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sabato 31 ottobre 2009

Praticamente ovvio (che mi piacessero i Gem Boy)

Ho già parlato qui della mia predilezione per le parodie musicali... e perciò non potevo non apprezzare le segnalazioni, fatte da Emiliano sul suo blog, delle performance a Colorado Cafè dei formidabili Gem Boy (le cui principali fonti di ispirazione ultimamente sono le hit del 2009 Poker Face e I Gotta Feeling). Era ora che i non più adolescenti ragazzi bolognesi riscuotessero il meritato successo! :-D I video delle loro esibizioni avvenute finora nell'ambito del "laboratorio comico" di Italia 1 (ma non solo quelli) li puoi trovare sul sito ufficiale del gruppo.
Con l'occasione, pubblico il video del mio preferito tra i loro pezzi che ho ascoltato finora: Praticamente ovvio, parodia di Altre forme di vita dei Bluvertigo dedicata ai cartoni animati di una volta, da Goldrake a Jeeg Robot, e alla loro inconsistenza tecnologica... :-)

martedì 27 ottobre 2009

Sfogliando il mio album digitale

Questa sera mi sento inspiegabilmente giù di morale (più del solito, perlomeno)... :'-( e per distrarmi un pochino ho pensato di dare un'occhiata alle foto scattate durante le vacanze estive (cosa che l'anno scorso si era resa impossibile, mannaggia! :-(). Nelle settimane successive al mio ritorno da Merano ne ho selezionate circa centotrenta su un totale di 324, per poi caricarle su Flickr... ma non mi ero ancora decisa a linkare i relativi set fotografici su questo blog. Provvedo adesso che è ormai autunno inoltrato, al solito motto di «meglio tardi che mai»... ;-)
[Nel frattempo il signor Flickr si è premurato di avvisarmi che ho raggiunto quota 191 foto caricate, e se, arrivata a 200, non passerò a un account Flickr Pro, potrò visualizzare solamente le 200 foto più recenti. Uffa! :-(]
Non ho ancora fatto stampare nessuna di queste foto, e chissà se mai lo farò (se decidessi di farlo, probabilmente la cartuccia del verde verrebbe messa a dura prova! ;-)). In effetti, dal giorno della mia "conversione" alla fotografia digitale, quanto più è aumentato il numero di foto scattate, tanto più è diminuita la mia frequentazione dei laboratori di stampa fotografica. L'ultima volta che ho stampato le mie foto è stata qualche mese fa: ho convertito i miei punti del concorso Saturn e-club, in prossimità della scadenza, in un buono valido per usufruire gratis del servizio Easy Print, ho accuratamente scelto 100 foto relative agli ultimi sei anni circa, e ne ho ordinato la stampa comodamente da casa utilizzando l'apposito software. Poi non mi è rimasto da fare nient'altro che recarmi, dopo qualche giorno, nel punto vendita prescelto (quello di Sambuceto, ovviamente) per ritirare le stampe. Certo, sono un po' piccoline (formato 10x13 cm, quello alternativo era 10x15)... ma poter sfogliare i ricordi senza bisogno di accendere il computer (o la cornice digitale) ha pur sempre il suo fascino vintage! :-)

lunedì 26 ottobre 2009

I mascara non sono tutti uguali! :-)

Se c'è una "disciplina" riguardo alla quale devo ammettere la mia totale ignoranza, quella è la cosmetica. Chi mi conosce sa che è assai raro vedermi truccata... tutt'al più un velo di rossetto non troppo vistoso. La verità è che, pigrizia a parte, ignoro proprio i fondamenti dell'arte del maquillage: come scegliere i prodotti, in quali colori, e soprattutto come applicarli per mascherare le imperfezioni e valorizzare i pregi. In effetti sto valutando l'ipotesi di seguire il consiglio di una mia collega: a quanto pare, la sua estetista dà "lezioni di trucco" personalizzate... interessante! :-)
Forse è proprio per via della mia inesperienza in materia che mi sono lasciata tentare da Di che mascara sei?, un'applicazione Facebook proposta da Clinique Italy. Si tratta di un piccolo test per capire «che donna sei e qual è il mascara che fa per te». Ci sono due possibilità per partecipare al gioco: quella più semplice (anche se vagamente misteriosa ;-)) è lasciare che l'applicazione suggerisca il mascara ideale per ciascuna elaborando automaticamente le informazioni memorizzate nel profilo Facebook, mentre l'altra seleziona il prodotto più adatto in base alle risposte date ad alcune domande. Ho voluto seguire entrambe le strade... ottenendo però due risultati diversi. L'analisi del mio profilo ha decretato che il mascara adatto a me è High Impact Mascara (di Clinique, manco a dirlo).
Sei una donna ad alto impatto. Sei intensa e brillante, hai buon gusto e sei molto selettiva nelle amicizie. Anche senza volerlo, sei sempre al centro dell'attenzione perché hai carisma da vendere. Perfezionista fino all'eccesso, metti passione in tutto quello che fai. E è proprio questo, che ti rende irresistibile. Il tuo sguardo è intenso e seducente. Il tuo mascara è High Impact Mascara. Colore intenso. Massimo volume. Estrema definizione. La sua formula emolliente si fissa su ogni singola ciglia, [NdG: il singolare di ciglia è ciglio, comunque! ;-)] rendendola morbida, vellutata, corposa. Per un effetto mozzafiato!
... mentre rispondendo al quiz ho scoperto che il mascara che fa per me è High Definition Lashes Mascara.
Sei una donna riflessiva. Per i tuoi amici, sei una sicurezza. Sul lavoro, sei una garanzia. Ami le cose classiche, belle, che non passano mai di moda. Hai grandi valori, ti piace stare in famiglia, e prenderti cura della tua casa. Veloce nel pensiero, ami le sfide ma senza metterti in mostra. Timida e romantica, preferisci che siano i fatti a parlare per te. E lo fanno puntualmente. Il tuo sguardo è elegante e deciso. Il tuo mascara è High Definition Lashes Mascara. Ciglia più lunghe e definite che mai. Colore intenso, a lunga tenuta. Con applicatore doppio: spazzola per separare e definire le ciglia, pettine per allungarle straordinariamente, una a una.
Uhm, le descrizioni mi piacciono entrambe... ma la seconda "mi somiglia" decisamente di più, quindi vada per High Definition Lashes Mascara! :-)
[Immagine tratta da Cose di Casa, dove ho trovato anche dei consigli utili sull'argomento-mascara]

domenica 25 ottobre 2009

Basta, adesso studio da geek! :-)

Quando mi capita di assistere a una conversazione di argomento informatico, a tratti mi risulta piuttosto arduo seguire il filo del discorso... e dire che, fino a non molto tempo fa, mi consideravo un'utente relativamente avanzata! Uhm, urge colmare il gap tecnologico che ho accumulato... :-/
Cos'è che mi ha ispirato questa riflessione? Beh, ovviamente le geek conversation(s) che ho ascoltato ieri nel corso del Linux Day di Teramo, fra un talk e l'altro. I talk veri e propri invece li ho trovati abbastanza accessibili... e oggi racconto un paio di cosette interessanti che ho imparato.
A proposito del mio browser "di fiducia", Mozilla Firefox, ho scoperto grazie a Valeriano alcune comode scorciatoie da tastiera che non conoscevo; ad esempio, premendo Ctrl mentre si clicca su un link con il pulsante sinistro del mouse (oppure cliccando semplicemente con il pulsante centrale... se non fosse che nel mio caso la rotellina è assegnata a Babylon), la pagina viene aperta in una nuova scheda.
Ma soprattutto ho imparato qualcosa in più sulle funzionalità di ricerca dell'ottimo browser open source. Innanzitutto la barra di ricerca può essere arricchita e personalizzata aggiungendo qualcuno fra i motori di ricerca supportati... ma in effetti questo lo sapevo già, più o meno. Un aspetto che invece ignoravo, ma che mi ha favorevolmente sorpresa, è l'esistenza delle smart keyword(s), un metodo per agevolare le ricerche effettuate con motori non "riconosciuti" da Firefox, ad esempio la barra di Google Custom Search posizionata sotto l'intestazione di questo blog. Ecco la procedura (semplicissima): cliccare con il pulsante destro del mouse sulla barra di ricerca, selezionare «Aggiungi una parola chiave per questa ricerca...», scegliere una parola chiave (nel mio caso myblog), un nome (nel mio caso «Cerca ne La curiosona») e la cartella dei Segnalibri nella quale salvare quello che è a tutti gli effetti un segnalibro. A questo punto è sufficiente che io vada (digitando Ctrl+L) nella barra degli indirizzi di Firefox, digiti myblog parola_o_frase e prema Invio per ricercare tutte le occorrenze di parola_o_frase in questo blog.
Infine, per cercare una parola o una frase che compare in una pagina web usando il motore di ricerca attualmente selezionato, non occorre fare copia&incolla, ma è sufficiente evidenziare con il mouse il termine da cercare, cliccare con il pulsante destro e selezionare «Cerca parola_o_frase con motore_di_ricerca».
La giornata si era aperta con un talk nel quale Maury ha passato in rassegna alcuni software in grado di arricchire la propria installazione di Linux con funzionalità multimediali (nel pomeriggio ha parlato anche di Wubi, del bellissimo planetario KStars e di crittografia e firma digitale con GnuPG).
Fra le altre cose, nel corso del primo talk Maury ha parlato di GOCR, un software che applica il riconoscimento ottico dei caratteri non alle scansioni vere e proprie ma alle immagini. Però, interessante: esisterà anche nella versione per Windows?, mi sono chiesta. Ebbene, la risposta sembrava affermativa: ecco qua il file Windows-binary.
Poiché il programma è privo di interfaccia grafica, per utilizzarlo bisogna aprire il prompt dei comandi, spostarsi mediante il comando cd nella cartella contenente il file gocr048.exe e l'immagine da convertire in testo, e digitare un comando del tipo
gocr048 file_immagine.pnm > file_testo.txt
Il file di origine deve essere in formato .pnm... e per ottenerlo si può usare Free Online Images Converter, semplice ma completo e funzionale.
Il risultato della conversione? Non proprio soddisfacente: dando in pasto a GOCR l'immagine seguente

(screenshot tratta da questa pagina), ecco quello che ho ottenuto...
_nc0ra nessun ''6''. II ja_0t sde a ?7,?_ m_0ni _ eur0
Ro_a, m ott. (_X__) - L'estraj0ne d_ SuperenaI0tt0 d_ sabat0
regda un ncc0 ''5+'': una _nnȧta _ qua_ g51 m_a _ eur0 centrata in un
bar nce_nt0na _ Bnn_si, in piazza Ra_aeII0. Miente da fare per _ ''6'',
men_e _ ja_0t per _ c0ncrs0 _ mart_ sde a 7ǐ,? m_0Lu. Sempre piu
c0ns0_data, dunque, Ia sua terza p0sij0ne n_a _assi6ca d_e _nnȧte
piu dte, prec_ut0 s0Iamente ddIe due _nnȧte rec0rd _ Bagn0ne d_0
sc0rs0 22 ag0st0 (14?,8 m_0Lu7 e _ Catania deII'0tt0bre 20o8 (1oo,?
m_0ni7. In testa dIa _a_6ca d_ numen ma__0rmente ntardat_'
n_a c0mbinaj0ne _nncente __ anc0ra _ 42, che c0nta 87 _rni _
Ia_tanza, se__0 dd 78 .
Uhm... dov'è che avrò sbagliato?! :-S
[P.S.: L'immagine che rappresenta la nuova versione del mitico Tux è tratta da Linuxpedia]

venerdì 23 ottobre 2009

Linux Day

Approfittare del fine settimana per recuperare un po' di sonno perduto è irrinunciabile... a meno che in programma non ci sia un evento tale da convincermi a puntare la sveglia anche il sabato mattina! :-) In questo caso sto parlando del Linux Day 2009 di Teramo, organizzato dal TELUG (Teramo Linux Users Group), che si svolgerà domani 24 ottobre 2009 dalle ore 9.00 presso l'I.T.C. "Blaise Pascal", in via Andrea Bafile n° 39. Per la sottoscritta sarà un'ottima occasione, oltre che per incontrare persone simpatiche e in gamba come Maurizio, Emiliano e Paolo, anche per imparare qualcosa su Linux, il sistema operativo libero che ho fortemente voluto sull'Eee PC 901... senza però averci ancora smanettato più di tanto, devo ammetterlo.
Purtroppo non potrò portare con me il mio gioiellino per scroccare qualche aiut... ;-) ehm, attingere al sapere altrui, perché la tastiera integrata è kaputt già da qualche giorno :-( (tanto che per poter effettuare qualsiasi operazione, a cominciare dal login, ho dovuto dotarmi di una tastiera esterna grossa il doppio del netbook). Sono in attesa che la ASUS mi invii un e-mail con le informazioni necessarie per l'invio in assistenza... e quando tutto sarà finito conto di riferire qui le mie impressioni sul customer care della società taiwanese (non particolarmente favorevoli, finora... capito, signor ASUS? Vogliamo correre ai ripari, oppure no? ;-)).
Per il momento dirò solo che l'operatrice del call center, quando al telefono le ho spiegato il mio problema (di natura hardware, senza alcun dubbio), mi ha chiesto se avevo provato a ripristinare il sistema operativo... al che mi sono lasciata scappare che avevo rimpiazzato lo Xandros preinstallato con Ubuntu, e lei ha specificato che non poteva dar seguito alla richiesta di assistenza se sul netbook non era installato l'OS di fabbrica. E vabbe', ripristiniamo Xandros... ma tanto, subito dopo averlo fatto, ho dovuto chiamare di nuovo l'help desk perché, come volevasi dimostrare, il malfunzionamento era rimasto tale e quale.
Quando riavrò il mio Eee PC regolarmente funzionante, intendo pubblicare un post su Ubuntu, del quale ho installato la versione 9.04, denominata Jaunty Jackalope (lepre cornuta sbarazzina :-)), seguendo scrupolosamente questa guida. Intanto posso anticipare che, per scontata che possa sembrare questa considerazione, Ubuntu è mooooolto meglio di Xandros... e dire che, se non mi si fosse riproposto un problema al layout della tastiera che (a differenza della prima volta che si era presentato) non c'è stato verso di riuscire a risolvere, mi sarei decisa chissà quando a fare il salto di qualità!
Ultima Penultima cosa: lo sapevi che Ubuntu «è un'espressione in lingua bantu che indica "benevolenza verso il prossimo"»? Ancora, «L'ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l'umanità intera, un desiderio di pace». Mica male! :-)
Infine (e concludo sul serio, questa volta) segnalo un simpatico raccontino metaforico sulle differenze tra i sistemi operativi più diffusi...
UPDATE: appena un minuto dopo aver cliccato su Pubblica il post, come per "magilla", mi sono arrivati non uno ma ben tre messaggi da ASUS! Stay tuned...

mercoledì 21 ottobre 2009

Prevenire è vivere

Prendendo esempio dal post di Sara, provvedo anch'io a dare il dovuto risalto a un'iniziativa che dovrebbe stare particolarmente a cuore a tutte noi donne.
La Campagna Nastro Rosa, in Italia, è da 16 anni il frutto di un'importante collaborazione tra Estée Lauder e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), da quasi un secolo impegnata nella promozione della salute e nella diffusione di una corretta cultura della prevenzione oncologica.
Durante il mese di ottobre i circa 390 ambulatori LILT saranno a disposizione per visite senologiche. Per maggiori informazioni visitare il sito della LILT o quello di Nastro Rosa (dal quale ho tratto il contenuto di questo post), oppure telefonare al numero verde 800 99 88 77 (UPDATE: ho scoperto che i riferimenti disponibili sul sito non sono aggiornati... meglio affidarsi al pdf linkato da Sara).
Non possiamo ignorare che il tumore della mammella è il tumore più frequente nella donna, e la sua incidenza è particolarmente elevata nei Paesi ad economia più avanzata. In Italia una donna su 10 si ammala di tumore della mammella.
Da circa un ventennio, nonostante l'aumento annuale di nuovi casi, si sta registrando nei Paesi industrializzati una sia pur lenta ma continua diminuzione della mortalità. E questo grazie a una corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione verso la diagnosi precoce, che si è rivelata strategicamente importante e determinante per il successo di guaribilità. La costante conoscenza della problematica – che deve coinvolgere medici di famiglia, ricercatori, medici specialisti e le stesse donne – ha reso questa malattia sempre più curabile e, quindi, guaribile. Questa situazione non potrà che migliorare, con ulteriore incremento della sopravvivenza, se sarà facilitato l'accesso a centri di diagnosi e cura specializzati, omogeneamente distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Quando si parla di prevenzione per una malattia come il carcinoma della mammella, bisogna sempre distinguere due strategie operative ben precise e comunque fra loro correlate. La prevenzione primaria riguarda l'individuazione e la rimozione delle cause che producono il tumore e dei fattori di rischio, ma è tuttora di non facile applicazione. L'attività fisica, il controllo del peso, un regime alimentare equilibrato con maggior consumo di frutta fresca e verdura, la lotta al tabagismo sembrano comunque correlati con la riduzione del rischio. La prevenzione secondaria è rappresentata dalla diagnosi precoce. La scoperta di un tumore nella sua fase iniziale permette una cura meno aggressiva ed offre maggiori possibilità di guarigione. Essa costituisce oggi l'arma strategica raccomandata nella lotta al tumore della mammella.
Sempre più spesso è il radiologo che, eseguendo una mammografia o un'ecografia con finalità preventive, quindi in assenza di sintomi, scopre un tumore non palpabile. Purtroppo ancora oggi molte donne, scarsamente informate sui vantaggi derivanti dalla diagnosi precoce in assenza di sintomi, non si sottopongono a controlli di tipo preventivo e scoprono con le proprie mani il tumore: per questo motivo è necessario che le donne conoscano i segni con i quali un tumore della mammella può presentarsi. Qualsiasi sensazione di cambiamento del normale aspetto della mammella o la comparsa di un nodulo mammario deve indurre a richiedere un controllo da parte del proprio medico e/o di uno specialista.
È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile, poiché più il tumore è piccolo più elevate saranno le possibilità di guarigione. Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono: visita clinica senologica, ecografia, mammografia, prelievi con ago, risonanza magnetica. Ma non bisogna sottovalutare l'autoesame, che è il controllo che la donna dovrebbe attuare ogni mese e consiste nell'osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che sia un medico ad insegnarla. È particolarmente importante che la donna comprenda che il compito dell'autoesame non è la diagnosi, ma solo "la conoscenza" delle proprie mammelle e quindi la percezione di eventuali cambiamenti persistenti da comunicare tempestivamente al proprio medico.

Sono stata accontentata

Stamattina, mentre andavo al lavoro, lungo il tratto di strada su cui era stato messo il senso unico ho incrociato una macchina che veniva in senso opposto. «Strano», ho pensato, «non si è accorto che sta andando contromano?». Subito dopo, però, ho notato in prossimità dell'incrocio un paio di cartelli scritti a mano che segnalavano "strada a doppio senso di circolazione". Al ritorno, poi, mi sono accorta che i cartelli di senso vietato...


... erano stati sostituiti con un più sensato divieto di fermata (e spero tanto che venga rispettato).


[Un ripassino della segnaletica non fa mai male! ;-)]
E ci voleva tanto? Chissà se questo nuovo cambiamento è stato deciso in seguito alle proteste (meno silenziose e più mirate della mia) di qualche cittadino. Nel mio caso... sembra niente, ma il chilometro di strada, peraltro non particolarmente agevole, che dovevo percorrere per aggirare il senso unico mi è costato in quasi due anni circa cinquecento chilometri in più (stima approssimativa). Più di un pieno di benzina, insomma! :-S

martedì 20 ottobre 2009

Attori in mobilità

[Il titolo del post è un vago riferimento en passant all'illuminazione che ha colto il ministro Tremonti... ;-)]
Fino a non molto tempo fa guardavo con una certa assiduità la soap opera CentoVetrine... ma poi ho smesso di seguirla da un giorno all'altro: l'irritazione per gli sviluppi sempre più inverosimili della trama aveva prevalso sulla curiosità di scoprire cos'altro si sarebbero inventati gli sceneggiatori. Ogni tanto, però, mi capita ancora di sintonizzarmi su Canale 5 nel primo pomeriggio... e spesso quello che vedo mi lascia abbastanza interdetta.
Riecco Roberto Alpi, alias Ettore Ferri. Ma come, il suo personaggio non era scomparso a causa di un male incurabile?! Beh, evidentemente no. Mi sono documentata su Wikipedia, constatando che per giustificare il suo rientro in scena erano state escogitate delle trovate da far invidia agli scriptwriter di Beautiful! :-)
È rispuntato fuori pure il personaggio di Federico, figlio del commissario Valerio Bettini e di Laura Beccaria, dopo anni di lontananza (era partito per l'Africa come missionario)... ed è molto cambiato, non solo nella personalità ma anche nell'aspetto. Sfido io, visto che non si tratta più dello stesso attore di un tempo: Andrea Bermani ha ceduto il posto a Luca Bastianello. Stando a Wikipedia, «Non si hanno notizie sul perché di questo recasting, sul motivo cioè per cui è stato chiamato un altro attore rispetto a quello originario» (pochi minuti fa la pagina relativa a Bermani, ora cancellata, segnalava che l'attore sarebbe prematuramente morto nel 2002... chiaramente uno scherzo, sia pure di pessimo gusto, stando alle informazioni disponibili su IMDb e al profilo su Facebook, social network che sette anni fa nemmeno esisteva).
Ma parliamo di Luca Bastianello, che aveva già lavorato nell'altra soap targata Mediaset, Vivere, interpretando il ruolo di Diego Blasi. Chissà perché, ero convinta che fosse un ex tronista o qualcosa del genere... e invece ho scoperto non solo che il giovanotto è estraneo ai vari reality, ma che come attore è piuttosto bravo e preparato. L'ho visto ieri e l'altroieri sera nella fiction Una sera d'ottobre... e mi sono ritrovata a fare un "tifo" incredibile per il suo personaggio, quello del fidanzato storico crudelmente mollato dalla protagonista.
A proposito di questa fiction, che dire? Si vedeva proprio che non soltanto l'attrice principale (Vanessa Hessler) ma pure il regista (Vittorio Sindoni) erano gli stessi rispetto a Per una notte d'amore, lo sceneggiato ad alto tasso glicemico andato in onda l'anno scorso... ma questa volta, a differenza del caso precedente, il finale mi è sembrato quasi fatto apposta per lasciare l'amaro in bocca proprio a tutti gli spettatori, dagli inguaribili romantici a quelli più inclini a tenere i piedi per terra.
Infine, due parole anche per un altro personaggio di CentoVetrine, l'avvocato Gabriele Andreasi, partito da tempo per gli USA per esigenze di copione... ma più che altro perché l'attore che lo interpretava, Massimo Bulla, era stato scelto come protagonista di Incantesimo, immagino. Qualche mese fa ho letto che il bel Massimo, per mantenere la famiglia, aveva dovuto reinventarsi nientepopodimenoché come rappresentante di cosmetici e scaricatore di bagagli all'aeroporto di Malpensa, perché nessuno lo chiamava più a recitare. Questo mi dispiace dal punto di vista umano, e pure da quello estetico, diciamolo... ma sul piano artistico non è stata una gran perdita, forse. ;-)

lunedì 19 ottobre 2009

Frammenti di onestà

Ebbene sì, sono stata "nominata" da Ester per l'Honest Scrap Award... e a questo punto svolgo il mio compitino! :-) All'inizio non sapevo proprio da che parte cominciare... ma poi le idee hanno iniziato a fluire incessantemente, a tal punto che ho dovuto scartarne qualcuna; in sostanza ho evitato le confessioni troppo personali e le riflessioni troppo serie, che stridevano con la relativa spensieratezza degli altri punti. In fondo questa è una delle catene più simpatiche che mi sia mai capitato di ricevere... e oltretutto mi permette di smaltire svariati mini-post che giacevano nei miei "cassetti virtuali" disperando di veder mai la luce! Dunque, procediamo...
  1. Da quando ho aperto questo blog, "soffro" di quella che ho battezzato sindrome della Vita in diretta. Hai presente i programmi-contenitore che spaziano dalla cronaca nera a quella rosa? In quasi ogni puntata si accostano a notizie drammatiche altre di tono decisamente più leggero, con il conduttore che con aria vagamente imbarazzata si cava d'impaccio borbottando frasi del tipo «E adesso tiriamo un po' il fiato». A volte, mettendomi nei panni di un ipotetico osservatore esterno, ho la sensazione che questo blog possa dare la stessa spiacevole impressione, quando a un post serio (almeno nelle intenzioni!) fa seguito un altro più frivolo, o viceversa. A tal proposito, anche se magari non importerà a nessuno, ci tenevo a precisare una cosa: il fatto che post dal tono così contrastante finiscano online entro un lasso di tempo relativamente breve (a volte nel corso della stessa giornata) non significa affatto che io li abbia concepiti, pensati e scritti nello stesso momento, anzi. Le idee le metto in un "cantiere" mentale o, più spesso, digitale... e la sequenza con cui esse finiscono sul blog è l'ordine (abbastanza casuale) con cui il "prodotto finito" viene sfornato dal suddetto cantiere.
  2. In vita mia l'unica volta che ho avuto successo in una competizione sportiva è stata quando, in vacanza d'estate a Roccaraso, vinsi il primo premio di un torneo di biliardino. Come sarebbe a dire, che non è uno sport?! Invece lo è, eccome! :-) A proposito, nel corso degli anni ci ho provato più volte a fare attività fisica... purtroppo lasciando sempre perdere dopo una durata più o meno breve. Ai tempi delle elementari, per correggere la tendenza a tenere la schiena curva, ma anche per spirito di emulazione nei confronti di una mia coetanea "di successo", feci danza classica per due anni... ma se vedessi oggi il mio portamento, difficilmente lo immagineresti! ;-) Ero e sono tuttora irrimediabilmente negata per l'arte tersicorea, c'è poco da fare.
  3. Ogni volta che incrocio un'auto dei vigili, della polizia o dei carabinieri quando sono al volante, stranamente, la prima cosa che mi viene in mente è «Sarò in regola?». Mi ci vuole qualche istante per rendermi conto che sono in una botte di ferro, essendo piuttosto scrupolosa nell'osservare il codice della strada: la cintura di sicurezza la allaccio prima di mettere in moto, le luci le accendo quando è prescritto, i limiti di velocità li rispetto come pochi, i documenti sono a posto... (A proposito di guida, mi piacerebbe che i designer prevedessero una sede apposita sul cruscotto per collocare le borsette di noi donzelle!)
  4. A diciott'anni o giù di lì dimostravo più dell'età che avevo, tanto è vero che non di rado mi sentivo dare del lei. Adesso che di anni ne ho, ehm, qualcuno in più, non mi dispiace affatto constatare che la tendenza sembra essersi invertita. Una volta una ragazza alla quale avevo detto la mia età ha osservato meravigliata «Ma che, ti hanno messo in freezer?» (a pensarci bene, forse l'ha detto anche per una forma di captatio benevolentiae, dal momento che era impegnata in una raccolta fondi... :-)).
  5. Non ho un gran bel rapporto con il telefono, soprattutto (ma non solo) quando si tratta di parlare con estranei. Anche per questo, sospetto di essere tra le persone che spendono meno in Italia per le ricariche telefoniche...
  6. La prima cosa che mi viene in mente, quando leggo la parola SLAM, non è il tennis oppure una porta che sbatte nei fumetti, bensì la robotica. Guardare fotogallery come questa e video come questo [Cummenda Zampetti Mode ON] mi esalta! :-) [Cummenda Zampetti Mode OFF]
  7. Il mio primo computer è stato un Commodore 64, ed è grazie a lui che ho fatto le prime esperienze di programmazione (in BASIC), un pochino più complesse rispetto a
    10 PRINT "PIPPO" (perché Pippo e non Hello World? Mah, così... :-))
    20 GOTO 10
    Adesso, poiché il prezioso cimelio langue da anni inutilizzato in soffitta, faccio un tuffo nel passato grazie all'emulatore (disponibile qui). Però, 64K RAM SYSTEM  38911 BASIC BYTES FREE... oggi sembra incredibile! Nostalgia canaglia...
  8. Da mia madre ho preso la carnagione (pallida), da mio padre il colore (scuro) degli occhi e dei capelli. Avrei preferito il contrario, ma pazienza... :-)
  9. Sotto tensione mi è capitato di assumere un atteggiamento non molto dissimile da quello di Bill Gates in questo video. E, se qualsivoglia oggetto mi finisce tra le mani in momenti del genere, povero lui: nel corso del primo temutissimo esame universitario, il prof dovette "richiamarmi alla realtà" esclamando «Signorina, lasci in pace quella penna, la sta torturando!». :-/
  10. Aborro le pellicole adesive che proteggono dai graffi gli apparecchi elettronici (cellulari, palmari e simili)... e non vedo l'ora di terminare il rodaggio per poterle rimuovere, poiché le trovo assai più antiestetiche di un graffietto. E non parliamo degli imballaggi "plasticosi", dai quali non è mica così facile estrarre il contenuto senza tagliarsi le dita!
A questo punto passo la palla a Cristiano, Emiliano, Giovy, hermansji .:., Maury, Nicky, paz83, Rudy, Sara, Vincenzo (in rigoroso ordine alfabetico), non prima di aver ricordato le regole del gioco.
Raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.
Avrei potuto fare come Camu, ossia «passare la palla a chi lo richiede esplicitamente, tramite messaggio nei commenti», ma poi ho deciso che non era necessario: in primo luogo le dieci cose da raccontare si possono scegliere liberamente fra quelle che si è disposti a condividere con la Rete in base al proprio livello di riservatezza... e soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, ignorare (per mancanza di tempo o di voglia o chissà che altro) questo invito non ha alcun potere di attirare energie negative, a differenza di quanto potrebbe (il condizionale è quanto mai d'obbligo) avvenire interrompendo catene di altro genere... nel qual caso, lo ricordo, può sempre tornare utile l'appello di Arild Ovesen! :-D

sabato 17 ottobre 2009

No all'inquinamento luminoso

La prima volta che visitai l'Osservatorio Astronomico Colle Leone, diversi anni fa, ricordo che lungo la strada, a breve distanza dalla destinazione, mi colpì la visione dei proiettori di una discoteca "sparati" verso l'alto: «Come si fa a godersi lo spettacolo del cielo stellato in queste condizioni?», mi chiesi... e sperai che il problema venisse risolto nel più breve tempo possibile.
Ho ripescato questo fatto dalla mia memoria dopo aver letto che oggi ricorre la XVII Giornata nazionale sull'inquinamento luminoso, nata con l'obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sulle conseguenze dell’eccessivo utilizzo di luce artificiale. È chiaro che l'illuminazione pubblica non crea di certo le condizioni ottimali per osservare la volta celeste. Eppure qualcosa si potrebbe fare per migliorare la situazione: ad esempio «l'adozione d'opportuni sistemi d'illuminazione pubblica correttamente orientati verso il basso» e «impedire la costruzione di fari d'illuminazione nelle vicinanze degli osservatori astronomici, sia professionali sia amatoriali». Accorgimenti semplici e non particolarmente onerosi, ma che avrebbero molteplici effetti positivi: favorire la ricerca scientifica, il risparmio energetico e l'osservazione del cielo, che è un diritto di tutti.
[Nella foto, tratta da APOD: il cielo stellato sopra l'Isola di Pasqua]

Vizi persi... e ripresi

In occasione dell'intervista fatta a (Lady).Chobin e alla sottoscritta, Camu ci ha rivolto fra l'altro la domanda «Parlaci del tuo vizio più grande». All'epoca, anche se non mi è venuto in mente di farne cenno nella risposta, ero riuscita a togliermi da poco tempo l'abitudine di mangiare chewing gum. Un vizio innocuo? Mica tanto: sembra infatti che l'aspartame, il dolcificante artificiale contenuto nelle mie gomme preferite, possa avere effetti tossici se non addirittura cancerogeni. Quando sono venuta a saperlo, ho smesso di masticare gomme da un giorno all'altro, facendo appello a tutta la mia forza di volontà. Però ne sentivo la mancanza, altroché... a tal punto che è bastato offrirmi una gigomma o cingomma (in dialetto locale) per farmi "ricadere nel tunnel" dopo mesi di astinenza, mentre mi ripetevo «In fondo non è che il resto della mia dieta sia all'insegna del mangiar sano» per cercare, in un certo senso contorto, di sentirmi meno in colpa. :-( Insomma, proprio oggi ho comprato un altro barattolino da 75 confetti. (Tengo comunque a precisare che mi durano molto più di prima!)
[Non l'avrei mai immaginato, ma parlare di questo mi è servito: adesso quasi quasi smetto di nuovo! :-)]
A proposito di vizi... mesi fa ilallallero ha raccontato di aver smesso di fumare «dopo 18 anni di onorata carriera da fumatrice», grazie al libro di Allen Carr È facile smettere di fumare se sai come farlo. Non avendo mai fumato, ignoro cosa sia realmente la dipendenza da nicotina... ma dopo aver letto quel post non posso far altro che consigliare il "prodigioso" best seller a chiunque stia cercando la giusta motivazione per dire addio alla sigaretta! Se per caso non dovesse essere sufficiente, si può sempre provare a dare un'occhiata a un video molto eloquente che illustra un esperimento finalizzato ad estrarre le sostanze nocive, catrame in primis, contenute nelle sigarette... e poi pensare che si tratta della stessa robaccia che finisce nei polmoni.

giovedì 15 ottobre 2009

Blog Action Day 2009

Ricorre oggi il Blog Action Day 2009, dedicato quest'anno ai cambiamenti climatici. Parecchio ci sarebbe da scrivere sull'argomento, prendendo spunto dalla gran quantità di materiale disponibile... ma al momento devo riconoscere di non saperne abbastanza da poter mettere insieme un post dignitoso, e quindi, per non rischiare di lasciar passare questa giornata senza aver dato il mio contributo all'iniziativa, ti invito a leggere ciò che ha scritto du hängst.

Un tipo espansivo, non c'è che dire! :-)

[A quanto pare la notizia riportata su Nozze Blog, da cui ho tratto l'immagine qui accanto, non corrisponde a verità... almeno per il momento]
Sul numero 41 del settimanale Diva e donna Vittoria Puccini, oltre a parlare del proprio impegno a favore dell'organizzazione umanitaria Ucodep, dice la sua a proposito delle foto compromettenti che testimoniano l'atteggiamento a dir poco confidenziale del suo compagno, nonché padre di sua figlia Elena, Alessandro Preziosi nei confronti della modella cesenate Giorgia Pagliacci. L'attrice resa celebre dal ruolo di Elisa di Rivombrosa non si scompone, anzi liquida come "pettegolezzi" le indiscrezioni insinuate da Chi e rilanciate da tutta la stampa scandalistica: «Sappiamo che la nostra vita è altro da quanto viene pubblicato. Ne abbiamo parlato e ci siamo detti che dobbiamo ignorare queste cose». Da parte sua, il diretto interessato si difende così: «Io sono affettuoso con tutti, con uomini e con donne, bacio tutti così». «Sulla bocca?», gli domanda l'intervistatore. «È il mio modo di fare», taglia corto il fascinosissimo attore. Ebbene, io ammiro l'apertura mentale della sua lei... perché, se una cosa del genere fosse capitata a me, il mio partner non l'avrebbe passata mica così liscia! :-/ (Certo, se è vero che in passato anche la Puccini è stata immortalata in atteggiamenti intimi con Riccardo Scamarcio, come sostiene Preziosi, allora il discorso cambia...)
Comunque la giovane e bella Vittoria (a volerle proprio trovare un difetto, ho notato che i suoi pollici hanno una forma insolita... ;-)) ha reso virtualmente la pariglia all'"affettuoso" compagno, concedendosi scene ad alto tasso di sensualità (cosa piuttosto inconsueta per Rai Uno) con il bel (ma neanche tanto, con quei baffi) Daniele Pecci nella fiction Tutta la verità, diretta da Cinzia TH Torrini e andata in onda domenica e lunedì scorsi. Una storia a metà fra il dramma esistenziale e il thriller... anche se riguardo a quest'ultimo aspetto non ha proprio brillato: perfino io, che non posso considerarmi un'esperta di gialli, sono stata in grado di prevedere gli sviluppi salienti della trama con largo anticipo!
Da segnalare che la vicenda era ambientata a L'Aquila, e molte scene in esterni sono state girate nel capoluogo abruzzese nel periodo immediatamente precedente il terribile sisma del 6 aprile scorso: al termine dell'ultima puntata è comparsa in sovraimpressione una dedica alle popolazioni colpite. Davanti allo splendore di certi scorci della città, che si potevano ammirare dal vivo appena pochi mesi or sono, è inevitabile farsi cogliere dal rimpianto... in aggiunta a tutti gli altri sentimenti che la tragedia del terremoto è stata in grado di suscitare.
C'era un po' di Abruzzo anche nel cast: la poliziotta che collaborava con il marito della Puccini nella finzione, impersonato dal bravo Filippo Nigro, era interpretata dall'attrice teramana Elisa Di Eusanio.

mercoledì 14 ottobre 2009

Gli esami non finiscono mai

Magari l'hai dimenticato oppure semplicemente l'hai sempre ignorato... comunque non sono passati così tanti anni da quando l'esame teorico per il conseguimento della patente di guida era a risposta multipla, e soltanto un'opzione delle tre proposte era quella giusta. Quando la patente l'ho presa io, invece, le cose erano già cambiate da un pezzo: le dieci domande della prova di teoria prevedevano sempre tre opzioni, ciascuna delle quali però poteva essere indifferentemente vera o falsa... e se non sbaglio funziona così anche oggi. Inutile sottolineare che, in questo modo, la probabilità di superare l'esame affidandosi al caso cala drasticamente. Per questo amo ricordare che io, al temutissimo esame di teoria, totalizzai zero errori! :-) (La prova pratica purtroppo non si svolse altrettanto impeccabilmente... ma se non altro mi fu risparmiato lo strazio di ripeterla! ;-))
Tutta questa premessa per segnalarti il test interattivo Che tipo di guidatore sei?, disponibile su Focus.it. La prova, con le sue dieci domande, riproduce un tipico esame di teoria... sì, proprio quella teoria che si tende a dimenticare fin dal giorno successivo alla conquista dell'agognata patente, e che invece dovrebbe far parte per tutta la vita del nostro bagaglio di conoscenze. Mettersi alla prova ogni tanto non fa mica male, eh... e, se l'esito della tua prova non è dei migliori, non sarebbe una cattiva idea se decidessi di dare una rinfrescatina alle tue nozioni in materia! ;-)

lunedì 12 ottobre 2009

A proposito di cover

Ce l'avevo in standby da un po' di tempo, un post sulle cover... e a questo punto sento che è arrivato il momento di pubblicarlo! :-) (Non che la blogosfera non potesse farne a meno, eh... ;-))
  • All'epoca dell'ultimo Festival di Sanremo qualcuno sosteneva che il famigerato pezzo di Povia somigliasse a Glastonbury Song dei The Waterboys. Io tutta questa similitudine fra i due brani non l'ho notata, in effetti... ma in compenso ho scoperto che la suddetta song era identica al singolo Cosa vuoi da me tratto dall'album Freak di Samuele Bersani: in questo caso non di plagio si trattava, bensì appunto di cover.
  • Nella scorsa edizione di X Factor Enrico Nordio ha cantato una versione swing di Jump, classico hard rock dei Van Halen. In realtà il concorrente del talent-show-targato-Raidue si rifaceva alla reinterpretazione di Paul Anka. Sebbene così diverse, trovo che le due versioni "funzionino" entrambe alla grande.
  • Non amo particolarmente la musica da discoteca... ma una volta tanto devo ammettere che, alla languida cover melodica di L'amour Toujours proposta da Sagi Rei e resa celebre da uno spot pubblicitario, preferisco la versione originale di Gigi D'Agostino. Peccato che la mia mente associ inscindibilmente quest'ultima a ricordi non proprio piacevoli... :-(
  • Neppure il metal è fra i miei generi preferiti... ma dopo aver scoperto che Marco Masini ha sfornato una cover della stupenda ballata Nothing Else Matters dei Metallica, e soprattutto dopo aver confrontato la traduzione del testo originale con quello italiano, il mio primo pensiero è stato «Ma questo è un affronto!»... checché ne dica il cantautore toscano (a dire il vero, ho pure pensato «Cosa non si accetta pur di incassare i diritti d'autore...»). ;-)
Come mai ho deciso proprio adesso di "tirar fuori dal cantiere" questo post? Beh, perché nelle scorse settimane nella blogosfera sono circolati commenti non proprio benevoli ma abbastanza condivisibili su Vasco Rossi e sulla sua cover di Creep dei Radiohead, intitolata Ad ogni costo. In particolare, un blogger ha colto l'occasione per stilare un ricco elenco di cover italiane di successi stranieri... ed è così che ne ho scoperta qualcuna (come Mino Reitano alle prese con i Green Day) che ha dell'incredibile! :-)
Concludo andando leggermente off topic... infatti il video qui sotto riguarda più da vicino i plagi musicali (in senso lato) che non le cover: esso dimostra infatti che un sacco di hit della musica pop sono imprevedibilmente accomunate da quattro semplici accordi...

sabato 10 ottobre 2009

Chiamali scarabocchi...

C'è poco da fare, oramai è diventata un'impresa stare appresso ai Google Logo(s), anche detti Google Doodles (scarabocchi): a Mountain View ne sfornano uno nuovo quasi ogni giorno! ;-) Quello di oggi è dedicato al centonovantaseiesimo anniversario della nascita di Giuseppe (Fortunino Francesco) Verdi.
Per chi non lo sapesse, queste creazioni sono opera del grafico e webmaster Dennis Hwang, che tempo fa si è presentato sul blog ufficiale di Google; puoi inoltre leggere qui una sua intervista rilasciata ad un giornale pubblicato in Corea, suo Paese d'origine.
A questo punto concludo proponendoti un magnifico (modestia a parte ;-)) collage di tutti i Google Logo(s) che ho salvato sul mio hard disk nel corso degli ultimi anni: la bellezza di duecentodieci file, quasi tutti in formato .gif. L'immagine qui sotto, le cui dimensioni originarie sono 1280x800 pixel (pari alla risoluzione del mio schermo), l'ho generata utilizzando il software gratuito Shape Collage, suggerito dal giovanissimo guru dell'informatica Salvatore Aranzulla. Ah, ovviamente puoi usare questo simpatico programmino anche per creare in un batter d'occhio e con la massima semplicità collage personalizzati di grande effetto a partire dalle tue foto preferite! :-)


venerdì 9 ottobre 2009

Aridateme i dizionari!

Un paio di giorni fa, ahimè, è stato disattivato un servizio che mi era parecchio di aiuto nella scrittura al computer: il dizionario De Mauro Paravia. Ci avevano già provato, per poi fare marcia indietro... e invece questa volta pare che la decisione sia definitiva: «La versione online del dizionario italiano De Mauro Paravia non è più attiva. Siamo rammaricati ma dobbiamo porre termine al servizio, essendo l’opera fuori catalogo. Per le persone interessate alla consultazione del dizionario di lingua inglese segnaliamo il sito Oxford Paravia Concise». Ma che c'entra il dizionario inglese?! Aridateme quello di italiano, su!!! E poi che senso ha interrompere il servizio perché l'opera è fuori catalogo? A maggior ragione dovreste mantenerlo, tanto non ci rimettete alcunché (forse) e al tempo stesso non scontentate gli utenti... o sbaglio?
Non funziona più nemmeno la versione wap del servizio, che in un primo momento sembrava tenere duro (in compenso resiste inutilmente il relativo banner). Qualcuno ha osservato «Ma tanto il wap chi lo usa più?». Ehm... forse io? :-S
Come se non bastasse, se semo ggiocati pure il dizionario dei sinonimi e dei contrari, che si era rivelato un validissimo aiuto per evitare le ripetizioni: «La versione online del dizionario dei sinonimi e contrari De Mauro Paravia non è più attiva. Siamo rammaricati ma dobbiamo porre termine al servizio, essendo l’opera prossima ad andare fuori catalogo. Per le persone interessate alla consultazione del dizionario di lingua inglese segnaliamo il sito Oxford Paravia Concise». Aridaje! :-(
Vabbe', a questo punto non posso far altro che rimuovere entrambi i link dalla barra di ricerca di Firefox, alla cui utilità mi stavo abituando fin troppo, e trovare un'alternativa. Come dizionario potrebbe andare il Sabatini Coletti, che a differenza del Garzanti non richiede il login, come thesaurus posso tornare a servirmi di quello di Alice... ma purtroppo pare che nessuno dei due si possa aggiungere all'elenco dei motori di ricerca, mentre il Wikizionario invece sì.
P.S.: Sulla questione si è espresso pure .mau..

Parata di bloggerZ

[Come mai bloggerZ? Così, tanto per sottolineare il plurale! Il fatto è che, quando scrivo in italiano, mi adeguo ai puristi della lingua ed evito di declinare al plurale le parole di origine inglese aggiungendo una S; nella maggior parte dei casi le lascio invariate, in effetti. Lo so, è una premessa abbastanza superflua, però mi andava di scriverla... :-)]
Mi era sinceramente dispiaciuto non partecipare alla BlogFest... ma oggi ho scoperto qualcosa che ha alleviato il mio rimpianto: nel corso dell'evento più "in" della blogosfera lo staff di Organirama ha realizzato una serie di scatti posati a tutti i convenuti, mettendoli poi insieme in una singola foto lunghissima. Ebbene, se lo scorso fine settimana mi fossi trovata a Riva del Garda, avrei fatto di tutto per sfuggire all'obiettivo: infatti, casomai non l'avessi già precisato, io detesto essere immortalata! :-/ Quando si tratta di mettermi in posa, poi, do il peggio della mia espressività... un po' come Chandler di Friends quando doveva farsi fotografare accanto a Monica in occasione del loro fidanzamento ufficiale.


A parte gli scherzi, trovo che quella del ritratto collettivo sia stata un'idea ottima e ottimamente realizzata, oltre che utile per "vedere in faccia" blogger che spesso e volentieri si conoscono soltanto per quello che scrivono. Passando il puntatore del mouse su ciascun volto, compare il relativo nome (nella maggioranza dei casi) o nickname, eventualmente l'indirizzo e-mail e/o l'URL, e pure una "citazione memorabile"... mentre cliccando si accede direttamente al blog o al sito. Forte, no? :-)

giovedì 8 ottobre 2009

Pomeriggio a teatro

Mesi fa ricevetti sul telefono di casa una chiamata da un call center. L'operatrice proponeva l'acquisto di biglietti per uno spettacolo di beneficenza in favore dell'UNICEF, da consegnare a domicilio. Poiché mi sembrava una prassi a dir poco insolita, per togliermi ogni dubbio scrissi un e-mail al Comitato Regionale UNICEF Abruzzo: l'addetto mi rispose rassicurandomi circa la buona fede dell'agenzia Gema Ticket, che da anni collabora con la Nuova Compagnia Teatrale di Verona (responsabile della messa in scena della commedia in questione) per sostenere l'attività del suddetto comitato. Insomma, dopo aver ammesso con me stessa di aver peccato di eccessiva diffidenza, comprai volentieri il biglietto.
Oggi pomeriggio, presso il Teatro Massimo di Pescara, ho finalmente assistito allo spettacolo: si trattava de L'amico di papà, una commedia in tre atti scritta da Eduardo Scarpetta (brochure scaricabile da qui).
La trama in sintesi: Liborio Ciaramella accoglie in casa sua il figlio di un carissimo amico, di nome Felice Sciosciammocca (non è un caso che si chiami come il protagonista di Miseria e nobiltà, capolavoro del commediografo partenopeo): vede in lui un possibile socio in affari, oltre che un buon partito per la figlia Marietta. Felice, che anche a non voler credere a certe cose mostra fin dall'inizio un talento innato per la iettatura, si proclama pronto a fare qualsiasi cosa per don (in senso laico ;-)) Liborio: desidera infatti sdebitarsi per tutto ciò che questo ha fatto per suo padre e per suo nonno. In realtà riuscirà a creare parecchio scompiglio in casa Ciaramella («Da che è venuto chillo dinto a sta casa s’è perduta la pace», sospira Marietta), innescando una serie di equivoci e malintesi uno più imbarazzante dell'altro.
Mi ero preparata leggendo il testo, in dialetto napoletano non troppo stretto, disponibile sull'impagabile Liber Liber (lo trovi nell'e-text Tutto il teatro: volume secondo, pagg. 30–64)... ma lo spettacolo è stato ancor più divertente di quanto mi aspettassi: non solo perché ovviamente assistere a una rappresentazione è assai più coinvolgente che leggerne il testo, ma anche perché il copione andato in scena, un pochino differente da quello che avevo letto io, prevedeva l'inserimento di alcune trovate sceniche abbastanza "sfiziose". :-D
Il migliore del cast è stato Enzo Rapisarda, che oltre ad impersonare Felice curava pure la regia. Al termine della commedia si è concesso uno spassoso discorsetto sulle apparenze che ingannano (forse) e sull'impegno che ci vuole per fare teatro, non risparmiando una frecciatina ad una certa Patrizia D'Addario, rea di aver "rubato" la passerella del Festival del Cinema di Venezia a gente come Nicholas Cage, Brad Pitt e George Clooney. Questo, assieme al fatto che nella commedia siano state citate località come Casoria e Portici (uhm, dov'è che le ho sentite nominare quest'anno? ;-)), mi ha fatto apparire il tutto particolarmente attuale... :-)

mercoledì 7 ottobre 2009

Parole molto eloquenti

Due articoli riportati integralmente dalla Costituzione della Repubblica Italiana:
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 138
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

La politica che "followa" il cittadino

Poco tempo fa Bleek ha raccontato di aver scoperto che il candidato alle primarie del PD Ignazio Marino era diventato un suo follower su Twitter: un piccolo ma significativo segno di avvicinamento della politica ai cittadini, a suo dire. E pensare che a me non aveva fatto granché effetto scoprire che tra i miei follower sul micro-social network figurava franceschinews... (come testimonia lo screenshot qui sotto, opportunamente tagliato per rispettare la praivasi degli altri miei follower... ma tanto ti puoi fidare, in fondo perché mai non dovresti? :-))


Oggi ho letto che Dario Franceschini si è lamentato su Twitter della scarsa attenzione dedicata dai giornali alle sue dichiarazioni... però l'ha fatto da un account diverso da quello che risultava a me: accidenti, ma quanti ne ha? (A dire il vero, su dariofrance parla in prima persona)
Già che ci siamo... tempo fa ho mandato un sms al numero 335 639 9008 per poter essere informata gratuitamente sulle iniziative politiche ed elettorali del PD (cosa non si fa per sentir squillare il telefonino un po' più spesso ;-)). In effetti i messaggi arrivano, ma riguardano sempre il segretario del PD in carica, i suoi discorsi e le sue apparizioni televisive (su YouDem.tv, in particolare)... mai i suoi sfidanti alle primarie Pier Luigi Bersani e il suddetto Ignazio Marino. Uhm, c'è qualcosa che non mi quadra... :-/
Infine... mi rendo conto che il Partito Democratico ha ben altri grattacapi, anche se ogni tanto riceve qualche buona notizia, ma in qualità di aspirante correttrice di bozze volevo segnalare una cosetta che ho notato: possibile che sul sito del PD non si sia riusciti a scrivere sempre correttamente il cognome del ministro ombra degli Interni Marco Minniti? Vedere qui e qui.

Evviva il pigiamone!

Sfogliando Pizzi & Ricami, un catalogo di biancheria per la casa venduta per corrispondenza, la mia attenzione è caduta sul volto di una modella che indossava una linea di pigiami e vestaglie dal taglio a dir poco comodo. Sembra tanto Belen Rodriguez... anzi mi sa che è proprio lei!


Non so perché ma, a meno che la caliente showgirl non sia particolarmente freddolosa, non ce la vedo intenta a prepararsi per la notte infilandosi il pigiamone in pile con gli animaletti! ;-) (In effetti certe foto "rubate" alle Maldive e ampiamente rilanciate dai media gossippari testimoniano che né lei né il suo attuale partner disdegnano il nude look... :-))

martedì 6 ottobre 2009

Errare è umano, ammetterlo è lodevole

C'è qualcosa che accomuna le seguenti due notizie, sebbene siano relative a due ambiti diversi: spettacolo e giornalismo.
  • Ho già parlato dello scherzetto che i Muse hanno combinato a Simona Ventura: ricapitolando, i tre musicisti della band inglese si sono scambiati i ruoli, e la conduttrice di Quelli che il calcio sembrava proprio non essersi accorta di nulla. All'indomani della beffa, SuperSimo ha commentato: «Sapevo del gioco di sostituzione ma non mi sembrava fondamentale ai fini della loro ospitata. E proprio per questo motivo mi sono prestata al gioco e infatti oggi tutti ne parlano». Certo, come no. Diciamo che le credo: in tal caso, vista la naturalezza che sfoggia nel video, le consiglierei di mollare il piccolo schermo per darsi alla recitazione... ;-) La conduttrice ha poi concluso: «Scherzi a parte quello che conta è che siano venuti in studio da noi a farci sentire la mitica canzone "Uprising". Stiamo parlando della loro musica e non delle loro facce». Uh, che faticosa arrampicata sugli specchi... :-)
  • L'altro giorno, sul neonato quotidiano Il Fatto, è stato pubblicato un articolo su Letenox, una fantomatica pillola che permetterebbe di rimuovere i ricordi traumatici. Fantastico, quando arriverà sul mercato? Beh, di sicuro non nel breve periodo, visto che si tratta semplicemente di una fiction di prossima uscita. Leggendo l'articolo è difficile intuire la finzione, anche se a onor del vero, leggendolo a posteriori (tanto più che "a priori" non ne sapevo nulla), aleggia un certo scetticismo... e comunque l'inesistente farmaco funge da spunto per un interessante approfondimento sulla rimozione del dolore. Ad ogni modo, quel «Ce lo immaginavamo» (che fosse una fiction) nella premessa aggiunta all'articolo dopo che la verità è venuta a galla non suona molto credibile...
In entrambi i casi (più nel primo che nel secondo) mi domando: non si fa una figura migliore ad ammettere sommessamente di aver preso un abbaglio, piuttosto che atteggiarsi a "colui-che-sa"?

lunedì 5 ottobre 2009

Autunno: cadono le foglie... ma non solo

«L'unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento», sentenziò Maurizio Costanzo, uno che sapeva di cosa parlava. Purtroppo neanch'io ignoro la questione: infatti sono anni che, ad ogni cambio di stagione, i capelli tendono ad abbandonare tristemente in massa la mia chioma. Qualche anno fa mi ero un po' allarmata per questo, e quindi mi rivolsi ad un centro tricologico specializzato. L'addetta esaminò la mia chioma, analizzando il cuoio capelluto con strumenti ad hoc, e alla fine diagnosticò una preoccupante tendenza a perdere i capelli, dandomi a intendere che con il tempo rischiavo la calvizie, più o meno. Non era di sicuro una prospettiva che una fanciulla poco più che adolescente potesse accettare a cuor leggero: mi sentii crollare il mondo addosso... ma, per quanto fossi turbata, mi dissi «Sarà quel che sarà» e decisi di rinunciare al ciclo di trattamenti specifici propostomi dalla tizia: infatti costava uno sproposito!
Com'è andata a finire? Che ho dovuto concludere di essere rimasta vittima di un vero e proprio atto di terrorismo psicologico a scopo di lucro. Infatti, a distanza di anni, i capelli sono ancora sulla mia testolina, e tutte le parrucchiere che ci hanno messo mano mi hanno rassicurata: ne ho a bizzeffe... e nemmeno troppo sottili, benché a me sembri il contrario (forse perché non mi impegno un granché per dar loro volume).
Adesso che è arrivato inesorabilmente l'autunno, comunque, sono di nuovo alle prese con il solito problemino stagionale: ecco un parere medico al riguardo. Il fatto che i miei capelli abbiano raggiunto la lunghezza massima da quattro anni a questa parte non aiuta di certo: infatti la difficoltà di districarli ad ogni lavaggio ne favorisce la caduta. È per questo che l'altro giorno mi sono diretta in farmacia per comprare un integratore alimentare parecchio reclamizzato che dovrebbe allungare il ciclo di vita del capello (non nomino il prodotto per non fargli pubblicità prima di averne testato l'efficacia... ma tanto non è difficile indovinare quale sia). La confezione che ho preso contiene due scatole da 30 compresse l'una, per un trattamento di due mesi... e, visto quanto costa, alla fine esigo di avere una chioma paragonabile a quella a cui la Panicucci degli esordi diede letteralmente un taglio in questo video! ;-)

domenica 4 ottobre 2009

Dove c'è Uno Mattina c'è casa

(Per il titolo del post si ringrazia Barilla... :-))
Sono rimasta allibita guardando il video nel quale il giornalista televisivo Stefano Ziantoni, in collegamento telefonico con il premier Silvio Berlusconi nel corso di Uno Mattina, rassicura il suo interlocutore dicendogli «Questa è anche casa sua»...

[UPDATE: video rimosso da YouTube :-/]


... ma poi ho scoperto che più o meno le stesse parole erano già state rivolte in un recente passato a Pier Luigi Bersani, attualmente candidato alla segreteria del PD. Evviva la par condicio! ;-)

[UPDATE: video rimosso da YouTube :-/]

sabato 3 ottobre 2009

I tormenti amorosi del povero Florentino

Da un po' di tempo, poiché la "proliferazione" degli amici di Maria De Filippi ha reso Radio Parsifal pressoché inascoltabile, ho preso l'abitudine di sintonizzare l'autoradio su Radio Dimensione Suono... e così mi è capitato più volte di imbattermi nella pubblicità radiofonica della mitica merendina Buondì la quale, scopro solo adesso, è passata da Motta a Bistefani (conservando però la granella di zucchero che non mi ha mai fatto impazzire). Gli spot sono incentrati sullo slogan «L'amore ai tempi del Buondì», e raccontano le improbabili vicende sentimentali di personaggi dai nomi spagnoleggianti come Florentino e Rosela. Ipotizzavo che si trattasse di una sorta di parodia delle telenovelas sudamericane che andavano per la maggiore più di un decennio fa: non volevo credere che lo slogan richiamasse un capolavoro della letteratura mondiale che conoscevo di fama. Quindi spero che Gabriel García Márquez mi perdonerà per il fraintendimento... tanto più che dovrebbe prendersela con chi questa campagna l'ha ideata, più che con me! ;-) E già... ho scoperto che Florentino è il nome del protagonista del romanzo L'amore ai tempi del colera, da cui è stata tratta la pellicola che ho visto l'altro giorno.
Un parere sul film? Beh, diciamo che è stato abbastanza deludente, dal momento che mi era stato consigliato da una persona del cui parere mi fido; adesso che ci penso, dopo Cuore sacro, è già la seconda sòla nella quale incappo a causa sua... ;-) Peccato, perché l'idea al centro della trama, quella di un amore che resiste per decenni alle avversità della vita, prometteva davvero bene... ma le emozioni da cui mi aspettavo di essere travolta sono in realtà dispensate con il contagocce. E dirò di più: anche se si trattava di un film drammatico, in certi momenti mi veniva quasi da ridere... :-) Insomma, il regista Mike Newell lo preferivo ai tempi di Quattro matrimoni e un funerale.
Ecco un aspetto della trama che ho trovato non proprio convincente: Florentino Ariza, che aveva fatto voto di conservarsi illibato in attesa di poter coronare il suo sogno d'amore con Fermina Daza, a un certo punto perde la verginità per iniziativa di una focosa sconosciuta... e da quel momento si trasforma in un trombeur de femmes da far invidia a Cassano, dedito a registrare minuziosamente su un taccuino (scrivendo in inglese, perché evidentemente l'ambientazione della vicenda in Colombia era un dettaglio irrilevante! ;-)) le donne conquistate grazie alla sua profondità d'animo da poeta. In effetti Florentino con le parole ci sapeva fare... solo che le pronunciava con un tono piuttosto lagnoso e "moscio". Peccato, perché dalla voce calda, profonda e sensuale del doppiatore Roberto Pedicini, che ho avuto il piacere di vedere e sentire all'opera assieme al collega Christian Iansante nel corso di una serata nella quale i due hanno proposto un saggio di ciò che si impara nella loro Accademia del doppiaggio, ci si sarebbe potuto aspettare di meglio.
Ma veniamo ad un'altra stranezza del film. All'inizio della storia scocca la fatidica scintilla tra Florentino (Unax Ugalde)...


... e Fermina (Giovanna Mezzogiorno).


Purtroppo la ragazza viene ben presto portata via dal padre, il quale è contrario al matrimonio della figlia con un umile telegrafista come Florentino perché spera che lei si accasi con un partito migliore.
Qualche tempo dopo i due si incontrano di nuovo. Prego notare l'espressione sconvolta sul viso di lei (impersonata sempre dalla stessa attrice italiana, che in questa scena appare persino ringiovanita rispetto a prima)...


... quando si trova davanti il ragazzo che le aveva rapito il cuore.


Ufficialmente si tratta di turbamento amoroso... ma personalmente non sottovaluterei l'ipotesi dello sconcerto! ;-) In effetti c'è da meravigliarsi che lei lo abbia riconosciuto: Javier Bardem neppure gli somiglia, all'attore di prima...
Cinquant'anni e passa dopo il loro colpo di fulmine, in occasione della scomparsa del marito di Fermina, i due si trovano nuovamente faccia a faccia... e non mi stupisco che ai truccatori non sia stato dato l'Oscar per il make-up per come hanno invecchiato Bardem e (soprattutto) la Mezzogiorno!



Anche la versione della pellicola in dvd aveva un difettuccio: a me sarebbe piaciuto guardare il film pure in lingua originale per esercitarmi un po' con l'inglese... e in effetti era disponibile la traccia audio originale (con la nostra Mezzogiorno che mi è sembrata sfoggiare una pronuncia assolutamente all'altezza della situazione), però mancavano i corrispondenti sottotitoli che potessero aiutarmi a discernere le parti più ostiche del dialogo. Ci voleva tanto ad aggiungere qualche kilobyte di dati? In effetti questo non è neanche il primo, fra i dvd di film stranieri da me noleggiati ultimamente, in cui ho riscontrato questa lacuna.

giovedì 1 ottobre 2009

Rush finale

Se non hai ancora votato per i MBA, affrettati: mancano solo poche ore alla chiusura delle "urne virtuali"! Di cosa sto parlando? Beh, a meno che tu non sia completamente estraneo alla blogosfera, avrai già intuito che in questo contesto la sigla suddetta non sta per Master in Business Administration, bensì per Macchianera Blog Awards, la cui cerimonia di premiazione si terrà sabato nell'ambito della BlogFest, presso la Rocca di Riva del Garda (pure quest'anno non ci sarò, mannaggia! :-().
Anch'io ho votato, facendo i conti con il fatto che «La scheda, per essere ritenuta valida, deve avere un voto per ciascuna delle categorie (sì, è dura, lo sappiamo, ma i Blog Awards prima che un atto di carità sono un atto di fede, e richiedono sacrificio)». Ciò significa che per alcune categorie non ho potuto esprimere una preferenza sufficientemente motivata... anche se i blog candidati che non conoscevo li ho visitati tutti, sia ben chiaro, perché non mi pareva il caso di votare a caso! :-) Per farlo ho dovuto copincollare l'URL nella barra degli indirizzi del browser, non disponendo di comodi link cliccabili: Google Documenti non li permette, ha tenuto a precisare Mister Macchianera.
Se sei a corto di idee su chi votare, ecco alcuni dei miei prescelti... anche se il fatto che li abbia messi in rigoroso ordine alfabetico e senza indicare la categoria non ti aiuterà granché: ;-) Collettivovoci, DanielaElle, Il Disinformatico, L'AnteFatto, La Z di Zoro, Paul the wine guy, Piovono rane, PocaCola, qualcosa del genere, Spinoza, Voglio Scendere.

Se si potesse scegliere...

Il 19 aprile 2005 mi trovavo in giro per Barcellona, quando con sorpresa sentii squillare il mio cellulare. Era mia madre, che dall'Italia voleva informarmi dell'elezione del nuovo Papa. Il giorno dopo comprai il quotidiano locale El Periódico de Catalunya per conservarlo come ricordo del mio viaggio in Spagna, ma anche di questo evento a suo modo eccezionale. La prima pagina del giornale, sulla quale campeggiava l'eloquente titolone Papa duro, dà un'idea dello spirito con il quale accolsi la notizia: «Il conclave ha eletto al quarto scrutinio il ferreo custode dell'ortodossia della Chiesa. La nomina del cardinale tedesco causa delusione fra i cattolici progressisti e i laici» (traduzione fatta con l'aiuto un po' approssimativo di Google Translate).
Tempo dopo, leggendo con interesse il dialogo sulla vita intercorso fra il cardinale Carlo Maria Martini e l'attuale candidato alla segreteria del PD Ignazio Marino, all'epoca interpellato in veste di medico, non potei fare a meno di pensare che forse la Chiesa avrebbe preso una piega diversa, se al soglio pontificio fosse salito il nostro connazionale invece del suo coetaneo tedesco. Lo stesso pensiero si è riaffacciato l'altro giorno nella mia mente quando ho letto questo articolo nel quale il cardinal Martini rispondeva ad alcune lettere significative inviate da credenti e non. Sarà una questione soggettiva, comunque le sue parole mi hanno trasmesso un'idea di apertura e di comprensione nei confronti dell'Uomo e pure della Scienza... qualcosa a cui le esternazioni di Benedetto XVI non mi avevano affatto abituata.