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lunedì 31 gennaio 2011

Il telemarketing non sarà più lo stesso

Domani entrerà in vigore la legge varata nel 2009 che cambia radicalmente la gestione degli elenchi abbonati. La cattiva notizia è che si passa dall'attuale regime dell'opt-in all'opt-out; in parole semplici, mentre finora per poter contattare un utente per finalità commerciali pare che fosse necessario il suo esplicito consenso, d'ora in poi gli abbonati risultano tutti contattabili, salvo esplicito rifiuto, secondo il principio del silenzio assenso.
La buona notizia, d'altra parte, è che il consumatore ha finalmente a disposizione uno strumento per sottrarsi alle chiamate promozionali indesiderate: dovrebbe infatti essere sufficiente iscriversi, seguendo le procedure illustrate su La Stampa, al Registro delle Opposizioni gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho usato il condizionale perché, nel corso dell'edizione del tg LA7 andata in onda alle 13:30 di oggi, è stato spiegato che, se in passato firmando un contratto o una promozione abbiamo dato magari inconsapevolmente il consenso al telemarketing, allora non c'è registro che tenga, e l'unica soluzione per non essere disturbati è contattare l'azienda alla quale è stato dato il consenso e chiedere di ritirarlo: «una cosa molto difficile e complicata», secondo il giornalista di LA7. Inoltre è possibile iscrivere nel registro solamente i numeri che si trovano sull'elenco, quasi tutti utenze di telefonia fissa: in questo modo rimane irrisolto il problema delle telefonate pubblicitarie sui cellulari. Spetterà al legislatore ed al garante per la privacy fare chiarezza in una situazione che si mostra per certi versi più confusa di prima.
Mi dispiace davvero per le migliaia di operatori di call center (categoria della quale ho fatto parte pure io, anche se per un tempo infinitesimale) che probabilmente risentiranno in negativo della nuova normativa... ma ritengo che, se la mia famiglia farà ricorso all'opt-out, per loro non cambierà granché, o meglio dovrebbero solo esser lieti di evitare inutili perdite di tempo con noi: tanto abbiamo ormai preso l'abitudine di declinare ogni offerta, mentre suppongo che le provvigioni degli operatori non siano basate sul numero totale di chiamate effettuate, ma soltanto su quelle andate per così dire a buon fine.
[Nella foto, tratta da MYmovies, l'attrice Isabella Ragonese in una scena del film Tutta la vita davanti]

domenica 30 gennaio 2011

Strimpellando con l'androide

Ho sempre desiderato imparare a suonare la chitarra, solo che non ho mai avuto l'occasione di farlo... ma adesso che ho installato sul Wildfire l'app Guitar : Solo Lite, sviluppata da Coding Caveman, il mio sogno in qualche modo si realizza! :-) La straordinaria performance live messa in scena dagli Atomic Tom nella metropolitana di New York mi aveva già rivelato le notevoli potenzialità degli strumenti musicali virtuali installati su smartphone, ma poter strimpellare personalmente facendo scorrere le dita sul touchscreen mi ha fatto ancora più effetto. :-)
Mi sono subito voluta cimentare con un classico per lo strumento a sei corde, La canzone del sole di Lucio Battisti, ma ho scoperto che non era semplice come mi aspettavo. Eppure sono solamente tre accordi: La maggiore, Mi maggiore e Re maggiore... e non è neppure compito mio produrli, perché è sufficiente toccare il relativo pulsante nella parte superiore della schermata. Bah, magari questa lezione dedicata a chi vuole imparare a suonare il sempreverde battistiano potrà essere utile pure a me... :-) (Oltre a Chitarra da spiaggia, ho appena salvato nei Segnalibri anche un altro corso di chitarra per principianti)
Purtroppo la versione Lite gratuita dell'app è priva di svariate funzionalità interessanti (dalla scelta fra chitarra classica, acustica ed elettrica al multitouch, dalla possibilità di suonare su una base musicale a quella di veder scorrere gli spartiti con testi e accordi in sovraimpressione) che però diventano attive installando la versione Full: per soli € 2,91, immagino che ne varrà la pena.

sabato 29 gennaio 2011

Che cosa significa essere giovani?

Dopo essersi accomodati nella sala d'aspetto del mio dentista, per ingannare l'attesa i pazienti possono scegliere, in alternativa ai soliti giornali e riviste, alcuni volantini che riportano brani classici del pensiero e della spiritualità, come il celebre Inno alla vita firmato da Madre Teresa di Calcutta. Il testo che mi ha maggiormente colpita e indotta a riflettere, comunque, è stato una poesia sul tema della giovinezza attribuita a Samuel Ullman. Ho rintracciato la versione originale, e ne riporto qui di seguito la mia traduzione, che ho redatto a partire da quella pubblicata da Pablo.
La giovinezza non è un periodo della vita: è una condizione dello spirito. Non è questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia flessuose. È una disposizione della volontà, una qualità dell'immaginazione, una forza delle emozioni; è la vivacità dei più profondi impulsi vitali. La giovinezza presuppone una predominanza innata del coraggio sulla timidezza, del desiderio di avventura sull'amore per le comodità. Questo spesso si rileva in un cinquantenne, più che in un ventenne. Nessuno invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni: si invecchia per aver rinunciato ai propri ideali.
Gli anni possono raggrinzire la pelle, ma abbandonare l'entusiasmo raggrinzisce l'anima. L'inquietudine, l'incertezza, la mancanza di fiducia in sé stessi, la paura e la disperazione: sono queste le cose che fanno chinare la testa e riconducono lo spirito alla polvere.
Che abbia settant'anni oppure sedici, nel cuore di ogni essere umano c'è l'amore per la meraviglia, il dolce stupore per le stelle e per cose e pensieri simili a stelle, l'intrepida sfida degli eventi, il desiderio speranzoso tipico dei fanciulli di ciò che deve ancora venire, e la gioia per il gioco della vita.
Tu sei giovane come la tua fiducia, vecchio come la tua incertezza; giovane come la tua sicurezza in te stesso, vecchio come la tua paura; giovane come la tua speranza, vecchio come la tua disperazione.
Al centro del tuo cuore c'è una trasmittente senza fili. Finché questa riceverà i messaggi di bellezza, speranza, gioia, nobiltà, coraggio e forza dalla terra, dagli uomini e dall'universo, ti manterrai giovane. Quando le tue antenne si saranno abbassate ed il tuo cuore sarà ricoperto dalla fredda coltre del pessimismo e dal gelo del cinismo, allora sarai davvero invecchiato!
La versione che ho letto dal dentista in realtà era un po' diversa: eccola qua. Da quel che ho capito, si tratta del discorso che il generale MacArthur fece ai cadetti di West Point ispirandosi appunto alla poesia di Ullman.

venerdì 28 gennaio 2011

Una risposta non proprio convenzionale

Questa sera ti propongo un classico quesito i cui protagonisti sono due matematici che in quanto tali sembrano particolarmente propensi a trastullarsi coi numeri anche nelle situazioni più impensate. Ma non temere, non occorre essere uno scienziato per venirne a capo! :-)
Due vecchi amici matematici si ritrovano dopo molti anni, e si mettono a chiacchierare.
Il primo fa: «Allora hai tre figli? E quanti anni hanno?».
L'altro risponde: «Considerando le loro età come numeri interi, il loro prodotto è 36, e la somma è il numero civico della casa qui davanti».
Il primo, dopo averci pensato un po' su, sbotta: «Beh, gli elementi che mi hai fornito non sono certo sufficienti!», e il secondo ribatte: «Hai ragione: il maggiore ha gli occhi azzurri».
Quali sono le età dei tre figli?

mercoledì 26 gennaio 2011

Scoprire Linux

PeLug Tux, la mascotte del PescaraLUGAlle ore 15:30 di sabato prossimo, 29 gennaio, presso la sede CGIL di via Benedetto Croce n° 108 a Pescara comincerà la prima delle dieci lezioni del corso base sul sistema operativo Linux (più propriamente denominato GNU/Linux) organizzato dal PescaraLUG; qui accanto puoi vedere la mascotte dell'associazione, nient'altro che il classico Tux simpaticamente rivisitato in versione "pesciarola"... non è adorabile? :-) Il corso è libero, gratuito... e oserei dire anche "open source", nel senso che in genere tutto il materiale delle lezioni viene reso disponibile sul sito del PescaraLUG; l'anno scorso è stato così.
Dopo esser rientrata nell'affascinante mondo di Linux a maggio del 2009 in seguito all'acquisto del netbook, nel 2010 ho assistito a tutti gli incontri in programma... e credo che varrà la pena di tornarci almeno qualche volta pure quest'anno, dal momento che il programma del corso è stato rielaborato inserendo argomenti nuovi. In qualità di entusiasta proprietaria di un HTC Wildfire, è naturale che mi interessi particolarmente la lezione su Android: sono certa che ne uscirò conoscendo svariati trucchi e nozioni in più.
A proposito... lo sapevi che dalla sezione Libri dell'autorevole Punto Informatico è possibile eseguire il download gratuito, previa semplice registrazione, di un'ottima selezione di testi dedicati alla programmazione per il Web, al Web design, al networking e, più in generale, allo sviluppo della Rete ed alle tecnologie ICT? Ieri ho scaricato diversi PDF, ai quali mi dedicherò chissà quando... ma proprio non vedo l'ora di leggere Android Programming, il più scaricato in assoluto finora, e di cimentarmi nella creazione della mia prima app, foss'anche una che si limita a visualizzare sul display dello smartphone il classico messaggio «Hello, world!». :-)
[UPDATE del giorno dopo: neanche a farlo apposta, proprio oggi il summenzionato autorevole sito ha dedicato un breve ma significativo articolo al corso organizzato dal PescaraLUG! :-)]

martedì 25 gennaio 2011

L'interprete in tasca

A proposito del Conversation Mode, la nuova rivoluzionaria feature di Google Translate per "comprendere" e tradurre in un'altra lingua le frasi pronunciate dall'utente, avevo dato pochi giorni fa una scorsa ad un articolo pubblicato su Repubblica... ma per decidermi a provarla mi ci è voluta la recensione di Paolo Attivissimo, il quale mi ispira senz'altro più fiducia rispetto alla stampa generalista, quando si tratta di certi argomenti. Ho scaricato l'app Google Translate versione 2.0.0, dopodiché è comparso l'invito ad installare il programma di sintesi vocale eSpeak for Android (a me comunque sembra che vada benissimo pure quello preinstallato, Pico TTS)... però mancava ancora qualcosa: un sistema per il riconoscimento vocale. L'app necessaria si chiama Voice Search (Ricerca vocale, sull'Android Market italiano)... e una volta installata ho immediatamente messo Google Translate alla prova, divertendomi a pronunciare frasi in inglese che l'app ha inteso correttamente (si vede che sono in grado di sfoggiare una English pronunciation niente male, se solo m'impegno un pochettino! :-)) e tradotto in spagnolo nel giro di pochissimi secondi. Non trovo le parole per esprimere la sensazione di assoluto... WOW che ho provato! :-O
Come mai ho impostato l'idioma castigliano come lingua di destinazione? Beh, perché mi risultava, dopo aver letto questo post, che in questa fase beta il Conversation Mode supportasse solamente l'inglese e lo spagnolo (mentre per la traduzione di testo scritto Google Translate gestisce molte più lingue). Invece oggi ho provato a selezionare l'italiano... e con sommo gaudio ho scoperto che funzionava quasi come per lo spagnolo! :-D (in quest'ultimo caso l'interfaccia è leggermente più immediata, ma in sostanza non cambia poi molto)
Supponi di dover conversare con una persona di madrelingua inglese senza sapere una parola dell'idioma britannico. In che modo ti può aiutare Google Translate? Beh, apri l'app, imposti Italiano come lingua di origine e Inglese come lingua di destinazione, poi fai tap sul pulsante con il microfono e pronunci la tua frase. Una volta terminato di parlare, lo smartphone invia i dati audio ai computer di Google... e pochi istanti dopo, ecco che sul display compare la traduzione in inglese della frase che hai pronunciato. Se il sistema ha frainteso quello che hai detto (puoi rendertene conto verificando il contenuto del campo in alto) dovrai ripetere i vari passaggi, eventualmente cercando di scandire meglio le parole e riducendo ove possibile i rumori di fondo; se invece ha capito bene, puoi far ascoltare al tuo interlocutore la traduzione facendo tap sull'icona dell'altoparlante che si trova accanto ad essa. A questo punto probabilmente l'anglosassone vorrà rispondere... e allora che si fa? Beh, basta fare tap sul pulsante con le due freccette per scambiare la lingua di origine con quella di destinazione, poi fare tap sul pulsante con il microfono e avvicinare il cellulare all'interlocutore per captare nel miglior modo possibile le sue parole: anche questa volta, la traduzione arriverà sul telefono in una manciata di secondi.
Probabilmente questo sistema non è ancora maturo per assistere persone che intendano dissertare, ad esempio, di filosofia... ;-) ma per le situazioni che si presentano più frequentemente nella vita di tutti i giorni può rappresentare un ausilio preziosissimo e insostituibile: già, perché, a differenza di un interprete simultaneo in carne ed ossa, puoi tenerlo sempre a portata di mano, lo smartphone (magari la conversazione non risulterà altrettanto spedita che con l'aiuto di un professionista...).
Si può immaginare che, man mano che tecnologie come questa si diffonderanno, perfezionandosi sempre di più, allora la comprensione fra persone che parlano lingue diverse diverrà una realtà accessibile per una quota sempre crescente della popolazione mondiale! :-D (Si è percepito quanto tutto questo mi esalti? ;-))
Un aspetto da non sottovalutare? È presumibile che il servizio offerto da Google Translate torni utile specialmente quando ci si trova all'estero... e in tal caso bisogna tener conto del fatto che in genere la tariffazione del traffico dati in roaming è tutt'altro che conveniente. Comunque ti potrà spesso venire in soccorso il Wi-Fi, che oltreconfine dovrebbe aver mediamente preso piede più che da noi.
Il video qui sotto mostra il Conversation Mode all'opera; siccome le lingue utilizzate sono inglese e tedesco, non posso garantire che tu riesca ad afferrare granché di ciò che viene detto... comunque si capisce abbastanza bene lo stesso il funzionamento di questa feature, piccola défaillance inclusa! ;-)


[Hai riconosciuto nell'immagine che apre il post la leggendaria Torre di Babele?]

lunedì 24 gennaio 2011

A proposito di Dropbox

Hai già sentito parlare di Dropbox? Se no, sappi che si tratta di «un software multipiattaforma (disponibile per Windows, MAC OS X, Linux, iOS e Android) cloud based che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite Web» (fonte Wikipedia). Un servizio molto utile, se non indispensabile, per tutti coloro che lavorano su più di un computer.
Nel mio caso, oltre che una soluzione per fare il backup online dei dati più importanti in tutta sicurezza grazie ad algoritmi di cifratura altamente affidabili, Dropbox rappresenta soprattutto una validissima alternativa alla pendrive USB (che ha la dispettosa abitudine di "nascondersi" ;-)) per trasferire file da notebook a netbook e viceversa; unica pecca, la scarsa velocità di upload... ma se non si ha fretta e si rimane online sufficientemente a lungo, dov'è il problema? Di recente ne ho anche installato la versione mobile per Android sullo smartphone: veramente comoda! :-)
Nella sua versione di base gratuita, alla quale si affiancano due tipologie di account Pro a pagamento, Dropbox mette a disposizione 2 GB di spazio... ma ci sono vari modi per incrementarli: far sì che i tuoi amici si registrino mandando loro via e-mail un invito contenente il tuo referral personalizzato, segnalare il servizio su Facebook e Twitter... e in questi giorni partecipare alla Dropquest 2011, una sorta di caccia al tesoro che regala 1 GB in più a tutti coloro che arrivano fino in fondo, riservando premi ancor più allettanti ai solutori più veloci. Alcuni degli step da superare sono piuttosto impegnativi... e personalmente dubito che sarei riuscita a completare il percorso, se non avessi spudoratamente approfittato delle soluzioni illustrate da Gioxx e da Catepol! ;-)
[Nota: non so esattamente per quanto tempo ancora rimarrà aperta la possibilità di partecipare al concorso... perciò, se il giga in più ti fa gola, ti consiglierei di affrettarti. Inoltre, se ambisci a conquistare il premio velocità, devi sapere che, dopo aver iniziato il gioco, non potrai prenderti una pausa. Io avevo intrapreso il percorso qualche giorno fa, arenandomi dopo i primi step... e, quando ieri ho ricominciato da capo e mi sono messa d'impegno per terminarlo, alla fine mi è stato comunicato che avevo impiegato qualcosa come 170 ore...]
Non hai ancora un account Dropbox? Se ti registri mediante questo link, anziché creare un account da zero partendo dalla home page del sito, otterrai automaticamente 250 MB di spazio in più rispetto ai 2 GB di base. Ehm, a dire il vero, trattandosi del mio referral personalizzato, in questo modo toccheranno pure a me 250 MB in più, fino a un limite di 8 GB... ma, siccome lo spazio che ho a disposizione al momento è più che sufficiente per le mie esigenze, ne consegue che il mio è un invito totalmente disinteressato ed altruista! ;-)
A proposito di cloud computing... proprio oggi pomeriggio, spulciando questo libro, sono venuta a conoscenza di una funzionalità di Ubuntu Linux che finora avevo colpevolmente ignorato: Ubuntu One. A differenza di ciò che pensavo, non di un semplice archivio online si tratta, bensì di un servizio di sincronizzazione e condivisione di file e cartelle parecchio simile a Dropbox, ma reso ancor più potente dalla stretta integrazione con il sistema operativo e con svariate applicazioni facenti parte del fantastico mondo di Ubuntu: in particolare, è possibile gestire in maniera ottimale la musica scaricata dall'Ubuntu One Music Store, le note create con Tomboy ed i contatti salvati in Evolution. Ho appena scoperto che è stato fatto un importante passo avanti verso un servizio realmente multipiattaforma rilasciando il client UbuntuOne per Windows, ancora in versione beta... e quindi, allo stato attuale, l'unica limitazione di Ubuntu One rispetto a Dropbox sembrerebbe essere il minor spazio a disposizione nella versione di base gratuita: 2 GB che, se non erro, è possibile incrementare solamente mettendo mano al portafoglio.

sabato 22 gennaio 2011

LEGO forever!

Dopo qualche mese, torno ad occuparmi dei mitici mattoncini LEGO per segnalarti un paio di cosucce notevoli che mi sono capitate sotto gli occhi in questi giorni. Enjoy! :-)
Per prima cosa, da' un'occhiata a questa galleria che mostra alcune scene clou di diciassette pellicole tra le più famose di tutti i tempi, da Psycho a Tron: Legacy, da Arancia meccanica a Inception, ricreate tramite i LEGO. Tanto per fare un esempio, ecco qui sotto la riproduzione della locandina di The Twilight Saga: New Moon, posta a confronto con l'originale.

L'immagine seguente... beh, se bazzichi un pochino il genere fantastico, sarà facile per te indovinare a quale blockbuster sia ispirata!

E le altre foto, riesci a ricollegarle al film corrispondente? Se no, i titoli originali li trovi al termine del post in questione.
Infine, hai mai sentito parlare della macchina di Anticitera? Se la tua risposta è no, sappi che si tratta del più antico "computer" conosciuto, recuperato nel 1901 nei pressi dell'isola greca di Anticitera (appunto). Ovviamente, essendo stato costruito almeno un secolo prima di Cristo, non si trattava di un calcolatore elettronico, bensì meccanico... fatto sta che era abbastanza sofisticato da riuscire a calcolare numerosi dati astronomici utili per predire gli eventi celesti con sorprendente precisione. Ebbene, di recente è stata realizzata una riproduzione perfettamente funzionante di quell'antico quanto portentoso congegno: per farlo ci sono voluti 1500 pezzi LEGO Technic, 110 ingranaggi e 30 giorni di lavoro. Il video qua sotto, per quanto le scritte in sovraimpressione siano in inglese, spiega il tutto in maniera abbastanza chiara.

venerdì 21 gennaio 2011

Ma non era lei, quella...?

Nella distopica realtà nata dalla fervida immaginazione dello scrittore George Orwell e descritta nel suo celebre romanzo 1984 (qui il testo originale), che ho finalmente letto l'estate scorsa scoprendo in tale circostanza che l'opera aveva anche ispirato l'ultimo album della mia band preferita, la storia veniva riscritta a beneficio del Grande Fratello (a proposito, da quando ho finito il libro, l'omonimo reality show mi è ancora più odioso... :-/): se un fatto già successo rivelava contraddizioni o fallibilità del Partito, esso veniva sistematicamente rimosso da tutte le cronache senza lasciar traccia.
Per fortuna, se messo a confronto con la nostra realtà attuale, tutto questo appare semplicemente come un brutto incubo... e viva la Rete, che ci è di grande aiuto per conservare la memoria di fatti che qualcuno vorrebbe non fossero mai accaduti, come certi trascorsi dei politici più in vista: momenti che probabilmente in parecchi casi gli interessati vorrebbero tanto cancellare dal loro passato, se solo potessero.
È così che capita di vedere Daniela Santanchè ospite ad Annozero... e, mentre la si guarda tutta intenta a difendere a spada tratta il suo leader dalle infamanti accuse che sono recentemente piovute sulla sua persona, ricordare che neppure tre anni fa l'allora candidata premier della Destra invitava l'elettorato femminile a non votare Silvio, reo di vedere le donne «solo orizzontali». In tempi più recenti la signora, ritornata chissà come all'ovile berlusconiano, si è scagliata contro il profeta Maometto, definendolo un «pe-do-fi-lo» e rischiando un incidente diplomatico con la comunità islamica... e viene da chiedersi come possa essere oggi così indulgente nei confronti di un uomo sospettato di essersi macchiato di una colpa non troppo dissimile.
Nonostante la raffica di scottanti rivelazioni emerse nel corso della puntata di Annozero, la Santanchè ha resistito strenuamente (oltretutto sfidando la capacità di sopportazione dei telespettatori come me! :-/) fin quasi alla fine, abbandonando ostentatamente lo studio soltanto quando il disegnatore satirico Vauro ha sfoderato una vignetta a dir poco irriverente. Si vede che al Papa lei ci tiene molto di più che al Papi... ;-)
Update del 28 gennaio: ecco qua un'altra macchia nel recente passato della Santadeché. Si stenta a capacitarsi del fatto che non siano trascorsi nemmeno tre anni...

mercoledì 19 gennaio 2011

Sta a noi comunicare... la situazione dell'ambiente in Italia

Dei problemi che riguardano l'ambiente in cui viviamo non si parla mai abbastanza... e questo è decisamente un male, perché in gioco c'è nientemeno che il futuro dell'umanità. A tal proposito, segnalo volentieri l'innovativa ed ambiziosa iniziativa promossa da AvoiComunicare: il primo documentario interamente dedicato ai pericoli che l'ambiente corre in Italia. Si tratta di un progetto pensato per essere sviluppato online in tutte le sue fasi: scrittura, sceneggiatura, produzione, montaggio, sonoro e distribuzione... senza dimenticare il primissimo passo, ovvero la scelta del titolo. La piattaforma che permetterà di realizzare tutto questo è un wiki apposito.
Nel video qua sotto (registrato nel corso dell'ultima BlogFest, o sbaglio?), il noto geologo e ricercatore Mario Tozzi e Loredana Grimaldi di Telecom Italia spiegano il progetto e il manifesto che lo ha ispirato.


Anche tu, se ti interessa, potresti figurare tra gli autori di questo film, dando il tuo contributo sotto forma di video, audio, immagini... per raccontare e denunciare il degrado ambientale che purtroppo affligge il nostro caro "giardino d'Europa", il Belpaese per antonomasia. Allora, cosa aspetti a condividere le tue idee al riguardo? :-)

lunedì 17 gennaio 2011

Girare il mondo... senza muoversi dal pc

Quest'oggi prendo esempio da maury e segnalo pure io un servizio, per certi versi simile a MapCrunch al quale a suo tempo mi limitai a dedicare un breve tumblepost, che ti permette di girare virtualmente il mondo, e conoscere più posti di quelli che il più accanito globe-trotter potrebbe mai visitare in una vita intera, rimanendo comodamente seduto davanti al tuo pc: il sito si chiama 360 Cities e propone fotografie panoramiche provenienti dai cinque continenti. A dire il vero, più che di 360°, sarebbe forse più corretto parlare di 2π steradianti (giusto?), poiché la visuale può spaziare anche verso il suolo e soprattutto verso il cielo... come potrai notare tu stesso se il puntatore del mouse sfuggirà un attimo al tuo controllo! ;-)
Le foto disponibili coprono gran parte delle località più caratteristiche del pianeta: basta zoomare un po' sulla mappa per rendersene conto. Ad esempio la suggestiva veduta serale che puoi ammirare qui sotto, acquisita a Parigi nei pressi del celebre Arco di Trionfo, permette di passare in rassegna le dodici strade che confluiscono in Place Charles-de-Gaulle (meglio nota come Place de l'Étoile), compresa la maestosa Avenue des Champs-Élysées.


Mentre la Ville Lumière ho già avuto il piacere di visitarla di persona, Praga invece non ancora... e per il momento vedrò di accontentarmi della relativa immagine panoramica da 18 gigapixel: stupefacente! :-)
Purtroppo il nostro Belpaese non è ancora adeguatamente coperto dal servizio. Ad esempio nel mio bel luogo natio, Fabriano, per quanto l'ultima volta che ci sono stata abbia riscontrato tracce fin troppo evidenti del sisma del 1997, esistono scorci più degni di nota rispetto all'unica veduta che è stata caricata sul sito, il pur interessante esterno del Museo della Carta e della Filigrana che puoi vedere qua sotto...


I panorami abruzzesi attualmente disponibili riguardano quasi tutti la Zona Rossa a L'Aquila: vale la pena di esplorarli per rendersi conto di come appare oggi il capoluogo della mia regione dopo il disastroso terremoto del 6 aprile 2009.
Un'ultima cosa: se la fotografia VR è la tua passione, scegliendo di aderire alla community di 360 Cities potrai usufruire di una validissima piattaforma per pubblicare e condividere i tuoi lavori.

Modus Operandi for Android

[EDIT: se ti interessa questo post, è molto importante che tu legga pure l'update in fondo. Morale della favola: dura la vita della blogger che decide di occuparsi di argomenti tecnici... Per quanto lei si impegni ad essere quanto più accurata possibile, scoprirà che non sono mai abbastanza approfondite le prove che si fanno!]
Il cellulare che ti squilla in una situazione inopportuna (tipo in chiesa ;-)) perché hai dimenticato di disattivare la suoneria: un fastidioso inconveniente che sarà capitato a moltissime persone. Oserei dire che questo problema è destinato ad essere prima o poi definitivamente risolto con l'avvento degli smartphone, i quali rendono possibile eseguire determinate azioni (tipo regolare il volume della suoneria o il livello di luminosità dello schermo, abilitare/disabilitare la modalità Aereo, il servizio APN, il Wi-Fi, il Bluetooth, il GPS...) a seconda che siano verificate o meno determinate condizioni (ora del giorno oppure giorno della settimana, livello di carica della batteria, posizione corrente...). Quello che interessava a me, che al lavoro faccio lo stesso orario tutti i giorni dal lunedì al venerdì, era innanzitutto disattivare automaticamente la suoneria del cellulare quando sono in ufficio; non è mica obbligatorio... ma, poiché mi piacerebbe che anche gli altri lo facessero, intanto provo a dare il buon esempio! ;-) Ho trovato svariate app che facevano al caso mio (Locale, Tasker, Setting Profiles)... però sono tutte a pagamento, prevedendo tutt'al più una versione gratuita con funzionalità limitate. In questa prima fase da "androidiana" mi sto attenendo alla regola di non installare applicazioni a pagamento, laddove riesca a trovare un'alternativa gratuita che funzioni in modo soddisfacente... e per lo scopo di cui parlavo sopra l'alternativa appunto esiste, e si chiama Modus Operandi.
Tale applicazione permette di creare diverse Situazioni (ad esempio Casa, Lavoro...) associando a ciascuna determinate Condizioni e le corrispondenti Azioni. La particolarità di quest'app è la sua architettura modulare ed espandibile: in parole povere, ciascun utente può limitarsi ad installare solamente i plugin che gli interessano, a seconda delle sue esigenze. Nel mio caso sono stati sufficienti i plugin Days of Week, Time Plugin e Audio Plugin. Ho creato la Situazione Ufficio, alla quale ho associato:
  • una Condizione Days of Week (ho selezionato i giorni della settimana dal lunedì al venerdì) e due Azasoft Time Condition (l'ora dev'essere maggiore (>) di quella in cui inizio a lavorare e minore (<) di quella in cui stacco);
  • un'Azione legata all'Audio Manager Plugin: azzerare il volume della suoneria (Ringtone) attivando al contempo la vibrazione (così, nel caso in cui dovesse arrivare una chiamata urgente, me ne accorgerei sentendo vibrare il telefono appoggiato sulla scrivania). L'Azione viene eseguita soltanto se tutte le Condizioni suddette sono verificate contemporaneamente (operatore logico AND).
Con quest'unica Situazione impostata, se quando torno a casa non alzassi manualmente il volume della suoneria, il telefono rimarrebbe silenzioso... e così ho creato un'altra Situazione, chiamandola Casa: essa è un pochino più semplice, comprendendo, oltre all'Azione di ripristinare il volume della suoneria, una sola Condizione temporale (orario > di quello in cui arrivo a casa). Tale Condizione diventa vera anche il sabato e la domenica, quando la Situazione Ufficio non si verifica... ma ciò non implica comportamenti indesiderati né superlavoro per l'applicazione, che tanto entra in funzione all'avvio di Android ed è impostata per default in modo da controllare le Situazioni attive (cioè quelle il cui interruttore virtuale si trova in posizione ON) ogni 10 minuti.
Lo sviluppatore in persona, il giovane ingegnere Dario 'Azatoth' Lipari, dopo aver annunciato il rilascio della sua applicazione, ne ha spiegato il funzionamento, dando particolare risalto alle regole da seguire per evitare conflitti tra Situazioni e comportamenti anomali, in questo thread che mi è sembrato piuttosto esauriente e chiaro per utenti di ogni tipo... anche se forse coloro che hanno un'infarinatura di informatica e di algebra di Boole saranno avvantaggiati nel comprenderlo! ;-)
Un'ultima cosa: Modus Operandi è sì gratuito... ma installando Modus Operandi AD Remover, che costa appena 1,50 €, non vedi più le pubblicità e al tempo stesso supporti lo sviluppatore! :-)
[UPDATE: prima di affidarti ciecamente a Modus Operandi, ti consiglio senz'altro di fare qualche prova per essere sicuro che non si comporti nel modo sbagliato al momento sbagliato. Ad esempio, stamattina l'app ha regolarmente riconosciuto la Situazione Ufficio, disattivando la suoneria... ma finora, anche se la Condizione associata alla Situazione Casa è vera da parecchio, non ha ancora eseguito la relativa Azione, ovvero il telefono è rimasto muto. Sto cercando di capire se può dipendere da me, ma ci sono ben pochi margini d'errore in un problema dalla logica così semplice...]

giovedì 13 gennaio 2011

What a beautiful day

Poco più di un anno fa, esprimendo le mie impressioni sulla commedia Cado dalle nubi, scrissi «Dopo il successo di questo film, a Luca Medici verrà sicuramente chiesto di ripetersi... ma gli toccherà inventarsi qualcosa di completamente nuovo, visto che la carta pseudo-autobiografica se l'è già giocata. Che si goda il momento, intanto, poi si vedrà!». Ebbene, adesso che ho visto Che bella giornata, anch'esso diretto da Gennaro Nunziante, posso dire che il comico pugliese è felicemente scampato alla "maledizione dell'opera seconda", anzi, forse ha superato sé stesso, regalandoci un'ora e mezza di spensierato divertimento. :-) Il protagonista è sempre il Checco Zalonedal dialetto barese "Che cozzalone!", che significa letteralmente "Che contadinone!", quindi "Che tamarro!"», cit.] che conoscevamo, con le sue ingenue gaffe e gli inconfondibili strafalcioni; la principale differenza è che stavolta il personaggio veste i panni di un tutt'altro che affidabile addetto alla sicurezza, e non più del cantante neomelodico in salsa partenopea "nato" a Zelig (anche se nella colonna sonora del nuovo film non potevano mancare un paio di canzoni di facile presa, Se mi aggiungerai e L'amore non ha religione). Il più grosso difetto della sceneggiatura, secondo me, è l'approccio un po' troppo leggero e "fiabesco" con cui viene risolta una questione delicata come il terrorismo di matrice islamica; vabbe' che da un film comico non si può pretendere chissà cosa, però...
Il trailer, assieme a Wikiquote, propone un assaggino delle gustose gag che il buon Checco inanella incessantemente interagendo con gli altri personaggi: dall'affascinante e misteriosa Farah con l'acca finale (anzi, la "mutina"... era dai tempi delle elementari che non sentivo questa parola! ;-)) al povero colonnello Mazzini (Ivano Marescotti), dal cardinal Rosselli (un Tullio Solenghi perfetto in quel ruolo... ed anche nel prestare la voce al più alto superiore del prelato! ;-)) a Nicola Zalone (ma non è un tantino giovane, Rocco Papaleo, per la parte del papà di Checco...?) che da militare ha accettato di partire in missione di pace in Iraq «per pagare il mutuo» (e puntuali sono arrivate le polemiche), senza dimenticare il cantante CapaRezza nei panni di sé stesso costretto ad accontentare gli invitati a un battesimo eseguendo brani distanti anni luce dal suo repertorio (del resto, pure quattordici anni fa non sembrava mica lui... :-)). Il finale per certi versi inatteso non mi ha impedito di lasciare la sala con un gran sorriso sulle labbra... anzi! :-D
Pur essendo uscito da appena una settimana, con i suoi incassi da record Che bella giornata ha già sconfitto persino la "corazzata" Avatar, che finora sembrava imbattibile o quasi, potendo contare anche sul 3D che fa lievitare il prezzo del biglietto. Per quanto mi riguarda, la prova più tangibile di un così clamoroso successo l'ho avuta domenica pomeriggio: la pellicola era proiettata in tre delle dodici sale del Multiplex Arca, dove ero arrivata senza aver accortamente prenotato e con "appena" mezz'ora di anticipo rispetto all'orario dello spettacolo prescelto. Poiché quello e pure i due successivi risultavano sold out, ho preferito andar via evitando l'interminabile fila alle casse. Ho ritentato poi l'impresa martedì, giornata cinematograficamente assai più tranquilla, ed ho avuto miglior fortuna. :-)
Un altro film comico che ho visto recentemente è La banda dei Babbi Natale; non è stato uno spasso ai livelli di Che bella giornata, ma senz'altro molto carino e soprattutto privo di volgarità... mentre Checco Zalone ai doppi sensi non rinuncia, inutile negarlo. Oserei dire che il "cinepandoro" di Aldo, Giovanni & Giacomo è stato il loro miglior film, addirittura più piacevole rispetto a Chiedimi se sono felice che finora era il mio preferito; quest'ultimo l'ho appena rivisto in televisione, notando come alcune scene non fossero particolarmente riuscite. L'aspetto più degno di nota di quel film, comunque, era la deliziosa colonna sonora, firmata da Samuele Bersani...

mercoledì 12 gennaio 2011

La sveglia birichina

A parte il mio primissimo telefonino, un elegante quanto essenziale Siemens C25 (che però permetteva di comporre suonerie personalizzate mediante la tastiera... che spasso! :-)), i cellulari che ho posseduto successivamente, dal Nokia 3310 in poi, sono stati tutti dotati di orologio/sveglia. Impostare la sveglia, spegnere il telefonino, addormentarmi, aprire svogliatamente gli occhi al suono dell'allarme il mattino dopo, cercare il cellulare a tentoni nel buio per accenderlo del tutto o almeno zittirlo: ecco gli step a cui sono stata abituata per anni. Quando ho deciso di passare a uno smartphone, non ho considerato che dal punto di vista della sveglia mattutina avrei dovuto cambiare abitudini, eliminando il secondo step: infatti, per quanto si possa essere scrupolosi nel programmare l'allarme, se si spegne il "cellulare intelligente" non si può sperare che si riaccenda da solo per attivare la suoneria, trattandosi di un apparecchio per molti versi più affine ad un computer che a un semplice telefonino. (Piccolo inciso: osservando il mio Wildfire, una persona mi ha chiesto «Ma questo coso telefona, anche?». La domanda non era poi così oziosa: infatti in quel momento, pur avendo già giocherellato a lungo con il mio nuovo gioiellino, la funzione di telefono non l'avevo ancora messa alla prova... :-))
Insomma, se voglio che la sveglia del mio "androide" faccia il suo dovere al mattino, devo rassegnarmi a lasciarlo acceso la sera prima: non si tratta di un bug (a differenza di questo ;-)), ma di un inconveniente sì, di un piccolissimo passo indietro, se così si può dire... anche se compensato più che abbondantemente dalle enormi potenzialità di questo genere di dispositivi. Per fortuna esiste un semplice espediente per evitare di essere svegliati da (abbastanza improbabili, nel mio caso ;-)) chiamate fuori orario in arrivo sul telefonino acceso: attivando la modalità Aereo – copincollo dalla guida utente – «tutte le radio wireless sul telefono vengono disattivate, inclusa la funzione chiamata, i servizi dati, il Bluetooth e il Wi-Fi». Questa modalità di funzionamento, unitamente allo spegnimento del display, dovrebbe ridurre al minimo il consumo di batteria, che come ho già detto risulta uno dei problemi più rilevanti degli aggeggi in questione: mi riservo di verificare la cosa nei prossimi giorni.
[UPDATE del 13/1. Risultato dell'esperimento della notte scorsa: ho constatato che, attivando la modalità Aereo e lasciando spento il display, il consumo di batteria da mezzanotte alle ore 8, quando è suonata la sveglia, è risultato irrisorio. Una bella differenza rispetto a ciò che accade quando il telefono è in modalità normale: in un analogo intervallo di tempo la carica scende notevolmente]
A dire il vero nel mio caso il problema non sussiste, in quanto per svegliarmi posso ancora utilizzare l'altro mio cellulare attualmente "in servizio", un Nokia 3600 Slide; la differenza è che quello di allarmi consente di impostarne soltanto uno, con l'eventuale selezione dei giorni della settimana in cui deve essere attivo (quelli lavorativi, tipicamente), mentre con il Wildfire potrei programmarne quanti ne voglio.
Una soluzione sarebbe quella di collegare lo smartphone al caricabatterie la sera e lasciarlo in carica per tutta la notte, in modo da ritrovarlo bello "pimpante" all'inizio della giornata successiva. Ricordo che le batterie al litio non soffrono del famigerato effetto memoria, quello che obbligava a lasciar scaricare completamente le batterie di vecchio tipo prima di ricaricarle, per non comprometterne l'efficienza; alcuni continuano a sostenere che sottoporre ogni tanto la batteria a un ciclo "scarica completa/ricarica" giovi alla sua vita utile e ritardi l'inesorabile decadimento, mentre altri negano che questo serva a qualcosa. Comunque adesso ti saluto e vado a leggermi questo post sull'argomento che mi è appena stato segnalato da un altro utente di Android(i). Bye! :-)
[Il titolo del post è un omaggio a un pezzo di storia della canzone per bambini. :-) Infine mi sono decisa una buona volta a creare il tag android per etichettare i miei post passati sull'argomento, ma soprattutto quelli futuri: ne ho già diversi in cantiere, in effetti...]

martedì 11 gennaio 2011

Occhio ai limiti di velocità ...

Il primo quesito che ti propongo nel 2011 [a proposito, oggi è l'11/1/'11... embe'?! Vuoi mettere il momento unico che si verificherà alle ore 11, 11 minuti e 11 secondi dell'11 novembre 2011? ;-)] ha a che vedere con un guidatore un tantino avventato...
Un automobilista compie un tragitto di dieci chilometri. Dopo aver coperto metà della distanza, si accorge di aver avuto una media di soli 30 chilometri orari. Decide allora di accelerare per avere, alla fine del viaggio, una velocità media complessiva di 60 chilometri orari. A quale velocità deve compiere la seconda parte del tragitto?

sabato 8 gennaio 2011

Il guastafeste

In sintesi: inaugurando i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea l'importanza di celebrare questa ricorrenza... e per tutta risposta Umberto Bossi, ministro per le Riforme Istituzionali, che in quanto tale ha dovuto prestare giuramento secondo la formula rituale indicata dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 400/88, dichiara che festeggerà sì, ma dopo che sarà stato approvato il federalismo.[1] Sembrerebbe quasi un dialogo tra sordi, ma purtroppo non lo è. :-( Riguardo alle parole del presidente secondo cui «rispettare la Costituzione e il Tricolore, soprattutto per chi ha responsabilità di governo, è un obbligo»... beh, non bisogna andare troppo indietro nel tempo per constatare il "rispetto" mostrato al riguardo in molti casi da esponenti leghisti. Chi attribuisce ai simboli un'importanza relativa obietterà che non bisogna dare troppo peso agli attacchi per così dire "formali"... ma il problema è che sul piano sostanziale le cose non stanno messe mica tanto meglio! Non è raro cogliere indizi in tal senso seguendo il blog di Daniele Sensi.

[1] Dubito inoltre che il Senatùr si sia particolarmente entusiasmato all'idea di iniziative finalizzate a spiegare ai cittadini dei Nord in che modo il loro territorio divenne parte dell'Italia. Per quanto mi riguarda, invece, non disdegnerò un ripassino del Risorgimento!

venerdì 7 gennaio 2011

L'amicizia sui social network

Mesi fa lessi una notizia che incoraggiava all'ottimismo: una quarantacinquenne di Garbagnate, dopo aver annunciato su Facebook la propria intenzione di farla finita, era stata salvata dai carabinieri grazie a un'utente del social network che, avendo preso sul serio i propositi suicidi manifestati dalla donna, non aveva esitato a chiamare il 112. Non si è conclusa altrettanto felicemente, ahimè, la recente vicenda di una quarantaduenne inglese che aveva lanciato un analogo disperato appello il giorno di Natale: non soltanto nessuno dei suoi 1048 "amici" (le virgolette mi sembrano il minimo) è intervenuto in suo aiuto, ma alcuni l'hanno addirittura schernita crudelmente. Questa notizia mi ha turbata parecchio, facendomi riflettere una volta di più su quanto possa talora rivelarsi fuori luogo il sostantivo "amico" usato per designare i contatti che si hanno online (la definizione riportata dal dizionario, che secondo me risulta anch'essa per forza di cose un po' riduttiva, è «Chi ha un rapporto di affetto e stima con qlcu.»). Tempo fa ho visto un utente di social network chiudere uno dei propri account dopo che le sue aspettative oltremodo fiduciose al riguardo erano state amaramente deluse: non soltanto non aveva trovato il premuroso sostegno di cui affermava di aver bisogno per affrontare la sua difficile situazione personale, ma gli era pure toccato subire aspre critiche, provocazioni gratuite e discussioni esageratamente conflittuali. Persino io, sebbene il mio innato riserbo mi impedisca di lasciarmi andare più di tanto, un paio di volte mi sono abbandonata a qualche piccolo sfogo momentaneo, ma le reazioni non sono state quasi mai quelle che avrei sperato: mi è capitato di non ricevere alcuna risposta... oppure, in casi più "fortunati", un fumettistico pat pat preconfezionato. Comunque ho imparato a non rimanerci male più del dovuto, dal momento che sono la prima a rendersi conto di quanto sia difficile trovare le parole giuste di fronte a situazioni delicate, delle quali in molti casi si conosce ben poco. Personalmente ritengo che i social network siano un ottimo strumento per mantenere i contatti con le persone che in qualche modo fanno parte della nostra vita e per conoscerne di nuove, mentre non sono altrettanto indicati (anzi, per certi versi sono proprio controindicati) per consolidare un rapporto innalzandolo a un livello di maggior spessore ed autenticità. Queste "elucubrazioni" mi hanno condotta a formulare (meglio tardi che mai!) il mio principale proposito per l'anno nuovo, assai simile al primo che avevo espresso un anno fa: mi riprometto di impegnarmi più attivamente a coltivare i rapporti con il prossimo, laddove ne valga la pena, per lasciarmi alle spalle l'assillante senso di solitudine che da troppo tempo mi accompagna. E poi devo imparare a "sciogliermi" quando sono in mezzo alla gente: ho l'atroce e tutt'altro che infondato sospetto di apparire tendenzialmente fredda, distaccata e indifferente, per non dire di peggio [ad esempio sono convinta che chi ha presente questo blog, quando mi incontra, come minimo pensi «Però, la facevo più loquace!»]... mentre la verità è che vorrei tanto farmi meno problemi ad esternare quello che ho dentro. Perché è una buona cosa, la riservatezza... entro certi limiti, però!

mercoledì 5 gennaio 2011

Le care vecchie foto di una volta

Hai nostalgia delle foto analogiche di qualche decennio fa, così affascinanti nella loro imperfezione? Se sì, allora probabilmente apprezzerai cos'è in grado di fare Retro Camera, una simpatica app gratuita per Android (ma disponibile anche per il "melafonino") che regala un interessante tocco vintage alle fotografie scattate con il tuo smartphone.
Qui di seguito ti mostro una sequenza di cinque scatti con cui la mattina di Capodanno ho immortalato uno stesso soggetto (un travocco) sfruttando i cinque differenti modelli di fotocamera virtuale, ciascuno dei quali presenta caratteristiche specifiche, offerti da Retro Camera; l'inquadratura non è esattamente la stessa in ogni immagine, poiché il supporto più stabile che avevo a disposizione per il Wildfire era... la mia persona, peraltro stravolta dal sonno. ;-)

The Bärbl

The BärblThe Little Orange Box

The Little Orange BoxXolaroid 2000

Xolaroid 2000The Pinhole Camera

The Pinhole CameraThe FudgeCan

The FudgeCanMa l'aspetto di Retro Camera che piacerà di più ai "maniaci del social sharing" è la possibilità di condividere in un batter d'occhio l'istantanea fresca di "sviluppo" su Facebook, Twitter, Flickr, e persino su Tumblr e FriendFeed (a patto che siano installate le relative app), oppure inviarla per posta elettronica.
Mi sono fatta l'opinione che Retro Camera rappresenti qualcosa di analogo ad Instagram, i cui "prodotti" ultimamente imperversano sui "socialcosi" più disparati... però magari mi sbaglio, non conoscendo di preciso le funzionalità dell'app in questione. A quanto pare Instagram, attualmente disponibile soltanto per iPhone, iPad e iPod Touch, potrebbe essere quanto prima rilasciata anche per Android... e allora sì che potrò parlarne con cognizione di causa. ;-)

martedì 4 gennaio 2011

Cose che non capitano tutti i giorni...

Questa mattina si è verificata la prima eclissi solare del 2011, nonché la maggiore visibile dall'Italia fino al 2026: se te la sei persa, potrebbe interessarti qualche foto e il video.
A differenza dell'eclissi dell'11 agosto 1999, in occasione della quale noi italiani (e non solo) potemmo osservare il Sole oscurato quasi completamente dalla Luna (questo schema illustra come sono disposti Sole, Luna e Terra in circostanze analoghe), nel caso odierno si è trattato di un'eclissi parziale, con una copertura che in alcune località ha superato il 70% del disco solare. Mi sarebbe piaciuto recuperare gli occhialini in Mylar regalatimi dal mio ottico di fiducia nel '99, solo che purtroppo non sono riuscita a trovarli da nessuna parte: chissà dove li avrò messi. Ma siccome ci tenevo troppo a non perdermi questo evento astronomico, e sarebbe stato un vero peccato non approfittare del cielo sereno su Pescara, mi sono arrangiata con il metodo della camera oscura spiegato da Keplero nel suo post di ieri: ho preso due pezzi di cartoncino, ho praticato un forellino in uno dei due pezzi e, dando le spalle al Sole, ho fatto filtrare i suoi raggi attraverso il foro proiettandoli sull'altro pezzo che fungeva da schermo. Certo, poter guardare direttamente il fenomeno con strumenti adatti sarebbe stato il massimo... ma anche ammirare il minuscolo spicchio luminoso usando una procedura tanto semplice quanto ingegnosa mi ha procurato un diletto notevole! :-)
Quando ho segnalato il post di Keplero su FriendFeed, aka mi ha fatto notare che la stessa identica procedura era descritta in una vecchia striscia dei Peanuts. Allora ho effettuato qualche ricerca con Google Immagini, imbattendomi in decine di foto del "pallidone" protagonista di The Twilight Saga: Eclipse e in svariate immagini di scarpe della linea Peanut Eclipse... finché non sono approdata al blog di Wayne Beaton, dove ho trovato queste due strisce sull'argomento.

La striscia a cui si riferiva aka invece non sono riuscita a rintracciarla, però ho scoperto che se ne discute qui e se ne fa un accenno qui.
A quanto pare, i mezzi di informazione generalisti non hanno perso l'occasione di fare per l'ennesima volta disinformazione in campo scientifico. Paolo Attivissimo riferisce che Tgcom ha parlato fra l'altro di eclissi «visibile a occhio nudo»... e io spero tanto che nessuno abbia preso queste parole per oro colato azzardandosi a fissare la nostra stella senza dotarsi di una protezione adeguata, con serio pericolo di danni irreparabili alla retina. Checché se ne dica, i negativi fotografici, i vetri oscurati e gli stessi occhiali da sole sono del tutto inadatti allo scopo; alcuni media hanno consigliato di usare i vetri da saldatore, omettendo però di precisare che per non correre rischi è necessario un indice di protezione almeno pari a 14. Ulteriori informazioni al riguardo puoi trovarle qui.
Bene, ripassare questo post potrà tornarmi utile in occasione delle eclissi che saranno visibili dall'Italia nel prossimo futuro. Già il 3 novembre 2013 ne è prevista una parziale ibrida di scarsa magnitudine... mentre non vedo l'ora che arrivi il 2 agosto 2027 per la prossima eclissi totale! :-) Per poterla ammirare al meglio mi toccherà dirigermi verso sud, ma credo che ne varrà la pena.

lunedì 3 gennaio 2011

Con sole tre parole, dimmi cosa pensi di me...


Il video qui sopra (che ti consiglierei di guardare al più presto, prima che cada anch'esso vittima della minuziosa ripulitura "mediasettiana" di YouTube ;-)) mostra il comico Fabio De Luigi, nei panni dello spassoso quanto improbabile cantante Olmo, intento a domandare a Valeria Rossi, passata alla storia (?) della musica leggera italiana per l'indimenticabile tormentone dell'estate 2001 Tre parolesole, cuore, amore», come non ricordarselo? :-)), cosa pensi lei di lui. Questa vecchia scenetta di Mai dire..., benché la risposta che il povero Olmo aveva dovuto incassare non sia particolarmente di buon auspicio, ;-) mi è sembrata perfetta per introdurre il sito che sta impazzando in queste ore fra un social network e l'altro: threewords.me. Dopo esserti registrato, ottieni un link che puoi spammar... ehm, fornire ai tuoi amici e conoscenti affinché essi possano cimentarsi nella non facile impresa di descriverti in sole tre parole. Mesi fa andava per la maggiore Formspring, un servizio tramite il quale gli amici ti possono porre le domande più disparate; a suo tempo mi registrai, ma non pubblicizzai affatto la cosa perché, essendo una personcina oltremodo riservata, correvo il rischio di dovermi avvalere troppo spesso della facoltà di non rispondere! ;-) Invece l'idea alla base di threewords.me mi è sembrata leggermente più rassicurante, oltre che intrigante: in effetti, anche se cerco di non lasciarmi condizionare più del dovuto dalle opinioni altrui, non è raro che io mi chieda ciò che pensano gli altri di me, mentre è un po' meno frequente che tale interrogativo trovi risposta. Per farla breve, mi sono affrettata a creare un account e a spargere un po' la voce su FriendFeed... ma finora pare che nessuno se la sia sentita di sbilanciarsi. È quindi giunto il momento di coinvolgere pure chi segue il mio blog, meglio ancora se mi conosce di persona: se in un modo o nell'altro ti sei fatto un'idea sul mio conto e riesci a condensarla in tre parole (non c'è mica bisogno di andare troppo sul personale! :-)), questo è l'indirizzo.
So benissimo che i miei lettori sono persone ammodino... :-) comunque ci terrei a ricordare, soprattutto a beneficio di altri utenti di threewords.me che riceveranno molti più riscontri rispetto alla sottoscritta, che trincerarsi dietro l'anonimato per scrivere cose spiacevoli che non si avrebbe mai il coraggio di dire in faccia all'interessato potrà anche sembrare spiritoso sul momento, ma è un atto di trollaggio bello e buono di cui c'è ben poco da andar fieri. (E fu così che la povera Gwendalyne si beccò decine di sinonimi del termine "pallosa", a voler essere ottimisti... ;-))

sabato 1 gennaio 2011

Ecco a voi il 2011...

Il post di oggi, giorno 1/1/'11, non potevo non dedicarlo al (numero) 2011! :-) Lo sapevate che si tratta di un numero primo, ossia di un intero positivo maggiore di 1 e divisibile soltanto per 1 e per sé stesso (mentre un numero naturale maggiore di 1 che abbia almeno un altro divisore oltre a 1 e sé stesso è detto composto)? Sapevàtelo, su Rieduchescional Channel! :-) L'ultima volta che il numero d'ordine dell'anno secondo il calendario gregoriano (precisazione necessaria, dal momento che secondo altri calendari le cose stanno in modo ben diverso, come illustrato da Mitì) è stato primo si è verificata nel 2003, mentre bisognerà aspettare solo fino al 2017 perché la stessa cosa accada di nuovo.
Grazie a Number Gossip ho scoperto che il numero 2011 possiede anche altre proprietà: esso è infatti deficient, odd e odious, oltre che square-free. Vado ad esaminare punto per punto quella che potrebbe sembrare un'inspiegabile sequenza di offese (deficiente, strano e odioso? Ma no! ;-)).
  • Un numero naturale si dice difettivo (deficient) se è maggiore della somma di tutti i suoi divisori escluso sé stesso. Concetti affini sono quelli di numero perfetto (uguale alla somma di tutti i suoi divisori escluso sé stesso) e numero abbondante (minore della somma di tutti i suoi divisori escluso sé stesso).
  • I numeri odd sono semplicemente quelli dispari, ovvero quelli non divisibili per 2. Si contrappongono ai numeri pari (even).
  • Se un certo numero ha un numero dispari di 1 nella sua espansione binaria, si definisce odious (odioso...?). In questo contesto, il contrario di odious è evil (cioè, un numero che ha un numero pari di 1 nella sua espansione binaria sarebbe malvagio...? Ma di numeri buoni e cari non ce ne sono? ;-)). Maggiori informazioni al riguardo si possono trovare qui.
  • Infine, un intero è detto privo di quadrati (square-free) se non è divisibile per alcun quadrato perfetto tranne 1, ovvero se la sua decomposizione in fattori primi non contiene fattori ripetuti.
UPDATE: Giulio De Luise ha condiviso su Twitter un'ulteriore particolarità del numero 2011. Esso non solo è primo, ma è pure la somma di undici numeri primi consecutivi: 157, 163, 167, 173, 179, 181, 191, 193, 197, 199 e 211. Forse soltanto i veri geek sapranno cogliere il fascino di questa proprietà... ;-)