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mercoledì 29 febbraio 2012

Oggi, ventinove febbraio

Toh, questo febbraio sembra durare più del solito... e meno male, visto che mi si prospetta un mese di marzo un tantino impegnativo! :-/ Ovviamente la mia non è una semplice impressione, dal momento che siamo in un anno bisestile: il mese di febbraio dura 29 giorni anziché 28, come accade negli anni la cui numerazione è multipla di 4, con l'eccezione degli anni divisibili per 100 a meno che non siano divisibili per 400 (ad esempio il 2000 è stato bisestile, mentre il 2100 non lo sarà). L'aggettivo bisestile deriva dal fatto che, con l'introduzione del calendario giuliano elaborato dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare, si scelse di inserire un giorno dopo il 24 febbraio, che era il dies sextus prima delle calende di marzo, e così il dì in più fu detto bis sextus. La suddetta eccezione entrò in vigore con l'introduzione da parte di papa Gregorio XIII del cosiddetto calendario gregoriano, il quale su proposta dello scienziato Luigi Lilio pose rimedio ai difetti del calendario giuliano, dovuti al fatto che la durata esatta di un anno solare o anno tropico medio non è di 365 giorni e 6 ore, come mi avevano insegnato alle elementari, bensì di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Poiché nel 1582 l'equinozio di primavera risultava ormai cadere l'11 marzo invece del 21, per recuperare i dieci giorni perduti si stabilì che il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fosse il 15 ottobre 1582.
Chiusa la parentesi, chi è nato il 29 febbraio quando lo festeggerà, il compleanno, nei tre anni non bisestili fra un 29 febbraio e l'altro? Beh, dipende: chi considera il giorno successivo al 28 febbraio lo celebra il 1º marzo, chi invece lo intende l'ultimo giorno di febbraio lo celebra il 28. Tra i personaggi famosi che hanno dovuto porsi il dilemma, essendo nati il 29 febbraio, segnalo il compositore italiano Gioachino Rossini, al cui anniversario della nascita è dedicato appunto l'odierno Google Doodle che apre questo post, il pittore francese di origine polacca Balthus, ricordato proprio oggi (sarà un caso?) in due post di Viralmente, e tra i viventi il cantante algerino Khaled. Se le nascite fossero distribuite in modo casuale lungo il calendario, la probabilità di nascere il 29 febbraio sarebbe pari a
97/(400 · 365 + 100 – 3) ≈ 0,0663942%
ma questo articoletto mostra che nella realtà le cose non stanno esattamente così: negli Stati Uniti, ad esempio, negli anni compresi fra il 1978 e il 1987 si registrò un picco delle nascite nel mese di settembre... complice il clima freddo tipico del periodo natalizio, suppongo! ;-)
Sorvolando sul detto popolare «Anno bisesto, anno funesto», decisamente confutato dal fatto che la sottoscritta sia venuta al mondo in un anno bisestile... ;-) concludo segnalando che «Una tradizione irlandese antichissima vuole che le donne possano dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio! Altro che San Valentino! In caso di rifiuto, l’uomo doveva addolcire la delusione della donna con un bacio, un dono in denaro (una sterlina) e un paio di guanti o un abito di seta». Tale bizzarra usanza ha ispirato un film del 2010, la commedia romantica Una proposta per dire sì, titolo originale Leap Year che significa appunto anno bisestile.
Last but not least... oggi è la giornata delle malattie rare, una ricorrenza non soltanto nazionale ma internazionale: spargiamo la voce, ché di certi problemi non si parla mai abbastanza!

martedì 28 febbraio 2012

Il cielo sopra Pescara

Leggendo il nuovo post di Keplero ho appena scoperto Stellarium, un fantastico planetario gratuito, open source e multipiattaforma per computer che mostra un cielo realistico in 3D proprio come si vedrebbe a occhio nudo, con un binocolo o un telescopio. Tempo permettendo, ecco come la Luna, Giove, Venere e Mercurio appariranno allineati nel cielo sopra la mia città, Pescara, intorno alle sei e mezza di oggi pomeriggio. E se avrò difficoltà ad individuare i vari corpi celesti, mi farò aiutare dal mio fedele ed impagabile (anche perché è gratis) Sky Map! :-)

[Clicca sull'immagine per ingrandirla]

sabato 25 febbraio 2012

Come si disegna il futuro

Quando vedo un film ricco di effetti speciali, come Iron Man ieri sera su Italia 1, non posso fare a meno di domandarmi: «Ma come diamine avranno fatto?!». Più o meno la stessa cosa mi è capitata mentre guardavo Futura Francesca, il nuovo spot di Telecom Italia di cui ho parlato l'altro giorno. La mia curiosità è stata soddisfatta da Francesco Meneghini, responsabile della post produzione e degli effetti speciali, il quale ha svelato in una videointervista i segreti della realizzazione del video rispondendo alle seguenti domande:
  1. Quali sono le tecniche di post produzione nascoste del film Futura Francesca?
  2. Come hai collaborato con il regista nella realizzazione del film?
  3. Che impatto ha la post produzione nel film di oggi?
  4. Quali tra le tecnologie e strumenti di comunicazione che hai realizzato secondo te diventerà realtà?
  5. Quali tecnologie e strumenti di comunicazione vorresti?
  6. Cosa consigli a chi vuole fare il tuo mestiere?
Si tratta di un video interattivo: puoi scegliere se guardarlo tutto dall'inizio alla fine, del resto dura solo sei minuti e mezzo, oppure cliccare sulla carta corrispondente a una domanda per passare direttamente alla relativa risposta. Buona visione! :-)

giovedì 23 febbraio 2012

Per una L in più

Attualmente una delle primissime posizioni dell'elenco dei trending topic italiani su Twitter è occupata dall'hashtag #supportcocacolla. No, non c'è nessun refuso: CocaColla.it è l'indirizzo di un blog italiano fondato da un gruppo di giovani che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising e nuove culture della rete. Nel post di ieri, l'ultimo in ordine di tempo ad essere stato pubblicato, viene spiegata l'origine di tale nome:
pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base, ma anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per sbaragliare la concorrenza.
Come mai CocaColla.it è improvvisamente divenuto tanto discusso? Anche questo lo spiega il post summenzionato.
Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto da Coca-Cola Company due lettere di diffida legate al nome e al dominio del nostro blog. Nelle lettere venivamo sollecitati a chiudere il blog e a sospendere la pratica di registrazione del marchio.
E quale sarebbe la motivazione di questa diffida? Tieniti forte... eccola (dal comunicato stampa):
… che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che possono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.
A questo punto anche l'amico Rick, titolare del blog PocaCola, sta cominciando a temere di rimanere vittima di un embargo altrettanto ingiusto. Comunque, a quanto pare, il fu Drink Team ha tutta l'intenzione di rinunciare a far valere le proprie ragioni... e francamente non me la sento di dar loro torto: con i tempi che corrono, ci vuole un bel fegato ad impersonare il ruolo di Davide contro Golia! Infatti...
Non appena ricevute le lettere abbiamo deciso di affidarci ad un avvocato specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Studiato il caso ci ha convinto fosse meglio mollare tutto. Andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale come la Coca-Cola. Nei prossimi giorni, quindi, saremo costretti a chiudere il dominio www.cocacolla.it e tutte le nostre pagine sui Social Network.
Nel mio piccolo, ho deciso di accogliere l'appello lanciato dai ragazzi di CocaColla.it.
Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra NEWSLETTER in modo da rimanere aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog e di questa storia.
Comunque mi auguro che, nell'ambito di Coca-Cola Company, chi di dovere abbia il buon senso di desistere da questa iniziativa, che secondo me rischia soltanto di trasformarsi in un boomerang in termini d'immagine: si sa che la Rete non perdona, in casi come questo... e immagino che l'intersezione fra l'insieme dei consumatori di bibite analcoliche gassate dalla formula misteriosa e quello dei frequentatori di social network non sia poi così trascurabile. ;-) Caro signor Coca-Cola, anziché recepire la scelta del nome a dominio CocaColla.it come un riconoscimento della popolarità del tuo marchio, oltre che come una forma di pubblicità indiretta, tu ti metti a fare la voce grossa?! A me sembra davvero assurdo... talmente assurdo che sotto sotto voglio quasi sperare che sia tutta una montatura. Guarda che, per quanto io apprezzi la tua bevanda, personalmente sono già pronta a passare alla concorrenza, capito? ;-)
[L'immagine è tratta dal support mediakit]

mercoledì 22 febbraio 2012

Very Informatized People

[Lo so che non si dice Informatized bensì Computerized, ma poi sarebbe andato a farsi benedire l'acronimo VIP... ;-)]
In principio (si fa per dire, dal momento che in precedenza potrebbero essersi verificati altri casi simili di cui io sono all'oscuro) fu Sabina Guzzanti versus Fiorello, con il seguente scambio di "carinerie" via Twitter [gli screenshot li ho presi da Repubblica, visto che non è semplicissimo recuperare tweet vecchi di qualche mese, ammesso che nel frattempo non siano stati cancellati]

Insomma, la Guzzanti ha voluto far sapere ai suoi numerosi follower che Il più grande spettacolo dopo il weekend, lo show-evento autunnale di Fiorello, non le piaceva; il diretto interessato, forse il tweeter più popolare d'Italia, ha replicato acidamente accusandola di "rosicare" (è tanto comune quanto irritante che si risponda a critiche anche perfettamente legittime tirando in ballo l'invidia... mi tocca dirlo nonostante la simpatia che provo per Fiorello). Con tono asciutto l'attrice ha infine riassunto il battibecco nei canonici 140 caratteri.
All'indomani della finale del Festival di Sanremo, è stata la volta di Kekko dei Modà, all'anagrafe Francesco Silvestre, versus Emma, all'anagrafe Emmanuela Marrone, la quale aveva portato alla vittoria un brano scritto appunto da Kekko [che sforzo chiamarlo così, per una come me che a suo tempo ha aderito con convinzione al progetto NoKappa! ;-)]. Il primo ha pubblicato sulla sua bacheca di Facebook il seguente messaggio di stato...
Grazie a tutti per quello che avete fatto per portare "Non è l'inferno" alla vittoria di Sanremo.E' stata una grandissima serata e sono orgoglioso di aver contribuito a realizzare il sogno di una grandissima artista.Peccato solo che ho ricevuto ringraziamenti da tutti(addetti ai lavori, fan, discografia, radio) tranne dalla persona che ha cantanto il pezzo, che si è degnata di chiamarmi solo alle 12 e 35 di questa mattina e al quale ovviamente non credo risponderò più al telefono.Sono rimasto seduto sul divano fino alle 9 e 15 di questa mattina sperando in un sms di risposta al mio, dove le facevo i complimenti per la vittoria finale, ma purtroppo artista e persona a volte sono due cose differenti.Sono certo che il suo futuro sarà pieno di cose bellissime e glielo auguro, ma sono altrettanto certo che non ci sarà più nessun tipo di collaborazione con lei.Buona musica a tutti...k...
... poi, in seguito alla discussione che ne è scaturita, si è sentito in dovere di ribadire il concetto.
Forse c'è qualcuno che non ha compreso il significato del messaggio precedente.Nessuno ha parlato di ringraziamenti stampa o tv, io ho parlato di rapporti personali.Strettamente personali.Non ho mai scritto che non ha pronunciato il mio nome ne alla stampa ne in tv, anche perchè al festival ci è andata lei e non io e non c'è scritto da nessuna parte che una persona debba dire chi le ha scritto la canzone.Ho scritto che aspettavo un semplice sms di risposta un amica con cui condividere un impresa fantastica alla quale sono stato vicinissimo per tutta la settimana.E' inutile che mi postate video o radiointerviste, non c'è bisogno.Io il festival l'ho fatto 2 volte.Vi assicuro che il tempo per rispondere a un sms lo si trova se lo si vuole.Con questo ho chiuso.
Qualche ora dopo, sempre su Facebook, Emma (o chi per lei) ha affidato alla sua fan page la risposta, che a me francamente è sembrata abbastanza schietta e persuasiva. Che diamine, uno che al Festival ha pure partecipato dovrebbe sapere che nelle ore che seguono la proclamazione il vincitore viene risucchiato in una specie di vortice!
Caro kekko, mi spiace davvero leggere queste tue parole. Vorrei dirtelo a voce e personalmente ma in queste ore caotiche e felici di autentico delirio non sono ancora riuscita a parlarti.
Sai bene quanto io abbia amato ed ami il pezzo che mi hai scritto e l'ho detto in ogni pubblica e privata occasione. Puoi rileggere ogni mia intervista radio, video o sulla stampa e scoprirai che non ho mai nascosto la mia gratitudine per avermi “cucito addosso un bellissimo abito da sera” con cui ho coronato un grandissimo sogno. Ho parlato sempre più della canzone che di me stessa, dando il giusto valore al grande contenuto che stavo trasmettendo attraverso le tue parole.
Vengo a spiegarti che cosa è accaduto tra la 1.00 della scorsa notte e le 12.30 di stamattina quando ti ho telefonato. Quando Gianni mi ha chiamata sul palco sono andata completamente su un altro pianeta. Mi avete visto tutti balbettare quelle poche parole sul palcoscenico del teatro davanti a milioni di italiani. Avete visto quanto facessi fatica anche solo a pronunciare il mio nome. Hai sentito che ti ho chiamato forte “kekko”. Che ho persino dimenticato come si chiamavano gli altri autori Sala e Palmosi. Poi sono stati momenti davvero incredibili dove tutti mi tiravano e mi chiamavano. Te lo ricordi, lo abbiamo vissuto insieme anche lo scorso anno. La conferenza stampa, le foto, le radio, i fan che ti chiedono autografi, in un continuo sali e scendi dal van che ti porta in giro come una trottola e non sai nemmeno dove ti trovi.
Ti ho cercato stamattina appena ho riaperto gli occhi ed ho riavuto il mio telefono.Probabilmente non ho rispettato le tue tempistiche,ma la prima cosa che ho fatto appena sveglia è stato chiamare te e sai anche che in privato ti ho sempre scritto e reso partecipe attraverso i video che ti ho mandato,tra cui l'ultimo proprio ieri sera prima di salire sul palco per l'ultima volta..dai kekko in fondo questo Sanremo lo abbiamo vinto insieme,godiamoci questo momento.....
Ora "scappo" a domenica in
Emma
Pur senza soffermarmi più di tanto su torti e ragioni [mi limiterò ad osservare che secondo me Kekko sì che ha fatto la figura del "rosicone"... ;-)], mi pare un segno dei tempi il fatto che sempre più spesso i personaggi famosi spiattellino le loro diatribe personali sui social network, con schiere di follower che si appassionano al caso, commentano e prendono le parti dell'uno o dell'altro. Ma quanto sarebbe più elegante un messaggio diretto, o privato, o direct message che dir si voglia...? Lo stesso, a maggior ragione, vale per noi "comuni mortali": non di rado capita che sui social network si discutano pubblicamente questioni private fino a sfociare nel flame, con il risultato che i proverbiali panni sporchi necessitanti di una bella lavata diventano ancora più sporchi...

domenica 19 febbraio 2012

Arisa vincitrice morale!

Ebbene sì, all'indomani della conclusione del sessantaduesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ch'io ricordi una delle edizioni meno riuscite in assoluto, mi tocca ribadire il concetto già espresso nel primissimo post di questo blog: il televoto è il MALE. :-/
Venerdì sera (o meglio nelle prime ore di sabato mattina) la gara della sezione SanremoSocial [quella che un tempo si chiamava semplicemente Giovani o Nuove Proposte, ma ormai siamo nell'era del Web 2.0... ;-)] si è conclusa con la vittoria di Alessandro Casillo, il quale avendo appena quindici anni ha dovuto aspettare la serata successiva per poter ritirare il premio in diretta, onde evitare di infrangere la legge che impedisce ai minorenni di lavorare in televisione dopo la mezzanotte. A mio modesto parere il giovine virgulto era il più scarso dei quattro finalisti; le esibizioni dei quattro esclusi dalla finale non le ho ancora ascoltate, perché mercoledì sera ero al cinema... comunque quella serata l'ho registrata, anche se non muoio esattamente dalla voglia di sorbirmi una registrazione interminabile, quasi quattro ore al netto di spot e telepromozioni (ho registrato causa uscita pure la terza serata, quella dei duetti con gli artisti internazionali, e me la guarderò senz'altro, perché a detta di molti merita davvero). Tutto sommato non c'è affatto da stupirsi che abbia vinto Casillo: Lia Celi ha osservato che è «Adorato dalle ragazzine, che vedono in lui il boyfriend capace di proteggerti ma anche di farti un'impeccabile piastra ai capelli». :-D Peccato che il regolamento del Festival preveda esplicitamente che «Il servizio di televoto è riservato ai maggiorenni»... e non ce la vedo proprio tutta 'sta gente di età superiore ai diciotto anni smaniosa di mandare sms per il Justin Bieber de noantri, se non sotto ricatto morale da parte di sorelline, figlie e nipoti. ;-) La sua partecipazione alla gara mi sembra un'ulteriore conferma delle teorie sulla cosiddetta Raiset: Casillo infatti è reduce da Io canto, il talent show canoro per ragazzini che Canale 5 ha contrapposto al pressoché identico Ti lascio una canzone di Raiuno. Talent per talent, sarebbe stato meglio far gareggiare i tre tenorini, che almeno la voce ce l'hanno...
Vincitrice assoluta della categoria Artisti (un tempo denominati Big), in cima a un podio interamente composto da fanciulle "scognomate" (cit. Totò su Corrado), è stata Emma. A me questo responso, anch'esso stabilito al cento per cento dal televoto, non è piaciuto affatto: non tanto per la canzone (Non è l'inferno), ruffiana come poche e a mio avviso non troppo adatta ad una ragazzetta per quanto grintosa come la cantante salentina (comunque le va riconosciuta l'audacia di aver presentato un pezzo che si discosta dal classico cliché sanremese), quanto per la clamorosa sguaiataggine nella voce e nelle movenze, roba che nemmeno al mercato del pesce di Gallipoli...! ;-) Visto che tre degli ultimi quattro Festival, con la notevole eccezione del trionfo di Roberto Vecchioni lo scorso anno, sono stati vinti da reduci di Amici, qualcuno ha osservato che a questo punto tanto vale che il prossimo Sanremo lo conduca direttamente Maria De Filippi... tanto in Italia il conflitto d'interessi non è mica un problema. ;-) A parte gli scherzi, se succedesse davvero, sarebbe la volta buona che io il Festival mi rifiuto di guardarlo, figuriamoci di registrarlo: sapevatelo!
Se fosse dipeso da me, chi avrei fatto vincere? Beh, ovviamente Arisa, la beniamina dei social network, i quali sono riusciti nell'impresa di spifferare tutti i verdetti in anticipo rispetto alla proclamazione ufficiale. Quest'anno la cantante di Sincerità ha presentato La notte, un brano abbastanza tradizionale ma interpretato con grande classe e voce cristallina, scritto dal suo ex fidanzato: e il fatto che il testo parli appunto della fine di un amore probabilmente ha aggiunto un tocco di pathos all'interpretazione. Alcuni hanno criticato questa sua nuova veste "seriosa", definendola artefatta... ma vorrei far notare che era il suo look precedente, quello da cartone animato, ad essere costruito! Non mi sarebbe dispiaciuta neppure una vittoria di Noemi, la quale ha diviso il podio con Emma e Arisa interpretando Sono solo parole di Fabrizio Moro e in comune con la vincitrice ha il fatto di essersi affermata grazie ad un talent show (nel suo caso, X Factor); pure la cantante romana uno stile un tantinello "coatto" ce l'ha, però... che ti devo dire, nel suo modo di cantare trovo un certo non so che di gradevole. Non avrei mai creduto di poter apprezzare una canzone cantata in coppia da Gigi D'Alessio e Loredana Berté... ma Respirare, con il suo sound orecchiabile ed accattivante, ha fatto il miracolo; comunque la loro esclusione dal podio è meritata per quanto non li ho mai potuti sopportare! Altrettanto meritato, questa volta in positivo, il premio della critica al sempre inappuntabile Samuele Bersani, per un brano (Un pallone) che se devo essere sincera non ho ancora afferrato appieno...
Ma tu guarda, finora ho parlato quasi esclusivamente dei brani in gara, visto che per me Sanremo è e rimane il Festival della Canzone. Sono in netta controtendenza, visto che gli argomenti più dibattuti negli ultimi giorni al riguardo sono stati i sermoni di Celentano e la farfallina di Belén... ;-)

venerdì 17 febbraio 2012

Un salto nel futuro

Nel mio ultimo post mi occupavo dell'arte di comunicare le emozioni... ed ecco che quest'oggi ritorno sull'argomento per presentarti il nuovo spot di Telecom Italia. Cosa c'entra, ti starai domandando...? Beh, c'entra eccome: non per niente lo slogan che conclude lo spot è «Le emozioni non cambiano. Il modo di comunicarle, sì». Ed è il medesimo slogan (o claim che dir si voglia) che caratterizzava la campagna istituzionale di Telecom Italia datata 2011. Forse ricorderai il relativo spot, diretto dal celebre regista Sam Mendes: in meno di un minuto veniva raccontata la storia di Francesca e della sua famiglia, dagli anni '50 al giorno d'oggi, dalla sua nascita a quella della sua nipotina, e la parallela evoluzione degli strumenti di telecomunicazione, a partire dai vecchi telefoni in bachelite per arrivare alle moderne videochiamate via smartphone o internet che appena mezzo secolo fa sarebbero probabilmente sembrate fantascientifiche.
La protagonista dell'incantevole spot di quest'anno, pubblicato pochi giorni fa, non è più Francesca, ma... Futura Francesca.


Avrai notato, in effetti, che la storia è ambientata in un futuro non si sa quanto prossimo, ma secondo me abbastanza plausibile e sicuramente esaltante: per quanto mi riguarda, se è davvero questo ciò che ci aspetta, non vedo l'ora di arrivarci! :-) [anche se sotto sotto resto convinta che nessun mezzo di comunicazione, per avanzato che possa essere, potrà mai sostituire degnamente l'emozione del contatto diretto... ;-)]
L'avveniristico video, diretto da Tak Kuroha, è liberamente ispirato alle sette storie vincitrici del primo social advertising contest di Telecom Italia e ai mondi di fantasia creati da oltre settecento autori. Ad un progetto collaborativo tanto innovativo non potevo non dedicare un post... sebbene vi sia un'altra ragione per cui ho deciso di partecipare alla campagna promossa da Zzub.it: ai dieci zzubber che avranno fatto passaparola online sullo spot con maggiore efficacia e creatività, infatti, verrà regalato un buono Amazon del valore da 30 a 100 euro. Sì, mi rendo conto di avere pochissime chance... ma in fondo se non ci provassi affatto ne avrei ancora meno! :-)

martedì 14 febbraio 2012

Io non so parlar d'amore

[La foto degli albatri puccy è tratta da Focus.it]
Circa un mese fa ho letto su FriendFeed un accenno a un fantomatico indirizzoinesistente, al che mi sono incuriosita e ho voluto googlare, raggiungendo in men che non si dica il sito indirizzoinesistente.com. Sulla home page, oltre ai link alla fanpage di Facebook e all'account di Twitter, campeggia la seguente scritta:
I postini raccontano di lettere perdute, di consegne mai effettuate, di indirizzi inesistenti, di parole che prendono polvere su vecchi scaffali. Le lettere d'amore, spesso, non arrivano a destinazione. I destinatari cambiano indirizzo, vanno ad abitare lontano; a volte non rispondono al campanello, nonostante il postino suoni sempre due volte.
Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo pensato di fare un giro tra gli scaffali impolverati, ricopiare queste lettere e mandarle a persone che avrebbero sicuramente apprezzato.
... e subito sotto, la domanda «Vuoi essere uno dei destinatari?» e un campo dove puoi immettere il tuo indirizzo e-mail e poi cliccare su Iscriviti per iscriverti alla mailing list. Fatto ciò riceverai, a intervalli di tempo assolutamente irregolari, delle misteriose lettere d'amore, scritte chissà da chi, chissà per chi... ma in ogni caso intriganti e capaci di toccare il cuore.
Il penultimo messaggio, nonché il primo che mi è stato recapitato da quando mi sono iscritta alla mailing list, mi è arrivato il 24 gennaio scorso, mentre l'ultimo proprio oggi. Si intitola semplicemente Grazie, ed eccone il testo.
Una lettera d'amore per il giorno degli innamorati?
No, non siamo così scontati. Ma vogliamo per una volta ringraziarvi delle bellissime parole che avete speso per noi nella nostra bacheca Facebook, per aver diffuso le nostre lettere su Tumblr, grazie per l'impazienza con cui ci avete spronato quando tardavamo le nostre irregolarissime consegne, grazie per aver parlato di Indirizzo Inesistente con i vostri amici, per averci segnalato quando si parlava di noi in giro per la rete.
Ma ancora di più vogliamo ringraziarvi per le email che ci avete scritto, facendo fare capriole anche ai nostri cuori di postini.
"Non ho informazioni da chiedervi, ho solo una lettera da imbucare.
Siete voi il mio indirizzo, siete voi il mio campanello, voi siete la mia posta del cuore.
Sarete voi a consegnare o far perdere queste parole.
Chissà se un giorno sarò io stessa a ricevere la mia lettera.
Il mio destino nelle vostre mani. Grazie per qualunque cosa ne farete."
"È da anni che raccolgo lettere. Molte le trovo fra i libri, per strada accanto ai cassonetti: carteggi.
Sono sempre d'amore. Vorrei inviarvele.
Se avete voglia e pazienza impacchetterò tutto e spedirò.
Avete fatto una cosa meravigliosa e vi voglio bene."
Grazie a tutti voi, grazie per aver accolto questo progetto con lo stesso entusiasmo e la stessa tenerezza con cui noi lo abbiamo accudito e avviato.
Siamo pronti a prendere in carico le vostre lettere smarrite e a recapitarle insieme a quelle che ancora dobbiamo spedire.
L'indirizzo lo conoscete, vero?
Felice innamoramento.
Chiunque ci sia dietro Indirizzo Inesistente (Whois.net non è di nessun aiuto al riguardo), trovo che abbia avuto un'idea davvero eccellente, in grado di regalare spunti sia a chi si sente piuttosto a suo agio a parlare d'amore sia a chi al contrario trova difficile esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni. Che poi, in fondo, il segreto è aprire il proprio cuore e lasciarsi andare, senza farsi condizionare dal timore di risultare retorici, ridicoli o banali... :-)
Sempre a proposito del Valentine's Day, ecco l'odierno Google Doodle, che per l'occasione non è un semplice disegno ma un video.


Molti l'hanno criticato, a qualcuno ha fatto venire in mente Teorema di Marco FerradiniPrendi una donna, dille che l'ami [...] e sta' sicuro che ti lascerà [...] Prendi una donna, trattala male [...] e allora sì vedrai che t'amerà»). Io al contrario l'ho trovato proprio carino: mostra che il modo migliore per far breccia nel cuore di una persona non è ricoprirla di insulsi regali, ma condividere con lei hobby, interessi e passioni. :-)

[Note to self: ho sempre sostenuto che l'amore andrebbe celebrato ogni singolo giorno e che detestavo il giorno di San Valentino considerandolo una ricorrenza commerciale priva di senso, per cui non posso mica farne un dramma se quest'anno le cattive condizioni meteo mi impediranno di non-festeggiarlo come si deve! ;-)]

P.S.: Solamente dopo aver scelto il titolo del post mi sono resa conto che poteva sembrare un omaggio ad Adriano Celentano, l'interprete della celebre canzone che si apre con quel verso, la cui attesissima esibizione è in programma proprio per questa sera nel corso della prima serata del Festival di Sanremo. In realtà non è così: non mi definirei esattamente una fan del Molleggiato...

lunedì 13 febbraio 2012

Le meraviglie del Sole in tempesta

Sperando di esserci finalmente lasciati alle spalle il periodo delle tempeste di neve – che i notiziari si ostinano a chiamare blizzard, forse perché dirlo in inglese è più cool... ;-) – quest'oggi mi occupo di tempeste di ben altro genere: quelle solari. Devi sapere in effetti che «La Terra negli ultimi giorni è stata investita dalla più forte tempesta solare degli ultimi 7 anni», citando la didascalia che accompagna l'immagine seguente, pubblicata il 10 febbraio scorso nella galleria delle Foto del giorno di Focus.it.


Secondo Wikipedia, «Una tempesta solare (detta anche tempesta geomagnetica) è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall'attività solare. Durante una tempesta solare il Sole produce forti emissioni di materia dalla sua corona che generano un forte vento solare, le cui particelle ad alta energia vanno ad impattare il campo magnetico terrestre dalle 24 alle 36 ore successive all'emissione di massa coronale».
Ti starai forse chiedendo cosa possa mai esserci di particolarmente interessante in tutto ciò. La risposta (e che risposta! :-)) te la dà il video seguente, caricato una settimana fa da Christian Mülhauser su Vimeo e in seguito pubblicato nel sito Astronomy Picture of the Day della NASA.


Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione.
Hai mai visto un'aurora? Le aurore si verificano ancora con sempre maggiore frequenza. Con il Sole che è stato insolitamente "dormiente" nel corso degli ultimi quattro anni, la quantità di aurore causate dal Sole è stata particolarmente bassa. Più di recente, tuttavia, il nostro Sole è divenuto sempre più attivo presentando una maggior quantità di macchie solari, brillamenti ed espulsioni di massa coronale. L'attività solare di questo genere tipicamente espelle nel Sistema Solare particelle cariche, alcune delle quali possono scatenare aurore terrestri. Due settimane fa una tempesta solare ha scatenato sopra Ravnastua, Skoganvarre e Lakselv, in Norvegia, gli scenari di aurore pittoresche che puoi ammirare nel filmato qui sopra. Tende di luce aurorale, di solito verde, fluttuano, luccicano e danzano quando le particelle ad alta energia cadono verso la Terra ed eccitano le molecole d'aria in alto nell'atmosfera terrestre. Con il massimo solare che deve ancora venire, potrebbero esserci opportunità ancora migliori per vedere di persona aurore spettacolari nel corso dei prossimi anni.
Assistere a uno spettacolo del genere con i miei occhi? Magari... sarebbe un sogno! :-) Per riuscirci mi toccherà recarmi in punti ad elevata latitudine, in quanto «A causa della geometria del campo magnetico terrestre, le aurore sono visibili in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della terra, dette ovali aurorali»; comunque «L'aurora polare è visibile, spesso, anche in zone meno vicine ai poli, come la Scozia, o molte zone della penisola scandinava».
Se le aurore polari ti hanno affascinato, ti segnalo che in questa gallery potrai trovare tante foto magnifiche, mentre se vuoi saperne di più in proposito ti rimando alle relative FAQ.

domenica 12 febbraio 2012

Goodbye, Whitney

Poco più di un anno fa rievocai nel "blog notes" il mio primo disco (musicassetta, per la precisione) "da grande": era l'album di debutto della cantante statunitense Whitney Houston, e come titolo aveva il suo nome. La canzone che mi aveva fatto "innamorare" di quel disco a tal punto da volerlo in regalo era All At Once: eccola qua.


La scorsa notte (ora italiana, mentre a Los Angeles erano le 15:55) Whitney Houston è stata trovata morta in un hotel di Beverly Hills, a quanto pare annegata nella vasca da bagno dopo aver assunto un micidiale mix di psicofarmaci e alcool. La cantante, che aveva quarantotto anni, conduceva da anni una vita di eccessi, e la bellezza e la voce angelica e melodiosa dei suoi tempi d'oro erano ormai soltanto un ricordo. Perciò la notizia della sua morte non mi ha sorpresa più di tanto, però rattristata sì, parecchio... e gli inqualificabili due articoli a lei dedicati dal sito Pontifex mi hanno amareggiata ancora di più.
Il destino della Houston è stato drammaticamente simile a quello di Amy Winehouse, morta l'estate scorsa in circostanze analoghe poco tempo dopo una sconcertante esibizione che non lasciava presagire nulla di buono... solo che la cantante britannica, dotata di una voce non altrettanto sbalorditiva ma di classe e talento da vendere, era molto più giovane: con la sua prematura scomparsa ad appena 27 anni, è entrata a far parte assieme ad artisti come Jim Morrison e Kurt Cobain del lugubre Club 27 (lo cito per completezza di informazione, ma sono convinta che si tratti solamente di una sinistra coincidenza).
Tornando a Whitney Houston... di bello ci ha lasciato le sue canzoni (personalmente, oltre all'album summenzionato, possiedo il doppio cd del Greatest Hits), di meno bello l'amara consapevolezza che la ricchezza e il successo non sono certo garanzia di felicità, e che i modelli di vita a cui ispirarsi vanno decisamente cercati altrove.

sabato 11 febbraio 2012

A futura memoria

Questa mattina ho approfittato del bel sole che mi ha accolta al mio risveglio per uscire a scattare un po' di foto alla città innevata. [Nel pomeriggio purtroppo il tempo si è guastato di nuovo, come del resto annunciato dalle previsioni meteo, e ha ripreso a nevicare, anche se ora si direbbe che abbia smesso] Qualche spunto "ispiratore" me l'hanno offerto la piccola stazione ferroviaria di Pescara San Marco, l'adiacente Parco dell'Accoglienza e i dintorni. Ecco qui di seguito lo slideshow con le foto che ho caricato su Flickr (promemoria: a fine mese mi scadrà l'account Pro, che comunque ho tutta l'intenzione di rinnovare).


Già mi immagino da anzyana, impegnata a raccontare alle future generazioni il Memorabile Nevone del Dodici. :-) Quasi quasi ci vorrebbe una canzone analoga a quella che Franco Califano scrisse per Mia Martini. E certo, una roba del genere non si vede mica tanto spesso, da queste parti: in alcuni tratti in cui mi sono avventurata la coltre di neve era spessa almeno mezzo metro... e vivo a Pescara, città di mare, mica a Chamonix! A proposito, prima che la neve si sciolga mi piacerebbe andare a fotografare pure il lungomare imbiancato. E poco importa se le istantanee di questo tipo condivise online già si sprecano...

venerdì 10 febbraio 2012

Camminando sulla neve

Ebbene sì, oltre che da assistente digitale personale, adesso il mio androide mi funge anche da personal trainer... ma andiamo con ordine!
Le eccezionali nevicate che hanno imbiancato Pescara nell'ultima settimana mi hanno obbligata a mettere da parte la mia innata pigrizia (ehm...) e ad andare quasi sempre al lavoro a piedi; in effetti ho avuto la macchina intrappolata nella neve fino all'altroieri, quando, complice un temporaneo disgelo, sono riuscita a riportarla a casa con una retromarcia tanto vigorosa quanto "dolorosa" (per il motore) e un po' di caute manovre... ma poi la scorsa notte ha ricominciato a nevicare, ne è venuta giù più che in tutti i giorni precedenti messi insieme, e, una volta constatata la relativa impraticabilità delle strade, anche oggi ho dovuto sfoderare i doposci.
Comunque ho pensato di approfittare di queste scarpinate fuori programma per scaricare dall'Android Market e reinstallare sullo smartphone, ringalluzzito dal ripristino effettuato qualche settimana fa, l'app CardioTrainer. Si tratta di un'applicazione per cellulari Android (uno di quei rari casi in cui gli iPhonisti rimangono a bocca asciutta... ;-)) che consente di tener traccia e registrare tutte le attività relative al fitness.
Ad esempio, oggi non ho dovuto far altro che attivare il GPS (facoltativo, ma necessario per la localizzazione), poi avviare l'app e selezionare Allenarsi perché cominciasse il cosiddetto allenamento (per default parte automaticamente dopo un conto alla rovescia di 15 secondi, che però si può modificare o eliminare nelle Impostazioni). Al mio arrivo a destinazione l'app mi ha informata che...
  • avevo camminato per 1,68 chilometri, pari a 1,04 miglia (l'unità di misura di default è il miglio, ma mettendo mano alle Impostazioni la si può cambiare);
  • avevo impiegato 18 minuti e 35 secondi (non molto più di quanto ci metta con la macchina);
  • avevo fatto 1679 passi (sembrerebbe che l'app stimi semplicemente un passo al metro, mentre in assenza di segnale GPS dovrebbe attivarsi il contapassi vero e proprio);
  • avevo tenuto una velocità media di 5,4 chilometri orari (non male, viste le disagevoli condizioni del terreno, vero? :-));
  • avevo bruciato 101 calorie, stimate pari a 4 carote [ma quando mi sono seduta a tavola avevo talmente fame che c'è voluto ben altro per saziarmi! ;-) CardioTrainer esprime sempre il consumo energetico in termini "ortofrutticoli", per quello che ho avuto modo di vedere, forse perché sentirsi dire «Hai smaltito appena mezzo trancio di pizza» potrebbe risultare scoraggiante...]. Però, siccome mi ero dimenticata di impostare il mio peso corporeo, probabilmente tale stima è errata in quanto basata sul peso di default di 80 kg, di gran lunga superiore al mio! ;-) Inoltre, camminare nella neve è più faticoso e quindi più dispendioso a livello calorico, giusto?
CardioTrainer registra anche altre informazioni, come il dislivello totale, l'andamento della velocità (calcolando quella minima, massima e media) e il tracciato del percorso effettuato sulla mappa stradale. Nel mio caso mi sono limitata a fare il tragitto che dovevo fare, comunque l'app permette di impostare un obiettivo di tempo oppure di distanza da raggiungere. L'allenamento (workout) viene messo automaticamente in pausa quando viene rilevato che l'utente si ferma per almeno 30 secondi (valore personalizzabile), per esempio al semaforo rosso.
Fino a poco tempo fa era possibile salvare i dati dei propri allenamenti su Google Health, finché tale servizio non è stato chiuso. Comunque, se l'opzione Sincronizza gli allenamenti automaticamente è selezionata, è possibile accedere ai propri dati memorizzati sul server da qualunque computer connesso a internet semplicemente visitando questa pagina e immettendo il codice di accesso personale indicato nel menu Impostazioni. Si può effettuare il backup dell'intera workout history in formato CSV, mentre i singoli allenamenti si possono condividere via e-mail oppure esportare in formato KML o GPX.
Una funzione interessante, che però non ho utilizzato perché non reputo prudente camminare per strada con gli auricolari, è quella di poter ascoltare durante l'allenamento la propria musica preferita selezionando i file salvati sul cellulare.
Non potevano mancare alcune funzionalità social: tra l'altro puoi condividere le tue attività con gli amici di Facebook che hanno CardioTrainer e mettere a confronto le tue performance con quelle di altri utenti in tutto il mondo (personalmente me ne guardo bene! ;-)), oltre a condividere i tuoi risultati su Facebook e su Twitter. Ciò può presentare qualche effetto collaterale: quando l'altroieri ho twittato «ha camminato 1.1 mi in 21 mins e bruciate 105 calorie. Totale calorie bruciate: 104 calorie! in 08/02/12 il 08.33 #cardiotrainer» (mi offro volontaria per perfezionare la traduzione italiana dell'app) e Advanced Tweets ha esportato il tweet su FriendFeed, un amico ha commentato «Fantastico!!! ora puoi mangiare un cracker». ;-)
Segnalo comunque che sono decine le tipologie di allenamento previste da CardioTrainer: oltre alla camminata semplice, c'è quella su tapis roulant, la corsa normale o sulla sabbia, il ballo e salire le scale, faccende come pulire casa e lavorare in giardino... oltre a tantissimi sport, dal ciclismo al tennis, compresi alcuni – kettlebell, P90X, racquetball, zumba – che non avevo neanche mai sentito nominare.
Molto altro ci sarebbe da dire sulle caratteristiche di CardioTrainer, ma per ulteriori informazioni ti rimando alle FAQ e all'help center.
La versione base di CardioTrainer è completamente gratuita, ma esiste anche una versione Pro dotata di funzionalità aggiuntive al prezzo di 9,99 dollari (attualmente pari a 7,09 euro) che prevede una garanzia "soddisfatti o rimborsati" valida per 30 giorni. CardioTrainer Pro include le Premium Features che comunque, volendo, si possono acquistare separatamente: al momento Weight Loss Trainer e Race Against Yourself costano 2,99 $ (2,17 €). Infine, i fanatici del cardiofitness apprezzeranno la possibilità di monitorare il battito cardiaco integrando CardioTrainer con l'apposito trasmettitore Polar Wearlink+ Bluetooth, in vendita su Amazon.com a 73,95 dollari.

P.S.: Avendo constatato che il mio stato di forma non è proprio ideale, mi riprometto di mantenere prendere la sana abitudine di fare tante luuuuuuunghe camminate, specialmente quando le condizioni meteo torneranno favorevoli. Certo, se in casa ci fosse lo spazio per sistemare un tapis roulant, e se avessi duemila dollari da spenderci, questa soluzione qui sarebbe assai allettante... :-)

mercoledì 8 febbraio 2012

Bugie e verità

Per tenere il blog in attività ed evitare che col freddo si atrofizzi, ho pensato di rispolverare la cara vecchia categoria degli enigmi. Dai che quello che ti propongo stasera non è così difficile: basta ragionare per ipotesi, e in men che non si dica si arriva alla soluzione! :-)
Ci troviamo in una città nella quale gli uomini sposati mentono sempre e gli scapoli dicono sempre la verità.
Un giorno una turista incontra tre uomini e chiede al primo: «Lei è scapolo o sposato?».
Il primo si toglie il sigaro di bocca [ahi ahi ahi, che brutto vizio... NdG] e risponde: «Io sono cof... cof... cof...».
«Che cos'ha detto il suo amico?», chiede al secondo.
Il secondo sputa il chewing gum [con un certo garbo, spero... NdG] e risponde: «Ha detto che è scapolo».
Il terzo si toglie gli occhiali da sole e replica: «Qui l'unico scapolo sono io!».
Che cosa è ciascuno dei tre uomini?

lunedì 6 febbraio 2012

A mali estremi, estremi rimedi

Stavo sfogliando un mio libricino di grammatica italiana delle elementari, il quale per qualche misterioso motivo è sfuggito al destino di relegazione in soffitta toccato a tutti i suoi compagni, e mi ha colpita questo raccontino che in qualche modo si ricollega al mio ultimo post.
Un tale che aveva perduto il suo cavallo, fece pubblicare sui giornali che, se dentro dieci giorni non glielo avessero restituito, sarebbe stato costretto a ricorrere a quel mezzo estremo che, in eguale circostanza, aveva dovuto adoperare suo padre.
Allora colui che l'aveva trovato, temendo la misteriosa minaccia, restituì il cavallo al proprietario, e poi timidamente domandò:
«Scusate, ma che mezzo avreste adoperato se io non vi avessi restituito il cavallo?».
E l'altro rispose: «Sarei stato obbligato ad andare a piedi, come accadde a mio padre quando gli rubarono il suo».
Ebbene sì, io stessa dovrò continuare a fare affidamento sul proverbiale cavallo di San Francesco... a questo punto fino al disgelo, temo! ;-)

domenica 5 febbraio 2012

Sotto una candida coltre

L'ondata di maltempo che ha colpito buona parte dello Stivale, purtroppo con conseguenze anche drammatiche, non ha risparmiato l'Abruzzo né la mia città, Pescara, interessata da una nevicata senza precedenti, cominciata giovedì sera e continuata almeno per tutta la giornata di ieri. Perlomeno, a me non pare di ricordare una precipitazione nevosa altrettanto abbondante qui in città, mentre mia madre sostiene che possa essercene stata un'altra all'incirca venticinque anni fa... ma forse io non ero neanche nata! ;-) [Eh, questi vezzi femminei...] Le scuole, che sono già state chiuse venerdì e sabato, lo saranno anche lunedì e martedì, almeno.
L'eccezionale evento atmosferico è stato oggetto di documentazione fotografica da parte di alcuni miei corregionali: Salvatore ha immortalato Pescara, per la precisione la zona del Ponte del Mare, Maxime Chieti e Luca Silvi. E io? Beh, finora la mia fotocamera l'ho lasciata nel cassetto, più che altro perché qua intorno di scorci che mi ispirassero in modo particolare non ne ho notati. Però qualche istantanea ho voluto farla anch'io, con lo smartphone... che ha l'indubbio vantaggio di rendere possibile l'immediata condivisione sui social network! :-) (e pazienza se poi in genere non mi si fila nessuno... :-/)


La foto qui sopra l'ho scattata ieri al volo mentre nevicava tornando dall'ufficio a piedi, perché non mi sentivo sicura a guidare in quelle condizioni. Avevo a bordo le catene da neve, acquistate per essere in regola con l'ordinanza del comune di Chieti quando lo attraverso (in seguito l'obbligo di catene o pneumatici da neve è stato introdotto anche altrove), ma [coff coff] finora non avevo ritenuto necessario informarmi su come si montassero, illudendomi che nelle zone che percorro abitualmente non ce ne sarebbe mai stato davvero bisogno. Comunque adesso lo so, come si montano le catene, grazie all'assessore alla viabilità della provincia di Arezzo Francesco Ruscelli che ha pubblicato su YouTube una piccola ma efficace dimostrazione! :-)


A posteriori mi sono resa conto che ieri, dato che in quel momento di neve non ce n'era ancora così tanta, in fondo sarei potuta arrivare a casa in macchina anche senza aver montato le catene, guidando piano e con estrema cautela ed evitando di frenare. Francamente non mi aspettavo che col passare del tempo la situazione sarebbe peggiorata a tal punto, dato che ha continuato a nevicare per ore. Ed ecco come ho trovato la macchina oggi quando sono andata a recuperarla...


La neve che la ricopriva l'ho rimossa, ma siccome l'auto era immersa in uno strato spesso almeno venti centimetri, non sono riuscita a spostarla di un millimetro, e così ho dovuto lasciarla lì. :-( Tanto si sta per sciogliere, vero?
Questo stilosissimo pupazzo di neve, invece, l'ho immortalato oggi pomeriggio.


In conclusione, la neve sarà anche magica, suggestiva e quant'altro, lo riconosco... ma dopo appena due giorni non ne posso già più: facciamo basta, grazie! ;-)

giovedì 2 febbraio 2012

Quando la monotonia non è poi così male

Ecco il video del giorno. Così parlò a Matrix Mario Monti (ribattezzato Montrix da isolavirtuale):


Abbozzando un tentativo di "analisi del testo"...
[I giovani] devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita.
Beh, come osserva Andrea Sacchini, «effettivamente il posto fisso non esiste più. E non certo per colpa sua».
Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita!
Sarà, ma io credo che milioni di persone metterebbero la firma per dover subire un simile strazio! Lo spunto era troppo ghiotto perché Metilparaben potesse esimersi dal creare l'ennesimo generatore automatico. Su questo punto tornerò un po' più avanti, comunque.
È più bello cambiare, avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili, e questo vuol dire che bisogna tutelare un po' meno chi oggi è ipertutelato, e tutelare un po' di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci.
Questo è un ottimo proposito, e spero tanto che l'attuale premier abbia la volontà, il tempo e la possibilità di attuarlo almeno in parte.
In aggiunta ai commenti sopra ho pensato di scrivere una letterina a Mario Monti, magari un pochino meno adulatoria rispetto a quelle indirizzategli da bambine prodigio di due anni e mezzo & company... ;-)
Gentile Presidente (o forse preferisce essere chiamato Professore?),
quando sono venuta a conoscenza della sua affermazione di ieri sera, ho pensato che... sì, è vero, il posto fisso può essere davvero monotono e frustrante. Soprattutto se è lontano anni luce dai propri interessi e dal proprio percorso di studi – e chi le scrive non è laureata in Scienze delle merendine ma in una disciplina che in condizioni normali offre un accesso privilegiato al mondo del lavoro – e se non è abbastanza remunerativo da fornire basi solide per potersi costruire un futuro. Del resto, se il mutuo viene negato a una ragazza con un contratto a tempo indeterminato da 1800 euro al mese (e sorvoliamo sul fatto che il mercato immobiliare a Roma è un altro pianeta), quanti giovani e quante coppie si trovano in condizioni ancor più sfavorevoli per poter pensare di mettere su casa o famiglia? La sottoscritta ha la relativa fortuna di poter contare su un posto fisso, un part-time non proprio appagante e redditizio ma con questi chiari di luna me lo tengo stretto... comunque le assicuro che sarei assai più ben disposta verso la flessibilità tanto decantata, se una volta lasciato o perso l'attuale impiego avessi la concreta prospettiva di trovarne un altro in tempi ragionevoli: e credo che siano davvero in tanti a pensarla così. Il fatto è che nel nostro Paese il mercato del lavoro non è affatto dinamico e fluido come altrove, mobilità è troppo spesso sinonimo di precarietà, il merito non ha di certo il peso che gli spetterebbe nell'insieme dei criteri di selezione, per non parlare delle discriminazioni ancora subite da noi donne, in particolare per le mansioni tradizionalmente a spiccata prevalenza maschile. Mi auguro e le auguro di riuscire ad realizzare le condizioni accettabili di cui parlava a Matrix, o quanto meno di porre le basi affinché questa utopia si avvicini sempre più a una realtà nel prossimo futuro, e mi rammarico che la sua infelice uscita abbia sminuito una dichiarazione d'intenti di per sé lodevole. Del resto io a suo tempo mi arrischiai a giustificare persino la famigerata battutaccia del fu Tommaso Padoa Schioppa sui "bamboccioni", in quanto ritengo che ogni affermazione vada contestualizzata (e non nel senso espresso a suo tempo da Monsignor Fisichella riguardo alla bestemmia di Berlusconi).
Augurandole buon lavoro, le porgo distinti saluti.
P.S.: Nella scelta della lettera aperta sono stata anticipata da Fulvia Leopardi, che non sapendo ancora dove stia di casa il posto fisso merita senz'altro più di me che le sue ragioni vengano ascoltate... comunque l'idea mi era venuta ancor prima di leggere il suo post, lo giuro. ;-)