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lunedì 28 febbraio 2011

Ubuntu su misura per i netbook

Finalmente mi sono decisa a rimpiazzare, sul mio ASUS Eee PC, l'edizione Desktop di Ubuntu Linux che avevo finora con la Netbook Edition. Si tratta di una versione con le stesse potenzialità ed efficienza di quella standard, ma opportunamente adattata per riuscire a sfruttare al meglio l'hardware "minimale" in dotazione ai netbook. Tanto per cominciare, allo scopo di risparmiare spazio su disco si è deciso di includere nella distro solamente pacchetti che potessero avere una qualche utilità in questo genere di computer; ad esempio manca Brasero, il software di masterizzazione di GNOME incluso nell'edizione Desktop ma che però non risulta di alcuna utilità in un netbook, dal momento che tali computer sono privi di lettore/masterizzatore CD/DVD integrato. (Il discorso cambierebbe nel caso in cui si disponesse di un'unità esterna... ma all'occorrenza non ci vuole niente ad installarsi il programma da sé, giusto? :-)) Inoltre la Netbook Edition è caratterizzata da un'interfaccia grafica, denominata Unity, studiata in modo tale da ottimizzare l'impiego dei pixel, soprattutto in direzione verticale, su schermi di dimensioni ridotte; in estrema sintesi, i due pannelli dell'edizione Desktop cedono il posto a un unico pannello superiore, è stata introdotta la cosiddetta barra dei menu globale, e i pulsanti incolonnati sulla sinistra dello schermo consentono di accedere rapidamente alle applicazioni e alle risorse più utili. Ma la Netbook Edition introduce anche altri accorgimenti finalizzati a rendere la user experience più intuitiva e personalizzata possibile e ad apprendere dall'uso che un utente fa del computer, in modo tale da intuire in un certo senso le sue scelte future: di questo si occupa il demone (che in ambito informatico non è affatto un'entità malvagia – quello sarebbe il demonio, oltretutto – e neppure un essere a metà strada tra l'umano e il divino) Zeitgeist. In un futuro non lontano, alcune di queste innovazioni potrebbero trovare posto anche nell'edizione Desktop.
In questa pagina (in inglese) sono elencati i netbook su cui è stato verificato il funzionamento della Netbook Edition, con informazioni sul livello di supporto e su eventuali problemi: se sei interessato all'installazione, ti suggerisco per prima cosa di cercare nell'elenco il modello in tuo possesso.
A questo punto illustro i vari passaggi che ho seguito ieri per installare la Netbook Edition sull'Eee PC 901. Come risulta dal punto 5 del secondo elenco numerato, poiché il ridotto spazio disponibile sul mio computerino (un disco SSD da 16 GB più un altro da 4, al momento inutilizzato) sconsiglia, se non addirittura impedisce, la coesistenza su due partizioni distinte di due diversi sistemi operativi da gestire in modalità dual boot, ho operato la scelta drastica di ripulire tutto e reinstallare da zero, non senza aver prima eseguito un bel backup come si deve. Vale la pena di ricordare che occorre essere ben consapevoli di ciò che si sta facendo, quando si procede ad installazioni così radicali!!!
OK... Per prima cosa ho cliccato sul pulsantone arancione che si trova qui per scaricare l'ultima versione di Ubuntu Netbook Edition (file ubuntu-10.10-netbook-i386.iso, 696 MB). Al termine del download è giunto il momento di creare una chiavetta USB d'installazione. Ecco i passaggi che ho seguito utilizzando il notebook con Windows 7.
  1. Ho inserito la mia chiavetta USB da 4 GB (in realtà sarebbero stati sufficienti 2 GB di spazio libero).
  2. Ho scaricato l'Universal USB Installer, ho aperto il file con un doppio clic ed ho autorizzato il programma ad apportare modifiche al computer.
  3. Ho letto l'accordo di licenza ed ho scelto I Agree per continuare.
  4. Ho selezionato Ubuntu Netbook Remix 10.10 dall'elenco a discesa.
  5. Ho cliccato su Sfoglia ed ho aperto il file ISO che avevo scaricato in precedenza.
  6. Ho selezionato la mia chiavetta USB ed ho cliccato su Create.
Al termine della procedura, ho rimosso la chiavetta USB e l'ho inserita nel netbook per dare il via all'installazione.
  1. Ho schiacciato il pulsante di accensione del netbook tenendo premuto il tasto Esc finché non è comparsa la schermata Please select boot device. Con i tasti freccia su/giù ho selezionato la chiavetta (nel mio caso, USB:SanDisk Cruzer) ed ho premuto Invio.
  2. Poco dopo è apparsa una notifica pop-up «Wireless Networks Available» per invitarmi a connettermi ad una rete wireless. Ho cliccato sull'icona delle reti wireless nel pannello in alto a destra, ho selezionato la mia rete Wi-Fi domestica, ho immesso la chiave WPA ed ho cliccato su Connect. Dopodiché mi è stata chiesta una password da usare per una nuova keyring chiamata Default. Pur non sapendo esattamente di cosa si trattasse [ehm...], l'ho digitata (due volte, per conferma) ed ho cliccato su OK.
  3. Nel frattempo era comparsa una schermata di benvenuto nella quale ho selezionato la lingua (Italiano) ed ho cliccato sul pulsante Installa Ubuntu-Netbook (l'alternativa sarebbe stata Prova Ubuntu-Netbook, che peraltro non richiede di apportare alcuna modifica al computer, ma a me non interessava. Se però non conosci affatto Ubuntu e vorresti smanettarci un pochino prima di concedergli la tua fiducia, questa opzione può fare al caso tuo!).
  4. Nella finestra Preparazione all'installazione di Ubuntu-Netbook sono stata informata che, per un risultato ottimale, avrei dovuto assicurarmi che il computer avesse almeno 2,5 GB di spazio libero, fosse collegato alla corrente elettrica (fffatto :-)) e fosse connesso a Internet. Ho messo il segno di spunta accanto a Scaricare gli aggiornamenti durante l'installazione e, già che c'ero, pure accanto a Installare software di terze parti, ed ho cliccato su Avanti.
  5. Nella finestra Allocazione spazio su disco, ho selezionato Cancella e usa l'intero disco ed ho cliccato su Avanti.
  6. Nella finestra successiva ho selezionato il disco da 16 GB, denominato SCSI2 (0,1,0) (sdb) – 16.1 GB ATA ASUS-PHISON SSD, ed ho cliccato su Installa.
  7. Nella finestra Località ho scelto Pescara (è disponibile! :-)... ma tanto presumo che questo passaggio serva unicamente a determinare il fuso orario, e quindi Roma sarebbe andata altrettanto bene) ed ho cliccato su Avanti.
  8. Nella finestra Disposizione della tastiera, avendo una normale tastiera italiana, ho selezionato Italia, ho digitato alcuni caratteri nell'apposito campo per verificare che non ci fosse nulla di anomalo, dopodiché ho cliccato su Avanti.
  9. Nella finestra Informazioni personali ho immesso il mio nome, il nome del computer, il nome utente che ho scelto e la password (due volte, per conferma), dopodiché ho selezionato Richiedere la password personale per accedere (l'opzione Accedere automaticamente sarebbe anche comoda, ma trattandosi di un portatile non si sa mai) ed ho cliccato su Avanti.
  10. A questo punto ha avuto inizio la procedura di installazione vera e propria, nel corso della quale venivano visualizzate delle schermate con lo scopo di illustrare le caratteristiche di Ubuntu.
  11. Una volta completata l'installazione, ho dovuto riavviare il computer per poter cominciare a utilizzare il sistema appena installato. Le differenze rispetto all'edizione Desktop mi sono subito saltate all'occhio... e non escludo di ritornare sull'argomento nei prossimi giorni! :-)

venerdì 25 febbraio 2011

Il trucco c'è ma non si vede (forse)

Chi mi conosce sa che sono piuttosto restia a lasciarmi fotografare. Non soltanto perché ciascuna mia istantanea in circolazione rappresenta una minaccia alla salvaguardia della mia preziosissima identità segreta, ;-) ma anche perché mi considero poco fotogenica. A meno che l'obiettivo non mi colga in un istante in cui ho un'espressione spontanea e naturale, spesso i miei tentativi di esibire un sorriso decente mettendomi in posa ricordano un po' questa sequenza tratta dal telefilm Friends (della quale c'è anche un riassunto in italiano) con protagonista il mitico Chandler... :-) per non parlare della questione delle imperfezioni della pelle, che risaltano sempre di più all'aumentare della risoluzione della fotocamera. «Che problema c'è?», dirà qualcuno, «il fotoritocco fa miracoli!», come dimostrano le immagini presentate su questo sito: il confronto tra il prima e il dopo la "cura", che si può effettuare passando il cursore del mouse sopra le foto in mostra, è abbastanza impressionante. Il fatto è che non tutti possiedono un buon software di fotoritocco... e, se anche ce l'hanno (colgo l'occasione per ricordare che The GIMP rappresenta una validissima alternativa gratuita, libera e open source ad Adobe Photoshop), saperlo usare al meglio non è cosa alla portata di chiunque. Però ho appena sperimentato che si possono ottenere buoni risultati in un batter d'occhio utilizzando Makeup Photo!, che ho aggiunto ai Segnalibri del mio browser dopo aver letto un post di Salvatore Aranzulla. Si tratta di un servizio online piuttosto facile da usare: in pratica devi fare ben poco, a parte selezionare la foto che andrà ritoccata.
  • Se l'hai salvata localmente, clicca su Dal disco, poi su Browse per specificare il percorso del file e infine su Upload per caricarla sul sito.
  • Se è già presente su internet, clicca su Mettere URL, immetti nell'apposito campo l'URL dell'immagine e clicca su Aggiungere.
Nel giro di pochi secondi sullo schermo comparirà la tua foto ritoccata, che potrai confrontare con l'originale alternando le visualizzazioni Risultato e Sorgente. Se l'effetto ottenuto ti soddisfa, potrai condividerlo sui principali social network, salvarlo sul tuo hard disk oppure inviarlo come e-card tramite i tre pulsanti sottostanti.
Sono disponibili svariati effetti da applicare, normalmente tutti attivi per default ma che puoi deselezionare singolarmente a tuo piacimento togliendo il segno di spunta dalla relativa casella: Pelle makeup, Shine remover (eliminazione dell'antiestetico "effetto pelle lucida"), Wrinkle smoothing (riduzione delle rughe), Occhi makeup, Sbiancamento dei denti, Glamour effetto e Migliorare i colori. Non si potrà parlare di vero e proprio miracolo, ma l'aspetto migliora senza dubbio, anche se a lieve discapito della nitidezza. Peccato che sia solo un trucco... ;-)

giovedì 24 febbraio 2011

Discontinuità

Tempo fa era stato Criteo Autoroll, il widget che soleva mostrare nella barra laterale qui accanto un elenco di blog reputati in qualche modo affini al mio per contenuti, a smettere di funzionare. Un annetto fa mi arrivò via e-mail il mesto avviso dell'imminente disattivazione del servizio...
Gentile utente,
Ti inviamo la presente email perché stai integrando sul tuo blog un Widget Autoroll di Criteo.
Attualmente tutte le nostre risorse tecniche e commerciali sono concentrate sul nostro core business, il retargeting pubblicitario personalizzato.
E’ quindi con dispiacere, e persino una buona dose di nostalgia, che siamo costretti a disconnettere il Widget Autoroll e la classifica dei blog Criteo, che hanno fatto la fortuna della nostra società al loro lancio.
A partire dal 1° marzo 2010 quindi tutti i nostri Widget Autoroll cesseranno di essere attivi : ti invitiamo di conseguenza ad eliminarli appena possibile dal tuo blog.
Ad ogni modo, già da tempo proponiamo agli editori di siti, che desiderano monetizzare la loro audience, di acquistare i loro spazi pubblicitari a CPM, a complemento di eventuali partner abituali (regie, piattaforme d'affiliazione, adserver, etc.). Per iscriverti o avere più informazioni : http://publishers.criteo.com !
Non esitare a contattarci per ulteriori dettagli o chiarimenti all’indirizzo seguente: autoroll@criteo.com !
Ti ringraziamo per la fiducia accordataci durante questi anni.
A presto,
Il Team Criteo
... e poche settimane dopo il widget è semplicemente divenuto invisibile, senza che ripulissi il template dal relativo codice... cosa che poi ho provveduto a fare, comunque. Oggi è Yahoo! a comunicarmi (in inglese, in questo caso) che il 24 maggio prossimo cesserà di funzionare il servizio MyBlogLog.
Dear MyBlogLog Customer,
You have been identified as a customer of Yahoo! MyBlogLog. We will officially discontinue Yahoo! MyBlogLog effective May 24, 2011. Your agreement with Yahoo!, to the extent that it applies to the Yahoo! MyBlogLog, will terminate on May 24, 2011.
After May 24, 2011 your credit card will no longer be charged for premium services on MyBlogLog. We will refund you the unused portion of your subscription, if any. The refund will appear as a credit via the billing method we have on file for you. To make sure that your billing information is correct and up to date, visit https://billing.yahoo.com.
Questions?
If you have questions about these changes, please visit the Yahoo! MyBlogLog help pages.
We thank you for being a customer on Yahoo! MyBlogLog.
Sincerely,
The Yahoo! My BlogLog Team
Come mi è già capitato pure all'epoca della chiusura di Geocities, quando un servizio online che ho utilizzato anche solo per un breve periodo chiude i battenti, la malinconia s'impadronisce del mio tenero cuoricino... :-(
Comunque io di MyBlogLog non ho mai utilizzato i servizi premium a pagamento (anzi, non so neppure di cosa si tratti di preciso) ed ho sostanzialmente ignorato le sue potenzialità "social": il widget mi è servito quasi esclusivamente per vedere a colpo d'occhio quali altri utenti di MyBlogLog avessero fatto un salto da queste parti. Tempo fa Maxime pubblicò un post per spiegare come questo genere di servizi potesse rappresentare una minaccia per la privacy... ma in fondo, per non essere identificati da MyBlogLog e non lasciare quindi nei siti che lo usano tracce riconducibili alla propria identità online, è sufficiente cancellare i cookie memorizzati. A me capita spesso, pur non avendo davvero l'intenzione di rendermi "invisibile", perché periodicamente provvedo a ripulire tutta quanta la cronologia recente del browser, e perciò, finché non effettuo di nuovo il login con le mie credenziali Yahoo!, MyBlogLog non mi "riconosce"...

martedì 22 febbraio 2011

Occhio alla posta indesiderata!

Approfitto della circostanza che negli ultimi giorni mi siano arrivati alcuni messaggi e-mail indesiderati uno più subdolo dell'altro per tornare a parlare un pochino di spam e di phishing; anche se non c'è nulla di veramente nuovo rispetto a quanto ho già trattato in precedenza su queste pagine, un ripassino male non fa di certo! :-) In effetti, se lo spam non accenna a diminuire vuol dire che rende, e se è tanto redditizio significa che non sono in pochi a cadere nelle trappole tese dagli spammer...
Il primo messaggio è arrivato al mio indirizzo @katamail.com con l'oggetto «*****SPAM***** Ordeni num: 45645». È stato quindi contrassegnato come spam già dal server, ma ciò non garantisce che si tratti effettivamente di spam, perché il falso positivo è sempre in agguato. Il testo del messaggio però lascia ben pochi dubbi...
Gentile utente.
RingraziamoLa per ordine dei biglietti
tramite la nostra sistema elettronica,
Dalla sua carta di credito e' stato preso 96 euro. Grazie.
Nel file allegato ci sono i dettagli del Suo ordine.
Distinti saluti,
Ticket Service
Se anche avessi ordinato di recente dei biglietti online e se ci fosse tutto quel credito sulla mia carta Postepay (in realtà non è vera né l'una né l'altra cosa), l'italiano a dir poco traballante con cui è scritto il messaggio sarebbe bastato a far suonare il campanello d'allarme nella mia testa; ricordo comunque che neppure la forma più o meno corretta costituisce un parametro attendibile per diffidare delle missive sospette, anche perché i messaggi di spam scritti decentemente non sono più così rari.
Ma insomma, qual era lo scopo dello spammer? Beh, ovviamente quello di farmi aprire il file allegato Ordine6.pdf, in apparenza un normalissimo documento PDF. È altrettanto ovvio che io mi sia ben guardata dal farlo... comunque, per togliermi ogni dubbio, ho voluto controllare il file con il mio antivirus, AVG Anti-Virus Free Edition 2011, scoprendo che in realtà si trattava di un trojan denominato Exploit_c.TTW e incluso in un recente elenco di minacce. Viaaaaa, elimina, svuota il cestino... e già che ci sei compatta tutto!
L'altro messaggio, intitolato «Il nuovo sito Postepay ti premia con una ricarica di 100,00 euro», risulta ancora più infido, perlomeno per chi come me ha un account su Poste.it e una carta Postepay ma non è altrettanto consapevole degli accorgimenti di sicurezza da adottare quando naviga in Rete. Il messaggio è arrivato al mio indirizzo @poste.it e proveniva in apparenza da BPOL@poste.it (ma ricordo che è facilissimo falsificare il mittente!). A differenza del precedente, questo non era in formato solo testo bensì in HTML, e si presentava in maniera persino vagamente credibile, se non fosse stato per l'italiano ancora una volta "da matita blu". Ecco la screenshot...

Prepagatevi al meglio!... e il testo, ad uso e consumo dei motori di ricerca.
Prepagatevi al meglio!
Poste Italiane ha iniziato il programma di premi dedicato ai clienti Postepay!
Sei il fortunato vincitore di una ricarica bonus pari a 100,00 EUR.
Per ricevere il bonus, entra en el nuovo sito web Postepay
e conferma i tuoi dati. Il bonus sara attivo en 24 ore dalla confermazione dei dati
Entra nell sito
In questo caso il messaggio non è stato contrassegnato come spam dal server e neppure dal filtro antispam di Mozilla Thunderbird, che comunque mi ha avvisata di aver bloccato i contenuti remoti per proteggere la mia privacy. Manco a dirlo, il sito linkato dalle parole Entra nell sito non ha nulla a che vedere con le Poste: l'URL è http://insideareacodes.com/Portals/0/Containers/1.html. Non deve perciò sorprendere il fatto che il browser Mozilla Firefox me l'abbia segnalato come sito contraffatto... Alla larga!

Sito contraffattoInfine, ecco il testo del messaggio che mi è arrivato oggi, dal titolo «BancoPosta: E nata una nuova linea di protezione totale», anch'esso indirizzato al mio account @poste.it e proveniente in apparenza da un mittente sicuro. In questo caso Thunderbird mi ha segnalato un possibile tentativo di frode; a volte capita che pecchi di eccessiva prudenza, ma oggi ci ha proprio azzeccato!

Frode
Gentile Cliente ***,
Posteitaliane è costantemente impegnata a tutelare i dati dei clienti attraverso l'adozione dei più moderni sistemi di sicurezza, completa il modulo on-line di sicurezza allegato alla presente e-mail.Nell'ambito di un progetto di verifica dei dati anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Posteitaliane è stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.
Se scegliete di ignorare la nostra richiesta, purtroppo non avremo altra scelta che bloccare temporaneamente il suo account.
Poste Italiane garantisce il corretto trattamento dei dati personali degli utenti ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs 30 giugno 2003 n. 196 'Codice in materia di protezione dei dati personali'.
Per ulteriori informazioni consulta il sito www.poste.it o telefona al numero verde gratuito 803 160.
Cordiali Saluti,
BancoPosta.
In allegato c'era un file .htm, in pratica un modulo nel quale il destinatario era invitato ad immettere le proprie credenziali, che poi sarebbero finite nelle grinfie di chissà chi.

ModuloLo spammer che ha concepito tutto ciò è un genio (anche se del male, naturalmente ;-)), non c'è che dire: se non sei abbastanza smaliziato, ti senti istintivamente portato a fidarti di un mittente che afferma di avere a cuore la tutela dei tuoi dati e per giunta usa la minaccia del blocco dell'account, e non immagini che in realtà stia cercando di estorcerteli proprio lui, quei dati... per finalità non difficili da immaginare.
Mi risulta che, andando a spulciare gli header dei messaggi sospetti, si possano scoprire tante altre informazioni interessanti... ma finora mi è stato sufficiente affidarmi ad indizi ben più evidenti della natura truffaldina di certe missive!
Concludo consigliando un'attenta lettura (o ripasso) della piccola guida antispam e del dodecalogo di sicurezza online stilati da Paolo Attivissimo: pur essendo stati aggiornati per l'ultima volta più di quattro anni fa, che in rapporto al dinamismo della Rete rappresentano all'incirca un'era geologica, i concetti in essi illustrati risultano ancora validissimi.

domenica 20 febbraio 2011

"Stiamo uniti" è il "Non cambiate canale" del 2011

Ieri sera la finalissima del Festival di Sanremo non l'ho vista, perché ho partecipato alla terza Cinghialgeek (gran bella serata, a proposito! :-D)... comunque l'ho registrata, quattro ore di trasmissione al netto di spot e telepromozioni, e me la guarderò appena posso, facendo buon uso del tasto fast forward per saltare i prevedibili tempi morti e le esibizioni più sconfortanti. Intanto béccati il mio tradizionale post post-Sanremo! :-)
Poiché il televisore alla Trattoria Montechiaro era acceso, anche se con l'audio disattivato, abbiamo assistito in diretta alla proclamazione del vincitore Roberto Vecchioni. Quest'anno mi ero dichiarata disposta ad accettare di buon grado un eventuale successo di Emma e dei Modà... ma devo ammettere che l'insperato trionfo del professore mi soddisfa mooooolto di più! :-)
A questo punto passo in rassegna i cantanti e le canzoni in gara, integrando i miei commenti personali con quelli di altri utenti della Rete che ho colto qua e là (chiedo scusa se, contrariamente alle mie abitudini, non inserisco il riferimento alla fonte originaria, ma il fatto è che per guadagnare tempo mi sono limitata a copincollare il testo senza annotare anche il relativo link).
  • Al Bano, Amanda è libera. Nulla a che vedere con un'ipotetica campagna per scagionare Amanda Knox: il brano è dedicato a Doris, una prostituta nigeriana assassinata. Anche se le donne del movimento anti-stalking si sono indignate, credo che si possa riconoscere al "leone di Cellino San Marco" il coraggio di aver affrontato un tema ben poco sanremese. Comunque non c'è niente da fare, lui avrà una voce potente e tutto, ma a me il suo enfatico modo di cantare, con immancabile acuto arzigogolato finale, dà proprio sui nervi... 
  • Luca Barbarossa e Raquel del Rosario, Fino in fondo. Qualcuno si è chiesto se la partecipazione della "strappona" a Sanremo facesse parte del contratto di Fernando Alonso per continuare a correre con la Ferrari: in effetti la fanciulla, annunciata come cantante di chissà quale band spagnola, è nota alle cronache per essere la consorte del pilota del Cavallino. Il quale ieri sera ha fatto un'improvvisata sul palco... mentre invece gli attesissimi George Clooney e Fabrizio Corona, fidanzati rispettivamente delle showgirl (non chiamiamole co-conduttrici, per carità...) Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, non si sono fatti vedere. Per quanto riguarda il brano, lo definirei senz'altro deludente. La relativa word cloud rappresenta abbastanza bene i contenuti del testo (peccato che manchi la parola "su"...). Come non ricordare il tormentone dei Vernice che ci perseguitò per tutta l'estate del 1994?
  • Giusy Ferreri, Il mare immenso. L'ex cassiera, per la quale è stata scherzosamente proposta una raccolta di firme per farla riassumere al supermercato, ha portato un brano scritto tra gli altri da Bungaro, il quale esattamente vent'anni fa calcava il palco dell'Ariston (lui è quello magrolino col gilet) presentando il brano E noi qui assieme a Marco Conidi e Rosario Di Bella. La canzone della Giusy sarebbe anche bella... cantata da un'altra, però! ;-)
  • La Crus, Io confesso. Mauro Ermanno "Chechiyuri" Giovanardi e Cesare Malfatti si erano divisi nel 2008, ma hanno riformato il gruppo in occasione di questo Festival. Se devo essere sincera, non li avevo mai sentiti prima d'ora (cioè, nominare sì, ma cantare no). La loro canzone ha un testo forse un po' banalotto, ma un ritmo e una melodia piacevolmente suadenti che mi conquistano sempre di più ad ogni ascolto.
  • Luca Madonia e Franco Battiato, L'alieno. Dopo aver ascoltato Sentimiento nuevo e Segnali di vita, devo riconoscere che il sospetto di plagio ci sta tutto... comunque il pezzo è molto gradevole, e spero che per Madonia, alla "tenera" età di quasi cinquantaquattro anni, sia finalmente giunto il momento di una svolta positiva nella sua carriera.
  • Modà con Emma Marrone, Arriverà. Un testo pieno zeppo di verbi al futuro, per un brano che infesterà le classifiche nei mesi a venire. L'abbinamento degli interpreti mi è sembrato ben assortito, comunque devo ammettere che io i Modà, «il cui leader, Kekko, ha vinto il Premio per l’Uso più Idiota delle Kappa fra i Cantanti Over-15» (cit.), non li reggo fin dal loro debutto sanremese, e non li ho mai più rivalutati... perlomeno fino alla terza serata di quest'anno, quella dedicata al centocinquantenario dell'Unità d'Italia, quando con Emma hanno proposto un brano che non conoscevo ma che mi ha positivamente colpita: Here's to you, composto da Ennio Morricone per il film Sacco e Vanzetti. Ho colto l'occasione per rinfrescarmi un po' la memoria sulla vicenda dei due anarchici italiani emigrati negli USA e condannati a morte negli anni Venti pur essendo innocenti. Escludo che il brano da presentare l'abbiano scelto i pischelli... però chi l'avrebbe mai detto che sarei arrivata a vedere con favore una loro performance? :-) (pronuncia inglese insufficiente, comunque)
  • Nathalie, Vivo sospesa. Lei era la mia preferita, l'ho già detto. La potenza vocale non è la sua dote migliore, ma il talento non le manca di certo, e il testo che ha scritto lo trovo davvero elegante e poetico. Avrebbe meritato almeno il podio, come Marco Mengoni l'anno scorso. (Anzi, chiunque avrebbe meritato il podio più di Al Bano! Il televoto è il MALE, non mi stancherò mai di ripeterlo!!! )
  • Anna Oxa, La mia anima d'uomo. Una canzone che non riesco a capire neppure leggendone il testo, figuriamoci ascoltandola cantata da lei che si mangia le parole...
  • Max Pezzali, Il mio secondo tempo. Un tantinello fuori forma («Scoperto finalmente che fine abbia fatto Mauro Repetto. Se l'è magnato Pezzali») e abbigliato in maniera discutibile (in particolare la prima sera), proponeva un pezzo che sapeva di già sentito, ma secondo me avrebbe meritato di giocarselo, il suo "secondo tempo". La sua esclusione alla vigilia della finalissima mi è parsa alquanto immeritata, specialmente dopo il simpaticissimo duetto con quei due mattacchioni di Lillo & Greg. E poi l'ex 883 ha guadagnato millemila punti nella mia personale classifica quando ho scoperto che ha un account su Twitter (dal quale ha comunicato la propria eliminazione con almeno mezz'ora di anticipo rispetto all'annuncio ufficiale) e un altro su Tumblr: in pratica, uno di noi! :-) Colgo l'occasione per lanciare la campagna «Vogliamo Max Pezzali su FriendFeed!» (come Luca Bizzarri, del resto).
  • Patty Pravo, Il vento e le rose. Canzone raffinata e particolare rovinata da un'interpretazione non all'altezza. Qualcuno si è domandato se per caso la cantante si fosse fatta qualche iniezione di botox anche sulla lingua, e qualcun altro ha malignamente aggiunto «Quando le hanno detto di ritirarsi, lei deve aver capito che doveva farsi un altra tiratina al viso...» (per dovere di cronaca, lei ha sempre sostenuto che l'assenza di rughe fosse una caratteristica genetica delle donne della sua famiglia).
  • Anna Tatangelo, Bastardo. Dal titolo qualcuno ha insinuato che la canzone fosse dedicata al suo look maker, il quale, non potendo ringiovanire il suo (tristemente) noto compagno, ha fatto il possibile per far sembrare più vecchia lei. Altri hanno pensato bene di ritorcerle contro una sua memorabile perla di saggezza x-factoriana: «Quando la persona è niente, l'offesa è zero». Io mi limito ad aggiungere che la chiusa del testo, «Ti amo bastardo», sembrerebbe una reminiscenza della Littizzetto in versione Lolita. La mancata ri-eliminazione di Lady Tata dopo la terrificante esibizione in coppia con Loredana "nomen omen" Errore è la riprova che i duetti non contano proprio nulla ai fini del passaggio del turno...
  • Tricarico, Tre colori. Un'altra eliminazione ingiusta: la canzone era gradevole, lui ha cantato meno peggio del solito, e la performance del venerdì con il coro di voci biance Si La Sol è stata davvero convincente. Qualcuno ha provato a mettere l'esibizione dei bambini sullo stesso piano dell'imbarazzante apertura della prima serata, quando Antonella Clerici ha schiaffato davanti alle telecamere la sua piccola Maëlle... ma vuoi mettere?!
  • Davide Van De Sfroos, Yanez. Una melodia carina e un ritmo accattivante. Peccato per il testo in oscuro dialetto laghée (la parola aifòn, però, si capiva eccome... ;-)).
  • Roberto Vecchioni, Chiamami ancora amore. Una canzone in perfetto stile-Vecchioni, dal testo appassionato e intenso ma penalizzato a mio parere da un titolo che pare scritto da Federico Moccia (sarà un caso che ci fosse anche lui tra gli autori del Festival? ;-)). La word cloud del testo è piuttosto eloquente in proposito!
Ma passiamo ai quattro Giovani finalisti (mi dispiace, ma gli altri quattro, eliminati al termine della seconda e della terza serata, hanno lasciato ben poco il segno...).
  • Serena Abrami, Lontano da tutto. Più ascolto il suo pezzo e più mi sembrano infondate le accuse di plagio di cui ho già parlato. Ho invece sentito forte e chiaro lo stile e le sonorità tipiche di Niccolò Fabi, autore di grandissimo talento. E poi la voce di lei è davvero deliziosa. Per dirla con la Maionchi... brava, mi sei arrivata! :-) (Non a caso ha partecipato pure lei a X Factor)
  • Roberto Amadè, Come pioggia. Qualcuno ha notato nel suo look qualcosa in comune con Eddie Vedder dei Pearl Jam. Ma, se oltre all'aspetto fisico si considera anche lo stile, la somiglianza con Valerio Scanu si fa abbastanza inquietante...
  • Raphael Gualazzi, Follia d'amore. La performance che non ti aspetti da un artista così giovane: la sua vittoria fa ben sperare riguardo al futuro della discografia italiana. Il ragazzo deve ancora lavorare parecchio sulla voce, ma ha classe da vendere. Per l'ennesima volta Caterina Caselli si conferma una talent scout dal fiuto infallibile.
  • Micaela, Fuoco e cenere. La giovane reduce da Ti lascio una canzone ha appena diciassette anni, pur proponendo un brano moooolto più vecchio di lei e per giunta riciclato, e perciò la legge non le consentiva di stare sul palco oltre la mezzanotte: impossibile non pensare alle minorenni che invece facevano le ore piccole a Villa San Martino... ;-)
Nel complesso, il quintetto di personaggi alla guida dello show non mi è sembrato affatto all'altezza della situazione. Gianni Morandi sarà tanto una brava persona, ma è apparso stanco, impacciato e non in grado di gestire un evento televisivo di tale portata. Qualcuno ha notato che fissava il gobbo anche quando stava zitto, e si è domandato: «Che c'è scritto sul gobbo? Shhhhh?». Per l'occasione, seguendo l'evento su FriendFeed, ho imparato una parola nuova: Fremdschämen, che significa più o meno "imbarazzo per conto terzi". Su Eli e Belen ho già detto, e non mi pronuncio ulteriormente. Luca e Paolo? Il mio giudizio nei loro confronti è stato altalenante, per via dell'impressione di "paraculaggine" che mi suscitavano certi loro interventi satirici, ma in definitiva credo di poterli "promuovere"... :-)

venerdì 18 febbraio 2011

Fotografie di grande effetto alla portata di tutti

Con questo post provo a passare in rassegna le potenzialità di Vignette, un'app per Android che permette di applicare alle foto scattate con lo smartphone un'ampia gamma di effetti interessanti in men che non si dica. Per il momento ho installato la versione demo gratuita, che supporta soltanto la risoluzione minima di 0,3 megapixel, corrispondenti a 640x480 pixel; comunque ho tutta l'intenzione di passare alla versione full, del costo di soli 2,96 €, la quale mi consentirà di sfruttare appieno i 5 megapixel della fotocamera integrata nel mio HTC Wildfire.
Ecco la foto originaria, che ho scattato due domeniche fa, senza alcun effetto applicato (None).

NoneHo scelto questa istantanea perché mi affascina il soggetto, come si poteva intuire già dal post che ho dedicato a Retro Camera, anche se devo riconoscere che la gamma cromatica non la rende particolarmente adatta a palesare l'effetto di certi effetti (mi si perdonerà il bisticcio linguistico... :-)) resi disponibili da Vignette.
Qui di seguito pubblico una selezione delle rielaborazioni che mi sembrano meglio riuscite; su Flickr puoi trovare la galleria completa, che mostra tutti i 70 effetti disponibili (senza contare quelli "random", i quali consistono nel pescare un effetto a caso all'interno di un determinato sottoinsieme, e neppure l'ampia gamma di cornici). Nel fare queste prove non ho applicato nessuna personalizzazione, anche se l'app offre numerose possibilità per aggiungere il proprio tocco agli effetti predefiniti, oltre a diverse modalità di scatto.
Questo è l'effetto Normal...

Normal... e questo è quello chiamato Vignette, come il nome dell'app.

VignettePassiamo dunque a un bianco e nero classico: Ilford.

IlfordTra gli effetti inclusi nella categoria Toy camera, segnalo Leaky.

LeakyNell'ammaliante categoria Vintage consiglio Faded, che rende la foto sbiadita ad arte...

Faded... Summer, con i suoi toni caldi...

Summer... e il classico Sepia.

SepiaPassando alla categoria Colour swap, ecco cosa succede scambiando il rosso con il blu e lasciando il verde inalterato (Swap red/blue)...

Swap red/blue... e l'effetto che si ottiene ruotando la tonalità di 120° in senso orario (Rotate hue CW).

Rotate hue CWLa categoria Tinted monochrome comprende gli effetti Platinotype...

Platinotype... Bleach bypass...

Bleach bypass... e Redscale.

RedscaleNella categoria Lens effects, il mio preferito è Dreamy...

Dreamy... ma pure il Tobacco filter non mi dispiace affatto.

Tobacco filterLa categoria Cinematic include un effetto che ricrea l'atmosfera tipica di un film "de paura": Scary movie.

Scary movieInfine, la categoria Miscellaneous annovera svariati effetti non sempre realistici ma indubbiamente di grande effetto (aridaje col bisticcio linguistico! ;-)): Posterise...

Posterise... Fake HDR (notevole il risultato che si può ottenere riducendo il contrasto globale e aumentando quello locale, vero? )...

Fake HDR... Blackboard...

Blackboard... e Negative.

NegativeRicordo infine che le quattro categorie Vintage, Colour highlight, Tinted monochrome e Lens effects comprendono altrettanti gruppi di sei effetti, ciascuno dei quali è basato su uno dei colori seguenti: rosso, giallo, verde, ciano, blu, magenta.

mercoledì 16 febbraio 2011

Cinque note attraverso due secoli di storia della musica

Do-Re-Mi-Fa-Soooool... Questa semplice sequenza di note (al netto di eventuali trasposizioni) è la protagonista di una delle più avvincenti storie di "plagio-pardon-omaggio-musicale" che mi sia mai capitato di sentire, e che in occasione del Festival di Sanremo 2011 si arricchisce di un nuovo "capitolo"! :-)
Ma andiamo con ordine. Durante la prima serata del Festival, saltabeccando tra FriendFeed, Twitter e il blog Perché Sanremo è Sanremo (al quale mi riprometto di tornare a contribuire più attivamente ;-)), ho intercettato commenti del tipo «Eh, ma il pezzo di Davide Van De Sfroos somiglia a uno dei Modena City Ramblers», «Certo che la canzone di [non-ricordo-quale-Artista-in-gara] ricorda parecchio [non-so-quale-brano-di-Ligabue]», «Ma senti un po', quest'arrangiamento è preso pari pari da [hit-con-un-arrangiamento-inconfondibile]»... e a questo punto ho pensato di ricorrere a Google News per scoprire l'esito della caccia al plagio che caratterizza immancabilmente ogni edizione di Sanremo. È così che ho appreso che la canzone L'alieno di Luca Madonia, a cui Franco Battiato contribuisce come semplice corista, rappresenterebbe in realtà un autoplagio commesso dal poliedrico artista siciliano (del resto, se può farlo Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, potrà permetterselo pure il grande Franco, o no? ;-)) e che Lontano da tutto costituirebbe un plagio di Agnese del compianto Ivan Graziani. Ma agevoliamo il video del suddetto brano in gara nella categoria Giovani, composto da Niccolò Fabi per Serena Abrami.


[La concorrente della seconda edizione di X Factor non si è ancora esibita per la prima volta sul palco dell'Ariston – lo farà questa sera – ma ricordo che dallo scorso anno il regolamento riguardante la categoria Giovani non richiede più che i loro brani siano inediti, anzi]
E questa è Agnese...


Beh, a me sembra proprio che Lontano da tutto abbia in comune con Agnese assai meno di quanto il brano del cantautore abruzzese avesse in comune con A Groovy Kind Of Love di Phil Collins!


[In realtà questa canzone venne incisa dai Mindbenders oltre vent'anni prima che l'ex batterista dei Genesis ne facesse uno dei propri cavalli di battaglia, e vanta pure una cover italiana interpretata dai Camaleonti, dal titolo Non c'è più nessuno]
Ed eccolo, il colpo di scena! ;-) Grazie a Wikipedia ho appreso che «In realtà sia A groovy kind of love che Agnese prendevano spunto dalla Sonatina per pianoforte in sol maggiore op. 36 n. 5 di Muzio Clementi, il cui tema del Rondò finale era stato a sua volta dichiaratamente tratto da una melodia popolare svizzera». Concludo allora facendoti ascoltare il brano composto dal summenzionato "padre del pianoforte". Una melodia che non passa mai di moda, decisamente! :-)


P.S.: Dopo il primo ascolto, sul mio personalissimo podio festivaliero svetta la leggiadra Nathalie (Vivo sospesa), seguita da Luca Madonia featuring Franco Battiato (L'alieno) e da... boh?! Per il momento mi limito a dire che, se per il terzo anno consecutivo mi toccasse assistere a una vittoria "defilippiana" (Emma di Amici con i Modà è data per favorita), questa volta non arriverò a definirmi nauseata... ;-)

martedì 15 febbraio 2011

Ci vuole calma e sangue freddo...

Come ogni anno, mi predispongo alla "rituale" visione del Festival di Sanremo. Rimandando ad altra occasione la pubblicazione del post che avevo in cantiere per oggi e che non faccio in tempo a ultimare prima che si accendano le telecamere sul palco dell'Ariston (evvai con la spasmodica attesa del post misterioso! ;-)), quest'oggi me la cavo giocandomi la carta dell'enigma. Buon divertimento! :-)
Siamo nel quattordicesimo secolo. Un uomo viene imprigionato dall'Inquisitore con l'accusa di eresia, per la quale è prevista la pena di morte. L'Inquisitore, però, è tutto sommato una persona per bene e corretta che non ama il proprio lavoro [NdG: uh, me lo immagino... un gran tenerone! ;-)], e offre al condannato la possibilità di dire un'ultima frase, la quale determinerà la pena: se ciò che dice è vero, verrà bruciato sul rogo, mentre se ciò che dice è falso verrà decapitato. Fatto sta che succede una cosa imprevista: la frase detta dal prigioniero vale per salvargli la vita e riguadagnare la libertà. Che cosa ha detto il condannato?

lunedì 14 febbraio 2011

Puccyness overload

[Se non frequenti FriendFeed, il titolo del post potrebbe risultarti abbastanza oscuro... :-)]
Per esorcizzare in qualche modo l'overdose di sdolcinatezza che caratterizza immancabilmente il quattordici febbraio, condivido alcuni link pubblicati nei giorni scorsi in vista dell'odierna ricorrenza.
  • Ma guarda, i corpi di questi due zigopteri, insetti simili a libellule, colti dal fotografo in un atto non proprio platonico, delineano un cuore...
  • Mi piaceva tanto, il film Love Actually, lo ammetto... finché questa recensione non me l'ha fatto vedere sotto una luce ben diversa.
  • Per quanto io ami i cani, questo video ha fatto impressione pure a me, per non parlare delle mie perplessità sulla veridicità delle statistiche presentate!
  • Concludo con una celebre scena del film Qualcosa è cambiato. Il complimento rivolto da Melvin (Jack Nicholson) a Carol (Helen Hunt), «Mi fai venire voglia di essere un uomo migliore», è la più bella dichiarazione d'amore che mi venga in mente adesso, e lo sarebbe anche se il protagonista non avesse sofferto di disturbo ossessivo-compulsivo...
P.S.: A dire il vero, in quest'ultimo link non mi ci sono imbattuta, ma l'ho scovato di mia iniziativa... perché dài, sotto sotto ce l'ho anch'io, un cuore! ;-)

domenica 13 febbraio 2011

Un soprassalto di dignità

Come preannunciato, la seconda metà della mattinata di oggi l'ho trascorsa in piazza Sacro Cuore, dove si è tenuto l'evento Se non ora, quando?. Benché il sole abbia fatto capolino solamente sul tardi, la massiccia partecipazione di persone di tutte le età e di entrambi i sessi ha reso la giornata radiosa ai miei occhi. :-) Ho girato un po' per la piazza, senza purtroppo incontrare nessuno che conoscessi, ho ascoltato i vari interventi, alcuni davvero "forti", altri forse un po' meno, ma comunque tutti meritevoli della massima attenzione, e ho scattato qualche foto, una parte delle quali è finita su Flickr.
In piazza era stato allestito un gazebo dove venivano distribuiti fogli di carta e pennarelli a chiunque desiderasse mettere per iscritto le ragioni per cui aveva deciso di partecipare alla manifestazione: le ultime tre foto del mio set ritraggono le pareti del gazebo, sulle quali venivano attaccati man mano i fogli.
Un momento particolarmente toccante della giornata è stato il flash mob di mezzogiorno, al quale non ho preso parte attiva, anche perché non avevo con me né sciarpa né foulard che potessero fungere da benda, ma che ho immortalato in un paio di foto. I partecipanti dovevano bendarsi gli occhi con la sciarpa e camminare a passi lentissimi in direzione del mare, poi, quando la musica si interrompeva, togliersi la benda e lanciarla in aria. Il significato di tutto ciò? Ovvio: il passaggio da una condizione in cui si è incapaci di vedere e quasi "anestetizzati" al momento in cui si aprono finalmente gli occhi sulla realtà e si è pronti ad agire e a reagire.
Anche se nelle intenzioni avrebbe dovuto trattarsi di un evento apolitico e apartitico, era prevedibile che potesse partire un bel po' di frecciate indirizzate al premier, e così è stato. In questo modo si finisce inevitabilmente per fornire argomenti alle accuse di strumentalizzazione formulate dalla maggioranza... ma non è mica colpa dei manifestanti, se in questo momento storico Berlusconi incarna la rappresentazione più evidente di un certo modo distorto di intendere i rapporti fra uomo e donna. Per citare un passaggio di questa videolettera, «il maschilismo in Italia non l'ha inventato Berlusconi, ma l'ha rispolverato tirandone fuori gli aspetti peggiori ed elevandoli a norma». Ed è arrivato il momento di dire basta a tutto questo!
Una bella giornata, dicevo... poi una torna a casa, si mette a tavola per pranzare davanti al televisore acceso su LA7, e nel servizio del telegiornale dedicato alla mobilitazione si trova davanti la faccia tosta (in tutti i sensi) dell'incorreggibile Daniela Santanchè intenta a pronunciare le seguenti testuali parole (dal minuto 11:10 in poi): «Loro stesse andavano in piazza a urlare "Il corpo è mio e me lo gestisco io", oggi vogliono invece decidere sul corpo degli altri. Una grande pena, una grande tristezza e ancora una volta donne che diventano strumento in mano agli uomini». Se lei prova pena e tristezza, allora come potrei definire io quello che provo sentendo una donna parlare in questo modo?! Comunque vorrei informare la "signora" (una che, lo ricordo, porta ancora il cognome dell'ex marito, noto chirurgo estetico, pur avendo divorziato da tempo, perché a quanto pare chiamarsi Santanchè le conviene) che la manifestazione è stata promossa dalle donne, e chiunque metta in dubbio il loro impegno in prima persona è il primo a offenderle... e soprattutto vorrei farle notare che usare il sesso come merce di scambio non si può assolutamente considerare un modo dignitoso di gestire il proprio corpo. «Il corpo è mio e lo gestisco io» implica semmai, al contrario, il rifiuto di sottostare ai giochi di potere gestiti dagli uomini.
Comunque non saranno certi vaniloqui a gettare ombre sul successo di una mobilitazione che ha coinvolto oltre un milione di persone in tutto il mondo (con tanto di immancabile "guerra di cifre" fra questure e organizzatori), né ci riuscirà l'articolo pubblicato ieri da Nicole Minetti, una delle protagoniste del "Ruby-gate", su Affaritaliani.it: il primo contributo incluso nella sua nuova rubrica intitolata Il favoloso mondo di Nicole (un titolo che dovrebbe suscitare le vibranti proteste di chiunque abbia amato il delizioso film di Jean-Pierre Jeunet). Per quanto mi riguarda, devo dire che non mi riconosco minimamente nel modello di femminilità che queste donne incarnano...

giovedì 10 febbraio 2011

Per un'Italia che rispetti le donne

Domenica prossima, 13 febbraio, è in programma la giornata di mobilitazione nazionale per chiedere un Paese che conceda a noi donne il rispetto che meritiamo.
Visitando il sito chiamato Se non ora, quando? (come il titolo di un romanzo di Primo Levi, l'autore di Se questo è un uomo) potrai trovare tutte le informazioni al riguardo, come il vademecum e l'agenda degli appuntamenti nelle varie città d'Italia nonché all'estero, consultare la rassegna stampa, guardare dei video e firmare una petizione.
Il testo dell'appello vale proprio la pena di riportarlo per intero qui di seguito...
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
Poiché questa manifestazione riguarda anche me, in quanto donna che considera la dignità femminile un valore da difendere sempre e comunque, domenica mattina dalle 10:30 in poi sarò anch'io in Piazza Sacro Cuore a Pescara per contribuire almeno con la mia presenza al successo di questa manifestazione. Chiunque si trovi in zona e condivida le finalità della mobilitazione sarà il benvenuto; anche se è prevedibile che le donne prevarranno come numero, auspico una massiccia partecipazione di uomini che esprimano in questo modo il loro sostegno alla causa (altrimenti vorrebbe dire che "ce la cantiamo e ce la suoniamo da sole", e alla fine non si va da nessuna parte...).
A proposito... non poteva mancare una pagina Facebook dedicata alla mobilitazione nazionale, e inoltre sono stati creati svariati eventi associati alle città dove si svolgeranno: ad esempio, qui c'è la pagina dedicata all'evento di Pescara. Nel sito dell'associazione culturale Movimentazioni sono presentate alcune attività in programma in Piazza Sacro Cuore, tra cui un flash mob. Dai, non farti pregare! :-)

mercoledì 9 febbraio 2011

Tin.it vs Gmail

Una delle prime cose che ho fatto, quando ho preso confidenza con lo smartphone, è stata configurare l'app Gmail affinché gestisse entrambi i miei account @gmail.com.* Ho ben presto constatato l'utilità di quest'applicazione, che consente di ricevere la posta praticamente in tempo reale grazie alla tecnologia push e di gestirla in tutta comodità. Anche per questo ho deciso che era proprio arrivato il momento di far confluire su Gmail la posta indirizzata agli altri miei account; visto che un account Gmail può scaricare la posta da un massimo di cinque indirizzi, avrei dovuto rassegnarmi a lasciare da parte quelli che raccolgono messaggi relativamente poco rilevanti.** L'indirizzo che mi importava di più era quello @tin.it, risalente ai tempi in cui navigavo in dial-up con Clubnet. Finché non mi sono registrata su Gmail, quello è stato per anni il mio principale recapito online, e su di esso continua ad arrivare una quantità di posta non trascurabile: soprattutto newsletter di servizi di e-recruitment, ma anche qualche messaggio personale proveniente da mittenti che conosco fin dagli albori della mia esperienza in Rete.
Ho effettuato tramite browser l'accesso all'account Gmail, ho selezionato Impostazioni, poi la scheda Account e importazione e, nella sezione Controlla la posta con POP3, ho cliccato sul pulsante Aggiungi account email POP3. In questo modo sono riuscita ad aggiungere tutti gli indirizzi che mi interessavano... tranne quello che mi stava più a cuore, ovvero quello @tin.it Dopo che ho inserito le relative credenziali, infatti, è comparso l'avviso che «Il server non ha concesso l'accesso POP3 utilizzando il nome utente e la password inseriti. Si è verificato un errore del server: "[AUTH] POP3 access not allowed"». Molto strano... non è che ho digitato una password errata? Macché, l'ho verificata accedendo tramite webmail, ed era corretta. Saranno sbagliati allora gli altri parametri? Macché, sono gli stessi con cui ho configurato Mozilla Thunderbird (server POP box.clubnet.tin.it, porta 110) e lì funzionano perfettamente... perché il mio provider è Alice, certo, altrimenti dovrei accontentarmi della webmail oppure far ricorso a programmini come FreePOPs e HTML2POP3 (sono all'oscuro dell'esistenza di eventuali estensioni per Thunderbird che supportino Tin.it).
Ebbene, il problema, sviscerato in svariate discussioni aperte nel forum di assistenza di Gmail, è che un paio d'anni fa (il 10 marzo 2009, per la precisione) Tin.it ha bloccato l'accesso via POP3/IMAP a chiunque non appartenesse al suo pool di connessioni... e, siccome i connettori POP3 di Gmail sono esterni al pool di indirizzi Tin.it, non vi si può più "dirottare" la posta. Stessa situazione per gli indirizzi @virgilio.it, mentre quelli @alice.it (altro dominio che fa capo all'azienda Telecom Italia) si riescono ad importare tranquillamente, cosa che ho potuto verificare di persona. Sarà mica perché Alice è un servizio a pagamento? ;-)
A quanto pare, non c'è modo di ovviare a questo inconveniente; se si potesse impostare l'inoltro automatico della posta in arrivo su @tin.it verso altri indirizzi, sarei a cavallo... ma purtroppo gli account gratuiti non offrono questa funzionalità. Nel mio caso tutto sommato poco male, dal momento che il mio indirizzo @tin.it è abbastanza obsoleto e in ogni caso posso ancora controllarlo regolarmente con Thunderbird; comunque vedrò di modificare pian piano le impostazioni delle newsletter alle quali risulto iscritta con l'indirizzo @tin.it, affinché mi arrivino d'ora in poi sull'account @gmail.com... finalmente! Per quanto riguarda gli sporadici mittenti in carne ed ossa, forse potrei pregarli di aggiornare l'indirizzo nella loro rubrica, sperando che recepiscano; so per esperienza che questo non è poi così scontato! ;-)

*Sì, ne ho due. Uno è dedicato alle mie "attività blogosferiche" ed è quello che puoi vedere nella sidebar qui accanto, mentre l'altro è quello "ufficiale", associato alle mie vere generalità. [Temo che un giorno non lontano le mie due identità, quella reale e quella virtuale (ma non per questo meno autentica), collasseranno l'una nell'altra e il mio intero microcosmo imploderà...]
**Ma quanti indirizzi ho?! Ehhh, troppi, temo...

domenica 6 febbraio 2011

Esercitare la memoria con Android

Quando mi dilettavo con Brain Training e More Brain Training per Nintendo DS (ottima abitudine che purtroppo ho finito per perdere ), gli allenamenti che mi mettevano più in crisi erano quelli che impegnavano maggiormente la memoria... tanto che, lo ammetto, avendo la possibilità di scegliere gli esercizi da svolgere per il calcolo dell'età cerebrale, evitavo con cura Memoparole e Memoria 5x5, così il mio cervello risultava più giovane! :-) (Che imbrogliona, eh? ;-)) Le mie facoltà mnemoniche non sono poi in condizioni così disastrose, sia chiaro... ma certe volte rimpiango assai i miei tempi migliori, quando rispetto ai periodi particolarmente stressanti sembravo Pico della Mirandola!
Adesso che ho lo smartphone sempre sottomano, ho cercato un'app per Android che mi aiutasse a riprendere ad allenare la memoria... ed è così che ho trovato Memory Trainer (tra le altre app dello stesso sviluppatore c'è anche Retro Camera, di cui ho già parlato e che, a differenza di Memory Trainer, è disponibile anche per iPhone).
L'app in questione mi sembra piuttosto ben fatta. Il suo maggior difetto? Non è disponibile in italiano... e se non conosci l'inglese potresti essere penalizzato soprattutto nello svolgere l'esercizio chiamato To-DoKu. Per quanto riguarda il funzionamento dei singoli esercizi, cercherò di riassumerlo qui di seguito.
Ebbene, finora ho completato le prime due sessioni di allenamento, caratterizzate da un livello di difficoltà minimo, affrontando le tipologie di esercizi che adesso vado ad elencare (credo che andando avanti salirà solamente il livello di difficoltà, ma se dovessero saltar fuori altri esercizi, magari in seguito all'uscita di qualche nuova versione, aggiornerò il post, promesso! :-)):
  • Lo scopo di GridGrind è quello di tenere a mente la posizione spaziale di una certa figura presente più volte in una griglia di tessere che si svelano brevemente, per poi tornare a capovolgersi.
  • Numberz richiede di memorizzare alcuni numeri telefonici da una rubrica con la tecnica del chunking (sì, beh, chi non ha mai "spezzettato" un numero di telefono per ricordarlo più facilmente?).
  • Sequencer consiste nel ripetere una certa sequenza visiva, prima della quale ti verrà indicato se devi focalizzarti sui colori (colours) o sulle forme geometriche (shapes).
  • TileFlip visualizza una griglia di immagini, poi te la risottopone dopo aver spostato le immagini e averne sostituita una: tu dovrai individuare l'intrusa.
  • To-DoKu richiede di ricordare determinate informazioni contenute in frasi enunciate sotto forma di to-do list.
L'app tiene traccia di svariati parametri di performance (Working memory, Chunking, Spatial memory, Imagery, Concentration) ed è in grado di rappresentarne l'andamento nel tempo sotto forma di grafico.
Infine, ecco alcune informazioni interessanti tratte dalla sezione Learn about memory training alla quale si può accedere dal menu principale dell'app. Uno studio della UCLA pubblicato sull'American Journal of Geriatric Psychiatry nel 2006 dimostra i benefici derivanti dall'esercitare la memoria con regolarità; tra questi vi è la riduzione del rischio di contrarre il morbo di Alzheimer. Se si desidera mantenere il proprio cervello sempre in forma, non bisogna comunque sottovalutare l'importanza di altri fattori: seguire una dieta sana, fare del moto e ridurre il più possibile lo stress (ahia! ).
[Ho eseguito una ricerca con Google Immagini usando come keyword "memoria"... Non è carinissima, la vignetta che ho trovato per illustrare il post? :-)]

giovedì 3 febbraio 2011

Scorciatoie da tastiera in Ubuntu

Da quando anni fa cominciai a utilizzare Windows, ho preso l'abitudine fin troppo radicata di operare tramite interfaccia grafica, salvo alcune rilevanti eccezioni. Ormai, in effetti, non potrei proprio più fare a meno di certe scorciatoie da tastiera per accedere alle funzioni più comuni: per citare le tre rappresentate visivamente nell'immagine qui accanto, Ctrl+C (copia), Ctrl+X (taglia), Ctrl+V (incolla).
Per sfruttare appieno la rinomata usabilità di Ubuntu Linux, ho individuato nel capitolo 15 di questo libro alcune combinazioni di tasti che si affiancano a quelle menzionate sopra (dovrebbe trattarsi di informazioni reperibili anche in Rete senza troppe difficoltà, comunque). Vale la pena di ricordare che alcune scorciatoie globali possono essere personalizzate selezionando SistemaPreferenzeScorciatoie da tastiera.
Rimandando alla documentazione delle singole applicazioni (e alle indicazioni che affiancano svariate voci di menu) per le scorciatoie che ad esse si riferiscono, faccio qui di seguito un elenco assolutamente non esaustivo*, raggruppato per categorie, delle scorciatoie che reputo più interessanti per utilizzare al meglio Ubuntu**... o, più propriamente, per l'utilizzo che ne faccio io! ;-) Immagino infatti che questo post potrà tornarmi utile come riferimento in futuro.
  • Sistema: F1 per visualizzare la guida contestuale, Alt+F1 per aprire il menu del pannello.
  • Finestre: Alt+F10 per massimizzare una finestra, Alt+F9 per ridurla a icona, Alt+F4 per chiuderla, Alt+F7 (poi tasti freccia) per spostarla, Alt+F8 (poi tasti freccia) per ridimensionarla, Alt+Tab (+Maiusc per invertire il senso) per passare da una finestra a quella successiva.
  • File manager Nautilus: F2 (rinomina), Maiusc+Ctrl+N (crea nuova cartella), Ctrl+H (mostra file nascosti), Ctrl+1 (vista icone), Ctrl+2 (vista elenco), Ctrl+3 (vista compatta), Alt+Invio (visualizza le proprietà dell'oggetto selezionato). Quando si trascina un file su una cartella, tenere premuto Ctrl per forzare la copia e Maiusc per forzare lo spostamento.
Inoltre, ecco alcune scorciatoie comuni a varie applicazioni...
  • Operazioni sui file: Ctrl+O (apri), Ctrl+S (salva), Maiusc+Ctrl+S (salva con nome), Ctrl+P (stampa).
  • Menu: F10 (apri il menu nella barra dei menu), Maiusc+F10 (apri il menu contestuale dell'elemento corrente).
  • Nel corso della digitazione del testo, possono tornare utili Ctrl+→/← (spostati di una parola alla volta), Maiusc+Ctrl+→/← (seleziona una parola dopo l'altra), Ctrl+A (seleziona tutto il testo), Ctrl+F (trova del testo).
  • Per la serie "Non tutto è perduto"... ;-) Ctrl+Z (annulla l'ultima operazione), Maiusc+Ctrl+Z (ripeti un'operazione annullata).
  • Infine, per la categoria "varie ed eventuali"... F11 (visualizza a schermo intero), Ctrl+W (chiudi finestra o scheda), Ctrl+Q (esci dall'applicazione).
La combinazione Ctrl+Alt+Canc, tanto "cara" agli utenti Windows, se eseguita in Ubuntu fa apparire una finestra che permette di arrestare, riavviare, sospendere o ibernare il sistema.

*Ad esempio, ho omesso alcune scorciatoie che oramai mi vengono fin troppo automatiche, come Canc e l'insidiosissima Maiusc+Canc...
**Beh, alcune si applicano anche a Windows, certo.

martedì 1 febbraio 2011

Sorrisi e malinconia


Non credo si possa negare che il successo di alcune commedie attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche sia dovuto almeno in parte alla martellante campagna promozionale di cui hanno beneficiato su stampa e televisione: per la precisione mi riferisco a Qualunquemente, Immaturi e Che bella giornata (in quest'ultimo caso devo ammettere di aver contribuito pure io nel mio piccolo alla causa... mentre invece gli altri due film non li ho ancora visti). D'altronde ho la sensazione che non siano in tantissimi ad essere al corrente dell'uscita di un'altra pellicola italiana: Febbre da fieno, per la regia di Laura Luchetti, la quale aveva già diretto due episodi del dimenticabile Feisbum. Nel cast, alcuni dei giovani attori più promettenti sulla piazza: Andrea Bosca, Diane Fleri, Giulia Michelini e Camilla Filippi, assieme a Giuseppe Gandini e Cecilia Cinardi.
Personalmente, avendo notato il titolo del film nell'elenco di quelli proiettati in questi giorni presso il multisala che frequento di solito, ho preso qualche informazione al riguardo e così ho deciso di andarlo a vedere oggi pomeriggio. Che dire... una rivelazione: capita di rado che una storia mi colpisca così tanto superando le mie aspettative. :-) È un film positivo, tenero e sincero, che fa sorridere e commuove; la naturalezza con cui vengono raccontati anche i passaggi più singolari della trama è tale da rendere il tutto sorprendentemente credibile e autentico. I vari intrecci sentimentali, che gravitano attorno a un negozio di modernariato tanto caotico quanto ricco di "tesori nascosti", sono narrati con partecipazione ma senza sdolcinatezza. Insomma, un film capace di emozionare e scaldare il cuore, tutto il contrario del celebratissimo Io sono l'amore, che ho visto qualche sera fa: stilisticamente ineccepibile, quello... ma freddo, artefatto e senz'anima, a mio modesto avviso.
Consiglio senz'altro di andare a vedere Febbre da fieno prima che sparisca dalla programmazione cinematografica: deduco che questo rischio incomba anche dal fatto che oggi ero da sola in sala...  Oramai ho perso il conto delle volte che mi è capitata questa situazione spiacevole nonché vagamente emblematica. Ogni tanto dietro l'ultima fila di poltrone faceva capolino un addetto che pareva volermi dire «Perché non te ne vai, così possiamo spegnere il proiettore?!» (ma sicuramente era il disagio che provavo a suggerirmi quest'impressione...).