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giovedì 30 maggio 2013

A contatto con la Natura

IMG_5129Domenica scorsa è stata la volta della mia prima vera escursione della stagione. Sono tornata ad aggregarmi al CAI di Pescara, presso cui avevo frequentato due anni fa il corso base di escursionismo, effettuando un percorso ad anello che aveva come meta la scenografica cascata di San Giovanni da Bocca di Valle, frazione di Guardiagrele, nel Parco Nazionale della Majella. Si è trattato di un'escursione breve e in teoria abbastanza semplice, anche se in pratica ho incontrato dei tratti relativamente ripidi e ostici per affrontare i quali mi è stato di grande aiuto un bastone che avevo raccattato lungo il sentiero. Promemoria: la prossima volta devo proprio ricordarmi di portare i bastoncini da trekking che acquistai due anni fa e che ho sempre lasciato a casa perché "tanto non servono", salvo poi scoprire che mi sarebbero stati utili in più di un'occasione, soprattutto nelle discese (che, fiatone a parte, trovo assai più impegnative rispetto alle salite!). Benché temessi di essere irrimediabilmente fuori allenamento, comunque, me la sono cavata meglio del previsto: a quanto pare la mezz'oretta di step che faccio in casa due o tre volte alla settimana a qualcosina è servita. E, anche se ho avuto le gambe indolenzite fino a ieri, ne è valsa senz'altro la pena, perché l'ambiente era davvero suggestivo, quasi fiabesco: non a caso montagneasud, a proposito del bosco in questione, ha scritto «ti aspetti che esca fuori di botto un folletto, uno gnomo…». Lo scenario ideale per sfoderare continuamente la macchina fotografica: in effetti ho scattato parecchie foto, buona parte delle quali le puoi vedere qui... e ne avrei scattate ancora di più, se non fosse stato per la preoccupazione di rimanere indietro rispetto al gruppo. Un "bottino" più che soddisfacente, comunque! :-)
Quando tornerò a dedicarmi all'escursionismo? Domenica prossima no, ché il mio compleanno voglio trascorrerlo all'insegna del relax più totale... e forse neppure la successiva, perché ho intenzione di partecipare all'evento Trabocchi(amo): assieme a tanti altri utenti di Instagram mi diletterò ad immortalare la magnifica Costa dei Trabocchi. Ma poi mi rimetto in marcia, garantito! :-)

domenica 26 maggio 2013

Batman chiamato all'azione in Germania? Non proprio...

Dai un'occhiata all'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Lunar Corona over Cochem Castle (per ingrandirla cliccaci sopra): quello che splende nel cielo della cittadina tedesca di Cochem non sembra forse un Batsegnale?! :-O


In realtà quello fotografato da Babak Tafreshi (che ne ha fatto anche una ripresa video), sebbene si presenti in una forma così particolare, è un fenomeno piuttosto comune la cui spiegazione è riportata qui di seguito.
Questa apparizione a forma di pipistrello non risplende sulle nuvole che passano su Gotham City. Il banco di nubi il cui profilo si staglia su una corona lunare multicolore è stato avvistato invece la sera del 18 maggio scorso sopra Cochem, in Germania, dalle rive del fiume Mosella. La corona lunare si forma quando la luce lunare viene diffratta dalle goccioline d'acqua in nubi sottili che transitano davanti al disco lunare. Sotto di essa si trova lo storico castello di Cochem risalente all'undicesimo secolo, e non certo Villa Wayne. Eppure, indipendentemente dalla tua posizione sul pianeta Terra, vale davvero la pena di osservare i cieli serali in questo fine settimana, dal momento che sorge la luna piena e pianeti luminosi si riuniscono ad occidente.
[UPDATE del giorno dopo] La tripla congiunzione planetaria tra Venere, Giove e Mercurio è stata immortalata da Stefano De Rosa nel cielo sopra il lago di Viverone. Clicca sulla foto per ingrandirla, e ammira! :-)

martedì 21 maggio 2013

L'inestimabile eredità di Zach

Si chiamava Zach Sobiech, abitava nel Minnesota e aveva diciotto anni. Dopo che nel 2009 gli è stato diagnosticato un osteosarcoma, un raro tumore maligno dell'osso, il ragazzo ha dovuto affrontare svariati interventi chirurgici e sedute di chemioterapia. A maggio 2012 il tumore si era esteso al bacino e ai polmoni: a quel punto nessuna terapia sarebbe più stata efficace. Quando gli è stato comunicato che gli restavano solamente pochi mesi di vita, Zach ha reagito in maniera ammirevole, scegliendo di affrontare ogni singolo giorno all'insegna della gioia e della speranza. Il video di Clouds (Nuvole), la canzone di addio alla vita che lui stesso ha composto e interpretato, ha commosso milioni di persone in tutto il mondo.


Il Children's Cancer Research Fund, che si occupa di raccogliere fondi per la ricerca sui tumori infantili, ha pubblicato sul suo sito la notizia che purtroppo ieri mattina Zach ha smesso di lottare contro il suo male. Ma a me piace pensare che il sorriso e la contagiosa voglia di vivere di questo ragazzo straordinario rimarranno tra noi per sempre, servendoci da ispirazione per affrontare con uno spirito più positivo le nostre piccole e grandi difficoltà quotidiane.
Ecco qui il testo di Clouds...
I fell down, down, down into this dark and lonely hole
There was no one there to care about me anymore
And I needed a way to climb and grab a hold
Of the edge you were sitting there holding a rope
And we'll go up, up, up but I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
When I get back on land well I'll never get my chance
Be ready to live and it'll be ripped right out of my hands
Maybe someday we'll take a little ride
We'll go up, up, up and everything will be just fine
And we'll go up, up, up but I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
If only I had a little bit more time
If only I had a little bit more time with you
We could go up, up, up and take that little ride
And sit there holding hands and everything would be just right
And maybe someday I'll see you again
We'll float up in the clouds and we'll never see the end
And we'll go up, up, up but I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
... e la relativa traduzione. Alla luce dei fatti, sono parole incredibilmente struggenti, non è vero?
Sono caduto in questo buco oscuro e solitario
Non c'era nessuno lì a cui importasse più di me
E avevo bisogno di un modo per risalire e aggrapparmi all'orlo del precipizio
Dove eri seduta tu tenendo una corda
E andremo su, su, su ma io volerò un po' più in alto
Andremo su tra le nuvole perché la vista è migliore
Quassù, mia cara
Non manca molto adesso, non manca molto adesso
Quando tornerò sulla terra non avrò mai la mia possibilità
Sarò pronto a vivere ma la vita mi verrà strappata via dalle mani
Forse un giorno faremo un giretto
Andremo su, su, su e tutto andrà bene
E andremo su, su, su ma io volerò un po' più in alto
Andremo su tra le nuvole perché la vista è migliore
Quassù, mia cara
Non manca molto adesso, non manca molto adesso
Se solo avessi un po' di tempo in più
Se solo avessi un po' di tempo in più con te
Potremmo andare su, su, su e fare quel giretto
E ci siederemmo lì tenendoci per mano e tutto andrebbe bene
E forse un giorno ti rivedrò
Fluttueremo tra le nuvole e non vedremo mai la fine
E andremo su, su, su ma io volerò un po' più in alto
Andremo su tra le nuvole perché la vista è migliore
Quassù, mia cara
Non manca molto adesso, non manca molto adesso

domenica 19 maggio 2013

Un anello di fuoco nel cielo

Finalmente trovo il tempo e la voglia di scrivere qualche riga sull'eclissi solare anulare alla quale faceva cenno il mio ultimo post. Anche questa volta lo spunto me lo dà il sito Astronomy Picture of the Day con la foto dal titolo Ring of Fire over Monument Valley pubblicata lo scorso 9 maggio. In effetti l'analogo fenomeno immortalato da Tunç Tezel nell'immagine in questione si riferisce all'anno scorso... ma quest'anno lo spettacolo sarà stato all'incirca lo stesso, suvvia! ;-) Senza contare che la Monument Valley è davvero uno scenario ineguagliabile...


Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
La luna nuova ha proseguito il gioco di ombre celesti di questa stagione: un'eclissi solare anulare è cominciata nell'Australia occidentale alle 22:30 UT del 9 maggio, intorno all'alba del 10 ora locale. Poiché l'eclissi si è verificata a pochi giorni di distanza dall'apogeo lunare, la sagoma della Luna non è stata abbastanza grande da coprire il Sole nel bel mezzo dell'eclissi, creando momentaneamente uno spettacolare anello di fuoco. Mentre una regione più ampia ha assistito a un'eclissi parziale, la fase di eclissi anulare è stata visibile lungo una zona d'ombra larga appena un paio di centinaia di chilometri ma lunga tredicimila chilometri, che si estendeva attraverso il Pacifico centrale. Per determinate posizioni lungo di essa, l'anello di fuoco è durato da 4 a 6 minuti. Vicino all'orizzonte, la comparsa dell'eclissi anulare del 9-10 maggio è suggerita da questa eccezionale immagine composita relativa al mese di maggio 2012. La sequenza in time-lapse illustra un'eclissi anulare in corso prima del tramonto sulla Monument Valley, nel sud-ovest degli Stati Uniti.
Qui sotto puoi vedere invece un'istantanea scattata da Geoff Sims e relativa all'eclissi del 9-10 maggio scorso.


L'articolo pubblicato da EarthSky a corredo della foto chiarisce per quale motivo il Sole e la Luna appaiano schiacciati: si tratta di un effetto ottico di distorsione dovuto all'atmosfera.

lunedì 6 maggio 2013

Per chi se la fosse persa...

La sera del 25 aprile si è verificata una spettacolare eclissi di luna. Pur essendo stata informata in anticipo dell'evento, all'ora X me ne sono completamente dimenticata... ma tanto, affacciandomi alla finestra qualche minuto più tardi, mi sono resa conto che il cielo era velato, e quindi probabilmente non avrei potuto vedere nulla comunque. Mi rifaccio ammirando l'Astronomy Picture of the Day pubblicata dalla NASA due giorni fa, scattata dall'astrofotografo ungherese Ladányi Tamás e intitolata Hungarian Spring Eclipse (clicca per ingrandire).


Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
La scorsa settimana, mentre il sole tramontava, la luna piena sorgeva sul paesaggio primaverile di Tihany, sulle rive settentrionali del lago Balaton, in Ungheria. Mentre saliva su nel cielo limpido, la luna ha appena sfiorato l'ombra scura del pianeta Terra nella prima eclissi lunare parziale dell'anno. La fase parziale, visibile in alto in questa immagine, dove il disco lunare viene oscurato nella parte superiore, è durata meno di 27 minuti. Composta da esposizioni consecutive, l'immagine presenta la gamma di colori naturali e sfumature sottili visibili all'occhio. In occasione della luna nuova che si verificherà la settimana prossima, il gioco di ombre celesti della stagione proseguirà con un'eclissi solare anulare, che sarà visibile dall'Australia settentrionale e dal Pacifico centrale.

giovedì 2 maggio 2013

Lezioncina di vita

L'altro giorno sono rimasta piuttosto colpita da una citazione attribuita all'uomo d'affari ed editorialista statunitense Harvey Mackay e condivisa da uno dei miei contatti su Facebook; volendo esercitare un pochino il mio inglese, ho recuperato la versione originale...
Life is too short to wake up with regrets. So love the people who treat you right. Forget about those who don't. Believe everything happens for a reason. If you get a chance, take it. If it changes your life, let it. Nobody said life would be easy, they just promised it would most likely be worth it.
... e l'ho tradotta a mia volta:
La vita è troppo breve per alzarsi la mattina con dei rimpianti. Quindi ama le persone che ti trattano bene. Dimenticati di quelle che non lo fanno. Credi che tutto accade per una ragione. Se ti capita un'occasione, coglila. Se essa ti cambia la vita, lascia che lo faccia. Nessuno ha detto che la vita sarebbe stata facile, hanno solo promesso che molto probabilmente ne sarebbe valsa la pena.
Adesso non mi rimane che assimilarla nel profondo... :-)

P.S.: Mi sono appena ricordata che una versione un tantino diversa della stessa citazione l'avevo già riportata tempo fa in un post.

mercoledì 1 maggio 2013

A bordo della Transiberiana d'Italia

Domenica scorsa ho preso parte al viaggio in treno «I Custodi del Territorio – All'ombra degli alberi secolari» da Sulmona a San Pietro Avellana, comune situato in Molise a breve distanza dal confine con l'Abruzzo. L'evento è stato organizzato da TransIta Onlus, associazione nata con la finalità di salvare la ferrovia Sulmona-Carpinone, soprannominata la Transiberiana d'Italia (in omaggio alla leggendaria ferrovia nota per essere la più lunga del mondo) poiché è la più alta dello Stivale, con i 1268 metri di quota della stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo. Tale linea è stata chiusa oltre due anni fa al traffico commerciale perché antieconomica, ma TransIta ha saputo valorizzarne le indubbie attrattive turistiche facendone il percorso di affollatissime gite itineranti domenicali, una delle quali è stata documentata da un servizio di Tgcom24. Ma a raccontare ancora meglio lo spirito di questa iniziativa c'è il video qui sotto.


È già disponibile il calendario completo delle partenze da qui a dicembre, e lunedì è stato reso noto il programma del Treno dei Fiori di domenica prossima. Per quanto mi riguarda non escludo di ripetere prima o poi l'esperienza (magari in compagnia, questa volta), visto che le prossime corse effettueranno il tragitto completo fino a Isernia.
Benché domenica le fermate previste non siano state tutte rispettate, presumibilmente per ragioni di tempo, il percorso prevedeva sia all'andata sia al ritorno le seguenti tappe: Sulmona, Campo di Giove, Campo di Giove-Monte Maiella, Palena (dove all'andata il treno ha sostato per un'oretta e ci è stata offerta una degustazione di prodotti alimentari tipici con possibilità di acquisto), Rivisondoli-Pescocostanzo, Roccaraso, Alfedena-Scontrone, Castel di Sangro, fino a San Pietro Avellana-Capracotta.
Dalla stazione due bus navetta ci hanno portati alla riserva naturale di Montedimezzo, situata nel comune di Vastogirardi in provincia di Isernia, e dichiarata Riserva della Biosfera nell'ambito del programma MaB (Man and Biosphere) dell'UNESCO. Dopo aver consumato in un'area attrezzata all'aperto il pranzo che puoi vedere immortalato qui a fianco, al costo di 15 euro a persona (ma se devo essere sincera, a sapere prima di cosa si trattava, mi sarei portata il pranzo al sacco da casa ;-)), ci siamo addentrati nella riserva, avvistando da vicino vari splendidi esemplari di mammiferi artiodattili (cervi?, daini?, e che ne so io? ;-)), fino a giungere al cospetto di Re Fajone, patriarca del bosco e simbolo del Molise: il suo nome non significa "il Re Faggio" ma "il Faggio" nel vernacolo locale. Comunque direi che l'appellativo di "Sua Altezza" gli si addice: è alto 25 metri, che per un faggio è una misura di tutto rispetto, e la sua circonferenza lunga 6,4 metri è stata misurata empiricamente da un circolo di volontari; ce ne sono voluti otto o nove per circondarlo tutto. L'età stimata dell'albero è di circa 5 secoli: un vero custode del territorio! :-)
In mattinata ci è stato servito sul treno uno spuntino sano e genuino: fave, formaggio e pane e olio, annaffiati da un bel bicchiere di vino rosso. Non è mancato neppure l'accompagnamento musicale, a cura di Fabio al tamburello e Silvia al ddù botte, due elementi de Lu sole allavate, gruppo di studio e divulgazione della musica popolare tradizionale abruzzese attivo ormai da tredici anni. Ho chiesto lumi sul singolare nome del gruppo: a quanto pare deriva dal fatto che la sua prima esibizione in pubblico avvenne il giorno di San Giovanni, quando secondo una credenza popolare il sole "si tuffa" per tre volte nel mare prima di sorgere.
Per concludere, ti lascio qui sotto l'album delle foto che ho scattato domenica. Sono tante, me ne rendo conto (e se sul treno mi fosse toccato un posto lato finestrino ne avrei scattate ancora di più... salvo poi scoprire che erano venute tutte mosse ;-)), ma non me la sono sentita di scartarne troppe. :-)