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venerdì 1 maggio 2015

Il lavoro mobilita

Nel giorno della Festa del lavoro, ti propongo una piccola raccolta di spunti a tema...
Giorni fa sul sito del quotidiano abruzzese il Centro ho letto la vicenda di Massimo, un venditore di automobili di Cesena che a cinquantasette anni è rimasto senza lavoro. Ciononostante non si è perso d'animo e alla fine, rassegnandosi al pendolarismo, è riuscito a trovare un nuovo impiego a Pescara, grazie anche alle carte che aveva da giocare: «Dopo aver lavorato tanti anni in un certo ambito, si conosce tutto di quel mestiere, pregi, difetti, strategie di miglioramento. Diventi un esperto e sai come far valere la tua professionalità, anche in termini economici e contrattuali». La sua è una delle quattro storie di lavoro e riscatto raccontate nel blog La nuvola del lavoro di Corriere.it.
Una vicenda di segno opposto l'ha raccontata Giovanna Cosenza nel suo blog: le confessioni di un trentenne in carriera che ritiene di aver spinto alle dimissioni un collega gerarchicamente inferiore anche se più anziano. «Vivo in un mondo di squali e temo di esserlo diventato anch'io», si sfoga il giovane. Il suo caso è stato commentato in maniera seria da Massimo Gramellini, e meno seria da Luca Bottura.
Passando a toni leggeri... i ragazzi di Casa Surace, a quasi un mese dalla Pasqua, quest'oggi ci mostrano la Rivoluzione ai tempi dei social network; la messa in scena rende palesemente omaggio all'emblematica foto Lunch atop a Skyscraper, che – l'ho appena scoperto con disappunto – a quanto pare era solo una trovata pubblicitaria. In precedenza Tony Cotina e soci avevano immaginato i colloqui di lavoro di dieci personaggi celebri alle prese con un addetto alle risorse umane dall'accento lumbard tanto marcato quanto fasullo. A proposito, come mostra quest'altro video, persino Omero, se fosse vivo ai giorni nostri e proponesse i suoi scritti a un editor televisivo, avrebbe qualche problema... ;-)
Infine, qualcuno su Facebook ha espresso il proprio rammarico per il fatto che nell'odierno Google Doodle «non c'è una tastiera, non un mouse, non un touchscreen». Come se esistessero soltanto i lavori puramente manuali, suvvia... ;-)
[La vignetta che apre il post è di Pietro Vanessi]

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