Loading

venerdì 31 agosto 2012

Once in a blue moon


Blue moon,
Now I’m no longer alone,
Without a dream in my heart,
Without a love of my own.
Come mai ho scelto di iniziare il post con la musica e le parole della celeberrima Blue Moon cantata dalla splendida voce di Ella Fitzgerald? Beh, perché la Luna piena (o Luna dei Regalini, come è solita chiamarla Mitì Vigliero) che, nuvole permettendo, illuminerà il cielo stanotte è... blu. Nulla a che vedere con il colore, sia chiaro: luna blu è il nome con cui, nella pratica moderna, si chiama generalmente la seconda di due lune piene, quando esse cadano in uno stesso mese solare. E siccome il plenilunio precedente risale al 2 agosto scorso, quella di stasera è appunto una blue moon. Nella lingua inglese l'espressione «once in a blue moon» corrisponde al nostro «a ogni morte di papa»... ma la luna blu non è poi così rara: si verifica infatti una volta ogni 2,7 anni, circa sette volte ogni diciannove anni. Meno frequente (una volta ogni 19 anni) è la doppia luna blu, ben quattordici pleniluni in un anno: per assistervi dovremo aspettare fino al 2018.

martedì 28 agosto 2012

Basta con le bibite gassate!

Ecco un paio di motivi nuovi di zecca che ho trovato per limitare drasticamente il consumo di Coca-Cola. L'ultimo in ordine di tempo è la tassa che il governo Monti, nella persona del ministro della Salute Renato Balduzzi, ha intenzione di introdurre sulle bibite gassate e dolci: per il nostro bene, sia chiaro! ;-)
L'altro motivo me lo fornisce una notizia proveniente dal Friuli: la multinazionale che produce la popolare bevanda ha diffidato il comune di Aviano dall'utilizzo del marchio Fantalibro, scelto per denominare un'iniziativa culturale locale, in quanto tale nome richiamerebbe quello dell'aranciata Fanta, prodotta come è noto dalla Coca-Cola Company, con «grave rischio di confusione presso i consumatori». Il sindaco di Aviano Stefano Cont Bernard ha commentato con ironia «Fantascienza la posso dire? O fantapolitica?». E già, perché ovviamente nella fattispecie il prefisso fanta- rinvia alla parola fantasia, e non ha né probabilmente intende avere nulla a che fare con una qualche bibita! ;-)
La vicenda rievoca per molti versi quella del blog CocaColla.it, della quale mi occupai mesi fa, e che a quanto pare, malgrado la massiccia mobilitazione della Rete, non ha avuto un esito felice per il Davide della situazione: oggi come oggi l'URL www.cocacolla.it reindirizza al sito italiano della bevanda inventata dal farmacista statunitense John Pemberton. Speriamo che almeno in quest'ultimo caso il signor Coke desista...

sabato 25 agosto 2012

Incontri nel cielo


La splendida foto che puoi vedere qui sopra è l'Astronomy Picture of the Day di ieri, 24 agosto, scattata dall'astrofotografo Kwon O Chul a Taebaek, in Corea del Sud, e intitolata Moon Meets Morning Star. Stella del Mattino (o della Sera) è il nome con cui viene comunemente chiamato il pianeta Venere per via del fatto che raggiunge la sua massima luminosità poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto. Nell'Asia orientale la congiunzione tra la Luna e Venere verificatasi il 13 agosto scorso è apparsa particolarmente spettacolare: è stato infatti possibile osservare l'occultazione di Venere da parte della Luna, a partire dall'orizzonte e poi man mano che la coppia sorgeva, come mostra appunto l'immagine composita sopra riportata, costituita da scatti acquisiti ad intervalli di dieci minuti. Ancora più suggestivo è il video qui sotto, che immortala il medesimo fenomeno.

giovedì 23 agosto 2012

Tutti al MOCA!


Nei prossimi tre giorni, ossia venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 agosto, il Parco della Caserma Di Cocco a Pescara ospiterà il MOCA 2012. Questa è la terza edizione dell'evento, a quattro anni di distanza dalla precedente, alla quale dedicò a suo tempo un servizio anche il TGR Abruzzo. Benché nel relativo banner compaia una caffettiera, il nome non ha niente a che vedere con la tradizionale moka: tale acronimo sta infatti per Metro Olografix Camp, dove Metro Olografix è l'associazione culturale telematica che organizza l'evento. Ma di cosa si tratta? Beh, di un hacker camp [colgo l'occasione per sottolineare la differenza tra hacker e cracker, due concetti piuttosto diversi che però i mezzi di informazione generalisti tendono troppo spesso a confondere] aperto a partecipanti provenienti da tutta Italia e anche dall'estero. Poiché mi sono iscritta all'evento, sto ricevendo gli aggiornamenti della relativa mailing list, che nelle ultime ventiquattr'ore hanno raggiunto un ritmo abbastanza frenetico... e, basandomi sui messaggi che ho letto e sul programma, mi aspetto di trovarmi in un ambiente ad elevatissimo tasso di hackeraggine: della serie «e io che c'azzecco?!». ;-) Figurati che esiste perfino un'app [non up... ;-)] ufficiale, sviluppata da Matteo Panella! :-)
Il MOCA 2012 è dedicato alla memoria di Fabio "Vampiro" Pavone, un socio di Metro Olografix affetto da distrofia di Duchenne, scomparso il mese scorso a neanche 34 anni. Chi come Loris l'ha conosciuto lo ricorda come un ragazzo animato da una gran sete di sapere e da un'incrollabile voglia di vivere nonostante la malattia. Fabio, che usava il computer come strumento per comunicare con il mondo e che in questo ha potuto contare sul sostegno degli amici di Metro Olografix, si impegnò molto contro il digital divide. Nel 2007 ebbe un certo risalto la notizia che il sistema sanitario regionale non aveva concesso alla sua famiglia il rimborso dei tremila euro spesi per l'acquisto del sofisticato mouse che consentiva a Fabio di comandare il computer tramite il movimento delle labbra. Il primo a scrivere di questa assurda vicenda fu l'avvocato pescarese Andrea Monti, il quale pubblicò sul suo blog Un marziano a Pescara una lettera aperta indirizzata al direttore del quotidiano locale Il Centro. Dopodiché del caso si occupò nientemeno che l'Espresso, oltre a testate specializzate come Punto Informatico e Zeus News. L'articolo pubblicato su quest'ultimo sito riporta una considerazione tanto amara quanto verosimile, temo: «è evidente che, in futuro, chi non avrà la sua caparbietà e l'appoggio di una rete di hacker, dovrà pagare o essere escluso dal sistema». Si spera comunque che le cose possano cambiare in meglio...

mercoledì 22 agosto 2012

Vedersi vivere


Quella che puoi vedere qui sopra è l'odierna foto del giorno di National Geographic, intitolata Woman, Train Platform e scattata da Rossella Scalia. A colpirmi non è stata tanto l'immagine in sé, che lascia intravedere una donna sola in attesa lungo i binari fra i vagoni di un treno in corsa, quanto la didascalia che la accompagna, in lingua inglese, ma recante la firma del grande scrittore italiano Luigi Pirandello. Sono quindi andata in cerca della versione originale della citazione e l'ho trovata qui, tra le pagine del romanzo Uno, nessuno e centomila, la cui lettura che mi venne assegnata come compito ai tempi del liceo non ha quasi lasciato tracce nella mia memoria: tsk, gioventù scriteriata! :-/ Oggi come oggi trovo che quelle righe rappresentino uno spunto di riflessione notevole, per questo ho pensato di riproportele qui di seguito.
Siate sinceri: a voi non è mai passato per il capo di volervi veder vivere. Attendete a vivere per voi, e fate bene, senza darvi pensiero di ciò che intanto possiate essere per gli altri; non già perché dell'altrui giudizio non v'importi nulla, ché anzi ve ne importa moltissimo; ma perché siete nella beata illusione che gli altri, da fuori, vi debbano rappresentare in sé come voi a voi stessi vi rappresentate.

martedì 21 agosto 2012

Meraviglie d'Abruzzo

La bella stagione è il periodo ideale per esplorare la regione in cui si vive... ed oggi mi va di condividere le bellezze naturali e architettoniche dell'Abruzzo che ho avuto il piacere di scoprire nelle ultime settimane.
Sabato 11 agosto sono stata al lago di Secinaro, una meta turistica poco conosciuta (incredibile, non c'era nessuno...!) e mal segnalata: se non fosse stato per maury che l'aveva già visitato tempo fa, forse non sarebbe risultato così facile da raggiungere. Ma che cos'ha di interessante questo piccolo specchio d'acqua ovale, lungo 140 metri e largo 115, situato nel cuore del Parco regionale del Sirente-Velino? Beh, anche se c'è chi sostiene che si tratti banalmente di un bacino scavato dall'uomo allo scopo di abbeverare le greggi, gode ormai di un certo credito la teoria che si tratti invece di un cratere di origine meteoritica, nel qual caso sarebbe l'unico in Italia: ad avvalorare questa tesi vi è non soltanto la caratteristica forma con i bordi rialzati, ma anche la ricerca effettuata da alcuni studiosi ed esposta nell'articolo A catastrophe remembered: a meteorite impact of the fifth century AD in the Abruzzo, central Italy di Roberto Santilli, Jens Ormo, Angelo P. Rossi e Goro Komatsu pubblicato sulla rivista specializzata Antiquity (qui il testo e qui il pdf da scaricare a pagamento). Devo dire che l'idea di aver visitato un lago creato secoli e secoli fa dall'impatto di un grosso meteorite proveniente dallo spazio mi affascina oltremodo... anche se confesso di non avercela fatta a leggere l'articolo. :-/ Decisamente più abbordabile è quest'altro articolo che propone una trattazione abbastanza completa sospesa tra leggenda, scienza e storia: il meteorite che avrebbe prodotto il cratere forse è il medesimo bolide avvistato dall'imperatore Costantino il 28 ottobre del 312 d.C. prima della battaglia di Ponte Milvio. Per completezza segnalo un paio di articoli (uno e due) sull'argomento pubblicati dal quotidiano locale Il Centro e uno del britannico The Guardian. Ed ecco le mie foto!


Lasciato il lago di Secinaro, siamo ripartiti alla volta delle Grotte di Stiffe, un meraviglioso ambiente naturale tanto più suggestivo in quanto "vivo", dal momento che il corso d'acqua che lo attraversa continua a modellarne le forme in maniera impercettibile all'occhio umano ma significativa su scale temporali dell'ordine dei millenni. In questo caso niente foto: non erano consentite, per motivi sia di sicurezza (qualunque distrazione comporta il rischio di picchiare la testa contro qualche roccia) sia di diritti (uffa, che barba... ma in casi come questo il copyright non dovrebbe spettare a Madre Natura?!).
Il giorno dopo, domenica 12 agosto, ho partecipato a un'escursione che, partendo da Prati di Tivo, aveva come meta il Rifugio Franchetti, a 2433 metri di quota. Un percorso non facilissimo, specie per chi come me è abituato a condurre una vita sedentaria... ma davvero spettacolare, dominato com'è dalla maestosità del Gran Sasso che si può letteralmente toccare con mano. Per l'occasione di foto ne ho scattate veramente tante... eccole!


Domenica scorsa invece ho visitato l'incantevole borgo di Santo Stefano di Sessanio, purtroppo duramente colpito nel 2009 dal terremoto che ne ha distrutto il monumento-simbolo, la Torre Medicea, determinando inoltre il serio danneggiamento di molti edifici e l'inaccessibilità di alcune zone del centro storico. Comunque ho avuto modo di constatare con piacere che la rinascita del paese è già in corso... :-)


Dopo Santo Stefano è stata la volta di Rocca Calascio, nota in tutto il mondo come set del film Ladyhawke... ma, siccome mi sono già dilungata fin troppo, concludo passando direttamente alle foto! :-)


[L'immagine che apre il post è presa dal sito TRAIL Abruzzo]

lunedì 20 agosto 2012

Una tavoletta tutta da... mordere?!

... e non sto parlando di cioccolato! :-) Parafrasando il mitico Quelo, volevo dire al mondo e a tutti gli amici di internet che ho appena preso un fantastico Samsung Galaxy Tab 2 approfittando dello sconto di cento euro che dovrebbe durare ancora per qualche giorno, ma siccome c'è grossa crisi ho optato per il più economico tra i quattro modelli disponibili, facendo a meno sia del 3G (che pure non mi sarebbe dispiaciuto... ma vedrò di provvedere in modo diverso) sia dello schermo da 10 pollici (più amico della vista, ma senz'altro meno portabile), due caratteristiche aggiuntive ciascuna delle quali mi sarebbe costata altri cento euro.
Insomma ho scelto il modello GT-P3110 con Android 4.0.3 Ice Cream Sandwich, display multi-touch capacitivo da 7 pollici e Wi-Fi. Gli 8 GB di memoria interna li ho già espansi con una scheda microSDHC da ulteriori 8 GB, e prevedo che potrò stare tranquilla per un bel po', prima che il mio bell'aggeggino nuovo venga colpito dalla cronica penuria di memoria interna che mi ha alfine convinta ad affiancare un tablet al mio caro vecchio [poco più di un anno e mezzo! I cosiddetti dumbphone non diventavano obsoleti così in fretta... :-/] smartphone. Negli ultimi tempi non facevo altro che rimuovere app... e invece adesso potrò installarne quante ne voglio, a cominciare da Facebook e Twitter (rimosse a malincuore perché non potevo spostarle sulla scheda SD) e finalmente 'sto benedetto Instagram, a cui avevo finora dovuto rinunciare perché non compatibile con il mio HTC Wildfire.
Ma adesso ti saluto, ché non vedo l'ora di rimettermi a smanettare con il nuovo arrivo (quando l'ho preso in negozio ero così impaziente di portarmelo a casa che, ehm, non ho neppure controllato che i sigilli sulla confezione fossero integri...), sperando che non mi venga mai la tentazione di addentarlo. Non che mi paia un'eventualità plausibile... ma ci sarà un motivo, se nella striminzita Guida di riferimento rapido del tablet il signor Samsung ha tenuto a specificare «Non mordete e non aspirate il tablet»! ;-) (Ok, poi in piccolo segue l'ulteriore precisazione «Controllate sempre i bambini qualora utilizzassero il dispositivo») Ed ecco spiegato il titolo del post... :-)

giovedì 16 agosto 2012

Però, già vent'anni di carriera!

Ieri sera sono stata al Teatro del Mare di Montesilvano dove Samuele Bersani ha tenuto il suo concerto gratuito, a quasi due anni di distanza dall'analogo evento a cui ebbi il piacere di assistere presso il Porto Turistico di Pescara. È stato uno spettacolo veramente ben riuscito: il cantautore romagnolo ha dato ancora una volta prova delle sue doti di intrattenitore simpatico e coinvolgente oltre che di autore sensibile, profondo e mai banale, mettendo in scena per un paio d'ore una scaletta di brani diversissimi l'uno dall'altro, quasi tutti tratti dalla tracklist del suo ultimo album Psyco - 20 anni di canzoni, uscito a dieci anni di distanza dalla precedente raccolta Che vita! Il meglio di Samuele Bersani. Beh, direi che, con un repertorio di tale livello, un best of ogni dieci anni ci sta tutto! :-)
Eviterò di condividere altre testimonianze multimediali della serata oltre alla foto piuttosto scadente che apre il post, visto che i due brevi video che ho registrato con il cellulare sono davvero pessimi. Mi limiterò a linkare il set pubblicato da maury su Flickr e a raccontare in ordine sparso alcuni momenti salienti della serata.
Il quarto pezzo in scaletta è stato Spaccacuore, perché (mi è sembrato questo il succo del discorso) «così ce lo leviamo dai piedi il prima possibile». In effetti Samuele ha lasciato trasparire una certa insofferenza nei confronti di quello che è stato forse il suo più grande successo, un pezzo che è praticamente obbligato ad eseguire a ogni concerto. Oh suvvia, non mi sembra proprio una hit di cui doversi vergognare! ;-)
Spesso i cantanti, alla domanda «Qual è il brano del tuo repertorio che ami di più?», sono soliti rispondere «L'ultimo che ho scritto». Bersani ha rivelato che in genere questa risposta non è altro che una par****ata promozionale, e che invece la sua creazione prediletta è Replay, con la quale partecipò al Festival di Sanremo nel 2000.
A un certo punto Samuele ha reso omaggio al suo scopritore Lucio Dalla interpretando Il mostro, il pezzo che eseguiva nel lontano 1991 in apertura dei concerti del grande musicista recentemente scomparso. Poi, prima di interpretarla, ha raccontato la genesi di Canzone, il suo maggior successo come autore, scritto con e per il suddetto Lucio Dalla. Come si può intuire dal testo, il brano era dedicato a una ragazza che aveva spezzato il cuore del povero Samuele, mollandolo per sposare un agente immobiliare... sì, proprio quello citato nel testo di CoccodrilliE spunta il nuovo fiore, l'Agente Immobiliare / come lo volevi tu»). A distanza di anni Samuele sembra non aver digerito del tutto la delusione, visto il tono gongolante con cui ci ha comunicato l'avvenuto divorzio della coppia... ;-)
La sera di Ferragosto non poteva mancare in scaletta il brano omonimo, che qualche giornalista ha definito profetico in quanto descrive la situazione di coloro che non possono permettersi di andare in vacanza in tempi di crisi. A tal proposito, devo fare una confessione: alcuni testi di Bersani mi risultano alquanto ermetici, e questo è uno di quelli... Esisterà da qualche parte una lettura critica, un qualcosa che mi aiuti a capirli e ad apprezzarli meglio?!
Dopo un paio d'ore l'artista e la sua band hanno abbandonato il palco come se lo spettacolo fosse terminato. Ma dai, non penserai davvero che ce la beviamo?! ;-) E infatti, invocato a gran voce dal pubblico, Bersani è tornato in scena per regalarci altri tre brani. Non poteva mica lasciarci senza la stupenda Giudizi universali, forse il pezzo del suo repertorio che preferisco! :-) Per me il concerto sarebbe anche potuto finire lì... e invece Samuele ha scelto di concluderlo con Cosa vuoi da me, un brano che non mi piace particolarmente e che peraltro non è neppure del tutto "suo", trattandosi di una cover di Glastonbury Song dei britannici The Waterboys.
In conclusione... torna presto dalle nostre parti, Samuele, ti aspettiamo! :-)

lunedì 13 agosto 2012

L'ennesimo attentato di Google alla produttività... ;-)

In occasione dei Giochi della XXX Olimpiade appena conclusisi a Londra, la galleria dei Google Doodle interattivi, come la mini-riproduzione dello storico videogame Pac-Man e il fantastico facsimile di Minimoog a ciascuno dei quali ho dedicato a suo tempo un post, si è arricchita di quattro nuovi esemplari a tema sportivo, controllabili in maniera assai semplice con la tastiera; ti assicuro che dopo averli provati (e riprovati...) era difficile resistere alla tentazione di condividere i risultati ottenuti sui social network! :-)
Vabbe', ti lascio i link dei quattro giochini affinché tu possa continuare a perderci temp... ehm, a dilettartici anche adesso che le Olimpiadi sono terminate: Hurdles (ostacoli), Basketball (pallacanestro), Slalom Canoe (canoa discesa) e Soccer (calcio). Enjoy! :-)
P.S.: L'immagine che apre il post, dedicata alla ginnastica ritmica, si aggiunge alla mia collezione di doodle "statici", giunta ormai a quota trecentosessantaquattro esemplari.

giovedì 9 agosto 2012

L'immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto

Se anche tu come me fai uso di prodotti alimentari pronti, avrai probabilmente notato che le foto riportate su determinate confezioni corrispondono solamente alla lontana all'aspetto che la pietanza ivi contenuta ha una volta pronta per essere consumata. In effetti, anche se la legge prevede che etichette e confezioni non debbano trarre in inganno il consumatore, pare che le aziende continuino a fare pesantemente ricorso al fotoritocco cautelandosi con diciture tipo quella che dà il titolo a questo post, come spiega un articolo pubblicato su Il Fatto Alimentare del quale sono venuta a conoscenza essendomi iscritta alla relativa newsletter. Al riguardo è piuttosto eloquente il video qui sotto, relativo al progetto tedesco Werbung gegen Realität (pubblicità contro realtà) che è diventato anche un libro.


Isabel M. di Toronto ha inviato il seguente quesito alla sezione Our food. Your questions. del sito canadese di McDonald's, la celebre multinazionale del fast food: «Come mai il vostro cibo nella pubblicità appare diverso da come è in negozio?». In risposta è arrivata l'ammissione che sì, in effetti qualche "lieve" differenza c'è, corredata da un video nel quale la direttrice marketing in persona svela alcuni retroscena su come vengono create le immagini promozionali dei famosi panini. Bisogna riconoscere che cotanta sincerità non è da tutti! ;-)


A proposito... scoprire l'apporto calorico di un menu Classic con Big Mac, Coca-Cola media e patatine fritte medie (per non parlare del menu maxi con Big Tasty, Coca grande e patatine grandi) è stato un duro colpo. Evviva le insalate, che poi non sono niente male, altro che storie!

martedì 7 agosto 2012

Quando il cielo si tinge di rosa

... e non mi riferisco all'aurora, perlomeno non come la intendiamo noi alle nostre latitudini! Il 25 luglio scorso ero in vacanza, non proprio offline ma quasi, e quindi non ho avuto modo di dedicare un post alla stupenda Astronomy Picture of the Day di quel giorno. Lo faccio ora, ché lo merita davvero! :-) Eccola...


La foto, scattata da Brad Goldpaint, si intitola Pink Aurora Over Crater Lake (aurora polare rosa sul lago Crater). Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione:
Perché quest'aurora polare è sorprendentemente rosa [o viola, secondo i punti di vista]? Fotografando il pittoresco lago Crater nell'Oregon il mese scorso, il cielo sullo sfondo è stato illuminato da aurore polari di colori insoliti. Benché si sappia molto circa i meccanismi fisici che creano le aurore polari, predirne con accuratezza il verificarsi e i colori rimane un argomento di studio. Tipicamente, come è noto, le aurore polari più basse appaiono di colore verde. Esse si verificano a circa 100 chilometri di quota e coinvolgono atomi di ossigeno atmosferico eccitati dal plasma in rapido movimento proveniente dallo spazio. Le aurore polari ancora più alte – a circa 200 chilometri – appaiono di colore rosso [...]. Alcune delle più alte aurore polari visibili – fino a 500 chilometri di quota – appaiono di colore blu, e sono causate dalla luce del Sole che disperde ioni di azoto. Guardando dal suolo attraverso diversi strati di aurore polari lontane, i loro colori possono combinarsi per produrre sfumature uniche e spettacolari, in questo raro caso le tinte rosa viste sopra. Poiché il massimo solare si verificherà nei prossimi due anni, è certo che le esplosioni di particelle provenienti dal Sole continueranno e probabilmente creeranno spettacoli notturni ancora più memorabili.
Passando il cursore del mouse sopra l'immagine pubblicata su APOD compare la pratica versione "annotated", con indicate tutte le principali stelle e le costellazioni.

lunedì 6 agosto 2012

Nuove frontiere del doping?

Tempo fa dedicai più di un post all'atleta e campione paralimpico sudafricano Oscar Pistorius, il quale corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio che sostituiscono le gambe amputategli in tenera età, sostenendo la sua aspirazione a partecipare alle Olimpiadi di Pechino gareggiando con gli atleti normodotati. L'idea che la sua condizione potesse avvantaggiarlo, usata come motivazione per escluderlo dalle competizioni a cui aspirava, mi sembrava davvero inconcepibile.
In occasione dei Giochi Olimpici di Londra, la questione si è riproposta: questa volta Oscar è riuscito a raggiungere le semifinali dei quattrocento metri piani, ma l'ultimo posto ottenuto nella sua semifinale ha spezzato il suo sogno, anche se forse non le relative polemiche. Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri piani ai Giochi di Roma del 1960, ha dato a intendere che le protesi di Pistorius per le loro caratteristiche siano «configurabili come una sorta di doping tecnologico» (che in qualche modo fa il paio con il cosiddetto doping genetico ipotizzato per spiegare le stratosferiche prestazioni della nuotatrice cinese Ye Shiwen). Addirittura c'è stato chi paventava che un eventuale successo di Pistorius alle Olimpiadi potesse creare un precedente tale da dischiudere inquietanti scenari, in cui gli atleti disposti a tutto pur di vincere sarebbero arrivati a farsi impiantare opportune protesi al posto degli arti. Un'ipotesi pazzesca... ma neanche tanto, se si pensa che non molti anni fa gli atleti dell'ex Germania Est compromettevano la propria salute assumendo consapevolmente o meno sostanze nocive allo scopo di potenziare le proprie performance agonistiche e regalare al Paese le agognate medaglie.
In conclusione, sul caso Pistorius non sono più così radicale come quattro anni fa. Comincio a pensare che non sia opportuno farlo gareggiare con gli atleti normodotati, perché la sua condizione fa sì che non possa trattarsi di una competizione alla pari, in un senso o nell'altro. È triste ammetterlo, ma è così. Ciò non toglie che io continui ad ammirare moltissimo il coraggio e la determinazione di Oscar, la cui vicenda può rappresentare per tante persone disabili un incitamento alla speranza di poter condurre una vita il più possibile normale.
UPDATE: Sempre a proposito di doping... Alex Schwazer positivo all'EPO?! Avrei giurato che il massimo delle sue trasgressioni fosse il Kinder Pinguì! Mi crolla un mito... :-/

sabato 4 agosto 2012

Alla ricerca del cellulare scomparso

A chi non è mai capitato di perdere le tracce del proprio cellulare nei meandri di casa, e di chiamarlo da un altro telefono per tentare di localizzarlo seguendo lo squillo? Il fatto è che in genere io la suoneria ce l'ho disattivata, per cui al massimo posso riuscire a sentire la vibrazione, se il "latitante" si trova nei paraggi; in caso contrario mi tocca rassegnarmi alla ricerca "non assistita". Se il dispositivo irreperibile è uno smartphone, però, la soluzione c'è... :-)
Ieri sera stavo giochicchiando a Jewels, quando ad un certo punto è comparsa la scritta pubblicitaria «Find your phone, even if it's on silent!» («Trova il tuo telefono, anche se è in modalità silenziosa!»). Incuriosita, ho fatto tap sul bannerino, cosa assai inconsueta da parte mia, e si è aperta una pagina del browser con successivo reindirizzamento alla scheda del Google Play Store dedicata a Lookout Protezione e Antivirus. Cosa c'entra questa app con il suddetto problema di rintracciare il cellulare disperso? Beh, dopo l'installazione viene richiesto di registrarsi tramite e-mail e password. Facendo login con tali credenziali nel sito www.mylookout.com tramite qualunque computer connesso a internet e cliccando su Missing Device, si aprirà una pagina con alcune opzioni. Le ultime due, Lock (per impedire l'impiego indesiderato del dispositivo) e Wipe (per cancellare tutti i dati memorizzati), utili in caso di furto e smarrimento, sono appannaggio della versione Premium, a pagamento ma in prova gratuita per 14 giorni... comunque la versione Free consente liberamente l'utilizzo delle funzioni Locate e Scream. Quest'ultima è quella in grado di risolvere l'inconveniente di cui sopra: infatti, dopo averla selezionata, il telefono su cui è installato e configurato Lookout emette una sirena di allarme che ne facilita l'individuazione... a meno che esso in realtà non si trovi da tutt'altra parte, nel qual caso può essere d'aiuto la funzione Locate che localizza su una mappa di Google il dispositivo senza neanche bisogno che su di esso sia attivato il GPS, inviando pure un e-mail con le relative informazioni all'indirizzo usato per la registrazione.
Lookout dispone di altre funzioni interessanti, come quella di backup (per la quale comunque ho già utilizzato con soddisfazione MyBackup) e quella di antivirus (secondo alcuni inutile sotto Android). Purtroppo, dopo aver provato le funzionalità che servono ad individuare il telefono, ho dovuto disinstallarla senza smanettarci ulteriormente, scansione a parte [«No malware or spyware found» :-)], perché purtroppo non si può spostare sulla scheda SD – un annoso problema tuttora irrisolto – ed essendo a corto di memoria interna non posso permettermi di lasciare oltre 5 MB occupati da un'app che non sia strettamente indispensabile. A tal proposito vale la pena di segnalare Plan B, dello stesso sviluppatore di Lookout, che a quanto sembra permette di trovare un telefono smarrito o rubato, successivamente alla sua sparizione. Nei casi più disperati potrebbe essere l'unico modo per rintracciarlo, se non si è installato Lookout prima...

venerdì 3 agosto 2012

Dritte mangerecce (e non solo)... dalla Dora Baltea al Po

Ahimè, è trascorsa ormai quasi una settimana dal mio ritorno dalle vacanze, e alla vita di sempre. :-( Per prima cosa posso dire che le mie aspettative di trovare il fresco andando verso nord sono rimaste deluse, fatta eccezione per la gita in funivia sul Monte Bianco, giustamente definito "l'ottava meraviglia del mondo", in cui partendo da Courmayeur ho superato quota 3300 metri sul livello del mare. [Intendo tornare senz'altro lassù quando saranno stati ultimati i lavori di costruzione del nuovo impianto funiviario, e sarà nuovamente possibile compiere la favolosa escursione Trans Mont Blanc! :-O] Il clima è stato alquanto afoso sia ad Aosta (l'unico capoluogo di regione italiano che non è contemporaneamente capoluogo di provincia, sapevatelo) sia soprattutto a Torino... e già, perché dopo aver dedicato i primi tre giorni a visitare la Valle d'Aosta, che come autentico paradiso per turisti non ha certo bisogno di presentazioni, ho trascorso due giorni nella città sabauda, decisamente meno "tourist friendly", specie se si ha l'"assurda pretesa" di avventurarcisi in automobile dovendosi destreggiare fra ZTL, vigili inflessibili, parcheggiatori abusivi e posteggi a pagamento cari come il fuoco.
L'album fotografico delle mie vacanze l'ho caricato su Flickr e, anche se non ho ancora inserito né descrizioni né geolocalizzazione, e pure i tag sono ridotti al minimo, mi farebbe piacere se gli dessi un'occhiata! :-) In attesa del giorno in cui deciderò di mettere per iscritto, se mai lo farò, una sorta di diario di viaggio, per il momento mi limito a buttar giù qualche appunto relativo all'aspetto mangereccio della vacanza, il quale non è stato per nulla trascurabile... a tal punto che, da quando sono rientrata a casa, non ho ancora trovato il coraggio di salire sulla bilancia. :-/
  • La prima sera, dopo aver scovato grazie ai cartelli disposti lungo la strada l'Osteria dell'Isola ad Arnad, ho optato per la specialità della casa: la merenda valdostana. A dispetto del nome, tale portata risulta assai più abbondante rispetto a una normale merenda, a tal punto che si può far fatica a finirla... ma lo si fa ben volentieri, perché è tutto squisito: salumi locali, lardo d'Arnad, mocetta, peperoni e acciughe, lingua al verde, tomini, patate e cotechino, salignon, formaggi misti.
  • In seguito, dovendo pernottare a Nus dopo il tour dei magnifici castelli valdostani (nell'ordine, Issogne, Verrès, Bard e Fénis), ho individuato grazie all'app di 2Spaghi.it il ristorante L'Amitié, gestito da una signora davvero in gamba che si occupava di tutto, dalla cucina al servizio. Il menu, che prevede rigorosamente ingredienti freschi e genuini, varia di volta in volta a seconda delle disponibilità: nella fattispecie, antipasto composto da svariate pietanzine a base di verdure, risotto anch'esso alle verdure, ed infine gelato di fiordilatte al lampone. Il locale ha più l'aspetto accogliente del soggiorno di una casa privata che non quello vagamente anonimo di un comune ristorante: la gran quantità di cimeli in bella mostra testimonia i numerosi viaggi fatti dalla titolare in giro per il mondo.
  • L'Osteria da Nando di Aosta è stata il luogo prescelto per l'imperdibile scorpacciata di fonduta e polenta: ottime, soprattutto la fonduta... la quale a mio avviso si accompagna assai meglio con il pane che con gli appositi crostini.
  • Per quanto sazia, qualcosina per cena ho voluto mangiarlo lo stesso. Le pizzerie sono sempre un punto fermo lungo tutto lo Stivale e oltre... e la pizza alpina del Green Park a La Salle non mi ha affatto delusa.
  • Un buon posto dove rifocillarsi durante l'ascesa (o, nel caso specifico, la discesa) del Monte Bianco in funivia è il ristorante Pavillon, che si trova in corrispondenza dell'omonima stazione intermedia della cabinovia, allo stesso livello dell'interessante Giardino Botanico Alpino Saussurea. Antipasto con prodotti tipici della Valle, ravioli al radicchio con salsa ai formaggi e pinoli... e poi basta, anche se i dessert avevano un aspetto davvero invitante! :-P
  • Au revoir Valle d'Aosta, si parte alla volta di Torino... ma dove cenare una volta arrivati? Girovagando per il centro, la scelta è caduta sul ristorante pizzeria Fratelli La Cozza, di proprietà dello showman torinese Piero Chiambretti. A dire il vero questo l'ho scoperto in un secondo momento, ma il fatto che ci avessero portato una bottiglia d'acqua minerale recante la scritta "riserva speciale Piero Chiambretti" qualche sospetto me l'aveva fatto venire. ;-) Il menu è abbastanza vario, dalla pizza ai fritti, fino alle portate di pesce (io ho optato per le gustose penne dei Fratelli La Cozza), e i prezzi sono abbordabili.
  • Il giorno dopo, pranzo leggero... ma neanche tanto: l'insalatona "rock" (la mia prendeva nome da Kurt Cobain) del menu consumato al BLaH BLAh era davvero ricca e saporita. Cucina creativa, prezzi contenuti, buona musica, ambiente stiloso e trendy [ma perché non parlo come mangio?! ;-)]: il ritrovo ideale per i giovani, specialmente di sera quando a quanto pare si fa spesso musica dal vivo oltre a proiezioni di film e serie televisive.
  • Ebbene sì, al kebab non riesco a rinunciare, neppure dopo aver letto questo articolo... e il kebab di Falafel, servito in un piatto-tris con falafel (appunto) e taboulé, è forse il migliore che io abbia mai mangiato. [I kebabbari a Torino sono così tanti che esiste persino un blog dedicato...]
  • Due giorni a Torino sono decisamente pochi per riuscire a vedere tutto quello che merita di essere visto, per questo prima o poi dovrò tornarci, se non altro per visitare il Museo Egizio, il Museo dell'Automobile e il Parco del Valentino... e pure, perché no, per togliermi qualche altro sfizio gastronomico. Ad esempio, non ho idea di come si mangi, ma il Cabiria Café che si trova dentro la Mole Antonelliana ha la particolarità che a ciascun posto è associato uno schermo touch che permette di accedere ad applicazioni interattive. Passando di lì fuori orario in occasione della visita al Museo Nazionale del Cinema, meta imperdibile per tutti gli appassionati della settima arte, ho provato di straforo il quiz sul cinema... rendendomi conto della mia colossale ignoranza in materia! Inoltre rimpiango di aver snobbato il Kirkuk Kaffé, che a quanto pare è uno dei migliori locali etnici della città. Infine, per uno spuntino veloce ma sfizioso in giro per il centro, immagino che valga la pena di provare i cartocci di pesce fritto di Re Calamaro...
P.S.: Tengo a precisare che non penso di trarre alcun vantaggio dalla pubblicazione di questo post, ma se per puro caso tu, o ristoratore menzionato nelle righe qui sopra, mi stai leggendo e desideri esprimermi la tua riconoscenza offrendomi un pasto la prossima volta che dovessi capitare dalle tue parti... beh, sappi che non mi offendo mica! ;-)
P.P.S.: Ridendo e scherzando, alle dritte mangerecce ho inframmezzato svariati accenni alle bellezze che ho visitato. Pensi che possa bastare, come diario di viaggio? ;-)