mercoledì 17 settembre 2008

Io dico che il razzismo c'entra eccome

In questi giorni si parla molto di un tristissimo fatto di cronaca: il diciannovenne Abdul Salam Guibre, originario del Burkina Faso ma cittadino italiano, è stato aggredito assieme a degli amici da due uomini, padre e figlio, i quali lo accusavano di aver rubato nel loro bar, e ucciso a colpi di spranga. I legali dei due assicurano che i loro clienti «Se avessero saputo che avevano rubato solo dei biscotti o delle merendine li avrebbero lasciati scappare»; detto così sembrerebbe quasi che, se hai il sospetto che ti abbiano svaligiato la cassa, una reazione spropositata è giustificabile...
I due fermati rifiutano l'accusa di razzismo, e gli inquirenti, da parte loro, hanno escluso l'aggravante dell'odio razziale... ma a me rimane un forte dubbio che nessuno potrà mai togliermi: nei confronti di un ragazzo di origine italiana dalla pelle bianca, dubito che si sarebbe scatenata una simile furia omicida. Oltretutto i testimoni assicurano di aver sentito volare insulti tipo «sporco negro», che non sono esattamente dichiarazioni di fratellanza universale. La verità è che, come scrive Simone B., l'intolleranza e la paura del diverso stanno superando il livello di guardia, nel nostro Paese...
Vale la pena di segnalare l'opinione di Alessandro Gilioli, sicuramente non imparziale, ma foriera di importanti spunti di riflessione.

4 commenti:

  1. Ci si concentra su un aspetto secondario della questione: se si tratti di razzismo o no.
    E' stato ucciso un uomo a sprangate! Ma scusate, cosa importa se è bianco, giallo o nero: lui è morto e come lui poteva essere chiunque. Si tratta di omicidio, ed il fatto che si possa venire uccisi così facilmente da due baristi mi allarma molto di più che sapere o meno se si è trattato di razzismo.

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  2. @CronosVirus00: il fatto che si tratti o meno di razzismo non è poi così secondario: primo, perché in base alla legge sarebbe un'aggravante; secondo, perché (se la mia idea non è campata per aria) non è affatto detto che una simile ferocia si sarebbe scatenata contro qualcuno non immediatamente riconoscibile come diverso...

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  3. Il livello di intolleranza ha raggiunto un picco insostenibile. Quando non tollereremo nemmeno noi stessi il paese imploderà :-(

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  4. E' anche vero che oggi è più facile che una qualunque lite degeneri. Siamo tutti incazzosi. Questa è palesemente una società da buttare dal finestrino.
    .:.

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