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venerdì 29 febbraio 2008

Promemoria

Mi raccomando... se domani vi trovate a Pescara, ricordatevi che alle 15 presso la Libreria Feltrinelli di Corso Umberto si terrà l'incontro sull'endometriosi del quale ho parlato qui. Io ci andrò, sempre che il raffreddore che mi ha occluso le vie respiratorie non peggiori ulteriormente!

Canta tu che canto anch'io

Rieccomi qua a parlare di Sanremo. Ieri è stata la volta dell'ormai tradizionale serata dei duetti: i big hanno reinterpretato con la partecipazione di ospiti (cantanti, musicisti, attori, ballerini) il brano in gara, a volte modificandolo radicalmente... spesso in meglio, ma talora anche in peggio.

  1. La prima a salire sul palco è stata Loredana Bertè in coppia con Ivana Spagna, la quale, anche se da quando si è riappropriata della sua lingua madre mi dà sui nervi, ha cantato pur sempre molto meglio della collega. Ho letto che molti hanno definito l'interpretazione della Bertè "emozionante"... e potrei essere d'accordo, sempre che il fastidio che mi suscita si possa considerare un'emozione! Comunque, non ci trovo nulla di scandaloso nel fatto che abbiano permesso alla Bertè di esibirsi nonostante l'eliminazione (mi sconcerta di più il fatto che avesse superato le selezioni, per dire): innanzitutto, se è vero che lei era all'oscuro del plagio, non meritava di essere fatta fuori del tutto, e poi... visto che tanto ormai è fuori gara, che male fa se canta? (Beh, qualcosa di male l'ha fatto: si è esibita in manette per protestare contro l'eliminazione, che in fin dei conti era sacrosanta) Se fossi nei panni dei discografici, i quali ieri avevano minacciato un ammutinamento, me la prenderei piuttosto con i superospiti italiani previsti per stasera: non mi sembra affatto giusto che vengano pagati a peso d'oro per esibirsi, approfittandone magari per promuovere il loro ultimo disco, senza accettare il rischio di mettersi in gioco come fanno i cantanti in gara.

  2. I Finley si sono avvalsi della partecipazione della giovanissima messicana Belinda, che ha fatto salire un pochino il livello di un brano che considero tra i più scarsi in gara.

  3. Mentre Tricarico si produceva in un'interpretazione agli stessi infimi livelli di quella della prima serata, dietro di lui il Mago Forest metteva in scena una pantomima che francamente non ho capito. Comunque Francesco ha fatto bene a non scegliere come partner un altro cantante: ciò avrebbe potuto soltanto mettere in evidenza la penosità della sua performance!

  4. Mietta è stata accompagnata dai Neri per caso, sempre bravissimi e unici nel loro genere. Peccato che a mio parere il pezzo non si prestasse particolarmente ad una rielaborazione a cappella...

  5. Max Gazzè è fra quelli che a mio avviso hanno tratto il maggior giovamento dal duetto... anzi dal terzetto: ha cantato insieme a due cantautrici interessanti come Marina Rei e Paola Turci.

  6. La coppia formata da Fabrizio Moro e Gaetano Curreri degli Stadio era sorprendentemente ben assortita.

  7. Sergio Cammariere ha ospitato la regina brasiliana della bossa nova Gal Costa. Messi insieme, i due hanno raggiunto un livello probabilmente troppo alto e d'élite per potermi piacere!

  8. Un'altra accoppiata vincente era quella formata da Frankie Hi-Nrg MC e Simone Cristicchi. Il vincitore dello scorso anno non ha esattamente una gran voce... però con il rap (e con quella canzone) mi è sembrato particolarmente a suo agio.

  9. Il sassofonista Stefano Di Battista ha aggiunto un tocco di classe al brano dei Tiromancino... che però moscio era e moscio è rimasto! Al Dopofestival Federico Zampaglione ha litigato con Frankie Hi-Nrg MC: quando avrò guardato la registrazione (già il Festival finisce troppo tardi, seguire anche il Dopofestival in diretta è impensabile) potrò farmi un'idea di com'è andata. Intanto ho letto che Dave sta con Frankie, mentre Zoro parteggia per il signor Gerini...

  10. Eugenio Bennato ha cantato in coppia con la sua compagna Pietra Montecorvino. Lui la considera una delle più belle voci femminili italiani, ed io non arriverò a dire che l'amore oltre che cieco può essere pure sordo, però a me il suo stile interpretativo fa pensare un po' ad una strega!

  11. Per l'occasione Mario Venuti si è riunito con i Denovo, il gruppo nel quale aveva militato fino al 1990. A mio parere l'accoppiata non ha tolto, ma neanche aggiunto un granché al brano.

  12. L'Aura si è esibita con i Rezophonic, un collettivo di musicisti il cui scopo è raccogliere fondi in favore dell'Amref. Ma quant'è impegnata 'sta donna?! E poi, la nuova versione del suo pezzo mi è sembrata ancora più bella dell'originale.

  13. L'abbinamento di Gianluca Grignani con i Nomadi...? Beh, non male.

  14. Quel gran figaccione di Michael Bolton ha perso millemila punti nella mia stima per aver accettato di esibirsi con Anna Tatangelo, e soprattutto per aver ricoperto di lodi sperticate lei e [Modalità Autocensura ON] quella faccia da schiaffi [Modalità Autocensura OFF] di Gigi D'Alessio, il quale se ne stava seduto in prima fila, rosso come un peperone, ad ammirare l'amata. Beh, in fin dei conti poteva andare peggio: il duetto avrebbe potuto interpretarlo lui!

  15. L'esibizione di Paolo Meneguzzi con Tony Hadley degli Spandau Ballet è stata l'esempio tipico di come possa essere imbarazzante un duetto se ciascuno canta nella propria lingua... ma è stato ancora peggio quando l'inglese Tony ha provato a spiccicare qualche parola in italiano: era penoso sentirlo intonare «Grooondeeeee»!

  16. Little Tony si è esibito insieme ai Gipsy Kings. Le sonorità del gruppo gitano non avevano molto a che vedere con la canzone che accompagnavano, ma c'è di peggio: vedere il punto 18.

  17. Il brano di Amedeo Minghi non ha tratto un gran beneficio dal contributo delle sue ospiti, una pianista e un'arpista. Peccato, perché avrebbe avuto bisogno di un tocco migliorativo!

  18. Come dicevo al punto 16, c'è di peggio: Giò Di Tonno e Lola Ponce hanno scelto di essere accompagnati dai Los Vivancos, un gruppo di ballerini di flamenco la cui esibizione ha richiesto di inserire nel brano degli spezzoni di musica flamenca che non c'entravano un accidente. C'è stato però un lato positivo: i giovanotti erano davvero un bel vedere! A proposito della canzone, ho avuto un flash: il ritornello ricorda un po' (un po' tanto, a dire il vero) Sei nell'anima della stessa autrice Gianna Nannini.

  19. Il contributo di Paola e Chiara al brano di Michele Zarrillo non è stato particolarmente incisivo.

  20. Per finire, Toto Cutugno e Annalisa Minetti sono tornati a cantare insieme dopo i successi di Sanremo 2005. A me lei non piace (considero la sua intonazione un po' troppo enfatica e persino sguaiata), però ci sono rimasta male quando lei ha dovuto cantare il verso «Ti vedo lì fra le sue braccia, le stesse smorfie, la stessa faccia». Non mi è sembrato delicato nei confronti di una non vedente, ecco.


Tra gli ospiti stranieri c'era un bambino prodigio: il pianista Marc Yu, di nove anni. Sentendolo parlare e poi suonare, non si poteva non trovarlo mostruoso... nel senso buono, ovviamente! Ha perfino suonato un pezzetto della celebre Il suo nome è Donna Rosa, cavallo di battaglia del Superpippo nazionale.
Ieri sera ho scoperto che il Festival è addirittura sottotitolato, ed ho aperto Televideo alla pagina 777 per verificare. Beh, suppongo che trattandosi di una diretta non si possa fare di meglio. Quello che mi chiedo però è: quanto hanno senso i sottotitoli per non udenti, trattandosi di una trasmissione prettamente musicale? Non sarebbe meglio privilegiare la sottotitolazione di film, telefilm e fiction? (Devo comunque riconoscere che la Rai è molto più avanti di Mediaset, da questo punto di vista)

giovedì 28 febbraio 2008

Se un se diventa ma...

Ho scoperto che Massimo Di Cataldo è in polemica con Federico Moccia. Quest'ultimo ha notoriamente scritto un libro e diretto un film intitolati Scusa ma ti chiamo amore, senza però mai citare un pezzo del cantautore romano dal titolo quasi identico: Scusa se ti chiamo amore. Come se non bastasse, la colonna sonora del film comprende un brano omonimo degli Sugarfree che a quanto pare somiglia in maniera sospetta alla canzone di Di Cataldo. Non entro nel merito dell'accusa, limitandomi a consigliarvi di ascoltare sul sito di Massimo il brano (inaspettatamente veemente) che lui ha composto in seguito a questa vicenda, dandogli un titolo emblematico: Tre metri sotto terra!

Io me la cerco

Silvio Berlusconi ha affermato che «se gli italiani dovessero far vincere Veltroni allora vorrà dire che se la saranno cercata e se lo meritano». Dal punto di vista del linguaggio utilizzato, si tratta indubbiamente di un passo avanti rispetto alle sue dichiarazioni di due anni fa (ispiratrici di questo blog che è basato sullo stesso template del mio, poffarbacco!)... anche se il concetto espresso è identico, in fondo.
Poi, siccome non ce la faceva più a controllarsi, il Berlusca si è lasciato scappare che Antonio Di Pietro gli fa orrore, manco fosse un feroce serial killer, per via di quel suo vecchio "viziaccio" di perseguire (e non perseguitare) chi ha commesso reati. Vale la pena di leggere le dichiarazioni rilasciate al riguardo da diversi esponenti del centrosinistra, compreso il diretto interessato... e meditare! È interessante pure questa breve riflessione sullo slogan elettorale del Popolo della libertà, o Partito della libertà, o come diavolo si chiama: «Rialzati, Italia!».

Addio, Ciccio e Tore

Dopo tanto c***eggio sanremese, un po' mi vergogno di passare a un argomento infinitamente più serio. Nel caso di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di Gravina in Puglia scomparsi il 5 giugno 2006, c'è stata una svolta tragica: i loro corpi sono stati rinvenuti in fondo a un pozzo a breve distanza da casa. Mi hanno sconvolta le probabili modalità del decesso (i due sarebbero morti di fame e di freddo dopo un'atroce agonia), ma anche le circostanze del ritrovamento: esso è avvenuto nel corso delle operazioni di salvataggio di un altro ragazzino, finito accidentalmente in quel pozzo. Se il piccolo Michele, che adesso per fortuna sta meglio, non fosse caduto lì, chissà per quanto tempo i parenti di Ciccio e Tore avrebbero continuato a sperare per il meglio. La loro mamma ha riconosciuto i resti mummificati delle sue creature (non oso immaginare lo strazio che può aver provato), mentre il padre, che è in galera da novembre con l'accusa di averli uccisi, ha chiesto la scarcerazione, dando evidentemente per scontato che gli inquirenti accolgano l'ipotesi della caduta accidentale. Non conosco bene i dettagli dell'accaduto, ma ho almeno una perplessità: se i due ragazzini non sono morti subito dopo la caduta, perché non hanno chiamato aiuto a gran voce? Se l'hanno fatto, com'è possibile che nessuno li abbia sentiti?

mercoledì 27 febbraio 2008

La seconda serata del Festival

Dopo il post-fiume sulla prima serata del Festival, non potevo non scrivere qualcosa anche sulla seconda!
Quando venne reso noto l'elenco dei big che avrebbero partecipato a Sanremo, io manifestai subito la mia intenzione di fare il tifo per Giò Di Tonno e Lola Ponce. Dopo aver assistito alla loro esibizione, non posso che confermare il proposito espresso a scatola chiusa. Se fossi stata in giuria ieri sera, un bel dieci non gliel'avrebbe levato nessuno! La loro è una canzone d'amore piuttosto tradizionale ma suggestiva, interpretata come si deve (la classe non è acqua! ), che mi ha un po' riportato alla mente le atmosfere del bellissimo musical Notre Dame de Paris di cui i due erano protagonisti... anche se il pezzo è stato scritto da Gianna Nannini, e originariamente faceva parte della sua opera rock Pia de' Tolomei. Nel sondaggio promosso da Corriere.it, Giò e Lola al momento si piazzano al secondo posto... ma dubito che si tratti di un sondaggio attendibile, anzi spero che non lo sia, dato che in testa c'è Loredana Bertè! Decisamente più incoraggiante è il fatto che attualmente il duo sia dato per favorito dalle agenzie di scommesse. Incrociamo le dita... e magari televotiamo! Già, anche se mi sono sempre detta contraria, mi sa che questa volta televoterò pure io: mi voglio rovinare!
A proposito della Bertè, l'imprevedibile cantante calabrese ha voluto partecipare al Festival con l'obiettivo di vincere il premio della critica intitolato a sua sorella Mia Martini... e chissà che alla fine non l'accontentino, come hanno già fatto ammettendola in gara. Sarò maliziosa ma, se non avesse tentato (o finto di tentare) il suicidio, non so se avrebbe superato tanto agevolmente le selezioni.
Alt, un momento, fermi tutti: ho appena scoperto che il brano della Bertè è stato escluso per plagio!
Confermo anche che, se avessi potuto, avrei dato il minimo dei voti ai Finley. Già non li reggo... se poi tocca ascoltarli non in un pezzo rockeggiante come quelli che li hanno portati al successo, ma in una ballad lenta alquanto moscia, mi chiedo che senso abbia la loro presenza al Festival!
Sergio Cammariere secondo me dovrebbe limitarsi a comporre, evitando di cantare, visto che ha poco più di un fil di voce. Quando cantò Tutto quello che un uomo mi fece una migliore impressione... ma mi sa che il pezzo di quest'anno non è agli stessi livelli.
Si è parlato molto del brano dei Tiromancino, presentato con un'etichetta propria perché alla Emi non era affatto piaciuto l'argomento trattato: un discografico, per salvaguardare gli interessi della casa, non si fa scrupoli di licenziare trentacinque dipendenti. Il testo è lodevole, non c'è che dire... peccato che non possa dire lo stesso della musica (di rara "mosceria") e dell'interpretazione (a Federico Zampaglione mi vien voglia di offrire un bell'ovetto sbattuto, ché magari si ripiglia un po'! ).
Più che sufficiente a Mario Venuti e soprattutto a Mietta, con un pezzo non scontato e ben interpretato. Vorrei chiederle come fa a mantenersi così bene: non che sia "vecchia" (ha 38 anni) ma, anche se non si direbbe, ha praticamente il doppio dell'età che aveva quando cantò l'indimenticabile "trottolino amoroso" insieme al suo pigmalione Amedeo Minghi. Anche quest'ultimo è in gara quest'anno... e, visto che non mi sono ancora ripresa dalla smania dei voti, non gli avrei dato più di cinque: sempre uguale a se stesso... come pure Gianluca Grignani, del resto. Mi dicono che si sia esibito anche un certo Little Tony... ma a me non risulta!
Ecco i Giovani che hanno passato il turno:

  • I La scelta erano i miei preferiti di ieri sera: hanno proposto un brano piuttosto orecchiabile dalle sonorità africaneggianti.

  • I Sonohra hanno scelto tale nome perché «ha un suono musicale e ricorda un deserto della California»; peccato per l'acca messa completamente a casaccio. Quest'anno non bastava un duo di cloni degli Zero Assoluto, ce ne hanno propinati addirittura due ("due dui"... ah ah ah! )... e il problema è che sono andati entrambi in finale!

  • Il pezzo della giovanissima e grintosa Ariel non è male.

  • L'ancor più giovane e imberbe Jacopo Troiani sembra appartenere all'inquietante categoria dei pischelli che sono stati appena scartati alle selezioni per lo Zecchino d'Oro per raggiunti limiti di età, e allora ci provano con Sanremo. Nel 2003 fu la volta della tredicenne Alina, che poi è praticamente sparita dalla circolazione; lei però la voce ce l'aveva, almeno!


Passando agli eliminati...

  • Dopo Daniele Battaglia, non ce l'ha fatta neanche l'altro figlio di papà Francesco Rapetti. Il fatto che suo padre Mogol l'abbia aiutato scrivendo il testo del suo brano non gli è bastato a passare il turno.

  • Il brano di Valeria Vaglio poteva sembrare in tutto e per tutto una canzone d'amore delle più classiche... ma un paio di versi inequivocabili («come sei bella la mattina appena sveglia», «senza lei non so più stare») l'hanno trasformata in un inno al lesbismo; perlomeno, è così che è stato percepito, viste le polemiche. Quei riferimenti all'amore tra due donne mi suscitano un duplice interrogativo. Primo: se non ci fossero stati, le giurie sarebbero state più generose? Secondo: se non ci fossero stati, la commissione selezionatrice avrebbe ammesso il brano in gara?

  • Il militare di carriera Rosario Morisco ha messo in musica le esperienze vissute in missione di pace. Secondo me il suo brano l'avrebbe meritata eccome, la finale!


Affinché le serate festivaliere durino il più a lungo possibile, vengono costellate di ospiti non sempre di altissimo livello. Ancora mi chiedo cosa abbiano invitato a fare la cosiddetta Seleçao dei sacerdoti. E poi... non sono mai stata una "duraniana", e se lo fossi stata credo che mi si sarebbe spezzato il cuore a vedere i Duran Duran oggi, a venticinque anni dai loro più grandi successi; inoltre mi pare assurdo che abbiano accettato di cantare in playback per volere degli organizzatori. Ma io dico... che se lo guadagnino, il loro cachet milionario! Ieri sera sono stati presentati anche alcuni brani dell'opera popolare Giulietta e Romeo, composta dall'autore di Notre Dame Riccardo Cocciante. Si è trattato indubbiamente di una "marketta" (per dirla con Chiambretti), però di altissima qualità. Nulla a che vedere con l'indecoroso siparietto di lunedì sera con il quale Carlo Verdone ha promosso il suo film in uscita. Se avevo voglia di andare a vederlo al cinema, mi è decisamente passata!
Questo Festival è proprio in crisi di ascolti, e Pippo Baudo ha palesemente i nervi a fior di pelle: lo testimoniano le parolacce che si è lasciato sfuggire durante la conferenza stampa di stamattina!

martedì 26 febbraio 2008

Perché Sanremo è Sanremo

Avevo preannunciato una chicca all'indomani della prima serata del Festival di Sanremo... ed eccola qua: dovete sapere che ieri sera ho fatto parte della giuria demoscopica, non so se...!!!  Se aveste visto com'ero gasata quando ho ricevuto l'invito dalla Ipsos, avreste un'idea di come considero vuota la mia vita...  ma tant'è, io Sanremo l'ho sempre seguito, e l'idea di poter influire sia pure in misura minima sul risultato finale mi esaltava!
Qui di seguito troverete un mio giudizio su ciascuna delle canzoni in gara, insieme al voto che ho dato. Potrete notare che sono stata fin troppo generosa... ma, essendo partita con voti relativamente alti, non mi sembrava giusto nei confronti dei cantanti successivi abbassare drasticamente il mio standard di giudizio. Sono stata di manica larga anche perché ho tenuto conto del fatto che raramente le canzoni mi piacciono al primo ascolto (infatti, se avessi potuto scegliere, avrei preferito votare dopo la seconda serata)... ma mi sa che fra quelle di quest'anno ce ne sono parecchie che non mi piaceranno mai! A questo punto esigo di ascoltare tutte le canzoni che sono state scartate dalla commissione selezionatrice, con tanto di strascichi polemici. No, è che devo sapere se erano più brutte di quelle in gara!
Ma passiamo ai big (in ordine di uscita sul palco)...
  • Paolo Meneguzzi, Grande: voto 6. La melodia è di scarso impatto, l'intonazione inadeguata, il testo (eletto dai 3 cani come il più "sanremese" di quest'anno) è di una banalità sconcertante: mi meraviglio di Gatto Panceri, che ha scritto decisamente di meglio. Alla fine ho optato per la sufficienza soprattutto perché pensavo di far piacere a mia madre, visto che Paolino è il suo idolo anche se lei non è una teenager (e neanch'io lo sono)... salvo poi scoprire che questa volta lei l'ha bocciato.
  • L'Aura, Basta!: voto 8. La fanciulla ha una voce limpida e sa usarla in modo molto particolare, ha scritto un brano con un testo impegnato contro la guerra: posso parlarne male?
  • Toto Cutugno, Un falco chiuso in gabbia: voto 5. Non me la sono sentita di punire più severamente "l'eterno secondo", al ritorno sulle scene dopo una grave malattia. Il brano tratta in maniera non particolarmente originale ma abbastanza credibile la storia di un amore tormentato.
  • Frankie Hi-Nrg MC, Rivoluzione: voto 9. Mi incuriosisce, quest'uomo che vuole fare il rapper trasgressivo ma ha la faccia di un impiegato del catasto! Il brano è fra i più orecchiabili, il testo è interessante, e mi piace il suo modo di rappare... a differenza per esempio di Fabri Fibra e J Ax, che appiccicherei volentieri al muro.
  • Fabrizio Moro, Eppure mi hai cambiato la vita: voto 3. Ecco uno a cui si addice la classica frase «Questo qui ha una faccia che non mi piace per niente»! Credo proprio che non ripeterà l'exploit dell'anno scorso, quando si impose tra i Giovani con un pezzo contro la mafia la cui ispirazione gli era venuta non dopo essersi informato, ma dopo aver visto la fiction televisiva su Paolo Borsellino. Quest'anno ci riprova con una canzone d'amore: l'inizio è parlato, e quando Moro arriva alle note alte la sua voce sembra quasi il lamento di un animale ferito! Mah, se va avanti così, mi sa che dovrà ritornare al vecchio mestiere di facchino in un albergo, che svolgeva fino all'anno scorso, dopo la sua fallimentare esperienza sanremese del 2000 che ben pochi ricorderanno. Il brano di quest'anno l'ha scritto sul Grande Raccordo Anulare, perché «quando sono depresso prendo la macchina e comincio a girare in tondo attorno a Roma». Mah, io il GRA lo conosco, e mi sa che, quando sono un po' giù, quella è una delle ultime strade che vorrei percorrere!
  • Anna Tatangelo, Il mio amico: voto 4. Alla vincitrice annunciata di quest'anno ho dato il voto più basso che potevo. Di più non potevo scendere: la sgualdrinella (perché io sono di mentalità aperta, eh! ) è intonata, non c'è che dire, e la tipica musica "dalessiana" non è poi così irritante in assenza della voce dell'autore. Il testo è contro le discriminazioni nei confronti dei gay; ho il sospetto che sia mirato semplicemente a dare una bella immagine politically correct sia all'autore sia alla cantante... ma, non volendo fare un processo alle intenzioni, mi sono trattenuta dal dare 1. Fenomenale, la battuta detta da Lucia Ocone nei panni di Mina al Dopofestival: «Bella canzone quella sui gay sensibili, ne farò una sui negri che hanno il ritmo nel sangue, oppure una sul latte che è pieno di calcio: l'album si chiamerà Mina canta i luoghi comuni».
  • Michele Zarrillo, L'ultimo film insieme: voto 6. Siccome sono una "zarrillista" da sempre, gli ho dato la sufficienza... ma stavolta non la meritava.
  • Eugenio Bennato, Grande Sud: voto 6. Il voto è una media tra il 10 che meritava per la tematica (l'immigrazione), l'arrangiamento basato su strumenti etnici, l'inserimento nel testo di frasi in varie lingue del Sud d'Italia e del mondo... e il 2 che meritava per la delusione che ho provato quando ho capito che il ritmo non era affatto irresistibile come assicurava chi aveva ascoltato il pezzo in anteprima.
  • Max Gazzè, Il solito sesso: voto 6. Sul finire della serata, sono stata particolarmente buona con i voti. Max aveva dichiarato «Forse i miei fan resteranno perplessi dall'arrangiamento per me insolito, perché uso una tonalità molto bassa e un'ambientazione un po' swing, un po' alla Paolo Conte». Un po' tanto moscia, Max, diciamocelo! Anche se non posso dirmi una tua fan, hai cantato brani decisamente migliori.
  • Tricarico, Vita tranquilla: voto 3. Musica insignificante, testo sciapo, interpretazione da pianto (per non parlare della faccia, un'altra di quelle che «non mi piacciono per niente»). Ancora non mi capacito di avergli dato un voto così alto. Mah, sarà stato un rigurgito di tenerezza nei confronti dello sfortunato scolaretto di Io sono Francesco...

... e poi ci sono i gggiovani!
  • Milagro, Domani: voto 4. Argutamente ribattezzati "Sottozero Assoluto" da una giurata che sedeva dietro di me. A TV Sorrisi e Canzoni hanno dichiarato: «Siamo malinconici, e allora?». No, cari ragazzi, per usare un aggettivo ormai sdoganato da Beppe Severgnini, voi siete proprio pallosi: è ben diverso!
  • Andrea Bonomo, Anna: voto 6. Il suo brano, come Portami a ballare di Luca Barbarossa, è dedicato alla mamma, ma lo si scopre solo nel finale. Trovo sconvolgente il verso «Anna è forse l'unica persona che io potrei sposare». Altro che complesso di Edipo!
  • Frank Head, Para parà ra rara: voto 9. Li ho premiati perché tra i brani dei Giovani il loro era il più vivace e scatenato, ispirato (se non sbaglio) alla musica di Goran Bregovic.
  • Melody Fall, Ascoltami: voto 2. Volete la motivazione? Eccola: non abbiamo bisogno di cloni dei Finley! È un peccato che io non possa essere in giuria anche stasera: mi sarei tolta la soddisfazione di dare 1 agli originali... così, a prescindere! Grazie al loro sito, i Melody Fall sono già popolarissimi in Giappone. Qualcuno ha qualcosa in contrario, se emigrano lì per sempre?
  • Daniele Battaglia, Voce nel vento: voto 6. La canzone non era poi male, per questo mi sono trattenuta dal dargli un brutto voto, anche se avrei voluto visto che pensavo: chissà quanti cantanti molto più dotati di lui vocalmente sono costretti ad un'interminabile gavetta perché non possono vantare cotanto padre? (Comunque Daniele è pur sempre più intonato dell'altro "figlio di Pooh", Francesco Facchinetti)
  • Valerio Sanzotta, Novecento: voto 7. Anche se la Storia non è proprio il mio forte, ahimé, o forse proprio per questo... ho voluto premiare un brano che si propone di essere «una rapida carrellata di 60 anni di storia repubblicana», impreziosito da parole desuete come «barbaglia», «scolorava» e «rugge» anziché ruggisce (mi ricorda «quello spirto guerrier ch'entro mi rugge» di foscoliana memoria); non per niente il ragazzo è laureato in Lettere e dottorando in Filologia classica. La musica (abbastanza orecchiabile) e lo stile mi ricordano qualche cantautore italiano impegnato... forse De Gregori?
  • Giua, Tanto non vengo: voto 6. La ragazza ha vinto parecchi prestigiosi premi musicali. Il brano che porta a Sanremo non è niente di speciale, ma godibile, soprattutto dopo che la tonalità sale.

A fine serata sono stati resi noti i verdetti delle giurie demoscopiche. Passano in finale Giua, Valerio Sanzotta, Frank Head e Milagro (nooooo!).
Due parole (senza voto) sui conduttori. Pippo Baudo è sempre lui: garanzia di impeccabilità... tanto che gli perdono pure il suo voler essere sempre al centro dell'attenzione. Credevo che Piero Chiambretti avrebbe regalato un po' di simpatia, ma mi è calato tantissimo con certe sue battute: ad esempio quando ha dato al non proprio giovanissimo maestro Pippo Caruso un mazzo di fiori, dicendogli «Li metta sulla tomba». La semisconosciuta Andrea Osvart è stata una rivelazione: non soltanto è elegante, con dei lineamenti praticamente perfetti (suppongo però che i maschietti avranno soffermato il loro sguardo un po' più in basso... ), ma è anche spigliata e parla l'italiano sicuramente meglio di tante sue colleghe che in Italia ci sono nate. Però è meglio che non la facciano cantare!
Una nota sull'aspetto forse più interessante di quest'esperienza: il buffet offerto dalla Rai prima dell'inizio della trasmissione. Io, che sono una persona abbastanza esile e dotata di autocontrollo, di fronte ai buffet perdo ogni ritegno e mi lancio sui tavoli con l'intento di assaggiare un po' di tutto. E ieri sera c'era proprio tutto quello a cui non so resistere: tartine assortite, pizze, pizzette, rustici, supplì, crocchette, olive ascolane, verdure fritte, insalate di riso e di pasta... E pensare che avevo riso di gusto, quando un amico mi aveva inviato per posta elettronica l'esilarante racconto della sua esperienza di giurato sanremese di qualche anno fa...
«Alle parole: "... un buffet offerto dalla RAI", orde scomposte di giurati si avventano verso il tavolo, forchettando tutto quello che si muove... e che dopo poco non si muove più. Piatti, coltelli, bicchieri branditi a mò di alabarda per sgominare gli avversari, alla conquista del proprio pezzo di focaccia, da poter esibire come trofeo. L'assalto ai forni, di Manzoniana memoria, viene declassato a rissa da scuole elementari. Eteree fanciulle, che fino ad un attimo prima avevano rifiutato cortesemente, ma con decisione, una caramella senza zucchero, sostenendo di essere a dieta, si lanciano a corpo morto su quei vassoi, difendendo con le unghie e con i denti il loro diritto ad un tozzo di pane. Dignità, ultima speme, dove sei? Ho visto gli occhi degli inservienti, atterriti. Impauriti, forse, di essere loro stessi preda di quelle belve fameliche, di dover sentirne i canini aguzzi nelle carni. Ho visto, in Corea, assalti al nemico molto più ordinati. Ho visto, da lontano, un piatto di pasta che mi supplicava, piangendo: "Prendimi, ti prego. Ti prego... noooooooooooo!". Ho tentato. Giuro che ho tentato. Gli déi mi sono testimoni. Non c'è stato nulla da fare. (Singhiozzo) Pensateci bene, o futuri sposi, se vorrete lenire i dolori di quel fatidico giorno. Organizzate un buffet, invece del solito, stantìo pranzo di nozze. Il vostro spirito ne gioverà, e non mancheranno le occasioni per disfarvi di quel parente tanto antipatico, facendolo passare per un incidente. Tragica fatalità»

domenica 24 febbraio 2008

Importante!

Accolgo volentieri la segnalazione di un'assidua lettrice di questo blog, la quale è presidente dell'Associazione Progetto Endometriosi (A.P.E. Onlus), un'associazione di volontariato che si occupa di una malattia che colpisce in Italia circa 3 milioni di donne in età fertile: l'endometriosi, appunto.
Si tratta di una malattia complessa e cronica, fortemente dolorosa nel 70% dei casi, ed i sintomi molto spesso vengono assolutamente trascurati e sottovalutati anche dagli stessi specialisti. Forti dolori mestruali, dolori all'ovulazione, ai rapporti sessuali, infertilità sono solo alcuni dei sintomi più importanti della malattia.
Un'associata dell'A.P.E. Onlus, Veronica Prampolini, ha scritto un libro sulla sua esperienza con la malattia e con la fecondazione assistita, intitolato Canto XXXV - Inferno. Donne affette da endometriosi (che purtroppo non è attualmente disponibile su IBS, ma varrà la pena di cercarlo da qualche altra parte).
Per cercare di fare informazione e quindi prevenzione sulla malattia, l'A.P.E. Onlus ha organizzato una serie di incontri e presentazioni nelle librerie. Il giorno 1° marzo alle ore 15 sarà la volta della Libreria Feltrinelli di Corso Umberto 5-7 a Pescara, e sarà presente il dottor Zulli, ginecologo.
Vorrei invitare a mia volta tutti i lettori di questo blog a diffondere notizia di questo incontro, che è gratuito ed aperto a tutti: ovviamente mi aspetto un particolare interesse da parte delle lettrici, e spero che vorranno partecipare all'iniziativa di sabato prossimo, se si trovano nei dintorni!

Per gli amanti dei libri

Mi sono da poco registrata su aNobii, un sito imperdibile per i lettori più accaniti. Non ho ancora scoperto tutte le funzionalità che offre; finora mi sono limitata ad inserire nella mia libreria virtuale buona parte dei volumi allineati sullo scaffale che ho davanti in questo momento (un po' un lavoraccio, ma se si conosce il codice ISBN del libro è tutto assai più rapido), e il sito ha individuato automaticamente gli utenti i cui gusti sono più simili ai miei, così volendo potrò dare un'occhiata alle loro librerie. Se vi va di curiosare nel mio scaffale, potete cliccare qui. Non potrete fare a meno di notare che il Commissario Montalbano e Harry Potter la fanno da padroni, ma pure che negli ultimi anni si è accumulato un buon numero di libri che devo ancora leggere, pur avendoli presi con tanta buona volontà. Voi da quale comincereste?

Francesca detta Checca

Nel paesino natale di mia madre, nonché mio paese d'origine, vige l'usanza di stravolgere nomi di battesimo, specialmente di donna, particolari o anche belli. Ad esempio, Lucrezia è diventata Ezia, Elisa Lisina, Adalgisa Algisa, Aida Aidè, Edelweiss Delvèise, ed Anastasia Nestasìa. L'altro giorno parlavamo di una certa signora Epifania. E come sarà mai stata soprannominata? Già, avete indovinato: Befana!

Campione gratuito, vietata la vendita

Questa settimana mi è capitato di comprare ben due giornali incellofanati. Per racchiudere quale indispensabile inserto? Mah, semplicemente un minuscolo incarto con due caramelle (proprio due di numero) svizzere alle erbe Ricola, gusto MelissaLimoncella, con vitamina C e senza zucchero. Com'erano? Beh, diciamo solo che secondo me non valevano una campagna promozionale così capillare! Forse, se avessi avuto mal di gola (ma per fortuna sono riuscita a "schivarlo", negli ultimi tempi), le avrei apprezzate di più.

venerdì 22 febbraio 2008

Quei cattivoni dei giudici

Il Partito delle libertà eviterà di candidare alle prossime elezioni chi ha procedimenti penali in corso. Come proposito non c'è male... peccato che il criterio esposto da Sandro Bondi per poter fare eccezione a questa regola («...esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico») sia addomesticabile con estrema facilità!

Era tanto carino...

Mai lasciarsi prendere dall'esultanza troppo presto! Giorni fa ho deciso di sostituire il mio vecchio mouse ottico wired con un piccolo mouse wireless specifico per notebook: il Wireless Optical Mini Mouse MI-4920Np, che ho utilizzato per un po' con notevole soddisfazione. Ma poi, dopo neanche una settimana, il mouse ha improvvisamente smesso di funzionare: lo muovevo e il puntatore non si spostava di un pixel. Ho fatto, senza successo, diversi tentativi per riattivarlo: ho cambiato le batterie (ma immaginavo che non dipendesse da quelle, dato che la lucina rossa sotto il mouse si accendeva regolarmente), ho provato ad installare i driver per Windows XP, ed ho più volte ripetuto la procedura di sincronizzazione premendo gli appositi pulsantini prima sul ricevitore e poi sul mouse; ho concluso che c'è qualcosa che non va nella comunicazione tra le due parti. Ho quindi inviato un messaggio al Servizio Assistenza disponibile sul sito della Trust, ed ho ricevuto una risposta a tempo di record: mi è stato suggerito di riportare il prodotto al negoziante con lo scontrino, per avvalermi della garanzia di due anni e chiedere la sostituzione. Purtroppo lo scontrino era stato incautamente gettato nell'immondizia. Pazienza, tanto avevo speso "solo" 12,90 euro... Adesso, però, vivo nel terrore di essere piantata in asso in qualche modo da un altro mio acquisto recente del quale sono tanto soddisfatta: le mie comodissime scarpe sportive!

Citare le fonti

Mi riesce difficile credere che il giornalista del Corriere della Sera Aldo Grasso, quando ha scritto quest'articolo sulla singolare similitudine tra la voce del comico Maurizio Milani e quella di Olindo Romano, autore insieme alla moglie Rosa Bazzi della tristemente nota strage di Erba, non fosse al corrente dell'esistenza di questo post (con relativo filmato) pubblicato dal blogger catominor. Io comunque tutta questa sconvolgente similitudine non la noto: trovo che, ad esempio, la parlata del Berlusca e quella di Roberto Mercandalli, il "cumenda" del Grande Fratello 8 (il reality non lo seguo, ma i suoi spezzoni vengono infilati in un sacco di programmi), siano già più somiglianti!

Filo diretto con l'aldilà

Per la serie "quando la realtà supera la fantasia"... avete sentito questa notizia? La Telecom ha scritto a una defunta per richiederle copia del certificato di morte, o addirittura un'autocertificazione, in modo da poterle disattivare l'utenza telefonica. Non ci sono parole!

giovedì 21 febbraio 2008

Le armate Brancaleone

Rieccomi qua a parlare della campagna elettorale... Cosa posso farci, è più forte di me!
Anche se molte delle battaglie portate avanti dai radicali le trovo condivisibili, non so se mi piace l'idea dell'intesa fra loro e il Partito Democratico, anche perché non mi sono chiari i termini dell'accordo. Checché ne dicano quelli del Pdl, comunque, non è che loro stiano messi meglio dal punto di vista degli alleati: leggere (e guardare) per credere!
Dopo le candidature di Mara Carfagna (deputata uscente), Katia Noventa e perfino di Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello 3, a Silvio Berlusconi è toccato incassare il no di Aida Yespica. Peccato, perché la presenza della procace showgirl nelle liste di Forza Italia sarebbe stata perfettamente in linea con una tipica abitudine del Cavaliere: quella di candidare persone che presumibilmente di politica non si sono mai interessate e magari ne capiscono ben poco, ma sono popolari e spesso anche di bell'aspetto, ed è così che riescono a portare a casa un bel po' di voti se non addirittura il titolo di onorevole... Argh, non fatemici pensare! Per il momento mi consolo pensando alle frecciatine lanciate al Berlusca dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga...

mercoledì 20 febbraio 2008

Pseudo-post d'annata

Se dico musica e televisione, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Il Festivalbar? Mtv? Io invece penso al Festival di Sanremo, che invaderà i teleschermi italiani a partire da lunedì prossimo. Vi preannuncio fin d'ora che, all'indomani della prima serata, una piccola chicca sull'argomento dovrebbe essere pubblicata su questo blog... Suspense!  Per il momento mi va di postare una mia personalissima recensione del Festival dell'anno scorso, che inviai per posta elettronica ai miei amici il giorno prima della finale, venerdì 2 marzo 2007. Mi è sempre rimasto il dubbio che nessuno di loro se la sia letta fino in fondo... Comunque fu in quell'occasione (guardate cosa scrissi nel post scriptum) che cominciai a prendere in considerazione l'idea di aprire un mio blog: quello che state visitando, e che debuttò in Rete poco più di un mese dopo. Ecco il post che ancora non sapeva di essere un post!

Ebbene sì, lo ammetto: appartengo al non trascurabile insieme di italiani che non si perdono un festival di Sanremo. Oggi, per ammazzare un po' il tempo sul treno, ho acceso il portatile ed ho voluto improvvisarmi critica musicale (o si dice "critico" anche per le donne?) esprimendo il mio parere sulle performance dei big, senza dimenticare i duetti di ieri sera.
Al Bano - Diciamo che non si smentisce mai. Visto che al momento gli addetti alle scommesse lo danno tra i favoriti per la vittoria finale, suppongo che sia piaciuto agli amanti del genere... cosa che io non sono assolutamente. Quando si produce nei suoi classici acuti, mi viene in mente l'imitazione che ne fa Max Giusti: "aaaaaaaaahhhhh... santa miseria!".
Gianni e Marcella Bella - Non ho ancora un'idea precisa sulla canzone. Dirò solo che trovo un tantino fastidioso che fratello e sorella si esibiscano in un tipico duetto da innamorati...
Mango - Di solito non mi dispiaceva, ma quest'anno mi pare un po' giù di voce. E poi il duetto con la moglie non mi è sembrato dei più riusciti: mi ricordo che lei quando cantava nei Matia Bazar era bravissima, ma non mi è sembrata particolarmente a suo agio con i caratteristici vocalizzi "alla Mango".
Fabio Concato - La canzone, dedicata ad un cinquantenne che perde il lavoro, è gradevole, ma la voce è quella che è, e che più o meno è sempre stata... Meno male che ieri sera c'era Zarrillo. Ma Tullio De Piscopo che l'hanno invitato a fa'? Non ha cantato, ha solo suonato la batteria, ma poiché il pezzo è tutt'altro che ritmato il suo contributo è stato irrilevante.
Antonella Ruggiero - Un'altra canzone impegnata, sugli orrori della guerra. Lei ha una gran voce, e l'accompagnamento dei cori alpini è stato molto suggestivo, ma forse mi ci vorrà qualche altro ascolto perché il motivo musicale mi "acchiappi".
Stadio - Una canzoncina abbastanza orecchiabile, forse perché sa un po' di già sentito...
Simone Cristicchi - Una delle canzoni più toccanti, sulla malattia mentale. Non è il mio pezzo preferito in assoluto (vedi sotto), comunque emoziona eccome, quindi merita.
Leda Battisti - La canzone non è poi tanto male, peccato che per l'esibizione di ieri sera lei sia stata l'unica a non scegliere l'accompagnamento di un musicista. E chi ha chiamato? Kledi ed un'altra tizia, i quali hanno ballato un tango. Ora mi rivolgo soprattutto alle ragazze: a me Kledi non piace per niente (Miguel Angel Munoz invece è stato un gran fico), è normale?
Amalia Gré - Classica cantante di un certo livello, che a me comunque non è piaciuta, forse perché è il mio livello che è troppo basso...
Paolo Meneguzzi - Un motivetto che prevedo si sentirà parecchio in giro. Non male, comunque. Non sono d'accordo con il giornalista che, nella sezione dedicata a Sanremo del sito di
Repubblica, ne ha scritto peste e corna.
Velvet - Mi erano piaciute di più altre loro canzoni, più energiche. E poi, non è il caso che il cantante prenda qualche lezioncina di canto?
Zero Assoluto - Per la serie "Un nome, un valore artistico"... e avrei già detto tutto. Se non fossero abbastanza carucci (ed uno non avesse per padre un pezzo grosso), con la voce che si ritrovano non sarebbero andati da nessuna parte. Secondo me, Nelly Furtado li ha visti per la prima volta ieri sera: per
All good things come to an end avranno effettuato le incisioni ognuno per conto suo, e poi le due parti sono state messe insieme. Quando ho sentito su MTV l'intero pezzo cantato solo da lei, l'ho trovato addirittura piacevole.
Johnny Dorelli - Ha ricevuto standing ovation e apprezzamenti dalla stampa... Sarà, ma a me mette tristezza!
Milva - Meglio di quanto mi aspettassi. Pure il duetto con Ruggeri non è stato male, perché, anche se a me lui piace molto di più come autore che come interprete, il pezzo era adatto al suo modo di cantare.
Nada - Non so come spiegarlo, più che una canzone mi sembrava un rantolo. Mi chiedo come sia possibile che il critico del
Corriere della Sera le abbia dato un voto tra i più alti.
Tosca - Io ero rimasta a
Vorrei incontrarti fra cent'anni, per cui questo netto cambiamento di genere mi ha colta di sorpresa. Comunque il pezzo è originale e cantato come si deve... Peccato solo per tutti quegli "zumpappà".
Paolo Rossi - Sì, lo so che non è un cantante. Comunque avrebbe potuto eseguire un'interpretazione migliore... Per quanto riguarda la canzone, mi sarei aspettata che dal repertorio postumo di Rino Gaetano sarebbe uscito qualcosa di più pungente. O forse è pungente, ma sono io che non lo capisco?
Francesco e Roby Facchinetti - Se non l'avessero già detto in tanti, direi che la scelta di cantare con un figlio così stonato è stata la più grande dimostrazione di amore paterno da parte del Pooh. Il brano comunque non è dei peggiori.
Daniele Silvestri - Siamo arrivati al mio pezzo preferito. Non avrà un significato profondo come quello di Cristicchi, ma mette allegria e fa venire voglia di ballare perfino a me, che sono sciolta come un bassorilievo ligneo del '400 (notare l'ardita metafora).
Piero Mazzocchetti - L'ultimo della lista (che ho copiato da Internet) è il nostro concittadino. Il pezzo non sarebbe neanche male, peccato che a mezzo minuto dalla fine lui si ricordi di essere il "Bocelli de noantri" e sfoggi le sue doti da tenore. Se non si è capito, non sono un'estimatrice della commistione tra musica leggera e lirica. Ho paura che il ragazzo non lascerà tanto il segno: l'estate scorsa ha cantato alla festa in Piazza Salotto organizzata in onore di Grosso e Oddo, e pure se ero lì non me lo ricordo assolutamente!

P.S.: Raga', che ne pensate dell'idea di aprire un blog? (in realtà ne ho aperti addirittura due, ma non ci ho mai scritto)

martedì 19 febbraio 2008

Una gioia per gli occhi, ma...

Avrei voluto scrivere qualcosa sull'appello anti-elettorale un tantino qualunquista lanciato da Fiorello oppure sul tizio che ha messo all'asta su eBay il suo voto alle politiche, ma mi sono ripromessa di contenermi sull'argomento, per cui passo oltre!
Caravaggio, che fino all'entrata in vigore dell'euro era per molti sinonimo di "banconota da centomila lire", è sempre stato uno dei miei pittori preferiti, per il suo sapiente uso dei colori caldi e la capacità di rendere atmosfere crepuscolari... e non vado oltre, ché non mi pare il caso di improvvisarmi critica d'arte! Poiché della sua biografia (segnata da una personalità tutt'altro che facile) sapevo poco o nulla, ho voluto seguire la fiction a lui dedicata, trasmessa ieri e l'altroieri sera da Raiuno. Ebbene, vi dirò che mi è piaciuta soltanto la fotografia: si vedeva proprio che era curata da un maestro come Vittorio Storaro, e sembrava quasi di ammirare un quadro dell'epoca in movimento. Ah, ovviamente fra le cose piacevoli da vedere metto anche il protagonista Alessio Boni: non sarà bello come un Raoul Bova, ma è diecimila volte più intenso ed espressivo!

lunedì 18 febbraio 2008

Fiducia nel buon senso degli italiani

Lo so, questo rischia di diventare un blog monotematico. Ma, quando l'uragano-elezioni sarà passato, la smetto, promesso!
Intervistato da Il Giornale (fra quel quotidiano, Libero e Il Foglio, non ha che l'imbarazzo della scelta), Silvio Berlusconi ha espresso delle critiche nei confronti di Walter Veltroni. E fin qui tutto ok, nulla che non rientri nelle dinamiche di un normale dibattito politico. Peccato che a me le sue obiezioni sembrino tutte abbastanza fragili, nessuna esclusa.

  • Il Berlusca ha definito «fasulli» i dati del sondaggio citato ieri dal leader del PD per avvalorare la rimonta del suo partito. Pur senza fornire dettagli, Veltroni ha affermato che il sondaggio era stato curato dal più prestigioso istituto italiano per le indagini statistiche, ed ha invitato a controllare sui giornali la veridicità della notizia. Se fosse stato consapevole di mentire, perché si sarebbe esposto al rischio di venire smascherato pubblicamente, e da qualcuno ben più attendibile di un avversario politico? E poi: non è che Berlusconi pretende di avere l'esclusiva sull'utilizzo dei sondaggi?

  • «A Veltroni auguro di non prendere troppo freddo e di non stancarsi troppo, anche se poi, all'opposizione, avrà molto tempo per riposarsi». Ma che pensiero gentile... e lui quando pensa di mettersi a riposo, visto che ha quasi vent'anni più di Veltroni, ha mostrato più di una volta segni di cedimento durante i comizi, e la sua defunta mamma si preoccupava tanto dello stress che l'ingresso in politica gli avrebbe causato?

  • «Quei dodici punti che Veltroni ha presentato sono proposte per metà copiate dal centrodestra, a cominciare dal meno tasse per tutti. L'altra metà stava già nelle 281 pagine del programma di Prodi». A me sembra normale che i programmi di avversari politici presentino dei punti in comune: e allora? Perfino Berlusconi, se ben consigliato, è in grado di presentare un programma decente. Per differenziarsi, gli avversari devono per forza dissociarsi da ogni singolo punto? E poi, nei dodici punti del suo programma, non mi pare che Veltroni abbia espresso l'intenzione di abolire l'Ici sulla prima casa e di limitare per decreto il ricorso alle intercettazioni, due obiettivi che il Berlusca ha esposto come prioritari ma che a me sembrano tendenzialmente ad personam e (soprattutto il primo) "vagamente" demagogici.

  • «Il programma per la sinistra è sempre stato uno specchietto per le allodole, cioè per gli elettori, da usare solo in campagna elettorale». Ah, questa è buona. Forse lui ritiene di aver sempre mantenuto, nelle sue esperienze di governo, tutte le promesse fatte alla vigilia del voto?

  • «Io penso che l'addio di Casini sia come l'addio di Follini: non sposta nulla». Io credo invece che Casini si beccherà le preferenze di un sacco di persone che non lo avrebbero mai votato, se avesse accettato di far parte del Pdl. Ma sicuramente mi sbaglio... Io non ho un sondaggista di fiducia!

domenica 17 febbraio 2008

Mi fido di te


Quando ascolto un politico, a prescindere dallo schieramento a cui appartiene, mi sforzo sempre di "tenere acceso" il mio senso critico e di non farmi condizionare da possibili pregiudizi. È così che mi è capitato di trovare sensati i discorsi di qualche esponente del centrodestra, e vuote (se non false) le parole di certi politici del centrosinistra.
Walter Veltroni ha scelto Pescara come prima tappa del suo giro d'Italia in pullman verde speranza: un viaggio lungo oltre dodicimila chilometri, che toccherà centodieci province. E la sottoscritta non poteva mancare stamattina in Piazza Salotto, a dispetto del freddo pungente.
Cosa posso dire? Per quanto io mi sia messa d'impegno nel cercare il pelo nell'uovo, il discorso di Veltroni, interrotto più volte da applausi scroscianti e convinti, mi è sembrato piuttosto credibile, i suoi argomenti validi, e gli obiettivi che si è prefissato realistici. Il leader del Partito Democratico ha avuto l'onestà di riconoscere gli errori commessi dal centrosinistra; per quanto riguarda l'opposizione, senza fare quasi nessun nome (mi pare che non abbia mai nominato Berlusconi se non tramite perifrasi), si è limitato ad esporre determinati fatti, il che è risultato probabilmente più efficace rispetto a un giudizio esplicito. Alla fine Veltroni ha invitato ciascuno dei presenti a tentare di convincere cinque persone a votare per il PD; per quanto mi riguarda, temo che dovrò iniziare l'opera dai miei familiari...
Mentre ascoltavo Veltroni, l'idea di fare politica non mi è sembrata più tanto assurda; non dico che vorrei farla io in prima persona, ché credo proprio di non esserci tagliata neanche un po', ma parlo in generale. E l'eventualità di un ribaltamento del prevedibile esito delle elezioni di aprile non mi pare più così impossibile; difficile sì, certo...
Il punto del discorso di Veltroni su cui mi sono trovata più in disaccordo è stato quando lui ha affermato che i militari italiani che scelgono di andare in missione in Afghanistan lo fanno perché hanno realmente a cuore il destino delle popolazioni locali. Io questo non lo nego, ma sono convinta che siano spinti soprattutto dal desiderio (legittimo, per carità) di arrotondare un po' il magro stipendio...
E poi, sarò io che non arrivo ad afferrarne il significato, ma devo ammettere che ho qualche perplessità anche sull'inno scelto da Veltroni, ossia la canzone Mi fido di te di Jovanotti; stamattina l'hanno messa su talmente tante volte che l'ho quasi imparata a memoria! Ma, titolo a parte, non mi sembra che il testo sia particolarmente azzeccato per una campagna elettorale (soprattutto, mi sono sempre chiesta: che mi stanno a significare le «vecchie che ballano nelle Cadillàc»?). Eccovelo qua sotto, così potete valutare anche voi!

Jovanotti
Mi fido di te

Case di pane, riunioni di rane
Vecchie che ballano nelle Cadillac
Muscoli d'oro, corone d'alloro
Canzoni d'amore per bimbi col frac
Musica seria, luce che varia
Pioggia che cade, vita che scorre
Cani randagi, cammelli e Re Magi

Rit.:
Forse fa male eppure mi va
Di stare collegato
Di vivere d'un fiato
Di stendermi sopra al burrone
Di guardare giù
La vertigine non è
Paura di cadere
Ma voglia di volare

Mi fido di te
[x4]
Io mi fido di te
Ehi, mi fido di te
Cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
La dea dell'amore si muove nei jeans
Culi e catene, assassini per bene
La radio si accende su un pezzo funky
Teste fasciate, ferite curate
L'affitto del sole si paga in anticipo, prego
Arcobaleno, più per meno meno

Rit.

Mi fido di te
[x3]
Cosa sei disposto a perdere
Mi fido di te
[x2]
Io mi fido di te
Cosa sei disposto a perdere

Rabbia, stupore, la parte, l'attore
Dottore, che sintomi ha la felicità
Evoluzione, il cielo in prigione
Questa non è un'esercitazione
Forza e coraggio
La sete, il miraggio
La luna nell'altra metà
Lupi in agguato, il peggio è passato

Rit.

Mi fido di te
[x3]
Cosa sei disposto a perdere
Eh, mi fido di te
Mi fido di te
[x3]
Cosa sei disposto a perdere

sabato 16 febbraio 2008

Yes, he can

I simpatici Mist e Dietnam, titolari del blog dedicato ai Chuck Norris facts, ne hanno appena creato uno nuovo il cui protagonista è Mister "Yes we can": Barack Obama is your friend! Consiglio di visitarlo a chi apprezza il senso dell'umorismo tipico di Roundhouse Kicks!

Non so se ne sentirò la mancanza

La lettura del romanzo conclusivo della saga su Harry Potter sta procedendo un po' a rilento. Sono arrivata poco oltre la metà, a pagina trecentosettantaquattro, quella in cui vengono menzionati per la prima volta i fantomatici doni della morte del titolo. Ho l'impressione che la storia non ingrani, i frequenti combattimenti magici sono difficili da seguire, la lontananza dei personaggi da Hogwarts si fa sentire, e la Rowling sembra essere stata colta dalla smania di inserire nell'ultimo libro tutte le informazioni possibili e immaginabili per completare il quadro. Sono rimasta di stucco quando ho letto a pagina trecentocinquantuno una vera e propria parolaccia: Hermione definisce Ron un «enorme st***zo»!

Guidare d'inverno

Abbiamo ormai superato la metà della stagione più fredda, ma per i prossimi giorni i meteorologi prevedono un brusco calo delle temperature. Vorrei parlare di due problemi che si incontrano guidando nei mesi invernali...

  1. Quando fa freddo è più facile raffreddarsi (scusate il bisticcio linguistico ), e non è il caso di sottovalutare il rischio che comporta il fatto di starnutire mentre si guida, soprattutto se si procede a velocità sostenuta su una strada trafficata e non rettilinea. Se lo starnuto è bello potente, per il guidatore è difficile conservare il pieno controllo di sé per lunghissimi istanti!

  2. D'inverno l'oscurità scende prima, e quindi bisogna fare più attenzione ai pedoni, che spesso si aggirano per le strade vestiti di scuro dalla testa ai piedi. Non dico che dovrebbero cospargersi di catarifrangenti, ma... insomma! Vabbe', devo ammettere che sotto questo aspetto non do certo il buon esempio: i giacconi invernali che sono solita indossare sono neri, e ieri, approfittando degli ultimi saldi (ho risparmiato oltre la metà!), ne ho comprato un altro dello stesso colore, perché il nero lo trovo pratico e semplice da abbinare. Se non fosse per le differenze nei modelli, mi sentirei un po' come il mitico Paperino, che quando apre l'armadio si trova davanti una sfilza di giubbe da marinaio tutte uguali!

Proviamoci...

... a smontare i quattro motivi più strambi addotti dalla gente per votare Berlusconi (che ci crediate o no, sono tutti autentici: li ho sentiti con le mie orecchie, e più spesso di quanto possiate immaginare).

  1. «Se è stato così bravo come imprenditore, perché non dovrebbe esserlo nel mandare avanti l'Italia?»

  2. «Lui è uno che dà lavoro a cinquantamila persone!»

  3. «Sono milanista, e lui ha fatto grande il Milan!»

  4. «Guardo sempre i programmi Mediaset!»


Punto 1: a me non pare che gestire una grande azienda e governare una nazione siano proprio la stessa cosa. Prevedono competenze, doti e finalità ben diverse... e a volte in contraddizione fra loro.
Punto 2: non penserete mica che lo faccia a titolo di beneficenza?
Punti 3 e 4: mi sembrano talmente privi di senso che credo (spero!) non valga neanche la pena di soffermarcisi...

Sempre a proposito del Berlusca... certo che la sua faccia tosta quando parla della buon'anima di Enzo Biagi non ha limiti! E Casini, ufficializzando la sua decisione di correre da solo, ha guadagnato dei punti nella mia stima... anche se non così tanti da convincermi a votare per lui.

venerdì 15 febbraio 2008

Brrrividi

Da qualche parte ho sentito qualcuno che diceva che l'ultimo singolo di Antonello Venditti, Dalla pelle al cuore, gli fa venire i brividi. In un certo senso sono d'accordo: anche a me fa più o meno lo stesso effetto... ma è questione di "smovimento" della nervatura! E pensare che del cantautore romano possiedo pure un album, Gli anni '80, che mi piaceva abbastanza.

Una pacchia

Oggi vorrei parlare della salute dei miei piedi, i quali, dopo essere stati tormentati dalle scarpe che avevo preso a saldo all'inizio del mese e che si sono rivelate inaspettatamente scomode, sono finalmente in festa!  L'altro giorno ho comprato le calzature più confortevoli che abbia mai indossato: un paio di Adidas modello Midiru 2 W, nere, con le tre famose strisce che caratterizzano quel marchio di color argento. Quando rientro a casa, un po' mi dispiace di dovermele togliere: sembra quasi di camminare scalza... con la differenza che sono adatte anche per affrontare terreni un po' accidentati.

Quasi quasi ceno cinese

La gamma di piatti pronti da scaldare nel forno a microonde disponibili in commercio è sempre più ampia, e sconfina spesso nelle specialità etniche: l'altro giorno ad Auchan ho trovato Xiu Mai au porc & vermicelles asiatiques aux légumes (in quell'ipermercato abbondano i prodotti confezionati in Francia), ossia Xiu Mai alla carne di maiale e vermicelli asiatici alle verdure. Tendenzialmente preferisco evitare i vermicelli, il cui aspetto trasparente non me li rende particolarmente appetitosi... ma, poiché una delle mie pietanze cinesi preferite sono proprio gli Xiu Mai, fagottini di pasta ripieni di carne e verdure, ho deciso di provare. Non male... anche se quelli serviti al ristorante cinese Hai Bin come parte del tipico antipasto misto caldo sono meglio.

Chi sono costoro?

In seguito alla pubblicazione su TV Sorrisi e Canzoni di un editoriale dedicato allo stato della musica al giorno d'oggi, sono arrivate a Sorrisi.com numerose lettere di lettori che ci tenevano ad esprimere il loro parere in proposito. Leggendole, ho scoperto l'esistenza di un gruppo "industrial" tedesco dal nome pressoché impronunciabile: gli Einstürzende Neubauten. Il direttore Brindani ha ammesso che non li conosce e che forse non li conoscerà mai (una chiusura a priori che è un po' un autogol, da parte del direttore di un settimanale che si occupa di spettacolo), e c'è chi ha osservato che non sa cosa si perde. A questo punto non c'è da stupirsi che mi sia venuta la curiosità di ascoltare qualcosina di 'sti Einstürzende Neubauten, preferibilmente in modo gratuito ma legale, ossia senza dover scomodare il famigerato Mulo. Sinceramente non mi andava di acquistare da iTunes: troppe volte in passato mi è capitato di pagare per ascoltare e/o guardare e/o leggere cose di cui avevo sentito dire un gran bene, e che invece mi hanno delusa. Ho appena scoperto che, visitando il sito ufficiale della band, è possibile ascoltare qualcosa in streaming. Vedremo... o meglio, ascolteremo!

giovedì 14 febbraio 2008

Due simpatici mattacchioni

Da quando i cantanti Gigione e Jò Donatello sono andati ospiti a Quelli che il calcio e..., la loro notorietà sembra aver subito un'impennata. Ad esempio la canzone vincitrice dell'edizione odierna della Coppa Rimetti, pseudo-concorso fra brani trash indetto dal programma radiofonico Il ruggito del coniglio (in onda su Radiodue dal lunedì al venerdì alle 8 di mattina), è stata l'ineffabile Ti piace il gelatino interpretata da Jò Donatello. I conduttori del programma Antonello Dose e Marco Presta non hanno perso l'occasione di commentarne il testo:
«Ma non è che c'è un doppio senso?»
«Nooo, ma scherzi?»
Ultimamente uno dei principali bersagli della loro ironia è il presidente francese Nicolas Sarkozy, ribattezzato «l'amico Sarcozzi».
Presta e Dose scrivono anche per il quotidiano Il Messaggero. Nella loro divertente rubrica settimanale, chiamata È lunedì, coraggio (non credo ci sia bisogno di specificare in quale giorno esce ), i due illustrano notizie di cronaca non proprio da prima pagina, ovviamente a modo loro...

Se lo dite voi...

L'ultima vittima in ordine di tempo dell'impietoso occhio di Tgcom, la cui tendenza gossippara del momento è quella di scovare la cellulite sulle cosce delle donne famose, è Alessia Marcuzzi. Devo ammettere che sono rimasta un po' perplessa quando ho letto che le gambe della conduttrice venivano definite «da urlo», poiché a me invece sono sempre sembrate un po' troppo magre e "stortignaccole", e mi chiedevo perché mai lei si ostinasse ad indossare minigonne alquanto audaci: non c'è nessuno che le consigli di optare per una longuette, che magari le dona di più?

Magra consolazione

L'ho scoperta tardi, ma in qualità di juventina DOC non potevo esimermi dal citare la classifica virtuale del campionato di serie A che risulterebbe se non ci fossero stati i discussi errori arbitrali. Alla data del 5 febbraio, la Juve sarebbe stata prima con 48 punti davanti all'Inter con 45... mentre nella realtà l'Inter aveva 53 punti e la Juve era terza (dietro la Roma) con 41. All'epoca della famigerata Triade, non era bello sentirci dire che vincevamo grazie agli imbrogli oppure (nel migliore dei casi) per via della sudditanza psicologica degli arbitri... ma, adesso che la situazione si è ribaltata a nostro sfavore, non è che sia poi tanto meglio! Mi chiedo perché quelli che contano siano così restii all'introduzione della moviola in campo...

L'amore non ha età

Non sono neanche le 15 e già ne ho fin sopra i capelli di San Valentino... Ciononostante, trovo troppo tenera l'immagine scelta da Google per la giornata odierna che mi è apparsa non appena ho lanciato il browser!

mercoledì 13 febbraio 2008

Tutti insieme appassionatamente

In vista delle elezioni politiche, fervono le trattative per le alleanze. Pier Ferdinando Casini non ha ancora detto sì all'annessione al Partito delle libertà, perché non se la sente di rinunciare al simbolo dell'Udc. Gianfranco Fini si è fatto meno scrupoli, accettando di far confluire Alleanza Nazionale nel nuovo partito assieme a Forza Italia. Mi stupisce sfavorevolmente una decisione del genere da parte di un politico che tutto sommato stimavo, pur dissentendo da lui su molti aspetti. Non dimentichiamoci che è la stessa persona che meno di due mesi fa si esprimeva in questo modo.
Per quanto riguarda il centrosinistra, personalmente accolgo con favore l'accordo raggiunto tra Walter Veltroni e Antonio Di Pietro, uno dei politici che stimo di più. E considero una dimostrazione di serietà da parte degli altri partiti il rifiuto di confluire a tutti i costi (anche calpestando la propria identità) nel Partito Democratico. Peccato che questo atteggiamento rischi fortemente di produrre un risultato negativo...

Un caos mica tanto calmo!

Don Nicolò Anselmi, responsabile della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale giovanile, ha criticato la scena erotica del film Caos calmo della quale ho parlato qui, definendola pesante, volgare e distruttiva, ed auspicando una sorta di obiezione di coscienza da parte degli attori (ammesso e non concesso che Nanni Moretti e Isabella Ferrari siano andati contro le proprie convinzioni più profonde, interpretandola).
Sorvolando sul disagio che provo se immagino un sacerdote che assiste ad una scena del genere, lì per lì mi sono chiesta: non è certo la prima performance di sesso spinto che si vede al cinema, come mai la Cei si è espressa soltanto in questa circostanza? Leggendo il prosieguo del discorso del sacerdote, ho avuto la risposta: «mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d'amore aperto alla vita, ad un figlio». Ah, ecco: pur non avendo visto il film, ho sentito dire che i protagonisti "lo fanno" in una maniera tale da rendere impossibile il concepimento... e per la Chiesa il sesso ha senso solamente se finalizzato alla procreazione, in sostanza.
Successivamente Anselmi ha tentato di smorzare il clamore suscitato dalle sue parole, e l'Avvenire ha precisato che «ad essere biasimata era solo la grande enfasi pubblicitaria su una scena di sesso tra i due protagonisti». Sulla questione dell'enfasi la penso anch'io così, ma non sono affatto convinta che il punto fosse solo questo.

martedì 12 febbraio 2008

Un autografo molto particolare

Anche se non crederò mai che Ronaldo debba la sua sorprendente chioma attuale all'uso intensivo di Crescina, trovo che lo spot del prodotto interpretato dal calciatore sia simpatico e ben riuscito!

E il cittadino si indigna

Sarà che non sono una fan sfegatata di Valentino Rossi, né di qualche altro campione delle due ruote in particolare (anche se il motociclismo mi affascina molto di più della Formula 1)... ma questa notizia mi ha fatto imbestialire: anziché essere condannato a pagare una salatissima ammenda, il motociclista pesarese potrà mettersi in regola versando al Fisco italiano circa 35 milioni di euro. Non saranno bruscolini, però sono pur sempre pari a circa un terzo della somma dovuta. Ma io dico, vi sembra giusto un simile maxi-sconto? E all'italiano medio tocca pagare una sovrattassa anche solo se omette di pagare il canone Rai entro i termini previsti...

Professione politico

Uno degli argomenti usati più spesso dagli esponenti di centrodestra, Silvio Berlusconi in primis, contro il leader del Partito Democratico Walter Veltroni è questo, più o meno: «Con quale faccia questo si presenta come il nuovo in politica, quando sono trent'anni che sta nel ramo?». Sorvolando sul fatto che per troppa gente il concetto di "politica" di per sé ha assunto una connotazione irrimediabilmente negativa... è forse una colpa aver dedicato la propria vita a quest'attività, acquisendo presumibilmente una certa competenza nel settore? È meglio lo stesso Berlusconi, che ha deciso di scendere in campo alla "tenera" età di cinquantasette anni? A meno che voi non crediate davvero che «l'ha fatto per noi» (come dice il comico Antonio Cornacchione) e non per tutelare i propri interessi!
Quel "simpaticone" del giornalista Maurizio Belpietro, interpellato da TV Sorrisi e Canzoni, ha definito la legge sulla par condicio «una stupidaggine, indegna di un Paese normale». Come se il fatto che un candidato premier possa controllare una parte consistente dei media fosse perfettamente degno di un Paese normale!

domenica 10 febbraio 2008

E allora ditelo!

Scrivendo il post di ieri su San Valentino, ho scoperto che Vita da single.net organizza per il 15 febbraio delle serate per single in sei città d'Italia, tra le quali guarda caso anche la mia. Ho quindi inviato un e-mail per chiedere informazioni. Dieci minuti dopo mi è arrivata una risposta automatica con scritto «Ci dispiace doverti informare che non è più possibile prenotare per l'evento da te richiesto». Ma allora perché su questa pagina c'è scritto che le prenotazioni chiudono il 13 febbraio?
Uffa al quadrato!!!

sabato 9 febbraio 2008

Uffa!

Anche quest'anno i giorni che precedono il 14 febbraio sono critici per me, a causa del bombardamento di messaggi, pubblicitari e non, trasmessi da televisioni, giornali, negozi e quant'altro. Cosa volete che vi dica: San Valentino sarà pure una ricorrenza commerciale, ma affidarsi a questo punto di vista è una magra consolazione per tutti coloro che di fronte a tanto romanticismo, autentico o meno che sia, sentono più che mai la mancanza di una persona con cui festeggiare o, nel caso più sfigato, di cui essere almeno innamorati (un tempo credevo che non essere innamorati fosse meglio che esserlo infelicemente, ora non lo penso più).
Mi chiedevo come mai nessuna ditta pensa di mettere sul mercato dei gadget specifici per il 15 febbraio, giorno di San Faustino, proclamato "protettore dei single". In fondo il bacino di utenza non sarebbe mica da buttar via! A chi possa avere il sospetto che io abbia iniziato un inesorabile processo di trasformazione in zitella acidula, rispondo: se è così, c'è solo un modo per invertire la tendenza, e cioè presentarmi un baldo giovine single, gradevole, abbastanza intelligente, sensibile, sincero (e ora basta con gli aggettivi che forse son già troppi). Allora?

Dolci attese

Le attrici Nicole Kidman e Jessica Alba hanno scoperto un aspetto molto piacevole della loro gravidanza: il loro seno è diventato più grande. È un peccato che io non disponga della "materia prima" necessaria, perché anche a me una misura in più non dispiacerebbe mica...
A proposito di dolci attese, ho scoperto da poco che una mia amica d'infanzia, che ha un anno meno di me, è incinta per la quarta volta. Non ricordo di preciso quando si è sposata, ma a occhio e croce è trascorso poco più di un anno fra una gravidanza e l'altra. Francamente la ammiro: a me sembra un impegno molto gravoso dover badare anche ad un solo bimbo, se poi sono addirittura quattro, e di età così ravvicinate... Per quanto ne so, comunque, lei e il marito sono sorretti da una religiosità fortissima, e circondati da un parentado di grande aiuto.

Anche questa è arte

Sotto le Feste vi sarà forse capitato di imbattervi in post come questo: due calici augurali realizzati in ASCII art, in cui ogni singolo carattere linkava un blog differente. Lo staff di BlogBabel non l'ha presa bene, perché questo espediente è in grado di alterare in men che non si dica il ranking di moltissimi blog; per tutta risposta diversi blogger, tra i quali Zuck e Chissenefrega, hanno scritto dei post un tantino polemici...
Ma che cos'è questa ASCII art? Per citare Wikipedia, è «un mezzo artistico che [...] consiste di immagini prodotte componendo i 95 caratteri ASCII». Esiste persino un video di Beck ispirato alla ASCII art. La canzone non è un granché (di quel cantante mi piaceva molto di più Sexx Laws), e pure la qualità del filmato di YouTube è quella che è, ma l'idea alla base del video è formidabile, a mio parere.
A questo punto mi è sorta spontanea una domanda: dove lo trovo, un software per convertire le mie immagini in ASCII art? Grazie all'insostituibile Google ho trovato un post dedicato al sito Photo2Text, tramite il quale ho convertito in un batter d'occhio il mio avatar: il risultato potete vederlo qui. Sarò stramba, ma a me pare straordinario quel che si può fare con dei semplicissimi caratteri!
Nota: ASCII si pronuncia "aschi", un po' come il nome della famosa razza canina. Quando ho sentito per la prima volta questa pronuncia utilizzata da un professore, sono rimasta un po' interdetta... ma evidentemente lui sapeva quel che diceva!

Lealtà e riconoscenza

Silvio Berlusconi ha elogiato la lealtà dimostrata dalla Lega: «Ieri sera con grande senso di responsabilità Bossi mi ha detto che presenterà il suo simbolo solo dove il carroccio ha numeri alti, quindi solo al Nord». Mah, a me sembra che la lealtà non c'entri poi molto: come ha implicitamente ammesso lo stesso Cavaliere, i leghisti avranno capito che non ha poi molto senso presentarsi al di sotto dell'Emilia Romagna. Piuttosto, io continuo a chiedermi com'è possibile che in Sicilia Forza Italia prenda tutti quei voti nonostante l'alleanza al Nord con un partito così spiccatamente anti-meridionalista; chi è stato da quelle parti mi ha riferito di aver riscontrato addirittura una sorta di venerazione per la figura di Berlusconi. Qualcuno ha espresso una sua teoria al riguardo, ma mi rifiuto di riportarla qui perché è offensiva nei confronti dei siciliani.
Clemente Mastella, verso il quale Berlusconi ha espresso la propria riconoscenza per la caduta del governo Prodi, si è dichiarato disposto ad entrare nel Partito delle libertà ad alcune condizioni. Quali? Beh, dopo averlo sentito oggi al telegiornale che affermava di non volersi svendere, e dopo aver controllato il significato della parola svendere (vendere sottocosto o praticando un prezzo molto inferiore a quello normale), io una mia idea me la sono fatta, se capite cosa intendo. Vi sembro troppo maliziosa?

venerdì 8 febbraio 2008

Cosa non si fa per attrarre il pubblico

Esce oggi il film Caos calmo, del quale si parlava già da un po' per via di una rovente scena di sesso tra Isabella Ferrari ed un insospettabile Nanni Moretti. Poiché non prevedo di andare a vedere il film al cinema, non potrò valutare se quella scena sia davvero così funzionale alla storia come dicono gli interessati... e così mi resterà il dubbio che l'intera faccenda sia stata montata ad arte per dare un po' di pepe alla trama, di per sé magari poco allettante per il grande pubblico: un uomo rimane improvvisamente vedovo, e si trova a dover fare i conti con il proprio lutto e con quello della sua bambina.
A proposito di stratagemmi finalizzati ad incuriosire il pubblico cinematografico, ce n'è in cantiere uno al cui confronto la scena hard di Caos calmo mi appare come un'inezia. Credevo che fosse un ballon d'essai (come lo chiama chi se ne intende), ed invece è vero: Fabrizio Corona, balzato agli "onori" delle cronache per il suo coinvolgimento nell'inchiesta su Vallettopoli, si è scoperto attore ed interpreterà un poliziotto nel film Tieni a me, che diventerà anche una fiction. Anche in questo caso, gli addetti ai lavori hanno un bel dire che Corona ha brillantemente superato un regolare provino: il sospetto che i produttori sperino di cavalcare la discussa ma indubbia popolarità del personaggio è forte, e di sicuro non me la sento di augurare i migliori successi ad un film nel quale ad impersonare un ruolo simile è un individuo che non sembra aver mostrato un particolare rispetto per la legge. Anche molti poliziotti veri hanno protestato, direi più che giustamente.

Buone azioni

Non sarebbe un bel gesto se il signor Tin spiegasse al signor Katamail come ha fatto a debellare lo spam dalle sue caselle di posta elettronica? Il mio indirizzo Katamail era immune dallo spam, finché non ho avuto la malaugurata idea di usarlo per postare dei messaggi in Google Gruppi... Al contrario, il mio indirizzo Tin è tornato praticamente "pulito" dopo un lungo periodo critico in cui pensavo di doverlo abbandonare.

giovedì 7 febbraio 2008

Fatto l'inganno, trovata la legge...

Sull'ultimo numero di TV Sorrisi e Canzoni, nella rubrica dedicata agli avvenimenti della scorsa settimana, era riportata la seguente notizia ultra-sintetica: «Nel processo stralcio per la vicenda Sme, Silvio Berlusconi viene assolto dall'accusa di falso in bilancio». Il lettore Dino di Vigevano ha scritto al direttore per avanzare un'obiezione più che sensata, relativa all'omissione di una certa circostanza tutt'altro che secondaria. In un certo senso la ammiro, l'elegante faccia tosta con cui Brindani è stato capace di rispondergli!

L'importante è crederci

Ospite ieri al Tg1 delle 20, il vicesegretario nazionale del Partito Democratico Dario Franceschini (uno che se si fosse presentato alle primarie del 14 ottobre avrebbe potuto sottrarre un bel po' di voti a Weltroni, secondo me) ha dichiarato, a proposito delle prossime elezioni politiche: «Vogliamo vincere». Credo che vivrei molto meglio se avessi anche solo un decimo del suo ottimismo... non soltanto riguardo alla politica, ovviamente, ma soprattutto in altri ambiti!

mercoledì 6 febbraio 2008

Se voto deve essere, sia!

E così ci tocca andare a votare, il 13 e 14 aprile. Di sicuro non faccio i salti di gioia per queste elezioni anticipate, ma non per questo intendo astenermi dal fare il mio dovere di cittadina: ogni singolo voto sottratto al centrodestra avrà la sua importanza per scongiurare una débâcle totale ai danni dell'attuale (cosiddetta) maggioranza. Il governo è propenso ad organizzare un election day, accorpando cioè nella stessa data le elezioni politiche e quelle amministrative. A me sembra una scelta molto saggia ai fini del contenimento dei costi... ma, tanto per non smentirsi, nell'opposizione c'è chi si dichiara contrario perché «si rischierebbe di indurre in confusione gli elettori, soprattutto quelli più anziani». Suvvia, ma considerano gli italiani così stupidi da non riuscire a gestire più di due schede? Che dire allora di quando ci sono i referendum e a volte bisogna raccapezzarsi con una decina di quesiti sì-no? I referendum, beh... altro tasto dolente: quelli sì che sono uno spreco di soldi. Non ricordo a quanti anni fa risalga l'ultimo referendum che non sia fallito a causa del mancato raggiungimento del quorum. Io trovo che il requisito del quorum sarebbe bene abolirlo: in tal caso anche i fautori del no non potrebbero più limitarsi a propagandare uno sterile astensionismo, ma dovrebbero darsi da fare per convincere la popolazione ad andare alle urne ed esprimere il proprio intendimento.

Il fumo fa male...

... e sai che novità. Ma questa volta non mi riferisco al comunissimo fumo di sigaretta, che ho già affermato di non sopportare. Oggi al telegiornale si è parlato di una recente scoperta dei ricercatori: fumare spinelli espone molto di più al rischio di cancro al polmone rispetto al fumo di sigaretta. Al termine del servizio, il giornalista si è detto convinto che prendere consapevolezza di questo fatto costituirà un efficace deterrente per i fumatori abituali di canne, mentre io non sono così ottimista. Ormai si sa da anni che il fumo di sigaretta favorisce l'insorgere di tutte le malattie possibili e immaginabili, eppure le frasi inquietanti stampate per legge su tutti i pacchetti non sono servite a molto: l'unica motivazione in grado di indurre un numero significativo di persone a smettere di fumare è stata l'entrata in vigore del divieto di fumo nei locali pubblici.

martedì 5 febbraio 2008

Questione di punti di vista

Ebbene... no, non faccio parte di quel centosette per cento circa di italiani che, stando a certi sondaggi, non vede l'ora di tornare alle urne. Le intenzioni di Berlusconi in caso di vittoria elettorale non mi convincono affatto, ammesso che poi lui mantenga l'impegno preso. Non posso certo dire che l'ultimo governo Prodi mi sia sembrato soddisfacente... ma non credo che si potesse fare molto di più, con una maggioranza così risicata ("grazie" al porcellum) che costringeva a scendere a compromessi a destra e a manca prima di prendere qualsiasi decisione.
Stamattina si parlava delle ormai inevitabili elezioni anticipate. Una fanciulla evidentemente piuttosto sprovveduta riguardo alla politica (non sapeva neanche chi fosse Marini!) ha chiesto: «Ma se si torna a votare, tanto non è sempre Prodi-Berlusconi?». Io le ho risposto: «No, questa volta sarà Veltroni-Berlusconi». E lei: «Veltroni? E che fa, Veltroni?». A quel punto è intervenuta un'altra ragazza che ha detto: «Farà l'opposizione... speriamo!». Poiché non mi andava di impelagarmi in una discussione interminabile, ho taciuto... mentre avrei voluto dirle: «Parla per te, per favore. Tu lo speri, io lo temo!».
Di Veltroni, che giustamente sta per dimettersi dalla carica di sindaco di Roma, apprezzo l'intenzione di far correre da solo il Partito Democratico alle prossime elezioni politiche. Anche se i suoi alleati di centrosinistra la considerano una scelta suicida, a me sembra coraggiosa... Peccato che non sempre il coraggio paghi. Non se ne può più di coalizioni multicolori fatte con il solo scopo di vincere le elezioni, per poi cominciare a scricchiolare subito dopo. Vabbe' che lo stesso PD mi sembra alquanto variegato, al suo interno...
P.S.: Mi pareva di aver già pubblicato un post con questo stesso titolo... Solo che l'argomento di quell'altro era decisamente più leggero!