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mercoledì 22 febbraio 2012

Very Informatized People

[Lo so che non si dice Informatized bensì Computerized, ma poi sarebbe andato a farsi benedire l'acronimo VIP... ;-)]
In principio (si fa per dire, dal momento che in precedenza potrebbero essersi verificati altri casi simili di cui io sono all'oscuro) fu Sabina Guzzanti versus Fiorello, con il seguente scambio di "carinerie" via Twitter [gli screenshot li ho presi da Repubblica, visto che non è semplicissimo recuperare tweet vecchi di qualche mese, ammesso che nel frattempo non siano stati cancellati]

Insomma, la Guzzanti ha voluto far sapere ai suoi numerosi follower che Il più grande spettacolo dopo il weekend, lo show-evento autunnale di Fiorello, non le piaceva; il diretto interessato, forse il tweeter più popolare d'Italia, ha replicato acidamente accusandola di "rosicare" (è tanto comune quanto irritante che si risponda a critiche anche perfettamente legittime tirando in ballo l'invidia... mi tocca dirlo nonostante la simpatia che provo per Fiorello). Con tono asciutto l'attrice ha infine riassunto il battibecco nei canonici 140 caratteri.
All'indomani della finale del Festival di Sanremo, è stata la volta di Kekko dei Modà, all'anagrafe Francesco Silvestre, versus Emma, all'anagrafe Emmanuela Marrone, la quale aveva portato alla vittoria un brano scritto appunto da Kekko [che sforzo chiamarlo così, per una come me che a suo tempo ha aderito con convinzione al progetto NoKappa! ;-)]. Il primo ha pubblicato sulla sua bacheca di Facebook il seguente messaggio di stato...
Grazie a tutti per quello che avete fatto per portare "Non è l'inferno" alla vittoria di Sanremo.E' stata una grandissima serata e sono orgoglioso di aver contribuito a realizzare il sogno di una grandissima artista.Peccato solo che ho ricevuto ringraziamenti da tutti(addetti ai lavori, fan, discografia, radio) tranne dalla persona che ha cantanto il pezzo, che si è degnata di chiamarmi solo alle 12 e 35 di questa mattina e al quale ovviamente non credo risponderò più al telefono.Sono rimasto seduto sul divano fino alle 9 e 15 di questa mattina sperando in un sms di risposta al mio, dove le facevo i complimenti per la vittoria finale, ma purtroppo artista e persona a volte sono due cose differenti.Sono certo che il suo futuro sarà pieno di cose bellissime e glielo auguro, ma sono altrettanto certo che non ci sarà più nessun tipo di collaborazione con lei.Buona musica a tutti...k...
... poi, in seguito alla discussione che ne è scaturita, si è sentito in dovere di ribadire il concetto.
Forse c'è qualcuno che non ha compreso il significato del messaggio precedente.Nessuno ha parlato di ringraziamenti stampa o tv, io ho parlato di rapporti personali.Strettamente personali.Non ho mai scritto che non ha pronunciato il mio nome ne alla stampa ne in tv, anche perchè al festival ci è andata lei e non io e non c'è scritto da nessuna parte che una persona debba dire chi le ha scritto la canzone.Ho scritto che aspettavo un semplice sms di risposta un amica con cui condividere un impresa fantastica alla quale sono stato vicinissimo per tutta la settimana.E' inutile che mi postate video o radiointerviste, non c'è bisogno.Io il festival l'ho fatto 2 volte.Vi assicuro che il tempo per rispondere a un sms lo si trova se lo si vuole.Con questo ho chiuso.
Qualche ora dopo, sempre su Facebook, Emma (o chi per lei) ha affidato alla sua fan page la risposta, che a me francamente è sembrata abbastanza schietta e persuasiva. Che diamine, uno che al Festival ha pure partecipato dovrebbe sapere che nelle ore che seguono la proclamazione il vincitore viene risucchiato in una specie di vortice!
Caro kekko, mi spiace davvero leggere queste tue parole. Vorrei dirtelo a voce e personalmente ma in queste ore caotiche e felici di autentico delirio non sono ancora riuscita a parlarti.
Sai bene quanto io abbia amato ed ami il pezzo che mi hai scritto e l'ho detto in ogni pubblica e privata occasione. Puoi rileggere ogni mia intervista radio, video o sulla stampa e scoprirai che non ho mai nascosto la mia gratitudine per avermi “cucito addosso un bellissimo abito da sera” con cui ho coronato un grandissimo sogno. Ho parlato sempre più della canzone che di me stessa, dando il giusto valore al grande contenuto che stavo trasmettendo attraverso le tue parole.
Vengo a spiegarti che cosa è accaduto tra la 1.00 della scorsa notte e le 12.30 di stamattina quando ti ho telefonato. Quando Gianni mi ha chiamata sul palco sono andata completamente su un altro pianeta. Mi avete visto tutti balbettare quelle poche parole sul palcoscenico del teatro davanti a milioni di italiani. Avete visto quanto facessi fatica anche solo a pronunciare il mio nome. Hai sentito che ti ho chiamato forte “kekko”. Che ho persino dimenticato come si chiamavano gli altri autori Sala e Palmosi. Poi sono stati momenti davvero incredibili dove tutti mi tiravano e mi chiamavano. Te lo ricordi, lo abbiamo vissuto insieme anche lo scorso anno. La conferenza stampa, le foto, le radio, i fan che ti chiedono autografi, in un continuo sali e scendi dal van che ti porta in giro come una trottola e non sai nemmeno dove ti trovi.
Ti ho cercato stamattina appena ho riaperto gli occhi ed ho riavuto il mio telefono.Probabilmente non ho rispettato le tue tempistiche,ma la prima cosa che ho fatto appena sveglia è stato chiamare te e sai anche che in privato ti ho sempre scritto e reso partecipe attraverso i video che ti ho mandato,tra cui l'ultimo proprio ieri sera prima di salire sul palco per l'ultima volta..dai kekko in fondo questo Sanremo lo abbiamo vinto insieme,godiamoci questo momento.....
Ora "scappo" a domenica in
Emma
Pur senza soffermarmi più di tanto su torti e ragioni [mi limiterò ad osservare che secondo me Kekko sì che ha fatto la figura del "rosicone"... ;-)], mi pare un segno dei tempi il fatto che sempre più spesso i personaggi famosi spiattellino le loro diatribe personali sui social network, con schiere di follower che si appassionano al caso, commentano e prendono le parti dell'uno o dell'altro. Ma quanto sarebbe più elegante un messaggio diretto, o privato, o direct message che dir si voglia...? Lo stesso, a maggior ragione, vale per noi "comuni mortali": non di rado capita che sui social network si discutano pubblicamente questioni private fino a sfociare nel flame, con il risultato che i proverbiali panni sporchi necessitanti di una bella lavata diventano ancora più sporchi...

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