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mercoledì 26 dicembre 2012

Un regalo da Flickr

L'altroieri ho scoperto, leggendo un post di Downloadblog.it segnalato da maury nel suo tumblr, che in occasione delle Feste Flickr sta regalando ai suoi utenti un abbonamento trimestrale a Flickr Pro, che normalmente costa 6,95 dollari (al cambio attuale, 5,26 euro circa) ed offre moltissime funzionalità in più rispetto all'account base gratuito. Dal momento che, in qualità di affezionata utente del popolare servizio di condivisione di fotografie, il mio account Pro l'avevo già rinnovato proprio quest'anno per due anni, fino al 28 febbraio 2014, al costo di 44,95 $ (33,85 €, all'epoca), lì per lì ho dubitato di poter beneficiare del regalo... e invece mi sbagliavo. Su suggerimento dello stesso maury, ho provato a seguire questo link e mi è bastato un paio di click per ottenere un prolungamento di tre mesi del mio abbonamento... o almeno così sembra leggendo il messaggio recapitatomi dal Team Flickr.
Thank you for accepting your Flickr Holiday Gift. Please enjoy 3 more months of Flickr Pro for free as our way of saying thanks this holiday season!
On your next billing date we will extend your Flickr Pro subscription by 3 months, unless you cancel. As a reminder, when you became a recurring Flickr Pro subscriber, you agreed that your subscription would automatically renew on the quarterly/yearly anniversary of your billing date, depending on your subscription plan, at the then-current price, until you cancel your plan. For annual plans, please note that by participating in the Flickr Holiday Gift promotion, your recurring billing date will now be three months later. All other terms of your Flickr Pro subscription are otherwise unchanged.
Insomma, se anche tu come me sei un utente Flickr, base o Pro, i tre mesi di abbonamento gratis sono lì che ti aspettano. Non lasciarteli sfuggire, però: hai tempo fino al prossimo 4 gennaio per reclamare il tuo regalo! :-)

martedì 25 dicembre 2012

Palindromi natalizi

Dicesi palindromo, «dal greco antico πάλιν "di nuovo" e δρóμος "percorso", col significato "che può essere percorso in entrambi i versi"», «una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica». Ci sono persone che attribuiscono un significato speciale ai giorni palindromi, ovvero quei giorni di calendario «la cui data, espressa nel formato numerico gg/mm/aaaa oppure mm/gg/aaaa, è simmetrica nella lettura (palindromo), in altre parole resta uguale a se stessa sia se letta da sinistra verso destra sia se letta da destra verso sinistra» (ad esempio il 21 febbraio 2012 è stato un giorno palindromo nel formato abitualmente usato in Italia per esprimere le date), ma per quanto mi riguarda rimango pressoché indifferente. Mi intrigano decisamente di più i palindromi che costituiscono frasi di senso compiuto (a tali fini non si considerano spazi, accenti e segni di interpunzione), come il napoleonico «Able was I ere I saw Elba» e il famoso quadrato del Sator mostrato all'inizio del post, oppure, per limitarci alla lingua italiana, «I topi non avevano nipoti» e lo straordinario «Avida di vita desiai ogni amore vero, ma ingoiai sedativi, da diva», dedicato a Marilyn Monroe dall'enigmista Krypton, al secolo Domenico Rizzo. Nella sua rubrica Lessico e nuvole Stefano Bartezzaghi ha a suo tempo riportato, su suggerimento di un lettore, il termine aibofobia, che denota un'immaginaria paura dei palindromi e che, manco a dirlo, è a sua volta un palindromo... ;-)
Se parlo di palindromi proprio oggi, è perché, ricercando per caso l'hashtag #palindromi su Twitter, ne ho trovati alcuni a tema natalizio: eccoli.
A NATAL, AMOR, È ROMA LA TANA!
È NOTTE, NAPOLI: V'È BAROLO, SOL'ORA BEVILO! PANETTONE!
Quest'ultimo è una creazione di Andy Violet, autore anche del notevolissimo
E LÌ VOLLE NATIVITÀ, NELL'OVILE
corredato dall'opportuno commento «Gesù nacque in una stalla in segno d'umiltà». :-)
Segnalo infine un esempio legato alle false profezie catastrofistiche sul 21 dicembre 2012:
O NONNA, DI CERTO MAYA MORTE CI DANNO, NO?
Carino... peccato soltanto che a ben guardare non si tratti di un palindromo: l'accoppiata di lettere RT fa sì che la sequenza di caratteri, se letta al rovescio, differisca leggermente...

La notte della cometa


Dal vangelo secondo Matteo (2, 1-12):
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Ed ecco illustrate le radici bibliche della luccicante stella con la coda che fa bella mostra di sé in ogni presepe che si rispetti. Ho appena scoperto che alla cosiddetta stella di Betlemme, ovvero appunto quel fenomeno astronomico che secondo il racconto evangelico guidò i Magi a far visita a Gesù appena nato, è dedicata una voce Wikipedia abbastanza approfondita, dalla quale mi limito ad estrapolare alcuni frammenti.
La dicitura comunemente più diffusa per indicare la stella di Betlemme è la contraddittoria stella cometa, che accorpa due corpi celesti completamente dissimili tra loro: la stella è di grandi dimensioni, si trova a enormi distanze dal sistema solare e nel firmamento appare fissa e puntuale; la cometa è di piccole dimensioni, si trova all'interno del sistema solare e nel firmamento appare mobile e con una forma e dimensione non puntuale.
La comune rappresentazione a forma di cometa e la dicitura "stella cometa" risalgono al fatto che Giotto, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley nel 1301, la disegnò appunto come una cometa dalla lunga coda nella Cappella degli Scrovegni a Padova. A partire dal XV secolo il particolare ha avuto una straordinaria fortuna artistica, in particolare nelle rappresentazioni della natività e del presepe.
È stato proposto che la Stella fosse la cometa di Halley, che fu visibile nel 12 a.C., ma questa data non è compatibile con l'opinione corrente della maggior parte degli storici, che datano la nascita di Gesù tra il 7 e il 4 a.C. Non si conosce il passaggio di altre comete nel periodo d'interesse, eccetto forse un evento del 5 a.C., descritto dagli astronomi cinesi come una cometa, ma oggi spesso reinterpretato come una supernova. L'identificazione della Stella con questa cometa è sostenuta, ad esempio, da Colin Humphreys, che la utilizza per datare la nascita di Cristo attorno alla Pasqua del 5 a.C.
L'immagine che apre il post, tratta anche questa volta da Astronomy Picture of the Day, mostra per l'appunto una cometa fotografata dall'Osservatorio Astronomico del Col Drusciè "Helmut Ullrich" di Cortina d'Ampezzo durante il suo transito sopra il passo di Valparola, nelle Dolomiti. Poco importa se non si trattava della summenzionata cometa di Halley, il cui ultimo passaggio al perielio risale al 1986, bensì della luminosissima Hale-Bopp, nota come la Grande Cometa del 1997.
Yawn, adesso me ne vado proprio a nanna. Non senza aver prima lasciato a te, o mio caro lettore, i miei migliori auguri di Buon Natale!!! :-)

sabato 22 dicembre 2012

Un pilastro di luce sulla neve

All'indomani del solstizio d'inverno, ecco un Astronomy Picture of the Day perfetto per la stagione: quello pubblicato il 18 dicembre scorso con il titolo A Sun Pillar Over Sweden.


Nella foto, sullo sfondo di un incantevole paesaggio scandinavo innevato, si può ammirare un fenomeno ottico davvero suggestivo: il sun pillar o light pillar, in italiano pilastro di luce o pilastro solare. Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
Hai mai visto un pilastro solare? Quando l'aria è fredda e il sole sorge o tramonta, i cristalli di ghiaccio in caduta possono riflettere la luce del sole e creare un'insolita colonna di luce. Il ghiaccio a volte forma cristalli piatti di forma esagonale quando cade da nubi ad alta quota. La resistenza dell'aria fa sì che questi cristalli, fluttuando verso il suolo, rimangano quasi orizzontali per la maggior parte del tempo. La luce del sole si riflette su cristalli che siano opportunamente allineati, creando l'effetto del pilastro solare. Nella foto sopra, scattata la scorsa settimana da Göran Strand, un pilastro solare riflette la luce del sole che tramonta sulla città di Östersund, in Svezia.

venerdì 21 dicembre 2012

La finazione de lu monne

Declare this an emergency
Come on and spread a sense of urgency
And pull us through
And pull us through
And this is the end
This is the end
Of the world
Non potevo non aprire il post odierno riportando alcuni versi dal testo di Apocalypse Please dei miei adorati Muse, che potrò finalmente sentir suonare dal vivo il 6 luglio prossimo allo Stadio Olimpico di Roma... fine del mondo permettendo, certo! ;-) Eh già, il fatidico 21 dicembre 2012, data dell'apocalisse predetta da più parti, non è ancora terminato, anzi in Messico, culla del popolo Maya, non è ancora l'una del pomeriggio. Per citare un'altra hit, questa volta di Ligabue, a che ora è la fine del mondo? Beh, la redazione di Focus.it ha formulato alcune possibili risposte... fermo restando che pure loro, come me, non credono affatto alle profezie catastrofistiche legate alla giornata odierna. Chissà se qualcuno di quelli che invece ci credevano ha accettato la scommessa di Paolo Attivissimo: «se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più».
In realtà non stava scritto da nessuna parte che oggi dovesse finire il mondo, né che finisse il calendario Maya, come dà impropriamente a intendere Google se si clicca sul doodle di oggi; semplicemente, a mezzanotte è cominciato un nuovo ciclo bak'tun del calendario Maya. La settimana scorsa il Disinformatico ha pubblicato una spiegazione chiara e sintetica della situazione.
Comunque il mondo finirà veramente, prima o poi: al più tardi tra cinque miliardi di anni, lo spiega l'astrofisica Margherita Hack, quando il nostro Sole "morirà". E, come disse un mio compagno di liceo, «Chi glielo fa il funerale?». Per quanto mi riguarda, non credo proprio che potrò presenziare... ;-)
Nel seguito riporto una piccola selezione di trovate spiritose sulla profezia Maya pescate in Rete.
La NASA ha pubblicato un video intitolato Perché il mondo non è finito ieri. Il titolo ha più senso se il video lo si guarda domani, 22 dicembre 2012... fatto sta che la NASA era talmente sicura del fatto suo (e come darle torto, del resto) da averlo messo online dieci giorni fa! :-)


Ecco qua sotto le previsioni meteo per i giorni dal 16 al 23 dicembre. Per oggi si prevedevano fenomeni atmosferici a dir poco insoliti... ;-)


Il grande Isola Virtuale si è ispirato allo slogan elettorale di Nichi Vendola per creare la spassosa vignetta qui sotto.


Ma la preoccupazione per la ridiscesa in campo di Berlusconi va ben oltre i confini del Belpaese: guarda un po' che vignetta è stata pubblicata sul settimanale britannico (nonché incorreggibilmente comunista ;-)) The Economist!


Il cartello qui sotto è stato esposto da una concessionaria Mazda in Canada, e recita «Fine del mondo – Vendiamo tutto! Se finisce il mondo, non paghi... mai!».


Un anno fa la Sora Cesira pubblicò una parodia del brano Shimbalaiê portato al successo da Maria Gadù, intitolandola Seilmayavie'. Siccome oggi risulta di particolare attualità, eccoti qua sotto il video.


A proposito... ma se il mondo fosse finito sul serio, come ci saremmo potuti preparare in maniera adeguata al momento cruciale? Beh, Focus ha segnalato dieci risorse online ad hoc, mentre il sito di e-commerce Groupon ha proposto una selezione di offerte a tema. E comunque, quale miglior momento per scaricarci la coscienza confessando i segreti che ci tenevamo dentro da sempre? Riccardo ha provato a farlo nel suo post di ieri... :-)
P.S.: Il titolo del post è ispirato alla frase pronunciata in dialetto pescarese da una mia conoscente – la quale a sua volta potrebbe aver citato 'Nduccio – che mi ha divertito parecchio. :-D A proposito di comici abruzzesi, questa sera alle ore 21:30 presso il Palacongressi di Montesilvano andrà in scena lo spettacolo È la fine del mondo con Marco Papa, Vincenzo Olivieri e Tiziana Di Tonno, i quali promettono di far morire tutti... dal ridere!

giovedì 20 dicembre 2012

Fiabe della buonanotte

Nella fiaba di Cappuccetto Rosso, quando la giovanissima (e non troppo sveglia, diciamolo) protagonista, rivolgendosi alla sedicente nonna, esclama «Che bocca grande che hai!», si sente inaspettatamente rispondere, da quello che in realtà è il lupo: «Per mangiarti meglio!». Alzi la mano chi, sentendosi raccontare la storia da bambino, a questo punto non ha avvertito un brivido lungo la schiena...
Ma dove voglio andare a parare? Beh, si dà il caso che oggi Google abbia voluto celebrare il duecentesimo anniversario delle Fiabe del focolare (in tedesco Kinder- und Hausmärchen, ossia Fiabe per bambini e famiglie) dei fratelli Grimm con un doodle interattivo ispirato proprio alla fiaba summenzionata, che puoi vedere in azione nel video qua sotto: eh no, un'immagine statica non funziona altrettanto bene... :-)


Tra le fiabe (non favole... la differenza è spiegata qui) più celebri pubblicate dai due padri fondatori della germanistica (tu li conoscevi come tali? Beh, io no...) vi sono, oltre appunto a Cappuccetto Rosso, altri classici del genere come Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio e Biancaneve e i sette nani. A due secoli di distanza, la casa editrice Donzelli ha pubblicato un libro che raccoglie numerose fiabe dei fratelli Grimm sconosciute ai più.
Se il lupo cattivo può causare problemi d'insonnia ai più piccini, non tutti sanno che le versioni originali e non edulcorate di svariate fiabe che sono giunte fino a noi erano ancor più spaventose: il mese scorso, nel blog di Valerio Di Stefano, ho letto un interessante post al riguardo. Prevedo che prima o poi anche le versioni più truci e inquietanti finiranno sul grande schermo... e che quel giorno sarà un problema convincere i bambini che non puoi portarli al cinema a vedere La sirenetta (la cui storia la conoscevo nella versione disneyana anziché in quella che ci è stata tramandata da Hans Christian Andersen) perché il film è vietato ai minori di quattordici anni! ;-)

martedì 18 dicembre 2012

Una fiaba in musica

Pur non potendo definirmi una patita di musica classica, ci sono delle composizioni che ascolto sempre volentieri; mi riferisco in particolare ai brani composti da Pëtr Il'ič Čajkovskij [che se non fosse stato per il copia&incolla forse avrei traslitterato semplicemente come Ciaicoschi ;-)] per accompagnare il fiabesco balletto Lo Schiaccianoci. Questo spettacolo mi piace non tanto per la storia (che ha ispirato più di un film, l'ultimo dei quali nel 2010) o per le coreografie (anzi, non mi pare di averlo mai visto sul palcoscenico), quanto per le magnifiche melodie, in primis quella dello splendido Valzer dei fiori, che ti propongo qui di seguito sotto forma di video scovato per l'occasione su YouTube.


P.S.: Se mi è venuto in mente di scrivere questo post proprio oggi, 18 dicembre 2012, è perché il signor Google mi ha informata mediante l'ormai tradizionale doodle che proprio in data odierna ricorre il centoventesimo anniversario della prima del balletto. :-)


martedì 11 dicembre 2012

Un film per bambini... di tutte le età! :-)

Domenica mattina ho avuto il piacere di assistere, presso il multisala The Space di Montesilvano, all'anteprima gratuita di Ralph Spaccatutto, il nuovo lungometraggio animato della Disney prodotto dal grande John Lasseter. Ero venuta a conoscenza dell'evento, e della possibilità di richiedere gli ingressi omaggio, in qualità di iscritta alla newsletter del cinema.
Più significativo di qualunque giudizio che io possa esprimere in merito è il seguente consiglio che io ti rivolgo: fa' contento il fanciullo che alberga nel tuo cuoricino, vallo a vedere! :-) In attesa di poterlo fare (l'uscita nelle sale è prevista per il 20 dicembre prossimo), goditi pure il trailer qua sotto.


Ebbene sì, il film è davvero avvincente, soprattutto (ma non solo) per gli appassionati videogiocatori di oggi e di ieri, in quanto la storia è ambientata appunto nel mondo dei videogame. Nel corso del film si susseguono trovate divertenti e brillanti: per citarne soltanto due, l'omaggio ai Konami Code, rievocati a suo tempo da Paolo Attivissimo, e l'importante ruolo svolto dalla reazione tra Coca-Cola Light e Mentos. Manco a dirlo, la grafica mi è sembrata di ottimo livello... e sono curiosa di sapere se il 3-D è all'altezza (la proiezione a noi riservata era "solo" in 2-D). A mio avviso non va sottovalutato neppure il messaggio edificante veicolato dalla storia, comunque.
La trama in breve: Ralph è il cattivo del videogioco arcade Felix Aggiustatutto, il cui protagonista ha il compito di riparare con un martello magico i danni fatti dal suo nerboruto antagonista. Non potendone più di fare la parte del villain, con tutti gli svantaggi che ciò comporta (vivere in una discarica, essere snobbato dai vicini di casa...), Ralph si mette d'impegno per conquistare una medaglia da eroe. Nell'impresa la sua strada si incrocerà con quella di un'altra "reietta" del mondo videoludico, la giovanissima Vanellope von Schweetz: la sua unica colpa è quella di essere un glitch, in pratica un errore di programmazione.
Il film è ricco di riferimenti a videogiochi "vintage" come Pac-Man, Q*bert e Sonic (lasciando da parte i videogame più moderni e quelli d'azione, perché non li conosco quasi per niente). Invece Felix Aggiustatutto, che richiama sotto vari aspetti Donkey Kong, e gli altri due videogame che rivestono un "ruolo" di primo piano nel film, ovvero Sugar Rush (un videogioco di kart basato su Super Mario Galaxy e Mario Kart, ma ambientato nel paese dei dolciumi) e Hero's Duty (uno sparatutto in prima persona ispirato a Halo, Call of Duty, Gears of War e Time Crisis) sono semplicemente una creazione degli sceneggiatori, sia pur definita fin nei minimi dettagli. O almeno così credevo, fino a quando non ho appreso da Wikipedia che «Activision sta lavorando a un videogioco per console che includerà Fix-It-Felix, Sugar Rush e Hero's Duty. Inoltre sono in arrivo i videogiochi online di ciascuno dei tre titoli». Evvai!!! :-D Ma... guarda guarda, esiste già un'app per Android che unisce Pensa a tutto Felix Jr. (in pratica Felix Aggiustatutto, dalla grafica rigorosamente a 8 bit) a una versione semplificata di Hero's Duty e di Sugar Rush!? Inutile dire che l'ho installata al volo... e trovo che valga sicuramente di più dei 78 centesimi che mi è costata! :-D
Una curiosità: uno dei personaggi minori del film, la mentina Aspro Bill, sfoggia un marcato accento toscano. Naturale, visto che a doppiarlo è stato un livornese DOC come Paolo Virzì... :-) (nella versione originale la voce appartiene a Rich Moore, il regista del film)
Last but not least, è da non perdere anche Paperman, il cortometraggio che, come da tradizione disneyana, precede il film vero e proprio. Semplice ma davvero suggestivo, dall'irresistibile fascino rétro: basti dire che è tutto in bianco e nero! :-)

lunedì 3 dicembre 2012

Da consumarsi entro il...

Può succedere a chiunque (ossuvvia, mica sarà capitato solo a me?! ;-)) di ripescare dal frigo o dalla dispensa qualche alimento acquistato da tempo, e di accorgersi che oramai è scaduto. Allora che si fa? Lo si deve proprio buttar via, rinunciando a consumarlo per timore che possa far male (penso specialmente a yogurt, latte e latticini)? Beh, non sempre: anche se in linea di principio la data di scadenza sulle confezioni va rispettata, poiché solo entro tale data il produttore garantisce il mantenimento delle caratteristiche sensoriali e la presenza di una carica batterica al di sotto dei limiti ritenuti pericolosi, ci sono alcuni casi in cui un'eccezione non comporta rischi, e soprattutto previene sprechi evitabili. Spulciando la newsletter de Il Fatto Alimentare, che ogni settimana mi fornisce informazioni molto interessanti da quando mi sono iscritta mesi fa, ho avuto modo di leggere alcuni articoli che illustrano i consigli degli esperti per non correre rischi limitando al contempo gli sprechi: basti dire che, secondo stime accreditate, ben l'8% della spesa alimentare domestica finisce nel cestino dei rifiuti...
Riguardo alla scadenza, particolare attenzione va riservata agli alimenti freschi, che con il passare del tempo registrano alterazioni chimiche e la crescita di microbi in grado di alterare le caratteristiche nutrizionali e a volte organolettiche; la loro durata è correlata al rispetto della catena del freddo, ragion per cui è importante assicurarsi che il frigorifero di casa raffreddi a sufficienza!



Ecco qui di seguito alcuni consigli pratici che ho tratto dal video qui sopra e da questo articolo (che comunque ti invito caldamente a leggere per intero, in quanto fornisce ulteriori dettagli degni di nota).
  • Il latte fresco di alta qualità per legge scade sette giorni dopo il confezionamento, ma se conservato bene in frigorifero si può tranquillamente bere uno-due giorni dopo.
  • Lo yogurt scaduto da sette-dieci giorni si può consumare senza problemi, se non ci sono rigonfiamenti o muffe.
  • Per le uova la legge fissa la scadenza entro ventotto giorni dalla deposizione, ma i microbiologi consigliano di consumarle otto-dieci giorni prima.
  • Le insalate in busta conviene consumarle uno-due giorni in anticipo; se rimangono qualche ora a temperatura ambiente, le foglie si afflosciano e perdono fragranza.
  • La mozzarella va portata a tavola almeno sette-dieci giorni prima della scadenza, così come la robiola e la ricotta; la regola vale anche per il salmone affumicato.
Per la carne e il pesce freschi rimando a quest'altro articolo, mentre qui potrai trovare informazioni utili riguardanti altre categorie merceologiche (pasta, biscotti, pelati...).

venerdì 30 novembre 2012

Dalla superluna alla microluna

Mercoledì sera, in un cielo che si era provvidenzialmente rasserenato, splendeva una magnifica luna piena; per essere pignoli, spulciando le pagine dell'astrofilo Marco Menichelli, il plenilunio si era verificato alle ore 15:46 circa. A differenza per esempio del 19 marzo 2011 o del 6 maggio di quest'anno, comunque, stavolta non eravamo affatto in presenza di una superluna, bensì al contrario di una microluna. L'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Super Moon vs. Micro Moon mostra chiaramente le diverse dimensioni apparenti nei due casi.


Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione.
Hai visto la grande, luminosa, bella luna piena mercoledì sera? Si trattava in realtà di una microluna! Quella sera la più piccola luna piena del 2012 ha raggiunto il suo massimo solo quattro ore circa prima dell'apogeo, il punto più lontano dalla Terra nell'orbita ellittica della Luna. D'altra parte, il 6 maggio di quest'anno, una superluna piena era prossima al perigeo, il punto più vicino della sua orbita. La dimensione apparente relativa della microluna del 28 novembre (a destra) viene posta a confronto con la superluna del 6 maggio in questi due pannelli, che abbinano immagini telescopiche acquisite a Bucarest da Catalin Paduraru. La differenza di dimensione apparente corrisponde a una differenza di distanza di poco meno di 50mila chilometri tra apogeo e perigeo, posto che la distanza media Terra-Luna è di circa 385mila chilometri. Quanto tempo bisognerà aspettare per vedere un'altra microluna piena? Fino al 16 gennaio 2014, quando la fase di plenilunio si verificherà a circa tre ore dall'apogeo.

giovedì 29 novembre 2012

I did survive, but...

Forse ricorderai che lo scorso 5 novembre mi sono a malincuore congedata dal mio inseparabile smartphone che aveva bisogno di assistenza: quel giorno l'ho consegnato all'addetto della CEA Telecomunicazioni, il centro di raccolta indicatomi dal call center della casa produttrice, e lì sono stata informata che l'avrei riavuto indietro entro un paio di settimane. Caspita, l'operatrice aveva parlato di tre-quattro giorni lavorativi! :-O Ma evidentemente il viaggio di andata e ritorno per il laboratorio, situato dalle parti di Como, non era incluso nella previsione. La settimana successiva ho richiamato un paio di volte il call center per assicurarmi che tutto stesse procedendo a dovere... e finalmente venerdì 16 novembre ho ricevuto dalla CEA un sms che mi invitava a ritirare il "prodotto" presentando la ricevuta che mi era stata data alla consegna. Va da sé che mi ci sono fiondata, ho ritirato il cellulare, fortunatamente senza pagare nulla poiché l'intervento era coperto dalla garanzia, sono tornata a casa, ho reinserito SIM, scheda SD e batteria, l'ho riacceso, ho aspettato che si concludesse l'interminabile procedura di avvio (già, perché gli smartphone non sono mica come i telefonini normali, che li accendi e nel giro di una manciata di secondi sei già in condizione di telefonare), ho fatto una chiamata di prova, e... poffarbacco, la mia voce giungeva al mio interlocutore debolissima, praticamente inudibile! :-( Benché risultassero effettuate alcune lavorazioni, ovvero aggiornamento SW, riparazione elettrica e taratura, il malfunzionamento del microfono per cui avevo fatto ricorso all'assistenza era rimasto tale e quale. Allora ho riportato il cellulare alla CEA, da dove è ripartito per il centro di riparazione corredato dalla seguente descrizione del problema: «RITIRATO CON STESSO DIFETTO, NO MICROFONO» (la volta scorsa era «MICROFONO NON VA»). A questo punto ho atteso con pazienza che mi facessero sapere, resistendo alla tentazione di contattare il call center... fino ad oggi, 29 novembre, quando ho finalmente ricevuto l'agognato messaggino. Reimpadronitami del mio gingillo, stavolta ho pensato bene di testarlo direttamente sul posto: con esito negativo, purtroppo. :-( L'addetto ha provato anche lui il telefono, confermando il malfunzionamento ed offrendosi di rispedire il telefono per la terza volta: «Faccio un casino», ha aggiunto. Sul momento ho declinato la cortese proposta con rassegnazione: meglio tenermi il telefono così com'è, ché la "disintossicazione" è durata fin troppo e non mi va di fare a meno del mio assistente digitale personale per un altro paio di settimane... con il rischio di ritrovarmelo poi nello stesso identico stato. Per le telefonate posso sempre arrangiarmi grazie all'auricolare, poi alla prima occasione utile conto di passare ad un modello nuovo e meno obsoleto, ché questo qua aveva cominciato già da un bel po' a starmi stretto, soprattutto per l'annoso problema della memoria interna limitata che dovevo fare i salti mortali per gestire: anche (ma non solo) per questo motivo, mesi fa, avevo deciso di affiancargli il tablet, che peraltro esibisce prestazioni nettamente superiori. Poi chissà, magari la notte porta consiglio e domattina riconsidererò la possibilità di accogliere la proposta del tecnico! ;-) Intanto ti risparmio qualsivoglia commento che è meglio, tanto mi pare che i fatti siano abbastanza eloquenti di per sé. :-/
[L'immagine è tratta da Donna Moderna]

domenica 25 novembre 2012

Tutti diversi ma tutti uguali

Un recente spot dell'IKEA mostra, fra i vari personaggi, una coppia di uomini che viene rappresentata con la massima naturalezza, come a mio parere è giusto che sia e come del resto è assolutamente normale secondo una mentalità di ampie vedute come quella scandinava. La reazione di Insy Loan, gay dichiarato, è stata comprensibilmente assai positiva... solo che poi, leggendo i commenti al video lasciati dai miei connazionali su YouTube e su Facebook, c'è da mettersi le mani nei capelli. Altro che «Basta poco per cambiare»: in Italia ce n'è ancora parecchia, di strada da fare prima che si arrivi a una completa accettazione di chi è "diverso" (ma Diverso da chi?, viene da chiedersi, citando il titolo di un film brillante e intelligente interpretato da Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro). Il fatto che due omosessuali dichiarati come Nichi Vendola e Rosario Crocetta siano stati eletti governatori rispettivamente di Puglia e Sicilia, regioni situate in un'area geografica considerata conservatrice come il Sud Italia, poteva far ben sperare... ma poi nel blog di Sally Cinnamon ho letto il resoconto del suo sconcertante battibecco con un iscritto del PD, rivelatosi incredibilmente omofobo alla faccia del progressismo, e di nuovo mi sono messa le mani nei capelli.
A proposito di Vendola, oggi è il giorno delle primarie del centrosinistra (che facciamo prima a chiamare primarie e basta, se è vero che a quanto pare quelle del Pdl andranno a monte) che lo vedono tra i candidati alla carica di premier alle prossime elezioni politiche. Anche se non ci spero più di tanto, trovo che una sua vittoria sarebbe importantissima per rifondare una sinistra degna di tale nome... e in ogni caso, come ha scritto Leonardo, «Un voto per Vendola al primo turno è tutt'altro che un voto inutile: [...] mi piacerebbe che i due sfidanti al ballottaggio scoprissero di dover contendersi un 30 o addirittura un 40% di voti a sinistra». Intanto mi sembra il caso di sottolineare che Nichi Vendola [o chi per lui ;-)] ha fornito una risposta soddisfacente alle domande raccolte dallo staff di Intervistato.com, a differenza di Matteo Renzi.
P.S.: Benché fosse in tema, il drammatico caso del quindicenne romano che si è tolto la vita perché non ha retto alle prese in giro dei coetanei per la sua "diversità" ho preferito lasciarlo da parte, in quanto si tratta di una vicenda particolarmente delicata e non priva di aspetti poco chiari, su cui non me la sento di sbilanciarmi. Mi limiterò a linkare la rubrica di Massimo Gramellini al riguardo.

venerdì 23 novembre 2012

Loro san parlar d'amore...

Ieri pomeriggio ho assistito allo spettacolo Non dovevamo parlar d'amore?, one-man show di Corrado Tedeschi organizzato da GeMA Ticket per una buona causa: il sostegno all'AGBE (Associazione Genitori Bambini Emopatici), ente costituitosi a Pescara nel 2000 per offrire assistenza socio-sanitaria ai piccoli pazienti oncoematologici dell'ospedale e alle loro famiglie.
Nel corso dello spettacolo, durato poco più di un'ora, a tratti Tedeschi (che è pur sempre un ottimo attore, sebbene i più probabilmente lo conoscano soltanto nelle vesti di conduttore televisivo) si dilungava in divagazioni semiserie sull'amore passando dalla sfera autobiografica a riflessioni di più ampio respiro, mentre in altri momenti scendeva tra il pubblico in cerca di spettatori da coinvolgere [e meno male che io non ero seduta troppo avanti... comunque, per palesare la mia indisponibilità, facevo ogni volta finta di guardare da tutt'altra parte! ;-)]. A queste scene il protagonista alternava momenti in cui recitava alcuni classici della poesia d'amore di tutti i tempi... ed è di questo che parlerò nel seguito.
Del sommo Dante Alighieri, Tedeschi ha declamato Tanto gentile e tanto onesta pare ed un frammento del celeberrimo Canto V dell'Inferno, quello che vede protagonisti Paolo e Francesca, il cui verso «Amor, ch'a nullo amato amar perdona» ha ispirato pure big della musica leggera contemporanea come Antonello Venditti, Jovanotti e Raf. C'è stato poi spazio per autori non di lingua italiana come William Butler Yeats (He wishes for the cloths of heaven), Jacques Prévert (Cet amour) e Edmond Rostand: per l'occasione ho (ri)scoperto che «un apostrofo rosa tra le parole "t'amo"» (in lingua originale «Un point rose qu'on met sur l'i du verbe aimer», un puntino rosa che si mette sulla i del verbo aimer, amare) non è che una delle definizioni di bacio elencate nel Cyrano de Bergerac, e neppure quella maggiormente degna di nota, a mio modesto avviso... e pazienza per la non troppo originale rima fleur/cœur! ;-) Riporto qui di seguito la traduzione dei versi che seguono quello sopra citato: «È un segreto che prende la bocca per orecchio, / un istante d'infinito che ronza come un'ape, / una comunione che sa di fiore, / un modo di respirarsi un po' il cuore / e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell'anima!».
Ma la poesia che in un certo senso mi ha colpita di più, per quanto la conoscessi già, è stata quella di Stefano Benni: la più appassionata e romantica dichiarazione d'amore che si possa immaginare... fino al penultimo verso, perlomeno! ;-)

giovedì 22 novembre 2012

Per una pelle naturalmente bella

Non so se ricordi che di recente mi ero "candidata" per partecipare alla campagna ViviVerde Coop lanciata da Zzub.it. Ebbene, poco tempo dopo ho avuto il piacere di essere prescelta... ed oggi è finalmente giunto il momento di mettere per iscritto le mie impressioni sui prodotti che ho avuto modo di provare!
I kit che ho ricevuto includevano tre tubetti in formato ridotto: uno di crema viso idratante protettiva (indicata per pelli normali e miste), uno di crema corpo idratante protettiva (per tutti i tipi di pelle) e uno di latte detergente delicato (per pelli secche e delicate). Dico subito che, pur non avendo affatto la pelle secca, sono rimasta davvero soddisfatta dall'effetto che il latte detergente ha sul mio viso... ma così soddisfatta che, appena pochi mesi dopo aver preso su consiglio dell'estetista la buona abitudine di usare il tonico, mi sa che finirò per aggiungere alla mia quotidiana routine di bellezza (?!) pure il latte detergente. La crema idratante è molto gradevole e nutriente e, sebbene si tratti di una crema da giorno, la trovo ideale da spalmare sul viso la sera prima di andare a dormire (per quanto la linea ViviVerde comprenda anche una crema rivitalizzante protettiva specifica per la notte); il fatto è che, avendo un tipo di pelle a tendenza grassa, prima di uscire di casa preferisco usare creme opacizzanti che mi aiutino a contrastare l'antiestetico "effetto lucido" senza obbligarmi ad andare di fondotinta e cipria tutte le sante mattine (ebbene sì, mi trucco solo per le grandi occasioni). Voto positivo anche per la crema corpo, che non solo rende la pelle più morbida ed elastica ma si assorbe con una certa facilità: requisito fondamentale, dal mio punto di vista.
Tutti i prodotti che ho provato sono piacevoli da applicare per consistenza e profumazione... ma l'aspetto che veramente li caratterizza è la loro naturalità (termine non comune, ma esiste, ho controllato!): hanno infatti almeno il 98% di ingredienti di origine naturale, provenienti da agricoltura biologica, non sono testati su animali e sono privi di oli minerali, parabeni, siliconi, coloranti, PEG e polimeri sintetici. Inoltre la sicurezza della loro formulazione è certificata da test dermatologici. Infine, fattore non certo da sottovalutare soprattutto di questi tempi, hanno senz'altro un prezzo concorrenziale rispetto a quelli di altre marche del settore...
Poiché ho la fortuna di avere un Ipercoop a breve distanza da casa, credo che ne approfitterò per provare qualche altro prodotto della linea cosmetica ViviVerde, come il gel detergente (che ormai uso al posto del sapone per lavarmi il viso) e il tonico purificante (del quale, come dicevo, non posso più fare a meno). Se in futuro alla linea ViviVerde venisse aggiunta una crema specifica per il contorno occhi, non avrei davvero più nulla da chiedere... Attendo fiduciosa! :-)

martedì 20 novembre 2012

La dura vita della popstar

Correva l'anno 2002: uno dei tormentoni musicali che imperversarono nel corso di quell'estate fu Kiss Kiss, cover del brano turco Şımarık di Tarkan interpretata dalla cantante australiana Holly Valance. Non credo di esagerare se affermo che quel singolo ebbe successo più per il video ad elevato tasso sechisy, con inquadrature tali da lasciare ben poco spazio all'immaginazione, che per la sua qualità intrinseca. Passata l'onda di quella hit, avrei giurato che la giovanissima popstar fosse finita nella nutrita schiera delle meteore provenienti dal mondo dello spettacolo... finché sere fa non ho letto il suo nome nei titoli di coda di un film. Si trattava di Io vi troverò (Taken), che ho voluto vedere per giungere preparata alla visione del sequel Taken 2 – La vendetta, fino a pochi giorni fa nelle sale. [Per inciso, entrambe le pellicole mi sento di consigliarle a chi ama i film d'azione... e non è troppo esigente nei riguardi del realismo delle storie narrate! ;-)] Ebbene sì, Holly Valance ha detto addio al mondo della musica per mettersi, o meglio tornare, a fare l'attrice: debuttò infatti in una soap opera. In Taken l'ex cantante pop ricopriva un ruolo pressoché autobiografico, quello della popstar Sheerah. Riporto un paio di scambi di battute tra lei e il protagonista, l'ex agente della CIA Bryan Mills, impersonato da Liam Neeson.
Bryan: Mi scusi, signorina, non è il momento più adatto, ma ho una figlia che vorrebbe fare la cantante, e mi chiedevo se aveva un consiglio da darle.
Sheerah: Sì, ce l'ho. Le dica di scegliere un'altra carriera.
Trascorsi parecchi movimentati minuti...
Sheerah: Così sua figlia vuole fare la cantante.
Bryan: Sì, da quando aveva cinque anni.
Sheerah: Non è come tutti credono che sia. Quando l'incantesimo svanisce, restano tante camere d'albergo... tanti aeroporti...
Quest'ultima battuta potrebbe averla scritta Holly in persona. Infatti tempo fa la cantante dichiarò testualmente: «Ho perso un po’ di passione per la musica, mi piace molto scrivere e probabilmente continuerò a farlo sempre, ma non credo di voler essere sempre fuori tutto il tempo. È stato solo aeroporti e alberghi, e quando si perde la passione per qualcosa di simile, diventa davvero difficile, perché bisogna dare il 150% per tutto il tempo». Ciò spiega perché la ragazza abbia finito per riscoprire il suo primo amore artistico, la recitazione, lasciandosi alle spalle i successi discografici e gli stress annessi e connessi. Probabilmente è ancora presto per stabilire se dalla sua scelta di carriera il mondo del cinema abbia guadagnato più di quanto quello della musica ci abbia rimesso... ;-)
[L'immagine, la quale non è altro che un fotogramma di Taken, l'ho presa da HotFlick.net]

lunedì 19 novembre 2012

Come scaricare da Vimeo

Questa sera voglio segnalare brevemente una comodissima estensione per Mozilla Firefox che ho scoperto per caso mentre cercavo un modo per scaricare filmati da Vimeo in assenza dell'apposito pulsante per il download; i due addon che avevo installato in precedenza, Video DownloadHelper e Easy YouTube Video Downloader, non servivano allo scopo, e KeepVid con il suo pratico bookmarklet non sempre funzionava a dovere. È così che ho trovato MP4 YouTube Downloader (qui il relativo sito web), che a dispetto del nome supporta anche Vimeo (e Dailymotion), oltre a YouTube. Tale estensione permette di scaricare video in formato MP4 semplicemente cliccando sul pulsante Download Video as MP4 che viene visualizzato sotto i video incorporati nelle pagine web; anche alla barra di navigazione viene aggiunto un pulsante specifico, caratterizzato dal logo sopra riportato (ulteriori modi per effettuare il download sono elencati qui). Nota bene: a differenza di altre estensioni, MP4 YouTube Downloader per impostazione predefinita tenta di assegnare al file lo stesso identico nome assegnato al video, e quindi, se questo contiene caratteri non ammessi (asterisco, virgolette, punto interrogativo, due punti, slash, backslash, barra verticale, maggiore, minore), dovrai modificarlo manualmente. Comunque non è un gran problema, vero? :-)

giovedì 15 novembre 2012

Una ragione di più per scegliere LibreOffice

Siccome oggi è finalmente capitato che mi tornasse utile, colgo l'occasione per condividere sul blog una cosa che ho imparato assistendo al talk di Fabio Riccio su Mageia nel corso del LinuxDay organizzato il 27 ottobre scorso dal Telug presso l'Istituto Tecnico "Pascal" di Teramo. Sto parlando di un modo semplice e soprattutto gratis [altro che Adobe Acrobat! ;-)] per apportare modifiche a documenti in formato PDF mantenendone inalterato (o quasi) il layout.
Tutto quello che ti occorre è LibreOffice Draw, uno dei programmi che fanno parte della suite per ufficio libera e open source LibreOffice. Devi semplicemente usarlo per aprire il PDF che ti interessa ritoccare: te lo ritroverai tutto "scomposto" in caselle di testo che potrai modificare, aggiungendone eventualmente di nuove se necessario. Forte, vero? :-) Potrai salvare la versione aggiornata selezionando Esporta nel formato PDF... dal menu File e poi cliccando su Esporta, mentre il file originario rimarrà intatto. L'unica limitazione è che il metodo è applicabile soltanto a file non protetti, comunque... shhh, non dirlo a nessuno, ma mi risulta che in Rete di programmini per rimuovere le protezioni se ne trovino a iosa! ;-)
Ogni occasione è buona per ribadire che nella stragrande maggioranza delle situazioni il mondo del software libero presenta alternative validissime alle soluzioni proprietarie. Per risultare più credibile, menzionerò un paio di difettucci che LibreOffice presenta rispetto a Microsoft Office, che acquistai anni fa nell'edizione Home and Student 2007 prima di scoprire OpenOffice, di cui LibreOffice rappresenta un fork nato in seguito all'acquisto di Sun Microsystems da parte di Oracle. LibreOffice è decisamente più lento ad avviarsi, e trovo che il suo editor di equazioni lasci un tantino a desiderare. Ben poca cosa, se si considera che LibreOffice è del tutto gratuito mentre Office bisogna pagarlo profumatamente, a meno (non sia mai!!!) di procurarselo piratato... :-)

mercoledì 14 novembre 2012

Benvenuti all'UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici)

L'avevo preannunciato, e non mi sono tirata indietro: lunedì, nello stesso giorno in cui il sito del PD presentava il confronto televisivo tra i cinque candidati del centrosinistra alle primarie utilizzando questa immagine tanto virale quanto discussa (lo stesso Matteo Renzi se ne è dissociato, per dire)...


... mi sono recata in uno degli uffici elettorali situati a Pescara per sottoscrivere l'appello "Italia Bene Comune" ed iscrivermi all'albo degli elettori lasciando un "obolo" di 2 euro [contributo minimo previsto... e l'incaricato non ha neanche provato a chiedermi se desiderassi versare di più ;-)]. In cambio ho avuto la ricevuta del versamento ed il certificato di elettrice del centrosinistra che dovrò presentare al seggio, assieme a un documento di identità e alla tessera elettorale, per votare al primo turno e all'eventuale ballottaggio. La carta d'identità mi è stata richiesta anche all'atto dell'iscrizione, mentre la tessera elettorale non ho dovuto presentarla, ma è stato sufficiente che indicassi il numero della sezione elettorale dove voto abitualmente. Dopodiché mi è stato comunicato in quale seggio dovrò votare il 25 novembre (ed eventualmente il 2 dicembre) prossimo: in un luogo differente da quello in cui mi sono registrata, manco a dirlo. :-/
Il confronto televisivo in stile X Factor (non per niente in quelle ore su Twitter imperversava l'hashtag #csxfactor) me lo sono perso, poiché credevo erroneamente che fosse visibile soltanto agli abbonati Sky, e non anche in chiaro su Cielo e in streaming: lo recupererò in Rete nei prossimi giorni, dopodiché deciderò per chi votare... escludendo magari Laura Puppato e Bruno Tabacci, che suppongo siano già rassegnati al ruolo di outsider.

lunedì 12 novembre 2012

Oppa Gangnam Style!

In una televisione sempre più in crisi di ascolti, c'è almeno un talent show di Raiuno che fa eccezione: le sue due edizioni, entrambe andate in onda nel 2012, hanno avuto un successo tale che, terminata la seconda, è subito cominciato ed è attualmente in corso il torneo nel quale si sfidano i migliori in assoluto. Sto parlando di Tale e Quale Show, una gara tra vip che si cimentano nell'imitazione di personaggi celebri del mondo della canzone; per rendere più evidente la somiglianza, vengono vestiti, pettinati e truccati in maniera del tutto simile all'originale, tanto che spesso c'è da rimanere a bocca aperta. La seconda edizione è stata vinta da Giò Di Tonno: sebbene questo tipo di performance non abbia granché a che vedere con la luminosa carriera che mi sarei aspettata per lui dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2008 [se non ti ho mai detto quanto mi è piaciuto il suo album Santafè, il cui titolo si riferisce allo scherzoso nomignolo dato dagli "autoctoni" al quartiere di Santa Filomena, al confine tra Pescara e Montesilvano, dove lui è cresciuto, lo faccio adesso], sempre meglio della volontaria presa in giro a cui si sono sottoposti in Ex i Jalisse, vincitori di Sanremo 1997. Nel corso della seconda edizione Giò ha imitato i cantanti seguenti: Gino Paoli, Franco Califano, Zucchero, Tiziano Ferro, Mino Reitano, Amedeo Minghi, Riccardo Cocciante e Louis Armstrong. Venerdì scorso, durante la prima puntata del torneo, ha vestito i panni di Tom Jones, ma senza convincere granché. La serata è stata invece vinta da Gabriele Cirilli, che per una volta ha accantonato la sua bella voce tenorile ed ha imitato il rapper sudcoreano PSY, «famoso in Corea per le coreografie comiche e colorate che accompagnano le sue canzoni e per il suo senso dell'umorismo», interpretando il tormentone del momento: Gangnam Style. Ecco qui sotto l'esibizione di Cirilli.



Anche se il comico sulmonese [Abruzzo rules! :-)] è stato bravissimo, devo ammettere che preferisco senz'altro l'originale. Ebbene sì, mi mette troppo di buonumore la canzone... ma soprattutto il video! :-D



Il successo di Gangnam Style è esploso su YouTube, dove il relativo video ha racimolato una quantità di like da Guinness dei Primati, per poi dilagare ovunque. Basti dire che sabato scorso, nella splendida cornice di Piazza del Popolo a Roma, migliaia e migliaia di persone hanno preso parte ad un colossale flash mob ballando sulle note del popolarissimo singolo K-pop (presumibilmente la coreografia l'avevano preparata studiando questo video). A molti la cosa non è piaciuta affatto, come dimostra questa immagine che ho scovato su Facebook...


... ma a me è sembrata un'iniziativa divertente. Nella vita un po' di sana evasione ogni tanto ci vuole, che diamine! :-)
Visto che l'unica parte del testo di Gangnam Style che ero riuscita a capire era «Hey Sexy Lady» (no, non è affatto una cover di Shaggy...), sono andata in cerca del testo, che trovato qui: dopo la versione originale, segue quella in inglese e poi la traduzione in italiano. Decisamente per quest'ultima non si può fare affidamento su Google Translate... ;-)

domenica 11 novembre 2012

Morgensonne Abruzzen

Visto che bella, l'odierna foto del giorno del National Geographic? «Wildflowers in the morning sun», fiori di campo nel sole del mattino...


Te la segnalo non soltanto per la sua qualità intrinseca, ma anche perché le montagne immortalate si trovano nella regione in cui vivo, l'Abruzzo. Faccio notare che la foto, scelta fra quelle partecipanti all'edizione 2012 del prestigioso National Geographic Photo Contest, non è opera di un italiano, bensì del tedesco Steffen Springstein, che alle bellezze abruzzesi ha dedicato un'intera galleria fotografica sul suo sito (il titolo di questo post l'ho tratto dal suo album su Flickr). Anche se non è per niente insolito, fa sempre piacere constatare come le attrattive turistiche della zona vengano conosciute ed apprezzate anche all'estero! :-)
Riesci ad individuare la località raffigurata? Se no, eccoti un aiutino (beh, neanche tanto -ino): l'estate scorsa pure io ho scattato qualche foto da quelle parti (devo comunque riconoscere che, se non avessi letto la didascalia qui, forse non avrei mai indovinato il posto... ;-)).

venerdì 9 novembre 2012

Guarda mamma, un UFO enorme!

Ad appena un paio di settimane di distanza da un altro post analogo, torno a occuparmi di nuvole dalla forma bizzarra, segnalando anche questa volta una mirabile fotografia pubblicata in Astronomy Picture of the Day, dal titolo Lenticular Clouds Over Washington.


Ecco qui di seguito la traduzione della relativa spiegazione...
Quelli vicino alla montagna sono forse degli UFO? No, sono delle nubi lenticolari multistrato. L'aria umida costretta a fluire verso l'alto attorno alle cime delle montagne può creare nubi lenticolari. Le goccioline d'acqua condensano dall'aria umida raffreddata al di sotto del punto di rugiada, e le nubi sono gruppi opachi di goccioline. Le onde nell'aria che normalmente si vedrebbero in orizzontale possono perciò essere viste in verticale, per via dei differenti livelli a cui si formano le nuvole. Ci sono giorni in cui alla città di Seattle, nello stato di Washington, si presenta un insolito spettacolo celeste quando si formano nubi lenticolari vicino al monte Rainier, una grande montagna che svetta a meno di cento chilometri a sud-est della città. Questa immagine di un gruppo spettacolare di nubi lenticolari è stata scattata a dicembre 2008 da Tim Thompson.
P.S.: Il titolo che ho scelto è ispirato alla simpatica menzione del post di cui sopra fatta da Mitì Vigliero su Twitter. Se qualcuno ha pensato di poterne dedurre che io fossi appassionata di ufologia, mi dispiace doverlo disilludere... ;-)

mercoledì 7 novembre 2012

Occhio alle false notifiche di Facebook

Prima di andare a nanna, giusto un post veloce veloce per segnalare il messaggio di phishing che è arrivato oggi in due copie quasi identiche al mio indirizzo e-mail principale: sì, proprio quello iscritto a Facebook (figuriamoci se i truffatori potevano trascurare un'enorme miniera di potenziali prede come il bacino di utenza del social network più popolare del globo). L'oggetto è Here's some activity you have missed on Facebook. Ecco qui sotto il corpo del messaggio...


Come puoi notare, ha un layout che lo rende difficilmente distinguibile dalle notifiche autentiche provenienti dal celebre sito. Solo che:
  1. il messaggio non è localizzato in italiano come quelli che mi arrivano di solito da Facebook;
  2. l'indirizzo del mittente non pare proprio aver nulla a che vedere con la creatura di Mark Zuckerberg & company, visto che è noreply+72x4fnezc8bu@eagle135.startdedicated.com (comunque mai fidarsi del mittente apparente, che si può falsificare con estrema facilità);
  3. tutti i link contenuti nel messaggio puntano all'URL http://omdea.com.tr/safest.html, che risulta essere un sito per la vendita online di farmaci.
Magari di indizi sulla natura a dir poco sospetta del messaggio se ne potrebbero trovare anche altri... ma direi che questi bastano e avanzano per spedirlo dritto dritto nel cestino. Non mi stancherò mai di ripeterlo: prudenza!
[Se lo spam continua a prosperare, se ne può dedurre che si tratta di un'attività redditizia: evidentemente un numero niente affatto trascurabile di persone continua a cascarci, purtroppo :-/]

lunedì 5 novembre 2012

I will survive

In questo momento vorrei cantare come Gloria Gaynor: «At first I was afraid, I was petrified / Kept thinking I could never live without you by my side». Ebbene sì, è in corso una sorta di moderno esperimento scientifico: riuscirà la nostra eroina, ovvero la sottoscritta, a sopravvivere per una quindicina di giorni senza smartphone? [Tranquillo, la mia è solamente un'esagerazione scherzosa... anche se non del tutto priva di fondamento! ;-)] Eh già, visto che da qualche tempo il microfono integrato nel Wildfire non funzionava, obbligandomi a far ricorso all'auricolare per le chiamate, oggi pomeriggio mi sono finalmente decisa a mandarlo ad aggiustare, approfittando del fatto che è ancora in garanzia... e sperando che il servizio di assistenza non trovi il modo di negarmela, la garanzia. Queste due settimane mi serviranno per valutare il livello di smartphone-dipendenza che ho raggiunto, ed eventualmente "disintossicarmi". In meno di due anni è divenuto per me pressoché automatico mettere mano al cellulare per i più svariati motivi: bazzicare i social network, rivolgermi a Google o più spesso a Wapedia in cerca di una risposta ai quesiti più disparati, leggere i feed RSS con l'app di Google Reader, usare il navigatore di Google Maps per farmi indicare la strada, consultare le previsioni del tempo con ilMeteo, cercare consigli su dove mangiare con 2Spaghi o sulle attrazioni turistiche in generale con TripAdvisor, sfogliare gli elenchi telefonici in modo rapidissimo ed efficiente con PagineGialle e PagineBianche... per non parlare dei vari impieghi "ludici", come lasciar tracce del mio passaggio con Foursquare [ehi voi, non azzardatevi a fregarmi le mayorship, marrani! ;-)] oppure interpellare SoundHound per fargli riconoscere la canzone che sto ascoltando o canticchiando. Per fortuna ho il Galaxy Tab che supplisce a tutte (o quasi) le funzioni del telefonino quando sono a casa o comunque sotto copertura Wi-Fi: peccato non averci potuto installare un'app ormai fondamentale come WhatsApp, visto che la procedura da me descritta ieri non è andata a buon fine neanche questa volta. Non ho mai rimpianto tanto come oggi di aver scelto un tablet privo di 3G... comunque, in attesa che il Wildfire torni dalle vacanze [poverino, un po' di riposo gli ci voleva, visto quanto lo faccio lavorare! ;-)], mi accontento di rimanere raggiungibile grazie all'LG U8380 che mi sono fatta prestare. Uhm, guarda guarda, almeno un browserino ce l'ha... Quale migliore occasione per dare una rinfrescatina all'elenco di siti ottimizzati per cellulare che ho pubblicato tempo fa? :-)

[UPDATE del giorno dopo] È ufficiale: 'sto browserino del ciufolo non serve a un tubo. A tutto vantaggio della mia "disintossicazione", mettiamola così... :-)

domenica 4 novembre 2012

Come "raggirare" il Play Store

Fino a ieri avevo cercato invano di installare sul Galaxy Tab 2 le app ufficiali di Flickr, 2Spaghi e aNobii: il Google Play Store mi segnalava «Il tuo dispositivo non è compatibile con questa versione». Agevolo una testimonianza screenshottata...


Presumibilmente quelle app non supportano risoluzioni da tablet, mi è stato detto. Strano, perché l'app di Flickr renderebbe senz'altro meglio sullo schermo da 7 pollici del mio tablet (con sistema operativo Android 4.0.3, per la cronaca) che non sullo striminzito display da 3,2" del Wildfire (dotato di Android 2.2.1), sul quale invece l'ho sempre potuta installare senza problemi, come pure le altre due. [Il layout di FFHound! è palesemente non ottimizzato per i tablet, eppure quell'app lì sul Galaxy Tab ho potuto installarcela fin da subito]
Ho contattato gli sviluppatori via e-mail, come mi era stato suggerito di fare, ma senza esito. A questo punto ho provato a chiedere lumi su come poter aggirare questa (a mio avviso insensata) limitazione nel gruppo FriendFeed Quelli che... Tablet!... e degra mi ha fornito una valida soluzione, che prevede di utilizzare lo smartphone come "intermediario". Ho semplicemente installato sul Wildfire l'app My APKs, l'ho aperta, dopodiché ho selezionato dall'elenco delle app quella che mi interessava (Flickr, tanto per cominciare), nella lista Choose an action ho scelto share (apk) e poi Bluetooth nella lista Completa l'azione con. A questo punto è comparsa una finestra per chiedermi di attivare il Bluetooth, l'ho fatto... dopodiché mi sono ricordata che dovevo attivarlo anche sul tablet e rendere visibile il dispositivo per poter completare l'associazione tra i due.


Fatto ciò, il trasferimento del file .apk è stato questione di una manciata di secondi. Sono andata a selezionarlo nella cartella Bluetooth del tablet, ma... ohibò, «Il tablet è impostato per bloccare l'installazione di applicazioni non ottenute da Android Market»!


Siccome la provenienza dell'app era affidabile, ho deciso di fare uno strappo a questa saggia regola, e nella scheda Sicurezza delle Impostazioni ho messo il segno di spunta accanto a Sorgenti sconosciute - Consenti l'installazione delle applicazioni non provenienti da Market.


A questo punto ho riselezionato il file .apk e, dopo aver dato un'occhiata alle autorizzazioni richieste dall'app, ho cliccato su Installa: la procedura si è conclusa in men che non si dica. Ed ecco che sul tablet mi sono ritrovata l'app di Flickr perfettamente funzionante, alla faccia del Play Store! ;-)
Un procedimento analogo l'ho seguito per installare l'app di 2Spaghi: anche in questo caso, tutto ok.
Mi corre l'obbligo di segnalare che invece non sono riuscita ad installare l'app di aNobii, almeno per il momento: al termine della procedura mi è comparso l'avviso di «Applicazione non installata».


Comunque prometto che, quando (e se) troverò una soluzione, aggiornerò questo post... :-)

sabato 3 novembre 2012

Pasteggiare a Coca-Cola?

Di recente Il Fatto Alimentare ha espresso un parere nettamente sfavorevole nei confronti di Ceniamo insieme, la nuova campagna pubblicitaria della Coca-Cola con un testimonial popolare come lo chef toscano Simone Rugiati, il quale si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie a La prova del cuoco e attualmente conduce Cuochi e fiamme su La7d [a quanto pare, nei titoli delle trasmissioni di cucina, i calembour basati sulle parole cuoco/fuoco vanno per la maggiore... ;-)]. A provocare la censura de Il Fatto Alimentare è stato l'ennesimo tentativo di sdoganare il consumo di bibite zuccherate a tavola, una pessima abitudine importata dall'America dove l'obesità è particolarmente diffusa. Per quanto mi riguarda, anche se sto relativamente attenta alla linea ed inoltre sarei tentata di boicottare la Coca-Cola per svariati motivi, spesso e volentieri me la concedo quando mangio al fast food, dal kebabbaro, al ristorante cinese oppure in pizzeria (in alternativa alla birra, più buona ma da assumere con moderazione prima di mettersi alla guida). Comunque non mi sognerei mai di abbinare una qualunque bibita gassata agli sfiziosi «Paccheri filanti con pomodorini, basilico, cacioricotta, prosciutto cotto... e felicità à gogo» presentati nello spot. Ricordo che già trent'anni fa Al Bano e Romina Power cantavano «Felicità è un bicchiere di vino con un panino»... ma, volendo restar sobri, per accompagnare certe pietanze non mi pare ci sia niente di meglio di un sano bicchiere d'acqua!

venerdì 2 novembre 2012

Tenere il sole tra le mani

La prospettiva forzata è una tecnica che si avvale dell'illusione ottica per far apparire un oggetto più lontano, più vicino, più grande o più piccolo di quanto non sia in realtà. È utilizzata principalmente in fotografia, cinema e architettura. Si manipola la percezione visiva umana attraverso l'uso di oggetti in scala e la correlazione tra essi e il punto di vista dell'osservatore o della fotocamera. Tra gli esempi più tipici di applicazione di questa tecnica vi sono le fotografie di persone che fanno finta di sorreggere la torre pendente di Pisa: una simpatica variante puoi vederla qui sotto.


Ma mettendocisi d'impegno si possono ottenere risultati davvero straordinari: tutto quello che ci vuole è un po' di pratica, un occhio esperto... e un pizzico di fortuna. Nel seguito ti mostro alcuni esempi notevoli tratti dalla photogallery 99 Excellent Examples of Forced Perspective Photography: cliccandoci sopra potrai risalire alla fonte e vedere la foto ingrandita.
Se il punto di vista è quello giusto, chiunque può afferrare il sole...


... oppure schiacciare a canestro la luna.


 Caspita, quello zaino dev'essere davvero pesantisssssimo! ;-)


Ehi, voi due, attenzione, ché state per essere intrappolati sotto un secchiello gigantesco! :-)


Come trasformare un leggiadro tulipano in un'elegante gonnellina...


Alle volte basta una semplice rotazione di novanta gradi, e il mondo cambia completamente aspetto!


Magari ci vuole qualche istante in più per "decifrare" la foto qui sotto. Ma quando la si è capita... wow!


Concludo con un'immagine tenerissima fin dal titolo: Shyness (timidezza).