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lunedì 31 agosto 2009

Servirà ago e filo?

Non poteva sfuggire all'occhio linceo della correttrice di bozze che c'è in me la frase in calce a questo comunicato affisso su un portone!


La trascrivo per amore di accessibilità: «Inoltre rammendo ai sigg. condomini di rispettare il regolamento condominiale». Esatto, rammendo! :-)

domenica 30 agosto 2009

Il ponte sullo Stretto

Per raggiungere la Sicilia lo scorso mese di maggio sono atterrata all'aeroporto di Reggio Calabria, poi ho preso il pullman per Villa San Giovanni e da lì mi sono imbarcata sul traghetto per Messina. Non ne sono sicura, ma credo che durante il giorno di traghetti ne partano più spesso di quanto passino gli autobus urbani sotto casa mia a Pescara. Un tragitto tranquillo, non troppo lungo e che offre un panorama notevole... anche se probabilmente chi percorre tutti i giorni quella tratta per motivi di lavoro non sarà altrettanto entusiasta, fra ritardi, disservizi e disagi vari.
Com'è noto, per agevolare l'attraversamento dello Stretto di Messina è in programma la costruzione di un ponte. I lavori dovrebbero cominciare il prossimo anno, almeno secondo il gruppo appaltatore, lo stesso che costruì il tristemente famoso ospedale de L'Aquila, come risulta dal sito dell'impresa stessa (la circostanza era talmente nota che dissimularla sarebbe stato controproducente) e da un articolo di approfondimento di PeaceReporter il cui link attualmente dà luogo al laconico messaggio «Articolo 15084 non pubblicato. Siamo spiacenti, l'errore è stato segnalato» (comunque se ne può trovare una copia qui). Sta di fatto che non è un mistero l'elevata sismicità dell'area dello Stretto: giusto ieri è stata registrata una scossa di magnitudo 2,6 Richter. Poca roba, dici? Già, ma il terremoto che un secolo fa distrusse Messina e Reggio Calabria, facendo qualcosa come centomila vittime, era di magnitudo 7,1... ed è noto che certi fenomeni geologici si ripetono, in maniera non rigorosamente periodica ma inesorabile.
All'indomani del terremoto de L'Aquila era assai facile sentir dire che tali eventi non si possono prevedere, ma in compenso si può (e anzi si deve) evitare di costruire, o tutt'al più adottare opportuni accorgimenti, nelle zone ad elevato rischio sismico. Molti ipotizzano che un progetto così monumentale come il ponte sullo Stretto denoti il desiderio di passare alla storia (in una regione che avrebbe bisogno di infrastrutture ben più essenziali, peraltro)... ma, se la natura tornerà a risvegliarsi in maniera devastante, non ci sarà da essere granché fieri di una simile impresa. Qualcuno che abbia studiato Scienza delle Costruzioni vorrebbe cortesemente spiegarmi come si può sperare che un ponte lungo chilometri e chilometri e sospeso sul vuoto regga ad una scossa paragonabile a quella del 1908? Non mi aspetto una risposta dall'Ingegner Cane...


(Si ride... per non piangere! :'-()

sabato 29 agosto 2009

Perché non tutti hanno l'iPhone... :-)

Ecco cosa succede, a tenere in cantiere i post per troppo tempo: questi diventano vecchi prima ancora che finisca di scriverli! :-( Mesi fa avevo accennato alla mia intenzione di pubblicare un elenco di siti ottimizzati per il (mio) telefonino, ma poi non se n'è fatto più niente... e l'altro giorno mi è arrivato sull'indirizzo di posta elettronica @libero.it che gestisco tramite il mio Samsung SGH-S720i l'avviso che, a partire dal 12 ottobre 2009, il servizio i-mode™ non sarà più disponibile. Non mi è chiaro se per me cambierà qualcosa e che ne sarà dell'opzione Mega 10 Ore (da me attivata in abbinamento con il piano tariffario Super Senza Scatto scelto grazie a Yahoo! Answers), dal momento che «Con la chiusura di i-mode, con il tuo cellulare i-mode™ potrai comunque continuare a [...] navigare sul Portale Mobile di Wind (mobile.libero.it) con il tuo cellulare i-mode™. I costi del tuo profilo tariffario e delle connessioni restano invariati. Ti ricordiamo che la navigazione all’interno del Portale Mobile di Wind è di 50 centesimi per accesso e la navigazione su internet, al di fuori del Portale Mobile di Wind, è di 50 centesimi ogni 15 minuti di connessione (addebito anticipato)».
Insomma, se non altro questa novità è servita a darmi una mossa... e così eccolo, finalmente, il summenzionato elenco di siti! :-) (Se per caso qualcuno dovesse trovarlo in qualche modo utile e interessante, tanto da volerlo riportare su un sito/blog ottimizzato per cellulari, mi farebbe un gran piacere... basta che me lo comunichi! ;-))
I seguenti link sono tratti per la maggior parte da Mobista, dove ho trovato pure un elenco di numeri utili per ogni evenienza. Sono tutti abbastanza "fluidi" da navigare, visualizzazione delle immagini a parte.
I siti che visito più spesso e volentieri con il telefonino sono quelli di informazione, in particolare Repubblica, il Corriere della Sera e, per le news sportive, la Gazzetta. Da non sottovalutare pure Google News Italia, Rainews24.it e Televideo Rai (che però è piuttosto scomodo da navigare con il mio cellulare... peccato, trattandosi di solo testo). Per le notizie dal mondo, segnalo Time. Per le previsioni del tempo, il migliore mi sembra MSN Meteo.
Altri siti utilissimi sono l'immancabile Google, la versione mobile di Wikipedia chiamata Wapedia (per le lingue diverse dall'italiano, cliccare qui) e il Dizionario De Mauro.
Tra gli elenchi non si possono non menzionare le PagineGialle. Ero solita consultare pure le PagineBianche e TuttoCittà... ma ad un certo punto hanno smesso di funzionare, nel senso che è diventato impossibile "cliccare" sul pulsante di ricerca (ossia evidenziarlo per poterlo selezionare). Comunque esiste una valida alternativa a TuttoCittà: 1€ Maps, che offre alcuni servizi gratuiti. Pure il traduttore Langtolang Multilingual Dictionary mi ha "abbandonata": peccato, perché era davvero pratico.
Per organizzarsi il tempo libero, uno dei siti che reputo indispensabili è Trovacinema. Anche se non sempre funziona a dovere sulle tratte locali, l'orario dei treni in Europa è sicuramente molto utile per chi viaggia. Per trovare un alloggio ci sono iBEB e iAgriturismo, mentre chi cerca informazioni turistiche in generale può affidarsi a Città del mondo e al sito del CTS.
Anche se non ho mai avuto modo né sentito l'esigenza di utilizzarlo in mobilità, segnalo un link imprescindibile per i patiti dei social network: Facebook.
Infine, una chicca per gli appassionati di Harry Potter: il sito ufficiale di J.K. Rowling in italiano... che, sebbene non venga più aggiornato da un po', nella versione solo testo si naviga che è un piacere!

P.S.: Dimenticavo... Wind permette di scoprire l'operatore di appartenenza di un numero di cellulare, e non soltanto di distinguere se coincide o meno con il proprio operatore, come avviene con TIM: è sufficiente comporre 456 seguito dal numero telefonico in questione, e una voce registrata fornirà l'informazione richiesta.
[UPDATE: ho appena scoperto che adesso pure TIM si comporta in modo analogo]

giovedì 27 agosto 2009

Nessuna voglia di ballare

Magari ti sarà capitato di ascoltare la canzone Eravamo in diciannove, che commemora il tragico attentato di Nassiriya del quale il 12 novembre prossimo ricorrerà il sesto anniversario. Un testo un tantino retorico ma commovente si accompagna a una musichetta a mio avviso non particolarmente consona. Ebbene, ieri sera ho sentito questo pezzo suonato dall'orchestrina che animava una festa all'aperto. Non era la prima volta che assistevo a una performance analoga... ma c'è poco da fare, rimango sempre inesorabilmente con l'amaro in bocca. Non so se mi rattrista di più che dei musicisti scelgano di inserire in scaletta questo brano, tra un valzer e un cha cha cha, oppure che ci sia sempre qualche coppia pronta a scendere in pista e ballare come se niente fosse, neanche si trattasse di un classico del liscio come un altro.

mercoledì 26 agosto 2009

L'amicizia al maschile

Ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere I Love You, Man (qui il trailer in lingua originale), diretto da John Hamburg, che aveva già curato la regia di ...E alla fine arriva Polly e la sceneggiatura di Ti presento i miei e Mi presenti i tuoi?: la sua presenza è una garanzia per la buona riuscita di commedie di questo tipo. Eh sì... proprio quel genere di film che mi fa uscire dalla sala con il sorriso sulle labbra. Peccato non essermi potuta confrontare con le reazioni degli altri spettatori: come mi era già successo poco tempo fa, pure questa volta ero da sola in sala, eccheccavolo! :-(
Mi compiaccio con il distributore italiano per aver scelto di mantenere il titolo originale, evitando traduzioni ridicole o nel migliore dei casi di scarso effetto. Pure la tagline «He needed a best man... he got the worst» (che in fin dei conti risulta piuttosto fuorviante) costituisce un gioco di parole pressoché intraducibile. Best man in effetti equivale al nostro testimone di nozze, il che si ricollega alla trama del film.
Il giovane Peter Klaven, dopo aver chiesto all'amata Zooey di sposarlo, si rende conto di non avere neppure un amico intimo che possa fargli da testimone di nozze. I suoi tentativi di stringere amicizia con uomini hanno esiti in vario modo sconfortanti. Un giorno Peter, che di mestiere fa l'agente immobiliare, organizza un open house, ossia una specie di rinfresco per mostrare ai potenziali acquirenti la villa messa in vendita dall'attore Lou Ferrigno (sì, proprio l'incredibile Hulk, che compare nella parte di sé stesso); in quell'occasione conosce Sydney Fife, un tipo esuberante e imprevedibile oltre che completamente diverso da lui. In breve tempo i due diventano amici per la pelle, fino a raggiungere un livello di complicità e confidenza tale da mettere in crisi il fidanzamento di Peter...
Bravi i protagonisti maschili. Peter era interpretato da Paul Rudd, che io conoscevo soprattutto per il ruolo del marito di Phoebe nel serial tv Friends; pare sempre un ragazzino, anche se ormai ha raggiunto i fatidici "anta". Sydney invece era impersonato da Jason Segel: mai visto prima, è stato una piacevole scoperta (tanto per rafforzare un certo senso di déjà vu, a doppiarlo era Massimo De Ambrosis, lo stesso che prestava la voce a Chandler nel suddetto Friends).
Insomma, un film leggero e divertente, non volgare (beh, ci sono un paio di situazioni per le quali preferirei non dover fornire spiegazioni a un bambino ;-)) e coinvolgente: di rado mi capita di assistere al racconto di un'amicizia con una trepidazione paragonabile a quella che di solito riservo alle storie d'amore! :-) Senza contare che, sotto certi aspetti, è stato inevitabile per me identificarmi con il protagonista Peter: pure io, se dovessi sposarmi a breve, in fondo non saprei mica a chi affidare il cruciale ruolo di testimone (vabbè che si tratta di un dettaglio lievemente marginale rispetto, che so, alla scelta dello sposo... ;-)).

lunedì 24 agosto 2009

Tutta invidia!

Se c'è una cosa che non sopporto... vabbe', ce ne sono parecchie, ma adesso è di una in particolare che vorrei parlare! ;-) Mi riferisco alla diffusa abitudine di reagire a giudizi che si reputano immeritati, o in generale ad atteggiamenti poco graditi, attribuendo il comportamento altrui all'invidia, senza fare un minimo di autocritica. Pure a me è capitato che mi venisse rivolta un'accusa del genere senza motivo, e francamente non riesco ancora a capacitarmene. :-(
Vabbe'... gli ultimi mesi hanno offerto vari esempi di questa spiacevole prassi, "ambientati" nel mondo della politica, dello spettacolo e della cultura.
L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda Giorgio Faletti. Il comico prestato alla letteratura (e mai più restituito ;-)) ha replicato con una vibrante autodifesa alle polemiche relative al suo ultimo bestseller, Io sono Dio. Eleonora Andretta (qui il suo intervento pubblicato nel forum Italians a cura di Beppe Severgnini) e Franca Cavagnoli, traduttrice professionista, avevano analizzato in maniera piuttosto puntuale il lessico utilizzato nel romanzo, evidenziando svariati anglicismi un tantino sgradevoli. Ad esempio «non girare intorno al cespuglio», calco di «don't beat about the bush», invece di «non menare il can per l'aia». Per non parlare di «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo»: quanti italiani sanno che, nel gergo della comunità dei neri americani, la banconota da mille dollari si chiama grand? Plagio, non plagio... non è questo il punto. Nella foga di sostenere le sue ragioni, non si può certo dire che Faletti abbia dato prova di umiltà e savoir faire (io mi sento più a mio agio con il francese, pardon ;-)): con malcelato orgoglio ha rivendicato di aver contribuito a introdurre nella lingua italiana nuovi modi di dire mutuati dall'inglese, ma soprattutto, adottando un insopportabile tono di sufficienza, ha liquidato la polemica in questione come una «risibile querelle estiva e premestruale», senza risparmiare alle due signore altre sprezzanti frecciatine... e in conclusione ha tirato fuori la solita vecchia storia che «il successo è considerato una colpa» e scatena l'envy, ossia appunto l'invidia, di chi è in cerca di «cinque minuti di popolarità», sbandierando i dodici milioni di copie vendute solo in Italia. Ma suvvia... se le vendite andassero di pari passo con la qualità e l'autorevolezza, allora Federico Moccia, che oltre al successo ha in comune con Faletti pure una certa inclinazione a infarcire le sue pagine di messaggi pubblicitari occulti, sarebbe uno dei più grandi scrittori italiani viventi!
Qualche anno fa lessi il romanzo d'esordio di Faletti, Io uccido. Sull'avvincente intreccio giallo ben poco da dire, se non che ricorrevano trovate un tantino inverosimili e stiracchiate. Però mi convinceva assai meno l'ambientazione monegasca (per accurata che fosse la ricostruzione, mi dava un senso di artefatto) e soprattutto il registro linguistico usato, fin troppo elevato e ridondante anche quando si trattava di esprimere i concetti più banali; sembrava quasi che l'autore volesse a tutti i costi dar prova della sua dimestichezza con la lingua di Dante. I romanzi successivi perciò ho preferito evitare di leggerli... e non saranno certamente gli sviluppi di questa «polemica balneare» a convincermi a tornare sui miei passi. Pig earth that I have under my feet! :-D (Te lo ricordi, Vito Catozzo?)
A questo punto passo oltre, ricordando un paio di recenti casi analoghi. Quello del premier Silvio Berlusconi, che in una nota ufficiale di Palazzo Chigi aveva commentato la «campagna denigratoria» seguita allo scoop di Casoria attribuendola a «invidia e odio nei confronti di un Presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini»; il direttore di Repubblica Ezio Mauro non ha perso occasione per rispondere per le rime. E quello dell'attore Christian De Sica, che intervistato da Vanity Fair ha spiegato così la separazione dal compare di cinepanettoni Massimo Boldi: «Aveva una moglie fantastica, Massimo. Poi è morta e abbiamo litigato, anzi, lui ha litigato: ha fatto tutto da solo. Forse perché ho troppo: sono intelligente, signorile, bello, colto, figlio di De Sica... e lui no». A' Cristian, te sei scordato de di' «modesto»! ;-)

sabato 22 agosto 2009

Notizie scomode

Dopo aver letto il post di Sara, segnalo pure io l'ennesima assurdità dell'informazione televisiva nostrana. Ieri praticamente tutti i tg che ho visto riportavano con un certo risalto la notizia che cinque minorenni sono stati denunciati per aver diffamato la prof su Facebook. Però mi risulta che nessuno abbia detto una parola a proposito di una sconcertante applicazione che va per la maggiore sul social network più osservato dai media: Rimbalza il clandestino!, si chiama, e dal titolo non è difficile intuire lo scopo del gioco. I giornali e i siti internet ne parlano, è vero... ma non dimentichiamo che la maggioranza degli italiani per informarsi si affida unicamente alla televisione. Tutto ciò assume un sapore particolarmente amaro, all'indomani dell'ennesima tragedia dell'immigrazione nel Canale di Sicilia, con tanto di durissima reazione da parte dei leader leghisti nei confronti delle più che legittime esternazioni della Cei.
Approfitto di essere entrata in argomento per pubblicare il contenuto di un avviso che ho ricevuto giorni fa, avendo aderito su Facebook alla causa FIRMA PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI. Perché leggere articoli come questo fa male... ma dimenticare non è giusto, anzi è doveroso ricordare.
DDL sicurezza : i genitori immigrati senza permesso di soggiorno non potranno riconoscere i propri figli al momento della nascita
Da quando abbiamo fondato questo gruppo l'obbligo di denuncia da parte del personale sanitario per gli immigrati irregolari conosciuti per motivi di cura è stato eliminato dal DDL sicurezza, non modificandone però minimamente lo spirito.
Mai, avremmo pensato di trovarci oggi con una legge che impedisce alle madri senza regolare permesso di soggiorno di riconoscere i propri figli nati negli ospedali italiani, che verranno invece affidati alle cure dello Stato.
Le sale parto degli ospedali italiani sono adesso il luogo della discriminazione, gli stranieri dovranno mostrare il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile, ovvero matrimoni, registrazione di morte e registrazione delle nascite.
Il nostro impegno nel sensibilizzare tutte le persone che incontriamo contro la cultura della paura e della negazione dei diritti fondamentali, come il diritto di cura e, adesso, anche il diritto al riconoscimento dei propri figli continua, ringraziamo tutti per la partecipazione alla causa e vi chiediamo di continuare ad invitare tutti gli amici, perchè la nostra voce contro la cultura della paura e dell'emarginazione sia sempre più forte ed aiuti a riflettere sulle conseguenze aberranti della legge che parla di sicurezza ma crea solo confusione e paura.

mercoledì 19 agosto 2009

Il nostro pianeta in scala uno a duecento milioni... o giù di lì

Ecco un quesito a mio parere interessante e non banale che ho letto su uno degli ultimi numeri de La Settimana Enigmistica.
Se gli oceani fossero prosciugati e la Terra fosse ridotta alle dimensioni di una palla da biliardo, facendo scorrere i polpastrelli sulla sua superficie potremmo avvertire le montagne e gli abissi marini?
Per leggere la risposta, non devi far altro che scorrere la pagina un po' più in basso.











































No, non saremmo in grado di avvertire alcuna asperità: rispetto alle vette più alte e agli abissi più profondi, infatti, le dimensioni della Terra sono tali che, nell'ipotesi citata, essa ci sembrerebbe addirittura più liscia di un'autentica palla da biliardo.
Non sei convinto? Sulle prime magari potrebbe venirti il dubbio che la Terra vista dallo spazio appaia tutt'altro che liscia. Quand'è così, sappi che le foto parlano chiaro...
Calcolatrice alla mano, riducendo il globo terracqueo di raggio quadratico medio 6372,795477598 chilometri a una palla da biliardo del diametro standard di 57 millimetri, gli 8848 metri dell'Everest diventano poco meno di quattro centesimi di millimetro, e i 10994 metri della Fossa delle Marianne poco meno di cinque.

lunedì 17 agosto 2009

Ce ne faremo una ragione

Nella rubrica La vostra posta pubblicata su Vanity Fair n° 31 si leggeva la seguente missiva inviata dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, titolare fino a qualche settimana fa della rubrica Versi diversi (un'antologia è disponibile qui... da non perdere i versi dedicati a Rosa Bossi in Berlusconi, madre di Silvio).
I molti impegni ministeriali e politici mi levano il tempo necessario per curare come vorrei la mia rubrica, per questo preferisco sospenderla. Grazie a tutti i lettori di Vanity Fair e a Vanity Fair per questa bella avventura che abbiamo vissuto insieme.
Mi sono domandata: possibile che quest'uomo non riesca a ritagliarsi una manciata di minuti ogni settimana per vergare i suoi ineguagliabili versi? Se proprio non ce la fa, perché non si fa sostituire dal Bondolizer? (Da provare, è davvero esilarante! :-D) A questo punto nella mia mente si è affacciata un'ipotesi... dalla quale mi sono subito dissociata: ;-) non sarà mica che la rinuncia del ministro è una velata forma di protesta nei confronti del trattamento non sempre "coi guanti bianchi" riservato da Vanity Fair al premier? Accidenti, devo proprio togliermelo, questo vizio della dietrologia... ;-)

domenica 16 agosto 2009

Tormentone cerca(va)si

Il Corriere ha sentenziato che quest'anno è mancato il tradizionale tormentone estivo (vabbe' che lo ripetono più o meno tutti gli anni, come ha messo in luce Maxxeo), e persino Wikipedia non ha ancora aggiornato il suo elenco. Le radio però non si rassegnano: non ne posso proprio più di brani come I Know You Want Me (Calle Ocho) di Pitbull e Lala Song di Bob Sinclar & Sugarhill Gang (reso ancor più "virale" dagli spot di una compagnia telefonica). Trovo decisamente più gradevoli Release Me di Agnes e When Love Takes Over dell'urlatrice Kelly Rowland feat. David Guetta, o viceversa (devo ancora capire che cosa significa esattamente "featuring").
Fra le canzoni un pochino meno programmate, segnalo Heavy Cross dei Gossip (un pezzo notevole, impreziosito dalla voce melodiosa e al contempo graffiante di Beth Ditto, ma forse troppo "particolare" per candidarsi come tormentone) e Back to the 80s degli Aqua (con un testo che piacerà a chi degli anni Ottanta ha una certa nostalgia).
Un pezzo che alla radio non ho invece mai sentito è Fuck You di Lily Allen: sarà stato censurato per via del testo un po' forte? (Se non conosci il significato del titolo – ma sì che lo conosci! ;-) – ti rimando a questo post di camu) Eppure è interessante, visto che il destinatario dell'"invito" è un individuo dalle vedute alquanto ristrette. E soprattutto, ha una musichetta deliziosa che mi è entrata in testa fin dal primo ascolto: quasi impossibile trattenersi dal canticchiarla! Se proprio ci si sente in imbarazzo, si può pur sempre provare a stravolgere il significato del ritornello trasformandolo in «Thank you very much» (che mi rammenta le Spice Girls, a proposito).
E poi... non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere, ma devo ammettere che, sebbene faccia fatica a considerare "cantanti" gli Zero Assoluto, la loro Per dimenticare è proprio carina.
Infine, diciamolo: l'unico brano che meritava davvero il titolo di tormentone estivo è questo! :-D Di grande attualità, se non altro. ;-)

La signora dei reality

Al termine dell'intervista pubblicata sul numero 32 del settimanale Vanity Fair, la conduttrice televisiva Paola Perego, in procinto di presentare su Canale 5 La Tribù - Missione India (un reality show che secondo me promette di essere all'"altezza" delle varie Talpe e Fattorie ;-)), ha chiesto al giornalista un piacere: «Non mi faccia sembrare quello che non sono». Mah, a me pare invece che lei sia stata bravissima a mettersi in cattiva luce da sola... a meno che le sue affermazioni non siano state clamorosamente manipolate (e non sarebbe certo la prima volta, nella storia del giornalismo).
Dapprima la Perego ha ammesso che, prima di fidanzarsi con il potente agente dello showbiz Lucio Presta, la sua carriera non andava tanto bene, perché «non so fare pubbliche relazioni e non so parlare di soldi». Però ha tenuto a precisare che il suo lui «è talmente serio professionalmente che per me non fa mai più del dovuto». Chi stabilisca cosa sia il "dovuto", non è dato saperlo.
In seguito, pur respingendo fermamente le accuse di fare tv spazzatura, la conduttrice ha dichiarato che, se uno dei suoi due figli un giorno volesse andare a un reality, «dovrebbe passare sul mio cadavere» (addirittura! :-)), perché «in questi programmi si basa tutto sull'immagine, e io li ho cresciuti con altri principi». Principi che, evidentemente, non si fa scrupoli a ignorare nel suo lavoro.
Ma soprattutto, la Perego ha raccontato di essere stata dall'analista per quattro anni perché soffriva di fortissimi attacchi di panico. Poco dopo ha ammesso che da conduttrice le è capitato di cavalcare le varie situazioni anche con un pizzico di cinismo, ad esempio «quando una concorrente della Talpa ha avuto una crisi di panico. So bene che cosa vuol dire, e in fondo potevo anche evitare di ricamarci sopra, però funzionava così bene...». No comment. :-S

venerdì 14 agosto 2009

SpeedTest

Avevo in cantiere da un po' un post sul servizio di cui sto per parlare... perché pubblicarlo proprio oggi? Beh, poco fa bighellonavo su FriendFeed, social network che ho cominciato a usare più assiduamente (anzi, fin troppo :-/) all'indomani del BeachCamp e appena prima dell'acquisizione da parte di Facebook... e ho notato che gli altri utenti stavano mettendo a confronto i risultati ottenuti tramite SpeedTest.net, un sito che verifica appunto la velocità delle connessioni a internet. Ricordandoti che navigo con Alice 7 Mega, ecco il responso che ho ottenuto or ora.


Metti anche tu alla prova la tua connessione! :-) (Come testimonial faccio abbastanza pena, vero? ;-))

Oersted, chi era costui?

L'odierno logotipo di Google celebra il duecentotrentaduesimo (almeno fosse cifra tonda... :-)) anniversario della nascita di Hans Christian Ørsted (non Andersen ;-)), normalmente traslitterato in Oersted. Fisico e chimico danese, l'unità di misura del campo magnetico nel Sistema CGS fu chiamata Oersted in suo onore. Nel 1820 il nostro scoprì che l'ago della bussola devia dal polo nord magnetico se viene avvicinato a un cavo in cui passa corrente elettrica (esperimento riprodotto in questo video); ciò dimostra che elettricità e magnetismo sono fenomeni collegati, un concetto alla base della teoria dell'elettromagnetismo. Questo lo sapevo già, più o meno... ignoravo però che un'esperienza analoga era stata compiuta già nel 1802 dal giurista e filosofo italiano Gian Domenico Romagnosi, ma venne ignorata dalla comunità scientifica internazionale; ciò mi ricorda un po' il caso Meucci-Bell.
So bene che questo non è il genere di post che attira molte visite... ma tanto in questi giorni la blogosfera langue in ogni caso. Non ho nulla in programma per il fine settimana, a parte le dormite colossali che spero di riuscire a fare! Oltretutto Ferragosto è una ricorrenza che mi suscita da sempre una certa tristezza, perché la associo all'inesorabile dileguarsi dell'atmosfera vacanziera. Se poi capita come quest'anno nel fine settimana, ti preclude pure qualsivoglia ponte! :-(

martedì 11 agosto 2009

Gran Torino

L'altro giorno sono andata al cinema a vedere Gran Torino, diretto e interpretato da Clint Eastwood (qui il trailer). Una volta raggiunta l'unica cassa aperta del multisala, al termine di una lunga fila di adolescenti che fremevano per vedere il film dei Jonas Brothers, ho avuto la piacevole sorpresa di scoprire che il biglietto per Gran Torino costava appena due euro, presumo perché cinematograficamente siamo in bassa stagione e il film è uscito da noi ormai diversi mesi fa; ovviamente avrei pagato senza batter ciglio pure la tariffa intera... di sicuro più volentieri che per un cinepanettone, o cinecocomero, o cinecolomba che fosse! ;-)
Due parole sulla trama: Walt Kowalski, veterano della guerra di Corea, è appena rimasto vedovo e, malgrado suo figlio insista perché si ricoveri in un ospizio, continua a vivere da solo con la cagna Daisy in un quartiere popolato per la maggior parte da persone di origine asiatica, da lui detestate. Conoscendo i suoi vicini, però, imparerà pian piano ad apprezzarli e in particolare stringerà un rapporto molto profondo con il giovane Hmong Thao, vessato da una gang di balordi della sua stessa etnia.
Nella parte iniziale del film la rappresentazione del protagonista mi è sembrata non particolarmente credibile, la sua indole rigida e intransigente esasperata fino a rasentare la caricatura (oppure è plausibile che si manifesti la propria rabbia facendo «grrr» in maniera udibile come nei cartoni animati? Probabilmente valeva la pena di vedere il film in lingua originale, anche per risparmiarsi un doppiaggio che non mi è sembrato impeccabile). Ma proseguendo nella visione si assiste all'evoluzione del personaggio, ci si affeziona... e si rimane a bocca aperta davanti al finale dal sapore epico, quando tutte le tessere del puzzle vanno a posto nella maniera più equa per ciascuno.
Una battuta che mi ha colpita in modo particolare? A un certo punto Walt, sconvolto dalle affermazioni dello sciamano che senza averlo mai visto prima ha dato prova di capirlo a fondo, si rifugia in bagno e davanti allo specchio mormora «Dio santo, ho più cose in comune con questi musi gialli che con quei depravati della mia famiglia».
Devo ammettere che Gran Torino non mi ha emozionato tanto quanto Million Dollar Baby, ma si tratta pur sempre di un gran bel film. Sicuramente da vedere, per riflettere sulla natura umana, sulla difficoltà degli anziani a relazionarsi con coloro che percepiscono come "diversi" e con le nuove generazioni... e su tante altre cose, perché no.
Ah, a differenza di ciò che pensavano i miei, il titolo non fa riferimento alla leggendaria squadra di calcio nostrana, ma al bene più prezioso posseduto da Kowalski: una vecchia automobile della Ford.

lunedì 10 agosto 2009

Un barcamp in spiaggia

La giornata di ieri l'ho trascorsa, come preannunciato, presso il Lido Venus di Francavilla per il BeachCamp 2009 organizzato da Stefano Mainardi. È stata davvero una bella giornata: non sono mai troppo frequenti le occasioni come questa per socializzare e passare dalla dimensione virtuale a quella reale della blogosfera, rivedendo vecchi amici e conoscendo gente nuova. A proposito, un caro saluto a tutti! :-D
Il pranzo, gustoso e genuino, è stato gentilmente offerto dall'azienda agricola molisana Parco dei Buoi; dopo mangiato, Francesco Travaglini e Michele Vitale ci hanno illustrato il loro approccio aziendale. A cena invece è stata la volta di una bella grigliata in spiaggia: carne a volontà... e finalmente ho potuto porre fine a una prolungata astinenza da arrosticini! :-)
L'unico vero e proprio talk della giornata si intitolava «Al di là del cielo... Guardando oltre le stelle»: in poco più di un'ora, Maury ha spiegato in maniera semplice ma esauriente molti segreti dell'universo, a partire dal Sole fino a Nettuno e i pianeti nani (lo sapevi, no, che Plutone è stato declassato?)... e oltre. Fra le altre cose Maurizio ha fatto notare un concetto forse ovvio, ma che magari non siamo abituati a vedere in questi termini: il nostro pianeta va preservato non tanto per il suo bene (dal momento che è in grado di "ripulirsi" in un tempo trascurabile rispetto all'età dell'universo), ma per il bene dell'umanità e di tutte le altre forme di vita che esso ospita. A proposito, ne approfitto per segnalare la community ecologista You4Planet, destinata ad accogliere chi si prefigge di «salvare il mondo un pezzetto al giorno» discutendo su sistemi di sviluppo sostenibile.
Maurizio ha poi sottolineato l'importanza di fare ricerca, portando avanti anche progetti che non mostrano un'applicabilità immediata ma che potrebbero rivelare notevoli potenzialità a medio e lungo termine: gli esempi in tal senso non mancano di certo. Le slide della presentazione saranno scaricabili al più presto dal blog di Maury [UPDATE: eccole qui!], e più in là dovrebbe essere disponibile anche la trascrizione del suo intervento.
Purtroppo ho dovuto declinare l'invito a partecipare alla serata di stasera, nell'ambito della rassegna Chieti d'Autore in programma per l'appunto a Chieti: siccome le ferie sono ormai solo un ricordo, non mi pareva il caso di cominciare la settimana lavorativa con un debito di sonno... :-/

venerdì 7 agosto 2009

Il valzer delle poltrone

Piccolo riepilogo, a beneficio di chi (come me) si sentisse un po' spaesato dai recenti cambi della guardia ai vertici dei media che fanno riferimento a Berlusconi.
  • La direzione di Panorama passa da Maurizio Belpietro a Giorgio Mulé.
  • La direzione di Studio Aperto passa da Giorgio Mulé a Mario Giordano.
  • La direzione de Il Giornale passa da Mario Giordano a Vittorio Feltri.
  • La direzione di Libero passa da Vittorio Feltri a Maurizio Belpietro.
Messa diversamente...
  • Maurizio Belpietro passa da Panorama a Libero.
  • Vittorio Feltri passa da Libero a Il Giornale.
  • Mario Giordano passa da Il Giornale a Studio Aperto.
  • Giorgio Mulé passa da Studio Aperto a Panorama.
Il cerchio si chiude, insomma. Non è ammirevole, la metodicità con cui si susseguono questi avvicendamenti? ;-)
(Sembrerebbe che l'unico dipendente del premier a non aver trovato un sostituto sia stato Alfonso Signorini, il quale assumendo la guida di TV Sorrisi e Canzoni ha conservato quella di Chi. Si è detto che a motivare l'allontanamento del precedente direttore del settimanale più letto d'Italia, Umberto Brindani, sono state le vendite insoddisfacenti... ma io non ci crederei troppo! Da qualche mese, oltretutto, quelli di Sorrisi stanno vendendo una copia in meno: qua in famiglia abbiamo deciso di farne senza, ponendo fine a una fedeltà pluridecennale, perché non ci piaceva la piega che stava prendendo...)

Domani arriverà lo stesso

Il manifesto scelto da Pier Luigi Bersani per la campagna in vista delle primarie del Partito Democratico sembra quasi fatto apposta per stuzzicare la creatività di chi lo osserva... non foss'altro perché il testo di Un senso di Vasco Rossi, musicista prediletto dal parlamentare "piddino", prosegue con la frase «anche se questa storia un senso non ce l'ha»! ;-)
Il sempre geniale Paul the Wine Guy ha colto l'occasione per creare un ennesimo generatore ad hoc, dopo quello per i cartelloni dell'UDC. Io ho provato a utilizzarlo prendendo spunto dal repertorio del Blasco... ma nessuna delle idee che mi sono venute, da «C'è chi dice no» a «Siamo soli», mi convinceva un granché. Ho quindi preferito ripiegare su uno splendido brano composto dal cantautore romagnolo omonimo del candidato in questione, Samuele Bersani: oltretutto, a leggerlo bene, il testo di Giudizi universali offre un sacco di altri spunti validi da dare in pasto al generatore di PTWG! :-) Ho scartato il verso «Potrei ma non voglio fidarmi di te» perché mi sembrava un po' troppo graffiante... ma in effetti pure quello che ho scelto (e che deve essermi stato suggerito a livello più o meno inconscio da Wittgenstein) non scherza mica!

mercoledì 5 agosto 2009

L'estate non sta finendo!

Pur essendo tornata dalle vacanze ormai tre giorni fa, sto facendo fatica a riabituarmi ai ritmi cittadini, malgrado mi sia dovuta ben presto rituffare nella consueta quotidianità. Sono reduce da una settimana di black out internettiano: pur essendomi portata dietro il netbook, ho preferito non usufruire del wireless dell'hotel poiché desideravo staccare il più possibile dalle solite attività (e non perché la connessione costava 6 euro all'ora... questo l'ho scoperto soltanto dopo! ;-)). Quando ho riaperto il blog al mio ritorno, ho trovato svariati commenti ad un paio di miei post risalenti a due anni fa, e ciò mi ha suscitato una vaga sensazione di straniamento temporale... :-S
Al più presto conto di buttare giù qualche impressione sulla settimana di relax che ho trascorso in Alto Adige (non come l'estate scorsa, quando, a dispetto dei miei propositi, alla fine non scrissi nulla sulla mia crociera!). Tanto per cominciare, penso che caricherò su Flickr una selezione delle fotografie che ho scattato compulsivamente un po' dappertutto, perché vedevo una potenziale "inquadratura da cartolina" ovunque posassi lo sguardo. Eh sì... a differenza dell'anno scorso :-(, quest'anno ce l'ho fatta, a riportare a casa la fotocamera!
Le mie ferie estive purtroppo sono ormai terminate... ma, nonostante il temporale che si è abbattuto quest'oggi sulla costa, l'estate è ancora ben lontana dalla conclusione. Non a caso saranno le nostre spiagge ad accogliere un evento imperdibile per i blogger e gli internauti abruzzesi e non: il BeachCamp 2009, il secondo BarCamp in costume da bagno, che si svolgerà sabato 8 agosto presso il Lido Venus di Francavilla al Mare. Io ho in programma di andarci, e tu? Dai, se capiti da queste parti, non puoi mancare! :-D