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mercoledì 26 dicembre 2012

Un regalo da Flickr

L'altroieri ho scoperto, leggendo un post di Downloadblog.it segnalato da maury nel suo tumblr, che in occasione delle Feste Flickr sta regalando ai suoi utenti un abbonamento trimestrale a Flickr Pro, che normalmente costa 6,95 dollari (al cambio attuale, 5,26 euro circa) ed offre moltissime funzionalità in più rispetto all'account base gratuito. Dal momento che, in qualità di affezionata utente del popolare servizio di condivisione di fotografie, il mio account Pro l'avevo già rinnovato proprio quest'anno per due anni, fino al 28 febbraio 2014, al costo di 44,95 $ (33,85 €, all'epoca), lì per lì ho dubitato di poter beneficiare del regalo... e invece mi sbagliavo. Su suggerimento dello stesso maury, ho provato a seguire questo link e mi è bastato un paio di click per ottenere un prolungamento di tre mesi del mio abbonamento... o almeno così sembra leggendo il messaggio recapitatomi dal Team Flickr.
Thank you for accepting your Flickr Holiday Gift. Please enjoy 3 more months of Flickr Pro for free as our way of saying thanks this holiday season!
On your next billing date we will extend your Flickr Pro subscription by 3 months, unless you cancel. As a reminder, when you became a recurring Flickr Pro subscriber, you agreed that your subscription would automatically renew on the quarterly/yearly anniversary of your billing date, depending on your subscription plan, at the then-current price, until you cancel your plan. For annual plans, please note that by participating in the Flickr Holiday Gift promotion, your recurring billing date will now be three months later. All other terms of your Flickr Pro subscription are otherwise unchanged.
Insomma, se anche tu come me sei un utente Flickr, base o Pro, i tre mesi di abbonamento gratis sono lì che ti aspettano. Non lasciarteli sfuggire, però: hai tempo fino al prossimo 4 gennaio per reclamare il tuo regalo! :-)

martedì 25 dicembre 2012

Palindromi natalizi

Dicesi palindromo, «dal greco antico πάλιν "di nuovo" e δρóμος "percorso", col significato "che può essere percorso in entrambi i versi"», «una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica». Ci sono persone che attribuiscono un significato speciale ai giorni palindromi, ovvero quei giorni di calendario «la cui data, espressa nel formato numerico gg/mm/aaaa oppure mm/gg/aaaa, è simmetrica nella lettura (palindromo), in altre parole resta uguale a se stessa sia se letta da sinistra verso destra sia se letta da destra verso sinistra» (ad esempio il 21 febbraio 2012 è stato un giorno palindromo nel formato abitualmente usato in Italia per esprimere le date), ma per quanto mi riguarda rimango pressoché indifferente. Mi intrigano decisamente di più i palindromi che costituiscono frasi di senso compiuto (a tali fini non si considerano spazi, accenti e segni di interpunzione), come il napoleonico «Able was I ere I saw Elba» e il famoso quadrato del Sator mostrato all'inizio del post, oppure, per limitarci alla lingua italiana, «I topi non avevano nipoti» e lo straordinario «Avida di vita desiai ogni amore vero, ma ingoiai sedativi, da diva», dedicato a Marilyn Monroe dall'enigmista Krypton, al secolo Domenico Rizzo. Nella sua rubrica Lessico e nuvole Stefano Bartezzaghi ha a suo tempo riportato, su suggerimento di un lettore, il termine aibofobia, che denota un'immaginaria paura dei palindromi e che, manco a dirlo, è a sua volta un palindromo... ;-)
Se parlo di palindromi proprio oggi, è perché, ricercando per caso l'hashtag #palindromi su Twitter, ne ho trovati alcuni a tema natalizio: eccoli.
A NATAL, AMOR, È ROMA LA TANA!
È NOTTE, NAPOLI: V'È BAROLO, SOL'ORA BEVILO! PANETTONE!
Quest'ultimo è una creazione di Andy Violet, autore anche del notevolissimo
E LÌ VOLLE NATIVITÀ, NELL'OVILE
corredato dall'opportuno commento «Gesù nacque in una stalla in segno d'umiltà». :-)
Segnalo infine un esempio legato alle false profezie catastrofistiche sul 21 dicembre 2012:
O NONNA, DI CERTO MAYA MORTE CI DANNO, NO?
Carino... peccato soltanto che a ben guardare non si tratti di un palindromo: l'accoppiata di lettere RT fa sì che la sequenza di caratteri, se letta al rovescio, differisca leggermente...

La notte della cometa


Dal vangelo secondo Matteo (2, 1-12):
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Ed ecco illustrate le radici bibliche della luccicante stella con la coda che fa bella mostra di sé in ogni presepe che si rispetti. Ho appena scoperto che alla cosiddetta stella di Betlemme, ovvero appunto quel fenomeno astronomico che secondo il racconto evangelico guidò i Magi a far visita a Gesù appena nato, è dedicata una voce Wikipedia abbastanza approfondita, dalla quale mi limito ad estrapolare alcuni frammenti.
La dicitura comunemente più diffusa per indicare la stella di Betlemme è la contraddittoria stella cometa, che accorpa due corpi celesti completamente dissimili tra loro: la stella è di grandi dimensioni, si trova a enormi distanze dal sistema solare e nel firmamento appare fissa e puntuale; la cometa è di piccole dimensioni, si trova all'interno del sistema solare e nel firmamento appare mobile e con una forma e dimensione non puntuale.
La comune rappresentazione a forma di cometa e la dicitura "stella cometa" risalgono al fatto che Giotto, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley nel 1301, la disegnò appunto come una cometa dalla lunga coda nella Cappella degli Scrovegni a Padova. A partire dal XV secolo il particolare ha avuto una straordinaria fortuna artistica, in particolare nelle rappresentazioni della natività e del presepe.
È stato proposto che la Stella fosse la cometa di Halley, che fu visibile nel 12 a.C., ma questa data non è compatibile con l'opinione corrente della maggior parte degli storici, che datano la nascita di Gesù tra il 7 e il 4 a.C. Non si conosce il passaggio di altre comete nel periodo d'interesse, eccetto forse un evento del 5 a.C., descritto dagli astronomi cinesi come una cometa, ma oggi spesso reinterpretato come una supernova. L'identificazione della Stella con questa cometa è sostenuta, ad esempio, da Colin Humphreys, che la utilizza per datare la nascita di Cristo attorno alla Pasqua del 5 a.C.
L'immagine che apre il post, tratta anche questa volta da Astronomy Picture of the Day, mostra per l'appunto una cometa fotografata dall'Osservatorio Astronomico del Col Drusciè "Helmut Ullrich" di Cortina d'Ampezzo durante il suo transito sopra il passo di Valparola, nelle Dolomiti. Poco importa se non si trattava della summenzionata cometa di Halley, il cui ultimo passaggio al perielio risale al 1986, bensì della luminosissima Hale-Bopp, nota come la Grande Cometa del 1997.
Yawn, adesso me ne vado proprio a nanna. Non senza aver prima lasciato a te, o mio caro lettore, i miei migliori auguri di Buon Natale!!! :-)

sabato 22 dicembre 2012

Un pilastro di luce sulla neve

All'indomani del solstizio d'inverno, ecco un Astronomy Picture of the Day perfetto per la stagione: quello pubblicato il 18 dicembre scorso con il titolo A Sun Pillar Over Sweden.


Nella foto, sullo sfondo di un incantevole paesaggio scandinavo innevato, si può ammirare un fenomeno ottico davvero suggestivo: il sun pillar o light pillar, in italiano pilastro di luce o pilastro solare. Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
Hai mai visto un pilastro solare? Quando l'aria è fredda e il sole sorge o tramonta, i cristalli di ghiaccio in caduta possono riflettere la luce del sole e creare un'insolita colonna di luce. Il ghiaccio a volte forma cristalli piatti di forma esagonale quando cade da nubi ad alta quota. La resistenza dell'aria fa sì che questi cristalli, fluttuando verso il suolo, rimangano quasi orizzontali per la maggior parte del tempo. La luce del sole si riflette su cristalli che siano opportunamente allineati, creando l'effetto del pilastro solare. Nella foto sopra, scattata la scorsa settimana da Göran Strand, un pilastro solare riflette la luce del sole che tramonta sulla città di Östersund, in Svezia.

venerdì 21 dicembre 2012

La finazione de lu monne

Declare this an emergency
Come on and spread a sense of urgency
And pull us through
And pull us through
And this is the end
This is the end
Of the world
Non potevo non aprire il post odierno riportando alcuni versi dal testo di Apocalypse Please dei miei adorati Muse, che potrò finalmente sentir suonare dal vivo il 6 luglio prossimo allo Stadio Olimpico di Roma... fine del mondo permettendo, certo! ;-) Eh già, il fatidico 21 dicembre 2012, data dell'apocalisse predetta da più parti, non è ancora terminato, anzi in Messico, culla del popolo Maya, non è ancora l'una del pomeriggio. Per citare un'altra hit, questa volta di Ligabue, a che ora è la fine del mondo? Beh, la redazione di Focus.it ha formulato alcune possibili risposte... fermo restando che pure loro, come me, non credono affatto alle profezie catastrofistiche legate alla giornata odierna. Chissà se qualcuno di quelli che invece ci credevano ha accettato la scommessa di Paolo Attivissimo: «se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più».
In realtà non stava scritto da nessuna parte che oggi dovesse finire il mondo, né che finisse il calendario Maya, come dà impropriamente a intendere Google se si clicca sul doodle di oggi; semplicemente, a mezzanotte è cominciato un nuovo ciclo bak'tun del calendario Maya. La settimana scorsa il Disinformatico ha pubblicato una spiegazione chiara e sintetica della situazione.
Comunque il mondo finirà veramente, prima o poi: al più tardi tra cinque miliardi di anni, lo spiega l'astrofisica Margherita Hack, quando il nostro Sole "morirà". E, come disse un mio compagno di liceo, «Chi glielo fa il funerale?». Per quanto mi riguarda, non credo proprio che potrò presenziare... ;-)
Nel seguito riporto una piccola selezione di trovate spiritose sulla profezia Maya pescate in Rete.
La NASA ha pubblicato un video intitolato Perché il mondo non è finito ieri. Il titolo ha più senso se il video lo si guarda domani, 22 dicembre 2012... fatto sta che la NASA era talmente sicura del fatto suo (e come darle torto, del resto) da averlo messo online dieci giorni fa! :-)


Ecco qua sotto le previsioni meteo per i giorni dal 16 al 23 dicembre. Per oggi si prevedevano fenomeni atmosferici a dir poco insoliti... ;-)


Il grande Isola Virtuale si è ispirato allo slogan elettorale di Nichi Vendola per creare la spassosa vignetta qui sotto.


Ma la preoccupazione per la ridiscesa in campo di Berlusconi va ben oltre i confini del Belpaese: guarda un po' che vignetta è stata pubblicata sul settimanale britannico (nonché incorreggibilmente comunista ;-)) The Economist!


Il cartello qui sotto è stato esposto da una concessionaria Mazda in Canada, e recita «Fine del mondo – Vendiamo tutto! Se finisce il mondo, non paghi... mai!».


Un anno fa la Sora Cesira pubblicò una parodia del brano Shimbalaiê portato al successo da Maria Gadù, intitolandola Seilmayavie'. Siccome oggi risulta di particolare attualità, eccoti qua sotto il video.


A proposito... ma se il mondo fosse finito sul serio, come ci saremmo potuti preparare in maniera adeguata al momento cruciale? Beh, Focus ha segnalato dieci risorse online ad hoc, mentre il sito di e-commerce Groupon ha proposto una selezione di offerte a tema. E comunque, quale miglior momento per scaricarci la coscienza confessando i segreti che ci tenevamo dentro da sempre? Riccardo ha provato a farlo nel suo post di ieri... :-)
P.S.: Il titolo del post è ispirato alla frase pronunciata in dialetto pescarese da una mia conoscente – la quale a sua volta potrebbe aver citato 'Nduccio – che mi ha divertito parecchio. :-D A proposito di comici abruzzesi, questa sera alle ore 21:30 presso il Palacongressi di Montesilvano andrà in scena lo spettacolo È la fine del mondo con Marco Papa, Vincenzo Olivieri e Tiziana Di Tonno, i quali promettono di far morire tutti... dal ridere!

giovedì 20 dicembre 2012

Fiabe della buonanotte

Nella fiaba di Cappuccetto Rosso, quando la giovanissima (e non troppo sveglia, diciamolo) protagonista, rivolgendosi alla sedicente nonna, esclama «Che bocca grande che hai!», si sente inaspettatamente rispondere, da quello che in realtà è il lupo: «Per mangiarti meglio!». Alzi la mano chi, sentendosi raccontare la storia da bambino, a questo punto non ha avvertito un brivido lungo la schiena...
Ma dove voglio andare a parare? Beh, si dà il caso che oggi Google abbia voluto celebrare il duecentesimo anniversario delle Fiabe del focolare (in tedesco Kinder- und Hausmärchen, ossia Fiabe per bambini e famiglie) dei fratelli Grimm con un doodle interattivo ispirato proprio alla fiaba summenzionata, che puoi vedere in azione nel video qua sotto: eh no, un'immagine statica non funziona altrettanto bene... :-)


Tra le fiabe (non favole... la differenza è spiegata qui) più celebri pubblicate dai due padri fondatori della germanistica (tu li conoscevi come tali? Beh, io no...) vi sono, oltre appunto a Cappuccetto Rosso, altri classici del genere come Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio e Biancaneve e i sette nani. A due secoli di distanza, la casa editrice Donzelli ha pubblicato un libro che raccoglie numerose fiabe dei fratelli Grimm sconosciute ai più.
Se il lupo cattivo può causare problemi d'insonnia ai più piccini, non tutti sanno che le versioni originali e non edulcorate di svariate fiabe che sono giunte fino a noi erano ancor più spaventose: il mese scorso, nel blog di Valerio Di Stefano, ho letto un interessante post al riguardo. Prevedo che prima o poi anche le versioni più truci e inquietanti finiranno sul grande schermo... e che quel giorno sarà un problema convincere i bambini che non puoi portarli al cinema a vedere La sirenetta (la cui storia la conoscevo nella versione disneyana anziché in quella che ci è stata tramandata da Hans Christian Andersen) perché il film è vietato ai minori di quattordici anni! ;-)

martedì 18 dicembre 2012

Una fiaba in musica

Pur non potendo definirmi una patita di musica classica, ci sono delle composizioni che ascolto sempre volentieri; mi riferisco in particolare ai brani composti da Pëtr Il'ič Čajkovskij [che se non fosse stato per il copia&incolla forse avrei traslitterato semplicemente come Ciaicoschi ;-)] per accompagnare il fiabesco balletto Lo Schiaccianoci. Questo spettacolo mi piace non tanto per la storia (che ha ispirato più di un film, l'ultimo dei quali nel 2010) o per le coreografie (anzi, non mi pare di averlo mai visto sul palcoscenico), quanto per le magnifiche melodie, in primis quella dello splendido Valzer dei fiori, che ti propongo qui di seguito sotto forma di video scovato per l'occasione su YouTube.


P.S.: Se mi è venuto in mente di scrivere questo post proprio oggi, 18 dicembre 2012, è perché il signor Google mi ha informata mediante l'ormai tradizionale doodle che proprio in data odierna ricorre il centoventesimo anniversario della prima del balletto. :-)


martedì 11 dicembre 2012

Un film per bambini... di tutte le età! :-)

Domenica mattina ho avuto il piacere di assistere, presso il multisala The Space di Montesilvano, all'anteprima gratuita di Ralph Spaccatutto, il nuovo lungometraggio animato della Disney prodotto dal grande John Lasseter. Ero venuta a conoscenza dell'evento, e della possibilità di richiedere gli ingressi omaggio, in qualità di iscritta alla newsletter del cinema.
Più significativo di qualunque giudizio che io possa esprimere in merito è il seguente consiglio che io ti rivolgo: fa' contento il fanciullo che alberga nel tuo cuoricino, vallo a vedere! :-) In attesa di poterlo fare (l'uscita nelle sale è prevista per il 20 dicembre prossimo), goditi pure il trailer qua sotto.


Ebbene sì, il film è davvero avvincente, soprattutto (ma non solo) per gli appassionati videogiocatori di oggi e di ieri, in quanto la storia è ambientata appunto nel mondo dei videogame. Nel corso del film si susseguono trovate divertenti e brillanti: per citarne soltanto due, l'omaggio ai Konami Code, rievocati a suo tempo da Paolo Attivissimo, e l'importante ruolo svolto dalla reazione tra Coca-Cola Light e Mentos. Manco a dirlo, la grafica mi è sembrata di ottimo livello... e sono curiosa di sapere se il 3-D è all'altezza (la proiezione a noi riservata era "solo" in 2-D). A mio avviso non va sottovalutato neppure il messaggio edificante veicolato dalla storia, comunque.
La trama in breve: Ralph è il cattivo del videogioco arcade Felix Aggiustatutto, il cui protagonista ha il compito di riparare con un martello magico i danni fatti dal suo nerboruto antagonista. Non potendone più di fare la parte del villain, con tutti gli svantaggi che ciò comporta (vivere in una discarica, essere snobbato dai vicini di casa...), Ralph si mette d'impegno per conquistare una medaglia da eroe. Nell'impresa la sua strada si incrocerà con quella di un'altra "reietta" del mondo videoludico, la giovanissima Vanellope von Schweetz: la sua unica colpa è quella di essere un glitch, in pratica un errore di programmazione.
Il film è ricco di riferimenti a videogiochi "vintage" come Pac-Man, Q*bert e Sonic (lasciando da parte i videogame più moderni e quelli d'azione, perché non li conosco quasi per niente). Invece Felix Aggiustatutto, che richiama sotto vari aspetti Donkey Kong, e gli altri due videogame che rivestono un "ruolo" di primo piano nel film, ovvero Sugar Rush (un videogioco di kart basato su Super Mario Galaxy e Mario Kart, ma ambientato nel paese dei dolciumi) e Hero's Duty (uno sparatutto in prima persona ispirato a Halo, Call of Duty, Gears of War e Time Crisis) sono semplicemente una creazione degli sceneggiatori, sia pur definita fin nei minimi dettagli. O almeno così credevo, fino a quando non ho appreso da Wikipedia che «Activision sta lavorando a un videogioco per console che includerà Fix-It-Felix, Sugar Rush e Hero's Duty. Inoltre sono in arrivo i videogiochi online di ciascuno dei tre titoli». Evvai!!! :-D Ma... guarda guarda, esiste già un'app per Android che unisce Pensa a tutto Felix Jr. (in pratica Felix Aggiustatutto, dalla grafica rigorosamente a 8 bit) a una versione semplificata di Hero's Duty e di Sugar Rush!? Inutile dire che l'ho installata al volo... e trovo che valga sicuramente di più dei 78 centesimi che mi è costata! :-D
Una curiosità: uno dei personaggi minori del film, la mentina Aspro Bill, sfoggia un marcato accento toscano. Naturale, visto che a doppiarlo è stato un livornese DOC come Paolo Virzì... :-) (nella versione originale la voce appartiene a Rich Moore, il regista del film)
Last but not least, è da non perdere anche Paperman, il cortometraggio che, come da tradizione disneyana, precede il film vero e proprio. Semplice ma davvero suggestivo, dall'irresistibile fascino rétro: basti dire che è tutto in bianco e nero! :-)

lunedì 3 dicembre 2012

Da consumarsi entro il...

Può succedere a chiunque (ossuvvia, mica sarà capitato solo a me?! ;-)) di ripescare dal frigo o dalla dispensa qualche alimento acquistato da tempo, e di accorgersi che oramai è scaduto. Allora che si fa? Lo si deve proprio buttar via, rinunciando a consumarlo per timore che possa far male (penso specialmente a yogurt, latte e latticini)? Beh, non sempre: anche se in linea di principio la data di scadenza sulle confezioni va rispettata, poiché solo entro tale data il produttore garantisce il mantenimento delle caratteristiche sensoriali e la presenza di una carica batterica al di sotto dei limiti ritenuti pericolosi, ci sono alcuni casi in cui un'eccezione non comporta rischi, e soprattutto previene sprechi evitabili. Spulciando la newsletter de Il Fatto Alimentare, che ogni settimana mi fornisce informazioni molto interessanti da quando mi sono iscritta mesi fa, ho avuto modo di leggere alcuni articoli che illustrano i consigli degli esperti per non correre rischi limitando al contempo gli sprechi: basti dire che, secondo stime accreditate, ben l'8% della spesa alimentare domestica finisce nel cestino dei rifiuti...
Riguardo alla scadenza, particolare attenzione va riservata agli alimenti freschi, che con il passare del tempo registrano alterazioni chimiche e la crescita di microbi in grado di alterare le caratteristiche nutrizionali e a volte organolettiche; la loro durata è correlata al rispetto della catena del freddo, ragion per cui è importante assicurarsi che il frigorifero di casa raffreddi a sufficienza!



Ecco qui di seguito alcuni consigli pratici che ho tratto dal video qui sopra e da questo articolo (che comunque ti invito caldamente a leggere per intero, in quanto fornisce ulteriori dettagli degni di nota).
  • Il latte fresco di alta qualità per legge scade sette giorni dopo il confezionamento, ma se conservato bene in frigorifero si può tranquillamente bere uno-due giorni dopo.
  • Lo yogurt scaduto da sette-dieci giorni si può consumare senza problemi, se non ci sono rigonfiamenti o muffe.
  • Per le uova la legge fissa la scadenza entro ventotto giorni dalla deposizione, ma i microbiologi consigliano di consumarle otto-dieci giorni prima.
  • Le insalate in busta conviene consumarle uno-due giorni in anticipo; se rimangono qualche ora a temperatura ambiente, le foglie si afflosciano e perdono fragranza.
  • La mozzarella va portata a tavola almeno sette-dieci giorni prima della scadenza, così come la robiola e la ricotta; la regola vale anche per il salmone affumicato.
Per la carne e il pesce freschi rimando a quest'altro articolo, mentre qui potrai trovare informazioni utili riguardanti altre categorie merceologiche (pasta, biscotti, pelati...).