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venerdì 30 aprile 2010

La Settimana Tecnologica

Un mesetto fa, sfogliando il mensile Primissima che viene distribuito gratis al cinema, ho scoperto l'esistenza del sito La Settimana Tecnologica (il cui titolo richiama anche nella grafica il logo della leggendaria Settimana Enigmistica) e della relativa newsletter, definita senza falsa modestia «la newsletter tecnologica per eccellenza». Mi sono subito iscritta, e da allora ricevo ogni settimana la segnalazione di sette novità tecnologiche scelte fra le «più cool e di tendenza del momento», comodamente nella mia casella di posta elettronica (in alternativa si può sottoscrivere il feed). La settimana scorsa, tra l'altro, si è parlato di uno smartphone con proiettore incorporato, di un phon dotato di un accessorio per creare i boccoli durante l'asciugatura dei capelli (lo vogliooooo! :-)) e dell'impiego di un comunissimo raccoglitore di biglietti da visita come reggi-iPad. I testi sono piuttosto brevi, perfetti per chi ha poco tempo, e abbastanza semplici da essere alla portata di tutti... forse anche troppo (probabilmente i veri geek li troveranno un po' deludenti ;-)); chi desidera approfondire le caratteristiche di un determinato gadget, comunque, può utilizzare il relativo link.

mercoledì 28 aprile 2010

Un innocuo trastullo

Un paio d'anni fa, leggendo un post di Salvatore Aranzulla, ho scoperto MakeMeBabies, un simpatico sito che, elaborando una tua foto in primo piano e quella di un'altra persona, ti mostra l'aspetto dell'ipotetica progenie. La foto del partner puoi caricarla tu, oppure puoi scegliere una celebrity di tuo gradimento per combinare virtualmente i suoi tratti somatici con i tuoi. Io, manco a dirlo, all'epoca optai per un George Clooney ancora in fase pre-Canalis... ed ecco il piccolo David!


Non tanto convinta dal risultato, tentai la combinazione con un altro bellissimo del cinema americano, Brad Pitt... e così, ti presento Kevin!


Come dici? Che i pargoli non sono un granché? Umpf, e che ti devo dire, dipenderà dal papà... ;-)

P.S.: Per quanto divertente, non si può dire che il servizio risulti particolarmente attendibile. Ho provato a combinare i volti dei miei genitori, poi ho confrontato il risultato con le foto di me da piccola... e beh, non me somiglia pe' nniente! ;-) (Io ero un po' più bellina, diciamolo)

P.P.S.: Questi appunti parevano destinati a languire nelle bozze per sempre: ci voleva la tardiva scoperta del sito da parte di Tgcom per indurmi a tirarli fuori... :-)

venerdì 23 aprile 2010

Nel paese dei ladri

Quest'oggi ti lascio un quesito veloce veloce da leccarsi le orecchie! ;-) (cit.) Probabilmente ci si rivede lunedì. Se puoi, cerca di partecipare almeno tu al flash mob di domani a Pescara... anche se il tempo probabilmente non sarà dei migliori. :-S
In un paese tutti gli abitanti sono ladri. Non si può camminare per strada con degli oggetti senza che vengano rubati, e l'unico modo per spedire qualcosa senza che venga rubato dai postini è di rinchiuderlo in una cassaforte chiusa con un lucchetto. Ovunque l'unica cosa che non viene rubata è una cassaforte chiusa con un lucchetto, mentre sia le casseforti aperte sia i lucchetti vengono rubati. Alla nascita ogni abitante riceve una cassaforte e un lucchetto di cui possiede l'unica copia della chiave. Ogni cassaforte può essere chiusa anche con più lucchetti, ma la chiave non è cedibile e non può essere portata fuori dalla casa del proprietario, perché verrebbe rubata durante il trasporto. Non si può in alcun modo fare una copia delle chiavi.
Come può un abitante di questo paese spedire il regalo di compleanno a un proprio amico?
[Uhm, chi ne capisce di crittografia potrebbe essere avvantaggiato nel trovare la soluzione... :-)]

La valle degli affetti

L'altro giorno ho sentito dire che in Abruzzo c'è una struttura della cui esistenza ero completamente all'oscuro: un cimitero per animali d'affezione chiamato «Valle degli affetti» e situato in quel di Manoppello, a una trentina di chilometri da Pescara. La persona che me ne parlava era appena stata a visitarlo, e aveva incontrato il suo ideatore Bruno Centurione, da sempre amante degli animali e iscritto ai Verdi da anni. A quanto pare l'iniziativa dell'uomo ha incontrato non poche difficoltà... e parecchi l'hanno accolta con un certo scetticismo, della serie «Ma chi te lo fa fare». Personalmente trovo invece che si tratti non solo di un'ottima cosa dal punto di vista della salute pubblica, ma soprattutto di una validissima soluzione per chi desidera dire addio in modo degno all'animale con cui ha condiviso anni di amicizia, però non dispone di un giardino dove seppellirlo (prassi non regolare, peraltro) né tantomeno se la sente di "smaltirlo" come "rifiuto speciale" (brrr, il solo pensiero mi fa impressione :-S). Un anno e mezzo fa al progetto è stato dedicato un articolo su PrimaDaNoi.it. Concludendo... non mi resta che segnalare il relativo sito.

mercoledì 21 aprile 2010

Si prega di munirsi del numerino

Nelle mie occasionali "spedizioni" per uffici, studi medici et cetera mi sono resa conto di come i famosi "numerini elimina-code", saggiamente introdotti con lo scopo di evitare discussioni, sortiscano a volte l'effetto contrario (ne parlava anche il Paz tempo fa). Premesso che per quanto mi riguarda ci tengo a rispettare il mio turno ma, se per caso qualcuno prova a fare il furbo, per amor del quieto vivere mi limito ad ammonirlo silenziosamente scoccandogli un'innocua occhiataccia... non tutti si comportano allo stesso modo. Ecco alcuni dei "fenomeni" che ho osservato.
  • Ho visto cos... ehm, ho visto un utente arrivare nell'ufficio in cui doveva concludere una pratica e, resosi conto che c'era ancora tempo prima che arrivasse il suo turno, decidere di allontanarsi per sbrigare qualche altra faccenda. Al suo ritorno, anche se il suo numero non era stato ancora chiamato, il malcapitato si è visto rimproverare dal bisbetico di turno al "grido" di «Prendere il numerino e poi andarsene via? Eh no, non si fa così, non è mica giusto!».
  • Al CUP dell'ospedale capita di vedere persone dedite al "bagarinaggio a titolo gratuito". Nel senso che al loro arrivo, va' a sapere perché, si appropriano di più di un ticket numerato... e poi cedono quelli in sovrappiù a chi arriva in un secondo momento e, magari, va di fretta perché ha perso tempo in reparto. Ma non è detto che il beneficiario del numero "fortunato" possa cantar vittoria, perché lo sguardo vigile del bisbetico non perdona: «Eh no, la signora è arrivata dopo, l'ho vista!». D'accordo, c'hai ragione tu... ma non credo che anticipare di mezzo minuto il proprio accesso allo sportello valga più di un briciolo di umanità nei confronti di una persona anziana e stanca, sai?
  • Il suddetto CUP apre alle 3 del pomeriggio... ma già alle due e mezza c'è un buon numero di persone in attesa. Quando la porta si apre e il distributore di ticket diviene accessibile, sarebbe buona norma entrare secondo l'ordine di arrivo, ma non succede quasi mai (domandare «Chi è l'ultimo?» quando si arriva non sarebbe una cattiva idea, by the way). Che si provi a passare avanti per furbizia oppure in perfetta buona fede, trascinati dal flusso scomposto del gruppo, non c'è scampo: chi è arrivato prima non rinuncerà a far valere la priorità acquisita a suon di gomitate. Prego, passa pure avanti, ma... che modi!
  • Una volta, mentre ero in coda presso uno sportello, è arrivato un signore ignaro che bisognasse prendere il numerino. Quando se ne è reso conto, ha cercato di inserirsi nel turno che gli spettava in base all'ordine di arrivo, osservando educatamente «Non sapevo che ci volesse il numerino, e allora? Mi hanno visto tutti!», ma invano. Fosse dipeso da me, l'avrei lasciato passare senz'altro... ma gli altri utenti sono stati ir-re-mo-vi-bi-li.
  • A volte si seguono due numerazioni distinte nell'ambito dello stesso locale, o di locali adiacenti. Quando va bene, ci si riesce a raccapezzare solo perché i numeri di una serie vengono annunciati da una voce sintetica, mentre dell'altra serie si occupa una persona in carne e ossa (qua a Pescara te ne accorgi perché, al momento del numero 56, quest'ultima scandisce cinguandaséi... tre errori di dizione nello spazio di dodici lettere! ;-)).

Se lo si vuole davvero, nulla è impossibile

Due anni fa, durante le vacanze estive, conobbi un ragazzo poco più che ventenne, affetto da diabete insulino-dipendente. Mi colpì moltissimo l'atteggiamento con cui il giovane affermava di vivere la sua condizione, che se non tenuta adeguatamente sotto controllo può evolvere in maniera molto seria. Ricordo che lo sentii con le mie orecchie pronunciare queste parole: «Il lato positivo della mia malattia è che mi impone uno stile di vita sano... alimentazione controllata, con pochi carboidrati e pochi grassi, e tanto moto». Di quando in quando, nei momenti difficili, mi impongo di ripensare a quelle parole, che mi servono da sprone... e anche un po' da rimprovero, ecco. Trovandosi alle prese con guai che non di rado, da un punto di vista diverso, possono sembrare cose da nulla, quanto sarebbe più utile darsi una mossa e sforzarsi di vedere il famoso bicchiere mezzo pieno, piuttosto che restare inerti a commiserarsi...
Alla puntata de L'Isola dei Famosi andata in onda ieri sera ha partecipato una guest star d'eccezione: l'atleta Oscar Pistorius, del quale ho parlato più volte su questo blog. Il giovane sudafricano ha dichiarato: «Questa è stata una bella opportunità per divertirmi, ma anche per dimostrare che con la forza della testa si superano difficoltà e menomazioni di ogni tipo». Vedendolo impegnato nella prova leader, si stentava a credere che al posto delle gambe avesse due protesi. (Parola di mia madre, unica telespettatrice dell'Isola in famiglia: quest'anno, in mancanza dello spassoso commento di Selvaggia che mi incuriosiva nel corso delle passate edizioni, devo ammettere che ho dato forfait)
P.S.: A proposito di reality show televisivi, mi sono resa conto che non sempre Rai e Mediaset sono "la stessa cosa", come spesso si tende qualunquisticamente a pensare... anzi, a volte si comportano in modo nettamente diverso. Da una parte Mediaset ha fatto causa a YouTube, vincendola e ottenendo la rimozione immediata dai server di tutti i contenuti illecitamente caricati, in particolare sequenze tratte dal Grande Fratello; dall'altra, ho scoperto che sul popolare sito di video sharing c'è addirittura un canale ufficiale dedicato all'Isola, gestito presumibilmente dalla Rai stessa. A prescindere dalle differenze fra tv pubblica e reti commerciali, ho l'impressione che la Rai stia dando prova di un approccio più lungimirante e "furbo" nei confronti delle potenzialità della Rete...

martedì 20 aprile 2010

Domande bizzarre... ma non troppo

Qualche tempo fa, dopo essere stata per un decennio una fedele abbonata di Focus, alla scadenza dell'abbonamento ho preferito non rinnovarlo... e ho declinato pure la proposta di abbonarmi alla versione digitale gestita con Zinio, visto che davanti allo schermo del pc tendo a trascorrerci fin troppo tempo. Ho deciso così non perché il mensile non mi interessasse più... anzi, al contrario: ci sono affezionata a tal punto che, pur avendo scaricato gli articoli in formato .pdf fino al numero 192 dall'archivio, mi piange il cuore a sbarazzarmi delle copie cartacee. Il problema è che, ahimè, non sapevo più dove metterle... e così a malincuore ho dovuto dire basta. L'abbonamento a Focus Domande & Risposte, invece, non me la sono ancora sentita di interromperlo, del resto esce solo quattro volte l'anno...
Allegato all'ultimo numero di Focus D&R, il 23, mi è arrivato un buono da consegnare all'edicolante per ricevere una copia della stessa rivista con inserto pagando solo il prezzo dell'inserto stesso (9,90 €)... e così ho pensato di approfittarne. Mi sono quindi portata a casa il libro Perché ai pinguini piace freddo?, sottotitolo Le risposte alle domande che non vi siete mai sognati di fare (mica vero... ce ne sono diverse tutt'altro che strambe! :-)). Si tratta di una raccolta, curata da Mick O'Hare, di quesiti più o meno stravaganti pubblicati nella rubrica The Last Word del settimanale inglese di divulgazione scientifica New Scientist. Pure le risposte sono a cura dei lettori, e da parecchie di esse traspare un umorismo british che le rende particolarmente piacevoli da leggere. Anche se finora del libro ho letto solamente qualche frammento, ho pensato di segnalarlo subito nel blog... così, se ti dovesse interessare, magari riesci ancora a reperirlo in edicola (in alternativa si trova pure qui).
I quesiti sono suddivisi in otto categorie... e ne ho scelto uno per ciascuna.
  • Siamo fatti così: quanto può vivere un uomo bevendo solo birra e non mangiando affatto?
  • Piante e animali: ci sono animali che si cibano di vespe? (da cui il titolo originale del volume, Does anything eat wasps?)
  • La scienza in casa: perché il succo di limone evita che mele e pere tagliate si anneriscano?
  • Il nostro universo: quale sarebbe l'effetto sulla Terra se un'astronave aliena rubasse la Luna?
  • Il nostro pianeta: perché le scorie radioattive non vengono smaltite compattandole in involucri di cemento e seppellendole nelle fosse di subduzione tettonica?
  • Questo pazzo, pazzo clima: come mai la neve non è sempre adatta per fare palle e pupazzi?
  • Problemi a bordo: la ruota è un'invenzione dell'uomo, oppure esisteva già in natura?
  • Varie ed eventuali: per quanto tempo può sopravvivere un agente patogeno, come il virus del raffreddore, su una superficie?
P.S.: Comunque io un piccolo conto in sospeso con la redazione di Focus D&R ce l'avrei... ;-) Tempo fa, dopo un viaggio in pullman accanto a un tizio dai tratti somatici orientali che ha mandato sms per tutto il tempo, mi è venuto in mente di spedire la seguente domanda, che mi sembrava abbastanza intrigante: «Mi piacerebbe sapere come sono concepite le tastiere di computer e telefonini in paesi come il Giappone e la Cina, dove la scrittura della lingua in uso è basata su ideogrammi e non su un alfabeto come ad esempio il nostro». Un mese dopo ho ricevuto la seguente risposta: «la ringraziamo dell'interessante quesito che ha fatto pervenire alla nostra redazione. Cercheremo di soddisfare la sua curiosità in uno dei prossimi numeri di Focus Domande & Risposte». Eppure, a meno che non mi sia sfuggito, il mio quesito non ha ancora trovato spazio, mentre sono state pubblicate domande come «Cosa accade a un pesce nell'acqua gassata?», che evidentemente è stata ritenuta più degna di nota della mia. :-S Per fortuna la mia curiosità è stata soddisfatta da Yahoo! Answers: in effetti ci aveva già pensato qualcun altro, a porre un interrogativo analogo... :-)

domenica 18 aprile 2010

Flash mob a Pescara

Citando Wikipedia...
Con il termine flash mob (dall'inglese flash - breve esperienza e mob - mobilitazione) si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet  o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo.
Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere la quotidianità. I partecipanti all'azione (flashmobbers o mobbers) si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un'azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in quei brevi istanti di evento. In questi casi, il flash mob si presenta come un'azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione. In alcuni casi la tecnica di organizzazione dei Flash Mob è stata ripresa anche per motivazioni politiche, ad esempio per organizzare una protesta lampo o promuovere un evento collettivo.
L'amico blogger Andrea ha segnalato nel suo blog qualche esempio di flash mob, come quello svoltosi a Chicago durante un'esibizione dei Black Eyed Peas e quello realizzato a Napoli contro la camorra... forse non altrettanto spettacolare, ma sicuramente di enorme effetto e rilevanza.
Ebbene, pare che a Pescara si stia organizzando un flash mob di tipo frozen (congelato) o freeze nella centralissima Piazza Salotto per sabato prossimo, 24 aprile, alle ore 18. Su Facebook puoi trovare il gruppo dedicato e la pagina evento con i dettagli relativi.
Mi piacerebbe molto assistere, o meglio partecipare, ma "purtroppo" quel giorno sarò fuori città (sciopero permettendo :-S). Comunque mi aspetto di trovare al mio ritorno tante testimonianze online, scritte e soprattutto filmate! :-)

Update [many days later... ;-)]: di sicuro fa molto meno effetto che dal vivo... comunque, ecco qua sotto un video che documenta l'evento.

sabato 17 aprile 2010

Trenta maggio: Caravaggio!

[Il titolo del post richiama vagamente il «Primo maggio, su coraggio» di tozziana memoria... ;-)]
Il 30 maggio prossimo ho in programma di andare a Roma per vedere la mostra dedicata al Caravaggio, la quale raccoglie fino al 13 giugno presso le Scuderie del Quirinale alcune delle opere più rappresentative attribuite con sicurezza al pittore lombardo. Dopo aver prenotato via e-mail nei giorni scorsi, oggi mi sono recata nella libreria Primo Moroni, sede dell'associazione culturale Movimentazioni che organizza il viaggio, per versare l'acconto. Sebbene manchi un mese e mezzo, non sono sicura che sia ancora possibile aggregarsi... ma, se dovessi essere interessato, perché non provi a contattare l'associazione? Si trovano già al terzo pullman, ch'io sappia. Tra l'altro, quel periodo dev'essere fantastico per fare un giretto per Roma. L'unico problemino è che si parte domenica mattina alle otto [sob! :-(] dal piazzale della stazione vecchia di Pescara; ancora non mi è chiaro se la visita alla mostra è di mattina mentre il pomeriggio è libero, oppure viceversa.
Con Michelangelo Merisi, del quale ricorre quest'anno il quarto centenario della morte, ho una specie di piccolo conto in sospeso risalente ai tempi di Passaparola... ;-) ma è pur sempre uno dei pittori che prediligo. Quando da bambina vagheggiavo un futuro da artista (un altro dei miei sogni infranti ben prima di vedere la luce :-/), era al suo stile che avrei voluto ispirarmi, specialmente per quanto riguarda le nature morte come la famosa Canestra di frutta riportata sulle indimenticate banconote da centomila lire mostrate all'inizio del post... e ricordo che, quando anni fa visitai il Louvre, i suoi quadri mi colpirono sicuramente di più rispetto alla celebratissima Gioconda.
Dopo aver scritto la frase precedente, mi è venuto un dubbio: quali tele del maestro italiano sono conservate nel museo parigino? Secondo Wikipedia si tratta della Buona ventura, del Ritratto di Alof de Wignacourt e della suggestiva Morte della Vergine, a quanto pare resa ancor più celebre dal "ruolo" avuto ne Il Codice Da Vinci (che devo ammettere di non aver ancora visto né letto).
P.S.: Adesso che ci penso, questo post cade quasi a fagiuolo all'inizio della XII Settimana della Cultura, celebrata anche da Google con un caratteristico logotipo... :-)

giovedì 15 aprile 2010

Il fascino discreto del suono analogico

Ma guarda... pare che stiano tornando di moda le musicassette, così economiche per chi le fa e per chi le compra! :-) (Il disco in vinile, da parte sua, non ha mai perso appeal agli occhi, o meglio alle orecchie, degli intenditori)
Per quanto mi riguarda, la mia collezione di audiocassette, comprese quelle su cui registravo i programmi per il Commodore 64, la conservo ancora con affetto, anche se quasi tutti gli album li ho poi recuperati in formato MP3; quelli che non sono riuscita a reperire online mi piacerebbe convertirli in digitale mediante apparecchi come questo... ma temo che la qualità audio dei nastri sia ormai irrimediabilmente compromessa: quando provo a riprodurre una cassetta con il vecchio stereo, dalle casse escono dei suoni che definirei spaventosi! :-S
In effetti mi sono convertita al digitale relativamente tardi: per dire, la mia prima e penultima autoradio aveva il mangianastri, altro che lettore CD. [A proposito, pensi che il ben conservato cimelio firmato Kenwood potrebbe trovare su eBay qualche acquirente nostalgico desideroso di ascoltare in macchina le sue vecchie cassette? Accidenti, io sul popolare sito di aste online non ho mai comprato né venduto nulla: esistono ragazzine che in fatto di compravendite potrebbero darmi lezioni! ;-)] Relativamente tardi, dicevo... ma a questo punto alla qualità del suono digitale non so più rinunciare. Non che io abbia particolari aspirazioni di alta fedeltà: se disponessi di un impianto hi-fi di quelli "tosti", forse non mi accontenterei così facilmente... ma per le mie attuali esigenze una bitrate di 128 kbps per gli MP3, generalmente considerata il limite minimo per avere una discreta fedeltà del suono, è più che adeguata, e soprattutto richiede meno spazio in memoria: uffa, sul mio vecchio iPod Nano da 4 GB ci stanno "appena" settecento brani! (Dovrò decidermi a compattare una buona volta il mio archivio musicale) Ah, i bei tempi in cui mi accontentavo di avere con me il walkman e due o tre cassette al massimo... :-)
[L'immagine dell'audiocassetta "fossile" l'ho vista per caso oggi su FriendFeed... e l'ho trovata perfetta per illustrare questo post!]

mercoledì 14 aprile 2010

Un talento tutto da dimostrare

Sembra che Belén (ma come, Belén chi? Quella che "stentava" a trovare una collocazione, ricordi? ;-)) sia in trattativa per partecipare a L'età del dubbio, uno dei nuovi episodi della serie televisiva dedicata al Commissario Montalbano, tratta dai best seller di Andrea Camilleri. A quanto pare anche una delle poche fiction italiane di un certo livello, e che sta facendo registrare ottimi ascolti pure all'ennesima replica benché non abbia (a parte forse l'eccellente Luca Zingaretti) nomi di richiamo da esibire, non disdegna personaggi chiacchierati e di bell'aspetto per "aiutare" l'Auditel. Oppure vogliono farmi credere che gli spot con De Sica equivalgano all'Actor's Studio? ;-)
Del resto viviamo in un mondo in cui fa notizia che per il suo prossimo film il regista Woody Allen abbia preferito alla première dame Carla Bruni-Sarkozy un'attrice Premio Oscar come Marion Cotillard (a proposito... quest'ultima, alla quale stando a certe sue passate affermazioni complottiste consiglierei di scambiare due parole con Paolo Attivissimo, recentemente ha fatto molto parlare di sé per questo video "virale" contro il maschilismo nei luoghi di lavoro).
P.S.: La pseudo-notizia che Belén sarebbe stata la protagonista del nuovo film di Tinto Brass l'ho sentita solamente dopo che era già stata svelata la sua natura di pesce d'aprile... altrimenti, se devo essere sincera, avrei rischiato di crederci! ;-)

martedì 13 aprile 2010

Non profit, più spese postali?

Dopo esserne venuta a conoscenza grazie a du hängst, segnalo anch'io una questione che forse rischia di passare inosservata. Il decreto interministeriale del 30 marzo 2010, pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75, sopprime con effetto immediato le tariffe postali agevolate per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica. Ciò significherà meno "spam cartaceo" nelle nostre cassette delle lettere? Non esattamente. Questo decreto penalizzerà non tanto le grandi case editrici e imprese commerciali, quanto le numerose organizzazioni del settore non profit che utilizzano la posta per sensibilizzare e informare i donatori. Qualche nome? Amnesty International, Save the Children, ActionAid, AIRC, Amref Italia, CESVI, COOPI, FAI-Ambiente Italiano, Fondazione "aiutare i bambini" onlus, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Greenpeace, LAV, Lega del Filo d'oro, Lega italiana per la Lotta contro i Tumori-Milano, Medici Senza Frontiere, Telefono Azzurro, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia e l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
In attesa che un eventuale provvedimento successivo stabilisca chissà quando nuove agevolazioni, le suddette organizzazioni si trovano a far fronte a un vertiginoso aumento del budget (si parla di un'impennata del 500% circa per ogni singola spedizione) proprio in un periodo dell'anno in cui in genere ciascuna di esse attua delle spedizioni ai propri donatori: l'ingente incremento dei costi avrà inevitabilmente gravi ripercussioni sui fondi destinati ai progetti.
È possibile aderire a una petizione online per chiedere al governo l'immediato ripristino delle tariffe agevolate per il non profit. Citando le parole di Chit, «so benissimo che non hanno "valore giuridico" ma visto che lasciate nome, cognome e email a destra e manca navigando sul web perchè non farlo anche per una cosa buona e giusta?». E poi, hai visto mai che partecipando numerosi si riesca a ottenere in breve tempo un risultato positivo? :-)

sabato 10 aprile 2010

Appello per il Mediamuseum

Fino a pochi anni fa il tribunale di Pescara era ubicato a due passi dalla cattedrale di San Cetteo, nella piazza intitolata a Emilio Alessandrini, il magistrato abruzzese assassinato dai terroristi che ho rievocato qui. Poi, quando il tribunale si è trasferito nell'assai più ampio complesso costruito a un paio di chilometri di distanza, l'edificio che lo aveva ospitato fino a quel momento è stato adibito a sede del Mediamuseum, l'unico museo pescarese del cinema nonché il secondo museo del genere in Italia.
Nei giorni scorsi ho letto che la giunta Mascia, attualmente alla guida del Comune, dopo aver tagliato i fondi da destinare al Premio Flaiano proprio nel centenario della nascita a Pescara dello scrittore, intendeva vendere la struttura per realizzare al suo posto la nuova sede cittadina della Rai Abruzzo. Oggi, in qualità di iscritta alla newsletter dell'Associazione Flaiano, ho ricevuto per posta elettronica un appello, firmato dal presidente Edoardo Tiboni, che ci tengo a riportare qui di seguito.
Cari soci e amici,
il Comune di Pescara mette in vendita l’edificio dell’ex Tribunale, concesso cinque anni fa in uso al Mediamuseum - Le arti dello spettacolo, che raccoglie nei suoi spazi tra pareti istoriate un patrimonio di grande suggestione di cimeli, mirabilia, macchine, manifesti, cartelloni, foto d’epoca, ospita una mediateca regionale di oltre 10.000 titoli, organizza incontri, rassegne cinematografiche, teatrali e televisive, mostre e convegni e svolge inoltre un’importante attività didattica quotidiana, costituita da laboratori di cinema e corsi di teatro frequentati da centinaia di giovani.
Fondato nel 1995 da Edoardo Tiboni, il Mediamuseum si trova nel centro storico di Pescara, in piazza Emilio Alessandrini n. 34, e costituisce un punto di specifico riferimento culturale non limitato solo alla città e all’Abruzzo, in quanto è anche sede dei Premi Internazionali Flaiano di Letteratura, Cinema, Teatro e Televisione, che da circa quarant’anni a Pescara danno vita a molteplici manifestazioni letterarie e artistiche che celebrano grandi protagonisti dello spettacolo e scrittori di chiara fama, italiani e stranieri.
In nome di una cultura vista come investimento e non come spesa superflua, soprattutto in Abruzzo, che vive in questo momento una grave crisi, per impedire la distruzione di questo patrimonio e delle sue potenzialità future, la Fondazione Edoardo Tiboni e le collegate Associazione Culturale Flaiano, Centro Studi Dannunziani, Istituto di Studi Crociani, Istituto Scrittura e Immagine, Mediateca Regionale e Osservatorio del Nuovo Teatro Italiano, ti chiedono di sottoscrivere insieme a scrittori, artisti ed esponenti della cultura, l'appello rivolto al Capo dello Stato e al Ministro per i Beni e le Attività Culturali perché intervengano per la salvezza dell'istituzione, realizzata in mezzo secolo di ricerche e di promozione, che nella sua specificità e nel suo genere trova raffronto con il Museo del Cinema ospitato nella Mole Antonelliana grazie alla concessione del Comune di Torino.
Per aderire all'appello, invia una mail a info@premiflaiano.it o info@mediamuseum.it, un fax al numero 0854517909 oppure vai a firmare direttamente al Mediamuseum.

UPDATE [10/4]: la Segreteria dell'Associazione chiede a chi volesse aderire l'ulteriore cortesia di indicare il numero del proprio documento di riconoscimento.

giovedì 8 aprile 2010

Fidanzato violento? Cambialo!

Scrivendo questo post contribuisco alla campagna di sensibilizzazione denominata «Fidanzato violento? Cambialo!», promossa su ZZUB dal quotidiano L'Unità e condivisa anche dal Secolo d'Italia.
Come ho già avuto modo di ricordare qualche mese fa, nella maggior parte dei casi a usare violenza nei confronti delle donne sono uomini che hanno con le loro vittime un legame affettivo stretto [per quanto suoni tremendamente inappropriato parlare di affetto, in casi del genere :-(]. Troppo spesso la donna accetta ogni cosa, fa di tutto per dissimulare la dura realtà agli altri e anche a sé stessa, illudendosi che il proprio uomo possa cambiare in meglio. Quasi sempre però questa rimane, appunto, una mera illusione, come sottolinea uno degli slogan della campagna in questione, riportato nel manifesto qui a fianco: «Hai un solo modo per cambiare un fidanzato violento. Cambiare fidanzato». Questa campagna vuole supportare tutte le donne che hanno subito violenza e aiutare a reagire, ricorrendo anche alla denuncia, quelle che non hanno ancora trovato il modo di farlo.

mercoledì 7 aprile 2010

Il filo

Questa sera ti propongo un quesito della serie How to (a proposito, già che ci sono, casomai dovesse servirti... ecco come si fa il nodo alla cravatta e un metodo ingegneristico per piegare una t-shirt :-)).
Devi misurare il diametro di un sottilissimo filo metallico per il quale occorrerebbe un calibro, ma non ce l'hai! Hai soltanto una riga divisa in centimetri (neppure in millimetri!) e una biro. Come fai?

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua 2010

Cercando delle immagini a tema pasquale, ho trovato questa...


... e quest'altra:


Ma poveri, teneri, ignari agnellini! :-( [Per quanto mi riguarda, posso affermare che il pranzo di Pasqua della "Curiosona's Family" è stato rigorosamente ovino free... oltre a durare assai meno di quanto stimato dalla Coldiretti]
Alla fine ho deciso di scegliere la foto di questo adorabile pulcino per farti i più cari auguri di BUONA PASQUA!!! :-D


P.S.: E tanti auguri anche al qui presente blog, che proprio oggi spegne la sua terza candelina. Mica male, vero? A differenza di tanti altri blogger che hanno notevolmente diradato se non sospeso la propria attività bloggatoria, a volte lasciando un vuoto non indifferente... beh, io non ho ancora nessuna intenzione di mollare. La blogosfera non si libererà facilmente di me... ;-)

sabato 3 aprile 2010

Essere acqua

Poco tempo fa, relativamente a una mia foto, ho ricevuto su Flickr un commento (in apparenza non proprio personalizzato, ma perché stare tanto a guarda' er capello quando si tratta di complimenti? ;-)) che si concludeva con le parole «Be water, my friend».
«Sii acqua, amica mia»? Che chiusa insolita! Beh, facendo una googlata veloce, ho scoperto che la frase in questione (a quanto pare abbastanza nota, anche se personalmente non mi sembrava di averla mai sentita prima) esprimeva la filosofia dell'attore e cultore di arti marziali Bruce Lee, scomparso in modo tanto prematuro quanto misterioso nel 1973. A tal proposito, ho trovato il video seguente.
[Update del 20 marzo 2012] Ettepareva... «Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di Bruce Lee Enterprises». :-/
Ecco cosa diceva Bruce...
Empty your mind. Be formless, shapeless... like water. Now you put water into a cup, it becomes the cup. You put water into a bottle, it becomes the bottle. You put it in a teapot, it becomes the teapot. Water can flow, or it can crash. Be water, my friend.
... e la traduzione in italiano (vabbe', con i sottotitoli è facile, lo so ;-)).
Svuota la tua mente. Sii senza forma, senza limiti... come l'acqua. Se metti dell'acqua in una tazza, l'acqua diventa tazza. Se la metti in una bottiglia, diventa bottiglia. Se la metti in una teiera, diventa teiera. L'acqua può fluire, oppure spezzare. Sii acqua, amico mio.
Interessante, no? Presumibilmente Bruce intendeva riferirsi soprattutto alle arti marziali... ma in fondo la capacità di adattarsi alle circostanze è fondamentale anche nella nostra vita di tutti i giorni.

venerdì 2 aprile 2010

Al passo coi tempi

Giusto ieri (e non era un pesce d'aprile ;-)) ho notato il restyling di YouTube... ma, ahimè, mi sono anche accorta che Easy YouTube Video Downloader, estensione di Mozilla Firefox della quale avevo brevemente parlato a suo tempo, non risultava compatibile con il nuovo look del sito, nel senso che i link per scaricare i video non comparivano più (i filmati preferisco ancora guardarli offline, ché lo streaming non è mai perfettamente fluido). Per fortuna non ci ho messo molto a trovare una soluzione, sempre sotto forma di add-on: 1-Click YouTube Video Download. Dopo l'installazione, nella pagina relativa a ciascun video appariranno, sotto il filmato stesso, fra i pulsanti Condividi e Codice da incorporare, dei link per scaricare il file video in vari formati.


Comodo, no? :-)

UPDATE [5/4]: Gli sviluppatori di Easy YouTube Video Downloader non ci hanno messo molto a sfornare un aggiornamento: con la versione 3.1 i link per il download sono regolarmente ricomparsi. Già che ci sono, ti segnalo pure un'altra estensione, Video DownloadHelper, oltretutto indicata come consigliata.
I tre add-on di cui parlo in questo post svolgono tutti la stessa funzione, sia pur con qualche piccola differenza nel funzionamento: quale sarà il migliore? Beh, per quanto mi riguarda, è ancora presto per dirlo... ;-)

Un anno dopo

Il 31 marzo 2009, su richiesta del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, si riunì a L'Aquila la Commissione Grandi Rischi per affrontare la questione dello sciame sismico che stava interessando la zona da mesi. L'esito della breve discussione fu contraddittorio: «se da una parte si ribadiva l'impossibilità di prevedere un terremoto, dall'altra si dava spazio ad un messaggio rassicurante». Sei giorni dopo, però, come tutti ricordano, alle ore 3:32 una scossa di magnitudo Richter 5,8 mise in ginocchio la città.
Ieri sera, in occasione del primo anniversario di quella riunione, ho assistito presso il Multiplex Arca di Spoltore a Radon 222 – La storia che non si deve raccontare (qui il promo), prima e unica opera teatrale ispirata al sisma aquilano, scritta, diretta e interpretata da Silvio Sarta con la consulenza scientifica della sismologa Mirta Morrone e l'accompagnamento musicale dei Vientovivo. A quasi un anno dal debutto presso il teatro Franco Parenti di Milano, lo spettacolo è finalmente approdato nella regione in cui aveva avuto origine, a quanto pare non senza varie vicissitudini.
[Se ti stai domandando il significato di quel numero... 222 è la massa atomica dell'isotopo più stabile dell'elemento chimico radon, un gas nobile la cui funzione di precursore sismico è sostanzialmente riconosciuta, anche se non ancora accertata in maniera rigorosa]
Il testo scritto da Silvio Sarta ruota attorno al seguente inquietante interrogativo, che i superstiti del sisma hanno avuto dolorosamente modo di porsi: se è vero che i terremoti non si possono prevedere, allora perché un anno fa le autorità si sono premurate di invitare i cittadini aquilani, molti dei quali erano intenzionati a dormire all'aperto perché spaventati dall'incombente allarme sismico, a rientrare nelle loro case rassicurandoli che non c'era alcun pericolo? Se è impossibile predire che un terremoto ci sarà, non è forse altrettanto improbabile garantire che non avverrà? :-S
Prima dello spettacolo vero e proprio si è svolto un breve dibattito al quale ha partecipato pure Giampaolo Giuliani (non so bene cosa dire a proposito del suo intervento... se non che le sue affermazioni saranno anche fondate, ma lui le porge con un atteggiamento polemico e sensazionalista che mi induce alla diffidenza).

P.S.: Devo ammettere che il monologo è una forma espressiva che non trovo particolarmente congeniale... comunque Silvio Sarta, conosciuto soprattutto come giornalista sportivo, mi ha favorevolmente colpita per il modo in cui ha interpretato il suo testo: dizione impeccabile, voce splendida e modulata con grande espressività. Continuo a frequentare il corso di dizione, quest'anno incentrato sulle tecniche di lettura espressiva, perciò a questi aspetti ci faccio abbastanza caso...