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lunedì 6 febbraio 2012

A mali estremi, estremi rimedi

Stavo sfogliando un mio libricino di grammatica italiana delle elementari, il quale per qualche misterioso motivo è sfuggito al destino di relegazione in soffitta toccato a tutti i suoi compagni, e mi ha colpita questo raccontino che in qualche modo si ricollega al mio ultimo post.
Un tale che aveva perduto il suo cavallo, fece pubblicare sui giornali che, se dentro dieci giorni non glielo avessero restituito, sarebbe stato costretto a ricorrere a quel mezzo estremo che, in eguale circostanza, aveva dovuto adoperare suo padre.
Allora colui che l'aveva trovato, temendo la misteriosa minaccia, restituì il cavallo al proprietario, e poi timidamente domandò:
«Scusate, ma che mezzo avreste adoperato se io non vi avessi restituito il cavallo?».
E l'altro rispose: «Sarei stato obbligato ad andare a piedi, come accadde a mio padre quando gli rubarono il suo».
Ebbene sì, io stessa dovrò continuare a fare affidamento sul proverbiale cavallo di San Francesco... a questo punto fino al disgelo, temo! ;-)

2 commenti:

  1. :D poi uno dice che "l'arte della diplomazia" non porta frutti :D :D
    .:.

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    1. @HJ: Ma guarda chi si rivede... Che piacere! :-) Bello, il nuovo template.

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