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sabato 27 febbraio 2010

Lesson number one

[A dire il vero non ne ho in programma altre, di English lessons, almeno per il momento... ma questo paio di piccole curiosità raccolte nei mesi scorsi lo pubblico anche per ricordare a me stessa che è il caso di dare una vigorosa rinfrescatina alle mie conoscenze della lingua di Albione! :-)]
Tempo fa, leggendo i commenti a un post di Paolo Attivissimo, ho imparato una buona volta quanto vale un billion. In realtà siamo in presenza di una delle numerose differenze tra inglese britannico e in inglese americano: negli Stati Uniti d'America un billion ammonta a 1.000.000.000 (un miliardo), mentre nel Regno Unito a 1.000.000.000.000 (mille miliardi).
Inoltre... studiando i paradigmi dei verbi inglesi irregolari, ben presto si impara che il passato remoto del verbo to go è went. Grazie a ilmioinglese.com ho scoperto che tale parola è il passato del verbo raro e di uso poetico to wend, che significa "dirigersi", "trovare la via". (Il passato di go vero e proprio non esiste, ma se per caso esistesse sarebbe goed)

venerdì 26 febbraio 2010

Tanto per chiarire

Quando, nel corso dell'odierno Tg1 delle 13:30, è stata data la notizia della sentenza della Cassazione sul caso Mills, non potevo credere alle mie orecchie (vabbe', si fa per dire, purtroppo...): si è parlato per ben due volte di assoluzione, mentre in realtà di prescrizione si trattava. Dubito che occorra essere particolarmente ferrati in materia di diritto per rendersi conto che fra i due concetti c'è una differenza sostanziale. Massimo Mantellini segnala un paio di altri casi analoghi nel mondo del giornalismo.

Amabili resti

A distanza di un solo giorno, rieccomi a parlare di cinema. Come forse avrai intuito quando ho accennato che anche l'altro film da me visto nei giorni scorsi era la trasposizione di un libro, si trattava del thriller Amabili resti (titolo originale The Lovely Bones), tratto dall'omonimo romanzo di Alice Sebold. Ebbene, questa pellicola mi ha emozionato in un modo che non mi capita tanto spesso. Provo ad abbozzare qualche impressione, cercando di non fare riferimento ad alcun dettaglio che non possa essere desunto dal trailer... ma, se quest'ultimo hai deciso di ignorarlo perché hai intenzione di andare a vedere il film e anche tu, come Akille, trovi che spesso i trailer siano un po' troppo "spoilerosi", ti consiglio di non proseguire nella lettura di questo post. :-)
Non immaginavo che potesse essere così angosciante guardare un film già sapendo almeno in parte quello che succederà. Mi riferisco alle parole che la giovanissima protagonista Susie Salmon, interpretata dalla deliziosa Saoirse Ronan, pronuncia poco dopo l'inizio della storia (oltre che appunto nel trailer): «Avevo quattordici anni quando mi hanno assassinata, il 6 dicembre 1973». Dopo il delitto, però, la ragazza non raggiunge subito il Paradiso, ma rimane sospesa in un mondo intermedio (un concetto che mi fa tornare in mente la Terra di Mezzo del Signore degli Anelli, altra celebre trasposizione cinematografica curata dal regista Peter Jackson). L'idea dell'anima che dopo il trapasso non riesce a staccarsi definitivamente dalla dimensione terrena perché ha ancora delle questioni in sospeso è tutt'altro che nuova, ma la rappresentazione creata da Jackson è davvero affascinante. Dal punto di vista artistico, le meravigliose immagini si sposano alla perfezione con la suggestiva colonna sonora composta da Brian Eno. Per quanto riguarda i contenuti, beh, sono uscita dalla sala con un sacco di pensieri sull'aldilà e sull'"aldiquà" che mi ronzavano in testa. Gli spunti di riflessione non mancavano di certo: un'adolescente strappata alla vita e ai suoi sogni nel modo più atroce, cosa lascia di sé a chi le ha voluto bene? E in che modo i suoi cari potranno superare lo strazio dell'elaborazione del lutto e rassegnarsi alla terribile perdita per poter andare avanti con la propria vita? Sono interrogativi pesanti, certo... ma accettare di porseli, e cercare una qualche risposta, non mi sembra affatto uno sforzo vano.

mercoledì 24 febbraio 2010

Moi, je suis le hérisson

Negli ultimi tre giorni sono andata al cinema per ben due volte, evitando accuratamente il weekend perché... sono fatta così, ecco. ;-) Devo dire che i film che ho visto, tutti e due trasposizioni di romanzi famosi, mi sono piaciuti parecchio entrambi: considerando certe altre deludenti esperienze cinematografiche delle ultime settimane, non è cosa da poco. Ma andiamo con ordine (cronologico), cominciando con il film che ho visto lunedì al cinema Sant'Andrea nell'ambito della rassegna Gli imperdibili organizzata dall'associazione culturale Movimentazioni (ricordi?). A proposito, ecco il programma per il mese di marzo: Bella (giorno 1), Caramel (8), Le tredici rose (15), Look both ways - Amori e disastri (22).
Ma, tornando a noi.. stavo parlando de Il riccio, titolo originale Le hérisson (qui il trailer), «liberamente ispirato» a L'eleganza del riccio di Muriel Barbery; è stata la stessa autrice del romanzo francese a pretendere che non venisse usata la dicitura «tratto da», avendo preso le distanze dalla pellicola (secondo alcuni, comunque, je rode di aver ceduto a una regista semisconosciuta come Mona Achache i diritti della sua opera ancor prima che questa diventasse un bestseller ;-)). La trama del libro la conoscevo per sommi capi, ma pur avendo da tempo intenzione di leggerlo non l'ho ancora fatto... e a questo punto non sono più così convinta di volerlo fare: il film di per sé in effetti mi è piaciuto, e non mi ha dato l'impressione di "qualcosa da cui è il caso di dissociarsi".
La trama in sintesi, senza dilungarmi troppo per non rischiare lo spoiler. :-)
La piccola Paloma Josse (interpretata da Garance Le Guillermic), dotata di un'intelligenza fuori dal comune, cela un profondo disagio: basti dire che ha programmato nei minimi dettagli il suicidio, da attuare nel giorno del suo dodicesimo compleanno. Attenta osservatrice del mondo dei "grandi", afferma di non voler finire "come un pesce rosso nella boccia". La concierge del lussuoso palazzo parigino dove abita la famiglia di Paloma è la cinquantaquattrenne vedova Renée Michel (un'eccellente Josiane Balasko). La donna sembra incarnare lo stereotipo della portinaia umile e sciatta, con in più dei modi bruschi e sgarbati che tengono il prossimo a distanza... ma in realtà nasconde una cultura notevole acquisita da autodidatta: nel suo appartamentino custodisce una libreria da far invidia a tanti bibliofili. L'incontro fra due persone così diverse come Renée e Paloma sarà per entrambe l'occasione per riconsiderare il loro atteggiamento nei confronti del mondo. Paloma, con l'intuito che solo i bambini hanno, percepisce che, sotto l'apparenza ispida del riccio mostrata da Renée, si cela in realtà un'anima elegante.
Sulle prime l'atteggiamento di Renée mi sembrava un po' assurdo: che senso ha fingersi più semplici di quello che si è...? Ma poi mi sono resa conto che il mio comportamento nella vita quotidiana è molto più simile al suo di quanto non volessi ammettere (escluse le situazioni, tipo prove d'esame e simili, in cui una riservatezza eccessiva sarebbe decisamente deleteria, vabbe'). Pur non possedendo un bagaglio culturale paragonabile a quello di Madame Michel, anch'io non di rado nelle discussioni evito di manifestare apertamente i miei punti di vista e le mie conoscenze... con il risultato che probabilmente appaio più noiosa e meno interessante di quello che potrei. Il blog ha rappresentato per me l'opportunità di esprimermi più liberamente, non senza tanti, troppi vincoli (per dirne uno, finora sono pochissimi i conoscenti che ho messo al corrente dell'esistenza de La curiosona)... e non è affatto detto che questo sia un bene per la blogosfera, ma per me lo è stato senz'altro: oltretutto mi rendo conto che pian piano sto imparando ad adottare lo stesso approccio nella vita di tutti giorni e, incredibile!, sembra che io non abbia ancora combinato nessun disastro... :-)

Misurare il tempo

Yawn... Prima di andare a nanna, ecco un piccolo quesito che... chissà, forse interesserà a qualcuno! :-) 'Notte!
Una meridiana è uno strumento di misurazione del tempo che non ha parti in movimento.
Qual è invece lo strumento per misurare il tempo che ha il maggior numero di parti in movimento?

lunedì 22 febbraio 2010

Qualcosa di dolce

Poche settimane fa, mentre vagavo nei pressi del banco frigo di un supermercato, il mio sguardo è caduto su alcune confezioni di tortelli di colore insolitamente scuro. Sarà mica una specialità al nero di seppia?, ho pensato a una prima occhiata mooooolto distratta. Macché, erano al cioccolato: per l'esattezza, i nuovi tortelli freschi con cioccolato di Giovanni Rana, con una sottile sfoglia al cacao e un ripieno di cioccolato e granella di nocciole. Poiché sono abbastanza golosa, ho voluto provarli... però si poneva il problema di come prepararli. Così ho optato per una ricetta pubblicata su uno degli ultimi numeri di Diva e Donna, tortelli freschi con cioccolato e fragole, non sapendo ancora dell'esistenza di un sito dedicato al prodotto con alcune ricette tra cui proprio quella in questione. La preparazione è semplicissima (non come questa ricetta della zuppa di pesce, trovata mentre cercavo un modo per cucinare il guazzetto ricevuto in omaggio in pescheria, ma quasi! ;-)).
Friggere i tortelli in olio di semi per frittura bollente per due minuti scarsi, avendo cura di girarli delicatamente durante la cottura; asciugarli dall'olio con carta assorbente, spolverarli con zucchero a velo e servirli su dei piattini da dolce con accanto una pallina di gelato al gusto di fiordilatte (ma, se non dovessi trovarlo, ti assicuro che quello alla panna va bene lo stesso) e le fragole precedentemente lavate, mondate, tagliate e condite con succo di limone e zucchero.
Le dosi? Pur essendo una fanatica delle quantità precise, in questo caso direi che se ne può anche fare a meno: la ricetta parla di un litro d'olio per friggere i tortelli, addirittura...! Mi sembra un bello spreco, e poi sarebbe il caso di impegnarsi a smaltirlo...
(Sulla confezione c'era scritto "Edizione limitata", quindi non sono sicura al 100% che il prodotto sia ancora in commercio... ma il post ce l'avevo in cantiere, e così lo pubblico comunque, che male non fa :-))

domenica 21 febbraio 2010

L'importanza di avere degli Amici

Ieri sera si è concluso, con la vittoria del giovanissimo cantante sardo Valerio Scanu, reduce dalla passata edizione di Amici di Maria De Filippi, il sessantesimo Festival di Sanremo. L'anno scorso avevo attivamente partecipato al liveblogging su Perché Sanremo è Sanremo... invece quest'anno ho seguito l'evento tramite l'apposita stanza di FriendFeed, contribuendo in maniera davvero irrisoria al blog dedicato: un po' perché FF lo trovo più immediato (i nuovi commenti compaiono in tempo reale senza bisogno di ricaricare la pagina), un po' perché il form di creazione dei post su Splinder mi dava qualche problema. L'anno scorso il blog, quest'anno il social network: in occasione di Sanremo 2011, chissà quale altro "socialcoso" conquisterà i miei favori...? :-)
I primi due classificati erano stati eliminati fra la prima e la seconda serata, per poi essere ripescati dal televoto. Maxime si chiedeva che senso avesse il meccanismo del ripescaggio... e beh, a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti, purtroppo: non mi ha mai dato tanto fastidio come stavolta, sentir parlare di «popolo sovrano»! :-S A proposito, quando su FF ho tristemente osservato «e dire che le giurie demoscopiche si erano comportate bene...», mi hanno ricordato un precedente di voto popolare dalle conseguenze infinitamente più rilevanti: «Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte costui! Dacci libero Barabba!"» (Vangelo secondo Luca 23, 18).
Quando sono stati resi noti i tre finalisti, mi è sembrato di rivivere uno spiacevole flashback della scorsa edizione (quando i finalisti furono Marco Carta, Povia e Sal Da Vinci), con qualche differenza: la terna dell'anno scorso mi sembrava una delle peggiori possibili (e alla fine ha vinto il meno peggio dei tre), mentre quest'anno c'era Marco Mengoni ad alzare la media (però non ce l'ha fatta, sebbene fosse tra i favoriti per i bookmaker). La proclamazione ufficiale del podio è stata segnata da un evento senza precedenti nella storia del Festival: in un tripudio di fischi, gli orchestrali sono insorti buttando all'aria gli spartiti. Io li avrei abbracciati tutti! :-)
Ma passiamo alle mie "irrinunciabili" impressioni sugli Artisti (?) in gara, in rigoroso ordine alfabetico.
  • Arisa, Malamorenò. La canzone era tra le mie preferite, grazie anche al contributo delle adorabili Sorelle Marinetti. Divertente, orecchiabilissima e con un tocco di rétro che non guasta mica. Riguardo al look, non pensavo che l'interprete di Sincerità potesse escogitarne uno ancor meno "donante" dell'anno scorso... ma evidentemente mi sbagliavo.
  • Malika Ayane, Ricomincio da qui. Lei ha classe da vendere: pure l'orchestra tifava per lei. Personalmente avrei qualcosa da ridire solo sul fatto che lei abbia definito il suo «un brano pieno di energia, da lunedì mattina». Diciamo che, se per caso dovessi sentirlo domattina, potrebbe venirmi la tentazione di darmi malata e tornare a letto... ;-)
  • Simone Cristicchi, Meno male. Lo preferivo in Ti regalerò una rosa (ancor oggi, quando la ascolto, mi commuovo)... però anche questa sua vena irriverente mi piace. «Ma meno male che c'è Caaaaarla Bruuuni» è già un tormentone, con buona pace della signora Sarkozy! :-)
  • Toto Cutugno, Aeroplani. La canzone era tremendamente antica («la stessa con cui è arrivato sei volte secondo», ha osservato qualcuno), e lui ha stonato come pochi. Il suo mancato approdo in finale è una delle (poche) cose sacrosante di questo Festival.
  • Nino D'Angelo, Jammo jà. Il testo è un concentrato di stereotipi e frasi fatte, per certi versi assimilabile a quello del famigerato Trio. Ma se non altro, dal punto di vista musicale, il pezzo era godibile.
  • Irene Fornaciari feat. Nomadi, Il mondo piange. Un titolo così si presta fin troppo alle facili battute: «E si vede che ti ha sentito cantare!». Ma no, in fondo la Zuccherina ha talento. Solo, mi sono chiesta in virtù di quale grande successo lei abbia meritato la promozione fra i big (almeno si fosse parlato di "Nomadi feat. Irene Fornaciari"). Un aiutino dal papà, forse...? ;-)
  • Irene Grandi, La cometa di Halley. Magra come non mai e con una ricrescita di mesi, ma sempre tosta e grintosa. Il pezzo è molto Baustelle, e non a caso ricorda parecchio Bruci la città...
  • Marco Mengoni, Credimi ancora. Non mi sono ancora del tutto abituata ai suoi acuti e alle sue mossette... ma indubbiamente il ragazzo ce l'ha, l'X Factor. Tanto che, sebbene io sia contraria, alla fine l'ho persino televotato...
  • Fabrizio Moro, Non è una canzone. Su FriendFeed l'hanno distrutto... ma a me in fondo non dispiaceva, il suo "pseudo-règghe".
  • Noemi, Per tutta la vita. Non mi ha mai convinta del tutto... ma devo ammettere che anche a lei, pur non avendo vinto il talent show, l'X Factor non manca. Dopo la bellissima L'amore si odia (che ogni tanto provo a cantare in macchina, rischiando di lesionarmi le corde vocali ;-)), una gradita conferma.
  • Povia, La verità. Il titolo non prometteva nulla di buono, ma andando a leggere il testo un po' ci si rincuora: «il vostro cuore vola sopra quella convinzione di avere la verità». Anche se non approvo affatto la sua scelta di cavalcare una vicenda delicata come il caso Englaro, trovo che l'abbia affrontato in maniera dignitosa, a differenza di quanto fece l'anno scorso.
  • Enrico Ruggeri, La notte delle fate. La canzone non era male, giusto un po' troppo simile a Mistero con cui lui vinse il Festival '93. È il suo modo di cantare che non digerisco... Decisamente meglio come autore.
  • Valerio Scanu, Per tutte le volte che. L'immagine del capelluto pischello ignudo e impegnato «a far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi» mi perseguiterà chissà per quanto tempo. Ma definirlo «il simbolo del male» no, è troppo! ;-) In fondo molto meglio lui dell'altro "amico" Marco Carta, se proprio devo sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno...
  • Sonohra, Baby. Non avrei mai osato sperare che i due rimanessero fuori dalla finale: ero rassegnata al loro ripescaggio da parte delle ragazzine. Forse per la musica italiana c'è ancora qualche speranza...
  • TrioM***a (cosa posso farci se su FF li chiamavano così? ;-)), Italia amore mio. Dopo aver ascoltato questo pezzo, trovo che la Coppa Rimetti in palio nel corso del Ruggito del Coniglio non abbia più alcun senso. ;-) Eppure, nonostante il plagio (Over The Rainbow) e una palese violazione del regolamento (il panegirico di Marcello Lippi), quest'immane robaccia si è classificata seconda. Seconda, ci rendiamo conto?! Non riesco a farmene una ragione... :-S

Il caso di plagio più clamoroso, comunque, non è stato appannaggio dei cantanti in gara, bensì del direttore d'orchestra Marco Sabiu, lo stesso che ha dato di matto alla fine della penultima serata. Il "suo" stacchetto ufficiale del Festival era molto, troppo simile a Hoppípolla del gruppo islandese Sigur Rós. Sabiu ha parlato di omaggio... però non si è mai premurato di correggere la Clerici quando questa in diretta chiamava la melodia in questione Sabiu numero 7.
Dei concorrenti della Nuova Generazione, penalizzati da una sfavorevole collocazione in scaletta, oltre al vincitore Tony Maiello che ha ricantato più volte, mi è rimasta impressa solamente Nina Zilli (il suo è un nome d'arte ispirato a Nina Simone... ma a me, non so perché, fa pensare a un negozio di abbigliamento).
Due parole sul grande assente del Festival, Morgan. L'arrangiamento del brano che avrebbe dovuto portare in gara, La sera, è talmente complesso che, la prima volta che l'ho ascoltato, ho creduto che il computer stesse riproducendo qualche altro file multimediale in contemporanea. ;-) Un pezzo molto particolare, comunque... e decisamente poco sanremese. A proposito della sua esclusione dal Festival, non avevo trovato nulla da eccepire: a dir poco criticabile la sua apologia della droga come antidepressivo. In base a un criterio analogo, però, anche certe dichiarazioni di Antonella Clerici potrebbero essere considerate un'istigazione ai disordini alimentari... :-S
Il momento del Festival che ho preferito è stato quando giovedì sera Massimo Ranieri ha cantato Perdere l'amore (adoooooro, l'ho già detto). Mi sono piaciute decisamente meno le numerose markette di cantanti non in gara (gli altri superospiti italiani, quasi tutti con un disco da promuovere) e di fiction Rai (quella di Tutti pazzi per amore è stata carina, però!).
Che dire di Antonella Clerici? Il suo Festival ha avuto un successo che francamente non mi aspettavo e che faccio fatica a spiegarmi... però sono contenta per lei. Tra l'altro, trovo ammirevole la sua determinazione di indossare tacchi altissimi pur non sapendoci camminare: io non li porto mai soprattutto per questo motivo, oltre che perché sono già abbastanza spilungona di mio... ma a questo punto potrei ripensarci! ;-) A proposito dei suoi vestiti, concludo cedendo la parola al suo stilista Gai Mattiolo, intervistato alla vigilia del Festival.
Antonella Clerici dice addio agli abiti a torta, come quello rosa da sogno, vaporosissimo, indossato a Sanremo nel 2005: con la nuova silhouette taglia 42 la conduttrice del festival può permettersi anche un vestito da sera a sirena, “alla Jessica Rabbit”. [...]
“in questi giorni
[...] ho dovuto trasferire a Sanremo parte del mio atelier, otto sarte, perchè Antonella Clerici continua a dimagrire. Avevamo cominciato a lavorare sugli abiti del festival a novembre e lei aveva una taglia 48. Oggi porta una 42 scarsa. A poche ore dell’inizio del festival stiamo ancora stringendo i vestiti e il corsetto che l’aiuta a vestire meglio gli abiti a sirena”.
Ma LOL!!! Quando ho condiviso questa perla sul blog dedicato, lambdasond ha commentato: «Abiti a sirena nel senso che quando li indossa partono subito ambulanze e polizia per andarla a prelevare? :D».
[La foto è tratta da Televisionando]

venerdì 19 febbraio 2010

La prezzemolina del momento

La copertina del numero 7 del settimanale Diva e Donna è dedicata all'onnipresente showgirl argentina Belén Rodríguez, con tanto di titolone: «Pago il prezzo dell'amore per Corona». Pare infatti che la fanciulla abbia perso alcuni lavori per via della sua relazione con il discusso "protagonista" di Vallettopoli. Nell'intervista le viene rivolta la domanda:
Mai saltato alcun contratto perché compagna di Corona?
«Certo, tanti, a partire da quello di testimonial per un'azienda di underwear e mare. Una linea di cosmetici mi ha detto che a stare con Fabrizio non avevo un'immagine pulita: assurdo. Dopo tutti i "no" ricevuti, mi sono sorpresa quando mi hanno chiamato quelli della Tim: pensavo fossero impazziti! Hanno avuto coraggio, non sono stati bigotti come tanti in Italia e ora hanno il loro ritorno.
Ritorno? Se lo dice lei... Per quanto mi riguarda, trovo l'accoppiata Belén-Christian De Sica talmente autorevole che... ecco, per protesta sarei quasi tentata di trasferire la mia scheda Tim a un altro operatore, se solo non mi importasse di conservare il piano tariffario che ho e che non è più in commercio. ;-)
Francamente mi è difficile capacitarmi del fatto che Belén venga discriminata per le sue vicende private (un'eventualità di per sé indubbiamente deprecabile)... anzi credevo che al contrario queste le avessero giovato: praticamente le manca solo di reclamizzare gli omogeneizzati e condurre le previsioni del tempo, dopodiché ha fatto l'en plein della sovraesposizione mediatica! ;-) Ieri sera si è persino esibita come cantante davanti a milioni di telespettatori, accompagnando Toto Cutugno nella prova di ripescaggio a Sanremo. Che dire dell'inedita performance canora della fanciulla? Beh, sembrava un po' una Lola Ponce con la raucedine... ma tutto sommato sul palco dell'Ariston si è sentito di peggio. Fatto sta che, alla sua quindicesima partecipazione sanremese, il vincitore del Festival del 1980, nonché secondo classificato per ben sei volte, non ha tratto alcun beneficio dall'apporto di Belén, dal momento che il suo brano very very old style non è stato ripescato: il televoto gli ha preferito Valerio Scanu e il trio nazional-popolare Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici (argh!!! :-S).

giovedì 18 febbraio 2010

Divagazioni umoristiche

Spegnere e riaccendere il computer: non di rado, la soluzione di molti problemi di natura informatica. Mentre constatavo per l'ennesima volta la verità di questa affermazione, mi è tornata in mente una storiella a sfondo matematico... uno dei filoni umoristici che preferisco (altro che Carabinieri! :-)).
Ci sono tre ingegneri in macchina: un ingegnere meccanico, un ingegnere elettronico ed uno informatico. Improvvisamente il motore della macchina si mette a tossire e si spegne.
L'ingegnere meccanico dice: «È chiaramente un problema alla pompa della benzina».
L'ingegnere elettronico risponde: «Non dite idiozie, è un problema alla centralina elettronica».
L'ingegnere informatico infine propone: «Sentite, ragazzi, perché non proviamo a scendere e risalire...?».
Approfittando del tema barzellettiero, colgo l'occasione per "rivendermi" una freddura che ho sentito l'altroieri.
Una vecchietta va in giro tenendo in braccio una gallina. Un uomo la ferma e le domanda: «Scusi, me la darebbe per cinque euro?». E lei: «Come no, se mi tiene la gallina...».
(Volendo, questa si può ricollegare alla gaffe commessa ieri sera da Antonella Clerici sul palco di Sanremo, e forse destinata a rimpiazzare nella memoria televisiva quest'altro suo lapsus, che ormai è un po' datato...)

mercoledì 17 febbraio 2010

No comment

Subito dopo il premier si concede una battuta sullo stop agli sbarchi: «Faremo un'eccezione per chi porta belle ragazze».
[Argh! :-O]
«Una donna può essere brava in politica anche per il solo fatto di essere giovane e magari gradevole».
[Sarebbe a dire...?! :-S]
«Uno non può governare ed essere attaccato da giudici, che tra l'altro sono pubblici dipendenti pagati con i soldi dei contribuenti, quei contribuenti a cui chi governa deve prestare la massima attenzione».
[In proposito, mi limito a segnalare il commento di Massimo Gramellini]

martedì 16 febbraio 2010

Trasloco (quasi) terminato

L'altro giorno mi è finalmente arrivato il kit per effettuare l'upgrade da Windows Vista a Windows Seven... e così ho trascorso buona parte del fine settimana installando sul mio nuovo Acer Aspire 7738G il sistema operativo e poi i programmi più importanti. Il "trasloco" non è del tutto concluso, ci sono ancora degli "scatoloni" da mettere a posto... ma a questo punto posso dire che il più è fatto! :-)
Inaspettatamente, uno degli aspetti più problematici è stato il ripristino della posta elettronica. Già, perché per me il passaggio dal vecchio al nuovo notebook ha coinciso con la transizione dalla versione 2 alla 3 di Mozilla Thunderbird, l'ottimo client di posta elettronica free (aggettivo che non sempre è sinonimo di open source, e neanche di gratuito! ;-)). Dapprima non riuscivo a individuare il percorso della cartella del profilo per poter trasferire l'archivio: in effetti esso è cambiato dai tempi di Windows XP, passando da C:\Documents and Settings\[NomeUtente]\Dati applicazioni\Thunderbird\Profiles\ a C:\Utenti\[NomeUtente]\AppData\Roaming\Thunderbird\Profiles\
Un'altra novità con la quale ho dovuto fare i conti è la procedura (sempre più) automatica di configurazione degli account. Comodissima, per carità... solo che mi ha impostato quattro indirizzi e-mail su dodici (la maggior parte dei quali sono pressoché in disuso, ci tengo a precisarlo ;-)) con il protocollo IMAP anziché POP3, e questo significa che per quei quattro non mi è possibile usare le Cartelle locali, che trovavo utilissime per radunare in un unico punto, e quindi controllare più agevolmente, tutta la mia posta. Chiedendo aiuto all'impagabile forum di Mozilla Italia, ho comunque scoperto che il suddetto inconveniente del protocollo IMAP è abbondantemente compensato da un vantaggio abbastanza interessante da convincermi a rinunciare alla riconfigurazione come POP3: le modifiche fatte in locale vengono riportate sul server, ovvero se cancello un e-mail in Thunderbird questo viene cancellato anche sul server, se lo sposto esso viene spostato anche sul server... insomma, qualunque operazione viene effettuata non solo in locale, ma è come se lavorassi sul server di posta. Per quanto riguarda l'esigenza di tenere sotto controllo la posta con una sola occhiata, la visualizzazione delle cartelle smart mi sarà sicuramente d'aiuto, se proprio non dovessi riuscire a scovare un'estensione che faccia al caso mio.
Un altro problema che ho felicemente risolto è lo scaricamento della posta dei miei account @libero.it e @inwind.it (i quali fanno notoriamente capo a Infostrada) tramite client, dal momento che mi connetto a Internet con Alice ADSL. Fino a un po' di tempo fa, come alternativa alla scomoda consultazione tramite webmail, utilizzavo un programmino di nome FreePOPs... ma poi, dopo essermi "convertita" a Thunderbird, ho scoperto una soluzione ancora più comoda ed elegante grazie a maury. In effetti è sufficiente installare un paio di add-on: dapprima l'estensione Webmail e successivamente quella specifica per l'account in questione. Nel mio caso Libero, ma tra gli altri servizi è supportato pure Hotmail (se l'avessi scoperto prima, non mi sarei giocata il mio account @hotmail.com, disattivato da tempo perché lo consultavo troppo di rado...). A questo punto non bisogna far altro che impostare gli account, in questo modo: menu StrumentiImpostazioni account → pulsante Azioni account Aggiungi altro account → opzione WebMail, poi inserire i dati richiesti (nome, indirizzo e-mail, username)... e il gioco è fatto! Praticamente, Thunderbird imposterà localhost al posto dell'indirizzo del server.
A proposito... come mi trovo con il nuovo pc? Beh, sembra proprio che Windows Seven vada che è una bellezza! :-D Dal punto di vista dell'interfaccia, simpatici i gadget (ad esempio quello con il meteo) e gli sfondi che cambiano di tanto in tanto (in questo momento sul mio desktop si alternano varie istantanee di splendidi paesaggi). Sebbene la tastiera sia comoda e ampia (con tanto di tastierino numerico a parte come sulle tastiere dei pc fissi, wow! :-)), commetto ancora parecchi errori di digitazione... ma sono convinta che sia solo questione di abitudine. Sulle prime sentivo la mancanza del tasto Mostra desktop per minimizzare le finestre aperte, perché non sapevo quale fosse la sua nuova collocazione... ma ben presto ho scoperto che si trova all'estremità della barra delle applicazioni, nel punto indicato dalla freccia gialla nella figura seguente.


L'unica novità di Seven che mi ha lasciata un po' spiazzata è la funzione fin troppo semplificata di ricerca dei file, ma probabilmente anche in questo caso si tratterà solo di farci l'abitudine... e comunque, male che vada, installerò Google Desktop.
[P.S.: Sabato pomeriggio, reduce com'ero dall'upgrade a Windows Seven, sono andata al corso gratuito di Linux organizzato dal PescaraLug... e lì hanno distribuito un volantino intitolato Windows 7 peccati, il quale elencava le sette (principali) motivazioni contro Microsoft e il software proprietario. Mi sono sentita, come dire, un tantino a disagio... :-S]

domenica 14 febbraio 2010

Champagne...?

Una buona notizia per chi, come me, ha a cuore la laicità di quello che dovrebbe essere il principale partito di opposizione: Paola Binetti ha annunciato l'abbandono del Partito democratico per aderire all'Unione di centro di Pier Ferdinando Casini. Un intendimento che si poteva già leggere chiaramente tra le righe delle sue dichiarazioni di un paio di settimane fa. Era ora, verrebbe da dire, anche considerando certe sue recenti prese di posizione a dir poco discutibili... e qualcuno sembra già pronto a festeggiare. Quanto a me, mi limiterò a ricordare ciò che la deputata teodem aveva affermato in un'intervista rilasciata al Corriere appena pochi mesi fa:
Non andrà nel Pdl?
«Mai. Non sono una che volta gabbana».
E nell'Udc?
«Neppure. Non dimentico che quando sono entrata in Parlamento l'Udc stava con Berlusconi. Stimo e rispetto Casini, ma per quindici an­ni è stato in un'alleanza in cui la de­stra prevaleva sul centro».
E si vede che la sua memoria ha fatto un po' cilecca... ;-)
Visto che siamo in argomento, concludo recuperando dagli archivi di YouTube un vecchio video di Pierferdy (alias Neri Marcorè) che decanta suadente le doti del Grande Centro! :-D

sabato 13 febbraio 2010

Scusa ma non sono una "mocciosa"...

Tempo fa, sfogliando un periodico free-press dedicato a salute e benessere, mi sono ritrovata a leggere la rubrica sulla sessualità. La risposta della psicologa all'affascinante quesito «Che cos'è l'amore?» si concludeva così:
Ma allora soprattutto nell'attuale società dove principi e valori viaggiano sempre più alla deriva, dove i matrimoni durano meno degli amori estivi, dove si è perso l'istinto di crearsi una propria famiglia, dove il romanticismo è ormai morto e dove i ruoli della donna e dell'uomo sono indistinti, in tutto questo marasma l'amore esiste davvero? Penso sia una domanda che ci poniamo spesso. Sì esiste, ma come scritto da La Rousce Focò "l'amore è come i fantasmi tutti ne parlano ma sono pochi quelli che l'hanno visto".
Già che ci sono, ecco la scansione del paragrafo in questione...


La Rousce Focò, chi era costui?! Da "correttrice di bozze mancata" quale sono, ho ipotizzato che si trattasse in realtà di François de La Rochefoucauld, uno scrittore francese le cui frasi non di rado si trovano all'interno dei Baci Perugina... e googlando ne ho avuto la conferma. Non solo, ho anche scoperto che la massima in questione era la frase finale del film Scusa ma ti chiamo amore, diretto da Federico Moccia (qui il trailer). La pellicola è costellata di varie altre frasi simili: era prevedibile che prima o poi lo stesso Moccia avrebbe finito per cimentarsi in prima persona in questo "genere letterario"... un'eventualità che a qualche abitante del capoluogo umbro non piace granché! ;-)
Il suddetto "capolavoro della settima arte" mi ero rifiutata di vederlo, finora: il romanzo Tre metri sopra il cielo mi aveva delusa a tal punto che mi ero ripromessa di non contribuire mai più direttamente allo strabiliante successo del fin troppo prolifico autore romano. Il film l'avrei snobbato pure in occasione del passaggio sulla tv generalista, ma una persona del cui parere mi fidavo mi aveva assicurato che non era poi così male... e così ieri sera ho deciso di guardarlo, approfittando della prima visione su Canale 5, a due anni appena dal debutto nelle sale: presumo allo scopo di fare da traino al sequel, Scusa ma ti voglio sposare, uscito giusto oggi alla vigilia di San Valentino (già mi aspetto i prossimi capitoli della "saga": Scusa ma ti ho messo incinta, Scusa ma ti ho messo le corna e Scusa ma voglio il divorzio ;-)). Al terzo tentativo, è ufficiale: io e questa persona non abbiamo per nulla gli stessi gusti in fatto di cinema... :-/
Come se non bastasse, oggi mi sono dovuta sorbire l'entusiasmo di una ragazza poco più che adolescente nei riguardi del film, cucendomi la bocca per non dire quanto l'avessi trovato, ehm, "lassativo"; già, perché un'altra donzella aveva osato ammettere in sua presenza che il film non le era piaciuto (con parole assai più soft di quelle che avevo in mente io) e per questo era stata tacciata di essere poco romantica. Figuriamoci cosa mi sarei potuta sentir dire io! Ebbene sì, un po' mi secca che il mio romanticismo venga messo in dubbio: assistendo a storie d'amore appassionate e tormentate, in effetti, mi scopro trepidante come una ragazzina. Però, sorvolando sugli altri aspetti della sceneggiatura del film, che fa acqua da tutte le parti, e sulla colonna sonora in cui, ahimè, Zero Assoluto e Sugarfree la fanno da padroni, la love story fra Michela Quattrociocche, vivace liceale dalla parlata oltremodo irritante (per lei e le sue amiche del cuore è tutto fighisssimooooo), e il fascinoso pubblicitario Raoul Bova, più grande di lei di vent'anni, tutto mi è sembrata fuorché romantica: non tanto per la differenza di età, ma perché quei due avevano ben poco in comune oltre al bell'aspetto (e all'espressività non proprio da Oscar, diciamolo ;-))... e io al detto secondo cui gli opposti si attraggono non ci ho mai creduto, a meno che non si parli di cariche elettriche!
Ah, un'ultima cosa: è stato strano vedere l'attrice Cecilia Dazzi, la quale anni fa faceva parte della comitiva dei Ragazzi del muretto, nei panni della mamma di una "ragazza del muretto" dei giorni nostri...

mercoledì 10 febbraio 2010

Un evento illuminante


A coloro che il prossimo fine settimana dovessero trovarsi dalle mie parti segnalo le imminenti Giornate del Risparmio Energetico e delle Fonti Rinnovabili. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Idee e Territorio con la compartecipazione del Comune di Città Sant'Angelo e il patrocinio di altri Enti Territoriali, in occasione della VI Giornata del Risparmio Energetico del 12 febbraio, in adesione all'iniziativa M'illumino di meno promossa dal programma radiofonico Caterpillar. È prevista una serie di eventi mirati a informare e formare, nonché sensibilizzare il mondo dei consumatori nei confronti delle tematiche ambientali e in particolare sull'argomento «Risparmio Energetico: opportunità ed incentivi per l'efficienza energetica». Tali eventi si svolgeranno nell'arco di tre giorni, dal 12 al 14 febbraio, presso il Città Sant'Angelo Village; vi parteciperanno aziende, imprenditori, tecnici ed esperti del settore, con momenti di approfondimento grazie a relatori di fama nazionale e con esposizione di prodotti e sistemi per il risparmio energetico. Credo proprio che valga la pena di assistere! :-) Per maggiori informazioni sul programma, puoi visitare il blog dell'associazione.
A proposito di questioni energetiche, ecco una notizia tanto fresca quanto spiacevole: il Governo ha approvato il decreto che disciplina la realizzazione di nuove centrali nucleari... ma, come fa notare Alberto, in periodo pre-elettorale si è ben guardato dal rivelare i siti che dovrebbero accogliere questi impianti temuti dalla maggioranza dei cittadini (uso il condizionale per aggrapparmi alla speranza che alla fine non se ne farà nulla). :-S
Già che ci sono, visto che l'argomento mi sta a cuore, ne approfitto per proporre alcuni link al riguardo che ho raccolto nel corso degli ultimi mesi.
  • Sei proprio convinto che il nucleare sia sicuro? Allora forse dovresti leggere questo articolo...
  • L'annoso problema dell'approvvigionamento delle scorte e soprattutto dello smaltimento delle scorie è stato toccato da du hängst.
  • Fuori dall'Italia esistono realtà parecchio progredite dal punto di vista delle fonti di energia rinnovabili: trovo che sia molto istruttivo rendersi conto di come vanno le cose in Germania, per la precisione in una metropoli come Monaco di Baviera e in una città più a misura d'uomo come Friburgo (dove avrei dovuto trascorrere un periodo qualche anno fa, ma poi, ahimè, andò tutto a monte... :-( è una lunga storia).
  • Rudy ha dedicato un paio di post all'eolico off-shore, contestando il principio secondo cui gli impianti rovinerebbero il panorama, e io la penso esattamente come lui.
  • Enel.si offre un servizio di simulazione di un impianto minieolico: non sarebbe male che, avendone la possibilità, ci si facesse un pensierino...

lunedì 8 febbraio 2010

Il cellulare del (prossimo?) futuro

Oggi ho sentito dire che lo staff di Google sta lavorando a un progetto decisamente avveniristico: un cellulare, basato su un sistema di riconoscimento vocale, in grado di tradurre simultaneamente il parlato. Devo ammettere che sono un tantino scettica sulla probabilità che questo sogno diventi realtà in tempi brevi, considerato che lo stesso Google Traduttore ha tuttora degli ampi margini di miglioramento... Per curiosità, ho preso spunto dalla notizia in questione per mettere alla prova il servizio dandogli in input un testo in inglese abbastanza elementare arrivatomi tempo fa via e-mail (un'altra delle "catene di Sant'Antonio" che non mi è dispiaciuto ricevere :-)).
Life is too short to wake up with regrets.
Love the people who treat you right.
Forget about the ones who don't.
Believe everything happens for a reason.
If you get a second chance, grab it with both hands.
If it changes your life, let it.
Nobody said life would be easy.
They just promised it would be worth it.
Friends are like balloons.
Once you let them go, you can't get them back.
So I'm gonna tie you to my heart so I never lose you.
Send these balloons to your friends.
You may also return it to me.
If four balloons are returned to you,
something you have been waiting for a long time will happen!
Believe me... It really happens!
E questa è la traduzione in italiano generata dal summenzionato servizio (in parte ci ha azzeccato, ma a tratti si è perso completamente per strada!).
La vita è troppo breve per svegliarsi con rimpianti.
Gente l'amore che ti trattano bene.
Dimenticare quelli che non lo fanno.
Credere a tutto ciò accade per una ragione.
Se si ottiene una seconda possibilità, afferrare con entrambe le mani.
Se si cambia la tua vita, let it.
Nessuno ha detto che la vita sarebbe stato facile.
Hanno appena promesso che sarebbe valsa la pena.
Gli amici sono come palloncini.
Una volta che si lascia andare, non è possibile recuperarli.
So I'm gonna tie a voi il mio cuore, non ho mai perderti.
Inviare questi palloncini ai tuoi amici.
Si può anche restituire a me.
Se i quattro palloni vengono restituiti a voi,
qualcosa che hai aspettato per lungo tempo accadrà!
Believe me ... Succede davvero!

domenica 7 febbraio 2010

Nel suo piccolo, un trasloco

Da un paio di settimane, udite udite, sono alle prese con un nuovo notebook! :-) Per l'esattezza un fiammante Acer Aspire 7738G. Utilizzandolo mi sto rendendo conto di quanto i miei occhi preferiscano uno schermo grande (da 17 pollici), oltre che luminosissimo, non solo per le applicazioni multimediali, ma anche semplicemente per leggere file testuali e navigare in Rete... alla faccia dell'ASUS Eee PC 901 che, poverino, ha un display da soli 9". Peccato solo per la durata della batteria del 7738, un paio d'ore o poco più... ma tanto quando sono in giro posso arrangiarmi senza problemi con il summenzionato netbook, che mi garantisce un'autonomia di tutto rispetto.
Poiché sto aspettando che mi arrivi l'upgrade da Windows Vista a Windows Seven, non ho ancora completato il "trasloco" dal caro vecchio HP Compaq nx8220 (con i suoi 15 pollici appena) e perciò in questa fase mi faceva comodo uno strumento per mantenere sincronizzati tutti i segnalibri di Mozilla Firefox, non soltanto trasferirne pochi alla volta alla bisogna (funzione per cui l'estensione Delicious Bookmarks, che utilizzo da un po', va benissimo). Per le mie esigenze è stato risolutivo l'add-on Xmarks, segnalatomi a suo tempo da maury, il quale è disponibile non soltanto per Firefox ma per tutti i browser più diffusi e offre anche la funzionalità di sincronizzazione delle password (che però preferisco non usare per timori forse eccessivi riguardo alla sicurezza).
Un'altra funzione di cui sentivo la necessità era la stampa dei documenti in formato PDF per archiviarli o leggerli con comodo in un secondo momento... e con l'occasione del passaggio al nuovo notebook ho installato la "stampante virtuale" PDFcreator, segnalata da Gekissimo, la quale tutto sommato mi soddisfa più della Bullzip PDF Printer che utilizzavo sul pc vecchio.
Nelle prossime settimane sarà inevitabile buttare giù qualche altra osservazione... perciò stay tuned! ;-)

sabato 6 febbraio 2010

This is our time to help

Quest'oggi segnalo che su iTunes è possibile acquistare la compilation Hope for Haiti Now. Poiché Apple, le etichette e gli artisti devolveranno la loro parte dei proventi a sostegno dei soccorsi, l'acquisto dell'album è un modo per aiutare le popolazioni colpite dal devastante terremoto del mese scorso (se comunque desideri dare un contributo più sostanzioso, puoi farlo), oltre a poter scaricare ben venti brani interpretati nel corso della relativa maratona televisiva di beneficenza da artisti del calibro di Sting, Bono, Bruce Springsteen, Madonna, Coldplay... e tanti altri. Io ho già effettuato il download... e tu, cosa stai aspettando? ;-) Prima di passare alla tracklist, mi limito a citare l'ultima frase del commento di Luca Sofri: «Su iTunes costa 6 euro e 99, vanno tutti a Hope for Haiti, e sono soldi ben spesi».
  1. Alicia Keys, Send Me an Angel
  2. Coldplay, A Message 2010
  3. Bruce Springsteen, We Shall Overcome
  4. Stevie Wonder, Time to Love / Bridge Over Troubled Water
  5. Shakira feat. The Roots, I'll Stand By You
  6. John Legend, Motherless Child
  7. Mary J. Blige feat. The Roots, Hard Times Come Again No More
  8. Taylor Swift, Breathless
  9. Christina Aguilera, Lift Me Up
  10. Sting, Driven to Tears
  11. Beyoncé, Halo
  12. Sheryl Crow, Kid Rock & Keith Urban, Lean On Me
  13. Madonna, Like a Prayer
  14. Justin Timberlake & Matt Morris feat. Charlie Sexton, Hallelujah
  15. Jennifer Hudson feat. The Roots, Let It Be
  16. Emeline Michel, Many Rivers to Cross
  17. Jay-Z, Bono, The Edge & Rihanna, Stranded (Haiti Mon Amour) [Live Version]
  18. Dave Matthews & Neil Young, Alone and Forsaken
  19. Wyclef Jean, Rivers of Babylon / Yele (Medley)
  20. Jay-Z, Bono, The Edge & Rihanna, Stranded (Haiti Mon Amour) - Version 1.0

mercoledì 3 febbraio 2010

L'immagine conta, bellezza!

Da tempo ho la netta sensazione che troppo spesso in politica i candidati vengano selezionati sulla base di semplici criteri di immagine, in particolare bella presenza e popolarità; una prassi prevalente, anche se non esclusiva, nel centrodestra (tanto per fare un esempio, non mi spiego altrimenti come sia possibile che Daniele Capezzone, i cui trascorsi nel Partito Radicale sono tutt'altro che remoti, ricopra oggi con somma nonchalance il ruolo di portavoce del PdL...).
Nei giorni scorsi ho letto un paio di articoli che sembrano confermare la mia idea. Alt, prima che qualcuno possa obiettare che la redazione del Fatto Quotidiano, con Marco Travaglio in testa, è un covo di seguaci dell'antiberlusconismo più sfrenato! ;-) La ricostruzione, segnalata da Fulvia, dei retroscena per cui il sindaco di Assisi, "colpevole" di avere le orecchie a sventola e per giunta asimmetriche, è stato escluso dalla candidatura alla presidenza della regione Umbria è pubblicata su Corriere.it...
P.S.: Si direbbe d'altra parte che il requisito di una condotta irreprensibile sul piano civico, etico e morale non conti poi così tanto. Ingenua io, che la considero la componente più rilevante dell'immagine di un politico...