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mercoledì 30 settembre 2009

Sarà un film di transizione?

Ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere La ragazza che giocava con il fuoco, secondo capitolo (dopo Uomini che odiano le donne) della trilogia Millennium tratta dai romanzi di Stieg Larsson.
Un abbozzo di trama: la sempre tatuatissima (oltre che "pierciatissima") Lisbeth Salander rischia di finire incastrata per l'omicidio di tre persone, una delle quali è il «sadico porco, verme e stupratore» del primo film (suvvia, quel viscidone non meritava una fine del genere... molto meglio sbatterlo in galera a pane e acqua buttando via la chiave! ;-)). La nostra "eroina" riesce a sfuggire non solo all'arresto ma anche a pericoli ben peggiori... però, ben lungi dal restare con le mani in mano, in un certo senso collabora a distanza con il buon vecchio Mikael Blomkvist per individuare il vero assassino.
A dire il vero avevo senz'altro preferito il primo film, se non altro perché la trama era più lineare ed agevole da seguire... mentre in questo caso, sarà che ero già un po' assonnata e sono andata definitivamente in tilt sentendo parlare di servizi segreti, avrei bisogno di rivedere il film almeno un'altra volta (meglio due) per apprezzare adeguatamente gli snodi dell'intreccio. Detto in termini un tantino semplicistici ma efficaci: non ci ho capito un accidente! ;-) (vabbe', è un po' esagerato... :-)) Da un capitolo all'altro è cambiato pure il regista (da Niels Arden Oplev a Daniel Alfredson)... e mi sono chiesta che senso avesse questo avvicendamento in corsa: oltretutto, i tre film non sono stati girati più o meno in contemporanea?
L'aspetto più interessante di questo secondo capitolo, non immune da messaggi subliminali pro-Ikea (ma in fondo da noi non succede spesso qualcosa di simile con la Fiat? ;-)), sono le importanti rivelazioni che emergono sul misterioso passato di Lisbeth... con implicazioni ancor più sgradevoli rispetto al primo film. Il titolo della pellicola sarà anche suggestivo... ma non rende affatto giustizia alla ragazza in questione (e chi sarà mai? Indovina un po'? ;-)). Anche stavolta, benché la suspense e i brividi mi siano sembrati un po' "annacquati", le scene forti abbondano... per questo è stato confermato il divieto ai minori di 14 anni.
Se vuoi andare a vedere questo film (qui il trailer) ma la pazienza non è il tuo forte, ti avverto: il finale è ancora più "appeso" di quello della pellicola precedente! :-) E per il capitolo conclusivo, La regina dei castelli di carta, bisognerà aspettare fino alla primavera del 2010. Se per caso Uomini che odiano le donne non l'hai ancora visto... beh, siccome all'inizio de La ragazza che giocava con il fuoco manca un provvidenziale "riassunto della puntata precedente", non ti consiglio di andare a vederlo, non prima di aver colmato la lacuna noleggiando il primo dvd, perché probabilmente ti risulterebbe alquanto ostico.

martedì 29 settembre 2009

Mangiar bene per sentirsi in forma

(Per il titolo del post si ringrazia Olio Cuore... :-))
È fin troppo facile capire cosa accomuna i protagonisti degli spot Ferrero:
  • Il saltatore in lungo Andrew Howe, che è solito sgranocchiare Kinder Bueno,
  • la canoista Josefa Idem, che per merenda mangia Kinder Délice insieme ai figli,
  • l'ex saltatrice in lungo Fiona May, che il Kinder Fetta al Latte lo mangia a colazione assieme a Larissa,
  • la fiorettista Valentina Vezzali, che al piccolo Pietro, quando è l'ora del languorino, dà Kinder Cereali,
  • e infine, ultimo in ordine di tempo... il marciatore Alex Schwazer, che quando è in pausa si concede un Kinder Pinguì: lo snack che preferisco, nella versione al cocco.
(Un caso a parte è quello di Claudio Silvestri, il cuoco della nazionale di calcio, che ai giocatori per colazione offre pane e Nutella)
Ne deduco che, essendo campionessa mondiale di sedentarietà, non ho alcuna speranza di poter essere mai scelta come testimonial... a meno che la specialità di seguire le Olimpiadi in televisione non sia considerata una credenziale! ;-)

lunedì 28 settembre 2009

Perle di saggezza

Oggi Google commemora l'anniversario della nascita del filosofo cinese Confucio, avvenuta il 28 settembre del 551 a.C. (sbaglio oppure, secoli prima della nascita di Cristo, i mesi non erano ancora in uso?). Colgo l'occasione per proporti una mia personale antologia di citazioni pubblicate su Wikiquote. Buona meditazione! :-)
Colui che desidera assicurare il bene di altri si è già assicurato il proprio.
Sapere ciò che è giusto e non farlo è la peggiore vigliaccheria.
Niente è più visibile di ciò che è nascosto.
Non conta il colore del gatto, conta che acchiappi il topo.
Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi.
Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
Quando il temperamento originario prevale sulla cultura si è rozzi; quando la cultura prevale sul temperamento originario si è pedanti. Quando cultura e temperamento si equilibrano, allora si è superiori.
Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille.
Se non si sa cos'è la vita, come si può sapere cos'è la morte?
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
Si avrà ben poco da dire su di un uomo che chiede molto a se stesso e poco agli altri.
La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta.
Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci.
Studiare senza riflettere è vano; riflettere senza studiare è pericoloso.
Ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza.
L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione.
L'uomo superiore è in pace con se stesso, l'uomo dappoco è sempre agitato.
L'uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l'uomo dappoco è arrogante ma insicuro.
Quel che cerca l'uomo superiore è in lui stesso; quel che cerca l'uomo dappoco è negli altri.
Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante.

domenica 27 settembre 2009

Uffa!

Quando l'insoddisfazione si fa sentire, mi basta ripensare a un servizio andato in onda qualche mese fa nel corso di Tg2 Costume e Società per tirarmi su il morale... anche se non più di tanto, in effetti. Il servizio, che richiama non poco (ma senza citarlo) un articolo uscito pochi giorni prima sul Corriere Padano, illustra alcuni mestieri curiosi, anche interessanti ma niente affatto remunerativi, riconducibili al cosiddetto settore quaternario.
Sempre a proposito di professioni poco gratificanti, segnalo una breve galleria fotografica intitolata «Quit complaining about your job!» (smettila di lamentarti del tuo lavoro) e la geniale campagna pubblicitaria di un sito tedesco di recruiting online affissa sui distributori automatici.
Personalmente l'apice della contentezza sul lavoro l'ho raggiunto quando mi hanno detto che la ditta stava organizzando un week-end a Mirabilandia per dipendenti e familiari (era previsto solamente un modesto contributo spese). La fanciullina che è in me non stava più nella pelle! ;-)
Ebbene, in questo momento avrei dovuto volteggiare sul Katun, l'inverted coaster più lungo d'Europa... o più probabilmente avrei fatto un giro sul Mirabilandia Express, visto che oggi sono molto più fifona della prima e ultima volta in cui visitai il parco tanti anni fa... e invece come mai mi trovo a casa, al computer? Beh, la gita è andata a monte a causa dell'insoddisfacente numero di adesioni. Pare che in questo fine settimana si concentri un gran numero di matrimoni e cerimonie ai quali i potenziali partecipanti non potevano proprio mancare. SIGH, SOB, SGRUNT, SNORT... e concluderei con un GRRR!!! :-( (Anni e anni di Topolino hanno lasciato il segno... :-D).

Aiuto, mi è sparita l'icona Mostra Desktop!

A dire il vero non era proprio sparita, ma era comunque diventata inservibile...
Ieri, dopo aver inavvertitamente trascinato l'icona Mostra Desktop fuori dalla barra delle applicazioni di Windows XP, l'ho subito rimessa al suo posto... ma purtroppo non voleva più saperne di funzionare. Quando ci cliccavo sopra, infatti, compariva la finestra Collegamento mancante con la scritta «Ricerca di Mostra Desktop.scf in corso. Per cercare il file manualmente, scegliere Sfoglia.».


La ricerca però dava luogo ad un nulla di fatto: alla fine compariva la finestra Problema con il collegamento con la scritta «L'elemento "Mostra Desktop.scf" a cui il collegamento fa riferimento è stato modificato o spostato. Il collegamento non funzionerà più correttamente. Eliminare il collegamento?». Ho cliccato su , tanto ormai...


Sapevo che si possono ridurre a icona tutte le finestre aperte anche selezionando l'opzione Mostra desktop dal menu che compare cliccando con il pulsante destro del mouse sulla barra delle applicazioni, ma ben presto mi sono resa conto di essere troppo abituata alla comodità dell'icona perduta per poterne fare a meno... e così ho deciso di cercare il modo di ripristinarla. Semplicemente googlando Mostra Desktop.scf ho trovato la soluzione, assai più semplice di quanto sperassi! :-) È sufficiente aprire un nuovo file di testo con un editor tipo il Blocco note, incollare le seguenti righe di codice
[Shell]
Command=2
IconFile=explorer.exe,3
[Taskbar]
Command=ToggleDesktop
e salvare il file nella cartella C:\Documents and Settings\[Nome Utente]\Dati applicazioni\Microsoft\Internet Explorer\Quick Launch con il nome Mostra Desktop.scf (l'estensione è fondamentale! Già che ci siamo, è caldamente consigliabile togliere il segno di spunta accanto a Nascondi le estensioni per i tipi di file conosciuti in StrumentiOpzioni cartellaVisualizzazione).


Non rimane che trascinare il file appena creato dalla cartella suddetta alla barra di avvio veloce accanto al pulsante start...


... e il gioco è fatto! :-)
In questa circostanza comunque ho scoperto una scorciatoia da tastiera che rappresenta una valida alternativa all'icona Mostra Desktop: premere contemporaneamente il tasto Windows e il tasto D.


(no, non è la tastiera del mio notebook)
Però, avevo dimenticato quanto mi piacesse scrivere post teNNici! :-)

sabato 26 settembre 2009

Parlare con cognizione di causa

(Avevo già pubblicato un post con questo stesso titolo, non a caso ispirato al medesimo soggetto...)
Ieri il Papa si è espresso in termini molto netti contro il divorzio, la convivenza e le famiglie allargate, affermando che «rovinano i bambini». Come spesso accade quando qualcuno si occupa di situazioni delicate senza averle vissute sulla propria pelle, queste parole così dure hanno scatenato reazioni altrettanto nette, ma a mio parere assolutamente condivisibili, come quelle di Rick e di Alessandro Gilioli.
Personalmente dubito che ci sia qualcuno disposto ad affrontare a cuor leggero una separazione, che è pur sempre un trauma dolorosissimo, soprattutto quando ci vanno di mezzo i figli. D'altronde sono convinta che, per garantire equilibrio alla prole, la scelta più saggia, oltre che meritevole del massimo rispetto, sia provare a rifarsi una vita serena dopo aver posto fine a un rapporto conflittuale e senza prospettive, piuttosto che portarlo avanti a oltranza tenendolo insieme con i fragili fili dell'ipocrisia.
Un tantino più provocatorio, ma non per questo meno degno di attenzione, il post di Metilparaben che elenca una lunga serie di casi in cui a fare (sul serio) del male ai bambini sono stati, come dire, dei dipendenti del pontefice.

giovedì 24 settembre 2009

Un po' di buonumore

[Come mettersi d'accordo sul film da vedere]
Lei: «L'ultimo di Sandra Bullock?».
Lui: «Quella lì morire se ha azzeccato un film».

Da La principessa sul pisello di Luciana Littizzetto
(capitolo Uffa che noia)
Su questo punto devo dissentire: praticamente tutti i film che ho visto con protagonista l'attrice americana li ho trovati carini. Magari niente di che... ma godibili, ecco.
La scorsa settimana sono andata al cinema a vedere Ricatto d'amore (qui il trailer). Il mio unico intento era quello di distrarmi per un paio d'ore, visto che mi aspettavo una commediola un po' insulsa... e invece questo film è stato una piacevole sorpresa. Non sarà un capolavoro, è vero, scarseggiano contenuti di una certa profondità, e sul finale il tasso di sdolcinatezza giunge a un livello un tantino eccessivo anche per una romanticona come me... ma il film è piuttosto divertente, e guardando certe scene si ride davvero di gusto (inoltre il fatto che non fossi da sola in sala come mi era capitato altre volte ha favorito il coinvolgimento... :-)). Certo, per trovare spassosa la scena in cui un'aquila ghermisce il cagnolino di casa Paxton, un adorabile batuffolo candido di nome Kevin, ho dovuto autoconvincermi che «No animals were harmed in the making of this movie» (non ho fatto caso se la scritta è passata sui titoli di coda, perché mentre scorrevano ero troppo impegnata a godermi le gag conclusive, che rappresentano un buon motivo per seguire il film davvero fino in fondo :-D).
La trama: Margaret Tate (Sandra Bullock), che ricopre un ruolo di responsabilità in una casa editrice, rischia di essere rimpatriata in Canada dagli Stati Uniti perché il suo visto è scaduto. In quel momento si materializza davanti ai suoi occhi la soluzione: il suo bistrattato assistente Andrew Paxton (Ryan Reynolds, il marito di Scarlett Johansson nonché ex di Alanis Morissette), che lei ricatta obbligandolo a sposarla. In cambio lui otterrà l'agognata promozione a redattore... mentre se rifiutasse rischierebbe di venir licenziato dal tizio che sostituirebbe Margaret. Suo malgrado Andrew accetta, e in occasione del compleanno della fortissima nonna Annie porta con sé la "capa" nella natia Alaska (posti stupendi, li visiterei volentieri) per presentarla alla famiglia. Per i due sarà l'opportunità di imparare a conoscersi, per lei di riconsiderare il suo modo di affrontare la vita, e... mi fermo qui, ma diciamo che dopo svariate vicissitudini il finale non mi ha lasciata a bocca aperta per lo stupore! ;-)
La scena in cui Andrew espone all'attentissimo parentado il racconto, inventato di sana pianta, di come ha fatto a Margaret la proposta di matrimonio (The Proposal è appunto il titolo originale della pellicola) mi pareva di averla già vista da qualche parte, più o meno... e facendo una rapida ricerca sono arrivata al diciottesimo episodio dell'ottava stagione di Friends (qui la trama e qui lo script tradotto in italiano), nel quale erano Ross e Rachel a vivere una situazione simile. Verso la fine del film, gli sviluppi della trama mi hanno riportato alla memoria un altro episodio del suddetto telefilm, l'ultimissimo, quello in cui Rachel sta per lasciare New York, ma alla fine per amore di Ross rinuncia a partire e scende dall'aereo (qui la traduzione dello script in italiano, che modestamente è opera mia! :-)). Sarà andata così anche nel film? E no, non te lo dico...! :-P

L'effetto contrario

Certi spot pubblicitari sembrano fatti apposta per suscitare in me un'impressione sfavorevole del prodotto reclamizzato: l'effetto opposto a quello desiderabile, insomma.
  • Cominciamo dalla T Band, capitanata da quella simpaticona di Fiammetta (per quelli che, come me, non possono esattamente definirsi suoi fan c'è un giochino nel quale ci si può divertire a "spegnere" virtualmente la tastierista :-)). Negli spot diretti (ebbene sì) da Gabriele Muccino, 'sti ragazzotti dapprima hanno massacrato Con te partirò, un pezzo che già di per sé non mi faceva impazzire... e alla fine hanno lanciato il loro primo singolo inedito Sogni, che dalle poche note che si sentono nello spot appare alquanto insignificante. Se poi ci aggiungiamo Belen Rodriguez, che come prof di Latino del figlio di Christian De Sica è credibile più o meno quanto il suo attuale compagno Fabrizio Corona lo sarebbe stato nei panni di un ispettore di polizia, mi viene addirittura la tentazione di passare da TIM a un altro operatore... ;-)
  • Nello spot per un marchio di valigeria, Billy Costacurta con il suo inutile «Oh yesssss» inspiegabilmente ripetuto è riuscito nell'impresa di risultare ancor più irritante di sua moglie Martina Colombari. E ce ne vuole! ;-)
  • Secondo alcuni, la voce per una volta non cantante ma parlante di Mina avrebbe dovuto trasmettere un'idea di calore, familiarità e tante altre sensazioni positive. Sarà, ma con me non ha funzionato, anzi...
  • Chi di noi non ha mai riso per finta («Ah ah ah») per esprimere ironia e sarcasmo? È vero, ma raramente una risata fasulla risulta fastidiosa come quella di questa ragazza...
  • E che dire della tizia che va in estasi gustando carne in scatola (non stiamo parlando di una pietanza di haute cuisine, insomma) e prorompe in un'esclamazione incredibilmente artefatta come «Bedda magra!!!»?
  • Per non parlare degli spot del tonno in scatola, che giocano su stantii luoghi comuni come l'avversione per le suocere o il trito e ritrito «sono sempre i migliori quelli che se ne vanno». Mi verrebbe voglia di iscrivermi alla Lega per la Difesa del Tonno, se solo esistesse! :-)
Mah, sarà che per me il magico mondo dell'advertising è un mistero...

mercoledì 23 settembre 2009

Open source

«Sono un recordman di durata, ho appena superato Alcide De Gasperi con 2500 giorni di governo [mica vero, a quanto sembra] e posso dire di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio in 150 anni di storia d'Italia, lo dimostra anche quel 68% di fiducia e ammirazione che gli italiani mi attribuiscono»
Così parlò il premier un paio di settimane fa. Uno spunto troppo ghiotto per lasciarlo cadere nel vuoto... e così Metilparaben ne ha tratto ispirazione per scrivere un generatore automatico di proclami di Berlusconi talmente ben fatto che un commentatore ha osservato «Bel gioco... ma speriamo che non lo veda Silvio. Potrebbe usarlo!! :)». :-D
La frase qui sotto è un prodotto del generatore in questione (ogni volta che si ricarica la pagina, se ne ottiene una nuova).
Come ho fatto ad inserire il generatore anche sul mio blog? Beh, a grande richiesta Metilparaben ha reso disponibile il codice dello script, o meglio una versione semplificata a scopo dimostrativo.
<script language="javascript" type="text/javascript"> <!--
Words1 = new Array("Sono certamente","Sono sicuramente","Sono assolutamente");
Words2 = new Array("veterinario ginecologo","percussionista","contorsionista");
Words3 = new Array("sia mai vissuto","ci sia mai stato","sia mai nato");
Words4 = new Array("in Armenia", "in un ring di wrestling","nel mondo dei Pokemon");
Words5 = new Array("dalla fine della seconda guerra mondiale","dall'inizio dell'era industriale","dalla grande crisi del '29");
Words6 = new Array("un provocatore", "un disfattista", "un farabutto");
Words7 = new Array("dignità", "vergogna", "amor proprio");
Words8 = new Array("dei comunisti", "delle sinistre", "dei marxisti");
document.write(
Words1[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words1.length)] +
' il più grande ' +
Words2[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words2.length)] +
' che ' +
Words3[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words3.length)] +
' ' +
Words4[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words4.length)] +
' ' +
Words5[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words5.length)] +
'. Chi lo nega è ' +
Words6[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words6.length)] +
' senza ' +
Words7[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words7.length)] +
' al soldo ' +
Words8[Math.floor((Math.random() * 100000) % Words8.length)] + ".\n" );
--></script>
In fondo non è affatto necessario conoscere JavaScript, ma basta qualche rudimento elementare di programmazione, per mettere mano al codice, ampliarlo, migliorarlo... e magari creare un generatore nuovo di zecca! :-)

martedì 22 settembre 2009

Libertà di espressione

In un suo post di oggi, Alessandro Gilioli sottolinea che «il problema dell’informazione in Italia non è la libertà di espressione - dato che chiunque può dire la sua in Rete o sul giornale che gli è più vicino - ma è la pluralità delle fonti a cui i cittadini attingono abitualmente le informazioni e le opinioni con cui poi si fanno un’idea propria».
A partire da domani, il panorama dell'informazione italiana si arricchirà di un nuovo giornale: Il Fatto Quotidiano, guidato dall'ex direttore de L'Unità Antonio Padellaro, che conterà su una redazione di giovani agguerriti e sul contributo di firme di un certo rilievo, a cominciare da quella di Marco Travaglio (proprio oggi Michele Santoro si è esposto in prima persona per reclamare la partecipazione del giornalista ad Annozero). Sul blog Voglio Scendere è stata pubblicata una rassegna stampa di articoli che salutano più o meno benevolmente la nascita di questo nuovo quotidiano.
Le premesse sono delle migliori: Il Fatto Quotidiano si propone come un giornale nuovo, libero, eccentrico rispetto agli altri, che promette di raccontare i fatti, di non avere padroni, di non chiedere né avere finanziamenti pubblici. Un simile progetto può andare avanti solamente se ci sono lettori interessati a sostenerlo... e fortunatamente pare che la campagna abbonamenti abbia avuto successo al di là delle più rosee previsioni. Personalmente guardo con molto interesse a questa iniziativa, e non escludo di abbonarmi più avanti (si può scegliere fra il tradizionale formato cartaceo e il moderno pdf, scaricabile a partire dalla mezzanotte)... ma per il momento mi limiterò a seguire i primi passi de Il Fatto Quotidiano sperando che sia disponibile nelle edicole della mia zona, a cominciare da domani: il primo numero non voglio proprio perdermelo!
Tanto per restare in tema di libertà di espressione, leggendo un post di Alberto Cane ho scoperto che è stato disposto il sequesto del sito YouAndUs per violazione del diritto d'autore, in riferimento a una legge risalente al lontano 1941. A quanto pare, l'unica "colpa" del sito in questione, che al momento ovviamente risulta inaccessibile, è stata quella di linkare risorse web. YouAndUs proponeva infatti lo streaming di filmati in qualità degradata, rigorosamente già trasmessi in tv e hostati da altri siti web. Insomma, per passare i guai in Rete non è più necessario pubblicare materiale protetto dal diritto d'autore, ma è sufficiente linkarlo... cosa che innumerevoli utenti della Rete fanno abitualmente e con naturalezza. Citando il post di WebLogin sulla vicenda, «Vi invito a riflettere su questo e a mostrare il vostro appoggio, perché qui c'è in gioco la libertà di espressione su Internet».

lunedì 21 settembre 2009

Vèri internèscional!

Siccome la radio la ascolto quasi esclusivamente lungo il tragitto casa-lavoro e ritorno (in totale un quarto d'ora al giorno o poco più), ho ascoltato per la prima volta Uprising, primo singolo estratto dal nuovo album dei Muse, oltre un mese dopo la sua uscita (il 14 luglio), pochi giorni prima dell'11 settembre, quando The Resistance è arrivato nei negozi di dischi... oltre che su iTunes, da dove l'ho scaricato io.
Uprising al primo ascolto mi ricordava un pochino troppo (e non solo a me) Call Me di Blondie, per via del riff (si dice così, giusto?) che caratterizza l'arrangiamento... ma dopo innumerevoli ascolti dell'album posso affermare che è un pezzo fantastico, come tutti quelli della tracklist, o quasi: United States Of Eurasia e le tre tracce finali (interessanti ma non proprio orecchiabili) non mi fanno impazzire, in effetti. Ma fra tutte le altre canzoni, anche se non ce n'è una che mi piaccia tanto quanto Starlight, fatico a scegliere la mia preferita: forse MK Ultra... o forse Undisclosed Desires... o forse ancora I Belong To You (anche se la parte in francese potevano risparmiarsela)... o forse la traccia che dà più o meno il titolo all'album, Resistance.
Se non riesci a resistere alla voglia di ascoltare The Resistance, ecco una buona notizia: puoi farlo semplicemente cliccando qui. A me d'altronde non resta che "studiarmi" per benino i testi, per rendermi conto di quanto sia veritiera la dichiarazione rilasciata dalla band a Vanity Fair: «Abbiamo registrato un'opera ottimistica. Un ottimismo alla Muse, chiaro: non ci sono solo luci, ma le ombre tendono a sbiadirsi». Sempre su Vanity Fair la loro musica è così descritta: «suoni forti e ridondanti, fra il metal e il melodramma, ed effetti speciali che fanno dei loro concerti quasi un'esperienza allucinatoria». Non so cosa darei per andare prima o poi a sentirli dal vivo (suoneranno sabato 21 novembre alla Futurshow Station di Bologna e venerdì 4 dicembre al Palaolimpico di Torino)... ma devo ammettere che certe espressioni mi impensieriscono un pochino! ;-)
Ieri la band britannica è stata ospite di Quelli che il calcio e..., cogliendo l'occasione per prendersi gioco alla grande della conduttrice Simona Ventura e della sua ignoranza in campo musicale, con sommo divertimento di blogger e utenti dei social network. Infatti i tre musicisti si sono esibiti palesemente in playback, scambiandosi i ruoli: il cantante Matthew Bellamy fingeva di suonare la batteria, il batterista Dominic Howard cantava e suonava la chitarra, il bassista Christopher Wolstenholme stava alla tastiera. Al termine dell'esibizione l'ignara SuperSimo si è rivolta a Dominic, credendolo il leader, e imbastendo con lui un dialogo che aveva del surreale, basato su domande memorabili del tipo «È più bella la casa del drummer (il finto batterista Matt, che abita sul lago di Como assieme alla fidanzata italiana Gaia Polloni) o la casa di George Clooney?». Manco a dirlo, la scenetta è finita su YouTube a tempo di record.


Una curiosità: giorni fa, cercando il sito dei Muse per ottenere informazioni sull'album in uscita, ho digitato www.muse.com. Mi sono così ritrovata sul sito di un'azienda specializzata nello sviluppo di software e servizi multimediali, il cui nome Muse sta per mutual serendipity. Forse come esempio di serendipità non è un granché, però è simpatico! :-) (Serendipity è pure uno dei miei film preferiti, a proposito) Soltanto dopo ho scoperto che l'indirizzo del sito ufficiale della band è muse.mu...

Una minestra pluri-riscaldata

(Sarà un caso che un titolo molto simile l'avessi scelto tempo fa per un post dedicato a un'altra fiction di Raiuno? :-))
Hai presente le vecchie abitudini che non sai nemmeno tu come e perché le hai prese? Ecco, per me la visione di Un medico in famiglia è una di queste. Ieri sera quindi mi sono accomodata davanti al televisore per assistere alla prima puntata della sesta serie... e inevitabilmente sono stata colpita dagli stravolgimenti del cast.
  • Di ritorno dopo anni in giro per il mondo, riecco il dottor Lele Martini, protagonista delle prime due stagioni, che aveva latitato nelle serie successive, a parte qualche sporadica incursione: appare assieme a Libero junior, detto Bobò, e Elenuccia, i gemelli avuti dalla seconda moglie Alice, sorella della prima consorte defunta Elena (devo ammettere che a me 'sta cosa del matrimonio con la cognata non mi ha mai convinta), dalla quale si è da poco separato. Forse che Giulio Scarpati "aveva finito i soldi", mentre Claudia Pandolfi invece no? ;-)
  • Sono tornati al centro dell'azione pure Maria (Margot Sikabonyi) e Guido (Pietro Sermonti), con tanto di cicogna in arrivo. [Piccola nota di gossip: fino all'anno scorso i due facevano coppia pure nella vita privata, ma adesso lui sta con Alessia Marcuzzi]
  • La colf Cettina risulta dispersa in un naufragio: se ho ben capito non è ufficialmente morta, e quindi possiamo aspettarci da un momento all'altro una sua ricomparsa in perfetto stile Beautiful.
  • Nonno Libero e nonna Enrica partono per la Puglia per aiutare la di lui secondogenita Nilde nella gestione dell'agriturismo che avrebbe dovuto garantire un futuro a Ciccio, prima che questo venisse piantato dalla fidanzata Miranda proprio il giorno delle nozze. Poiché mi ricordavo benissimo Ciccio ragazzino nella prima serie (l'attore che lo interpreta, Michael Cadeddu, è nato nel 1987), è stato uno shock vederlo pronto al grande passo: mi sono sentita vecchia come non mai... :-/
  • E Annuccia? L'adorabile bimba della prima serie è cresciuta, ha raggiunto la fatidica età dell'adolescenza (come l'attrice che la interpreta, Eleonora Cadeddu, quattordicenne), e come volevasi dimostrare arriva pure per lei il momento dei primi turbamenti sentimentali.
  • Gli sceneggiatori si stanno dando un gran daffare per riannodare le fila delle vicende dipanatesi nel corso degli anni, a cominciare dal pluriennale affidamento dei figli ai nonni da parte di Lele... ma al momento non mi sembra che tutto quadri come dovrebbe. In particolare, i protagonisti della quinta serie, Emilio (David Sebasti) e Sarita (Shivani Ghai), per non parlare del nonno di lei Kabir (Kabir Bedi), sembrano proprio svaniti nel nulla.
Tutto sommato, le prossime puntate non lo so mica se le guarderò...

domenica 20 settembre 2009

Radiografie all'anima

Mi sa che non è molto frequente che a chiedere di recensire un'opera sia l'autore in persona... e succede ancor più di rado che questo sia disposto a mettersi in gioco a tal punto da sollecitare una recensione il più possibile spontanea. Ciò premesso, mi accingo finalmente a cimentarmi nella stesura di una recensione di Radiografie all'anima di hermansji .:. (mettendo a tacere la fastidiosa vocina interiore che continua a ripetermi «Ma come ti è venuto in mente di proporti come recensitrice... o recensora che dir si voglia? Non ne sei all'altezza!»).
L'autore, «mettendo le mani avanti» nella prefazione, ha definito il suo libro «solo un romanzo»... e di primo acchito ho avuto l'impressione che tale definizione potesse risultare fuorviante, se non restrittiva. Mi sentirei di affermare che non si tratta di un romanzo nel senso in cui generalmente viene inteso tale termine, con una struttura narrativa ben delineata e in prosa (mentre in Radiografie all'anima si alternano lastre – non capitoli – in versi a quelle in prosa). Ma se si pensa che queste pagine raccontano episodi del percorso di un'anima, come il titolo stesso lascia intuire, si può concludere che la definizione di romanzo è più che appropriata.
Dopo aver letto le prime pagine, mi sono resa conto che non aveva senso affrontare questo libro con lo stesso approccio che solitamente adotto per i testi narrativi, cercando di associare un'immagine concreta ad ogni frase. Il lettore dovrebbe invece abbandonarsi al ritmo evocativo e a tratti onirico delle parole, alle sensazioni e agli stati d'animo che esse hanno il potere di suscitare, alla consapevolezza che quelle pagine possono richiamare un po' anche la storia della propria anima, e alla sorpresa di scoprire che ad ogni rilettura è possibile cogliere sfumature nuove e diverse: non capita tanto spesso di ricavare tutto questo dalla pagina scritta.
A questo punto vorrei riportare un paio di passi tratti dal libro, scelti fra i tanti che varrebbe la pena di citare. Il primo, tratto dalla Seconda lastra, è in versi...
Eppure la bianca sposa lunare
è l'unica dea fedele
che consola l'umanità
dal lieve inverno
donandole ancora un sogno
affinché creda
che oltre ogni confine
altro non v'è che una semplice porta
attraversata la quale
corrono come capretti altri sogni.
... mentre l'altro, tratto dalla Tredicesima lastra, è in prosa:
[L'amore] Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro. L'amore è imperfetto come noi che siamo tutti contenitori instabili, ha tante forme ma brilla anche quando lo chiudi a doppia mandata dentro, tanto da rischiarare un'intera notte senza ricevere nulla in cambio.
Mi auguro davvero che Radiografie all'anima continui ancora a lungo il suo viaggio, che incontri molti altri lettori disposti ad accoglierlo per farlo crescere dentro di sé ed evolvere, e che il suo autore non smetta mai di coltivare la sua passione per la scrittura caratterizzata da uno stile unico e inconfondibile.

martedì 15 settembre 2009

Addio Patrick

Se n'è andato davvero troppo presto, Patrick Swayze. A me piace ricordarlo così (Incorporamento disattivato su richiesta dell'utente, vorrei che qualcuno mi spiegasse che senso ha) e così:


E poi... come si fa a trattenere le lacrime davanti alla scena finale di Ghost?

lunedì 14 settembre 2009

Giornalisti non allineati

Lo sai, vero, che giovedì 24 settembre alle ore 21.00 ricomincia Annozero? Ah, non lo sapevi? Sarà mica perché Raidue si ostina a non voler mandare in onda questi spot? ;-)



Se è vero che su YouTube questi filmati stanno facendo registrare un gran numero di visualizzazioni, si tratta pur sempre di "ascolti" trascurabili rispetto alla platea televisiva. E tutto questo malgrado il conduttore Michele Santoro abbia scritto al direttore generale della Rai per sollecitarlo a supportare uno dei programmi di punta della seconda rete, a pochi giorni da un'altra lettera nella quale lamentava le condizioni in cui si trovavano lui e il suo staff, non certo ottimali per lavorare in serenità ed efficienza. Rinunciare a promuovere adeguatamente Annozero, una delle poche trasmissioni che rendono ben più di quel che costano, appare se non altro una strategia suicida dal punto di vista strettamente commerciale. Poi non c'è da stupirsi se c'è chi ipotizza un vero e proprio tentativo di boicottaggio nei confronti di una redazione "scomoda". Stiamo a vedere, chissà che i vertici Rai non si decidano a cambiare rotta... (Magari l'hanno già fatto, ma al momento non ne ho notizia)
Ah, non c'è mica soltanto Annozero: pare che siano a rischio alcuni dei nomi per cui vale la pena di sintonizzarsi su Raitre (se non addirittura di pagare il canone): da Giovanni Floris con Ballarò a Fabio Fazio, da Serena Dandini a Milena Gabanelli, la quale assieme ai suoi collaboratori rischia di ritrovarsi priva della copertura legale garantitale finora... e questo non può che influire negativamente sulla libertà di condurre le inchieste che hanno reso Report un fiore all'occhiello dell'informazione televisiva italiana.

domenica 13 settembre 2009

Magari fosse soltanto una questione lessicale...

Dicesi fobia «un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto. [...] Il sintomo principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare l'oggetto che incute timore». Stando così le cose, a me sembra proprio che il termine omofobia, coniato nel 1971 dallo psicologo clinico George Weinberg, nel senso in cui viene comunemente utilizzato oggi abbia assai poco a che vedere con fobie come la claustrofobia o l'aracnofobia. Sorvolando per un attimo su quale sia il soggetto di cui viene più pesantemente limitata l'autonomia... non ho dubbi sul fatto che gli omosessuali, se proprio dovessero scegliere, preferirebbero senz'altro essere evitati piuttosto che pestati a sangue come è successo a un ragazzo a Firenze, poche ore dopo la fiaccolata contro l'omo/transfobia che aveva coinvolto centinaia di persone. Metilparaben ha messo insieme alcuni recenti titoli di notizie accomunate da uno sfavorevole (per usare un pallido eufemismo) atteggiamento nei confronti dei gay.

venerdì 11 settembre 2009

Quando si dice un cambiamento radicale... ;-)


Non è la prima volta che parlo di lui... ma è più forte di me: ogni volta che al telegiornale compare Daniele Capezzone, mi è inevitabile domandarmi come sia possibile che gli abbiano affidato l'incarico di portavoce del PdL. Io trovo che sarebbe improponibile al 100% per tale ruolo, se non fosse per il bell'aspetto (che lo rende improponibile... al 99%, diciamo! ;-)). Non dimentichiamoci che è stato segretario dei Radicali Italiani dal 2001 al 2006 e deputato della Rosa nel Pugno fino al 2008, per poi passare a Forza Italia e infine al Popolo della Libertà.
Ecco cosa diceva nel 2006 (grazie a Metilparaben): «Berlusconi si paragona a Napoleone e Churchill. Mi ricorda la barzelletta dei due matti: uno dice "Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge" e l'altro, offeso "Ma guarda che io non ti ho dato niente!". Ecco, lui potrebbe essere il secondo matto, mentre per il novello Mosè bisogna scegliere tra Bondi e Fede». Forse la sua disinvoltura con le barzellette poteva suonare come un vago presagio... ;-) ma davvero si stenta a credere che si tratti della stessa persona che oggi, appena tre anni dopo, è sempre tra i primi ad accorrere in soccorso del premier con dichiarazioni come «gli italiani potranno misurare la distanza tra un governo che fa e consentirà ai terremotati di tornare nelle loro case o di avere una nuova casa, e un'opposizione disperata, che tenta di speculare perfino su questa disgrazia e sul dolore della gente» (11 maggio 2009) oppure «Una cosa è sempre più chiara: Silvio Berlusconi è l'aggredito, mentre una certa stampa e il Pd sono gli aggressori. Una guerriglia fatta di fango, insulti e offese» (21 giugno 2009). Altre citazioni si trovano su Wikiquote, da cui ne ho tratta pure una su di lui: «Capezzone, lei prima era il delfino di Pannella: ora è la triglia di Berlusconi!» (Antonio Cornacchione). :-D
Ma Capezzone non è l'unico ad aver, ehm, riconsiderato le sue posizioni nel corso degli anni. È esemplare il caso della Lega Nord: attualmente tale partito è alleato di governo del PdL... eppure non è passato così tanto tempo da quando il quotidiano leghista La Padania tracciava dell'attuale premier un ritratto tutt'altro che edificante, dando voce alle esternazioni non proprio benevole di Bossi & company. Per gli increduli, segnalo un post di Claudio Messora e un campionario di articoli piuttosto esaustivo.

mercoledì 9 settembre 2009

Desideri reconditi

Ieri ho letto un po' di commenti ai video di YouTube in cui compare Mike Bongiorno. Fra i numerosi messaggi di cordoglio successivi alla notizia della sua dipartita, non ne mancavano alcuni di utenti che, trincerandosi dietro l'anonimato, declinavano in maniera variamente squallida e becera il concetto di «ben gli sta». Posso capire chi storce il naso di fronte alle glorificazioni postume... ma certi eccessi in senso opposto li trovo inammissibili: non bisognerebbe mai dimenticare il rispetto che è dovuto a tutti, tanto ai morti quanto ai vivi.
[Anticipo una domanda che forse qualcuno vorrà farmi (ma forse anche no :-)): «Se non vedi di buon occhio l'anonimato, perché usi un nickname?». Beh, devo ammettere che, con il carattere timido e insicuro che mi ritrovo, non tutte le opinioni che esprimo su questo blog le esporrei volentieri in una discussione pubblica. Però non mi pare di scrivere nulla che una persona civile, ma dotata di un'assertività e di una sicurezza di sé adeguate, non potrebbe dire apertamente in giro... e senza doversene affatto vergognare. Dubito che il pischello che al riparo della sua stanzetta scrive «Era ora che Tizio tirasse le cuoia» ripeterebbe le stesse parole ad alta voce anche solo in presenza dei parenti più grandi.]
Se gli insulti alla buonanima di Mike Bongiorno mi hanno amareggiata, non mi hanno fatto meno effetto le decine e decine di commenti del tipo «Non vedo l'ora che tocchi al suo (ex) datore di lavoro», in particolare questo (una variante, che evidentemente sottintendeva sempre lo stesso soggetto, era circolata all'indomani della scomparsa di Michael Jackson). Posso escludere categoricamente fin d'ora che mi vestirò a lutto quando ciò accadrà... anche se non è mica detto che io sopravviva a uno che secondo il suo medico «tecnicamente è quasi immortale». ;-) Ciononostante, il fatto che così tanta gente lo auspichi senza alcun pudore non mi piace affatto. Non soltanto perché augurare il male a qualcuno non è cristiano; se è per questo non è neppure umano, parlando in termini laici (e a chi volesse obiettare che «è colpa sua se siamo arrivati a tanto» risponderei che non c'è da essere granché soddisfatti di abbassarsi a certi livelli). E nemmeno perché tutto questo non pone di certo l'antiberlusconismo in una buona luce (per tacere della diffusa credenza secondo cui «tutto quest'odio è il suo elisir di lunga vita»). Ma soprattutto perché ammettere che soltanto con la morte del "nemico" le cose potranno cambiare in meglio equivale a dichiararsi sconfitti rinunciando a fare la propria parte, o almeno è così che la vedo io: un atteggiamento per nulla costruttivo.
Vorrei che queste mie considerazioni venissero prese per quello che sono, ossia come un invito alla riflessione, e non come un predicozzo: certe libertà può permettersele soltanto chi ha un'alternativa valida da proporre... :-)

martedì 8 settembre 2009

Addio al papà della televisione italiana

Intorno alle 14, quando ho letto su Televideo la breve notizia della scomparsa di Mike Bongiorno, ho provato una profonda tristezza, quasi come se fosse venuta a mancare una persona di famiglia. Quando ero bambina Mike Bongiorno per me era LA televisione, praticamente: le sue trasmissioni hanno accompagnato tutta la mia vita, ed è a lui che devo la mia passione per i telequiz. Impossibile riassumere in poche righe la sua lunghissima carriera, costellata delle leggendarie gaffe che lo rendevano così simpatico... ma tanto ce ne saranno a bizzeffe, di persone pronte a ricordarlo come si conviene (presumo che, vista l'età avanzata, gli addetti ai lavori avessero già bell'e pronto il coccodrillo).
Nelle sue apparizioni televisive degli ultimi tempi devo ammettere che Mike non lo vedevo perfettamente lucido, ma i suoi spot con Fiorello li trovavo divertenti; l'ultimo l'ho visto andare in onda poco fa, quando la notizia della sua dipartita si stava già diffondendo a macchia d'olio, e mi è sembrato in qualche modo sinistramente profetico. Dopo aver tenuto a battesimo la Rai, Mike aveva fatto lo stesso con quella che oggi si chiama Mediaset, contribuendo in maniera determinante a renderla grande... finché poco tempo fa ne è stato allontanato suo malgrado e senza una vera spiegazione, e sono convinta che di questa situazione lui ne abbia risentito parecchio. Oggi il premier gli ha dedicato delle parole di circostanza che hanno lo stesso sapore amaro di quelle riservate a suo tempo ad Enzo Biagi.
Proprio in questi giorni il re del quiz si stava preparando a tornare in tv su Sky con Riskytutto, riedizione in chiave moderna di una delle sue trasmissioni storiche... ma di certo non avrebbe potuto aspettarsi ascolti paragonabili a quelli della tv in chiaro, per non parlare delle platee televisive oceaniche dei vecchi tempi, quando c'era soltanto la Rai.

lunedì 7 settembre 2009

Una mamma a Sanremo

È ufficiale: il prossimo Festival di Sanremo sarà condotto da Antonella Clerici, con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi (spero che questa volta non verrà dato spazio a certi individui ;-)). C'è chi storce il naso... ma non è che in Rai ci siano tutte queste alternative, eh! E poi io trovo che questa scelta sia il giusto riconoscimento per una conduttrice che ha portato ad un insperato successo un format dall'appeal non proprio eclatante come Ti lascio una canzone, nonché una sorta di sostanzioso risarcimento (si sa che Sanremo è considerato un punto d'arrivo per chi fa televisione d'intrattenimento) dopo essersi suo malgrado vista scippare con la scusa della maternità la "sua" Prova del cuoco in favore della Del Noce's Angel Elisa Isoardi. E poi ci si meraviglia se le donne che lavorano cercano di tenere il più possibile nascosto il proprio stato di gravidanza (come Laetitia Casta) oppure tornano al lavoro subito dopo il parto senza prendersi il periodo di riposo che spetta loro (come Rachida Dati), stra-sgrunt!!! :-(

Altro che cuore-amore...

A volte dalla penna di chi scrive i testi delle canzoni italiane escono dei versi indubbiamente inusuali, ma tali da rischiare persino di far rimpiangere la cara vecchia rima cuore-amore... ;-) Riporto qui di seguito qualche esempio del quale ho preso nota.
Cantando Un'altra te, Eros Ramazzotti si produce in una figura retorica vagamente ardita.
e mi mancano i miei occhi
che sono rimasti lì
dove io li avevo appoggiati
quindi su di te
Quella di Vasco Rossi al termine di Un senso, brano già citato su questo blog, è una vera e propria licenza poetica.
Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha
Non poteva mancare un testo del cantante neomelodico per antonomasia: Superamore di Gigi D'Alessio (peraltro approfonditamente analizzato qui).
Scriverò per te
ai carabinieri e alla polizia,
denuncerò
che solo tu sei la vita mia
L'esempio più recente è Indietro di Tiziano Ferro, che ha ispirato pure un thread di un certo successo su FriendFeed!
Ti do questa notizia in conclusione
Notizia è l'anagramma del mio nome, vedi
Mi piacerebbe (anche se non ci spero più di tanto) che chi legge questo post stilasse a sua volta un personale elenco di licenze poetiche e figure retoriche inconsuete nella canzone italiana. Sono sicura che di materiale ce n'è a bizzeffe! :-)

sabato 5 settembre 2009

Dente azzurro

Molti di noi hanno dimestichezza con il protocollo Bluetooth, che permette di scambiare informazioni tra dispositivi diversi (palmari, telefoni cellulari, personal computer, portatili, stampanti, fotocamere digitali, console per videogiochi) attraverso una frequenza radio sicura a corto raggio. Ma quanti conoscono l'origine del nome Bluetooth? Beh, se non la sai, eccotela qua! :-)
Il nome è ispirato a re Aroldo I di Danimarca, il cui soprannome Blåtand letteralmente significa dente azzurro, e nasce dall'unione delle due parole danesi blå (carnagione scura) e tan (grande uomo). Nel paese dei vichinghi, biondi e dalla carnagione lattea, un uomo scuro di pelle e capelli come Harald appariva proprio come un dente di colore azzurro (un'altra spiegazione per tale nome era che il re fosse ghiotto di mirtilli).
Tornando ai giorni nostri, gli inventori della tecnologia devono aver ritenuto che Bluetooth fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi... così come re Aroldo unì i popoli della penisola scandinava con la religione. Interessante, no?

venerdì 4 settembre 2009

Non è scienza, ma fantascienza!

Non ho mai avuto il "piacere" di seguire trasmissioni televisive di divulgazione pseudo-scientifica come Mistero e Voyager. A proposito della prima, condotta dal cantautore-prestato-alla-tv Enrico Ruggeri, sono rimasta sconcertata leggendo il post in cui Paolo Attivissimo analizzava il caso della donna che affermava di essere stata messa incinta dagli alieni. Riguardo a Voyager, mi limiterò a segnalare due spassosissimi filmati-parodia ispirati allo stile divulgativo che contraddistingue il conduttore Roberto Giacobbo. Il primo video si concentra sul mistero dei cerchi nel grano...


... mentre il secondo stabilisce addirittura un insospettabile nesso fra la presunta scomparsa dell'ex Beatle Paul McCartney e l'altrettanto presunto schianto di un UFO a Roswell!


Inutile dire che aspetto con impazienza le puntate successive... :-D
Ma a questo punto cedo la parola a chi ne capisce più di me: per la precisione a Maury, che dice la sua sulla (dis)informazione scientifica in tv e sui mass media prendendo spunto tra l'altro da un post fresco fresco del summenzionato Attivissimo. [Quasi quasi mi associo pure io alla proposta rivolta dal Disinformatico a chi crede che nel 2012 il mondo finirà, come avrebbero predetto i Maya: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più... ;-)]

giovedì 3 settembre 2009

Nessun uomo è un'isola

Stavo meditando sulla sensazione di profonda solitudine che spesso mi accompagna... quando la mente, seguendo uno dei suoi tipici imprevedibili percorsi, mi ha restituito il ricordo di una poesia di John Donne che in effetti non ha un legame particolarmente stretto con il mio stato d'animo. A dire il vero non si tratta neanche di una poesia, bensì di un brano tratto dalla Meditazione XVII che ha ispirato fra l'altro il titolo di un celebre romanzo di Hemingway. Eccone il testo in inglese elisabettiano...
No man is an Iland,
intire of it selfe;
every man is a peece of the Continent,
a part of the maine;
if a Clod bee washed away by the Sea,
Europe is the lesse,
as well as if a Promontorie were,
as well as if a Mannor of thy friends
or of thine own were;
any mans death diminishes me,
because I am involved in Mankinde;
And therefore never send to know
for whom the bell tolls;
It tolls for thee.
... la versione "moderna"...
No man is an island,
entire of itself;
every man is a piece of the continent,
a part of the main;
if a clod be washed away by the sea,
Europe is the less,
as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends
or of thine own were;
any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind;
and therefore never send to know
for whom the bell tolls;
it tolls for thee.
... e la traduzione in italiano:
Nessun uomo è un'isola,
completo in sé stesso;

ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.
Se mi è venuta l'idea di citare queste righe, è perché mi sembrano un valido spunto per riflessioni importanti e decisamente attuali...

mercoledì 2 settembre 2009

Andirivieni bianconero

Notizia di due giorni fa: la Juventus ha acquistato dal Lione il difensore pescarese (di adozione, perlomeno) Fabio Grosso, passato alla storia del nostro calcio per aver tirato il rigore decisivo nella finale mondiale 2006. Il trasferimento alla Vecchia Signora segna probabilmente l'apice nella carriera del mio concittadino (si capisce che sono juventina? ;-)).
Per un abruzzese che arriva a vestire la maglia bianconera, c'è un ex juventino che viene a giocare nella mia regione: il terzino Alessandro Birindelli, che già l'anno scorso dopo undici stagioni in bianconero era passato al Pisa prima del fallimento e della conseguente retrocessione (e il fatto che io lo ignorassi rende l'idea dell'attenzione con cui seguo le vicende di mercato della mia squadra del cuore... ;-)), è stato acquistato a parametro zero dalla Valle del Giovenco, squadra che milita in Lega Pro Prima Divisione (perché chiamarla Serie C1 pareva brutto! ;-)) e che ha aperto la stagione 2009-2010 con due pareggi. Dubito che Alessandro abbia preso benissimo l'allontanamento dal calcio che conta... cionondimeno le dichiarazioni che ha rilasciato al suo arrivo a Pescina gli fanno onore: «Sono felice di essere qui nella Marsica, in una società seria e che lavora con professionalità. [...] Il mettersi in gioco e la voglia di divertirsi mi portano ad avere ancora molti stimoli e forti ambizioni. [...] La categoria in cui si milita conta poco. Contano molto, invece, il progetto e le aspirazioni. [...] Ora che sono qui nella Marsica, il mio obiettivo è quello di rimettermi in gioco in un progetto serio ed ambizioso, a cui credo molto». Tiferò per te, Alessandro! :-)

martedì 1 settembre 2009

09/09

Non ho molta voglia di scrivere, oggi... così ecco il mio personalissimo esperimento di mini-compilation stagionale!







Ed ecco i testi: