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lunedì 30 marzo 2009

Riprogramma i tuoi ritmi circadiani!

Questa notte è tornata l'ora legale, che resterà in vigore per quasi sette mesi. Sarà che io non ho risentito dell'ora di sonno in meno perché stamattina ho potuto dormire a volontà... comunque a me non dispiace affatto quest'oretta in più di luce pomeridiana, anche se non rinuncio alle mie perplessità sull'effettiva utilità dell'alternanza ora solare-ora legale. Ti segnalo i post scritti per l'occasione da:
  • Massimo Mantellini (la cui auto evidentemente è dotata di un orologio molto più preciso del mio, che rimane indietro di un minuto al mese come minimo)
  • Signor Ponza (sarà casuale, il fatto che l'abbia pubblicato alla vigilia di questa notizia? Avrei qualche dubbio in proposito... ;-))

venerdì 27 marzo 2009

La Parola sul web

Stamattina ho sentito alla radio la pubblicità della Nuova Bibbia per la Famiglia, iniziativa del settimanale Famiglia Cristiana. Lo spot si conclude con un invito che a me sembrerebbe più adatto a Zelig, tanto per fare un esempio, che alle Sacre Scritture: «Vuoi dirci chi è il personaggio più simpatico del Vangelo? Vota su famigliacristiana.it!». In un primo momento mi sono meravigliata... più di quando scoprii l'esistenza del sito della parrocchia di San Marco a Pescara, per dire. Ma poi ho pensato: non è poi cosi sorprendente che la Chiesa si sforzi di restare al passo con i tempi, per non perdere il contatto con le sue "pecorelle". La cosa strana è che attualmente, in testa alla suddetta classifica dei personaggi più "simpatici" (beh, almeno le virgolette), ospitata manco a dirlo su Facebook, risulta esserci Giuda Iscariota... :-S

mercoledì 25 marzo 2009

Cosa c'è sui giornali oggi

Grazie a Pablo Moroe ho scoperto il servizio Newseum Today's Front Pages, che permette di visualizzare, stampare e scaricare in formato pdf le prime pagine di giornali di tutto il mondo. Navigando nella mappa basata su Flash e passando il mouse sui pallini gialli, si scopre che per l'Italia, assieme a "corazzate" come Corriere della Sera e Repubblica, è disponibile pure Il Centro, quotidiano locale abruzzese. Un bel modo per farsi la propria "rassegna stampa" personalizzata comodamente da casa! :-)

lunedì 23 marzo 2009

¿Influyente quién?

Perdonami se ogni tanto "pecco" di autoreferenzialità, ma non potevo non immortalare l'attuale screenshot della pagina di Bloguzz dedicata a questo blog! :-) Dubito che durerà, ma è un momento bellissimo... ;-)


Come si dice? «Nemo propheta in patria»... o tanto per restare in tema «Nadie es profeta en su propia tierra» ;-) (in attesa di affrontare questo piccolo corso di spagnolo che ho trovato per caso, mi arrangio con Google Traduttore!). :-)

Irresistibile Becky

Avendo letto tutti i romanzi della "saga" dedicata dalla scrittrice inglese Sophie Kinsella all'"eroina" Becky Bloomwood, non potevo mancare prima o poi all'appuntamento con il film I Love Shopping, diretto dal regista de Il matrimonio del mio migliore amico... e così l'altro giorno, avendo assoluto bisogno di svagarmi, sono andata a vederlo al cinema. Beh, di sicuro non ha deluso le mie aspettative: evasione pura, basata su un ritmo tutt'altro che noioso. Permane il mistero delle ragioni per cui mi sono appassionata alle vicende di un personaggio così diverso da me! :-) Ad esempio, non esiste nessun capo di abbigliamento per il quale sarei disposta a fare follie, e alcuni di quelli per cui Becky era pronta ad azzuffarsi con altre donne io non li vorrei neanche gratis... ;-) Ma soprattutto trovo sconcertante che la ragazza, per sfuggire all'impiegato che "le dava la caccia" a causa dei suoi debiti, abbia deciso di spargere la diceria fasulla che si trattasse di un suo ex che la molestava... anche se in effetti può capitare davvero (non a me) che si arrivi a raccontare in giro una versione "addomesticata" della realtà, per tirarsi fuori dai guai o semplicemente per ottenere conforto e solidarietà, sia pur fittizi.
Molti hanno osservato che, con la crisi mondiale in atto, non c'era momento meno opportuno per far uscire un film dedicato alle spese pazze... ma qualcuno, ad esempio il critico di Repubblica, ha "letto" proprio nell'abitudine a spendere irresponsabilmente le origini della situazione attuale.
La trama del film è un remix abbondantemente riveduto e corretto dei primi due romanzi della serie, I Love Shopping e I Love Shopping a New York. Durante la visione non facevo che ripetere tra me e me «Ma nel libro era diverso...» (non è molto rilassante seguire un film in questo modo! :-)). In effetti le differenze rispetto alla pagina stampata abbondano. Qualche esempio?
  • Nel primo libro Becky fa la giornalista per il periodico finanziario Far fortuna risparmiando, e Luke è titolare di una società di pubbliche relazioni... mentre nel film lui non è altro che il caporedattore di Far fortuna risparmiando, e Becky finisce per farsi assumere da quel giornale nella speranza di realizzare prima o poi il suo sogno: lavorare nella redazione della rivista di moda Alette, che fa parte della stessa casa editrice.
  • Nel film Becky cede alle insistenze della sua amica del cuore Suze e accetta di partecipare alle riunioni dei compratori compulsivi anonimi: una trovata piuttosto divertente, della quale nei libri non c'è traccia. Nel corso della prima riunione Becky si dimostra tutt'altro che motivata a rinunciare allo shopping compulsivo, tanto che si mette a decantarne le gioie... con un tale entusiasmo che per poco non provoca la "ricaduta" degli altri partecipanti! :-)
  • Tarquin nel primo libro corteggia invano Becky, e da lei viene descritto così (capitolo 6): «assomiglia proprio a un ermellino. O a un furetto. Insomma, a un animaletto minuscolo e ossuto». Invece lo stesso personaggio sulla pellicola è già fidanzato con Suze, e fisicamente non è niente male... anche se io preferisco senz'altro Hugh Dancy, l'attore che interpreta Luke: forse un pochino meno inappuntabile del suo omologo "cartaceo", ma proprio per questo più attraente. L'attrice Claire Danes, fidanzata del collega nella vita reale, è una donna fortunata! Come dici? Che non ho neanche menzionato la protagonista femminile di questo film? Ah, già, è vero, rimedio subito: Isla Fisher... non la conoscevo, ma è perfetta per la parte, direi.
  • Ecco come Becky descrive (nel capitolo 2) la "mitica" sciarpa di Denny and George che avrà un ruolo tutt'altro che trascurabile nel rapporto tra lei e Luke: «una sciarpa lucida di un color grigio-blu cangiante. [...] È in velluto di seta, stampata in azzurro più chiaro e tempestata di perline iridescenti». Addirittura, per Becky «è la cosa più bella che abbia mai visto». Sarà che la moda non è il mio forte, ma ai miei occhi la sciarpa che ha "impersonato" sullo schermo questa meraviglia è risultata piuttosto insignificante... sicuramente non meritevole di cotanto slancio!
Infine... sia nel libro sia nel film Becky, per abbellire il suo curriculum, millanta un'inesistente conoscenza della lingua finlandese. Nel 2004, leggendo I Love Shopping, ho notato, nella corrispondenza di Becky inframmezzata tra un capitolo e l'altro, due lettere in finlandese inviate da Jan Virtanen, il direttore della Bank of Helsinki con il quale la protagonista ha avuto uno spassoso incontro ravvicinato. Poiché all'epoca non ero meno curiosa di adesso, ;-) volevo assolutamente conoscerne la traduzione... e a chi potevo rivolgermi, se non a un newsgroup dedicato? A beneficio di chiunque abbia avuto la mia stessa curiosità leggendo il libro, ecco qui di seguito la traduzione delle due lettere in inglese gentilmente fornitami da un utente di madrelingua finlandese.
Rebecca Bloomwood,
It was really nice to meet you last week, even though the meeting was short. You were obviously nervous, which was understandable. Despite that I and my colleague admired your mindset that was different from normal. We are sure that our company would benefit from you, and we would like to meet you again, perhaps during a lunch.
Congratulations for your wonderful article in the "Daily World". You are obviously skilled at expressing your thoughts, and it's a great joy to get to talk to you in my mother tongue.
I wish you contacted me to the address above.
Best wishes,
Sincerely yours,
Jan Virtanen

Rebecca Bloomwood,
Congratulations again for your great performance - this time in "Caffè del mattino". Your critical skill and opinions impressed me deeply, and I believe that the Helsinki Bank would benefit from you.
You have probably received many job offers - with your talent you could get any post from "Financial Times". I ask you, however, to consider our modest company once more.
You would best work as a communications employee. We have a post for a communications employee vacant this moment. The previous holder of that post was fired after reading "Playboy" at work.
Best wishes,
Sincerely yours,
Jan Virtanen

venerdì 20 marzo 2009

Non esiste più la mezza stagione

L'odierno logo di Google celebra il primo giorno di primavera (io ero convinta che fosse domani, e invece...).


Comunque, altro che Primavera in anticipo, come canta la Pausini in coppia con James Blunt: qui fa talmente freddo da aver costretto persino una tipa per nulla freddolosa come me a rispolverare il giaccone più pesante, che non credevo di dover "riabbracciare" almeno fino al prossimo novembre...

Pillole di saggezza

L'altro giorno, al termine di chissà quale tortuoso percorso mentale, si è riaffacciato nella mia memoria qualche frammento di una bellissima poesia di Rudyard Kipling, intitolata If (Se). Così l'ho cercata in Rete, l'ho riletta... e mi riprometto di rileggerla ancora e ancora, soffermandomi su ogni singolo verso. Ho anche pensato di pubblicarla nel blog: eccoti la versione originale (nella traduzione italiana, per rispettosa che possa essere, vanno perduti se non altro aspetti come la metrica; comunque si può trovare anch'essa qui, a beneficio di tutti coloro che abbiano poca dimestichezza con l'inglese).
If you can keep you head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, not talk too wise:
If you can dream - and not make dreams your master;
If you can think - and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build 'em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings,
And never breathe a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "hold on!"
If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings - nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And - which is more - you'll be a Man, my son!

mercoledì 18 marzo 2009

Speriamo bene

A Milano un clandestino egiziano malato di lebbra è stato ricoverato in ospedale: è il secondo caso in dieci giorni, nel capoluogo lombardo. Mi chiedo se il governo si renda conto delle potenziali conseguenze (per la salute pubblica, se proprio ci si vuole ostinare a ignorare i diritti umani) di una legge che permetterebbe ai medici di denunciare gli immigrati irregolari, scoraggiando di fatto questi ultimi dal rivolgersi alle strutture sanitarie. Se non altro, se ne rendono conto i cento deputati del Pdl che hanno scritto al premier esprimendogli le loro riserve sul ddl sicurezza.

Autolesionismo

Ecco cos'ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una serata di svago che si è concesso andando a teatro: «Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo. [...] A me non piace quello che faccio, lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato...».
Vabbe' che il tono scherzoso è stato sottolineato da chiunque abbia riportato la notizia, ma... caro lettore, stai pensando anche tu quello che penso io? ;-)

Senza parole

Già prima di atterrare in Camerun, tappa iniziale del suo primo viaggio in Africa, Papa Benedetto XVI ha affermato che l'epidemia di Aids nel continente africano «Non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi» (cioè, in che senso?! :-O). Secondo lui, l'unica strada percorribile sarebbe quella di «un rinnovo spirituale e umano nella sessualità». Ah, ecco.
Leggendo la notizia mi sono davvero cadute le braccia, tanto che non riesco a scrivere altro... ma tanto son parole che si commentano da sole, no?

venerdì 13 marzo 2009

Lo sapevo!

Oggi su Facebook ho fatto il test «La città che ti assomiglia di più». Ed ecco il risultato! :-)


Anche se spesso quiz del genere lasciano il tempo che trovano, questo risultato mi si addice abbastanza. Oltretutto, Parigi è una delle poche città del mondo, Italia compresa, che ho visitato... e per giunta non soltanto una, ma ben due volte (mentre lamento tuttora un'imperdonabile lacuna su Firenze! :-().

Divina e inaccessibile

A proposito della partecipazione bidimensionale al Festival di Sanremo di Mina, che tanto aveva inorgoglito il conduttore e direttore artistico Paolo Bonolis, avevo scritto a suo tempo «perché non mettere su un disco, allora?». In seguito ho scoperto che la mia boutade non era poi così campata in aria: l'altro giorno un servizio del Tg2 ha rivelato che le immagini del famoso filmato erano tutt'altro che inedite, anzi erano tratte dal dvd Mina in studio prodotto nel 2001, e l'aria del Nessun dorma era stata semplicemente sovrapposta, tanto è vero che si poteva notare la mancanza di sincronismo fra le note e il labiale della tigre di Cremona. Da parte di quel telegiornale, una notizia non proprio positiva per l'immagine dell'azienda Rai. Oggi ho provato a cercare quel servizio sul sito del Tg2, ottenendo...


In realtà tutti e due i risultati della ricerca danno luogo a un laconico «La notizia che stai cercando non esiste»; dalla cache di Google esce fuori questa pagina, nella quale però il video del servizio non risulta disponibile. Per farsi un'idea dell'accaduto, dunque, bisogna per forza ricorrere a fonti esterne come questa...

Quando il passato non si cancella

Massimo Mantellini ha postato nel suo blog l'odierna Amaca, nella quale Michele Serra esprime un certo timore verso gli «smisurati archivi della rete». Ad offrire al giornalista lo spunto per le sue riflessioni è stata la notizia che Assunta Almirante, vedova del politico Giorgio, ha querelato Roberto Benigni. La colpa del comico toscano? Aver declamato una "poesia" a dir poco irriverente, nella quale lui si scagliava con foga contro i trascorsi fascisti del leader missino. L'audio incriminato circola ancora in Rete, io l'ho trovato su YouTube cercando benigni almirante, e... beh, definirlo caustico significa usare un eufemismo: devo ammettere che quella volta Benigni ha decisamente esagerato.
Con ciò non voglio dire che la querela mi sembri una reazione ragionevole. Non si può negare che negli ultimi tempi Benigni abbia smorzato i toni rispetto agli inizi della sua carriera... e se è vero, come ho letto qui, che la filastrocca incriminata risale al 1972, sedici anni prima della morte di Almirante, non ha senso neppure invocare il doveroso rispetto per i defunti, come molti si sono affrettati a fare. Dopo tutti questi anni, immagino che reati ben più gravi sarebbero caduti in prescrizione... anche se posso soltanto ipotizzarlo, da analfabeta del diritto quale sono. Un'ultima considerazione: forse qualcuno pensa davvero che, se le testimonianze di quella performance sono ancora in circolazione, la responsabilità è di Benigni?

mercoledì 11 marzo 2009

Più tristezza che rabbia

Questa settimana Daria Bignardi ha dedicato il consueto articolo che scrive per il settimanale Vanity Fair allo sconvolgente caso della bambina brasiliana di nove anni violentata e messa incinta dal patrigno, e alla conseguente scomunica comminata a tutti coloro che si sono resi responsabili di averla fatta abortire... mentre il violentatore, incredibile a dirsi, l'ha passata liscia.
Daria ha fatto riferimento al punto di vista del suo «amico pisano»... e questo altri non è che suo marito, il quale a sua volta aveva citato l'articolo di suo padre («Sofri, quello anziano»).
Credo che valga la pena di leggere tutti e tre i contributi, per riflettere su una vicenda oltremodo dolorosa e tale da toccare le coscienze di ognuno.

martedì 10 marzo 2009

8 marzo

Sempre per la serie "meglio tardi che mai"... l'altroieri si è celebrata la Festa della Donna, o per meglio dire la Giornata Internazionale della Donna (per sapere qualcosa di più su questa ricorrenza, ti invito a leggere la relativa pagina su Wikipedia). Anziché provare a buttar giù qualche parola che suoni sensata e non banale, mi limito a suggerirti di leggere l'ottimo post scritto da Sara per l'occasione (per quanto riguarda il punto di vista maschile, segnalo i contributi di Stefano Disegni e di Sante Altizio).
Domenica pomeriggio sono andata al cinema a vedere Due partite: un film tutto al femminile, quindi perfetto per la ricorrenza. Protagoniste, alcune delle attrici più interessanti sulla piazza: per la parte ambientata negli anni Sessanta Paola Cortellesi (non mi delude mai, ha una versatilità mostruosa), Margherita Buy, Marina Massironi e Isabella Ferrari... mentre le loro figlie, le cui vicende sono ambientate in tempi più recenti, erano interpretate rispettivamente da Claudia Pandolfi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo e Alba Rohrwacher. Una pellicola squisitamente teatrale, non a caso è tratta da una pièce scritta dalla regista Cristina Comencini, la quale per l'occasione si è limitata al ruolo di sceneggiatrice cedendo il posto dietro la macchina da presa al collega Enzo Monteleone. Teatrale, dicevo... ma non per questo noiosa, tutt'altro: e poi, cosa da non sottovalutare, offre importanti spunti di riflessione su come sia cambiato il ruolo della donna nella società (negli anni '60 il massimo della realizzazione era occuparsi del marito e dei figli, e invece ai giorni nostri le donne non rinunciano alla carriera, a volte un po' a discapito della famiglia) mentre a ben vedere la sostanza della natura femminile è rimasta la stessa. Era interessante soprattutto notare quanto ciascuna figlia si rivelasse simile alla rispettiva madre, in fin dei conti!
Un altro film ero andata a vederlo all'indomani dell'uscita al cinema, ma non avevo ancora avuto modo di parlarne; lo faccio adesso, tanto più che è ancora nelle sale. Si tratta di Ex (qui il trailer), nel cui ricchissimo cast il regista Fausto Brizzi ha radunato quella che è stata definita la Nazionale della Commedia Italiana di Attori: da Flavio Insinna a Claudia Gerini, da Carla Signoris a Silvio Orlando, da Vincenzo Salemme a Nancy Brilli, fino a Claudio Bisio. La pellicola è dichiaratamente ispirata a Love Actually, un altro film che adoro... ma forse dal mio punto di vista Ex è ancora meglio: rare volte, infatti, mi è capitato di uscire dalla sala così di buonumore. In effetti si ride parecchio, anche se nella trama, congegnata alla perfezione, non mancano i momenti di commozione. Peccato per il finale, un po' troppo scontato... e soprattutto per la presenza nella colonna sonora di ben due canzoni di Biagio Antonacci, decisamente troppo per i miei gusti! ;-) (Le parti originali della soundtrack, composte da Bruno Zambrini, mi sono sembrate mooooolto simili a quelle di Notte prima degli esami, il primo grande successo di Brizzi)
Una scena da ricordare? Quella in cui Fabio De Luigi va lontano da Roma con la sua compagna per evitare di imbattersi in Alessandro Gassman, il gelosissimo e minaccioso ex di lei... e dove la porta? Ad assistere al concerto dei Jalisse che si tiene a Pescara, «la tentacolare Pescara» (testuali parole)! A quel punto, nella sala del Multiplex Arca di Spoltore, è esplosa l'ilarità... :-D
[La mimosa l'ho "colta" su Fiori per l'anima, e le locandine dei film sono tratte come al solito da Trovacinema]

Mind Cards

Lo sai, sono appassionata di tutti quei giochi che permettono di tenere in allenamento i neuroni: da Brain Training a More Brain Training (al quale non ho ancora dedicato un post, accidenti) per Nintendo DS, fino a Who Has The Biggest Brain? su Facebook. L'altro giorno ho scoperto per caso il link a Mind Cards, un giochetto online dello stesso genere, che presenta più di un punto in comune con i vari Brain Training ma anche qualche piccola particolarità... quel tanto che basta per dedicargli qualche minuto al giorno senza annoiarsi, forse. Se vuoi provare anche tu, non devi fare altro che cliccare qua sotto!


Il Tibet è vicino

Oggi pomeriggio a Roma e Milano sono in programma due manifestazioni per commemorare il cinquantenario della rivolta di Lhasa (10 marzo 2009). Se vuoi saperne di più, ti rimando al post scritto da Enrica sull'argomento e al relativo evento su Facebook.

sabato 7 marzo 2009

Viva la Sincerità!

Appena un mese fa, quasi nessuno sapeva chi fosse Arisa... e invece, nel giro di due settimane o poco più, la vincitrice di Sanremo 2009 nella categoria Proposte (meritatamente, anche se io facevo il tifo pure per Simona Molinari) è diventata un vero personaggio, con tanto di paparazzate, imitazione a Scorie e parodie della sua Sincerità proposte dalla tifoseria partenopea e dai Fratelli Sberlicchio.
Devo ammettere che a me la sua sovraesposizione mediatica non dispiace affatto, almeno per il momento: la ragazza mi è simpatica, mi incuriosisce il contrasto tra la voce limpida che ha quando canta e quella un po' da cartoon (o da signorina Carlo) delle sue interviste, e non sto tanto a domandarmi se "ci fa o ci è", o se il suo look a dir poco insolito è costruito a tavolino o meno. Riguardo al suo album... beh, l'ho ascoltato su Dada Music Movement, e francamente, per piacevole che possa essere, non mi ha colpita più di tanto. Sincerità, però, è davvero deliziosa! :-)
[Nota: la foto qui sopra è tratta da Musicalnews. Leggere un post di Rick mi ha fatto riflettere sull'opportunità di caricare le immagini su un mio spazio, o almeno di citare la fonte, quando come in questo caso faccio ricorso agli hot-link... e non appena ne avrò il tempo provvederò anche a modificare retroattivamente i vecchi post, nei quali peraltro ho già riscontrato la sparizione di alcune immagini "hotlinkate"]

giovedì 5 marzo 2009

Non tradirmi, Big G!

Negli ultimi tempi è accaduto più di una volta che il colosso di Mountain View, alias Google, perdesse colpi: prima è "impazzito" il motore di ricerca, successivamente è stata la volta di Gmail. Due défaillance di breve durata ma dal non trascurabile impatto sulla Rete, tale è l'odierna diffusione dei servizi targati Google.
L'altro giorno anche a me è capitato, aprendo Google per fare una ricerca, qualcosa di strano. Con Mozilla Firefox ho ottenuto questa finestra di errore...


... mentre con Chrome, il browser "firmato" Google, quest'altra (che almeno mi offriva la possibilità di procedere digitando il captcha).


Ecco cosa c'era scritto:
Siamo spiacenti...
... ma la tua ricerca è simile alle richieste automatiche generate da un virus informatico o da uno spyware. Per proteggere i nostri utenti ora non può essere elaborata.
Ripristineremo il tuo accesso il più rapidamente possibile; ti invitiamo quindi a riprovare più tardi. Nel frattempo, se ritieni che il tuo computer o la tua rete siano stati infettati, ti consigliamo di utilizzare un programma antivirus o un'applicazione per la rimozione degli spyware per assicurarti che i tuoi sistemi siano immuni da virus o da altri software dannosi.
Se continui a ricevere questo errore, potresti riuscire a risolvere il problema eliminando il tuo cookie di Google e a riaccedere a Google. Per istruzioni specifiche relative al browser utilizzato, consulta il corrispondente centro assistenza online.
Se il problema interessa tutta la tua rete, puoi visualizzare ultreirori informazioni nel Centro assistenza Google Ricerca Web.
Ci scusiamo per gli eventuali disagi causati e ci auguriamo di rivederti presto su Google.
Ho provato a risolvere il problema cancellando i cookie, poi ho eseguito la scansione del pc, ma senza esito. Dopo un po', comunque, tutto è andato a posto da solo. Mah... chissà cos'era successo? :-S

Questa sì che è una notizia!

Signore e signori, uno scoop: nonostante le illazioni avanzate da parecchi, tra i quali Stefano Disegni, Davide e Rododentro, la frase sussurrata da Berlusconi al suo collega francese Sarkozy NON era una battutaccia. Gli italiani, ormai, sono talmente assuefatti allo humour déplacé del premier, che quasi si stupiscono quando non lo mette in pratica. Non mi pare un gran buon segno, ahimè...

Bono è sempre Bono

L'uscita, tre giorni fa, di No Line On The Horizon, il nuovo attesissimo album degli U2, preceduta dalle considerazioni di Massimo Mantellini sul formato, ha ispirato tra l'altro i post di Giovy e di Luca Sofri. Dopo averli letti, mi è subito venuta voglia di "impossessarmi" del disco... e per farlo non ho dovuto neanche uscire di casa, né pormi problemi di formato: sono andata su Dada Music Movement e ho scaricato l'album legalmente e "aggratisse", grazie alla VIPcard gentilmente fornitami da BuzzParadise in occasione della relativa campagna (a proposito, ho ancora 34 brani a disposizione per il download... consigli?). Poi l'ho masterizzato su cd per ascoltarlo in macchina, e soltanto oggi sono arrivata alla fine, dato che di norma percorro tragitti piuttosto brevi.
E allora? È sicuramente un disco da consigliare a chi ha sempre apprezzato il sound inconfondibile della band irlandese... talmente inconfondibile da dare a tratti una vaga impressione di "già sentito", che comunque per i fan non è certo un difetto. Ancora non saprei dire se tra le undici tracce dell'album ce ne siano alcune con le carte in regola per entrare a far parte dei classici del repertorio di Bono & soci. Quando l'avrò ascoltato con la dovuta tranquillità, in cuffia e con i testi sottomano (che non guasta mai), vi saprò dire di più!

Gwendalyne's Handwriting

Modestia a parte, se c'è un "talento" di cui sono sempre stata abbastanza orgogliosa, è la mia grafia... anche se da un po' di tempo a questa parte, essendomi ormai abituata a scrivere con il computer, ho perso parecchio la mano! :-S Ecco a voi, a titolo di esempio, il celeberrimo incipit dell'Iliade scritto da me in corsivo (accidenti, mi è venuto un po' stortignaccolo)...


... e nel carattere stampatello che uso quando desidero garantire una leggibilità ottimale: il tipo di scrittura che fece esclamare a un tizio seduto accanto a me mentre prendevamo appunti durante una lezione «Scusa, ma tu che font usi?». :-)


Dopo aver letto questo post, figuriamoci se potevo resistere alla tentazione di creare gratuitamente il font della mia calligrafia. Se disponi di un multifunzione, oppure di una stampante e uno scanner, puoi farlo anche tu: vai su YourFonts e segui la semplice procedura spiegata nel summenzionato post di Generazione Internet. Otterrai un file .ttf che potrai installare sul tuo sistema (Windows, Mac OS X e Linux) per utilizzarlo con qualunque software di videoscrittura. A dire il vero ci vuole un po' più di quindici minuti, se vuoi riempire come si deve il template. In effetti mi sono ripromessa di tornare a lavorare sul mio font Gwendalyne's Handwriting, perché non sono del tutto soddisfatta della prima release: ;-) trovo che il mio stampatello "naturale" sia più fluido ed equilibrato.


Voi che ne dite? Non è un'idea carinissima?