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sabato 31 gennaio 2015

#maratonaquirinale #mattarellapresidente

Questa mattina, come molti italiani, ho seguito in televisione la quarta e decisiva votazione dalla quale è uscito il nome del nostro dodicesimo Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella. Un personaggio schivo e riservato, magari non esattamente un progressista... ma dopo aver letto il suo profilo su Repubblica mi reputo piuttosto soddisfatta: caspita, se penso a certe candidature che son circolate nel passato più o meno recente... ;-)
Mentre facevo zapping tra LA7, Sky TG24 e Rainews24 seguivo lo scrutinio su Twitter... e qui di seguito pubblico la mia personale selezione di tweet in ordine cronologico: molti li ho aggiunti ai preferiti, alcuni li ho ritwittati, pochissimi li ho scritti io.

@EnricoBattist
- Ma dimmi un po', dove lo compri lo shampoo alla 'nduja? #Quirinale2015 #maratonaquirinale

[La presidente della Camera Laura Boldrini sembra parlare di look con la presidente del Senato Valeria Fedeli :-)]

@StefanoFeltri
L'agenzia @Agenzia_Ansa nota che l'anagramma di "Sergio Mattarella" è "Matteo si rallegra" @matteorenzi #destini
GOMBLODDO!!!!! ;-)

@lasoncini
Ma la Boldrini legge "on punto mattarella" perché sarebbe spericolato interpretare l'abbreviazione?
@TaniuzzaCalabra
Mattarella Sergio Mattarella S. Mattarella On. Mattarella Mattarella S. Mattarella Sergio Come contarsi in parlamento. #maratonaquirinale
@signorponza
Certo che però anche noi potremmo farci una vita. #maratonaquirinale #Quirinale2015
@Gwendalyne
Un voto per Roby Facchinetti... ma si puoah?!?!? #maratonaquirinale
... e mi son presa addirittura due like! :-D

@RenzoMattei
La verve della Boldrini è un'anticipazione del settennato Mattarella #maratonaquirinale
@fulviafrencia
"Mamma dai una botta alla tv, ripete solo Mattarella si è bloccata", il presidente secondo la quattrenne.
@Miti_Vigliero
Ma quando non c'erano i cellulari, come si tenevano occupati i parlamentari? #maratonaquirinale #Quirinale2015
@lasoncini
"Facchinetti" con specifica "Roby": era un voto per "Mi dispiace, devo andare", mica per "Porta in alto la mano, sono il tuo capitano"
@LiveSpinoza
La Boldrini legge le schede "Rodotà" con la stessa faccia di chi trova diecimila lire in una vecchia giacca. [@blogstark]
@catepol
Un'altra occasione persa per Bianca di diventare il primo presidente della repubblica donna :D #maratonaquirinale #mattarellapresidente #fb
@PamelaFerrara
#Mentana intravede la fine, tra poco potrà andare a svuotare il catetere #maratonaquirinale
@frafacchinetti
La #Boldrini che legge il nome di mio padre è un momento unico paragonabile solo a quando mi hanno dato il diploma
Toh, allora DJ Francesco è diplomato... ;-)

@lasoncini
Spero che a La7 stiano già preparando i promo "Anche Giorgio e Matte guardano Ale e Chicco"

@Luca_Preziosi
Sergio #Mattarella ha appena spodestato Napolitano come Mayor del #Quirinale, su #4square! — a Montecitorio con altri 1.009 grandi elettori.
@francescocosta
RaiNews dice cose inutili invece di fare sentire l'aula.
... non che sentire la Boldrini che ripeteva centinaia di volte con voce monocorde "Mattarella" fosse così interessante...

@matteorenzi
Buon lavoro, Presidente Mattarella! Viva l'Italia
@davidallegranti
Ricapitolando: il M5S si conferma, per chi avesse ancora dei dubbi, una delle più colossali sòle della storia repubblicana 1/3
@PamelaFerrara
Mattarella ha raggiunto il quorum, finalmente i familiari della Sardoni possono iniziare a sperare #SardoniLibera #maratonaquirinale
[Alessandra Sardoni era l'inviata del TG LA7 al Quirinale]

@RenzoMattei
Buon lavoro, Presidente Mattarella! Viva Me.
@lasoncini
"Faccio notare: uno dei pochi tuìt della carriera di Renzi senza hashtag" (al prossimo giro possiamo votare Mentana peffavore peffa?)
@borgognoni
+++ CRIMI (M5S): "PER IL QUINTO SCRUTINIO STIAMO MEDITANDO DI CONVERGERE SU PRODI" +++
@kika23
#MaratonaQuirinale La felicità di Nunzia De Girolamo

@carlogabardini
#MattarellaPresidente della Repubblica italiana. Sono molto contento. Un giorno spero di capire perché. #maratonaquirinale #quirinale2015
@Gwendalyne
Abbiamo già il fake... :-) "@Pres_Mattarella: @1giornodapecora sabelli fioretti degno avversario. Ma io ho stravinto!!"
... ma ce n'era anche un altro, di fake!

@mattarellasergi
Mi hanno chiuso nel bagno. Venite ad aprirmi o niente discorso, grazie. #mattarella
@Gwendalyne
Chi accidenti ha votato per Lino Banfi?! #maratonaquirinale
... ed ecco che mi sono arrivati altri due like... :-O

@Gwendalyne
On. Prof. Spett.le Sig. Mattarella... #maratonaquirinale
[Qui un like solo :-)]

@Flaviaventosole
Ma chi e'sto mattarella? Uno che ha un mattone in testa ahahahhhhhhh
[L'opinione di cui l'Italia sentiva il bisogno... ;-)]

@mante
INTERNET FA MALE

@ChiNonMuore1
Mattarella raggiunge 665 voti. Ancora uno e veniva 666, il numero della Bestia, si scatenava l'Apocalisse e potevamo finalmente riposarci.
@francescocosta
Per chi dice "potevano farcela al 1° scrutinio": i due giorni sono serviti probabilmente a rosolare indecisi e creare effetto trascinamento.
@antoguerrera
Mancano 39 schede bianche a Forza Italia. 39 hanno disobbedito. I "fittiani" sono poco meno. La faglia nel partito si allarga. #Mattarella
... e anche questa dal mio punto di vista non è mica una brutta notizia! :-)

@FedericoTaddia
+++ MAGALLI CHIEDE IL RICONTEGGIO DEI VOTI +++
Già, Magalli...

venerdì 30 gennaio 2015

Il voto è segreto? E chissene...

Ieri si è svolta la prima votazione per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, e nel tardo pomeriggio Tony Troja ha riferito un retroscena non proprio edificante.
Manlio Di Stefano, un parlamentare grillino entra in cabina per votare il Presidente della Repubblica, filma il voto e pubblica il video su Facebook. Poi cancella il video e scrive il post "Ho rimosso un contenuto da questa pagina per evitare stupide strumentalizzazioni". Quando Carlo Gubitosa gli fa notare la palese violazione del principio di segretezza del voto, il grillino gli risponde "Sempre sotto padrone eh? Bravo".
Non soddisfatto del post summenzionato, Di Stefano ne ha pubblicato un altro che ha intitolato con mirabile faccia tosta I PUNTINI SULLE I; alle sue ridicole giustificazioni, ancora Tony Troja ha replicato punto per punto. Pur non conoscendoli di persona, sono fiera di averli come "facciamici", lui e Carlo Gubitosa [il quale da parte sua ha pubblicato questo sulla sua bacheca]! :-)
Eppure Di Stefano non è stato mica l'unico parlamentare pentastellato – non chiamarli grillini, sennò si offendono ;-) – a commettere una così palese violazione del principio di segretezza del voto. Ci sarebbe da ridere per non piangere... Selvaggia Lucarelli ha espresso il proprio sconforto per il fatto che nel primo scrutinio abbiano preso voti personaggi del calibro di Ezio Greggio, Sabrina Ferilli e Antonio Razzi (vabbè, quest'ultimo è addirittura senatore... ed è questa la cosa veramente deprimente).
[La foto di Renato Brunetta che arriva a stento ad inserire la scheda nell'urna – in realtà un fotomontaggio, l'originale è questo – è di Vinegars]

giovedì 29 gennaio 2015

Speak as you eat!

Fra i vari eventi ai quali ho assistito nel corso dell'ultimo Festival delle Letterature dell'Adriatico c'è stata una lunga e interessante conversazione tra Luca Sofri e il direttore del TG LA7 Enrico Mentana, il quale in questi giorni avrà particolarmente bisogno di energie per reggere la fatica delle interminabili maratone informative dal Quirinale (la prima votazione, come previsto, si è risolta in una fumata nera). Uno dei passaggi più gustosi dell'intervista – non che il resto della "chiacchierata" non meriti – si trova a partire dal minuto 50:06, e ne riporto qui di seguito la trascrizione (che mi è servita a rendermi conto che l'eloquio di "Chicco" non è poi così fluido come sembra quando lo ascolto e basta... ma se penso a come parlo IO quando vado a braccio mi viene da piangere).
Enrico Mentana: Il linguaggio scritto è sempre diverso da quello parlato, no? Perché nessuno di voi... alzi la mano chi nella vita ha mai detto "Mi sono recato in un posto": verbo i-ne-si-sten-te! [...] Io l'ho scritto nel mio decalogo ai giornalisti del TG5 nel 1992, e da allora do dei veri e propri ceffoni a quelli che dicono... "Il velivolo", voi avete mai visto uno che dice "Ho visto il velivolo..."? Velivolo?!?!? Aspettate: "la vettura", "il luogo del sinistro"... ma che cos'è il luogo del sinistro, un ristorante per mancini?! Oh, ragazzi, cioè... "la missiva", ma cos'è la missiva?! [...] Parliamoci molto chiaro: questo è il linguaggio scritto che, se vedete, troverete nei telegiornali, ancora molto spesso, perché quello è il lascito del fatto che una parte dei telegiornali sono scritti. Purtroppo "si è recato"... domani comprate Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore e troverete che qualcuno "si è recato", immancabilmente, e soprattutto se è uno importante. Non è che il capo dello Stato alza le chiappe e va da qualche parte: si reca sempre, comunque, anche in bagno si reca! Allora, vediamo di intendere questo fatto. "Il titolare della Farnesina"... io voglio sapere chi è la riserva! Cioè, non è possibile! Perché, sapete cos'è... Hemingway l'aveva ben capito: purtroppo, siccome uno non può dire sempre "casa", poi deve dire "abitazione"... ma invece dici sempre "casa", perché tu pensi "casa"! Parli come mangi, cioè parli come pensi. Allora, se voi vedete un incidente d'auto e arrivate a casa, dite "Guarda, è successo..."... non dici "la vettura", "il luogo del sinistro", "proveniente dal senso inverso", "dalla direzione opposta". Quello veniva "dall'altra parte", non veniva "dalla direzione opposta"! Oh, ragazzi, allora l'eccesso è la banalizzazione, ovviamente, perché se uno parla "mamma", "casa", "nanna", è ovvio... Però neanche "genitrice", "abitazione", "REM"! [...] Questa cosa è figlia del fatto che il giornalismo televisivo ovviamente non nasce dal nulla, e chi va a fare il telegiornale? Non dei giovani: vanno a farlo dei giornalisti della carta stampata, che sono abituati al giornalismo scritto, e ancora molto al vecchio giornalismo scritto. [...] E però quel giornalismo quanto ha rappresentato nella forma e nella sostanza l'allontanamento dalla realtà? Ripeto, io sono sicuro che in un sito di giovani letto da giovani, oppure nel Post che tu dirigi, mai nessuno dirà tutta questa caterva di...
Luca Sofri: Nel Post abbiamo formalizzato questa regola, tu hai detto la tua: non scrivere mai niente che non diresti a voce a tua madre.
... e si proseguiva parlando tra l'altro della crisi della carta stampata, legata al fatto che le nuove generazioni non leggono né tantomeno comprano i giornali.
Le osservazioni di Enrico Mentana sull'opportunità di "parlare come si mangia" le ho trovate parecchio condivisibili, e ne ho preso spunto per fare un pochino di autocritica: magari non quando parlo, ma quando scrivo mi capita di usare termini un tantino inconsueti, per snellire la frase o per evitare ripetizioni, in quest'ultimo caso facendomeli suggerire spesso dal dizionario dei sinonimi. E la cosa mi diverte anche... ma forse da un punto di vista esterno può dare un'idea di snobismo che non invoglia di certo alla lettura.
Ok, Mentana ha predicato bene... ma razzola altrettanto bene? Non sempre: nel corso dell'edizione del TG LA7 andata in onda alle ore 20 di martedì scorso, commentando le dichiarazioni di Paolo Gentiloni – toh, il titolare della Farnesina! ;-) – riguardo al rischio di possibili infiltrazioni di terroristi tra le masse di migranti che cercano fortuna con i viaggi nel Mediterraneo, se n'è uscito (minuto 21:30) con questa affermazione: «È probabile che il nostro ministro degli Esteri avesse già contezza di queste minacce attraverso i canali informativi dell'ISIS».
Contezza?! Ecchevvordi'?! Ma soprattutto, chi la usa più 'sta parola? Il vocabolario Treccani la classifica come lemma letter. (letterario) e ant. (antico), e per spiegarne l'utilizzo propone come esempi delle citazioni di Dante e di Boccaccio, due scrittori giganteschi... ma che son vissuti giusto quegli otto secoli fa o giù di lì. ;-) E va bene che la nostra lingua italiana è un prezioso patrimonio da preservare, evitando per quanto possibile gli anglicismi superflui (il titolo di questo post non è altro che una scherzosa provocazione, ché poi la traduzione corretta di "parla come mangi" è questa)... però la priorità di chi comunica dovrebbe essere quella di farsi capire da tutti o quasi i destinatari della comunicazione, o no? :-)
Finito il telegiornale, ho notato che l'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, se n'è uscita con lo stesso identico termine succitato... e non ho potuto fare a meno di immaginarmela mentre, in attesa di andare in onda, guarda Mentana che conduce il telegiornale, sente quest'espressione così aulica e pensa «Figo! Questa me la devo rivendere subitissimo!!!». ;-)

mercoledì 28 gennaio 2015

#MagalliAlQuirinale

Tempo qualche giorno e sapremo chi sarà il successore del dimissionario Giorgio Napolitano al Quirinale. Parecchio scalpore nei giorni scorsi l'ha suscitato la "candidatura" di un personaggio popolare e simpatico, ma che per quanto ne so non ha mai avuto nulla a che fare con la politica: il conduttore televisivo Giancarlo Magalli, che era già dall'anno scorso un idolo della Rete e che a sorpresa ha conquistato di recente un onorevolissimo ottavo posto al primo turno delle "quirinarie" lanciate da Il Fatto Quotidiano; è in corso il secondo turno, che al momento vede Magalli incredibilmente in testa. Qui e qui l'opinione del diretto interessato, il quale ha anche pubblicato sul suo profilo Facebook uno scherzoso fotomontaggio per rendere l'idea dello "stress" provocatogli dagli effetti della campagna mediatica che lo vede protagonista, e di cui questo Storify riassume i momenti migliori.
A tal proposito Massimo Gramellini ha scritto «Come ogni cosa, in questa Repubblica fondata sul cazzeggio, col passare dei giorni l’ipotesi di una presidenza Magalli comincia ad apparire plausibile o comunque non scandalosa, specie quando si leggono certi altri nomi», e Alessandro Gilioli ha commentato «Questa roba di Magalli è uno scherzo. Ma quando vedremo il vero Presidente, ci dispiacerà che lo sia stato». E già, al momento si sente puzza di inciucio "renzusconiano" lontano un miglio, e non oso sperare che alla fine avrà la meglio qualcuno dei candidati del M5S, tutti degnissime persone (anche se, conoscendo certe prese di posizione di Beppe Grillo, l'inclusione di nomi come Romano "Euro" Prodi e Pier Luigi "Gargamella" Bersani qualche perplessità la lascia). Nell'instant poll de La Stampa, che Magalli non lo considera proprio, attualmente è in testa Romano Prodi con il 23%, seguito da "Nessuno di questi" con il 16% e da Stefano Rodotà con il 13%... ma per quanto mi riguarda mi trovo abbastanza d'accordo con Daria Bignardi su Walter Veltroni; Emma Bonino, viste anche le sue condizioni di salute, sarebbe un'outsider.
Per citare Satiraptus, «Due uomini, uno cacciato dal parlamento e l'altro mai eletto nel parlamento stanno decidendo le sorti della Repubblica. Il nuovo che avanza». E lo stesso Magalli, nel blog a lui riservato nel sito de l'Espresso, si è pronunciato sfavorevolmente riguardo alla scelta del PD di votare scheda bianca nei primi tre scrutini. Fingers crossed...

martedì 27 gennaio 2015

La verità ti fa male... ;-)

Quest'oggi mi va di condividere una selezione di immagini tratte da due post pubblicati su KickVick: 55 Funny But Hurting True Facts About Daily Life e poi la seconda parte, 65 Hilarious But Hurting True Life Facts About Daily Life. Le figure, pubblicate su Kind of Normal e realizzate dal duo creativo Wumo, illustrano con arguzia alcune verità tanto "inconfessabili" quanto lampanti relative alla vita di tutti i giorni.
Gli argomenti spaziano da internet [clicca sulle immagini per ingrandire]...

 
 
 
 
 
 
 

... alla tecnologia in generale...

 
 
 

... fino al mondo del lavoro...




... per toccare anche i problemi del traffico...

 
 

... e per finire, varie ed eventuali! :-)

 
 
 
 
 
 
 

lunedì 26 gennaio 2015

Il giorno fatidico

Nel suo Buongiorno del 21 gennaio scorso, il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini raccontava di aver scoperto la data in cui dovrebbe andarsene da questa terra; glielo aveva comunicato un'amica fin troppo zelante consultando «population.io, il nuovo sito della Banca Mondiale che fornisce a ciascun essere umano la sua data di scadenza». Manco a dirlo, mi sono subito fiondata a visitare il sito per interpellare l'"oracolo": niente di più facile! Dopo aver dato uno sguardo – impossibile resistere ;-) – alla stima del conteggio dell'attuale popolazione del pianeta che si aggiorna a vista d'occhio e ai disegnini dei neonati che salutano il mondo ciascuno nella propria lingua, non devi far altro che immettere la tua data di nascita, il Paese in cui sei nato e il sesso alla nascita (meglio specificare ;-)), cliccare su go e attendere qualche istante affinché vengano visualizzati i risultati dell'elaborazione: scoprirai quindi qual è tua posizione nella "classifica" di tutte le persone vive sul pianeta, quante sono in percentuale le persone più giovani e più anziane di te sull'intera popolazione mondiale e sul totale degli abitanti del tuo Paese, e dove ti collochi nel grafico della distribuzione delle età della popolazione mondiale e di quella del tuo Paese. Come se non bastasse, scoprirai quante persone all'incirca condividono il tuo stesso giorno e addirittura la tua stessa ora di nascita, con tanto di statistiche per continente e per Paese (ovviamente la Cina e l'India la fanno da padrone). Infine leggerai la fatidica stima dell'aspettativa di vita riferita al tuo Paese (nel mio caso dovrei campare 90,9 anni), a qualunque altro Paese (basta cliccarci sopra nel planisfero) e al mondo intero (come cittadina media del mondo dovrei trapassare all'età di 81,2 anni): e puoi anche vedere quale sarebbe stata la tua aspettativa di vita nel passato. Il sistema fornisce una stima della data del trapasso completa di giorno, mese ed anno... e sarei quasi tentata di aggiungerla al mio calendario! ;-)
Nella sezione About del sito si spiega che...
Population.io ha lo scopo di rendere la demografia – lo studio delle popolazioni umane – accessibile a un pubblico più ampio. Noi crediamo che i dati demografici possano svolgere un ruolo importante nella comprensione degli sviluppi sociali ed economici del nostro tempo. La nostra speranza è che le persone di ogni ceto sociale, di ogni età e in tutti i paesi possano esplorare una nuova prospettiva della propria vita e trovare il proprio posto nel mondo di oggi e di domani.
Population.io è stato sviluppato da Wolfgang Fengler, insieme a K.C. Samir e Benedikt Groß. Il progetto è supportato tra gli altri dalla Banca Mondiale.
Population.io utilizza i dati demografici ufficiali prodotti dalle Nazioni Unite ed effettua le stime per interpolazione; per maggiori informazioni al riguardo puoi far riferimento alla sezione Methodology.
Sei tentato di far gesti apotropaici? Citare il celebre pollo di Trilussa mi sembra il modo migliore per sdrammatizzare... :-)
Sai ched'è la statistica? È 'na cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
In conclusione, tanto per restare in tema, condivido un link ancora meno serio: immettendo nel Death Year and Reason Predictor il tuo nome e il tuo anno di nascita, otterrai una "lapide virtuale" con su scritto l'anno e la causa della morte. Il risultato non viene generato da chissà quale algoritmo, bensì in maniera completamente casuale: immettendo i miei dati più volte, la prima ho ottenuto che morirò a 66 anni scivolando in un tombino («You slipped into a manhole!»), la seconda che all'età di 57 anni mi colpirà un missile («Struck by a missile») e la terza addirittura che tirerò le cuoia ad appena 56 anni per essermi scattata troppi selfie («Clicking excessive selfies»), proprio io che non me ne faccio mai! ;-) Vabbè, questo è un tipico esempio di «quell'arte che fa rima con fraseggio», per citare l'articolo de Il Messaggero dedicato a Dubsmash, l'app del momento che – grazie al cielo! ;-) – non risulta compatibile con nessuno dei miei dispositivi Android...

domenica 25 gennaio 2015

A proposito del trucco del cucchiaio di legno

A un anno e due giorni dal post che dedicai ai trucchetti per semplificarsi la vita in cucina, una chiacchierata avuta stamattina col mio amore mi ha offerto lo spunto per pubblicare un piccolo aggiornamento sul food hack che trovavo maggiormente degno di nota. Ricordi che scrissi che si può «evitare che l'acqua in ebollizione trabocchi appoggiando un cucchiaio di legno sul bordo della pentola» e aggiunsi pure, tra parentesi, «questa poi... è una svolta!!!»? Beh, oggi su Wonder How To ho trovato la risposta a due interrogativi abbastanza scontati al riguardo.
Primo: come si spiega che il cucchiaio di legno impedisca all'acqua della pasta di fuoriuscire dalla pentola sporcando i fornelli?
A differenza di ciò che comunemente si crede, non è vero che il cucchiaio di legno impedisce al calore di concentrarsi troppo al centro della pentola, impedendo così al liquido di bollire troppo alto. In realtà il trucco del cucchiaio di legno funziona in due modi.
In primo luogo, le bolle sono forme instabili. Quando qualcosa di idrorepellente, ossia non in grado di assorbire acqua, tocca la superficie di una bolla, essa si abbassa. Un cucchiaio di legno asciutto destabilizza le bolle quando esse entrano in contatto con la sua superficie idrorepellente. Ciò fa ritirare l'acqua bollente.
In secondo luogo, le bolle e la schiuma create dall'acqua bollente sono piene di vapore, ovvero acqua in forma gassosa. Se la bolla tocca qualcosa la cui temperatura è inferiore a 100 °C, il vapore si condensa (torna liquido) e rompe la superficie della bolla. Il cucchiaio di legno, avendo una temperatura di molto inferiore a 100 °C, ha quindi l'effetto di rompere le bolle e far ritirare la schiuma.
Secondo: come mai – l'esperienza pratica lo dimostra – questo trucco non sempre funziona?
Beh, ad un certo punto il cucchiaio di legno si riscalda e l'acqua salirà in ogni caso. E non provare a utilizzare un cucchiaio di metallo al posto di uno di legno: i metalli conducono il calore molto più rapidamente!
Una buona soluzione veloce: puoi soffiare sulla superficie di una pentola in ebollizione e la schiuma si ritirerà, dal momento che la temperatura del tuo fiato probabilmente è ben al di sotto di 100 °C.
Avvertenza: se continui a utilizzare sempre lo stesso cucchiaio di legno su una pentola d'acqua bollente, alla lunga esso si deformerà per l'umidità e il calore. Quindi assicurati di alternare un paio di cucchiai a rotazione o, per lo meno, tieni d'occhio l'acqua bollente dimodoché il cucchiaio non rimanga lì troppo a lungo.
P.S.: A proposito di food hacks, sempre oggi mi è capitato sottomano questo post che dal titolo – 13 Amazing Food and Life Hacks You Need to Know Right Now – sembrava piuttosto promettente, ma poi leggendolo mi sono resa conto che si trattava solo di un simpatico scherzo... :-)

sabato 24 gennaio 2015

Anche tu puoi disegnare in 3D!

Di recente ho avuto modo di ammirare, grazie a un articolo pubblicato su Bored Panda, i bellissimi disegni del quindicenne brasiliano João Carvalho, a.k.a. J Desenhos: la sua specialità è quella di tracciare immagini che, da bidimensionali quali sono, sembrano uscire dal foglio per estendersi anche nella terza dimensione, soprattutto grazie a sapienti ombreggiature. Ecco qua sotto alcuni esempi delle sue creazioni...

 
 
 

Una forma d'arte piuttosto affascinante, nevvero? Ebbene, la buona notizia è che pure tu ti ci puoi benissimo cimentare, a patto di avere giusto un minimo di dimestichezza con la matita (se il massimo che riesci a disegnare è qualcosa del genere, ecco, forse è meglio che lasci perdere... ;-) ). A mostrarti come fare è un video di DaveHax, il cui canale YouTube è un'autentica miniera di guide per imparare a creare ogni sorta di cose in maniera semplice e alla portata di tutti.


Beh, magari il risultato che otterrai non sarà esattamente all'altezza delle opere del giovanissimo artista sudamericano – il quale per inciso ha imparato a disegnare così solo da pochi mesi, per giunta da autodidatta – ma magari, se ci provi, anche tu potrai prenderti qualche piccola soddisfazione e stupire i tuoi amici! :-)

venerdì 23 gennaio 2015

Decalogo per cavarsela nelle discussioni

Debbo fare una confessione: a discutere con altri, specie se la pensano in modo molto diverso dal mio, non me la sono mai cavata un granché bene... anzi, finora è stato sufficiente che il mio interlocutore si mostrasse almeno un po' sicuro di sé e delle sue idee perché io rimanessi letteralmente senza parole. Salvo poi, riflettendoci a mente fredda, rendermi conto che avrei potuto argomentare meglio, e che mi ero fatta "intortare" come una pivellina. ;-) Ma forse qualcosa potrebbe cambiare... Conoscere i trucchi più comuni usati nelle discussioni è fondamentale per riconoscerli al volo, e magari per controbattere a dovere! :-) A tal proposito capita proprio a fagiuolo un articoletto pubblicato su Relatively Interesting, dal titolo The 10 Commandments of Rational Debate [logical fallacies explained], del quale riporto qui di seguito la traduzione.
I 10 comandamenti delle discussioni ragionevoli [fallacie spiegate]

Sei in cerca di un vantaggio competitivo per poter avere la meglio [io mi accontenterei di non avere sempre la peggio..., NdC] nella tua prossima discussione?
Impara i 10 comandamenti delle discussioni ragionevoli e usali contro il "nemico" in modo da annientare i suoi argomenti punto per punto (in maniera ragionevole, ovvio). Conoscere le tue fallacie logiche e il modo in cui il cervello può ingannare anche la più brillante delle menti è il primo passo per avere la meglio in una discussione.
Queste sono dieci tra le fallacie logiche più popolari, ma ce ne sono molte altre che devi apprendere allo scopo di padroneggiare l'arte della discussione ...
  1. Non attaccare il carattere della persona, ma l'argomento stesso. (Ad hominem)
    Esempio: Dave ascolta Marilyn Manson, quindi i suoi argomenti contro certe parti della religione sono inutili. Dopotutto, ti fideresti di qualcuno che ascolta quell'adoratore del diavolo?
  2. Non travisare o esagerare l'argomento di una persona allo scopo di renderla più facile da attaccare. (Argomento dell'uomo di paglia)
    Esempio: Dopo che Jimmy ha detto che dovremmo investire più denaro nella sanità e nell'istruzione, Steve ha risposto dicendosi sorpreso del fatto che Jimmy odi il nostro paese a tal punto da volerlo lasciare indifeso tagliando le spese militari.
  3. Non usare piccoli numeri per rappresentare il tutto. (Generalizzazione affrettata)
    Esempio: I Negatori del Mutamento Climatico prendono un piccolo campione di dati per dimostrare che la Terra si sta raffreddando, non riscaldando. Lo fanno zoomando su dieci anni di dati, ignorando la tendenza presente nell'intero insieme di dati che si estende su un secolo.
  4. Non sostenere la tua posizione ipotizzando che uno dei suoi presupposti sia vero. (Petizione di principio)
    Esempio:
    Sheldon: «Dio deve esistere».
    Wilbert: «Come fai a saperlo?».
    Sheldon: «Perché lo dice la Bibbia».
    Wilbert: «Perché dovrei credere nella Bibbia?».
    Sheldon: «Perché la Bibbia è stata scritta da Dio».
    Wilbert: «WTF?».
    Qui, Sheldon sta facendo l'ipotesi che la Bibbia sia vera, quindi anche il suo presupposto – che Dio esiste – è vero.
  5. Non affermare che, poiché qualcosa si è verificato prima, esso deve essere la causa. (Post hoc / Falsa causa)
    Questo può anche essere letto come «La correlazione non implica la causalità».
    Esempio: Ci sono stati 3 omicidi a Dallas questa settimana, e in ciascuno di quei giorni pioveva. Pertanto gli omicidi si verificano nei giorni di pioggia.
  6. Non ridurre l'argomento a due sole possibilità quando vi è una chiara via di mezzo. (Falsa dicotomia)
    Esempio: O sei con me, o contro di me. Essere neutrale non è un'opzione.
  7. Non sostenere che, a causa della nostra ignoranza, l'affermazione deve essere vera o falsa. (Ad ignorantiam)
    Esempio: Il 95% degli oggetti volanti non identificati ha una spiegazione. Il 5% non ce l'ha. Pertanto il 5% degli UFO non spiegati dimostra che gli alieni esistono.
  8. Non assegnare l'onere della prova a chi ha messo in discussione l'affermazione. (Capovolgimento dell'onere della prova)
    Esempio: Marcy afferma di vedere i fantasmi della gente morta, poi ti sfida a dimostrare che si sbaglia. L'onere della prova è di Marcy, non tuo, in quanto è stata Marcy a fare l'affermazione straordinaria.
  9. Non ipotizzare che "questo" segua "quello", quando non c'è alcun nesso logico. (Non sequitur)
    Simile, ma la differenza tra il post hoc e le fallacie non sequitur è che, mentre la fallacia post hoc è dovuta alla mancanza di un nesso di causalità, nella fallacia non sequitur l'errore è dovuto alla mancanza di un nesso logico.
    Esempio: Se non compri questo integratore alla vitamina X per il tuo bambino, lo stai trascurando.
  10. Non sostenere che, poiché un presupposto è popolare, allora deve essere vero. (Argumentum ad judicium)
    Esempio: Solo perché una celebrità come Dr. Oz approva un prodotto, ciò non lo rende più legittimo.
Se dieci fallacie ti sembran poche, qui potrai trovarne illustrate ancora di più... e, qualora fossi particolarmente appassionato della questione, potresti anche appendertele in casa sotto forma di poster! :-)

giovedì 22 gennaio 2015

Capita anche a me...

Per quanto la sottoscritta si impegni con un certo scrupolo a osservare le più elementari regole di sicurezza informatica, può capitare "persino" a me di beccarmi – ancora non mi capacito di come sia potuto accadere, maledizione!!! :-O – qualche malware; un adware, per la precisione. I sintomi si sono manifestati a partire dal 5 gennaio scorso, quando, a ogni riavvio del pc, ha iniziato a comparire un irritante messaggio di errore: «Impossibile trovare il file "C:\Program Files\Search Extensions\Client.exe". Verificare che il nome del file sia corretto, quindi riprovare». Che noia, che barba dover cliccare ogni volta su OK per andare avanti... Come eliminare questa seccatura una volta per tutte? È stato il mio amore a condurmi alla soluzione, semplicemente suggerendomi di googlare C:\Program Files\Search Extensions\Client.exe. Il primissimo risultato era il video qui sotto...


... del quale riporto brevemente il contenuto tradotto – tanto più che come screencast non mi pare mica un granché ;-) – a beneficio di chi dovesse approdare a questo post sull'onda di Google et similia in cerca di dritte per venire a capo di un inconveniente analogo. :-) Allora, è piuttosto facile: non devi far altro che aprire Esplora risorse o Risorse del computer che dir si voglia, aprire la cartella C:\Windows\System32\Tasks, trovare e cancellare tutti i file aventi nel nome la parola Rocket (nel mio caso RocketTab e RocketTab Update Task, la cui data di ultima modifica corrispondeva appunto a quel fatidico 5 gennaio). Da questo momento in poi, riavviando il pc, non otterrai più quel fastidioso messaggio d'errore. La semplicissima procedura appena descritta rimuove in men che non si dica il "sintomo" molesto... ma qui ho appena trovato indicazioni che mi sembrano utili per una "cura" più rigorosa della "malattia".
Insomma, vorrà dire che in futuro dovrò essere ancora più cauta nelle mie abitudini di navigazione, dannati cracker (ovviamente non mi riferisco a quelli buoni da mangiare, ma a quelli che più indigesti non si può)... e comunque nella mia to-do list mi tocca inserire con priorità abbastanza elevata le "pulizie di primavera anticipate" del mio sistema, che mi sembrava un tantino appesantito già da un po'. Stay tuned, ché se riterrò che ne valga la pena ti farò il resoconto delle operazioni di "manutenzione" effettuate! :-)

mercoledì 21 gennaio 2015

Due giovani vite da salvare

Sul sequestro di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani cooperanti italiane in Siria, e sulla loro recente liberazione, sono stati versati fiumi d'inchiostro, o se ci si riferisce a internet sono stati scomodati fantastiliardi di bit... ma personalmente ridurrò il mio contributo al minimo, limitandomi a domandarmi come mai sia possibile non reagire con gioia e sollievo per la felice conclusione della vicenda – eppure, come ha osservato Massimo Gramellini, nei commenti riguardanti questo e altri casi non meno delicati «sul web si concentra un tasso insostenibile di volgarità e di grettezza» – e a condividere una piccolissima selezione degli spunti che mi sono capitati sotto gli occhi, e che esprimono meglio il mio pensiero al riguardo.
La vignetta di Mauro Biani, che rispecchia un atteggiamento tanto comune quanto contraddittorio...


... l'articolo di Medium, che condivido parola per parola, e lo status di Simone Sbaraglia, brillante matematico e fotografo (in quest'ultima veste ho avuto il piacere di conoscerlo in occasione del workshop che ho frequentato la scorsa primavera).
Capisco che la sottile differenza sfugga ai più ma segnalo sommessamente che andare in un paese in guerra per portare aiuto a chi soffre ed essere sotto processo con l'accusa di aver fatto tiro a segno su inermi pescatori NON è esattamente la stessa cosa.

martedì 20 gennaio 2015

Chi ha paura del lunedì nero?

Ieri era il terzo lunedì di gennaio... e, come avviene ormai da qualche anno in corrispondenza di tale data, mi sono imbattuta in svariati articoli – mi limito a menzionare Il Fatto Quotidiano e l'Huffington Post – i quali ricordavano che quella di ieri sarebbe stata la giornata più triste dell'anno. Non si tratterebbe di una teoria campata in aria, bensì di una stima accuratamente valutata da Cliff Arnall, psicologo dell'università di Cardiff, per mezzo di un'equazione che prende in considerazione vari parametri.
Beh, il lunedì è sempre abbastanza tosto da affrontare, almeno per coloro per i quali coincide con la ripresa dell'attività lavorativa; nel mio caso il ritorno alla solita routine dopo un fine settimana splendido è stato a dir poco traumatico, inoltre la giornata di ieri nel suo complesso è stata molto più stressante del normale, ma per motivi che non c'entrano proprio nulla con l'equazione di Arnall... e infatti oggi leggendo Query ho scoperto – ne avevo già il fondato sospetto, in effetti – che quella del lunedì più deprimente dell'anno è «un’idea priva di qualsiasi fondamento scientifico». :-) Quanto all'equazione, riportata qui sotto,


[l'esplicitazione del significato delle variabili te la risparmio, rimandandoti all'articolo di Query nel caso in cui dovessi essere realmente interessato],
«Questa formula, che viene spesso presentata come il frutto di un serio studio sull’argomento, è in realtà la parodia di una legge fisica. Mette insieme infatti grandezze come il tempo atmosferico e il giorno della settimana, un po’ il classico “sommare carote con patate” contro cui ammoniscono tutti gli insegnanti di fisica». Beh, serve altro? Magari la giornata di ieri sarà stata davvero un po' deprimente, ma a pensarci bene difficilmente lo è stata più di tanti altri lunedì dell'anno. ;-) A meno che tu non conoscessi già la storiella del Blue Monday, traducibile in italiano come lunedì nero, e l'avessi presa per vera... e in tal caso, per il meccanismo della profezia che si autoavvera, non è affatto improbabile che le cose ti siano andate più storte del solito. Magari cerca di ricordartene e di pensare positivo, lunedì 18 gennaio 2016! :-)

lunedì 19 gennaio 2015

Webstar Wars

Qualche tempo fa mi sono iscritta al canale YouTube di Francesco Sole, al secolo Gabriele Dotti, la cui popolarità di recente è valsa al ragazzo il grande salto dal web alla televisione, ovvero al cast di Tú sí que vales (a proposito, qualche assiduo telespettatore di talent show saprebbe spiegarmi in poche parole in cosa differisce esattamente da Italia's Got Talent, ché di entrambi non ho mai visto nulla se non brevi spezzoni?). Dopo un po' però, come accennavo qui, ho annullato l'iscrizione, perché ok, il giovanotto è piuttosto in gamba, ma magari la sottoscritta è un tantino fuori dal suo target anagrafico... e insomma, mi sono resa conto che esistono modi più interessanti per impiegare il mio "preziosissimo" tempo online! ;-) Comunque sono diventata fan della pagina Facebook del Sole, e ogni tanto può capitare che qualcuno dei suoi post-it, magari non originalissimi ma comunque significativi, si becchi un Mi piace o un Condividi da parte mia.
L'altro giorno sulla summenzionata pagina Facebook è comparso un post molto diverso dal solito, nel quale il titolare raccontava uno spiacevolissimo episodio capitatogli la notte precedente: la sua auto parcheggiata in strada aveva preso fuoco. Sembrava tanto un atto vandalico messo a segno da qualche hater talmente accanito da passare dalle parole – certo che ne racimola un bel po', di insulti, il Sole... – ai fatti. Selvaggia Lucarelli, che già aveva espresso il proprio appoggio al ragazzo in occasione dell'uscita del suo libro Stati d'animo su fogli di carta, venendo di conseguenza bersagliata dall'hashtag #SelvaggiaNonMentire, a maggior ragione gli ha manifestato solidarietà in seguito a questo fatto così inquietante, commentando con una certa enfasi «Quando dico che tutto quest'odio va combattuto col coltello tra i denti, intendo questo».
Ma sarà vera l'ipotesi dell'incendio doloso? Stefano Guerrera, fondatore della pagina Se i quadri potessero parlare di cui mi sono già occupata qui, il quale tra l'altro aveva già avuto da ridire con la summenzionata Selvaggia riguardo a questo e quest'altro post, ha condiviso un articolo secondo il quale Francesco Sole avrebbe semplicemente avuto la sfortuna di parcheggiare al posto sbagliato nel momento sbagliato: ad incendiarsi, per cause fino a prova contraria accidentali, sarebbe stata la Range Rover del calciatore del Sassuolo Davide Biondini, e le fiamme si sarebbero propagate alle auto posteggiate lì accanto, inclusa la BMW – mica male, per un ventenne! ;-) – del Sole. Chiaro che, secondo questa ricostruzione dei fatti, il vittimismo del giovanotto assume un significato un tantino differente... ;-) ma, sorvolando sulla questione dell'attentato vero o presunto che sia, non posso far altro che sostenere la sua campagna contro l'odio gratuito in Rete. Francesco Sole non ti piace? Dal momento che con ogni probabilità il suo successo non danneggia in alcun modo la tua vita, ti consiglio di non sprecare il tuo tempo e le tue energie criticandolo, insultandolo o addirittura minacciandolo: semplicemente, ignoralo! ;-)
Concludo segnalando la spassosa parodia del post del Sole ideata da quei geniacci di the JackaL... :-D
[La vignetta di Internet is on fire è tratta da My Face When]

venerdì 16 gennaio 2015

Plis visit àuar rìgion!

[Il titolo di questo post fa il verso al buon vecchio Francesco Rutelli – do you remember? – e al suo mitico appello a visitare de uebsàit – il mai tanto vispo portale Italia.it – ma soprattutto àuar biùtiful càntri... ;-)]
L'altro giorno, scorrendo gli aggiornamenti della pagina Facebook di Paesaggi d'Abruzzo, mi sono imbattuta nel video qua sotto.

Toh... ma io questo qui lo conosco! :-) Rinaldo Verì è il proprietario del Trabocco Punta Tufano, che ho già visitato due volte... e a proposito, anche se faccio orgogliosamente parte del #teaminverno, non vedo l'ora che arrivi la bella stagione per tornare sulla Costa dei Trabocchi in compagnia del mio amore! <3 [Hai notato che scrivo sempre più spesso "minore di 3"? Un caso irrecuperabile, temo... ;-)]
Il video fa parte della playlist dal titolo Italy's Passionate People caricata sul canale YouTube di Italia Sweet Italia, dalla cui pagina Facebook riporto: «We are a specialist Italian tour operator based in Europe's greenest region: Abruzzo. With our friendly team, you'll discover the true Italy and the Italian lifestyle, as well as learn the fine Italian arts of cooking, painting and pottery». Sì, hai capito bene: si tratta di un tour operator specializzato nel far scoprire ai turisti di tutto il mondo «la regione più verde d'Europa, l'Abruzzo». :-) Oltretutto l'Huffington Post originale ha incluso l'Abruzzo nell'elenco dei 21 migliori posti al mondo dove vivere dopo la pensione. E noi, che questo splendido territorio ce l'abbiamo a portata di mano, vorremmo forse lasciare che orde di turisti stranieri lo invadano senza godercelo a nostra volta? ;-)
[La foto di Rinaldo Verì che apre il post è tratta da L'Abruzzo è servito]

giovedì 15 gennaio 2015

#JAiCharlie

[Nel titolo di questo post ho evitato di rilanciare il popolarissimo hashtag #JeSuisCharlie così com'è, ma al verbo essere ho sostituito avere... et voilà!]
Ieri mattina, dovendo entrare al lavoro prima del solito, alle 8 e 10 sono uscita di casa e ho fatto un salto all'edicola più vicina: «Scusi, ce l'ha Il Fatto Quotidiano con allegato Charlie Hebdo?». «Già finito, mi spiace». Però, che lettori mattinieri! Stessa tiritera dagli altri tre giornalai che ho visitato lungo il percorso, non a caso scelto più lungo del normale, per arrivare in ufficio. Toh, non avevo idea che così tanta gente sapesse il francese... ;-) [A dire il vero l'edizione italiana riporta almeno le traduzioni dei testi delle vignette] Poco male, comunque: nel pomeriggio ho letto che l'ultimo numero del settimanale satirico francese di cui moltissimi italiani – compresa la sottoscritta, lo ammetto – non avevano praticamente mai sentito parlare prima del tragico attentato di otto giorni fa sarebbe stato ristampato e allegato all'uscita odierna del quotidiano diretto da Antonio Padellaro. Questa mattina è stato sufficiente un tour meno lungo di quello di ieri: già alla seconda tappa sono riuscita ad accaparrarmi una delle ultime due copie rimaste di giornale+supplemento. Evvai! :-)


[Niente selfie, sorry: quei pochissimi che mi scatto preferisco tenerli per me... ;-]
Già ieri sui circuiti peer-to-peer si riusciva a trovare con una facilità irrisoria il fatidico numero 1178 di Charlie Hebdo in formato PDF – chissà se quelli che lo stesso file l'hanno messo in vendita su eBay, dubito in maniera perfettamente legale, oppure quelli che hanno cercato di smerciarne le copie cartacee a prezzi assurdi, hanno fatto buoni affari... ;-) – ma io ci tenevo troppo ad averlo in originale. Perché? Non saprei spiegarlo neanch'io con chiarezza... ma in fin dei conti trovo che le parole scritte da Carlo Gubitosa al riguardo rendano abbastanza l'idea.
Oggi ho fatto un po' tardi, e niente Charlie Hebdo cartaceo. Ma ieri pomeriggio c'era gia' in giro il torrent di un PDF di ottima qualita'.
In questo mondo editoriale inedito e paradossale, si fatica a procurarsi a pagamento una rivista tirata in tre milioni di esemplari, ed e' facilissimo dal proprio apparecchio telefonico ottenere in pochi secondi la stessa rivista, gratuitamente e in formato elettronico.
Ma allora mi chiedo: il settore editoriale e' il commercio delle idee, dei pensieri, dell'arte, del nutrimento culturale o il mercato della moda da portare sotto il braccio, dei pezzi da collezione, della carta con valore storico da mostrare ingiallita ai propri nipoti?
Un'ultima riflessione sul tormentone #JeSuisCharlie, prendendo spunto da un post scritto da Selvaggia Lucarelli al riguardo. Dapprima la popolare opinionista e blogger scrive...
Essere Charlie Hebdo non vuol dire essere amanti di quel genere di satira. Vuol dire anche schifarla, disprezzarla, contestarla ma lasciare che chi vuole la pratichi. Il vostro "però" è lo stesso però che sta tra "l'hanno stuprata" e "aveva la minigonna".
... e fin qui come si fa a darle torto? Ma poi la nostra lancia una frecciata a...
Quelli che condividono il tormentone di Casalino, quello che "...voi non siete Charlie Hebdo perché vi dichiarate laici ma poi vi sposate in chiesa perché mamma ci tiene e io non sono Charlie perché non ho mai esercitato la satira in faccia a pericolosi integralisti etc...".
Essere Charlie Hebdo non vuol dire essere coraggiosi, impavidi, irriverenti. Non vuol dire aver voglia di morire in piedi. Puoi essere Charlie Hebdo anche se accontenti mamma col matrimonio in chiesa, se mandi tuo figlio a catechismo ma credi più a Totti che a Dio, se fai satira sul traffico e ti fanno paura anche le ritorsioni degli automobilisti. Se hai voglia di morire sereno nel tuo letto. Se disegni vignette su marito e moglie. Si può vivere civilmente tra le reciproche ipocrisie, nei compromessi con se stessi , con la propria pavidità. Non siamo tutti eroi. Non siamo tutti persone libere, ed è libertà anche guardare gli eroi dalla finestra e scegliere di rassegnarsi alla propria vilta' o abbracciare un un pensiero più sfumato, più moderato, più seduto.
... e qui no, non sono d'accordo, e non soltanto perché sono tra coloro che hanno condiviso il tormentone di Casalino: escludo che ci si possa paragonare a Charlie a meno di non essere coraggiosi, impavidi, irriverenti, allergici alle ipocrisie e ai compromessi. Se per ipotesi mi fossi trovata nei panni del direttore di Charlie Hebdo o di qualche disegnatore della redazione, io certe vignette non le avrei mai pubblicate: non soltanto per un umanissimo timore delle possibili conseguenze, riguardo alle quali c'erano già state avvisaglie abbastanza chiare, ma perché mi sarei sentita troppo a disagio nel dipingere in quel modo un'entità nella quale moltissime persone ripongono una fede assoluta; più o meno per lo stesso motivo per il quale, malgrado le mie riserve su Paolo Brosio, mi ha dato un enorme fastidio assistere allo scherzo del quale il poveretto è rimasto vittima. Ma il punto più importante è questo: trovo inconcepibile che degli esseri umani possano togliere la vita ai loro simili per qualunque motivo, figuriamoci perché trovano offensive delle vignette...
Tornando al post di cui sopra, Selvaggia lo conclude così, in maniera a mio parere un tantino autocontraddittoria.
Forse no, non possiamo essere tutti Charlie, ma possiamo essere tutti CON Charlie. E piangere se l'eroe che non siamo noi muore in piedi.
... e a questo punto mi trova di nuovo d'accordo: probabilmente non sarò mai Charlie, ma di sicuro sono CON Charlie, senza riserve!!!

mercoledì 14 gennaio 2015

Uffa, mi han tirato il (CEC-)PAC...

[Per questo post mi candido al Titolista Etilico Award 2015! :-)]
Da quando anni fa attivai speranzosa la mia casella di PostaCertificat@ – descrivendo dettagliatamente la relativa procedura in un post – ho avuto modo di farne uso soltanto in ricezione: in tutto questo tempo non mi sono arrivati che pochi messaggi, per aggiornarmi sull'andamento di pratiche INPS e per comunicarmi (peraltro tardivamente) l'esito di prove concorsuali. Ieri, sul mio account di posta elettronica tradizionale che avevo impostato per i servizi di notifica, ho ricevuto dall'indirizzo notifiche_noreply@casellacecpac.it un messaggio con oggetto Notifica PostaCertificat@ - Ricezione di un nuovo messaggio, e testo
Gentile Utente ***.***@postacertificata.gov.it,
nella casella di PostaCertificat@ ha ricevuto un nuovo messaggio da notifiche_noreply@postacertificata.gov.it il 09-01-2015 21:41:07 non contenente allegati. La invitiamo pertanto ad accedere alla Sua casella attraverso il Portale Servizi o attraverso un client di Posta Elettronica opportunamente configurato.
Cordiali Saluti,
Il Team di PostaCertificat@
Ohibò, e che sarà mai?! Anche se avrei potuto immaginarlo, avendo già letto e condiviso sul mio tumblr la notizia della chiusura della CEC-PAC, sono subito entrata nel mio account di PostaCertificat@ – dopo aver ripescato dai miei appunti la password che ovviamente, essendo trascorso parecchio tempo dall'ultimo accesso, avevo dimenticato... :-/ – e nella mia casella di posta in arrivo ho trovato un messaggio proveniente dall'indirizzo posta-certificata@cecpac.posteitaliane.it con oggetto POSTA CERTIFICATA: COMUNICAZIONE DI GRADUALE SOSPENSIONE CEC-PAC, e in allegato il seguente contenuto (le evidenziazioni in grassetto sono mie):
Si avvisa la gentile utenza che il servizio di Postacertificat@ (CEC-PAC), dedicato esclusivamente alle comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, sarà progressivamente sospeso per far convergere tutte le comunicazioni di posta certificata su sistemi di PEC standard, abitualmente utilizzati nelle comunicazioni tra cittadini, professionisti e imprese.
La sospensione del servizio osserverà la seguente tempistica:
1) dal 18 dicembre 2014 non sono più rilasciate nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, ivi incluse le caselle per le quali la richiesta di attivazione online è stata presentata in data antecedente, ma per le quali non si è ancora proceduto all'attivazione presso gli uffici postali;
2) dal 18 marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l'accesso alle stesse solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti;
3) dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi e l'accesso alle stesse sarà consentito, sino al 17 settembre 2015, solo ai fini della consultazione e del salvataggio dei messaggi ricevuti; dal 18 settembre sarà definitivamente inibito l’accesso alla propria caselle;
4) dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l’accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.
Dal 18 marzo 2015, tutti gli utenti CEC-PAC potranno richiedere una casella PEC, gratuita per un anno, inviando un'e-mail all'indirizzo richiestapec@agid.gov.it.
Con altra PEC, vi saranno inviate le semplici istruzioni per eseguire il salvataggio dei messaggi presenti nella vostra casella di Posta Certificata.
Le medesime informazioni sono accessibili dalla home page del sito PostaCertificat@.
E adesso ti saluto, e vado a segnare in agenda che a partire dal 18 marzo prossimo dovrò ricordarmi di spedire una certa richiesta... ;-)
[L'immagine che apre il post è tratta da TWT]

martedì 13 gennaio 2015

Quando la realtà supera l'immaginazione

Proprio ieri ho condiviso sul mio tumblr lo screenshot qui sotto...


... con questa descrizione: «Potrebbe quasi sembrare autentico… e invece è frutto del generatore automatico di post di Salvini! :-D».
Oggi Daniele Sensi ha pubblicato quest'altro screenshot...


... commentandolo ironicamente come segue: «Ma questo dove pensa che stiano Albania, Serbia e Montenegro? In Asia, Africa, Oceania?». ;-) Eppure, a differenza di quello più sopra, questo post è assolutamente autentico: sulla pagina Facebook di Matteo Salvini compare ancora, e oramai dubito che verrà eliminato. Il segretario leghista avrà intuito che, se avesse tentato di occultare le prove di questo suo svarione geografico, nell'epoca della Rete che nulla dimentica, avrebbe rischiato solamente di coprirsi di ridicolo... e tanto i suoi simpatizzanti, alcuni dei quali lo sostengono con una dedizione così cieca da incappare in capolavori di contraddittorietà come questo, difficilmente si smuoveranno di un millimetro dalle loro posizioni. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istituto Ixè, al momento Salvini è terzo – con un gradimento in crescita, per giunta – nella classifica dei leader politici che godono di maggiore fiducia da parte degli italiani. Vabbè che le alternative disponibili oggi come oggi non sono proprio entusiasmanti, però... :-/