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venerdì 24 luglio 2009

Progetto Prometeo

In questo momento dovrei essere impegnata nei preparativi per la partenza di domani... ma non potevo fare a meno di dedicare qualche minuto alla stesura di un post sul Progetto Nazionale Prometeo, del quale sono appena venuta a conoscenza tramite e-mail. Il Progetto, sotto la direzione del dottor Massimo Citro, si batte per ritornare al libero accesso universitario come premessa indispensabile per un'università meritocratica; l'istituzione del numero chiuso, a suo tempo presentata come opportunità di miglioramento del livello dell'università, si è rivelata una forma di esclusione inaccettabile perché la selezione – in una comunità educativa – si sviluppa all'interno del corso di studi. Prometeo è un progetto ampio che comprende sia una riforma seria della scuola sia la ferma richiesta di adeguare i finanziamenti all'Università e alla Ricerca, per tornare a Università aperte che dispensano cultura, non più inaccessibili roccaforti a numero chiuso. L'obiettivo è unire in un fronte apartitico e determinato docenti, studenti, genitori e cittadini di buon senso che respingano l'idea di un oscurantismo culturale e credano ancora che un Paese che non stanzia fondi per lo studio, la cultura e la ricerca sia un Paese morto. Le finalità del Progetto sono appoggiate da grandi personaggi della cultura italiana e non solo, fra i quali tre Premi Nobel: Rita Levi-Montalcini, Dario Fo e Louis J. Ignarro. Sul sito del Progetto Prometeo è possibile consultare moltissimo materiale interessante.

giovedì 23 luglio 2009

Arancini & co.

Era questo che volevi arritrovare? si spiò mentre percorreva l'autostrata Enna-Catania a passo d'omo, facenno nesciri pazzi tutti i disgraziati automobilisti che stavano percorrenno la stissa strata sò. Pensi che taliare quei monti a distanza, respirari quell'aria a distanza, possano ridarti l'ingenuità, il candore, l'entusiasmo dei tuoi primi anni in polizia? Ma via, cerca d'essiri serio, commissario, fatti pirsuaso che quello che hai perso è perso per sempri. Accelerò di colpo, si lassò il paesaggio alle spalle. La Catania-Messina non era troppo traficata, tanto che s'attrovò a 'mbarcarsi supra al traghetto che era mezzojorno e mezza. Da Vigàta a Messina, dato che era partuto alle setti, ci aviva messo cinco ore e mezza. Uno come Fazio, guidanno normalmenti, ci avrebbi 'mpiegato dù ore di meno. Appena il ferribotto, passata la statua della Madonna che dallo stremo del porto agurava a tutti filicità e salute, accomenzò a ballari pirchì c'era tanticchia di mari, a Montalbano l'ariata salina gli fici smorcare un pititto bestiale. La sira avanti non aviva potuto mangiari nenti. Acchianò di cursa 'na scaliceddra che portava al bar. Supra al bancone c'era 'na muntagneddra di arancini càvudi càvudi. Ne accattò dù alla cassa e niscì supra il ponte a mangiarisilli. Attaccò il primo, con un muzzicuni lo ridusse alla mità e di questa mità ne agliuttì 'na bona quantità. Di subito si rese conto del grave errore. Come facivano a chiamare arancini quelle palle di riso fritto in un oglio centenario che assimigliavano a supplì fatti e cotti da un cuoco in preda a violente allucinazioni? E quant'era acitisco il suco di carni! Sputò in mari il resto dell'arancino che aviva ancora nella vucca e fici fari la stissa fine all'arancino 'ntero e a quello mangiato a mità. Tornò al bar, si vippi una birra per livarisi il sapore tinto dalla vucca. Mentre stava facenno scinniri la machina dal ferribotto, quel tanticchia d'arancino fituso e la birra gli acchianarono di colpo nel cannarozzo. Il bruciore dell'acidità fu tali che, senza manco rendersene conto, sterzò. E s'attrovò supra alla passerella completamente di traverso, con il muso della machina verso il mari.
Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio, pag. 204
Perché questa citazione? Beh, per introdurre il reportage gastronomico (uh, che parole grosse! :-)) del mio viaggio in Sicilia di due mesi fa; meglio tardi che mai, visto che fra due giorni riparto per le agognate vacanze... :-D
Ebbene sì, nel corso del viaggio di andata verso la Sicilia ho voluto provare uno di questi famosi arancini di riso serviti sul traghetto Villa San Giovanni-Messina. Suvvia, non era poi così male, sicuramente migliore di come lo descrive il Sommo... anche se ho notato che aveva più o meno lo stesso peso specifico del marmo! ;-) Decisamente più buono, comunque, l'arancino che ho gustato la sera prima di partire, assieme ad altre prelibatezze come la focaccia, le mozzarelle in carrozza e i pitoni: se capiti a Messina, ti consiglio vivamente di fare un salto nella Rosticceria Famulari.
Un'altra specialità locale che ho avuto modo di assaggiare sono le braciole messinesi: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di gustosissimi involtini preparati con carne di manzo particolarmente tenera e sottile.
Sul fronte dei dolciumi... beh, rimpiango solo di aver esercitato più del dovuto la mia forza di volontà, resistendo fin troppo alle favolose ghiottonerie che vedevo esposte in pasticceria (cioccolata a profusione!). Ho comunque voluto provare la brioche con granita al caffè ricoperta di panna: essendo abituata al classico cappuccino fumante, ero un po' scettica sul fatto di iniziare la giornata con qualcosa di freddo... ma mi sono subito dovuta ricredere. È eccezionale la sinfonia di sapori che si sprigiona inzuppando la brioche "col tuppo" nella granita! :-P Così come Samuele Bersani cantava di un «progetto di esportare la piadina romagnola», io ho persino accarezzato per qualche secondo il sogno di aprire una graniteria a Pescara (sperando che non facesse la stessa fine della pinoleria "del zio" di Pieraccioni ne Il pesce innamorato! :-)). Come dici, che ormai la granita (che non è un sinonimo di grattachecca, l'ho appena scoperto) si trova dappertutto? Sì, ma non è mica la "vera" granita siciliana... con buona pace del signor Granigel!
Una curiosità: i primi due giorni vedevo dappertutto insegne con la scritta Pasticceria Panaria... e pensavo «Ah però, questo signor Panaria ha messo su una gran bella catena di negozi!». Soltanto dopo ho realizzato che panario è un aggettivo... :-)
Sul pesce che ho gustato a Messina e dintorni non ho molto da dire, se non che era all'altezza delle mie aspettative. In questa circostanza ho scoperto un nuovo termine ittico: franceschini, che sarebbero dei piccoli calamaretti. Io li ho mangiati fritti... ma a quanto pare sono ottimi anche come condimento per gli spaghetti.

Shopping a colpo sicuro

L'aspetto che mi affascina maggiormente di Internet, e dell'informatica in generale, non è tanto il fatto che abbiano permesso di raggiungere obiettivi altrimenti irrealizzabili, quanto la capacità di semplificare notevolmente le nostre normali incombenze quotidiane rispetto alla modalità tradizionale.
Da qualche tempo uso con soddisfazione due prodotti erboristici, uno di Aboca e uno dell'Erbolario... ma ultimamente non riuscivo più a reperirli presso i rivenditori abituali. Allora cosa ho fatto? Tramite i rispettivi siti ho stampato gli elenchi dei punti vendita che propongono i prodotti dell'una e dell'altra azienda, e a occhio ho "determinato l'intersezione dei due insiemi", individuando un negozio in centro dove ho finalmente trovato entrambi gli articoli che cercavo. Senza la Rete la mia ricerca sarebbe stata più lunga, meno mirata e forse anche meno proficua...

mercoledì 22 luglio 2009

Fascino resistibile

Dopo aver visto quale personaggio campeggiava sulla copertina del numero 28 di Vanity Fair (quella qui accanto è la versione americana, suppongo, ma la foto è la stessa), ho avuto la certezza che, la settimana successiva, la rubrica La vostra posta avrebbe ospitato missive inviate da lettrici in visibilio. E infatti...
Annalisa scrive «Caro Direttore, non si mette Johnny Depp in copertina senza almeno un mese di preavviso. Voleva uccidermi, vero?», mentre Matilde domanda «Comunica a Johnny che con lui, sull'Isola che non c'è, ci vado anche a nuoto?». Se fossi in loro non sottovaluterei la grinta di Vanessa Paradis, compagna dell'attore a suo tempo nominato da Selvaggia Lucarelli «l'uomo più bello del mondo»... ma se non altro non dovranno preoccuparsi che io possa far loro concorrenza! ;-) Già, perché a me Johnny Dipp, o Johnny Daip, o Johnny D. (by Elio e le Storie Tese) dice poco o niente, e pure l'articolo che Vanity Fair gli ha dedicato era talmente interessante... che non ho neppure finito di leggerlo. :-) Trovo assai più affascinante Hugh Jackman... giusto per non citare il solito George Clooney!
(Ah, prevedo che per le fan di Johnny Depp sarà uno shock constatare come si è conciato per girare Alice nel Paese delle Meraviglie con la regia di Tim Burton :-O)

martedì 21 luglio 2009

That's one small step for a man, one giant leap for mankind

Saprai sicuramente che oggi ricorre il quarantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna... a meno che tu non abbia trascorso gli ultimi giorni sull'unico satellite naturale del nostro pianeta, appunto! ;-) Purtroppo la "festeggiata" per l'occasione non ci sta affatto degnando del suo massimo splendore, visto che si approssima la fase di luna nuova.
Ho pensato di commemorare l'evento in maniera sui generis, postando gli ultimi versi del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi. È il canto che comincia così, «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai/Silenziosa luna?», hai presente?
Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale.
E dopo questa iniezione di ottimismo, ti auguro la buona notte! :-)

domenica 19 luglio 2009

Finale aperto

Alla vigilia dell'uscita in sala di ciascun film della saga di Harry Potter, sono solita riprendere in mano il romanzo corrispondente: ecco perché nei giorni scorsi ho riletto Harry Potter e il principe mezzosangue. Trovo particolarmente intensa la conclusione del capitolo 23...
Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l'essere trascinato nell'arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell'arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch'io, pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio, e lo sapevano i miei genitori – che c'era tutta la differenza del mondo.
[In via del tutto eccezionale, di queste righe sono in grado di fornirtene pure la versione originale... già, perché nell'estate del 2005, non riuscendo a resistere alla curiosità, ordinai Harry Potter and the Half-Blood Prince per poi finirlo, se ben ricordo, in dieci-quindici giorni. Un'esperienza molto istruttiva... ma, se ho scelto di non ripeterla in occasione dell'uscita di Harry Potter and the Deathly Hallows, qualcosa vorrà pur dire! ;-)
But he understood at last what Dumbledore had been trying to tell him. It was, he thought, the difference between being dragged into the arena to face a battle to the death and walking into the arena with your head held high. Some people, perhaps, would say that there was little to choose between the two ways, but Dumbledore knew – and so do I, thought Harry, with a rush of fierce pride, and so did my parents – that there was all the difference in the world.]
Ebbene, l'altroieri sono andata al cinema a vedere il film all'indomani dell'uscita... e devo ammettere che l'ho trovato piuttosto deludente, ma non perché mi abbia lasciata interdetta il «finale aperto e incompiuto», come si legge qui. Se le persone che hanno assistito all'anteprima stampa conoscessero davvero la saga, saprebbero che il finale aperto è un elemento essenziale a questo punto della vicenda. Sarebbe come affidare il compito di recensire un film "singolo" (non il capitolo di una saga, per intenderci) a uno spettatore che è entrato in sala dopo l'intervallo e ne è uscito prima della fine...
Dicevo, se il film tratto da Harry Potter e il principe mezzosangue mi ha delusa, è perché il finale manca completamente del pathos che mi aspettavo. Conoscendo la trama, prevedevo che sarei uscita dalla sala con le lacrime agli occhi... e invece niente affatto. Anche la parte romantica della storia è stata trattata in maniera poco appassionante: per dire, alle schermaglie amorose tra Harry e Ginny è stata attribuita un'importanza relativamente inferiore rispetto al flirt tra Lavanda e Ron (al quale va comunque il "premio simpatia" :-)). Ma soprattutto, mentre guardavo il film, una fastidiosa vocina nella mia testa non faceva che ripetere «Nel libro non era così!»... anche se in fondo il succo della storia è stato preservato. Certo, dover condensare seicento pagine di romanzo in "appena" due ore e mezza di film impone di sfrondare qualcosina qua e là. Ecco perché la produzione ha deciso di suddividere in due episodi l'ultimo capitolo, Harry Potter e i doni della morte, nel quale troveranno risposta tutti gli interrogativi sorti nel corso della vicenda... o meglio, quasi tutti! (A dire il vero, già alcune delle spiegazioni emerse nel corso del Principe mezzosangue risultano un tantino stiracchiate...)
Dopo aver visto il trailer, immaginavo che il film sarebbe stato decisamente più "dark" dei precedenti... e invece mi sa che non c'è alcuna vera controindicazione alla sua visione anche da parte di ragazzini under 10. Per buona parte delle prime due ore, anzi, il film è piuttosto gustoso, perché mostra il lato babban... ehm, umano dei giovani protagonisti! :-D Persino Chiara Strazzulla, nuovo talento in erba del fantasy italiano nonché un vero e proprio mostro (nel senso buono del termine! ;-)), trova divertente la saga dedicata al maghetto.
E che dire dei sorprendenti effetti speciali disseminati per tutto il film... dalle meraviglie esposte nel negozio dei gemelli Weasley alle magiche fotografie animate, dagli spettacolari incontri di Quidditch alla scena in cui il professor Silente riordina una casa disastrata semplicemente usando la bacchetta?
[Avviso-spoiler per i deboli di cuore: il momento più impressionante della pellicola non sono le apparizioni di un Draco Malfoy ossigenato in maniera inquietante, ;-) ma la scena in cui Harry tuffa nel lago la coppa per riempirla d'acqua!]

venerdì 17 luglio 2009

Magie tricolori

Nelle ultime settimane in Rete si è discusso parecchio a proposito della campagna promossa dal governo italiano per rilanciare il turismo nel Belpaese. Il primo bersaglio delle critiche è stato il nuovo logo, che non sarà brutto come il famigerato cetriolo o come l'anglofilo Magic Italy... ma a me personalmente non piace affatto, a cominciare dal font scelto (Times New Roman o Bodoni che sia).
Adesso che, al termine di una lunga nonché incredibilmente costosa "pausa di riflessione", il portale Italia.it è finalmente tornato online, al centro dell'attenzione ci è finito il messaggio di benvenuto firmato dal premier Silvio Berlusconi (ma, come osserva Rudy, non sarebbe stato più opportuno che in home page figurasse il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano?). I navigatori si sbizzarriscono a commentarlo... oppure si limitano a riportarlo così com'è, ché tanto si commenta da solo, forse! ;-)
L'Italia è il Paese del cielo, del sole, del mare. Un Paese magico, capace di incantare e di conquistare il cuore non solo di chi ci vive, ma anche di chi lo visita, di chi lo scopre per la prima volta. Un Paese che regala emozioni profonde attraverso i suoi paesaggi, le sue città, i suoi tesori d'arte, i suoi sapori, la sua musica. Un viaggio in Italia, per noi italiani e per chiunque arrivi da ogni parte del mondo, è un viaggio nell'arte e nel bello. L'Italia è magica. Scopritela. Nascerà un grande amore.
Provando a navigare nel sito, altri contenuti possono riservare qualche sorpresa: attualmente, per esempio, la cartina che compare nella pagina dedicata alla Basilicata mostra la regione lucana al posto della Campania. Vedere per credere...


(Thanks to Rick! :-))

L'importanza dell'accessibilità

Giorni fa camu ha annunciato di aver conseguito un obiettivo del quale andava giustamente fiero: la conformità del suo blog, secondo i validatori automatici, alle varie norme sull'accessibilità ha raggiunto il 100%... con sommo gaudio da parte dello spiritello talebano che lo accompagna, immagino! ;-)
Per chi non lo sapesse, in ambito informatico l'accessibilità è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa di essere fruibile con facilità da una qualsiasi tipologia d'utente, con particolare riguardo alle persone affette da disabilità. Per approfondire la questione si può consultare il sito della WAI (Web Accessibility Initiative), e in particolare le linee guida sul contenuto Web e sui fogli di stile (in inglese, perché purtroppo non è ancora disponibile la traduzione ufficiale in lingua italiana).
Pure io ho voluto testare mediante il FAE (Functional Accessibility Evaluator) le caratteristiche di accessibilità di questo blog... con risultati, ahimè, non altrettanto buoni. Ecco la prima parte del report.

Varrà la pena di appurare se c'è qualcosa che io possa fare per migliorare la situazione anche rimanendo in "casa Splinder"... in modo da dare nel mio piccolo il buon esempio, se non altro! :-)

mercoledì 15 luglio 2009

Notizie non proprio freschissime

Allora, andando con ordine...
L'8 maggio scorso Daria Bignardi ha annunciato gli ospiti della puntata de L'era glaciale in programma quella sera in seconda serata su Raidue; erano previsti pure Beatrice Borromeo e il vignettista satirico Vauro, i quali avrebbero dovuto presentare il loro libro in uscita, intitolato Italia Anno Zero... ma chi ha seguito la trasmissione non ne ha visto neanche l'ombra. Il perché l'ha spiegato la stessa giornalista, il giorno dopo sempre sul suo blog e successivamente nella rubrica che tiene sul settimanale Vanity Fair: il direttore di rete Antonio Marano aveva deciso di tagliare l'intervista, in quanto essa violava pesantemente le norme sulla par condicio. Pare infatti che i due ospiti di sinistra ci fossero andati giù pesantucci con il premier, in assenza di un vero e proprio contraddittorio (mentre invece l'intervista al ministro leghista Luca Zaia, andata in onda quella sera stessa, risultava perfettamente in regola con la par condicio... mah, che strana legge! :-S). Daria comunque ha assicurato: «Appena la par condicio sarà finita, l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo potrà essere trasmessa integralmente».
L'ultima puntata de L'era glaciale aveva come ospiti «il nuovo direttore de La Stampa Mario Calabresi, lo scrittore-manager Massimo Lolli, il velista Vittorio Malingri e il musicista Morgan», ed è andata in onda il 12 giugno. In quel momento si doveva ancora votare per i referendum elettorali e gli eventuali ballottaggi, e quindi il periodo di par condicio non era affatto terminato: ecco perché non è stato possibile inserire in scaletta l'intervista tagliata. Ma a Marco Travaglio dev'essere sfuggito qualcosa: infatti, a conclusione di un suo articolo, ha scritto questo «Ps. Un mese fa, con la scusa della par condicio, Daria Bignardi tagliò l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era glaciale: infatti, nell’ultima puntata, ha intervistato il giornalista Calabresi, il cantante Morgan, il velista Malingri e lo scrittore Lolli. Vergogniamoci per lei». A questo punto è sceso in campo Luca Sofri, che della Bignardi è il consorte, dedicando al collega, anzi allo «pseudogiornalista», un post piuttosto graffiante. Travaglio non ha mancato di controbattere, anche se forse avrebbe fatto meglio a lasciar perdere, almeno dal mio punto di vista: dopo questa vicenda, la mia stima di sempre nei suoi confronti ha decisamente vacillato.
Tutta questa premessa per dire che stasera a mezzanotte e un quarto tre quarti andrà finalmente in onda la "pietra dello scandalo": da quando è stata registrata, sono successe così tante cose che ormai quell'intervista si può considerare irrimediabilmente superata... ma varrà comunque la pena di programmare il videoregistratore per guardarsela. E già, non posso mica andare a nanna così tardi! :-)

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero


Il 14 luglio questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.

Rumoroso silenzio

Ho deciso di partecipare allo sciopero dei blog indetto per domani 14 luglio 2009 in nome del diritto alla Rete. Per chi non lo sapesse, è in corso l'iter parlamentare del cosiddetto decreto Alfano, il cui esame al Senato è slittato a settembre. Tale disegno di legge, se approvato nella forma attuale, imporrebbe a tutti i blog, compresi quelli amatoriali, l'obbligo di rettifica, causando di fatto la fine della blogosfera così come la conosciamo: un mezzo alternativo a quelli tradizionali per condividere opinioni e, perché no, informazioni. Se vuoi saperne di più, oltre a guardare il videoappello di Guido Scorza...

[UPDATE: «Questo video è stato rimosso dall'utente. Siamo spiacenti». Mah... :-/]

... e il videospot della manifestazione in programma alle 19 di domani in Piazza Navona a Roma...


... puoi visitare il blog ufficiale.
Nei giorni scorsi in Rete si è discusso parecchio di questa giornata di rumoroso silenzio: alcuni sono in totale disaccordo con l'iniziativa, altri ne condividono il fine però non i mezzi... ma moltissimi hanno deciso di accogliere positivamente l'appello dei promotori Alessandro Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza. Alla fine pure io, nel mio infinitamente piccolo (altro che Luca Sofri! ;-)), ho deciso di aderire.
Non sono così ingenua da aspettarmi che questa mobilitazione di per sé possa smuovere di un millimetro i nostri politici dalle loro posizioni, e devo ammettere che il tanto criticato punto di vista espresso dal giornalista Filippo Facci non è privo di fondamento. Ma che il primo sciopero nella storia della Rete possa servire a sensibilizzare gli utenti di internet... questo sì, lo spero proprio: a volte il silenzio fa più rumore di mille parole. Dopo aver preparato per così dire il terreno, ci sarà sempre tempo di alzare la voce... ovviamente nel rispetto delle leggi vigenti, alle quali i blogger sono già soggetti senza bisogno di norme ancora più restrittive. Come ha osservato Maury, «i nostri politici non l'hanno ancora capito, ma non è una cosa molto semplice bloccare internet. Rendergli la vita un po' complicata forse sì, ma bloccarlo (e/o censurarlo) è una cosa quasi completamente fuori dalla loro portata».

sabato 11 luglio 2009

La nuvoletta dell'impiegato

Ieri pomeriggio mi sono decisa a tornare in spiaggia (passeggiate escluse) per la prima volta dall'estate del 2005: qualcosa di inusuale, per una che abita da sempre in una città di mare! :-) Secondo una diffusa forma di superstizione, quando qualcuno fa qualcosa di insolito, viene accusato di voler far piovere... e neanche a farlo apposta le condizioni meteo, incerte fin dalla mattinata, sono ulteriormente peggiorate verso la metà del pomeriggio, costringendoci a tornare a casa in previsione del temporale, che nel giro di pochissimo tempo si è puntualmente verificato. Ma io non c'entro niente, eh? Pure lo scorso fine settimana su Pescara si era abbattuto il nubifragio, e io non ci avevo neanche pensato, ad andare al mare! ;-)
Suvvia, alzi la mano chi, dopo una faticosa settimana di lavoro o di studio, non ha mai visto andare a monte i suoi programmi di trascorrere il tempo libero al mare (monte-mare... bellissimo calembour, ah ah ah! ;-)) perché proprio nel week-end il tempo atmosferico aveva deciso di volgere al brutto, a mo' di nuvola di Fantozzi. Beh, tempo fa avevo letto da qualche parte che gli studiosi ipotizzavano una spiegazione scientifica di tale spiacevole fenomeno... e oggi ho deciso di indagare, risalendo a questo articolo (ma vale la pena di leggere pure questa spiegazione). Certo, è una ben magra consolazione, per chi si vede rovinare le ferie dal maltempo!

Libero... di nome!

Quelli di Libero sembrano proprio disposti a tutto pur di accorrere in difesa del premier...
Dapprima hanno sbattuto in prima pagina alcune foto di scena a seno nudo vecchie di trent'anni della (ormai quasi ex) signora Berlusconi corredate dal titolo «Veronica velina ingrata»... come se pure lei, al pari delle varie Mare Carfagna e Barbare Matera, avesse compiuto il grande salto dal mondo dello spettacolo verso incarichi istituzionali di notevole prestigio e responsabilità senza un minimo di gavetta politica.
Poi è sceso in campo il direttore Vittorio Feltri in persona, disposto a contraddire le vanterie del premier stesso pur di smontare le accuse a sfondo sessuale rivoltegli. Peccato (per Feltri, ovviamente) che una perorazione tanto sentita sia stata a sua volta smontata da Massimo Mantellini, al quale è bastato fare una ricerchina su Google.
Oggi Metilparaben ha inaugurato la nuova rubrica Il peggio del peggio quotidiano (ovvero l'Oscar all'informazione più becera) con la prima pagina di Libero che puoi vedere qui accanto. Nella foto, sovrastata dal titolone «Obama come Silvio» e più in piccolo la scritta «Così fan tutti», il presidente americano Barack Obama pare inebetito dalla visione del posteriore di una fanciulla, la sedicenne brasiliana Mayara Tavares. In realtà, guardando il filmato, si nota che semmai è stato Sarkozy a lanciare le occhiate più "birichine", alla faccia di Carlà, mentre nell'atteggiamento di Obama non c'era proprio nulla di sconveniente. Ammesso e non concesso, come fa notare Rudy nel suo commento al post di Rick, che ci sia qualcosa di male se un uomo mostra ammirazione per la bellezza femminile (a proposito, Gad Lerner ipotizza che il Tg5 abbia superato il Tg1 grazie alla sculettante showgirl Belen Rodriguez che fa da traino). È quando si passa, per così dire, alle vie di fatto che possono sorgere i problemi... ;-)
(Se stai pensando che Repubblica usa gli stessi metodi di Libero, anche se con finalità opposte... beh, mi permetto di obiettare che tutt'al più al quotidiano romano si può rimproverare di attribuire a certe notizie un peso maggiore di quello che meritano, non di interpretare i fatti in maniera arbitraria)

Fine di un'epoca

Ieri mi è arrivato per posta elettronica un avviso da Yahoo! Italia per informarmi che GeoCities, il noto servizio per la creazione di siti Web gratuiti, verrà chiuso il 26 ottobre prossimo, perché «abbiamo deciso di concentrarci su come aiutare i nostri clienti a esplorare e creare relazioni online in altri modi». A partire da quel fatidico giorno, il sito GeoCities non verrà più visualizzato sul Web e non sarà più possibile avere accesso al proprio account e ai propri file GeoCities, che verranno eliminati dai server e non saranno più recuperabili; per questo gli utenti sono invitati a scaricare in tempo utile sul loro computer i file e le immagini pubblicate che eventualmente desiderassero conservare.
Una decina d'anni fa, quando il concetto di blog era ancora sconosciuto ai più, GeoCities andava per la maggiore... tanto che all'epoca pure io volli crearmi un mio spazio, nel "quartiere" Bistro di Paris (oggi come oggi non ricordo affatto le ragioni che mi indussero a scegliere quell'indirizzo). Caricai una home page piuttosto spartana, con testo nero (scritto in Calisto MT, ché avevo già sviluppato una certa idiosincrasia per il Times New Roman... non sono mica la sola, ma qualcuno si chiede se sia una cosa normale! ;-)) su sfondo azzurro. In poche righe comunicavo agli eventuali visitatori che il sito era ancora in costruzione, invitandoli a ripassare dopo un po' di tempo; assicuravo che al loro ritorno avrebbero trovato «il sito più eterogeneo, illogico, creativo e originale che abbiate mai visto! Beh, ho un po' esagerato... Questo sarà semplicemente il più bel sito che io abbia mai realizzato! (Anche perché è il primo)». In fondo alla pagina, la scritta «Ultimo aggiornamento: sabato 10 ottobre 1998». Hai voglia a ripassare... :-/
Non ho mai portato a termine (imparando in compenso le basi del linguaggio HTML, che incredibilmente resiste ancora) la lavorazione delle pagine che intendevo pubblicare; di queste, alcune hanno alfine "visto la luce" sul blog che stai leggendo, mentre altre (liste di link, enigmi e quiz logico-matematici, testi umoristici, materiale sul mio telefilm preferito conclusosi ormai cinque anni fa e che ha casualmente ispirato il titolo di questo post) sono rimaste confinate nel mio hard disk. Fatto sta che a un certo punto, non so esattamente quando (e la Wayback Machine non mi è di nessun aiuto in tal senso), sono stata "sfrattata" senza il minimo preavviso dalla mia "casetta" su GeoCities: adesso il mio vecchio indirizzo, che conservo per ricordo tra i Segnalibri del mio browser, conduce a un laconico «Sorry, the page you requested was not found».
Non sono certamente stata un'utente modello di Yahoo! GeoCities, e devo ammettere che i blog sono uno strumento assai più comodo e immediato per raggiungere all'incirca gli stessi obiettivi di comunicazione che un tempo associavo ai siti personali; ciononostante, pensare che fra pochi mesi quella gloriosa community cesserà di esistere mi riempie di malinconia. Sono una sentimentalona, lo so... :-)

giovedì 9 luglio 2009

We were the champions!

Considerando la situazione attuale del calcio italiano, sembra impossibile che siano trascorsi "soltanto" tre anni da quel 9 luglio 2006 in cui gli azzurri sconfissero la nazionale francese a Berlino conquistando il titolo di campioni del mondo. Io a quella partita assistetti trepidante davanti a un maxischermo assieme a decine di persone... e alla fine, nell'esaltazione generale, ero lì a gridare con tutto il fiato che avevo in corpo «Campioni del mondo!!! Caaampioni del mooooondooooooo!!!!!»; per fortuna c'era troppa confusione perché qualcuno badasse a me... :-D
L'episodio più tristemente memorabile di quella partita rimane la famosa capocciata assestata a Marco Materazzi dal capitano transalpino Zinédine Zidane, il quale ha concluso una carriera straordinaria nel peggiore dei modi. Anche se il nostro difensore, tenendo fede alla propria nomea di essere "un tantino" attaccabrighe, non è stato certo un signore, ho sempre reputato spropositata e animalesca la reazione del fuoriclasse francese. E giorni fa una notizia che ho letto ha fatto sì che Zidane perdesse ulteriori punti nella mia personale stima (praticamente è finito sottozero... ;-)); l'ho trovata pubblicata nel numero di giugno di Telethon Notizie, periodico indirizzato ai sostenitori del noto progetto di ricerca sulle malattie genetiche. La riporto qui di seguito, evidenziando i passaggi salienti (qualora dovessero esserci problemi di copyright, ma spero proprio di no, fatemi sapere).
La volta che Zidane...
Fino all'ultima edizione Susanna Agnelli si è impegnata con passione nella costruzione della maratona televisiva. Era lei che, spesso, pensava agli ospiti da invitare. E quando noi collaboratori non riuscivamo a contattarli o a convincerli era lei che alzava il telefono. Così è stato per Carla Bruni, o, qualche anno fa, per Fiorello, il maestro Muti e tanti altri. Eppure, tra i tanti eventi di cui la signora Agnelli poteva vantare il copyright ce n'è uno che è rimasto un sogno. Ma che vale la pena raccontare.
Era settembre del 2006, il ricordo della vittoria degli azzurri ai mondiali di calcio era ancora fresco. Come pure quello della famosa testata di Zidane a Materazzi. Da una delle prime riunioni di preparazione della maratona di dicembre viene fuori un'idea: «Perché non approfittiamo della maratona benefica per far fare pace ai due calciatori, in diretta tv?». In fondo, pensammo, Telethon è un'iniziativa italiana e francese. E poi, di fronte ad una missione così nobile come la ricerca sulle malattie genetiche, chi potrebbe dire di no?
Pochi minuti dopo eravamo al telefono con Susanna Agnelli. «Bellissima idea - commentò - Facciamolo». Non passò neanche un giorno e la presidente ci richiamò: «Ne ho parlato col mio amico Henry Kissinger, che si è offerto di far da paciere». Vedevamo già un evento di portata mondiale. I due protagonisti di una partita vista da miliardi di persone che si stringono la mano di fronte ad uno dei più influenti personaggi della politica mondiale del ventesimo secolo. Una notizia bomba, un fatto che avrebbe occupato le prime pagine dei giornali. E chissà quanti soldi avrebbe portato alla raccolta fondi.
Invece non se ne fece niente. Nonostante l'impegno di Susanna Agnelli, che oltre a Kissinger coinvolse Lippi, Moratti (il quale ottenne il sì di Materazzi), Deschamps, Platini e, pare, perfino il presidente francese, la cosa non andò in porto perché Zidane non ne aveva voglia. Così "la pace del secolo" è rimasta nel cassetto. Ma per fortuna Telethon non ne ha risentito più di tanto.

L'Abruzzo al centro del mondo

George, ma insomma... passi dalle mie parti in occasione del G8 e nemmeno mi avvisi con un po' di anticipo?! Quantomeno avrei cercato di organizzarmi per raggiungerti. Sono molto offesa, sappilo! :'-(
(Mi si perdonerà la facezia, dal momento che su questo blog ho accennato più volte alla mia assoluta ammirazione per il bel Clooney!)
Sempre parlando del G8, mi hanno lasciata abbastanza perplessa le dichiarazioni del ministro degli Esteri Franco Frattini a proposito delle polemiche innescate dalla stampa anglosassone: «Non accetto le critiche di chi dice che questo vertice è male organizzato o organizzato da altri. Io preferisco guardare al giudizio del presidente Obama piuttosto che ai titoli dei giornali». Che dire, viva la sincerità: pure io in linea di massima preferisco ricevere complimenti (sulla cui schiettezza mi riservo di interrogarmi in un secondo momento) piuttosto che critiche... ma avrei un certo pudore ad ammetterlo così apertamente davanti ai giornalisti! ;-) (senza peraltro provare a controbattere alle voci di dissenso con un minimo di argomentazioni in più)
Il primo ministro giapponese Taro Aso si è detto sconvolto dopo aver constatato di persona la devastazione provocata dal terremoto. Un commento simile, da parte del premier di un Paese altamente sismico ma in grado di sopportare senza conseguenze di rilievo scosse di intensità paragonabile a quella che ha messo in ginocchio L'Aquila, dovrebbe indurre i nostri amministratori ad un'approfondita riflessione.
Infine, per la serie «Trova l'intruso», ecco un'immagine tratta da Metilparaben.


Secondo Bleek, nessun giornalista avrebbe dovuto essere presente alla visita del presidente americano Barack Obama alle macerie de L'Aquila. (Se stai pensando che in effetti di giornalisti non ce n'era neanche uno... beh, mi dissocio! ;-))

Fra commedia e dramma

Promemoria: non sempre è bene fidarsi delle recensioni cinematografiche altrui... (Ma allora come li scelgo, i film da vedere? :-S)
Giorni fa, allettata da commenti del tipo «C'è da ridere fino alle lacrime», sono andata al cinema a vedere Una notte da leoni. Beh, in vita mia mi è capitato più volte di ridere, se non fino alle lacrime, almeno fino a sentirmi gli addominali indolenziti... ma non certo in questo caso, benché non possa negare che il film, nel suo genere basato su gag a volte un tantino grossolane, era divertente. E neppure particolarmente sciocco, bisogna ammetterlo. Se non altro, insegna che la droga può davvero fare brutti scherzi... ;-)
La trama: il giovane Doug va a Las Vegas insieme agli amici Phil e Stu e al futuro cognato Alan, per festeggiare un addio al celibato indimenticabile. Sta di fatto che, dopo una notte di follie, Alan, Stu e Phil si svegliano scoprendo che la lussuosa suite in cui alloggiano è completamente a soqquadro, nel bagno c'è una tigre e nell'armadio un lattante. Come lascia intuire il trailerÈ stata una notte memorabile... se solo riuscissero a ricordarsela»), i tre non ricordano assolutamente nulla della notte precedente... e, quel che è peggio, il futuro sposo non si trova da nessuna parte. Seguirà tutta una serie di frenetiche peripezie per ricostruire l'accaduto, in modo da riportare a casa Doug in tempo per il matrimonio. I protagonisti capiranno fino in fondo cosa è successo solamente dopo aver ritrovato la fotocamera e aver passato in rassegna le incredibili istantanee che contiene, e che pure gli spettatori avranno modo di vedere nel corso del titoli di coda: una ragione di più per rimanere in sala fino al termine della proiezione!
Ieri sera, invece, ho visto su Raidue If Only, descritto da svariati siti come una commedia sentimentale. Mai definizione fu più ingannevole: sulla scelta dell'aggettivo "sentimentale" non ho nulla da eccepire... ma, se davvero era una commedia, perché non mi sono ancora sbarazzata dell'indescrivibile malinconia che mi ha suscitato? :'-(
La trama (cercando di scongiurare l'elevato rischio di spoiler): Ian ha la pessima abitudine di dare la priorità agli impegni di lavoro anziché alla compagna Samantha. A un certo punto lei non ce la fa più, decide di lasciarlo e se ne va via a bordo di un taxi che subito dopo viene investito da un'altra auto, causando la morte della ragazza. Il tutto sotto gli occhi del fidanzato, che ne rimane inevitabilmente sconvolto. Il giorno dopo, però, al risveglio Ian trova accanto a sé Samantha viva e vegeta. Soltanto un brutto sogno? Beh, non proprio... Il ragazzo, essendosi reso conto di aver avuto una seconda chance, farà il possibile per non commettere di nuovo gli stessi errori e per esprimere senza reticenze i propri sentimenti alla donna che ama.
(In questo caso non ho trovato di meglio che una preview in lingua originale sottotitolata in francese... spero che anche per te sia comprensibile!)
Questo film trasmette un messaggio decisamente profondo, che non mi sembra fuori luogo ricollegare a questo post di Sara: non bisogna dare mai niente e nessuno per scontato, ma si deve cercare di vivere al meglio ogni istante del tempo che ci è concesso di trascorrere insieme alle persone che amiamo.

martedì 7 luglio 2009

Pari opportunità

Nei giorni scorsi i telegiornali Rai hanno parlato parecchio di una novità rivoluzionaria riguardante l'azienda di Viale Mazzini: l'esordio di Livio Beshir, il primo annunciatore maschio della televisione italiana, che per giunta ha la pelle nera (secondo Lord Lucas di Tvblog è questa l'unica espressione politicamente corretta... e io che pensavo che «di colore» si potesse dire, bah! :-S). L'assunzione del giovane è il frutto di una richiesta inoltrata dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna al direttore generale della Rai, per far rispettare appunto le pari opportunità tra sessi in ogni concorso dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Ma, se posso permettermi di azzardare una congettura, io non escluderei affatto che la vera motivazione dietro la scelta di Livio, nato 32 anni fa in provincia di Frosinone da mamma italiana e papà egiziano con cittadinanza americana, sia stata la sua origine etnica. Sarà un caso che il ragazzo lavori per Raidue, che fra le tre reti Rai è quella più vicina alla Lega Nord? Chissà, forse i leghisti speravano che la scelta di un volto di origine africana sviasse da loro le accuse di razzismo. Beh, se davvero fosse così... secondo me, dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, per rifarsi un'immagine ci vuole ben altro che non "accettare" una persona che, in fin dei conti, è italiana quanto me. E poi, con un curriculum comprendente una laurea in scienze della comunicazione, Erasmus alla Sorbona, studi di recitazione, teatro e pubblicità, probabilmente questo giovanotto potrebbe aspirare come minimo alla conduzione: altro che «signorino buonasera» (mansione per la quale a mio modesto parere non ha il physique du rôle, ossia un viso dalla bellezza fuori dal comune). Per quanto lo riguarda, Livio assicura di non considerare il suo un ruolo riduttivo... però lascia chiaramente intendere che fare l'annunciatore, o «testimonial di rete» che dir si voglia, non è mai stata la sua massima aspirazione.

Autobus e sport a Pescara

Sono venuta a sapere da AbruzzoBlog che la GTM (Gestione Trasporti Metropolitani), l'azienda che gestisce i trasporti pubblici nell'area metropolitana di Pescara, ha acquistato un centinaio di pannelli teleinformativi; questi saranno collocati su altrettante pensiline disseminate nell'area urbana (soprattutto in centro, immagino...) e a partire dall'autunno prossimo indicheranno in tempo reale i tempi di attesa per il passaggio del mezzo. Il costo complessivo di questa infrastruttura ammonta alla bellezza di duecentotrentamila euro circa. Essendo un'utente abituale degli autobus pescaresi, non posso negare che in effetti il primo quesito che mi pongo non appena raggiungo la fermata è «Quanto dovrò aspettare?», e in questo senso non è affatto male, l'idea dei pannelli informativi (ammesso che durino, con i vandali che ci sono in giro)... ma sinceramente preferirei che i fondi a disposizione dell'azienda venissero investiti in modo diverso. Ad esempio:
  • Mi piacerebbe che la frequenza delle corse venisse aumentata. Quando andavo a scuola l'autobus passava ogni quarto d'ora, mentre oggi come oggi la linea che serve la zona dove abito prevede una corsa ogni trenta minuti, e già si parla di dimezzare ulteriormente la frequenza. Ad Ancona gli autoservizi urbani sono molto più efficienti: sulle principali linee le corse nelle ore diurne sono così frequenti che raramente ho avuto la necessità di controllare l'orario. D'altra parte, ho l'impressione che a Pescara si sia innescato un vero e proprio circolo vizioso: i mezzi pubblici offrono un servizio insoddisfacente → i passeggeri sono costretti a ripiegare su mezzi di trasporto alternativi (tipicamente la macchina, contribuendo a congestionare il traffico nel centro cittadino) → i mancati introiti convincono l'azienda a ridimensionare ulteriormente il servizio. And so on...
  • Quando il percorso di una certa linea subisce una variazione temporanea, sarebbe cosa buona e giusta che venisse affissa una segnalazione in corrispondenza di tutte le fermate, o perlomeno di quelle lungo la linea interessata dalla variazione. E invece è già tanto se gli avvisi vengono esposti sugli autobus! Venerdì scorso ne ho fatto le spese anch'io: sono andata in centro con l'autobus che è passato regolarmente dalle mie parti, ma purtroppo non ho badato agli avvisi affissi sui finestrini. Al momento di tornare a casa, ho raggiunto la fermata poco prima dell'orario previsto per il passaggio abituale della corsa, e ho aspettato per tre quarti d'ora, ma invano: alla fine, stanca e accaldata com'ero, ho telefonato a casa per farmi venire a prendere. Solamente in seguito ho scoperto che la linea aveva subito una deviazione per via delle gare ciclistiche in programma nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo. :-S
    (A tal proposito, vorrei aprire una piccola parentesi: Pescara 2009, una kermesse di portata internazionale che in teoria avrebbe dovuto rilanciare ai massimi livelli l'Abruzzo in Europa, è stata presa decisamente sottogamba dai mass media "generalisti". Sbaglio o si è parlato molto di più della vittoria di Roger Federer a Wimbledon, come pure di una qualunque amichevole della nazionale di calcio, piuttosto che dei risultati che hanno portato i nostri atleti a dominare il medagliere dei Giochi del Mediterraneo surclassando Francia e Spagna? Mah, non ho parole... :-/)

domenica 5 luglio 2009

Ricordare Jacko

Ebbene sì, anch'io nel mio piccolo ho contribuito al boom postumo della discografia di Michael Jackson... come? Stasera sono andata su Dada Music Movement e ho selezionato alcune tra le più grandi hit del cantante prematuramente scomparso, confezionando la playlist che puoi ascoltare mediante il player qua sotto: è il mio modo per commemorare un artista inimitabile. Siccome avevo ancora diversi crediti da spendere sul sito, ho scaricato i brani in formato mp3, masterizzandoli poi su cd.
[A proposito, a questo punto mi rimangono ancora 16 download... caro visitatore, avresti qualche consiglio su come utilizzarli?]

UPDATE del 2012: a quanto pare, purtroppo, il codice per l'embed che avevo usato a suo tempo non è più valido... :-/

Rudimenti di geografia astronomica

Come ricordato da APOD, quest'anno l'afelio, ossia il punto di massima distanza dal Sole della Terra mentre questa percorre la sua orbita ellittica (contrapposto al perielio), è stato raggiunto oggi, sabato 4 luglio. La seconda legge di Keplero assicura che un pianeta all'afelio raggiunge la sua minima velocità di percorrenza dell'orbita. Ovviamente l'avvicendarsi delle stagioni sul nostro pianeta non dipende dalla distanza della Terra dal Sole, ma dall'inclinazione dell'asse terrestre; ecco perché a luglio è estate nell'emisfero boreale, mentre è inverno in quello australe. Quel che è sicuro è che oggi le dimensioni apparenti del Sole hanno assunto il loro valore minimo nel corso dell'anno... peccato che questo fenomeno non si possa certo apprezzare a occhio nudo!

venerdì 3 luglio 2009

Assurdità tariffarie

Verso la fine di giugno ho ricevuto, sul mio numero TIM, questo sms da parte dallo stesso gestore di telefonia mobile:
TIM abbassa i costi per inviare SMS da tutta Europa a 13 cent, in linea con il Regolamento Commissione UE. Per prenderne visione: www.tim.it (sezione Per Estero)
Visitando il sito ho avuto conferma della novità, in vigore dal 1° luglio. Insomma, strano a dirsi, ora per me sarebbe più conveniente mandare sms in Italia dall'estero: infatti i messaggini inviati all'interno dei confini nazionali continuano a costarmi 15 centesimi. Per scrupolo ho provato a verificare, poiché stentavo a crederci... ma niente da fare, è proprio così. Questa ulteriore assurdità si somma al fatto che, come ho già segnalato, ai gestori telefonici l'invio di un sms viene a costare praticamente zero. Nel mio caso poco male, visto che non sono una grande "consumatrice" di messaggini, e all'occorrenza posso pur sempre utilizzare la mia sim Wind con un piano tariffario che prevede un costo di 12 centesimi per ogni sms. Non mi sembrava una ragione sufficiente per tacere, comunque! :-S
A proposito, di recente Paolo Attivissimo ha pubblicato un post per spiegare le curiose ragioni empiriche del fatidico limite di 160 caratteri.

Che ne è dello spirito francescano?

Dalla regola dei frati minori, scritta da San Francesco d'Assisi:
La regola e la vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. (segue...)
Non credo di sbagliare se sostengo che la scelta di destinare una cripta in oro massiccio ad accogliere le spoglie del francescano San Pio da Pietrelcina sia lontana anni luce dallo spirito espresso dal fondatore dell'ordine. Molti fedeli sembrano sinceramente convinti che il modo migliore per rendere grazie a Dio e ai santi sia dedicare loro il massimo sfarzo possibile; sarà, ma io penso al contrario che la parola d'ordine dovrebbe essere sobrietà. Secondo me un lusso così sfrenato è assai peggio che inutile, con tutta la miseria che c'è nel mondo.

giovedì 2 luglio 2009

Perseverare diabolicum

Sfogliando distrattamente le news di spettacolo su Mediavideo, sono incappata in un brano tratto da un articolo pubblicato su Tgcom e dedicato alla "piccante" fiera Torino Sex 2009. Domanda: c'è qualcun altro oltre a me che trova qualcosa di strano in questa frase?
In questa sesta edizione tanto spazio al pubblico, non solo uomini e donne, ma anche trans, lesbo e gay.
Sarà, ma io ero convinta che il contrario di gay fosse etero, ecco... ;-)
E il bello (si fa per dire) è che tre anni fa, in un'occasione analoga, la redazione in questione aveva già espresso lo stesso identico concetto! Un lapsus freudiano, probabilmente.

mercoledì 1 luglio 2009

Celebration!

Nel mese di giugno che si è appena concluso ricorrevano tre compleanni di una certa rilevanza:
  • I 75 anni del mitico Paperino: il mio personaggio Disney preferiiiiitooo!!! :-D Da bambina Topolino lo leggevo sempre con avidità, lo rileggevo fino ad impararne a memoria le storie con un'esattezza che stupiva i "grandi"... e ho continuato a comprarlo anche quando ormai l'infanzia l'avevo salutata da un pezzo. A un certo punto però ho dovuto dire basta, perché lo spazio in casa cominciava a scarseggiare: già, non ho mai pensato di vendere o regalare i pezzi della mia collezione, né tantomeno di buttarli. Adesso sono relegati in soffitta da anni; quasi quasi oggi mi piacerebbe riaprire uno di quegli scatoloni... ma meglio lasciar perdere (rinunceresti pure tu, se dovessi destreggiarti in un simile labirinto! :-S).
  • I 120 anni della pizza Margherita: la mia pizza preferiiiiitaaa!!! :-D Di sicuro è il tipo di pizza che ordino praticamente ogni volta che mi capita di sperimentare una pizzeria nuova, per valutare nella maniera più "scientifica" possibile la qualità della cucina. Ultimamente, però, devo dire che ho avuto modo di gustare una pizza da asporto condita con pomodorini pachino, mozzarelline, rucola e mais. Davvero saporita, semplice, fresca e leggera: in una parola, estiva. L'unico difetto è che, ricoprendola con tutti quegli ingredienti crudi all'uscita dal forno, la base si raffredda in men che non si dica... ma questo non è un gran problema, quando fa caldo.
  • Gli N anni della sottoscritta (preferisco non esplicitare N, anche perché m'impressiono io per prima! :-O). Come hai fatto a dimenticartene? Il 2 giugno è pure festa nazionale! Vabbe', per questa volta passi... ;-)