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domenica 30 settembre 2007

A pensar male si fa peccato...

Venerdì sera, mentre guardavo Zelig, ho messo a registrare le Invasioni barbariche. Poiché il programma si è protratto ben oltre il margine di sicurezza di un quarto d'ora che avevo previsto nel programmare il dvd recorder, l'intervista a Stefano Ricucci si è interrotta a metà. Per quello che ho visto, mi è venuto da pensare: non è che un giorno Anna Falchi dichiarerà che le prime cose che l'hanno colpita nell'ex marito sono state l'eloquio forbito e l'aspetto prestante? Ops, sono stata troppo cattivella?

Parlez-vous français?

Poiché la nostra era una sezione sperimentale, oltre al francese, che studiavamo dalle medie, al liceo abbiamo imparato anche l'inglese, del quale non si può più fare a meno.
Studiare due lingue è stato senza dubbio un vantaggio, ma a volte è capitato che generasse una certa confusione:


Prof di Inglese: Are you sure of what you are saying?
Alunna: Oui.


A forza di parlare in francese sul lavoro, al prof di Francese succedeva spesso di intercalare nei suoi discorsi in italiano qualche caratteristica della sua seconda lingua. Ecco alcuni esempi: «dictionario», «compreensione», «pantagrüelico», «ti vuole donnare...», «Sto per lejere une légende», «Hai capito alors?», «Cosa hai fatto? Sei bronzata?».
Gli capitava anche di impappinarsi quando faceva le domande in francese, tipo «Dites-moi l'infinitif du verbe vendre» (ma è "vendre", no?) o «Qu'est-ce que signifie pantagruelesque... pantagrueliste... pantagruelique?»
Questo invece è quello che succedeva quando il prof si avventurava in argomenti a lui poco familiari: «Il cervo ruggì... o barrì?» (si dice "bramì"), «Farmaci onomatopeici» (omeopatici?), «L'optometria riguarda il movimento, se non sbaglio» (veramente ha a che fare con la vista), «Il climaterio è quello che può essere per l'uomo la menopausa».

Quando noi studenti facevamo le traduzioni dal francese in italiano, confidando nella similitudine tra le due lingue neolatine, facevamo di tutto pur di non mettere mano al dizionario: a volte si inventavano anche delle parole nuove. Lo dimostra il seguente elenco.


chevaux = capelli
élèves = elevi
farouche = farucco
fricassée = frittata
muletier = mulo
orphelin = orfelino
pieusement = piosamente
romanesque = romanesco
sorcier = sorcio


Analogamente, traducendo dall'italiano in francese, anziché consultare il dizionario preferivamo dar libero sfogo alla fantasia. Avvertenza: se vi esprimete così quando andate in vacanza in Francia, c'è il rischio che vi ridano in faccia (o, nella migliore delle ipotesi, che facciano finta di non capire anche se probabilmente hanno capito benissimo).


allontanarsi = s'allontaner
al primo posto = au prime poste
fino alla riga = fin à la rigue
lamentarsi = se lagner


Viceversa, in qualche caso l'uso del dizionario ti si può ritorcere contro.


egli conserva vecchie foto = il confiture de vieilles photos (peccato che qui "conserva" fosse verbo e non sostantivo)
un muro spesso = un mur souvent (analogamente, qui "spesso" era aggettivo e non avverbio)
impiegato = plein de plaies (l'interessata aveva letto "impiagato")


Inoltre una mia compagna, con la stessa inattaccabile logica con cui una volta aveva affermato «Se non è vero, perché dovrebbe essere vero?», ha dedotto «Se "frapper" significa bussare, allora "frappé" significa bussato!».

Lo sposo non ha potuto dire sì

Ieri, nel reparto di rianimazione dell'ospedale militare del Celio, l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria, in coma irreversibile dopo essere rimasto ferito in Afghanistan, è stato unito in matrimonio in articulo mortis alla compagna Francesca, dalla quale aveva già avuto tre figli. In questo modo la sposa avrà diritto alla pensione. I due, che desideravano da tempo sposarsi, erano sempre stati costretti a rimandare a causa degli impegni di lui.
Questa notizia mi ha colpita moltissimo. Il fatto che molta gente sfrutti il diritto canonico per ottenere vantaggi economici mi piace poco, ma il caso in questione mi pare ben diverso da quello di tante vedove che si risposano in chiesa senza effetti civili, in modo da continuare a percepire la pensione del marito defunto. Anzi, sono molto vicina alla signora Francesca, per la quale quello che avrebbe dovuto essere il giorno più bello della sua vita si è rivelato, date le circostanze, uno dei più tristi.

sabato 29 settembre 2007

Grillo & Mastella

Ieri ho letto che Beppe Grillo si sarebbe espresso in termini lusinghieri su Clemente Mastella. Mi è sembrato strano che il promotore del V-day avesse definito il ministro della Giustizia "un capro espiatorio", nonché "il migliore sulla piazza della politica". L'unica spiegazione che mi ero data è che Grillo considerasse Mastella, in un certo senso, l'uomo giusto per realizzare il suo progetto di disgregazione della politica. Personalmente ho come l'impressione che il leader dell'Udeur sia una specie di bomba a orologeria pronta a mettere in crisi prima o poi il governo Prodi: altro che estrema sinistra.
Oggi, la smentita. Grillo si è scagliato contro gli organi di informazione che si erano limitati a riportare solo una minima parte del contenuto del suo post, tralasciando di fare riferimento ad una lettera di Salvatore Borsellino e Sonia Alfano indirizzata al capo dello Stato, la quale era invece fortemente critica nei confronti di Mastella.

Un affronto all'arte tersicorea

Ho letto qui che l'imbarazzante esibizione di Britney Spears agli MTV Video Music Awards ha conquistato un poco invidiabile primato nella speciale classifica dei "crimini contro la coreografia". Terzo classificato è il balletto di Hugh Grant nel film Love Actually, che inserisco qui di seguito tanto per provare l'embedding dei filmati di YouTube. Prometto che in futuro cercherò di evitarlo e di limitarmi ad inserire soltanto i link, salvo casi eccezionali: essere rimasta senza ADSL per un paio di giorni mi ha fatto riscoprire la bellezza delle pagine web non appesantite da contenuti multimediali!



Sarà che io Hugh Grant lo adoro, sarà che mi diverte vedere qualcuno che (forse) è ancor meno aggraziato di me nella danza... ma quella scena lì mi mette sempre di buon umore. Mi piace tanto anche il film nel suo complesso, benché secondo i critici grondi melassa da ogni singolo fotogramma!

Una carrozzella troppo veloce

Ieri gli organi di informazione hanno dato notizia delle vicissitudini del signor Pietro Matiz; un cognome un destino, dal momento che si parla di veicoli a motore... I vigili urbani avrebbero diffidato il signor Matiz dal circolare con la sua carrozzella motorizzata; non soltanto le sue misure eccedono quelle previste dalle norme, ma il veicolo può raggiungere una velocità massima di 9 chilometri all'ora, superiore al limite consentito di 6. Sorvolando sul fatto che, a meno che io non mi sbagli di grosso, quella carrozzella è stata progettata e costruita appositamente per favorire la mobilità degli invalidi, e non per sfrecciare in giro per le strade... la faccenda del limite di velocità mi fa abbastanza ridere. A questo punto, perché non mettiamo fuori legge tutti i veicoli in grado di superare i 130 km/h? Ops, mi sa che allora rimarrebbero in circolazione soltanto le Apette della Piaggio e pochi altri modelli...

Spider Pork

Come si può leggere qui, la mania del momento in Rete è Spider Pork (nella versione originale Spider Pig), un breve motivetto cantato da Homer ne I Simpson - Il film. Anche se fin da bambina apprezzo le parodie (mitiche quelle dei classici della letteratura e del cinema pubblicate a fumetti su Topolino), questa qua non mi diverte neanche un po'. Come vedi, caro Maxime, non sei l'unico!  Magari, se sapessi cosa c'entra nel film il maialino e perché mai Homer lo fa camminare sul soffitto, apprezzerei di più la trovata.
Il problema, come al solito, è che anch'io, parlandone, contribuisco nel mio piccolo alla popolarità di questo tormentone...

Distrazioni al volante

Prendo spunto da una notizia di ieri per inaugurare la nuova categoria al volante, nella quale parlerò ogni tanto di macchine, di codice della strada e di comportamenti degli automobilisti. Sotto certi aspetti la penso proprio come l'automobilista perennemente inc***ato, personaggio riproposto ieri sera a Zelig da Gioele Dix!
Come si può leggere qui, il nuovo codice della strada approvato in Gran Bretagna vieta di fumare mentre si guida. Per quanto mi riguarda, sono assolutamente d'accordo. No, non c'entra la mia avversione per il fumo, della quale ho parlato qui; normalmente direi che ognuno è libero di fare quello che gli pare, dentro la propria auto... ma più di una volta ho notato guidatori visibilmente distratti dalla sigaretta che stavano fumando. Mi piacerebbe che la stessa norma entrasse in vigore anche in Italia, ma chissà se questo succederà mai.
Già che ci sono, parlerò anche dell'usanza di telefonare mentre si è al volante. A differenza del fumo, questo comportamento è esplicitamente vietato anche in Italia, ma non mi è mai capitato di vedere qualcuno che venisse sanzionato per averlo messo in pratica. Invece mi succede continuamente di notare automobilisti che attraversano gli incroci con la massima nonchalance mentre parlano al telefonino, spesso senza rispettare le precedenze.
Personalmente proporrei l'introduzione di incentivi per l'acquisto di auricolari e kit vivavoce da tenere in macchina, in modo da avere almeno le mani libere. C'è chi afferma che l'utilizzo di quei dispositivi non elimina il rischio, perché se il guidatore intraprende una conversazione animata si distrae comunque. Ma allora bisognerebbe anche vietare ai passeggeri di parlare al conducente, come sull'autobus... Non mi sembra un'ipotesi praticabile.
Il fatto che l'utilizzo del cellulare alla guida rappresenti una distrazione notevole non è solo una mia impressione: quest'estate l'autista dell'autobus su cui viaggiavo, impegnato com'era in un discussione al cellulare, ha sbagliato clamorosamente strada e se ne è accorto solamente quando un passeggero gliel'ha fatto notare.
Purtroppo buona parte della popolazione è diventata telefonino-dipendente; dico "purtroppo" perché le dipendenze non sono mai una buona cosa. Oramai neanche in biblioteca ci si salva più: ho visto ragazze rispondere al cellulare, al quale avevano "casualmente" dimenticato di disattivare la suoneria, e mettersi a parlare a voce bassa ma non troppo nella sala di lettura in barba alle scritte "Silenzio", anziché affrettarsi ad uscire per evitare di dare fastidio a chi stava studiando.
Prima delle ferie estive un signore ha chiesto ad una persona che conosco dove sarebbe andato in vacanza. "Da nessuna parte", ha risposto lui, "non ho i soldi". "E ci credo", avrei voluto intervenire io, "li spendi tutti in traffico telefonico!". Finora l'ho visto tre o quattro volte, ed una buona metà del tempo lui l'ha trascorsa parlando al cellulare!

venerdì 28 settembre 2007

Non esiste una via di mezzo

Ho già parlato del fatto che, in questo periodo, al sabato sera non c'è niente che mi piaccia in televisione: di sicuro né Il treno dei desideriC'è posta per te, che a detta di molti sono anche parecchio simili come format (io, non seguendoli, non mi pronuncio). Per quanto riguarda il venerdì, invece, proprio domani sera iniziano ben tre programmi che vorrei vedere.

  • Su Canale 5, dopo circa un anno e mezzo di pausa, ricomincia Zelig, uno show sempre piuttosto divertente. Sono proprio curiosa di vedere quali nuovi comici, presentati da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, saliranno alla ribalta.

  • Raiuno schiera contro la rete ammiraglia di Mediaset Ballando con le stelle, declassato dalla più prestigiosa collocazione del sabato sera in favore del summenzionato Treno dei desideri. Il varietà condotto da Milly Carlucci non sarà il massimo dello spasso, ma si guarda volentieri.

  • Su La7 Daria Bignardi riprende le sue Invasioni barbariche. Tra gli ospiti della prima puntata ci saranno Walter Veltroni e Stefano Ricucci. Conoscendo anche lo stile di Daria, prevedo che verranno fuori delle interviste molto interessanti!


E meno male che non mi sono mai lasciata avvincere né da CSI (Italia 1) né dalla soap Tempesta d'amore (Rete 4), perché altrimenti non saprei proprio come raccapezzarmi!

mercoledì 26 settembre 2007

Uffa, questa number portability...

In passato avevo sul telefonino un piano tariffario che prevedeva un costo maggiore per le chiamate dirette verso cellulari non TIM. Fino a qualche tempo fa si poteva star certi di avere a che fare con un cliente TIM se il suo numero telefonico aveva il prefisso 330, 333, 334, 335, 336, 337, 338, 339, 360, 363, 366 o 368 (34x per Vodafone, 32x o 38x per Wind e 39x per Tre, dove x è un numero variabile). Poi, con l'entrata in vigore della MNP (Mobile Number Portability), non è stato più così.
Se non lo sapete già, vi spiego come si fa a scoprire se un certo numero telefonico appartiene al proprio operatore: componete 456 (per TIM va bene anche 4884) seguito dal numero di telefono per il quale desiderate l'informazione, e una voce registrata vi dirà se si tratta o meno di un cliente del vostro stesso operatore. So che alcuni operatori (non la TIM) inoltrano automaticamente la chiamata al numero indicato dopo la comunicazione della voce guida.

lunedì 24 settembre 2007

Democrazia su scala locale

Il referendum comunale di ieri ha decretato la vittoria del sì, ma a quanto pare il piano traffico rimarrà in vigore prendendo a pretesto la scarsa affluenza alle urne (il 20% degli aventi diritto). Dal momento che sono a favore del no, dovrei essere contenta, e invece tutto ciò mi fa rabbia: a differenza degli abituali referendum abrogativi su scala nazionale, questo non prevedeva nessun quorum... senza contare che rifiutarsi di rispettare la volontà espressa da chi si è recato alle urne equivale a buttare al macero la non trascurabile somma di denaro pubblico che è stata necessaria per organizzare questa votazione.

Due film al prezzo di uno

Come ho scritto qui, il sabato sera mi rifiuto di guardare Il treno dei desideri... ma sono ancor meno disposta a sorbirmi C'è posta per te; dunque l'altroieri sono andata in videoteca a noleggiare un dvd, ed ho approfittato dell'offerta "noleggia due film (escluse le ultime novità) al prezzo di uno".
Sabato sera ho visto il film-documentario Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti. Prendendo spunto dalla sospensione dopo una sola puntata del suo programma Raiot, reo di aver messo in luce certe magagne del governo in carica all'epoca, l'attrice-regista ha fatto il punto sulla libertà di satira e di informazione in Italia. Anche se la sua visione dei fatti era probabilmente influenzata dal coinvolgimento personale, per quanto mi riguarda non ho potuto non provare una certa indignazione guardando il suo film. Per dirne una, com'è possibile che nessuno dei detrattori di Sabina (di quelli che si sono degnati di risponderle, perlomeno) sia riuscito a controbattere in maniera vagamente convincente? Il fatto che, tra le recensioni che ho letto, l'unica sfavorevole fosse quella de Il Giornale vorrà pur dire qualcosa... o no?
Ieri sera, invece, ho visto la commedia Ti odio, ti lascio, ti... con Vince Vaughn, simpatico ma non tanto fascinoso, e Jennifer Aniston, ex signora Pitt nonché interprete di Rachel nella mitica serie tv Friends. Un film divertente ma a tratti abbastanza pesante, in quanto narra la disgregazione di un rapporto di coppia. A una ventina di minuti dall'inizio c'è la scena che termina con la rottura (il titolo originale del film è The break-up, appunto) tra i protagonisti, e che secondo me è da antologia: sintetizza molti atteggiamenti che generano incomprensione tra uomo e donna.

domenica 23 settembre 2007

Domenica pomeriggio

Oggi pomeriggio sono andata a votare no al referendum comunale per l'abolizione del piano traffico. Questo è sicuramente suscettibile di miglioramenti, e i nuovi sensi unici possono mettere in difficoltà chi non è abituato, ma onestamente non mi sembra il caso di ripristinare la situazione precedente.
Dopo aver votato, sono passata a dare un'occhiata al palio dei quartieri: in piazza Monsignor Italo Febo, dominata da una statua di Papa Paolo VI vagamente inquietante, si sfidavano quattro quartieri appartenenti alla circoscrizione numero 1. Dopo la gara di corsa nei sacchi, purtroppo il mio quartiere era di gran lunga ultimo in classifica... e vedendo i concorrenti non ho faticato a capire il perché: avevano un'età media di 10-11 anni, mentre gli altri quartieri potevano contare su concorrenti come minimo adolescenti. Insomma, ho resistito una decina di minuti, dopodiché la noia ha prevalso e me ne sono andata...

Disegno e Storia dell'Arte

Ecco un'altra puntata tratta casualmente da Il fu Mattia Pasqual!


Nelle ore di Disegno, compatibilmente con il mormorio che disturbava la lezione e costringeva il prof a ricondurci all'ordine con frasi del tipo «Ti voglio sentire zitto», abbiamo avuto modo di imparare varie tecniche, tra cui l'«assonometria assonometrica». C'è stata però qualche difficoltà nel padroneggiare la terminologia corretta, come testimonia il seguente dialogo.



Prof: Che vuol dire "prospettiva accidentale"?
Alunno: Che j'ha pres' 'n accidend'.



Nelle ore dedicate alla Storia dell'Arte abbiamo conosciuto la scultura dell'antica Grecia.



Prof: Qual è il nome greco del "portatore di lancia"? (doriforo)
Alunno: Compro una vocale.



Siamo andati alla scoperta delle prime basiliche cristiane, in cui «il quadriportico era destinato ad accogliere i neocatecumeni» (catecumeni). Abbiamo studiato l'arte romanica, osservando vari elementi architettonici tra cui i «pilastri cruciferi» (cruciformi), le «finestre a ginocchiera» (inginocchiate) e gli «archetti utensili» (pensili) ed imparando che «le finestre delle chiese romaniche si trombano verso l'interno» (si dovrebbe dire "sono strombate", ma vabbe'...). Abbiamo poi scoperto gli artisti italiani, da «Brunellesco» a «Mosaccio», fino a «Borromino». Abbiamo appreso che Donatello realizzò un David, anzi un «Dèvid bronzèo». Ci sono state illustrate le bellezze di Assisi, che però a qualcuno non sono rimaste molto impresse:



Prof: Parlami di Assisi.
Alunna: Eh... ci sono andata!


sabato 22 settembre 2007

Promenade sur la mer

Non sia mai detto che mi piacciono le cose scontate!  Pur abitando in una città di mare, la prima passeggiata dell'anno sulla riva l'ho fatta oggi pomeriggio, a settembre inoltrato. Quasi tutti gli stabilimenti avevano già messo da parte gli ombrelloni e ritirato i pattini (con l'accento sulla prima i) dei bagnini, le cui scritte ero solita guardare per capire a che punto mi trovassi.
Qualche temerario sfidava il venticello assassino prendendo il sole in costume; un ragazzo ancor più temerario, che sfoggiava un fisichetto notevole, ha fatto addirittura il bagno. Io, che sono temeraria un po' a modo mio, ho indossato il giubbino di jeans che avevo portato con me, ho tolto i sandali ed ho iniziato a camminare nell'acqua: una sensazione che valeva la pena di provare.
C'era qualcun altro che ha avuto la mia stessa idea di passeggiare. I più originali? Due ragazzi su un carrettino trainato da un cavallo che hanno condotto fin dentro l'acqua bassa.
Parecchi pescatori si dedicavano al loro sport, e guardandoli ho avuto l'ennesima conferma della mia convinzione: la pesca, pur essendo meno violenta rispetto alla caccia, è l'hobby più noioso dell'universo.
Se per caso qualcuno avesse pensato "Che trishtezza!" di fronte a questo quadretto marittimo autunnale, rispondo: tutt'altro! Una pace ed un silenzio simili, a luglio e agosto, te li sogni. Devo comunque ammettere che ad un certo punto mi è tornata in mente senza alcun motivo la stupenda ma malinconica Ho messo via di Ligabue, che poi mi è risuonata in testa per tutto il tragitto. Ad un certo punto mi è venuta una gran voglia di cantare a squarciagola... ma mi sono trattenuta, temendo che qualcuno potesse chiamare i soccorsi!
Ahimé, si vede che sto invecchiando... Ai bei tempi, dopo una passeggiata così lunga (e con il sole a picco), ero ancora fresca come una rosa, tanto da riuscire a farmi anche una bella nuotata. Adesso invece sono stanca morta...
Vi lascio con un paio di istantanee scattate con il telefonino!

Arrivederci estate

E così è arrivato l'autunno. A proposito... ma inizia oggi, domani o dopodomani? Me lo dimentico sempre...
Voglio salutare la bella stagione con qualche foto tipicamente estiva, che ho scattato con il fotofonino ad alcune barche attraccate nel porto turistico di Pescara.
Eccone una che sento un po' mia (magari lo fosse davvero! ), perché ricorda il mio nickname.


Poi un'altra dal nome non particolarmente scaramantico...


Infine, una barca il cui proprietario intendeva forse rendere omaggio a modo suo al fascino femminile!

venerdì 21 settembre 2007

L'isola dei famosi che sono meno famosi dei non famosi

Ieri sera c'è stata la prima puntata dell'Isola dei famosi 5. Se non l'avete vista, vi siete persi un memorabile battibecco fra Simona Ventura ed Alessandro Cecchi Paone. Quest'ultimo rifiutava di esprimere la sua nomination, che a differenza delle scorse edizioni non si fa scrivendo sulla famosa lavagnaaattaaa, ma dando alle fiamme una foto del naufrago prescelto; ha affermato di considerarla come un atto di tradimento alle spalle dei suoi compagni. Il suo intento appariva molto nobile, non c'è che dire... peccato solo che il regolamento le nomination le preveda esplicitamente, come sa chiunque conosca quel reality. Simona Ventura, esasperata dalle intemperanze dell'imprevedibile giornalista, è sbottata in un'allusione non proprio oxfordiana, "La tua spocchia te la puoi mettere da un'altra parte". Cecchi Paone si è risentito, direi giustamente, ma la conduttrice si è arrampicata sugli specchi sostenendo di non aver detto niente di male.
Per il resto... considerato anche che sono andata a dormire prima della fine del programma, ho ben poco da aggiungere alla spassosa cronaca della serata redatta da Selvaggia Lucarelli, la quale sembra aver ripreso ad aggiornare il suo blog con una certa regolarità. Dirò soltanto che anch'io, come Selvaggia, sono rimasta a dir poco affascinata quando fra i concorrenti non vip (giusto una 'nticchia meno conosciuti di Nicola Canonico, a dire il vero) è stato presentato il maresciallo della Guardia di Finanza Vittorio De Franceschi.
Simpatico, toscano (il che non guasta di certo), con un viso da copertina ed un fisico da paura... per non parlare del fascino della divisa. Pare che si sia già formata un'interminabile fila di donne che si farebbero paracadutare volentieri sull'arcipelago di Cayo Cochinos sperando di incontrarlo... roba da far impallidire la concorrenza che c'era per conquistare Flavio Insinna. Peccato che poco tempo fa nel blog di Davide Maggio, le cui indiscrezioni sono quasi sempre attendibili, io abbia letto "si dice che per non far mancare niente a nessuno, sia stato assoldato anche un prestante giovanotto dagli stessi gusti sessuali di Cecchi Paone e Malgioglio" (ecco qui il post). Degli altri due concorrenti "nip" uno è sposato e l'altro è separato, mentre il finanziere, che è indubbiamente il più prestante dei tre, si proclama single... Ditemi che non è vero che è gay!
Comunque io farò sicuramente il tifo per Vittorio, che non è poi tanto meno famoso di Sergio Múñiz e Luca Calvani, due vincitori delle precedenti edizioni del reality.

martedì 18 settembre 2007

La nostra lingua italiana

Dopo le gaffe della prof di Lettere del triennio... ecco a voi i lapsus dei miei compagni di classe riguardo alla letteratura italiana!


Durante gli anni del liceo abbiamo conosciuto vari personaggi, come «Filippo Bello il Quarto» (non Filippo Quarto il Bello) e Carlo di Valois, che «era il fratello di Carlo Magno»; c'era inoltre Arrigo VII, che «voleva fare dell'Italia un'isola unita», anche se non si sa come pensasse di riuscire a staccarla dal continente europeo. Ce n'è anche per un Papa:



Prof: Diciamocelo, Bonifacio VIII era proprio un figlio di buona donna!
Alunna: Così, papale papale... (è proprio il caso di dirlo!)



Abbiamo poi studiato il Petrarca e «il fratello di Petrarca, Giovanni» (ma non era il fratello di Ugo Foscolo a chiamarsi così?), il Boccaccio e il suo Decameron, nel quale «alle novelle a tema libero erano dedicati il primo e il nono giorno della settimana», ed è persino spuntato fuori un pettegolezzo su un presunto «amore fra Laura e Beatrice». Quando abbiamo esaminato l'Orlando Furioso e compagnia bella, abbiamo appurato che «il verso delle commedie dell'Ariosto è l'endecasillabo falecio».
Abbiamo dedicato molto tempo a Dante ed in particolare alla famigerata Divina Commedia, anche se purtroppo «fare la parafrasi scritta del Paradiso è un inferno».
Quando abbiamo letto I promessi sposi abbiamo fatto la conoscenza di tanti personaggi, come «il cardinale Ferdinando e l'imperatore Federigo», e «Don Cristoforo». Ma il culmine è stato toccato durante la lettura di uno dei capitoli ambientati a Milano: «"Adelante, presto, con juicio...". Ma perché si ostina a parlare latino?» (faccio notare che si trattava di un liceo scientifico...).
Studiando non so quale autore, ne abbiamo considerato le «opere scritte prima e dopo il suicidio».
E dulcis in fundo... «come diceva un critico... "Non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace"». A cosa serve disquisire tanto di letteratura di fronte ad una verità così profonda?

domenica 16 settembre 2007

Quelli che...

Rispetto a domenica scorsa, oggi sono riuscita a seguire un po' di più Quelli che il calcio e.... Ci sono stati momenti molto divertenti: Max Giusti ha imitato un Cristiano Malgioglio con la fissa delle noci di Coco (Francesco Coco, che ha prematuramente rinunciato al calcio per sfondare nel mondo dello spettacolo, sarà un altro dei naufraghi dell'Isola dei famosi). Anche Lucia Ocone ha proposto delle imitazioni gustose: quella di Federica Sciarelli, alle prese con un'edizione speciale di Chi l'ha visto dedicata a Jocelyn (il quale si è poi collegato con la trasmissione), e quella di Michela Vittoria Brambilla, ossessionata dal concetto di libertà che sbandiera continuamente (mah...). Tra gli ospiti in studio c'era Fabrizio Frizzi, che si è simpaticamente prestato alla realizzazione di un filmato in cui si prendeva in giro la sua tendenza ad abusare del "gobbo". È stata riproposta anche l'esilarante parodia di Lucignolo: per "vendicarsi" di quella di domenica scorsa, la redazione di Studio Aperto aveva realizzato un servizio-invettiva nei confronti di Simona Ventura, per il quale si è parlato di "caduta di stile"; non so quanto questa espressione sia appropriata, dal momento che lo stile sembra non essere proprio il punto forte di Studio Aperto...
Insomma, Quelli che il calcio e... non è stato male, ma personalmente sento la mancanza di Gene Gnocchi, che debutterà il 20 settembre con lo show Artù.

Un invitato scomodo

Forte del successo del V-Day, Beppe Grillo, durante la sua esibizione alla festa dell'Unità di Milano, non ha risparmiato stoccate un po' a tutta l'attuale maggioranza di governo. Il cronista del Tg2, nel riferire la notizia, ha detto che il comico non ha mostrato alcun "timore referenziale". Ma non si diceva reverenziale?

La prof di Lettere

Ladies and gentlemen, ecco a voi finalmente un primo brano tratto da Il fu Mattia Pasqual!


La nostra prof di Lettere del triennio aveva, come dire, un rapporto conflittuale con le lettere dell'alfabeto, usandone una al posto dell'altra senza alcuna ragione apparente. Non dimentichiamo che il titolo di questa raccolta, «Il fu Mattia Pasqual», è "opera" sua. Ad esempio, tendeva a distribuire a casaccio delle "o" finali parlando dell'eroe «Eneo», di un non meglio specificato «poeto» e lasciandosi scappare l'espressione «un viso dolcio» (poi ha cercato di recuperare dicendo: «Eh, perché "viso" è maschile!»). Altre volte piazzava delle "n" laddove non c'entravano niente, parlando di «religiosinà» e della «funzione angelicata che viene data alla nonna».
Ecco una piccola rassegna di casi in cui, cambiando qualche lettera, la prof ha ottenuto altre parole di senso compiuto... peccato che fossero nel posto sbagliato: «...come nel monastero veniva gestita la scultura», «le corte provenzali», «Una volta alla settimana evito di interrogarmi», «Dobbiamo fare insieme una cosa importanza».
Ma la prof, a volte, si impappinava con la costruzione delle frasi durante le spiegazioni («Eravamo partiti... giunti... ci eravamo fermati al titolo») e le interrogazioni («Senti, sentiamo, vediamo, parliamo di Tibullo»). Ciò non le impediva, purtroppo, di formulare domande di questo genere: «Che differenza c'è tra il realismo di Goldoni e quello di Manzoni?», e «Se non ci fosse stato Goldoni ci sarebbe stata lo stesso la riforma del teatro?». Eh, chi può dirlo? Forse un laureato in Lettere Moderne!


Alla prossima puntata!

sabato 15 settembre 2007

Ballando con... chi?!

Qualche anno fa andava in onda Meteore, un programma piuttosto carino dedicato a svelare che fine avessero fatto dei personaggi praticamente spariti dalla circolazione dopo aver vissuto un più o meno breve momento di celebrità. Ad un certo punto Mediaset smise di produrre quel programma, probabilmente anche perché non aveva quasi più ragione di esistere: tanto, oltre alla possibilità di reperire informazioni tramite Internet, adesso è facile che i personaggi volatilizzatisi si materializzino prima o poi nel cast di qualche reality vip, se non tra le identità misteriose del gioco Soliti ignoti!
Per quanto io adori Flavio Insinna, conduttore di Affari tuoi, credo che il quiz condotto da Fabrizio Frizzi, la cui ultima puntata andrà in onda domani sera, mi mancherà: pur con tutti i suoi difetti, dagli indizi spesso e volentieri fuorvianti al fatto che si vince qualcosa solamente se si riesce ad indovinare l'ultima identità (è così che concorrenti che hanno compiuto un percorso di gioco più che dignitoso se ne sono andati a mani vuote, mentre altri pasticcioni ma più fortunati hanno riportato a casa un discreto gruzzoletto), ha un meccanismo ben più avvincente rispetto al "gioco dei pacchi". È interessante vedere, poi, come quasi tutti i personaggi misteriosi riescano a mantenere un'espressione praticamente impassibile nei lunghissimi secondi che precedono le parole "Sì, sono io" o "No, non sono io"; altro che le interminabili inquadrature della porta della cabina di Cultura moderna con quell'insopportabile tum-tum di sottofondo!
Passando ai reality show... come ho già scritto qui, la categoria "vip da reality" è in via di esaurimento, nel senso che ormai si fa fatica a mettere insieme un cast di personaggi che vantino un ragionevole livello di notorietà. Dopo il caso di Lisa Fusco e Nicola Canonico all'Isola dei famosi, di cui ho parlato qui, c'è quello di Ballando con le stelle. Il programma, magari non particolarmente divertente ma di sicuro piacevole e garbato, quest'anno andrà in onda a partire da venerdì 28 settembre; il suo posto in palinsesto (i sabati sera autunnali di Raiuno, tradizionalmente appannaggio dello show abbinato alla Lotteria Italia) è stato occupato da quell'immane ciofeca de Il treno dei desideri, che mi rifiuto categoricamente di guardare. Sì, lo so che forse con quest'affermazione mi sono giocata la mia credibilità di (molto lontanamente) aspirante critica televisiva , ma quel programma proprio non mi va giù. Come ho scritto anche al Contact Center ScriveR@i, «Il fatto che tale format venga riproposto per l'ennesima volta dimostra che presumibilmente è seguito dal pubblico, cosa che francamente non riesco proprio a spiegarmi; non soltanto non ci trovo niente di interessante, ma per me è insopportabilmente irritante vedere che la Rai spende cifre da capogiro per regalare "di tutto di più": dalle vacanze da sogno a matrimoni sfarzosi con tanto di casa arredata da cima a fondo. Ciò che mi infastidisce di più è l'idea che il denaro necessario per realizzare i sogni di pochi fortunati derivi non soltanto dagli sponsor, ma anche dal canone Rai. Sicuramente in Italia ci sono milioni di persone che avrebbero desideri anche più accessibili, ed in migliaia avranno già scritto e scriveranno in futuro alla redazione del programma per chiedere di veder realizzato il proprio, ma alla fine si devono scegliere solamente pochi "casi" per ognuna delle non numerosissime puntate. Mi chiedo come faccia il telespettatore medio a lasciarsi coinvolgere positivamente dalla trasmissione, e a non pensare invece con disappunto "Magari ci fossi io al posto loro!".».
Ma stavo parlando di Ballando con le stelle, il cui cast è stato presentato in esclusiva (tanto per cambiare... eh, Maxxeo? ) sull'ultimo numero di TV Sorrisi e Canzoni. Parteciperanno personaggi relativamente noti, da Anna Falchi a Massimo Lopez, da Licia Colò a Michael Reale (peccato, il mio quasi-concittadino non è più fascinoso come una volta), da Irene Pivetti a un irriconoscibile Giovanni Muciaccia (il quale deve gran parte della sua notorietà all'imitazione fattane da Fiorello... ricordate "fffatto?" e "cccolla vinilica"?). Accanto a questi, però, figurano dei nomi praticamente ignoti ai più: Elisa Silvestrin ha almeno un volto conosciuto (è una delle annunciatrici Rai che compiono il famoso gesto di toccare con il dito uno schermo immaginario posto davanti a loro)... ma che dire di Riccardo Sardonè e Maria Elena Vandone, presentati come attori di fiction?

Una lacrima sul viso

Ieri sera ho visto per l'ennesima volta un film al quale avevo già accennato qui: Le parole che non ti ho detto, con Kevin Costner, Paul Newman nel ruolo di suo padre, e Robin Wright Penn come protagonista femminile. È più forte di me: pur rendendomi perfettamente conto che quel film è stato realizzato con la massima furbizia in modo da toccare le corde più sensibili degli spettatori, alla fine non ce la faccio a trattenere la  fatidica lacrimuccia, e credo che commuoversi sia inevitabile per chiunque sia capace di un minimo di immedesimazione. Eppure i critici cinematografici sono stati tutt'altro che benevoli nei confronti di quella pellicola... Basta leggere la trama riportata qui.
Contenuti a parte, il film è visivamente suggestivo, grazie alla sua ambientazione marittima e ai paesaggi al tramonto, un tantino artefatti ma splendidi.

Non si finisce mai di imparare

Difficilmente mi imbatto in una parola italiana che mi sia completamente sconosciuta, a meno che non si tratti di un termine che appartiene a qualche lessico settoriale. Ma ieri ho scoperto l'esistenza di pesci commestibili chiamati busbane. Ho pure scoperto qui una ricetta in dialetto anconetano a base di busbane e guatti (e questi cosa sono?!).

Riso in brodo de busbane e guati
Cusa serve: Un chilo de busbane e un chilo de guati, na costa de sedano, na carota, na cipola, tre eti de riso.
Come se còce: Se prepara el brodo con quatro litri d'aqua, el sedano, la cipola e la carota. Se lascia bulì pe n'oreta e po' se mete drento i guati; se fa bulì pe' na decina de minuti e dopo se mete le busbane (ch'è più tenere) per n'antri set'oto minuti; se ve piace le busbane alesso, se scola el pesce e se cundisce co'n filo d'oio e prezemulo tritato. El brodo se passa ntél passì co' le maie fine fine; po' se rimete sul fogo e ce se cucina el riso; prima de servìlo se mete un fileto d'oio de quelo bono.


Sotto, per chi non avesse capito qualcosa, è riportata una "Traduzió pei stranieri, uriundi e ecstracumunitari".

Ingredienti: 1 kg di busbane, 1 kg di guatti, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla, 300 gr di riso.
Procedimento: Preparare un brodo con circa 4 litri di acqua, il sedano, la cipolla, la carota. Lasciare bollire poi circa 1 ora; aggiungere i guatti e lasciare bollire per circa 10 minuti, infine aggiungere le busbane e lasciar cuocere per altri 7/8 minuti, scolare le busbane ed appoggiarle su di un piatto di portata e condirle con olio e prezzemolo. Passare il brodo tramite un passino a maglie molto fini aggiustare di sale; cuocerci il riso e servire una volta cotto con un filo d'olio crudo.

Questa rinfrescatina di dialetto anconetano mi ha riportato alla mente un appunto che avevo preso tempo fa. Nel dialetto romanesco, ma anche dalle mie parti, c'è la tendenza a troncare i verbi all'infinito: con le relative modificazioni ortografiche, anna', magna' e così via. Quando ho iniziato a frequentare la città dorica (è così che viene detta Ancona), ho però scoperto che nella parlata locale le parole si troncano un po' tutte. Mi è rimasta impressa la risposta di un ragazzo ad un amico che gli aveva chiesto come gli fosse andato l'esame: "Eh, è andata be', è stata una gran sodisfazio'!"

venerdì 14 settembre 2007

Per la salute degli altri... e la nostra!

Ci tengo a postare il contenuto di un e-mail che mi è arrivato oggi. Leggetelo, è importante!

Pensate a quello che è successo recentemente al giocatore Puerta del Valencia che, a soli 22 anni, è deceduto per le conseguenze di continui arresti cardiaci; e lui era uno sportivo nel pieno del suo vigore!
RICONOSCERE UN ATTACCO CARDIACO
Durante una grigliata fra amici, Ingrid cade improvvisamente a terra. Le si offre di chiamare l'ambulanza ma, rialzandosi, Ingrid dice di essere inciampata con le scarpe nuove in una pietra. Siccome è pallida e tremante, gli amici l'aiutano a rialzarsi, le danno una mano a ripulirsi e le danno un piatto nuovo. Ingrid trascorre il resto della serata serena ed in allegria. Il marito di Ingrid mi telefona la sera stessa dicendomi che ha portato sua moglie in ospedale. Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Ingrid è deceduta. Ingrid aveva avuto un attacco cardiaco durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco Ingrid sarebbe ancora viva. La maggior parte delle persone colpite da infarto non muoiono immediatamente, ma restano bisognose d'aiuto in una situazione disperata.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze. Il trucco è riconoscere per tempo l'attacco cardiaco, riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia; cosa che non è facile.
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:


  • Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

  • Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: "Oggi è una bella giornata"); se non ce la farà è sotto attacco;

  • Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

  • Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua, (se la lingua sembra ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è colpito da attacco cardiaco).


Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono. Un cardiologo sostiene che se mandiamo questa e-mail ad almeno 10 persone, si può essere certi di poter salvare la vita a molte persone, ed eventualmente anche a noi stessi. Quotidianamente mandiamo tanto "rottame" per il Globo via internet; usiamo i collegamenti una volta tanto per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
Siete d'accordo?

Aggiornamento: Paolo Attivissimo ha pubblicato un post in cui invita a prendere con le molle il contenuto dell'e-mail in questione.

mercoledì 12 settembre 2007

Ironia della sorte

Nella fiction Il generale Dalla Chiesa, andata in onda ieri e l'altroieri sera su Canale 5, uno dei brigatisti rossi era impersonato da Andrea Rivera. Sì, proprio lo stesso attore che, per le critiche espresse nei confronti della Chiesa cattolica in occasione del concerto del 1° maggio a Roma, era stato accusato di terrorismo dall'Osservatore Romano (accusa dalla quale personalmente mi dissocio, come ho già scritto qua). Anche nei commenti inviati al suo MySpace si è parlato di questa bizzarra coincidenza...

Il mio regno per un link in ingresso

Aiuto, la mia posizione nella classifica di Blogbabel è in caduta libera!
(Se non sapete cosa sia Blogbabel, così come non era chiaro neppure a me inizialmente, non fidatevi di Yahoo! Answers: avevo inviato una domanda al riguardo... e guardate qua l'unica risposta che ho ricevuto)
Probabilmente la valutazione della popolarità del mio blog è bassina anche a causa dello scarsissimo numero di link in ingresso; finora ne ho ricevuti soltanto due (grazie Maxime, grazie Giovy!) in seguito alla mia partecipazione al Pubcamp. Per questo vorrei fare un appello: qualcuno mi farebbe la cortesia di linkare nel proprio blog uno dei duecento e passa post che ho pubblicato finora (preferibilmente non per dire "guardate un po' le corbellerie che scrive questa", grazie! )? In cambio avrete la mia eterna gratitudine e... cos'altro posso promettervi? Se vi fa piacere, vi dedico un post...
Ma poi... che m'importa della mia posizione nella classifica di Blogbabel? Mica sarò stata contagiata anch'io in qualche modo, pur essendo a tutti gli effetti una soave donzella, dal cosiddetto celhopiulunghismo che tipicamente affligge i blogger di sesso maschile, e di cui si è parlato molto nella blogosfera italiana? Forse il fatto che un mio post sia stato commentato da due blogstar mi ha dato un po' alla testa?

martedì 11 settembre 2007

Caro signor Telecom...

... proprio non ci siamo. La scorsa settimana è andata ko la linea ADSL, oggi è toccato alla linea telefonica: sollevando la cornetta non si sente alcun segnale. La cosa strana è che, se provo a chiamare il numero di casa con il telefonino, si sente lo squillo di libero e sul display del cordless compare il mio numero di cellulare (ho attivato il servizio "Chi è")... ma il telefono non suona, e se sollevo la cornetta non succede niente. Se qualcuno ci telefona penserà o che non siamo in casa oppure che non vogliamo rispondere!
Immaginavo che, non essendoci linea, l'ADSL avrei potuto scordarmelo... e infatti fino a poco fa la spia del modem ha continuato inesorabilmente a lampeggiare. Ma poi ha misteriosamente smesso, ed eccomi online. Le chiamate che ho fatto l'altro giorno a 56k con Clubnet non hai voluto rimborsarmele (vabbe' che non te l'ho neppure chiesto )... ma non sarebbe il caso che ci rimborsassi tutte le telefonate che abbiamo fatto con il cellulare, e che continueremo a fare finché il telefono fisso non tornerà a funzionare? (Beh, adesso che l'ADSL è stata ripristinata posso usare anche Skype)
Stamattina la tipa del call center ha detto che il tecnico sarebbe intervenuto entro venerdì... ma, siccome tre giorni senza telefono mi sembravano un po' tantini, oggi pomeriggio ho richiamato e l'operatore mi ha assicurato che il problema verrà risolto "domani, al massimo dopodomani". Staremo a vedere...

lunedì 10 settembre 2007

Come piegare le buste

Quando frequentavo l'università, ho abitato per due anni con delle studentesse che sembravano tenere decisamente di più alle faccende domestiche che non allo studio. Queste ragazze conservavano le buste della spesa in un sacco di tela appeso in cucina, dopo averle piegate ordinatamente a forma di triangolo super-compatto. All'epoca non mi feci spiegare come facessero a piegare i sacchetti di plastica in quel modo; ho imparato il "trucco" solo poco tempo fa, da una signora che gestiva una bancarella al mercato.
Mi era venuta voglia di fare un video da caricare su YouTube per condividere la mia scoperta con altri utenti della Rete... ma a quanto pare sono stata preceduta: guardate qua. (L'unica osservazione che posso fare è che io non avrei mai e poi mai scelto come musica di sottofondo una canzone degli Zero Assoluto) A molti probabilmente questa procedura sembrerà una colossale perdita di tempo... ma a quanto pare sono in tanti a trovarla utile, oltre a provarci gusto. Ovviamente il metodo funziona solo per i sacchetti di forma simile a quella rappresentata nel video.
Vorrà dire che dovrò trovare un'altra scusa, possibilmente migliore, per rimpiazzare la mia videocamera ultra-obsoleta del '94 con un modello digitale moderno!

domenica 9 settembre 2007

Il fu Mattia Pasqual

Con questo post inauguro una nuova categoria denominata il fu, abbreviazione de Il fu Mattia Pasqual... Ma andiamo con ordine.
Quando frequentavo il liceo lessi un libro molto divertente, intitolato Lo stupidario della maturità (sottotitolo Come restare immaturi e vivere felici). Si trattava di una raccolta di frasi buffe incredibilmente ma veramente pronunciate da giovani maturandi e professori. Potete leggerne un capitolo qui. L'autrice del libro era Mitì Vigliero, che ha poi continuato a scrivere libri di altro genere, oltre ad aprire uno dei blog più apprezzati della Rete.
Fu allora che mi venne l'idea di scrivere lo stupidario della mia classe, raccogliendo gli strafalcioni più clamorosi di compagni e professori, senza tralasciare qualche "perla" di mia creazione!  Tale stupidario inizialmente era riportato nelle pagine domenicali e festive del mio diario scolastico, ma in seguito ne feci un vero e proprio libricino, scritto rigorosamente a penna su fogli protocollo a quadretti ritagliati e cuciti insieme. Lo intitolai per l'appunto Il fu Mattia Pasqual, prendendo spunto da una memorabile gaffe della prof di Lettere.
Non dimenticherò mai la serata che precedette lo scrutinio di ammissione alla maturità. Quella sera ci fu una cena alla quale parteciparono tutti i compagni di classe e pure i professori, e un compagnuccio del quale ho rimosso l'identità ebbe la brillante idea di leggere davanti a tutti qualche stralcio del libricino che mi ero incautamente portata appresso. Inutile dirvi che i professori rimasero sfavorevolmente colpiti dal fatto che fosse firmato da me; non ho potuto fare a meno di pensare che, se non avessi avuto un'ottima media, la mia ammissione all'esame sarebbe stata seriamente a rischio... Dalle mie parti, in situazioni del genere, si usa l'espressione "Che sbianco!!!" (molto più efficace rispetto a "Che figuraccia!").
L'anno dopo la maturità, con il mio primo vero computer, trascrissi Il fu in formato digitale (un file di Microsoft Works per Windows 95!). In seguito, avvalendomi delle mie elementari conoscenze di HTML, ho continuato a lavorare saltuariamente alla raccolta; ho eliminato le frasi meno interessanti e quelle che contenevano riferimenti inequivocabili a persone reali (per la serie "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"), ed ho aggiunto qualche parolina di commento alle altre, con l'intento di mettere online il tutto non appena avessi aperto un sito mio. Questo non l'ho ancora fatto, e chissà se mai lo farò... però un blog ce l'ho, ed ho quindi deciso di postare di tanto in tanto un estratto de Il fu Mattia Pasqual. Quando inizierò? E chi lo sa... Vorreste subito qualche anticipazione? Suvvia, in questo post mi sono già dilungata fin troppo!

sabato 8 settembre 2007

Don Matteo e il Festivalbar

Ieri sera, per la prima volta dopo anni, mi sono persa la finale del Festivalbar. A dire il vero ignoravo completamente che fosse in programma: non soltanto mi risultava che di solito la finale andasse in onda in due serate consecutive il lunedì e il martedì, ma nei giorni scorsi non mi era capitato di vedere nessun promo che avvisasse dell'"evento".
Solamente oggi ho scoperto chi ha vinto: vincitori assoluti i Negramaro con "Parlami d'amore", premio album a Biagio Antonacci con "Vicky Love", premio radio a Irene Grandi con "Bruci la città", premio Festivalbar Digital ai Tokio Hotel con "Monsoon", premio speciale a Elisa.
Se avessi fatto zapping mi sarei accorta che c'era la finale... ma ieri sera ero impegnata nella visione delle repliche di "Don Matteo 5", una fiction garbata e adatta a tutta la famiglia, che però sta iniziando a stancarmi perché in tutte le puntate si ripete praticamente lo stesso identico schema:

  • Poco dopo l'inizio c'è un omicidio, mai un reato un po' meno cruento. Stando alla fiction, sembrerebbe che la bella cittadina di Gubbio abbia il più elevato tasso di delitti in Italia!

  • I carabinieri, coordinati dal capitano Anceschi (il mio adorato Flavio Insinna ), indagano, indirizzando i loro sospetti su due o tre persone diverse che in seguito si rivelano puntualmente innocenti.

  • Don Matteo ficca il naso nelle indagini dei carabinieri, fornendo al maresciallo Cecchini degli spunti determinanti per avvicinarsi alla verità.

  • Ad un certo punto a Don Matteo capita di ascoltare una frase che apparentemente non ha nulla a che vedere con il caso, ma che lo mette sulla strada giusta per individuare il colpevole e il movente.

  • Il prete raggiunge l'assassino, rivelandogli di averlo smascherato e dispensandogli una delle sue tipiche frasi così dense di spiritualità.

  • Subito dopo arrivano ad arrestare il colpevole i carabinieri, i quali sono giunti alla verità seguendo un percorso diverso (e solitamente più lungo) rispetto a quello di Don Matteo.

  • Risolto il caso, tutti tornano felici e contenti.

Camomillatelo!

Oggi è il giorno del V-Day, promosso da Beppe Grillo. Il blog di quest'ultimo non lo visito spesso: i suoi post sono troppo frequenti, lunghi ed approfonditi perché io possa riuscire a starci dietro. Per questo sono venuta a sapere di tale iniziativa soltanto leggendo una lettera pubblicata sull'ultimo numero di "TV Sorrisi e Canzoni", nella quale il direttore Umberto Brindani spiegava perché aveva deciso di non parlare della manifestazione. Successivamente più di un lettore ha espresso le sue perplessità in merito a quella risposta, inviando lettere alle quali il direttore non si è trattenuto dal replicare. Di tali risposte vorrei segnalarne un paio. In questa Brindani, in pratica, ha implicitamente ma chiaramente mandato a quel paese il lettore, mentre in quest'altra ha affermato "Io non voglio vivere in un Paese in cui ci si manda programmaticamente affa***lo". Certo, molto meglio vivere in un Paese in cui uno dei maggiori leader politici (che guarda caso è proprio il datore di lavoro di Brindani) dà dei "c***ioni" a più di metà dell'elettorato e poi non si premura neanche di chiedere scusa...

N.B.:
Su una cosa, comunque, sono d'accordo con Brindani: sarebbe stato meglio se Grillo avesse scelto per la sua campagna uno slogan un po' meno "colorito"... Il termine prescelto rischia di mettere in cattiva luce le vere finalità della manifestazione, che mi sembrano di tutto rispetto. Eccole qua:

Vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare per ottenere:


  1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI - No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale

  2. DUE LEGISLATURE - No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente

  3. ELEZIONE DIRETTA - No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta

Un altro Sport con la S maiuscola

Ieri sera mi è capitato di guardare su Raitre i campionati del mondo di ginnastica artistica in corso a Stoccarda. C'era il concorso completo individuale, in cui la nostra Vanessa Ferrari ha conquistato la medaglia di bronzo a pari merito con un'altra atleta. Se non avesse commesso un grave errore alle parallele asimmetriche, Vanessa avrebbe potuto ottenere un risultato ancora migliore.
Come non rimanere incantati di fronte alle vere e proprie acrobazie che le giovanissime atlete riescono a compiere? Guardando la Ferrari che eseguiva due o tre "capriole" (se c'è un termine più specifico lo ignoro) sulla trave, ho pensato: "Caspita, se solo ci avessi provato io, a questo punto mi sarei fratturata tutte e due le gambe, come minimo". Uffa, perché riesco a godermi lo sport soltanto in poltrona, essendo falliti tutti i miei tentativi di praticarne uno?

Un premio?!

Grazie all'intervento del tecnico di Telecom Italia, ieri la spia del mio modem ha finalmente smesso di lampeggiare, segnalando l'avvenuta connessione alla linea ADSL. Caro signor Telecom, dal momento che ho una tariffa flat, che ne diresti di rimborsarmi le quattro chiamate (molto più brevi del solito, a dire il vero) che ho fatto con la connessione a 56k per combattere le crisi di astinenza da Internet? No, eh? Vabbe', io ci ho provato...
E adesso... beccatevi una raffica di post!
Ho letto qui che a Federico Moccia è stato assegnato il premio Baccante 2007 per "avere riportato alla ribalta il romanzo sentimentale e aver avvicinato i giovani alla lettura". Se permettete, vorrei smontare entrambe le motivazioni.

  • "avere riportato alla ribalta il romanzo sentimentale"? Dopo aver letto "Tre metri sopra il cielo" (ma ho motivo di credere che nei romanzi successivi l'andazzo sia lo stesso), sono convinta che l'autenticità dei sentimenti narrati da Moccia sia tendente a zero, come ho già scritto qua.

  • "aver avvicinato i giovani alla lettura"? Ma i giovani d'oggi, se non se la sentono di dedicarsi alla lettura di opere più impegnative, come minimo leggono dei testi che sono caratterizzati da una forma letteraria, da un filo logico e da un'aderenza alla realtà ben superiore rispetto ai libri di Moccia: i manuali di istruzioni dei loro telefonini! (Vabbe', qui forse sono stata troppo acidella... )

giovedì 6 settembre 2007

Doverosi omaggi

Oggi tutti i telegiornali hanno dato ampio risalto alla notizia della scomparsa di Luciano Pavarotti, il tenore italiano più famoso nel mondo. Sarà che non sono appassionata di musica lirica, sarà che i problemi di salute del "tenorissimo" non erano certo un mistero... ma personalmente sono rimasta molto più colpita quando ho appreso, ieri mattina, che la sera prima il noto imitatore e conduttore Gigi Sabani era improvvisamente morto d'infarto a soli 55 anni.
La bravura di Sabani ha rallegrato la mia infanzia e la mia adolescenza; come non ricordare le sue imitazioni di Mike Bongiorno, Adriano Celentano, Pippo Baudo, Beppe Grillo... e tanti altri? (A dire il vero non mi pare di averlo mai visto imitare personaggi un po' più attuali)
Nel 1996 Sabani fu coinvolto in una Vallettopoli "ante litteram", ma alla fine fu completamente scagionato e risarcito per i 13 giorni trascorsi agli arresti domiciliari. La sua carriera, però, non si riprese mai del tutto da quella spiacevole battuta d'arresto.
Raiuno ha deciso di dedicare la prima serata di oggi al maestro Pavarotti, trasmettendo un suo vecchio concerto. Fatte le debite proporzioni, ieri non sarebbe stato il caso di rimpiazzare almeno il gioco "Soliti ignoti" con una puntata speciale di "Supervarietà" fatta di spezzoni di performance di Sabani?

mercoledì 5 settembre 2007

Ritorno al passato

Oggi scrivo solo due parole. Poiché Alice ADSL mi ha piantata in asso, in attesa che Telecom Italia risolva il problema, ho provato a rispolverare la cara vecchia connessione a 56k che avevo messo in pensione ad aprile dell'anno scorso. È stato uno shock riscoprirne la lentezza straziante! Evviva i siti "leggeri" da navigare e non sovraccarichi di contenuti multimediali pressoché inutili!

martedì 4 settembre 2007

Aridatece Pupo!

E così è arrivato settembre: dal punto di vista climatico abbiamo già avuto il primo assaggio di autunno, mentre sul piano televisivo finisce la stagione delle repliche e delle sperimentazioni e ricomincia la programmazione "invernale". Da ieri il gioco "Reazione a catena", piuttosto originale e rispondente ai miei gusti, ha ceduto il posto a "L'eredità" di Carlo Conti. Quando l'altro giorno Pupo ha concluso il suo programma salutando il pubblico da casa, mi sono resa conto che avrei preferito altre puntate di "Reazione a catena" piuttosto che beccarmi l'ennesima edizione di un quiz che, diciamocelo, inizia un po' a stufare; questo post in cui affermavo che mi sarebbe piaciuto partecipare mi sembra di averlo scritto secoli fa...
Insomma, spero tanto che ripropongano "Reazione a catena", magari trovandogli nel palinsesto una collocazione migliore rispetto al preserale estivo!

Novità in edicola

Il direttore Umberto Brindani l'aveva preannunciato venerdì: sulla copertina del numero di "TV Sorrisi e Canzoni" in edicola questa settimana, il primo dopo un massiccio restyling, ci sarebbe stata Michelle Hunziker, che a quanto pare ha spodestato la Cuccarini dal trono di "più amata dagli italiani" (e questo a me, che Lorella la ammiro da sempre, non può non dispiacere).
Personalmente non posso negare che Michelle sia una delle migliori showgirl attualmente in circolazione: sa presentare, ballicchiare, parla diverse lingue, è spigliata e simpatica... anche se onestamente trovo che sghignazzi più del dovuto. Sulle doti canore stendiamo un velo pietoso (ricordate il brano di Ramazzotti interpretato a Sanremo?). Facendo la media... un personaggio abbastanza sopravvalutato, ma indubbiamente popolare ed attuale.
Michelle ha rilasciato a "Sorrisi" un'intervista esclusiva, affermando chiaramente e legittimamente di non voler parlare della sua vita sentimentale, che probabilmente era il primo argomento sul quale il lettore medio si aspettava di scoprire qualcosa di nuovo, dopo le "paparazzate" estive. E come ha fatto la redazione a colmare questa lacuna? Facendo seguire all'intervista un breve articolo, corredato di foto del tutto innocenti ma palesemente "rubate" che ritraggono la showgirl in compagnia del bel Daniele Pecci (eh, avercelo... come dico spesso a proposito dei maschietti più fascinosi! ). Dubito che la Hunziker abbia fatto i salti di gioia per questo trattamento.
Insomma, Brindani ha un bel dire che il suo giornale è lontano anni luce dal gossip, ma a me quel secondo articolo è sembrato una vera e propria intrusione nella privacy delle persone coinvolte. Se non è gossip questo... Più passa il tempo e più mi sembra che "Sorrisi" tenda a somigliare a "Chi", il settimanale che Brindani dirigeva prima di passare al più diffuso giornale italiano.
Sfogliando la rivista, mi ha sfavorevolmente colpita una dichiarazione rilasciata da Nancy Brilli. L'attrice, che ha avuto il figlio Francesco dall'ex marito Luca Manfredi grazie alla fecondazione artificiale, commenta così la discussa normativa attualmente in vigore in Italia: "Se uno desidera un figlio, lo desidera, punto. Per cui, se non lo può fare qui, lo va a fare all'estero, su certe cose non c'è legge che tenga". Beh, cara Nancy, evidentemente per tua fortuna non sai cosa siano i problemi economici, altrimenti non l'avresti sparata così grossa. Non ti rendi conto che la coppia italiana media con problemi di fertilità un viaggio della speranza come il tuo se lo può permettere soltanto nei suoi sogni? Due anni fa, personalmente, votai ai referendum sulla legge 40 che purtroppo fallirono a causa del mancato raggiungimento del quorum, e mi sento male ogni volta che mi imbatto nelle testimonianze di donne la cui gravidanza trigemellare, iniziata "grazie" a tale legge, si è conclusa nel peggiore dei modi. Mi è rimasta impressa una lettera sconvolgente pubblicata proprio su Sorrisi.com due anni fa.
Passando ad argomenti più leggeri, sul numero di "Sorrisi" in questione c'era l'ennesimo articolo inutile di Francesco Facchinetti, l'ex DJ Francesco recentemente improvvisatosi giornalista. Francesco, che sarà l'inviato della prossima edizione dell'"Isola dei famosi", ha raccontato le proprie incursioni nelle stanze dei futuri naufraghi impegnati nel corso di sopravvivenza. Un articolo inutile, dicevo, perché dell'unica informazione che mi interessava non c'era traccia: chi diavolo sono 'sti due, Lisa Fusco e Nicola Canonico, immortalati insieme agli altri "relativamente famosi"?
La cosa che mi è piaciuta di più dell'ultimo "Sorrisi" è il fatto che vi fosse allegato il primo volume (sugli animali) della Grande Enciclopedia per Ragazzi. Ma quali ragazzi?! Pure io, che nel target a cui è rivolta l'opera non ci rientro da un po', l'ho trovato davvero interessante e ben fatto, anche se è dedicato prevalentemente ad invertebrati, pesci, anfibi e rettili che non sono proprio la mia passione. Se a casa avessi spazio a sufficienza (ma purtroppo non ce l'ho ), completerei senz'altro la collezione!

lunedì 3 settembre 2007

L'angolo del buonumore

Oggi non ho nulla di pronto da postare, ma dopo la raffica di post (quattro!) di ieri mi pare brutto non lasciare alcuna traccia nel blog oggi...  per cui mi limiterò a linkare una barzelletta che forse avrete già sentito, ma che tradotta nel vernacolo toscano mi sembra ancor più divertente: eccola.
Personalmente l'idea del cammello padre e del cammellino figlio che dialogano in dialetto mi fa troppo ridere... Voglio iscrivermi ad un corso accelerato di dizione toscana per imparare a raccontarla come si deve!

domenica 2 settembre 2007

Lo Sport con la S maiuscola

Negli ultimi giorni restavo incantata a guardare alla televisione i campionati del mondo di atletica leggera tenutisi a Osaka, in Giappone. Quello sì che è Sport con la S maiuscola, altro che calcio! Sì, lo so che mi sono già dichiarata tifosa juventina, e non posso negare che il calcio sappia appassionare come pochi altri sport... ma chi fa atletica leggera suscita in me un'ammirazione davvero incredibile. Si tratta di persone che sono disposte a sottoporsi ad allenamenti durissimi e che in gara tendono davvero a dare il massimo, spingendosi ai limiti delle loro possibilità e raggiungendo prestazioni che dal mio punto di vista hanno qualcosa di fantascientifico. E che cosa ottengono in cambio? Sicuramente siamo lontanissimi dai compensi astronomici dei calciatori di serie A: immagino che solamente i migliori atleti ce la facciano a guadagnarsi da vivere con il solo sport. Tutti gli altri vanno avanti grazie alla passione per quello che fanno, e alla gioia per ogni risultato positivo ottenuto.

La mia opinione sul wrestling

Ha fatto molto discutere la decisione, da parte del direttore di Italia 1, di sospendere "Smackdown", il programma dedicato al wrestling, in seguito al tragico fatto di cronaca che ha coinvolto Chris Benoit: il wrestler si è suicidato il 24 giugno dopo aver ucciso la moglie e il figlio. Qui potete trovare le lettere (quasi tutte di protesta contro tale decisione) inviate a Sorrisi.com al riguardo.
A me non è dispiaciuto affatto che abbiano chiuso quel genere di trasmissioni, che peraltro non ho mai seguito: il wrestling non mi piace per niente, faccio fatica anche solo a considerarlo uno sport, e sono d'accordo con chi lo ritiene diseducativo per i più giovani. Ho sentito dire che la violenza nel wrestling è preordinata (non finta, perché spesso ci si fa male sul serio, e parecchio)... ma come spiegarlo ai bambini, i quali adorano sia assistere a quel genere di spettacolo sia possedere i vari gadget correlati? Quando ero bambina io, mi risultava particolarmente difficile distinguere tra realtà e finzione.
Ciò premesso, trovo che la decisione di Italia 1 non sia stata particolarmente azzeccata. Sia chiaro, io ero contraria alla messa in onda di certi programmi già prima della tragica vicenda... ma trovo assurdo che per sospenderli sia stato necessario prendere a pretesto il folle gesto di Benoit, che considero pur sempre una faccenda privata dell'uomo, non del wrestler. Secondo me la violenza negli stadi e l'uccisione del poliziotto Filippo Raciti hanno a che fare con il calcio molto più di quanto il caso Benoit abbia a che vedere con il wrestling. Eppure, dopo i tragici fatti di Catania del 2 febbraio scorso, il campionato è rimasto fermo il minimo indispensabile, poi è regolarmente ripreso (insieme alla miriade di trasmissioni dedicate), adottando opportuni accorgimenti di sicurezza. A quanto pare, sarebbe stato impensabile sospendere il calcio a tempo indeterminato: si tratta pur sempre dello sport più amato in Italia e, soprattutto, attorno ad esso girano cifre ingentissime...

Una strage di neuroni

In uno spot che va in onda in questo periodo, Piero Chiambretti afferma che "ogni minuto oltre duecentomila neuroni del tuo cervello si spengono per sempre". Caspita, ma davvero sono così tanti?! Se fosse vero, vorrebbe dire che da quando ho aperto questo blog oltre quaranta miliardi dei miei neuroni sono andati in pensione... ma mi sembra improbabile, considerando che il cervello è costituito da un centinaio di miliardi di neuroni e che, se non sbaglio, almeno da una certa età in poi non se ne formano di nuovi. Se la velocità di "spegnimento" avesse quell'ordine di grandezza, sarei già arrivata perlomeno al punto in cui i neuroni superstiti si aggirano per il mio cervello invocando, come la famosa particella di sodio: "Yu-huuu!!! C'è nessuno?!?".

Somiglianze

Stamattina ho tirato fuori dal comodino alcune vecchie foto dei tempi della scuola. Con  un certo sgomento ho notato che, nella foto di classe della prima liceo, assomigliavo in maniera inquietante a Mirtilla Malcontenta, la lamentosa fantasmina dei film di Harry Potter...


Sempre meglio che in una foto delle medie, nella quale avevo una chioma tale da ricordare vagamente lo stesso Harry Potter!
Che aspetto ho adesso? Beh, caricando una mia foto recente nel sito MyHeritage (che colgo l'occasione per consigliarvi), è venuto fuori che il personaggio famoso al quale assomiglio di più è Meredith Monroe, l'attrice che interpretava la tormentata Andie McPhee nel telefilm "Dawson's Creek".


Insomma, mi è andata bene! (Io non sono bionda, comunque)

sabato 1 settembre 2007

Scrittori improvvisati

Ieri sera, mentre gironzolavo in un centro commerciale, lo sguardo mi è caduto su una pila di libri: "La mia prigione" di Fabrizio Corona (per citare Tvblog, "il dio della letteratura perdoni l'editore e gli acquirenti, almeno per il titolo"). Poiché sono pur sempre una curiosona, ho preso in mano una copia e l'ho sfogliata. È incredibile quante assurdità abbia scritto (o abbia fatto scrivere) quell'individuo... e con quanta spocchia, poi!
Normalmente avrei reputato 4 euro e 90 centesimi un prezzo accettabile per portarmi a casa un volumetto che in fatto di comicità ha ben poco da invidiare a quelli dei comici di "Zelig", in un certo senso. Ma se Corona è diventato così famoso e ricco (molto più di quanto lo fosse prima di Vallettopoli, per sua stessa ammissione), è proprio grazie a queste piccole cose: la gente magari lo disprezza, ma poi cede alla curiosità di seguire le sue apparizioni televisive e leggere gli articoli che lo riguardano, anche solo per vedere fino a che punto riesce a spingersi; al mondo dei media, ovviamente, è convenuto adeguarsi a questo andazzo, regalando a Corona soldi e (im)popolarità.
Insomma, io ho resistito alla tentazione ed ho lasciato il libercolo al suo posto, dando il mio infinitesimale contributo all'esaurimento di questo fenomeno mediatico. Fate come me, se potete! Ve lo chiede anche Anna Lupini, che in fondo il libro l'ha comprato e letto per puro interesse professionale.