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domenica 25 luglio 2010

Navigare in vacanza

Questo post è ufficialmente il primo che pubblico in mobilità, grazie ai potenti mezzi fornitimi dal signor 3! :-) Era parecchio tempo che accarezzavo l'idea di dotarmi di una internet key, e in prossimità delle vacanze mi sono finalmente decisa all'acquisto.
La scelta principale che ho dovuto fare? Il piano tariffario. Praticamente tutti gli spot sulle chiavette internet decantano la possibilità di navigare per tot ore al mese a prezzi convenientissimi... ma a me abbonamenti del genere non interessano: infatti prevedo che l'esigenza (o meglio il desiderio) di navigare quando sono in giro mi si presenterà piuttosto di rado, tanto sono quasi sempre a casa, dove ho l'ADSL. Dopo aver valutato l'offerta Wind Easy Internet, alla fine ho optato per il piano tariffario SuperWeb Time della 3 (0,9 €/ora, con tariffazione conteggiata a scatti anticipati di 15 minuti, sotto copertura 3) aggiungendo, dal momento che starò via fino a sabato, l'opzione SuperWeb Week con tariffazione a secondi, che mi permette di navigare per 15 ore alla settimana (conteggiate dal momento dell'attivazione alle 23:59 del sabato successivo, occhio!) al costo di 3 euro. Le altre opzioni disponibili, anch'esse con tariffazione a secondi, sono la SuperWeb Day (4 ore al giorno al costo di 1 euro) e la SuperWeb 100 (100 ore al mese al costo di 15 euro). Segnalo anche l'opzione Naviga 3 Time: 7 ore di navigazione settimanali, al costo di 5 euro al mese. Bisogna tenere presente che i costi in roaming sono decisamente più consistenti... comunque ho già provveduto a disabilitare il roaming cliccando, nel programma di gestione della connessione, su StrumentiOpzioniReteTipo di rete e selezionando Solo 3G.
Per quanto riguarda l'hardware, ai modelli della Momo Design propostimi dall'addetta alle vendite del negozio 3 ho preferito una Huawei E122 poiché ricordavo, dalle lezioni tenute dal PescaraLug, che le chiavette prodotte dall'azienda cinese dovrebbero assicurare la migliore compatibilità con Linux, il sistema operativo installato sul netbook dal quale sto scrivendo. Oltretutto sul dispositivo era presente tutto il software necessario... ma, se non fosse stato per maury che mi ha dato una mano ad effettuare l'installazione, mica lo so come me la sarei cavata! :-)
Prima di partire, ho messo a confronto la velocità di connessione raggiunta dal netbook usando la chiavetta con quella relativa all'ADSL di casa... ed ecco i risultati delle misurazioni effettuate da Speedtest.net.


Nonostante la chiavetta, comunque, nei prossimi giorni mi riprometto di navigare il minimo indispensabile. Voglio pensare soprattutto ad andare in giro, visitare posti incantevoli, scattare fotografie, divertirmi e rilassarmi. Chi dovesse notare la mia presenza online è gentilmente invitato a dirmene quattro! ;-)

venerdì 23 luglio 2010

Il fresco artificiale

Poco tempo fa abbiamo discusso con l'amministratore di condominio riguardo all'installazione dei climatizzatori: lui sosteneva infatti che montare l'unità esterna in una posizione tale da renderla visibile dalla strada nuocesse al decoro della facciata (manco si trattasse di un edificio storico di pregio... ma vabbe' :-S), e pertanto voleva imporci di sistemarla in prossimità del pavimento del balcone, dove avrebbe sicuramente recato intralcio. La nostra obiezione: ma allora, se il criterio è questo, le paraboliche che pullulano in ogni dove non pregiudicano forse l'estetica del palazzo? La sua risposta: «Può darsi... però non c'è alternativa: l'antenna va montata in modo tale che sia visibile, altrimenti mica riceve bene!». Ma tu guarda che roba: come se la televisione satellitare (della quale la mia famiglia fa benissimo a meno ;-)) fosse più essenziale rispetto a un impianto benefico per la salute, soprattutto quella di persone anziane e cagionevoli. Comunque, al termine della discussione, l'amministratore ha acconsentito a chiudere un occhio... fatto sta che, alla fine della storia, l'ha avuta vinta lui. Infatti, anche se sarebbe stato opportuno affidarsi a qualcuna delle guide disponibili online, abbiamo delegato tutte le scelte tecniche all'installatore; questi ci ha "appioppato" un modello della Mitsubishi con un'unità esterna così voluminosa che montarla in alto sulla facciata non sarebbe stato fattibile, e così abbiamo dovuto sacrificare un po' di spazio (e di piante in vaso) sul balcone.
Ma se non altro, dopo anni di ventilatori, quest'estate possiamo finalmente goderci un po' di fresco indoor: il clima è talmente piacevole che, quando la calura è asfissiante come in questi giorni, non c'è verso di convincere me, che il freddo invernale lo tollero piuttosto bene ma non sopporto l'afa, a uscire nelle ore diurne, a meno che non sia proprio necessario! :-) (Ci mancava solo una ragione in più per rimanere tappata in casa :-S)
È ancora presto per stabilire quanto questo benessere inciderà sulla nostra bolletta della luce... ma in ogni caso mi sentirei di dire che si tratta di soldi ben spesi. Comunque, per contenere i consumi di energia elettrica e minimizzare al contempo i possibili disagi connessi all'impiego dell'aria condizionata (personalmente ho sperimentato soltanto una certa secchezza degli occhi e qualche innocuo starnuto), è consigliabile che la temperatura interna impostata sia di tre o quattro gradi più bassa rispetto a quella esterna, non inferiore. L'esigenza di tenere sotto controllo le temperature mi ha dato l'occasione per comperare un gadget che desideravo da un po', ovvero una stazione meteo; ho optato per il modello EW93 della Oregon Scientific con orologio radiocontrollato (fantastico, un aggeggio in meno da dover regolare! :-)) che, oltre a monitorare la temperatura interna e quella esterna (tramite un sensore senza fili che teniamo sul balcone e che, quando si trova esposto al sole, registra dei picchi termici impressionanti), fornisce in base a chissà quale algoritmo le previsioni per le successive 12 ore. In questo momento prevede tempo nuvoloso...
Infine, la ASL di Pescara ha reso disponibile una pagina web per aiutare i cittadini ad affrontare l'afa; anche se in molti casi il semplice buon senso dovrebbe essere sufficiente per prendere certe precauzioni, credo che valga la pena di darle un'occhiata.

giovedì 22 luglio 2010

A prescindere dalla firma

Qualche tempo fa ho ricevuto per posta elettronica questo suggestivo componimento.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Non è affatto improbabile che sia capitato pure a te di leggere queste righe in Rete, con il titolo Lentamente muore oppure Ode alla vita, e in calce l'attribuzione a Pablo Neruda. In un certo senso, come ha osservato Lorenzo Masetti, si tratta della poesia più conosciuta del grande poeta cileno: il fatto è che, in verità, non è stato lui a scriverla. Infatti, facendo una rapida googlata alla ricerca dei versi originali in spagnolo, ho avuto modo di scoprire che in realtà il brano, dal titolo A morte devagar, è opera della giornalista e scrittrice Martha Medeiros, brasiliana; pertanto la versione originale è in lingua portoghese, non spagnola. A suo tempo pure Clemente Mastella incappò in questa bufala, leggendo il testo in Senato in occasione del voto di fiducia che portò alla caduta del secondo governo Prodi e attribuendolo a Neruda. In quella circostanza il presidente della casa editrice che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno osservò che «Chi conosce la sua poesia si accorge all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento». Per quanto mi riguarda, non conoscendo affatto, lo ammetto, l'opera di Neruda, avevo accolto senza riserve la falsa attribuzione... e comunque la scoperta che quei versi in realtà appartengano al repertorio di una semisconosciuta poetessa brasiliana non mi fa dimenticare quanto il messaggio in essi contenuto mi avesse colpito subito con la sua toccante immediatezza.

martedì 20 luglio 2010

Un caso di precariato nel pubblico impiego

Alle volte certe ingiustizie rischierebbero di passare inosservate, se non vi fossero coinvolte persone che si conoscono e si stimano. Nella fattispecie mi riferisco a questa notizia e a questo video, i quali documentano il sit-in di protesta svolto dai lavoratori precari della Provincia di Pescara. I dipendenti per i quali il 28 settembre prossimo scadrà la proroga del contratto sono 66, di cui 47 impiegati nelle varie sedi del Centro per l'Impiego e i restanti nel settore delle politiche sociali. Il segretario provinciale FP CGIL Massimo Petrini segnala che l'amministrazione non soltanto non ha intrapreso iniziative per assicurare alla popolazione i servizi di cui si occupano i precari, ma, anziché procedere alla stabilizzazione prevista da un accordo del 2008, ha deciso di fare dei concorsi per dieci posti, di cui solo quattro riservati ai precari.
Con questo post contribuisco nel mio piccolo a dare risalto a un problema che, se non risolto in maniera adeguata entro breve tempo, rischia di mettere in seria difficoltà ben sessantasei famiglie della mia zona.

sabato 17 luglio 2010

LEGO, che passione!

Dopo svariati giorni di pausa dovuti, diciamo così :-S, a "pigrizia estiva", torno a scrivere... limitandomi però ad organizzare alcuni link raccolti nel corso del tempo e riguardanti i cari vecchi LEGO, di cui ho già parlato tempo fa.
Prima di tutto, ecco qualche video che vede protagonisti i mitici mattoncini.
  • La "capocciata" assestata dal fuoriclasse transalpino Zinédine Zidane al nostro Marco Materazzi nel corso dell'indimenticabile finale mondiale del 2006 e la fastidiosa "moda" delle vuvuzela che ha caratterizzato la coppa del mondo di calcio appena conclusasi in Sudafrica vengono rievocate entrambe in questo video girato in stop motion.
  • Guardando la riproduzione di una celebre scena del film Matrix messa a confronto con l'originale, c'è da rimanere a bocca aperta!...
  • ... come pure è notevole osservare una stampante costruita coi LEGO, regolarmente in funzione.
  • I LEGO costituiscono anche la struttura di un congegno in grado di risolvere il cubo di Rubik. [A proposito, l'anno scorso l'inventore del celebre rompicapo ne ha lanciato l'"erede". Se però anche tu, come me, difficilmente riesci a venire a capo della versione "storica", puoi sempre farti aiutare dal risolutore online. Non sarà una gran soddisfazione... ma se non altro ti consente di riporre nel cassetto il "cubo magico" in perfetto ordine!]
A proposito di gadget tecnologici aventi a che fare coi LEGO, ho scoperto che sono in vendita memorie USB inserite in un mattoncino delle famose costruzioni. (Il post che ho trovato al riguardo è piuttosto datato, oramai... ma l'idea è troppo carina! :-))
Proseguendo... ecco un paio di gallerie fotografiche: una che mostra le riproduzioni di famose opere d'arte, dalla Gioconda di Leonardo a L'urlo di Munch, realizzate utilizzando i mitici mattoncini, e un'altra nella quale lo stesso approccio è stato applicato ad immagini facenti parte della memoria collettiva.
Alla cerimonia di insediamento del presidente americano Barack Obama, The Big Picture ha dedicato a suo tempo un'apposita fotogallery nella quale era immortalato fra l'altro un mirabile modello in scala: riporto le due istantanee qua sotto.



Poi... ecco una vignetta simpatica e nostalgica tratta da The Oatmeal.


[Traduzione: «Che cosa ricordo di più sui LEGO. Costruire cose seguendo le istruzioni. Costruire qualunque cosa volessi. Cercare quell'unico dannato pezzo nella mia scatola gigante di LEGO. Urlare di dolore dopo aver messo il piede su un mattoncino LEGO quando ero scalzo» (a me personalmente quest'ultimo inconveniente non è mai capitato, perché di rado giravo a piedi nudi per casa... ma a quanto pare risulta essere il ricordo più vivido per moltissime persone! ;-))]
Infine... una volta, mentre gironzolavo in libreria, mi è capitato di sfogliare un volume che mostrava ciò che si può costruire coi LEGO facendo piazza pulita delle «regole che guidano la creazione dei modelli ufficiali, approvati dalla casa madre»: a quanto pare, in effetti, lo standard prevede che «non si possono includere oggetti non-Lego in una confezione, né tagliare i mattoncini, né incollarli, né scagliare proiettili impropri». Il manuale s'intitola Lego proibito, e se dovesse interessarti puoi trovarlo qui.

giovedì 8 luglio 2010

Dopo il dolore, l'umiliazione

La notizia del giorno è stata (o forse è più esatto dire che avrebbe dovuto essere) la manifestazione di protesta dei terremotati aquilani a Roma. Su siti d'informazione, blog e social network sono confluiti foto, video, testimonianze dirette e impressioni varie: decisamente troppo materiale per poterlo condensare in breve tempo in poche righe... per questo stasera mi limiterò a riportare, perché mi sembra particolarmente significativo, il testo del comunicato diffuso sul sito del Comune dell'Aquila dal sindaco Massimo Cialente, il quale negli scontri ha rimediato pure lui qualche spintone.
MANIFESTAZIONE ROMA
CIALENTE: “DOPO IL DOLORE DOBBIAMO SOPPORTARE L’UMILIAZIONE”
“Malmenati dalle forze dell’ordine e vilipesi dai rappresentanti di Governo. Dopo il dolore la nostra comunità, dignitosa e composta davanti alla tragedia, deve sopportare anche l’umiliazione”. Così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente commenta la convulsa giornata di oggi a Roma.
“La nostra manifestazione – ha dichiarato Cialente – era regolarmente autorizzata. I nostri uffici avevano inoltrato formale richiesta al Comune di Roma, fornendo tutte le opportune delucidazioni sullo svolgimento del corteo. Si era specificato che avrebbero partecipato all’iniziativa anche famiglie e persone anziane, chiedendo pertanto che ai pullman fosse concesso di accedere quanto più possibile vicino al luogo della manifestazione. Nessuno ci ha informato che altri presidi si sarebbero svolti a Montecitorio, né sono stati concordati conseguenti cambiamenti nel percorso”.
“Oggi abbiamo visto scene dolorose che hanno coinvolto padri e madri di famiglia – sotto gli occhi delle telecamere si è consumato l’ennesimo insulto ad una comunità che ha perso tutto, dalle case agli affetti ai posti di lavoro”.
“Eppure – ha concluso il sindaco – è passato solo un anno dai giorni del G8 e da quando, nel momento della commozione collettiva, tutti i rappresentanti politici e di Governo venivano all’Aquila a incontrami. Mai avrei pensato, allora, che solo dopo 15 mesi avrei dovuto difendermi, e avrei dovuto difendere la mia comunità, da accuse vergognose e da una violenza immotivata che, come tutto il mondo ha visto, purtroppo non è stata solo verbale. Il presidente Berlusconi aveva dichiarato tempo fa che non avrebbe più inviato all’Aquila la Protezione civile nel timore di qualche “mente fragile” che potesse sparare in testa a uno di loro, mi pare invece che il pericolo lo corrano gli aquilani quando escono dalla città, visto che oggi, ad essere colpiti in testa, sono stati loro”.

lunedì 5 luglio 2010

Flaiano Awards 2010

Quest'anno, dopo due anni di "pausa", torno a "deliziare" i lettori di questo blog con il mio trascurabilissimo resoconto dei Premi Internazionali Flaiano per la letteratura, il cinema, il teatro, la televisione e la radio, giunti ormai alla trentasettesima edizione e tenutisi come di consueto (tempo permettendo) nella splendida cornice del Teatro d'Annunzio di Pescara.

  • L'ospite più atteso di questa edizione, al quale è stato assegnato il premio speciale istituito in onore di Ennio Flaiano nel centenario della nascita «per il valore letterario e l'impegno etico della sua opera», è stato un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: Roberto Saviano. Mi ha colpita moltissimo vederlo arrivare, poco prima del suo previsto ingresso sul palco, scortato da un drappello di bodyguard che non l'hanno perso di vista un solo istante. Non mi ha fatto meno effetto vedere parecchi spettatori andarsene alla chetichella subito dopo il suo intervento, temendo presumibilmente un attentato. Ma, per quanto mi riguarda, valeva sicuramente la pena di ascoltare la testimonianza diretta del giovane e coraggiosissimo autore di Gomorra. L'altro premio speciale è andato a Tonino Guerra, «poeta e scrittore di cinema», arzillo novantenne che avrebbe potuto parlare per ore, se solo la brava conduttrice Antonella Salvucci (chissà che fine aveva fatto il presentatore annunciato Andrea Vianello) gli avesse dato più corda.
  • Il premio per la narrativa è andato alla giovane Silvia Avallone, classificatasi seconda per un pelo al Premio Strega 2010 con Acciaio. I premi per l'italianistica sono andati a Yasuko Matsumoto (Giappone), Pal Jozsef (Ungheria) e Stanislao G. Pugliese (Stati Uniti).
  • Per il cinema... beh, sono andata in brodo di giuggiole quando è stata annunciata la presenza del mio attore preferito: Alessio Boni, premiato per la sua interpretazione nel film Complici del silenzio, per il quale il regista Stefano Incerti ha ricevuto il Premio Concorso Italiano "Chi li ha visti". Migliore interpretazione femminile, quella di Isabella Ragonese in Dieci inverni (tra poco su Canale 5 andrà in onda il suo primo film, Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, da non perdere! :-)). Premiato anche Giorgio Diritti per la regia de L'uomo che verrà, del quale ho sentito dire un gran bene... e quindi conto di vederlo quanto prima. Devo ammettere che il premio alla carriera assegnato ai fratelli Vanzina mi ha lasciata un po' perplessa... ma, ascoltando il discorso di Carlo, ho capito che forse dovrei essere un po' meno prevenuta. Infine hanno ottenuto il riconoscimento pure Massimo Quaglia, Mario Zanot, Enrico Lucidi e Maurizio Sabatini per montaggio, effetti speciali, fotografia e scenografia del film Baarìa di Giuseppe Tornatore.
  • Per la radio hanno ricevuto il Pegaso d'Oro Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, i quali per l'occasione hanno riproposto lo stesso genere di battibecchi e graffianti battute con cui animano Un giorno da pecora.
  • Per la televisione sono stati premiati Vittoria Puccini e Marco Turco, rispettivamente protagonista femminile e regista di C'era una volta la città dei matti, la fiction Rai che ha raccontato la vicenda dello psichiatra Franco Basaglia. Miglior attore televisivo Emilio Solfrizzi, per Tutti pazzi per amore. Un altro premio riservato al piccolo schermo è andato a Mario Tozzi e al Trio Medusa, del quale erano presenti solo 2/3 perché 1/3 era impegnato con il compleanno del figlioletto. :-) Sentendoli parlare del loro «programma di divulgazione scientifica e sperimentazione acrobatica», La Gaia Scienza su LA7, ho rimpianto di non averlo seguito finora come merita, e mi riprometto di rimediare nel prossimo futuro. Scherzando ma non troppo, Mario Tozzi ha sottolineato che in Italia è pressoché inconcepibile ignorare l'incipit dei Promessi Sposi... mentre, se la gente pensa che Crick e Watson non siano gli scopritori della struttura del DNA, bensì rispettivamente l'attrezzo per sollevare gli autoveicoli e l'aiutante di Sherlock Holmes, ben pochi si scandalizzano. :-S
  • Per il teatro sono stati premiati Furio Bordon per la produzione drammaturgica, Leo Gullotta per la sua interpretazione de Il piacere dell'onestà, Paola Pitagora per Honor, honour e Semi d'acciaio e Giuseppe Pambieri per la carriera. Di quest'ultimo non ho potuto fare a meno di notare un lapsus notevole: «l'eclettismo che perseguito» (intendeva forse dire "perseguo", maestro? ;-)).
La serata sarà trasmessa sabato 10 luglio alle 14:45 su Raitre.
P.S.: C'è una cosa che mi ha lasciata abbastanza sconcertata: né Emilio Solfrizzi né Alessio Boni (pure lui nel cast di Tutti pazzi per amore, come ho scritto qui) hanno speso una parola per commemorare il collega Pietro Taricone, tragicamente scomparso neppure una settimana fa. Ma voglio sperare che abbiano avuto delle valide ragioni per non farlo...

giovedì 1 luglio 2010

Le caraffe

Quest'oggi ti propongo un interessante quesito... di natura pratica! :-)
Hai due caraffe inizialmente vuote la cui capacità è rispettivamente di 3 e 5 litri. Disponendo di tutta l'acqua che desideri, e potendo riempire e vuotare le caraffe, oltre che trasferire acqua da una all'altra, devi mettere esattamente 4 litri di acqua dentro la caraffa da 5. Come pensi di fare?