di vederne, di cattolici praticanti, andare a pranzo in ristoranti di pesce il Venerdì santo per onorare la ricorrenza (per la quale in effetti la norma prescriverebbe addirittura il digiuno).
[La foto che apre il post mostra il guscio di un mollusco non identificato che per sua sfortuna è (mal)capitato in mezzo alle nostre lumachine. Ho voluto ripulirlo e conservarlo, perché è troppo bello... no? :-)]

giovedì 26 febbraio 2015

Dolce dormire

Ecco una manciata di citazioni sul sonno e sul dormire tratte da Wikiquote...
A che serve dormire, se non si è capaci di sognare? (Lamù)
Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? (Marguerite Yourcenar)
Dio benedica chi ha inventato il sonno, mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio. (Miguel de Cervantes)
È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali. (Torquato Tasso)
La vita è un male a cui il sonno dà sollievo per otto ore al giorno. (Nicolas de Chamfort)
Il sesso è come il sonno. Non se ne può fare a meno, ma uno non passa tutta la vita a letto. (Evan Hunter)
Il sonno è come gli uomini: amico dei felici, s'allontana da chi soffre. (Guido Milanesi)
Ma il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare. (Alexandre Dumas padre)
Ebbene sì, fin da quando ero bambina il sonno è sempre stato per me il più grande dei piaceri; poi crescendo ne ho scoperti anche altri, non meno gradevoli... ma magari non altrettanto essenziali: ebbene sì, dormire poco può far male, eccome! Purtroppo è da qualche tempo, complici stress, preoccupazioni e quant'altro, che non riesco a concedermi una nottata di sonno davvero ristoratore, e ciò si ripercuote negativamente sul mio umore nelle ore di veglia, quelle in cui dovrei essere al top della forma fisica, mentale ed emotiva: un circolo vizioso, in pratica. E non sempre mi è possibile abbandonarmi nell'unico posto al mondo in cui mi sento davvero al sicuro, senza dover temere nulla e nessuno: tra le braccia dell'uomo che amo... <3
In attesa di trovare il tempo per andare a parlare dei miei problemi di insonnia col mio medico, che spero saprà consigliarmi un rimedio efficace e senza (troppi) effetti collaterali, mi svago un pochino condividendo alcune vignette tratte dall'album I dormiglioni di Pietro Vanessi. Anche se al suono della sveglia il senso del dovere mi impedisce di attardarmi a poltrire – e infatti mi alzo entro un paio di minuti, salvo poi aggirarmi per casa a lungo vispa come uno zombie ;-) – le ho trovate piuttosto divertenti! :-D
Scuse assortite per rimandare il distacco dal materasso...

 
... e per procrastinare in generale...


... senza dimenticare qualche rapido accenno a tematiche spirituali! ;-)

 

mercoledì 25 febbraio 2015

Scaricare video da YouTube, oggi

Da qualche tempo a questa parte ho cominciato a riscontrare problemi nel download tramite Firefox di video per la visione offline e/o l'archiviazione, specialmente da YouTube: i principali strumenti che ho utilizzato finora – il sito KeepVid (di cui parlavo qui) e le estensioni di Firefox Video DownloadHelper (qui) e MP4 YouTube Downloader (qui) – sempre più spesso fanno cilecca, suppongo per effetto di qualche forma di protezione implementata a tutela del famigerato copyright. Ma, pur non essendo la sottoscritta una hacker, il modo per aggirare certe restrizioni prima o poi lo si trova... :-) Su FriendFeed ho chiesto consiglio su possibili alternative, e come prima risposta ho ricevuto un elenco di link a siti analoghi a KeepVid, dei quali riporto qui di seguito quelli che ho testato subito con successo: savefrom.net, 9xBuddy e File2HD.com. Ma la soluzione più comoda e pratica che mi è stata suggerita consiste in un semplicissimo script cross-browser, chiamato Download YouTube Videos as MP4, che si installa in men che non si dica – su Firefox è richiesto che sia già installata l'estensione Greasemonkey – e aggiunge all'interfaccia di YouTube un pulsante Scarica per scaricare i video in formato FLV e MP4: lo puoi vedere nello screenshot qui sotto.


Ho come l'impressione che pure questo espediente possa avere i mesi, le settimane o addirittura i giorni contati... ma confido nell'incessante lavoro della comunità hacker per combattere qualunque insensata limitazione man mano che verranno introdotte! :-)

martedì 24 febbraio 2015

Quale segreto si nasconde nel passato di Bruno?

Una bambina scomparsa. Una lettera dal passato. Un cronista troppo curioso. Nella rete del più insospettabile e spietato degli assassini.
Meno sette: il 3 marzo prossimo, ovvero tra una settimana esatta – anche se è già prenotabile su Amazon – sarà finalmente in vendita in tutte le librerie, oltre che in e-book, Il passato è una bestia feroce, scritto dal divulgatore e saggista Massimo Polidoro ed edito da Piemme. Ieri l'autore ha messo a disposizione di tutti i lettori del suo blog, con qualche giorno di ritardo rispetto agli iscritti alla sua newsletter, l'e-book con le prime pagine del libro, scaricabile gratuitamente in vari formati. Se lo leggerai, sii consapevole di farlo a tuo rischio e pericolo: scommetto che, dopo aver terminato quell'assaggino, non resisterai alla tentazione di divorare il prima possibile anche il resto delle oltre quattrocento pagine! :-)
Nel video qua sotto Massimo in persona confessa che questo suo primo thriller, portato a termine dopo alcuni anni di preparazione e documentazione, è il libro che ha sempre sognato di scrivere, in quanto comprende alcuni elementi capaci di imprimerlo a lungo nel cuore e nella mente del lettore: personaggi ai quali è facile affezionarsi, un enigma che inizialmente pare insolubile per poi dipanarsi sul finale attraverso una serie di colpi di scena sorprendenti ma del tutto plausibili, situazioni ad alta tensione tali da lasciare col fiato sospeso... e da costringere ad accelerare la lettura per scoprire al più presto come andrà a finire!



La sottoscritta, che ha avuto il piacere di poter leggere il romanzo in anteprima essendo stata selezionata fra i cento privilegiati ammessi alla squadra di lancio, si sente di escludere categoricamente che si tratti del punto di vista in qualche modo distorto dell'autore – per la serie «Ogni scarrafone è bello a mamma soja» – o di un discorsetto confezionato con pure finalità di marketing: Il passato è una bestia feroce ha scatenato in me una formidabile ridda di emozioni, dalla paura alla commozione, dall'ansia al dolore – qualcosa che nessun altro libro mi aveva mai suscitato con tanta intensità, semmai giusto qualche film – tali per cui mi permetto di consigliarne la lettura a chiunque. Tornerò di certo sull'argomento quando avrò ultimato una seconda e più attenta rilettura: la prima volta ero talmente presa dalla storia e dalla fretta di scoprire come sarebbe andata a finire che non ho avuto modo di cogliere tutte le sfumature, né di prendere appunti o evidenziare i passaggi salienti...
Di nuovo Massimo Polidoro, nel video qua sotto, riassume la premessa della vicenda narrata.


Nel 1982 una bambina scompare. E oggi, a oltre trent'anni di distanza, Bruno Jordan, cronista di successo e un tempo amico della bambina, riceve una lettera che lei gli aveva spedito il giorno della sua scomparsa. Quella lettera spinge Jordan a indagare per scoprire che fine ha fatto l'amica, ma più va a fondo e più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.
Ma io credo che il modo migliore per immergerti fin da subito nelle atmosfere del romanzo sia goderti il booktrailer, caricato proprio ieri da Massimo sul suo canale YouTube.


E tu, non sei attanagliato dall'irresistibile curiosità di sapere cosa mai sarà capitato alla povera ragazzina? Se sì, sai già cosa devi fare... :-)
P.S.: Una chicca fresca fresca: chiunque parteciperà agli incontri di presentazione del libro – purtroppo al momento il calendario esclude il centro-sud-isole, ma ci stiamo lavorando... ;-) – riceverà in omaggio un e-book esclusivo di Massimo Polidoro: Le chiavi del brivido. Con le 13 regole per il thriller perfetto. Un'opportunità da non perdere!

lunedì 23 febbraio 2015

Il mio amico avocado

Avendo già risposto in passato a qualche altro sondaggio nell'ambito del progetto IndagineLaST, venerdì sono stata invitata a compilare online il nuovo questionario della serie, LastExpo, dedicato all'Expo 2015. Come risultato ho ricevuto il mio profilo personalizzato sotto forma di infografica, che puoi vedere qui sotto.


A quanto pare il mio sapore Expo è l'avocado... e mi è stata anche suggerita una ricetta per gustarmelo: quella dell'arepa reina pepiada, piatto tradizionale della cucina sudamericana-caraibica, che tra gli ingredienti prevede, oltre al pollo, per l'appunto il frutto americano. Quasi quasi coglierò l'occasione per scoprirne il sapore, dal momento che non mi pare di averne mai assaggiato uno se non a mia insaputa (il frutto più esotico che sia mai entrato in casa mia dev'essere il kiwi, che, partito dall'originaria Cina, oramai prospera anche dalle nostre parti).
Neanche a farlo apposta, sempre venerdì mi sono imbattuta nel link a un articolo dell'Huffington Post: Otto motivi per cui l'avocado è il cibo ideale per perdere peso. È ricco di grassi sì, ma monoinsaturi che lo rendono particolarmente salutare, ottimo per combattere il colesterolo cattivo. Questo è uno di quei casi in cui il Web sembra quasi tramare contro di me per convincermi a mangiare più sano... oltre che per fornirmi spunti sullo stesso argomento che posso – e devo ;-) – sfruttare in un unico post! ;-)
Ebbene sì, il caso ha voluto che sull'avocado avessi in serbo anche altro: la foto qui sotto, tratta dalla pagina Insegnare la grammatica italiana a chi crea gruppi. Qualcuno avrà voluto italianizzare le scritte, dai... ;-)

domenica 22 febbraio 2015

Ma il sacrosanto diritto di partorire vicino a casa...?

Notizia dell'altro giorno: poiché il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha stabilito che non si possono tenere aperti punti nascita con meno di 500 parti all'anno – perlomeno nelle aree di montagna come l'Aquilano, mentre altrove lo standard di sicurezza sale a 1000 parti all'anno – in Abruzzo i reparti maternità di Sulmona, Penne, Atri e Ortona sono a rischio chiusura. Dal capoluogo peligno è partita la campagna "Voglio nascere a Sulmona", che si è diffusa in maniera virale sui social network, mentre ieri ad Atri si è svolto un grande corteo per difendere il reparto maternità dell'ospedale San Liberatore. E c'è chi parla di tagli ingiustificati, dal momento che, Sulmona a parte, questi punti nascita avrebbero i numeri necessari per restare aperti. Da parte sua, il ministro Lorenzin ne fa una questione di sicurezza, portando a sostegno della propria posizione l'assurda morte della piccola Nicole a Catania. Negli ultimi tempi la sottoscritta sta sperimentando più o meno indirettamente le inefficienze del sistema sanitario abruzzese... e non credo affatto che un taglio così indiscriminato possa risolvere più problemi di quanti non ne creerebbe. Provo a immaginare una donna colta all'improvviso dalle doglie in casa sua, a decine di chilometri di distanza dal punto nascita più vicino... e mi sento male! :-(
Purtroppo simili inefficienze non sono un'esclusiva dell'Abruzzo, il cui sistema sanitario com'è noto è più o meno alla canna del gas. Anche in Lombardia, regione considerata di eccellenza sotto tanti aspetti, non è che se la passino proprio benissimo... anzi rischiano di concretizzarsi situazioni ancor più paradossali: come spiegato in un video condiviso da Nascere Ancora in Martesana, si sta valutando la chiusura del punto nascita di Cernusco sul Naviglio (600 parti all'anno, zona densamente popolata) per accorparlo a quello di Melzo (400 parti all'anno, e se la matematica non è un'opinione 400 < 600!). Una delegazione di Cernusco sul Naviglio ha partecipato alla manifestazione di ieri ad Atri. Forza amici, non desistete, siamo tutti con voi!!!

sabato 21 febbraio 2015

Standing ovation!

Agli Oblivion dedicai un post piuttosto entusiastico parecchio tempo fa, poi non mi è più capitato di assistere a qualcuna delle loro straordinarie performance... almeno fino all'altro giorno, quando ho visto un loro video recente condiviso da qualche "facciamico" sulla propria bacheca. In esso il fenomenale quintetto di artisti esegue un mashup davvero notevole: sulle note di Bohemian Rhapsody dei Queen canta frasi tratte dalle canzoni più famose del nostro grande Gianni Morandi. C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, Sei forte papà, Non son degno di te, In ginocchio da te, Scende la pioggia, Uno su mille... il tutto "frullato" alla perfezione con le immortali armonie del leggendario gruppo rock britannico.


E adesso che li ho ritrovati, questi cinque ragazzi che definire bravissimi è dir poco, non li perderò più di vista... grazie all'iscrizione al loro canale YouTube ufficiale! :-) Anche il loro ultimissimo video, che "frulla" la musica di Marco Masini con quella del Quartetto Cetra, è un piccolo capolavoro. Che peccato però, ho scoperto appena adesso che proprio questo weekend, oggi e domani, saranno in scena presso il Teatro Marrucino di Chieti con il loro spettacolo Othello, la H è muta; troppo tardi per organizzarmi... :-/ ma d'ora in poi terrò regolarmente d'occhio il loro calendario, garantito!

venerdì 20 febbraio 2015

Amico uligano

Stamattina l'app di ilMeteo.it mi ha informato che sull'Italia sta per abbattersi il cosiddetto ciclone Hooligan. Il quale arriva con un po' di ritardo rispetto al ciclone degli hooligan olandesi – ultrà del Feyenoord di Rotterdam, che ieri sera ha pareggiato contro la Roma – che hanno messo a soqquadro la Città Eterna danneggiando in modo serio la Fontana della Barcaccia, peraltro restaurata di recente. Il creatore della pagina Facebook Se i quadri potessero parlare, alla quale ho dedicato un post, ha espresso la propria indignazione pubblicando la foto della fontana deturpata.


Sulla pagina Se i social network fossero sempre esistiti si è provato a immaginare cosa avrebbe twittato Gian Lorenzo Bernini, autore della fontana assieme al padre Pietro, se fosse vivo al giorno d'oggi... :-)


Ma sarà mica stata soltanto la Barcaccia a fare le spese del vandalismo dei "tifosi" olandesi? Stefano Belli ha twittato: «Non si placa la furia degli hooligans olandesi. Guardate come hanno ridotto questa statua! #RomaFeyenoord #barcaccia».


Ovviamente scherzava: il monumento a Giovanni Paolo II è stato concepito proprio in questo modo dallo scultore Oliviero Rainaldi, ed è così brutto che difficilmente potrebbe migliorare... anche se non arriverei di certo a stravolgerlo con le bombolette di vernice spray come hanno fatto i vandali alla statua di Paolo VI che sorge in piazza Monsignor Italo Febo lungo via Rio Sparto a Pescara.


[Come fosse malridotta l'ho notato per puro caso giusto ieri, e oggi pomeriggio, dovendo uscire per delle commissioni, ho fatto il giro lungo per tornare a scattarle una foto da inserire nel post... Mamma mia comme sto!!! ;-) (cit. er cipolla)]
Tornando al caos nella Capitale... ma come è potuto accadere tutto ciò?! Ecco l'ipotesi umoristica di Lia Celi: «Eravamo troppo occupati a monitorare l'Isis a sud di Roma per tenere a bada pure gli olandesi al centro di Roma». :-)
[P.S.: Per la colonna sonora di questo post si ringraziano Elio e le Storie Tese]

giovedì 19 febbraio 2015

Prevenire è meglio che curare!

Su questo blog ho parlato di vaccini più volte, l'ultima appena pochi giorni fa... e oggi mi va di tornare sull'argomento per condividere un'immagine pubblicata sulla pagina Facebook di The Skeptics' Guide to the Universe e tratta a quanto sembra da someecards.com (gli spunti del genere sono innumerevoli, ma il caso ha voluto che mi imbattessi in questo).


Traduzione: «Dire che i tuoi bambini non hanno bisogno di essere vaccinati perché sono sani è un po' come dire che non hai bisogno di rilevatori di fumo perché la tua casa non sta andando a fuoco».
Ed ecco la traduzione delle parole che la accompagnano:
Il meme funziona in quanto i vaccini e i rilevatori di fumo sono entrambi misure preventive che si prendono prima che ci sia un problema.
Il meme non funziona in quanto i vaccini effettivamente evitano le malattie. I rilevatori di fumo non evitano gli incendi, ti avvisano soltanto quando ce n'è uno. Quindi, probabilmente, i vaccini sono anche meglio dei rilevatori di fumo.

mercoledì 18 febbraio 2015

Liete sorprese

Su Facebook ho un'amica... beh, mi fa un po' strano chiamarla così: non l'ho mai incontrata di persona, da quando abbiamo stretto amicizia – presumo sull'onda del gran numero di amici in comune – tra noi c'è stato giusto qualche scambio di Mi piace, e sul suo conto non so granché, a parte il nome, il volto, l'età e il fatto che sia solita pubblicare status sugli argomenti più disparati, dando prova di un'arguzia e un'intelligenza fuori dal comune. È abbastanza frequente che le persone molto attive sui social mettano in piazza anche aspetti più o meno intimi del proprio vissuto, ma non è questo il caso della donna di cui parlo: eppure fino a ieri non mi ero mai resa davvero conto che sul suo privato condivide poco o nulla... perfino meno di me, che sono sempre piuttosto riservata riguardo a quanto di bello o di brutto mi accade.
Non me ne ero mai resa conto fino a ieri, dicevo. Perché ieri mattina costei ha pubblicato su Facebook la tenerissima foto di una rosea manina neonata, anche se provvista di unghiette di tutto rispetto, per annunciare la nascita della sua bambina. Lo status è stato bersagliato da Mi piace e da commenti augurali colmi di gioia, ma anche di stupore per come la neo-mamma, pur comprensibilmente travolta da emozioni, preparativi, malesseri, visite e quant'altro, sia riuscita per tutto questo tempo a non lasciar trapelare il benché minimo indizio sulla sua dolce attesa.
È proprio vero, le cose belle che arrivano inaspettate sembrano ancora più belle. Ripeto, io questa donna non posso certo dire di conoscerla, ma la ammiro per come ha saputo tenere per sé una parte così gigantesca della sua vita – una scelta che potrebbe sembrare poco congruente col suo "impegno nel social", ma a pensarci bene non è affatto così – e le faccio gli auguri più sinceri per questa sua nuova meravigliosa avventura! :-)

martedì 17 febbraio 2015

I due volti del Vava

Nel mio post pre-Sanremo ho parlato incidentalmente del Vava, raccontando di aver scoperto da poco che il creatore degli spassosi video di Pota Pig ha anche una gran bella voce. Ma le sorprese su OL VAVA, al secolo Daniele Vavassori, non erano finite: non soltanto sul suo canale YouTube ho trovato questa canzone dedicata alla moglie sulle note di Uptown Girl (un brano che, Billy Joel mi perdonerà, ho imparato a conoscere grazie alla cover dei Westlife)...


[Nei sottotitoli per mia fortuna – altrimenti non avrei capito un accidente – al testo in dialetto bergamasco fa seguito la traduzione in italiano]
... ma ho scoperto che, oltre al sito Vava77.it in cui esprime il suo lato giocoso, Daniele ha pure un sito più serio dedicato alla sua attività di cantante, e in particolare di interprete di classici swing, un genere che peraltro a me non dispiace affatto. Non c'era da stupirsi che cantasse così bene! Ascoltalo qui sotto in Run...


Il brano è uno dei dieci contenuti nell'album A Pocket Full of Dreams, registrato con la collaborazione di tre grandi nomi del panorama jazz: il chitarrista Sandro Gibellini, il batterista Stefano Bertoli e il contrabbassista Marco Ricci. Il disco – ops, qualcuno se li ricorderà ancora, quei cosi tondi? ;-) – è disponibile su iTunes e anche su Amazon, dove oltretutto costa meno! :-)

lunedì 16 febbraio 2015

Cindy, una di noi!

Ieri Selvaggia Lucarelli ha pubblicato una foto recente della supermodella statunitense Cindy Crawford, classe 1966, al naturale, a confronto con la stessa immagine photoshoppata...


... e l'ha corredata del seguente commento: «Tanto di cappello a Cindy Crawford, che ha scelto di far vedere com'è senza photoshop ("Bisogna accettarsi per quello che si è. Voglio essere un esempio per mia figlia”, ha detto) Perchè è già difficile mostrarsi per una donna qualunque con i propri difetti, ma farlo quando si è state la più bella per mezzo mondo, è eroico. Grande Cindy».
Peccato che, come chiarito da Paolo Attivissimo, si tratti di una bufala. No, non nel senso che l'immagine a sinistra non sia autentica – se devo essere sincera, avevo sospettato un fotoritocco "peggiorativo" – perché lo è, ma è stata diffusa senza il consenso della modella. Il servizio fotografico in questione risale a due anni fa ed è stato pubblicato, massicciamente ritoccato, su Marie Claire di dicembre 2013.
A questo punto posso confessare qual è stato il mio primo pensiero quando ho visto quella foto? Beh, eccolo: «Se anche Cindy Crawford, che è stata dotata da Madre Natura di un fisico fuori dal comune e dalla sorte di una disponibilità economica superiore alla media, alle soglie dei cinquant'anni mostra un addome tutt'altro che tonico e compatto, cosa possiamo sperare noi comuni mortali, in eterna lotta contro inestetismi e smagliature specie dopo le gravidanze? Per quanto mi riguarda, se comincio a fare un po' di addominali per limitare i danni, male non fa... Ma niente Photoshop, grazie!».
Lo ribadisco, è un vero peccato che non sia vera, la storia di Cindy Crawford che acconsente alla pubblicazione di scatti in cui non appare nella sua forma migliore. Perché sarebbe stata un esempio formidabile per schiere di donne che non si accettano così come sono né si rassegnano ai segni del tempo sul proprio aspetto... quando riuscire a farlo sarebbe fondamentale per poter stare bene con sé stesse.

domenica 15 febbraio 2015

Nek vincitore morale

E così, è finita: il sessantacinquesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo è stato vinto come temev... ehm, prevedevo dal trio Il Volo con il brano Grande amore: «'Sta vittoria de Il volo era così telefonata che quelli che si sono giocati 100 euro ne devono 150 alla Snai», ne ha scritto Selvaggia. ;-) Io il giovanissimo terzetto – poco più di sessant'anni in tre – composto da Piero Barone, Ignazio Boschetto e dall'abruzzese Gianluca Ginoble l'avevo già visto e sentito esibirsi dal vivo l'estate scorsa non rimanendone per nulla entusiasta, e la performance sanremese non ha potuto che confermare la mia impressione al riguardo. Cosa ci posso fare se non mi emozionano affatto? Li trovo costruiti a tavolino e poco autentici, e il loro genere musicale è antiquato e distante anni luce dai miei gusti... comunque dal punto di vista della tecnica vocale i tre hanno una marcia in più, mi pare innegabile, e, amati come sono all'estero, non dubito che al prossimo Eurovision Song Contest faranno faville.
La sottoscritta tifava per Nek, il cui brano, Fatti avanti amore, è fortissimo e di sicuro "spaccherà" in radio e sul mercato discografico. E pure la cover che il cantautore emiliano ha interpretato nel corso della terza serata, Se telefonando, pareva quasi che Maurizio Costanzo, Ghigo De Chiara ed Ennio Morricone l'avessero scritta apposta per lui. Sui social molti ce l'hanno ancora con il neo-sosia di Wolverine perché al suo esordio sanremese presentò un pezzo ritenuto antiabortista, In te... ma, ammesso che raccontare la storia di un ragazzo che cerca di convincere la propria ragazza a tenere il bambino che aspetta da lui – quando troppi uomini al contrario fuggono dalle proprie responsabilità – sia una colpa, dopo ventidue anni oramai sarà caduta in prescrizione, suvvia! ;-)
Ecco alcuni commenti su Il Volo tratti dai social [mi scuso per aver omesso molti link alle fonti, ma se mi fossi cimentata nell'opera certosina di inserirli tutti per benino avrei pubblicato il post in tempo utile perché fosse dichiarato irrimediabilmente OALD ;-)]...
Hanno vinto i finti giovani. È proprio il paese di Matteo Renzi.
Vincono i giovani/vecchi de #ilvolo con una canzone che canteremo di certo sotto la doccia... ehm... sì certo #sischerza
Se mio figlio viene così il Volo glielo faccio fare dalla finestra.
Questa vittoria dimostra che gli anziani hanno soldi da spendere al televoto. Taglio delle pensioni SUBITO.
Era meglio far vincere direttamente Al Bano che le sue tre reincarnazioni
Ma "Il volo" che ha salutato dicendo "Ciao Italia!"? Che sono stranieri?
Ma far l'amore cosa, far l'amore. Hai 12 anni, ti masturbi ancora con il biberon di Cicciobello.
Mi voti 50 anni la DC, 20 anni Berlusconi e poi fai vincere tre 20enni che cantano come 70enni. Nel solco della tradizione.
Alla fine la vittoria de Il volo è politica: afferma il successo dei talent di Rai1 rispetto agli artisti umiliati provenienti dalle altre reti/trasmissioni (Fragola, Dear Jack, Di Michele eccetera)
Come fardello per l'umanità, non ne bastava già uno di Volo?
Ecco, dopo questa meritatissima vittoria, perché adesso non prendete Il Volo e non vi fate vedere più?
Ma io voglio vedermi le facce del Volo, convinti di avere IL POPOLO dalla loro parte, appena aprono il Tuitter.
Ma eccoli, i tre tenori che il Web avrebbe voluto sul palco: Aldo, Giovanni & Giacomo! ;-)


All'inizio della prima serata il pubblico ha fatto la conoscenza della valletta "bona", Rocío Muñoz Morales, nota alle cronache rosa per essere la compagna di Raoul Bova: «La spagnola è vestita talmente da spagnola che nemmeno la Barbie edizione speciale Morte di Francisco Franco». In seguito è andata in scena l'attesissima (ma da chi?!?!?) reunion tra Al Bano e Romina Power, i quali hanno cercato di salvare le apparenze anche se era abbastanza palese che sotto sotto si disprezzavano: «‬Albano e Romina cantano Felicità a Sanremo. E faccio un balzo indietro nella mia infanzia. Che infanzia di merda ho avuto...». ;-) L'ospite comico della serata è stato Alessandro Siani: «Le battute di ‪Siani‬ sono così vecchie che puoi votare la migliore, mandando un SMS del valore di 200 lire».
L'ospite comico della seconda serata sarebbe dovuto essere Angelo Pintus... uso il condizionale, perché di risate neanche l'ombra: «Pintus era la piccola sovrattassa» (in riferimento alla campagna attualmente in corso per pagare il canone Rai). Il superospite italiano Biagio Antonacci ha reso omaggio allo scomparso Pino Daniele interpretando Quando: «Il vantaggio di farsi cremare è che non ti puoi rivoltare nella tomba». Superospite internazionale della seconda serata era l'attrice Charlize Theron, dalla bellezza abbagliante; per accompagnare il suo ingresso sul palco è stata messa la musica dello spot Martini che girò a inizio carriera. «Vinci un oscar e ti celebrano con la musica di uno spot dove recitavano le tue chiappe. Perche' Sanremo e' Sanremo» (cit.). Poi si è esibita la vincitrice dell'ultimo Eurovision Song Contest, la drag queen Conchita Wurst, alla quale il conduttore Carlo Conti si è inspiegabilmente rivolto chiamandola Tom, diminutivo del suo nome anagrafico Thomas (Neuwirth): «Dopo aver chiamato Conchita Wurst "Tom" mi aspetto che chiami Arisa "Rosalba", per par condicio». E c'è qualcuno che ha notato un'impressionante somiglianza tra Conchita e una delle cantanti in gara... ;-)


La terza serata era quella dedicata alle cover, molte delle quali erano state portate al successo da cantanti ormai defunti: «Ma stasera è tutto un rivoltarsi nelle tombe...». Il Volo ha cantato Ancora di Eduardo De Crescenzo: «Che poi, una canzone più intima di questa non c'è nell'universo canzonettaro italiano e voi la cantate IN TRE». A cimentarsi nell'impresa forse più ardua è stata Annalisa, che ha cantato Ti sento dei Matia Bazar: «Il problema non è che canta male, perché non canta male. il problema è che la Ruggiero è un po' l'Everest delle cantanti italiane, e questa vuole scalarlo con le infradito». Comunque a mio parere l'ha cantata più che dignitosamente, e pur essendo un tantino prevenuta nei confronti di Amici, trovo che fra i reduci dei talent in gara "Nali" fosse la migliore. Lara Fabian criticatissima sui social per la sua interpretazione straziante di Sto male... comunque io trovo che dia il meglio di sé in lingua originale. Superospiti musicali i sempreverdi Spandau Ballet capitanati da Tony Hadley, il quale appare indubbiamente un tantino imbolsito... ma è sempre un grande, e io lo adoro ancora di più da quando l'ho visto duettare con il rapper MC Ilvano, alias Max Giusti, cantando «Goodbye Macerata / Hello (Porto) Sant'Elpidio». :-D Altro ospite della serata è stato il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, detto "Er Viperetta", assai più divertente di Maurizio Crozza quando lo imita. :-) A tenere banco sui social è stato un vivace botta e risposta fra Selvaggia Lucarelli e Gigi D'Alessio, compagno di Anna Tatangelo che era in gara.
Durante la quarta serata è salito sul palco l'allenatore della Nazionale Antonio Conte, e «Arisa si è incollata i capelli per paura che glieli rubasse Antonio Conte»; ospite comico è stato Gabriele Cirilli, il quale «dice le stesse battute da vent'anni. Avrebbe potuto governare». Raf si è esibito nonostante fosse a dir poco giù di voce, e tanto inevitabile quanto spietata è arrivata l'eliminazione: «Raf canta malgrado una brutta bronchite. Ma gli altri che scusa hanno?» (inoltre «Lo dico. A me sta cosa che Ferro e Antonacci siano super ospiti e RAF sia in gara mi sta sul cazzo», cit.). La categoria Nuove Proposte è stata vinta dal mio prediletto Giovanni Caccamo... e mi fa piacere, anche se il brano che ha presentato a Sanremo non mi è sembrato entusiasmante. Caccamo pigliatutto «vince il premio Lucio Dalla, il premio Mia Martini e la targa Tenco. Fossi in lui mi toccherei i coglioni». ;-)
Superospite internazionale della quinta e ultima serata è stato il divo di colore Will Smith, accanto al quale il conduttore Carlo "50 sfumature di" Conti appariva con la stessa tonalità di carnagione se non più scuro. In sottofondo, Wild Wild West: «Come se di Marquez ricordassero quella volta che ha scritto la lista della spesa». Uno dei videomessaggi di inboccallupo ai cantanti in gara è stato registrato dall'attore Marco Bocci, ex fidanzato della co-conduttrice Emma Marrone che poi ha lasciato per sposare Laura Chiatti: «Dai, Marco Bocci che fa "Ciao ciao" a San Valentino. Allora qualcuno je vo' male a Emma» (cit.).
Ho accumulato un po' di appunti sparsi sulla kermesse...
Con le battute su Masini che porta sfiga si può anche fare basta, grazie! ;-)
[Questo l'ha twittato la sottoscritta, esasperata dalla nomea di iettatore che continua a perseguitare il povero cantautore toscano]
C'è più defilippi in questo festival che a casa della defilippi quando c'è la defilippi in casa
Ma io ogni anno mi chiedo: per essere così delle merde le canzoni che sono passate, chissà quelle bocciate.
Ma perché PERCHÉ devo ricordarmi parola per parola tutte quelle canzoni qua? Se avessi avuto tutti quei neuroni sgombri avrei già preso otto Nobel
La canzone migliore finora l'ho sentita nello spot di Coconuda.
[per la cronaca, si trattava di Tatuami di Claudia Megrè]

Al Festival, se non hai nessuno per dirigere l'orchestra, ti viene assegnato un Beppe Vessicchio d'ufficio.
Voglio denunciare chiunque abbia permesso a kekko di scrivere canzoni PER GLI ALTRI. Come se le sue non fossero abbastanza.
[Francesco Silvestre ha composto i brani di Annalisa, Bianca (Chicc)Atzei e Anna Tatangelo... comunque devo ammettere che, se non è lui a cantare, la sua musica non mi risulta così sgradevole ;-)]
Cinque autori per la canzone di Moreno. Un'associazione a delinquere.
Ricordiamo che il codice per Grignani è il Penale.
Vi rendete conto che la Di Michele era una VOCAL COACH?
[In effetti la voce non è mai stata il suo forte...]
Date una confezione di Ricola alla Atzei!
Ho capito chi mi ricorda Arisa quando parla


[Per chi non la riconoscesse si tratta di Natolia, la presentatrice dei "bulgari" – i summenzionati Aldo, Giovanni & Giacomo – impersonata da Marina Massironi]
Arisa che ringrazia sarti e truccatori per averla resa bellissima è un po' come Renzi che ringrazia i membri del suo governo per aver arricchito le famiglie italiane.
Scusate Ma li cajane nin stanne a Lu Mare?
[Il commento del comico pescarese Vincenzo Olivieri all'arrivo di Malika Ayane. Per chi non capisce il dialetto, "li cajane" sono i gabbiani... ;-)]
Un'immagine associata a una frase contenuta nel ritornello del brano di Nesli, «Dammi l'amore in faccia»... :-D


Una coppia con 16 figli e una sposata da 65 anni.Il prossimo fenomeno saranno 2 lavoratori con contratto a tempo indeterminato.
Come ogni anno non sono mancate le segnalazioni di sospetti plagi: particolarmente fondata è quella su Straordinario di Chiara, il cui ritornello sembra fin troppo simile a quello di Forse di Pupo, nientemeno...
In conclusione, ecco un fantastico medley di canzoni sanremesi rivisitate in chiave 2.0, interpretate da Tony Cotina e dalla bravissimissima Nicoletta Battelli. Che vogliamo assolutamente sul palco di Sanremo 2016!!! :-)

sabato 14 febbraio 2015

Scusi, sa mica che giorno è oggi?

Piccola carrellata di spunti per celebrare l'odierna ricorrenza... e no, non sto parlando del centoventesimo anniversario della prima rappresentazione de L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde! ;-) (Wikipedia rules)
Alle macchine di Rube Goldberg ho già accennato l'estate scorsa linkando un video degli OK Go... e oggi te ne propongo una perfetta per l'occasione, fra le tante realizzate da 2D House. :-)


Alcune frasi particolarmente significative tratte da un testo di Tiziano Terzani...
L'amore!? Una cosa che ormai è diventata così poco di moda. Chi di voi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà che la nostra generazione, diceva «fare all'amore» e non «fare sesso». Io trovo, che se insegnassimo ai nostri figli già queste espressioni, avremmo fatto qualcosa di interessante. Avremmo riportato nella vita quella cosa stupenda e meravigliosa che è l'amore. Qualcosa che è più grande della materia.
[...]
Molti giovani oggi hanno paura a dire: «Sono innamorato, ti amo!»
Perché pensano che sia una debolezza, una vulnerabilità, uno sdilinquimento che non è una forza. Io trovo che se riparliamo d'amore è bellissimo, e il mio messaggio ai giovani è: vi prego, riscoprite la voce del cuore, la testa è bella, la testa è importante, ma la ragione non è tutto! Dobbiamo ascoltare il cuore e il cuore parla con la voce uguale.
[...]
Certi grandi dicono che la miglior forma di comunicazione è il silenzio. E le parole spesso sono trappole.
Vi faccio un esempio con una parola che tutti, tutti, tutti conosciamo. La parola "amore".
A volte è una cosa meravigliosa, a volte una grande sofferenza, a volte una grande gioia, a volte una grande forza, a volte un fuoco, a volte un senso di insufficienza... amore.
Amore: tutto lì? Tutte queste cose? Tutte lì? In questa scatolina della parola? L'amore è molto di più di quella parola, eppure non troviamo altro modo di esprimerlo che con quella parola.
A proposito di coppie, per quanto non formate da due esemplari di homo sapiens, la newsletter del WWF che mi è arrivata l'altro giorno aveva lo scopo di sensibilizzare nei confronti di un problema troppo spesso sottovalutato: la protezione dei corridoi biologici riservati agli animali, i quali «per incontrarsi, riprodursi o far crescere i propri piccoli non hanno internet, né telefonini, non usano Facebook, né possono chattare».
Ho in serbo ancora un paio di immagini carucce: la foto di una maglietta che a me che non mi trucco mai magari non si addice più di tanto, però rende l'idea... :-)


... e la formula più efficace per aggiustare un cuore spezzato: la Nutella! Peccato che con me non funzioni, perché in certi frangenti mi si chiude lo stomaco... e da un certo punto di vista è una fortuna, perché sennò alla fine rotolerei... ;-)


Qualche lettore dalla memoria lunga magari potrebbe obiettare: ma come, non eri tu che appena un anno fa – a me ci ha pensato l'implacabile Timehop a ricordarlo – parlavi di Sanvalentino con tono di sufficienza? Eh sì, per buona parte della mia vita sono stata un po' come Lucrezia di Silvia Ziche...


... ma poi per fortuna le cose cambiano, il sentimento si insinua malandrino nella tua vita...


... scopri cosa vuol dire davvero amare – come disse Albert Camus, «Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare» – ed essere amata così come sei, tu che ormai eri convinta di essere tutta sbagliata. E benché un abbraccio sincero sia sempre il top – «E che ti importa se un abbraccio ti rompe le costole, quando ti aggiusta il cuore?» (cit.) – se malauguratamente la distanza ci si mette di mezzo, è fondamentale sapere di avere qualcuno che ti è vicino col cuore, ti pensa e ci tiene davvero a te... <3
[Ok, l'abbiamo persa... fino a non molto tempo fa, lei l'uso del "minore di tre" non lo poteva proprio soffrire... ;-)]

venerdì 13 febbraio 2015

Rosolia, nun te temo più!

Probabilmente ti sarà sfuggito, ma a fine settembre mi sono ammalata: son dovuta rimanere a casa per diversi giorni in preda a febbre abbastanza alta e dolori articolari che cercavo di tenere a bada con il paracetamolo... e, quando il mio medico curante è venuto a visitarmi a domicilio e ha notato l'esantema che adornava diverse parti del mio corpicino, ha diagnosticato una probabile rosolia. Una volta guarita, comunque, lo stesso dottore mi ha consigliato di effettuare per sicurezza il cosiddetto rubeo test per verificare se il mio organismo avesse sviluppato gli anticorpi specifici... e con mia sorpresa il risultato è stato negativo: non di rosolia si era trattato, insomma, ma di qualche altra malattia esantematica caratterizzata da sintomi simili. Siccome non mi piaceva affatto l'idea di poter passare prima o poi un'altra decina di giorni a letto con dei sintomi analoghi – la rosolia è assai più fastidiosa se contratta in età adulta piuttosto che infantile, per non parlare della malaugurata eventualità di contrarla in gravidanza – mi sono finalmente decisa a sbrigare una faccenda che avevo in programma da tempo, ma che tra una cosa e l'altra avevo sempre rimandato: mi sono recata presso il Dipartimento di Prevenzione dell'Ospedale di Pescara e ho preso appuntamento per farmi somministrare il vaccino MPR (del quale a me interessava soltanto la R, avendo contratto sia la parotite che il morbillo da ragazzina), completamente gratuito per le donne in età fertile come me. La "punturina" mi è stata fatta il 15 gennaio scorso, ed è filato tutto liscio: la dottoressa mi aveva parlato di sia pur lievi effetti collaterali che avrebbero potuto verificarsi a una ventina di giorni dalla somministrazione, ma a questo punto posso dire di averla scampata. E così sono immune vita natural durante dalla rosolia; in maniera per così dire "artificiale" anziché "naturale"... ma, in base al punto 8 del decalogo che chiude questo post, questo non è mica un fatto negativo, anzi.
Ebbene sì, la sottoscritta è più che favorevole ai vaccini, per sé stessa e per gli altri, a meno che fondate ragioni mediche non ne sconsiglino la somministrazione. E ho accolto con sconcerto la notizia che in Italia risultino in calo non soltanto le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia che sono pur sempre facoltative, ma perfino quelle contro poliomielite, tetano, difterite ed epatite B che invece sono obbligatorie.
Per quanto mi riguarda, faccio regolarmente il richiamo decennale dell'antitetanica, e come ogni anno ho voluto fare pure il vaccino antinfluenzale: grazie ad esso supererò in scioltezza l'inverno e l'epidemia che sta colpendo diverse persone che conosco. Quest'anno si sono vaccinate meno persone del solito per effetto del caso del vaccino FLUAD ritenuto a torto pericoloso: una notizia che ha avuto molta più eco mediatica rispetto a quella che l'allarme fosse rientrato.
Uno studio americano ha messo in evidenza che è molto difficile far cambiare opinione a chi è contrario ai vaccini... ciononostante trovo utile condividere il link alla traduzione di un editoriale del Washington Post che spiega quanto sia importante vaccinarsi, e per chiudere nel migliore dei modi questo post riporto qui di seguito il decalogo sui vaccini redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: mica Big Pharma, insomma! ;-)
  1. I vaccini sono associati a effetti dannosi a lungo termine ancora sconosciuti e che possono essere anche fatali: falso. I vaccini in uso sono molto sicuri, la maggior parte delle reazioni avverse sono in genere lievi e transitorie e gli eventi gravi molto rari. I benefici delle vaccinazioni superano il rischio.
  2. Migliorando le misure igieniche e sanitarie verranno eradicate tutte le malattie e i vaccini non saranno più necessari: falso, perché le malattie prevenibili con vaccino si possono diffondere indipendentemente dal livello di igiene.
  3. Nel mio Paese le malattie prevenibili con i vaccini son quasi eradicate: falso, bisogna continuare a vaccinarsi, perché gli agenti infettivi continuano a circolare e possono varcare i confini.
  4. Il vaccino contro difterite, tetano e pertosse e quello contro la poliomielite sono responsabili della sindrome della morte in culla (sids): falso, non esiste alcun nesso di causalità.
  5. Le malattie prevenibili con i vaccini sono un fatto negativo che fa parte della vita: falso. Morbillo, parotite e rosolia possono causare complicazioni serie come polmonite, encefalite, cecità, diarrea, infezioni dell'orecchio, sindrome da rosolia congenita e morte.
  6. Dare a un bambino più di un vaccino per volta aumenta il rischio di eventi avversi pericolosi, sovraccaricandone il sistema immunitario: falso, non ci sono scientifiche che lo dimostrano.
  7. L'influenza è solo un disturbo e il vaccino non è molto efficace: falso. È una malattia talvolta grave responsabile di 300-500mila morti ogni anno nel mondo. La vaccinazione è il modo migliore per ridurre la probabilità di malattia grave e di contagio.
  8. È meglio essere immunizzati dalla malattia che dai vaccini: falso, perché i vaccini interagiscono con il sistema immunitario senza causare la malattia ed esponendo le persone al rischio di complicazioni.
  9. I vaccini contengono mercurio che è pericoloso: falso. Il tiomersale è un composto organico contenente mercurio, aggiunto ad alcuni vaccini come conservante. Non ci sono prove che la quantità di tiomersale utilizzata nei vaccini comporti rischi per la salute. In Italia sono utilizzati vaccini che non contengono tiomersale.
  10. Legame con autismo: falso,non ci sono prove di un legame tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e questa malattia.

giovedì 12 febbraio 2015

Guida all'Universo per scettici

Quest'oggi mi va di condividere tre immagini tratte dalla pagina Facebook di The Skeptics' Guide to the Universe, alla quale ti consiglio vivamente di mettere il Mi piace perché è un'autentica miniera di spunti interessanti! (ma pure ScienceDump, per citarne un'altra analoga, non scherza mica) :-)


La prima è stata condivisa ieri, e vede la Scienza...
Fatti un'ideaEffettua degli esperimentiLe prove supportano l'idea?
Se no, evidentemente si trattava di una cattiva idea. Se sì, hai creato una nuova teoria che potrai usare per comprendere meglio l'universoScopri nuove proveLa teoria può essere modificata per spiegare le nuove prove?
Se sì, migliora la teoria e torna ad usarla per comprendere meglio l'universo. Se no... beh, ci vuole una rivoluzione!
... contrapposta alla Fede (che magari può aiutare a comprendere questioni di natura spirituale, ma per il resto...).
Fatti un'idea, dopodiché entra in un circolo vizioso che consiste nell'ignorare le prove che la contraddicono e nello scoprire nuove prove.


La seconda risale a due mesi fa, e vede la Scienza contrapposta alla Pseudoscienza [alla quale si riferisce la P dell'acronimo CICAP, NdC].
La Scienza:
  1. Segue le prove ovunque esse conducano
  2. Accoglie le critiche
  3. Usa una terminologia precisa con definizioni chiare
  4. Fa affermazioni caute e provvisorie
  5. Considera in maniera corretta tutte le prove e gli argomenti
  6. Utilizza metodi rigorosi e ripetibili
  7. Si relaziona con i colleghi e la comunità
  8. Segue una logica attenta e valida
  9. Cambia in presenza di nuove prove
La Pseudoscienza:
  1. Inizia con una conclusione, poi lavora a ritroso per confermarla
  2. È ostile alle critiche
  3. Usa un gergo poco chiaro per confondere ed eludere
  4. Fa affermazioni grandiose che vanno al di là delle prove
  5. Effettua il cosiddetto cherry picking delle sole prove favorevoli, si basa su testimonianze o prove deboli
  6. Utilizza metodi imperfetti con risultati non ripetibili
  7. È praticata da lupi solitari che lavorano in condizioni di isolamento
  8. Usa una logica incoerente e non valida
  9. È dogmatica e irremovibile
Faccio notare – dall'immagine risultava più evidente – che confrontando gli elementi dei due elenchi con lo stesso numero si ha un'idea lampante di quanto i due sistemi siano radicalmente differenti...


Infine la terza, tratta a sua volta da Sheeple, ci propone un punto di vista molto particolare su una sostanza di uso comune che più comune non si può: l'acqua.
  • Dà moltissima dipendenza (puoi durare anche solo un giorno prima di iniziare ad averne una voglia pazzesca?)
  • Contiene chemakillz [sostanze chimiche, chemicals, che uccidono, kill, NdC] (monossido di diidrogeno in ogni singola goccia)
  • Il governo consiglia di berla (lo stesso governo che ha messo i chip RFID nei vaccini)
  • Le aziende fanno soldi vendendola (blah blah Monsanto blah)
    Adesso che ci penso, non vorrei che qualche complottista non particolarmente sveglio prendesse sul serio questa immagine e la utilizzasse a sostegno di tesi bislacche... ;-)

    martedì 10 febbraio 2015

    Io (non) sto con...

    Ieri ho letto l'opinione di Selvaggia Lucarelli sul discusso caso di Graziano Stacchio, il benzinaio veneto che ha ferito a morte con un colpo di fucile uno dei banditi intenti a rapinare una vicina gioielleria, e il mio primo pensiero è stato: oh, meno male, finalmente qualcuno che la pensa come me. Ma adesso che ho letto l'articolo di Daria Bignardi, il suo punto di vista sulla questione mi sembra più sensato e meglio motivato. Ciò non toglie che mi spaventi parecchio la violenza verbale che trasudava da buona parte dei numerosissimi commenti in calce allo status di Selvaggia: inevitabilmente mi è venuto da pensare al Far West. La criminalità è un problema concreto, ed è comprensibile che la mancanza di sicurezza percepita possa condurre i cittadini onesti all'esasperazione. Ma non credo proprio che farsi giustizia da soli sia la soluzione migliore...

    Perché lo fai?!

    Stamattina sulla bacheca di un mio "facciamico" ho visto la foto qui sotto, accompagnata dalla scritta «Indovina l'attrice celata dietro al Botox®».


    Ebbene, se la sua identità non fosse stata svelata nei commenti, non sarei mai riuscita a riconoscere in quella specie di Barbie "plasticosa" l'attrice Uma Thurman, 45 anni ad aprile, che ho sempre apprezzato per la sua bellezza particolare. Almeno fino ad oggi... :-/ Per quanto mi riguarda preferisco ricordarmela com'era, a sinistra nell'immagine qui sotto in quello che suppongo sia un fotogramma tratto da Kill Bill, a confronto con l'irriconoscibile nuova lei.


    Un'altra attrice la cui trasformazione ha fatto scalpore appena poco tempo fa è Renée Zellweger, più anziana di un anno rispetto alla Thurman. Eccola qui sotto: in questo caso la nuova versione è quella a sinistra... ma non trovi anche tu che fosse mooolto meglio, più radiosa e fresca, com'era prima?


    La Bridget Jones cinematografica ha ammesso di essere cambiata semplicemente perché è felice e segue uno stile di vita più sano, negando in sostanza di aver fatto ricorso alla chirurgia estetica... ma io mi permetto di nutrire seri dubbi al riguardo. Comunque, contenta lei: ciascuno di noi dovrebbe piacere in primo luogo a sé stesso. Però non capisco perché mai per piacersi si debba arrivare a stravolgersi i connotati – che già da prima, aspetto tutt'altro che trascurabile, non erano mica da buttar via – fino a diventare in pratica un'altra persona...

    lunedì 9 febbraio 2015

    Waiting for Sanremo

    Meno uno: comincia domani sera l'attesissima – da me, almeno ;-) – sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo. Arrivo all'appuntamento insolitamente impreparata – ancora non ho neppure comprato il tradizionale numero di Sorrisi "da collezione" – ma, dopo aver letto questo articolo e guardato i video in esso raccolti, ho già un'idea di chi tiferò tra le Nuove Proposte: Giovanni Caccamo, scoperto da Franco Battiato e prodotto da Caterina Caselli. Mica male come biglietto da visita! :-)


    Uno che a Sanremo non ci andrà, anche se ho scoperto che la voce non gli manca di certo, è Daniele Vavassori aka OL VAVA, popolare su YouTube soprattutto per la spassosa serie di Pota Pig, ovvero i video di Peppa Pig ridoppiati in dialetto bergamasco. La sottoscritta, che nello studio del lumbard si trova ancora all'ABC, non ci capisce granché... Trovo di gran lunga più intelligibili e quindi divertenti – anche se magari non dovrei raccontarlo troppo in giro ;-) – video come questo, in cui il discorso del premier Renzi è costellato da imbarazzanti disturbi, e questo qui sotto, in cui il Vava stesso interpreta Perdere l'amore – un brano che a me personalmente deve essere costato lo stiramento delle corde vocali – con un testo, come dire, un tantino rimaneggiato... ;-)



    Bravo, nevvero? Talmente bravo che gli perdono addirittura il fatto di aver "profanato" una delle più belle canzoni sanremesi, vincitrice del Festival nel 1988! E perdono pure i cervelloni di 101 Anagrammi Zen, che finora hanno prodotto almeno due anagrammi degni di nota sull'argomento: uno fintamente profetico, almeno spero – la vittoria dei Modà no, ve prego! :-O – e uno fin troppo irriverente – nonché tale da dovermene dissociare ;-) – ma geniale.

    venerdì 6 febbraio 2015

    Massimo Polidoro chiama, la Curiosona risponde!

    http://www.massimopolidoro.com/mestiere-di-scrivere/scelta-la-copertina-per-il-passato-e-una-bestia-feroce.html#.VNUooSxO0QN
    Di recente ho raccolto l'invito rivolto dall'"esploratore dell'insolito" Massimo Polidoro dapprima agli iscritti alla sua newsletter e in seguito a tutti i lettori del suo blog, e mi sono proposta per entrare a far parte della squadra di cento lettori chiamati a supportarlo nel lancio de Il passato è una bestia feroce, il primo thriller scritto dal popolare giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, nonché segretario nazionale del CICAP. Quando ho letto che le candidature pervenute erano 319, ho temuto che le probabilità di essere sorteggiata tra i cento fortunati che avrebbero avuto la possibilità di leggere il romanzo in anteprima, a un mesetto dall'uscita in programma per il 3 marzo prossimo, fossero pressoché nulle: a rigor di logica erano poco meno di una su tre, ma essendo io perseguitata dalla sfiDa... ;-)
    E invece l'altroieri ho saputo di essere tra i cento elementi della squadra di lancio, yeah! :-) Mentre ieri mi è arrivato il link per scaricare la copia staffetta del libro, in formato PDF. A questo punto, poiché temevo che leggere 432 pagine sullo schermo retroilluminato del tablet fosse troppo faticoso per i miei già provati occhioni, si è posto il problema di come trasferire l'e-book sul mio Chìndolo per una leggibilità ottimale. Caricare il PDF così com'era pareva la cosa più semplice, ma sul ridotto schermo del dispositivo i caratteri apparivano decisamente troppo piccoli. Allora ho provato a convertire il PDF in MOBI con Calibre, ma la formattazione del documento risultante dalla procedura di conversione di default era tale da renderne alquanto disagevole la lettura. A questo punto ho provato a inviare il PDF all'indirizzo e-mail associato al mio Kindle – scoprendone l'esistenza per l'occasione ;-) – ma peggio che andar di notte. Mi rimaneva da provare una procedura in due passaggi che consiste nel convertire dapprima il PDF in HTML e poi l'HTML in MOBI, oppure al limite rassegnarmi a leggere il PDF con Adobe Reader sul tablet... ma nel frattempo un'anima buona facente parte della squadra di lancio ha messo a disposizione un EPUB formattato in maniera più che decente, per cui mi sa che farò affidamento su quello, dopo averlo convertito in MOBI. Non subito, però: questo weekend sono felicemente impegnata, mentre la settimana prossima c'è il festival di Sanremo, appuntamento imperdibile per la sottoscritta, e purtroppo ho la brutta abitudine di non riuscire a dedicarmi a un libro se non sono sicura di poterlo portare a termine entro due o tre giorni... ma dopo metà febbraio prometto che farò il mio dovere di lettrice e promotrice de Il passato è una bestia feroce! Per il momento mi sono limitata a sbirciare senza andare molto oltre la prima riga... che comunque promette piuttosto bene, devo dire: «Ero morto, non c'erano altre spiegazioni».

    giovedì 5 febbraio 2015

    Due vite legate per sempre

    Nel pomeriggio di martedì, che è il giorno della settimana in cui al Multiplex Arca di Spoltore si applica il prezzo unico di 4,50 € per tutti i film in 2D, sono andata a vedere La teoria del tutto (qui il trailer), l'adattamento cinematografico della biografia Verso l'infinito scritta da Jane Wilde, ex moglie del celebre fisico, astrofisico e cosmologo britannico Stephen Hawking. Ebbene, non mi era mai capitato di rimanere così impressionata dalla prestazione di un attore: Eddie Redmayne mi è sembrato strepitoso nel rendere l'evoluzione della malattia che avrebbe progressivamente condannato il protagonista all'immobilità. Recitava non soltanto con la mimica facciale e con lo sguardo straordinariamente limpido ed espressivo – ancora di più dopo che una tracheotomia privò il personaggio della possibilità di parlare, obbligandolo a comunicare per mezzo di ausili tecnologici sempre più sofisticati – ma proprio con tutto il corpo, mani e piedi compresi. Per valutare al meglio la sua interpretazione magari mi sarebbe utile visionarla in lingua originale... ma anche in versione doppiata, e pur non avendo visto le performance di nessun altro dei candidati all'Oscar 2015 come miglior attore protagonista – Steve Carell per Foxcatcher, Bradley Cooper per American Sniper, Benedict Cumberbatch per The Imitation Game (nei panni di un altro genio, Alan Turing... solo che io dovrei ancora vedere Enigma) e Michael Keaton per Birdman – non riesco a immaginare come Redmayne possa vedersi soffiare il 22 febbraio prossimo l'ambita statuetta; il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico se l'è già aggiudicato. A proposito, dei cinque film candidati all'Oscar come miglior film straniero ho visto solamente Storie pazzesche, e mi dispiace proprio che Il capitale umano sia stato escluso dal quintetto dei finalisti, perché meritava davvero. Molto più di quello che ha vinto l'anno scorso, secondo me... ;-)
    La rilevanza scientifica di Stephen Hawking, il cui saggio divulgativo Dal big bang ai buchi neri langue da anni nella mia libreria in attesa che io trovi l'ispirazione giusta per affrontarlo, è indiscussa. Comunque, più che sulla sua brillante carriera accademica, e sull'aspirazione a trovare un'unica equazione che spieghi l'universo, il film si concentra sulle sue vicende personali: il continuo degenerare delle sue condizioni di salute e il rapporto con la moglie Jane (Felicity Jones), conosciuta a Cambridge poco prima che gli venisse diagnosticata la malattia del motoneurone. I medici negli anni '60 gli diedero un'aspettativa di vita di due anni... eppure siamo nel 2015, e Hawking è ancora vivo e dotato di un cervello in forma invidiabile! :-)
    Quanto segue può essere considerato spoiler, perciò, se sei all'oscuro delle vicissitudini di Stephen Hawking, non hai ancora visto il film e intendi andare a vederlo prima o poi, ti sconsiglierei di proseguire nella lettura. In caso contrario sarà un piacere condividere con te alcune riflessioni... :-)
    Per certi versi la trasformazione del rapporto tra Stephen e Jane col passare del tempo – ah, il tempo... il filo conduttore della trama, oltreché dell'attività di ricerca dello scienziato – può lasciare con l'amaro in bocca: se inizialmente la ragazza non aveva voluto ascoltare i consigli di chi la metteva in guardia nei confronti di una relazione così impegnativa, col passare degli anni si rese conto di non riuscire più a sostenere un tale onere, finché il marito non le fece capire che poteva sentirsi libera di ricambiare i teneri sentimenti di Jonathan, conosciuto quando aveva iniziato a frequentare il coro della chiesa – temibilissimo luogo di perdizione! ;-) – lei convinta credente accanto a un marito dichiaratamente ateo. Ma a differenza di ciò che in genere mi succede davanti a storie simili, in questo caso mi sono immedesimata a tal punto da non riuscire a biasimarla granché. E trovo apprezzabile che, sebbene Jane sia felicemente sposata con Jonathan ormai da tempo, lei e Stephen siano rimasti amici. Credo sia normale quando ci si è amati a lungo con tutto il cuore e si è condiviso così tanto, tra cui tre figli. Se invece una relazione si rivela basata su fondamenta inconsistenti, è altrettanto normale che alla fine non rimanga proprio niente da salvare...