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venerdì 28 novembre 2014

Tridimensionalità a portata di smartphone

Il post di oggi l'ho scritto un pochino controvoglia, poiché le app di cui parlerò sono state sviluppate soltanto per iOS e non ancora per Android... ma le trovo talmente WOW – pardon, non mi viene l'aggettivo adatto – che alla fine ho ceduto! ;-)
La prima app, i3D, scaricabile dall'App Store, è stata sviluppata dal gruppo di ricerca sull'ingegneria dell'interazione uomo-computer (Engineering Human-Computer Interaction Research Group) del Laboratoire d'Informatique de Grenoble, e riguarda la cosiddetta Head-Coupled Perspective – una denominazione che non mi azzardo a tentare di rendere in italiano ;-) – per la visualizzazione in tre dimensioni su dispositivi mobili. Ma di che cosa si tratta esattamente? Traduco dalla relativa pagina...
La Head-Coupled Perspective (HCP) su dispositivi mobili permette di creare una visualizzazione 3D monoculare senza occhiali. Si basa su un efficiente tracker della testa che utilizza la fotocamera frontale del dispositivo. Usiamo una proiezione fuori asse allo scopo di adattare la prospettiva della scena 3D alla posizione della testa dell'utente. Tale visualizzazione mobile "spatially-aware" permette di migliorare le possibilità di interazione.
Sei curioso di renderti conto di come funziona l'app? Allora guarda qua per l'iPhone e qua per l'iPad.
Per approfondire i contenuti della ricerca puoi fare riferimento all'articolo Using the User's Point of View for Interaction on Mobile Devices (Usare il punto di vista dell'utente per l'interazione su dispositivi mobili) di Jérémie Francone e Laurence Nigay, del cui abstract riporto qui di seguito la traduzione.
Studiamo le modalità di interazione per dispositivi mobili (smartphone e tablet) che si basano su un sistema di tracking della testa basato su fotocamera. Questa tecnica definisce nuove possibilità per l'interazione in ingresso e in uscita. Per l'uscita, calcolando la posizione del dispositivo rispetto alla testa dell'utente, è ad esempio possibile controllare in maniera realistica il punto di vista su una scena 3D (Head-Coupled Perspective, HCP). Questa tecnica migliora la larghezza di banda dell'interazione in uscita potenziando la percezione della profondità e permettendo la visualizzazione di grandi aree di lavoro (finestra virtuale). Per l'ingresso, il movimento della testa può essere utilizzato come mezzo di interazione con un dispositivo mobile. Inoltre una tale modalità di ingresso non richiede alcun sensore aggiuntivo oltre alla fotocamera frontale integrata. In questo articolo classifichiamo le possibilità di interazione offerte dal tracking della testa su smartphone e tablet. Ci concentriamo poi sull'interazione in uscita introducendo diverse applicazioni dell'HCP sia su smartphone che su tablet e presentando i risultati di un esperimento utente qualitativo.

Andando avanti... a molti di noi – a me per prima ;-) – piace immortalare quello che mangiamo, per poi condividere l'istantanea sui social network, anche se magari al nostro prossimo nun je ne pò frega' de meno! ;-) Ma scommetto che i fotoreportage mangerecci sarebbero assai più interessanti e... oserei dire vivi, se solo potessimo acquisirli mediante 3DAround; purtroppo quest'app non è ancora disponibile per Android, mentre chi volesse provare gratuitamente la beta per iOS 8 ne ha la possibilità registrandosi qui. Se vuoi renderti conto di cosa è in grado di fare, guarda pure il video qua sotto... e stupisci! :-O


Che sia il tuo piatto preferito che ti cucini a casa oppure un pasto esotico consumato in vacanza, l'app 3DAround di Dacuda ti permette di catturare e visualizzare il tuo pasto in 3D, direttamente sul tuo iPhone. Sarai in grado di catturare e visualizzare la foto direttamente sul tuo cellulare. Il nostro visualizzatore 3D ti offre l'esperienza di un ologramma usando il sensore giroscopico integrato nel telefono.

giovedì 27 novembre 2014

Un panettone (o un pandoro) per la vita

Anche quest'anno, in vista delle festività natalizie, l'ADMO ripropone l'iniziativa "Un Panettone per la Vita": sabato 29 e domenica 30 novembre i volontari dell'Associazione Donatori Midollo Osseo tornano nelle piazze italiane. Nei gazebo e nei desk ADMO allestiti per l'occasione, oltre a procurarti qualche panettone e pandoro – di marca Galup, mica male! – immancabile sulla tavola delle Feste, potrai chiarire i tuoi dubbi e ricevere tutte le informazioni necessarie per diventare donatore. Il fatto è che i donatori di midollo osseo – da non confondere assolutamente con il midollo spinale – non sono mai abbastanza... e ADMO ne vuole sensibilizzare ancora un po'. L'obiettivo è «Fare breccia nel cuore di quei tanti giovani che vogliono regalare un'altra possibilità di vivere a chi lotta contro leucemie, linfomi e altre patologie del sangue. E permettere così a bambini, giovani, uomini e donne d'iniziare a pensare al grande dono che stanno per ricevere. Grazie a persone di buona volontà che, con un puro atto d'amore, possono ridare loro la vita». Io lo trovo un gesto meraviglioso... e tu, che dici? :-)
L'elenco di tutte le piazze italiane aderenti lo trovi qui, mentre quello delle location abruzzesi è qui, sul sito di ADMO Abruzzo: per quanto riguarda la mia città, Pescara, l'evento si svolgerà per l'intera giornata di sabato e domenica nella centralissima Piazza della Rinascita, comunemente detta "Piazza Salotto".

mercoledì 26 novembre 2014

A caccia di... pensioni

Poiché non c'è tre senza quattro – ops, non era proprio così, il proverbio...? ;-) – per la quarta settimana consecutiva sono andata al cinema a vedere una commedia italiana... però non chiedermi di fare cinquina con La scuola più bella del mondo, perché ho un radicato pregiudizio negativo nei confronti di Christian De Sica, e vorrei tenermelo stretto! ;-) [Ovviamente scherzo... in fondo il trailer non è mica male, a differenza di quello dell'imminente cinepanettone con Massimo Boldi] Ieri la mia scelta è ricaduta su Andiamo a quel paese, di e con Ficarra & Picone... e posso dire che il trailer non gli rende adeguatamente giustizia, perché è un vero spasso! :-D
La trama in sintesi: Salvo (Salvo Ficarra), disoccupato e sotto sfratto, fa i bagagli e assieme alla moglie Donatella (Tiziana Lodato), alla figlioletta e all'amico Valentino (Valentino Picone) parte da Palermo per trasferirsi dalla suocera che abita a Monteforte, paesino dell'entroterra siculo. Per qualche tempo la famiglia tira avanti accogliendo un gruppetto di anziani parenti, dei quali Salvo riscuote le pensioni... ma prima o poi tutti o quasi gli attempati ospiti vengono a mancare: chi va all'altro mondo, e chi scappa perché convinto che la casa sia stregata. L'unica superstite è zia Lucia (Lily Tirinnanzi), settantenne ancora nubile, e dal momento che Valentino è scapolo Salvo escogita una pensata per perpetuare la pensione della donna, perché «L'amore finisce, la pensione è per sempre». Il piano dovrebbe rimanere segreto... ma si sa, «il paese è piccolo, e la gente mormora»! ;-)
Il duo comico formato da Ficarra e Picone è ormai supercollaudato... comunque c'è poco da fare, io Ficone lo vedo più che altro come la spalla – ottima, niente da dire – di Ficarra, che dalla sua ha un'espressività incredibile! :-D Ma il cast può vantare attori eccellenti anche nei ruoli secondari: dal parroco (Mariano Rigillo) al brigadiere dei carabinieri (Francesco Paolantoni), dal barbiere (Nino Frassica) al narratore (Giancarlo Ratti, la cui voce è ben nota agli ascoltatori del Ruggito del coniglio radiofonico).
Durante tutto il film si sussegue una raffica di gag e battute divertentissime, anche se a volte un tantino ripetitive. La più bella, almeno a mio parere? Quando Valentino rifiuta la proposta di Salvo di farsi arrestare per avere la possibilità di approcciare in carcere un uomo molto vicino all'onorevole La Duca, dal quale i due vorrebbero farsi raccomandare, l'amico sbotta: «Otto anni di università che non ti sono serviti a niente te li sei fatti [Valentino è laureato in Scienze della Comunicazione, «Ma con chi comunichi, che ti capisco solo io a te, compa'?!» ;-)] e un anno di galera che ci può spalancare le porte professionali non te lo vuoi fare!». ;-) Ma il film offre anche vari spunti di riflessione sui tempi moderni, nei quali i giovani non hanno futuro e trovano l'unica ancora di salvezza nella pensione degli anziani che loro difficilmente percepiranno mai, sul rischio di degrado morale e sui valori davvero importanti nella vita.
Stando a Wikipedia, in Sicilia non esiste nessun paese chiamato Monteforte: da quel che ho capito il film è stato girato in varie località della regione, ricostruendo un'ambientazione davvero suggestiva.

martedì 25 novembre 2014

Un'ora di silenzio contro la violenza sulle donne


Tutti i giorni, a tutte le ore, su Facebook avviene una quantità enorme di interazioni: pubblicazione di status, commenti, like, messaggi... Ma immagina che nell'arco di un'ora, anche un'ora sola, nel social network tutto taccia: non credi che sarebbe un fatto dall'efficacia simbolica dirompente? (se accompagnato da un'adeguata spiegazione del suo senso, chiaro)
Ebbene, oggi, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, è in programma l'evento MAI PIU' DEBOLI, organizzato da Mister OM, che si svolgerà simultaneamente in tutto il mondo dalle ore 20 alle 21 ora italiana; per illustrare di cosa si tratta, copincollo dalla relativa pagina.
Oggi, fermare facebook -con un gesto pacifico, silenzioso e condiviso- significa dare vita alla più grande azione per scuotere le coscienze di massa.
Un'azione forte e decisa, più dell'occupazione di una piazza.
Ma c'è anche un'altra profonda finalità.
Di solito si tace sempre sui problemi, per poi parlarne solo durante le ricorrenze. Il MAI PIU' DEBOLI, si propone l'esatto contrario: parlarne sempre -ogni mOMento, anche adesso- per poi tacere solo in quell'ora, ma in tutto il mondo simultaneamente.
Quel silenzio telematico globale, intende colpire cOMe un macigno le coscienze dei colpevoli di violenza; intende lasciarli soli nelle loro colpe e farli sentire isolati dal mondo, proprio come quegli aguzzini isolano nel silenzio le loro vittime.
Una persona che fa silenzio, è una piccola cosa. Milioni di persone che fanno silenzio, sono un urlo incontenibile.
Segnatevi la data: 25 novembre 2014, in tutto il mondo, nello stesso mOMento.
Se, uomo o donna che tu sia, condividi come spero le finalità dell'iniziativa, sei caldamente invitato a spargere la voce nonché a partecipare, ricordandoti di rispettare l'ora di assordante silenzio telematico a partire dalle otto di questa sera. Dopodiché – ma pure da qui a stasera – ci sarà tutto il tempo per parlarne il più possibile, condividere pensieri ed esperienze vissute in prima persona o conosciute indirettamente, e contribuire a creare un clima e una consapevolezza – sia nelle donne, troppo spesso propense a subire senza reagire, sia negli uomini, troppo spesso educati all'uso della forza anziché al rispetto – tali da poterci al più presto lasciare alle spalle questa piaga, che a tante donne ha segnato la vita – sotto forma non solo di violenza fisica, ma anche verbale, psicologica... – se non l'ha addirittura tolta.

lunedì 24 novembre 2014

Following @AstroSamantha

Quasi tutti durante l'infanzia abbiamo sognato di diventare astronauti: un sogno che talvolta, come nel caso della sottoscritta, sopravvive perfino oltre l'adolescenza... ;-) anche se temo sarà destinato a rimanere tale; almeno la sensazione dell'assenza di peso, comunque, mi piacerebbe provarla, prima o poi.
Invece Samantha Cristoforetti, beata lei, ce l'ha fatta sul serio ad andare nello spazio, ed è la prima donna italiana a riuscire nell'impresa: partita ieri sera a bordo della navicella Sojuz TMA-15M dal cosmodromo di Bajkonur alle 22:01 ora italiana, circa sei ore dopo – quasi meno di un viaggio in treno Roma-Lecce, ha detto la tipa del giornale radio... per non parlare della Salerno-Reggio Calabria in macchina, aggiungo io! ;-) – ha raggiunto assieme al comandante Anton Škaplerov e all'ingegnere di bordo Terry Virts la Stazione Spaziale Internazionale, che sarà la sua casa per i prossimi sei mesi, e dove è entrata per prima manifestando un entusiasmo contagioso; ad accoglierli i tre hanno trovato l'americano Barry Wilmore e i russi Elena Serova e Aleksandr Samokutjaev, che già vivono e lavorano lassù da tre mesi. Quando ero piccola era abbastanza impensabile che americani e russi cooperassero così strettamente in ambito astronautico... e il fatto che le cose siano cambiate è un motivo in più per gioire! :-)
Nell'ultimo tweet spedito prima della partenza @AstroSamantha ha scritto «(IT) Grazie a tutti del supporto e dell'entusiasmo, è tempo di andare. Ci sentiamo dallo spazio! #Futura42»... e a questo punto attendiamo con ansia il suo primo "cinguettio spaziale"! :-)
Per saperne di più sulla missione a cui partecipa Samantha, denominata Expedition 42, puoi scaricare la brochure da qui.
In Italia all'evento è stato dedicato un ampio risalto mediatico, mentre non ricordo nulla di paragonabile quando sulla ISS ci andò Luca Parmitano; la differenza la fa il fatto che Samantha sia una donna, non c'è dubbio. Devo ammettere che trovo abbastanza condivisibile la riflessione espressa da Paolo al riguardo:
Non fraintendetemi, io sono felice che la prima astronauta italiana sia sula ISS, però non capisco perché tutta questa gioia solo perché è una donna.
L'interesse per lo spazio è scemato di giorno in giorno, i lanci degli shuttle non venivano più seguiti, lo spazio sembra sia diventato la normalità, una roba di routine, gli americani hanno drasticamente ridotto gli investimenti.
Andare nello spazio non è routine, ogni lancio ha difficoltà e rischi connessi enormi, ogni lancio riuscito è un passo in avanti, la ricerca spaziale, magari, non da risultati immediati, ma è uno dei fulcri dello sviluppo e del miglioramento umano e tecnologico, perché è diventato qualcosa che fa notizia solo quando c'è la prima donna italiana?
Prevedo possibili obiezioni del tipo «Tu che sei una donna italiana dovresti essere strafelice, come mai invece ti mostri perplessa?»... quindi mettiamola così: spero di vivere abbastanza a lungo da riuscire a vedere donne che si affermano in qualsiasi campo senza che la cosa faccia più notizia rispetto a quando il medesimo traguardo lo raggiunge un uomo... ;-)
[Ho pensato di aprire il post con una simpatica immagine "rubata" da Sarcasm Is The Way :-D]

domenica 23 novembre 2014

Sorprese di Google

Tra poco più di un mese è Natale... ma oggi qua si parla di uova di Pasqua, o più propriamente Easter Eggs! :-) L'altro giorno, seguendo le tracce di un certo Easter Egg nascosto in YouTube di cui avevo letto su Facebook, sono approdata al video 16 Awesome things you didn't know about Google and Youtube - Easter Eggs (16 cose fantastiche che non sapevi su Google e Youtube - Uova di Pasqua), e di seguito di queste cose ne riporto alcune, non tutte e sedici, perché le altre o non le ho trovate abbastanza interessanti oppure – ehm – non c'è stato verso di attivarle, chiaramente per ragioni che esulano dalle capacità della sottoscritta! ;-) Per maggiori informazioni al riguardo, e per goderti pure le altre chicche che ho tralasciato, ti invito a guardare per conto tuo il video, preavvisandoti che la qualità dei sottotitoli non è proprio il massimo...
  • Cerca google gravity su Google e clicca su Mi sento fortunato.
  • [Il mio preferito!!! ;-) Ad esso si riferisce lo screenshot qui sopra] Cerca atari breakout su Google ricerca immagini.
  • Cerca do a barrel roll su Google.
  • Cerca tilt su Google.
  • Cerca zerg rush su Google.
  • Immetti le coordinate 48°52.6S 123°23.6W in Google Maps... ed eccoti nel polo oceanico dell'inaccessibilità, meglio noto come Punto Nemo, il punto dell'oceano più lontano da qualsiasi terra emersa.
  • Immetti le coordinate 44°14'39.77N 7°46'10.71E in Google Maps, e... urka, cosa caspita ci fa un coniglio gigante in Piemonte?! :-O
  • [Per fan di Star Trek] Cerca beam me up scotty su YouTube.
  • [Per fan di Star Wars] Cerca use the force luke su YouTube.
E cosa succede se si prova a cercare Google... su Google?! Come suggeriscono i ragazzi di The Jackal, potrebbe non essere tanto il caso di scoprirlo... ;-)

sabato 22 novembre 2014

I'm a frequent flyer, baby! ;-)

Fino a poco tempo fa le sigle PSR e BGY non mi dicevano proprio un bel nulla; soltanto di recente ho scoperto che si tratta dei codici aeroportuali IATA degli aeroporti di Pescara e di Bergamo-Orio al Serio, rispettivamente... e a questo punto, pur avendo preso l'aereo da Pescara una sola volta, posso già fregiarmi del titolo di frequent flyer! ;-) Ma come?
Il fatto è che avevo l'esigenza di parcheggiare la macchina all'aeroporto per più giorni – di lasciarla per strada alla mercè di chiunque non mi fidavo – trovando la soluzione più conveniente possibile per il posteggio, che è gratuito solamente per i primi venti minuti. Dopo aver vagliato le varie opzioni disponibili nell'apposita pagina del sito dell'aeroporto, ho pensato bene di recarmi di persona presso la biglietteria – tanto è a pochi minuti da casa mia – per farmi consigliare... ed ecco, per quel che ricordo, la trascrizione del dialogo che ho avuto con la signora allo sportello.
«Buonasera, parto questo venerdì con il volo delle 20:05 e torno il lunedì successivo alle 23:00, potrebbe cortesemente indicarmi la soluzione più economica per parcheggiare la macchina?».
«Beh, per una sosta così lunga il biglietto a ore non le conviene, però può fare il biglietto prepagato che le costerebbe... vediamo... 25 euro». [Mica vero, dal momento che avrei dovuto sostare un po' più di 72 ore, NdC]
«Ma scusi, la tessera a scalare del costo di 6 euro al giorno non è più disponibile?».
«Sì, ma quella conviene solamente per i frequent flyer, in quanto ha un costo di attivazione di 5 euro».
«Ma non era gratuita per chi seguiva l'Aeroporto d'Abruzzo su Twitter?». [Meglio non dare per scontato che la promozione fosse ancora in vigore, visto che la relativa pagina recita "Offerta parcheggi estate 2013", NdC]
«Beh, sì...».
«Allora vada per la tessera a scalare».
Al che tiro fuori lo smartphone, le mostro la schermata di Twitter la quale attesta che sono una follower di @AbruzzoAirport, e lei mi rilascia gratuitamente la tessera a scalare, ricaricata con l'importo che ho versato, e la relativa ricevuta. Prima di salutare chiedo:
«Tanto per sapere, la sosta quanto mi costerà?».
«Tre giorni, 6 euro al giorno... 18 euro».
«Ma se non sbaglio, nel caso in cui la durata della sosta supera di tre ore o più le 72 ore, scatta il quarto giorno, no?».
«Sì, in effetti...».
Insomma, in questo modo sono riuscita a risparmiare ben un euro rispetto alla soluzione iniziale propostami dalla signora. ;-) E soprattutto ho ottenuto la mia praticissima tessera a scalare – si utilizza semplicemente avvicinandola alla bocchetta di emissione dei biglietti, sia in ingresso che in uscita – aggràtisse... o meglio al costo di un banale follow su Twitter: è troppo duepuntozzero, 'sta cosa! ;-) Morale della favola: nei casi in cui se ne ha la possibilità, è sempre bene documentarsi in anticipo per conto proprio...

venerdì 21 novembre 2014

Com'è difficile essere sé stessi...

Poiché questa settimana sono in ferie, ieri pomeriggio ho deciso di concedermi un film appena uscito: Scusate se esisto! (qui il trailer) di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, che del regista è la consorte, e Raoul Bova. Che dire... mi è piaciuto un sacco, ho riso parecchio e sono uscita dalla sala di ottimo umore, con giusto un pizzico di commozione. :-) Il genere è molto simile a quello di Tutti pazzi per amore, l'unica fiction televisiva che seguivo volentieri (e ho appena scoperto che non ne sarà prodotta una quarta stagione... AAAAARGHHH!!!)... e non è un caso: con essa ha in comune il regista (delle prime due stagioni, perlomeno), l'autore Ivan Cotroneo e un paio di attori, Corrado Fortuna e Stefania Rocca.
La trama in sintesi: Serena Bruno (Paola Cortellesi) è un architetto un po' idealista ma di talento, originaria di Anversa – non la città belga, bensì il paesino abruzzese ;-) – che dice basta a una luminosa carriera all'estero per tornare in patria: va ad abitare alle porte di Roma, e per campare le tocca arrabattarsi con vari lavoretti che non rendono affatto giustizia alle sue capacità. A un certo punto Serena decide di mettere a frutto le sue competenze partecipando al concorso per la riqualificazione del Corviale, ma a quanto pare nessuno affiderebbe un lavoro così importante una donna, e così, per farla breve... «Se vuoi diventare qualcuno... fingi di essere un altro!», come recita la locandina. ;-) Con l'aiuto del bel Francesco (Raoul Bova), dal quale rimane affascinata salvo poi scoprirne l'omosessualità, Serena farà di tutto pur di portare avanti il suo ambizioso progetto.
Risate a parte, si tratta di una storia piuttosto attuale, con vari spunti di riflessione sul mondo del lavoro, nel quale imperano il maschilismo e il culto del "capo", nella fattispecie impersonato dal dottor Ripamonti (Ennio Fantastichini), che tiranneggia tutti i dipendenti a cominciare dalla fedele assistente Michela (Lunetta Savino). Per quanto riguarda la parte comica, devo ammettere che non ho gradito la rappresentazione un tantino troppo "macchiettistica" dei gay (oltre a Bova, sempre più bravo, nel cast ci sono altri due "belli" del cinema e della televisione nostrani che rinunciano al ruolo del macho per loro consueto); ho invece trovato esilarante la sempre eccezionale Paola Cortellesi, romana DOC, specialmente quando pronunciava tipiche esclamazioni abruzzesi come «Fréghete!» e «Mannaggia la Majella!». ;-) Comunque "Paoletta" conferma di avere un orecchio straordinario non soltanto per le cadenze dialettali e le lingue straniere – nel film le capita di parlare in inglese, francese, tedesco e persino in giapponese – ma pure per la musica: un paio di brani dell'ottima colonna sonora sono cantati da lei.

giovedì 20 novembre 2014

Il "segreto" della felicità

Alle volte succede che il destino ti faccia incontrare qualcosa – o magari qualcuno ;-) – in grado di renderti felice come non mai... ma il fatto è che la felicità nasce innanzitutto dal di dentro: un atteggiamento positivo ti predispone ad accogliere le cose belle che trovi sulla tua strada, e che altrimenti rischieresti di non riuscire nemmeno a vedere, oppure di lasciarti scappare!
Tutta questa premessa per introdurre la traduzione a un articoletto, pubblicato sul sito dedicato al benessere MindBodyGreen.com, che ho trovato davvero illuminante, specialmente i punti 5 e 7; si intitola 10 Habits To Give Up If You Want To Be Happy (10 abitudini a cui rinunciare se vuoi essere felice).
Anche se la felicità può non essere possibile per tutto il tempo, in molti casi la nostra felicità dipende dalla scelta di essere felici. È così semplice...
Purtroppo ci complichiamo la vita al punto che non siamo in grado di riconoscere la felicità quando appare proprio di fronte a noi.
Allora, come fare a cancellare la lavagna? Ecco qui dieci cose a cui devi rinunciare in cambio della tua felicità.
  1. Smettila di badare a ciò che gli altri pensano di te. So che può sembrare un controsenso, dal momento che gli esseri umani sono animali sociali, ma passare il tempo a preoccuparti di quello che pensano gli altri è uno spreco di energia. Non potrai mai piacere a tutti, e non è affar tuo quello che gli altri pensano di te.
  2. Smettila di cercare di piacere a tutti. A meno che tu non stia vivendo la vita al ritmo del tuo tamburo, la tua tribù non sarà in grado di trovarti. [Questa frase l'ho tradotta letteralmente, però non mi è proprio chiarissimo il senso... Sarà mica un modo di dire tipico della cultura anglosassone?, NdC] Sii la miglior versione di TE che tu puoi essere, e attrarrai naturalmente le persone che dovrebbero circondarti.
  3. Smettila di partecipare ai pettegolezzi. Quelli che spettegolano con te spettegoleranno su di te, il 100% delle volte. Credere ai pettegolezzi è come scommettere tutto su un cavallo a scatola chiusa. È ingenuo.
  4. Smettila di preoccuparti. Dove vanno i pensieri, là fluisce l'energia. Quando ti preoccupi, investi tempo ed energie in qualcosa che non vuoi che accada. Impara a lasciar andare e fidarti.
  5. Rinuncia ai sentimenti di insicurezza. Quando ti prendi troppo sul serio, pensi che anche tutti gli altri lo facciano. C'è una sola versione di te sul pianeta. Sii te stesso e smettila di preoccupartene. Nessuno se ne cura davvero o ti osserva così da vicino.
  6. Smettila di prendere tutto sul personale. La verità è che la maggior parte delle persone sono troppo prese dalla propria vita da considerare veramente quello che stai facendo. Come disse il mio primo capo, «Il mondo non gira intorno a te. La maggior parte delle reazioni delle persone non ha nulla a che fare con te, quindi lascia perdere».
  7. Rinuncia al passato. Siamo stati tutti feriti, abbiamo tutti avuto genitori che hanno commesso degli errori e abbiamo attraversato tutti l'inferno. Ogni esperienza nella vita ti ha insegnato qualcosa oppure ti ha reso più forte.
  8. Smettila di spendere soldi per cose non necessarie nel tentativo di comprare la felicità. Vivere semplicemente lascia lo spazio perché la vita scorra. Ci complichiamo la vita spendendo troppi soldi e riempiendo la nostra casa di cose. Less is truly more [Questa non ho ritenuto opportuno tradurla, NdC].
  9. Rinuncia alla rabbia. La rabbia scava un buco nella mano della persona che la tiene stretta. Escine fuori una volta per tutte.
  10. Rinuncia al controllo. Il controllo è un'illusione, poiché viviamo in un mondo fuori controllo. Impara ad abbracciare il nuovo e dai il benvenuto al cambiamento; altrimenti diventerai vecchio per via della tua stessa rigidità.

mercoledì 19 novembre 2014

Sull'omofobia

Dopo qualche giorno di assenza dal blog, comincio a smaltire un po' di post arretrati, che comunque sono stata ben contenta di accumulare... ;-)
Stasera mi limito a condividere un paio di spunti trovati su Facebook che si ricollegano a una notizia piuttosto sgradevole – quella della richiesta, indirizzata dalla Curia agli insegnanti di religione della Diocesi ambrosiana, per avere la segnalazione dei colleghi e dei progetti che nella loro scuola trattano con gli alunni temi legati all'omosessualità e all’identità di genere – letta prima di partire per la mia ahimè troppo breve vacanza. :-/
Cominciamo con un'immagine pubblicata sulla pagina Facebook dell'organizzazione Our Time.


«Se i gay verranno accettati, allora più persone decideranno di essere gay... Come no, perché dopo che i neri hanno ottenuto dei diritti, tutti i bianchi hanno finito per decidere di essere neri» (parola del conduttore televisivo, attore e comico statunitense Jon Stewart). Qualcuno potrà obiettare che non è esattamente la stessa identica cosa... io invece trovo che renda alla perfezione l'idea.
Infine, ecco una vignetta condivisa sulla pagina La vera malattia è l'omofobia e corredata del commento «Un piccolo riassunto della nostra società».


Insomma, ai nostri bambini è concesso di guardare ammazzamenti, nudità e consumismi vari alla televisione... ma non sia mai che ai loro occhietti ingenui si presenti una coppia di persone dello stesso sesso che si scambiano effusioni! :-/

giovedì 13 novembre 2014

A bordo di una cometa

Li avevo già linkati proprio ieri, Keplero e il Disinformatico... e oggi torno a farlo, perché sia Paolo Attivissimo sia Amedeo Balbi si sono occupati del medesimo evento, una tappa importante nella storia dell'esplorazione spaziale e oserei dire anche dell'umanità, avvenuto ieri alle 16:35 ora italiana: l'atterraggio – se così si può chiamare – del lander Philae (@Philae2014), sganciato dalla sonda spaziale Rosetta (@ESA_Rosetta) lanciata dieci anni fa, sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, «per gli amici Chury» (cit.). ;-) Uno tenderebbe a immaginare che approcciare una cometa vagante nello spazio interplanetario sia semplice più o meno come salire a bordo di un aereo in volo... eppure l'ingegno umano è riuscito nell'impresa, controllando il tutto a oltre mezzo miliardo di chilometri di distanza. Non mi pare di aver mai visto il direttore del tg La7 Enrico Mentana così su di giri come ieri sera nel dare una notizia che non riguarda l'attualità italiana... anche se in effetti il nostro Paese c'entra eccome: come spiegato su La Stampa, alcune parti rilevanti di questo progetto europeo sono state sviluppate in Italia. Ed è italiano il direttore di volo Andrea Accomazzo, che si è fatto riconoscere per il lessico non esattamente oxfordiano con cui ha manifestato il proprio giubilo... ;-)
La domanda sorge spontanea: a che pro? Beh, «Rosetta e Philae ci stanno trasmettendo una quantità straordinaria di dati scientifici sulla natura della cometa Chury che ci stanno aprendo una finestra sull'origine del nostro sistema solare» (ri-cit.): e non mi pare mica poco. Ma quanto è costato tutto questo al contribuente europeo? Ben tre euro e mezzo spalmati su diciannove anni. Potrebbe sembrare poca cosa, e magari lo è... comunque mi ha dato da pensare, per questo la riporto, la riflessione espressa da Cecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency Gino, e riferita da Saverio Tommasi: «E così, la sonda Rosetta è atterrata su una cometa. no, dico, una cometa, a 511 milioni di chilometri dalla terra. una cosa così mi emoziona. e subito dopo mi fa pensare che, però, siamo ben strani. l'uomo: un animale capace di conquistare una cometa lontana 511 milioni di chilometri, che però non riesce a garantire cure gratuite a chi sta male, non riesce a dar da mangiare a chi ha fame. uno strano animale».

mercoledì 12 novembre 2014

Ognuno ha i suoi problemi...

Ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere... no, non Interstellar, il film di cui tutti parlano e che in tanti rischiano di spoilerare; poiché al momento non sono intenzionata a vederlo – sembra proprio il tipo di pellicola che ti fa alzare dalla poltrona con un sacco di interrogativi sulla trama, e questo NON è esattamente il genere con cui amo distrarmi nel mio tempo libero... ;-) – poco mi importa degli spoiler, così per curiosità mi sono letta sia la recensione (positiva) di Amedeo Balbi sia quella (non altrettanto favorevole) di Paolo Attivissimo. Sono andata invece a vedere Confusi e felici (qui il trailer), terzo film da regista – dopo Nessuno mi può giudicare e Viva l'Italia – di Massimiliano Bruno. Che dire? L'ho trovato di gran lunga più godibile rispetto a Soap opera, la commedia diretta da Alessandro Genovesi che avevo visto la scorsa settimana, restandone piuttosto insoddisfatta: in estrema sintesi, quello mi è parso un film incapace di decollare. Mentre invece Confusi e felici è proprio del genere che mi diverte di più, leggero senza essere sciocco: si ride, e non poco, si riflette – la morale della "favola" ti lascio il piacere di scoprirla da solo ;-) – e a volte ci si commuove anche... ma magari io non faccio testo, perché ho la lacrima facile! ;-) Se proprio devo dirla tutta, a tratti il product placement risultava un tantino troppo sfacciato, e qualche passaggio della sceneggiatura mi è parso così forzato che avrei quasi voluto sbottare in un decurtisiano «Ma mi faccia il piacere!!!»... ma in fin dei conti agli sceneggiatori (lo stesso Massimiliano Bruno assieme a Edoardo Falcone) posso perdonare ogni cosa, perché sono uscita dalla sala davvero contenta, e scusa se è poco! :-)
La trama in sintesi: Marcello (Claudio Bisio) cade in depressione dopo aver scoperto di soffrire di una patologia agli occhi che minaccia di privarlo della vista nel giro di pochi mesi; pertanto comunica alla segretaria Silvia (Anna Foglietta) la decisione di chiudere il suo studio di psicoanalista. Ma i suoi affezionatissimi pazienti – uno spacciatore di borgata che soffre di attacchi di panico (Marco Giallini), un quarantenne con una dipendenza dalla mamma e dai carboidrati (di nuovo Massimiliano Bruno), una ninfomane che vorrebbe realizzare i propri sogni erotici (Paola Minaccioni), una coppia per cui il sesso è diventato un miraggio da quando lui è dipendente da smartphone e social network (Caterina Guzzanti e Pietro Sermonti), un telecronista che ha dei problemi a gestire la propria rabbia e il tradimento della moglie con un tedesco (Rocco Papaleo) – non intendono mica starsene con le mani in mano...
Ottimo e ben assortito il cast, formato da tutti romani de Roma tranne Bisio e Papaleo. Da segnalare un breve ma significativo triplice cameo: in una scena il personaggio del bravissimo Marco Giallini – questa volta nel ruolo del paziente, mentre in Tutta colpa di Freud era lui a psicoanalizzare gli altri – chiama in aiuto tre amici suoi de Tóre Sfranta, un quartiere – fittizio? – della Capitale... ed ecco che si fa avanti il trio composto da Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzé, i quali guarda caso si esibiranno proprio questo sabato nella mia Pescara; sarei andata a sentirli, se solo non avessi programmi ancor più interessanti per il weekend... ;-)

martedì 11 novembre 2014

Addio Lorenzo, addio Brittany

Qualche mese fa in Abruzzo e sul web si è messo in moto un efficace meccanismo di solidarietà per aiutare il ventenne lancianese Lorenzo Costantini, affetto da una rara forma di leucemia per curare la quale l'ultima speranza rimasta era sottoporsi a una terapia tanto innovativa quanto costosa messa a punto a Filadelfia: le donazioni raccolte tramite il sito www.lorenzofacciungoal.com – il giovane era una promessa del mondo del calcio – hanno permesso alla famiglia di racimolare l'ingente somma necessaria, e il ragazzo è volato oltreoceano, da dove tutti speravamo che sarebbe tornato perfettamente guarito.
Purtroppo, è notizia di ieri, Lorenzo non ce l'ha fatta. Quando l'ho saputo ero quasi incredula: potrà suonare privo di senso, ma mi sembrava impossibile che, dopo una tale mobilitazione, la vicenda che avevo seguito con tanta trepidazione si concludesse in maniera così amara. Purtroppo ci sono ancora malattie che non perdonano, stroncando persino vite nel fiore degli anni... e tutto ciò che possiamo fare è sostenere la ricerca in campo medico e, per quanto riguarda questo genere di patologie, diventare donatori di midollo osseo.
Per un giovane che ha combattuto e perso contro un male che sperava di sconfiggere, ce n'è un'altra che, proprio di recente, si è arresa volontariamente all'implacabile tumore al cervello che ben presto l'avrebbe trasformata nell'ombra di sé stessa: mi riferisco alla ventinovenne statunitense Brittany Maynard, che pochi giorni fa, circondata dall'affetto dei suoi cari, ha fatto ricorso alla "dolce morte" in Oregon, dove si era trasferita da San Francisco perché è uno dei pochi Stati degli USA dove l'eutanasia è legale. Io comprendo e rispetto senza riserve la sua scelta, pur non essendo affatto sicura che in una situazione così drammatica avrei il coraggio di prendere lucidamente una decisione tanto definitiva. Ma se lo facessi, vorrei tanto che nessuno cercasse di impedirmi di portare a termine il mio proposito, né tantomeno che si permettesse di giudicare la mia una fine "poco dignitosa": come se spegnersi fra atroci sofferenze lo fosse di più. A tal proposito Massimo Gramellini ha scritto: «C'è molta più dignità nelle lacrime di congedo della vitalissima Brittany che in chi, ancora una volta, ha deciso di salire sull’onda di un caso mediatico per zavorrare di aggettivi infamanti la libera e drammatica scelta di un essere umano». D'altro canto ammiro chi ha la forza di affrontare simili tormenti aspettando che la vita arrivi alla sua naturale conclusione: anche questa, come l'altra, è una scelta degna del massimo rispetto. Insomma, sarebbe auspicabile che ciascuno potesse decidere autonomamente come preferisce concludere la propria esistenza terrena, senza vedersi costretto a sottostare a leggi e dogmi che magari non condivide neanche un po'. Io non credo che la vita sia un prestito ma un dono, e in quanto tale ciascuno ha il diritto di disporre come meglio crede della propria, a maggior ragione se evita di sprecarla e se si preoccupa di causare meno dolore possibile al prossimo. In seguito alla pubblicazione di questo status sul caso Brittany, Selvaggia Lucarelli ha condiviso un paio di testimonianze davvero toccanti al riguardo.

lunedì 10 novembre 2014

Le discese ardite e le risalite

L'altro giorno nel canale YouTube di brusspup, del quale ho già parlato qui, ho scoperto un video pubblicato tempo fa, che lì per lì mi ha lasciata a bocca aperta: ma tu guarda quelle palline, come rotolano su per la salita! Come caspita è possibile?!?!?


Beh, alla fine si vede bene qual è il "trucco"... :-)
Questa illusione mi ha riportato alla memoria il fenomeno delle salite in discesa, che come riferito tempo fa da Paolo Attivissimo "autorevoli" telegiornali nazionali hanno attribuito a cause abbastanza fantasiose, mentre in realtà si tratta appunto di un'illusione ottica, spiegata efficacemente dall'"esploratore dell'insolito" Massimo Polidoro come segue: «Le salite anomale sono tratti in discesa molto leggera, posti tra due tratti in pendenza molto maggiore, e il nostro senso di orizzontale viene influenzato dal fatto che tutto il paesaggio circostante è molto più in discesa del tratto in cui ci troviamo. Per questo la leggera discesa ci sembra una salita».
[Per la "colonna sonora" del post di oggi si ringrazia il grande Lucio Battisti]

domenica 9 novembre 2014

Basta muri!

Oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della caduta, dopo quasi tre decenni, del muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro; nei pressi di tale frontiera morirono o furono uccise almeno 136 persone, la maggior parte di loro mentre tentavano di scappare. All'epoca ero già abbastanza grande per capire che si trattava di un evento epocale: la fine della guerra fredda era vicina. Ecco l'abbraccio tra berlinesi dell'Est e dell'Ovest dopo l'annuncio dell'apertura del confine tedesco orientale.


Per celebrare la ricorrenza, i fotografi della Reuters hanno immortalato frammenti di muro che sono conservati come monumenti in molti Paesi del mondo, da Taiwan al Sudafrica; se ne vedono anche nel video che costituisce l'odierno Google Doodle. Ad esempio un pezzo del muro di Berlino è in mostra dal 1990 presso la Ronald Reagan Presidential Library a Simi Valley, in California.


Purtroppo, a 25 anni da quel fatidico 9 novembre 2009, in tutto il mondo ci sono ancora barriere controverse e pericolose, anch'esse immortalate dai fotografi della Reuters, le quali continuano a dividere comunità e paesi: dal recinto di filo spinato che divide la Corea del Sud da quella del Nord – qui sotto, decorato con nastri recanti messaggi che chiedono l'unificazione delle due Coree – alla recinzione attorno all'enclave spagnola di Melilla e al Muro della Pace di Belfast. C'è da augurarsi che il recente monito di papa Francesco contro le divisioni tra gli uomini trovi riscontro in ogni senso...

sabato 8 novembre 2014

Qualcuno di cui diffidare

Copio e incollo da Facebook: leggi, è importante!
Un anno fa ho prestato 1000 euro a questa persona.
Quando gli servivano mi chiamava 10 volte al giorno, ed ora, quando li chiedo indietro, o non mi risponde o si inventa scuse sempre più assurde. Non ho bisogno di questi soldi, ma, ora che sono sempre più convinta che non li avrò mai più indietro, mi vedo costretta a pubblicare questo post, così se lo conoscete e se li chiede anche a voi...
NON PRESTATE I SOLDI A QUESTO APPROFITTATORE, PERCHÉ NON LI AVRETE MAI INDIETRO!!!
Questo è il suo profilo: http://www.fb.com/profile.php?=75876879
N.B.: Se non credete in voi stessi, come potete essere credibili con gli altri?
P.S.: Non per tutti.
Hai cliccato sul link? Essù dai, clicca! Non vuoi conoscere l'identità di una persona da cui è bene guardarsi?























Se hai cliccato sul link, mi auguro che tu abbia intuito immediatamente che si tratta di uno scherzo: l'URL è concepito in maniera tale da puntare al profilo che si è usato per accedere a Facebook con quel tale dispositivo, ovvero in genere il proprio. :-) E così puoi avere per qualche interminabile istante la sgradevolissima sensazione che qualcuno stia infangando la tua reputazione...
Questo giochetto sta imperversando almeno da ieri sera sulle bacheche dei miei contatti, e qualcuno l'ha preso male, definendolo di cattivo gusto. Io che non amo particolarmente gli scherzi – farli e soprattutto riceverli – la trovo invece una burla divertente, priva di conseguenze spiacevoli – piccolo spavento a parte! ;-) – per chi la subisce, capace di far riflettere – non sottovaluterei il nota bene conclusivo – e che può essere riciclata in svariati modi diversi: complimenti a chi l'ha ideata. Insomma, fatevela 'na risata una volta ogni tanto!!! :-D

venerdì 7 novembre 2014

Retweet & reply

Tempo fa, tra le impostazioni di Tumblr, ho configurato la condivisione dei miei post su Twitter: ogni volta che pubblico qualcosa sul mio "blog notes", automaticamente – anche se non istantaneamente – sul mio account Twitter viene pubblicato un tweet contenente il link al post dopo il relativo testo, in genere troncato: 140 caratteri sono quelli che sono, ahimè. L'altroieri due di questi tweet hanno ricevuto un riscontro... anche se di natura piuttosto diversa l'uno dall'altro, in effetti. Andando in rigoroso ordine cronologico...
Dapprima ho pubblicato il link a un articolo dal titolo Apple più green: il nuovo sistema operativo ha 4 cestini per la differenziata, e ho commentato che non sarebbe mica una cattiva idea: potrebbe far comodo separare le diverse categorie di "rifiuti informatici" per esaminarli più agevolmente prima dell'eliminazione definitiva! :-) Ma trattandosi di Lercio, ahimè, non è vero niente... ;-) Poco dopo, comunque, quel tweet è stato ritwittato da BOT Differenziata (@BDifferenziata), che, essendo appunto un bot, è programmato in maniera tale da retwittare alla 'ndo' cojo cojo tutto ciò che contiene la parola differenziata, ma non è certo in grado di comprenderne il senso. E così, oltre a tante altre risorse senza dubbio più rilevanti, ha retwittato pure il mio tweet, che di sicuro non aveva nulla a che vedere con la corretta gestione dei rifiuti urbani! ;-) [By the way, ho da tempo in cantiere un post "serio" – uso le virgolette per non dare l'impressione di prendermi troppo sul serio ;-) – sull'argomento]
Pochi minuti dopo ho pubblicato un'immagine condivisa su Twitter da Anthony England (@EbolaPhone): si tratta di una mappa dell'Africa sulla quale sono evidenziati i Paesi – Guinea, Sierra Leone e Liberia – interessati dal virus Ebola. Al momento della realizzazione dell'immagine (3 novembre) sul resto del continente nero, che rappresenta la stragrande maggioranza della sua superficie, non sono stati registrati casi o focolai infettivi del morbo. Diffondere la consapevolezza di quanto il fenomeno sia circoscritto geograficamente potrebbe aiutare a tenere sotto controllo la psicosi da epidemia, senza per questo sottovalutare i rischi concreti. Ebbene, un'oretta e mezza dopo l'autore del tweet associato all'immagine ha twittato un reply al mio tweet per ringraziarmi e segnalarmi la traduzione della mappa in giapponese, oltre a una variante che sottolinea l'importanza della conoscenza per stare al sicuro senza lasciarsi sopraffare dalla paura. Inutile dire che questo riscontro, essendo intenzionale, consapevole e... umano, mi ha fatto molto più piacere rispetto all'altro: come potevo non aggiungerlo ai preferiti? :-D
[Se non conosci la differenza fra retweet e reply ma capisci l'inglese, tutte le delucidazioni del caso puoi trovarle qui]

giovedì 6 novembre 2014

WhatsApp ti scopre gli altarini!

Molti utenti di WhatsApp sono in fibrillazione: da ieri la popolare app di messaggistica mobile della quale ho già parlato qui, e che in pratica ha prepensionato i cari vecchi SMS, ha introdotto la fatidica notifica di lettura da parte del destinatario. Una funzione che Facebook Messenger implementa da tempo: di ciascun messaggio potevi già sapere non soltanto se era stato visualizzato, ma pure a che ora. Per quanto riguarda WhatsApp, al singolo segno di spunta grigio – che indica l'avvenuta consegna del messaggio al server – e al doppio segno di spunta grigio – che conferma la ricezione sul telefono del destinatario – si affianca il doppio segno di spunta azzurro (ma secondo me un triplo segno di spunta grigio sarebbe stato più leggibile): la notifica di lettura, appunto. La conseguenza è ovvia: sarà parecchio più arduo rendere credibile la scusa «Non l'avevo letto» per giustificare una mancata risposta... anche se magari hai fatto appena in tempo ad aprire la chat e sei stato immediatamente distratto da qualcos'altro che ti ha impedito di leggere il messaggio (a me capita non di rado). Però... c'è un però: se leggi nell'area delle notifiche del tuo sistema operativo l'anteprima del messaggio – che coincide con l'intero messaggio, se questo è abbastanza breve – la conferma di lettura a quanto pare non si attiva. In questo modo la privacy è salva. A me che non ho nulla da nascondere tutto questo non fa né caldo né freddo... comunque non mi stupirei se, di fronte al diffuso malcontento degli utenti, nel prossimo aggiornamento WhatsApp introducesse la possibilità di disabilitare la notifica di lettura, così come permetteva già di selezionare chi può vedere data e ora dell'ultimo accesso: tutti, i miei contatti o nessuno (lo si fa da ImpostazioniAccountPrivacyUltimo accesso).
P.S.: L'immagine che apre il post, condivisa su Facebook da Ciro Pellegrino, fa il paio con questo status di Dania: «La spunta blu di whatsapp segnala che il messaggio è stato letto. La vera rivoluzione sarà quella che indica che è stato anche capito». :-D

mercoledì 5 novembre 2014

In volo sull'Abruzzo

Qualche mese fa mi sono iscritta al canale YouTube di Invidio, che propone video registrati – soprattutto per mezzo di droni – nelle località più belle d'Italia. Ad esso nell'elenco delle mie iscrizioni si è affiancato da pochi giorni il canale di Icaro Droni, una startup di Francavilla al Mare; la sottoscritta lo trova particolarmente interessante per la serie di video dal titolo L'Abruzzo e le sue meraviglie. Nelle immagini, riprese dal punto di vista decisamente privilegiato di un drone, vengono mostrate le attrattive turistiche più degne di nota della mia regione; alcune le conoscevo già, mentre le altre spero di avere prima o poi il piacere di visitarle.
Potresti altresì gradire il breve video qui sotto, caratterizzato da un accompagnamento musicale decisamente rock! :-D

martedì 4 novembre 2014

Un'emozionante storia di buona sanità

Ha suscitato una grande commozione in Rete l'esperienza raccontata dal giornalista Stefano Aurighi tre giorni fa sul suo blog, e ripresa anche da Repubblica: l'ictus che ha colpito all'improvviso sua moglie Ilaria, la bella signora bionda nella foto qui accanto, uscita fortunatamente indenne dal malore grazie alla perizia dei medici dell'ospedale modenese di Baggiovara che l'hanno soccorsa.
Il lungo ma coinvolgente post, nel quale l'autore si rivolge direttamente alla moglie, l'ho divorato con il cuore in gola e il fiato sospeso, nonostante il titolo lasciasse intuire il sollievo del lieto fine. Ma a raggelarmi nel vero senso della parola sono state queste righe: «Parliamo dell'assurdità di quello che sta succedendo proprio a te, che non hai nessun fattore di rischio. Hai solo 46 anni, vai in palestra, sei magra, non fumi, non bevi, hai addirittura la pressione bassa». Ebbene, io mi ci sono ritrovata parecchio, in questa descrizione, a parte il fatto (positivo) che ho qualche anno in meno e quello (negativo) che non vado in palestra... anche se mi sto sforzando di correggere il mio stile di vita tendenzialmente sedentario.
Il mese scorso il mio medico curante ha effettuato la valutazione del mio rischio cardiovascolare immettendo nel programma Cuore.exe – che si può scaricare gratis dal sito web del Progetto Cuore, a patto di essere medici, farmacisti o affini – alcuni parametri: altezza e peso (e conseguente indice di massa corporea), circonferenza vita, sesso ed età, colesterolo totale e HDL (quello "buono"), pressione sistolica (la "massima"), se il paziente sia o meno fumatore, diabetico o in terapia antipertensiva. Il risultato? La probabilità che io vada incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore – infarto del miocardio o ictus – è pari allo 0,1% nei prossimi 10 anni. Sia io che il mio medico eravamo piuttosto contenti dell'esito, ma, adesso che ho letto la vicenda della moglie di Stefano Aurighi, colpita da un'imprevedibile dissezione della carotide, mi sento un pochino meno tranquilla. Non intendo lasciarmi sopraffare da ansie e ipocondrie spropositate, sia chiaro... ma comunque avverto più forte il proposito di migliorare il mio stile di vita, seguendo un'alimentazione il più possibile sana e bilanciata e impegnandomi a fare attività fisica.
Una cosa importante che l'esperienza di Stefano Aurighi insegna, è a non sottovalutare sintomi o segnali strani: all'inizio sua moglie si lamentava di vederci male, disturbo erroneamente attribuito a un calo di pressione oppure al fatto di aver mangiato poco a pranzo; poi la donna ha cominciato a voltarsi indietro di continuo senza un motivo apparente. Soltanto in seguito si sarebbe scoperto che lo faceva perché il suo cervello non riconosceva più il suo braccio e lei lo percepiva come un corpo estraneo appoggiato sulla spalla, pertanto si girava per cercare di capire chi – nessuno, in realtà – le stesse toccando la spalla. Per fortuna l'intervento dei medici è stato abbastanza mirato e tempestivo da scongiurare danni cerebrali irreversibili.

lunedì 3 novembre 2014

Non perdere mai la voglia di giocare!


Quest'oggi desidero segnalarti ¿Bailamos?, un delizioso cortometraggio della spagnola JAF Producciones che ho guardato l'altro giorno con sottotitoli in italiano e in seguito, dopo che era stato rimosso da YouTube a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di José Manuel Anguiano Fernández, ho ritrovato qui "embeddato" da Dailymotion con sottotitoli in varie lingue. Te lo riassumo, perché mi ha colpita parecchio.
Si tratta del dialogo tra un padre (interpretato dal suddetto José Manuel Anguiano Fernández) e la sua bambina (Malena Anguiano Sorge, suppongo sua figlia anche nella realtà). Quest'ultima confida al papà il suo desiderio di andare a scuola di danza, ma lui le risponde che non ne avrebbe il tempo, perché la piccola va già a lezione di inglese, di scacchi e segue un corso di informatica: tutte cose che a lei non piacciono, però, le spiega il padre, servono per il suo futuro, e quando sarà grande le permetteranno di trovare un buon lavoro, mica come fare la ballerina, un lavoro vero con un buono stipendio [e giù risate di sottofondo abbastanza eloquenti ;-)].
Ecco uno scambio di battute particolarmente significativo:
– E così sarò più contenta che facendo ciò che mi piace?
– Sì... Ok, forse no, ma non avrai altre preoccupazioni, e ti assicurerai la pensione.
– È una cosa che serve a giocare?
– No, quando sarai grande non ti interesserà giocare.
– Bene, allora non voglio diventare grande!
Il video si conclude con padre e figlia che ballano insieme, mentre in sovraimpressione scorrono le seguenti parole:
Non c'è nulla che tu possa fare oggi, che ti garantisca soldi tra vent'anni. Il denaro risolve situazioni, ma non dà un senso alla tua vita. Fare cose che ti appassionano può aprirti una porta. Se la tua vita non ti permette ogni giorno di giocare, ballare, vivere... cambia vita.

domenica 2 novembre 2014

Camminando per New York

Grazie al mio fantastico superpotere dell'invisibilità, non sono il tipo di donna alla quale capita spesso – diciamo quasi mai – di subire tentativi di approccio mentre cammino per la strada. Anche per questo mi ha impressionata parecchio il video, registrato con una videocamera nascosta, che riassume la passeggiata in giro per New York da parte della giovane Shoshana B. Roberts, carina sì, ma tutt'altro che provocante sia per l'abbigliamento (jeans e maglietta girocollo) sia per l'atteggiamento (dimesso e silenzioso). L'esito dell'esperimento?
Oltre 100 casi di molestie verbali per strada hanno avuto luogo nell'arco di dieci ore, coinvolgendo persone di tutte le provenienze. Questo non include le innumerevoli strizzatine d'occhio, fischi, ecc.
Se vuoi dare il tuo aiuto, sei pregato di fare una donazione a Hollaback!, un'organizzazione non-profit dedicata a porre fine alle molestie per strada.
Su Facebook hanno detto la loro al riguardo Michela e Daniela, mentre dalle pagine del suo blog Marta invita a compilare un sondaggio internazionale sulle molestie in strada creato con l'aiuto della professoressa Beth Livingston della Cornell University.
Funny Or Die News ha pensato bene di replicare l'esperimento mandando in giro per New York, al posto della ragazza, un giovane bianco altrettanto discreto. Per quanto si tratti di una parodia e tutto risulti a dir poco costruito, c'è comunque di che riflettere. La conclusione in questo caso è...
Oltre 100 casi di omaggi verbali per strada hanno avuto luogo nell'arco di 10 ore.
Questo non include gli innumerevoli Bud Light Limes, gesti di rispetto e prestiti alle piccole imprese che sono stati offerti.
Se vuoi dare il tuo aiuto, sei pregato di non fare nulla. Lascia il patriarcato al suo posto.

sabato 1 novembre 2014

#iosonocucchi quasi un anno dopo

Sta facendo parecchio discutere la sentenza d'appello che ieri ha decretato l'assoluzione per insufficienza di prove di tutti gli imputati, compresi i sei medici condannati in primo grado, per la morte, avvenuta il 22 ottobre 2009, di Stefano Cucchi. Sua sorella Ilaria ha espresso il proprio dolore e la propria determinazione ad andare avanti in un'intervista a La Stampa, e la giornalista Concita De Gregorio ha scritto al riguardo un articolo che vale la pena di leggere. Io, che come tanti ho visto sgomenta le foto del cadavere martoriato di quel ragazzo, ero pronta a protestare in maniera veemente... ma, come ha scritto un mio amico su Facebook, sarà il caso di aspettare che vengano rese note le motivazioni della sentenza prima di trarre delle conclusioni. Quello che mi risulta davvero inaccettabile è che qualcuno, nella fattispecie il portavoce di un sindacato di polizia, abbia potuto dichiarare «Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute e conduce una vita dissoluta, ne paghi le conseguenze»; Massimo Gramellini ha commentato che costui «dovrebbe fare soltanto una cosa. Vergognarsi».
Concludo con una piccola selezione tratta dal post odierno di Spinoza. Anche se stavolta trovo che non ci sia proprio niente da ridere, e nemmeno da sorridere. Soltanto riflettere...
Il verdetto di primo grado è stato ribaltato. E non vi dico lui nella tomba.
(La sentenza di primo grado è stata stravolta a tal punto che Stefano Cucchi ora è indagato per diffamazione)
Tutti gli imputati sono stati assolti in appello. Per vederli beatificati dovremo attendere la Cassazione.
Gli imputati: “Non auguriamo a nessuno di subire quello che abbiamo subito noi”. È tremendo sapere di essere stati assolti ingiustamente.
Secondo il segretario Tonelli, Cucchi è morto a causa del suo stile di vita. Fosse stato sano sarebbe sopravvissuto al pestaggio.
“Se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze”. A differenza di chi gliela toglie.
La foto che apre il post, e che pubblicai su Instagram il 10 novembre scorso, raffigura il tappeto con il volto di Stefano Cucchi che venne steso in Piazza Salotto a Pescara per l'iniziativa #iosonocucchi svoltasi nel corso del Festival delle Letterature dell'Adriatico, del quale sta per iniziare la dodicesima edizione.